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Un adolescente in viaggio

Fuerte vado o non vado: 10 motivi per non andare a Fuerteventura

 

 

 

 

Nei giorni scorsi abbiamo fatto una toccata e fuga a Fuerteventura.

Ancora una volta.

Abbiamo fatto il pieno di bianco e dorato delle spiagge, di azzurro e verde del mare, di nero delle rocce vulcaniche.. Sazi?? Ancora una volta no.

 

 

Saremo rimasti ancora e ancora, oltre quei 5 giorni, e abbiamo ancora la voglia di tornarci, che aumenta ogni volta che andiamo.

 

 

Abbiamo trovato nuovi angoli con mare meraviglioso dalle 1000 sfumature di blu, e dietro, il deserto, le dune.

 

 

Ci siamo deliziati del pesce alla plancia, della paella, del formaggio di capra, della carne alla griglia, del mojo con pane caldo, patate canarie, del ron miel a fine pasto.

 

 

Abbiamo visto tramonti fuoco.

 

 

 

Fuerte o la ami o la odi.

Pertanto riflettete prima di andare. O potreste rovinarvi la vacanza. O innamorarvene.

 

 

Non andate se siete tipi che sono infastiditi dal vento o se pensate che il vento vi faccia venire il mal di testa o vi innervosisca. Se invece lo tollerate, sappiate che a volte dovrete passeggiare per un po’ imbaccucati, ma potrete trovare un corralito che vi riparerà e starete al caldo, anche troppo, del sole.

 

 

Non andate se pretendete di stare in un posto: a volte occorre spostarsi per trovare il bel tempo o il posto meno ventoso.

 

 

Non andate se vi fa impazzire trovarvi pieni di sabbia, di cui non riuscirete a liberarvi. Se siete tipi che guai al telo insabbiato, o guai alla sabbia nei capelli o nella borsa. Andate solo se non vi importa trovarvi con i capelli come una capretta e se non siete tipi iperattivi, che vogliono sempre trovare qualcosa da fare.

 

 

Non andate se siete quelli che vogliono spiagge animate e attrezzate: qui c’è solo pace, rumore del vento e del mare.

 

 

 

Fuerteventura è un’isola semplice.

Andate se amate perdervi nei paesaggi deserti e ammirare la forza della natura che crea paesaggi diversi, divertendosi con la sabbia e le maree.

 

 

Se amate i contrasti vicini: il bianco della sabbia con il nero delle rocce vulcaniche sulla stessa spiaggia; il mare calmo turchese e trasparente delle lagune e quello  potente e burrascoso delle spiagge con le grandi onde adatte al surf, nello stesso paese; le cittadine sviluppate con urbanizzazione selvaggia e tutti i servizi e le comodità, e i grandi spazi deserti o i piccoli paesini, a pochi km di distanza.

 

 

Andate se amate fuori misura il pesce, le tapas, ma non se cercate la pasta.

 

 

Andate se potete accettare di stare riparati dal vento tra le rocce laviche, ma non dal sole e di mettervi il maglioncino, quando vi alzate dal vostro riparo, talvolta, e quando uscite la sera.

 

 

 

Se vi puo’ piacere il deserto nel mare e il mare nel deserto.

 

 

Se vi piace la natura selvaggia e gli scoiattolini.

 

 

Non andate se le vostre domande sono: c’è molto vento? Si puo’ fare il bagno? C’è qualcosa da vedere? Non andate se avete incertezze. Dovete tornare amandola, Fuerte, non tornare dicendo che non è bella oppure: “bella, peccato  il vento”, oppure “non c’è niente”

 

 

Se i Caraibi fossero vicini.. allora sarebbe tutto facile.

Per tutto il resto c’è Fuerventura! (noi Fuerteventura addicted)

 

 

 

 

10 motivi per non andare a Fuerteventura

 

Di seguito, in conclusione, i  10 motivi per non andare a Fuerteventura:

Non andate se non tollerate:

1     il vento

2     di avere sempre sabbia ovunque, nei capelli nelle orecchie, appiccicata addosso, nonostante le docce

3     di non poter fare il bagno per l’acqua fredda

4     di non avere spiagge attrezzate

5     di non avere molto da vedere oltre il mare (attrazioni a carattere storico, musei e altro)

6     di doversi spostare talvolta per cercare zone con cielo sereno o poco vento

7     i nudisti (frequentemente si vedono culi e tette al vento e anche altro)

8     il mojo, che lascia sempre un alito fetido per l’aglio contenuto, ma che crea dipendenza

9     l’urbanizzazione selvaggia (di Costa Calma, Caleta de Fuste, Morro Able, ma anche in parte   Corralejo)

10    km e km di nulla

 

Se pensate di non riuscire a sopportare tutto cio’, non andate a Fuerteventura, potreste rovinarvi la vacanza o tornare dicendo che è un brutto posto. Ma se invece tutto cio’ non vi ha spaventato, o vi rimane la curiosità, di seguito riepilogo, di nuovo, i motivi per cui troverete  Fuerte un paradiso.

 

 

10 motivi per andare a Fuerteventura

 

Andate se vi attira/no:

1      il mare in tutte le sue espressioni: lagune con acqua bassa e mare dalle mille sfumature di blu, paesaggi che cambiano con le maree, mare mosso con le onde

2      le spiagge selvagge, la sabbia bianca con contrastanti rocce nere vulcaniche, o la sabbia dorata delle dune e delle grandi spiagge

3      la facilità di trovare tempo bello anche nelle nostre stagioni intermedie e in inverno, variabile per via del vento, che spazza eventuali nuvole

4      la possibilità di ripararsi dal vento nei corraliti e lo stare sotto il sole

5      i vasti spazi deserti

6      la buona cucina, pesce, tapas, paella, ma anche carne, patate canarie, il caratteristico ed irresistibile mojo canario servito prima del pasto, il ron miel a fine pasto

7      tutti gli sport da fare con le onde e/o il vento: surf, kite surf, wind surf  e anche far volare aquiloni

8      la possibilità di fare un’escursione nella vicina Lanzarote (mezz’ora di traghetto)

9      l’Oasis park, per vedere un meraviglioso parco zoologico in un orto botanico di piante grasse

10    l’atmosfera “easy” dell’isola

 

E, aggiungo, se tutto cio’ vi attira, cercate di andare prima che l’incremento del turismo possa cambiare i connotati dell’isola!

Per quel che riguarda il soggiorno con bambini, ho sempre visto molte famiglie a Fuerteventura. Con tendine parasole, sulle spiagge delle lagune, dentro ai corraliti, sulle dune con i figli che, magari come la mia, si divertivano da impazzire a rotolare giu’. Troverete locali attrezzati, personale gentile e ben disposto, playground frequenti, e nonostante il mare gelido, tante volte ho visto proprio i bambini fare il bagno quando io non l’avrei mai fatto!

E sappiate anche che, in ogni stagione in cui sono andata, sono tornata abbronzata!

 

Per noi, Fuerte forever!

 

 

marzo 2018

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

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Fuerteventura

 

Londra a 360 gradi dallo Sky Garden

 

 

La meraviglia di vedere tutta Londra dal 36°  piano dello Sky garden, un grattacielo di specchi dalla forma strana e, per di piu’, gratis.

 

 

Questo è lo Sky garden:sky” perchè si ha la sensazione veramente di essere in cielo, “garden” perchè al suo 36°  piano si è all’interno di un bellissimo giardino, un vero e proprio parco pubblico, con giganteschi alberi di varie specie e piante, reso florido da tutte le vetrate dell’edificio.

 

 

 

Alto circa 160 metri, è situato poco oltre la Torre di Londra, nel quartiere della City, è un grattacielo commerciale, anche chiamato “The Walkie Talkie” .

All’ingresso i controlli sono molto serrati, come quando si è in aeroporto vengono controllate borse e zaini: un velocissimo ascensore conduce al 36° piano, dove si trova un bar e alcuni tavoli per chi volesse fermarsi a colazione o bere un caffè. La temperatura è quasi come all’esterno quindi purtroppo d’inverno è freddino.

 

                                    

 

Dalle aperture sulle vetrate si puo’ accedere al terrazzo esterno. Dal piano dove ti lascia l’ascensore si puo’ salire ulteriormente, con un scalinata al 37° piano, dove è presente anche un ristorante, e girare tutto attorno.

 

 

Visto che la salita è su prenotazione, non c’è mai troppa gente per cui si puo’ godere della meravigliosa vista di Londra dall’alto, potendo restare fino ad un ora al massimo, che è un tempo sufficiente.

Le date e gli orari per le prenotazioni escono ogni 15 giorni di lunedi, e finiscono abbastanza in fretta, pertanto conviene tener d’occhio il lunedì, per assicurarsi il giorno e l’orario preferito.

Dicono che l’ora piu’ bella sia il tramonto. Noi, per esigenze di tempo, siamo andati nel primo pomeriggio di una giornata non proprio serena. Il panorama è comunque spettacolare.

 

 

Se non si riuscisse a trovare posto con l’ingresso gratuito, è possibile prenotare, on line, uno dei bar o dei ristoranti presenti e godere comunque del paesaggio.

Pare che lo Sky garden si contenda il primato di miglior visione spettacolare di Londra con il grattacielo Shard (zona Southfork) a forma di scheggia, il piu’ alto in Europa, 310 metri, che si trova in linea d’aria proprio di fronte allo Sky garden. Lo Shard è un’opera di Renzo Piano, e si puo’ salire fino al 72 piano, ma a un costo di circa 30 sterline per adulto.

 

 

 

Lo Sky garden, comunque, vale proprio la pena, per godere la bellezza di Londra anche da un’altra prospettiva.

 

 

https://skygarden.london/sky-garden

 

(foto Pixabay e Patrizia Pazzaglia)

Sicilia: 6 giorni tra mare, città, natura e templi

 

La nostra vacanza di 6 giorni in Sicilia: Catania e L’Etna, Palermo, Trapani, Segesta San Vito Lo Capo e Riserva dello Zingaro

 

Catania

 

 

 

E’ la prima settimana di settembre, voliamo su Catania, terra d’origine della famiglia di mio marito.

Dopo aver affittato un auto all’aeroporto arriviamo in centro città. Parcheggiamo in Piazza Dante e scendiamo per via Teatro Greco. Reduce da un viaggio a Cuba, mi sembra che alcune strade di Catania somigliano vagamente a quelle dell’Havana.

 

 

 

 

Prendiamo la via dei Crociferi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, dove in soli 200 metri si trovano 4 chiese barocche, la Chiesa di San Francesco Borgia, il Collegio dei Gesuiti e la chiesa di San Giuliano e il Convento delle Benedettine e l’arco di San Benedetto ad esso collegato.

 

 

 

E ci immergiamo nella vita catanese svoltando per la strada del mercato, dove frutta, verdura spezie, fanno da padroni.

 

         

 

Arriviamo allo storico mercato del pesce, “La pescheria”, dove tra odori, banchetti colorati, pieni di ogni tipo di pesce fresco, e le “abbanniate”, le grida, dei pescivendoli che cercano di attirare l’attenzione sulle loro merci, assaporiamo tutto il folclore e la tradizione della città.

 

 

 

 

 

Sono disorientata, mi guardo intorno curiosa, in mezzo a tutta quella gente e quei pesci, di ogni forma e colore.

 

 

Pochi gradini e si arriva in Piazza Duomo, passando a fianco alla bellissima fontana dell’Amenano, dal nome del fiume sotteraneo da cui prende le acque.

 

 

Decidiamo di goderci la piazza seduti in un bar mentre ci gustiamo la specialità del luogo: la granita siciliana con brioche. Una prelibatezza!

 

 

 

La piazza col Duomo è una meraviglia, a lato si trova la fontana dell’Elefante “O Liotru”, che è il simbolo della città, sul suo obelisco, e a fianco al Duomo barocco, la Badia di Sant’Agata, sulla cui cupola vediamo muoversi delle persone: voglio andare anch’io a vedere la piazza dal “balcone sul barocco di Catania“, come viene chiamato!

 

           

 

Una volta saliti, dall’alto del cupolone, oltre alla piazza, vediamo i tetti e i campanili del centro storico, il porto e l’Etna. La città appare in tutta la sua bellezza.

 

 

Scesi dalla Badia, andiamo a zonzo per le strade del centro, in particolare percorriamo la via Etnea, piena di palazzi e chiese che sfoggiano un meraviglioso barocco siciliano, fino ai Giardini di villa Bellini, che non siamo riusciti a vedere perchè ci ha colto un grande acquazzone.

 

 

L’Etna

 

 

Per il nostro secondo giorno a Catania, vogliamo salire sull’Etna. Abbiamo raggiunto e dormito a Nicolosi e fatto colazione alla straordinaria pasticceria Bonanno, proprio nel centro del paese. I nostri parenti, che abitano proprio li, vogliono che assaggiamo tutte le specialità, dalle fantastiche granite, alle paste di mandorla, ai cannoli siciliani, agli arancini, che proprio non ci stanno piu’ nella pancia e che teniamo quindi per cena.

Il racconto della salita sull’Etna lo trovate qui: http://www.unanimainviaggio.it/salita-sulletna-sicilia/

Dopo la nostra escursione, lasciamo Catania per dirigerci verso la nostra meta balneare: San Vito Lo capo.

Lungo la strada, i paesaggi cambiano, ma sono tutti una meraviglia, con il sole che li fa risaltare.

 

 San Vito Lo Capo

 

 

 

Arriviamo a San Vito nell’ora piu’ bella: il tramonto. A quell’ora infatti il monte Monaco, col riflesso del sole, assume un colore dorato splendido. Abbiamo affittato un appartamento, che si rivela delizioso, in una casetta bianca tipica, a ridosso della zona pedonale, con un cortiletto interno dove si puo’ mangiare e cucinare, perchè ha anche una cucina esterna, e una meravigliosa doccia all’aperto. Ci possiamo lavare guardando il cielo.

 

 

Il paesino di San Vito mi è piaciuto molto, tutto bianco, con un bel lungomare e una spiaggia ampia e bianca.

 

 

Bellissima molto presto al mattino o quando non c’è bel tempo, ma ancora eccessivamente affollata  (è la prima settimana di settembre) col bel tempo, quando praticamente si trasforma riempiendosi di ombrelloni uno attaccato all’altro: comprendo chi consiglia di andare a giugno o dopo il cous cous festival (che si tiene il 15 settembre) per godere di quello che è senza tanta folla.

 

 

 

Il mare è veramente caraibico, ad eccezione di quando c’è vento, perchè allora perde la sua spettacolarità. Nei giorni che siamo rimasti, un’insolita perturbazione ci ha fatto godere del mare calmo  e cristallino soltanto per una mezza giornata. Nelle altre giornate, vento forte o nuvole ci hanno indotto a dirigerci altrove. D’altronde la zona offre talmente tanta bellezza!

 

 

 

Un problema di San Vito sono i parcheggi. Innanzitutto c’è da dire che gran parte della zona vicino al mare è pedonale, per cui non è consentito l’accesso. Fuori dalla zona pedonale, i parcheggi sono a pagamento, tranne che 2 grandi parcheggi gratuiti, ai lati del paese, che non è poi cosi’ piccolo, per cui potrebbero non essere cosi’ vicini e comodi, pertanto sono da mettersi in conto delle belle scarpinate. Gli altri anni il comune pare avesse messo a disposizione un bus-navetta dai parcheggi gratuiti, ma quest’anno cio’ non è avvenuto. In alcuni casi,  la struttura dove si alloggia mette a disposizione un pass per il parcheggio e in questo caso il problema è risolto.

 

 

Dal punto di vista culinario, San Vito Lo Capo vanta la tradizione del cous cous, che abbiamo assaggiato una sera in un dei ristoranti del centro, ed era veramente particolare e buonissimo. Un’altra cosa assolutamente da provare è il famoso gelato “caldo-freddo”, che ha base di pan di spagna, panna montata, gelato a scelta  e una colata di cioccolato caldo sopra: una bomba, ma anche una delizia!

 

 

 

 

I dintorni di San Vito

 

 

A 3 chilometri da San Vito, passato il Monte Monaco, si arriva alla Tonnara del Secco, ovvero quel che resta dell’antico edificio dove in passato, dopo aver catturato i tonni, si facevano le mattanze e le lavorazioni del pesce. I resti della costruzione sulla costa selvaggia ricca di rocce e insenature rendono il paesaggio incantevole.

 

 

 

Abbiamo proseguito in nostro giro verso la zona della Riserva dello Zingaro. La strada, che costeggia il mare e si eleva mostrando tutta la costa dall’alto, è molto bella, e vale la pena il giro anche solo per percorrerla. Purtroppo in alcuni punti sono evidenti i danni fatti dagli incendi, che hanno devastato la vegetazione. In una ventina di minuti siamo arrivati all’ingresso della Riserva, ma non siamo entrati  per il poco tempo che avevamo a disposizione (il percorso a piedi sarebbe di 7 chilometri), ma già dall’inizio della strada si vedeva sul fondo la bellissima cala di Tonnarella dell’Uzzo.

Prima di arrivare a San Vito, dopo la frazione di Castelluzzo, c’è un altro punto panoramico spettacolare, ovvero il golfo che dal Monte Cofano arriva fino alle falesie di Cala Mancina. In questa zona ci sono alcune spiagge rocciose, non proprio comode, ma con un mare spettacolare, anche se poco comode e balneabili per i sassi e calde quando picchia il sole.

 

 

Visto che il tempo un po’ nuvoloso e ventilato non rendeva gradevole restare in spiaggia, abbiamo convertito la nostra vacanza, che doveva essere prevalentemente balneare, in una vacanza di visite ai dintorni. Cosi’, un pomeriggio abbiamo deciso di andare a visitare il parco archeologico di Segesta, ad un’ora di distanza da San Vito Lo Capo.

 

Segesta

 

 

 

Segesta l’ho trovata meravigliosa. Un sito archeologico in cui spiccano un tempio dorico e un’anfiteatro perfettamente conservati sulla sommità di un monte, a 400 metri sul livello del mare, in mezzo al nulla.

Al sito si accede con un pullman, che parte dal parcheggio dove si deve lasciare l’auto.

Arrivando al tempio, sembra veramente di immergersi in un altra epoca.

 

 

Per andare all’anfiteatro si deve salire ancora  a piedi o con un pullman, per un paio di chilometri. Noi l’abbiamo fatta a piedi ed è una gran sfaticata, ma la vista del tempio da lontano e la bellezza del teatro all’arrivo, viene ampiamente ripagata.

 

 

Il Parco Archeologico

 

Palermo

 

 

 

In un’altra giornata poco adatta alla spiaggia, in un’ora e 45 minuti, da San Vito Lo Capo siamo arrivati a Palermo.

Parcheggiata l’auto in un parcheggio a fianco al tribunale, con una cartina alla mano, siamo entrati nel centro storico cercando la cattedrale. Il primo impatto con la città è stato..strano. Vicoli e vicoletti, dall’aspetto poco rassicurante. Non ci sono degli spazi ampi, anche la cattedrale non si trova in una piazza grande e aperta, nonostante sia meravigliosa, all’interno di un bellissimo giardino.

 

 

 

Proprio li’ girando attorno alla cattedrale, vediamo passare un bus hip on hip off e lo fermiamo: decidiamo di salire per riuscire a vedere il piu’ possibile di questa città con il poco tempo che abbiamo. A posteriori devo dire che è stata un’ottima soluzione, che, con 10 euro ci ha permesso di vedere i principali monumenti che non saremmo riusciti a vedere a piedi,  facendo tutto il percorso senza mai scendere visto il tempo limitato. Avendo piu’ tempo, si puo’ utilizzare il bus per scendere ed ammirare con calma tutti i punti strategici..il Teatro Massimo, il Teatro Politeama, il Palazzo dei Normanni, Piazza Quattro Canti e la favolosa Piazza Bellini, che è stata quella che ho preferito.

 

 

 

Poi tutte le vie piene di palazzi storici, le vie dello shopping, fino ad arrivare alla strada che costeggia il mare e che arriva al porto, passando per la rotonda dove si trova il monumento ai caduti nella lotta contro la mafia. 

 

 

 

Una cosa particolare che abbiamo visto sono state le luminarie in piena estate, come se fosse Natale!  l’autista del bus ci ha poi detto che erano dovute a una delle tante feste religiose e che in città ci sono sempre occasioni per festeggiare!

 

 

 

Palermo è veramente bella e ricca di cose da vedere, sicuramente merita molto piu tempo rispetto alla visita superficiale e improvvisata che abbiamo fatto noi.

La nostra coscienza non ci ha permesso di andarcene pero’ senza rendere omaggio a due luoghi particolari: l’albero della vita di via D’Amelio e il monumento ai caduti alla strage di Capaci, visibile quest’ultimo, ma neanche tanto, dall’autostrada verso casa. All’albero della vita di Borsellino ho dedicato un articolo, con le mie emozioni, che potete leggere qui: http://www.unanimainviaggio.it/lalbero-della-pace-di-via-damelio-a-palermo/

 

 

 

 

Cosi’ si conclude il nostro giro in Sicilia, breve ma intenso.

In cosi’ pochi giorni abbiamo visto tantissime cose e… mangiato tantissime cose..

La promessa a noi stessi è di tornarci presto, perchè è una regione veramente bellissima!

 

Voglio spendere, al termine, due parole riguardo alla Sicilia con adolescenti.

E’ stata nostra figlia che, da un po’, ci chiedeva di andare in Sicilia.

Era attratta principalmente dal mare bello, dall’Etna e dal desiderio di assaggiare tutte le prelibatezze della cucina siciliana, dagli arancini ai dolciumi, tanto decantati dai parenti. Oltre che, credo, dall’inconscio o meno desiderio di conoscere il paese d’origine della famiglia di suo padre.

E’ rimasta entusiasta, oltre che da tutto questo, che ha ampiamente ripagato le sue aspettative, anche dal vedere i templi greci e le città barocche che aveva studiato a scuola, e anche molto colpita dal venire a conoscenza della storia e della vita di uomini d’onore. Con cosi’ alti valori, che hanno dato la loro vita per il nostro paese, per cio’ in cui credevano, la giustizia, per combattere il fenomeno della mafia.

Pertanto, è una meta super consigliata!

 

 

 

 

settembre 2017

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

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Sicilia

 

 

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

 

 

Mia figlia adolescente scrive, in un tema, come ha vissuto un viaggio a sorpresa a Londra con la visita agli Harry Potter Studios.

Un desiderio che si avvera e le riflessioni sui valori che vengono trasmessi dall’autrice della saga, J.K. Rowling.

 

Tutto iniziò il 23.11.2017, il giorno del mio compleanno.

Per i miei 13 anni avevo chiesto ai miei genitori un viaggio a Londra.

Come al solito mi sono alzata prima di andare a scuola, e come tutti gli anni, sul tavolo da pranzo c’era una sorpresa. Ma quest’anno non c’era niente di piu’ di una busta e aprendola, la sorpresa è stata grande: dentro c’era un biglietto aereo per Londra, e già la mia gioia era immensa,  pero’  ho notato che c’era un altro biglietto accanto. All’inizio non avevo capito cos’era, forse per l’intontimento dell’essersi appena svegliati, o per la sorpresa, forse perché in fondo avevo già intuito cos’era ma non ci volevo credere. Ma è stato tutto chiaro e limpido quando ho visto la scritta: “WB Studios Harry Potter”. Li’ il mio cuore ha cominciato a battere a mille. Ero pazza di gioia.

 

 

Infatti io avevo desiderato andare a Londra, non soltanto perché questa città mi aveva sempre attratto e sin da piccola avrei voluto andarci, ma anche perché li’ ci sono gli WB Studios a tema Harry Potter. Essendo un’amante del capolavoro letterario scritto dalla Rowling e dei film, era il mio sogno visitare gli Studios, contenenti tanti oggetti di scena originali, gli indumenti indossati dagli attori, e moltissimi set.

Alla vista dei biglietti sono rimasta sconvolta, anche perché sapevo che questi erano difficilissimi da trovare.

E così dopo pochi giorni, io e i miei genitori abbiamo preso l’aereo per andare a Londra. Ci saremmo stati fino al giorno successivo. Il viaggio era infatti abbastanza corto, ma ero comunque felicissima. Nel tempo che non siamo stati agli Studios, abbiamo visitato la città, che come immaginavo è bellissima. Abbiamo visto il Big Ben (il famoso orologio), che era proprio davanti al nostro hotel, il Tamigi (il fiume piu’ lungo di Londra), il cambio della guardia a cavallo (rituale che celebra il cambio fra le guardie che sorvegliano il palazzo reale), Buckingham Palace (dove alloggia la regina), il Tower Bridge e siamo saliti anche sullo Sky Garden (che è un grattacielo con la caratteristica di avere un grande giardino botanico sul piano piu’ alto). Ho detto subito ai miei genitori che avrei voluto tornarci per vederla meglio, perché mi è piaciuta tantissimo.

 

 

Ma il momento piu’ da me atteso sarebbe arrivato alle 14 del 28.11. Infatti a quell’ora, a Victoria Station (la stazione piu’ grande di Londra),  è arrivato un pullman pronto per portarci agli Studios, con un piacevole viaggio di un’ora e 30 minuti, accompagnati dalla proiezione di un film di Harry Potter.

 

 

 

 

Arrivati alla meta, un’enorme entrata ci aspettava con una grande scritta che recitava “The making of Harry Potter. WB Studios”.

Presto avrei scoperto che gli Studios erano piu’ che enormi, ma prima ci siamo fermati allo shop all’ingresso, per scambiare i miei soldi (il regalo da nonni e zii per il compleanno) con tantissimi e bellissimi gadget che desideravo, come una bacchetta magica, calzini, maglie, collane e l’immancabile sciarpa della  casata (Griffondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero) che nel mio caso spicca dei colori di Griffondoro, rosso e oro. In quel negozietto avrei voluto comprare di tutto, ma i soldi dati dai miei zii erano ovviamente limitati e gli oggetti del negozio erano un po’ costosi.

 

 

E poi sono entrata in un mondo magico. E’ stato come essere proiettati dentro uno dei film. Oggetti di scena magnifici, curati dettaglio per dettaglio, i vestiti originale esposti, un sacco di set usati per il film. C’erano anche i meccanismi usati per le scene, come ad esempio le scope volanti e i manichini degli animali fantastici che appaiono nei film, e le statue di cera che servivano come controfigura per i personaggi piu’ strani, sembravano che si potessero animare da un momento all’altro.

 

Era come trovarsi ad Hogwarts. Era tutto fantastico. Questi Studios sono enormi, infatti contengono persino il treno originale usato per le scene al binario 9 e ¾ e l’enorme “modellino” di Hogwarts, usato per le scene in esterna. Per me era il posto piu’ bello del mondo. E anche se avevamo un tempo limitato perché sarebbe tornato l’autobus a prenderci dopo 3 ore e mezzo, io ci sarei voluta restare ore e ore, giorni e giorni. A guardare e riguardare tutto per cogliere ogni minimo particolare e perdermi in tutta quella bellezza.

 

 

Dopo questo viaggio in moltissimi, fra amici e professori, mi hanno chiesto

“Ma perche ti piace Harry Potter e per te cosa significa?”.

E dopo aver riflettuto la mia risposta è che Harry Potter mi piace, oltre perché si possiede una bacchetta per far le magie ed è tutto magico (il che sarebbe troppo figo), perché  J.K. Rowling ha voluto trasmettere l’importanza di tanti valori che, spesso, trascuriamo, come l’amicizia, il coraggio e l’amore. E che anche se siamo definiti un po’ diversi, non bisogna nascondersi o rifugiarsi nei sogni per poi dimenticarsi di vivere.

 

Perché, come dice Silente,

 

     “ La felicità si puo’ trovare anche negli attimi piu’ bui,

       se solo ci si ricorda di accendere la luce”.

 

 

 

                                              

                                            

 

Testo di Giada – compito di III media, testo a tema libero

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

Salita sull’Etna, in Sicilia

 

 

Per arrivare sull’Etna, partiamo in auto da Nicolosi, dove abbiamo pernottato.

 

 

 

Percorrendo una meravigliosa strada, che attraversa paesaggi formati da pietra lavica, arriviamo a 1923 metri, dove si trova la funivia dell’Etna. Da li’, con una telecabina, si arriva fino a 2500 metri, al rifugio La Sapienza. Siamo pronti per salire sul vulcano piu’ grande d’Europa.

 

 

Durante la risalita, vediamo la terra della montagna assumere colori diversi, dal marrone, al rosso, al nero e c’è un silenzio da meditazione. Il paesaggio cambia, c’è anche qualche tratto con vegetazione, sopravvissuta evidentemente alle colate laviche.

 

 

Dal rifugio La Sapienza, partono pullman fuori strada che riescono a risalire la montagna di lava, lungo un percorso predefinito.

 

 

 

Ci fermiamo dentro al rifugio per vestirci, perchè là comincia ad essere freddo e soprattutto c’è un gran vento. Per chi non avesse scarpe ed abiti adatti (alcune persone, essendo estate sono arrivate in ciabatte), affittano scarponi, scarpe da trekking, bastoni da trekking, giacche antivento,  e per l’inverno, ciaspole e slittini. . Noi comunque siamo saliti con normali scarpe da running e avevamo portato kway antivento.

 

 

 

I pullman ti portano fino ai crateri sommitali. Per salire occorrono circa 20 minuti.

 

 

Quando arrivi, lo scenario è veramente spettacolare e suggestivo. Sei a ridosso dei coni sommitali e da li’ godi di una vista, che spazia dal mare sino all’interno della Sicilia.

 

 

Con i piedi calpesti la terra lavica, puoi passeggiare sul crinale, guardarti intorno e vedere i crateri, da dove, quando ci sono le eruzioni, esce la lava.

 

 

 

Il terreno è nero, con chiazze rosse dovute al ferro, manganese e zolfo, eruttati e solidificati. Se provi a prendere in mano un po’ di quella terra nera, noti che è leggerissima.

Dal pullman, vieni assegnato ad  una guida da seguire, che spiega quel che vedi, ti indica i coni eruttivi, ti racconta la storia delle eruzioni, ti mostra i punti fumanti nel terreno.

 

 

Lassu’ il vento è ancora piu’ forte, come si puo’ vedere da questo video.

 

 

Il vento non ci ha permesso di restare su quanto sarebbe meritato.  La sensazione è proprio di essere a tu per tu con la forza della natura, che ancora una volta, ha saputo stupirmi.

 

 

 

Scesi di nuovo alla stazione di partenza della funivia dell’Etna, è da non perdere l’Etna Experience,  un filmato in 7d, che dura solo pochi minuti, ma che fa vivere tutto quello che riguarda un vulcano prima e durante l’eruzione. Una simulazione con movimenti, vibrazioni, rumori, vento, acqua, sensazioni tattili, una delle quali mi ha fatto letteralmente sobbalzare dalla poltrona.

Da fare assolutamente dopo la salita, per evitare di restare traumatizzati dalla paura del crollo della funivia che viene simulato. Un’esperienza davvero terrificante!

 

http://funiviaetna.com/escursioni-2/

settembre 2017

 

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Sicilia

(foto di Patrizia Pazzaglia)

Fuerteventura perchè

 

 

 

Quello che mi piace di Fuerteventura è l’aria che si respira.

Non il vento, che per coloro che ne sono infastiditi è meta sconsigliata, perchè c’è di frequente. Mentre a me sembra che porti via anche i pensieri. 

La sensazione di grande apertura, paesaggi sconfinati, come se non ci fossero ostacoli. Niente di superfluo, linearità e curve dolci, territori incontaminati e spazi selvaggi, spiagge immense e scogliere a picco sul mare.

Lagune calme e mari impetuosi, nel giro di pochi chilometri o anche metri.

Spiagge bianche, spiagge nere, rocce vulcaniche.

Paesaggi africani, paesini bianchi, porti vivaci, panorami mozzafiato, dall’alto dei mirador.

In alcune parti, costruzioni selvagge e paesaggi deturpati, che stonano con la gran parte desertica dell’isola. Ma sono poche zone concentrate.

Pale eoliche, vento che solleva la sabbia, che pizzica sulla pelle, quando è forte. Possibilità di ripararsi nei “corraliti“, strutture circolari di pietra vulcanica a disposizione, dove ti senti protetto.

Patate canarie, Mojo e Ron miel, offerti ad ogni pasto, tapas, paella, pescado top. Una delizia per il palato. Magari di fronte al mare.

 

Fuerteventura è un po’ il nostro porto sicuro. Per questo ci torniamo sempre con piacere.

E quando passa un po’ di tempo che non andiamo, ci manca.

E piu’ ne parlo, piu’ vorrei essere là. A cullarmi nel dolce far niente. Fermare tutto per attimo.

Un po’ di tepore quando in Italia fa freddo, a poche ore di volo. Vita tranquilla e silenzio.

Che, insieme al paesaggio, mi riempiono l’anima.

 

 

 

 

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Passeggiando sulla passerella di vetro del Tower Bridge

 

 

 

Essere a Londra e lasciarsi scappare l’occasione di vedere il Tamigi e il  traffico della strada del suo ponte piu’ famoso, guardandolo da un vetro trasparente sotto i propri piedi?? No!!

La Tower Bridge Exhibition ha già di per sè una grande attrattiva.

Consiste nel visitare le due torri del ponte, salendo nei vari piani, e passando poi attraverso una passerella che conduce da una torre all’altra.

Ma dal 2014 è stata inserita una parte in vetro nella passerella (glass walkway).

Pianificando il mio viaggio a Londra, allo scoprire la notizia, ho subito pensato che avrei voluto provare questa ebbrezza.

La passerella è a oltre 40 metri di altezza. La parte in vetro comprende sei grandi pannelli antiscivolo e con l’acquisto dei biglietti dell’attrazione si aiuta anche una buona causa, perchè  il ricavato va alle associazioni no profit della città.

 

 

Il momento migliore per fare questa esperienza sarebbe durante il momento in cui il ponte si apre per far transitare le imbarcazioni. Esiste un calendario di questo evento, e volendo, la visita potrebbe essere pianificata anche in funzione di questo. Vedere aprirsi il ponte sotto i propri piedi dev’essere uno spettacolo ancora più eccitante.

Ho visto la parte trasparente e all’inizio ho esitato a mettere il piede sul vetro.
Un senso di vertigine e di paura del vuoto mi ha invaso. Vedevo sotto scorrere le acque torbide del fiume, le imbarcazioni che lo navigavano, le auto e i tipici bus rossi double decker passare, e sono rimasta tentennante a guardare per un po’..
Ma sapevo che volevo vincere la paura, e allora, trattenendo il fiato..ho messo un piede e poi l’altro e mi sono fermata. Là, come sospesa in aria, mentre sotto tutto scorreva e io dall’alto guardavo lo spettacolo sotto di me.

 

   

 

Una vista unica.

Ho continuato a camminare, guardare da tutte le prospettive.

Ho alzato gli occhi e mi sono vista li’, dallo specchio posto sul soffitto.

Come se camminassi sul vuoto, potevo vedere nel dettaglio tutto ciò che avveniva sotto i miei piedi, e presa dall’eccitazione, non ho avuto piu’ timore ne paura. Ho cominciato ad andare avanti e indietro e guardare giù ..

 

 

“la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”

 

..Ehh, bisogna fidarsi degli autori di queste opere immense? il dubbio viene sempre.. Mia figlia ci ha chiesto: “Ma ci sosterrà?”. Certo che ci sostiene, perchè l’uomo sa essere grande e consentirci di provare queste emozioni forti.

 

 

Oltre al panorama sotto i piedi, dai vetri laterali, si può vedere anche tutta la struttura del ponte e, ovviamente, lo skyline di Londra a 360 gradi.

 

 

Lungo le pareti non a vetri, oltre alle informazioni, ci sono le immagini di tutti i ponti piu’ famosi e straordinari costruiti dall’uomo nel mondo.

Dopo essere andata avanti e indietro sul pavimento trasparente, sono uscita e ho ripetuto l’esperienza sulla passerella a vetri dall’altro lato, perchè i camminamenti sono due!!

 

 

E vai, di nuovo, avanti e indietro, tra lo stupore dei visitatori e le foto fatte nei modi piu’ disparati!

 

 

L’ultima parte della visita si svolge all’esterno, nella vecchia sala macchine, dove sono in mostra i macchinari usati un tempo per alzare il ponte, che sono delle vere e proprie opere d’arte.

 

 

In conclusione, sono rimasta entusiasta dell’esperienza della Tower Bridge Exhibition, che si merita sicuramente l’appellativo che ha di Wow Project, e della possibilità di provare la sensazione di camminare nel vuoto, definita, anche da marito e figlia, una delle esperienze più belle del viaggio !

 

 

http://www.towerbridge.org.uk/it/

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

gli altri articoli su Londra qui http://www.unanimainviaggio.it/londra/

Verso  la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra

 

Soddisfare il desiderio di un figlio che ti chiede la magia è una delle cose piu’ belle che puo’ capitare a un genitore.

Perché capita anche ai piu’ piccoli di aver bisogno di trovare un rifugio, nuove speranze e valori in cui credere e la fiducia che possano aprirsi mille possibilità. Che vanno al di là degli abbracci o delle parole consolatorie di chi ti vuole bene, quando che la realtà, anche nel tuo piccolo, non è quella che vorresti.

E allora, fantasia e magia possono correre in aiuto.

Nostra figlia negli ultimi mesi ha sviluppato una vera e propria passione per il maghetto Harry Potter e il suo mondo, ha divorato piu’volte i libri della Rowling, ha visto e rivisto tutti i film, e il giorno del suo compleanno, ha ricevuto quello che da tanto desiderava: una lettera da Howgarts, con insieme un biglietto aereo per Londra e un biglietto di ingresso ai Warner Bros Studios per vedere The making of Harry Potter. Partenza dopo 2 giorni.

 

 

La reazione è stata dapprima di incredulità. Poi, nelle ore successive, di grande eccitazione, per l’esaudirsi del desiderio piu’ grande di questo momento: vedere materializzarsi quello che, con la fantasia aveva immaginato nelle sue letture e visto nei suoi film preferiti.

 

 

Verso la magia …e oltre

E allora, il 28 novembre 2017 alle 13.45 ci presentiamo al luogo dell’appuntamento, vicino a Victoria Station.

Il comodo pullman a due piani di Harry Potter ci attende. In un’ora e mezzo, in compagnia di uno dei film della saga,  arriviamo direttamente agli Studios.

 

 

Arrivare davanti agli Studios di Harry Potter e varcare la soglia, credo che sia per un fan la stessa emozione dell’arrivo ad Hogwarts per i maghetti.

Un enorme albero di Natale illuminato si erge all’ingresso, essendo le festività non lontane, e in alto sono esposte le foto dei volti di tutti i protagonisti dei films.

 

 

Decidiamo di prendere l’audioguida (al costo di 5 sterline) per Giada, che contiene informazioni e curiosità relative alla realizzazione dei films. Purtroppo non avevo letto che c’è anche la possibilità di avere per i bambini un  passaporto, da  timbrare al passaggio tra alcuni  set, con apposite macchinette.

Prima di iniziare il nostro percorso, decidiamo di entrare nello store, per goderci poi tranquillamente la visita, facendo gli acquisti degli articoli che avevamo individuato in precedenza da casa, per perdere meno tempo possibile una volta agli studios.

La  ricostruzione dello stanzino di Harry nel sottoscala anticipa l’ingresso in una sala dove viene dato il benvenuto con la proiezione di un breve filmato.

 

 

Al termine del film  la porta si spalanca davanti alla Sala Grande..e si viene catapultati dentro al film e alla  magia.

 

                 

 

Sul fondo, alcuni albero di Natale innevati illuminati, è Hogwarts in the snow, appositamente creato per la stagione.

 

 

Il percorso continua nelle sale successive, dove sono in mostra costumi originali indossati dagli attori durante le riprese, le scenografie, i quadri, gli oggetti usati nei films.

 

 

Le scenografie piu’ impressionanti, a mio avviso, sono la foresta proibita, dove ci si addentra tra la nebbia, con gli immensi alberi, i ragni giganti che scendono e gli effetti climatici sonori; il treno Howgarts express, dove si puo’ salire e vedere negli scompartimenti vestiti e valigie dei protagonisti; ovviamente la porta del binario 9 3/4; la stupenda ricostruzione della Diagon Alley che sembra veramente reale, con tutti i negozi.

 

    

 

Per i piu’ grandi (mio marito ad esempio), interessantissima la sezione con i disegni esecutivi serviti per la realizzazione delle sceneggiature, i modelli e i progetti delle parti di automazione.

 

 

Nell’ultima sala si trova la magnifica ricostruzione del castello di Hogwarts con la neve, e alcuni visori mostrano come è stato utilizzato nelle varie scene, dove sono stati inseriti digitalmente i personaggi, facendolo sembrare vero durante il film.

Con la  musica di sottofondo, la magia di questa sala diventa molto coinvolgente e ha mosso in me una grande emozione.

 

 

 

Lungo il percorso, ci sono alcune esperienze che da vivere, come vedere e toccare la neve e il fuoco di scena, cavalcare una scopa volante e alzarla con la voce, e si possono fare foto con ambientazione in scene ricostruite.

 

 

Segue una parte all’esterno, dove si trova, tra l’altro, il ponte verso Hogwarts da attraversare, la Ford Angelina su cui si puo’ salire, la casa dei Dursley da visitare, il Nottetempo, e poi un’area pic nic, dove si puo’ consumare anche cibo proprio ed assaggiare la Burrobirra, che ha il sapore di una bibita frizzante dolce, con sopra una specie di panna montata al caramello.

 

   

 

L’ultima sala prima dell’uscita, oltre la quale non è possibile ritornare indietro, è il negozio delle bacchette magiche.

 

 

Alle 19.15 il nostro pullman ci aspetta per lasciare questo mondo magico. Che non puo’ risultare indifferente neanche a chi, come me, si è appena e soltanto avvicinato ad esso.

E salutarlo lascia un po’ di malinconia dentro, come quando si deve partire da un luogo che si è amato e dove si è stati bene.

 

 

Il mondo di Harry Potter: un po’ di analisi

Il mondo di Harry Potter contiene valori importanti come il coraggio, la forza, l’altruismo, la lealtà, il perdono, il desiderio di conoscenza e soprattutto l’amicizia, la solidarietà, l’aiuto reciproco, il senso di appartenenza.

Quelli veri, che durano nel tempo e che è cosi’ raro, oggigiorno trovare tra i ragazzi (e anche tra gli adulti), ma che tutti quanti, in fondo all’anima, possediamo, come bagaglio comune dalla nascita.

Sono convinta che bambini e ragazzi che si avvicinano a questa saga si appassionino proprio perché si stanno rendendo conto dell’importanza di tali valori ed anelino a farli propri. La storia funge da consolidamento e motore di fiducia, in un epoca in cui sembra sempre piu’ difficile trovarli.

Lo spazio della magia è uno spazio importante per un bambino o un ragazzo.

E’ uno spazio dove lui “puo’”, che si contrappone alla sensazione di impotenza, che spesso si trova a provare, piccolo in un mondo di grandi.

Uno spazio dove puo’ trovare il coraggio, sperimentare, perché ha il potere – quello buono – dalla sua parte, che gli dà forza, che gli crea autostima, con l’aiuto della solidarietà dei propri simili. Che offre la possibilità di cambiare le cose che non piacciono o che non ritiene giuste, per il principio innato di sana giustizia che hanno i bambini.

 

 

Il personaggio di Harry Potter è intriso di empatia ed è dotato di accoglienza e tramite la sua identificazione, possono venire assorbiti valori quali la tolleranza, il rispetto per chi è diverso e la volontà di combattere contro i  pregiudizi e le ingiustizie.

Come nel mondo reale, nella saga i personaggi positivi hanno subito sofferenze, sono vulnerabili, sono soggetti a momenti di sconforto, ma dotati di qualità personali che li arricchiscono e che vengono valorizzate e che consentono loro di superare gli ostacoli. Viene rafforzato il principio che non tutto è solo quello che appare. Che c’è un senso in quel che accade e una giustizia, che prima o poi si manifesta.

 

 

 

Il mondo dell’ombra, che appartiene a ciascuno di noi, si materializza all’esterno con il cattivo della situazione, nell’eterna battaglia tra il bene e il male. E’ la lotta che viviamo dentro di noi, il  conflitto che ci tormenta fino a quando una  parte ha la meglio sull’altra. Vederlo rappresentato al di fuori, permette di conoscerlo, di sentirsi meno alienati da esso e trovare la forza per combattere.

Insomma piuttosto che prendere come modello l’ultimo youtuber di moda, o il personaggio con fama e successo, o il bulletto della situazione, molto meglio lasciare identificare i nostri figli con il maghetto, che vuole e costruisce per sé un mondo e una vita migliore e densa di significato e di avventura.

 

 

 

 

Per concludere, non ci si aspetti  dagli Harry Potter studios qualcosa simile ad un parco giochi: sono incentrati sulla scoperta della magia che sta dietro alla realizzazione dei films, i backstage, piuttosto che sugli attori o sulla storia.

 

 

Il tutto esercita un enorme fascino, soprattutto per la possibilità di vedere dal vivo oggetti  e ambienti conosciuti e visti nel film..E’ come entrare e appropriarsi un po’ di quella realtà e di quella magia.

 

Harry Potter WB Studios: informazioni pratiche per organizzare la visita

I biglietti si possono acquistare solo on line e non sono rimborsabili.

Si trovano sul sito Warner Bros Studios

https://www.wbstudiotour.co.uk/

ma occorre prenotare parecchio tempo prima. In caso risultino esauriti si possono trovare su varie agenzie online (anche Expedia per esempio), sotto forma di pacchetti che comprendono anche il trasporto fino  agli studios, con un pullman brandizzato di Harry Potter. La maggior parte di queste agenzie li acquista sul sito della Golden Tour

https://it.goldentours.com/warner-bros-studio-tour-london-dietro-le-quinte-di-harry-potter

quindi tanto vale acquistarli direttamente da loro. Si dovrà stampare e portare con sè il biglietto da mostrare alla partenza.

Per rendere un’idea, il costo di un biglietto dal sito WB è di 39 sterline per adulto e 31 per bambino dai 5 ai 15 anni (gratis fino a 4 anni). a cui aggiungere il costo del trasporto del treno da Londra- metro Euston – fino a Watford Junction, piu’ la navetta degli studios (i biglietti si fanno a bordo). Mentre sul sito Golden tour, incluso il trasporto, il costo, variabile, si aggira sulle 70-80 sterline per adulto e 60-70 per bambino.

Il tempo per il viaggio da Londra è lo stesso con entrambe le soluzioni, circa 1 ora 30.

Il tempo per restare all’interno è di circa 3 ore e mezzo se si va col pullman, che è sufficiente per vedere comodamente tutto, è a proprio piacimento se si va autonomamente.

Per l’acquisto di ogni biglietto va selezionato oltre al giorno, anche l’ora preferita di ingresso.

Acquisti

Gli articoli venduti nello store degli studios sono di buona qualità (che puo’ essere testata a differenza di un’eventuale acquisto su internet). Il costo è inferiore a quello del negozio 9 ¾ che si trova a di King Cross

https://www.harrypotterplatform934.com/ 

dove non sono presenti gli stessi articoli (anche quelli dello stesso genere sono diversi). Si trovano comunque articoli e gadget della saga anche in negozi tipo Primark, Hamleys, e in alcuni negozi dell’aeroporto di Stansted. Segnalo inoltre, che si possono trovare felpe e tee shirt anche in alcune bancarelle, per esempio noi ne abbiamo acquistata una molto bella ad ottimo prezzo a Camden Town (15 sterline).

A proposito del binario 9 3/4 che si trova a King Cross, sicuramente è da visitare se ci si trova a Londra e non si va agli studios, ma francamente per me è stata una delusione in quanto non è sui binari,  è una parte di muro a fianco al negozio, dove durante il giorno, facendo lunghe code, si puo’ richiedere di fare una foto a pagamento, mentre la sera, a una certa ora, viene tolto il carrello e la valigia.

 

 

 

Per finire, la lettera di Hogwarts si puo’ trovare on line per la stampa, per esempio su questo sito https://hogwartswords.jimdo.com/la-tua-lettera-da-hogwarts/

 

Se volete leggere un’altra esperienza  sulle location di Harry Potter a Londra, potete vedere qui

Scoprire Londra sulle tracce di Harry Potter: un compleanno molto speciale!

Buona magia a tutti!

(foto by Patrizia Pazzaglia)

 

Volete leggere l’esperienza vissuta scritta direttamente dalla tredicenne? eccola

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

tutti gli articoli su Londra qui

Londra

 

L’albero della pace di via D’Amelio a Palermo

 

 

Ci sono eventi nella storia del tuo paese che non devono essere dimenticati.

Ci sono uomini che devono essere ricordati come modello per l’integrità, il coraggio, la forza, la generosità. In un’epoca dove ben altri valori vengono perseguiti, o dove c’è un vuoto di valori.

Durante un viaggio in Sicilia con la mia famiglia, che ci ha portato anche a Palermo, ho sentito forte il desiderio, quasi il dovere, di passare a visitare i luoghi della memoria di due uomini di grande valore. I giudici Falcone e Borsellino.Colpiti a tradimento, assieme ai loro cari e a coloro che vivevano ormai ogni minuto con loro e dovevano proteggerli, mentre stavano agendo in funzione di cio’ in cui credevano, i loro valori.

I valori. Cio’ che dovrebbe guidare la nostra vita e in funzione dei quali prendiamo le decisioni di ogni giorno. Cio’ per cui, per noi, dovrebbe valere la pena vivere. Per qualcuno anche morire.

Non si deve dimenticare, e i nostri figli devono sapere, la memoria deve essere mantenuta.

Oltre alla storia del nostro paese e quello che è accaduto, devono sapere di che cosa sono capaci gli uomini, nel bene e nel male. Devono sapere che esistono uomini senza scrupoli e senza coscienza ma che sono esistono anche uomini cosi’. Che hanno dato la vita per lottare contro le ingiustizie.

Via D’Amelio è una via strana, non è stato facile arrivare nel punto dove scoppio’ l’autobomba il 19 luglio del 1992. In mezzo ad auto parcheggiate, c’è un ulivo, chiamato l’Albero della Pace e una lapide con i nomi. Una foto di Paolo Borsellino che sorride. Sull’albero, biglietti con messaggi, cappellini, indumenti, oggetti di ogni genere, lasciati da chi va in visita, come omaggio, come gesto di stima, come impegno..chissà..

Difficile dire cosa si prova davanti a questo albero. Sono emozioni che ti attraversano e ti squarciano.

Tristezza, rabbia, vuoto. Ma anche tanta ammirazione. Forza. Volontà.

Desiderio di poter essere inondati da quei valori, di poter attingere a tanta rettitudine e dedizione. Ammirazione di fronte alla capacità di non scendere a compromessi e portare avanti la propria battaglia, nonostante tutto e tutti. La giustizia, a qualsiasi prezzo e prima di tutto.

Desiderio che nostra figlia “senta” quello che trasmette quell’albero e tutti gli oggetti e comprenda quello che rappresenta.

In silenzio, anch’io sento il bisogno di voler lasciare qualcosa. Come gesto di omaggio, ma anche per me stessa. Come impegno. Come per dire: ci sono, sono con voi.

Lasciamo via D’amelio.

Lungo l’autostrada Trapani-Palermo il monumento nel luogo dove è avvenuta la strage in cui morirono Falcone, la moglie e la sua scorta, si scorge senza preavviso, poco prima del cartello autostradale che riporta l’indicazione di  “Capaci” e svetta sullo sfondo delle montagne, riportando solo la data del 23 maggio 1992 e il nome delle vittime.

Lasciamo la città, con la speranza che, dopo aver spiegato a nostra figlia, poco piu’ che adolescente, cosa succedeva in quegli anni e chi erano queste persone, dopo averle fatto leggere il libro”Perchè mi chiamo Giovanni ” di Luigi Garlando che spiega le cose nella sua lingua, dopo la sensazione provata davanti all’albero della pace,  nell’epoca dei gruppi di whatsapp e degli youtuber presi come modelli, qualcosa resti, se non altro la curiosità nei confronti di questi eroi o la capacità di farsi delle domande di fronte alle ingiustizie che quotidianamente si incontrano.

(settembre 2017)

 
 
 
 
 
 
 
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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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