Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Viaggi nel Mondo

Intervista di Rolling Pandas a Un’anima in viaggio

 

 

Oggi Alice di Rolling Pandas, portale Italiano di viaggi online, mi ha contattato per farmi qualche domanda sul mio blog. 

 

Mi ha chiesto come è nato il blog Un’anima in viaggio, quale sia per me il  significato del viaggio, come organizzo generalmente i miei viaggi e quali sono stati i miei preferiti.

 

Mi ha domandato anche, visto che ho una figlia adolescente, quali accorgimenti adotto nell’organizzazione dei viaggi e come conciliamo le nostre esigenze.

 

L’intervista completa si può leggere nel Blog dei Panda, insieme a quelle di altri viaggiatori, o direttamente a questo link!

 

Grazie Alice, riflettere e fare un punto della situazione è sempre utile!!

 

Racconti in valigia: il viaggio è una metafora della vita e la vita stessa è un viaggio

 

 

 

 

19 agosto 2019

 

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Exuma: vedere i maialini nuotare a Pig beach (swimming pigs)

 

 

Una delle cose che contraddistingue Exuma sono i famosi swimming pigs, i maialini che nuotano in un meraviglioso mare a Big Major Cay, altrimenti chiamata Pig Island!

Da quando ho visto una foto che li ritraeva, ho avuto il desiderio di andare in quest’isola, soprattutto perchè questi maialini nuotavano in un mare da favola!

Quindi, per nostro terzo giorno ad Exuma, facciamo l’escursione a Exuma Cays, che comprende anche la visita a  Pig Beach, a Big Major Cay ,l’isola degli swimming pigs.

Avevo prenotato l’escursione qualche settimana prima contattando Robert’s Adventure  (costi e dettagli qui ) via mail. che mi ha mandato la conferma la sera precedente, e le coordinate per raggiungere il luogo di partenza (la partenza è dall‘estremo nord dell’isola, si puo’ raggiungere in autonomia, avendo uno sconto sulla quota, o farsi venire a prendere).
L’escursione è molto costosa, 180 usd a persona, escluso il pranzo (che è possibile anche portarsi da casa) e la possibilità di nuotare con gli squali nutrice (10 usd a persona).

Partiamo da casa nostra con parecchio anticipo, occorrono circa 40 minuti per raggiungere il punto d’imbarcoBarraterre. Sul piccolo molo stanno preparando le barche per il tour, c’è anche un banchetto di souvenir, che stanno allestendo, e un post office (con bagno pubblico accanto), nel minuscolo paesino di case colorate.

Saliamo sulla nostra barca, siamo solo in 9, e si parte!! Ovviamente fremiamo di entusiasmo, non vediamo l’ora di fare il bagno con i famosi maialini nuotatori!!

 

 

 

Dopo essere passati dalle isole delle celebrità, esserci fermati a Leaf cay, l’isola delle iguane, aver visto Thunderball grotto, la grotta di 007 (dettagli e foto dell’escursione qui al giorno 3),  finalmente ci avviciniamo ad una spiaggetta con poche barche..e cominciamo a vederli, loro, la cui immagine ho fin da subito associato ad Exuma, e uno dei motivi che ha acceso il mio desiderio di venire in questa isola straordinaria e che l’ha resa attraente anche a mia figlia: i maialini nuotatori!!

 

 

Il capitano fa un verso e alcuni di loro iniziano a nuotare verso di noi. Sanno che ricevono qualcosa da mangiare e arrivano con le loro facce simpatiche!

 

 

 

Li accompagnano degli enormi gabbiani con cui si contendono il cibo.

 

 

Scendiamo dalla barca, ci dicono di alzare le mani se si avvicinano troppo e abbiamo paura (per mostrare che non abbiamo cibo). di non baciarli (!!!) o toccarli troppo. Alcuni sono tutt’altro che maialini!!

 

 

Prima con un po’ di timore, poi prendendo confidenza ci avviciniamo a questi musi bellissimi. Si vede che stanno bene, penso che stare in un posto cosi’ anzichè in una porcilaia non sia proprio male!

 

  

 

Sono tanti, piccoli, grandi, hanno un tetto dove proteggersi, acqua, si vede che qualcuno li cura.

I maialini non sono nativi dell’isola. Alcuni dicono che siano stati lasciati da marinai, non si sa per quale motivo, che dovevano tornare a prenderli, in quanto costituivano le loro provviste, ma che non sono mai più andati, altri dicono che abbiano nuotato fino a lì, dopo il naufragio della barca su cui venivano trasportati.. Insomma, comunque sono diventati una grande attrattiva per i turisti, perchè sono bellissimi e tenerissimi e io credo che in questo paradiso stiano meglio che in una porcilaia, hanno il loro posto all’ombra, acqua, cibo e vengono coccolati da chiunque sbarchi sull’isola..anzi..voglio essere uno di quei maialiniiiii!!

 

 

Alcuni sono diventati amici dei marinari che li hanno quasi addomesticati e infatti uno in particolare, ci dicono che possiamo toccarlo, ma io ho un pò timore, figuriamoci mia figlia! Però il capitano mi dice che è molto “friendly”, si è sdraiato proprio vicino a me.. allora mi avvicino e lo accarezzo pianissimo..

 

 

Ha il pelo ispido, è un maialone più che un maialino, ma è comunque adorabile!!

I piccoli sono fantastici, quelli con i pois neri tenerissimi e i miei preferiti!!

 

 

Ci facciamo le foto di rito e a malincuore lasciamo queste deliziose creature..nel loro paradiso

 

swimming pigs exuma

 

Ho realizzato il mio sogno di fare il bagno con i maialini!!!

Una gioia immensa!

 

swimming pigs exuma

 

 

 

attenzione: viene venduta anche un’altra escursione ad Exuma Point dai proprietari del ristorante Exuma Point Bar Grill, aperto solo il sabato e la domenica (ad ora luglio 2019), in un’isola molto vicina, dove loro tengono i loro maiali. Ecco non è la stessa escursione a Big Major Cay, dagli swimming pigs, che è molto piu’ lontana, per chi si chiedesse la differenza di prezzo.

 

tutti gli articoli su Exuma qui

 

Bahamas

 

 

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Exuma: diario dal paradiso

 

tropic of cancer exuma

 

Exuma l’ho amata, sin dal primo giorno. Ho voluto segnarmi tutto, luoghi, nomi, sensazioni, emozioni, per non dimenticare nulla. Un’isola con spiagge meravigliose e mare da urlo. E la possibilità di vedere anche i famosi maialini che nuotano, gli swimming pigs!

In questo articolo ve la racconto, giorno per giorno. 

 

Giorno 1: arrivo in paradiso – George Town, Bahamas Sound, Hoopers bay

Il tanto temuto volo della Silver Airways (prenotato da Orbitz) parte in orario dall’aeroporto di Fort Lauderdale , evento pare eccezionale, da quel dicono sui forum. Il nostro è un piccolo aereo ad elica, fuxia, 34 posti, sembra quello della Barbie.

 

 

Facciamo un buon volo, e soprattutto vedo dall’alto panorami meravigliosi delle isole sotto di noi.

 

 

Arriviamo al piccolo aeroporto di George Town, la mia emozione è alle stelle, quanto l’ho desiderato!

 

 

Ho realizzato un sogno, sono ad Exuma! Le pratiche di ingresso si sbrigano velocemente, poi dobbiamo cercare la nostra auto Nissan noleggiata, parcheggiata negli spazi attigui all’aeroporto, secondo le indicazioni avute da Janish della Sure for Shore, trovata per caso sul web, per poi andare da lei, a sud di George town, a sbrigare le pratiche burocratiche e a pagare.

Abbiamo scaricato le mappe off line di Exuma da Google e la  troviamo subito. La guida è a sinistra, per cui bisogna prenderci la mano e la strada è pienissima di buche. Incontriamo la gentilissima Janish, che ci fa un sacco di raccomandazione per l’auto, non portate tanta sabbia nell’auto, pena addebito di 100 usd, attenzione ai graffi se si passa vicino agli alberi, attenzione alle buche .. 🙂 per fortuna che ho fatto anche una assicurazione kasko con Worlwideinsure!

 

 

Torniamo verso George Town al supermercato della capitale, l’Exuma market per fare un po’ di spesa . Exuma è un’isola piuttosto cara (ma alla fine non più della Florida), pertanto decidiamo che mangeremo fuori il meno possibile: cucineremo in casa qualcosa di veloce. Anche i prodotti al supermercato sono piuttosto cari: un pacco di pasta Barilla usd 3.50, 1 lt di latte o di succo usd 3.50, pane in cassetta usd 5, una scatoletta di tonno da 1,60 a 1,90 , 1 pacchettino di biscotti dai 2 ai 5 usd,acqua da 2 litri a usd 2; c’è anche la nutella a usd 8.

 

 

Proseguiamo verso nord di George Town, in direzione dell’appartamento che abbiamo affittato tramite Airbnb a Bahamas Sound 18, nel residence Crescent Sound (Percy’s perch). Non è sul mare, e questo ci ha permesso di pagare un prezzo imbattibile, 70 euro al giorno, ma è a pochi metri dalla strada principale e a 2 minuti di camminata da una bella spiaggetta, che per me si è rivelato perfetto, per fare le mie passeggiate mattutine.

 

 

Il complesso in cui si trova l’appartamento è carino, ha anche un bel giardino, e uno spazio con piscina, che pero’ al momento è in disordine e inutilizzabile.

 

 

L’appartamento è al primo piano, spazioso, con una camera da letto e un soggiorno ed è molto gradevole all’interno, con le pareti azzurre, arredato con gusto e molto funzionale , dotato di tutto quello che puo’ essere necessario: microonde, lavatrice, lavasciuga, ,tv (non si vede nulla) con assortimento di dvd, tanti libri in inglese, teli mare, e ci sono perfino borse per la spiaggia, lasciate da altri ospiti. Per nostra figlia c’è un materasso gonfiabile che posizionavamo sul divano per la notte.

 

 

 

Non comodissimo, ma per una settimana si puo’ fare. Unici inconvenienti, la pulizia un po’ superficiale (escluso biancheria e lenzuoli, che sono lindi) e la parte del giardino adiacente, con amache, laghetto e spazio piscina e solarium, purtroppo in disordine e lasciato andare. A noi non importa, perchè tanto scopriremo che stare fuori la sera, con i sand flies, sarebbe impossibile.

Sistemiamo le nostre cose e la spese e non vedo l’ora di uscire. Andiamo subito a vedere la spiaggetta che sarà meta delle mie camminate al mattino mentre gli altri dormono, e  poi ci dirigiamo alla ricerca della vicina Hoopers bay.

 

 

Non è facile trovare l’accesso, i cartelli che contrassegnano gli ingressi per le spiagge non sono spesso ben visibili. Arrivati sulla spiaggia facciamo un bagno, è quasi il tramonto e vorrei cercare le famose tartarughe che dicono arrivino all’alba e al tramonto (in realtà ci sono sempre). Arrivo ai 3 pontili citati sui forum, e mentre cammino distratta in acqua, eccola! Una tartaruga bellissima, col carapace arancione e verde si avvicina verso di me, curiosa, quasi fino a sfiorarmi. Salgo sul pontile e di lì a poco ne vedo altre 3, che girano tranquillamente e che periodicamente mettono fuori la testina per respirare. Sono eccitatissima! Vado a chiamare figlia e  marito per far godere dello spettacolo, il primo giorno ad Exuma si conclude nel migliore dei modi!!

 

 

 

 

Giorno 2 ad Exuma – Jolly Hall beach, Haulover, Salt Ponds, Tropic of Cancer beach

Oggi decidiamo di andare nella vicina spiaggia di Jolly Hall beach, a pochi minuti di auto e a 10 minuti a piedi dal nostro appartamento. Il sentiero porta ad una tratto ombreggiato, su una baia con acqua calma stupenda.

Ce ne innamoriamo subito, soprattutto anche per la possibilità di godere dell’ombra, cosa rara ad Exuma.

 

 

Vado in esplorazione fino al lato estremo verso sud, ed arrivo in un punto ancora piu’ bello, con un po’ di roccia e la strada, e dall’altra parte di nuovo il mare. C’è una spiaggetta con le palme che è di una bellezza sconvolgente.

 

 

Torno nel punto dove ho lasciato Giada e Giuseppe a fare il bagno e vedo che parlano con una coppia italiana: sono di Mirandola, poco distante da casa nostra, in viaggio di nozze. Conversiamo un po’ tutti insieme in mare e poi ci salutiamo (li rincontreremo dopo 2 giorni su un’altra spiaggia, per dire che l’isola in fondo è piccola!!)

 

 

Siccome è venuta l’ora di pranzo, torniamo a casa e preparo velocemente una bella omlette con tacchino e formaggio per Giada e una frittata con cipolle per noi.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso sud, destinazione Haulover bay. Arrivando a Rolletown, dall’alto vediamo uno spettacolo indescrivibile e ci affrettiamo ad andare a parcheggiare a fianco al ristorante Haulover grill, e a cercare la strada per arrivare alla spiaggia.

 

 

Lungo il sentiero incontriamo anche delle tombe, non credo che siano quelle di Rolletown di cui avevo sentito parlare, di una famiglia di coloni e risalenti al settecento, perchè non abbiamo visto alcun pannello o segnalazione, ma sicuramente è un cimitero con delle fosse senza lapidi.

 

 

La bassa marea crea un paesaggio unico ad Haulover bay, lingue di sabbia intervallate dal mare, con colori pazzeschi, mi ricorda il posto piu’ bello che abbia mai visto, la laguna blu a Rangiroa in Polinesia

(https://www.unanimainviaggio.it/category/viaggi-nel-mondo/viaggi-per-destinazione/polinesia/).

 

 

Camminiamo per metri e metri in queste acque meravigliose, facendo il bagno nei punti piu’ profondi. Questa è la spiaggia che ho preferito ad Exuma.

Al bar noleggiano anche i kayak per esplorare la zona, piu oltre c’è Men of war cay.

 

 

Dopo aver fatto il pieno di tanta bellezza, riprendiamo l’auto e andiamo verso Tropic o Cancer passando quindi il ponte che unisce Great Exuma con Little Exuma, e fermandoci a Salt ponds, un punto panoramico su una collinetta che guarda da una parte sulle saline, dall’altra il mare, dove c’è una colonna romana del settecento, usata come riferimento per le barche che venivano appunto ad approvvigionarsi di sale.

 

 

Il panorama dall’alto è stupendo, tante piccole baie dai colori brillanti.

 

 

Continuiamo cercando Tropic  of Cancer beach, che ha questo nome perchè proprio qui passa il tropico del cancro. anche qui fatichiamo a trovare l’accesso e quindi andiamo oltre, ma va bene, cosi’ arriviamo proprio alla punta sud di Exuma. Passiamo davanti anche al ristorante di Santanna’s, famoso perché qui si fermava la troupe di Pirati dei Caraibi a fare uno spuntino durante le riprese del film. Con il santo navigatore, troviamo l’ingresso della spiaggia. La strada è sterrata e sconnessa, bisogna andare molto piano con l’auto.

 

 

La spiaggia si rivela stupenda, ma effettivamente è piuttosto   da tutto. Si affacciano sul mare bellissime ville, la sabbia è morbidissima, ed è uscito anche l’arcobaleno!

 

 

Facciamo un bellissimo bagno nelle acque caldissime e aspettiamo il tramonto, che è spettacolare, tranne che, siamo cibo per i terribili sand flies, senza accorgercene, e lo scopriremo l’indomani, quando sembra che abbiamo contratto una malattia contagiosa!

 

 

 

 

Giorno 3 ad Exuma – escursione a Exuma cays

Oggi è prevista la tanto desiderata escursione a Exuma cays, per andare a vedere i famosi swimming pigs, i maialini che nuotano nel meraviglioso mare delle Bahamas, che mi avevano fatto innamorare della destinazione.

 

Avevo prenotato l’escursione prima di partire contattando via mail Robert’s Adventure, che mi ha mandato una mail di conferma la sera precedente e le coordinate per raggiungere il luogo di partenza. Sì perchè, per risparmiare un po’ su questa costosissima escursione, abbiamo deciso di non farci venire a prendere (con uno sconto, pagando in contanti, di 20 usd a testa). L’escursione ci costa 180 usd a persona, escluso il pranzo (che è possibile anche portarsi da casa) e la possibilità di nuotare con gli squali nutrice (che costa 10 usd in piu’ a persona).

Partiamo da casa nostra di buon’ora, occorrono circa 40 minuti per raggiungere il punto d’imbarco che è all’estremo nord dell’isola, a Barraterre. Arriviamo con l’entusiasmo a 1000, anche l’adolescente non vede l’ora di vedere i famosi maialini, , una ventina di minuti prima, a un moletto con sole 2 barche che stanno preparando, un banchetto di souvenir che stanno allestendo, una casetta blu con scritto “post office” (e bagno pubblico accanto), e sulla collinetta adiacente, il piccolo paesino (ovvero 4 case in croce), di Barraterre.

 

 

Arrivano i ragazzi che ci accompagneranno nel tour, siamo solo 9 persone, noi gli unici italiani: è perfetto!! Alle 8 si parte per gli Exuma cays, la parte di Exuma che è formata da tante piccole ed esclusive isole. Subito alla partenza ci appaiono degli isolotti lambiti da un mare con ogni sfumatura di blù e per alcuni vengono a raccontarci a chi appartengono le isole: quella è di David Copperfield, quella è di John Fry’s imprenditore americano, ecc.ecc., insomma stiamo costeggiando le isole delle celebrità.

Navigando ancora, arriviamo alla prima tappa, Leaf Cay iguanas,  l’isola delle iguane, un’isola dove vivono solo iguane molto socievoli. Avevo già visto qualcosa di simile a Cayo Iguana, in escursione da  Cayo Largo (https://www.unanimainviaggio.it/la-meraviglia-cayo-largo/)

Siamo solo noi sull’isola e quando arriviamo tantissime iguane curiose si lasciano avvicinare, probabilmente abituate ai turisti.

 

 

Ripartiamo e la seconda tappa è la Thunderball grotto, location delle riprese del primo film di 007, che per il momento vediamo solo di passaggio, in quanto c’è l’alta marea e non si riesce ad entrare a nuoto, come previsto.

 

 

Continuiamo a navigare, e mentre il vento ci scompiglia i capelli (quanto adoro questa sensazione!!!), ci offrono bevande e cocktail. Navighiamo per parecchio tempo, quasi un’ora e mezza ancora, la destinazione è molto distante, e intanto sfumature di azzurro, blù e verde del mare si susseguono, riempiendo gli occhi di meraviglia.

 

 

Finalmente arriviamo ad una spiaggetta, ci sono poche barche che attendono e cominciamo a vederli, loro, la cui immagine ho associato alle Bahamas, i maialini che nuotano, gli swimming pigs!!

Sono bellissimi, tenerissimi!! Siamo arrivati a Big major cay.

 

Ho dedicato un articolo a parte a questa esperienza, nella sezione “Cose fighe in giro per il mondo” 

 

Exuma: escursione all’isola dei maialini

 

Proseguiamo il nostro tour, i colori del mare sono sempre piu’ strabilianti. Arriviamo in un posto pieno di Yatch, è l’isola privata di Compass cay, l’ingresso qui costa 10 usd a testa e ci sono gli squali nutrice: si possono vedere e nuotare con loro. Decidiamo di saltare la visita, ne abbiamo visti tanti di squali alle Maldive e Giada non ci tiene a nuotare con loro (noi ci abbiamo nuotato piu’ volte in Polinesia), quindi aspettiamo sulla barca a goderci il sole e il mare.

 

 

Ritorniamo a questo punto a alla grotta di 007, ma la marea è ancora alta, non è sicuro entrare nella grotta, dobbiamo accontentarci di fare un discreto snorkelling attorno alla grotta. Questo è l’unico rammarico dell’escursione, non essere potuti entrare, se lo avessimo saputo, avremmo spostato il giorno dell’escursione per non rinunciarvi, perchè dicono che sia veramente splendido andare all’interno.

Tappa successiva, Stanley cay, un’isola esclusiva, in un punto meraviglioso, dove c’è un resort, un ristorante, una marina piena di barche enormi, una ha anche un piccolo aereo sopra..e ci sono tanti americani che festeggiano il 4 luglio. La sosta è solo per fare carburante, quindi abbiamo 15 minuti per esplorare.

 

 

Ripartiamo e ci fermiamo poco distante in un altro cay, Black point, dove c’è un ristorante sul mare, per il pranzo facoltativo. Noi ci eravamo portati qualcosa di casa da mangiare (degli ottimi rotoli di una specie di piada con fette di tacchino arrosto e formaggio), e ci mettiamo all’ombra su una panchina con una vista da urlo sul mare blu.

Dopo un’oretta circa si riparte. Ci dicono di spalmarci bene di crema protettiva perchè saranno le ore in cui piu’ facilmente ci si puo’ scottare. Ma sono anche le ore dove i colori risaltano di piu‘..Mai viste tante sfumature cosi’ belle, di azzurro, verde, che si alternano, ti riempiono gli occhi e il cuore di una bellezza senza fine. 

 

 

Arriviamo in un punto in mezzo al mare, dove ci fermiamo, c’è un tratto di bassa marea e scendiamo per godere della meraviglia. Siamo al Musha Cay sandbar.

 

 

Per arrivare alla parte dove l’acqua è piu’ bassa c’è un vero e proprio scalino e poi..metri e metri di acqua bassa, col contrasto del colore cielo e del mare, al di là del gradino.

 

 

E’ come camminare in paradiso, veramente uno dei posti piu’ belli mai visti. Nel mare possiamo fare il bagno nella parte con acqua piu’ alta, passeggiare nella parte del sand bar, bere un drink, farci foto. Fintanto che, appagati torniamo in barca, ci aspetta un’altra ora circa di mare per rientrare.

 

 

 

Sulla via del ritorno, navigando per queste acque turchesi,

mi sale un’emozione e comprendo che il senso della vita

è anche vedere e toccare la bellezza che si trova in giro per il mondo e portarsela dentro. 

 

Torniamo da questa escursione, con una tavolozza di nuove tonalità di blù, che non sono piu’ nel nostro immaginario, ma che abbiamo visto con i nostri occhi.

E con un nuovo colore unico, che mi porterò sempre  nel cuore: l’azzurro Bahamas.

 

Poichè non è tardi e siamo al nord, decidiamo di fermarci a vedere Cocoplum. C’è la bassa marea che si sta alzando e qualche nuvola, non è nel suo massimo splendore ma è comunque fantastica.. e ci ripromettiamo di tornare nei prossimi giorni consultando il calendario delle maree. Intanto però non possiamo esimerci di farci le foto sulle famose altalene.. ma sono proprio alte, un’impresa salirci!

 

 

 

 

Giorno 4 ad Exuma – Rolleville, Exuma Point, Cocoplum

Oggi decidiamo di tornare al nord, a Cocoplum. Siamo passati ieri ma c’era qualche nuvola, per cui vorremmo fare il tentativo di vederla col sole. Abbiamo consultato il calendario delle maree e visto che oggi sarebbe l’unico giorno prima della nostra partenza in cui riusciremmo a vedere la spiaggia con la bassa marea in orari favorevoli.

Occorre una mezz’ora per arrivare al nord. Prima di imboccare l’accesso alla spiaggia, vogliamo andare a vedere Exuma point a Rolleville, il punto piu’ estremo.

Rolleville è una cittadina molto carina, la piu’ bahamiana che ci sia, con case colorate e chiese ovunque ci voltiamo, con un saliscendi di strade caratteristico.

Qui si vedono i bambini giocare, gli anziani conversare all’ombra degli alberi, la gente lavorare nei propri giardini o farsi a piedi chilometri con la spesa in mano, mamme che curano i loro bambini. E nonostante le belle casette colorate e ordinate, si percepiscono condizioni di vita semplici e forse più difficili.

 

 

Oltrepassando il cartello Exuma point, alla nostra sinistra si apre uno spettacolo magnifico.

 

 

Non troviamo un vero e proprio accesso, le persone che vediamo passeggiare su una lingua di sabbia sono presumibilmente arrivate con una imbarcazione, ma è comunque una visione meravigliosa. Ci rimettiamo in auto, e dall’altro lato della punta, vediamo dall’alto il mare mosso e quindi non ci fermiamo e andiamo verso Cocoplum, che pero’ è nello stesso versante, quindi probabilmente esposta allo stesso vento.

 

 

Infatti troviamo mare mosso anche li’ anche se i colori sono fantastici e poiché non c’è nessuno in spiaggia, molta ombra e anche dei lettini disponibili, ci fermiamo e ci rilassiamo fino ad ora di pranzo. A mezzogiorno ci dirigiamo a qualche chilometro piu’ distante, verso un ristorante che avevamo visto ieri sulla spiaggia, lo Shoreline.

 

 

Ho letto che fanno il conch, un mollusco che cucinano spesso qui ad Exuma e voglio proprio assaggiarlo. Ci accomodiamo in un tavolino proprio sulla spiaggia, per il momento, non c’è nessun’altro e questo posto è molto bello, ha amache all’ombra, lettini e anche giochi per i bambini, riservati ai clienti. Ordiniamo il conch io e mio marito, e mia figlia un hamburger di angus e papatine. Il conch qui lo preparano tipo polpetta molto fritto e molto piccante. Sono stata contenta di averlo assaggiato, ma non mi ha fatto impazzire. Con birra e acqua spendiamo 47 usd.

 

 

Finito il pranzo, approfittiamo delle amache  per rilassarci e leggere un po’ e arriva anche un simpatico cagnone a farci compagnia. A metà pomeriggio lasciamo questo posto e torniamo a Cocoplum.

 Cocoplum adesso la bassa marea dovrebbe essere al suo massimo. Infatti ci si apre davanti uno spettacolo divino: una spiaggia grande che assomiglia alle Maldive, la bassa marea, che in questo mi ricorda i paesaggi di Zanzibar..

 

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Il meglio delle spiagge tropicali mai viste. Delizia per gli occhi e i sensi.

 

 

 

Con questo paesaggio col sole voglio rifare le foto nelle famose altalene. Di nuovo un casino salire!!

 

 

 

E sono cosi’ inebriata che faccio anche quelle col salto!

 

 

Il mare è caldo e ci facciamo un bagno rigenerante. E mentre marito e figlia tornare a leggere all’ombra, io percorro metri e metri nella bassa marea e guardo questo scenario da favola, e questa spiaggia che è davvero una delle piu’ belle mai viste.

 

 

 

Giorno 5 ad Exuma – Stocking Island

Oggi si parte per una nuova avventura.

Ieri sera siamo stati ospiti, per il dopo cena, da una famiglia italo americana che vive in New Jersey, che di recente ha acquistato un appartamento nel residence Hideway (per affittarlo appartamento Hideaway), a 2 minuti da dove abbiamo il nostro appartamento. Con  Roseann avevo scambiato alcune informazioni su Tripadvisor forum exuma americano. Abbiamo scoperto che saremmo state a Exuma nello stello periodo e ci siamo scambiate i numeri, ripromettendoci di vederci per un caffè. Quindi poi ci siamo sentite e accordate per trovarci. La famiglia è simpaticissima, ci sono anche il nonno e la nonna ultraottantenni, che hanno uno spirito invidiabile, e sono super entusiasti del posto. Vivono negli Usa da oltre 40 anni, ma  parlano ancora italiano tra di loro e con noi, nel loro dialetto di orgine, e cosi’ anche Roseann. Solo Mike, il marito, non parla italiano, ma lo capisce. Da loro ci sono anche Leonardo e Lisa, i cugini che abitano a Mantova, grandi viaggiatori e amanti dei paradisi tropicali, che sono qui in vacanza. Passiamo una serata piacevolissima e per il giorno successivo ci offrono un passaggio a Stocking Island, una piccola isoletta di fronte a George Town, (raggiungibile anche con il water taxi in una quindicina di minuti) dove entrambi avevamo intenzione di andare, con la barca che hanno preso in affitto.

 

 

Al mattino quindi, nonostante il vento e i nuvoloni, partiamo per la nostra meta, la spiaggia del Chat & Chilly, il ristorante dell’isola. Viene anche la nonna in barca ed è entusiasta! Arriviamo che è uscito un sole stupendo e dei colori meravigliosi, tanto per cambiare. Ci sono alberi sotto cui godere dell’ombra, tavolini ed amache e neanche tanta gente!

 

 

Stocking island è conosciuta anche perchè ci vedono tante razze che girano vicine a riva.

 

 

Abbiamo volutamente evitato la domenica, anche se fanno il pig roast, il maialino arrosto, per evitare troppa folla.

Andiamo curiosi all’angolo dove puliscono il conch, il tipico mollusco della cucina bahamiama, che qui preparano crudo con le verdure.

 

 

Proprio in quel punto, arrivano sempre delle magnifiche razze, per vedere se hai del cibo per loro.

 

 

Sono dolcissime, si avvicinano alle gambe, alzando la loro estremità, come per accarezzarti e io le adoro. Avevo vissuto una simile esperienza, indimenticabile, quando siamo andati in viaggio di nozze in Polinesia, a Moorea.

 

 

Intanto il tempo volge al brutto e comincia a piovere forte, dalle nuvole sembra tutto coperto, invece dopo poco, ritorna il sole. Facciamo un bagno e decidiamo di andare a cercare una spiaggia dall’altro lato rispetto a dove siamo, che mi era stata consigliata, ma un po’ per il cammino impervio sulla roccia, un po’ per l’alta marea, arriviamo fino ad un bellissimo punto dove si dovrebbe guadare il mare, e poi ci fermiamo. Ci siamo presi una grande accaldata e io anche insulti da mia figlia, che fatica a camminare sulle rocce ed è senza ciabatte.

 

 

Torniamo alla base ed è ora di pranzo. Ordiniamo il pesce del giorno alla griglia, un hamburger e formaggio con 3 bevande (47usd). C’è sempre parecchio da attendere con i tempi bahamiani, ma il cibo è veramente ottimo. Finito il pranzo, il nostro capitano Mike ci propone di andare alla spiaggia delle stelle marine. Ripartiamo quindi,  la nonna ha l’entusiasmo di una bambina per qualsiasi cosa. Che meraviglia!

A Star beach pero’ non c’è l’ombra delle stelle marina, chissà, forse le recenti condizioni atmosferiche le hanno fatte allontanare. In compenso il posto è splendido e ci facciamo un bel bagno, chiacchierando in mezzo al mare. Si riparte verso Hoopers bay per andare a vedere le tartarughe. Hoopers bay dal mare è immensa e bellissima, illuminata col sole del pomeriggio.

 

 

In direzione dei 3 pontili, Mike agita un tubo per richiamare le tartarughe, e dopo poco ne arriva una, coi suoi colori stupendi, che gira attorno alla barca. Mentre stiamo per ripartire ne vediamo un’altra, sul fondo che, piano piano, risale. Il mondo è veramente popolato di esseri meravigliosi!

 

 

E mentre guardiamo questa bellezza, la nonna Rossella chiede al genero capitano di mettere una canzone di Frank Sinatra, e sulle note di “My way” e le parole cantate a gran voce dalla nonna, torniamo verso casa di Roseann, con vento a sfavore, galoppando le onde, con il senso di vita che ti da la barca, la schiuma del mare dietro di essa, il vento che ti arriva prepotente in faccia, e le cose che hai visto che rimpiccioliscono all’orizzonte.. e nuovi ricordi da portare nel cuore.

 

Giorno 6 ad Exuma – Emerald bay, Paradise beach, Cocoplum, Jolly hall beach

Quando sono al mare al mattino, mi piace alzarmi di buon’ora, lasciando il resto della famiglia a dormire ed andare a passeggiare da sola sulla spiaggia.

Il nostro appartamento è stata una scelta azzeccata, per questo mio intento, in 2 minuti arrivo a una spiaggia, Bahamas Sound 18, non tanto grande, che trovo sempre deserta, dove posso camminare, scrivere, pensare, col rumore delle onde.

 

 

Oggi allungo un po’ la strada ed arrivo in 10 minuti a Jolly hall, la seconda spiaggia che abbiamo visto all’arrivo ad Exuma, bellissima. Lungo la strada molti stanno iniziando la giornata con la loro attività e al passaggio mi salutano, cosa che fanno sempre i bahamiami, col loro carattere friendly.

 

 

Anche a Jolly hall non c’è nessuno, fintanto che arriva un bahamiamo in uniforme e mi saluta. Ci presentiamo, cominciamo a chiacchierare, mi fa vedere il suo cappello e il suo distintivo: è un poliziotto che sta tornando a casa dopo il turno di notte al lavoro e si è fermato qui alla spiaggia, ad ammirarne la bellezza. I bahamiani devono essere consci della terra meravigliosa in cui vivono, non è la prima persona che si ferma con l’ auto per andare a guardare il mare.

Torno a casa a preparare la colazione e a svegliare la truppa. Oggi vogliamo tornare al nord, a vedere altre spiagge.

 

 

La prima dove ci fermiamo è Emerald bay, quella dove ci sono i 2 grandi resort dell’isola, il Sandals e il Marina Bay.

 

 

La baia è enorme, il mare di un celeste intenso, anche se leggermente mosso, e vicino ai resort la spiaggia è attrezzata. Se devo dire la verità, non è la spiaggia piu’ bella che ho visto. Incontro una coppia di americani che alloggiano al Sandals, che mi chiedono informazioni e a cui consiglio di affittare un auto per vedere le altre belle spiagge dell’isola.

 

 

Decidiamo di proseguire, qui non c’è un briciolo di ombra, e arriviamo a Paradise Bay, dove c’è Flamingo beach, nel paese di Stevenson. La spiaggia ha anche qualche palma. È stupenda, anche se non  c’è un filo d’ombra neanche qua.

 

 

La zona è vivace e carina, un agglomerato di case colorate ordinato, una piccola grocery, un famoso ristorante per il conch, sulla spiaggia che spicca per i suoi colori, il Big D’Spot.

 

 

Decidiamo quindi ti tornare a Cocoplum dove siamo sicuri che li’ l’ombra la troviamo. Non solo troviamo l’ombra ma anche dei bei lettini dove sdraiarci comodamente, che sono a disposizione di tutti.

 

 

Oggi c’è vento e il mare non è cristallino ma i colori sono sempre stupefacenti. Passiamo diverse ore a leggere e ammirare il mare, ho preparato anche qualcosa per pranzo, e cosa c’è di meglio che mangiare davanti a questo panorama??

 

 

Dopo mangiato approfittiamo di un attimo di nuvole, che durano poco in verità, per tornare verso la nostra zona. Vedo un punto panoramico, un cartello indica Mont Thomson, 2 alte palme svettano nel blu e ci fermiamo ad ammirarle.

 

 

In lontananza vediamo anche 3 rocce, le famose Three sisters.

 

 

La strada in questa area è molto bella, lambita da bella vegetazione ai lati.

Ci dirigiamo verso Jolly Hall beach, che a mia figlia è piaciuta tanto.

 

 

Al contrario di tutte le altre spiagge, oggi qui troviamo mare calmissimo, probabilmente la baia resta molto riparata e ci facciamo un bel bagno nelle acque calde e trasparenti.

 

 

Oggi è domenica e ci sono anche i bahamiani nelle spiagge, ma non siamo piu’ di una decina di persone.

 

 

 

E’ davvero una spiaggia mozzafiato.

Restiamo fintanto che si cominciamo a vedere i sand flies, non senza esserci spalmati di olio Johnson e di spray repellente, che non sappiamo se funzionano.. Per cui nel dubbio, dopo poco, ritorniamo verso la nostra dimora con le pareti celesti:). Grati per un altro giorno in paradiso.

 

 

Giorno 7 ad Exuma – George Town, Tropic of Cancer beach, Hoopers bay

Stamane vogliamo tornare a Tropic of Cancer beach, al sud, a Little Exuma, che abbiamo visto solo in un tardo pomeriggio al tramonto.

Lungo la strada decidiamo di fermarci nella capitale George Town, e farci un giro in città.

 

 

La capitale è un agglomerato di case colorate sparse, con la marina, il market piu’ grande dell’isola, la banca di fronte, la stazione di polizia, il municipio, tutto rosa, la chiesa, un parco pubblico con playground per bambini, un mercato coperto.

Ovunque spiccano le bandiere bahamiane azzurro nero e giallo. Entriamo nel mercato e compriamo qualche souvenir.

 

    

 

Riprendiamo il nostro cammino verso Pelican bay, dove c’è la spiaggia di Tropico del Cancro. Passiamo il ponte che collega Great Exuma a Little Exuma e arriviamo nel punto dove si imbocca la strada, senza segnalazione, ma che viene indicato dal navigatore.

 

 

Percorriamo un paio di chilometri di sterrato, la strada non è sicuramente comoda per chi alloggia qui. Arriviamo alla scaletta col porticato, che porta al mare.

 

 

Quel che appare davanti oggi è una distesa di mare celeste brillante e inebriante. La spiaggia, tutta sotto il sole, non c’è neanche un punto d’ombra. Cerchiamo di arrangiarci, puntando alcuni bastoni trovati a terra, e mettendo sopra il nostro ombrello e un telo per creare una specie di gazebo.

 

 

Una soluzione molto artigianale ma che ci dona un po’ d’ombra. Che in realtà, poi, non sfruttiamo neanche, perchè trascorriamo tutto il tempo a bagno.  Il mare qui è da sballo.

 

 

E chi ci toglie più da questo mare??

 

 

 

Lasciamo a malincuore questo posto spettacolare, una visione che mi portero’ per sempre nel cuore (foto inizio articolo).

 

 

E’ quasi ora di pranzo e oggi abbiamo in programma di andare qui vicino a mangiare, al famoso ristorante Santanna’s, dove Johnny Deep, Orlando Bloom e tutta la troupe del film Pirati dei Caraibi, si fermavamo a pranzo durante le riprese del film.

 

santanna's exuma pirati dei caraibi

 

Il locale è in un punto favoloso, ha tendoni colorati che riparano dal sole, e che gli danno un aspetto vivace, e una bellissima terrazza sul mare.

 

santanna's exuma pirati dei caraibi

 

Ordiniamo il pranzo, un’aragosta, il pesce del giorno, un groupier, ovvero una cernia e del pollo fritto, cucinati divinamente. Intanto al largo si vede la sagoma di qualche squaletto e tanti gabbiani ci volano sulla testa in attesa dei resti del cibo.

Guardo all’orizzonte,  quel mare e immagino che arrivi una nave, con i pirati pronti per approdare e venire a pranzo. Ma è solo immaginazione, in realtà non arriva nessuno, ma al ritorno voglio di sicuro rivedere il film, ricordando questi posti.

 

santanna's exuma pirati dei caraibi

 

Torniamo verso Great Exuma e decidiamo di fermarci a Hoopers bay, la prima spiaggia che abbiamo visto appena arrivati nell’isola.

 

 

Inutile dire che è meravigliosa, qui ogni spiaggia, a qualsiasi ora diversa, lascia a bocca aperta. E ognuna invita a fare un bel bagno.

 

 

Ci avviciniamo ai pontili dove solitamente arrivano le tartarughe. D’un tratto mi giro e ne ho una a fianco, che quasi si spaventa. Si avvicina, mi guarda con la sua testina in alto, possiamo ammirarla in tutta la sua bellezza e poi si allontana. Come non provare gratitudine per tutta questa bellezza??

 

 

Andiamo ad asciugarci sotto una palma, a fianco del famoso Sandy Palm, struttura frequentata da molti italiani, sulla spiaggia di un hotel dismesso, dove possiamo metterci a leggere in tranquillità, come ci piace, fino alle prime luci del tramonto, che ci fanno scappare, per il timore di essere aggrediti dai tremendi sand flies.

 

 

A casa, dopo cena, ci aspetta la preparazione delle valigie, oggi era l’ultima giornata qui, e domani dobbiamo lasciare, nostro malgrado, il paradiso.

 

Ultimo giorno ad Exuma – la partenza

Tra poche ore dovremo lasciare questo paradiso.

Mi alzo e vado a salutare la mia spiaggetta a Bahamas Sound 18, che ha accolto in questi giorni i miei pensieri e mi ha regalato la bellezza dei suoi colori al mattino.

 

exuma bahamas sound 18

 

Mi resta ancora un po’ di tempo, mentre la famiglia dorme ancora per raggiungere, in una decina di minuti, con una camminata lungo la strada, anche la fantastica Jolly Hall beach. C’è la bassa marea stamane e il mare è calmo, sembra una tavola.

 

exuma jolly halll beach bahamas exuma jolly halll beach bahamas

 

La ripercorro tutta fino all’estremità sud, dove so esserci  l’angolo di indicibile bellezza che ho trovato il primo giorno: alcune rocce orlano una spiaggia, su cui svettano alte palme, che raramente ho visto sull’isola, e dietro di questa, una strada e di nuovo il mare.

 

exuma jolly halll beach bahamas

 

Anche questo è uno dei posti più belli visti in questa vacanza. Ovviamente ci sono solo io in spiaggia.

 

exuma jolly halll beach bahamasexuma jolly halll beach bahamas

 

Mi appresto a tornare e non riesco a fare a meno di buttarmi nel mare per un ultimo bagno, chi se ne importa se avro’ roba bagnata in valigia, voglio godere ancora di quest’acqua meravigliosa sulla mia pelle.

Sento l’odore del mare e dell’aria e lo imprimo nella mia mente.

 

exuma jolly halll beach bahamas

 

Risalgo e torno verso casa, dove mi aspettano per colazione.

 

 

Chiudiamo le valigie e ringraziamo questa casa deliziosa che ci ha accolto questa settimana, facendoci una foto, proprio sotto a quadri che contengono delle parole molto preziose: Love, Hope, Faith, ovvero Amore, Speranza e Fede, che speriamo ci guidino sempre.

 

 

Andiamo a malincuore verso l’aeroporto e lasciamo l’auto dove ci ha comunicato Janish. Non siamo pronti a partire, ma dobbiamo, e mia figlia sta già chiedendo di tornare il prossimo anno.

Facciamo velocemente il check in, e poi attendiamo nel piccolissimo, caldo e affollato aeroporto, incrociando sempre le dita che Silver Airways non faccia ritardo.  Ci sono solo un paio di negozietti da visitare, dobbiamo cercare di far passare il tempo fino all’imbarco. Molto lentamente le persone diminuiscono con la partenza dei voli e arriva anche l’orario del nostro imbarco..ma niente. All’improvviso una comunicazione del personale aeroportuale chiede se qualcuno si offre volontario per partire l’indomani, ovviamente tutto spesato..accidenti, tra 2 giorni abbiamo il volo intercontinentale, non possiamo restare, altrimenti l’avremmo fatto sicuramente. Il fatto è comunque che evidentemente la compagnia ha fatto overbooking quindi 3 persone devono restare a terra. Nessuno si offre, quindi è la compagnia a decidere chi saranno i 3 “sfortunati”. Intanto iniziano le operazioni di imbarco, saliamo sul solito aereo rosa che sembra quello della Barbie e ci apprestiamo a vedere di nuovo il paradiso sotto di noi.. questa volta per salutarlo.

 

 

Ciao Exuma, il mare piu’ bello che i miei occhi hanno visto nel mondo.

 

 

 

 

….Ma il nostro viaggio non è ancora finito! Continua qui 

 

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Bahamas

 

 

 

 

 

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Le 10 spiagge piu’ belle di Exuma, Bahamas

 

 

Dire quale spiaggia è più o  meno bella nell’isola di Exuma, alle Bahamas è un’impresa ardua. Sono tutte paradisiache e il loro aspetto cambia in funzione delle maree.

Questa la mia personale classifica delle spiagge che ho visto:

 

1 – Haulover Bay (al sud prima di Little Exuma)

 

 

2 – Coco plum (al nord, con le celebri altalene)

 

coco plum exuma

 

questa spiaggia con la bassa marea è un incanto.

 

3 – Big Major cay, o Pig Beach, dove ci sono gli swimming pigs

 

 

non tanto per la spiaggia, che è comunque bellissima, ma per i maialini che nuotano che sono fantastici. Un’esperienza da fare.

 

4 – Tropic of Cancer (a Little Exuma, all’estremo sud)

 

tropic of cancer exuma

 

meravigliosa con il sole del mattino.

 

5 – Jolly Hall (centrale e ombreggiata)

 

jolly hall, exuma

 

qui segnalo un punto, all’estremità rispetto all’accesso, che è veramente fantastico

 

 

6 – Hoopers Bay (centrale e con tartarughe)

 

hoopers bay, exuma

 

7 -Exuma point beach (all’estremo nord)

 

 

nella parte sinistra della punta, non abbiamo trovato accesso alla spiaggia, ma dalla strada questa è la vista.

 

8 – Le spiagge di Stocking Island (isoletta di fronte a George Town)

 

stocking island

 

9 – Paradise Bay (o Flamingo bay) (centro nord)

 

paradise bay, o flamingo exuma

 

10 – Emerald bay (dove c’è il famoso resort Sandals)

 

emerald bay exuma

 

Ne aggiungo una che non è proprio una spiaggia, ma un punto in mezzo al mare, che si raggiunge con l’escursione a Exuma Cays, Musha Cay sandbar

 

       

 

Sicuramente ne avrò tralasciate e non le ho visitate tutte, ma quello che ho visto mi ha riempito il cuore di una bellezza infinita.

 

 

Luglio 2019

 

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Bahamas

 

 

 

 

 

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Orlando: Universal Studios e Universal’s Islands of Adventure

 

 

Ci accorgiamo che stiamo arrivando ad Orlando perché vediamo sull’autostrada un tralicio fatto a forma di Topolino.

Il tempo è nuvoloso, col navigatore arriviamo in città, una città fatta di hotel, ristoranti, outlet e parchi giochi.

Il navigatore ci porta al nostro hotel, il ROSEN INN NEAR THE PARKS sull’Universal Boulevard, dove staremo per 2 notti, prenotato da Agoda  e pagato pochissimo. Ho scelto questo hotel per varie ragioni: per rientrare nella media dei prezzi del nostro viaggio in Florida (https://www.unanimainviaggio.it/viaggi-nel-mondo/florida-usa/), visto che qui a Orlando è possibile, si trovano alloggi anche a poco prezzo, perché sembrava comodo, proprio sulla via degli Universal Studios e con navetta gratuita, per l’ ottimo punteggio delle recensioni.  L’hotel è simile a un motel, ha una bella hall con personale gentilissimo e una bella piscina centrale. L’ arredamento delle camere è un po’ old stile pero’ sono  tenute molto bene, per cui non risulta sgradevole. Ha il bollitore con il caffè in camera e un market fornitissimo. Posso confermare l’ottimo rapporto qualità prezzo. All’interno c’è un corner dove si possono acquistare i biglietti per i parchi e prenotare la navetta.

 

         rosen inn near the parksrosen inn near the parks orlando camera

 

Dopo aver appurato che il costo dei biglietti è lo stesso di altri punti all’esterno e sul sito online, li acquistiamo e prenotiamo la prima navetta delle 7.30 per l’indomani, nonostante l’apertura del parco sia alle 9, come da consigli letti su vari siti e forum: giusta decisione in quanto occorre un po’ di tempo per raggiungere gli studios, altro tempo per camminare fino all’ingresso dalla fermata dell’autobus, e i cancelli aprono  mezz’ora prima per  iniziare i controlli. In questo modo, siamo riusciti a  fare  pochissima coda per le prime attrazioni.

 

universal studio florida harry potte

 

Quello che interessava a nostra figlia era principalmente tutto cio’ che riguardava Harry Potter, ma è riuscita a fare anche alcuni altri rollercoaster  e tutti insieme siamo riusciti a vedere 3 spettacoli. E’ rimasto fuori tanto, ma facendo 2 parchi in un giorno è normale.

Abbiamo fatto il biglietto giornaliero Park to Park, che consente nello stesso giorno, di andare agli Universal Studios e a Island of Adventure. Le attrazioni di Harry Potter sono infatti divise tra i 2 parchi, comunicanti tra loro tramite l’Hogwart Express.

https://www.universalorlando.com/web/en/us

Entrando nel parco, si riceve una carica adrenalinica pazzesca! Ti guardi attorno, da una parte vedi un lago con l’Hard Rock Cafè piu’ grande del mondo, dall’altro vedi in lontanza il castello di Hogwarts, e poi tutto intorno giostre e rollercoaster..

 

           

 

Entri nella magia, regredisci nell’infanzia, sprizzi eccitazione da tutti i pori..anche chi non è piu’ un bambino o un ragazzo, non puo’ non esserne affascinato.

 

 

Come consigliato nel forum di Tripadvisor e in alcuni blog (https://www.viaggi-usa.it/), siamo entrati subito ad Island of Adventure, andando verso  Hogsmeade.

 

              universal studio florida harry potteuniversal studios orlando florida harry potter.

 

La ricostruzione è meravigliosa, sembra proprio di essere nel film e arrivare al castello di Hogwarts, è una grande emozione.

 

universal studios florida orlando harry potter

 

Entriamo per la prima attrazione, la nr. 13 , the Forbidden Journey, che permette di visitare  il castello, passando per la stanza dei quadri parlanti, dall’ufficio di Silente, e davanti a Harry, Hermione e Ron che parlano su un balcone.  Lasciamo il papà, che soffre di vertigini e non sale in carrozza, mentre noi….via!!

Partiamo in giro assieme ad Harry che cavalca la scopa, gioca sul campo di quiddich, e vola sopra e dentro il castello. Emozionante vederselo lì davanti, adrenaliniche le volate in picchiata sul campo e sul castello di Hogwarts. E al termine ti trovi davanti alla proiezione di  tutti i personaggi che ti guardano e ti applaudono..è una grande emozione!

Terminata la corsa, visto che siamo li’ e non c’è coda, facciamo anche l’attrazione di fronte, Flight on Hippogriph, un rollercoaster non troppo veloce e con spirali non eccessivamente pendenti, ma neanche poco per me. e molto breve. Vorremmo fare la nuova attrazione Hagrid’s Magical Creatures Motorbike Adventure ma  è temporaneamente chiusa, dicono che dovrebbe aprire piu’ tardi, quindi ci ripromettiamo di tenerla sotto controllo con la comoda app, che abbiamo scaricato, che segnala anche i tempi di attesa.

 

 

 

Andiamo a prendere l’Hogwarts Express per Diagon Alley, agli Universal Studios, anche qui non facciamo fila, e questo è veramente bellissimo: si parte con il treno vero e nelle vetrate dello scompartimento passano paesaggi e personaggi, proprio come se si stesse viaggiando e la cosa bella è che, facendo il percorso inverso, cambiano scene e paesaggi.

 

 

Si scende e si esce a King Cross, la stazione è identica a quella di Londra, poco distante c’è il Nottetempo, e a sinistra c’è un arco: non si vede cosa c’è oltre, ma entrando ti trovi a Diagon Alley e ti sembra di entrare nel film.

 

 

Molto piu’ grande e realistica di quella vista agli Studios di Londra, tutto è ricostruito perfettamente: c’è la bottega di  Ollivander, il negozio dei Wisley,  quello di Madame Malkin, il negozio concorrente di Ollivander, sempre vuoto, alcuni chioschi con la burrobirra e tanti altri negozi dove si possono acquistare gli abiti e tutta l’oggettistica, e anche Nocturn Alley.

 

         

 

Sul fondo, c’è la Banca di Gringotts, e sopra ad essa spicca, gigante, il drago che lancia fuoco a intervalli prestabiliti. Siamo in estasi, anch’io, come l’adolescente, che non sono neanche tanto fan, e mi guardo attorno esterefatta..

 

hogwarts express universal studios orlando

 

Per fare l’attrazione 11, Escape from Gringotts,  bisogna entrare nella banca. Qui attendiamo circa 30 minuti.  Con l’escamotage di prendere le corse dei singoli (in pratica si sale da soli, non con i compagni, usano il sistema per riempire tutti i posti) , si riesce a risparmiare tempo, tanto, quando si è in quel turbinio, non ci si accorge se qualcuno è insieme a noi!! (salvo mia figlia che sentiva le mie urla da dietro di me!).

Si scende nei sotterranei, si incontrano Harry Potter, Ron, Hermione, e anche Voldemort e Bellatrix, la banca si frantuma e tu sei in mezzo mentre tutto crolla !! Pauraaaa!!! Per me è stata una delle attrazioni piu belle.

Giada vede un bel cappello e ne ha bisogno se lo prova, le sta benissimo e lo compriamo (da notare che la sera precedente in un negozio in città aveva già comprato cappello invernale e maglietta di Griffondoro), entra nel negozio degli abiti e si prova quello rosa di Hermione al ballo, e poi vuole i calzini lunghi di Griffondoro, che si mette subito.

 

 

Usciamo da Diagon Alley, ci guardiamo intorno, passeggiamo, e a un certo punto sentiamo cantare “Freedom”..stavolta sono  io a correre e fuori da un negozio, i Blues Brother e Aretha Franklin, ricordi della mia gioventù, fanno il loro spettacolo, …meraviglia, sono identici! Restiamo finchè non finiscono e si allontanano andandosene con la loro auto…Intanto ci guardiamo intorno, vediamo altri personaggi dei cartoni, è tutto troppo simpatico!!

 

 

L’adolescente vuole fare anche quei rollercoaster a ruota, che ti trovi a testa in giù..io manco morta, il padre, non ha fatto neanche gli altri, ma lei ora non ha problemi ad andare da sola. Va sul Rock it, facendo parecchia fila e noi l’aspettiamo giù, cercando sulla mappa dove andare a pranzo. Quando ritorna, con l’aria soddisfatta, andiamo a pranzo, abbiamo scelto Mel’s Drive, il locale di American Graffiti, tutto è uguale, persino le cassiere sono vestite come nel film. Mangiamo dei buoni hamburger, per 46 usd, dopo aver fatto coda anche qui, e intanto ci rinfreschiamo un po’ perchè fuori è diventato molto caldo.

 

 

Guardiamo cosa fare ancora agli Universal Studios, avevo sentito parlare molto bene di Revenge of the Mummy, la vendetta della Mummia, non sarebbe tanto il caso di fare un rollercoaster, visto che abbiamo appena mangiato, ma siamo fiduciose e andiamo. Anche qui facciamo le corse singole, e dobbiamo attendere un pò. In alternativa per non attendere, si possono acquistare i fast pass, ma sono piuttosto costosi e non valgono per le attrazioni di Harry Potter, quindi preferiamo, quando possibile, usare la corsa dei singoli. Non avevo prestato troppa attenzione a che tipo di attrazione fosse la Mummia, ma me ne sono accorta subito alla partenza. Si pensa di partire in avanti, invece, ad una velocità supersonica e al buio, partiamo all’indietro…potrei morire!!! Ci si trova dentro ad una tomba egizia, ed è uno spettacolo, veramente bellissimo. Ad un certo punto il soffitto prende anche fuoco, si sente il calore che arriva addosso, sembra tutto vero e quello che si vede quando c’è un po’ di luce è stupefacnte. Scendo con le gambe che mi tremano dalla paura, ma contenta perchè è un’attrazione bellissima.

 

         

 

Decidiamo a questo punto di fare qualcosa di piu’ tranquillo in modo che anche il papà sia coinvolto. Andiamo a vedere un paio di spettacoli, Animal Actors, dove ci sono alcuni simpatici animali addomesticati che fanno uno show, e Horror make up show, uno spettacolo sui trucchi degli horror, carino, se si riuscissimo a capire tutte le battute. Decidiamo poi di andare a vedere Shrek, uno spettacolo in 4d. Qui aspettiamo parecchio, 40 o 50 minuti, ma per fortuna siamo all’ombra. Lo spettacolo è molto carino, soprattutto quando si va in carrozza con Shrek o quando ciuchino ti starnutisce in faccia :).

A questo punto decidiamo di ritornare a Island of Adventure, per vedere lo spettacolo “Coro di Rane” a Hogsmeade, dimenticando che alle 19 c’è la parata agli Universal Studios, ma non saremmo riusciti coi tempi a rimanere, perchè ora la coda per prendere l’Hogwarts Express è lunghissima.

 

 

Arriviamo che prima c’è lo spettacolo di balletto condotto da Hermione, Trew Spirit Rally, e poi il coro delle rane, che è divertentissimo: 4 ragazzi cantano a cappella e fanno versi che sembrano proprio rane.

 

     

 

A fianco un banchetto che vende tutti i tipi di bacchette e porta bacchette. Nel frattempo, anche se sono già le 18, apre l’attrazione di Hagrid: in pochi minuti danno 200 minuti di attesa!! no no, non ce la possiamo fare! Giada allora decide di fare di nuovo The Forbidden Journey, la rifaccio volentieri anch’io, per ricavalcare la scopa con Harry!!!

 

 

Al termine ci avviamo verso l’uscita, il parco è grande, passiamo da altre attrazioni, Jurassic Park, King Kong, Spider Man e anche dalle attrazioni tutte colorate per i piu’ piccoli. Giada vuole ancora fare un enorme rollercoaster, Hulk, che fa giri pazzeschi, e va da sola mentre noi ci riposiamo un po’, godendoci l’atmosfera.. è già il tramonto.

 

    universal studios orlando floridauniversal studios orlando florida

 

Mentre aspetto, vedo che c’è una giostra, Storm Force Acceleration ….. è simile alle tazze che ci sono a Gardaland, fatte quando Giada era piccola, e che mi erano piaciute tantissimo. Quando scende, non c’è coda e chiedo se viene con me e andiamo a girare e rigirare, sbattendo qua e là!!

Fatto questo pero dobbiamo proprio andare verso l’uscita, mi dispiace, ma abbiamo deciso di prendere il bus delle 20.00, il parco chiude alle 22 ma gli ultimi bus, ci hanno detto, col traffico della sera, possono impiegare anche ore per tornare all’hotel. E comunque siamo stanchissimi.

 

     universal studios orlando floridauniversal studios orlando florida

 

Arrivati all’hotel, andiamo al market e decidiamo di comprare qualcosa da mangiare li’, troppo stanchi per uscire ancora, e poi il traffico ad Orlando alla sera è pazzesco. Prendiamo hot dog e tramezzini e  la colazione per il giorno successivo.  Ceniamo  in camera, abbiamo bagagli da risistemare, il giorno dopo si deve partire presto per Cape Canaveral, vogliamo essere al Kennedy Space Center all’apertura.

Siamo sfiniti ma contenti, l’adolescente dice di aver trascorso una giornata indimenticabile e noi siamo stra felici per questo.

I momenti magici non devono mai mancare nella vita, e quando una ragazza o un ragazzo non piu’ bambino/a ti chiede ancora di vivere la magia, il dono piu’ grande è quello di donargliela e farlo sognare ancora e per sempre.

 

 

 

luglio 2019

 

foto di Patty

 

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Florida, USA

 

 

 

 

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Miami, Fort Lauderdale e Miami Beach

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Prima tappa: MIAMI

 
Arriviamo a Miami con un volo American Airlines partito da Bologna, uno dei primi con destinazione Philadelphia, nuova rotta dalla mia città.
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Con un po’ di angoscia per il breve scalo di 2 ore e 10 e l’immigration da fare, nonostante non dobbiamo recuperare le valigie, perchè partiamo con un solo bagaglio a mano e uno zainetto in spalla a testa. Sono già le 21, durante lo scalo ho prenotato un hotel (disdicendo quello già prenotato prima, che aveva cancellazione gratuita fino alle 18 del giorno stesso) e dobbiamo andare a prendere l’auto, prenotata mesi prima con Alamo. E’ tutto perfetto, ho già fatto anche il check in on line per la macchina, quindi saltiamo il banco, arriviamo al garage, e un addetto ci dice dove troviamo le macchine della fascia prenotata, e che possiamo scegliere quella che vogliamo e andare al casello a ritirare il contratto e fornire la carta di credito. Cominciamo a guardare le auto, è bellissimo poter scegliere quella che vogliamo, troviamo una Nissan Elantra grigia che ci piace molto, modello mai visto in Italia, prendiamo le chiavi da cruscotto..e si parte per la nostra avventura!!!
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Arriviamo all’hotel Even, velocissimamente, è molto vicino ed è una sorpresa: è bellissimo!!! Moderno, camere di design, sveglia che emette luci colorate, e perfino attrezzi ginnici in camera, con scritte che ben ti predispongono: all’ingresso “The first Hello of many” e questo è già un bel benvenuto! 
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Il mattino dopo lasciamo l’hotel, anche se sarebbe piu’ comodo partire subito per la costa del golfo del Messico, voglio assaporare e far assaporare ai miei compagni di viaggio, qualcosa di Miami: andiamo verso Downtown.
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Arriviamo sul Biscayne Boulevard, e nella zona del porto e cominciamo a vedere i grattacieli, io sono stra emozionata..

Sono a Miami!!

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In mezzo ai grattacieli spicca la Freedom Tower, di fronte all’American Airlines Arena, costruita nel 1925, che riprende lo stile della torre della cattedrale di Siviglia, La Giralda, e stata usata negli anni ’60/’70 come sede per i rifugiati cubani ed ora ospita un museo di arte contemporanea. 
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Ci dirigiamo subito verso Bayside e cerchiamo un parcheggio (non è cosi’ facile capire come si parcheggia con i parchimetri, alla fine mettiamo l’auto nel parcheggio proprio di fianco al Bayside market).
All’ingresso vediamo subito un ristorante,il Bubba Gamp: che meraviglia!!! ecco dove verremo per pranzo, Forrest mi scatena sempre una grande emozione👏!!
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Giriamo tra bancarelle e i locali, Bayside per me ha un atmosfera stupenda. C’è anche uno splendido Hard Rock cafè con una chitarra sul tetto, che ovviamente l’adolescente vuole visitare, e ci fermiamo in un locale li’ sulla baia, che ci sembra carino: il Segafredo cafè😁, dove gustiamo un’ottima colazione.
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Continuiamo a gironzolare, poi usciamo da Bayside e andiamo a cercare il metromover, che avevo visto avere una fermata lì vicino. Il metromover è una monorotaia gratuita, un piccolo treno che corre rialzato tra i grattacieli di Miami, un ottimo prospettiva per vedere questa parte della città.
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Prendiamo la linea Brickell, che va verso il Financial District, come avevo letto su Ero Lucy – Florida travel blog di Tiziana, un’italiana trasferita a Miami che ha scritto tante cose utili per visitare Miami, e cominciamo a svettare in mezzo ad edifici immensi e splendenti..una meraviglia! Scendiamo alla fermata Financial District per una passeggiata, arrivando fino al mare.
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La zona per me è splendida, elegante e vivace, vorrei stare per ore lì..
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Ma la mia missione è compiuta, sono riuscita ad essere ben impressionata da Miami, e dobbiamo iniziare il nostro viaggio on the road... tanto a Miami torneremo alla fine del viaggio, per visitare tutto il resto e magari riassaggiare anche queste zone che mi sono piaciute tanto.
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Facciamo ritorno a Bayside, ci aspetta il pranzo da Bubba Gamp, un pranzo superbo di gamberi cucinati in 4 modi diversi, normali, in tempura, al cocco e con il bacon. Porzioni enormi, per fortuna ne ordiniamo solo due, e personale gentilissimo, in mezzo a quadri e gadget che ricordano uno dei film piu’ belli mai visti, come se tutto fosse esistito veramente, e Forrest fosse un saggio amico conosciuto tempo prima..”Stupid is as stupid does”..Lo adoro!!
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Da Miami ci dirigiamo verso la costa del golfo del Messico passando per le Everglades poi andiamo ad Orlando, e da Orlando andiamo a Cape Canaveral a visitare il Kennedy space center e poi partiamo per Fort Lauderdale per imbarcarci per Exuma.
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Fort Lauderdale

Arriviamo a Fort Lauderdale di sera. Ci aspetta il nostro albergo vicinissimo all’aeroporto, a Dania beach, l’hotel Morrison carino, nuovo, ma con un arredamento e accostamento di colori che sembra un pò vintage.

Andiamo a cena, consultando Tripadvisor, ad un ristorante li’ vicino, il Fish Grill, dove mangiamo molto bene, carne ottima, ma spendiamo abbastanza. Il giorno dopo in pochi minuti siamo all’aeroporto, dove lasciamo la nostra auto, per volare verso il paradiso.

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Ritorniamo a Fort Lauderdale dopo 7 giorni trascorsi ad Exuma.

Avevo prenotato un auto con Alamo nuovamente, per 1 giorno, perché tra transfer dall’aeroporto al centro, e successivo trasferimento, l’indomani, a Miami, mi costava meno (35 euro tutto incluso) che un transfer con un Uber o altro taxi, e avevamo piu’ libertà nel visitare cio’ che ci interessava, rispetto all’utilizzo dei mezzi pubblici. Ho fatto il giorno prima il comodissimo check in on line, che permette di saltare il desk, andare direttamente al garage, scegliere l’auto per modello e colore della categoria selezionata, e passare al casello per completare contratto e pagamento.

 

 

Questa volta avevo scelto un hotel vicino al centro di Fort Lauderdale e dietro al Fort Lauderdale beach park playground, il Best Western Oceanside inn, moderno e carino sul Seabreeze Boulevard e con una bella piscina, di cui non abbiamo usufruito per mancanza di tempo.

 

(anche se tornando indietro tenterei con l’adiacente B OCEAN resort, che sembra una nave

 

La spiaggia, ampia, piena di palme e aree pic nic, playground, attrezzi ginnici, è incantevole, con persone che si incontrano e fanno sport, proprio come era nella mia immaginazione.

 

 

E’ ormai il tramonto, e dopo una passeggiata ci dirigiamo con l’auto, sul viale principale del passeggio, Las Olas Boulevard. Non è particolarmente semplice raggiungerlo, anche se seguiamo le indicazioni sulle mappe di Google, ci perdiamo piu’ volte, passando alcuni dei tanti canali che costituiscono la città, che viene chiamata anche la Venezia della Florida. Ma i canali qui sono enormi, ci sono affacciate case eleganti con le barche piu’ grandi e lussuose che abbia mai visto!

Tra le case spiccano alti grattacieli e molti sono in costruzione, per certi aspetti Fort Lauderdale mi ricorda un po’ Dubai!

 

 

Vorremmo fare il giro dei canali per vedere la città da quel punto di vista, con il Riverwalk Trolley, una barca gratuita (attenzione quella gratuita, non il Sun trolley a pagamento), che tocca i punti principali e funziona fino alle 22, ma non riusciamo a capire il punto esatto d’imbarco e gli orari, chiedendo a diversi passanti ognuno ci dice una cosa diversa e purtroppo non abbiamo connessione internet (scopriremo il giorno dopo che nonostante alle Bahamas non funzionasse il nostro operatore, ci si è scaricato tutto il credito dati).

Decidiamo allora, visto che si sta facendo buio di andare in auto a Las Olas. Las Olas è un bel viale, molto illuminato la sera, pieno di negozi, ristoranti e gallerie d’arte.

 

 

Entriamo anche in una di queste ultime, dove vendono stampe della National Geographic e sono appesa fotografie splendide.

 

 

Passiamo davanti all’hotel Riverside, che è l’edificio piu’ antico della città, ed è proprio bello.

Intanto si è fatta ora di cena, qui ci sono tanti ristoranti italiani, tutti pieni a differenza degli altri, ma noi non vogliamo mangiare italiano quando siamo in vacanza, e quindi torniamo sul lungo mare, avevamo addocchiato il nostro amato Bubba Gump (dove avevamo pranzato anche a Miami) e  decidiamo di andare a strafogarci di nuovo di gamberi.

 

 

L’indomani, dopo una succulenta colazione, mentre il resto della famiglia si prepara, vado a farmi una bella passeggiata nella tranquilla spiaggia di Fort Lauderdale, prima di ricongiungermi e di partire per Miami.

 

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  ..continua.. torna tra qualche giorno per gli altri quartieri di Miami
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giugno 2019
foto di Patty
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Kennedy Space Center a Cape Canaveral (Nasa)

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In Florida a Cape Canaveral ha sede il KENNEDY SPACE CENTER, dove la Nasa, l’agenzia indipendente del governo federale responsabile dei programmi aeronautici e spaziali, ha progettato, costruito e lanciato i razzi nello spazio, e ha consentito all’uomo di andare sulla Luna. Il progetto del VISITOR COMPLEX permette ai turisti di vistare l’area e vedere tutte le strumentazioni, oltre che a mantenere in funzione il tutto col ricavato dei biglietti venduti.

Partiamo da Orlando la mattina presto, vogliamo arrivare a Cape Canaveral all’apertura, alle 9. Non troviamo traffico, quindi riusciamo ad esserci anche un po’ prima e già in lontananza vediamo razzi che svettano nel cielo.

Entriamo nel parcheggio (costo di 10 usd) e ci dirigiamo alle casse per fare i biglietti, appena aprono.

All’apertura mettono l’inno americano ed è stato emozionante vedere gli americani rivolgersi verso la bandiera con la mano sul cuore ad ascoltarlo.

 

 

Quest’anno cade anche il 50esimo anno dall’allunaggio e noi siamo lì. Sarà un caso?

All’ingresso vediamo subito il globo con la scritta Nasa. Siamo pronti per apprendere tutta la storia degli uomini nello spazio.

 

 

Appena oltre l’entrata, ci troviamo nel  Rocket Garden, il giardino dove sono esposti i razzi delle missioni spaziali. Tutto è molto ed affascinante. Ed è una grande emozionante vedere cosa l’uomo sia riuscito a fare, dove sia riuscito ad arrivare.

 

 

Ci dirigiamo subito verso la zona del bus tour che porta alle rampe di lancio e alla zona Apollo, aree interdette ai visitatori a piedi, fuori dai gates. Mentre il papà, appassionato dell’argomento, spiega all’adolescente cosa sta vedendo.

 

  

 

Il bus parte ogni 15 minuti, bisogna mettersi in coda e attendere che si riempia, che parta, e che arrivi l’altro. Pertanto, andando subito, c’è meno coda da fare e meno da aspettare; da considerare che l’ultimo tratto di coda è tutto sotto il sole!

L’ambiente dove sono le rampe di lancio è pianeggiante e ovviamente deserto. La zona è paludosa, di frequente si possono vedere uccelli ed alligatori nelle acque.

 

 

Col bus si passa accanto ai mezzi che trasportano i razzi pronti per i lanci.

 

 

E anche vicino agli edifici di progettazione, agli hangar giganti. dove vengono costruiti gli aeromobili spaziali, e dove il personale è al lavoro.

 

       

 

Durante questo tour, non si puo’ scendere dal bus. Il conducente e degli audiovisivi forniscono tutte le spiegazioni sull’area visitata. Al termine, il bus si dirige al padiglione Apollo / Saturno V.

 

             

 

Entriamo nella sala di controllo originale della missione Apollo, quella che spesso si vede nei film, è impressionante, e ci accomodiamo nelle sedie per i visitatori, mentre viene proiettato un documentario che racconta la storia delle missioni, dall’accelerazione voluta dal presidente Kennedy, in seguito al successo della missione russa del primo uomo nello spazio, ai primi passi sulla luna di Neil Armstrong,  con l’Apollo 11, insieme a Buzz Aldrin il 20 luglio 1969, alle successive missioni degli Apollo. Una storia coinvolgente ed emozionante, la storia di una sfida che l’uomo si è posto e che ha vinto.

 

 

 

Al termine del documentario, accediamo alla sala dove sono esposti gli oggetti di lavoro, le tute spaziali degli astronauti, i caschi,  le strumentazioni, una capsula spaziale.

 

           

 

Si passa poi in nell’area dove sono esposti gli aeromobili, enormi, e tutti i loghi di ogni missione.

 

                     

 

E’ esposto anche uno dei mezzi che è stato utilizzato sul suolo lunare.

 

 

E si puo’ leggere, oltre alla storia delle apparecchiature, anche quella della penna progettata appositamente per scrivere nello spazio.

 

                         

 

Visitamo anche una parte dedicata agli insuccessi dell’Apollo e agli astronauti che hanno dato la vita per le spedizioni.

E’ormai ora di pranzo e decidiamo di fermarci nel Moon Rock cafè, dove troviamo una buona scelta di cibo, a prezzi inferiori rispetto a quello che mi sarei aspettata. Ci sediamo in giardino per scaldarci dalla gelida aria condizionata che c’è all’interno.

Ritornati alla base con il bus, ci aspetta il padiglione dello shuttle Atlantis. Anche qui la storia dello shuttle viene raccontata in una sala, da un audiovisivo, gli obiettivi, i successi e gli insuccessi e al termine, lo schermo si apre davanti ad un vetro, al di là del quale, c’è proprio lui, l’Atlantis, aperto, in modo tale da permettere di osservare il suo interno. Stupefacente.

 

 

Vediamo la cabina di comando e possiamo anche entrarci dentro.

 

                   

 

Vediamo tutta la parte dedicata agli astronauti e prima di concludere il nostro giro, non ci vogliamo perdere l’esperienza del simulatore di lancio: ci accomodiamo a sedere e allacciamo le cinture di sicurezza, i sedili iniziano a vibrare e tra capovolgimenti, suoni, rombi, abbiamo proprio la sensazioni di una partenza…verso l’infinito e oltre.

 

 

Attorno alle 17 lasciamo il Kennedy Space Center, ci aspettano oltre un paio d’ore di strada per arrivare a Fort Lauderdale, per poi prendere un volo, l’indomani, per Exuma, Bahamas.

Abbiamo passato una giornata veramente emozionante, siamo appagati della nostra visita, ha stimolato curiosità,  e abbiamo avuto modo di toccare con mano una parte importante della storia dell’uomo, delle sue ambizioni, delle sue conquiste.

Il cielo ci chiama“…e l’uomo risponde.

 

 

https://kennedyspacecenter.com/

 

 

 

 

 

luglio 2019

 

foto di Patty

 

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https://www.unanimainviaggio.it/viaggi-nel-mondo/florida-usa/

 

 

 

 

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Everglades e costa del golfo del Messico

 

 

 

Everglades e Naples

Lasciamo Miami,per dirigerci verso Naples, e come consigliato dal blog Ero Lucy, prendiamo la Tamiami Trail, us-41, un po’ piu’ lunga rispetto alla us-75, ma che consente di farsi meglio  un’idea del territorio delle Everglades national park. La zona è pianeggiante e dominata dal sawgrass, una pianta che prolifera in acqua, formando isole nei canali e negli acquitrini, pieni di mangrovie, e dove vivono diverse specie di animali.

 

 

Queste zone sono visitabili con particolari mezzi chiamati airbot, che vediamo lungo la via, parcheggiati nei canali, e molti dei tour sono organizzati dai nativi indiani Miccosukee, che vivono in questa zona e gestiscono varie attività.

 

 

Non abbiamo tempo di addentrarci nelle zone interne del parco, ma a circa metà strada ci troviamo nella Big Cypress National Preserve e ci fermiamo all’Oasis visitor center. senza sapere cosa ci aspetti di vedere. Prendiamo una passerella che passa su un canale, e nell’acqua verdognola-marrone, vediamo tartarughe e pesci. Andiamo un po’ avanti, ed eccolo! un bel alligatore. assolutamente immobile. ci mostra la sua schiena ondulata.

 

 

Che emozione! la passerella fa una curva, vediamo delle persone che osservano, e anche lì un grosso alligatore è fermo, appoggiato alla terra e un altro passa e scompare. Siamo contenti, senza grosse aspettative, abbiamo visto questi particolari animali. Vediamo anche sul prato un bellissimo insetto colorato, e tanti uccelli simili ad aironi, che si aggiravano sul sawgrass.

Riprendiamo il nostro viaggio e arriviamo a Naples. Ci dirigiamo subito a vedere il mare, per capire dov’è il famoso molo, il Pier e andiamo verso questo. La spiaggia è bianca, il mare non è cristallino, forse perchè la giornata è ventosa, e il Pier è lunghissimo ed affollato. Tante persone infatti a quest’ora, nel tardo pomeriggio, arrivano per vedere il tramonto o per pescare. L’atmosfera è incantevole, all’estremità del molo nel mare si vedono diverse specie di uccelli, tra cui grossi pellicani. E come avevo letto, arrivano anche i delfini, si vedono chiaramente passare li’ vicino: che meraviglia!!

 

 

Nel frattempo cerco un alloggio per la notte, non sapendo dove saremmo arrivati, non ho prenotato niente. Guardo il mio elenco di hotel selezionati nella zona, e guardo su Orbitz se il Lemon Tree, che mi è stato consigliato, ha ancora camere libere, e sì, ne ha una per noi, e ad un ottimo prezzo! quindi prenoto e puntiamo il navigatore verso l’indirizzo. L’hotel è semplice ma molto carino, all’interno un bel giardino, le camere tutte attorno, colorate, e una bella piscina, di cui non possiamo pero’ usufruire perchè dicono che stia arrivando il temporale. Ci sistemiamo in camera, una camera grande ben arredata, in stile caraibico, dove si potrebbe anche cucinare, e usciamo subito per fare un giro nella cittadina ed andare a cena. La cittadina è ordinatissima, ville e giardini curati ed una elegante strada nel centro con i negozi. Niente di particolare, ma forse ci siamo persi la zona del porto, che magari è piu’ caratteristica.. E’ già tardi per la cena, troviamo una taqueria, Felipe’s, e andiamo a mangiare dei tacos, prima di tornare al nostro hotel a dormire. L’indomani ci aspetta una colazione a bordo piscina, non c’è nessuno a presenziare, ma è gradevole la location, e  dopo, siamo pronti per partire per la prossima destinazione.

 

Fort Myers, Bonita Spring, Sanibel

Ci dirigiamo verso Fort Myers, passando per Bonita Spring beach, che troviamo bellissima, tante casette sui canali da una parte, ognuna con il suo molo privato e una piccola barca, e dall’altra parte della strada, un mare finalmente cristallino (l’unico che ho visto in zona). Arriviamo ad Estero Island, dove si trova Fort Myers Beach.

 

 

Il centro pedonale è coloratissimo e carinissimo e passeggiando in pochi minuti si arriva al Pier, meno affascinante di quello di Naples, e anche il mare è verde e meno bello, e la spiaggia piu’ corta.

La nostra prossima tappa è Sanibel, mi attira tantissimo per la sua rinomata spiaggia fatta di conchiglie. In questa zona passiamo tanti lunghissimi ponti che collegano le isole alla terraferma, che rendono il paesaggio molto particolare.

 

 

Alla fine di uno di questi, arriviamo a Sanibel, prendiamo la strada che la attraversa a metà, percorrendola tutta, con ai lati una bellissima vegetazione, fino ad arrivare a Bowman’s beach. Qui parcheggiamo, assieme a tante persone che, attrezzatissime, portano in spiaggia tutto l’occorrente per il pic-nic, frigo, sedie, ecc ecc. Per arrivare alla spiaggia c’è una bella camminata da fare in mezzo alla foresta e si passa anche un bel fiume. E’ una giornata molto calda. Ll’adolescente si lamenta per il caldo appena scesa dall’auto: per fortuna abbiamo portato un ombrello da pioggia perchè si ripari dal sole (conosco i miei polli!). La spiaggia pero’ è un po’ una delusione, non ci sono neanche tutte le conchiglie che immaginavo, il mare ha un po’ di alghe, ci rimango un po’ male… Decidiamo di fare un bagno rigenerante nelle acque calde, io e mio marito, e poi di andarcene via perchè l’adolescente ormai è girata storta, e in effetti fa veramente caldo..

 

             

 

Devo assolutamente trovare un buon posto per pranzare, per compensare alla delusione. Individuo su Tripadvisor un ristorante e puntiamo il navigatore..e… posto azzeccato! Doc Forst, Intanto entriamo al fresco dell’aria condizionata, poi il posto è molto carino, il personale gentilissimo, si presenta col nome (buona abitudine che hanno in parecchi posti qui) e ci spiega i piatti e mangiamo benissimo!!

 

Sarasota

Meno male, l’umore si raddrizza, siamo pronti a ripartire in direzione Sarasota. Durante il tragitto siamo colpiti da un forte temporale, pioggia torrenziale che in alcuni tratti non fa vedere proprio niente!

 

 

Con calma arriviamo finalmente a Sarasota, ma poichè non ho la connessione per tutta la tratta, non sono riuscita a prenotare ancora l’hotel o capire dove possiamo allogiare. Le mie alternative al mare sfumano perchè sono un po’ costose e con la pioggia non ne vale la pena, e dopo aver girato e rigirato per il centro (che non esiste) o meglio per le vie di Sarasota, riesco a riconnettermi e vedo che poco distante, nella cittadine di Lakewood Ranch c’è un Even hotel, come quello di Miami!

Votiamo tutti per andare là, e sistemato questo, belli stremati, entriamo dentro ad un ipermercato Publix  e ci prendiamo una enorme porzione di pollo per 8 dollari, che ci mangeremo in hotel (non tutta perchè non ce l’abbiamo fatta). Arriviamo in hotel, e anche questo è un sogno, come l’altro, ci piace da impazzire. Qui c’è in omaggio anche una borraccia arancione, che ovviamente viene molto apprezzata dall’adolescente. e non abbiamo visto la parte migliore, la piscina in riva al lago con anche vasca idromassaggio, di cui usufruiremo la mattina dopo, col sole, per un bagno rigenerante, dopo colazione. Il posto è indubbiamente bellissimo e rilassante..Come ritrovare il buonumore dopo un momento di sconforto..

 

 

L’indomani cerchiamo di vedere Sarasota col sole. Sì, è una bella cittadina tipica americana come si vedono nei film, case basse con giardino, tutte ordinate, ma niente di trascendentale. Ma io sono alla ricerca di una cosa particolare qui a Sarasota: la famosa statua dell’Unconditional Surrender. Puntiamo il navigatore e arriviamo davanti alla marina e ce la troviamo davanti: che bella!

 

Siesta Key, Longboat Key, Bradenton beach, Anna Maria Island

Ripartiamo, destinazione Siesta Key, nominata piu’ volte la spiaggia piu’ bella degli Usa. Arriviamo presto e riusciamo a trovare subito posto nel parcheggio gratuito davanti alla spiaggia. La spiaggia è super organizzata ed attrezzata, con docce, negozi, servizi, anche se, se si vuole l’ombra e gli sdrai, ci si deve organizzarsi per conto proprio. Sono davanti finalmenteal le classiche torrette dei guardia spiagge che si vedono nei film americani. La spiaggia è enorme, bianchissima, effettivamente molto bella, e anche il mare, pur non essendo cristallino ha un bel colore verde azzurro.

 

             siesta key florida

 

Ci facciamo un bagno e stiamo per un po’ a rilassarci, poi nelle ore piu’ calde, si riparte. Di nuovo passiamo su tanti ponti per attraversare queste keys, che devono essere simili a quelle piu’ famose del sud. Longboat Key è una zona soltanto residenziale, ci sono belle case e resort, e  il mare sia a destra che a sinistra, perchè sono proprio piccole strisce di terra. Bradenton Beach è piu’ animata, ha belle case colorate, ma il massimo lo raggiunge Anna Maria Island, incantevole, case piccole coloratissime e dune prima del mare. Qui mi sarebbe proprio piaciuto fermarmi di più.

 

 

Vediamo un locale sulla spiaggia e ci fermiamo con l’intenzione di pranzare, ma giunti all’interno,ci accorgiamo che non fa per noi, musica altissima e poi solo da bere. Poco piu’ avanti di fronte c’è un altro locale, la Wicked cantina, parcheggiamo davanti e mangiamo degli ottimi hamburger, accompagnati dal te freddo al lampone piu dolce che abbiamo mai assaggiato..stomachevole :).

Dopo mangiato riprendiamo l’auto e partiamo…ci aspetta Orlando, non senza passare il Sunshine Skyway Bridge  un ponte della Baia di Tampa, lungo 6,67 km, che collega St. Petersburg con Terra Ceia.

 

 

 

 

E ora, finalmente, per l’adolescente, che ha risparmiato per diverso tempo, è il momento per raggiungere il suo obiettivo!!!

Gli Universal Studios a Orlando!!! Harry Potter arriviamoooooooo!

 

 

giugno 2019

 

foto di Patty

 

tutti gli articoli sulla Florida

 

Florida, USA

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Florida, the sunshine state: organizzare il viaggio

 

 

Il nostro itinerario in Florida

è stato il seguente:

 

MIAMI

-NAPLES passando per le EVERGLADES

-SARASOTA passando da Bonita Spring, Fort Myers, Sanibel

-ORLANDO passando da Siesta Key, Longboatkey, Bradenton, Anna Maria Island, Sunshine Skyway Bridge

-CAPE CANAVERAL

-FORT LAUDERDALE

-MIAMI – MIAMI BEACH

Informazioni utili per l’organizzazione del viaggio

 

VOLO: Abbiamo trovato un offerta acquistata da British Airways, andata con uno dei primi voli da Bologna di American Airlines per Philadelphia+volo Miami, ritorno con British Airways, tariffa economy senza bagaglio registrato.

AA aerei e hostess attempati, senza schermi personali, BA boing 747-400, bello e con schermi intrattenimento; cibo abbastanza pessimo per entrambe le compagnie, ritorno Londra-Bologna, neanche un bicchier d’acqua, tutto a pagamento (ok per quel prezzo non mi aspettavo molto, ma pensavo che non si riducessero come Ryanair). Scali molto brevi 2h10 a Philadelphia, con pratiche di immigrazione da fare, 1h45 a Londra (l’aereo per Bologna aveva ritardo, ce l’avremmo fatta comunque ma di corsa), se siete ansiosi come me, evitate (il problema era che tutti i voli con scali piu’ lunghi per Miami, arrivavano molto tardi, dopo le 22). Per il prezzo comunque OTTIMO.

AUTO: noleggio con ALAMO 1) 1 settimana, ritiro Miami, consegna a Fort Lauderdale,  per una NISSAN ELANTRA compatta, inclusa road safe, prenotato con anticipo (con convenzione CNA-se qualcuno l’avesse c’è un buono sconto), abbiamo fatto anche il check in online, saltando il banco e andando direttamente al garage, dove si sceglie auto della categoria prenotata e colore e si passa al casello a completare contratto e pagamento. 2) 1 giorno, ritiro a Fort Lauderdale, consegna a Miami, stesso modello auto, colore diverso , check in online. OTTIMO

Abbiamo scaricato le mappe google offline da poter utilizzare anche in assenza di connessione ed è stato importante perché non sempre con Tim (avevamo preso l’offerta dell’unico operatore che garantiva un po’ di giga a disposizione, 10) era presente la connessione in certi percorsi (es. da Naples a Sarasota, o nelle Everglades). Avevamo anche considerato la scheda americana della Most che aveva circa lo stesso prezzo con giga illimitati ma contattando il fornitore, i nostri telefoni non sono risultati compatibili (quindi se pensate di prendere quella consiglio mandare un messaggio al fornitore per chiedere).

Per i pedaggi, abbiamo utilizzato il sistema di Alamo che con trasponder consente di passare ai pedaggi, con addebito sulla carta di credito di una quota giornaliera se vengono utilizzate strade a pedaggio, con un massimo addebitabile di una ventina di Euro e le tariffe per i pedaggi. Esiste anche la possibilità di acquistare il SUNPASS, al costo di circa 5 dollari, da applicare sul vetro che consente di avere anche tariffe ridotte, ma noi, arrivando in tarda serata e stanchi, non ce la siamo sentiti di andare a cercare un rivenditore (CVS, Walgreens, Walmart, ecc)

ASSICURAZIONI:

-annullamento voli (gli alloggi prenotati erano con cancellazione gratuita) ALLIANZ TRAVEL CANCEL che include malattie pregresse (per genitori anziani), una per Florida 5e una per Bahamas distinte (perché alla partenza scade, quindi facendone una unica non veniva coperto il volo per Exuma)

-sanitaria VIAGGI SICURI (con sconto 20% essendo già cliente- polizza argento)

–auto excess per Exuma WORLDWIDE INSURE

 

 

 

Miami

HOTEL EVEN vicino all’aeroporto, prenotato da Philadelphia dopo che ho capito che riuscivamo a prendere la coincidenza, da ORBITZ con orbucks maturati per altri pernottamenti prenotati e sconto 10% . In origine avevo prenotato l’hotel EXTENDED STAY 25TH, in quanto la catena consente cancellazione fino alle 18 del giorno stesso di arrivo (ottimo da tenere in considerazione). L’EVEN è una catena con pochi hotel ma che abbiamo trovato bellissimi!! Camere di design, attenzione al wellness, hanno perfino strumenti per il fitness nella camera, lampade che cambiano colore e frasi motivazionali.  Segnalo comunque ottimamente posizionati a Bayside l’hotel Yve, che ha buon prezzo, e Holiday inn, che avevo tenuto in considerazione, ma non scelti alla fine per la previsione della stanchezza all’arrivo a Miami.

Dopo la notte nei pressi dell’aeroporto, volevo dare e avere una prima visione di Miami, quindi siamo andati a visitare Bayside (Downtown), colazione al Segafredo caffè davanti alla baia, ottima, e preso il metrorail gratuito per Brickell (loop 3 Financial district), bellissimo, dove abbiamo passeggiato, e tornati a Bayside ci siamo fermati a pranzo al Bubba Gamp, fantastico!! Abbiamo mangiato gamberi cucinati in 4 modi diversi, tutti ottimi e locale bellissimo, per me un’emozione!! .

*impressioni: Miami l’ho adorata e questa zona in particolare!! ATTN: non è cosi’ facile muoversi in auto inizialmente nonostante il navigatore.

Naples passando per la Tamiani Trail US Highway 41, come consigliato nel  Blog Ero Lucy, breve tappa all’Oasis visitor center (nei pressi del Mikkosukee) dove da un pontile abbiamo visto gli alligatori, e anche tartarughe, pesci e ibis.

Visita alla cittadina, e al Pier, nel tardo pomeriggio, dove abbiamo visto delfini, pellicani ed altri uccelli e dove c’era una bellissima atmosfera, tra persone che pescavano e altre venute per il tramonto. Cena da Felipe’s, fast food tacqueria messicano (niente di speciale).

*impressioni: Naples città e spiagge le ho trovate carine, ma niente di che, case belle e ordinate, una strada per il passeggio, il mare era un po’ mosso, mentre ho adorato il pier e l’atmosfera che si respira.

HOTEL LEMON TREE, prenotato il giorno stesso da ORBITZ, con orbucks maturati per altri pernottamenti e sconto 10% che si riceve, con colazione bordo piscina, camera queen ben arredata, carino e colorato in un bel giardino.

Sarasota passando per Fortmyersbeach Bonitaspring Sanibel

*impressioni: Fort Myers beach è una piccola cittadina colorata molto carina ad Estero Island; la spiaggia non è niente di che e il mare verde e poco limpido con qualche alga, c’è un pier ma quello di Naples è meglio; carinissima Bonita spring (adorata dall’adolescente) con le sue casette con molo e barca e una bella spiaggia bianca, qui con mare trasparente molto bello, il meglio che ho visto su questa costa; Sanibel per me è stata un po’ una delusione, bello percorrere la strada interna dell’isola, bello il tratto per arrivare alla spiaggia (Bowman’s beach, con parcheggio a pagamento) e le dune, ma di conchiglie ne ho viste tante quante a Marina di Ravenna, nel senso, niente di eccezionale; il mare era mosso e con un po’ di alghe ed era molto caldo, potete vedere in una foto l’adolescente sotto l’ombrello che non vedeva l’ora di andarsene. La cosa bella della giornata è stato l’ottimo pranzo a Sanibel da Doc Ford’s, 1 hamburger, gamberi cucinati in modo locale e pollo con copertura di pistacchi, servizio ottimo. A Sarasota siamo arrivati con una pioggia battente, senza connessione internet e con hotel da cercare, non mi ha fatto grande impressione; con il sole del giorno dopo mi è apparsa piu’ carina, bei quartieri con le tipiche case americane, carina la marina, di fronte alla quale c’è la statua del Unconditional surrender, che mi è piaciuta un sacco!!.

HOTEL EVEN a Lakewood Ranch, scartati altri individuati vicino al mare, visto che essendoci pioggia non valeva la pena. Siamo tornati alla nostra scoperta, prenotato con ORBITZ  con colazione, ancora piu’ bello dell’altro per la location, presente una piscina sul lago e vasca idromassaggio dove abbiamo fatto un fantastico bagno alle 8 del mattino.

Pollo fritto acquistato da Publix , in quantità industriale, ci abbiamo mangiato in 3 e parte l’abbiamo buttato, buonissimo.

Siestakey, Longboatkey, Bradenton, Anna Maria island, Orlando

*impressioni: tutta la zona di queste keys mi è piaciuta, le varie località sono molto diverse tra loro. Siesta key bella e grande spiaggia bianc, ben attrezzata, il mare forse per il temporale del giorno precedente, niente di che. Longboatkey ha una bella zona dove ci sono esclusivamente stupende residenze, a Bradenton cominciano le casette colorate, ma la zona piu’ particolare e che mi è piaciuta di piu’ è Annamaria Island, casette colorate fronte mare e dune: qui mi sarei voluta fermare di più.

Pranzo alla Wicked Cantina a Bradenton beach con ottimi hamburger.

Arrivo a Orlando, contatto subito con il traffico della sera, dopo sosta in albergo e acquisto del biglietto Park to Park Universal studios e Island of adventure (€ 512 per i 3 biglietti) ci fiondiamo negli outlet che hanno prezzi super convenientissimi (segnalo Adidas e Victoria Secret)! Peccato avere poco tempo e poco posto nelle valige.

HOTEL ROSEN INN NEAR THE PARKS – 2 notti – 6327 International Dr, Orlando (specifico perché ce né piu’ di uno con nomi simili), prenotato da Agoda , 2 notti, in totale, simile a un motel, discreto, ottimo rapporto qualità prezzo, arredamento un po’ old stile ma ben tenuto e ordinato, piscina carina al centro, di cui non abbiamo usufruito per mancanza di tempo, bella hall e market fornitissimo, personale gentilissimo, navetta gratuita per il parco. Cena in camera perché stremati dal giro per gli acquisti e traffico, con tramezzini e frutta e colazione del giorno dopo, acquistati da Publix.

Universal Studios Florida Universal island of Adventure Orlando

Abbiamo prenotato la prima navetta alle 7.30 nonostante l’apertura del parco sia alle 9: occorre un po’ di tempo per arrivare agli studios, altro tempo per arrivare all’ingresso, da dove ferma l’autobus, e i cancelli aprono una mezz’ora prima per i controlli. Arrivando presto e mettendoci in fila, siamo riusciti a fare pochissima coda per le prime attrazioni. Quello che interessava a mia figlia era principalmente Harry Potter, ma è riuscita a fare anche altre attrazioni e noi a vedere 3 spettacoli.

pranzo da Mels Drive di American graffiti. Siamo usciti stremati alle 20, senza riuscire neanche a vedere la parata, tornati con la navetta. Cena acquistata nel market dell’hotel+colazione, bibite ecc ,

Kennedy space center ovvero la Nasa a Cape Canaveral

Costo ingresso € 155, biglietti acquistati in loco prima dell’apertura, nessuna fila + parcheggio € 9 . Come consigliato qui sul gruppo, abbiamo preso subito il bus per il giro alle rampe di lancio e al padiglione dell’Apollo. E’ importante andare subito perché il bus parte ogni 15 minuti e la coda diventa lunga subito e l’ultimo tratto è sotto il sole. Abbiamo pranzato lì, al Moon Rock cafè mangiando bene a prezzi sorprendentemente più bassi di quanto mi aspettassi. Abbiamo visitato anche tutta l’area dello shuttle e provato l’esperienza del lancio, oltre a vedere tutta l’area esterna.

*impressioni: bellissimo! La cosa che è piaciuta di più a mio marito. Molto emozionante

Fort Lauderdale

Pernottamento vicino all’aeroporto per volo giorno successivo per Exuma

HOTEL MORRISON, con colazione, prenotato dal sito, belle camere moderne e anche se nuovo, la hall sembra un po’ vintage. Cena da Fish grill, 2 blocchi a piedi, 2 ottime bistecche di angus e 12 alette di pollo con contorni.

Al ritorno da Exuma alloggiato al BEST WESTERN PLUS OCEANSIDE INN sul Seabreeze Boulvard, quasi sulla spiaggia, prenotato da Booking con sconto € 15,  (incluso parcheggio) con ottima colazione, camere belle, albergo gradevole (a fianco c’è un altro bellissimo albergo fatto a nave B Ocean, costa poco di piu’). Abbiamo noleggiato un’auto per un giorno, in quanto il costo era inferiore che prendere un Uber per spostarsi dall’aeroporto e, il giorno successivo , per andare a Miami, € 35 (senza roadsafe).

Volevo fare il tour con il water trolley sui canali, gratuito, ma non siamo riusciti a capire dove fosse la fermata nel punto indicato dalla mappa, neanche chiedendo ai passanti (ognuno diceva una cosa diversa e in quel momento internet non funzionava, andando alle Bahamas aveva consumato tutto e abbiamo dovuto fare una ricarica, pur non avendo usato là la sim perchè non prendeva niente), quindi essendo già sera tardi, siamo andati a fare una passeggiata sul viale principale, Las Olas, a un quarto d’ora di auto, pieno di negozi , ristoranti e gallerie d’arte. Ne abbiamo visitata una della National Geographic con foto stupende. Cena sul viale del mare, di nuovo dal nostro amato Bubba Gamp.

*Impressioni: Fort Lauderdale ci è piaciuta molto, per certi aspetti mi ha ricordato un po’ Dubai, tanti grattacieli in costruzione!! Bello il lungomare con la grande spiaggia e le palme, elegante il viale di Las Olas e belli i canali, con imbarcazioni enormi e lussuose.

Miami

Da Fort Lauderdale siamo andati a visitare il quartiere dei murales, al Wynwood wall, 2520 2nd av., dove sono concentrati gallerie d’arte e magnifici murales, oltre ad essere presenti per tutto il quartiere, un’ora e mezza. Visita all’adiacente Design District, 39-41st 2nd av., bella zona moderna con una piazzetta e dove sono presenti negozi delle maggiori firme, 30 minuti. Partenza per il quartiere di Coral Glabes , giro in auto per le varie strade, ritorno verso Miami Downton, dove dovevamo lasciare l’auto, passando per Calle Ocho, ovvero Little Havana, 13-17th 8th av., e poi ripercorrendo di nuovo la splendida Brickell. Passeggiata per Bayfront park, adiacente ad Alamo, di nuovo Bayside market, davanti al quale avevamo il bus nr . 120 che aveva la fermata proprio davanti al nostro hotel.

*impressioni: Miami si è riconfermata per me meravigliosa!L’adolescente che fa il liceo artistico, ha apprezzato particolarmente Wynwood, che anche noi abbiamo trovato meravigliosa e l’Hard Rock Cafè, dove ha trovato una maglietta esclusiva con Freddy Mercury. Bellissima la zona di Coral Glabes, viali con vegetazione stupefacente e case stupende.

Miami beach

HOTEL NATIONAL, bellissima e comodissima zona (la fermata dell’autobus per l’aeroporto 150 è proprio fuori dall’hotel), sulla Collins, stile art deco (fantastiche le coperte leopardate in camera, come anche le piastrelle dei bagni della hall!!), con 2 piscine di cui una lunga 62 metri in un giardino florido, con accesso diretto alla spiaggia (inclusi ombrelloni, lettini e teli, incluse le resort fee da pagare in hotel e 2 bottigliette di acqua, con possibilità di restare dopo il check out), prenotato con Orbitz, con qualche orbrucks e sconto 10%.. Questo hotel ce lo siamo goduti tantissimo, abbiamo fatto anche il bagno a mezzanotte con la piscina illuminata e ci siamo rilassati il giorno prima della partenza.

Passeggiata per l’affollata Ocean drive, per la vivace e latina Espaniola Way, passando anche per Washington av., cena ottima da 11 Diner, con hamburger e pollo, locale consigliato qui nel gruppo, colazione da Rosetta bakery di fronte all’hotel , ottima, € 28, pranzo da Sbarro con pizza (che ricordavo dal mio primo viaggio a New York 30 anni fa ma è peggiorata). Il giorno dopo al mattino mi sono fatta una bellissima passeggiata sulla spiaggia, tornando poi da Ocean Drive, e sulla Lincoln, nella parte pedonale con tutti i negozi.

Siamo partiti alle 19 dall’hotel, per prendere il volo alle 23.15, con cena in aeroporto, dove non c’è molta scelta al gate, in chiosco cubano piuttosto caro e cena niente di che.

*impressioni: a parte il mare, mosso e con le alghe, per tutto il resto, Miami beach mi è piaciuta moltissimo. Bella la spiaggia, belli i vialetti, belle le vie.

Siamo partiti con 3 bagagli a mano e 3 zainetti tipo Eastpack, le compagnie avevano dimensioni diverse dei bagagli ma i nostri stavano al pelo e comunque non sono stati controllati nelle dimensioni.

 

Conclusioni: viaggio bellissimo, un po’ faticoso, anche come organizzazione. In generale Miami con le sue tante facce io l’ho adorata, mi è piaciuta Fort Lauderdale, la costa del golfo non mi ha rubato il cuore, anche se in ogni tappa ho trovato qualcosa di bellissimo o entusiasmante: credo andrebbe fatta con piu’ calma per apprezzarla di più, oppure potrebbe essere sostituita con le spring, piu’ caratteristiche, credo. Orlando per la figlia adolescente uno sballo, per il papà meno visto che non ha fatto nessuna attrazione (solo quella di Shrek), ma ha apprezzato molto il Kennedy Space Center e anch’io l’ho trovato emozionante, comunque entrambe esperienze imperdibili.

 

 

 

 

 

 

luglio 2019

 

foto di Patty

 

 

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Florida, USA

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Exuma: verso il paradiso e.. oltre!

 

 

Un maialino che nuota in un’acqua cristallina color turchese mai vista: questa la prima immagine che ha fatto nascere il mio desiderio di visitare l’isola di Exuma alle Bahamas.

Da un pò di anni tenevo d’occhio la destinazione che era diventata uno dei miei viaggi da sogno, e quest’anno sono riuscita a realizzarlo.

 

             

 

I voli sono molto costosi e spesso lunghi, e non ci sono tante compagnie che volano su George Town. Lo scorso anno avevo trovato un volo con Air Canada ma era solo settimanale, e con una settimana, facendo scalo a Toronto o Montreal, il tempo è troppo poco, con due settimane, avevo timore che l’adolescente si annoiasse, nonostante sia amante, come noi, dei mari tropicali. Ma mi sbagliavo.
Quest’anno, la combinazione Florida + Exuma, con una buona offerta per il volo intercontinentale, mi ha fatto decidere di andare, e con qualche accorgimento, confermo che sì, è possibile andare senza spendere un capitale!!

 

 

 

Exuma, Bahamas

Exuma è un arcipelago formato da 365 isolotti che si trova a Sud di Gran Bahama, l’isola piu grande delle Bahamas, e della piu’ conosciuta Nassau ed è composta da Great Exuma, Little Exuma, unita alla prima tramite un ponte, ed Exuma cays, che comprende tutte le altre.

E’ un’isola ancora selvaggia, nel senso che non è, per il momento, stata presa d’assalto dal turismo di massa: l’edificazione è ancora discreta e non ci sono grandi strutture turistiche invasive (il Sandals, il Lumina point, il Grand Isle Resort and Spa, il complesso Hideaways alcuni dei pochi), ma tante bellissime ville e casette colorate sul mare, o disseminate nell’entroterra, ma non distanti dal mare. Tante parti dell’isola sono coperte da vegetazione ma deserte, e anche i paesi sono piccoli agglomerati di case.

 

 

Le spiagge non sono attrezzate, un po’ d’ombra si trova solo in alcune, tipo Jolly Hall e Cocoplum, e per raggiungerle spesso occorre fare un pezzo di strada sterrata, ma sono tutte mozzafiato.

 

Organizzare una vacanza ad Exuma

 

 

Come arrivare

Sull’isola volano le seguenti compagnie aeree:

Silver airways da Fort Lauderdale (con coincidenze anche da altre città come Orlando).

Bahamas air e United da Miami,

Air Canada con scalo a Toronto o Montreal.

Noi siamo partiti da Bologna con American Airlines (volo acquistato tramite British Airways) per Miami, in Florida, dove ci siamo fermati qualche giorno (https://www.unanimainviaggio.it/florida-usa/ ) e abbiamo volato con Silver Airways da Fort Lauderdale, comprando il volo da Orbitz. Inizialmente dovevamo volare da Orlando su Fort Lauderdale e poi a Exuma, ma qualche settimana prima della partenza la compagnia aerea ci ha cambiato l’orario del volo da Orlando, spostandoci al giorno successivo il volo da Fort Lauderdale. Soluzione che non ci andava bene, perché avremmo perso 1 giorno, per cui, contattando Orbitz, siamo riusciti a mantenere il volo nella data prestabilita da Fort Lauderdale, raggiungendola in auto da Orlando. Di Silver Airways sul web si leggono recensioni terribili, ritardi, cancellazioni, quasi all’ordine del giorno, pertanto se siete ansiosi come me, non andate con questa compagnia. Dopo questo primo inconveniente, il volo di andata è partito in orario, quello di ritorno ha avuto un ritardo di 1 ora, ma lasciando a terra 3 passeggeri (per overbooking: se avessimo potuto, e se la compagnia fosse stata piu’ affidabile, saremmo rimasti lì noi un giorno in piu’ completamente spesati), visto che prima hanno cercato volontari . Gli aerei sono dei piccoli.. a 34 posti. Ma quando si vola sopra le Bahamas, dal finestrino si vede il paradiso.

 

 

 

L’aeroporto e la capitale

L’aeroporto si trova si trova vicino a Moss Town, a pochi chilometri a nord-ovest di George Town, che è la capitale.

La capitale non si puo’ chiamare città, è una cittadina, sul porto di Elizabeth Harbour, con qualche casa colorata, la chiesa, un mercato coperto, la casa comunale, il porto, il supermercato,- Exuma Market– , la banca, ed è segnalato anche un piccolo ospedale, Exuma Community Mini-Hospital.

 

mercato

 

municipio

 

 

chiesa

Alloggi

Per gli alloggi si puo’ consultare Airbnb o Homeaway, Booking non ha molta scelta per la destinazione, o i siti delle strutture, dopo averle individuate su blog o forum dove se ne parla. Noi abbiamo scelto da Airbnb un appartamento di un superhost, Percy’s Perch,  non sul mare ma a 2 minuti da una bella spiaggetta e a 10 minuti a piedi dalla spiaggia Jolly Hall, in un piacevole complesso.

 

   

giardino della casa

 

la strada per la spiaggia

 

verso la spiaggia

 

la mia spiaggia del mattino a 2 minuti dall’appartamento

 

Al primo piano, aveva una bella sala con tv (che non riceveva nulla) tanti dvd a disposizione, cucina affacciata alla sala, con tutte le dotazioni necessarie, e a disposizione boccioni di acqua fresca, una camera matrimoniale, un bagno, aria condizionata e ventole a soffitto, pareti azzurre, ed era arredata piacevolmente. In caso di una terza persona, era a disposizione un materasso gonfiabile, che noi mettevamo la sera sul divano per nostra figlia. All’esterno, c’era un bel giardino con laghetto e amache, e un’area, purtroppo inutilizzabile e disordinata, con una piccola piscina e solarium. Vicinissimo avevamo un supermercato, Smitty’s, ben fornito. Per noi è stata un’ottima soluzione e lo consiglierei anche per l’ottimo rapporto qualità prezzo. Segnalo che molti alloggi su Airbnb applicano sconti per soggiorni da 7 giorni in su.

 

 

La zona migliore dove alloggiare

La zona migliore per alloggiare, anche se secondo me non la piu’ bella dal punto di vista naturalistico, è proprio quella dove eravamo noi, la zona centrale, (che consigliavano anche sul forum di Tripadvisor), che oltre ad avere vicino bellissime e ben accessibili spiagge (Hoopers bay e Jolly Hall), è vicina all’aeroporto e a George Town, permette di muoversi da nord a sud senza dover fare troppi chilometri. Alcune località dell’isola sono piuttosto scomode anche da raggiungere, per esempio la bella spiaggia di Tropic of Cancer, a Little Exuma, al sud, che ospita belle ville, ha una strada piuttosto dissestata, mentre l’estremo nord, nel paese molto caratteristico e bahamiamo di Rolleville, non ha molto nei dintorni, a parte la bellissima Cocoplum. Le zone che ho trovato piu’ belle, come vegetazione e paesaggi, sono quelle nei pressi di Stevenson, e dopo il ponte per Little Exuma.
Posso consigliare in questa zona, un altro delizioso appartamento sul mare, all’interno del complesso Hideway at Palm bay, di proprietà di una famiglia italo-americana conosciuta ad Exuma, che potete trovare su Homeaway qui .

 

 

Noleggio auto

Sull’isola è indispensabile noleggiare un auto, non ci sono mezzi pubblici, e serve per visitare le sue meravigliose spiagge. Sono presenti solo compagnie di autonoleggio locali e dopo aver chiesto alcuni preventivi, ci siamo affidati alla Sure to shore della gentilissima Janish, trovata per caso sul web con recensioni su Tripadvisor forum americano.

suretoshore@batelnet.bs 

(se non risponde contattatemi per il numero whatsapp)

 

 

L’isola ha una strada principale che la attraversa da nord a sud, la Queen’s Hihgway, molto dissestata, e per raggiungere alcune spiagge le strade non sono asfaltate. La stessa Queen’s Highway si presenta piena di buche, difficili spesso da evitare. La guida è a sinistra.

 

 

Spiagge

Nel post seguente trovate le spiagge che abbiamo visto e la classifica delle piu’ belle, secondo il mio parere

 

Le 10 spiagge piu’ belle di Exuma, Bahamas

 

Non sempre le indicazioni per l’accesso alle spiagge sono visibili (a volte i cartelli sono ribaltati o nascosti o non sono presenti): consiglio comunque sempre di scaricarsi le mappe di google ed utilizzarle off line, per trovarli meglio (almeno quelli indicati per l’auto).

Le spiagge cambiano moltissimo aspetto a seconda delle maree, è conveniente consultare un sito tipo questo, per programmare la visita nel periodo di massimo splendore, ovvero con la bassa marea. https://it.tideschart.com/Bahamas/Exuma/

Segnalazione!! dal tramonto escono i maledetti sand flies, che ti divorano senza che tu te ne accorga. Occorre veramente proteggersi bene o con repellente (e vendono in loco un tipo di OFF che pare funzioni) o con un olio (che vengono sempre nei market) specifico che dovrebbe renderli innoqui (noi avevamo l’olio Jonhson ma non sembrava funzionare).

 

 

Escursioni

A parte girare per le varie spiagge da nord a sud, le escursioni piu’ consigliate sono:

Exuma cays, che comprende:

-il passaggio dalle isole con le ville delle celebrità

-Leaf Cay iguanas,  l’isola delle iguane

-Thunderball grotto, la grotta dove hanno girato il primo 007,

-Compass Cay, dove si puo’ nuotare con gli squali nutrice

-Major Cay, dove ci sono i maialini

-Stanyel cay,  un’isola esclusiva

-Musha Cay sandbar, un bellissimo sand bank in mare aperto

 

Noi abbiamo fatto questa escursione arrivando all’estremo nord a Barreterre con la nostra auto (ma possono passare anche a prendere, con un supplemento, o meglio, c’è uno sconto se si arriva in autonomia), partendo alle 8 del mattino e ritornando alle 15.45, con bevande offerte per l’intera escursione, pranzo a 28 usd (facoltativo), extra di 10 usd se si vuole vedere e nuotare con gli squali nutrice. Per questa escursione, noi abbiamo scelto Robert’s Adventure (http://www.robertsislandadventures.com/) e ci siamo trovati bene, salvo che non siamo riusciti ad entrare a Thunderball grotto per la marea alta, ma abbiamo soltanto fatto un po’ di snorkelling attorno. Abbiamo prenotato l’escursione prima di partire e avuto la conferma la sera precedente. Costo 180 usd per adulto.

 

sw

 

Stocking island, che si puo’raggiungere con un water taxi da Elisabeth Harbour, a Georgetown, al prezzo di 18-20 usd a/r, dove si puo’ visitare la spiaggia ed è presente il ristorante Chat & Chilly, con la marina. e le razze che arrivano ad accarrezzarti, che per me è stata una cosa molto emozionante, già vissuta in Polinesia ( https://www.unanimainviaggio.it/category/viaggi-nel-mondo/viaggi-per-destinazione/polinesia/)

Sull’isola di Stocking si puo’ visitare anche Hamburger beach, se ci si accorda con il water taxi e Starfish beach. Oppure dal ristorante Please and Plenty hanno corse per la sola Hamburger beach.

In alternativa si puo’ noleggiare una barca per tutto il giorno (anche se privi di esperienza) da Minnis watersports a George Towns, prenotando per tempo, perché altrimenti si rischia di non trovare disponibilità, e girare in autonomia le spiagge di Stocking Island: dicono che meriti veramente!

Noi abbiamo avuto un passaggio in barca da una simpatica famiglia italo americana, che ho conosciuto su Tripadvisor e poi incontrato sull’isola.

 

 

Sandy cay, dove hanno girato il film Pirati dei Caraibi, escursione molto cara, ma che dicono essere meravigliosa a bellissime lingue di sabbia.

Ovviamente tutte queste escursioni possono anche essere organizzate privatamente.

 

Cibo e spesa

L’isola è piuttosto cara, sia i ristoranti, che il cibo che si acquista al supermercato. Ma abbiamo trovato gli stessi prezzi in Florida, solo che qui non ci sono fast food (che comunque sono costosi anche in Florida! ho visto solo qualche baracchina che vendeva conch), e non è più cara di certe località blasonate in Italia. Siamo usciti a pranzo 3 volte, in ristoranti sulla spiaggia e abbiamo speso dai 55 ai 100 usd in 3 (100 usd mangiando anche aragosta), per un piatto unico abbondante e bevande. Poiché comunque la cucina non ha grandi specialità, e la maggior parte dei cibi vengono fritti, abbiamo scelto di mangiare prevalentemente in casa, cucinando cibi veloci.

Exuma market a George Town e Smitty’s, tra Jolly Hall e Hoopers bay sono ben forniti, si trova anche la pasta Barilla e la Nutella. Nel resto dei paesini i market sono veramente piccoli, per cui la scelta è limitata (mi pare pero’ di aver visto un Seven Eleven vicino a Steveson). In linea di massima i costi che ho trovato sono stati i seguenti: un pacco da mezzo chilo di pasta Barilla usd 3.50, 1 lt di latte o di succo usd 3.50, pane in cassetta usd 5, una scatoletta di tonno da 1,60 a 1,90 , 1 pacchettino di biscotti dai 2 ai 5 usd, Nutella usd 8, acqua da 2 litri usd 2.

 

 

 

Per quel che riguarda i soldi, ad Exuma, per quel che ho visto, difficilmente accettano le carte di credito, si puo’ pagare in dollari, ma si riceve il resto in dollari bahamiani.

 

Com’è Exuma?

Come ho scritto nel titolo, un paradiso.

Io tante tonalità di azzurro e verde del mare, concentrate in una stessa isola non le avevo mai viste! Non è una vacanza con tutte le comodità, da lettino e drink fronte mare, è più un “on the road per spiagge”, un viaggio itinerante per i suoi 90 km di lunghezza, alla ricerca della bellezza. Non c’è la possibilità di un comodo snorkelling, ma ci sono eccitanti esperienze da fare ogni giorno, le tartarughe, le iguane, i maialini, le razze, le maree che cambiamo colori e paesaggi.

Un posto dove ancora c’è la possibilità di ritrovarsi in spiagge completamente da soli!

In conclusione:

Exuma è stata veramente il paradiso che mi aspettavo!!

E l’adolescente??? Ha già chiesto di tornarci!!!

 

exuma bahamas

 

Se vuoi vedere foto e seguire il diario giornaliero, con tutti i dettagli e le emozioni guarda sulla mia pagina facebook

https://www.facebook.com/unanimainviaggio/

 

il diario giornaliero lo trovi anche qui (work in progress)

Exuma: diario dal paradiso

 

tutti gli articoli su Exuma li trovi qui

Bahamas

 

 

Informazioni sull’isola si possono trovare qui:

https://www.bahamas.com/it/islands/le-exuma

o sul forum di tripadvisor, dove gentili esperti molto preparati sono in grado di rispondere alle tante domande. Io ho trovato molte risposte anche nel forum americano

https://www.tripadvisor.it/ShowForum-g147429-i786-Great_Exuma_Out_Islands_Bahamas.html

https://www.tripadvisor.com/ShowForum-g147429-i786-Great_Exuma_Out_Islands_Bahamas.html

 

 

luglio 2019

 

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

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