Viaggi di testa e viaggi nel mondo

L’Africa in diretta

 

 

Questo è un piccolo diario che ho scritto in occasione del nostro viaggio in Kenya.. tutte le emozioni, le sensazioni vissute a caldo, che hanno contribuito a provocaremi un inguaribile Mal d’Africa.

Pronti per esserne contagiati?

 

16.07.2012 davanti alle palme in uno stupendo giardino del posto dove alloggiamo, il Mimi Na Wewe..in Africa  

Il Mimi Na Wewe .. in Africa, che significa Io e te ..in Africa, è una struttura di 6 cottage,  gestita da una famiglia italiana, Gianni, Gloria e il figlio Luca. Ho scelto questo posto perchè ogni volta che leggevo le recensioni di altri ospiti su Tripadvisor, mi emozionavo fino alle lacrime.. Da questo ho capito che era il posto per noi!!!

 

 

Siamo gli unici ospiti nella struttura, con la famiglia Cavallini, il loro cane Ciro, il gatto Paca Moja, altri simpatici animaletti e gli africani che ci lavorano!!

Una delle nostre valigie non è giunta al nostro arrivo a Mombasa,  ma finalmente oggi, dopo 2 giorni, siamo riusciti a recuperarla: era arrivata il giorno successivo, ma la compagnia aerea ci ha comunicato che non ce l’avrebbero consegnata (quando torno faccio una lettera di reclamo all’Ethiopian Airlines, che sul regolamento prevede la riconsegna). Il figlio di Gianni e Gloria ha prontamente cercato di rintracciare qualcuno che andasse in aeroporto a prendere altri turisti, per recuperarcela..quando è arrivata mi sono resa conto di quanta roba inutile ho portato!!! Pensare che in questi 2 gg abbiamo usato l’indispensabile, cio’ che avevamo addosso o che ho portato, come sempre per sicurezza per il caso, nel bagaglio a mano..l’organizzazione con il kit di emergenza nel bagaglio a mano stavolta è servita. Giada ha usato come pigiama una maglia ripescata tra le cose portate da lasciare qui in Kenya a chi ne avesse bisogno, e io, ho pensato, che mal che fosse andata, avrei trovato di sicuro anch’io qualcosa da mettermi, tra quelle cose!

Il Mimi Na Wewe non è una struttura per tutti. La stanza è molto spartana, ma ti fa vivere in pieno l’atmosfera africana; per fare un esempio, prima dovevo asciugare i capelli e non c’era una spina davanti allo specchio; poi mi è venuto da pensare che qui hanno i cellulari ma non la luce x ricaricarli e quindi devono andare in un negozio apposito per la ricarica; che hanno le case fatte di mattoni e fango o solo di fango, che quando piove possono anche distruggersi; che mangiano di tutto, ci hanno detto, anche i topi..e allora penso che sono fortunata, e che i capelli verranno come verranno, tanto con l’umidità si arruffano subito lo stesso..

 

 

Il giardino e il contesto sono bellissimi, bella la piscina, il ristorante col  tetto di paglia, all’aperto, dove mangiamo molto bene: al giorno pasta ben cucinata, alla carbonar o alle verdure;  verdure come secondo (molto buone) e frutta; alla sera, carne o pesce, verdura e frutta; l’altro ieri sera c’era un filetto buonissimo, ieri sera pollo fritto e patate; 5 euro x il pranzo 8 x la cena e possiamo decidere giorno x giorno se mangiare qui o altrove..E’ un posto sicuro, chiuso, per cui Giada scorazza come se fosse a casa sua, giocando con il mastino napoletano che hanno, Ciro, il gatto, 4 tartarughe e 3 ricci..

 

 

Facciamo gran chiacchiere con i proprietari, che ci fanno anche da guida privata ed è tutto incluso. Oggi ci hanno chiesto se sappiamo giocare a burraco, magari ci scappa pure una partitina.

Ieri siamo andati a messa africana, un’esperienza bellissima, le chiese sono fatte con tetto di alluminio tutte aperte, la gente va con il vestito della festa; dopo il sermone del pastore, che anche se non capivamo niente, toccava il cuore, era veramente sentito, e le loro preghiere ad alta voce, si sono messi a cantare, tipo gospel, poi a suonare tamburo e strumenti e poi a ballare..anche i bambini ballavano, una grande emozione!!  E poi ci guardavano, contenti e orgogliosi che fossimo li!

 

 

 

messa africana pastore Tsopa 

(clicca qui per vedere il video)

Abbiamo passeggiato nel bush, il loro bosco, terra rossa e alta vegetazione, dove vivono alcuni, con i loro animali, capre mucche, tutti  ci salutavano, “jambo, jambo“, vedendoci passare, case di fango, bagni in comune.. L’Africa

 

 

Il villaggio, Timboni, è tranquillo, non turistico, stai in pace, molto diverso da Watamu,  a 10 minuti di tuc tuc ..qui la stagione è ancora indietro, a Watamu, che raggiungiamo con 1 euro in tuc tuc, i resort sono ancora chiusi, non ci sono turisti in spiaggia, solo beach boys; siamo già stati in alcune spiagge e questa settimana hanno molte alghe, il mare non è gran che, ma dipende dalla  marea che dovrebbe cambiare da mercoledi’e traformare il mare in cristallino; non abbiamo ancora preso ben confidenza con Watamu, ma siamo contenti comunque di aver scelto di stare qui, a Timboni.
Oggi abbiamo fatto una passeggiata sulla spiaggia di 5 km, il sole andava e veniva quindi c’era una temperatura perfetta..poi ritorno, pranzo, Giada ha nuotato nella piscina e ci siamo veramente rilassati..la sera non è freddo, si sta bene; ora stiamo aspettando di sapere quando potremo fare il safari di 1 notte e 2 g; per il resto vivremo alla giornata..

Ora sotto un cielo stellato, davanti a una lampada a petrolio,  seduta in una comoda poltrona di legno africano..stile la mia Africa, vi saluto.

 

 

Fine della prima puntata…

18.07.12

Oggi giornata grigia, si era prenotato una gita a Sardegna 2, una delle spiagge piu’ belle dei dintorni ma piuttosto distante, con il taxista di fiducia. Siamo andati fiduciosi che si aprisse al bel tempo, una strada infame, ma nulla..non si è aperto nulla, spiaggia bellissima con la bassa marea, una lingua di sabbia enorme.. chissà che bei colori  col sole..ma pazienza, come dicono qua, hakuna matata, non importa, ci siamo fatti una bella passeggiata, ed è stato bello comunque. Siamo tornati proprio quando iniziava a piovere..tanto qualcosa si doveva fare; nel pomeriggio siamo andati nel bush con Davide,  un ragazzo che lavora qua, che ci ha accompagnato, dove, sparsi, vivono i locali in case di fango o misto fango e cemento, in mezzo alla vegetazione.

 

 

Ci siamo fermati a fare la spesa, qualche kilo di di farina di polenta, zucchero, fiammiferi, detersivo, fagioli, da portare a casa del pastore (prete) alla cui messa abbiamo partecipato domenica, che ha 6 figli e 14 orfani che vivono con lui, da sfamare..anche qui grandi  emozioni, una grande accoglienza; ci ha mostrato la stanza unica dove dormono 16 bambini, ci ha parlato dei suoi progetti di creare una scuola nella chiesa, per aiutare la comunità, c’era la moglie con un sorriso bellissimo, e con uno dei bambini di 2 anni che stava  attaccato a lei perchè …ha paura dei bianchi! Eh qui, al contrario di noi che da piccoli avevamo paura dell’uomo nero, i bambini hanno paura dell’uomo bianco!

 

 

 

Ieri invece siamo andati al mattino a Watamu, a piedi,da qui, circa 1 km, passando sempre all’interno del  villaggio. Ci siamo fermati in un bel tratto di mare senza alghe e al pomeriggio abbiamo fatto una gita a Marafa, detta anche la “Cucina del diavolo“:  km e km di strada di terra rossa, a tratti dei villaggi di poche case,  gente con capre o mucche sulla strada o che va a prendere l’acqua facendosi tantissima strada a piedi..finchè siamo arrivati in un canyon meraviglioso da vedere al tramonto, con colori fantastici, dove si passeggia anche all’interno; un paesaggio magnifico, alla fine, sono saltati fuori una decina di bambini, soli, che si sono messi in fila in ordine di altezza dietro di noi, accompagnandoci fino alla fine del nostro tour..

 

 

A cena ci hanno preparato polipi prenotati al mattino e consegnati dai pescatori e poi ci è scappata la partita a burraco: abbiamo preso la paga.!
Niente da dire, queste persone sono proprio carine, ti curano, ti propongono cose da fare anche in giornate come queste, ti raccontano delle difficoltà che hanno avuto e che hanno vivendo qui e con la loro attività, insomma, ti senti proprio tranquillo ..speriamo il tempo migliori per domani..
jambooo

20.07.12

Qui il tempo continua a cambiare con grande velocità, ieri mattina era nuvoloso e abbiamo approfittato per andare a vedere le rovine di Gede, resti di una città araba del 1300 in mezzo a una giungla di baobab, sequoie, anacardi, ecc, ecc. con tanto di scimmiette che ti venivano addosso se gli davi le banane..

 

 

Al pomeriggio è uscito il sole, siamo andati in spiaggia a Ocean Breeze, che con l’alta marea era bruttissima, tant’è che ci siamo fatti venire a prendere col tuc tuc, per spostarci altrove..tornati stamattina, Davide,  messo a disposizione per noi per guidarci ad esplorare Watamu, lo spettacolo era quello della prima foto…chi ha detto che il mare a Watamu non è un gran che?

 

 

Dipende dalla marea, e stamane vi garantisco che era spettacolare; certo a riva di alghe ce ne sono tante, non maleodoranti ma che rovinano il paesaggio con la bassa marea, anche se trovi comunque spiagge senza alghe. Dicono che a dicembre e gennaio sia uno spettacolo, la spiaggia tutta pulita senza alghe…  Il momento migliore per fare il bagno se ci si vuole immergere completamente è quando sta arrivando l’alta marea, pero’ trovi posti anche dove la bassa marea non è cosi’ bassa..in questa stagione noi non facciamo particolarmente voglia di fare gran bagni, non siamo andati alla spiaggia dorata, non credo che andremo, abbiamo scelto altre cose da fare e preferisco andare ad alcune spiagge bianche belle, anche se già viste perché cambiano aspetto con la marea diversa.. 

24.07.12

Siamo partiti ieri per il safari allo Tsavo est alle 6, bellissimo, abbiamo visto molti animali, molti elefanti e giraffe, zebre, dick dick, babbuini, struzzi, facoceri , 2 leoni e 1 leonessa, molte antilopi giraffa e  antilopi d’acqua e una mandria di bufali che è venuta ad abbeverarsi nella pozza che c’era davanti al nostro lodge, in savana..una grande emozione, sembrava di essere in un film di cow boys..il paesaggio della savana è splendido, soprattutto al tramonto e di prima mattina, sono stata tutto il tempo in piedi con la testa fuori dal pulmino, una sensazione bellissima..
La strada comunque è tanta, circa 700 km da fare in 2 gg, non asfaltata, lunghe distanze per entrare ed uscire dal parco e per arrivarci.. sono contenta di aver scelto quello di una notte e non quello di 2, perchè credo proprio che sia eccessivamente pesante…
Domani mattina andiamo a visitare un paio di scuole, una delle quali è dove insegna la moglie della persona che ci porta in giro col tuc tuc..porteremo cibo e un po’ dei vestiti di Giada, per chi ne ha bisogno.

Adesso dormo perchè ci siamo alzati alle 5.30, ma abbiamo visto anche l’alba nella savana..

 

 

25.07.12

…direte: ma non ha altro da fare quella in Africa, che scrivere? In realtà mi rilassa e mi piace molto scrivere la sera, su una sedia, in mezzo al giardino e ripercorrere la giornata vissuta,e anche condividere queste esperienze…oggi mi sono svegliata col mal di stomaco, indigestione di mango direi, perchè qui sono buonissimi…per fortuna sono riuscita a vomitare prima di pranzo, non sono ancora a posto, infatti ho anche un po’ di febbre stasera, ma forse sono state tutte le emozioni della giornata (o il vento dal tettuccio nello Tsavo..).
Partiamo da stasera, dal massaggio superbo sotto un mango, con il rumore del vento e degli uccelli..finito il massaggio, il solito rito della sera che mi piace tantissimo, Incisi, l‘ascari, ovvero il guardiano di notte, passa appena si fa buio ad illuminare il giardino, riempendolo di lanterne a petrolio, che ha pulito e sistemato con cura dalla notte precedente..

 

 

Pomeriggio, poche ore al mare col tuc tuc, in una spiaggia dove non ci sono alghe, Garoda, enorme e bianca, mentre l’alta marea pian piano arrivava..

Stamane i proprietari del Mimi Na Wewe, con un’altra coppia con ragazzino, arrivati 2 gg fa, ci hanno portato in una scuola in mezzo al bush, che cercano di sostenere. Ci siamo fermati prima di arrivare a far la spesa (un’esperienza anche vedere il negozio), perchè spesso non hanno da mangiare.. vedere le classi dove fanno lezione, tavoli e sedie a pezzi, le latrine, 3 lamiere aperte, la cucina dove preparano il pranzo, ti stringe il cuore..ci ha condotto in tutte le classi la direttrice, Mrs Joice, che quando entra tutti gli scolari salutano in coro e rispondono in coro alle sue domande; siamo arrivati quasi ad ora di ricreazione, i bambini sono usciti e hanno cantato canzoncine e ballato, mi hanno strappato le budelle, quando hanno cantato a sguarciagola “I’m happy today, so much happy..the time to be happy is now and the place to be happy is here..” 
Dopo tutti in fila a lavarsi le mani in un bidone d’acqua, e a prendere la merenda, il porridge, una brodaglia fatta con farina acqua e zucchero..

Poi hanno hanno giocato un po’, alcuni mi si sono avvicinati e volevano una foto per rivedersi, ma non riuscivo a riprenderli perchè mi stavano attaccati, e quando si vedevano, ridevano e ridevano….Giada all’inizio era guardinga, poi verso la fine ha cominciato a correre con loro in una sorta di strega avvelenata..quando siamo andati via, Mrs Joice, la mamy, ci ha abbracciato tutti in un abbraccio da grande madre qual’è, noi e lei tutti commossi..

La seconda visita è stata ad una scuola materna fatta di fango, unica classe con 36 bambini e la maestra è la moglie del nostro autista di fiducia di tuc tuc; anche qui hanno cantato canzoncine e ballato, e li’ abbiamo approfittato per lasciare i vestitini piu’ piccoli che avevo portato..

Non si riesce a descrivere, se non si vive questa esperienza, le foto non rendono, forse alcuni video che abbiamo fatto, ma vi garantisco che è stata una cosa molto toccante..

 

i’m happy today

(clicca qui per vedere il video)

26.07.12

Oggi era l’ultimo giorno, Gianni e Gloria ci hanno proposto una gita a Mida Creek, un parco naturale dove il mare entra nella terra in mezzo alle mangrovie, e si attraversa un lungo ponte tipo tibetano,per arrivare al mare..Al nostro arrivo, dopo aver fatto i biglietti, abbiamo visto che sul ponte c’era una scolaresca, quindi parecchia confusione. La nostra guida, che si fa chiamare Felice Caccamo, ci ha chiesto se volevamo andare a casa sua, li’ vicino. Abbiamo fatto qualche metro e siamo arrivati in un borghetto con poche capanne di fango, tra le palme, dove c’erano donne e bambini, i Kanga stesi, le donne e i bambini che ci guardavano silenziosi. E’ salito su una palma e ci ha offerto succo e cocco fresco; ho chiesto ad un’anziana con abiti coloratissimi se potevo farle una foto, si è messa in posa e dopo le ho fatto vedere la sua immagine..stupita e felice mi ha preso per mano e mi ha portato dalle altre donne, era entusiasta voleva mostrare la foto a loro, sembrava una bambina..e dopo si intuiva che tutte desideravano fare una foto, per rivedersi..li’ non possiedono specchi e per loro è un’occasione unica..

 

 

Lasciare questo posto domani, sarà molto dura.

Il mio mal d’Africa, iniziato lo scorso anno a Zanzibar, è peggiorato, ma i ricordi di quello che ho vissuto rimarranno sempre dentro di me. Vorrei che tutte le volte che mi lamentero’, che non saro’ contenta, che mi mancherà  qualcosa mi tornassero alla mente questi luoghi, queste persone, queste sensazioni, per ricordare quali sono le cose importanti..

jambo

(clicca qui per vedere il video)

 

il sito del Mimi na wewe..in Africa

 

(Luglio 2012)

tutti gli articoli sul Kenya

 

La cucina del Diavolo a Marafa-Kenya

Kenya, emozioni in Africa

Safari in Kenya

 

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

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Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

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