Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Viaggi nel Mondo

Assicurazioni di viaggio, queste sconosciute!

 

 

Ogni anno, quando pianifico le vacanze, mi trovo nella situazione di dover cercare un’assicurazione con una polizza che copra anche l’annullamento dovuto a malattie preesistenti, avendo genitori e altri parenti che, data l’età, hanno qualche malanno.

Perché, se qualcuno non lo sapesse, gli eventi prevedibili e quindi le malattie di cui si è sofferto (o per cui si sono manifestati sintomi), dette preesistenti o pregresse, e quelle croniche, non hanno copertura dalla quasi totalità delle compagnie di assicurazioni!

Secondo quest’ultime, quindi, praticamente dovremmo stare tutti a casa!

Mi ritrovo pertanto a spulciare nel dettaglio le condizioni dei fascicoli informativi delle polizze, e ogni volta scopro qualcosa di nuovo, che mi fa propendere a pensare sempre di piu’, a quanto  le assicurazioni se ne approfittino di chi, per pigrizia o per difficoltà di comprensione, non va a leggere tutte le condizioni generali di servizio e le piccole clausole nascoste, tra le decine di paragrafi e punti.

Voglio quindi contribuire a diffondere quello che ho scoperto, in modo che ci sia una maggiore consapevolezza in chi, come me, cerca di assicurarsi, per placare, almeno un po’, le ansie di una imminente catastrofe che potrebbe accadere.

Avevo già scritto un precedente articolo, nello specifico sulle malattie preesistenti, sul blog Bimbi e Viaggi:

 

Assicurazione di viaggio in caso di malattie pregresse

 

Assicurazione su viaggi acquistati in agenzia

A chi organizza il viaggio in agenzia, solitamente viene proposta una polizza dall’agenzia stessa (che puo’ essere anche quella presente sul catalogo del tour operator): anche in questo caso, consiglio sempre di leggere tutte le clausole, le coperture e le esclusioni, prima di decidere se stipulare proprio quell’assicurazione, o se è il caso di sceglierne un’altra. A volte alle agenzie sono riservate polizze diverse e molto piu’ complete, rispetto a quelle che è possibile acquistare in autonomia, come privati. Esistono infatti vere e proprie “All risk” a tutti gli effetti, ma sempre acquistabili in abbinamento ad un pacchetto, come ad esempio le Globy di Allianz, tra cui Globy giallo, che copre oltre alle malattie preesistenti, anche la revoca delle ferie, impegni di lavoro, patologie della gravidanza, malattia del cane o del gatto, guasti in casa, e qualsiasi motivo oggettivamente documentabile che colpisca l’assicurato;  oppure Tripy 360 di Axa, che copre piu’ o meno gli stessi eventi, ed ha anche, a scelta, l’opzione senza giustificativo.

In altri casi,  anche in agenzia possono venire proposte polizze con basse coperture o incomplete, pertanto è sempre opportuno fare attenzione.

 

 

Assicurazioni acquistate in autonomia

Invece, per chi si organizza in fai da te, la scelta è molto piu’ limitata. Mentre anche solo fino a qualche anno fa, si trovava qualche assicurazione che copriva le malattie preesistenti, allo stato attuale quasi nessuno copre sinistri dovuti a questo tipo di eventi. Ne ho trovata solo una, che lo fa effettivamente, (Travel Cancel di Allianz-forse 2 se si aggiunge Worldnomads, ma che ha il fascicolo informativo tutto in inglese: già le cose sono complicate nella nostra lingua, figuriamoci in una lingua straniera!), con un premio piuttosto elevato, calcolato in percentuale rispetto al costo del viaggio, e con l’applicazione, pero’, di franchigie molto alte, fino anche al 35%..che non è poco! Questa assicurazione copre l’annullamento in caso di aggravamento di malattie croniche o per le quali già si hanno avuto sintomi, ma si limita al solo annullamento. Piccolo particolare, uno di quelli che ho appena scoperto: la copertura riguarda prenotazioni di voli da compagnie aeree e di navigazione, di strutture ricettive, ma non è valida se si prenota da un’agenzia di viaggi o tour operator italiano (soltanto se ha sede nel paese di destinazione!). Elemento che, tra le altre cose, puo’ facilmente sfuggire, come stava accadendo a me, se non avessi telefonato e fossi stata, per caso, avvisata da un operatore del call center.

Se si volesse la copertura durante il viaggio (qualora uno degli assicurati soffra di qualche patologia, o nel caso si abbiano famigliari, come parlavo all’inizio, con patologie) occorrerebbe fare anche un’altra assicurazione.. Io ne ho trovata una soltanto al momento, che costa pero’ un patrimonio (Globy Rosso).

 

 

Cosa si intende per malattia preesistente

Ma cosa si intende per malattie preesistenti??

Anche questa è una delle cose che, approfondendo, mi ha lasciato un po’ interdetta. Le assicurazioni non intendono solo le condizioni patologiche, ma anche sintomi e malattie di cui si possa aver sofferto nei precedenti 12 (alcune), o, addirittura, 24 mesi (come Columbus e Coverwise) dalla stipula dell’assicurazione. Cio’ significa che, per esempio, se un bambino ha avuto un episodio di otite o di tonsillite e questa si ripresenta in viaggio, difficilmente si avrà la copertura e quindi ci si ritroverebbe a pagare per visite o eventuali ricoveri; idem per esempio se uno soffrisse di mal di testa e avesse un episodio tale da dover richiedere una visita; o se capitasse di soffrire di una colica renale in viaggio, e si fossero già presentati episodi in precedenza.. Non parliamo poi di chi soffre di ipertensione..Alcune compagnie addirittura, considerano non soggette a copertura, situazioni per cui sono stati presi farmaci, fatti esami o accertamenti specifici o anche solo in presenza di prescrizioni mediche di check up..

Vediamo cosi’ che il concetto di malattie preesistenti si allarga di molto e le probabilità di trovarsi scoperti e a dover sborsare denaro ( nonostante la sottoscrizione di una polizza) aumentano. Quindi, quando si va in certi paesi, come per esempio gli USA, dove le spese per l’assistenza medico-sanitaria sono esorbitanti, si potrebbe correre il rischio di spendere un patrimonio.

Si intende anche che, se un parente a casa dovesse essere ricoverato e ci fosse la necessità di interrompere il viaggio,  o, nella peggiore delle ipotesi, corna facendo, si verificasse il decesso, non è detto che, se la malattia era conclamata o manifesta, si possa ottenere rimborso delle spese.

Anche lo stato di gravidanza viene assimilato spesso alla patologia preesistente! Infatti l’annullamento per problemi durante la gravidanza, nella maggior parte dei casi che ho considerato, è consentito solo se la gravidanza stessa è intervenuta dopo la stipula del contratto.  Per alcune compagnie, l’annullamento è possibile, se richiesto  entro pochi giorni dalla scoperta (indipendentemente dal sapere se ci saranno patologie o meno!- es. Viaggi Sicuri). Anche le coperture in viaggio sono limitate: da un certo periodo in poi, per esempio dopo il 6° mese o la ventiquattresima/ventiseiesima settimana, la copertura non è piu’ valida.

 

 

Altre cause di riduzione o esclusione della copertura assicurativa

Qualora si sia stipulata un’assicurazione che preveda anche l’annullamento e si verificasse un infortunio imprevisto, qualche tempo prima della partenza, il mio buonsenso, e voglia di andare in vacanza, mi direbbe di attendere fino all’ultimo, per vedere se potessi evitare di annullare. In questo caso, al contrario, potrei rischiare molto: parecchie assicurazioni prevedono che il sinistro sia denunciato entro un certo numero di ore (tipicamente 24) e non oltre un certo numero di giorni  (spesso 3!!), pena l’invalidità della copertura! Se va fatta bene invece, si puo’ essere coperti, ma con le penali rimborsabili al momento in cui il sinistro è avvenuto!

Altre compagnie ancora, rimborsano, in caso di richiesta di annullamento, soltanto in presenza di un ricovero (per cause imprevedibili all’atto della stipula), per un certo numero di giorni.

E attenzione, che spesso non sono coperte cose che neanche si possono immaginare, come: attività definite sport estremi, (che siano per noi estremi o meno non importa, di solito comunque c’è l’elenco), scioperi, guerre, atti terroristici o tumulti sul luogo di destinazione (ne ho trovato alcune che coprono l’annullamento per atti terroristici avvenuti, Nobis/filodiretto tra le altre), catastrofi naturali, utilizzo di mezzi a 2 ruote (!!), fallimento della compagnia aerea o di chi presta i servizi, atti di temerarietà (!!) e molto altro..Ergo per cui, leggersi la polizza nella parte delle esclusioni!!

Molto spesso compagnie aeree o agenzie on line intermediarie propongono in abbinamento al prodotto venduto, delle assicurazioni, a prezzi apparentemente concorrenziali: ecco che in questo caso è importante andare a vedere i massimali, che di solito sono molto ridotti (con conseguenti rischi), e le coperture (potrebbero non essere inclusi infortuni, responsabilità civile, interruzione viaggio).

Non è detto inoltre che, a fronte di un alto costo del premio, massimali e coperture siano piu’ alti: esistono infatti assicurazione on line molto piu’ economiche di altre molto blasonate, con massimali alti e coperture complete (come Columbus e Viaggi Sicuri).

Un’altra cosa di cui bisogna tenere conto, come in tutte le polizze assicurative, sono le franchigie, che possono ridurre drasticamente la cifra indennizzabile in caso di sinistro. Molte compagnie mettono come optional a pagamento, la possibilità dell’annullamento della franchigia, ma anche qui attenzione: ho trovato un caso in cui, era previsto l’abbattimento di tutte le franchigie, tranne dell’unica in percentuale, sull’annullamento, che avrebbe abbattuto notevolmente l’indennizzo.

Infine, avete mai sentito parlare dell’aggravamento del rischio? E’ una clausola che hanno tutte le polizze, che prevede che l’assicurato debba comunicare per iscritto ogni aggravamento del rischio (per esempio una malattia intervenuta dopo la stipula e prima del viaggio), e che la compagnia possa decidere se accettarlo o meno. La mancanza di questa comunicazione puo’ comportare la perdita totale o parziale del diritto alle prestazioni, nonché la cessazione delle garanzie previste in polizza. Lo sapevate?

 

 

Alcune buone notizie

Cercando su google “codice sconto” o “coupon” e il nome delle assicurazioni, si possono trovare dei codici che permettono di avere delle percentuali di sconto, inserendoli nel campo apposito, prima del pagamento, durante l’acquisto. Anche alcuni blog hanno convenzioni per ottenere lo sconto; inoltre alcune assicurazioni hanno fatto convenzioni sconto con alcuni partner, che si ottengono se si è impossesso delle loro carte fedeltà, come per esempio la carta Conad, Payback, Mediaworld, alcune carte di credito ecc.

Per concludere, queste le mie considerazioni:

Un’ assicurazione di viaggio va sempre fatta, se non altro per scongiurare l’evento!

(oltre che per i tanti altri casi in cui veramente puo’ salvaguardare)

 

 

 

 

 

 

 

giugno 2018 (informazioni raccolte a giugno 2018)

(foto Pixabay)

Repubblica Domenicana: un tuffo dove l’acqua è piu’ blù

 

 

Distese di palme davanti ai miei occhi. Sabbia bianca e soffice sotto i miei piedi.  Mare caldo di un azzurro mai visto. Profumo di caribe. Musica allegra da ballare al ritmo del merengue. Rum come vitamina per caricarsi.

Questa è la prima immagine della mia Repubblica Domenicana…

Stacco dalla routine e immersione nella natura, nutrimento per l’anima..

Passeggiare sulla lunga spiaggia di Bayahibe, deserta al mattino, in compagnia del suono delle onde del mare. Sorseggiare un cocktail all’ombra di una palma a Punta Cana. Godersi i colori del tramonto, mentre il mio mondo fatto di pensieri, parole, corse e click,  si ferma. E sono proprio li’. A vivere l’attimo.

Momenti di relax.

Ma non solo.

Partire verso il paradiso di Saona. Fare il bagno con le stelle marine alle piscine naturali. Fare snorkeling a Catalina. Navigare a bordo di una zattera sul Rio Chavon. Ammirare la natura selvaggia circostante e fermarsi per buttarsi nel fiume da una liana.

Ma non solo.

Immergersi nei paesaggi delle piantagioni di canna da zucchero. Assaporare il gusto della canna. Sentire una stretta al cuore alla vista dei bambini haitiani e delle loro povere dimore.

Ma non solo.

Arrivare fino alla penisola di Samanà, per godere dello spettacolo del rituale delle balene, che si incontrano per riprodursi. Rimanere senza fiato davanti alle cascate del Limon. Approdare sulle spiagge piu’ belle , bianche e incontaminate. E lungo in viaggio, restare stupefatti dalle distese di palme, dai villaggi di pescatori, dai colori , che ammaliano la vista, tra il verde e il blu’.

Ma non solo.

Gironzolare per le strade di Bayahibe. Le case colorate, i bambini che giocano, i ristorantini sul mare, le bancarelle, il merengue di sottofondo. Per il mercato di Higuey. Per il paese di Altos de Chavon. E apprezzare quello che l’uomo ha saputo fare.

E rendersi conto che la Repubblica Domenicana, non è Santo Domingo, come spesso viene erroneamente chiamata. E’ molto di piu’. E’ una terra vivace e generosa, che ti attira con la sua bellezza e ti tiene con la sua leggerezza.

E’ un tuffo dove l’acqua è piu’ blù.

 

 

Fuerte vado o non vado: 10 motivi per non andare a Fuerteventura

 

 

 

 

Nei giorni scorsi abbiamo fatto una toccata e fuga a Fuerteventura.

Ancora una volta.

Abbiamo fatto il pieno di bianco e dorato delle spiagge, di azzurro e verde del mare, di nero delle rocce vulcaniche.. Sazi?? Ancora una volta no.

 

 

Saremo rimasti ancora e ancora, oltre quei 5 giorni, e abbiamo ancora la voglia di tornarci, che aumenta ogni volta che andiamo.

 

 

Abbiamo trovato nuovi angoli con mare meraviglioso dalle 1000 sfumature di blu, e dietro, il deserto, le dune.

 

 

Ci siamo deliziati del pesce alla plancia, della paella, del formaggio di capra, della carne alla griglia, del mojo con pane caldo, patate canarie, del ron miel a fine pasto.

 

 

Abbiamo visto tramonti fuoco.

 

 

 

Fuerte o la ami o la odi.

Pertanto riflettete prima di andare. O potreste rovinarvi la vacanza. O innamorarvene.

 

 

Non andate se siete tipi che sono infastiditi dal vento o se pensate che il vento vi faccia venire il mal di testa o vi innervosisca. Se invece lo tollerate, sappiate che a volte dovrete passeggiare per un po’ imbaccucati, ma potrete trovare un corralito che vi riparerà e starete al caldo, anche troppo, del sole.

 

 

Non andate se pretendete di stare in un posto: a volte occorre spostarsi per trovare il bel tempo o il posto meno ventoso.

 

 

Non andate se vi fa impazzire trovarvi pieni di sabbia, di cui non riuscirete a liberarvi. Se siete tipi che guai al telo insabbiato, o guai alla sabbia nei capelli o nella borsa. Andate solo se non vi importa trovarvi con i capelli come una capretta e se non siete tipi iperattivi, che vogliono sempre trovare qualcosa da fare.

 

 

Non andate se siete quelli che vogliono spiagge animate e attrezzate: qui c’è solo pace, rumore del vento e del mare.

 

 

 

Fuerteventura è un’isola semplice.

Andate se amate perdervi nei paesaggi deserti e ammirare la forza della natura che crea paesaggi diversi, divertendosi con la sabbia e le maree.

 

 

Se amate i contrasti vicini: il bianco della sabbia con il nero delle rocce vulcaniche sulla stessa spiaggia; il mare calmo turchese e trasparente delle lagune e quello  potente e burrascoso delle spiagge con le grandi onde adatte al surf, nello stesso paese; le cittadine sviluppate con urbanizzazione selvaggia e tutti i servizi e le comodità, e i grandi spazi deserti o i piccoli paesini, a pochi km di distanza.

 

 

Andate se amate fuori misura il pesce, le tapas, ma non se cercate la pasta.

 

 

Andate se potete accettare di stare riparati dal vento tra le rocce laviche, ma non dal sole e di mettervi il maglioncino, quando vi alzate dal vostro riparo, talvolta, e quando uscite la sera.

 

 

 

Se vi puo’ piacere il deserto nel mare e il mare nel deserto.

 

 

Se vi piace la natura selvaggia e gli scoiattolini.

 

 

Non andate se le vostre domande sono: c’è molto vento? Si puo’ fare il bagno? C’è qualcosa da vedere? Non andate se avete incertezze. Dovete tornare amandola, Fuerte, non tornare dicendo che non è bella oppure: “bella, peccato  il vento”, oppure “non c’è niente”

 

 

Se i Caraibi fossero vicini.. allora sarebbe tutto facile.

Per tutto il resto c’è Fuerventura! (noi Fuerteventura addicted)

 

 

 

 

10 motivi per non andare a Fuerteventura

 

Di seguito, in conclusione, i  10 motivi per non andare a Fuerteventura:

Non andate se non tollerate:

1     il vento

2     di avere sempre sabbia ovunque, nei capelli nelle orecchie, appiccicata addosso, nonostante le docce

3     di non poter fare il bagno per l’acqua fredda

4     di non avere spiagge attrezzate

5     di non avere molto da vedere oltre il mare (attrazioni a carattere storico, musei e altro)

6     di doversi spostare talvolta per cercare zone con cielo sereno o poco vento

7     i nudisti (frequentemente si vedono culi e tette al vento e anche altro)

8     il mojo, che lascia sempre un alito fetido per l’aglio contenuto, ma che crea dipendenza

9     l’urbanizzazione selvaggia (di Costa Calma, Caleta de Fuste, Morro Able, ma anche in parte   Corralejo)

10    km e km di nulla

 

Se pensate di non riuscire a sopportare tutto cio’, non andate a Fuerteventura, potreste rovinarvi la vacanza o tornare dicendo che è un brutto posto. Ma se invece tutto cio’ non vi ha spaventato, o vi rimane la curiosità, di seguito riepilogo, di nuovo, i motivi per cui troverete  Fuerte un paradiso.

 

 

10 motivi per andare a Fuerteventura

 

Andate se vi attira/no:

1      il mare in tutte le sue espressioni: lagune con acqua bassa e mare dalle mille sfumature di blu, paesaggi che cambiano con le maree, mare mosso con le onde

2      le spiagge selvagge, la sabbia bianca con contrastanti rocce nere vulcaniche, o la sabbia dorata delle dune e delle grandi spiagge

3      la facilità di trovare tempo bello anche nelle nostre stagioni intermedie e in inverno, variabile per via del vento, che spazza eventuali nuvole

4      la possibilità di ripararsi dal vento nei corraliti e lo stare sotto il sole

5      i vasti spazi deserti

6      la buona cucina, pesce, tapas, paella, ma anche carne, patate canarie, il caratteristico ed irresistibile mojo canario servito prima del pasto, il ron miel a fine pasto

7      tutti gli sport da fare con le onde e/o il vento: surf, kite surf, wind surf  e anche far volare aquiloni

8      la possibilità di fare un’escursione nella vicina Lanzarote (mezz’ora di traghetto)

9      l’Oasis park, per vedere un meraviglioso parco zoologico in un orto botanico di piante grasse

10    l’atmosfera “easy” dell’isola

 

E, aggiungo, se tutto cio’ vi attira, cercate di andare prima che l’incremento del turismo possa cambiare i connotati dell’isola!

Per quel che riguarda il soggiorno con bambini, ho sempre visto molte famiglie a Fuerteventura. Con tendine parasole, sulle spiagge delle lagune, dentro ai corraliti, sulle dune con i figli che, magari come la mia, si divertivano da impazzire a rotolare giu’. Troverete locali attrezzati, personale gentile e ben disposto, playground frequenti, e nonostante il mare gelido, tante volte ho visto proprio i bambini fare il bagno quando io non l’avrei mai fatto!

E sappiate anche che, in ogni stagione in cui sono andata, sono tornata abbronzata!

 

Per noi, Fuerte forever!

 

 

marzo 2018

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

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Fuerteventura

 

Molveno, il suo lago, i suoi monti, i suoi colori

 

 

 

Immaginate il verde tutto attorno che riflette su un lago con una spiaggia di sassolini bianchi..e immaginate di salire su una seggiovia e vedere il paese sul lago diventare sempre piu’ piccolo, confinato tra maestose montagne… Questo è Molveno, in provincia di Trento.

Me ne sono innamorata molti anni fa, quando andai per la prima volta con un’amica. Ci sono tornata piu’ volte, anche con la mia famiglia e.. per me la sua bellezza è imbattibile.

In Trentino, vicinissimo ad Andalo, nelle Dolomiti di Brenta, questo piccolo paesino sembra incantato, e, nel tempo, si è trasformato offrendo tutti i servizi che le famiglie possono desiderare.

Se d’inverno il suo fascino è piu’ limitato per lo svuotamento del lago, pur offrendo, i suoi dintorni, 50 km di piste da sci, piste da fondo, possibilità di ciaspolate nel Parco Naturale Adamello Brenta, o la possibilità di divertirsi con gli slittini sulla neve, è d’estate che, a mio parere, offre il suo aspetto migliore.

 

 

La spiaggia del lago è un stupenda, i prati circostanti curati e i dintorni attrezzati per bambini, come un parco giochi.

Per coloro che vogliono godere della natura in movimento ci sono percorsi in mountain bike, ma anche la possibilità di meravigliose semplici passeggiate in mezzo alla natura, sui monti, lungo il lago o risalendo il fiume. Per più sportivi,invece, la possibilità di giocare a tennis, noleggiare imbarcazioni e pedalò, fare un giro in canoa, giocare a golf, nuotare nella vasca olimpionica della piscina, o fare una corsa lungo tutto il perimetro il lago.

 

 

Il piccolo paesino, che si sviluppa dalla chiesa con la sua piazzetta e tutti i vicoletti, con i classici balconi fioriti, è una bomboniera.

 

 

Dal paese, una telecabina permette di arrivare ad una spettacolare terrazza panoramica, dove si trova il rifugio Pradel, a 1350 metri, facendo godere dello spettacolo del paese, col lago, tra i monti, che diventa sempre piu’ piccolo man mano che si sale.

 

 

Dal Pradel si puo’ proseguire a piedi con una bellissima passeggiata nel Parco Naturale Adamello Brenta.

 

 

Merita sicuramente una sosta la fattoria didattica, dove, tanti animali simpatici liberi, completano questo paesaggio bucolico e l’ immersione nella natura.

 

  

 

In alternativa alla passeggiata, si puo’ prendere la seggiovia (a due posti) e arrivare fino alla cima, al rifugio La montanara, dove si avrà la sensazione di essere proprio a fianco della montagne, riconosciute patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

 

 

E anche qui, spazi per i bambini, cibo per appagare anche i palati piu’ esigenti, e la bellezza tutta intorno.

 

 

Sull’altopiano del Pradel si trova anche un Forest Park. Prove di equilibrio e percorsi nella natura tra tronchi di alberi e teleferiche e ponti tibetani, scelti in funzione dell’età e per difficoltà, dove grandi e bambini possono divertirsi, affiancati da istruttori specializzati.

 

Molveno resta proprio la montagna del mio cuore, un posto rilassante dove vorrei sempre tornare, perchè i miei occhi possano riposare e perdersi tra tutte le mille sfumature di verde e di blu.

 

 

http://www.molveno.it/homepage

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

Londra a 360 gradi dallo Sky Garden

 

 

La meraviglia di vedere tutta Londra dal 36°  piano dello Sky garden, un grattacielo di specchi dalla forma strana e, per di piu’, gratis.

 

 

Questo è lo Sky garden:sky” perchè si ha la sensazione veramente di essere in cielo, “garden” perchè al suo 36°  piano si è all’interno di un bellissimo giardino, un vero e proprio parco pubblico, con giganteschi alberi di varie specie e piante, reso florido da tutte le vetrate dell’edificio.

 

 

 

Alto circa 160 metri, è situato poco oltre la Torre di Londra, nel quartiere della City, è un grattacielo commerciale, anche chiamato “The Walkie Talkie” .

All’ingresso i controlli sono molto serrati, come quando si è in aeroporto vengono controllate borse e zaini: un velocissimo ascensore conduce al 36° piano, dove si trova un bar e alcuni tavoli per chi volesse fermarsi a colazione o bere un caffè. La temperatura è quasi come all’esterno quindi purtroppo d’inverno è freddino.

 

                                    

 

Dalle aperture sulle vetrate si puo’ accedere al terrazzo esterno. Dal piano dove ti lascia l’ascensore si puo’ salire ulteriormente, con un scalinata al 37° piano, dove è presente anche un ristorante, e girare tutto attorno.

 

 

Visto che la salita è su prenotazione, non c’è mai troppa gente per cui si puo’ godere della meravigliosa vista di Londra dall’alto, potendo restare fino ad un ora al massimo, che è un tempo sufficiente.

Le date e gli orari per le prenotazioni escono ogni 15 giorni di lunedi, e finiscono abbastanza in fretta, pertanto conviene tener d’occhio il lunedì, per assicurarsi il giorno e l’orario preferito.

Dicono che l’ora piu’ bella sia il tramonto. Noi, per esigenze di tempo, siamo andati nel primo pomeriggio di una giornata non proprio serena. Il panorama è comunque spettacolare.

 

 

Se non si riuscisse a trovare posto con l’ingresso gratuito, è possibile prenotare, on line, uno dei bar o dei ristoranti presenti e godere comunque del paesaggio.

Pare che lo Sky garden si contenda il primato di miglior visione spettacolare di Londra con il grattacielo Shard (zona Southfork) a forma di scheggia, il piu’ alto in Europa, 310 metri, che si trova in linea d’aria proprio di fronte allo Sky garden. Lo Shard è un’opera di Renzo Piano, e si puo’ salire fino al 72 piano, ma a un costo di circa 30 sterline per adulto.

 

 

 

Lo Sky garden, comunque, vale proprio la pena, per godere la bellezza di Londra anche da un’altra prospettiva.

 

 

https://skygarden.london/sky-garden

 

(foto Pixabay e Patrizia Pazzaglia)

Sicilia: 6 giorni tra mare, città, natura e templi

 

La nostra vacanza di 6 giorni in Sicilia: Catania e L’Etna, Palermo, Trapani, Segesta San Vito Lo Capo e Riserva dello Zingaro

 

Catania

 

 

 

E’ la prima settimana di settembre, voliamo su Catania, terra d’origine della famiglia di mio marito.

Dopo aver affittato un auto all’aeroporto arriviamo in centro città. Parcheggiamo in Piazza Dante e scendiamo per via Teatro Greco. Reduce da un viaggio a Cuba, mi sembra che alcune strade di Catania somigliano vagamente a quelle dell’Havana.

 

 

 

 

Prendiamo la via dei Crociferi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, dove in soli 200 metri si trovano 4 chiese barocche, la Chiesa di San Francesco Borgia, il Collegio dei Gesuiti e la chiesa di San Giuliano e il Convento delle Benedettine e l’arco di San Benedetto ad esso collegato.

 

 

 

E ci immergiamo nella vita catanese svoltando per la strada del mercato, dove frutta, verdura spezie, fanno da padroni.

 

         

 

Arriviamo allo storico mercato del pesce, “La pescheria”, dove tra odori, banchetti colorati, pieni di ogni tipo di pesce fresco, e le “abbanniate”, le grida, dei pescivendoli che cercano di attirare l’attenzione sulle loro merci, assaporiamo tutto il folclore e la tradizione della città.

 

 

 

 

 

Sono disorientata, mi guardo intorno curiosa, in mezzo a tutta quella gente e quei pesci, di ogni forma e colore.

 

 

Pochi gradini e si arriva in Piazza Duomo, passando a fianco alla bellissima fontana dell’Amenano, dal nome del fiume sotteraneo da cui prende le acque.

 

 

Decidiamo di goderci la piazza seduti in un bar mentre ci gustiamo la specialità del luogo: la granita siciliana con brioche. Una prelibatezza!

 

 

 

La piazza col Duomo è una meraviglia, a lato si trova la fontana dell’Elefante “O Liotru”, che è il simbolo della città, sul suo obelisco, e a fianco al Duomo barocco, la Badia di Sant’Agata, sulla cui cupola vediamo muoversi delle persone: voglio andare anch’io a vedere la piazza dal “balcone sul barocco di Catania“, come viene chiamato!

 

           

 

Una volta saliti, dall’alto del cupolone, oltre alla piazza, vediamo i tetti e i campanili del centro storico, il porto e l’Etna. La città appare in tutta la sua bellezza.

 

 

Scesi dalla Badia, andiamo a zonzo per le strade del centro, in particolare percorriamo la via Etnea, piena di palazzi e chiese che sfoggiano un meraviglioso barocco siciliano, fino ai Giardini di villa Bellini, che non siamo riusciti a vedere perchè ci ha colto un grande acquazzone.

 

 

L’Etna

 

 

Per il nostro secondo giorno a Catania, vogliamo salire sull’Etna. Abbiamo raggiunto e dormito a Nicolosi e fatto colazione alla straordinaria pasticceria Bonanno, proprio nel centro del paese. I nostri parenti, che abitano proprio li, vogliono che assaggiamo tutte le specialità, dalle fantastiche granite, alle paste di mandorla, ai cannoli siciliani, agli arancini, che proprio non ci stanno piu’ nella pancia e che teniamo quindi per cena.

Il racconto della salita sull’Etna lo trovate qui: http://www.unanimainviaggio.it/salita-sulletna-sicilia/

Dopo la nostra escursione, lasciamo Catania per dirigerci verso la nostra meta balneare: San Vito Lo capo.

Lungo la strada, i paesaggi cambiano, ma sono tutti una meraviglia, con il sole che li fa risaltare.

 

 San Vito Lo Capo

 

 

 

Arriviamo a San Vito nell’ora piu’ bella: il tramonto. A quell’ora infatti il monte Monaco, col riflesso del sole, assume un colore dorato splendido. Abbiamo affittato un appartamento, che si rivela delizioso, in una casetta bianca tipica, a ridosso della zona pedonale, con un cortiletto interno dove si puo’ mangiare e cucinare, perchè ha anche una cucina esterna, e una meravigliosa doccia all’aperto. Ci possiamo lavare guardando il cielo.

 

 

Il paesino di San Vito mi è piaciuto molto, tutto bianco, con un bel lungomare e una spiaggia ampia e bianca.

 

 

Bellissima molto presto al mattino o quando non c’è bel tempo, ma ancora eccessivamente affollata  (è la prima settimana di settembre) col bel tempo, quando praticamente si trasforma riempiendosi di ombrelloni uno attaccato all’altro: comprendo chi consiglia di andare a giugno o dopo il cous cous festival (che si tiene il 15 settembre) per godere di quello che è senza tanta folla.

 

 

 

Il mare è veramente caraibico, ad eccezione di quando c’è vento, perchè allora perde la sua spettacolarità. Nei giorni che siamo rimasti, un’insolita perturbazione ci ha fatto godere del mare calmo  e cristallino soltanto per una mezza giornata. Nelle altre giornate, vento forte o nuvole ci hanno indotto a dirigerci altrove. D’altronde la zona offre talmente tanta bellezza!

 

 

 

Un problema di San Vito sono i parcheggi. Innanzitutto c’è da dire che gran parte della zona vicino al mare è pedonale, per cui non è consentito l’accesso. Fuori dalla zona pedonale, i parcheggi sono a pagamento, tranne che 2 grandi parcheggi gratuiti, ai lati del paese, che non è poi cosi’ piccolo, per cui potrebbero non essere cosi’ vicini e comodi, pertanto sono da mettersi in conto delle belle scarpinate. Gli altri anni il comune pare avesse messo a disposizione un bus-navetta dai parcheggi gratuiti, ma quest’anno cio’ non è avvenuto. In alcuni casi,  la struttura dove si alloggia mette a disposizione un pass per il parcheggio e in questo caso il problema è risolto.

 

 

Dal punto di vista culinario, San Vito Lo Capo vanta la tradizione del cous cous, che abbiamo assaggiato una sera in un dei ristoranti del centro, ed era veramente particolare e buonissimo. Un’altra cosa assolutamente da provare è il famoso gelato “caldo-freddo”, che ha base di pan di spagna, panna montata, gelato a scelta  e una colata di cioccolato caldo sopra: una bomba, ma anche una delizia!

 

 

 

 

I dintorni di San Vito

 

 

A 3 chilometri da San Vito, passato il Monte Monaco, si arriva alla Tonnara del Secco, ovvero quel che resta dell’antico edificio dove in passato, dopo aver catturato i tonni, si facevano le mattanze e le lavorazioni del pesce. I resti della costruzione sulla costa selvaggia ricca di rocce e insenature rendono il paesaggio incantevole.

 

 

 

Abbiamo proseguito in nostro giro verso la zona della Riserva dello Zingaro. La strada, che costeggia il mare e si eleva mostrando tutta la costa dall’alto, è molto bella, e vale la pena il giro anche solo per percorrerla. Purtroppo in alcuni punti sono evidenti i danni fatti dagli incendi, che hanno devastato la vegetazione. In una ventina di minuti siamo arrivati all’ingresso della Riserva, ma non siamo entrati  per il poco tempo che avevamo a disposizione (il percorso a piedi sarebbe di 7 chilometri), ma già dall’inizio della strada si vedeva sul fondo la bellissima cala di Tonnarella dell’Uzzo.

Prima di arrivare a San Vito, dopo la frazione di Castelluzzo, c’è un altro punto panoramico spettacolare, ovvero il golfo che dal Monte Cofano arriva fino alle falesie di Cala Mancina. In questa zona ci sono alcune spiagge rocciose, non proprio comode, ma con un mare spettacolare, anche se poco comode e balneabili per i sassi e calde quando picchia il sole.

 

 

Visto che il tempo un po’ nuvoloso e ventilato non rendeva gradevole restare in spiaggia, abbiamo convertito la nostra vacanza, che doveva essere prevalentemente balneare, in una vacanza di visite ai dintorni. Cosi’, un pomeriggio abbiamo deciso di andare a visitare il parco archeologico di Segesta, ad un’ora di distanza da San Vito Lo Capo.

 

Segesta

 

 

 

Segesta l’ho trovata meravigliosa. Un sito archeologico in cui spiccano un tempio dorico e un’anfiteatro perfettamente conservati sulla sommità di un monte, a 400 metri sul livello del mare, in mezzo al nulla.

Al sito si accede con un pullman, che parte dal parcheggio dove si deve lasciare l’auto.

Arrivando al tempio, sembra veramente di immergersi in un altra epoca.

 

 

Per andare all’anfiteatro si deve salire ancora  a piedi o con un pullman, per un paio di chilometri. Noi l’abbiamo fatta a piedi ed è una gran sfaticata, ma la vista del tempio da lontano e la bellezza del teatro all’arrivo, viene ampiamente ripagata.

 

 

Il Parco Archeologico

 

Palermo

 

 

 

In un’altra giornata poco adatta alla spiaggia, in un’ora e 45 minuti, da San Vito Lo Capo siamo arrivati a Palermo.

Parcheggiata l’auto in un parcheggio a fianco al tribunale, con una cartina alla mano, siamo entrati nel centro storico cercando la cattedrale. Il primo impatto con la città è stato..strano. Vicoli e vicoletti, dall’aspetto poco rassicurante. Non ci sono degli spazi ampi, anche la cattedrale non si trova in una piazza grande e aperta, nonostante sia meravigliosa, all’interno di un bellissimo giardino.

 

 

 

Proprio li’ girando attorno alla cattedrale, vediamo passare un bus hip on hip off e lo fermiamo: decidiamo di salire per riuscire a vedere il piu’ possibile di questa città con il poco tempo che abbiamo. A posteriori devo dire che è stata un’ottima soluzione, che, con 10 euro ci ha permesso di vedere i principali monumenti che non saremmo riusciti a vedere a piedi,  facendo tutto il percorso senza mai scendere visto il tempo limitato. Avendo piu’ tempo, si puo’ utilizzare il bus per scendere ed ammirare con calma tutti i punti strategici..il Teatro Massimo, il Teatro Politeama, il Palazzo dei Normanni, Piazza Quattro Canti e la favolosa Piazza Bellini, che è stata quella che ho preferito.

 

 

 

Poi tutte le vie piene di palazzi storici, le vie dello shopping, fino ad arrivare alla strada che costeggia il mare e che arriva al porto, passando per la rotonda dove si trova il monumento ai caduti nella lotta contro la mafia. 

 

 

 

Una cosa particolare che abbiamo visto sono state le luminarie in piena estate, come se fosse Natale!  l’autista del bus ci ha poi detto che erano dovute a una delle tante feste religiose e che in città ci sono sempre occasioni per festeggiare!

 

 

 

Palermo è veramente bella e ricca di cose da vedere, sicuramente merita molto piu tempo rispetto alla visita superficiale e improvvisata che abbiamo fatto noi.

La nostra coscienza non ci ha permesso di andarcene pero’ senza rendere omaggio a due luoghi particolari: l’albero della vita di via D’Amelio e il monumento ai caduti alla strage di Capaci, visibile quest’ultimo, ma neanche tanto, dall’autostrada verso casa. All’albero della vita di Borsellino ho dedicato un articolo, con le mie emozioni, che potete leggere qui: http://www.unanimainviaggio.it/lalbero-della-pace-di-via-damelio-a-palermo/

 

 

 

 

Cosi’ si conclude il nostro giro in Sicilia, breve ma intenso.

In cosi’ pochi giorni abbiamo visto tantissime cose e… mangiato tantissime cose..

La promessa a noi stessi è di tornarci presto, perchè è una regione veramente bellissima!

 

Voglio spendere, al termine, due parole riguardo alla Sicilia con adolescenti.

E’ stata nostra figlia che, da un po’, ci chiedeva di andare in Sicilia.

Era attratta principalmente dal mare bello, dall’Etna e dal desiderio di assaggiare tutte le prelibatezze della cucina siciliana, dagli arancini ai dolciumi, tanto decantati dai parenti. Oltre che, credo, dall’inconscio o meno desiderio di conoscere il paese d’origine della famiglia di suo padre.

E’ rimasta entusiasta, oltre che da tutto questo, che ha ampiamente ripagato le sue aspettative, anche dal vedere i templi greci e le città barocche che aveva studiato a scuola, e anche molto colpita dal venire a conoscenza della storia e della vita di uomini d’onore. Con cosi’ alti valori, che hanno dato la loro vita per il nostro paese, per cio’ in cui credevano, la giustizia, per combattere il fenomeno della mafia.

Pertanto, è una meta super consigliata!

 

 

 

 

settembre 2017

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

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Sicilia

 

 

I nostri resort low cost alle Maldive

 

 

 

 

Sono stata 4 volte alle Maldive, sempre in resort non lussuosi, di fascia bassa, convinta che alle Maldive il vero lusso sia il mare, e quel che offre, e la spiaggia.

Per contenere i costi, sempre nell’atollo di Male, non distanti dall’aeroporto e raggiungibili con barca veloce.

Reef e mare non hanno nulla da invidiare ai resort piu’ lontani.

Certo ci si priva del costoso ma sicuramente meraviglioso viaggio in idrovolante, da dove sorvolando gli atolli si gode di uno spettacolo unico. Se si viaggia comunque di giorno, anche all’atterraggio del volo intercontinentale si puo’ vedere uno spettacolo niente male.

 

                     

 

Dopo aver visto un atterraggio in mezzo al mare, davanti all’isola di Biyadhoo, di un idrovolante, in seguito a maltempo, non sono neanche piu’ certa che costituisca per me una grande attrattiva, l’idrovolante.  I viaggiatori sono rimasti parecchie ore a dondolare in mare aperto, finchè dal resort, una barca è andata a prelevarli, visto che il tempo non dava prospettive di miglioramento. La speranza era che non avessero l’aereo di ritorno, perchè se cosi’ fosse, l’avranno sicuramente perso.

Guesthouse o resort low cost

Ultimamente sono state aperte numerose guesthouse alle Maldive, e prima o poi vorrei fare anche quella meravigliosa esperienza, che permette di essere a contatto con gli abitanti e di toccare da vicino una realtà piu’ autentica.

Fino ad ora, la scelta è ricaduta sui resort low cost, rispetto alle guesthouse, per alcuni motivi che elenco:

-la stagione in cui siamo andati (la nostra estate), che potrebbe portare anche pioggia, per di avere spazi piu’ ampi (lounge, bar, ecc.), dove passare il tempo nell’attesa del ritorno del sole, rispetto ad una camera di una guesthouse

-il buffet dei resort, avendo una bambina che non mangia di tutto, rispetto ai pasti fissi, che lasciano poca possibilità di scelta e varietà

-la possibilità di fare snorkelling in qualsiasi momento, senza dover fare escursioni ogni giorni visto che noi siamo piuttosto pigri (questo elemento puo’ essere visto anche a favore, nel senso che il poter fare molte escursioni -spesso incluse nel prezzo- è sicuramente allettante e se si sceglie una guesthouse che abbia il reef, oltre che la spiaggia privata, credo si possa trascorrere una bellissima vacanza)

-la probabilità di trovare un’isola con parecchi rifiuti

 

 

I nostri resort low cost 

I resort dove siamo stati hanno costi che possono equivalersi (se acquistati dai tour operator tedeschi) a quelli delle guesthouse.

Riporto qui qualche informazione e foto.

 

 

Biyadhoo: amata o odiata, Biyadhoo è un’isola all’insegna della semplicità, come strutture, e sicuramente non rispecchia l’immaginario di molti delle Maldive, per la mancanza di lusso.

 

 

Ma è un’isola molto particolare, la sua vegetazione selvaggia la rende unica. La parte interna, lasciata a se stessa, assomiglia ad una giungla, gli alberi immensi con tronchi giganteschi o le liane che scendono dai rami, fanno da padroni e costituiscono la maggior fonte di ombra, arrivando a volte fino al mare, e sono un divertimento per i bambini.

 

 

 

L’unico bar presente diventa un punto di ritrovo e per conoscere gli altri ospiti e socializzare. Assieme al diving, gestito egregiamente da italiani, è il motivo aggregante dell’isola.

 

 

Il ristorante, tanto criticato perchè in ambiente chiuso, assomiglia piu’ ad un’osteria di Bologna, buio e con tutte le finiture in legno, ma dai finestroni sembra di essere in mezzo alla giungla, e la qualità del cibo (in particolare pane, pizza e focacce e i dolci) e la gentilezza e disponibilità del personale compensano l’estetica.

 

 

Le camere sono in palazzine a 2 piani, sicuramente non belle, ma pulite e funzionali, a pochi passi dalla spiaggia, da cui non si scorgono. Sono abbastanza ampie, sempre stile pensione in riviera, ma alle Maldive, non bisogna dimenticarlo. Sicuramente meglio il blocco verso ovest dalla 66 alla 73 (quelle di lato piu’ grandi 66 piano terra, 70 I piano) perché davanti la vegetazione è meno folta e si vede meglio il mare. Quelle dalla parte est, non hanno praticamente spiaggia. Consiglio pertanto prima di partire, di inviare una mail per richiedere le stanze dalla parte della spiaggia.

 

 

Il reef è il vero valore aggiunto di Biyadhoo. Meraviglioso. Accessibile da tre quarti dell’isola, è vicino e raggiungibile con poche pinnate.

 

 

Animazione inesistente, solo uno spettacolino maldiviano una volta alla settimana, qualche gioco a disposizione, come gli scacchi e le freccette.

Noi a Biyadhoo siamo stati benissimo, per cui per me è superconsigliata. Mia figlia, che all’epoca aveva 8 anni e non voleva andare alle Maldive perchè non c’era la piscina, se ne è innamorata, e l’anno dopo ci è voluta tornare.

 

 

Qui la mia recensione su tripadvisor per la vacanza del 2013

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g6851912-d316963-r178913637-Biyadhoo_Island_Resort-Biyaadhoo_Island.html

 

 

 

Fihalhohi: rappresenta un buon compromesso tra struttura carina e reef notevole.

 

 

Una grande spiaggia con palme piegate in tutte le maniere, che piu’ ricordano i poster delle Maldive, si trova nel lato piu’ vicino al reef, che si raggiunge proprio velocemente.

 

 

 

Le camere sono in strutture a uno o due piani, con tetto di paglia, molto gradevoli alla vista e negli arredi e confortevoli. Solo una parte di queste non ha spiaggia davanti (consiglio pertanto prima di partire, di inviare una mail per richiedere le stanze dalla parte della spiaggia).

 

 

L’isola dispone anche di alcuni bungalow overwater in legno, semplici e non troppo invasivi. Da questo lato, raggiungere il reef è piu’ un problema per la lontananza.

 

 

Da evidenziare che i lettini in spiaggia, sono abbinati alle camere, con numero sul retro, pertanto, qualora si voglia cambiare posto, occorre tirarseli dietro (cosa non sempre agevole) o, occupandone altri, si rischia di vedere arrivare qualcuno a reclamarli.

 

 

Il ristorante è gradevole, sotto il suo enorme tetto in legno, anche se abbiamo trovato migliore qualità a Biyadhoo. Da evidenziare che praticano la politica del table sharing, per cui, se si è solo in 2, ci si puo’ trovare in tavolo con qualcun’altro e non so quante possibilità ci siano di evitarlo: come scappatoia forse ci si puo’ accordare sull’orario dei pasti con i compagni attribuiti.

 

 

Sono presenti altri spazi di ristoro molto carini, con tv, bigliardino, ping pong e in qualche serata fanno spettacoli di musica.

 

 

Ci sono 2 bar molto gradevoli, uno da cui godere tramonti meravigliosi e uno vicino al ristorante, rialzato sul mare.

 

 

Il diving è gestito da tedeschi.

Qui abbiamo fatto una meravigliosa escursione di pesca al tramonto, con successiva cena, al resort, con il pescato.

 

 

Particolarità che puo’ non piacere: al centro dell’isola c’è un’antenna che svetta nel cielo, ma si vede soltanto all’arrivo e alla partenza.

 

Anche qui, siamo stati benissimo, quindi mi sento di consigliare anche questa isola.

 

Embudu: la mia prima volta nel lontano 1986, un’esperienza incantevole, in un’isola basica, con una bellissima lingua di sabbia

In quest’isola non c’era neanche l’acqua dolce, ma solo quella desalinizzata, pertanto per lavarsi doveva essere usato il sapone utilizzato sulle barche, adatto all’acqua marina, oppure, in alternativa, si poteva fare la doccia al primo acquazzone.. Unico difetto di allora, il menu’, spiccatamente per tedeschi, non al buffet.. un po’ come essere alla pensione Maria, senza possibilità di scelta.

 

Qui le recensioni piu’ attuali dell’isola, che sono ancora positive

https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g4324375-d478404-Reviews-Embudu_Village-Embudu.html

 

 

Thulhagiri: in conclusione da un tour nella splendida Sri Lanka (un abbinamento meraviglioso), sono giunta a Thulhagiri, a una ventina di minuti di barca da Male, nel 1988, ma l’isola ha ancora ottime recensioni.

Piccola ma deliziosa, ha dei bungalow con tetto di paglia sulla spiaggia molto carini e un ristorante sulla sabbia delizioso. Ricordo una bellissima laguna, un reef ricco di pesci, e anche un interno molto ordinato e gradevole.

qui le recensioni dell’isola

 

https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g6855039-d1095837-Reviews-Thulhagiri_Island_Resort-Thulhaagiri_Island.html

 

 

 

 

Inutile dirlo, le Maldive per noi restano uno dei posti piu’ belli del mondo..

 

 

 

tutti gli altri articoli sulle Maldive qui

Maldive

 

(giugno 2018)

foto Patrizia Pazzaglia

 

e per chi volesse trovare informazioni su alloggi alle Maldive, un sito molto utile è:

https://nonsolomaldiveforum.forumcommunity.net/

e la relativa pagina facebook

https://www.facebook.com/groups/nonsolomaldive/?fref=nf

 

 

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

 

 

Mia figlia adolescente scrive, in un tema, come ha vissuto un viaggio a sorpresa a Londra con la visita agli Harry Potter Studios.

Un desiderio che si avvera e le riflessioni sui valori che vengono trasmessi dall’autrice della saga, J.K. Rowling.

 

Tutto iniziò il 23.11.2017, il giorno del mio compleanno.

Per i miei 13 anni avevo chiesto ai miei genitori un viaggio a Londra.

Come al solito mi sono alzata prima di andare a scuola, e come tutti gli anni, sul tavolo da pranzo c’era una sorpresa. Ma quest’anno non c’era niente di piu’ di una busta e aprendola, la sorpresa è stata grande: dentro c’era un biglietto aereo per Londra, e già la mia gioia era immensa,  pero’  ho notato che c’era un altro biglietto accanto. All’inizio non avevo capito cos’era, forse per l’intontimento dell’essersi appena svegliati, o per la sorpresa, forse perché in fondo avevo già intuito cos’era ma non ci volevo credere. Ma è stato tutto chiaro e limpido quando ho visto la scritta: “WB Studios Harry Potter”. Li’ il mio cuore ha cominciato a battere a mille. Ero pazza di gioia.

 

 

Infatti io avevo desiderato andare a Londra, non soltanto perché questa città mi aveva sempre attratto e sin da piccola avrei voluto andarci, ma anche perché li’ ci sono gli WB Studios a tema Harry Potter. Essendo un’amante del capolavoro letterario scritto dalla Rowling e dei film, era il mio sogno visitare gli Studios, contenenti tanti oggetti di scena originali, gli indumenti indossati dagli attori, e moltissimi set.

Alla vista dei biglietti sono rimasta sconvolta, anche perché sapevo che questi erano difficilissimi da trovare.

E così dopo pochi giorni, io e i miei genitori abbiamo preso l’aereo per andare a Londra. Ci saremmo stati fino al giorno successivo. Il viaggio era infatti abbastanza corto, ma ero comunque felicissima. Nel tempo che non siamo stati agli Studios, abbiamo visitato la città, che come immaginavo è bellissima. Abbiamo visto il Big Ben (il famoso orologio), che era proprio davanti al nostro hotel, il Tamigi (il fiume piu’ lungo di Londra), il cambio della guardia a cavallo (rituale che celebra il cambio fra le guardie che sorvegliano il palazzo reale), Buckingham Palace (dove alloggia la regina), il Tower Bridge e siamo saliti anche sullo Sky Garden (che è un grattacielo con la caratteristica di avere un grande giardino botanico sul piano piu’ alto). Ho detto subito ai miei genitori che avrei voluto tornarci per vederla meglio, perché mi è piaciuta tantissimo.

 

 

Ma il momento piu’ da me atteso sarebbe arrivato alle 14 del 28.11. Infatti a quell’ora, a Victoria Station (la stazione piu’ grande di Londra),  è arrivato un pullman pronto per portarci agli Studios, con un piacevole viaggio di un’ora e 30 minuti, accompagnati dalla proiezione di un film di Harry Potter.

 

 

 

 

Arrivati alla meta, un’enorme entrata ci aspettava con una grande scritta che recitava “The making of Harry Potter. WB Studios”.

Presto avrei scoperto che gli Studios erano piu’ che enormi, ma prima ci siamo fermati allo shop all’ingresso, per scambiare i miei soldi (il regalo da nonni e zii per il compleanno) con tantissimi e bellissimi gadget che desideravo, come una bacchetta magica, calzini, maglie, collane e l’immancabile sciarpa della  casata (Griffondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero) che nel mio caso spicca dei colori di Griffondoro, rosso e oro. In quel negozietto avrei voluto comprare di tutto, ma i soldi dati dai miei zii erano ovviamente limitati e gli oggetti del negozio erano un po’ costosi.

 

 

E poi sono entrata in un mondo magico. E’ stato come essere proiettati dentro uno dei film. Oggetti di scena magnifici, curati dettaglio per dettaglio, i vestiti originale esposti, un sacco di set usati per il film. C’erano anche i meccanismi usati per le scene, come ad esempio le scope volanti e i manichini degli animali fantastici che appaiono nei film, e le statue di cera che servivano come controfigura per i personaggi piu’ strani, sembravano che si potessero animare da un momento all’altro.

 

Era come trovarsi ad Hogwarts. Era tutto fantastico. Questi Studios sono enormi, infatti contengono persino il treno originale usato per le scene al binario 9 e ¾ e l’enorme “modellino” di Hogwarts, usato per le scene in esterna. Per me era il posto piu’ bello del mondo. E anche se avevamo un tempo limitato perché sarebbe tornato l’autobus a prenderci dopo 3 ore e mezzo, io ci sarei voluta restare ore e ore, giorni e giorni. A guardare e riguardare tutto per cogliere ogni minimo particolare e perdermi in tutta quella bellezza.

 

 

Dopo questo viaggio in moltissimi, fra amici e professori, mi hanno chiesto

“Ma perche ti piace Harry Potter e per te cosa significa?”.

E dopo aver riflettuto la mia risposta è che Harry Potter mi piace, oltre perché si possiede una bacchetta per far le magie ed è tutto magico (il che sarebbe troppo figo), perché  J.K. Rowling ha voluto trasmettere l’importanza di tanti valori che, spesso, trascuriamo, come l’amicizia, il coraggio e l’amore. E che anche se siamo definiti un po’ diversi, non bisogna nascondersi o rifugiarsi nei sogni per poi dimenticarsi di vivere.

 

Perché, come dice Silente,

 

     “ La felicità si puo’ trovare anche negli attimi piu’ bui,

       se solo ci si ricorda di accendere la luce”.

 

 

 

                                              

                                            

 

Testo di Giada – compito di III media, testo a tema libero

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

Salita sull’Etna, in Sicilia

 

 

Per arrivare sull’Etna, partiamo in auto da Nicolosi, dove abbiamo pernottato.

 

 

 

Percorrendo una meravigliosa strada, che attraversa paesaggi formati da pietra lavica, arriviamo a 1923 metri, dove si trova la funivia dell’Etna. Da li’, con una telecabina, si arriva fino a 2500 metri, al rifugio La Sapienza. Siamo pronti per salire sul vulcano piu’ grande d’Europa.

 

 

Durante la risalita, vediamo la terra della montagna assumere colori diversi, dal marrone, al rosso, al nero e c’è un silenzio da meditazione. Il paesaggio cambia, c’è anche qualche tratto con vegetazione, sopravvissuta evidentemente alle colate laviche.

 

 

Dal rifugio La Sapienza, partono pullman fuori strada che riescono a risalire la montagna di lava, lungo un percorso predefinito.

 

 

 

Ci fermiamo dentro al rifugio per vestirci, perchè là comincia ad essere freddo e soprattutto c’è un gran vento. Per chi non avesse scarpe ed abiti adatti (alcune persone, essendo estate sono arrivate in ciabatte), affittano scarponi, scarpe da trekking, bastoni da trekking, giacche antivento,  e per l’inverno, ciaspole e slittini. . Noi comunque siamo saliti con normali scarpe da running e avevamo portato kway antivento.

 

 

 

I pullman ti portano fino ai crateri sommitali. Per salire occorrono circa 20 minuti.

 

 

Quando arrivi, lo scenario è veramente spettacolare e suggestivo. Sei a ridosso dei coni sommitali e da li’ godi di una vista, che spazia dal mare sino all’interno della Sicilia.

 

 

Con i piedi calpesti la terra lavica, puoi passeggiare sul crinale, guardarti intorno e vedere i crateri, da dove, quando ci sono le eruzioni, esce la lava.

 

 

 

Il terreno è nero, con chiazze rosse dovute al ferro, manganese e zolfo, eruttati e solidificati. Se provi a prendere in mano un po’ di quella terra nera, noti che è leggerissima.

Dal pullman, vieni assegnato ad  una guida da seguire, che spiega quel che vedi, ti indica i coni eruttivi, ti racconta la storia delle eruzioni, ti mostra i punti fumanti nel terreno.

 

 

Lassu’ il vento è ancora piu’ forte, come si puo’ vedere da questo video.

 

 

Il vento non ci ha permesso di restare su quanto sarebbe meritato.  La sensazione è proprio di essere a tu per tu con la forza della natura, che ancora una volta, ha saputo stupirmi.

 

 

 

Scesi di nuovo alla stazione di partenza della funivia dell’Etna, è da non perdere l’Etna Experience,  un filmato in 7d, che dura solo pochi minuti, ma che fa vivere tutto quello che riguarda un vulcano prima e durante l’eruzione. Una simulazione con movimenti, vibrazioni, rumori, vento, acqua, sensazioni tattili, una delle quali mi ha fatto letteralmente sobbalzare dalla poltrona.

Da fare assolutamente dopo la salita, per evitare di restare traumatizzati dalla paura del crollo della funivia che viene simulato. Un’esperienza davvero terrificante!

 

http://funiviaetna.com/escursioni-2/

settembre 2017

 

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Sicilia

(foto di Patrizia Pazzaglia)

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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