Viaggi di testa e viaggi nel mondo

A cavallo nella valle di Vinales a Cuba

 

Una delle più belle esperienze che si possono fare a Cuba è andare a cavallo per le valli di Vinales.

Al mattino alle 8.30, Husto, il ranchero con cui avevamo preso accordi tramite la casa particular dove alloggiamo, ci viene a prendere e attraverso la campagna circostante, ci porta dove sono parcheggiati i nostri bellissimi cavalli, Guarapo, Lucero, e Poco Loco.

 

 

Ci insegna come si danno i comandi, destra, sinistra, dritto, fermo, lui in spagnolo e noi in un italiano “spagnoleggiante” ma riusciamo comunque a capirci molto bene.

 

 

 

Io ho cavalcato qualche volta, mio marito mai, Giada ha preso qualche lezione quando era piu’ piccola, ma nessun problema, ci dice Husto. Mi mette capo branco e si parte per la campagna. Ci addentriamo per i campi e incontriamo dei piccoli agglomerati, e della capanne. Tutto intorno, i famosi “mogotes”, le formazioni calcaree con cima piatta, della valle di Vinales.

 

 

La nostra prima tappa è in una fabbrica di tabacco, o meglio nella casa di un tabachero, che ci racconta tutto il ciclo del tabacco, dalla semina alla produzione dei sigari, con assaggio finale. Giuseppe decide anche di comprare proprio qui un po’ di sigari. D’altra parte, si dice che siano i migliori del mondo. Poco importa se sia vero o no, il racconto è cosi’ piacevole e anche la persona che preferiamo favorire questo amico piuttosto che andare ad acquistare in un negozio.

 

 

Il nostro viaggio prosegue, Husto ci porta su terreni un po’ piu’ impervi e dissestati e io ho difficoltà a governare il cavallo. Non ho ben capito come si danno i comandi e ho il solito problema di far fatica a identificare subito la destra dalla sinistra..e poi, sono molto agitata, è bellissimo stare sull’animale ma non mi sento molto sicura, nonostante il mio cavallo Guarapo e gli altri, siano estremamente ubbidienti quando Husto li chiama o da loro i comandi con la voce. Husto pensa bene di retrocedermi alla fine della coda e di tenere con la corda il mio cavallo, mandando avanti Giuseppe.

 

 

Guardando la meraviglia della vallata, con le spiegazioni di Husto riguardo al diverso tipo di coltivazioni del terreno, arriviamo alla prossima tappa, una piantagione di caffè, dove è prevista una sosta.

 

 

Anche qui una deliziosa e simpatica persona, ci spiega tutto il ciclo del caffè e poi ci invita al bar dove si puo’ degustare il caffè o bevande tipiche. Noi preferiamo evitare il caffè cubano e proviamo ad assaggiare la canchanchara, un cocktail fatto con il succo ricavato dallo zucchero di canna e rhum, che si rivela buonissimo e una guarapo, ovvero il succo ottenuto dalla spremitura della canna da zucchero, che avevamo già assaggiato in precedenza.

 

 

 

Continuiamo il nostro giro, che si fa sempre piu’ avventuroso, guadiamo anche delle enormi pozzanghere creatasi con il temporale della sera precedente, dove i cavalli affondano fino a metà gamba e noi ci schizziamo ovunque di fango…ma è bellissimo!!! Ci sembra di essere un po’ i cow boy a cavallo che si vedono nei film! Dopo 4 ore il nostro giro finisce, siamo molto soddisfatti, dell’esperienza, vorremmo avere un giorno in piu’ per tornare a cavallo anche domani!!

 

 

Siamo riusciti a parlare un po’ con Husto durante le nostre tappe, e nonostante i cubani sia molto riservati riguardo la loro situazione politico e sociale, si è dimostrato una bellissima persona, padre di famiglia, appassionato del suo lavoro e innamorato della sua terra (e ci crediamo, con tutta quella bellezza! ). Ma come in tutti i cubani, si percepisce il suo desiderio di conoscere anche altro che il suo paese, cosa che non è facile per loro, e lui coltiva il sogno di poter fare un viaggio di lavoro negli Usa. Giunti ai saluti chiediamo a Husto di fare una foto ricordo, si mette vicino a Giuseppe, ma prima di scattare, chiede di fermarsi, si toglie il suo cappello da ranchero e lo scambia con quello di Giuseppe… un gesto commovente, che la dice di gran lunga sull’anima di Husto. Una persona che ricorderemo per sempre.

 

 

Al ritorno verso la nostra casa particular, un dono ci aspetta sulla strada: un ferro di cavallo, che ci portiamo a casa come ricordo della nostra esperienza a Vinales.

 

 

(luglio 2017)

 

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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