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Cosa sto scontando che mi arriva da chi mi ha preceduto?

Riflessioni e recensione dello spettacolo del Teatro delle Temperie:  “Il circo capovolto”:

Cosa sto scontando che mi arriva da chi mia preceduto?

 

 

Sono andata a vedere una spettacolo produzione del Teatro delle Temperie, il “Circo capovolto”. Era la seconda volta. Di nuovo un turbinio di emozioni e pensieri per un’interpretazione straordinaria di Andrea Lupo.

Branko non ha mai fatto il circo, lui montava impalcature, ma quando viene a sapere dal padre la storia della sua famiglia e di suo nonno, una irrefrenabile forza lo spinge a voler riprendersi quello che era stato della famiglia, il circo appunto. Non resiste neanche al richiamo della vendetta, promessa dal padre al padre di suo padre e uccide chi ha tradito il nonno.. Lascia tutto e va vivere in un campo rom, come i suoi predecessori, non sa neanche lui perché. Non sa che è in attesa di riportare in vita la loro storia, che gli scorre nelle vene.  Solo attraverso il luccichio degli occhi dei bambini e la loro curiosità ed innocenza, quel che resta del circo, chiuso per anni in 10 scatoloni che ha recuperato, e le sue origini, riprendono vita. Per un’ultima volta, prima di essere lui a sua volta, vittima della vendetta.  

Tutto torna, tutto deve tornare.

Grazie alla forza dell’interpretazione del Lupo, ho vissuto con Branko la sua storia, sono entrata dentro le sue emozioni. Non c’è niente sul palco -solo uno scatolone, che contiene tutto- ma ho visto tutte le scene, tutti i particolari, sentito risuonare dentro ogni grido e mi sono resa conto di quanto sia bello immaginare ed entrare in un mondo irreale che diventa reale nella mia mente.

Una storia intensa che non ti molla un attimo, e che fa nascere una profonda empatia con i personaggi, risvegliando il sentimento della compassione, nella sua accezione di “patire con..”…patisco con Branko che vuole riscattare (o è obbligato?) la sua famiglia, patisco con Senija , Hibrahim e tutti i bambini , che hanno gli occhi che brillano, portatori di curiosità e speranza, patisco con Napapò che è stato tradito e patisco anche con il figlio del traditore Lazlo, che vuole vendicare il padre e uccide Branko,..è come se si  diventasse tutti gli attori della storia, con la consapevolezza che sono semplicemente esseri umani..esseri umani nella loro diversità. E se riusciamo a capire che siamo tutti essere umani, ed essere compassionevoli con gli altri,  possiamo esserlo anche con noi stessi e fare quello spesso ci risulta difficile: assolverci.

Branko è innocente nell’anima, di quella stessa innocenza che ritrova nei bambini curiosi che incontra e che lo cercano; si è trovato come spesso accade a dover “scontare” qualcosa che non ha generato lui ma ha ereditato e che ha “genealogicamente” nelle sue cellule. Quando arriva Hibrahim col grande cappello  del nonno Napapò nel circo ricomposto, il cerchio si chiude. Ma il danno è stato già fatto.

E allora, prima che sia troppo tardi, prima di fare troppi danni, potrebbe essere importante chiederci: cosa sto scontando che mi arriva da chi mia preceduto?

E ripenso a mia nonna, abbandonata, forse perché figlia illegittima di nobili, in un istituto, e al senso di abbandono che da sempre mi porto dietro, alla sensazione di non essere amabile e di non piacere, al dolore quando sento di non essere vista o considerata… e a tutto quello che questo ha portato nella mia vita…

Il “Circo capovolto” mi ha fatto ricordare alcune cose per me importanti:

1-che abbiamo bisogno di assolverci e che sarebbe bello farlo prima possibile, prima della fine della nostra vita

2-che gli uomini si portano dietro la storia delle loro radici, consapevoli o meno e che la storia dei nostri predecessori influenza la nostra vita: c’è un’energia, una forza, che in qualche modo richiede un riscatto o un compimento, una rivincita per noi o per quelli prima di noi

3-che forse abbiamo tutti l’aspirazione a lasciare qualcosa di noi su questa terra, sia essa una cosa materiale, un’opera, un ricordo, un figlio  che porti avanti la nostra storia, insomma un’impronta del nostro passaggio

4-che i bambini, oltre ad essere il nostro futuro possono essere il nostro riscatto, la continuazione di qualcosa di bello che abbiamo cominciato e anche per questo dobbiamo averne cura

5-che se mi puoi conoscere, se ti racconto la mia storia, forse puoi capire che sono una persona migliore di quello che pensi, o che faccio vedere.

Grazie ancora ad Andrea Lupo per la sua spettacolare interpretazione.

(Il circo capovolto ha vinto il Fringe festival di Roma nel settembre 2017)

http://www.teatrodelletemperie.com/

(foto di Teatro delle Temperie)

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

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