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Italia

Sirmione: meraviglia tra lago, archelogia e terme

 

 

Un suggestivo borghetto medievale dominato dal suo castello, un sito archeologico meraviglioso, acque termali che producono benessere.. e tutto questo sul lago. E’ la penisola di Sirmione, incantevole località sulla sponda meridionale del lago di Garda, che lascia senza fiato da tanta bellezza.

 

 

All’arrivo a Sirmione, bisogna lasciare l’auto in parcheggio, perchè  è consentito l’ingresso soltanto a chi risiede negli alberghi interni. Ho avuto la fortuna di alloggiare all’hotel Sirmione che domina, arrivando, la darsena, con i suoi colori e ti fa desiderare di alloggiare proprio là, sul lago. Di fronte, il castello.

 

 

Oltrepassando il ponte sul lago, si entra nel borgo pedonale e si puo’ vedere da vicino  il Castello Scaligero del tredicesimo secolo, una delle più imponenti fortezze medievali d’Europa. Con le alte mura merlate, circondato dall’acqua su tutti i suoi lati, è subito evidente lo scopo difensivo che ha avuto in passato e di controllo sul porto, che guarda di fronte. Attraverso il ponte levatoio si puo’ accedere per visitarlo e godere di tutta l’atmosfera di un tempo.

 

 

Poi ci si immerge nelle stradine del paese: piazze, palazzi storici, case colorate, archi, negozietti deliziosi e gelati enormi dai colori attraenti per i bambini, e alle due estremità, il lago. Da una parte il panorama degli altri paesini sul lago, dall’altro una serie di spiaggette e camminamenti.

 

 

E la strada prosegue fino alla punta estrema, dove, sul promontorio, si trova un‘area archeologica favolosa, le grotte di Catullo.

 

 

Le grotte di Catullo, raggiungibili anche con un comodo trenino, in realtà sono i resti di una villa risalente al II secolo d.c, con vari ambienti termali, in un’area di circa 2 ettari, che si affaccia sul lago. Inseriti in un contesto di prati ed ulivi, creano uno spettacolo che lascia senza parole.

 

 

Ho avuto occasione di visitarle anche durante la fioritura, a primavera, quando, in lontananza si vedevano ancora le cime innevate dei monti e prati ed alberi erano fioriti… Panorami veramente mozzafiato.

 

 

A Sirmione si trova anche un bellissimo stabilimento termale, l’Acquaria Thermal Spa , con le sue piscine termali e a sfioro, affacciate proprio sul lago, idromassaggi, lettini dove prendere il sole, sauna, e bellissimi ed eleganti spazi relax interni che aumentano la sensazione di benessere. Il tutto ubicato in un bel parco, da cui si gode della vista di indimenticabili tramonti.

 

 

Le terme Acquaria io le ho sperimentate piu’ volte, o come Spa day (sono solo uno stabilimento termale, senza hotel), facendo andata e ritorno da Bologna in giornata, o anche in abbinamento a un soggiorno in hotel (l’hotel Terme Sirmione, che aveva già al suo interno la piscina termale e la Spa ). Sono veramente un balsamo per anima e corpo.

 

 

Passeggiare tra le rovine delle grotte di Catullo, fermarsi sulla spiaggia del Lago di Garda, camminare per il paese con tutta la sua atmosfera medievale, cenare in un localino sul lago, godere di panorami incantevoli e delle terme.. 

Sirmione è proprio un posto magico, dove non mi stanco mai di tornare. Ha veramente tutti i requisiti per fare passare anche solo 1 o 2 giornate di stacco dalla routine, o per far godere di un po’ di tempo serenamente, in famiglia o in compagnia. 

 

 

Quindi..ci rivedremo presto!

 

 

ottobre 2018

 

foto by Patty

 

di Sirmione ne parlo anche qui

 

Giornata alle terme con le amiche

Visite: 32

Milano vicino all’Europa

 

 

 

Milano negli ultimi anni ha cambiato aspetto.

L’ho conosciuta, molti anni fa, attraverso persone residenti nella città, che mi hanno fatto subito apprezzare le bellezze di una città a volte snobbata rispetto alle altre, ma con monumenti e bellezze di prim’ordine. Il duomo, la galleria Vittorio Emanuele, il castello sforzesco, i Navigli, le colonne di San Lorenzo, per dirne qualcuna.

 

L’ho frequentata in passato per lavoro, quando ci ho vissuto per un breve periodo, tornandoci periodicamente, con grande piacere. E’ vero, c’è il traffico, il grigiume, la nebbia.. ma l’ho sempre trovata una città estremamente affascinante.

Oggi, oltre alle bellezze tradizionali, possiamo godere anche di una Milano moderna, fatta di grattacieli al pari  delle grandi città dell’Europa e del mondo.

Piccole zone circoscritte, quindi non troppo invasive per la città, nate in seguito a progetti di riqualificazione di aree ormai in decadenza e talvolta malfamate, che cosi hanno riacquistato valore economico ed architettonico.

Nuove zone per la Milano da bere, che accoglie le centinaia di lavoratori che popolano i suoi grattacieli, ed anche le persone che vengono per passeggiare, fare shopping ed incontrarsi. Ed i turisti, che vengono ad ammirare la Milano moderna.

Sono la piazza Gae Aulenti (zona Porta Nuova Isola), sovrastata dal grattacielo dell’Unicredit, che ha davanti uno spiazzo con un sistema di fontane, dove d’estate i bambini si divertono a giocare con l’acqua, e l’adiacente Bosco Verticale, un edificio composto da due torri alte 110 e 80 metri, dalle cui terrazze sporgono alberi di diverse specie e piante, secondo un progetto di riforestazione urbana molto originale. O la piazza Tre Torri. nel distretto denominato Citylife, dove svetta la Torre Allianz, 50 piani, l’edificio più alto di Milano e d’Italia, con accanto il grattacielo storto, la Torre Hadid, soprannominato appunto “lo Storto”.

Nuove linee della metropolitana sono state create, belle, colorate, come la linea lillà, senza conducente, che se vai al primo posto, pare che sia tu a guidare il treno.

Non voglio spendere troppe parole, lascio spazio alle immagini che ho voluto cogliere, in preda all’entusiasmo del nuovo che avanza e che stupisce, di una Milano sempre piu’ vicina all’Europa, anzi al mondo, con in testa una canzone di Lucio Dalla, che a distanza di anni, resta sempre attuale.

 

 

 

“Milano vicino all’Europa

Milano che banche che cambi

Milano gambe aperte

Milano che ride e si diverte

 

Milano a teatro

un ole’ da torero

Milano che quando piange

piange davvero

Milano Carabinieri Polizia

che guardano sereni

chiudi gli occhi e voli via

 

Milano a portata di mano

ti fa una domanda in tedesco

e ti risponde in siciliano

poi Milan e Benfica

Milano che fatica

 

Milano sempre pronta al Natale

che quando passa piange

e ci rimane male

Milano sguardo maligno di Dio

zucchero e catrame

 

Milano ogni volta

che mi tocca di venire

mi prendi allo stomaco

mi fai morire

Milano senza fortuna

mi porti con te

sotto terra o sulla luna

 

Milano tre milioni

respiro di un polmone solo

Milano che come un uccello

gli sparano

ma anche riprende il volo

Milano piovuta dal cielo

tra la vita e la morte

continua il tuo mistero

 

Milano tre milioni

respiro di un polmone solo

che come un uccello

gli sparano

ma anche riprende il volo

Milano lontana dal cielo

tra la vita e la morte

continua il tuo mistero”

Writer(s): Lucio Dalla

 

 

 

 

 

giugno 2018

(foto by Patty)

 

 

Visite: 302

L’altra Romagna: relax al mare a Punta Marina e Marina di Ravenna

 

 

C’è una Romagna balneare diversa da quella che solitamente è frequentata dai turisti e che è nell’immaginario collettivo.

 

Diversa dalle cittadine turistiche sul mare, piene di gente ed attrazioni.

 

                                                                                  

E’ una Romagna dove, chi, come me, cerca un po’ di relax e pace, al mare, a pochi km da casa (Bologna), trova ancora la sensazione di un contatto con la natura, perchè l’uomo non ha ancora invaso e modificato completamente l’ambiente.

E’ la Romagna dei Lidi Sud Ravenna, in particolare, tra Punta Marina e Marina di Ravenna, la zona che per me è diventata un luogo del cuore, prima mio, quando ero single, poi anche della mia famiglia.
                                                                       
Un luogo dove comunque sono presenti divertimenti, happy hour e party al tramonto, o fino a notte fonda, spazi per beach volley e altri sport, ma sono limitati e circoscritti e senza eccessi. Dove ancora ci sono larghi tratti di spiaggia senza ombrelloni e lettini e si possono fare lunghe e tranquille passeggiate. 
                                                                                                                             
Quando avevo qualche anno di meno, ho frequentato alcuni beach bar. dove musica alta e aperetivi,
ad una certa ora, facevano da padroni e dove giovani amavano conoscersi e reincontrarsi sulla spiaggia.
Ho frequentato anche altri posti, piu’ tranquilli, dove il target era di persone con un’età media piu’ alta, che si ritrovavano per fare due chiacchiere, bere qualcosa insieme, o per una cena sul mare. In questi posti, dopo qualche tempo, ritornando, ho trovato lo stesso ambiente e lo stesso genere di persone, coetanee, con famiglia a seguito, mai troppo chiassose.
La zona, che è frequentata per lo piu’ da romagnoli con la casa al mare o che vivono nei dintorni, è rimasta avulsa dal turismo di massa che si è riversato nel resto della Romagna, ed  è popolata dai pendolari del weekend, durante la stagione estiva.  Pertanto, anche in pieno agosto, non è mai troppo affollata e nei giorni infrasettimanali si sta veramente benissimo.
 
La spiaggia ampia e dorata, il mare trasparente e pulito, soprattutto ad inizio stagione, gli stabilimenti balneari gradevoli e non troppo invasivi, l’ assenza di animazione, – solo qualche semplice gioco per i bambini -,  un tratto senza case e paese, la strada che passa in mezzo alla pineta, che sprigiona tutti i suoi profumi: tutto questo è quello che mi piace e mi permette di rilassarmi e trascorrere qualche ora in tranquillità.  
                                                                                                                    
Uno dei principali plus che risconto è che la spiaggia mantiene un fascino selvaggio, in quanto lambita da dune ricoperte di rigogliosa vegetazione, tipica delle cosi’ dette “dune vive,” piante perenni con aspetto di prateria. Nella parte priva di stabilimenti balneari  (spiaggia libera),  per proteggere l’ambiente sono state costruite delle gradevoli passerelle sopraelevate alla spiaggia, in legno, che consentano di ammirarlo nella sua bellezza, e permettono l’accesso alla spiaggia senza che il corpo dunoso e la vegetazione vengano calpestati.                                                                                                                                                                                

Soprattutto al pomeriggio e, in seguito al tramonto, la luce del sole offre una stupenda atmosfera.

A coronare le belle giornate, c’è il classico buon cibo che si mangia in zona, primi e secondi a base di pesce, specialità romagnole, oppure la classica piadina, comprata magari nei chioschetti. con tendone a righe, classici della romagna: una delizia per il palato.

E quando sono capitata anche d’inverno, proprio qui, dove tutto è desolazione,  il fascino particolare di questa zona mi ha comunque colpito, facendomi ancor piu’ desiderare l’arrivo della bella stagione, per la mia visita di abitudine, che ogni anno non puo’ mancare.

 

 

 

giugno 2018

 

Consigli (alcuni gentilmente forniti dall’amica locale Sara Venieri):

Stabilimenti balneari: Ruvido, BB King (vicini alle dune e alla spiaggia libera)

particolarmente adatti ai bambini: Lucciola (con piscina), Coco Loco, Marina Bay

Ristoranti per cena: bagno Coco Loco, bagno Donna Rosa, circolo velico, ristorante Matteo e Alma per cucina romagnola, La Cubana

Locali per aperetivi: bagno La dolce Vita, MO.VA a Marina di Ravenna, bagni Peter Pan, Singita, Lucciola

Cibo da asporto: Irma e Pino (pesce), da Matteo

In zona consigliati anche per aperetivi baretto Lamone a Marina Romea, per cibo da asporto baracchina a Porto Corsini e campeggio Villaggio del sole.

 

 

 

foto by Patty

 

 

 

 

 

 

Visite: 278

Molveno, il suo lago, i suoi monti, i suoi colori

 

 

 

Immaginate il verde tutto attorno che riflette su un lago con una spiaggia di sassolini bianchi..e immaginate di salire su una seggiovia e vedere il paese sul lago diventare sempre piu’ piccolo, confinato tra maestose montagne… Questo è Molveno, in provincia di Trento.

Me ne sono innamorata molti anni fa, quando andai per la prima volta con un’amica. Ci sono tornata piu’ volte, anche con la mia famiglia e.. per me la sua bellezza è imbattibile.

In Trentino, vicinissimo ad Andalo, nelle Dolomiti di Brenta, questo piccolo paesino sembra incantato, e, nel tempo, si è trasformato offrendo tutti i servizi che le famiglie possono desiderare.

Se d’inverno il suo fascino è piu’ limitato per lo svuotamento del lago, pur offrendo, i suoi dintorni, 50 km di piste da sci, piste da fondo, possibilità di ciaspolate nel Parco Naturale Adamello Brenta, o la possibilità di divertirsi con gli slittini sulla neve, è d’estate che, a mio parere, offre il suo aspetto migliore.

 

 

La spiaggia del lago è un stupenda, i prati circostanti curati e i dintorni attrezzati per bambini, come un parco giochi.

Per coloro che vogliono godere della natura in movimento ci sono percorsi in mountain bike, ma anche la possibilità di meravigliose semplici passeggiate in mezzo alla natura, sui monti, lungo il lago o risalendo il fiume. Per più sportivi,invece, la possibilità di giocare a tennis, noleggiare imbarcazioni e pedalò, fare un giro in canoa, giocare a golf, nuotare nella vasca olimpionica della piscina, o fare una corsa lungo tutto il perimetro il lago.

 

 

Il piccolo paesino, che si sviluppa dalla chiesa con la sua piazzetta e tutti i vicoletti, con i classici balconi fioriti, è una bomboniera.

 

 

Dal paese, una telecabina permette di arrivare ad una spettacolare terrazza panoramica, dove si trova il rifugio Pradel, a 1350 metri, facendo godere dello spettacolo del paese, col lago, tra i monti, che diventa sempre piu’ piccolo man mano che si sale.

 

 

Dal Pradel si puo’ proseguire a piedi con una bellissima passeggiata nel Parco Naturale Adamello Brenta.

 

 

Merita sicuramente una sosta la fattoria didattica, dove, tanti animali simpatici liberi, completano questo paesaggio bucolico e l’ immersione nella natura.

 

  

 

In alternativa alla passeggiata, si puo’ prendere la seggiovia (a due posti) e arrivare fino alla cima, al rifugio La montanara, dove si avrà la sensazione di essere proprio a fianco della montagne, riconosciute patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

 

 

E anche qui, spazi per i bambini, cibo per appagare anche i palati piu’ esigenti, e la bellezza tutta intorno.

 

 

Sull’altopiano del Pradel si trova anche un Forest Park. Prove di equilibrio e percorsi nella natura tra tronchi di alberi e teleferiche e ponti tibetani, scelti in funzione dell’età e per difficoltà, dove grandi e bambini possono divertirsi, affiancati da istruttori specializzati.

 

Molveno resta proprio la montagna del mio cuore, un posto rilassante dove vorrei sempre tornare, perchè i miei occhi possano riposare e perdersi tra tutte le mille sfumature di verde e di blu.

 

 

http://www.molveno.it/homepage

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

Visite: 104

Sicilia: 6 giorni tra mare, città, natura e templi

 

La nostra vacanza di 6 giorni in Sicilia: Catania e L’Etna, Palermo, Trapani, Segesta San Vito Lo Capo e Riserva dello Zingaro

 

Catania

 

 

 

E’ la prima settimana di settembre, voliamo su Catania, terra d’origine della famiglia di mio marito.

Dopo aver affittato un auto all’aeroporto arriviamo in centro città. Parcheggiamo in Piazza Dante e scendiamo per via Teatro Greco. Reduce da un viaggio a Cuba, mi sembra che alcune strade di Catania somigliano vagamente a quelle dell’Havana.

 

 

 

 

Prendiamo la via dei Crociferi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, dove in soli 200 metri si trovano 4 chiese barocche, la Chiesa di San Francesco Borgia, il Collegio dei Gesuiti e la chiesa di San Giuliano e il Convento delle Benedettine e l’arco di San Benedetto ad esso collegato.

 

 

 

E ci immergiamo nella vita catanese svoltando per la strada del mercato, dove frutta, verdura spezie, fanno da padroni.

 

         

 

Arriviamo allo storico mercato del pesce, “La pescheria”, dove tra odori, banchetti colorati, pieni di ogni tipo di pesce fresco, e le “abbanniate”, le grida, dei pescivendoli che cercano di attirare l’attenzione sulle loro merci, assaporiamo tutto il folclore e la tradizione della città.

 

 

 

 

 

Sono disorientata, mi guardo intorno curiosa, in mezzo a tutta quella gente e quei pesci, di ogni forma e colore.

 

 

Pochi gradini e si arriva in Piazza Duomo, passando a fianco alla bellissima fontana dell’Amenano, dal nome del fiume sotteraneo da cui prende le acque.

 

 

Decidiamo di goderci la piazza seduti in un bar mentre ci gustiamo la specialità del luogo: la granita siciliana con brioche. Una prelibatezza!

 

 

 

La piazza col Duomo è una meraviglia, a lato si trova la fontana dell’Elefante “O Liotru”, che è il simbolo della città, sul suo obelisco, e a fianco al Duomo barocco, la Badia di Sant’Agata, sulla cui cupola vediamo muoversi delle persone: voglio andare anch’io a vedere la piazza dal “balcone sul barocco di Catania“, come viene chiamato!

 

           

 

Una volta saliti, dall’alto del cupolone, oltre alla piazza, vediamo i tetti e i campanili del centro storico, il porto e l’Etna. La città appare in tutta la sua bellezza.

 

 

Scesi dalla Badia, andiamo a zonzo per le strade del centro, in particolare percorriamo la via Etnea, piena di palazzi e chiese che sfoggiano un meraviglioso barocco siciliano, fino ai Giardini di villa Bellini, che non siamo riusciti a vedere perchè ci ha colto un grande acquazzone.

 

 

L’Etna

 

 

Per il nostro secondo giorno a Catania, vogliamo salire sull’Etna. Abbiamo raggiunto e dormito a Nicolosi e fatto colazione alla straordinaria pasticceria Bonanno, proprio nel centro del paese. I nostri parenti, che abitano proprio li, vogliono che assaggiamo tutte le specialità, dalle fantastiche granite, alle paste di mandorla, ai cannoli siciliani, agli arancini, che proprio non ci stanno piu’ nella pancia e che teniamo quindi per cena.

Il racconto della salita sull’Etna lo trovate qui: http://www.unanimainviaggio.it/salita-sulletna-sicilia/

Dopo la nostra escursione, lasciamo Catania per dirigerci verso la nostra meta balneare: San Vito Lo capo.

Lungo la strada, i paesaggi cambiano, ma sono tutti una meraviglia, con il sole che li fa risaltare.

 

 San Vito Lo Capo

 

 

 

Arriviamo a San Vito nell’ora piu’ bella: il tramonto. A quell’ora infatti il monte Monaco, col riflesso del sole, assume un colore dorato splendido. Abbiamo affittato un appartamento, che si rivela delizioso, in una casetta bianca tipica, a ridosso della zona pedonale, con un cortiletto interno dove si puo’ mangiare e cucinare, perchè ha anche una cucina esterna, e una meravigliosa doccia all’aperto. Ci possiamo lavare guardando il cielo.

 

 

Il paesino di San Vito mi è piaciuto molto, tutto bianco, con un bel lungomare e una spiaggia ampia e bianca.

 

 

Bellissima molto presto al mattino o quando non c’è bel tempo, ma ancora eccessivamente affollata  (è la prima settimana di settembre) col bel tempo, quando praticamente si trasforma riempiendosi di ombrelloni uno attaccato all’altro: comprendo chi consiglia di andare a giugno o dopo il cous cous festival (che si tiene il 15 settembre) per godere di quello che è senza tanta folla.

 

 

 

Il mare è veramente caraibico, ad eccezione di quando c’è vento, perchè allora perde la sua spettacolarità. Nei giorni che siamo rimasti, un’insolita perturbazione ci ha fatto godere del mare calmo  e cristallino soltanto per una mezza giornata. Nelle altre giornate, vento forte o nuvole ci hanno indotto a dirigerci altrove. D’altronde la zona offre talmente tanta bellezza!

 

 

 

Un problema di San Vito sono i parcheggi. Innanzitutto c’è da dire che gran parte della zona vicino al mare è pedonale, per cui non è consentito l’accesso. Fuori dalla zona pedonale, i parcheggi sono a pagamento, tranne che 2 grandi parcheggi gratuiti, ai lati del paese, che non è poi cosi’ piccolo, per cui potrebbero non essere cosi’ vicini e comodi, pertanto sono da mettersi in conto delle belle scarpinate. Gli altri anni il comune pare avesse messo a disposizione un bus-navetta dai parcheggi gratuiti, ma quest’anno cio’ non è avvenuto. In alcuni casi,  la struttura dove si alloggia mette a disposizione un pass per il parcheggio e in questo caso il problema è risolto.

 

 

Dal punto di vista culinario, San Vito Lo Capo vanta la tradizione del cous cous, che abbiamo assaggiato una sera in un dei ristoranti del centro, ed era veramente particolare e buonissimo. Un’altra cosa assolutamente da provare è il famoso gelato “caldo-freddo”, che ha base di pan di spagna, panna montata, gelato a scelta  e una colata di cioccolato caldo sopra: una bomba, ma anche una delizia!

 

 

 

 

I dintorni di San Vito

 

 

A 3 chilometri da San Vito, passato il Monte Monaco, si arriva alla Tonnara del Secco, ovvero quel che resta dell’antico edificio dove in passato, dopo aver catturato i tonni, si facevano le mattanze e le lavorazioni del pesce. I resti della costruzione sulla costa selvaggia ricca di rocce e insenature rendono il paesaggio incantevole.

 

 

 

Abbiamo proseguito in nostro giro verso la zona della Riserva dello Zingaro. La strada, che costeggia il mare e si eleva mostrando tutta la costa dall’alto, è molto bella, e vale la pena il giro anche solo per percorrerla. Purtroppo in alcuni punti sono evidenti i danni fatti dagli incendi, che hanno devastato la vegetazione. In una ventina di minuti siamo arrivati all’ingresso della Riserva, ma non siamo entrati  per il poco tempo che avevamo a disposizione (il percorso a piedi sarebbe di 7 chilometri), ma già dall’inizio della strada si vedeva sul fondo la bellissima cala di Tonnarella dell’Uzzo.

Prima di arrivare a San Vito, dopo la frazione di Castelluzzo, c’è un altro punto panoramico spettacolare, ovvero il golfo che dal Monte Cofano arriva fino alle falesie di Cala Mancina. In questa zona ci sono alcune spiagge rocciose, non proprio comode, ma con un mare spettacolare, anche se poco comode e balneabili per i sassi e calde quando picchia il sole.

 

 

Visto che il tempo un po’ nuvoloso e ventilato non rendeva gradevole restare in spiaggia, abbiamo convertito la nostra vacanza, che doveva essere prevalentemente balneare, in una vacanza di visite ai dintorni. Cosi’, un pomeriggio abbiamo deciso di andare a visitare il parco archeologico di Segesta, ad un’ora di distanza da San Vito Lo Capo.

 

Segesta

 

 

 

Segesta l’ho trovata meravigliosa. Un sito archeologico in cui spiccano un tempio dorico e un’anfiteatro perfettamente conservati sulla sommità di un monte, a 400 metri sul livello del mare, in mezzo al nulla.

Al sito si accede con un pullman, che parte dal parcheggio dove si deve lasciare l’auto.

Arrivando al tempio, sembra veramente di immergersi in un altra epoca.

 

 

Per andare all’anfiteatro si deve salire ancora  a piedi o con un pullman, per un paio di chilometri. Noi l’abbiamo fatta a piedi ed è una gran sfaticata, ma la vista del tempio da lontano e la bellezza del teatro all’arrivo, viene ampiamente ripagata.

 

 

Il Parco Archeologico

 

Palermo

 

 

 

In un’altra giornata poco adatta alla spiaggia, in un’ora e 45 minuti, da San Vito Lo Capo siamo arrivati a Palermo.

Parcheggiata l’auto in un parcheggio a fianco al tribunale, con una cartina alla mano, siamo entrati nel centro storico cercando la cattedrale. Il primo impatto con la città è stato..strano. Vicoli e vicoletti, dall’aspetto poco rassicurante. Non ci sono degli spazi ampi, anche la cattedrale non si trova in una piazza grande e aperta, nonostante sia meravigliosa, all’interno di un bellissimo giardino.

 

 

 

Proprio li’ girando attorno alla cattedrale, vediamo passare un bus hip on hip off e lo fermiamo: decidiamo di salire per riuscire a vedere il piu’ possibile di questa città con il poco tempo che abbiamo. A posteriori devo dire che è stata un’ottima soluzione, che, con 10 euro ci ha permesso di vedere i principali monumenti che non saremmo riusciti a vedere a piedi,  facendo tutto il percorso senza mai scendere visto il tempo limitato. Avendo piu’ tempo, si puo’ utilizzare il bus per scendere ed ammirare con calma tutti i punti strategici..il Teatro Massimo, il Teatro Politeama, il Palazzo dei Normanni, Piazza Quattro Canti e la favolosa Piazza Bellini, che è stata quella che ho preferito.

 

 

 

Poi tutte le vie piene di palazzi storici, le vie dello shopping, fino ad arrivare alla strada che costeggia il mare e che arriva al porto, passando per la rotonda dove si trova il monumento ai caduti nella lotta contro la mafia. 

 

 

 

Una cosa particolare che abbiamo visto sono state le luminarie in piena estate, come se fosse Natale!  l’autista del bus ci ha poi detto che erano dovute a una delle tante feste religiose e che in città ci sono sempre occasioni per festeggiare!

 

 

 

Palermo è veramente bella e ricca di cose da vedere, sicuramente merita molto piu tempo rispetto alla visita superficiale e improvvisata che abbiamo fatto noi.

La nostra coscienza non ci ha permesso di andarcene pero’ senza rendere omaggio a due luoghi particolari: l’albero della vita di via D’Amelio e il monumento ai caduti alla strage di Capaci, visibile quest’ultimo, ma neanche tanto, dall’autostrada verso casa. All’albero della vita di Borsellino ho dedicato un articolo, con le mie emozioni, che potete leggere qui: http://www.unanimainviaggio.it/lalbero-della-pace-di-via-damelio-a-palermo/

 

 

 

 

Cosi’ si conclude il nostro giro in Sicilia, breve ma intenso.

In cosi’ pochi giorni abbiamo visto tantissime cose e… mangiato tantissime cose..

La promessa a noi stessi è di tornarci presto, perchè è una regione veramente bellissima!

 

Voglio spendere, al termine, due parole riguardo alla Sicilia con adolescenti.

E’ stata nostra figlia che, da un po’, ci chiedeva di andare in Sicilia.

Era attratta principalmente dal mare bello, dall’Etna e dal desiderio di assaggiare tutte le prelibatezze della cucina siciliana, dagli arancini ai dolciumi, tanto decantati dai parenti. Oltre che, credo, dall’inconscio o meno desiderio di conoscere il paese d’origine della famiglia di suo padre.

E’ rimasta entusiasta, oltre che da tutto questo, che ha ampiamente ripagato le sue aspettative, anche dal vedere i templi greci e le città barocche che aveva studiato a scuola, e anche molto colpita dal venire a conoscenza della storia e della vita di uomini d’onore. Con cosi’ alti valori, che hanno dato la loro vita per il nostro paese, per cio’ in cui credevano, la giustizia, per combattere il fenomeno della mafia.

Pertanto, è una meta super consigliata!

 

 

 

 

settembre 2017

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

tutti gli articoli sulla Sicilia qui

Sicilia

 

 

Visite: 86

Salita sull’Etna, in Sicilia

 

 

Per arrivare sull’Etna, partiamo in auto da Nicolosi, dove abbiamo pernottato.

 

 

 

Percorrendo una meravigliosa strada, che attraversa paesaggi formati da pietra lavica, arriviamo a 1923 metri, dove si trova la funivia dell’Etna. Da li’, con una telecabina, si arriva fino a 2500 metri, al rifugio La Sapienza. Siamo pronti per salire sul vulcano piu’ grande d’Europa.

 

 

Durante la risalita, vediamo la terra della montagna assumere colori diversi, dal marrone, al rosso, al nero e c’è un silenzio da meditazione. Il paesaggio cambia, c’è anche qualche tratto con vegetazione, sopravvissuta evidentemente alle colate laviche.

 

 

Dal rifugio La Sapienza, partono pullman fuori strada che riescono a risalire la montagna di lava, lungo un percorso predefinito.

 

 

 

Ci fermiamo dentro al rifugio per vestirci, perchè là comincia ad essere freddo e soprattutto c’è un gran vento. Per chi non avesse scarpe ed abiti adatti (alcune persone, essendo estate sono arrivate in ciabatte), affittano scarponi, scarpe da trekking, bastoni da trekking, giacche antivento,  e per l’inverno, ciaspole e slittini. . Noi comunque siamo saliti con normali scarpe da running e avevamo portato kway antivento.

 

 

 

I pullman ti portano fino ai crateri sommitali. Per salire occorrono circa 20 minuti.

 

 

Quando arrivi, lo scenario è veramente spettacolare e suggestivo. Sei a ridosso dei coni sommitali e da li’ godi di una vista, che spazia dal mare sino all’interno della Sicilia.

 

 

Con i piedi calpesti la terra lavica, puoi passeggiare sul crinale, guardarti intorno e vedere i crateri, da dove, quando ci sono le eruzioni, esce la lava.

 

 

 

Il terreno è nero, con chiazze rosse dovute al ferro, manganese e zolfo, eruttati e solidificati. Se provi a prendere in mano un po’ di quella terra nera, noti che è leggerissima.

Dal pullman, vieni assegnato ad  una guida da seguire, che spiega quel che vedi, ti indica i coni eruttivi, ti racconta la storia delle eruzioni, ti mostra i punti fumanti nel terreno.

 

 

Lassu’ il vento è ancora piu’ forte, come si puo’ vedere da questo video.

 

 

Il vento non ci ha permesso di restare su quanto sarebbe meritato.  La sensazione è proprio di essere a tu per tu con la forza della natura, che ancora una volta, ha saputo stupirmi.

 

 

 

Scesi di nuovo alla stazione di partenza della funivia dell’Etna, è da non perdere l’Etna Experience,  un filmato in 7d, che dura solo pochi minuti, ma che fa vivere tutto quello che riguarda un vulcano prima e durante l’eruzione. Una simulazione con movimenti, vibrazioni, rumori, vento, acqua, sensazioni tattili, una delle quali mi ha fatto letteralmente sobbalzare dalla poltrona.

Da fare assolutamente dopo la salita, per evitare di restare traumatizzati dalla paura del crollo della funivia che viene simulato. Un’esperienza davvero terrificante!

 

http://funiviaetna.com/escursioni-2/

settembre 2017

 

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Sicilia

(foto di Patrizia Pazzaglia)

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Giornata alle terme con le amiche


 

Almeno un paio di volte all’anno mi capita di prendermi una giornata di relax per andare alle terme con le amiche.

E nonostante non sia mai facile trovare il giorno giusto, mettendo insieme gli impegni di 4 famiglie con figli, non vogliamo rinunciare e arriviamo sempre ad un accordo, attendendo poi con trepidazione la fatidica data.

Un giorno di libertà dalle abitudini, dai doveri della forma, dagli impegni e dalle corse quotidiane. Un giorno solo per noi. Che fa sempre bene. A ridere insieme, a rilassarci, a spettegolare, a confidarci,  a raccontarci. Le nostre preoccupazioni, le nostre gioie, i nostri timori, la nostra vita, quella degli altri.  A prenderci cura di noi, del nostro corpo, delle nostre anime e delle nostre nevrosi :).

Una giornata tra donne, a confrontarsi, mentre la vita scorre.

A concederci il nostro prosecco vista piscina. Bagni caldi e idromassaggio. Sauna, bagno turco, percorsi SPA. Rigeneranti.

E alla sera si va a casa, contente e soddisfatte, di una giornata che sembra sempre troppo corta. Ognuna a vivere un’altro pezzetto di vita, da raccontare la prossima volta.

 

Ci piace sperimentare, qualche volta, ma nei posti che ci hanno particolarmente entusiasmato siamo anche tornate. Prediligiamo strutture con  piscine comunicanti dall’interno all’esterno e con belle SPA. Solitamente andiamo in luoghi non distanti da Bologna, dove abitiamo, per non sprecare troppo tempo in viaggio.

Ecco i luoghi che abbiamo visitato e cosa abbiamo piu’ apprezzato:

 

Aquaria Terme di Sirmione, Lago di Garda https://www.termedisirmione.com/it/aquaria

Le piscine sono sul lago di Garda, il panorama è una meraviglia, e una è anche a sfioro sul lago. La piscina interna non eccelle, ma la spa è molto bella e gli spazi chiusi relax con vista lago formidabili.

 

 

 

 

Hotel Sollievo, Montegrotto (Pd) http://www.hotelsollievoterme.it/

Le piscine sono nuove e moderne, ottima la spa e si puo’ pranzare a bordo piscina

 

Relilax Miramonti, Montegrotto (Pd) https://www.relilax.it/

Bellissima piscina esterna e ambiente raffinato

 

Terme Explanade Tergesteo, Montegrotto (Pd) http://www.esplanadetergesteo.it/

Molte piscine diverse, tanti idromassaggi, bellissima la spa, ambienti molto belli e moderni

 

 

Terme preistoriche Montegrotto Terme (Pd) www.termepreistoriche.it

Piscina esterna in mezzo al verde, enorme camino interno per asciugarsi, la sera fiaccole a bordo piscina che offrono una bellissima atmosfera

 

 

Asmana Wellness, Firenze  http://www.asmana.it/it/

Ambienti raffinati, bar dentro la piscina, buffet aperetivo la sera,  molteplici attività proposte, tra cui fantastici Aufguss

 

 

Villaggio della salute piu’, Monterenzio (Bo) http://www.villaggiodellasalutepiu.it/

Godibile soprattutto d’estate, sulle colline, panorami stupendi, tante piscine a vari livelli, in un parco enorme

 

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

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L’albero della pace di via D’Amelio a Palermo

 

 

Ci sono eventi nella storia del tuo paese che non devono essere dimenticati.

Ci sono uomini che devono essere ricordati come modello, per l’integrità, il coraggio, la forza, la generosità. In un’epoca dove ben altri valori vengono perseguiti, o dove c’è un vuoto di valori.

Durante un viaggio in Sicilia con la mia famiglia, che ci ha portato anche a Palermo, ho sentito forte il desiderio, quasi il dovere, di passare a visitare i luoghi della memoria di due uomini di grande valore.

 

I giudici Falcone e Borsellino.

 

Colpiti a tradimento, assieme ai loro cari, e a coloro che vivevano ormai ogni minuto con loro e dovevano proteggerli, mentre stavano agendo in funzione di cio’ in cui credevano: i loro valori.

I valori.

Cio’ che dovrebbe guidare la nostra vita e in funzione dei quali prendiamo le decisioni di ogni giorno.

Cio’ per cui, per noi, dovrebbe valere la pena vivere. Per qualcuno anche morire.

Non si deve dimenticare, e i nostri figli devono sapere. La memoria deve essere mantenuta.

Oltre alla storia del nostro paese, e quello che è accaduto, devono sapere di che cosa sono capaci gli uomini, nel bene e nel male.

Devono sapere che esistono uomini senza scrupoli e senza coscienza, ma che esistono anche uomini cosi’. Che hanno dato la vita per la lotta contro le ingiustizie.

Via D’Amelio è una via strana. Non è stato facile arrivare nel punto dove scoppio’ l’autobomba il 19 luglio del 1992.

In mezzo ad auto parcheggiate, davanti ai palazzi, c’è un ulivo, chiamato l’Albero della Pace e una lapide con i nomi. Una foto di Paolo Borsellino che sorride. Sull’albero, e sulla base, biglietti con messaggi, cappellini, indumenti, oggetti di ogni genere, lasciati da chi va in visita. Come omaggio, come gesto di stima, come impegno..chissà..

Difficile dire cosa si prova davanti a questo alberoSono emozioni che ti attraversano e ti squarciano.

Tristezza, rabbia, vuoto.

Ma anche tanta ammirazione. Senso di forza. Volontà.

Desiderio di poter essere inondati da quei valori, di poter attingere a tanta rettitudine e dedizione. Ammirazione di fronte alla capacità di non scendere a compromessi e portare avanti la propria battaglia, nonostante tutto e tutti. La giustizia, a qualsiasi prezzo e prima di tutto.

Desiderio che nostra figlia “senta” quello che trasmette quell’albero e tutti gli oggetti, e comprenda quello che rappresenta.

In silenzio, anch’io sento il bisogno di lasciare qualcosa. Come gesto di omaggio. Ma anche per me stessa. Come impegno. Come per dire: ci sono, sono con voi.

 

Lasciamo via D’amelio.

Lungo l’autostrada Trapani-Palermo, il monumento nel luogo dove è avvenuta la strage in cui morirono Falcone, la moglie e la sua scorta, si scorge senza preavviso. Poco prima del cartello autostradale che riporta l’indicazione di  “Capaci” e svetta sullo sfondo delle montagne, riportando solo la data del 23 maggio 1992 e il nome delle vittime.

Lasciamo la città, con la speranza che, dopo aver spiegato a nostra figlia, poco piu’ che adolescente, cosa succedeva in quegli anni e chi erano queste persone, dopo averle fatto leggere il libro “Perchè mi chiamo Giovanni “, di Luigi Garlando, che spiega le cose nella sua lingua, dopo la sensazione provata davanti all’Albero della pace, nell’epoca dei gruppi di whatsapp e degli youtuber presi come modelli, qualcosa resti. Se non altro, la curiosità nei confronti di questi eroi o la capacità di farsi delle domande di fronte alle ingiustizie che, quotidianamente, si incontrano.

E a me, resta un grande senso di gratitudine.

 

(settembre 2017)

 
 
 
 
 
 
 
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Liguria-Golfo dei Poeti

Meno conosciuto delle 5 Terre, il Golfo dei Poeti, in Liguria offre paesini da visitare e paesaggi da vedere talmente belli e poetici, che non si fa fatica a capire perchè gli sia stato attribuito questo nome.

Portovenere, Lerici, Tellaro e la piu’ grande La Spezia, sono da visitare, girandoli a piedi, raggiungendoli in auto o con le barche con cui sono collegati, e godendo di tutta la poesia e la bellezza che riescono a sprigionare.

Nell’articolo che segue, vi racconto la nostra gita in queste splendide località.

Weekend in Liguria: Golfo dei Poeti con bambini…grandi!

(agosto 2016)

 

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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