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Peloponneso

Peloponneso ed Atene: organizzare la vacanza

 

 

Le tappe del nostro tour in Grecia di luglio, nel Peloponneso, più  visita ad Atene, della durata di 11 giorni sono state le seguenti:

 

PELOPONNESO

Canale di Corinto, visita dal ponte al canale

Monemvasia 1 notte

Elafonisos chiamata anche Cervi 7 notti

 

Gythio, giro sul lungomare dove ci sono i polpi appesi, poi penisola del Mani,  Peloponneso sud orientale (secondo “dito”)

 

PENISOLA DEL MANI

Limeni, visita con pranzo alla Taverna O Takis con vista tartarughe

Areopoli, visita al tramonto con cena

Gerolimenas 1 notte

 

ATENE

Atene centro, visita città 2 notti

 

 

 

Volo

Ryanair da Bologna ad Atene.

Più breve il viaggio per Elafonisos sarebbe con volo su Kalamata, che ha partenza solo in estate da Bergamo (noi abbiamo preferito viaggiare in Grecia piuttosto che in Italia😄)

 

Percorso

Da Atene ci sono 4 ore di auto fino a Monemvasia e un’altra ora per Elafonisos –

Da Kalamata ci sono poco più di 3 ore di auto per Elafonisos (naturalmente in questo caso si salta Corinto e Monemvasia)

 

Mezzi

Autonoleggio

Grekostar, (uno dei pochi che consente trasferimenti in ferry ed isole e senza supplementi..Attenzione perché la maggior parte delle persone non sa che non si possono traghettare le auto a noleggio sulle isole o non si è coperti; oppure spesso in caso di possibilità deve essere richiesta autorizzazione per scarico responsabilità o supplementi)

noleggio 9 giorni, da Atene aeroporto, riconsegna ad Atene centro (hotel Ederlezi)

Traghetto

da Pounta a Elafonisos, durata 10 minuti, frequenza ogni mezz’ora/ora, non occorre prenotare

 

Alloggi

 

–> Monemvasia o Malvasia, 1 notte da Kellia guesthouse, all’interno del castro, in piazzetta vista mare, camera caratteristica, set di cortesia, Malvasia offerto in camera, con super colazione. Prenotato dal sito

 

–> Elafonisos, 7 notti da Domatia Me Thea, monolocale nei pressi di Simos Beach con vista mare Simos e spiaggia di Lefki. Funzionale ed arredato con mobili di pregio e particolari deliziosi, cambio lenzuola e asciugamani ogni 2 giorni, host gentilissimo, che ama il suo lavoro, con grande attenzione per il cliente

Da qui la spiaggia è raggiungibile anche a piedi in una ventina di minuti, la cittadina di Elafonisos e la spiaggia di  Kato Nisi sono a 4 km di auto. Prenotato via mail

Elafonisos ha un mare davvero con colori caraibici. L’isola è solo 20 km, ha 4 spiagge, e una cittadina col porto molto carina.

Le spiagge distano 4 km dalla cittadina (e viceversa😆).

 

–> Girolimenas, 1 notte da Laoula luxury guesthouse, balcone proprio sul mare, camera ampia e bellissima con particolari di pregio, ottima colazione con prodotti fatti in casa, lettini a disposizione sulla roccia e scaletta privata di accesso al mare. Prenotato via mail

Il Peloponneso mi ha stregato, non avrei immaginato, ho anche pensato che mi piacerebbe ritirarmi lì (quando si dice: voglio scappare su un’isola deserta😄, in quel senso), una gran pace con la sua natura aspra e selvaggia.

 

–> Atene, 2 notti, Ederlezi boutique hotel, zona Psirri/Ermou, camera bella e spaziosa con mobili in legno, ottima insonorizzazione, bottiglia di vino come benvenuto, terrazzo sul tetto. Molto supporto dall’host per informazioni su parcheggio, ristoranti, prenotazione taxi. Prenotato via mail

Atene ovviamente è stupenda con la sua storia e i suoi monumenti, ma c’è un gran caos, è molto vivace, con locali bellissimi in ogni angolo!

 

PREZZI

La Grecia ormai non è più la meta economica che era in passato.

In questo viaggio incide molto la spesa del noleggio auto.

I prezzi degli alloggi non sono bassi ma rispetto alla qualità sono molto meglio di quelli in Italia.

I prezzi per mangiare nelle taverne non sono bassi ma sono inferiori a quelli in Italia, anche nelle location più belle vicino o sul mare. Quelli dei market sono leggermente superiori a quelli in Italia.

Costo di ombrelloni e lettini a Elafonisos: 30 euro a Simos, 20/25 a Kato Nisi.

Noi abbiamo poi optato per l’acquisto di spiaggine a 20 euro l’una, visto che l’host ci ha prestato un ombrellone, e in questo modo potevamo metterci dove c’era davvero poca gente, o a volte nessuno

 

Segnalo che in Grecia c’è un’ora in più rispetto all’ Italia

 

 

Luglio 2023

 

 

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Grecia: Peloponneso e Atene

 

 

 

 

 

 

 

Visite: 901

In giro per la calda e caotica ATENE

 

 

Atene, città viva, tanta storia, tanto da vedere e tanto da vivere.

La nostra è stata una visita superficiale, col poco tempo che avevamo a disposizione, un giorno e mezzo, e il grande caldo di fine luglio: volevamo vedere le cose principali e camminare anche senza meta per le sue strade dove ogni angolo è un pezzo di storia, assaporandone l’atmosfera, senza troppo impegno.

Tuttavia girare per Atene non è così semplice. Seguire la guida Lonely Planet, tra il caldo e la difficoltà ad orientarsi con i nomi complicati delle strade, è risultato davvero ostico🥺.

È una città incasinata: perché c’è traffico, perché c’è tanta gente, perché le distanze sono più grandi di quelle che sembrano dalla mappa, perché non è facile trovare i nomi delle vie, e quando si trovano spesso sono scritti con l’alfabeto greco, o sono difficili da memorizzare per noi..

 

 

L’atmosfera che si respira è più di una città mediorientale, che europea. Soprattutto quando si arriva a Piazza Monastiraki, il fulcro di Atene, con la visione dell’Acropoli che domina sulla collina, le persone che si accalcano vicino a qualche artista di strada, la bella chiesa ottomana, e il punto da dove partono le stradine dei mercati e dei ristoranti, e in direzione dei monumenti più importanti

 

 

Nel pomeriggio della giornata che ci siamo fermati in città, dopo aver trascorso la mattinata all’Acropoli, abbiamo dovuto fare una siesta, per non soffocare per la calura, e non giungere a sera sfiancati.

 

Arrivo ad Atene

Arriviamo ad Atene nel tardo pomeriggio, dopo aver attraversato i diversi paesaggi che si sono avvicendati durante il viaggio, e una bella autostrada per gran parte del percorso: veniamo da una settimana trascorsa ad Elafonisos e un breve giro nel Mani, in Peloponneso, dove abbiamo visitato le cittadine di Limeni, Areopoli e Gerolimenas.

Fortunatamente abbiamo accordi con il rent a car per lasciare l’auto in città all’arrivo (e non all’aeroporto dove l’abbiamo prelevata), nei pressi del nostro hotel, visto che non ci servirà per girare in centro: infatti ci rendiamo conto subito del traffico convulso di Atene, passando da una delle sue vie principali, Ermou.

Il nostro alloggio ad Atene

Alloggiamo molto vicino al centro storico, all’Ederlezi boutique hotel, che avevo prenotato prendendo accordi tramite mail e WhatsApp: l’ho scelto, oltre che per la posizione, perché mi piaceva il suo stile moderno, e l’arredamento in legno

 

 

e per il bel terrazzo a disposizione degli ospiti, sul tetto

 

 

Si è rivelata un un’ottima scelta per entrambe le cose: il centro si raggiunge a piedi, anche se c’è un po’ di strada da fare, e la stanza è davvero bella e arricchita con dettagli di pregio, con tutto ciò che serve, bollitore, macchina del caffè, bottigliette d’acqua, e una buona bottiglia di vino in frigorifero come benvenuto; è ottimamente insonorizzata, il che è importante per il rumore proveniente dai locali di notte.

L’hotel si trova precisamente nel quartiere Psirri, una zona molto vivace e piena di locali per la maggior parte particolari e stravaganti, a 15 minuti da Monastiraki e quindi dal centro storico, in una strada chiamata Lepeniotou,  poco distante dalla via Ermou

 

 

Il nostro tour nel centro di Atene

In una giornata (dal tardo pomeriggio alla sera successiva) siamo riusciti a vedere:

I giorno

dalle 18

Monastiraki

Biblioteca di Adriano

Visita dell’antica Agorà 

Cattedrale

Piazza Syntagma con cambio della guardia

Plaka

 

II giorno

Mattino

Visita dell’Acropoli

Viale Dionysiou Areopagitou e Apostolou Pavlou

Pomeriggio

Mercatini di Monastiraki e zone limitrofe

Torre dei venti e Agorà romana

Anafiotika

Plaka

 

La visita e i monumenti

Arrivati nel tardo pomeriggio, ci dirigiamo, attraverso le vivaci stradine del quartiere Psirri, a piazza Monastiraki, da dove ci appare in alto la vista sulla collina dell’Acropoli

 

 

Piazza Monastiraki

Piazza Monastiraki è sempre affollata, soprattutto la sera; se non è affollata, è brulicante.

Si affacciano su di essa la bella moschea di Tzistarakis, la chiesa bizantina di Pantanassa e l’edificio particolare della stazione della metro.

Da qui si può prendere la strada che conduce all’Agorà, girare per le vie del mercato delle pulci, e per i negozi di souvenir turistici, andare verso la cattedrale, e fino a piazza Syntagma, o addentrarsi per le stradine pedonali verso il quartiere Plaka.

 

 

L’antica agorà

Dopo aver ammirato la biblioteca di Adriano, proprio all’angolo di Monastiraki, un sito archeologico dove spicca un tempio con colonne ben conservate e altre rovine, poco oltre ci troviamo davanti all’antica Agorà. Decidiamo di visitarla, approfittando del caldo attenuato dal tramonto, e della poca coda per acquistare i biglietti. Il tempo per visitarla è limitato perché alle 21 in punto chiude, mentre noi avremmo voluto fermarci ancora per vedere con calma il bellissimo tempio, ottimamente conservato, di Efesto che è rimasto per ultimo.

 

Ma quando arriviamo lì, ci comunicano che è orario di chiusura e che bisogna uscire subito e a malincuore dobbiamo obbedire.

L’antica Agorà è il luogo dove si svolgevano la vita politica e le trattative commerciali nell’antica Grecia, e anche dove si parlava di filosofia: merita assolutamente di essere visitata.

Con la bella luce del tramonto sui monumenti, la vista della collina dell’Acropoli che domina, e tutti i gatti che camminano sulle rovine, è davvero bellissima.

Spicca in modo particolare, già prima dell’ingresso, la maestosa e bianca Stoa’ di Attalo, risalente al I secolo, a.c. ma ricostruita negli anni 50, un enorme edificio porticato di 116 metri, a 2 piani, con tantissime colonne: era un “polo commerciale”, quindi va immaginato pieno di botteghe, di artisti e anche di filosofi che tenevano i loro discorsi. All’interno ci sono statue, pannelli esplicativi della storia, e un museo, ed è molto affascinante percorrere questo monumento, si ha molto la sensazione di essere nell’antica Grecia.

 

 

A fianco all’Agora’ passa una bella strada pedonale, Adrianou, molto animata e piena di locali per mangiare e bere, e da cui partono tutti i vicoletti dei mercatini.

 

Piazza Syntagma

Tornati a Monastiraki, dopo la visita all’Agorà, ci vogliamo dirigere verso piazza Syntagma per vedere il cambio della guardia, che si tiene ogni ora: sono quasi le 21 e l’idea è ottima, perché col caldo che fa ancora a quest’ora, non oso immaginare attendere e guardare questa curiosa cerimonia tradizionale, che dura una decina di minuti sotto il sole. “Curiosa” in quanto i passi dei militari, e le scarpe indossate, sono davvero, oserei dire, strambi🤪 e rumorosi: questo cambio della guardia è molto diverso da quello di Londra, e merita sicuramente di essere visto

 

 

Piazza Syntagma, che in greco significa Piazza della Costituzione, è la sede del parlamento, è molto grande e si trova in mezzo a 2 larghe vie di circolazione, e al termine di Ermou.

La cattedrale

Prima di arrivare a piazza Syntagma, passiamo anche per la piazza della Cattedrale dell’Annunciazione, una chiesa greco ortodossa del 1800, che ha a fianco la minuscola chiesa di Agios Eleftherios, del VII secolo: la piazza non è maestosa ma le due chiese sono molto belle.

 

 

Plaka

Da Piazza Syntagma ci dirigiamo verso il vivacissimo quartiere Plaka: qui, come ovunque ad Atene, ad ogni angolo c’è una taverna, un cocktail bar, dei negozietti, gente che fa musica.. c’è insomma una bella atmosfera, ed è piacevole camminare per le strade, nonostante la confusione.  Per cenare  c’è l’imbarazzo della scelta, e noi scegliamo un locale, così, a sentimento, caratteristico e gradevole, e risulta una buona scelta perché mangiamo molto bene.

L‘Acropoli domina, dalla collina, illuminata, sulla città, offrendo un magnifico spettacolo

 

 

L’Acropoli

L’indomani ci svegliamo presto per essere all‘Acropoli all’apertura, visto il caldo.

La strada per arrivarci è ovviamente in salita e abbastanza lunga: come dicevo, dalla mappa sembra tutto molto più vicino.

Saliamo dalle vie che ci indica il navigatore per l’ingresso principale, anche se i suggerimenti dicono di entrare dall’ingresso laterale per trovare meno coda, ma questo ingresso, da cui poi usciremo, che è vicino al museo dell’Acropoli, avrebbe allungato troppo la strada.

Avendo fatto i biglietti online la sera prima, saltiamo la coda alla biglietteria, c’è comunque fila ai tornelli per i controlli, ma scorre abbastanza velocemente.

La cosa che più mi è piaciuta dell’Acropoli è l’ingresso dal Propilio, che è l’accesso a tutto il sito: è l’unico monumento che si attraversa e si percorre un tempio, mentre gli altri templi si guardano da lontano, ed è una grande emozione

 

 

Il Partenone, in perenne ristrutturazione, è maestoso ed emozionante, proprio come ricordavo di averlo visto molti anni fa

 

 

Altra cosa che ho adorato è l’Eretteo

 

 

in particolare le colonne con le cariatidi, i cui originali sono conservati al Museo dell’Acropoli

 

 

Non poteva mancare la foto con .. le doppie cariatidi!!

 

 

Dall’Acropoli poi si ha una meravigliosa vista su Atene a 360 gradi

 

 

Nonostante comunque il grande afflusso di gente, che segue il nostro ingresso al mattino, riusciamo a goderci il sito, e senza patire troppo caldo.

Scendiamo poi dalla parte opposta a quella di entrata, passando per il teatro di Dionisio

 

 

Arriviamo al Museo dell’Acropoli, che non visitiamo per mancanza di tempo. Ci godiamo comunque il grande viale pedonale che lo circonda, Dionysiou Areopagitou, con la vista della collina e del Partenone da un lato diverso, e qualche musicista che suona, creando una bella atmosfera

 

 

È ora di pranzo, e abbiamo una sete bestia, quindi ci fermiamo a bere e mangiare una bella insalata, in un bar ristorante sul viale, nel quartiere Thisseio, che costeggia la collina in alto, e l’Agorà in basso, ed è proprio sopra al tempio di Efesto. Da qui abbiamo una meravigliosa vista dell’Acropoli

 

 

Ci guardiamo le varie bancarelle sul largo viale pedonale, che mi piace, molto dirigendoci verso l’hotel per fare una siesta nelle ore più calde, o sappiamo che non arriveremo a sera.

Verso le 17.30 ci rimettiamo in moto per le viuzze della nostra zona, Psirri

 

 

Alcuni locali sono davvero belli e ricercati, altri più caratteristici o a tema, finché ce ne appare uno esagerato: è il Little Kook, un bar pasticceria a tema Alice nel paese delle meraviglie

 

 

E’ terribilmente tutto esagerato, ma sembra di essere in un parco giochi, e io mi diverto come una bambina a girare nella croce di vie occupate dal locale, a sbirciare carte, personaggi, angoli assurdi..

 

 

Perfino i camerieri sono vestiti da personaggi di Alice: è uno spasso non solo per i grandi ma anche per i bambini!

 

 

La sera ci ripassiamo, e tutto è illuminato che pare di essere a Las Vegas.. sarà pure kitsch ma è un posto pazzesco!!

 

 

L’agorà romana

Ci dirigiamo verso la Torre dei venti, poco distante anch’essa da Monastiraki, che fu meridiana e stazione metereologica

 

 

A fianco si trova l’Agorà Romana, sede dei commerci ateniesi in epoca romana, con la bellissima porta di Atena, ottimamente conservata

 

 

Anafiotika

Cerchiamo, girando per Plaka, il quartiere Anafiotika, vedendo vicoli deliziosi, case colorate o bianche con bouganville fiorite.

Assolutamente da non perdere è la via chiamata Miniskelous: una scalinata dove affacciano caffè e ristoranti, adornata di fiori, cuscini, sedie colorate, davvero pittoresca

 

 

Nei dintorni ci sono angoli davvero incantevoli, si sale e si scende, e in basso si trovano le vie animatissime di Plaka, dove abbiamo consumato la nostra ultima cena greca, in compagnia di musica tradizionale

La nostra visita ad Atene finisce a Piazza Monastiraki, dove è iniziata, con la folla e il trambusto della notte, sotto un’Acropoli illuminata, oltre che dalle luci, da una bella luna piena.

 

 

L’indomani abbiamo il taxi prenotato molto presto, che ci porterà in aeroporto.

Ho scritto tanto nonostante la breve visita, ma davvero ad Atene ogni angolo è da descrivere, e anche una visita superficiale vale davvero la pena!!

 

 

luglio 2023

 

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GEROLIMENAS: il mare in una stanza

 

 

Gerolimenas è per me impossibile da dimenticare: un piccolo villaggio pittoresco e caratteristico nella penisola del Mani, in Peloponneso, che, come va di moda dire, mi ha rubato il cuore.

Gerolimenas è bellezza allo stato puro, sensazione di essenziale ed autentico.

E’come essere arrivati al nocciolo, al cuore.

Poco importa se ci sono anche case diroccate, in certi punti un pò di disordine per strada, un unico hotel che stona perché non fatto di pietra come invece tutti gli altri edifici… A camminare per Gerolimenas sembra di essere in un luogo dall’altra parte del mondo.. invece siamo in un paese del profondo sud del Mani, dove un cartello segnala l’ultima gas station a chi vuole andare oltre.

Cittadina deserta d’inverno, ci dicono, perché soggetta ad un vento impossibile, ma balsamo per l’anima durante la calda estate, e le giornate come questa che stiamo trascorrendo.

Da una parte, un promontorio che si butta nel mare, che si scorge all’arrivo, togliendo le parole: una scogliera che sembra un fiordo, che fa entrare l’acqua nella sua baia lunga e stretta; dall’altra il paesino, ex villaggio di pescatori: poche case, poche barche, una spiaggetta, piccola, di sassi bianchi rotondi, grossi. Un mare cristallino dalle sfumature verdi e blu, che diventa bianco a pochi metri dalla riva. Un posto di poche parole, di pochi pensieri, di pochi fronzoli, che emerge tra montagne brulle, che svettano e risaltano nel cielo blu.

Un porto. Un punto d’arrivo dopo il deserto, e prima di altro deserto. Dove l’anima si posa e riposa.

Ho conosciuto questo luogo, sono rimasta poche ore, ma quelle poche mi hanno fatto pensare che se un giorno avessi bisogno di mettermi in pace col mondo, è qui che vorrei tornare

 

 

Una giornata a Gerolimenas

Arriviamo da Limeni, una mezz’ora di strada pressoché deserta, qualche edificio a torre, un paesino o due, tra ulivi e monti aspri, che al tramonto, coi raggi del sole che rendono dorate le montagne spoglie, mi fa letteralmente impazzire

 

 

Avvicinandosi a destinazione, la strada scende, e appare il mare, con un promontorio di roccia enorme che si scorge  all’improvviso, cogliendo di sorpresa. 

Arriviamo all’ingresso del paese, che non si mostra ancora, e parcheggiamo a fianco a una chiesetta: in questa zona le chiese di pietra sono piccole e davvero graziose

 

 

Il nostro boutique hotel è poco oltre, sulla strada verso il villaggio, che ancora non vediamo, in una torre ristrutturata: lo individuo prima di arrivare perché c’è un vicoletto col suo nome, ornato di fiori, da cui si vede mare

 

 

Entriamo alla Laoula guesthouse, che ho trovato per caso un giorno, dopo aver prenotato e disdetto altri 2 posti meravigliosi, come tutti in questa zona: avrei voluto andare ovunque, perché ogni posto credo che meritasse, per location o per le sue caratteristiche; ma questo a Gerolimenas era imperdibile, proprio nel villaggio,  tappa che non volevo perdere, e sul mare

 

Aggeliki mi aveva prenotato la stanza deluxe Tersichori libera per quella notte, via mail, rispondendomi prontamente e con una gentilezza che mi aveva colpito.Ci conduce al nostro alloggio attraverso un corridoio con i muri di pietra: mi sento avvolta da un’energia pazzesca e mi sembra di entrare in un altro secolo, mi prende anche una grande emozione

 

 

Apre la porta della camera e..abbiamo di fronte a noi il paradiso! Il mare in una stanza!

 

 

La camera è bellissima, ampia, tutta in pietra e con particolari ricercati e di pregio

 

 

Ha una terrazza sul mare con vista sulla scogliera di fronte che è impagabile. Siamo davvero sull’acqua!

 

 

Dal  lato opposto finalmente vediamo il paese e la piccola spiaggia cittadina, di ciottoli bianchi

 

Stesi sul letto possiamo vedere la TV e il mare.. ma che ce ne importa della tv, con tutta questa bellezza attorno!

Al mattino mi sveglio presto, con la scogliera di fronte, passo minuti, ore, a guardare il mare, a scrivere, a riempirmi gli occhi di tanta bellezza

 

Sotto la nostra camera, c’è una spiaggia rocciosa con gli scogli, ci sono sedie, lettini ed ombrelloni a disposizione, e un accesso in acqua per il bagno tramite una scaletta, in un mare verde brillante

 

 

I cani dei proprietari si divertono a saltare sugli scogli, e a giocare con una palla, a recuperarla dal mare, indubbiamente felici

 

 

Andiamo a visitare il paese: case, hotel e ristoranti sono tutti costruiti in pietra, con rarissime eccezioni. Ci sono parecchi turisti, soprattutto greci.

Arriviamo alla spiaggia. In genere non amo le spiagge non di sabbia, ma questa è impossibile non amarla, anche se di sassi, nonostante occorrano le scarpette per camminare senza avere fastidio

 

Facciamo un bagno, prima che il sole si sposti dietro la roccia e lasci la spiaggia in ombra, l’acqua diventa subito alta ma è una meraviglia!!

Nel piccolo porticciolo ci sono poche barche; sulla spiaggia affacciano bei locali, e da lì vediamo il nostro hotel sul mare, con la pietra caratteristica, che ormai è diventata dorata sotto il sole calante

 

 

Ci prepariamo per andare a visitare l’ultimo posto che ci è rimasto, Areopoli, e al ritorno troviamo la scogliera illuminata in alcuni punti, la luna che riflette sul mare nero, e una barca ormeggiata, sotto il cielo stellato… e quel mare con la sua voce dolcissima..🤩 Non stiamo sognando, è tutto vero, ci sentiamo un tutt’uno col mare! Ed è una sensazione bellissima!

 

 

La notte dormiamo con la porta finestra aperta (e la zanzariera chiusa), col rumore delle onde che ci culla.

L’indomani un’ottima colazione ci aspetta in una sala con un panorama strepitoso…anche quella sul mare!

 

 

Restiamo a goderci il più possibile questo posto che genera quiete, i suoi profumi, le sue luci.  A me sorge anche l’idea che mi piacerebbe proprio condurre questo b&b, qui a Gerolimenas..nella lentezza, in pace col mondo!

 

 

Non proseguiamo oltre, nel Mani: magari potessimo avere più tempo, per vedere davvero cosa ci sia oltre il cartello che dice “Last gas station”!!!

 

 

E peccato anche non potersi fermare di più qui, a me piace da impazzire, si è capito! Ma purtroppo dobbiamo lasciare il Peloponneso per la nostra ultima tappa in Grecia: la città di Atene.

 

 

Gerolimenas resta uno dei ricordi più belli di questa vacanza nel Peloponneso!

 

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Limeni, nella penisola del Mani, in Peloponneso, appare dall’alto, scendendo i tornanti dai monti verso il mare.

Il panorama è bellissimo.

La piccolissima cittadina è il porto di Areopoli, che si trova all’interno, a 4 chilometri di distanza, e che visiteremo nel pomeriggio. Ha la caratteristica architettura del Mani, ovvero gli edifici sono a forma di torre, in pietra chiara.

Un’unica strada stretta a senso unico attraversa il villaggio.

Noi ci fermiamo prima dell’ingresso in paese, parcheggiando sulla strada, appena vista l’insenatura, con le case a torre in pietra bianca che affacciano su un mare dal colore blu, che sfuma in un verde brillante verso la riva.

Ci avviamo a piedi, sotto il sole cocente e accecante di luglio, che riflette su tutto quel bianco

 

 

Già alla prima curva verso la cittadina il panorama è spettacolare, con le poche barche ormeggiate che sembrano volare: in tanti si stanno godendo un bagno, nel primo tratto, dove, tramite una piattaforma di scogli, ci si può buttare in quel mare splendido. La cittadina raccoglie molti turisti.

Ai due lati della stretta strada, ristoranti, piccoli hotel e affittacamere fanno desiderare di restare, di fermarsi magari anche una notte, per godere a pieno di tanta bellezza

 

 

I colori dei fiori e dei serramenti risaltano regalando viste deliziose

 

 

Dopo aver percorso tutta la breve via del paese, non resistiamo ad un pranzo di pesce in una taverna sul mare: i polipi appesi a Gythio ci hanno solleticato parecchio

 

 

Nella taverna O’ Takis, c’è un pescatore seduto a bordo del mare che sta pulendo il pesce, a poca distanza dal nostro tavolo.

Questo attrae una delle tartarughe che risiede in forma stabile a Limeni, una carretta – carretta stupenda: non piccola eh.. bella grande!

 

 

Arriva volteggiando, tira fuori la sua testina, va e viene addentando i resti che il pescatore, compiaciuto dalla sua presenza e da quella dei turisti estasiati dalla vista, gli butta nel mare..

 

 

Sembrano proprio amici! … e all’arrivo di altri 2 esemplari suoi simili, la tartaruga si affretta a scacciarli, per difendere il suo territorio e il suo bottino

 

 

La scena è spettacolare, staremmo ore a guardare questa meraviglia della natura!

 

 

Ma terminato il nostro pranzo, dobbiamo partire verso la prossima meta, il posto dove passeremo la notte: un altro villaggio di pescatori, ancora più a sud, nel profondo Mani: Gerolimenas.

 

luglio 2023

 

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Durante la programmazione della vacanza ad Elafonisos, ho aggiunto una giornata dedicata ad un giro in Peloponneso.

Il Peloponneso non è cosi tanto meta di vacanze, direi che lo conosciamo più o meno tutti per aver studiato a scuola le vicende delle guerre tra Atene e Sparta, per il canale di Corinto, ed è anche la regione dove si trovano i conosciuti siti di Micene, Edpidauro, e la bella cittadina di Nauplia, che io ho già visitato durante un viaggio ad Atene molti anni fa.

Ma il Peloponneso si estende fin più a sud, e qui si suddivide, nella sua parte meridionale, in 3 ulteriori penisole, volgarmente denominate “dita” perchè hanno la forma di tre dita rovesciate, (indice, medio e anulare), chiamate rispettivamente Messenia, Mani e Laconia, dove si trova Sparta (in realtà c’è anche un quarto dito nella parte est, chiamato Argolide, dove si trovano Micene, Epidauro e Nauplia)  .

La regione dell’isola di Elafonisos, nostra meta di mare che vogliamo raggiungere è la Laconia, e prima di arrivare ad Elafonisos c’è un’altra tappa giudicata imperdibile dai più, dove decidiamo di fermaci una giornata e una notte, il borgo di Monemvasia ad appena un’ora da Elafonisos

 

 

Al ritorno ho messo in programma di fare una deviazione e visitare le principali cittadine della penisola del Mani, il dito centrale: non che fossi attratta da questa zona, ma tutti ne parlavano benissimo, e nonostante non avesse il genere di spiagge e paesaggi che io preferisco, una strana attrazione mi pervadeva leggendo di questi territori aspri, selvaggi, tortuosi e deserti, dove le case erano di pietra e a forma di torre, le coste frastagliate, con piccoli porticcioli, e divenuti patria dei discendenti degli spartani: si diceva che  il popolo maniota avesse mantenuto un grande spirito combattente, che non si fosse mai sottomesso ai dominatori del luogo, rimanendo indipendente e geloso della sua libertà

Forse riconosco qualche similitudine .. e da questa probabilmente ne subivo l’attrazione☺

 

 

Non mi sarei certo aspettata di essere travolta dalla bellezza caratteristica di questi paesaggi, fatti di monti brulli e deserti, radi paesini, scogliere a picco sul mare, ed insenature con minuscoli villaggi; dall’energia di questa asprezza, intervallata dalla vivacità dei fiori delle colorate bougamville e degli oleandri, dalle distese di ulivi; dal carattere selvaggio che trasmette integrità di questi territori; dalla particolarità e il fascino dello stile architettonico, le torri di pietra bianca, solitarie o in piccoli gruppi, che compaiono qua e là, ristrutturate o diroccate, abitazioni o strutture turistiche, risalenti al XVII secolo, che rendono unico il soggiorno. Le torri erano le fortezze della famiglie che si contendevano le poche terre coltivabili, e venivano prese d’attacco, con l’obiettivo di distruggerle per la supremazia, attraverso anche lo sterminio dei membri maschili

 

 

Nella mia ricerca dell’alloggio per l’unica notte che ci abbiamo trascorso, ho cambiato varie volta la struttura, con il dispiacere di non poter andare in ognuna di quelle individuate, ognuna con la sua particolarità

 

 

Mai avrei pensato che tali asprezze risuonassero con la mia anima; ma forse non è poi cosi strano: in mezzo a tanta asprezza, essenzialità, a queste rocce potenti che si uniscono al mare e lo delimitano, rendendo il posto unico, emerge un’infinita bellezza

 

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In giro per il Peloponneso: AREOPOLI, torri e colori, GYTHIO e i polipi appesi

 

 

Lasciamo Elafonisos e la regione della Laconia, nel Peloponneso, al mattino, per dirigerci verso la regione del Mani.

Il Mani è volgarmente definito come il dito medio del Peloponneso: pensando alla regione come formata da 3 dita, è quello centrale, ovvero la penisola in mezzo.

Ma prima di addentrarci in questo territorio particolare, passiamo da un paese molto caratteritico: Gytheio, Gythio, Gythion, o Giteo, – si trova scritto in tanti modi –   un luogo sorprendente, e vediamo il perchè!

 

 

Gytheio

Gytheio significa “terra degli dei“: la cittadina portuale affaccia sul golfo di Laconia, e noi siamo incuriositi dal fatto che questo è il primo punto di mare vicino a Sparta, che dista 42 chilometri, e per questo in passato divenne il suo porto. E’ il luogo dove la leggenda narra che trascorsero la loro prima notte Elena e Paride, mentre stavano fuggendo da Menelao, prima di imbarcarsi per Troia.

La cittadina è costruita ad anfiteatro, ma noi non abbiamo tempo purtroppo di entrare nel centro e vediamo solo il suo lungomare: le case che vi si affacciano, i tanti locali, le taverne, le caffetterie, una bella piazzetta, il porto.. Ci fermiamo a bere qualcosa di fresco proprio sul mare 

 

 

Poi finalmente ci appare l’immagine più famosa di Gytheo, che ho visto in parecchie foto, e che mi auguravo di vedere: una distesa di polipi, letteralmente stesi su un filo, sul molo, vicino alle barche!!

 

 

È uno spettacolo!!! I polpi vengono lasciati ad essiccare al sole per ore, prima di essere cucinati: ci rammarichiamo di non poterci fermare per assaggiarli, fanno una gran gola!

 

 

Dobbiamo riprendere il nostro viaggio, in direzione di Areopoli, la capitale della regione del Mani.

Lungo la strada, in lontananza, vediamo un relitto arenato sulla spiaggia: siamo a Valtaki, è la nave mercantile Dimitros, che è naufragata nel 1981 e non è mai stata rimossa, e fa una certa impressione.

 

 

Areopoli

Strade ed edifici tutti in pietra bianca, case a torre e vicoli di ciottoli

 

 

sedie che colorano il paese

 

 

lanterne e candele sui tavoli

 

 

vasi colorati e muri adornati

 

 

una chiesa con un alto campanile su una piazza

 

 

e una più piccola lungo la strada

 

 

tanti gatti, anche qui, come ovunque in Grecia

 

 

un’atmosfera incantevole…

 

 

Una Marzameni all’ennesima potenza: questa è Areopoli! Con la differenza che nella prima c’è solo una piazza così colorata e decorata, nella seconda è cosi tutto il paese. Che non è neanche tanto piccolo. Ma è stupefacente!

Ci arriviamo al tramonto, quando le pietre bianche degli edifici e delle strade diventano dorate, e i turisti iniziano ad occupare i tavoli delle belle taverne, cocktail bar e roof garden

 

 

L’impatto con tutti questi colori vivaci è forte, si resta a bocca aperta: sembra un paese bomboniera!

 

 

Anche qui, come negli altri 2 paesi che visiteremo, vi sono angoli trascurati, edifici decadenti o con lavori in corso, e un po’ dispiace perchè rovinano la magia

 

 

Areopoli è una cittadina di un migliaio di abitanti che si trova nell’entroterra, a 3 km dal mare e dal paesino di Limeni, che è il suo porto, e conserva tutte le caratteristica dell’area maniota.

Dicono che i manioti siano i diretti discendenti degli spartani, e che si rifugiarono in questi territori, difficilmente raggiungibili ed impervi, barricandosi nelle loro torri, dopo la sconfitta, ma che non si arresero mai ai dominatori. Tra i vari clan si sviluppavano lotte spietate per la conquista delle poche terre fertili. Popolo di ex guerrieri, pare che tutt’ora conservino un carattere schivo e burbero, ma .. io di questa regione subisco un fascino pazzesco!

E proprio da Areopoli il panorama cambia: curve tra montagne brulle, quasi prive di vegetazione, edifici a torre di pietra bianca, pochissimi centri abitati e a distanza di chilometri

 

 

Intanto noi ci godiamo l’imbrunire in paese, cerchiamo di infilarci in tutti i vicoli, visitiamo la chiesa principale, e poi ci concediamo una cena in un roof garden, prima che faccia buio, e il paese si illumini con le luci calde della sera

 

 

Siamo già andati a prendere la nostra camera per la notte prima di arrivare qui, in un paese distante mezz’ora più a sud, trovando un paesaggio deserto ed ineguagliabile alla luce del tramonto. Il sole che illumina le aride montagne da una parte, e la vista, in alcuni tratti, delle scogliere a picco sul  mare dall’altra, addentrandoci ancora di più nel profondo Mani. 

 

 

Il paese si chiama Gerolimenas, e un cartello avvisa, prima dell’ingresso in una specie di fiordo nel mare, dell’ultima gas station della zona, cosa che mi fa pensare ai luoghi remoti degli Stati Uniti.. invece sono in Grecia, e stiamo per trascorrere la notte in un altro luogo magico che mi ha rubato il cuore

 

 

luglio 2023

 

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ELAFONISOS: colori caraibici nel mare della Grecia

 

 

Quest’anno niente Caraibi, niente Oceano indiano, niente amati tropici.. dovevamo stare più vicino. Ero quindi alla ricerca di un mare che fosse all’altezza.

In lista da un pò di tempo avevo la poco conosciuta, dai più, isola di Elafonisos, o Cervi, in Grecia, nella regione del Peloponneso.

In verità questa piccola isola di soli 20 kmq ha il 98% di turismo straniero composto da italiani, per cui anche se parlandone pare che nessuno la conosca, tra gli estimatori del bel mare è ben conosciuta!

E così abbiamo deciso di andare, per verificare se quanto sentito dire sul mare dai colori caraibici che la circonda, fosse vero oppure no.

 

 

 

Elafonisos per me

Alzarmi al mattino presto e godermi la mia vista mare, la natura e le temperature non ancora calde, con un libro o con i pensieri.

Stare sulla spiaggia in riva al mare, leggere, riposare la mente, tra un bagno e l’altro.

Aspettare il pranzo o la cena per gustare i prodotti e le prelibatezze della cucina greca in qualche taverna sul mare

Passeggiare sulla strada del porto, ammirando quei bei colori: il bianco delle case e il blu dei serramenti che spiccano, le sedie colorate dei ristoranti, le barche ormeggiate, la chiesetta solitaria sull’acqua, i tanti gatti che si aggirano ovunque; oppure nei vicoletti, per scoprire angoli deliziosi, o ahimé trasandati, perchè così è il villaggio di Elafonisos: all’interno, ha angoli molto pittoreschi ed altri disordinati, trascurati, con edifici diroccati.

Godere della diversa luce che illumina il paese nei vari momenti della giornata, da quella che fa risaltare il bianco, al mattino, a quella del tramonto che, girando l’angolo sulla punta, offre lo spettacolo del sole che si butta sul mare.

Percorrere quelle poche strade che attraversano l’isola con i panorami spettacolari che offrono: le colline aspre e brulle, gli ulivi, il mare che compare all’improvviso, o che affianca la via costiera.

La lentezza del trascorrere del tempo, che ti fa sminuzzare la bellezza per il poco da fare.

Gli attimi che passano, che ti fanno accorgere di vivere, e osservare accuratamente il mondo.

I pensieri che smettono di correre, anche loro, e possono spaziare, liberi, senza meta e senza senso, seguiti non inseguiti, banali, leggeri, influenzati dal senso del bene essere, bene stare.

Il fare che perde la sua predominanza, a vantaggio dell’essere, del sentire.

Le dune, gli isolotti nel mare, i promontori brulli.

Il tutto davanti a quel mare, con quei colori così belli, che non vedi l’ora che cambi l’orario per apprezzarne le sfumature, cercando di incamerare tanta bellezza. E così invitante, da tuffartici dentro per sentire anche l’acqua fresca sulla pelle.

Questa è Elafonisos per me.

 

 

Come arrivare ad Elafonisos

Arrivare ad Elafonisos non è molto agevole: per questo l’isola è meno battuta dal turismo che altre mete. Per sceglierla bisogna essere ben motivati!

Si può arrivare

-con un volo su Atene, e da lì si può noleggiare un auto: occorrono poi circa altre 5 ore, passando da Sparta, in parte tramite un’ autostrada a pedaggio, per giungere a destinazione. Le strade sono belle e anche i paesaggi che si attraversano.

-con un volo su Kalamata, e poi noleggio auto, ma i voli ci sono soltanto da Bergamo e durante la stagione estiva. Da qui l’isola si raggiunge in circa 3 ore.

-con un traghetto per Patrasso, andando con la propria auto: la traversata è comunque lunga e occorre poi lo stesso tempo, 5 ore, per arrivare all’imbarco per l’isola.

Noi siamo arrivati da Atene, dopo aver fatto una sosta a Corinto, ed esserci fermati una notte a Monemvasia.

Ci si imbarca in una cittadina che si chiama Pounta: non occorre prenotare il traghetto perchè partono ogni mezz’ora. Per cui, appena arrivati, facciamo il biglietto e ci fanno salire. Tempo 10 minuti e giungiamo al porticciolo, attraversando un mare verde meraviglioso, che già fa immaginare cosa ci aspetta

 

 

La prima cosa che si vede arrivando è la chiesetta di Santo Spiridone, che è su un isolotto nel mare, unito da un ponte all’isola, e che è davvero pittoresca

 

 

Attenzione a non confondere l’isola di Elafonisos con la spiaggia di Elafonissi, che è a Creta: dicono che sia anch’essa bellissima, ed è un malinteso in cui qualcuno incorre.

 

L’isola di Elafonisos: somiglianze

Il mare e le spiagge

Ebbene sì, posso confermare che il mare di Elafonisos può reggere il confronto con tanti altri bei mari che ho visto🤩

 

 

Sottolineo mari, non parlo di spiagge: non c’è qui il fascino delle spiagge di palme dei Caraibi  (repubblica domenicana, cuba, bahamas ) o delle rocce delle Seychelles; non parlo di vita sottomarina che non è confrontabile con quella delle Maldive, tanto per fare qualche esempio. Il contesto è mediterraneo per cui simile a quelli delle meravigliose spiagge di Corsica, Sardegna o di Lampedusa; per certi aspetti ricorda anche Formentera.

Mi riferisco ai colori del mare, alla limpidezza cristallina: per questo Elafonisos raggiunge un livello altissimo

 

 

Per il resto, ogni posto è un mondo a sé, ed Elafonisos come tutti i posti, ha paesaggi ancora diversi e originali rispetto agli altri posti

 

 

I paesaggi

L’isola è in gran parte deserta fuori dal centro abitato, hotel e case sorgono qua e là e il paesaggio è tipico della macchia mediterranea: può assomigliare a quello della Sardegna, o delle Baleari, o della Puglia, essendoci parecchi alberi di ulivo, in alcune zone. Ci sono piante grasse e cicale, che cantano in continuazione, come in Sicilia.

 

 

Il villaggio di Elafonisos

Elafonisos ha solo una cittadina, che si chiama come l’isola stessa.

Avevo letto che fosse un villaggio un po’ anonimo, poco caratteristico, invece l’ho trovato molto grazioso e colorato, col porticciolo, le taverne sul mare, e l’incantevole chiesetta, affascinante sia di giorno che di sera

 

 

all’arrivo e alla partenza: è la prima ed ultima vista dell’isola

 

 

Le innumerevoli taverne sulla spiaggia o addirittura coi tavoli proprio sul bordo del mare, con le sedie colorate sono incantevoli

 

 

Essendo collocato sulla punta dell’isola, il villaggio ha una parte ad est, che al mattino è illuminato dal sole, quella del porto con le barche dei pescatori

 

 

poi, girato l’angolo della punta, di fronte alla chiesa, si passa al lato ovest, dove si può ammirare il tramonto

 

 

Nella cittadina ci sono diversi minimarket, una farmacia, molti locali fronte mare, dove è una meraviglia fare un aperitivo al tramonto o cenare la sera, o gustarsi un cocktail dopo cena

 

 

La  strada principale viene chiusa al traffico, dalle 19.30, e dopo le 20.30 ci si può impiegare un pò di tempo a trovare parcheggio nei dintorni.

La passeggiata sulla strada del lungomare in paese si fa in una mezz’oretta. Merita inoltrarsi anche all’interno: nelle viuzze si trovano case tipiche bianche con i fiori e angoli più disordinati e lasciati andare, che è un peccato. Stop, non c’è altro.

Ah no, dimenticavo! come nel resto della Grecia ci sono tanti gatti!

 

 

Al porto addirittura c’è una cosa che non avevo mai visto altrove: un distributore, di quelli che vengono usati per le bibite o le merendine, dove si può acquistare cibo per gatti (e mi pare per cani), e ovviamente lì attorno se ne radunano a decine!

 

 

L’isola ha un altro piccolo centro abitato, Kato Nisi, con un minimarket, qualche casa sparsa, hotel e ristotanti, dove si trova la spiaggia di Panagia.

 

Le spiagge di Elafonisos

Chi viene ad Elafonisos viene per godersi il mare. Le spiagge dell’isola sono 4, ampie e sabbiose, e per chi ama gli scogli ci sono anche tratti rocciosi.

In generale la sabbia è ustionante nelle ore centrali, impossibile camminare senza ciabatte, ma sotto gli ombrelloni, anche in piena estate, non si patisce caldo.

Non ci sono bar o ristoranti direttamente sulle spiagge, restano dietro, prima che inizino le dune, e solitamente sono quelli che affittano gli ombrelloni e i lettini: due sono a piccola Simos, Cervi e Paradiso, due a grande Simos, Asimos, dove si arriva dalla stessa strada di piccola Simos, e il campeggio, che resta sulla strada principale; altri 2 sono a Kato Nisi. I ristoranti fanno anche il servizio di consegna del cibo in spiaggia, il famoso delivery, per cui si può ordinare dalla spiagge e mangiare sotto l’ombrellone senza spostarsi

 

 

Nei punti con spiaggia attrezzata c’è molto affollamento sia sulla spiaggia che in acqua, nelle ore centrali della giornata. Noi abbiamo scelto la soluzione di acquistare 2 spiaggine, mentre il nostro host ci ha prestato un ombrellone, e questa, oltre ad essere la soluzione più economica, l’abbiamo ritenuta per noi la migliore, perchè ci permetteva di cercare un posto con poca gente attorno.

Il prezzo di lettini ed ombrelloni, nelle poche file vicino al mare, 2 o 3 soltanto, si aggira sui 25/30 euro, che sembra tanto, ma se consideriamo che nello stesso periodo nelle ultime file a Marina di Ravenna il costo è di 27 euro, ci si può ricredere

 

 

La spiaggia di Simos 

La spiaggia di Simos, è la più famosa: è formata da due mezzelune divise da un istmo, che collega un isolotto alla terraferma, ed è l’immagine ricorrente che si vede dell’isola. Le due baie hanno il nome di Paralia e Fragos, ma sono più conosciute come grande Simos e piccola Simos

 

 

Le spiagge sono circondate da dune alte fino 6 metri, che rendono il paesaggio incantevole e selvaggio

 

 

Grande Simos

Gli accessi per grande Simos sono 3: il primo si trova prendendo la strada che va verso piccola Simos, quando si arriva al parcheggio dell’Asimos bar; l’altro è nei pressi del campeggio, e ha un grande spazio per lasciare l’auto. Per entrambi occorre poi percorrere un tratto attraversando le dune per arrivare alla spiaggia. Il terzo accesso si trova proseguendo oltre il campeggio, verso l’estremità della spiaggia, dove, se ci sono posti liberi sulla strada per parcheggiare, si può accedere in modo comodo, tramite una scaletta.

La zona del campeggio è per i miei gusti è troppo affollata; tuttavia è molto grande per cui si possono trovare anche spazi, nella parte non attrezzata con ombrelloni e lettini, dove non c’è troppa gente.  Nonostante le gradazioni di blu del mare, noi abbiamo preferito piccola Simos, che è un paradiso caraibico

 

 

Piccola Simos

A piccola Simos si arriva attraversando le dune e parcheggiando vicino ai 2 ristoranti presenti prima di queste, con una camminata di 5/6 minuti, un pò di più se si vuole raggiungere la parte per me più bella, quella prima dell’istmo davanti all’isolotto.

 

 

Il mare qui è una favola, basso per parecchi metri tanto da creare l’effetto laguna, con colori che variano ad ogni ora, e anche, non so per quale misterioso motivo, a seconda delle giornate

 

 

Fare il bagno è meraviglioso, l’acqua in luglio è molto calda e gradevole

 

 

Allungando lo sguardo oltre la baia, si vedono le gradazioni di colori blu e verdi di grande Simos.

La spiaggia ha due zone attrezzate con bei lettini di legno e ombrelloni di paglia, in corrispondenza dei ristoranti, che sono solitamente più affollate, mentre sulla spiaggia libera, a luglio abbiamo trovato meno gente, e al mattino, fino ad oltre le 11, spesso le persone si contavano sulle dita di una mano

 

 

Una bella torretta azzurra campeggia sulla spiaggia, sede del life guard, molto presente per controllare che i natanti non si avvicinino oltre il consentito

 

 

Alla sera il sole tramonta dietro le dune, ma a tarda ora

 

 

l’atmosfera è davvero incantevole

 

 

Elafonisos, non solo Simos beach: Panagia beach

Sebbene la particolarità e bellezza di Simos beach, e per me in particolare di little Simos, con la sua laguna e acqua azzurra, siano indiscutibili, la spiaggia di Kato Nisi, Panagia, mi ha lasciato senza parole, alla vista poco prima del mezzogiorno. E di bei mari direi di averne visti!😍. Neppure in foto rende la bellezza. Il mare è di un azzurro cristallino, e trasparente come un diamante

 

 

Panagia è molto comoda da raggiungere perchè rimane sulla strada, nonostante questa non si veda dalla spiaggia, coperta dalla vegetazione. Il punto più bello, a mio parere, è quello di fronte all’hotel Kalimera inn: tra l’altro è un tratto che abbiamo trovato sempre poco frequentato.

Qui il tramonto del sole è sul mare, tuttavia bisogna attendere fino alle 20.30./21.00 a luglio.

 

La piccola Lefki

Imboccando la strada per piccola Simos, si incontra dopo poco la spiaggia di Lefki. L’abbiamo vista frequentata soprattutto da famiglie con bambini, e quando siamo andati aveva un po’ di poseidonia, ma colori molto belli. Non ci siamo fermati perchè è davvero piccola e può risultare affollata, ma i colori del mare meritano assolutamente.

 

 

Dal nostro alloggio avevamo una gran bella vista proprio su questa baia

 

 

Kontigoni beach, la spiaggia cittadina

Kontigoni è la spiaggia cittadina, proprio sulla strada che costeggia il paese. Ha alcune aree attrezzate e altre dove affacciano ristoranti e bar, o dove questi hanno sedie e ombrelloni per aperitivi, cene e anche colazioni. Qui il tramonto offre viste meravigliose

 

 

Alloggiare a Elafonisos

Essendo l’isola così piccola non ha grande importanza dove si alloggia: si puo scegliere di stare in paese per godere di aperitivi, cene sul mare, passeggiate serali, senza doversi spostare la sera, e durante il giorno raggiungere le spiagge, oppure fuori dal paese, in zone più deserte e selvagge, vicino alle 2 spiagge di Simos, o a Kato Nisi, per essere più vicini a queste, e nella pace, e poi spostarsi per andare al villaggio, che richiede dai 5 ai 15 minuti, al bisogno.

Il mio suggerimento è di cercare un alloggio in prima linea vista mare se si vuole stare in paese, mentre se si decide di non alloggiare nel villaggio, per me è da preferire non stare in prossimità, ma spostarsi: la soluzione vicino al villaggio ma con necessità di prendere l’auto a me non sarebbe piaciuta.

Se dovessi consigliare un alloggio in paese, per location suggerirei il Pallas hotel, una piccola struttura vicina al porto, con balconi fronte mare in legno molto carini; oppure il Coralli rooms, dalla parte opposta verso la fine del paese, o, sempre in questa zona, l’hotel Elafonisos, che è proprio l’ultimo edificio del villaggio, direttamente sul mare.

Noi abbiamo deciso di alloggiare vicino a Simos, che vedevamo in lontananza dal nostro monolocale, e raggiungevano in pochi minuti di auto

 

 

La struttura dove siamo stati si chiama Domatia Me Thea, l’ho trovata navigando su gruppi Facebook e Tripadvisor, e ha, a mio parere, un’ottimo rapporto qualità prezzo (nei dintorni, sulla strada per Simos, non sono presenti molte strutture, è in corso la costruzione di altre unità abitative, e sono presenti al momento 2 hotel piuttosto costosi, i più vicini alla spiaggia, il Double beach e il Simos Mare).

Il Domatia Me Thea è una bella casa nuova con appartamenti monolocali con vista mare

 

 

I monolocali, con angolo cottura, sono arredati con gusto e con mobili di pregio, e dotati di tutto quello che può servire anche per cucinare.

Ho prenotato la struttura via mail dal sito, e Kostas, che vi abita con la moglie, persona gentilissima, discreta, disponibile e molto attento al cliente, e che cura il posto con passione, mi ha risposto prontamente facendomi la sua offerta

 

 

Il monolocale dove alloggiavamo è a livello del terreno, ma nonostante questo, dalla porta finestra potevamo vedere il mare

 

 

Forse per sua l’ubicazione, resta fresco anche dopo una calda giornata, spegnendo l’aria condizionata al mattino

 

 

Salendo qualche gradino avevamo a disposizione un bello spazio con tavolo, sedie ombrellone e un lettino, che abbiamo usato prevalentemente la sera, o io al mattino presto per godermi un pò di tempo in solitudine, guardando il mare

 

 

Per i momenti in cui la zona era esposta al sole, Kostas ha predisposto all’ombra un albero del giardino un altro tavolo con due sedie, dove noi solitamente facevamo colazione

 

 

La vista dall’alloggio è da una parte sulla spiaggia di Lefki

 

 

e in lontanza, dall’altra, su Simos beach

 

 

Gli appartamenti ai piani superiori hanno dei bei balconi vista mare.

Sul retro, un parcheggio sotto una tettoia consente di non lasciare l’auto sotto il sole.

L’unica cosa che stona nel contesto è un edificio in costruzione, che sembra abbandonato, proprio dietro la casa.

Volendo, in una decina di minuti si può raggiungere a piedi l’ingresso del campeggio per arrivare in spiaggia, ma noi siamo sempre andati con l’auto.

Con l’auto la spiaggia di Simos si raggiunge in 7-8 minuti, e il villaggio di Elafonisos e Kato Nisi in una quindicina di minuti.

 

 

Mangiare a Elafonisos

I prezzi nei market sono leggermente più alti rispetto all’Italia, si trova di tutto, -pure la pasta Barilla,- ma anche la loro pasta, che abbiamo provato, è buona. Frutta e verdura sono molto saporite.

Nelle taverne invece i prezzi sono un pò più bassi in confronto quelli che si trovano in Italia, nei principali luoghi di villeggiatura o città, (visti tutti gli aumenti che ci sono stati nel nostro paese, cui anche la Grecia è stata soggetta), per le porzioni offerte, molto abbondanti; soprattutto con le stesse cifre si mangia pesce, che da noi è più caro. Il costo medio di una cena per noi è stato di 45/50 euro in due, con 3 portate e birra.

I ristoranti che abbiamo provato per cena sono:

-Aronis, consigliato dal nostro host, alla fine del villaggio di Elafonisos, con i tavoli a bordo del mare e un tramonto stupendo davanti, dove abbiamo mangiato benissimo il pesce e moussaka (prenotando il giorno prima)

 

 

Ourania, anche questo consigliato dall’host, dalla parte opposta all’inizio del porto, sempre sul mare, dove abbiamo mangiato praticamente attaccati alle barche, cibo ottimo ed estrema gentilezza: l’unica cosa è che il nome in greco è diverso, quindi non è stato facile individuarlo, ma si può riconoscere perchè ha sempre i tavoli pieni, a differenza degli altri (ci siamo fermati a prenotare al tramonto)

 

 

The island of Panagia da Aleksandra: questo ristorante è consigliato da tutti, oltre che per il buon cibo, per la bella location, una terrazza vista mare sulla collina della zona di Kato Nisi, che al tramonto offre un panorama fantastico

 

 

-Gyrofolia, nel paese di Elafonisos, è una taverna dove mi sono voluta fermare una sera al tramonto perchè si mangia sulla spiaggia, coi piedi nella sabbia: si riconosce dalle sedie azzurro chiaro. Di particolare hanno il gyro pita, cioè il pane tipico greco, assomigliante alla piadina, riempito con carne alla griglia a scelta, qualità discreta e molto economico

 

 

-per l’aperitivo una sera ci siamo fermati da Antimamalo

 

 

anche questo è facilmente riconoscibile, proprio a bordo dell’acqua, spettacolare al tramonto: si entra da una porta sul mare!!

 

 

Per pranzo, quando non ci siamo portati qualcosa da mangiare sotto l’ombrellone, abbiamo sperimentato:

-il Cervi beach club, a piccola Simos, dal parcheggio poco prima della spiaggia, locale molto bello e moderno, quasi sempre deserto e con prezzi bassi

 

 

i loro souvalki di capra sono eccezionali!

 

 

– il Paradiso, che è a fianco, più economico ma meno bello e con un servizio un pò lento

la Taverna Liminska, a Kato Nisi, di fronte alla spiaggia di Panagia, dove abbiamo mangiato ottime insalate greche e pesce

 

 

Tutti questi ristoranti effettuano anche servizio di delivery sulla spiaggia, per il mangiare e per il bere.

 

Quanto restare a Elafonisos

Per qualcuno l’isola può essere troppo piccola e con poche attrattive, per cui possono essere sufficienti 3 giorni, per vedere le spiagge e fare il solito giro lungo la strada principale del villaggio. Qualcuno dice che l’isola è poco caratteristica, che non si avverte la “grecità“.

Io dico che, per gli amanti del bel mare e della tranquillità, senza necessità di troppi stimoli, una settimana è il minimo.. io sarei rimasta anche di più!!

 

 

Benedetto Meltemi

Elafonisos è un isola soggetta al Meltemi, un vento che soffia nel mare Egeo, caldo e secco. Talvolta è stato benedizione per spezzare il caldo forte, che dal mattino presto durava fino a sera, a fine luglio. Noi, abituati a Fuerteventura, l’abbiamo gradito, ma a non tutti non disturba. A volte può essere talmente forte da impedire di tenere l’ombrellone aperto. Non ci è mai capitato, ma in qualche occasione abbiamo dovuto legarlo ad una pietra per impedire che volasse via (è opportuno per questo portarsi una corda o una sacca con corda)

 

 

Ovviamente nel caso tiri il vento, il mare si increspa un pò, e perde la trasparenza, ma potendosi spostare è facile riuscere a trovare una spiaggia più riparata. Una di questa dicono che sia la piccola baia di Lefki.

In assenza di vento, soprattutto nel villaggio, il caldo, anche la sera, può essere davvero pesante.

Nel nostro alloggio, fuori dal centro e vicino alla spiaggia di Simos, la temperatura di sera era sempre gradevole. Ma al mattino cominciava a far caldo presto.

 

 

Vacanza a Elafonisos: per chi è adatta

Una vacanza a Elafonisos non è per tutti.

L’isola è grande solo 20 km, ha solo 4 spiagge, ha un unico paesino con taverne e cocktail bar, non ha resort con spiaggia attrezzata, e non ha strutture direttamente sulla spiaggia. Ha belle strade panoramiche, poche, che si percorrono in una ventina di minuti.

Ad Elafonisos si va per fare vita da spiaggia, godere del mare, mangiare cibo greco, fare due passi la sera, sempre sulla stessa via

 

 

Si va per godere dei colori: i colori del mare, i colori del tramonto, i colori del villaggio, le case bianche con le finestre blu, e le sedie colorate

 

 

In conclusione

Elafonisos è adatta:

-a chi ama i mari con mille sfumature di blu o cerca un mare simile a quelli tropicali pur restando in Europa

-a chi ama passare le giornate in spiaggia a non far niente, a oziare, leggere o ascoltare musica sotto l’ombrellone, e fare bagni in mare

-a chi la sera non cerca divertimento ma si accontenta di una passeggiata al villaggio

-a chi ama mangiare bene, il cibo greco è sublime

-a chi non interessa se non è troppo comoda da raggiungere, anzi è contento di abbinare un bel tour in Peloponneso!

 

 

Io Elafonisos, l’ho adorata!!

 

 

 

luglio 2023

 

tutti gli articoli sulla Grecia

 

Grecia: Peloponneso e Atene

 

 

 

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MONEMVASIA: il Medioevo sul mare

 

 

Monemvasia è entrare da una porta ed approdare in un altro mondo, in un altra epoca, in un altro stato d’animo.

Lasciare fuori tutto, immergersi nell’atmosfera medievale, bizantina, ottomana, veneziana, che ti cattura; per i vicoli a piedi, o in un mare da favola, da una scaletta.

O salire, costeggiando le mura, per trovarsi davanti a un tramonto con vista dall’alto, che fa sognare di volare sopra a tutto, col sentimento di guardare a distanza quello che è stato. Con gratitudine per il bello, e sollievo per quel che di duro e difficile ci si lascia alle spalle. Il pensiero di un’altra giornata che se ne va, che diminuisce il nostro tempo, ma che si annovera tra i nostri ricordi più belli.

 

 

Il sole che si alza dal mare all’alba, a Monemvasia, sprigiona tutta l’energia della fiducia del giorno nuovo, e la speranza di nuova bellezza da poter apprezzare.

Monemvasia è passeggiare la mattina presto, d’estate, quando ancora il caldo non ti distrugge, per le sue vie armoniose e fiorite; è perdersi senza avere una meta, per trovare angoli da sogno; è passeggiare a fianco alle mura, sul bastione, e fino al faro, per ascoltare la voce forte del mare, e quello che fa risuonare dentro di te.

Monemvasia è un profumo così forte del mare, varcando il “portelo”, che inebria, e rende irresistibile immergersi nelle sue acque, per assaporare tutta la bellezza da dentro, col fresco che arriva sulla pelle, guardando la meraviglia che ti sta attorno.

 

 

Il borgo di Monemvasia

Arriviamo a Monemvasia dopo la prima sosta a Corinto in circa 3 ore.

Monemvasia è una suggestivo borgo fortificato, su un isolotto roccioso nel sud del Peloponneso, nella regione della Laconia. Staccatosi dalla terraferma, in seguito ad un terremoto, avvenuto attorno alla fine del 300 d.c., il borgo fu fondato nel V secolo d.c.

Questa sua caratteristica, in passato, l’ha resa una fortezza inespugnabile di grande valore strategico, un porto importante per i traffici commerciali, collegata a quel tempo solo da un ponte mobile in legno, da utilizzare quando necessario. Soltanto nel XX secolo è stata costruita una strada che unisce il borgo alla terraferma.

 

 

Altrimenti chiamata Malvasia, per il famoso vino, che sin dal passato veniva prodotto ed esportato, Monemvasia significa “unica entrata”; la sua unica via di accesso è attraverso una porta di pietra, che nasconde la cittadina alla vista, dove solo i pedoni possono accedere. Il kastro (castello), con le sue caratteristiche medievali, e i segni delle dominazioni che si sono nel tempo avvicendate, Bizantini, Ottomani,Veneziani, si sviluppa sul promontorio attaccato ad un costone, nella parte bassa, mentre i resti dell’antico borgo si trovano nella parte alta.

 

 

La citta bassa

Vicoletti e strade di ciottoli, scale, piazzette, chiese, e antiche abitazioni, molte delle quali sono state trasformate in strutture turistiche o negozi, scorci con porte colorate e fiori di bouganville ed oleandri, gatti ovunque che girano

 

 

e poi i panorami dai merli su un mare verde: questa è la città bassa e sembra di essere piombati indietro nel tempo e in una location degna di una favola, con il rumore del mare o del vento che fanno compagnia

 

 

Due deliziose piazze che guardano il mare, sorgono nella cittadina. Nella prima si arriva entrando nel paese, e seguendo il vicoletto centrale, dove ci sono negozi e ristoranti: è la piazza principale, dominata dalla cattedrale di Christos Elkomenos, col suo bel campanile, e il suo cannone al centro

 

 

La seconda si trova verso la fine del paese, è veramente grande, ed è adornata con palle di cannone messe in ordine sparso. Da qui si ha una vista superba sul mare e sulla città arroccata. A lato, una splendida chiesetta, la Chiesa Panagia Chrysafitissa, con forma rotondeggiante del periodo ottomano, domina il paesaggio

 

 

Noi è proprio su questa piazza che abbiamo alloggiato

 

 

Costeggiando i merli sul mare, si arriva al limite delle mura, che proseguono poi verso l’alto

 

 

Attraverso una porta scavata sulla pietra si giunge al faro.

Altre chiese ortodosse si trovano all’interno del paese. Addentrandosi nella parte sinistra del borgo, lungo le scale che si trovano in più punti, che sembra di entrare nelle case delle persone, si sale verso la città alta, e lungo il percorso a piedi, si può godere di viste strepitose

 

 

Anche l’accesso alla città alta avviene attraverso una porta, e di nuovo sembra di fare un salto nel tempo. Ancora una volta non possiamo vedere cosa ci attende: le rovine si trovano in mezzo ad una natura selvaggia, dove domina sulla cima della roccia, la meravigliosa chiesa bizantina di Agia Sofia

 

 

La nostra visita a Monemvasia

Arriviamo in un pomeriggio, col sole rovente di luglio, e ci fermiamo una notte nel borgo, perché ho letto che dormire nel kastro è un’esperienza indimenticabile,. E in effetti così è stato: ci si gode il tramonto e l’alba, il bagno con vista sul borgo, la cena in qualche bel locale, e la cittadina illuminata, e soprattutto si gode dei momenti in cui la maggior parte dei turisti se ne è andata

 

 

L’alloggio che avevo prenotato, Kellia Guesthouse, più che una guesthouse è un boutique hotel: è una tradizionale casa di pietra, sulla grande piazza che si apre sul mare alla fine del paese, di fronte alla chiesetta bianca di Panagia Chrysafitissa

 

 

La stanza che ci hanno assegnata è meravigliosa, mantiene l’atmosfera percepita camminando per le strade del borgo; ha una bella vista sul mare, ha particolari di arredamento originali e ricercati

 

 

L’ingresso è indipendente dal retro

 

 

In camera c’è una caraffa di Malvasia per noi, offerto come benvenuto, su un tavolo che è la base di una vecchia macchina da cucire. Anche i tavoli per la colazione sono fatti così, davvero originali!

Con il pernottamento ci offrono una degustazione di vini in una cantina sulla strada principale

 

 

La colazione del mattino successivo, sulla piazzetta, sotto l’ombra degli alberi, è un brunch per noi: salato, dolce, torte e marmellate fatte in casa, yogurt greco e frutta, tutto squisito, col magnifico panorama del mare e un delizioso venticello.

E vengo a sapere che proprio in una stanza di questo hotel è nato il più importante poeta greco del ventesimo secolo, Yannis Ristos

 

Che farmene delle stelle,
di questo vento leggero che mi accarezza la sera;
che farmene di una finestra spalancata sul mondo,
sull’orizzonte, se tu non ci sei?
Tutto ha una luce diversa se sei qui con me.
Tutto ha senso solo se posso raccontartelo.

 

 

 

Il Portelo

Non resistiamo a un bagno nel mare, che abbiamo visto dall’alto tra i merli del camminamento

 

 

Entriamo da una porta sulla scogliera, chiamata il “Portelo”, e ci arriva un profumo intensissimo di mare

 

 

Metto il mio salvagente, e mi butto nell’acqua fresca e cristallina dalla scaletta della scogliera. Guardare il paese da dentro il mare non ha prezzo!Usciti dall’acqua si può fare una doccia sugli scogli, è tutto tremendamente bello: io sono senza parole

 

 

La città alta al tramonto

È quasi il tramonto: decidiamo di salire alla città alta, è il momento migliore per la tregua dal caldo. Il cammino è un pò impervio, i gradini sono scivolosi, sono opportune le scarpe da ginnastica (che abbiamo indossato), ma la salita, di una ventina di minuti, è molto piacevole, e il panorama dall’alto sulla cittadina e sul mare ripaga di tutto

 

 

I resti della città vecchia sono affascinanti, soprattutto con questi colori

 

 

Raggiungiamo sulla cima la chiesa bizantina di Agia Sofia

 

La vista da qui spazia tutto attorno allo sperone, e al tramonto è un incanto, le tonalità del cielo dal viola al rosso regalano uno spettacolo indimenticabile

 

 

Dopo la discesa andiamo a cena in un locale consigliato dal nostro host, che avevamo prenotato prima di salire, il ristorante To Kanoni, che è forse il terrazzo nella location più bella del borgo, con vista sulla piazza principale: qui mangio la mia prima moussaka, il saiti, caratteristico piatto della zona fatto di pasta sfoglia ripiena di spinaci e feta, e beviamo la birra Sparta, con la deliziosa compagnia di un gattino rosso che ci viene a trovare, mentre scende la sera

 

 

Alba a Monemvasia 

L’indomani mi alzo presto per vedere il sole sorgere sul mare: lo spettacolo è grandioso, non solo per il sole che riflette sul mare e si alza, ma per tutto il contorno, per la luce che illumina la pietra, che accende le case del borgo

 

 

 

 

Esco da una porta scavata sulle mura

 

 

Prendo un sentiero che arriva al faro: la voce del mare qui è dirompente, un’energia rigenerante mi investe e mi nutre

 

 

Ritorno dalle mura, salgo le scale che le costeggiano

 

 

Guardo il panorama mozzafiato tra le case di pietra chiara, in questo posto incantato

 

 

E poi mi incammino scendendo verso il paese, perdendomi tra i vicoli

 

 

Ritorno per colazione, ci gustiamo le delizie che ci portano con la lentezza che si addice a un posto dove si deve assaporare ogni attimo

 

E questo è solo l’inizio, del nostro viaggio. In un posto sorprendentemente bello, nella regione della Laconia.

Un gran bell’inizio davvero: ho amato Monemvasia, è di una bellezza difficile da descrivere, e mi ha trasmesso emozioni bellissime.

 

 

Adesso ci aspetta un’ora di viaggio: nel pomeriggio arriveremo alla nostra meta principale, raggiungeremo la nostra isoletta dai colori caraibici, Elafonisos. Ed io non vedo l’ora.

 

Monemvasia: informazioni pratiche

Parcheggiare a Monemvasia

Il borgo è interamente pedonale e unito da una strada con la terraferma, che ha l’ultimo tratto in salita. Noi abbiamo avuto la fortuna di riuscire a parcheggiare sulla strada, oltre il ponte e vicino all’ingresso del borgo: un tentativo per vedere se si trova posto, può essere fatto.In alternativa c’è unsi può lasciare l’auto al parcheggio prima del ponte, e prendere la navetta che porta all’ingresso, che si può attendere all’ombra; oppure si può fare la strada a piedi, ma questa opzione col caldo estivo, non la consiglio (quello della foto è il primo tratto, dopo inizia la salita)

.

 

Alloggiare a Monemvasia

Nonostante si possa dormire anche prima del ponte, fuori dal borgo, nella località di Gefyra, che offre un bel panorama dello sperone di Monemvasia, e a prezzi molto contenuti, per godere a pieno di tutta la magia del luogo, io consiglio di alloggiare dentro al castello, in una dimora storica, magari con balcone vista mare. Sono presenti piccoli hotel, vecchie dimore o guesthouse da tutti i prezzi, alcuni assolutamente non troppo alti per la location. Alcuni richiedono un soggiorno minimo di 2 o 3 notti nell’alta stagione, ma sotto data, accettano anche una sola notte. Inizialmente io avevo prenotato un alloggio a Gefyra per contenere i costi; poi mi sono lasciata tentare dall’idea di dormire dentro al castello e la spesa maggiore vale assolutamente la pena, è un esperienza che merita indubbiamente.Consiglio il nostro alloggio Kellia Guesthouse per la fantastica posizione sull’ampia piazza e le belle camere, io ho prenotato direttamente sul loro sito e pagato all’arrivo

 

 

Oppure mi è sembrato molto bello l’hotel in alto nel paese, con una vista strepitosa, il Bastione Monemvasia (ma essendo in alto la strada da fare è parecchia).

 

Luglio 2023

 

 

 

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Arrivati con un volo da Bologna ad Atene, la prima tappa in programma sulla strada per il Peloponneso è Corinto: volevamo vedere il famoso canale che consente di far risparmiare fino a 700 chilometri, mettendo in comunicazione il Mar Egeo con il Mar Ionio senza dover circumnavigare il Peloponneso, che così viene diviso dal resto della Grecia.

La grande opera di ingegneria è stata avviata in epoca romana dall’imperatore Nerone, ma  addirittura fu ideata già nel XVII secolo a.c. , anche se è stata portata a termine solo nel 1893, in collaborazione con ingegneri francesi ed ungheresi.

Come arrivare

Per arrivare al canale di Corinto dall’aeroporto abbiamo preso l’autostrada A75, seguendo le indicazioni per Corinto, e dopo circa 80 chilometri siamo usciti a Loutraki. Si arriva al ponte metallico che attraversa il canale, quasi senza accorgersene: si può parcheggiare l’auto negli spazi previsti per andare a vedere il panorama sui 2 passaggi pedonali, ai due lati della carreggiata, che ne consentono la vista in tranquillità. Alle estremità del ponte si trovano l’ufficio del turismo e dei pannelli esplicativi, diversi chioschi di souvenir, dei ristoranti e i parcheggi.

 

 

Il canale 

Il canale, è largo 23 metri e lungo 6 chilometri, e fanno impressione le sue pareti  alte fino a90 metri di roccia, che fanno risaltare il blu del mare. La vista è davvero spettacolare dai due ponti pedonali che affiancano quello per i veicoli.

Attraverso uno dei ponti pedonali si può arrivare ad una postazioe per il bungee jumping.

 

 

Alle due estremità, a livello del mare, ci sono anche 2 ponti sommergibili, che consentono il passaggio ad auto e pedoni per attraversare il canale, e che hanno la particolarità di venire immersi nell’acqua quando devono passare delle navi. Non siamo andati a vederli perchè, al di là della genialità dell’opera, non mi pareva avessero grande attrattiva scenografica.

Anche altri ponti attraversano il canale, tra cui quello dell’autostrada e quello delle ferrovie.

Dal canale di Corinto passano soprattutto imbarcazioni turistiche e navi da crociera, e soltanto una alla volta: il passaggio è troppo stretto per le attuali navi cargo o mercantili.

Purtroppo il terreno franoso e la zona sismica ha causato talvolta l’esigenza di chiudere il canale.

 

 

In uno dei ristoranti passato il ponte, ci siamo fermati per  nostro primo pranzo greco, a base di ottimi souvlaki e una birra Sparta.

Poi .. via! Dopo questa sosta che merita assolutamente, abbiamo proseguito verso la tappa successiva prevista, a 3 ore di auto, ovvero il borgo fortificato di Monemvasia, che si trova su un’isola rocciosa unita alla terraferma da un ponte, nella regione della Laconia, nel sud del Peloponneso.

 

 

luglio 2023

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.