Viaggi di testa e viaggi nel mondo

La meraviglia di Cayo Largo

 

 

 

Immagina un mare dalle tonalità che virano dal verde al turchese. Stelle marine arancioni che giacciono sulla riva. Lingue di sabbia su cui passeggiare. Una sabbia che sembra borotalco. Una spiaggia con centinaia di palme. Due spiagge raggiungibili con un trenino stile Gardaland.

Sei a Cayo Largo, un’isola a 177 km. a sud dell’Havana, a Cuba.

 

 

La prima volta l’ho vista in escursione durante un soggiorno di mare a Santiago. Per raggiungerla abbiamo dovuto prendere un aereo anteguerra, alla vista ben poco affidabile, una specie di bus volante con le toppe, sedili sbilenchi, freddo allucinante, lento..un paio d’ore da incubo.

Ma all’arrivo..uno spettacolo. Un giro in catamarano, dove ho mangiato la miglior aragosta della mia vita, cucinata al momento, un po’ di snorkeling, Cayo Iguana e l’approdo a Playa Sirena.

 

 

Ho deciso di tornarci poi con la famiglia. Un last minute, dopo le feste natalizie, volo diretto, alloggio al Resort Playa Blanca.

 

 

A quei tempi avrebbe avuto bisogno di una rinfrescata, ma era comunque molto gradevole, palazzine con camere molto grandi, belle piscine e aree gioco per i bambini, buffet appena sufficiente, ma un ristorante a picco sul mare con pesce fresco per il pranzo che era una favola. Alla sera c’era l’animazione, ma non abbiamo mai assistito, soltanto l’appuntamento fisso era al concertino del gruppo cubano che suonava sempre dopo cena e prima degli spettacoli, i Santa Fe, una meraviglia.

 

 

La spiaggia del resort non era molto larga, forse una delle piu’ strette di tutti i resort, che si trovano tutti su quel lato dell’isola, e il mare era sempre piuttosto mosso perchè dalla parte dell’oceano, ma i colori meravigliosi invitavano a stare comunque li’, vicino alle rocce a guardarlo.

 

 

 

 

Con una bella passeggiata si arriva anche alle spiagge degli altri hotel, godendo di paesaggi bellissimi. E’ qui che per la prima volta ho visto un colibri’, con il suo battito di ali velocissimo.

 

 

Le spiagge piu’ belle si raggiungevano con il trenino o con un taxi.

 

 

Playa Sirena e Playa Paraiso. 15 minuti di strada asfaltata, che poi proseguiva entrando in una parte incontaminata. Non ci sono strutture o resort là, solo un paio di bar e ristoranti, perfettamente inseriti nel paesaggio. La prima che si incontra è Playa Sirena.

 

 

 

Spiaggia enorme, ombrelloni di paglia sotto cui posarsi (gratuitamente), lingue di sabbia su cui passeggiare. Proseguendo  lungo la spiaggia o scendendo alla fermata successiva del trenino, si arriva a Playa Paraiso, dove le tonalità spaziano dal verde, all’azzurro al bianco del mare e dove si trovano decine di stelle marine arancioni. La spiaggia, oltre alla riva, è una distesa di palme dal fusto piccolo, mai viste cosi’ tante.

 

 

Dall’hotel si raggiunge in pochi minuti di bus la Marina di Cayo Largo.

 

 

Si puo’ visitare un ricovero per tartarughe, dove vengono allevate o curate, per poi essere a tempo debito liberate.

 

 

Alla Marina, c’è l’ospedale e una scuola che si puo’ visitare, negozi e un bel parco giochi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E dalla Marina si parte per le escursioni. Noi ne abbiamo fatta una che comprendeva la visita a Cayo Iguana, un’isola abitata solo  da enormi iguana, spesso mimetizzate col terreno che si possono anche vedere a distanza ravvicinata.

 

 

Una sosta per lo snorkeling, e una sosta alla spiaggia delle conchiglie, una sabbia bianca in un mare azzurro senza limiti!

 

 

L’unica cosa che non è stata troppo favorevole è stata la temperatura a gennaio. La settimana piu’ fredda di quell’anno, ci dicevano i cubani. La sera scendeva anche fino a 14 gradi, al giorno a volte si aggirava anche attorno ai 20. Sulla barca durante l’escursione, felpa e kway antivento, ci hanno tenuti caldi, buttarsi in acqua e fare snorkeling è stata dura.

 

 

Ma il sole è sempre stato presente, e nonostante la temperatura, abbiamo apprezzato le mille bellezze di quest’isola.

Cayo Largo è un posto per chi ama la vita di mare. Meraviglioso.

Volendo si puo’ fare l’escursione all’Havana, che merita pero’ un viaggio a parte.

Ma questo è un altro viaggio.

 

 

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(foto Patrizia Pazzaglia)

 

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

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Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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