Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Un adolescente in viaggio

Dubai in un pomeriggio: visita durante un transito

 

 

Di ritorno dalla nostra vacanza alle Maldive con la compagnia aerea Emirates, la possibilità di uno scalo lungo senza supplementi mi è sembrata un’ottima opportunità per una visita a Dubai, non avendo mai visto la città.

 

 

L’arrivo era previsto alle 14.00 e la ripartenza il giorno successivo alle 9.00 del mattino. Avevamo un pomeriggio e una sera per girare per la città degli Emiri.

 

 

L’aeroporto di Dubai è gigantesco: per spostarsi da un terminal all’altro ci vogliono dai 15 ai 40 minuti con una navetta. Nel nostro caso, addirittura, dal gate all’uscita abbiamo dovuto prendere un treno interno. La cosa importante comunque, è che sia all’aeroporto, che sui biglietti, è indicato il tempo di percorrenza tra un gate e l’altro, quindi ci si puo’ regolare.

 

 

Avevamo prenotato, dietro consiglio della mia amica Milly del blog Bimbi e Viaggi, una camera all’hotel Premier Inn airporthttps://global.premierinn.com/en/hotel/dubai-international-airport, proprio di fronte all’aeroporto (si vede dalle piste), per essere comodi il giorno successivo per la partenza. Ma anche qui, per arrivarci, occorrono circa 15 minuti con lo shuttle.

 

 

La scelta è stata azzeccatissima, la catena Premier Inn, già sperimentata a Londra, si è dimostrata ottima, navetta da e per l’aeroporto gratuita (ad alcuni orari anche per la città), buona organizzazione, personale gentilissimo, camere carine e pulite (uguali in tutti gli hotel della catena), piscina sul tetto aperta fino alle 22, per rinfrescarsi, e un prezzo ottimo (circa 50 euro per una camera tripla, compresa una fantastica colazione al buffet). Qui la mia recensione su tripadvisor:

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g295424-d1631237-r599222386-Premier_Inn_Dubai_International_Airport_Hotel-Dubai_Emirate_of_Dubai.html

 

 

Alle 15.30 riusciamo ad arrivare con la navetta all’hotel, facciamo il check in, lasciamo quel che non ci serve e ci precipitiamo nella hall dove un addetto ci chiama un taxi. Capitiamo con  un taxista simpaticissimo e chiacchierone  e concordiamo con lui di portarci a vedere le principali attrazioni di Dubai, prima di andare sul Burj Khalifa.

 

 

Lungo il percorso, ci fa tante domande, ma ci spiega anche tante cose, è innamorato della sua città, e in ogni luogo in cui ci porta, si ferma per 10 minuti, affinchè possiamo ammirare e fare le foto, ordinandoci anche dove farle!

 

 

Il giro è stato perfetto perchè ci ha consentito proprio di avere un assaggio della città, e renderci conto di quanto l’uomo sia in grado di fare, se ha le possibilità economiche e l’ingenio. Nel giro di pochi anni, dalla scoperta del petrolio negli anni 50 ad oggi, a Dubai hanno saputo rubare terreno al deserto e al mare, e da un piccolo centro che era, hanno trasformato la città in una metropoli moderna, piena di grattacieli scintillanti, opere architettoniche grandiose, e costruzioni moderne, in continua evoluzione (infatti si vedono ovunque cantieri).

La prima tappa che facciamo, è Dubai Marina, il piu’ grande porto artificiale al mondo, su cui si affacciano imponenti edifici residenziale.

 

 

Ha una bellissima camminata lungo il canale, sicuramente molto piacevole la sera, o comunque quando il caldo non è intenso come in estate: sembra di essere nel forno!

 

 

La seconda tappa è la Palma, Palm Jumeirah, la famosa isola artificiale fatta a forma di palma, piena di lussuosi hotel. Arrivando, in realtà, non ci si accorge di essere sulla palma. Il nostro amico ci porta proprio davanti all’Atlantis The Palm, lo spettacolare hotel, all’estremo della palma ai confini del mare. Anche qui, pausa foto e si riparte.

 

 

Prossima tappa, Burj El arab, di fronte all’unico hotel 7 stelle al mondo, quello fatto a forma di vela. Possiamo solo osservarlo da fuori e il nostro amico ci dice dove dobbiamo metterci per fare la foto di rito!

 

 

Lungo il percorso vuole anche che ci facciamo una foto vicino ai cavalli all’ingresso di un altro lussuoso hotel: è proprio un simpaticone, e noi, obbediamo. Vuole convincerci a tornare per restarci piu’ tempo!

 

 

Il giro termina quando vediamo apparire il Burj Khalifa, il grattacielo piu’ alto del mondo.  Il taxista ci scarica all’ingresso del Dubai Mall alle 18, da dove possiamo andare verso la salita.

Siamo molto soddisfatti e contenti di aver trovato un cicerone cosi’! Il prezzo che ci chiede per questo giro è meno di 50 euro (paghiamo nella nostra moneta)  e ci è sembrato un prezzo onesto, ne è valsa proprio la pena!

 

 

Entriamo nel Dubai Mall, un centro commerciale enorme, ha circa 1200 negozi: ci sarebbe da perdersi per ore, e poi ci sono anche i saldi!! Ma dobbiamo affrettarci ad andare verso il grattacielo, quindi guardiamo con stupore gli enormi e bellissimi negozi  passando anche a fianco all’acquario, che si costeggia per un po’ e di cui si percepisce l’immensità da alcuni “enormissimi” pesci che vediamo.

Vogliamo arrivare sul grattacielo prima che il sole cali, in modo da goderci il panorama con la luce del giorno e anche quella del tramonto. Ci fermiamo a fare i biglietti e, tra conteggi e conversioni varie,  sbagliamo a prendere l’orario di salita e scopriamo che purtroppo non c’è piu’ posto per il 125° piano (ma d’altra parte non avremmo potuto rischiare di fare i biglietti prima per l’incertezza degli orari) alle 18.30, ma solo alle 20.30, quindi dobbiamo riconvertirli e salire fino all’ultimo piano, il 148°, moltooo piu’ costoso (sbagliandoci anche a fare il calcolo del cambio, costava di piu’ di quello che avevamo conteggiato!!). Ma siamo li’, vuoi non salire sul grattacielo piu alto del mondo???

 

(foto pixabay)

Il grattacielo ospita uffici,  abitazioni private, le 160 stanze dell’Armani Hotel. Di recente introduzione è l’At The Top SKY, una piattaforma panoramica situata al 148° piano, dove appunto andremo noi.

Facciamo la fila per il controllo prima di salire, ci bloccano perchè mio marito ha un accendino e la sigaretta elettronica, e glieli fanno lasciare in deposito (e lui ha una faccia arrabbiatissima!). Ci raccontano un po’ di come si svolgerà la visita, ci offrono dei dolcetti e poi si va. In effetti la nostra fila è molto piu’ snella di quella di coloro che vanno al 125° piano. L’ascensore, che in 2 trance ci porta fin su, è velocissimo, ma non ci si accorge di niente.

 

 

All’arrivo, è uno spettacolo, il sole sta per tramontare e siamo proprio in alto, 828 metri, nel cielo.

 

 

Da lassù i grattacieli, che dal basso sembrano enormi, paiono piccolissimi.

 

 

Ci offrono un drink, giriamo attorno per vedere il panorama da tutte le angolature, mentre decine di persone sono impegnate a farsi selfie.

 

 

Quando siamo sazi, scendiamo al 125° piano. Anche da qui, la vista è uno spettacolo. Scendendo al 124° piano, si puo’ uscire sulla piattaforma esterna. Intanto si sta facendo buio e il panorama è bellissimo anche cosi’.

 

 

Andando verso l’uscita si possono leggere le informazioni sulla costruzione del grattacielo e vedere i modellini delle varie fasi. Un‘opera di ingegneria indubbiamente grandiosa che dimostra le sfide che l’uomo accetta di compiere, per superare se stesso. “Challange” è la parola che piu’ si legge in questo posto.

 

 

Scendiamo sapendo che ci aspetta un altro spettacolo esilarante. Seguiamo le indicazioni per le fontane, dovendo uscire all’esterno, al caldo ancora soffocante nonostante sia già buio.

 

 

Ogni 30 minuti, alla sera dalle 18.00, le fontane danzanti stupiscono migliaia di visitatori.

 

 

Ed in effetti quando inizia la musica e l’acqua comincia ad uscire dai getti del lago, lo spettacolo supera le aspettative. I getti d’acqua delle fontane, che vanno a tempo di musica, arrivano a toccare anche i 150 metri d’altezza.

 

 

Vorrei restare a vedere anche il prossimo spettacolo, ma è molto caldo e siamo molti stanchi, per cui decidiamo di non fermarci neanche a cena, ma di mangiare qualcosa in albergo. Prendiamo un taxi, che con 10 euro ci accompagna in hotel e riusciamo arrivare alle 21, giusto in tempo affinchè nostra figlia Giada riesca a farsi un bagno e un idromassaggio in piscina, prima che chiuda.

Il giorno seguente, partiamo con lo shuttle delle 7, dopo colazione, per imbarcarci alle 9 e tornare a casa.

 

Siamo passati da un’isoletta senza strade, solo sabbia con un unica struttura ed un unico piccolo negozietto, a un posto pieno di grattacieli, strade a 7 corsie e centri commerciali giganteschi ma.. a me è piaciuto anche quello!!

 

 

 

L’ assaggio di Dubai l’ho molto gradito, mi ha lasciato la voglia di tornare a spenderci qualche giorno in piu’, col clima giusto, per godermi la città. E magari con qualche escursione in altre località degli Emirati Arabi.  In conclusione, anche se per poco, ne è valsa comunque la pena. Spero a presto, Dubai!

 

 

 

 

Luglio 2018

(foto by Patty)

 

 

 

Visite: 18

Maldive con un’adolescente

 

 

 

Taluni genitori potrebbero essere preoccupati di portare i figli adolescenti alle Maldive, dove non c’è molto da fare.

Non è il nostro caso. Nostra figlia ha letteralmente adorato le Maldive sin da piccola e le adora tuttora che è adolescente.

 

 

Giada, quasi 14 anni, fa parte di quei pochi ragazzi della sua età a cui non interessano tanto i cantanti o gli idoli della loro generazione, mettersi in mostra con trucchi o abiti succinti, andare a feste o in luoghi rumorosi o con troppa confusione. Basta che abbia con se qualche libro, immancabile Harry Potter, il suo e-reader, il necessario per disegnare e un po’ di attenzione da parte nostra, e difficilmente si annoia, se è davanti a un bel mare.

 

 

Soprattutto da quando, a 8 anni, ha scoperto le Maldive, dove inizialmente non voleva andare perchè non c’era la piscina :), ha sempre espresso il desiderio di tornarci. Cosi’ dopo la prima volta, ci siamo tornati anche l’anno successivo, e poi quest’anno, a quasi 14 anni, dopo l’esame di terza media, accontentando la sua costante richiesta.

 

 

La comunicazione della meta delle vacanze estive è stata accolta quindi con smisurato e quasi incredibile entusiasmo. Incredibile perchè pare impossibile che, una ragazzina della sua età, ambisca a una meta dove non c’è gran che da fare per occupare il tempo.

 

 

Scegliamo un resort anzichè una guesthouse, esperienza che avrei voluto fare, soprattutto per avere maggiore varietà di cibo e maggiori spazi in caso di maltempo, dato che andiamo in estate, nella stagione dei monsoni. Resort molto basico, dove non c’è animazione o intrattenimento, se non le bellezze del mare e della natura.

 

 

Pochi diversivi, molta tranquillità. Per cui bisogna proprio amarla come meta, per sceglierla, non bisogna aver paura della noia, bisogna avere il desiderio di essere un po’ fuori da tutto, di fermarsi per un po’, di non avere il bisogno di riempire il proprio tempo con cose da fare, con emozioni adrenaliniche.

 

 

Di ascoltare il riflesso che gli elementi della natura generano dentro di noi. Magari semplicemente immergersi completamente nella storia di qualcun’altro col sottofondo del rumore del vento e del mare.

 

 

O immergersi nel mare per vedere la bellezza dei colori e delle forme delle innumerevoli creature che lo popolano e che ti vengono attorno, scrutandoti, loro, come tu li scruti e li ammiri e vivere per un po’ in un altro elemento, imparando a stare in un ambiente diverso.

 

 

E’ cosi che, su un amaca attaccata ad una palma, lei passa il suo tempo, alternando bagni divertenti nel mare con le onde, insieme alla sua ciambella a ruota giocando con suo padre, a snorkeling in barriera per vedere i pesci colorati, all’osservazione delle piccole iguane colorate, degli uccelli che girano per l’isola e di una coppia di chiocce coi pulcini!!

 

 

Il tempo scandito dagli orari dei pasti e dai bagni in mare.

 

 

Anche quando è brutto tempo, lei sta bene, fa quello che le piace fare, non si annoia mai.

Nel resort ci sono anche altri adolescenti della sua età, anche se stranieri, ma mentre le 2 volte precedenti aveva sempre socializzato con bambine coetanee (italiane pero’), questa volta non sembra particolarmente interessata, e visto che nessuno degli altri è più intrapredente di lei, non fa il primo passo per conoscerli, e preferisce la nostra compagnia (finchè dura!!!).

 

 

Oltre ai libri, cartacei e e-book, abbiamo portato con noi un po’ di materiale da disegno, l’mp4 con alcuni film che avevamo scaricato, e il telefono con cui puo’ misuratamente chattare e vedere qualche video.

 

             

 

Nel corso della vacanza, facciamo anche una bellissima escursione in mare, la pesca notturna, partendo al tramonto e pescando alla maniera maldiviana, col bolentino. Viene la notte e sotto il cielo stellato, nel mare, si sta che è una meraviglia.

 

 

Giada riesce anche a prendere un bel barracuda, che ci cucinano l indomani per cena! E’ un esperienza che le è piaciuta moltissimo e si è divertita tanto, con la soddisfazione anche del suo bel bottino!

 

 

Da bambina piuttosto ghignosa col cibo (mangiava 4 cose in croce), ma mai lamentosa, sta cominciando ad essere ora piu’ curiosa ed assaggiare qualche cibo con sapore diverso, non lamentandosi se il gusto poi non è di suo gradimento e deve tornare al consueto riso o pasta in bianco. Pane e dolci ce ne sono in abbondanza e anche frutta ottima, che a casa solitamente mangia di rado, e compensano alla varietà a cui per il cibo spesso molto piccante o con abbondante curry o altre spezie, deve rinunciare.

 

 

La sera, qualche partita a carte con un nuovo gioco imparato (pinacola), che la entusiasma, conclude la giornata, con il gusto di aver trascorso una soddisfacente e tranquilla giornata, in un posto da sogno.

 

Che non è da sogno solo per noi, tutta questa bellezze contagia lei come noi!

 

 

Per concludere, pensavo che questa volta, essendo piu’ grande, Giada potesse apprezzare meno le Maldive. Ma alla fine delle vacanze, le ho chiesto

 

“Allora ti piace ancora venire alle Maldive?”.

 

La sua risposta è stata

 

“Certo! C’è un mare bellissimo e ci si rilassa tutto il giorno..!”

 

 

e ha già detto che ci ritornerebbe ancora e ancora… e noi ne siamo ben felici!!

 

 

 

 

luglio 2018

foto by Patty

 

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Maldive

 

Visite: 26

Milano vicino all’Europa

 

 

 

Milano negli ultimi anni ha cambiato aspetto.

L’ho conosciuta, molti anni fa, attraverso persone residenti nella città, che mi hanno fatto subito apprezzare le bellezze di una città a volte snobbata rispetto alle altre, ma con monumenti e bellezze di prim’ordine. Il duomo, la galleria Vittorio Emanuele, il castello sforzesco, i Navigli, le colonne di San Lorenzo, per dirne qualcuna.

 

L’ho frequentata in passato per lavoro, quando ci ho vissuto per un breve periodo, tornandoci periodicamente, con grande piacere. E’ vero, c’è il traffico, il grigiume, la nebbia.. ma l’ho sempre trovata una città estremamente affascinante.

Oggi, oltre alle bellezze tradizionali, possiamo godere anche di una Milano moderna, fatta di grattacieli al pari  delle grandi città dell’Europa e del mondo.

Piccole zone circoscritte, quindi non troppo invasive per la città, nate in seguito a progetti di riqualificazione di aree ormai in decadenza e talvolta malfamate, che cosi hanno riacquistato valore economico ed architettonico.

Nuove zone per la Milano da bere, che accoglie le centinaia di lavoratori che popolano i suoi grattacieli, ed anche le persone che vengono per passeggiare, fare shopping ed incontrarsi. Ed i turisti, che vengono ad ammirare la Milano moderna.

Sono la piazza Gae Aulenti (zona Porta Nuova Isola), sovrastata dal grattacielo dell’Unicredit, che ha davanti uno spiazzo con un sistema di fontane, dove d’estate i bambini si divertono a giocare con l’acqua, e l’adiacente Bosco Verticale, un edificio composto da due torri alte 110 e 80 metri, dalle cui terrazze sporgono alberi di diverse specie e piante, secondo un progetto di riforestazione urbana molto originale. O la piazza Tre Torri. nel distretto denominato Citylife, dove svetta la Torre Allianz, 50 piani, l’edificio più alto di Milano e d’Italia, con accanto il grattacielo storto, la Torre Hadid, soprannominato appunto “lo Storto”.

Nuove linee della metropolitana sono state create, belle, colorate, come la linea lillà, senza conducente, che se vai al primo posto, pare che sia tu a guidare il treno.

Non voglio spendere troppe parole, lascio spazio alle immagini che ho voluto cogliere, in preda all’entusiasmo del nuovo che avanza e che stupisce, di una Milano sempre piu’ vicina all’Europa, anzi al mondo, con in testa una canzone di Lucio Dalla, che a distanza di anni, resta sempre attuale.

 

 

 

“Milano vicino all’Europa

Milano che banche che cambi

Milano gambe aperte

Milano che ride e si diverte

 

Milano a teatro

un ole’ da torero

Milano che quando piange

piange davvero

Milano Carabinieri Polizia

che guardano sereni

chiudi gli occhi e voli via

 

Milano a portata di mano

ti fa una domanda in tedesco

e ti risponde in siciliano

poi Milan e Benfica

Milano che fatica

 

Milano sempre pronta al Natale

che quando passa piange

e ci rimane male

Milano sguardo maligno di Dio

zucchero e catrame

 

Milano ogni volta

che mi tocca di venire

mi prendi allo stomaco

mi fai morire

Milano senza fortuna

mi porti con te

sotto terra o sulla luna

 

Milano tre milioni

respiro di un polmone solo

Milano che come un uccello

gli sparano

ma anche riprende il volo

Milano piovuta dal cielo

tra la vita e la morte

continua il tuo mistero

 

Milano tre milioni

respiro di un polmone solo

che come un uccello

gli sparano

ma anche riprende il volo

Milano lontana dal cielo

tra la vita e la morte

continua il tuo mistero”

Writer(s): Lucio Dalla

 

 

 

 

 

giugno 2018

(foto by Patty)

 

 

Visite: 219

L’altra Romagna: relax al mare a Punta Marina e Marina di Ravenna

 

 

C’è una Romagna balneare diversa da quella che solitamente è frequentata dai turisti e che è nell’immaginario collettivo.

 

Diversa dalle cittadine turistiche sul mare, piene di gente ed attrazioni.

 

                                                                                  

E’ una Romagna dove, chi, come me, cerca un po’ di relax e pace, al mare, a pochi km da casa (Bologna), trova ancora la sensazione di un contatto con la natura, perchè l’uomo non ha ancora invaso e modificato completamente l’ambiente.

E’ la Romagna dei Lidi Sud Ravenna, in particolare, tra Punta Marina e Marina di Ravenna, la zona che per me è diventata un luogo del cuore, prima mio, quando ero single, poi anche della mia famiglia.
                                                                       
Un luogo dove comunque sono presenti divertimenti, happy hour e party al tramonto, o fino a notte fonda, spazi per beach volley e altri sport, ma sono limitati e circoscritti e senza eccessi. Dove ancora ci sono larghi tratti di spiaggia senza ombrelloni e lettini e si possono fare lunghe e tranquille passeggiate. 
                                                                                                                             
Quando avevo qualche anno di meno, ho frequentato alcuni beach bar. dove musica alta e aperetivi,
ad una certa ora, facevano da padroni e dove giovani amavano conoscersi e reincontrarsi sulla spiaggia.
Ho frequentato anche altri posti, piu’ tranquilli, dove il target era di persone con un’età media piu’ alta, che si ritrovavano per fare due chiacchiere, bere qualcosa insieme, o per una cena sul mare. In questi posti, dopo qualche tempo, ritornando, ho trovato lo stesso ambiente e lo stesso genere di persone, coetanee, con famiglia a seguito, mai troppo chiassose.
La zona, che è frequentata per lo piu’ da romagnoli con la casa al mare o che vivono nei dintorni, è rimasta avulsa dal turismo di massa che si è riversato nel resto della Romagna, ed  è popolata dai pendolari del weekend, durante la stagione estiva.  Pertanto, anche in pieno agosto, non è mai troppo affollata e nei giorni infrasettimanali si sta veramente benissimo.
 
La spiaggia ampia e dorata, il mare trasparente e pulito, soprattutto ad inizio stagione, gli stabilimenti balneari gradevoli e non troppo invasivi, l’ assenza di animazione, – solo qualche semplice gioco per i bambini -,  un tratto senza case e paese, la strada che passa in mezzo alla pineta, che sprigiona tutti i suoi profumi: tutto questo è quello che mi piace e mi permette di rilassarmi e trascorrere qualche ora in tranquillità.  
                                                                                                                    
Uno dei principali plus che risconto è che la spiaggia mantiene un fascino selvaggio, in quanto lambita da dune ricoperte di rigogliosa vegetazione, tipica delle cosi’ dette “dune vive,” piante perenni con aspetto di prateria. Nella parte priva di stabilimenti balneari  (spiaggia libera),  per proteggere l’ambiente sono state costruite delle gradevoli passerelle sopraelevate alla spiaggia, in legno, che consentano di ammirarlo nella sua bellezza, e permettono l’accesso alla spiaggia senza che il corpo dunoso e la vegetazione vengano calpestati.                                                                                                                                                                                

Soprattutto al pomeriggio e, in seguito al tramonto, la luce del sole offre una stupenda atmosfera.

A coronare le belle giornate, c’è il classico buon cibo che si mangia in zona, primi e secondi a base di pesce, specialità romagnole, oppure la classica piadina, comprata magari nei chioschetti. con tendone a righe, classici della romagna: una delizia per il palato.

E quando sono capitata anche d’inverno, proprio qui, dove tutto è desolazione,  il fascino particolare di questa zona mi ha comunque colpito, facendomi ancor piu’ desiderare l’arrivo della bella stagione, per la mia visita di abitudine, che ogni anno non puo’ mancare.

 

 

 

giugno 2018

 

Consigli (alcuni gentilmente forniti dall’amica locale Sara Venieri):

Stabilimenti balneari: Ruvido, BB King (vicini alle dune e alla spiaggia libera)

particolarmente adatti ai bambini: Lucciola (con piscina), Coco Loco, Marina Bay

Ristoranti per cena: bagno Coco Loco, bagno Donna Rosa, circolo velico, ristorante Matteo e Alma per cucina romagnola, La Cubana

Locali per aperetivi: bagno La dolce Vita, MO.VA a Marina di Ravenna, bagni Peter Pan, Singita, Lucciola

Cibo da asporto: Irma e Pino (pesce), da Matteo

In zona consigliati anche per aperetivi baretto Lamone a Marina Romea, per cibo da asporto baracchina a Porto Corsini e campeggio Villaggio del sole.

 

 

 

foto by Patty

 

 

 

 

 

 

Visite: 209

Fuerte vado o non vado: 10 motivi per non andare a Fuerteventura

 

 

 

 

Nei giorni scorsi abbiamo fatto una toccata e fuga a Fuerteventura.

Ancora una volta.

Abbiamo fatto il pieno di bianco e dorato delle spiagge, di azzurro e verde del mare, di nero delle rocce vulcaniche.. Sazi?? Ancora una volta no.

 

 

Saremo rimasti ancora e ancora, oltre quei 5 giorni, e abbiamo ancora la voglia di tornarci, che aumenta ogni volta che andiamo.

 

 

Abbiamo trovato nuovi angoli con mare meraviglioso dalle 1000 sfumature di blu, e dietro, il deserto, le dune.

 

 

Ci siamo deliziati del pesce alla plancia, della paella, del formaggio di capra, della carne alla griglia, del mojo con pane caldo, patate canarie, del ron miel a fine pasto.

 

 

Abbiamo visto tramonti fuoco.

 

 

 

Fuerte o la ami o la odi.

Pertanto riflettete prima di andare. O potreste rovinarvi la vacanza. O innamorarvene.

 

 

Non andate se siete tipi che sono infastiditi dal vento o se pensate che il vento vi faccia venire il mal di testa o vi innervosisca. Se invece lo tollerate, sappiate che a volte dovrete passeggiare per un po’ imbaccucati, ma potrete trovare un corralito che vi riparerà e starete al caldo, anche troppo, del sole.

 

 

Non andate se pretendete di stare in un posto: a volte occorre spostarsi per trovare il bel tempo o il posto meno ventoso.

 

 

Non andate se vi fa impazzire trovarvi pieni di sabbia, di cui non riuscirete a liberarvi. Se siete tipi che guai al telo insabbiato, o guai alla sabbia nei capelli o nella borsa. Andate solo se non vi importa trovarvi con i capelli come una capretta e se non siete tipi iperattivi, che vogliono sempre trovare qualcosa da fare.

 

 

Non andate se siete quelli che vogliono spiagge animate e attrezzate: qui c’è solo pace, rumore del vento e del mare.

 

 

 

Fuerteventura è un’isola semplice.

Andate se amate perdervi nei paesaggi deserti e ammirare la forza della natura che crea paesaggi diversi, divertendosi con la sabbia e le maree.

 

 

Se amate i contrasti vicini: il bianco della sabbia con il nero delle rocce vulcaniche sulla stessa spiaggia; il mare calmo turchese e trasparente delle lagune e quello  potente e burrascoso delle spiagge con le grandi onde adatte al surf, nello stesso paese; le cittadine sviluppate con urbanizzazione selvaggia e tutti i servizi e le comodità, e i grandi spazi deserti o i piccoli paesini, a pochi km di distanza.

 

 

Andate se amate fuori misura il pesce, le tapas, ma non se cercate la pasta.

 

 

Andate se potete accettare di stare riparati dal vento tra le rocce laviche, ma non dal sole e di mettervi il maglioncino, quando vi alzate dal vostro riparo, talvolta, e quando uscite la sera.

 

 

 

Se vi puo’ piacere il deserto nel mare e il mare nel deserto.

 

 

Se vi piace la natura selvaggia e gli scoiattolini.

 

 

Non andate se le vostre domande sono: c’è molto vento? Si puo’ fare il bagno? C’è qualcosa da vedere? Non andate se avete incertezze. Dovete tornare amandola, Fuerte, non tornare dicendo che non è bella oppure: “bella, peccato  il vento”, oppure “non c’è niente”

 

 

Se i Caraibi fossero vicini.. allora sarebbe tutto facile.

Per tutto il resto c’è Fuerventura! (noi Fuerteventura addicted)

 

 

 

 

10 motivi per non andare a Fuerteventura

 

Di seguito, in conclusione, i  10 motivi per non andare a Fuerteventura:

Non andate se non tollerate:

1     il vento

2     di avere sempre sabbia ovunque, nei capelli nelle orecchie, appiccicata addosso, nonostante le docce

3     di non poter fare il bagno per l’acqua fredda

4     di non avere spiagge attrezzate

5     di non avere molto da vedere oltre il mare (attrazioni a carattere storico, musei e altro)

6     di doversi spostare talvolta per cercare zone con cielo sereno o poco vento

7     i nudisti (frequentemente si vedono culi e tette al vento e anche altro)

8     il mojo, che lascia sempre un alito fetido per l’aglio contenuto, ma che crea dipendenza

9     l’urbanizzazione selvaggia (di Costa Calma, Caleta de Fuste, Morro Able, ma anche in parte   Corralejo)

10    km e km di nulla

 

Se pensate di non riuscire a sopportare tutto cio’, non andate a Fuerteventura, potreste rovinarvi la vacanza o tornare dicendo che è un brutto posto. Ma se invece tutto cio’ non vi ha spaventato, o vi rimane la curiosità, di seguito riepilogo, di nuovo, i motivi per cui troverete  Fuerte un paradiso.

 

 

10 motivi per andare a Fuerteventura

 

Andate se vi attira/no:

1      il mare in tutte le sue espressioni: lagune con acqua bassa e mare dalle mille sfumature di blu, paesaggi che cambiano con le maree, mare mosso con le onde

2      le spiagge selvagge, la sabbia bianca con contrastanti rocce nere vulcaniche, o la sabbia dorata delle dune e delle grandi spiagge

3      la facilità di trovare tempo bello anche nelle nostre stagioni intermedie e in inverno, variabile per via del vento, che spazza eventuali nuvole

4      la possibilità di ripararsi dal vento nei corraliti e lo stare sotto il sole

5      i vasti spazi deserti

6      la buona cucina, pesce, tapas, paella, ma anche carne, patate canarie, il caratteristico ed irresistibile mojo canario servito prima del pasto, il ron miel a fine pasto

7      tutti gli sport da fare con le onde e/o il vento: surf, kite surf, wind surf  e anche far volare aquiloni

8      la possibilità di fare un’escursione nella vicina Lanzarote (mezz’ora di traghetto)

9      l’Oasis park, per vedere un meraviglioso parco zoologico in un orto botanico di piante grasse

10    l’atmosfera “easy” dell’isola

 

E, aggiungo, se tutto cio’ vi attira, cercate di andare prima che l’incremento del turismo possa cambiare i connotati dell’isola!

Per quel che riguarda il soggiorno con bambini, ho sempre visto molte famiglie a Fuerteventura. Con tendine parasole, sulle spiagge delle lagune, dentro ai corraliti, sulle dune con i figli che, magari come la mia, si divertivano da impazzire a rotolare giu’. Troverete locali attrezzati, personale gentile e ben disposto, playground frequenti, e nonostante il mare gelido, tante volte ho visto proprio i bambini fare il bagno quando io non l’avrei mai fatto!

E sappiate anche che, in ogni stagione in cui sono andata, sono tornata abbronzata!

 

Per noi, Fuerte forever!

 

 

marzo 2018

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

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Fuerteventura

 

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Londra a 360 gradi dallo Sky Garden

 

 

La meraviglia di vedere tutta Londra dal 36°  piano dello Sky garden, un grattacielo di specchi dalla forma strana e, per di piu’, gratis.

 

 

Questo è lo Sky garden:sky” perchè si ha la sensazione veramente di essere in cielo, “garden” perchè al suo 36°  piano si è all’interno di un bellissimo giardino, un vero e proprio parco pubblico, con giganteschi alberi di varie specie e piante, reso florido da tutte le vetrate dell’edificio.

 

 

 

Alto circa 160 metri, è situato poco oltre la Torre di Londra, nel quartiere della City, è un grattacielo commerciale, anche chiamato “The Walkie Talkie” .

All’ingresso i controlli sono molto serrati, come quando si è in aeroporto vengono controllate borse e zaini: un velocissimo ascensore conduce al 36° piano, dove si trova un bar e alcuni tavoli per chi volesse fermarsi a colazione o bere un caffè. La temperatura è quasi come all’esterno quindi purtroppo d’inverno è freddino.

 

                                    

 

Dalle aperture sulle vetrate si puo’ accedere al terrazzo esterno. Dal piano dove ti lascia l’ascensore si puo’ salire ulteriormente, con un scalinata al 37° piano, dove è presente anche un ristorante, e girare tutto attorno.

 

 

Visto che la salita è su prenotazione, non c’è mai troppa gente per cui si puo’ godere della meravigliosa vista di Londra dall’alto, potendo restare fino ad un ora al massimo, che è un tempo sufficiente.

Le date e gli orari per le prenotazioni escono ogni 15 giorni di lunedi, e finiscono abbastanza in fretta, pertanto conviene tener d’occhio il lunedì, per assicurarsi il giorno e l’orario preferito.

Dicono che l’ora piu’ bella sia il tramonto. Noi, per esigenze di tempo, siamo andati nel primo pomeriggio di una giornata non proprio serena. Il panorama è comunque spettacolare.

 

 

Se non si riuscisse a trovare posto con l’ingresso gratuito, è possibile prenotare, on line, uno dei bar o dei ristoranti presenti e godere comunque del paesaggio.

Pare che lo Sky garden si contenda il primato di miglior visione spettacolare di Londra con il grattacielo Shard (zona Southfork) a forma di scheggia, il piu’ alto in Europa, 310 metri, che si trova in linea d’aria proprio di fronte allo Sky garden. Lo Shard è un’opera di Renzo Piano, e si puo’ salire fino al 72 piano, ma a un costo di circa 30 sterline per adulto.

 

 

 

Lo Sky garden, comunque, vale proprio la pena, per godere la bellezza di Londra anche da un’altra prospettiva.

 

 

https://skygarden.london/sky-garden

 

(foto Pixabay e Patrizia Pazzaglia)

 

tutti gli articoli su Londra qui:

 

Londra

Passeggiando sulla passerella di vetro del Tower Bridge

Verso  la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra

Londra con adolescente in 2 giorni, Harry Potter Studios inclusi!

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

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Sicilia: 6 giorni tra mare, città, natura e templi

 

La nostra vacanza di 6 giorni in Sicilia: Catania e L’Etna, Palermo, Trapani, Segesta San Vito Lo Capo e Riserva dello Zingaro

 

Catania

 

 

 

E’ la prima settimana di settembre, voliamo su Catania, terra d’origine della famiglia di mio marito.

Dopo aver affittato un auto all’aeroporto arriviamo in centro città. Parcheggiamo in Piazza Dante e scendiamo per via Teatro Greco. Reduce da un viaggio a Cuba, mi sembra che alcune strade di Catania somigliano vagamente a quelle dell’Havana.

 

 

 

 

Prendiamo la via dei Crociferi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, dove in soli 200 metri si trovano 4 chiese barocche, la Chiesa di San Francesco Borgia, il Collegio dei Gesuiti e la chiesa di San Giuliano e il Convento delle Benedettine e l’arco di San Benedetto ad esso collegato.

 

 

 

E ci immergiamo nella vita catanese svoltando per la strada del mercato, dove frutta, verdura spezie, fanno da padroni.

 

         

 

Arriviamo allo storico mercato del pesce, “La pescheria”, dove tra odori, banchetti colorati, pieni di ogni tipo di pesce fresco, e le “abbanniate”, le grida, dei pescivendoli che cercano di attirare l’attenzione sulle loro merci, assaporiamo tutto il folclore e la tradizione della città.

 

 

 

 

 

Sono disorientata, mi guardo intorno curiosa, in mezzo a tutta quella gente e quei pesci, di ogni forma e colore.

 

 

Pochi gradini e si arriva in Piazza Duomo, passando a fianco alla bellissima fontana dell’Amenano, dal nome del fiume sotteraneo da cui prende le acque.

 

 

Decidiamo di goderci la piazza seduti in un bar mentre ci gustiamo la specialità del luogo: la granita siciliana con brioche. Una prelibatezza!

 

 

 

La piazza col Duomo è una meraviglia, a lato si trova la fontana dell’Elefante “O Liotru”, che è il simbolo della città, sul suo obelisco, e a fianco al Duomo barocco, la Badia di Sant’Agata, sulla cui cupola vediamo muoversi delle persone: voglio andare anch’io a vedere la piazza dal “balcone sul barocco di Catania“, come viene chiamato!

 

           

 

Una volta saliti, dall’alto del cupolone, oltre alla piazza, vediamo i tetti e i campanili del centro storico, il porto e l’Etna. La città appare in tutta la sua bellezza.

 

 

Scesi dalla Badia, andiamo a zonzo per le strade del centro, in particolare percorriamo la via Etnea, piena di palazzi e chiese che sfoggiano un meraviglioso barocco siciliano, fino ai Giardini di villa Bellini, che non siamo riusciti a vedere perchè ci ha colto un grande acquazzone.

 

 

L’Etna

 

 

Per il nostro secondo giorno a Catania, vogliamo salire sull’Etna. Abbiamo raggiunto e dormito a Nicolosi e fatto colazione alla straordinaria pasticceria Bonanno, proprio nel centro del paese. I nostri parenti, che abitano proprio li, vogliono che assaggiamo tutte le specialità, dalle fantastiche granite, alle paste di mandorla, ai cannoli siciliani, agli arancini, che proprio non ci stanno piu’ nella pancia e che teniamo quindi per cena.

Il racconto della salita sull’Etna lo trovate qui: http://www.unanimainviaggio.it/salita-sulletna-sicilia/

Dopo la nostra escursione, lasciamo Catania per dirigerci verso la nostra meta balneare: San Vito Lo capo.

Lungo la strada, i paesaggi cambiano, ma sono tutti una meraviglia, con il sole che li fa risaltare.

 

 San Vito Lo Capo

 

 

 

Arriviamo a San Vito nell’ora piu’ bella: il tramonto. A quell’ora infatti il monte Monaco, col riflesso del sole, assume un colore dorato splendido. Abbiamo affittato un appartamento, che si rivela delizioso, in una casetta bianca tipica, a ridosso della zona pedonale, con un cortiletto interno dove si puo’ mangiare e cucinare, perchè ha anche una cucina esterna, e una meravigliosa doccia all’aperto. Ci possiamo lavare guardando il cielo.

 

 

Il paesino di San Vito mi è piaciuto molto, tutto bianco, con un bel lungomare e una spiaggia ampia e bianca.

 

 

Bellissima molto presto al mattino o quando non c’è bel tempo, ma ancora eccessivamente affollata  (è la prima settimana di settembre) col bel tempo, quando praticamente si trasforma riempiendosi di ombrelloni uno attaccato all’altro: comprendo chi consiglia di andare a giugno o dopo il cous cous festival (che si tiene il 15 settembre) per godere di quello che è senza tanta folla.

 

 

 

Il mare è veramente caraibico, ad eccezione di quando c’è vento, perchè allora perde la sua spettacolarità. Nei giorni che siamo rimasti, un’insolita perturbazione ci ha fatto godere del mare calmo  e cristallino soltanto per una mezza giornata. Nelle altre giornate, vento forte o nuvole ci hanno indotto a dirigerci altrove. D’altronde la zona offre talmente tanta bellezza!

 

 

 

Un problema di San Vito sono i parcheggi. Innanzitutto c’è da dire che gran parte della zona vicino al mare è pedonale, per cui non è consentito l’accesso. Fuori dalla zona pedonale, i parcheggi sono a pagamento, tranne che 2 grandi parcheggi gratuiti, ai lati del paese, che non è poi cosi’ piccolo, per cui potrebbero non essere cosi’ vicini e comodi, pertanto sono da mettersi in conto delle belle scarpinate. Gli altri anni il comune pare avesse messo a disposizione un bus-navetta dai parcheggi gratuiti, ma quest’anno cio’ non è avvenuto. In alcuni casi,  la struttura dove si alloggia mette a disposizione un pass per il parcheggio e in questo caso il problema è risolto.

 

 

Dal punto di vista culinario, San Vito Lo Capo vanta la tradizione del cous cous, che abbiamo assaggiato una sera in un dei ristoranti del centro, ed era veramente particolare e buonissimo. Un’altra cosa assolutamente da provare è il famoso gelato “caldo-freddo”, che ha base di pan di spagna, panna montata, gelato a scelta  e una colata di cioccolato caldo sopra: una bomba, ma anche una delizia!

 

 

 

 

I dintorni di San Vito

 

 

A 3 chilometri da San Vito, passato il Monte Monaco, si arriva alla Tonnara del Secco, ovvero quel che resta dell’antico edificio dove in passato, dopo aver catturato i tonni, si facevano le mattanze e le lavorazioni del pesce. I resti della costruzione sulla costa selvaggia ricca di rocce e insenature rendono il paesaggio incantevole.

 

 

 

Abbiamo proseguito in nostro giro verso la zona della Riserva dello Zingaro. La strada, che costeggia il mare e si eleva mostrando tutta la costa dall’alto, è molto bella, e vale la pena il giro anche solo per percorrerla. Purtroppo in alcuni punti sono evidenti i danni fatti dagli incendi, che hanno devastato la vegetazione. In una ventina di minuti siamo arrivati all’ingresso della Riserva, ma non siamo entrati  per il poco tempo che avevamo a disposizione (il percorso a piedi sarebbe di 7 chilometri), ma già dall’inizio della strada si vedeva sul fondo la bellissima cala di Tonnarella dell’Uzzo.

Prima di arrivare a San Vito, dopo la frazione di Castelluzzo, c’è un altro punto panoramico spettacolare, ovvero il golfo che dal Monte Cofano arriva fino alle falesie di Cala Mancina. In questa zona ci sono alcune spiagge rocciose, non proprio comode, ma con un mare spettacolare, anche se poco comode e balneabili per i sassi e calde quando picchia il sole.

 

 

Visto che il tempo un po’ nuvoloso e ventilato non rendeva gradevole restare in spiaggia, abbiamo convertito la nostra vacanza, che doveva essere prevalentemente balneare, in una vacanza di visite ai dintorni. Cosi’, un pomeriggio abbiamo deciso di andare a visitare il parco archeologico di Segesta, ad un’ora di distanza da San Vito Lo Capo.

 

Segesta

 

 

 

Segesta l’ho trovata meravigliosa. Un sito archeologico in cui spiccano un tempio dorico e un’anfiteatro perfettamente conservati sulla sommità di un monte, a 400 metri sul livello del mare, in mezzo al nulla.

Al sito si accede con un pullman, che parte dal parcheggio dove si deve lasciare l’auto.

Arrivando al tempio, sembra veramente di immergersi in un altra epoca.

 

 

Per andare all’anfiteatro si deve salire ancora  a piedi o con un pullman, per un paio di chilometri. Noi l’abbiamo fatta a piedi ed è una gran sfaticata, ma la vista del tempio da lontano e la bellezza del teatro all’arrivo, viene ampiamente ripagata.

 

 

Il Parco Archeologico

 

Palermo

 

 

 

In un’altra giornata poco adatta alla spiaggia, in un’ora e 45 minuti, da San Vito Lo Capo siamo arrivati a Palermo.

Parcheggiata l’auto in un parcheggio a fianco al tribunale, con una cartina alla mano, siamo entrati nel centro storico cercando la cattedrale. Il primo impatto con la città è stato..strano. Vicoli e vicoletti, dall’aspetto poco rassicurante. Non ci sono degli spazi ampi, anche la cattedrale non si trova in una piazza grande e aperta, nonostante sia meravigliosa, all’interno di un bellissimo giardino.

 

 

 

Proprio li’ girando attorno alla cattedrale, vediamo passare un bus hip on hip off e lo fermiamo: decidiamo di salire per riuscire a vedere il piu’ possibile di questa città con il poco tempo che abbiamo. A posteriori devo dire che è stata un’ottima soluzione, che, con 10 euro ci ha permesso di vedere i principali monumenti che non saremmo riusciti a vedere a piedi,  facendo tutto il percorso senza mai scendere visto il tempo limitato. Avendo piu’ tempo, si puo’ utilizzare il bus per scendere ed ammirare con calma tutti i punti strategici..il Teatro Massimo, il Teatro Politeama, il Palazzo dei Normanni, Piazza Quattro Canti e la favolosa Piazza Bellini, che è stata quella che ho preferito.

 

 

 

Poi tutte le vie piene di palazzi storici, le vie dello shopping, fino ad arrivare alla strada che costeggia il mare e che arriva al porto, passando per la rotonda dove si trova il monumento ai caduti nella lotta contro la mafia. 

 

 

 

Una cosa particolare che abbiamo visto sono state le luminarie in piena estate, come se fosse Natale!  l’autista del bus ci ha poi detto che erano dovute a una delle tante feste religiose e che in città ci sono sempre occasioni per festeggiare!

 

 

 

Palermo è veramente bella e ricca di cose da vedere, sicuramente merita molto piu tempo rispetto alla visita superficiale e improvvisata che abbiamo fatto noi.

La nostra coscienza non ci ha permesso di andarcene pero’ senza rendere omaggio a due luoghi particolari: l’albero della vita di via D’Amelio e il monumento ai caduti alla strage di Capaci, visibile quest’ultimo, ma neanche tanto, dall’autostrada verso casa. All’albero della vita di Borsellino ho dedicato un articolo, con le mie emozioni, che potete leggere qui: http://www.unanimainviaggio.it/lalbero-della-pace-di-via-damelio-a-palermo/

 

 

 

 

Cosi’ si conclude il nostro giro in Sicilia, breve ma intenso.

In cosi’ pochi giorni abbiamo visto tantissime cose e… mangiato tantissime cose..

La promessa a noi stessi è di tornarci presto, perchè è una regione veramente bellissima!

 

Voglio spendere, al termine, due parole riguardo alla Sicilia con adolescenti.

E’ stata nostra figlia che, da un po’, ci chiedeva di andare in Sicilia.

Era attratta principalmente dal mare bello, dall’Etna e dal desiderio di assaggiare tutte le prelibatezze della cucina siciliana, dagli arancini ai dolciumi, tanto decantati dai parenti. Oltre che, credo, dall’inconscio o meno desiderio di conoscere il paese d’origine della famiglia di suo padre.

E’ rimasta entusiasta, oltre che da tutto questo, che ha ampiamente ripagato le sue aspettative, anche dal vedere i templi greci e le città barocche che aveva studiato a scuola, e anche molto colpita dal venire a conoscenza della storia e della vita di uomini d’onore. Con cosi’ alti valori, che hanno dato la loro vita per il nostro paese, per cio’ in cui credevano, la giustizia, per combattere il fenomeno della mafia.

Pertanto, è una meta super consigliata!

 

 

 

 

settembre 2017

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

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Sicilia

 

 

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Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

 

 

Mia figlia adolescente scrive, in un tema, come ha vissuto un viaggio a sorpresa a Londra con la visita agli Harry Potter Studios.

Un desiderio che si avvera e le riflessioni sui valori che vengono trasmessi dall’autrice della saga, J.K. Rowling.

 

Tutto iniziò il 23.11.2017, il giorno del mio compleanno.

Per i miei 13 anni avevo chiesto ai miei genitori un viaggio a Londra.

Come al solito mi sono alzata prima di andare a scuola, e come tutti gli anni, sul tavolo da pranzo c’era una sorpresa. Ma quest’anno non c’era niente di piu’ di una busta e aprendola, la sorpresa è stata grande: dentro c’era un biglietto aereo per Londra, e già la mia gioia era immensa,  pero’  ho notato che c’era un altro biglietto accanto. All’inizio non avevo capito cos’era, forse per l’intontimento dell’essersi appena svegliati, o per la sorpresa, forse perché in fondo avevo già intuito cos’era ma non ci volevo credere. Ma è stato tutto chiaro e limpido quando ho visto la scritta: “WB Studios Harry Potter”. Li’ il mio cuore ha cominciato a battere a mille. Ero pazza di gioia.

 

 

Infatti io avevo desiderato andare a Londra, non soltanto perché questa città mi aveva sempre attratto e sin da piccola avrei voluto andarci, ma anche perché li’ ci sono gli WB Studios a tema Harry Potter. Essendo un’amante del capolavoro letterario scritto dalla Rowling e dei film, era il mio sogno visitare gli Studios, contenenti tanti oggetti di scena originali, gli indumenti indossati dagli attori, e moltissimi set.

Alla vista dei biglietti sono rimasta sconvolta, anche perché sapevo che questi erano difficilissimi da trovare.

E così dopo pochi giorni, io e i miei genitori abbiamo preso l’aereo per andare a Londra. Ci saremmo stati fino al giorno successivo. Il viaggio era infatti abbastanza corto, ma ero comunque felicissima. Nel tempo che non siamo stati agli Studios, abbiamo visitato la città, che come immaginavo è bellissima. Abbiamo visto il Big Ben (il famoso orologio), che era proprio davanti al nostro hotel, il Tamigi (il fiume piu’ lungo di Londra), il cambio della guardia a cavallo (rituale che celebra il cambio fra le guardie che sorvegliano il palazzo reale), Buckingham Palace (dove alloggia la regina), il Tower Bridge e siamo saliti anche sullo Sky Garden (che è un grattacielo con la caratteristica di avere un grande giardino botanico sul piano piu’ alto). Ho detto subito ai miei genitori che avrei voluto tornarci per vederla meglio, perché mi è piaciuta tantissimo.

 

 

Ma il momento piu’ da me atteso sarebbe arrivato alle 14 del 28.11. Infatti a quell’ora, a Victoria Station (la stazione piu’ grande di Londra),  è arrivato un pullman pronto per portarci agli Studios, con un piacevole viaggio di un’ora e 30 minuti, accompagnati dalla proiezione di un film di Harry Potter.

 

 

 

 

Arrivati alla meta, un’enorme entrata ci aspettava con una grande scritta che recitava “The making of Harry Potter. WB Studios”.

Presto avrei scoperto che gli Studios erano piu’ che enormi, ma prima ci siamo fermati allo shop all’ingresso, per scambiare i miei soldi (il regalo da nonni e zii per il compleanno) con tantissimi e bellissimi gadget che desideravo, come una bacchetta magica, calzini, maglie, collane e l’immancabile sciarpa della  casata (Griffondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero) che nel mio caso spicca dei colori di Griffondoro, rosso e oro. In quel negozietto avrei voluto comprare di tutto, ma i soldi dati dai miei zii erano ovviamente limitati e gli oggetti del negozio erano un po’ costosi.

 

 

E poi sono entrata in un mondo magico. E’ stato come essere proiettati dentro uno dei film. Oggetti di scena magnifici, curati dettaglio per dettaglio, i vestiti originale esposti, un sacco di set usati per il film. C’erano anche i meccanismi usati per le scene, come ad esempio le scope volanti e i manichini degli animali fantastici che appaiono nei film, e le statue di cera che servivano come controfigura per i personaggi piu’ strani, sembravano che si potessero animare da un momento all’altro.

 

Era come trovarsi ad Hogwarts. Era tutto fantastico. Questi Studios sono enormi, infatti contengono persino il treno originale usato per le scene al binario 9 e ¾ e l’enorme “modellino” di Hogwarts, usato per le scene in esterna. Per me era il posto piu’ bello del mondo. E anche se avevamo un tempo limitato perché sarebbe tornato l’autobus a prenderci dopo 3 ore e mezzo, io ci sarei voluta restare ore e ore, giorni e giorni. A guardare e riguardare tutto per cogliere ogni minimo particolare e perdermi in tutta quella bellezza.

 

 

Dopo questo viaggio in moltissimi, fra amici e professori, mi hanno chiesto

“Ma perche ti piace Harry Potter e per te cosa significa?”.

E dopo aver riflettuto la mia risposta è che Harry Potter mi piace, oltre perché si possiede una bacchetta per far le magie ed è tutto magico (il che sarebbe troppo figo), perché  J.K. Rowling ha voluto trasmettere l’importanza di tanti valori che, spesso, trascuriamo, come l’amicizia, il coraggio e l’amore. E che anche se siamo definiti un po’ diversi, non bisogna nascondersi o rifugiarsi nei sogni per poi dimenticarsi di vivere.

 

Perché, come dice Silente,

 

     “ La felicità si puo’ trovare anche negli attimi piu’ bui,

       se solo ci si ricorda di accendere la luce”.

 

 

 

                                              

                                            

 

Testo di Giada – compito di III media, testo a tema libero

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

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Salita sull’Etna, in Sicilia

 

 

Per arrivare sull’Etna, partiamo in auto da Nicolosi, dove abbiamo pernottato.

 

 

 

Percorrendo una meravigliosa strada, che attraversa paesaggi formati da pietra lavica, arriviamo a 1923 metri, dove si trova la funivia dell’Etna. Da li’, con una telecabina, si arriva fino a 2500 metri, al rifugio La Sapienza. Siamo pronti per salire sul vulcano piu’ grande d’Europa.

 

 

Durante la risalita, vediamo la terra della montagna assumere colori diversi, dal marrone, al rosso, al nero e c’è un silenzio da meditazione. Il paesaggio cambia, c’è anche qualche tratto con vegetazione, sopravvissuta evidentemente alle colate laviche.

 

 

Dal rifugio La Sapienza, partono pullman fuori strada che riescono a risalire la montagna di lava, lungo un percorso predefinito.

 

 

 

Ci fermiamo dentro al rifugio per vestirci, perchè là comincia ad essere freddo e soprattutto c’è un gran vento. Per chi non avesse scarpe ed abiti adatti (alcune persone, essendo estate sono arrivate in ciabatte), affittano scarponi, scarpe da trekking, bastoni da trekking, giacche antivento,  e per l’inverno, ciaspole e slittini. . Noi comunque siamo saliti con normali scarpe da running e avevamo portato kway antivento.

 

 

 

I pullman ti portano fino ai crateri sommitali. Per salire occorrono circa 20 minuti.

 

 

Quando arrivi, lo scenario è veramente spettacolare e suggestivo. Sei a ridosso dei coni sommitali e da li’ godi di una vista, che spazia dal mare sino all’interno della Sicilia.

 

 

Con i piedi calpesti la terra lavica, puoi passeggiare sul crinale, guardarti intorno e vedere i crateri, da dove, quando ci sono le eruzioni, esce la lava.

 

 

 

Il terreno è nero, con chiazze rosse dovute al ferro, manganese e zolfo, eruttati e solidificati. Se provi a prendere in mano un po’ di quella terra nera, noti che è leggerissima.

Dal pullman, vieni assegnato ad  una guida da seguire, che spiega quel che vedi, ti indica i coni eruttivi, ti racconta la storia delle eruzioni, ti mostra i punti fumanti nel terreno.

 

 

Lassu’ il vento è ancora piu’ forte, come si puo’ vedere da questo video.

 

 

Il vento non ci ha permesso di restare su quanto sarebbe meritato.  La sensazione è proprio di essere a tu per tu con la forza della natura, che ancora una volta, ha saputo stupirmi.

 

 

 

Scesi di nuovo alla stazione di partenza della funivia dell’Etna, è da non perdere l’Etna Experience,  un filmato in 7d, che dura solo pochi minuti, ma che fa vivere tutto quello che riguarda un vulcano prima e durante l’eruzione. Una simulazione con movimenti, vibrazioni, rumori, vento, acqua, sensazioni tattili, una delle quali mi ha fatto letteralmente sobbalzare dalla poltrona.

Da fare assolutamente dopo la salita, per evitare di restare traumatizzati dalla paura del crollo della funivia che viene simulato. Un’esperienza davvero terrificante!

 

http://funiviaetna.com/escursioni-2/

settembre 2017

 

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Sicilia

(foto di Patrizia Pazzaglia)

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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