Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Adolescenti: del bullismo e di altri mali del nostro tempo

 

 

E’ vero che i bulli ci sono sempre stati, ma è anche vero che gli adolescenti di oggi hanno confini piu’ fragili.

E’ vero che non è tollerabile la violenza fisica, ma è anche vero che fa altrettanto male l’esclusione, la derisione, il volere far sentire inadeguati.

E’ vero che i bulli o le bulle in fondo sono soggetti piu’ fragili e problematici, ma è anche vero che non si puo’ restare a guardare e far subire ad altri, in altrettanta fase critica, delle cattiverie.

E’ vero che diventano presto adolescenti ma è anche vero che lo restano troppo a lungo.

E vero che hanno bisogno di essere visti, ascoltati, riconosciuti, ma è anche vero che non sanno piu’ cos’è una “compagnia”, cos’è il cameratismo, la fratellanza, la solidarietà.

E’ vero che anche in passato c’erano le droghe, ma è anche vero che oggi ci sono le smart drug, meno costose e facilmente reperibili, che creano danni anche peggiori.

E’ vero che i ragazzi anche in passato si ubriacavano, ma è anche vero  che magari non possedevano un’auto e avevano meno soldi per farlo.

E’ vero che anche un tempo le ragazze trasgredivano e passavano un periodo in cui vestivano o si comportavano in modo eccentrico, ma è anche vero che oggi l’età media in cui cominciano a farlo si è abbassata e vediamo ovunque veline o lolite.

E’ vero che c’erano anche una volta, quelli che venivano dal meridione del mondo, ma è anche vero che erano in numero minore quelli che inneggiavano alla violenza.

E’ vero che la scuola puo’ fare interventi, ma se poi  a casa non segue una’”educazione”, una sensibilizzazione, una volontà di affrontare le questioni, gli interventi scolastici servono a ben poco.

E’ vero che il telefono serve per rintracciare i nostri figli e farci sentire piu’ tranquilli ma è anche vero che non sappiamo dosarglielo e che stiamo crescendo una generazione di ragazzi dipendenti e con il deficit dell’attenzione.

E’ vero che è importante che facciano sport, discipline artistiche, che facciano cose e vedano gente, ma tutti questi stimoli e impegni stanno contribuendo a creare un esercito di iperattivi, incapaci gestire i momenti di vuoto.

Gli diamo i giochi elettronici alla materna, lo smartphone alle elementari, gli compriamo i vestiti di marca alle medie, non vogliamo far loro mancare niente, vogliamo che siano al top, gli diamo tutto quello che chiedono. Ma è vero che cosi’, concedendogli tutto, gli togliamo il potere del desiderio.

 

E’ vero, è tutto vero.

Ma se non siamo disposti noi a vedere, e a metterci in discussione, a ragionare un po’ su tutto questo, su questi adolescenti, e a fare qualcosa, allora, dove andremo a finire? dove li vedremo andare a finire?

 

 

 

foto by Patrizia Pazzaglia

(marzo 2018)

 

 

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2 mesi fa

ciao. sai, io sono una ex-insegnante di inglese. Il bullismo c’é già dalle scuole elementari. Nelle scuole medie esiste anche il cyberbullismo. Noi insegnanti purtroppo siamo impotenti con questi giovani bulli. Generalmente gli studenti bulli che noi conosciamo, sappiamo chi sono, sono dei problematici, casi sociali , figli dell’alcol, oppure con genitori separati che non reggono alla separazione dei genitori, oppure figli di buone famiglie economicamente stabili ma con vita mondana già dall’infanzia …. diventano bulli o iperattivi, subito. Se i bambini non imparano sin dalla nascita a stare tranquilli a casa a giocare con un giochino sviluppano subito l’iperattività.
A noi insegnanti non piace dare la colpa ai genitori, ma mi dispiace dirlo, ci basta un gesto o uno sguardo da parte di bambini o studenti per capire da che famiglie provengono, che rapporto hanno con i genitori, che genitori hanno, e …. NON abbiamo mai sbagliato sulle nostre impressioni, perchè poi vengono fornite informazioni e guarda caso, avevamo ragione, avevamo capito bene. La scuola può fornire dei corsi, delle giornate, delle uscite didattiche sul bullismo per parlarne, ma se in classe ce n’è uno come questi che durante la lezione si alza, va in giro per la classe e alza le mani sul compagno e minaccia l’insegnante, … c’è poco da fare. Diventano vittime anche gli insegnanti che perdono il loro ruolo di educatori. E poi, educatori, ma le situazioni che si vengono a creare nelle classi sono così estreme che un insegnante non ce la fa. I bulli vanno educati individualmente, non può un insegnante tenere a bada il bullo, tranquillizzare gli altri studenti e poi fare lezione…..ma bisogna conoscere le dinamiche della scuola.

Mi fa piacere scoprire che tu ti interessi di queste cose, e sembra anche che tu ti stia assumendo delle responsabilità nel tuo ruolo genitoriale. Alcuni genitori alle udienze dicevano che loro ai figli non devono dire niente perchè già lo sanno che se succede qualche cosa, loro (i figli) la pagano. Sono genitori attenti, e sono genitori che ci tengono, e sono genitori che giustamente si vergognerebbero di avere figli maleducati o insopportabili o scoccianti o con problemi comportamentali. Purtroppo a tanti genitori sfugge il loro ruolo di educatore, e purtroppo tanti di questi non sono alcolizzati ma gente con situazione economica stabile e buona posizione sociale.

Così, da quanto leggo dal tuo post, credo che la tua giglia sia una brava ragazza, in fase adoloscenziale, che stia crescendo e stia conoscendo tante nuove realtà. E la mamma le è molto amorevolmente vicina. I frutti sono gustosi.

Quello che manca nelle famiglie è anche l’amore. Un figlio va cresciuto con amore, va desiderato, deve essere le gioia e l’orgoglio del genitore. Tante donne e tanti uomini mettono figli al mondo senza averli programmati e senza averli voluti e così sono di peso. Questo avviene molto spesso nelle famiglie economicamente stabili e con buona posizione sociale.Dobbiamo smettere di pensare che i bulli sono solo i figli di genitori alcolizzati o di nomadi (cosidetti Zingari), o di profughi poveri che non conoscono la lingua.

Grazie per il tuo contributo Penso che potresti inventarti una azione/campagna contro il bullismo da realizzare nel blog, sai quante visite riceveresti? e anche qualche cosa nelle scuole e nelle strutture sociali e sanitarie e nelle parrocchie affinchè le giovani coppie capiscano che cosa è la respinsabilità di un figlio. E tu hai molto buon materiale scritto e anche una figlia brava ragazza frutto della tua educazione e mentalità.

ciao

2 mesi fa

L’adolescenza è un periodo difficile per qualsiasi ragazzo in qualsiasi periodo storico ma senza dubbio al giorno d’oggi la nostra società è molto complessa e essere giovane non è semplice

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

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Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.