Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Il giorno dell’esame di terza media

 

 

Lo ricordo come se fosse ieri, quel giorno.

Sono uscita di casa, i miei jeans scoloriti, la mia maglia a righe bianca e rossa, la borsa con i libri, la faccia pulita, e una mela.

Proprio come quella canzone che era appena uscita, di Vasco Rossi

 

“..E con la faccia pulita, cammini per strada, mangiando una mela, coi libri di scuola…”

 

Volevo assomigliare a quella Alba Chiara, che mi sembrava descritta cosi’ bene..

Quel giorno mi accingevo ad andare a fare l’esame di terza media.

Ricordo l’aria fresca del mattino, il percorso, da sola verso la scuola, un misto di agitazione ed emozione, ancora strane per la mia età.

Non era la prima prova, perché a quel tempo gli esami c’erano anche in seconda e in quinta elementare. Ma cosi’ piccoli, non si aveva ancora piena coscienza di cosa fosse un esame, per cui si aveva meno paura.

Cosi,’ quel giorno, andavo, senza sapere dove sarei arrivata.

Non si mai dove si va, a quell’età e il bello è che non te lo chiedi nemmeno. Vai, con entusiasmo, con un po’ di timore, e vera, o falsa, spavalderia.

Andavo, sapendo, come devi sapere tu, di avere qualcuno a casa che mi aspettava. Di avere un porto sicuro, dove tornare, qualcuno che mi avrebbe accolto, qualsiasi fosse stato il risultato che avrei portato.

E cosi’ sei andata anche tu, oggi.

Sei uscita, con i tuoi comprensibili timori e le tue insicurezze, con le tue convinzioni e le tue speranze.  Che, credo,  siano le stesse che erano mie. Con la tua maglia e i tuoi pantaloni rigorosamente neri, e i tuoi libri di scuola. Il tuo solito sorriso del mattino. E la tua faccia pulita, come era la mia.

Non sei andata sola,  ti abbiamo accompagnato, col piacere di accompagnarti, a scuola e nella vita. Ti abbiamo lasciato a fare il tuo dovere, ad affrontare il tuo primo esame, quello di terza media. Quello per cui, come prima volta, ti sei organizzata da sola, prendendoti le tue prime responsabilità, i piaceri o le delusioni di quello che sarà il risultato.

Dopo questa prova, sarai cresciuta.

Comincerai ad andare da sola nel mondo, proseguendo il tuo percorso verso l’autonomia. Verso il tuo domani, quello a cui stai cominciando a dare una direzione, quello che imparerai a costruirti.  E questo esame sarà solo il primo di una lunga serie.

 

“..e quando guardi con quegli occhi grandi, forse un po’ troppo sinceri..si vede quello che pensi, quello che sogni ..” (Alba Chiara)

 

 

 

Che i tuoi pensieri siano sempre positivi, come lo sono ora, e che ci siano sempre sogni nel tuo cuore.

 

 

 

 

13 giugno 2018

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

 

 

 

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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