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Viaggi con bambini e adolescenti

Viaggi con bambini e adolescenti

Dubai in un pomeriggio: visita durante un transito

 

 

Di ritorno dalla nostra vacanza alle Maldive con la compagnia aerea Emirates, la possibilità di uno scalo lungo senza supplementi mi è sembrata un’ottima opportunità per una visita a Dubai, non avendo mai visto la città.

 

 

L’arrivo era previsto alle 14.00 e la ripartenza il giorno successivo alle 9.00 del mattino. Avevamo un pomeriggio e una sera per girare per la città degli Emiri.

 

 

L’aeroporto di Dubai è gigantesco: per spostarsi da un terminal all’altro ci vogliono dai 15 ai 40 minuti con una navetta. Nel nostro caso, addirittura, dal gate all’uscita abbiamo dovuto prendere un treno interno. La cosa importante comunque, è che sia all’aeroporto, che sui biglietti, è indicato il tempo di percorrenza tra un gate e l’altro, quindi ci si puo’ regolare.

 

 

Avevamo prenotato, dietro consiglio della mia amica Milly del blog Bimbi e Viaggi, una camera all’hotel Premier Inn airporthttps://global.premierinn.com/en/hotel/dubai-international-airport, proprio di fronte all’aeroporto (si vede dalle piste), per essere comodi il giorno successivo per la partenza. Ma anche qui, per arrivarci, occorrono circa 15 minuti con lo shuttle.

 

 

La scelta è stata azzeccatissima, la catena Premier Inn, già sperimentata a Londra, si è dimostrata ottima, navetta da e per l’aeroporto gratuita (ad alcuni orari anche per la città), buona organizzazione, personale gentilissimo, camere carine e pulite (uguali in tutti gli hotel della catena), piscina sul tetto aperta fino alle 22, per rinfrescarsi, e un prezzo ottimo (circa 50 euro per una camera tripla, compresa una fantastica colazione al buffet). Qui la mia recensione su tripadvisor:

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g295424-d1631237-r599222386-Premier_Inn_Dubai_International_Airport_Hotel-Dubai_Emirate_of_Dubai.html

 

 

Alle 15.30 riusciamo ad arrivare con la navetta all’hotel, facciamo il check in, lasciamo quel che non ci serve e ci precipitiamo nella hall dove un addetto ci chiama un taxi. Capitiamo con  un taxista simpaticissimo e chiacchierone  e concordiamo con lui di portarci a vedere le principali attrazioni di Dubai, prima di andare sul Burj Khalifa.

 

 

Lungo il percorso, ci fa tante domande, ma ci spiega anche tante cose, è innamorato della sua città, e in ogni luogo in cui ci porta, si ferma per 10 minuti, affinchè possiamo ammirare e fare le foto, ordinandoci anche dove farle!

 

 

Il giro è stato perfetto perchè ci ha consentito proprio di avere un assaggio della città, e renderci conto di quanto l’uomo sia in grado di fare, se ha le possibilità economiche e l’ingenio. Nel giro di pochi anni, dalla scoperta del petrolio negli anni 50 ad oggi, a Dubai hanno saputo rubare terreno al deserto e al mare, e da un piccolo centro che era, hanno trasformato la città in una metropoli moderna, piena di grattacieli scintillanti, opere architettoniche grandiose, e costruzioni moderne, in continua evoluzione (infatti si vedono ovunque cantieri).

La prima tappa che facciamo, è Dubai Marina, il piu’ grande porto artificiale al mondo, su cui si affacciano imponenti edifici residenziale.

 

 

Ha una bellissima camminata lungo il canale, sicuramente molto piacevole la sera, o comunque quando il caldo non è intenso come in estate: sembra di essere nel forno!

 

 

La seconda tappa è la Palma, Palm Jumeirah, la famosa isola artificiale fatta a forma di palma, piena di lussuosi hotel. Arrivando, in realtà, non ci si accorge di essere sulla palma. Il nostro amico ci porta proprio davanti all’Atlantis The Palm, lo spettacolare hotel, all’estremo della palma ai confini del mare. Anche qui, pausa foto e si riparte.

 

 

Prossima tappa, Burj El arab, di fronte all’unico hotel 7 stelle al mondo, quello fatto a forma di vela. Possiamo solo osservarlo da fuori e il nostro amico ci dice dove dobbiamo metterci per fare la foto di rito!

 

 

Lungo il percorso vuole anche che ci facciamo una foto vicino ai cavalli all’ingresso di un altro lussuoso hotel: è proprio un simpaticone, e noi, obbediamo. Vuole convincerci a tornare per restarci piu’ tempo!

 

 

Il giro termina quando vediamo apparire il Burj Khalifa, il grattacielo piu’ alto del mondo.  Il taxista ci scarica all’ingresso del Dubai Mall alle 18, da dove possiamo andare verso la salita.

Siamo molto soddisfatti e contenti di aver trovato un cicerone cosi’! Il prezzo che ci chiede per questo giro è meno di 50 euro (paghiamo nella nostra moneta)  e ci è sembrato un prezzo onesto, ne è valsa proprio la pena!

 

 

Entriamo nel Dubai Mall, un centro commerciale enorme, ha circa 1200 negozi: ci sarebbe da perdersi per ore, e poi ci sono anche i saldi!! Ma dobbiamo affrettarci ad andare verso il grattacielo, quindi guardiamo con stupore gli enormi e bellissimi negozi  passando anche a fianco all’acquario, che si costeggia per un po’ e di cui si percepisce l’immensità da alcuni “enormissimi” pesci che vediamo.

Vogliamo arrivare sul grattacielo prima che il sole cali, in modo da goderci il panorama con la luce del giorno e anche quella del tramonto. Ci fermiamo a fare i biglietti e, tra conteggi e conversioni varie,  sbagliamo a prendere l’orario di salita e scopriamo che purtroppo non c’è piu’ posto per il 125° piano (ma d’altra parte non avremmo potuto rischiare di fare i biglietti prima per l’incertezza degli orari) alle 18.30, ma solo alle 20.30, quindi dobbiamo riconvertirli e salire fino all’ultimo piano, il 148°, moltooo piu’ costoso (sbagliandoci anche a fare il calcolo del cambio, costava di piu’ di quello che avevamo conteggiato!!). Ma siamo li’, vuoi non salire sul grattacielo piu alto del mondo???

 

(foto pixabay)

Il grattacielo ospita uffici,  abitazioni private, le 160 stanze dell’Armani Hotel. Di recente introduzione è l’At The Top SKY, una piattaforma panoramica situata al 148° piano, dove appunto andremo noi.

Facciamo la fila per il controllo prima di salire, ci bloccano perchè mio marito ha un accendino e la sigaretta elettronica, e glieli fanno lasciare in deposito (e lui ha una faccia arrabbiatissima!). Ci raccontano un po’ di come si svolgerà la visita, ci offrono dei dolcetti e poi si va. In effetti la nostra fila è molto piu’ snella di quella di coloro che vanno al 125° piano. L’ascensore, che in 2 trance ci porta fin su, è velocissimo, ma non ci si accorge di niente.

 

 

All’arrivo, è uno spettacolo, il sole sta per tramontare e siamo proprio in alto, 828 metri, nel cielo.

 

 

Da lassù i grattacieli, che dal basso sembrano enormi, paiono piccolissimi.

 

 

Ci offrono un drink, giriamo attorno per vedere il panorama da tutte le angolature, mentre decine di persone sono impegnate a farsi selfie.

 

 

Quando siamo sazi, scendiamo al 125° piano. Anche da qui, la vista è uno spettacolo. Scendendo al 124° piano, si puo’ uscire sulla piattaforma esterna. Intanto si sta facendo buio e il panorama è bellissimo anche cosi’.

 

 

Andando verso l’uscita si possono leggere le informazioni sulla costruzione del grattacielo e vedere i modellini delle varie fasi. Un‘opera di ingegneria indubbiamente grandiosa che dimostra le sfide che l’uomo accetta di compiere, per superare se stesso. “Challange” è la parola che piu’ si legge in questo posto.

 

 

Scendiamo sapendo che ci aspetta un altro spettacolo esilarante. Seguiamo le indicazioni per le fontane, dovendo uscire all’esterno, al caldo ancora soffocante nonostante sia già buio.

 

 

Ogni 30 minuti, alla sera dalle 18.00, le fontane danzanti stupiscono migliaia di visitatori.

 

 

Ed in effetti quando inizia la musica e l’acqua comincia ad uscire dai getti del lago, lo spettacolo supera le aspettative. I getti d’acqua delle fontane, che vanno a tempo di musica, arrivano a toccare anche i 150 metri d’altezza.

 

 

Vorrei restare a vedere anche il prossimo spettacolo, ma è molto caldo e siamo molti stanchi, per cui decidiamo di non fermarci neanche a cena, ma di mangiare qualcosa in albergo. Prendiamo un taxi, che con 10 euro ci accompagna in hotel e riusciamo arrivare alle 21, giusto in tempo affinchè nostra figlia Giada riesca a farsi un bagno e un idromassaggio in piscina, prima che chiuda.

Il giorno seguente, partiamo con lo shuttle delle 7, dopo colazione, per imbarcarci alle 9 e tornare a casa.

 

Siamo passati da un’isoletta senza strade, solo sabbia con un unica struttura ed un unico piccolo negozietto, a un posto pieno di grattacieli, strade a 7 corsie e centri commerciali giganteschi ma.. a me è piaciuto anche quello!!

 

 

 

L’ assaggio di Dubai l’ho molto gradito, mi ha lasciato la voglia di tornare a spenderci qualche giorno in piu’, col clima giusto, per godermi la città. E magari con qualche escursione in altre località degli Emirati Arabi.  In conclusione, anche se per poco, ne è valsa comunque la pena. Spero a presto, Dubai!

 

 

 

 

Luglio 2018

(foto Patrizia Pazzaglia)

 

 

 

Visite: 4

Maldive con un’adolescente

 

 

 

Taluni genitori potrebbero essere preoccupati di portare i figli adolescenti alle Maldive, dove non c’è molto da fare.

Non è il nostro caso. Nostra figlia ha letteralmente adorato le Maldive sin da piccola e le adora tuttora che è adolescente.

 

 

Giada, quasi 14 anni, fa parte di quei pochi ragazzi della sua età a cui non interessano tanto i cantanti o gli idoli della loro generazione, mettersi in mostra con trucchi o abiti succinti, andare a feste o in luoghi rumorosi o con troppa confusione. Basta che abbia con se qualche libro, immancabile Harry Potter, il suo e-reader, il necessario per disegnare e un po’ di attenzione da parte nostra, e difficilmente si annoia, se è davanti a un bel mare.

 

 

Soprattutto da quando, a 8 anni, ha scoperto le Maldive, dove inizialmente non voleva andare perchè non c’era la piscina :), ha sempre espresso il desiderio di tornarci. Cosi’ dopo la prima volta, ci siamo tornati anche l’anno successivo, e poi quest’anno, a quasi 14 anni, dopo l’esame di terza media, accontentando la sua costante richiesta.

 

 

La comunicazione della meta delle vacanze estive è stata accolta quindi con smisurato e quasi incredibile entusiasmo. Incredibile perchè pare impossibile che, una ragazzina della sua età, ambisca a una meta dove non c’è gran che da fare per occupare il tempo.

 

 

Scegliamo un resort anzichè una guesthouse, esperienza che avrei voluto fare, soprattutto per avere maggiore varietà di cibo e maggiori spazi in caso di maltempo, dato che andiamo in estate, nella stagione dei monsoni. Resort molto basico, dove non c’è animazione o intrattenimento, se non le bellezze del mare e della natura.

 

 

Pochi diversivi, molta tranquillità. Per cui bisogna proprio amarla come meta, per sceglierla, non bisogna aver paura della noia, bisogna avere il desiderio di essere un po’ fuori da tutto, di fermarsi per un po’, di non avere il bisogno di riempire il proprio tempo con cose da fare, con emozioni adrenaliniche.

 

 

Di ascoltare il riflesso che gli elementi della natura generano dentro di noi. Magari semplicemente immergersi completamente nella storia di qualcun’altro col sottofondo del rumore del vento e del mare.

 

 

O immergersi nel mare per vedere la bellezza dei colori e delle forme delle innumerevoli creature che lo popolano e che ti vengono attorno, scrutandoti, loro, come tu li scruti e li ammiri e vivere per un po’ in un altro elemento, imparando a stare in un ambiente diverso.

 

 

E’ cosi che, su un amaca attaccata ad una palma, lei passa il suo tempo, alternando bagni divertenti nel mare con le onde, insieme alla sua ciambella a ruota giocando con suo padre, a snorkeling in barriera per vedere i pesci colorati, all’osservazione delle piccole iguane colorate, degli uccelli che girano per l’isola e di una coppia di chiocce coi pulcini!!

 

 

Il tempo scandito dagli orari dei pasti e dai bagni in mare.

 

 

Anche quando è brutto tempo, lei sta bene, fa quello che le piace fare, non si annoia mai.

Nel resort ci sono anche altri adolescenti della sua età, anche se stranieri, ma mentre le 2 volte precedenti aveva sempre socializzato con bambine coetanee (italiane pero’), questa volta non sembra particolarmente interessata, e visto che nessuno degli altri è più intrapredente di lei, non fa il primo passo per conoscerli, e preferisce la nostra compagnia (finchè dura!!!).

 

 

Oltre ai libri, cartacei e e-book, abbiamo portato con noi un po’ di materiale da disegno, l’mp4 con alcuni film che avevamo scaricato, e il telefono con cui puo’ misuratamente chattare e vedere qualche video.

 

             

 

Nel corso della vacanza, facciamo anche una bellissima escursione in mare, la pesca notturna, partendo al tramonto e pescando alla maniera maldiviana, col bolentino. Viene la notte e sotto il cielo stellato, nel mare, si sta che è una meraviglia.

 

 

Giada riesce anche a prendere un bel barracuda, che ci cucinano l indomani per cena! E’ un esperienza che le è piaciuta moltissimo e si è divertita tanto, con la soddisfazione anche del suo bel bottino!

 

 

Da bambina piuttosto ghignosa col cibo (mangiava 4 cose in croce), ma mai lamentosa, sta cominciando ad essere ora piu’ curiosa ed assaggiare qualche cibo con sapore diverso, non lamentandosi se il gusto poi non è di suo gradimento e deve tornare al consueto riso o pasta in bianco. Pane e dolci ce ne sono in abbondanza e anche frutta ottima, che a casa solitamente mangia di rado, e compensano alla varietà a cui per il cibo spesso molto piccante o con abbondante curry o altre spezie, deve rinunciare.

 

 

La sera, qualche partita a carte con un nuovo gioco imparato (pinacola), che la entusiasma, conclude la giornata, con il gusto di aver trascorso una soddisfacente e tranquilla giornata, in un posto da sogno.

 

Che non è da sogno solo per noi, tutta questa bellezze contagia lei come noi!

 

 

Per concludere, pensavo che questa volta, essendo piu’ grande, Giada potesse apprezzare meno le Maldive. Ma alla fine delle vacanze, le ho chiesto

 

“Allora ti piace ancora venire alle Maldive?”.

 

La sua risposta è stata

 

“Certo! C’è un mare bellissimo e ci si rilassa tutto il giorno..!”

 

 

e ha già detto che ci ritornerebbe ancora e ancora… e noi ne siamo ben felici!!

 

 

 

 

luglio 2018

foto Patrizia Pazzaglia

 

tutti gli articoli delle Maldive qui

Maldive

 

Visite: 3

Molveno, il suo lago, i suoi monti, i suoi colori

 

 

 

Immaginate il verde tutto attorno che riflette su un lago con una spiaggia di sassolini bianchi..e immaginate di salire su una seggiovia e vedere il paese sul lago diventare sempre piu’ piccolo, confinato tra maestose montagne… Questo è Molveno, in provincia di Trento.

Me ne sono innamorata molti anni fa, quando andai per la prima volta con un’amica. Ci sono tornata piu’ volte, anche con la mia famiglia e.. per me la sua bellezza è imbattibile.

In Trentino, vicinissimo ad Andalo, nelle Dolomiti di Brenta, questo piccolo paesino sembra incantato, e, nel tempo, si è trasformato offrendo tutti i servizi che le famiglie possono desiderare.

Se d’inverno il suo fascino è piu’ limitato per lo svuotamento del lago, pur offrendo, i suoi dintorni, 50 km di piste da sci, piste da fondo, possibilità di ciaspolate nel Parco Naturale Adamello Brenta, o la possibilità di divertirsi con gli slittini sulla neve, è d’estate che, a mio parere, offre il suo aspetto migliore.

 

 

La spiaggia del lago è un stupenda, i prati circostanti curati e i dintorni attrezzati per bambini, come un parco giochi.

Per coloro che vogliono godere della natura in movimento ci sono percorsi in mountain bike, ma anche la possibilità di meravigliose semplici passeggiate in mezzo alla natura, sui monti, lungo il lago o risalendo il fiume. Per più sportivi,invece, la possibilità di giocare a tennis, noleggiare imbarcazioni e pedalò, fare un giro in canoa, giocare a golf, nuotare nella vasca olimpionica della piscina, o fare una corsa lungo tutto il perimetro il lago.

 

 

Il piccolo paesino, che si sviluppa dalla chiesa con la sua piazzetta e tutti i vicoletti, con i classici balconi fioriti, è una bomboniera.

 

 

Dal paese, una telecabina permette di arrivare ad una spettacolare terrazza panoramica, dove si trova il rifugio Pradel, a 1350 metri, facendo godere dello spettacolo del paese, col lago, tra i monti, che diventa sempre piu’ piccolo man mano che si sale.

 

 

Dal Pradel si puo’ proseguire a piedi con una bellissima passeggiata nel Parco Naturale Adamello Brenta.

 

 

Merita sicuramente una sosta la fattoria didattica, dove, tanti animali simpatici liberi, completano questo paesaggio bucolico e l’ immersione nella natura.

 

  

 

In alternativa alla passeggiata, si puo’ prendere la seggiovia (a due posti) e arrivare fino alla cima, al rifugio La montanara, dove si avrà la sensazione di essere proprio a fianco della montagne, riconosciute patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

 

 

E anche qui, spazi per i bambini, cibo per appagare anche i palati piu’ esigenti, e la bellezza tutta intorno.

 

 

Sull’altopiano del Pradel si trova anche un Forest Park. Prove di equilibrio e percorsi nella natura tra tronchi di alberi e teleferiche e ponti tibetani, scelti in funzione dell’età e per difficoltà, dove grandi e bambini possono divertirsi, affiancati da istruttori specializzati.

 

Molveno resta proprio la montagna del mio cuore, un posto rilassante dove vorrei sempre tornare, perchè i miei occhi possano riposare e perdersi tra tutte le mille sfumature di verde e di blu.

 

 

http://www.molveno.it/homepage

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

Visite: 3

Sicilia: 6 giorni tra mare, città, natura e templi

 

La nostra vacanza di 6 giorni in Sicilia: Catania e L’Etna, Palermo, Trapani, Segesta San Vito Lo Capo e Riserva dello Zingaro

 

Catania

 

 

 

E’ la prima settimana di settembre, voliamo su Catania, terra d’origine della famiglia di mio marito.

Dopo aver affittato un auto all’aeroporto arriviamo in centro città. Parcheggiamo in Piazza Dante e scendiamo per via Teatro Greco. Reduce da un viaggio a Cuba, mi sembra che alcune strade di Catania somigliano vagamente a quelle dell’Havana.

 

 

 

 

Prendiamo la via dei Crociferi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, dove in soli 200 metri si trovano 4 chiese barocche, la Chiesa di San Francesco Borgia, il Collegio dei Gesuiti e la chiesa di San Giuliano e il Convento delle Benedettine e l’arco di San Benedetto ad esso collegato.

 

 

 

E ci immergiamo nella vita catanese svoltando per la strada del mercato, dove frutta, verdura spezie, fanno da padroni.

 

         

 

Arriviamo allo storico mercato del pesce, “La pescheria”, dove tra odori, banchetti colorati, pieni di ogni tipo di pesce fresco, e le “abbanniate”, le grida, dei pescivendoli che cercano di attirare l’attenzione sulle loro merci, assaporiamo tutto il folclore e la tradizione della città.

 

 

 

 

 

Sono disorientata, mi guardo intorno curiosa, in mezzo a tutta quella gente e quei pesci, di ogni forma e colore.

 

 

Pochi gradini e si arriva in Piazza Duomo, passando a fianco alla bellissima fontana dell’Amenano, dal nome del fiume sotteraneo da cui prende le acque.

 

 

Decidiamo di goderci la piazza seduti in un bar mentre ci gustiamo la specialità del luogo: la granita siciliana con brioche. Una prelibatezza!

 

 

 

La piazza col Duomo è una meraviglia, a lato si trova la fontana dell’Elefante “O Liotru”, che è il simbolo della città, sul suo obelisco, e a fianco al Duomo barocco, la Badia di Sant’Agata, sulla cui cupola vediamo muoversi delle persone: voglio andare anch’io a vedere la piazza dal “balcone sul barocco di Catania“, come viene chiamato!

 

           

 

Una volta saliti, dall’alto del cupolone, oltre alla piazza, vediamo i tetti e i campanili del centro storico, il porto e l’Etna. La città appare in tutta la sua bellezza.

 

 

Scesi dalla Badia, andiamo a zonzo per le strade del centro, in particolare percorriamo la via Etnea, piena di palazzi e chiese che sfoggiano un meraviglioso barocco siciliano, fino ai Giardini di villa Bellini, che non siamo riusciti a vedere perchè ci ha colto un grande acquazzone.

 

 

L’Etna

 

 

Per il nostro secondo giorno a Catania, vogliamo salire sull’Etna. Abbiamo raggiunto e dormito a Nicolosi e fatto colazione alla straordinaria pasticceria Bonanno, proprio nel centro del paese. I nostri parenti, che abitano proprio li, vogliono che assaggiamo tutte le specialità, dalle fantastiche granite, alle paste di mandorla, ai cannoli siciliani, agli arancini, che proprio non ci stanno piu’ nella pancia e che teniamo quindi per cena.

Il racconto della salita sull’Etna lo trovate qui: http://www.unanimainviaggio.it/salita-sulletna-sicilia/

Dopo la nostra escursione, lasciamo Catania per dirigerci verso la nostra meta balneare: San Vito Lo capo.

Lungo la strada, i paesaggi cambiano, ma sono tutti una meraviglia, con il sole che li fa risaltare.

 

 San Vito Lo Capo

 

 

 

Arriviamo a San Vito nell’ora piu’ bella: il tramonto. A quell’ora infatti il monte Monaco, col riflesso del sole, assume un colore dorato splendido. Abbiamo affittato un appartamento, che si rivela delizioso, in una casetta bianca tipica, a ridosso della zona pedonale, con un cortiletto interno dove si puo’ mangiare e cucinare, perchè ha anche una cucina esterna, e una meravigliosa doccia all’aperto. Ci possiamo lavare guardando il cielo.

 

 

Il paesino di San Vito mi è piaciuto molto, tutto bianco, con un bel lungomare e una spiaggia ampia e bianca.

 

 

Bellissima molto presto al mattino o quando non c’è bel tempo, ma ancora eccessivamente affollata  (è la prima settimana di settembre) col bel tempo, quando praticamente si trasforma riempiendosi di ombrelloni uno attaccato all’altro: comprendo chi consiglia di andare a giugno o dopo il cous cous festival (che si tiene il 15 settembre) per godere di quello che è senza tanta folla.

 

 

 

Il mare è veramente caraibico, ad eccezione di quando c’è vento, perchè allora perde la sua spettacolarità. Nei giorni che siamo rimasti, un’insolita perturbazione ci ha fatto godere del mare calmo  e cristallino soltanto per una mezza giornata. Nelle altre giornate, vento forte o nuvole ci hanno indotto a dirigerci altrove. D’altronde la zona offre talmente tanta bellezza!

 

 

 

Un problema di San Vito sono i parcheggi. Innanzitutto c’è da dire che gran parte della zona vicino al mare è pedonale, per cui non è consentito l’accesso. Fuori dalla zona pedonale, i parcheggi sono a pagamento, tranne che 2 grandi parcheggi gratuiti, ai lati del paese, che non è poi cosi’ piccolo, per cui potrebbero non essere cosi’ vicini e comodi, pertanto sono da mettersi in conto delle belle scarpinate. Gli altri anni il comune pare avesse messo a disposizione un bus-navetta dai parcheggi gratuiti, ma quest’anno cio’ non è avvenuto. In alcuni casi,  la struttura dove si alloggia mette a disposizione un pass per il parcheggio e in questo caso il problema è risolto.

 

 

Dal punto di vista culinario, San Vito Lo Capo vanta la tradizione del cous cous, che abbiamo assaggiato una sera in un dei ristoranti del centro, ed era veramente particolare e buonissimo. Un’altra cosa assolutamente da provare è il famoso gelato “caldo-freddo”, che ha base di pan di spagna, panna montata, gelato a scelta  e una colata di cioccolato caldo sopra: una bomba, ma anche una delizia!

 

 

 

 

I dintorni di San Vito

 

 

A 3 chilometri da San Vito, passato il Monte Monaco, si arriva alla Tonnara del Secco, ovvero quel che resta dell’antico edificio dove in passato, dopo aver catturato i tonni, si facevano le mattanze e le lavorazioni del pesce. I resti della costruzione sulla costa selvaggia ricca di rocce e insenature rendono il paesaggio incantevole.

 

 

 

Abbiamo proseguito in nostro giro verso la zona della Riserva dello Zingaro. La strada, che costeggia il mare e si eleva mostrando tutta la costa dall’alto, è molto bella, e vale la pena il giro anche solo per percorrerla. Purtroppo in alcuni punti sono evidenti i danni fatti dagli incendi, che hanno devastato la vegetazione. In una ventina di minuti siamo arrivati all’ingresso della Riserva, ma non siamo entrati  per il poco tempo che avevamo a disposizione (il percorso a piedi sarebbe di 7 chilometri), ma già dall’inizio della strada si vedeva sul fondo la bellissima cala di Tonnarella dell’Uzzo.

Prima di arrivare a San Vito, dopo la frazione di Castelluzzo, c’è un altro punto panoramico spettacolare, ovvero il golfo che dal Monte Cofano arriva fino alle falesie di Cala Mancina. In questa zona ci sono alcune spiagge rocciose, non proprio comode, ma con un mare spettacolare, anche se poco comode e balneabili per i sassi e calde quando picchia il sole.

 

 

Visto che il tempo un po’ nuvoloso e ventilato non rendeva gradevole restare in spiaggia, abbiamo convertito la nostra vacanza, che doveva essere prevalentemente balneare, in una vacanza di visite ai dintorni. Cosi’, un pomeriggio abbiamo deciso di andare a visitare il parco archeologico di Segesta, ad un’ora di distanza da San Vito Lo Capo.

 

Segesta

 

 

 

Segesta l’ho trovata meravigliosa. Un sito archeologico in cui spiccano un tempio dorico e un’anfiteatro perfettamente conservati sulla sommità di un monte, a 400 metri sul livello del mare, in mezzo al nulla.

Al sito si accede con un pullman, che parte dal parcheggio dove si deve lasciare l’auto.

Arrivando al tempio, sembra veramente di immergersi in un altra epoca.

 

 

Per andare all’anfiteatro si deve salire ancora  a piedi o con un pullman, per un paio di chilometri. Noi l’abbiamo fatta a piedi ed è una gran sfaticata, ma la vista del tempio da lontano e la bellezza del teatro all’arrivo, viene ampiamente ripagata.

 

 

Il Parco Archeologico

 

Palermo

 

 

 

In un’altra giornata poco adatta alla spiaggia, in un’ora e 45 minuti, da San Vito Lo Capo siamo arrivati a Palermo.

Parcheggiata l’auto in un parcheggio a fianco al tribunale, con una cartina alla mano, siamo entrati nel centro storico cercando la cattedrale. Il primo impatto con la città è stato..strano. Vicoli e vicoletti, dall’aspetto poco rassicurante. Non ci sono degli spazi ampi, anche la cattedrale non si trova in una piazza grande e aperta, nonostante sia meravigliosa, all’interno di un bellissimo giardino.

 

 

 

Proprio li’ girando attorno alla cattedrale, vediamo passare un bus hip on hip off e lo fermiamo: decidiamo di salire per riuscire a vedere il piu’ possibile di questa città con il poco tempo che abbiamo. A posteriori devo dire che è stata un’ottima soluzione, che, con 10 euro ci ha permesso di vedere i principali monumenti che non saremmo riusciti a vedere a piedi,  facendo tutto il percorso senza mai scendere visto il tempo limitato. Avendo piu’ tempo, si puo’ utilizzare il bus per scendere ed ammirare con calma tutti i punti strategici..il Teatro Massimo, il Teatro Politeama, il Palazzo dei Normanni, Piazza Quattro Canti e la favolosa Piazza Bellini, che è stata quella che ho preferito.

 

 

 

Poi tutte le vie piene di palazzi storici, le vie dello shopping, fino ad arrivare alla strada che costeggia il mare e che arriva al porto, passando per la rotonda dove si trova il monumento ai caduti nella lotta contro la mafia. 

 

 

 

Una cosa particolare che abbiamo visto sono state le luminarie in piena estate, come se fosse Natale!  l’autista del bus ci ha poi detto che erano dovute a una delle tante feste religiose e che in città ci sono sempre occasioni per festeggiare!

 

 

 

Palermo è veramente bella e ricca di cose da vedere, sicuramente merita molto piu tempo rispetto alla visita superficiale e improvvisata che abbiamo fatto noi.

La nostra coscienza non ci ha permesso di andarcene pero’ senza rendere omaggio a due luoghi particolari: l’albero della vita di via D’Amelio e il monumento ai caduti alla strage di Capaci, visibile quest’ultimo, ma neanche tanto, dall’autostrada verso casa. All’albero della vita di Borsellino ho dedicato un articolo, con le mie emozioni, che potete leggere qui: http://www.unanimainviaggio.it/lalbero-della-pace-di-via-damelio-a-palermo/

 

 

 

 

Cosi’ si conclude il nostro giro in Sicilia, breve ma intenso.

In cosi’ pochi giorni abbiamo visto tantissime cose e… mangiato tantissime cose..

La promessa a noi stessi è di tornarci presto, perchè è una regione veramente bellissima!

 

Voglio spendere, al termine, due parole riguardo alla Sicilia con adolescenti.

E’ stata nostra figlia che, da un po’, ci chiedeva di andare in Sicilia.

Era attratta principalmente dal mare bello, dall’Etna e dal desiderio di assaggiare tutte le prelibatezze della cucina siciliana, dagli arancini ai dolciumi, tanto decantati dai parenti. Oltre che, credo, dall’inconscio o meno desiderio di conoscere il paese d’origine della famiglia di suo padre.

E’ rimasta entusiasta, oltre che da tutto questo, che ha ampiamente ripagato le sue aspettative, anche dal vedere i templi greci e le città barocche che aveva studiato a scuola, e anche molto colpita dal venire a conoscenza della storia e della vita di uomini d’onore. Con cosi’ alti valori, che hanno dato la loro vita per il nostro paese, per cio’ in cui credevano, la giustizia, per combattere il fenomeno della mafia.

Pertanto, è una meta super consigliata!

 

 

 

 

settembre 2017

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

tutti gli articoli sulla Sicilia qui

Sicilia

 

 

Visite: 1

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

 

 

Mia figlia adolescente scrive, in un tema, come ha vissuto un viaggio a sorpresa a Londra con la visita agli Harry Potter Studios.

Un desiderio che si avvera e le riflessioni sui valori che vengono trasmessi dall’autrice della saga, J.K. Rowling.

 

Tutto iniziò il 23.11.2017, il giorno del mio compleanno.

Per i miei 13 anni avevo chiesto ai miei genitori un viaggio a Londra.

Come al solito mi sono alzata prima di andare a scuola, e come tutti gli anni, sul tavolo da pranzo c’era una sorpresa. Ma quest’anno non c’era niente di piu’ di una busta e aprendola, la sorpresa è stata grande: dentro c’era un biglietto aereo per Londra, e già la mia gioia era immensa,  pero’  ho notato che c’era un altro biglietto accanto. All’inizio non avevo capito cos’era, forse per l’intontimento dell’essersi appena svegliati, o per la sorpresa, forse perché in fondo avevo già intuito cos’era ma non ci volevo credere. Ma è stato tutto chiaro e limpido quando ho visto la scritta: “WB Studios Harry Potter”. Li’ il mio cuore ha cominciato a battere a mille. Ero pazza di gioia.

 

 

Infatti io avevo desiderato andare a Londra, non soltanto perché questa città mi aveva sempre attratto e sin da piccola avrei voluto andarci, ma anche perché li’ ci sono gli WB Studios a tema Harry Potter. Essendo un’amante del capolavoro letterario scritto dalla Rowling e dei film, era il mio sogno visitare gli Studios, contenenti tanti oggetti di scena originali, gli indumenti indossati dagli attori, e moltissimi set.

Alla vista dei biglietti sono rimasta sconvolta, anche perché sapevo che questi erano difficilissimi da trovare.

E così dopo pochi giorni, io e i miei genitori abbiamo preso l’aereo per andare a Londra. Ci saremmo stati fino al giorno successivo. Il viaggio era infatti abbastanza corto, ma ero comunque felicissima. Nel tempo che non siamo stati agli Studios, abbiamo visitato la città, che come immaginavo è bellissima. Abbiamo visto il Big Ben (il famoso orologio), che era proprio davanti al nostro hotel, il Tamigi (il fiume piu’ lungo di Londra), il cambio della guardia a cavallo (rituale che celebra il cambio fra le guardie che sorvegliano il palazzo reale), Buckingham Palace (dove alloggia la regina), il Tower Bridge e siamo saliti anche sullo Sky Garden (che è un grattacielo con la caratteristica di avere un grande giardino botanico sul piano piu’ alto). Ho detto subito ai miei genitori che avrei voluto tornarci per vederla meglio, perché mi è piaciuta tantissimo.

 

 

Ma il momento piu’ da me atteso sarebbe arrivato alle 14 del 28.11. Infatti a quell’ora, a Victoria Station (la stazione piu’ grande di Londra),  è arrivato un pullman pronto per portarci agli Studios, con un piacevole viaggio di un’ora e 30 minuti, accompagnati dalla proiezione di un film di Harry Potter.

 

 

 

 

Arrivati alla meta, un’enorme entrata ci aspettava con una grande scritta che recitava “The making of Harry Potter. WB Studios”.

Presto avrei scoperto che gli Studios erano piu’ che enormi, ma prima ci siamo fermati allo shop all’ingresso, per scambiare i miei soldi (il regalo da nonni e zii per il compleanno) con tantissimi e bellissimi gadget che desideravo, come una bacchetta magica, calzini, maglie, collane e l’immancabile sciarpa della  casata (Griffondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero) che nel mio caso spicca dei colori di Griffondoro, rosso e oro. In quel negozietto avrei voluto comprare di tutto, ma i soldi dati dai miei zii erano ovviamente limitati e gli oggetti del negozio erano un po’ costosi.

 

 

E poi sono entrata in un mondo magico. E’ stato come essere proiettati dentro uno dei film. Oggetti di scena magnifici, curati dettaglio per dettaglio, i vestiti originale esposti, un sacco di set usati per il film. C’erano anche i meccanismi usati per le scene, come ad esempio le scope volanti e i manichini degli animali fantastici che appaiono nei film, e le statue di cera che servivano come controfigura per i personaggi piu’ strani, sembravano che si potessero animare da un momento all’altro.

 

Era come trovarsi ad Hogwarts. Era tutto fantastico. Questi Studios sono enormi, infatti contengono persino il treno originale usato per le scene al binario 9 e ¾ e l’enorme “modellino” di Hogwarts, usato per le scene in esterna. Per me era il posto piu’ bello del mondo. E anche se avevamo un tempo limitato perché sarebbe tornato l’autobus a prenderci dopo 3 ore e mezzo, io ci sarei voluta restare ore e ore, giorni e giorni. A guardare e riguardare tutto per cogliere ogni minimo particolare e perdermi in tutta quella bellezza.

 

 

Dopo questo viaggio in moltissimi, fra amici e professori, mi hanno chiesto

“Ma perche ti piace Harry Potter e per te cosa significa?”.

E dopo aver riflettuto la mia risposta è che Harry Potter mi piace, oltre perché si possiede una bacchetta per far le magie ed è tutto magico (il che sarebbe troppo figo), perché  J.K. Rowling ha voluto trasmettere l’importanza di tanti valori che, spesso, trascuriamo, come l’amicizia, il coraggio e l’amore. E che anche se siamo definiti un po’ diversi, non bisogna nascondersi o rifugiarsi nei sogni per poi dimenticarsi di vivere.

 

Perché, come dice Silente,

 

     “ La felicità si puo’ trovare anche negli attimi piu’ bui,

       se solo ci si ricorda di accendere la luce”.

 

 

 

                                              

                                            

 

Testo di Giada – compito di III media, testo a tema libero

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

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Quella volta che siamo andati a Disneyland Paris

 

 

 

 

Siamo andati a Disneyland Paris che la nostra piccola Giada aveva 5 anni.

Abbiamo vissuto 3 giorni sorprendenti, vedendo la meraviglia del mondo incantato delle favole nei suoi occhi.

Venivamo da 4 giorni a Parigi. Lasciata la città al mattino, con la Rer siamo arrivati in circa una mezz’oretta alla stazione ferroviaria di Marne-la-Vallée/Chessy, e proprio davanti al parco.

 

 

Avevamo prenotato per 2 notti un’hotel dentro al parco, l’hotel Cheyenne, il secondo piu’ economico, in stile Far west, molto carino, con un’offerta presente sul sito che, con anche i biglietti del parco per 3 giorni, era risultato piu’ conveniente che dormire fuori dal parco e comprare separatamente i biglietti.

 

 

 

Nella scelta del periodo (era aprile), avevamo incrociato le offerte del parco con quelle della compagnia Ryanair, per risparmiare il piu’ possibile.

Appena entrati, è stata subito una grande emozione: Cip (o forse Ciop?) è corso incontro a Giada e l’ha abbracciata con calore. E lei, naturalmente, è rimasta esterefatta!!

 

 

Dopo l’ingresso Giada ha voluto scegliere la prima attrazione, e con cupidigia ha atteso ben 1 ora, in fila senza fiatare, per salire su una banale giostra di Dumbo.. Ma quello era il suo desiderio!!

 

 

Per alcune attrazioni è possibile saltare la coda con un fastpass incluso nel biglietto, le cui modalità di funzionamento potete trovare qui http://www.disneylandparis.it/faq/parchi-tematici/fastpass-e-vip-fastpass/.

La cosa che consiglio è di informarsi, attraverso internet, sulle attrazioni, in modo da selezionare quelle che si preferiscono, quelle adatte per l’età, e quelle da evitare, in modo da arrivare preparati. E se si riesce, anche stabilire un percorso, o almeno farsene un’idea.

Inoltre, altra cosa  importante, quando si arriva, controllare gli orari delle parate, in modo da cercare una posizione favorevole un po’ prima dell’inizio e godersi bene lo spettacolo. Le parate sono la cosa che ci è piaciuta di più‘, tanto è che qualcuna l’abbiamo rivista il terzo giorno..

 

 

Sono carri che girano per il parco, dove i personaggi sono quelli dei cartoni animati Disney, in carne ed ossa e perfettamente somiglianti, con le musiche usate nei rispettivi film!

 

E qui tutto diventa magico, da Winnie the Pooh, alle principesse, ai personaggi di Toys Story, a Remy di Ratatouille, agli animali del Re Leone, e tutti gli altri. Anche lo spettacolo giornaliero conclusivo del pomeriggio, su un grande palco, dove sfilano tutti i personaggi insieme, è veramente da non perdere.

 

 

Poco dopo l’entrata, si scorge il bellissimo castello di Disney, quello che ancora oggi si vede all’inizio dei cartoni animati..Ma qui è quello vero!

 

 

E ci sono le principesse, quelle delle fiabe, dalle tradizionali Cenerentola, Biancaneve, La Bella Addormentata, la Sirenetta, alle piu’ recenti come la principessa Tiana della Principessa e il ranocchio, ecc. ecc. Non vi dico l’espressione di Giada nel vedere la sua preferita, Aurora, con il suo principe!

 

 

L’attrazione adrenalica che ho fatto con mia figlia, è stata la Big Thunder Mountain, una lieve montagna russa, che ho potuto affrontare anch’io che sono spaventata da queste giostre, inserita in uno splendido scenario del  Gran Canyon.

 

 

 

Abbiamo trascorso tutta una giornata al parco e alla sera siamo ritornati al nostro hotel, dove abbiamo cenato in un’atmosfera veramente da Far West. Essendo ancora freddo, è stata la scelta migliore acquistare, col biglietto, anche la mezza pensione, che era in offerta.

 

 

Il giorno successivo abbiamo visitato gli Studios, che hanno un’ingresso a parte.

 

 

Qui ci sono anche spettacoli molto carini per i piu’ piccoli, in un teatro. Noi abbiamo visto la casa di Topolino, e abbiamo fatto alcune esperienze interattive, oltre alle solite giostre, tra cui quella di Cars.

 

 

Le ambientazioni qui sono bellissime, c’è anche l’urlometro di Monster and co!

 

 

Abbiamo incontrato molti personaggi, Minnie, che ci ha abbracciato, Sullivan di Monster and co. , Lilo e Stich..

 

 

Le giostre piu paurose le abbiamo accuratamente evitate, come la Tower of Terror, un ascensore pericolante che va a velocità vertiginosa.

 

 

L’ultima mattinata l’abbiamo dedicata a rivedere le parate che ci erano piaciute di piu’.

 

 

L’attrazione in assoluto che ho preferito tra tutte è stata “It is a small world“: con una barchetta, si entra in un favoloso mondo colorato di cartapesta, dove bambole, che cambiano tratti ed abiti in base al paese, ballano e cantano sull’aria di un’unica musichetta, “It is a small world” appunto, che varia ritmo e parole a seconda del paese che ci si ritrova davanti. Sul finale ricorda i valori dell’amicizia, del divertimento, della condivisione e dell’uguaglianza.

 

 

Inutile negare che anche a noi adulti siamo stati catapultati nel mondo dei bambini e ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo nel vedere i personaggi della nostra infanzia, o dei cartoni visti con i bambini..

 

La magia resta sempre tale per tutti, a tutte le età, anche se noi adulti abbiamo accantonato quel mondo per diventare grandi.

 

 

Ma ci resta la gioia degli occhi stupiti e felici dei nostri figli e la convinzione che condurli e farci condurre con loro di nuovo nel mondo della fantasia, resta sempre una gran cosa.

 

 

 

 

 

 

aprile 2011

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

qui altri articoli sulla magia

Regalate la magia ai vostri bambini

Dopo Babbo Natale

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La meraviglia di Cayo Largo

 

 

 

Immagina un mare dalle tonalità che virano dal verde al turchese. Stelle marine arancioni che giacciono sulla riva. Lingue di sabbia su cui passeggiare. Una sabbia che sembra borotalco. Una spiaggia con centinaia di palme. Due spiagge raggiungibili con un trenino stile Gardaland.

Sei a Cayo Largo, un’isola a 177 km. a sud dell’Havana, a Cuba.

 

 

La prima volta l’ho vista in escursione durante un soggiorno di mare a Santiago. Per raggiungerla abbiamo dovuto prendere un aereo anteguerra, alla vista ben poco affidabile, una specie di bus volante con le toppe, sedili sbilenchi, freddo allucinante, lento..un paio d’ore da incubo.

Ma all’arrivo..uno spettacolo. Un giro in catamarano, dove ho mangiato la miglior aragosta della mia vita, cucinata al momento, un po’ di snorkeling, Cayo Iguana e l’approdo a Playa Sirena.

 

 

Ho deciso di tornarci poi con la famiglia. Un last minute, dopo le feste natalizie, volo diretto, alloggio al Resort Playa Blanca.

 

 

A quei tempi avrebbe avuto bisogno di una rinfrescata, ma era comunque molto gradevole, palazzine con camere molto grandi, belle piscine e aree gioco per i bambini, buffet appena sufficiente, ma un ristorante a picco sul mare con pesce fresco per il pranzo che era una favola. Alla sera c’era l’animazione, ma non abbiamo mai assistito, soltanto l’appuntamento fisso era al concertino del gruppo cubano che suonava sempre dopo cena e prima degli spettacoli, i Santa Fe, una meraviglia.

 

 

La spiaggia del resort non era molto larga, forse una delle piu’ strette di tutti i resort, che si trovano tutti su quel lato dell’isola, e il mare era sempre piuttosto mosso perchè dalla parte dell’oceano, ma i colori meravigliosi invitavano a stare comunque li’, vicino alle rocce a guardarlo.

 

 

 

 

Con una bella passeggiata si arriva anche alle spiagge degli altri hotel, godendo di paesaggi bellissimi. E’ qui che per la prima volta ho visto un colibri’, con il suo battito di ali velocissimo.

 

 

Le spiagge piu’ belle si raggiungevano con il trenino o con un taxi.

 

 

Playa Sirena e Playa Paraiso. 15 minuti di strada asfaltata, che poi proseguiva entrando in una parte incontaminata. Non ci sono strutture o resort là, solo un paio di bar e ristoranti, perfettamente inseriti nel paesaggio. La prima che si incontra è Playa Sirena.

 

 

 

Spiaggia enorme, ombrelloni di paglia sotto cui posarsi (gratuitamente), lingue di sabbia su cui passeggiare. Proseguendo  lungo la spiaggia o scendendo alla fermata successiva del trenino, si arriva a Playa Paraiso, dove le tonalità spaziano dal verde, all’azzurro al bianco del mare e dove si trovano decine di stelle marine arancioni. La spiaggia, oltre alla riva, è una distesa di palme dal fusto piccolo, mai viste cosi’ tante.

 

 

Dall’hotel si raggiunge in pochi minuti di bus la Marina di Cayo Largo.

 

 

Si puo’ visitare un ricovero per tartarughe, dove vengono allevate o curate, per poi essere a tempo debito liberate.

 

 

Alla Marina, c’è l’ospedale e una scuola che si puo’ visitare, negozi e un bel parco giochi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E dalla Marina si parte per le escursioni. Noi ne abbiamo fatta una che comprendeva la visita a Cayo Iguana, un’isola abitata solo  da enormi iguana, spesso mimetizzate col terreno che si possono anche vedere a distanza ravvicinata.

 

 

Una sosta per lo snorkeling, e una sosta alla spiaggia delle conchiglie, una sabbia bianca in un mare azzurro senza limiti!

 

 

L’unica cosa che non è stata troppo favorevole è stata la temperatura a gennaio. La settimana piu’ fredda di quell’anno, ci dicevano i cubani. La sera scendeva anche fino a 14 gradi, al giorno a volte si aggirava anche attorno ai 20. Sulla barca durante l’escursione, felpa e kway antivento, ci hanno tenuti caldi, buttarsi in acqua e fare snorkeling è stata dura.

 

 

Ma il sole è sempre stato presente, e nonostante la temperatura, abbiamo apprezzato le mille bellezze di quest’isola.

Cayo Largo è un posto per chi ama la vita di mare. Meraviglioso.

Volendo si puo’ fare l’escursione all’Havana, che merita pero’ un viaggio a parte.

Ma questo è un altro viaggio.

 

 

tutti gli articoli su Cuba li trovate qui http://www.unanimainviaggio.it/cuba/

(foto Patrizia Pazzaglia)

 

tutti gli articoli su Cuba qui

 

Cuba

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Verso  la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra

 

Soddisfare il desiderio di un figlio che ti chiede la magia è una delle cose piu’ belle che puo’ capitare a un genitore.

Perché capita anche ai piu’ piccoli di aver bisogno di trovare un rifugio, nuove speranze e valori in cui credere e la fiducia che possano aprirsi mille possibilità. Che vanno al di là degli abbracci o delle parole consolatorie di chi ti vuole bene, quando che la realtà, anche nel tuo piccolo, non è quella che vorresti.

E allora, fantasia e magia possono correre in aiuto.

Nostra figlia negli ultimi mesi ha sviluppato una vera e propria passione per il maghetto Harry Potter e il suo mondo, ha divorato piu’volte i libri della Rowling, ha visto e rivisto tutti i film, e il giorno del suo compleanno, ha ricevuto quello che da tanto desiderava: una lettera da Howgarts, con insieme un biglietto aereo per Londra e un biglietto di ingresso ai Warner Bros Studios per vedere The making of Harry Potter. Partenza dopo 2 giorni.

 

 

La reazione è stata dapprima di incredulità. Poi, nelle ore successive, di grande eccitazione, per l’esaudirsi del desiderio piu’ grande di questo momento: vedere materializzarsi quello che, con la fantasia aveva immaginato nelle sue letture e visto nei suoi film preferiti.

 

 

Verso la magia …e oltre

E allora, il 28 novembre 2017 alle 13.45 ci presentiamo al luogo dell’appuntamento, vicino a Victoria Station.

Il comodo pullman a due piani di Harry Potter ci attende. In un’ora e mezzo, in compagnia di uno dei film della saga,  arriviamo direttamente agli Studios.

 

 

Arrivare davanti agli Studios di Harry Potter e varcare la soglia, credo che sia per un fan la stessa emozione dell’arrivo ad Hogwarts per i maghetti.

Un enorme albero di Natale illuminato si erge all’ingresso, essendo le festività non lontane, e in alto sono esposte le foto dei volti di tutti i protagonisti dei films.

 

 

Decidiamo di prendere l’audioguida (al costo di 5 sterline) per Giada, che contiene informazioni e curiosità relative alla realizzazione dei films. Purtroppo non avevo letto che c’è anche la possibilità di avere per i bambini un  passaporto, da  timbrare al passaggio tra alcuni  set, con apposite macchinette.

Prima di iniziare il nostro percorso, decidiamo di entrare nello store, per goderci poi tranquillamente la visita, facendo gli acquisti degli articoli che avevamo individuato in precedenza da casa, per perdere meno tempo possibile una volta agli studios.

La  ricostruzione dello stanzino di Harry nel sottoscala anticipa l’ingresso in una sala dove viene dato il benvenuto con la proiezione di un breve filmato.

 

 

Al termine del film  la porta si spalanca davanti alla Sala Grande..e si viene catapultati dentro al film e alla  magia.

 

                 

 

Sul fondo, alcuni albero di Natale innevati illuminati, è Hogwarts in the snow, appositamente creato per la stagione.

 

 

Il percorso continua nelle sale successive, dove sono in mostra costumi originali indossati dagli attori durante le riprese, le scenografie, i quadri, gli oggetti usati nei films.

 

 

Le scenografie piu’ impressionanti, a mio avviso, sono la foresta proibita, dove ci si addentra tra la nebbia, con gli immensi alberi, i ragni giganti che scendono e gli effetti climatici sonori; il treno Howgarts express, dove si puo’ salire e vedere negli scompartimenti vestiti e valigie dei protagonisti; ovviamente la porta del binario 9 3/4; la stupenda ricostruzione della Diagon Alley che sembra veramente reale, con tutti i negozi.

 

    

 

Per i piu’ grandi (mio marito ad esempio), interessantissima la sezione con i disegni esecutivi serviti per la realizzazione delle sceneggiature, i modelli e i progetti delle parti di automazione.

 

 

Nell’ultima sala si trova la magnifica ricostruzione del castello di Hogwarts con la neve, e alcuni visori mostrano come è stato utilizzato nelle varie scene, dove sono stati inseriti digitalmente i personaggi, facendolo sembrare vero durante il film.

Con la  musica di sottofondo, la magia di questa sala diventa molto coinvolgente e ha mosso in me una grande emozione.

 

 

 

Lungo il percorso, ci sono alcune esperienze che da vivere, come vedere e toccare la neve e il fuoco di scena, cavalcare una scopa volante e alzarla con la voce, e si possono fare foto con ambientazione in scene ricostruite.

 

 

Segue una parte all’esterno, dove si trova, tra l’altro, il ponte verso Hogwarts da attraversare, la Ford Angelina su cui si puo’ salire, la casa dei Dursley da visitare, il Nottetempo, e poi un’area pic nic, dove si puo’ consumare anche cibo proprio ed assaggiare la Burrobirra, che ha il sapore di una bibita frizzante dolce, con sopra una specie di panna montata al caramello.

 

   

 

L’ultima sala prima dell’uscita, oltre la quale non è possibile ritornare indietro, è il negozio delle bacchette magiche.

 

 

Alle 19.15 il nostro pullman ci aspetta per lasciare questo mondo magico. Che non puo’ risultare indifferente neanche a chi, come me, si è appena e soltanto avvicinato ad esso.

E salutarlo lascia un po’ di malinconia dentro, come quando si deve partire da un luogo che si è amato e dove si è stati bene.

 

 

Il mondo di Harry Potter: un po’ di analisi

Il mondo di Harry Potter contiene valori importanti come il coraggio, la forza, l’altruismo, la lealtà, il perdono, il desiderio di conoscenza e soprattutto l’amicizia, la solidarietà, l’aiuto reciproco, il senso di appartenenza.

Quelli veri, che durano nel tempo e che è cosi’ raro, oggigiorno trovare tra i ragazzi (e anche tra gli adulti), ma che tutti quanti, in fondo all’anima, possediamo, come bagaglio comune dalla nascita.

Sono convinta che bambini e ragazzi che si avvicinano a questa saga si appassionino proprio perché si stanno rendendo conto dell’importanza di tali valori ed anelino a farli propri. La storia funge da consolidamento e motore di fiducia, in un epoca in cui sembra sempre piu’ difficile trovarli.

Lo spazio della magia è uno spazio importante per un bambino o un ragazzo.

E’ uno spazio dove lui “puo’”, che si contrappone alla sensazione di impotenza, che spesso si trova a provare, piccolo in un mondo di grandi.

Uno spazio dove puo’ trovare il coraggio, sperimentare, perché ha il potere – quello buono – dalla sua parte, che gli dà forza, che gli crea autostima, con l’aiuto della solidarietà dei propri simili. Che offre la possibilità di cambiare le cose che non piacciono o che non ritiene giuste, per il principio innato di sana giustizia che hanno i bambini.

 

 

Il personaggio di Harry Potter è intriso di empatia ed è dotato di accoglienza e tramite la sua identificazione, possono venire assorbiti valori quali la tolleranza, il rispetto per chi è diverso e la volontà di combattere contro i  pregiudizi e le ingiustizie.

Come nel mondo reale, nella saga i personaggi positivi hanno subito sofferenze, sono vulnerabili, sono soggetti a momenti di sconforto, ma dotati di qualità personali che li arricchiscono e che vengono valorizzate e che consentono loro di superare gli ostacoli. Viene rafforzato il principio che non tutto è solo quello che appare. Che c’è un senso in quel che accade e una giustizia, che prima o poi si manifesta.

 

 

 

Il mondo dell’ombra, che appartiene a ciascuno di noi, si materializza all’esterno con il cattivo della situazione, nell’eterna battaglia tra il bene e il male. E’ la lotta che viviamo dentro di noi, il  conflitto che ci tormenta fino a quando una  parte ha la meglio sull’altra. Vederlo rappresentato al di fuori, permette di conoscerlo, di sentirsi meno alienati da esso e trovare la forza per combattere.

Insomma piuttosto che prendere come modello l’ultimo youtuber di moda, o il personaggio con fama e successo, o il bulletto della situazione, molto meglio lasciare identificare i nostri figli con il maghetto, che vuole e costruisce per sé un mondo e una vita migliore e densa di significato e di avventura.

 

 

 

 

Per concludere, non ci si aspetti  dagli Harry Potter studios qualcosa simile ad un parco giochi: sono incentrati sulla scoperta della magia che sta dietro alla realizzazione dei films, i backstage, piuttosto che sugli attori o sulla storia.

 

 

Il tutto esercita un enorme fascino, soprattutto per la possibilità di vedere dal vivo oggetti  e ambienti conosciuti e visti nel film..E’ come entrare e appropriarsi un po’ di quella realtà e di quella magia.

 

Harry Potter WB Studios: informazioni pratiche per organizzare la visita

I biglietti si possono acquistare solo on line e non sono rimborsabili.

Si trovano sul sito Warner Bros Studios

https://www.wbstudiotour.co.uk/

ma occorre prenotare parecchio tempo prima. In caso risultino esauriti si possono trovare su varie agenzie online (anche Expedia per esempio), sotto forma di pacchetti che comprendono anche il trasporto fino  agli studios, con un pullman brandizzato di Harry Potter. La maggior parte di queste agenzie li acquista sul sito della Golden Tour

https://it.goldentours.com/warner-bros-studio-tour-london-dietro-le-quinte-di-harry-potter

quindi tanto vale acquistarli direttamente da loro. Si dovrà stampare e portare con sè il biglietto da mostrare alla partenza.

Per rendere un’idea, il costo di un biglietto dal sito WB è di 39 sterline per adulto e 31 per bambino dai 5 ai 15 anni (gratis fino a 4 anni). a cui aggiungere il costo del trasporto del treno da Londra- metro Euston – fino a Watford Junction, piu’ la navetta degli studios (i biglietti si fanno a bordo). Mentre sul sito Golden tour, incluso il trasporto, il costo, variabile, si aggira sulle 70-80 sterline per adulto e 60-70 per bambino.

Il tempo per il viaggio da Londra è lo stesso con entrambe le soluzioni, circa 1 ora 30.

Il tempo per restare all’interno è di circa 3 ore e mezzo se si va col pullman, che è sufficiente per vedere comodamente tutto, è a proprio piacimento se si va autonomamente.

Per l’acquisto di ogni biglietto va selezionato oltre al giorno, anche l’ora preferita di ingresso.

Acquisti

Gli articoli venduti nello store degli studios sono di buona qualità (che puo’ essere testata a differenza di un’eventuale acquisto su internet). Il costo è inferiore a quello del negozio 9 ¾ che si trova a di King Cross

https://www.harrypotterplatform934.com/ 

dove non sono presenti gli stessi articoli (anche quelli dello stesso genere sono diversi). Si trovano comunque articoli e gadget della saga anche in negozi tipo Primark, Hamleys, e in alcuni negozi dell’aeroporto di Stansted. Segnalo inoltre, che si possono trovare felpe e tee shirt anche in alcune bancarelle, per esempio noi ne abbiamo acquistata una molto bella ad ottimo prezzo a Camden Town (15 sterline).

A proposito del binario 9 3/4 che si trova a King Cross, sicuramente è da visitare se ci si trova a Londra e non si va agli studios, ma francamente per me è stata una delusione in quanto non è sui binari,  è una parte di muro a fianco al negozio, dove durante il giorno, facendo lunghe code, si puo’ richiedere di fare una foto a pagamento, mentre la sera, a una certa ora, viene tolto il carrello e la valigia.

 

 

 

Per finire, la lettera di Hogwarts si puo’ trovare on line per la stampa, per esempio su questo sito https://hogwartswords.jimdo.com/la-tua-lettera-da-hogwarts/

 

Se volete leggere un’altra esperienza  sulle location di Harry Potter a Londra, potete vedere qui

Scoprire Londra sulle tracce di Harry Potter: un compleanno molto speciale!

Buona magia a tutti!

(foto by Patrizia Pazzaglia)

 

Volete leggere l’esperienza vissuta scritta direttamente dalla tredicenne? eccola

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

tutti gli articoli su Londra qui

Londra

 

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Repubblica Domenicana, escursione a Saona

 

 

L’isola di Saona, a un’oretta di barca da Bayahibe, offre spiagge meravigliose orlate di palme e un mare incantevole.

Lungo il tragitto c’è un tratto di mare chiamato “le piscine naturali” dove si puo’ camminare per metri e metri in un acqua bassa verdissima e dove si trovano le stelle marine.

Noi siamo stati a Playa Tao, un beach club fantastico.

Ne parlo qui.

 

Repubblica Dominicana: l’isola di Saona con bambini

(luglio 2016)

ecco il link al beach club dove siamo stati a Saona:

http://www.playatao.com/home-ita

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

 

tutti gli articoli sulla Repubblica Domenicana qui

Repubblica Domenicana

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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