Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Viaggi di testa

Viaggi di testa

Quello che non è

 

 

Quante volte si incontrano persone che, coscientemente o con incoscienza, vogliono farti credere che le cose siano diverse da quello che sono.

Che cercano di confondere, inviando messaggi contraddittori, con arroganza, pensando di prenderti per stupido o di dartela da bere.

Manipolatori della verità. Che la alterano, a loro uso e consumo, e comodo, per un tornaconto o soddisfazione personale. O magari per salvare se stessi. O non guardarsi la propria parte, arrivando a crederci, a quella realtà, frutto della loro rielaborazione e fantasia.

Quelli che abusano della fiducia, della voglia, o bisogno, di affetto, di relazione, di punti di riferimento.

 

 

Dall’altra parte, c’è chi, con ignoranza, incoscienza o superficialità, non si accorge e abbocca. O magari soltanto tenta di salire sul carro dei, agli occhi suoi, vincenti. Spinto probabilmente da un bisogno di approvazione o considerazione senza fine. Forse c’è chi è anche cosciente della situazione, e non sta bene, ma chiude un occhio ed incassa, perchè il suo bisogno è piu’ forte.

Credo che in tanti, comunque, restino ancora male di fronte a quella ipocrisia, alla superficialità di chi non guarda e non ascolta anche le ragioni dell’altro, ma solo le sue, e vede solo se stesso; di chi dice o pensa:  “ma che problema c’è”, e procede con noncuranza; di chi semplifica con agghiacciante insensibilità o con calcolata freddezza, per arrivare al suo scopo, qualunque esso sia.

C’è chi comprende e vede i giochi, consci e inconsci, magari resta male, è deluso e amareggiato, e decide che non ha più voglia di stare a spiegare, di chiedere, di credere, di tentare di far aprire gli occhi, di mostrare l’altra faccia della medaglia. Di cercare di far comprendere le dinamiche, e come le cose non siano sempre come appaiono. Tace e magari si ritrae, e in silenzio va in cerca d’altro, qualcosa di diverso. Perchè sa che, da qualche parte, c’è, qualcosa di diverso.

 

 

 

 

dicembre 2019

Visite: 3

Non so dove i gabbiani abbiano il nido…

 

 

“Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.

La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. 

E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.”

 

Vincenzo Cardarelli 1932

 

 

Una poesia che ho sempre amato. Che ho conosciuto molti anni fa, quando frequentavo la scuola e che, periodicamente, mi ritorna in mente.

Forse perchè mi riconosco nei gabbiani.

In perpetuo volo e in cerca della quiete, ma balenando spesso in un mare in burrasca.

Con il timore di una vita troppo in superficie, e l’attrazione per le profondità.

 

Ma, anche in quei gabbiani che, volando nel cielo, possono vedere i colori del mare e delle terre, Quando si calma il moto ondoso.

Godere del vento. Che li investe e li avvolge, durante il loro volo

Quei gabbiani che, dopo aver tanto vagato, tornano verso il nido.

Perchè loro, lo sanno, un nido, dove tornare, ce l’hanno.

 

 

gennaio 2020

 

 

 

Visite: 68

Ghirlande di Natale e come farle

 

 

Le tradizioni non sono solo vecchie abitudini che si replicano, o la trasmissione di consuetudini, usi e costumi, di generazione in generazione. Sono anche quei momenti, quelle usanze, che nascono a volte estemporaneamente, e che si ripetono per il piacere di riviverle.

Partecipo alla preparazione delle ghirlande di Natale solo dalla scorso anno. E grazie alle amiche del paese, è diventata già, per me, una tradizione.

E’ un momento in cui ci si ritrova per scambiarsi gli auguri prima di Natale, davanti a una torta, biscottini e un profumatissimo tè dell’Avvento 🙂 .

 

 

Un momento di leggerezza, risate, ilarità, in buona compagnia.

Un momento che culmina con tutte noi che ci mettiamo attorno a un tavolo, e che con rami di abete, raccolti dai boschi attorno, bacche rosse, prese dal giardino, e pigne, campanelli, e nastri,  con fil di ferro e colla caldo, mettiamo in campo estro e creatività, mentre, in sottofondo, suona una canzone di Natale.

 

 

Al termine del lavoro, torniamo a casa soddisfatte, ognuna con la sua ghirlanda, ognuna diversa, come diverse son le nostre personalità.

E non solo con un bel centro tavola, che ravviverà la nostra casa, durante le feste di Natale, ma anche con la gioia dell’incontro e del tempo passato insieme.

Il gusto delle cose semplici e reali, che fa sentire le persone piu’ vicine.

 

 

 

Occorrente per la preparazione della ghirlanda natalizia:

 

carta da giornale per fare, arrotolandola, la base tonda della ghirlanda (riutilizzabile negli anni successivi)

-un marito che vada a tagliare i rami di abete

-qualche ramo di bacche rosse donato da qualche giardino dei dintoni

nastri per fare i fiocchi, campanelli, palline, pigne, anche riciclate, stecche di cannella, fette di arancia esiccate, ortensie seccate o qualsiasi cosa per decorare

fil di ferro per legare i rami attorno alla base e forbici per tagliarlo

colla a caldo per fermare i decori

 

 

Indispensabile portare buonumore e voglia di stare insieme. Graditi pasticcini e un pensierino di Natale da scambiarsi

Unire il tutto e goderselo.

 

 

..e Buon Natale!

 

 

   

ghirlanda di Natale 2018

e ghirlanda di Natale 2019

 

dicembre 2019

 

Visite: 96

Le tue impronte

 

 

Un giorno staccheremo le tue opere dai muri.

Adesso sono li, ci ricordano momenti della tua infanzia, ci ricordano le tue passioni, ci ricordano le fasi e i passaggi della tua vita.

 

 

Un giorno non avremo piu’ ai vetri i tuoi lavori, usurati dal tempo, ma sempre nuove creazioni piu’ evolute occuperanno i nostri spazi.

E tutto intorno a noi, la casa, come sempre, sarà impregnata dalla tua energia.

 

 

Un giorno spariranno quelle lettere che hai messo sulla porta della tua stanza, a memoria dei tuoi interessi ed entusiasmi.

 

 

E resterà la nostalgia nei nostri cuori.

 

 

Nostalgia del tempo che è passato e non ritorna.

Di quel tempo in cui ancora ti tenevamo in braccio.

Di quelle manine di bimba, le cui impronte vedevamo sui vetri, e che tenevamo strette, quando ancora venivano a cercare la nostra mano.

 

 

(lavoro del 2009 alla scuola materna per la festa della mamma)

Le mie impronte

Lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte sui mobili e sui muri: rallegrati pero’ che sto crescendo, e rimarranno un ricordo solamente.

Percio’ io ti regalo le mie impronte perché tu possa, un giorno ben lontano, vedere come erano piccole le mie mani, al tempo che cercavano la tua mano.

 

 

 

novembre 2019

 

Visite: 127

Adolescenti: ti dovrai abituare

 

 

Ti dovrai abituare al fatto che non va mai bene niente, quello che hai preparato, quello che hai intenzione di fare, quello che pensi, quello che dici.

Ti dovrai abituare alle loro idee balzane, ai cambi repentini di umore, di opinioni, di piani.

Ti dovrai abituare a dire dei no, a dire dei sì, ma anche a mediare, evitando lo scontro continuo.

Ti dovrai abituare ai musi lunghi, al telefono sempre in mano, alle cuffie sempre in testa, alle porte sempre chiuse, al mutismo, alle risposte arroganti.

Ti dovrai abituare che non vogliono venire con te, che ti sentirai al loro servizio per un po’, che anche la tua libertà verrà limitata.

Ti dovrai abituare a temere per la loro solitudine, per la loro esuberanza, per le delusioni, per le incomprensioni, e a sentirti impotente di fronte a ciò.

Ti dovrai abituare ad entusiasmi improvvisi, ad inizi improvvisi, a fini improvvise; a segreti e a bugie.

Ti dovrai abituare a tacere, talvolta, a contrastare, talvolta, a proibire, talvolta.

Ti dovrai abituare alle sfide, come per proclamare IO POSSO; ai gesti di autoaffermazione, come per dire IO SONO; alle cose sparse per casa, come per proclamare IO ESISTO.

Ti dovrai abituare a sbagliare, ogni tanto, o a fare bene, ogni tanto. A sentirti male, a provare rabbia, a frenarti.

Dovrai imparare ad essere forte, ad essere genitore, ad essere muro.

Sapendo che tutto quel che farai che ti costa fatica, o non farai, sarà per il loro bene, presente e futuro.

E sapendo, comunque, di non essere solo. Di non essere il solo.

 

 

ottobre 2018

 

altri articoli sugli adolescenti

 

https://www.unanimainviaggio.it/leta-difficile-unadolescente-quasi/

https://www.unanimainviaggio.it/adolescenti-del-bullismo-e-di-altri-mali-del-nostro-tempo/

https://www.unanimainviaggio.it/adolescenti-quando-tua-figlia-sceglie-la-scuola-superiore/

https://www.unanimainviaggio.it/adolescenti-quando-ti-dicono-ma-gli-altri-lo-possono-fare/

https://www.unanimainviaggio.it/il-giorno-esame-terza-media/

https://www.unanimainviaggio.it/un-adolescente-in-crescita/

https://www.unanimainviaggio.it/adolescenti-il-primo-concerto/

https://www.unanimainviaggio.it/adolescenti-quando-ti-portano-in-viaggio-nel-tempo/

https://www.unanimainviaggio.it/adolescenti-gli-entusiasmi-giovanili/

https://www.unanimainviaggio.it/figli-conflitti-e-aspettative/

https://www.unanimainviaggio.it/viaggiare-con-ragazzi-adolescenti/

Visite: 148

Dovremmo mettere da parte un pò la cattiveria

 

 

Dovremmo mettere da parte un pò la cattiveria e trovare altri modi per scaricare rabbia e frustrazione.

Un’attività fisica, una corsa, un giro nella natura, una meditazione, una chiacchierata con un’amico, un viaggio da qualche parte.. qualcosa che plachi, invece che alimentare la brama di attaccare, accendere fuochi e sputare veleni.

Dovremmo mettere da parte un pò la cattiveria. Quella che ci fa diventare leoni da tastiera, giudici arroganti senza cuore e che attiva la nostra parte peggiore.

Che poi, ci serve, la cattiveria?

La cattiveria è rabbia spesso agita verso le situazioni e le persone sbagliate, non verso ciò che veramente ce l’ha scatenata, ferendoci.

Sarebbe sano porsi qualche domanda sul perchè esce tutta questa rabbia, quali siano le origini. Qualche interrogativo in più a noi stessi, per capire qual’è il bisogno di attaccare, squalificare, schernire qualcun’altro. Di voler dire la propria ad ogni costo, e usare modi meschini o poco gentili. Che tutto ciò può fare male agli altri, ma anche a noi stessi.

Non lenisce, certo, la derisione, l’aggressione, non ci toglie i massi che abbiamo dentro. Se poi si trovano dei compari che ci appoggiano, alimentiamo ancor più il disagio, facendo diventare la modalità un’abitudine. Che poi finisce che, oltre che con sconosciuti o conoscenti, si diventa arroganti con tutti, anche con le persone per noi importanti.

E’ che, chi mette in atto tali comportamenti, raramente ha la coscienza per farsi certe domande, ha la voglia di mettere in discussione se stesso. E’ l’altro ad essere sempre in difetto. E questo è il pretesto e il modo di proteggersi, questo quello che ci si racconta, per assolvere se stessi, per giustificare l’incapacità di vedersi, la propria responsabilità in certe situazioni.

Davvero si puo’ pensare che scatenare la propria ira e frustrazione su qualcun’altro, possa servire a nascondere il proprio disagio interiore? Che i conflitti che ne derivano, che vengono trasferiti da dentro a fuori, possano fare meno male? Davvero si puo’ pensare di conquistarsi stima e rispettabilità in questo modo? Forse in prima istanza cio’ puo’ avvenire, ma non di fronte a chi ha l’occhio attento, e non per lungo tempo.

Dovremmo mettere da parte un po’ di più la cattiveria. Il sarcasmo, i giudizi gratuiti, l’invidia, che ci consumano. Che ci distraggono dal vedere ed assaporare la bellezza, dal vedere anche le parti belle, presenti in ognuno.

E magari cercare di diventare consci delle nostre fragilità, per riuscire a vedere anche quelle degli altri.

Che non tutto, a volte, è come il film che ci proiettiamo.

 

Settembre 2019

 

foto Pixabay

 

ti potrebbe interessare anche

Il meglio e il peggio di noi

 

Le belle persone

Visite: 196

Il meglio e il peggio di noi

 

 

Ci sono persone che tirano fuori il meglio di noi. E ce ne sono altre che tirano fuori il peggio. Non siamo uguali con tutti, le nostre reazioni e comportamenti dipendono anche da chi abbiamo di fronte o da chi scegliamo di avere di fianco.

Vediamo persone che sono come Dr. Jeckill e Mr. Hyde. In un momento in un modo, in un altro all’opposto. O magari certi lati li scopriamo col tempo e non le riconosciamo più, non ci capacitiamo della loro metamorfosi o della nostra poca oculatezza nell’averle guardate, frequentate, senza vedere e capire. Della nostra idiozia a non aver captato certi segnali, o solo, averli trascurati, o addirittura essere stati ciechi.

Ma è che, in realtà, dentro di noi abbiamo più parti. Noi come gli altri (c’è anche chi sostiene che conteniamo tutto, il bene e il male). E a volte quelle che si attivano, dipendono anche da chi abbiamo l’occasione di incontrare sulla nostra strada e da chi abbiamo a fianco.

Se scegliamo di frequentare (o non scegliamo, senza pensare non decidiamo di scegliere, ma prendiamo quello che ci arriva), o ci contorniamo di qualcuno che alimenta conflitti, polemiche, vittimismo, negatività, anche quella nostra parte viene attivata. E’ come se venisse risvegliata, e noi, dandole attenzione, la stessimo nutrendo. E la cattiveria richiama e alimenta cattiveria.

Se, invece, chi abbiamo attorno è accogliente, empatico, gentile, compassionevole, positivo, quella è la parte che in noi viene risvegliata.

 

“Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo.”
“L’altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede.”
“E quale lupo vince?”
“Quello che nutri di più.” *

 

Talvolta si è talmente invischiati in certe dinamiche, che dopo esserci magari cascati dentro, senza accorgercene, non ci rendiamo conto di quanto possono essere nocive per noi. O, se ce ne rendiamo conto, non sappiamo come uscirne. Non riusciamo a comprendere quanto una non scelta, un superficiale “va beh”, “non mi tocca, non sono affari miei”,  “sono superiore”, oppure un tollerare, frutto di una paura di perdere qualcosa, di restare soli, di un rifiuto, dello scherno, di perdersi anche il surrogato al soddisfacimento di un bisogno, possano incidere sul nostro benessere quotidiano, oltre che sul nostro cammino, in direzione di una pace interiore.

Quando accade ciò, è come se dovessimo esperire delle parti, o avere delle lezioni per imparare e per trascendere, quello che non è affine alla nostra anima.

E c’è sempre una possibilità. Si chiama consapevolezza prima, e scelta consapevole, poi.

Scegliere di avere accanto chi fa uscire il meglio di noi, dopo aver compreso. E di non dare attenzione a chi ci risveglia il peggio.

Perchè quando incontriamo le parti migliori di noi, ci possiamo sentire bene, dentro e fuori.

 

Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, cosi’ facendo, un mostro. E se tu scruterai al lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te,

F. Nietzsche

 

 

 

ottobre 2019

 

foto Pixabay

 

ti puo’ interessare anche

 

Le affinità selettive

Dovremmo mettere da parte un pò la cattiveria

 

L’effetto pelle e l’effetto alone

 

Le belle persone

Visite: 227

Viaggiare con ragazzi adolescenti

 

 

E’  possibile viaggiare, aggiungo, felicemente, o quantomeno in pace, con figli adolescenti, ovvero, dagli 11 ai .. 17 anni, o fintanto che si riesce a portarli con sé??

Per la mia seppur breve esperienza, credo che occorrano 3 cose: educazione al viaggio, alcuni accorgimenti, e anche c..o, ovvero fortuna!

L’adolescenza è un periodo difficile per tutti, sia per chi lo vive, che sta affrontando una trasformazione e deve mettere alla prova se stesso e il mondo (e i genitori soprattutto) sia per chi ..la subisce, ovvero la famiglia! Che vede tramutare il piccolo dolce cucciolo di casa in un qualcosa che spesso non riconosce, che si rivolta come un serpente, che si comporta come un indemoniato, che vuol fare cose per noi senza senso e turpi, e che non ci aspettiamo.

Abituare fin da piccoli i bambini a viaggiare, sicuramente è d’aiuto, perché, nonostante venga spezzata la loro vita routinaria, in favore di qualcosa di sconosciuto, e vengano staccati dai loro riferimenti per un po’ di tempo, possono imparare che l’incognito puo’ anche essere piacevole, divertente e interessante. Si puo’ cosi’ alimentare la curiosità, che è sempre una sensazione vitale.

E’ questo che intendo con “educare” al viaggio: sviluppare lo spirito di adattamento e la curiosità per il nuovo.

 

 

E’ ovvio che sopraggiunta la fatidica età, per istinto di ribellione, possano essere scocciati di lasciare casa, amici, luoghi frequentati, o semplicemente vorrebbero restare perché si divertono di piu’ con le loro abitudini e nel loro conosciuto. Possono manifestare più di un bambino piccolo, che lo si puo’ distrarre meglio, il loro dissenso, e fare ostruzionismo a partenze o movimenti. Con musi, mutismi e rispostacce, che, almeno a me, a volte mi fan scattare ferocemente i nervi: sembra che ci vogliano far pagare caro il fatto di strapparli alle loro “cose”.

 

 

Ecco che qui l’educazione al viaggio serve anche a noi, nel senso che, visto che siamo messi alla prova nella nostra capacità di mettere confini, non dobbiamo mollare ai loro capricci di adolescenti, come non dovevamo mollare quando erano bambini. Cercare di ascoltare,  mediare e dialogare, pur mantenendo la fermezza, sarebbe sempre la cosa migliore. Cosa che io lascio fare al padre, che è piu’ bravo di me :).

 

 

Eppure diventa importante farli ricredere, questi ragazzi, dimostrare loro che li conosciamo e sappiamo anche quali sono le cose che piacciono a loro, per conquistare ancora un po’ di fiducia. Devono sentirsi compresi anche per quello che non dicono.

E qui entrano in ballo gli accorgimenti che possono aiutare. Posso parlare di quelli che per me si sono dimostrati efficaci durante viaggi e vacanze.

 

 

Intanto la scelta della meta, che deve essere possibilmente attraente anche per l’adolescente. Una meta desiderata oppure qualcosa che immaginiamo possa sorprendere, stupire, (che noi possiamo supporre che piacerà, anche se lui/lei non dimostra interesse o snobba, perché non conoscendo non puo’ immaginare) e destare curiosità.

Come?

Parlando della meta e delle attività entusiasmanti che lo aspettano, facendo mettere in moto la sua immaginazione.

Incontreremo comunque sguardi di sufficienza, diffidenza, risposte disinteressate o arroganti, ma intanto abbiamo gettato un semino.

 

 

Scegliendo accuratamente i posti dove fermarsi e gli alloggi, che dovrebbero essere almeno un pò intriganti o particolari.

 

 

Coinvolgendo nella preparazione del viaggio, mostrando foto delle località che si visiteranno, parlando di luoghi, di episodi accaduti, vedendo film inerenti la meta, cercando qualche aggancio con qualcosa che conoscono o a cui sono interessati. In questo modo è possibile che si carichino un minimo, e che affrontino meglio tutto il resto.

 

 

Nel corso del viaggio è importante  poi prevedere tappe con attività che si immagina possano piacere o essere interessanti o divertenti per  l’adolescente: l’uso di mezzi di trasporto particolari, barca, tuc tuc, auto d’epoca, hip on hip off bus, cavallo, calesse, bicicletta, risciò, seggiovia, funivia o simili; attività adrenaliniche: percorsi avventura, zip line, battute di pesca, parchi giochi tematici o acquatici, salite su grattacieli; visite a mostre o musei interattivi, mercatini, negozi o quartieri particolari, luoghi con animali.

 

 

Altra cosa, che ho visto essere saliente, è avvisare in anticipo, quando si sa che può esserci qualcosa di non gradito. In questo modo eventuali rimostranze, vengono fuori subito e al momento di affrontare la cosa sgradita sono preparati e magari si lamentano meno e si possono organizzare per tenersi impegnati o cercare di affrontare la cosa in maniera diversa.

Durante un viaggio poi, può accadere che ci siano tempi morti o momenti noiosi per loro, o anche semplicemente momenti di relax: è importante stimolarli a cercare intrattenimenti da portare come passatempo (e-reader, libri, musica, giochi, carte, parole crociate, ecc. -es per i lunghi viaggi in auto, che odia, mia figlia si organizza ascoltando musica o leggendo e-book).

 

 

Ultima cosa, ma non meno importante, è il fatto di cogliere l’opportunità di trascorrere del tempo col padre, che è una figura di fondamentale rilevanza, soprattutto in questa fase. Di riferimento, di autorità, di confronto, che mette i confini, che trasmette insegnamenti e valori, che media e che puo’ placare i conflitti con la figura materna.  Tempo di qualità, che puo’ essere disponibile in vacanza, da utilizzare per fare delle cose insieme, e, per il genitore, per conoscere il nuovo essere che sta diventando il figlio.

 

 

Detto questo, bisogna comunque mettere in conto che ci saranno sempre momenti in cui l’adolescente si lamenta, dice che si annoia, si ammutolisce; momenti in cui non va bene niente, che non gli va di  fare quello quello che abbiamo programmato, momenti in cui esplode la rabbia, da ambo le parti.  E’ tipico di questa fase, succede in viaggio come a casa. Fortunatamente, proprio perché si è in vacanza, può passare prima, basta trovare un motivo di entusiasmo, come vedere un qualcosa di bello, fare qualcosa di interessante, distrarsi dal conflitto. E ricordare che loro sono gli adolescenti, e noi gli adulti.

 

 

agosto 2019

Visite: 171

Miami Beach, Florida

 

 

Col bus 120 arriviamo da Miami Downtown a Miami South Beach, passando per il lungo ponte, che collega la terraferma alla striscia di terra che si trova di fronte a Miami. Il bus percorre gran parte di Miami beach e quindi diventa anche un giro panoramico, e ha una fermata proprio davanti al National Hotel che ho prenotato, sulla elegante Collins Avenue, a pochi passi dalla famosa Ocean Drive, il lungomare di palme davanti all’Oceano, ricco di locali, boutique, alberghi ed edifici in stile art deco’.

 

      

Il National Hotel, uno dei primi hotel di South Beach, costruito nel 1939, svetta alto nel cielo e ci si presenta davanti in tutta la sua maestosità ed eleganza

 

 

Perfettamente ristrutturato e mantenuto, alloggiare in questo hotel è stato come stare in un museo dell’art deco’, con un’atmosfera unica, dovuta a tutti i particolari ricercati, che ti rimandano indietro nel tempo, con un’eccellente servizio. E’ stata una vera sorpresa e ha superato di gran lunga le mie aspettative.

 

 

La scelta è ricaduta su questo hotel, dopo che avevo inizialmente prenotato un altro albergo sulla Ocean Drive, ma che ho scoperto in seguito essere stato oggetto di una puntata della trasmissione Hotel da incubo!! Il Penguin hotel, ristrutturato di recente e con buone recensioni, è veramente in ottima posizione vista mare, ma per non non rischiare di avere qualche lamentela, ho provveduto a cancellare all’ultimo momento la prenotazione, anche per non lasciare Miami con una brutta ultima impressione. E comunque la differenza di prezzo non era poi cosi’ pazzesca (con una bella offerta Orbitz), per quanto invece la differenza di stile! Consiglierei il National hotel mille volte!!

 

 

Il National Hotel l’ho scelto principalmente per la sua  stretta ma lunga piscina, 62 metri, (in verità ce ne sono due di piscine) inserita in un meraviglioso giardino con piante tropicali.

 

 

Oltre a bellissime aree relax, ha ingresso diretto sulla spiaggia, dove si puo’ usufruire anche delle loro tende per l’ombra.

 

 

Entriamo nell’hotel e siamo invasi da un profumo buono e intenso. Tutt’ intorno, nella hall, quadri in bianco e nero di attori e personaggi famosi che sono stati ospitati, e un biliardo. Mobili scuri, lucidi, un pianoforte, ed oggetti eleganti come soprammobili. Il bagno ha le pareti disegnate come il mantello di un tigre.

 

 

Sulla porta dell’ascensore è disegnato un abito che si divide in due all’apertura. Vicino all’ascensore un vecchio apparecchio telefonico a rotelle.

 

 

In camera, ci attendono sul letto bellissime coperte maculate. Molto kitch, ok, ma nell’insieme stanno benissimo. Sembra di essere in un film anni 40. Mi aspetto quasi nella hall di vedere il pianista e che qualcuno gli dica “Play it again Sam!”  ah ah ah 🙂 ( cit. film Casablanca)

 

 

Andiamo subito a tuffarci in piscina, a fare un bagno, uno dei tanti che ci aspettano in queste 2 giornate.

Per cena andiamo all’11th street Diner, sulla undicesima strada appunto, molto particolare perchè è un enorme food truck color metallo, tipico americano, che ricorda al suo interno i ristoranti che si vedono nei film anni 50, con le poltrone rosse, stile American Graffiti, con cibo ottimo, hamburger veramente eccezionali. Per arrivarci percorriamo un lungo tratto della Collins Avenue e poi prendiamo la 11st steet, in direzione Washington Avenue.

Dopo cena andiamo verso la vivacissima e latina Espaniola Way, e capisco come mai si chiama cosi’, con i suoi tipici edifici mediterranei e ristoranti italiani: di nuovo un posto molto diverso da tutti gli altri, qui a Miami!!

 

 

Non possiamo mancare la passeggiata sulla Ocean Drive, la via del passeggio nell’Art Déco Historic Districts,  per ammirare oltre ai famosi edifici anni 30, con facciate bianche e color pastello, anche le persone che la popolano e le auto che circolano!!! Passiamo di fronte alla famosa Villa Casaurina, in passato casa di Versace, ora un boutique hotel, ma l’edificio che piu’ mi è piaciuto è il Betsy hotel, in uno stile che ti riporta proprio indietro in quegli anni.

 

 

Torniamo verso il National Hotel, la lunga piscina è illuminata con luci colorate che si alternano, ed è una meraviglia. Io e Giada decidiamo di fare un bagno notturno, anche se sono già le 23, la piscina è aperta e vuota, non possiamo perderci una simile occasione! Ci infiliamo il costume e ci buttiamo in acqua sotto il cielo stellato e le palme attorno, con le luci colorate che illuminano i nostri visi, sorridenti e contenti per tanta bellezza. Nuotiamo e ci fermiamo a guardare, chiacchieriamo, complici, e ci godiamo momento per momento quel lungo bagno… non vorremmo piu’ uscire da quell’acqua tiepida, e non vorremmo che finisse mai, questa serata.

 

 

La mattina dopo, mi alzo di buon ora per passeggiare sulla spiaggia di Miami Beach, mentre la famiglia dorme ancora. Vedo le persone correre o passeggiare sui vialetti con le palme che portano al mare, proprio come nel mio immaginario.

 

Sulla spiaggia di Miami, enorme e vuota, spiccano le cabine con i colori colori vivaci delle cabine dei Lifeguards, ancora disabitate e illuminate dalle prime luci del giorno.

 

 

Il mare purtroppo non è bellissimo, ci sono un po’ di alghe e i temporali degli ultimi giorni l’hanno reso un po’ mosso. Non è facile a Miami trovare il bel mare cristallino che si vede in certe foto.

 

 

Guardo gli hotel che si affacciano su questa spiaggia, quelli piu’ moderni e quelli d’epoca e il mare infinito, ed è veramente uno spettacolo che non mi aspettavo.

Ritorno indietro dalla mia passeggiata sulla spiaggia per il Lummus park e costeggio Ocean drive con il sole del mattino. Vado a svegliare la famiglia e andiamo a far colazione di fronte al nostro hotel, senza saperlo siamo di fronte a Rosetta Bakery, una famosa pasticceria italiana, ottime brioche, cappuccino, succo a piu’ di 30 dollari! Ma del resto, qui questi sono i prezzi.

 

 

Mentre marito e figlia tornano in hotel a prepararsi, io vado ancora in giro, vado a vedere la Lincoln Road, che diventa piacevolmente pedonale ed è piena di negozi..pieni di saldi..peccato proprio aver poco tempo!!

Ma la nostra bella piscina ci aspetta ancora, dopo il check in possiamo restare fino alla partenza e oggi vogliamo prenderci una giornata di relax, riposarci e godercela tutta, sulla spiaggia fa troppo caldo e quella è un’oasi troppa bella..

 

 

Per le 19 prendiamo l’autobus 150 per l’aeroporto, che ferma proprio davanti al nostro hotel. Nell’attesa mi guardo ancora intorno e passeggio un pò, l’atmosfera di South Beach mi incanta proprio..

 

 

In poco meno di mezz’ora siamo all’aeroporto, come sempre ho un peso al cuore.. non solo perchè le nostre vacanze sono terminate, ma perchè anche di Miami ho adorato tutte le sue mille sfaccettature.

E so già che ci vorrei tornare.

 

 

Intanto, anche quest’anno (perchè sono solita a queste “coincidenze), il caso ha voluto che uscisse una canzone, che descrive tante delle mie sensazioni vissute a Miami..

 

 

 

 

Luglio 2019

 

 

tutti gli articoli sulla Florida

 

Florida, USA

 

 

 

Visite: 204

La strada verso casa

 

 

Siamo tutti alla ricerca di una strada che ci riporti a casa.

Forse facciamo tanti viaggi, proprio per tornare a casa.

Non importa che casa sia il luogo di partenza, o dove abbiamo quattro mura nominate come tali, dove ci siano le nostre origini, le nostre radici, o le nostre sicurezze.

Casa è ogni posto che ci ricongiunge con noi stessi, e ci riporta dentro al nostro cuore.

Che ci riporta all’io piu’ vero, alla nostra essenza, e che ci libera da quelle zavorre che sono le sovrastrutture che ci ricoprono, e dalle nostre protezioni.

Che ci riporta alla nostra capacità di sentirci connessi con la vita che ci sta attorno. Che non è un mondo virtuale o fatto di dialoghi interiori.

Che ci porta la capacità di vedere, di sentire con le orecchie, con i sensi e con tutta l’anima. Di sentirci parte di qualcosa, che scende dal livello della testa, e che non ha bisogno di parole.

Che ci riporta a deporre le armi e a restare a guardare.

Quel posto dove ci si puo’ fermare a riposare e contemplare.

Quel posto dove andare oltre noi stessi. Dove pensieri ed emozioni possono correre liberi.

Quel posto dove la fiducia, anche quella tradita, dissipata, calpestata, viene imprescindibilmente naturale.

Per quel po’ che basta. Oppure no.

Siamo tutti alla ricerca di una strada, nel tentativo di tornare a casa, anche quando la strada si scopre che è sbagliata. 

Siamo tutti alla ricerca di una strada, col desiderio forte di tornare a casa, ovunque sia casa.

 

 

 

settembre 2019

 

Visite: 151
Cosa vuoi cercare ?
Seguimi su Facebook
Facebook By Weblizar Powered By Weblizar
  • buonanno!
Che sia un anno di #viaggi felici, sia viaggi nel #mondo che viaggi di testa, sempre col cuore
#2020 
#unanimainviaggio #travelandsoul #blog
. 
#capodanno #happynewyear #felizanonovo #travelphoto #travelmemories #exuma #dream #paradise #beautifuldestinations #beautifulphoto #beautifulmoments #tropical #beautifulworld #beautifulview #travelblogger #exuma #exumabahamas #thebahamas
  • Cambio gatto 😹

#Cat change
#unanimainviaggio #blogger  #beautifulphoto  #photolovers  #cat #catslovers #cats #gatto #gattidiinstagram #nature  #photografy #mycat #catsofinstagram #family #beautifulcats #mycat #kitten #gatti #gattini #cuccioli #animals #kitty #instacat #cat_of_instagram #caturday #friend

Seguimi!

Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

Statistiche di Google Analytics
generato da GADWP