Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Un adolescente in viaggio

Una giornata a spasso per Ravenna

 

 

Ravenna è una bellissima città in Romagna, unica per quello che offre, ovvero monumenti esclusivi risalenti alle epoche degli imperi romano, goto e bizantino, e per la ricchezza e bellezza dei mosaici in essi contenuti. Molti di questi monumenti sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

 

Non essendo lontana da dove vivo, in Emilia, a un’oretta di strada, vicina a dove spesso, durante l’estate vado a trascorre una giornata al mare, in quella che io definisco l’altra Romagna (ne ho parlato qui:  https://www.unanimainviaggio.it/relax-al-mare-in-romagna-punta-marina-e-marina-di-ravenna/ ), siamo andati, per visitare i principali monumenti, in una bella domenica d’inverno.

 

 

A Ravenna ci si puo’ arrivare comodamente col treno o in auto, parcheggiando vicino alla stazione, dove è presente un’ampia area di sosta. Il centro storico è raggiungibile comodamente, imboccando le strade a traffico limitato, con una bella passeggiata.

Dalla stazione la nostra prima tappa è stata la vicina Chiesa di San Giovanni Evangelista, risalente al V secolo d.c. La sua particolarità è di avere esposti al suo interno, alcuni frammenti del pavimento originario in mosaico.

 

                     

 

Proseguendo il nostro giro, abbiamo fatto una sosta per un caffè nel particolare e gradevole Caffè letterario, un bar dove si puo’ consumare, leggendo uno dei libri che sono sugli scaffali delle librerie che si trovano al suo interno.

Continuando sulla via Mariani, ci siamo diretti verso la tomba di Dante Alighieri, dove il poeta si è rifugiato dopo essere stato mandato in esilio, dove ha terminato la Divina Commedia e dove è morto.

 

                 

 

Il sepolcro si trova a fianco alla bella piazza San francesco che ospita l’omonima basilica, anch’essa risalente al V secolo.

 

 

Oltre ad essere bellissima internamente, la Basilica di San Francesco ha la particolarità di avere una finestra da cui si puo’ scorgere la cripta, con il pavimento sommerso nell’acqua, in quanto situato a 3,6 mt rispetto a quello attuale e sotto il livello del mare. Durante la nostra visita era ancora presente una natività galleggiante, ad opera dell’artista Felice Nittolo.

 

 

Dopo la visita alla Basilica, abbiamo passeggiato lungo la via Mazzini, tranquilla, almeno la domenica, e con belle case colorate.

 

 

Siamo tornati poi verso il centro, passando per l’animata piazza del Popolo, per andare a visitare il Battistero degli Ariani. Di forma ottagonale, è interrato per 2,3 metri e la sua cupola è rivestita di mosaici raffiguranti il corteo dei dodici apostoli.

 

                       

 

Essendo arrivata l’ora di pranzo, abbiamo cercato un locale nei dintorni, e abbiamo trovato la trattoria La Gardela, che mi era stata consigliata per le sue specialità romagnole. Qui abbiamo gustato degli ottimi cappelletti al ragu’, diversi dai nostri tortellini bolognesi, in quanto il ripieno non è di carne ma di formaggio. La bella giornata e la temperatura mite ci hanno consentito di pranzare all’aperto, nonostante fosse ancora inverno.

 

 

Dopo pranzo, ci siamo diretti verso la Basilica di San Vitale. A pochi metri dall’ingresso si possono fare i biglietti per “Ravenna mosaici”, che consentono di entrare in 5 monumenti importanti della città, che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro: la Basilica di San Vitale, con il Mausoleo di Galla Placidia, la basilica di Sant’Apollinare nuovo, il Battistero Neoniamo e il Duomo con il Museo arcivescovile e la Cappella di Sant’Andrea.( http://www.ravennamosaici.it/orari-e-prezzi/)

La Basilica di san Vitale, risalente al VI secolo e voluta dall’imperatore Giustiniano, è a forma ottagonale ed è un vero capolavoro, unico nel suo genere, dell’arte bizantina. Al suo interno, perfettamente conservati, sono presenti meravigliosi mosaici alle pareti, sulla cupola e sul pavimento, tra cui quelli famosi dell‘imperatore bizantino Giustiniano e della moglie Teodora.

 

                 

 

Uscendo dalla parte opposta all’entrata, si puo’ accedere, attraversando un giardino, al Mausoleo di Galla Placidia, un piccolo edificio molto semplice a croce latina, che contiene al suo interno i mosaici piu’ antichi di Ravenna, che ricoprono pareti, archi, e cupola.

Poco distante, con una passeggiata, abbiamo raggiunto Piazza Duomo, dove la cosa piu’ interessante da vedere è il Battistero Neoniamo, uno dei monumenti piu’ antichi di Ravenna, risalente agli inizi del V secolo. Anch’esso di forma ottagonale ha una vasca al centro e uno stupendo mosaico sulla cupola, raffigurante la scena del battesimo di Cristo da parte di San Giovanni Battista, al centro, con gli apostoli attorno.

 

                   

 

Nel biglietto, sarebbero stati inclusi anche gli adiacenti Museo Arcivescovile e Cappella di Sant’Andrea, ma non avevamo sufficiente tempo, prima della chiusura, pertanto li abbiamo saltati.

Una lunga passeggiata, ma in direzione della via del ritorno, ci ha portato all’ultimo monumento visitato, la grande e luminosa Chiesa di Santa Apollinare nuovo (VI secolo d.c.).Ffatta costruire dal goto re Teodorico, ha a lato un particolare campanile cilindrico e all’interno una ricchezza unica di mosaici, tra cui, alle pareti, quelli rappresentanti una lunga processione di santi e sante.

 

                     

 

La nostra giornata a Ravenna è giunta al termine, siamo riusciti a vedere molti dei principali monumenti della città e abbiamo impressa nella mente la bellezza dei colori di quelle singole tessere di mosaico, che vanno a formare preziosi disegni, perfettamente resistenti al trascorrere degli anni.
Ma non eravamo pronti per tornare a casa, ci aspettava infatti ancora un’ottima cena di pesce a Marina di Ravenna, alla trattoria La Cubana, proprio sul porto. Tanto per concludere il bellezza, e non senza portarsi a casa una decina di piadine, fatte preparare all’istante in uno dei pochi chioschi aperti anche d’inverno, perchè qui, sono una gran prelibatezza!

 

 

 

 

marzo 2019

 

(foto by Patty)

Visite: 151

Barcellona, due giorni in inverno

 

 

Barcellona. Toccata e fuga, 2 giorni in inverno, come regalo di compleanno per nostra figlia Giada (e per noi!❤️).

 

Barcellona e il suo splendore, Barcellona e le sue chiese, Barcellona e le sue ramblas, Barcellona e le stradine del Barrio Gotico.

 

Barcellona sul mare, Barcellona e il panorama dal Parc Guell. Barcellona e il genio e i colori di Gaudì, Barcellona e gli uomini che riescono a proseguire le sue opere.

 

Barcellona e la paella, i churritos e le tapas, Barcellona e la sangria, Barcellona e il suo mercato.

 

Barcellona e i suoi quartieri eleganti, Barcellona e il Born, il Raval. E il gatto grasso di Botero.

 

Barcellona, “donna estremamente presuntuosa” (cit. L’ombra del vento)

 

Due giorni a Barcellona, troppo pochi, ma abbastanza per respirarla.

 
Come casa un hotel liberty, tra le cui mura e luci ci si sente quasi come in un libro di Zafon.

 

E ricordare quanto ha ragione, quando dice che

 

“La gente mette il becco dappertutto. L’uomo non discende dalla scimmia bensì dalla gallina.”..🐔 (Zafon, L’ombra del vento)

 

 

Cosa siamo riusciti a visitare

Con 2 giorni pieni siamo riusciti a visitare:

giorno 1

Passeig de Gracia e Placa Catalunya

la Rambla

il barrio gotico

pranzo a Barceloneta

il Born

il Parc Guell (solo la parte esterna perchè non abbiamo trovato disponibilità di biglietti)

giorno 2

Casa Batlo’

Raval e gatto di Botero

Mercato Bouqueria

la Sagrada Familia

Barceloneta

Giro non proprio ottimale, ma arrivando di domenica, quando il mercato Bouqueria era chiuso, abbiamo dovuto programmare il tour in in funzione di questo, visto che non volevamo perdercelo, e anche considerando il meteo (abbiamo visitato casa Batlo’ al mattino quando fuori pioveva). Siamo andati dal 25 al 27 novembre.

 

 

Per quanto riguarda i biglietti per le opere di GaudìCasa Batlo’ e Sagrada Familia, volendo organizzarmi in base al meteo, ho tenuto sotto controllo i biglietti sui rispettivi siti internet, dove compaiono anche le disponibilità,  per assicurarmi della disponibilità. Quindi li ho acquistati in loco il giorno prima della visita prevista on line (on line esiste in biglietto piu’ economico che non vendono alle casse della Sagrada familia e che ci ha consentito di non fare per niente coda all’ingresso. Tutti i biglietti non necessitano di stampa ma si possono mostrare dallo smartphone). Non ho tenuto d’occhio invece quelli del Park Guell, ed essendo domenica pomeriggio, all’arrivo sul posto, non c’era piu’ disponibilità per nessun orario, quindi abbiamo visitato solo la parte esterna e ammirato solo da fuori la parte più bella 😭 (ma la zona della piazza con le panchine e i mosaici è tutta in ristrutturazione).

 

 

Cala Batlo‘ è bellissima, sono riusciti a creare interesse anche per la ristrutturazione, quindi si trovano gli operai al lavoro in questo periodo durante la visita. I biglietti comprendono un’audioguida che oltre a fornire tante informazioni, ha anche effetti speciali.

 

 

Il Park Guell era in parte ristrutturazione, ma comunque merita visitarlo dentro, nella parte a pagamento e fuori, passeggiando tutto attorno. E’ sempre un gran spettacolo. Per arrivarci, c’è una bella salita da fare.

 

 

La Sagrada Familia è sempre un incanto, io l’avevo vista quando ancora all’interno era un cantiere, e spero di tornare dopo il 2026 per vederla compiuta. Gaudì ha veramente dato il meglio di sè, ideando quest’opera d’arte.

 

 

Abbiamo avuto la fortuna di vederla con una giornata strepitosa, forse all’ora migliore (entrando alle 15), quando il sole faceva risaltare all’interno tutti i colori delle vetrate.

 

 

Non abbiamo preso l’audioguida, e siamo stati circa 1 ora e mezza, visitando velocemente anche il museo sotto la chiesa, che è molto interessante, soprattutto per la parte che illustra le varie fasi della costruzione dell’edificio.

 

 

Bellissima l’essenziale Santa Maria del Mar, nel bel quartiere del Born, mentre la piazza della Cattedrale aveva delle impalcature per la predisposizione dei mercatini natalizi che rovinavano un po’ il contesto. Sicuramente la settimana successiva con i mercatini, l’atmosfera sarà stata migliore. Camminare e perdersi lungo le stradine del Barrio Gotico, è un’incanto.

 

 

Siamo andati anche nel quartiere Raval, appositamente per vedere il famoso gatto ciccione di Botero, che è bellissimo!!

 

 

La Rambla l’ho trovata poco vivace rispetto a come la ricordavo, poche le bancarelle di Natale, nonostante ci fossero già ovunque le luminarie, e in generale, non so se per il periodo o in seguito ai tragici fatti dello scorso anno. Ma passeggiare lungo questo viale, è bellissimo!

 

Bellissimo il mercato Bouqueria, ma piuttosto caro per pranzare, se ci si vuol sedere in uno dei pochi localini che lo permettono, ma ci sono comunque tanti banchetti di cibo da asporto, fritture di pesce bellissime e frullati di frutta strepitosi. Attenzione che è chiuso la domenica.

 

 

Molto bello ed elegante il Passeig de Gracia e la parte nuova del porto a Barceloneta.

 

 

Comunque ovunque ci si giri, Barcelona riesce a sorprenderti!

 

Informazioni utili

 

Volo

Volo Ryanair acquistato con un’offerta a fine settembre, per fine novembre, a 25 euro a testa a/r + posti; siamo partiti da Bologna con uno zainetto ognuno, tipo Eastpack: stando solo 2 giorni, mutande, spazzolini, schiuma da barba, guida e stop. Con Ryanair si trovano spesso buone offerte per Barcellona.

 

Trasferimento dall’aeroporto e abbonamento mezzi pubblici

Per arrivare in centro dall’aeroporto (e ritorno), abbiamo preso il treno della Renfe (seguire le indicazioni dei treni e alla fine del terminal 2 prendere il ponte sopraelevato coperto, che porta alla stazione. E’ il mezzo piu’ economico per raggiungere la città perchè il transfer è compreso nei comodi abbonamenti T10, che permettono di viaggiare su tutti i mezzi in città per 75 minuti, alla metà del costo del singolo biglietto (10,20 euro per 10 viaggi-ci sono le macchine automatiche alla stazione). Il treno passa ogni mezz’ora e fa un paio di fermate in città, la nostra, proprio davanti a casa Batlo’, su Passeig de Gracia.

http://www.renfe.com/EN/viajeros/cercanias/barcelona/

In alternativa si puo’ prendere l’Aerobus, che si trova proprio all’uscita dall’aeroporto, è piu’ frequente ma costa 5,90 euro (contro poco piu’ di un euro del treno Renfe)  e il tempo di arrivo in città dipende dal traffico. In città ferma nei seguenti punti: Plaça Espanya, Gran Via (intersezione con carrer Urgell), in direzione centro città, Carrer Sepulveda (intersezione con carrer Urgell), Plaça Universitat (questa fermata non esiste in direzione aeroporto), Plaça Catalunya

http://www.aerobusbcn.com/en/?gclid=EAIaIQobChMIj83cuoCl3wIVwcmyCh1WcQJ1EAAYASAAEgLXy_D_BwE

Oppure si puo’ anche arrivare in metro: la linea L9 della metropolitana unisce l’aeroporto con la zona nord della città e in circa 30 minuti si giunge in città, poi per arrivare in centro occorre cambiare linea per cui bisogna verificare la convenienza in base all’alloggio.

 

Mangiare

Abbiamo mangiato ottima paella con sangria,  alle 7 Portas, bellissimo locale a Barceloneta.

 

 

Tapas alla Cerveceria Catalana, in una laterale della Rambla Catalunya e spuntino alla Bouqueria. Sangria e birra al tramonto davanti al mare a Barceloneta, al Merendero del mar. Non si puo’ non assaggiare i famosi churros, noi li abbiamo presi in una panetteria e la buonissima crema catalana!!

Tutto ottimo, ma attenzione: a Barcellona i ristoranti costicchiano!

 

Alloggio

Un capitolo a parte lo dedico al nostro hotel perchè merita proprio: Hotel Praktica Rambla, poco oltre placa Catalunya, sulla rambla omonima: https://www.hotelpraktikrambla.com/

 

 

Bellissimo!! In un meraviglioso palazzo liberty, luci basse, corridoi, scale e portoni, tutti d’epoca, ti fanno calare proprio nell’atmosfera catalana e talvolta ho avuto la sensazione di essere dentro uno dei famosi libri di Zafon...

 

 

Le camere sono di design, con alcuni tocchi particolari, come l’armadio a riquadri di specchi e il lavandino in camera, su piastrelle verde scuro.

 

 

Non è inclusa la colazione ma c’è un angolo dove ci si puo’ fare te o caffè a qualsiasi ora della giornata, e berlo nella sala della biblioteca.

 

 

Oppure nel bel giardinetto interno, se il tempo lo permette, mentre al mattino vengono offerti croissant o muffin!

 

 

 

Barcellona merita ben piu’ 2 giornate, anche se ..sempre meglio che niente. Tanto sappiamo che prima o poi torneremo per vedere il resto!

 

 

 

 

dicembre 2018

 

(foto di Patty)

Visite: 258

Pesca al tramonto e notturna alle Maldive

 

 

L’escursione della pesca al tramonto e notturna alle Maldive è proprio una bella eperienza, che è piaciuta molto anche a nostra figlia, sia la prima volta, a 8 anni, che da adolescente, a 13 anni.

La prima volta siamo partiti prima del tramonto dall’isola (Fihalohi http://www.unanimainviaggio.it/nostri-resort-low-cost-alle-maldive/ ) con un bellissimo dhoni, l’imbarcazione tradizionale maldiviana. Il tempo era sereno, pertanto navigare con la luce e i colori del tramonto è stato splendido.

 

 

La seconda volta invece, per la pesca notturna, siamo andati con una barca non tradizionale (da Embudu http://www.unanimainviaggio.it/nostri-resort-low-cost-alle-maldive/). Siamo partiti proprio al tramonto e abbiamo visto il cielo farsi scuro, pescando poi anche nel silenzio della notte, sotto il cielo stellato.

 

escursione pesca notturna alle maldive escursione pesca notturna alle maldive

 

Anche in questo caso, è stato incantevole: essere soli in mezzo al mare, al buio, in assenza di rumori, è una sensazione bellissima, che da un grandissimo senso di pace e libertà.

 

 

Le escursioni di pesca alle Maldive si fanno col bolentino, ovvero con una lenza arrotolata a un pezzo di legno, a cui è stato applicato un amo, con un piccolo peso.

 

 

I marinai che accompagnano all’escursione portano del pesce per fare le esche, che spezzettano e attaccano all’amo. Il capitano cerca un punto dove fermare la barca e i marinai danno istruzioni su come fare.

 

 

E’ molto semplice, basta lanciare la lenza e srotolarla un bel po’..e poi attendere cercando di percepire quando il pesce mangia l’esca per dare un bel tirotto e tirare su lenza.

Bisogna armarsi di pazienza e attendere. Ma in questo è anche il bello della pesca, si impara l’attesa, mentre si assapora e si gode del paesaggio e del silenzio.

 

 

A volte si sentono dei movimenti, allora si prova a tirare la lenza, per poi verificare magari che l’esca è stata già mangiata.. e allora i marinari arrivano ad attaccare una nuova esca e si ricomincia di nuovo.

Quando la lenza invece tira molto forte, allora aumenta l’eccitazione e i marinai accorrono ad aiutare …finchè non si vede che cosa ha abboccato..se un corallo, una scarpa, o qualcosa di altro..o proprio un bel pesce.

 

 

Puo’ accadere che durante tutto il tempo, i poveri inesperti pescatori, non riescano a prendere niente.. ma a noi non è capitato, abbiamo sempre preso delle belle prede. Giada, l’ultima volta, ha preso un bel barracuda, ed io un bel pesciolino colorato, mentre il papà.. un corallo!!

 

 

I marinai vengono a staccare i pesci e li mettono in un cesto comune che verrà poi scaricato e consegnato alle cucine. E si rientra all’isola.

 

 

I pesci verranno cucinati e offerti ai partecipanti per cena. 

La prima volta sono riusciti a fare una bella grigliata per tutti, mentre la seconda il nostro bel barracuda e il pesciolino ci sono stati serviti la sera dopo al nostro tavolo, ed è stata una grande soddisfazione mangiare proprio quello che avevamo  pescato.

 

 

Ma soprattutto abbiamo vissuto un‘esperienza assolutamente divertente ed indimenticabile. Pesca alle Maldive, top!!

 

 

ottobre 2018

 

 

Tutti gli articoli e le informazioni sulle nostre Maldive qui

Maldive

 

 

foto by Patty

Visite: 289

Bratislava, un gioiello intrigante e colorito

 

 

 

Sarà perchè non mi aspettavo tanto da Bratislava, la capitale della Slovacchia (anche se avevo sentito dire che era carina), sarà per le persone che abbiamo incontrato, sarà per la bella stagione in cui l’abbiamo visitata, l’estate, ma per me è stata una vera sorpresa.

 

 

Non solo per me e mio marito, ma anche per l’adolescente tredicenne, il che è tutto un dire.

Come si arriva

Noi ci siamo arrivati non per scelta diretta, ma per avere piu’ giorni da trascorrere a Budapest, visto che la compagnia Wizzair con cui eravamo partiti, aveva una combinazione o troppo breve di voli, o in giorni lavorativi, che non ci potevamo concedere. Così ho trovato un ritorno conveniente con Raynair da Bratislava (destinazione Bologna), che avrei raggiunto da Budapest con un economico bus (Rejojet, 6,5 euro a persona, https://www.regiojet.com/, un ottimo modo per girare le città dell’Est) che si è rilevato anche molto comodo, con tanto di hot drink, giornali, visori inclusi nel costo del biglietto.

La compagnia Ryanair ha un paio di voli settimanali da alcune città d’Italia.

 

 

Trasferimento in centro a Bratislava e alloggio

All’arrivo, alla stazione dei bus, mi sono resa subito conto che non mi ero informata sul cambio e ho scoperto che la moneta usata in Slovacchia è l’euro.

Abbiamo incontrato subito persone cordiali, che vedendo che eravamo in difficoltà con la ricerca del bus nr. 70, ci hanno offerto spontaneamente di aiutarci, dandoci le informazioni. Non è semplice infatti capire, quando si arriva, dove andare a prendere l’autobus che ci aveva indicato l’host, per raggiungere l’alloggio. Quando finalmente lo troviamo, scopriamo che, per lavori in corso, è stato soppresso. Due gentilissimi ragazzi slovacchi ci dicono che dovremmo prendere un altro autobus, che non ci lascierà pero’ vicino al centro, ma che possiamo seguirli, se vogliamo, perchè loro devono prendere lo stesso mezzo. Quando scendiamo ci accompagnano fino alla zona pedonale, da dove si puo’ arrivare anche a piedi al nostro alloggio.

 

 

Visto il poco tempo che avevamo a disposizione, avevo prenotato un appartamento con Booking.com in zona centrale, nel complesso Beethoven Apartaments in Keglevich Palace (74 euro a notte in 3, scesi a 59 con lo sconto Booking).

 

 

 

L’appartamento, oltre che proprio centralissimo sulla via pedonale e vicino alla chiesa di s. Martino, è un delizioso sottotetto con mezzanine (per certe cose potrebbe essere piu’ curato ma è molto gradevole).

 

                     

 

Bratislava e il cibo

Attraverso il passaparola di un’amica che era venuta a Bratislava un mese prima, andiamo a prendere il gelato alla Cremeria i Nonni, e qui conosciamo il simpatico Giuseppe Sapone, expat di origini calabresi che, mentre mangiamo il gelato migliore della città, ci racconta della vita a Bratislava e in Slovacchia, della sua esperienza, e ci consiglia un posto per la cena, e ci offre anche il caffè!

 

 

Il ristorante consigliato, lo Slovack Pub, https://www.slovakpub.sk/en/, è ubicato fuori dal centro pedonale, in un’area  che non avremmo visitato, ma dove vale la pena fare un giretto. Oltre che avere buon cibo tipico slovacco (gnocchetti al formaggio di pecora e bacon arrostito, stinco, anatra, e altri tipi di carne e gulasch -carne, paprika, carote e patate-) è stupendo, sembra di entrare in un museo: nell’atrio ci sono quadri magiari, statue, nelle stanze corna di renna, e anche altri quadri.. merita anche solo un visita. E simpaticamente all’ingresso c’è scritto di sedersi dove si vuole :).

 

 

Il giorno seguente, per pranzo, facciamo uno spuntino in un posto, che avevo trovato per caso la sera prima leggendo un blog, che per noi che siamo dei gattari è stato irresistibile: un cat cafè. Ovvero un cafè dove vivono e girano liberi, con i proprietari, 8 bellissimi e coccolosi gatti. Ne parlo qui.

 

Scovare un catcafè a Bratislava

 

Prima di ripartire torniamo a salutare Giuseppe e a riprendere un altro buon gelato con i nuovi gusti del giorno. E anche a ringraziarlo per i consigli. E’ proprio una persona squisita, quindi vi raccomando di andare a trovarlo se vi trovate a visitare Bratislava http://inonni.sk/.

 

                                          

Bratislava cosa vedere

Il centro storico di Bratislava è un vero gioiello.

Case colorate, strade pulite, statue di bronzo che saltano fuori all’improvviso. Subito all’arrivo nell’area pedonale verso il nostro alloggio, la via Panska vediamo subito Cumil, la statua del un soldato che sbuca da un tombino, simbolo di Bratislava. E’ fortissima e tutti si vogliono  fare una foto li’.

 

 

Scegliamo poi di iniziare il nostro giro partendo dalle mura che costeggiamo il duomo San Martino.

 

 

Visitiamo il duomo, in stile gotico, che con la sua guglia di 85 metri, domina il panorama del centro storico.

 

 

Poi girovaghiamo per le deliziose strade interne.

 

                    

 

Arriviamo alla strada principale, la Michalska Ulica, che porta alla torre di San Michele con l’omonima porta di accesso alla città, l’unica delle 4 medievali rimaste. Gli edifici sono tutti colorati, il centro cittadino è proprio molto vivace.

 

               

 

Proseguiamo arrivando alla piazza principale, Hlavné Námesti, dove domina il vecchio municipio e dove si incontrano altri bellissimi palazzi.

 

 

Lungo la strada troviamo un negozio che vende caramelle, che ha in vetrina un castello tutto fatto di caramello! E’ meraviglioso, ce ne aveva parlato Giuseppe, quindi entriamo e vediamola lavorazione a mano del caramello, fino ad ottenere caramelle e lecca lecca e letteralmente sembra di vedere la famosa trasmissione “Come è fatto”!

 

                            

 

Giada impazzisce, assaggiamo anche le caramelle, che sono squisite, meno il personale, non è molto loquace e sorridente (ma molti slovacchi sono cosi’). E ovviamente compriamo delle caramelle!

Durante la passeggiata, incontriamo altre statue di bronzo, caratteristica della città: in piazz,a proprio appoggiato ad una panchina, un soldato napoleonico, di fronte. una guardia, poco piu’ avanti il Bell’Ignazio che saluta col cappello, all’incrocio tra via Radničná e via Laurinská,  il paparazzo, e Hans Christian Andersen, alla fine del lungo viale pedonale, contornato di giardini e localini che ricordano la Francia, che parte dalla piazza Hviezdoslav.

 

 

Ecco proprio sulla grande  piazza Hviezdoslavovo  domina il bell’edificio del Teatro Nazionale Slovacco.

 

 

In questa stagione ancora calda, ci sono dei refrigeratori sotto cui ci divertiamo a passare, ma ci immaginiamo come puo’ essere tutta questa area di Bratislava durante i mercatini di Natale..e Giada dice già che ci vorrebbe tornare per le feste!

 

 

Di fianco scorre il Danubio, sulle cui rive si possono godere magnifiche passeggiate e da cui si vede il castello che domina la città.

 

 

Sopraelevata, il Ponte Nuovo, una moderna strada che ha all’estremità un’alta costruzione detta Ufo, perchè sembra una navicella spaziale, dal cui skybar dicono si ammiri un panorama eccezionale.

 

 

Purtroppo, ho letto, che il ponte è stato voluto dal regime comunista per finalità propagandistiche e per dare un aspetto di modernità alla città sacrificando il quartiere ebraico  e una parte delle storiche mura. Infatti la strada scorre proprio attaccata alla Cattedrale di San Martino, che sembra non ne tragga troppo beneficio a causa dei continui scossoni a cui è sottoposta per il traffico.

 

 

Il giorno successivo andiamo a visitare la famosa chiesa di Sant’Elisabetta, fuori dal centro storico. E’ comunemente conosciuta come “chiesa blu” e a vederla sembra fatta di marzapane, deliziosa!

 

                    

 

Ci dirigiamo poi verso il castello, salendo a piedi sulla collina. Il castello è bianco, elegante, ben tenuto ed ordinato.

 

 

Antico avamposto dell’età romana, completamente ricostruito nel 1993, dopo essere stato distrutto da un incendio,è sede rappresentativa del Parlamento slovacco ed è uno dei simboli di Bratislava. 

 

 

Non abbiamo visitato l’interno per mancanza di tempo, ma siamo riusciti a vedere un pozzo spettacolare, e gli splendidi giardini, oltre a passeggiare nel parco che gli gira attorno e che permette di vedere la città dall’alto, da tutti i lati.

 

 

Al ritorno ci fermiamo a pranzo nel catcafè di cui ho parlato prima.

Lasciamo a malincuore la città, che meriterebbe sicuramente un giorno in piu’. Non siamo riusciti a vedere palazzo Grassalkovich, fuori dal centro e magari sarebbe stato bello arrivare al Castello di Devin, o fare una delle tante belle attività che ci sono, anche per i ragazzi, il viaggio virtuale in 9d, l’adiacente gioco di specchi, entrambi nella via Zámocká, dove c’è anche il catcafè, prendersi un drink all’ice bar, e andare per pub e localini, gremiti di giovani e dall’aspetto invitante!

 

 

La città è uno splendore anche di sera, quando è tutta illuminata.

 

 

Per concludere, Bratislava è sicuramente una città speciale da visitare! La consiglio veramente a tutti!

 

 

 

Settembre 2018

 

(foto by Patrizia Pazzaglia)

Visite: 659

Mille angolature di Budapest

 

 

Perchè mille angolature di Budapest?

Perchè ad ogni angolo in cui mi giravo, a Budapest, ero in preda allo stupore. Perchè ho cercato di vederla, Budapest, proprio da ogni angolo. Perchè la bellezza di ogni angolo mi riempiva di entusiasmo, e sentivo che scendeva e mi scaldava il cuore. Perchè di Budapest mi sono innamorata, e proprio di ogni suo angolo.

 

 

Budapest e i suoi ponti sul Danubio, le sue rive romantiche.

Budapest e le viste dall’alto, dal Budapest Eye, dalla chiesa di Santo Stefano, dalla Terrazza dell’hotel President, dall’alto di Buda, dalla Cittadella e dal Castello.

Budapest, i suoi palazzi sontuosi che ti costringono a camminare col naso all’insù. I murales, i ruin pubs, i mercatini e la vivacità del quartiere ebraico. La maestosità della Sinagoga.

 

 

Budapest che ti stringe il cuore con i suoi monumenti e contromonumenti in memoria della persecuzione degli ebrei.

Budapest e le sue statue che appaiono all’improvviso camminando, che ti strappano un sorriso, come se incontrassi un amico.

Budapest la goduria e la bellezza delle sue terme, come fare il bagno in un monumento e con vista sulla città.

Budapest e l‘imponenza dei suoi monumenti, il Parlamento, la Piazza degli Eroi, la Statua della Libertà, che domina in alto sulla città.

 

 

Budapest e il gulash, la birra Borsodi, i gnocchetti ungheresi e la parika ovunque. I  kürtőskalács -camini in italiano-, tipici dolci preparati ancora sulle braci nel quartiere ebraico, e la torta Dobos della pasticceria Gerbeaud.

Budapest e le passeggiate, Vaci Utca, il lungo Danubio, la vista della città dal tram n.2, la meraviglia della linea 1 della metropolitana, rimasta come negli antichi splendori dell’impero austro ungarico.

Budapest e i suoi colori dorati al tramonto.

Budapest ogni angolo ti stupisce, e ti lascia senza parole, appagando i tuoi sensi e scaldandoti l’anima.

Raramente una città mi ha preso e coinvolto cosi’ tanto. Veramente una città entusiasmante e romantica.

 

 

Arrivo a Budapest e alloggio

Ho adorato Budapest non appena arrivata in città, scesa alla fermata del bus 100E, che dall’aeroporto mi ha portato in centro, fermata Kalvin Ter, quartiere Belvaros, consigliato dagli esperti del forum di Tripadvisor.

 

 

Strade ampie, palazzi e chiese, piazzette con bar e tavolini, mezzi di ogni tipo. Stradine con caratteristici localini. Il primo impatto, dalla strada per andare verso quello che sarebbe stato il nostro alloggio, non poteva essere migliore. Scelta assolutamente azzeccata come ubicazione.

Arriviamo al nostro appartamento, affittato tramite Airbnb, in Erkel Utca, una stradina laterale vista Great Market Hall,  il grande e bellissimo mercato, traversa della via Raday, ridente e piena di ristoranti dove cenare. Vicino ai mezzi di trasporto, metro, tram e barche pubbliche, e pochi passi dal meraviglioso Danubio, attraversato dal Ponte della Libertà, e a una zona di passeggio piena di locali, che arriva fino al Balna, che la notte offre un panorama bellissimo.

 

 

Entrando nello stabile, ci aspetta la sorpresa: una tipica casa ungherese con cortile interno, una specie di casa di ringhiera milanese, di colore giallo.

 

  

 

Szilvia, la nostra host, ci attendeva e ci ha mostrato l’appartamento, sala e cucina separata da un un bagno, con un mezzanine composto da due camere, da cui si saliva separatamente, in una dalla cucina e nell’altra dalla sala. La casa è un gioiello, di design, pulita, luminosa, arredata con gusto in tonalità chiare e con attenzione ai particolari. E’ dotata di tutti gli accessori ed elettrodomestici di cui si puo’ necessitare, e anche di piu, inclusi i prodotti per l’igiene personale.

 

 

2 città in una

Soltanto prendendo in mano una guida, ho scoperto che Budapest è 2 città in una: Buda e Pest.

Buda è quella dall’altra parte del fiume, quando si arriva, dove c’è la collina, la statua della Libertà che domina la città, il Palazzo Reale e la città vecchia. Pest è il centro, la città interna, piena di edifici storici e monumenti, dove si mescolano gli stili neogotico, barocco e liberty, con i suoi edifici eclettici, ristoranti e caffè, boutique e bancarelle. Entrambe hanno un fascino particolare, ma Pest è molto piu’ vivace, soprattutto la sera. Pertanto il mio consiglio è sicuramente di alloggiare nella zona di Pest.

 

 

Budapest al tramonto

La prima cosa che abbiamo fatto all’arrivo a Budapest, grazie anche alla location del nostro appartamento, è stato attraversare il ponte della Libertà ed andare a prendere il battello pubblico per vedere la città dal fiume, proprio nell’ora piu’ bella, il tramonto.

Il battello era abbastanza affollato, ma con il biglietto dell’abbonamento gruppi era compresa la possibilità di salire anche su questo mezzo, non essendo il fine settimana (quando non è compreso), per cui lo volevamo sfruttare. La vista, in una giornata serena come quella, è meravigliosa, soprattutto quando si arriva al palazzo Parlamento, che prende un colore dorato.

Siamo scesi prima dell’isola Margherita; col senno di poi, avrebbe meritato una visita, visto che in seguito non siamo piu’ riusciti a tornarci: è il parco cittadino di Budapest, circa 100 ettari, collegato alla terra ferma da due ponti. Ma purtroppo era tardi e in serata i battelli, poi, si diradano, per cui abbiamo ritenuto piu’ opportuno saltare la sosta.

Per tornare verso la nostra dimora, al Belvaros, abbiamo preso il fantastico tram n.2, che costeggia il Danubio, fino al Ponte della Libertà. Praticamente abbiamo visto la città dal fiume, prima, e il fiume dalla città, poi.

 

 

Budapest di sera 

Budapest di sera è meravigliosamente illuminata. I suoi ponti, che riflettono sul Danubio, sono qualcosa di spettacolare. Il palazzo del Parlamento è maestoso, come bellissimo è vedere da lontano la zona di Buda, col palazzo reale illuminato. La passeggiata lungo il Danubio, con le orchestrine dal vivo, fino ad arrivare al Balna, ricco di localini, o la Vaci Utca, la strada del passeggio e dei negozi, che pullula di vita, fanno desiderare di passare svegli l’intera notte.

Non abbiamo fatto la crociera notturna, ma senza dubbio ne vale la pena.

La prima sera abbiamo cenato sul Danubio, al Belvaros, in zona Balna (una zona dove c’è un edificio che sembra una balena, pieno di locali), con la vista del ponte della Libertà illuminato – il mio preferito – e di fronte il palazzo Gellert, dove ci sono le omonime terme. Questa resta indubbiamente la zona che mi piace di piu’.

Le altre sere abbiamo cenato, una volta al quartiere ebraico, bellissimo, vivacissimo, nella famosa Godsu Udvar, patria dei ruin pubs, che merita sicuramente, e un’altra sera in un tipico localino in Raday utca.

 

 

Budapest dall’alto

Abbiamo visto Budapest dall’alto da piu’ angolazioni. Il primo giorno, per entusiasmare mia figlia, a cui comunque la città è piaciuta tantissimo, siamo salite io e lei, sul Budapest Eye.

 

 

Bello vedere la città dall’alto, ma qui non eccezionale. Molto piu’ bello vederla da Buda, dal Palazzo Reale, e dalla collina. Ecco, da li’ ci sono dei panorami meravigliosi. Sei là in alto e hai davanti tutta la Pest.

 

 

Un altro fantastico punto di vista è l‘hotel President, in Hold utca 3, vicino all’Hold Street Market . Siamo andati a cena, al tramonto prima del calar della sera, dopo aver prenotato, il giorno precedente, un tavolo sul terrazzo sul tetto, dietro consiglio di 2 turiste italiane conosciute durante il tour di Pest. Il panorama da li’, e a quell’ora, è veramente bellissimo, soprattutto perchè, oltre a tutta la città, si puo’ vedere il tetto del piu’ bel palazzo di Budapest, sede del Museo delle arti applicate (Iparmuveszeti Muzeum),  che veramente merita e non si vede dalla strada

 

       

Tour di Pest con Sfumature di Budapest

Una delle cose migliori che abbiamo fatto, è stato contattare Sfumature di Budapest appena dopo l’arrivo nella città, e prenotare il loro free tour di Pest, per iniziare la nostra visita. In questo modo abbiamo subito avuto un bell’assaggio della città, evitando di perdere tanto tempo a cercare i vari posti con guida e cartina, e abbiamo ricevuto un mare di informazioni storiche, sociali, culturali, molto interessanti. E visto cose che non avremmo mai notato da soli e che non si trovano scritte sulle guide.

 

 

Il tour parte dalla piazza Deak Ferenc, nei pressi dell’uscita della metropolitana (qui fermano le Metro 1-2-3), dove c’è Chiesa Luterana bianca senza campanile. Da li’ il tour si dirige verso il Danubio, passando per piazza Vorosmarty, dove ti indicano le pasticcerie in cui mangiare i migliori dolci di Budapest, passeggiando per il bellissimo viale, fino al Ponte delle Catene, proseguendo per piazza Széchenyi ,verso la Basilica di Santo Stefano, fino ad arrivare a piazza Szabadsag, piazza della Libertà, che mi ha veramente colpita e che merita qualche parola in piu’. E’ qui infatti che si trova il monumento contro l’olocausto voluto dal governo. C’è una fontana, dotata di sensori ottici, che la fanno attivare quando ci si avvicina o ci si allontana, davanti a una statua raffigurante  l’arcangelo Gabriele – simbolo dell’Ungheria -, che viene soggiogato dall’aquila imperiale tedesca.

 

                    

 

Il monumento non mostra pero’ le responsabilità dei nazisti ungheresi e del regime stesso, nella persecuzione degli ebrei.  Per questo, davanti ad esso, si puo’ vedere quello che è definito il contro-monumento: un monumento “vivo”, a cui hanno dato vita i cittadini ebrei, portando, e continuando a portare, foto dei loro cari, morti nei campi di concentramento, lettere, oggetti di uso quotidiano appartenuti ai deportati, candele, fiori, le valigie con cui partirono.. insomma la testimonianza dei sopravvissuti o dei parenti, come protesta contro la verità occultata, non evidente nel monumento governativo. (http://www.unanimainviaggio.it/per-non-dimenticare-le-scarpe-della-memoria-e-il-monumento-contro-l-olocausto-a-budapest/)

 

               

 

Il tour continua con la vista dei bellissimi giardini e palazzi, nei vari stili, che ci sono intorno, fino ad arrivare al piccolo ponte con la statua di bronzo di Imre Nagy, a Vértanúk tere, andando verso il Parlamento, una vera chicca. Dopo la descrizione del Parlamento, ed alcune curiosità, la passeggiata termina davanti al piccolo mercato coperto, in fronte a quello che  è il palazzo piu’ bello di Budapest, con un meraviglioso tetto appena visibile dal basso dai toni di verde chiaro acceso e dorato, che ospita il Museo delle arti applicate.

 

 

Ed eccoci qui nella foto di rito, che viene pubblicata per ogni tour da Sfumature di Budapest su Facebook.

 

 

Questo tour ci ha affascinato, e ci ha introdotto alla città nel migliore dei modi.

 

Visitando Budapest

Abbiamo poi proseguito la nostra visita in autonomia, ritornando verso il Parlamento e il Danubio, per raggiungere il memoriale dell’eccidio ebraico, ovvero le scarpe della memoria: su quaranta metri di banchina,  60 scarpe di bronzo arruginito, che ti lasciano in silenzio e con un nodo alla gola, ricordo degli ebrei costretti a togliersi le scarpe e ad annegare nel Danubio. Ancora oggi non trovo le parole per descrivere questo posto, e per dare un nome dall’emozione che ti muove dentro. (http://www.unanimainviaggio.it/per-non-dimenticare-le-scarpe-della-memoria-e-il-monumento-contro-l-olocausto-a-budapest/)

 

 

                          

 

Riporto qui un articolo molto bello che ho trovato, che descrive il luogo:

http://www.succedeoggi.it/2014/04/le-scarpe-della-memoria/

 

Buda e la zona del Castello

Ci trasferiamo nella zona di Buda, attraversando il Ponte delle Catene. Arriviamo dall’altra parte, dove è possibile prendere la funicolare per raggiungere il castello, oppure l’autobus 16, che è quello che prendiamo noi, per evitare la fila alla Silko (la funicolare) anche perchè il bus è incluso nel nostro biglietto giornaliero (per info si puo’ vedere qui: http://www.unanimainviaggio.it/budapest-informazioni-utili-per-organizzare-il-viaggio/)
L’autobus fa piu’ fermate a Buda, decidiamo di partire dalla visita alla zona del castello e assistiamo anche al lungo giro del cambio della guardia.

 

         

 

Il castello è maestoso, ma soprattutto è fantastico il panorama della città dall’alto.

Ci spostiamo verso la città vecchia, arriviamo alla Chiesa di Mattia, bellissima con le sue guglie gotiche, che non riusciamo a visitare all’interno perchè c’è un matrimonio. Con i Bastioni dei Pescatori, è veramente uno spettacolo: anche qui, da tutti gli angoli, un panorama pazzesco!

Proseguiamo per la città vecchia, che mi sembra un po’ desolata, anche se l’ordine e i palazzi colorati sulle vie, trasmettono una grande serenità.

Torniamo a prendere l’autobus per scendere verso Pest, perchè ormai è tardo pomeriggio. Siamo stanchi morti, perchè in una giornata abbiamo visto veramente tanto!! Come ricompensa per le fatiche della giornata, ci fermiamo alla famosa gelateria Gelarto, a fianco della chiesa di Santo Stefano, dove fanno dei bellissimi gelati a forma di rosa, veramente squisiti! E mentre aspettiamo il gelato, noto su un attestato appeso al muro, che hanno fatto la scuola, da Carpigiani, che è vicino a casa nostra!!!

 

                                   gelarto budapest

Le Terme

I 2 giorni successivi iniziamo la giornata andando alle Terme. Noi adoriamo le Terme e non possiamo non provare quelle famose di questa città. La nostra guida di Sfumature di Budapest, ci ha suggerito di andare al mattino per evitare affollamento e trovare una situazione igienica migliore, ed in effetti, arrivando attorno alle 8.30, ce le siamo potute godere a pieno. Ne parlo qui:

 

Andare alle Terme di Budapest

 

Castello Vajdahunyad, Piazza degli Eroi e Viale Andrassy

Usciti dalle terme Széchenyi, che sono in un’edificio bellissimo e in mezzo al verde del  Parco Varosliget, percorriamo per un tratto quest’ultimo fino ad arrivare al laghetto artificiale, che è a fianco all’ingresso di un’altra sorpresa, che stava per sfuggirci, in quanto, chissà perchè, non l’avevo tanto considerato: il Castello Vajdahunyad. Invece è proprio bellissimo, un tipico castello medievale, anche se ricostruito di recente, che combina piu stili, dal romanico al gotico, al rinascimentale, al barocco. Quel giorno, l’interno del castello ospitava anche un’evento particolare, quindi c’era tanta gente, bancarelle, confusione, ma questo non ha compromesso l’apprezzamento di questo luogo romantico. Riesco solo a immaginare l’atmosfera da fiaba che puo’ avere d’inverno questo posto, quando il lago di fronte diventa una pista di pattinaggio.

Lasciato alle spalle il castello, arriviamo alla piazza piu’ maestosa di Budapest: Piazza degli Eroi. Enorme. Bellissima. Da camminarci e stare a guardarla per ore.

 

 

Il nostro giro prosegue per Viale Andrassy. La prima parte non è niente di che, mentre da metà del viale, quando si comincia ad arrivare nella zona ebraica, comincia ad essere gradevole. E infatti qui ci fermiamo a pranzare, in un ristorantino sul viale alberato.

Il quartiere ebraico

Ci addentriamo nella zona ebraica, arrivando alla famosa strada chiamata Kiraly. Per caso arriviamo proprio davanti al posto dove volevo andare, Gozsdu Udvar, una specie di galleria costruita tra i palazzi, che di giorno ospita un mercatino di cose particolari e deliziose, davanti ai famosi Ruin pubs. Letteralmente “bar in rovina“, i Ruin pubs sono nati negli anni 2000 dall’idea di alcuni imprenditori, che decisero di occupare spazi ed edifici abbandonati, arredandoli con quel che si trovava e trasformandoli in bar. Idea che si è via via sempre piu’ diffusa, creando una zona di luoghi di incontro molto particolare.

 

 

Uscendo dalla via, dove torneremo per cenare la sera dopo, per godere della vita notturna di questa zona, andiamo alla ricerca del primo e piu’ famoso Ruin pub: il Szimpla Ker. Il Szimpla è un bar unico, insolito, folle, fantasioso, stravagante, che lascia a bocca aperta. Luogo di incontro, con musica, per mangiare e bere, (o anche solo per ammirarlo) ci si trova di tutto dentro, nel cortile, nelle stanze, attaccato ai muri..L’ho adorato, ho adorato la creatività con cui tutti gli oggetti sono stati pensati e trovati per quel posto, con cui gli spazi sono stati addobbati, e la sensazione di stupore che mi ha lasciato.

 

 

Poco piu’ in là troviamo un cortile riservato allo street food, dove ci avevano detto che avremmo trovato i famosi kürtőskalács, camini in italiano, dei coni dolci tipici ungheresi, che si mangiano srotolandoli, e che qui vengono ancora cotti sulle braci.

 

 kürtőskalács kürtőskalács

 

Proseguiamo per il quartiere ebraico, Aron di Sfumature di Budapest ci aveva detto che ci sono alcuni murales nel quartiere, quindi andiamo alla loro ricerca. E qualcuno riusciamo a trovarlo. Bellissimo.

 

 

Troviamo anche questa scultura fantastica.

 

 

Usciamo dal quartiere, sulla strada principale, la Dohány utca, e arriviamo alla grande Sinagoga, che è proprio grande e bella..

 

 

La nostra giornata termina con una vista meravigliosa, a cena sul terrazzo dell’Hotel President, dove si gode, nonostante il tempo non proprio sereno, di una vista a 360 di Budapest, compreso, finalmente, il tetto del palazzo del Museo delle arti applicate, di cui avevamo solo potuto intuirne la bellezza.

 

Tour di Buda, castello e collina Gellert

Il giorno successivo ci trasferiamo a Buda. Iniziamo la giornata alle Terme Rudas, che sono proprio sotto la collina e hanno spettacolari panorami su Pest. Nel primo pomeriggio saliamo sulla collina, e il primo incontro è la statua di San Gellert, ben visibile da Pest. Gellert era un vescovo italiano (Gerardo di nome), recatosi a Budapest per convertire gli Ungheresi al cattolicesimo, ma che presto fini’ ucciso, rinchiuso in una botte e buttato nel fiume proprio dal punto dove ora c’è il monumento. Proseguendo per una salita un po’ impervia, ma in mezzo a un bel bosco, si arriva sotto alla statua che domina su tutta la città e che per me ha un fascino straordinario: la Statua della Libertà. Con la sua palma alzata al cielo, altre 2 statue accanto, e ai suoi piedi la città e il Danubio, mi ha veramente trasmesso una grande sensazione di liberazione. Questo punto della città l’ho amato particolarmente.

 

 

Ci dirigiamo verso la cittadella, che comprende soltanto le mure, senza possibilità di entrare, e cominciamo a riscendere la collina, trovando lungo la via, anche un fantastico parco giochi.

Arriviamo in fondo, dove si trova l’hotel Gellert, in stile Art Nouveau, che ospita le omonime Terme. Di fianco, la chiesa nella roccia, costruita nel 1926 su modello della chiesa di Lourdes, che andiamo a visitare anche all’interno.

Per concludere la giornata e darci una meritata ricompensa, andiamo alla pasticceria Gerbeaud, in piazza Vorosmarty, per assaggiare i dolci tipici piu’ buoni di Budapest.

 

 

Dopo averne sentito la descrizione da Aron, possiamo scegliere tra la torta Gerbeaud, la famosa Sacher e la torta Dobos e la nostra scelta cade su quest’ultima e su un’altra che troviamo sul menu’, la Royal chocolate cake, che è quella che alla fine ci piace di piu’. Questo ci sembra il modo migliore, davanti alle nostre grandi fette di torta, sulla piazza, per concludere la nostra visita alla città, visto che all’indomani partiremo.

In realtà facciamo ancora una lunga camminata nella via del passeggio e dello shopping, la Vaci Utca, per arrivare al nostro appartamento, vicino al mercato centrale. La serata la concludiamo al quartiere ebraico, in Godsu Uzdvara, per godere dell’atmosfera vivace notturna, mangiando specialità ungheresi da Spiler.

 

        

 

Budapest, vista e vissuta  dalle sue mille angolature è una città veramente straordinaria.

 

 

 

 

Un riepilogo dei luoghi imperdibili lo trovate qui:

 

Budapest: gli imperdibili

 

Le informazioni pratiche per organizzare il viaggio qui:

Budapest: informazioni utili per organizzare il viaggio

Settembre 2018

 

(foto by Patty)

 

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Dubai in un pomeriggio: visita durante un transito

 

 

Di ritorno dalla nostra vacanza alle Maldive con la compagnia aerea Emirates, la possibilità di uno scalo lungo senza supplementi mi è sembrata un’ottima opportunità per una visita a Dubai, non avendo mai visto la città.

 

 

L’arrivo era previsto alle 14.00 e la ripartenza il giorno successivo alle 9.00 del mattino. Avevamo un pomeriggio e una sera per girare per la città degli Emiri.

 

 

L’aeroporto di Dubai è gigantesco: per spostarsi da un terminal all’altro ci vogliono dai 15 ai 40 minuti con una navetta. Nel nostro caso, addirittura, dal gate all’uscita abbiamo dovuto prendere un treno interno. La cosa importante comunque, è che sia all’aeroporto, che sui biglietti, è indicato il tempo di percorrenza tra un gate e l’altro, quindi ci si puo’ regolare.

 

 

Avevamo prenotato, dietro consiglio della mia amica Milly del blog Bimbi e Viaggi, una camera all’hotel Premier Inn airporthttps://global.premierinn.com/en/hotel/dubai-international-airport, proprio di fronte all’aeroporto (si vede dalle piste), per essere comodi il giorno successivo per la partenza. Ma anche qui, per arrivarci, occorrono circa 15 minuti con lo shuttle.

 

 

La scelta è stata azzeccatissima, la catena Premier Inn, già sperimentata a Londra, si è dimostrata ottima, navetta da e per l’aeroporto gratuita (ad alcuni orari anche per la città), buona organizzazione, personale gentilissimo, camere carine e pulite (uguali in tutti gli hotel della catena), piscina sul tetto aperta fino alle 22, per rinfrescarsi, e un prezzo ottimo (circa 50 euro per una camera tripla, compresa una fantastica colazione al buffet). Qui la mia recensione su tripadvisor:

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g295424-d1631237-r599222386-Premier_Inn_Dubai_International_Airport_Hotel-Dubai_Emirate_of_Dubai.html

 

 

Alle 15.30 riusciamo ad arrivare con la navetta all’hotel, facciamo il check in, lasciamo quel che non ci serve e ci precipitiamo nella hall dove un addetto ci chiama un taxi. Capitiamo con  un taxista simpaticissimo e chiacchierone  e concordiamo con lui di portarci a vedere le principali attrazioni di Dubai, prima di andare sul Burj Khalifa.

 

 

Lungo il percorso, ci fa tante domande, ma ci spiega anche tante cose, è innamorato della sua città, e in ogni luogo in cui ci porta, si ferma per 10 minuti, affinchè possiamo ammirare e fare le foto, ordinandoci anche dove farle!

 

 

Il giro è stato perfetto perchè ci ha consentito proprio di avere un assaggio della città, e renderci conto di quanto l’uomo sia in grado di fare, se ha le possibilità economiche e l’ingenio. Nel giro di pochi anni, dalla scoperta del petrolio negli anni 50 ad oggi, a Dubai hanno saputo rubare terreno al deserto e al mare, e da un piccolo centro che era, hanno trasformato la città in una metropoli moderna, piena di grattacieli scintillanti, opere architettoniche grandiose, e costruzioni moderne, in continua evoluzione (infatti si vedono ovunque cantieri).

La prima tappa che facciamo, è Dubai Marina, il piu’ grande porto artificiale al mondo, su cui si affacciano imponenti edifici residenziale.

 

 

Ha una bellissima camminata lungo il canale, sicuramente molto piacevole la sera, o comunque quando il caldo non è intenso come in estate: sembra di essere nel forno!

 

 

La seconda tappa è la Palma, Palm Jumeirah, la famosa isola artificiale fatta a forma di palma, piena di lussuosi hotel. Arrivando, in realtà, non ci si accorge di essere sulla palma. Il nostro amico ci porta proprio davanti all’Atlantis The Palm, lo spettacolare hotel, all’estremo della palma ai confini del mare. Anche qui, pausa foto e si riparte.

 

 

Prossima tappa, Burj El arab, di fronte all’unico hotel 7 stelle al mondo, quello fatto a forma di vela. Possiamo solo osservarlo da fuori e il nostro amico ci dice dove dobbiamo metterci per fare la foto di rito!

 

 

Lungo il percorso vuole anche che ci facciamo una foto vicino ai cavalli all’ingresso di un altro lussuoso hotel: è proprio un simpaticone, e noi, obbediamo. Vuole convincerci a tornare per restarci piu’ tempo!

 

 

Il giro termina quando vediamo apparire il Burj Khalifa, il grattacielo piu’ alto del mondo.  Il taxista ci scarica all’ingresso del Dubai Mall alle 18, da dove possiamo andare verso la salita.

Siamo molto soddisfatti e contenti di aver trovato un cicerone cosi’! Il prezzo che ci chiede per questo giro è meno di 50 euro (paghiamo nella nostra moneta)  e ci è sembrato un prezzo onesto, ne è valsa proprio la pena!

 

 

Entriamo nel Dubai Mall, un centro commerciale enorme, ha circa 1200 negozi: ci sarebbe da perdersi per ore, e poi ci sono anche i saldi!! Ma dobbiamo affrettarci ad andare verso il grattacielo, quindi guardiamo con stupore gli enormi e bellissimi negozi  passando anche a fianco all’acquario, che si costeggia per un po’ e di cui si percepisce l’immensità da alcuni “enormissimi” pesci che vediamo.

Vogliamo arrivare sul grattacielo prima che il sole cali, in modo da goderci il panorama con la luce del giorno e anche quella del tramonto. Ci fermiamo a fare i biglietti e, tra conteggi e conversioni varie,  sbagliamo a prendere l’orario di salita e scopriamo che purtroppo non c’è piu’ posto per il 125° piano (ma d’altra parte non avremmo potuto rischiare di fare i biglietti prima per l’incertezza degli orari) alle 18.30, ma solo alle 20.30, quindi dobbiamo riconvertirli e salire fino all’ultimo piano, il 148°, moltooo piu’ costoso (sbagliandoci anche a fare il calcolo del cambio, costava di piu’ di quello che avevamo conteggiato!!). Ma siamo li’, vuoi non salire sul grattacielo piu alto del mondo???

 

(foto pixabay)

Il grattacielo ospita uffici,  abitazioni private, le 160 stanze dell’Armani Hotel. Di recente introduzione è l’At The Top SKY, una piattaforma panoramica situata al 148° piano, dove appunto andremo noi.

Facciamo la fila per il controllo prima di salire, ci bloccano perchè mio marito ha un accendino e la sigaretta elettronica, e glieli fanno lasciare in deposito (e lui ha una faccia arrabbiatissima!). Ci raccontano un po’ di come si svolgerà la visita, ci offrono dei dolcetti e poi si va. In effetti la nostra fila è molto piu’ snella di quella di coloro che vanno al 125° piano. L’ascensore, che in 2 trance ci porta fin su, è velocissimo, ma non ci si accorge di niente.

 

 

All’arrivo, è uno spettacolo, il sole sta per tramontare e siamo proprio in alto, 828 metri, nel cielo.

 

 

Da lassù i grattacieli, che dal basso sembrano enormi, paiono piccolissimi.

 

 

Ci offrono un drink, giriamo attorno per vedere il panorama da tutte le angolature, mentre decine di persone sono impegnate a farsi selfie.

 

 

Quando siamo sazi, scendiamo al 125° piano. Anche da qui, la vista è uno spettacolo. Scendendo al 124° piano, si puo’ uscire sulla piattaforma esterna. Intanto si sta facendo buio e il panorama è bellissimo anche cosi’.

 

 

Andando verso l’uscita si possono leggere le informazioni sulla costruzione del grattacielo e vedere i modellini delle varie fasi. Un‘opera di ingegneria indubbiamente grandiosa che dimostra le sfide che l’uomo accetta di compiere, per superare se stesso. “Challange” è la parola che piu’ si legge in questo posto.

 

 

Scendiamo sapendo che ci aspetta un altro spettacolo esilarante. Seguiamo le indicazioni per le fontane, dovendo uscire all’esterno, al caldo ancora soffocante nonostante sia già buio.

 

 

Ogni 30 minuti, alla sera dalle 18.00, le fontane danzanti stupiscono migliaia di visitatori.

 

 

Ed in effetti quando inizia la musica e l’acqua comincia ad uscire dai getti del lago, lo spettacolo supera le aspettative. I getti d’acqua delle fontane, che vanno a tempo di musica, arrivano a toccare anche i 150 metri d’altezza.

 

 

Vorrei restare a vedere anche il prossimo spettacolo, ma è molto caldo e siamo molti stanchi, per cui decidiamo di non fermarci neanche a cena, ma di mangiare qualcosa in albergo. Prendiamo un taxi, che con 10 euro ci accompagna in hotel e riusciamo arrivare alle 21, giusto in tempo affinchè nostra figlia Giada riesca a farsi un bagno e un idromassaggio in piscina, prima che chiuda.

Il giorno seguente, partiamo con lo shuttle delle 7, dopo colazione, per imbarcarci alle 9 e tornare a casa.

 

Siamo passati da un’isoletta senza strade, solo sabbia con un unica struttura ed un unico piccolo negozietto, a un posto pieno di grattacieli, strade a 7 corsie e centri commerciali giganteschi ma.. a me è piaciuto anche quello!!

 

 

 

L’ assaggio di Dubai l’ho molto gradito, mi ha lasciato la voglia di tornare a spenderci qualche giorno in piu’, col clima giusto, per godermi la città. E magari con qualche escursione in altre località degli Emirati Arabi.  In conclusione, anche se per poco, ne è valsa comunque la pena. Spero a presto, Dubai!

 

 

 

 

Luglio 2018

(foto by Patty)

 

 

 

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Maldive con un’adolescente

 

 

 

Taluni genitori potrebbero essere preoccupati di portare i figli adolescenti alle Maldive, dove non c’è molto da fare.

Non è il nostro caso. Nostra figlia ha letteralmente adorato le Maldive sin da piccola e le adora tuttora che è adolescente.

 

 

Giada, quasi 14 anni, fa parte di quei pochi ragazzi della sua età a cui non interessano tanto i cantanti o gli idoli della loro generazione, mettersi in mostra con trucchi o abiti succinti, andare a feste o in luoghi rumorosi o con troppa confusione. Basta che abbia con se qualche libro, immancabile Harry Potter, il suo e-reader, il necessario per disegnare e un po’ di attenzione da parte nostra, e difficilmente si annoia, se è davanti a un bel mare.

 

 

Soprattutto da quando, a 8 anni, ha scoperto le Maldive, dove inizialmente non voleva andare perchè non c’era la piscina :), ha sempre espresso il desiderio di tornarci. Cosi’ dopo la prima volta, ci siamo tornati anche l’anno successivo, e poi quest’anno, a quasi 14 anni, dopo l’esame di terza media, accontentando la sua costante richiesta.

 

 

La comunicazione della meta delle vacanze estive è stata accolta quindi con smisurato e quasi incredibile entusiasmo. Incredibile perchè pare impossibile che, una ragazzina della sua età, ambisca a una meta dove non c’è gran che da fare per occupare il tempo.

 

 

Scegliamo un resort anzichè una guesthouse, esperienza che avrei voluto fare, soprattutto per avere maggiore varietà di cibo e maggiori spazi in caso di maltempo, dato che andiamo in estate, nella stagione dei monsoni. Resort molto basico, dove non c’è animazione o intrattenimento, se non le bellezze del mare e della natura.

 

 

Pochi diversivi, molta tranquillità. Per cui bisogna proprio amarla come meta, per sceglierla, non bisogna aver paura della noia, bisogna avere il desiderio di essere un po’ fuori da tutto, di fermarsi per un po’, di non avere il bisogno di riempire il proprio tempo con cose da fare, con emozioni adrenaliniche.

 

 

Di ascoltare il riflesso che gli elementi della natura generano dentro di noi. Magari semplicemente immergersi completamente nella storia di qualcun’altro col sottofondo del rumore del vento e del mare.

 

 

O immergersi nel mare per vedere la bellezza dei colori e delle forme delle innumerevoli creature che lo popolano e che ti vengono attorno, scrutandoti, loro, come tu li scruti e li ammiri e vivere per un po’ in un altro elemento, imparando a stare in un ambiente diverso.

 

 

E’ cosi che, su un amaca attaccata ad una palma, lei passa il suo tempo, alternando bagni divertenti nel mare con le onde, insieme alla sua ciambella a ruota giocando con suo padre, a snorkeling in barriera per vedere i pesci colorati, all’osservazione delle piccole iguane colorate, degli uccelli che girano per l’isola e di una coppia di chiocce coi pulcini!!

 

 

Il tempo scandito dagli orari dei pasti e dai bagni in mare.

 

 

Anche quando è brutto tempo, lei sta bene, fa quello che le piace fare, non si annoia mai.

Nel resort ci sono anche altri adolescenti della sua età, anche se stranieri, ma mentre le 2 volte precedenti aveva sempre socializzato con bambine coetanee (italiane pero’), questa volta non sembra particolarmente interessata, e visto che nessuno degli altri è più intrapredente di lei, non fa il primo passo per conoscerli, e preferisce la nostra compagnia (finchè dura!!!).

 

 

Oltre ai libri, cartacei e e-book, abbiamo portato con noi un po’ di materiale da disegno, l’mp4 con alcuni film che avevamo scaricato, e il telefono con cui puo’ misuratamente chattare e vedere qualche video.

 

             

 

Nel corso della vacanza, facciamo anche una bellissima escursione in mare, la pesca notturna, partendo al tramonto e pescando alla maniera maldiviana, col bolentino. Viene la notte e sotto il cielo stellato, nel mare, si sta che è una meraviglia.

 

 

Giada riesce anche a prendere un bel barracuda, che ci cucinano l indomani per cena! E’ un esperienza che le è piaciuta moltissimo e si è divertita tanto, con la soddisfazione anche del suo bel bottino!

 

 

Da bambina piuttosto ghignosa col cibo (mangiava 4 cose in croce), ma mai lamentosa, sta cominciando ad essere ora piu’ curiosa ed assaggiare qualche cibo con sapore diverso, non lamentandosi se il gusto poi non è di suo gradimento e deve tornare al consueto riso o pasta in bianco. Pane e dolci ce ne sono in abbondanza e anche frutta ottima, che a casa solitamente mangia di rado, e compensano alla varietà a cui per il cibo spesso molto piccante o con abbondante curry o altre spezie, deve rinunciare.

 

 

La sera, qualche partita a carte con un nuovo gioco imparato (pinacola), che la entusiasma, conclude la giornata, con il gusto di aver trascorso una soddisfacente e tranquilla giornata, in un posto da sogno.

 

Che non è da sogno solo per noi, tutta questa bellezze contagia lei come noi!

 

 

Per concludere, pensavo che questa volta, essendo piu’ grande, Giada potesse apprezzare meno le Maldive. Ma alla fine delle vacanze, le ho chiesto

 

“Allora ti piace ancora venire alle Maldive?”.

 

La sua risposta è stata

 

“Certo! C’è un mare bellissimo e ci si rilassa tutto il giorno..!”

 

 

e ha già detto che ci ritornerebbe ancora e ancora… e noi ne siamo ben felici!!

 

 

 

 

luglio 2018

foto by Patty

 

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Maldive

 

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Milano vicino all’Europa

 

 

 

Milano negli ultimi anni ha cambiato aspetto.

L’ho conosciuta, molti anni fa, attraverso persone residenti nella città, che mi hanno fatto subito apprezzare le bellezze di una città a volte snobbata rispetto alle altre, ma con monumenti e bellezze di prim’ordine. Il duomo, la galleria Vittorio Emanuele, il castello sforzesco, i Navigli, le colonne di San Lorenzo, per dirne qualcuna.

 

L’ho frequentata in passato per lavoro, quando ci ho vissuto per un breve periodo, tornandoci periodicamente, con grande piacere. E’ vero, c’è il traffico, il grigiume, la nebbia.. ma l’ho sempre trovata una città estremamente affascinante.

Oggi, oltre alle bellezze tradizionali, possiamo godere anche di una Milano moderna, fatta di grattacieli al pari  delle grandi città dell’Europa e del mondo.

Piccole zone circoscritte, quindi non troppo invasive per la città, nate in seguito a progetti di riqualificazione di aree ormai in decadenza e talvolta malfamate, che cosi hanno riacquistato valore economico ed architettonico.

Nuove zone per la Milano da bere, che accoglie le centinaia di lavoratori che popolano i suoi grattacieli, ed anche le persone che vengono per passeggiare, fare shopping ed incontrarsi. Ed i turisti, che vengono ad ammirare la Milano moderna.

Sono la piazza Gae Aulenti (zona Porta Nuova Isola), sovrastata dal grattacielo dell’Unicredit, che ha davanti uno spiazzo con un sistema di fontane, dove d’estate i bambini si divertono a giocare con l’acqua, e l’adiacente Bosco Verticale, un edificio composto da due torri alte 110 e 80 metri, dalle cui terrazze sporgono alberi di diverse specie e piante, secondo un progetto di riforestazione urbana molto originale. O la piazza Tre Torri. nel distretto denominato Citylife, dove svetta la Torre Allianz, 50 piani, l’edificio più alto di Milano e d’Italia, con accanto il grattacielo storto, la Torre Hadid, soprannominato appunto “lo Storto”.

Nuove linee della metropolitana sono state create, belle, colorate, come la linea lillà, senza conducente, che se vai al primo posto, pare che sia tu a guidare il treno.

Non voglio spendere troppe parole, lascio spazio alle immagini che ho voluto cogliere, in preda all’entusiasmo del nuovo che avanza e che stupisce, di una Milano sempre piu’ vicina all’Europa, anzi al mondo, con in testa una canzone di Lucio Dalla, che a distanza di anni, resta sempre attuale.

 

 

 

“Milano vicino all’Europa

Milano che banche che cambi

Milano gambe aperte

Milano che ride e si diverte

 

Milano a teatro

un ole’ da torero

Milano che quando piange

piange davvero

Milano Carabinieri Polizia

che guardano sereni

chiudi gli occhi e voli via

 

Milano a portata di mano

ti fa una domanda in tedesco

e ti risponde in siciliano

poi Milan e Benfica

Milano che fatica

 

Milano sempre pronta al Natale

che quando passa piange

e ci rimane male

Milano sguardo maligno di Dio

zucchero e catrame

 

Milano ogni volta

che mi tocca di venire

mi prendi allo stomaco

mi fai morire

Milano senza fortuna

mi porti con te

sotto terra o sulla luna

 

Milano tre milioni

respiro di un polmone solo

Milano che come un uccello

gli sparano

ma anche riprende il volo

Milano piovuta dal cielo

tra la vita e la morte

continua il tuo mistero

 

Milano tre milioni

respiro di un polmone solo

che come un uccello

gli sparano

ma anche riprende il volo

Milano lontana dal cielo

tra la vita e la morte

continua il tuo mistero”

Writer(s): Lucio Dalla

 

 

 

 

 

giugno 2018

(foto by Patty)

 

 

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L’altra Romagna: relax al mare a Punta Marina e Marina di Ravenna

 

 

C’è una Romagna balneare diversa da quella che solitamente è frequentata dai turisti e che è nell’immaginario collettivo.

 

Diversa dalle cittadine turistiche sul mare, piene di gente ed attrazioni.

 

                                                                                  

E’ una Romagna dove, chi, come me, cerca un po’ di relax e pace, al mare, a pochi km da casa (Bologna), trova ancora la sensazione di un contatto con la natura, perchè l’uomo non ha ancora invaso e modificato completamente l’ambiente.

E’ la Romagna dei Lidi Sud Ravenna, in particolare, tra Punta Marina e Marina di Ravenna, la zona che per me è diventata un luogo del cuore, prima mio, quando ero single, poi anche della mia famiglia.
                                                                       
Un luogo dove comunque sono presenti divertimenti, happy hour e party al tramonto, o fino a notte fonda, spazi per beach volley e altri sport, ma sono limitati e circoscritti e senza eccessi. Dove ancora ci sono larghi tratti di spiaggia senza ombrelloni e lettini e si possono fare lunghe e tranquille passeggiate. 
                                                                                                                         
Quando avevo qualche anno di meno, ho frequentato alcuni beach bar. dove musica alta e aperetivi,
ad una certa ora, facevano da padroni e dove giovani amavano conoscersi e reincontrarsi sulla spiaggia.
Ho frequentato anche altri posti, piu’ tranquilli, dove il target era di persone con un’età media piu’ alta, che si ritrovavano per fare due chiacchiere, bere qualcosa insieme, o per una cena sul mare. In questi posti, dopo qualche tempo, ritornando, ho trovato lo stesso ambiente e lo stesso genere di persone, coetanee, con famiglia a seguito, mai troppo chiassose.
La zona, che è frequentata per lo piu’ da romagnoli con la casa al mare o che vivono nei dintorni, è rimasta avulsa dal turismo di massa che si è riversato nel resto della Romagna, ed  è popolata dai pendolari del weekend, durante la stagione estiva.  Pertanto, anche in pieno agosto, non è mai troppo affollata e nei giorni infrasettimanali si sta veramente benissimo.
 
La spiaggia ampia e dorata, il mare trasparente e pulito, soprattutto ad inizio stagione, gli stabilimenti balneari gradevoli e non troppo invasivi, l’ assenza di animazione, – solo qualche semplice gioco per i bambini -,  un tratto senza case e paese, la strada che passa in mezzo alla pineta, che sprigiona tutti i suoi profumi: tutto questo è quello che mi piace e mi permette di rilassarmi e trascorrere qualche ora in tranquillità.  
                                                                                                                    
Uno dei principali plus che risconto è che la spiaggia mantiene un fascino selvaggio, in quanto lambita da dune ricoperte di rigogliosa vegetazione, tipica delle cosi’ dette “dune vive,” piante perenni con aspetto di prateria. 
Nella parte priva di stabilimenti balneari  (spiaggia libera),  per proteggere l’ambiente sono state costruite delle gradevoli passerelle sopraelevate alla spiaggia, in legno, che consentano di ammirarlo nella sua bellezza, e permettono l’accesso alla spiaggia senza che il corpo dunoso e la vegetazione vengano calpestati.                                                                                                                                                                                

 

Soprattutto al pomeriggio e, in seguito al tramonto, la luce del sole offre una stupenda atmosfera.

 

A coronare le belle giornate, c’è il classico buon cibo che si mangia in zona, primi e secondi a base di pesce, specialità romagnole, oppure la classica piadina, comprata magari nei chioschetti. con tendone a righe, classici della romagna: una delizia per il palato.

E quando sono capitata anche d’inverno, proprio qui, dove tutto è desolazione,  il fascino particolare di questa zona mi ha comunque colpito, facendomi ancor piu’ desiderare l’arrivo della bella stagione, per la mia visita di abitudine, che ogni anno non puo’ mancare.

 

 

 

giugno 2018

 

Consigli (alcuni gentilmente forniti dall’amica locale Sara Venieri):

Stabilimenti balneari: Ruvido, BB King (vicini alle dune e alla spiaggia libera)

particolarmente adatti ai bambini: Lucciola (con piscina), Coco Loco, Marina Bay

Ristoranti per cena: bagno Coco Loco, bagno Donna Rosa, circolo velico, ristorante Matteo e Alma per cucina romagnola, La Cubana

Locali per aperetivi: bagno La dolce Vita, MO.VA a Marina di Ravenna, bagni Peter Pan, Singita, Lucciola

Cibo da asporto: Irma e Pino (pesce), da Matteo

In zona consigliati anche per aperetivi baretto Lamone a Marina Romea, per cibo da asporto baracchina a Porto Corsini e campeggio Villaggio del sole.

 

 

 

foto by Patty

 

 

 

 

 

 

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Fuerte vado o non vado: 10 motivi per non andare a Fuerteventura

 

 

 

 

Nei giorni scorsi abbiamo fatto una toccata e fuga a Fuerteventura.

Ancora una volta.

Abbiamo fatto il pieno di bianco e dorato delle spiagge, di azzurro e verde del mare, di nero delle rocce vulcaniche.. Sazi?? Ancora una volta no.

 

 

Saremo rimasti ancora e ancora, oltre quei 5 giorni, e abbiamo ancora la voglia di tornarci, che aumenta ogni volta che andiamo.

 

 

Abbiamo trovato nuovi angoli con mare meraviglioso dalle 1000 sfumature di blu, e dietro, il deserto, le dune.

 

 

Ci siamo deliziati del pesce alla plancia, della paella, del formaggio di capra, della carne alla griglia, del mojo con pane caldo, patate canarie, del ron miel a fine pasto.

 

 

Abbiamo visto tramonti fuoco.

 

 

 

Fuerte o la ami o la odi.

Pertanto riflettete prima di andare. O potreste rovinarvi la vacanza. O innamorarvene.

 

 

Non andate se siete tipi che sono infastiditi dal vento o se pensate che il vento vi faccia venire il mal di testa o vi innervosisca. Se invece lo tollerate, sappiate che a volte dovrete passeggiare per un po’ imbaccucati, ma potrete trovare un corralito che vi riparerà e starete al caldo, anche troppo, del sole.

 

 

Non andate se pretendete di stare in un posto: a volte occorre spostarsi per trovare il bel tempo o il posto meno ventoso.

 

 

Non andate se vi fa impazzire trovarvi pieni di sabbia, di cui non riuscirete a liberarvi. Se siete tipi che guai al telo insabbiato, o guai alla sabbia nei capelli o nella borsa. Andate solo se non vi importa trovarvi con i capelli come una capretta e se non siete tipi iperattivi, che vogliono sempre trovare qualcosa da fare.

 

 

Non andate se siete quelli che vogliono spiagge animate e attrezzate: qui c’è solo pace, rumore del vento e del mare.

 

 

 

Fuerteventura è un’isola semplice.

Andate se amate perdervi nei paesaggi deserti e ammirare la forza della natura che crea paesaggi diversi, divertendosi con la sabbia e le maree.

 

 

Se amate i contrasti vicini: il bianco della sabbia con il nero delle rocce vulcaniche sulla stessa spiaggia; il mare calmo turchese e trasparente delle lagune e quello  potente e burrascoso delle spiagge con le grandi onde adatte al surf, nello stesso paese; le cittadine sviluppate con urbanizzazione selvaggia e tutti i servizi e le comodità, e i grandi spazi deserti o i piccoli paesini, a pochi km di distanza.

 

 

Andate se amate fuori misura il pesce, le tapas, ma non se cercate la pasta.

 

 

Andate se potete accettare di stare riparati dal vento tra le rocce laviche, ma non dal sole e di mettervi il maglioncino, quando vi alzate dal vostro riparo, talvolta, e quando uscite la sera.

 

 

 

Se vi puo’ piacere il deserto nel mare e il mare nel deserto.

 

 

Se vi piace la natura selvaggia e gli scoiattolini.

 

 

Non andate se le vostre domande sono: c’è molto vento? Si puo’ fare il bagno? C’è qualcosa da vedere? Non andate se avete incertezze. Dovete tornare amandola, Fuerte, non tornare dicendo che non è bella oppure: “bella, peccato  il vento”, oppure “non c’è niente”

 

 

Se i Caraibi fossero vicini.. allora sarebbe tutto facile.

Per tutto il resto c’è Fuerventura! (noi Fuerteventura addicted)

 

 

 

 

10 motivi per non andare a Fuerteventura

 

Di seguito, in conclusione, i  10 motivi per non andare a Fuerteventura:

Non andate se non tollerate:

1     il vento

2     di avere sempre sabbia ovunque, nei capelli nelle orecchie, appiccicata addosso, nonostante le docce

3     di non poter fare il bagno per l’acqua fredda

4     di non avere spiagge attrezzate

5     di non avere molto da vedere oltre il mare (attrazioni a carattere storico, musei e altro)

6     di doversi spostare talvolta per cercare zone con cielo sereno o poco vento

7     i nudisti (frequentemente si vedono culi e tette al vento e anche altro)

8     il mojo, che lascia sempre un alito fetido per l’aglio contenuto, ma che crea dipendenza

9     l’urbanizzazione selvaggia (di Costa Calma, Caleta de Fuste, Morro Able, ma anche in parte   Corralejo)

10    km e km di nulla

 

Se pensate di non riuscire a sopportare tutto cio’, non andate a Fuerteventura, potreste rovinarvi la vacanza o tornare dicendo che è un brutto posto. Ma se invece tutto cio’ non vi ha spaventato, o vi rimane la curiosità, di seguito riepilogo, di nuovo, i motivi per cui troverete  Fuerte un paradiso.

 

 

10 motivi per andare a Fuerteventura

 

Andate se vi attira/no:

1      il mare in tutte le sue espressioni: lagune con acqua bassa e mare dalle mille sfumature di blu, paesaggi che cambiano con le maree, mare mosso con le onde

2      le spiagge selvagge, la sabbia bianca con contrastanti rocce nere vulcaniche, o la sabbia dorata delle dune e delle grandi spiagge

3      la facilità di trovare tempo bello anche nelle nostre stagioni intermedie e in inverno, variabile per via del vento, che spazza eventuali nuvole

4      la possibilità di ripararsi dal vento nei corraliti e lo stare sotto il sole

5      i vasti spazi deserti

6      la buona cucina, pesce, tapas, paella, ma anche carne, patate canarie, il caratteristico ed irresistibile mojo canario servito prima del pasto, il ron miel a fine pasto

7      tutti gli sport da fare con le onde e/o il vento: surf, kite surf, wind surf  e anche far volare aquiloni

8      la possibilità di fare un’escursione nella vicina Lanzarote (mezz’ora di traghetto)

9      l’Oasis park, per vedere un meraviglioso parco zoologico in un orto botanico di piante grasse

10    l’atmosfera “easy” dell’isola

 

E, aggiungo, se tutto cio’ vi attira, cercate di andare prima che l’incremento del turismo possa cambiare i connotati dell’isola!

Per quel che riguarda il soggiorno con bambini, ho sempre visto molte famiglie a Fuerteventura. Con tendine parasole, sulle spiagge delle lagune, dentro ai corraliti, sulle dune con i figli che, magari come la mia, si divertivano da impazzire a rotolare giu’. Troverete locali attrezzati, personale gentile e ben disposto, playground frequenti, e nonostante il mare gelido, tante volte ho visto proprio i bambini fare il bagno quando io non l’avrei mai fatto!

E sappiate anche che, in ogni stagione in cui sono andata, sono tornata abbronzata!

 

Per noi, Fuerte forever!

 

 

marzo 2018

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

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Fuerteventura

 

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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