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Tre giorni a Siviglia

 

 

Il dettaglio del nostro tour di Siviglia in 3 giorni

Tre giorni sono pochi per visitare questa magnifica città, che ne avrebbe meritato almeno altri due. Ma questi avevamo, e come sempre..poco è molto meglio che niente!

 

Sera dell’arrivo

Siamo arrivati con il bus Ea dall’aeroporto in Avenida Carlo V e attraversando Avenida Fernando, passando dai Jardin de Murillo, che mi hanno impressionato subito per gli alberi con radici enormi, bellissimi e tutta la vegetazione rigogliosa, abbiamo avuto subito una bellissima visione: una piazzetta splendida con il Balcone di Rosina.

 

 

Da qui subito ammaliati, abbiamo continuato a naso, seguendo quello che ci piaceva, senza neanche aver posato le valigie, arrivando in Plaza Santa Cruz, per poi tornare indietro e prendere la strada verso il nostro hotel,  calle Agua che costeggia le mura dell’Alcazar, e arrivare, ammirando la magia del quartiere, a Plaza Dona Elvira, graziosissima con le sue panchine di ceramica, dove c’era il nostro albergo, l’hotel Dona Lina (dettagli qui) Già in quel tratto ci siamo fatti un’idea della bellezza del Barrio Santa Cruz.

 

 

Era ormai tardo pomeriggio, quasi buio, ma la prima cosa che volevo vedere a Siviglia, e che avevo tanto desiderato, era Plaza de España, quindi là siamo andati, rifacendo la strada a ritroso, in quanto è vicinissima alla fermata del bus. E avevo ragione a volerla vedere subito: la piazza illuminata la notte è un vero spettacolo!!!

 

 

Passando attraverso il Parco Maria Luisa, siamo arrivati al quartiere Arenal, che costeggia il fiume Guadalquivir, e passeggiando, fino a Torre dell’Oro, preso la calle Santander di fronte, per andare al nostro ristorante prenotato con the Fork, Casa Carmen, dove abbiamo festeggiato il compleanno di mia figlia, con un’ottima cena, in un locale raffinato ed elegante.

Dopo aver cenato, abbiamo proseguito per calle Santander fino ad Avenida de la Costitucion, trovandoci davanti a Plaza del Triunfo e alla Cattedrale, e dall’altro lato all’Alcazar. Che abbiamo costeggiato per arrivare nella stupenda Plaza de la Alianza, e da lì ritornare in Plaza Dona Elvira.

 

 

1° giorno

L’indomani siamo andati a fare colazione in una pasticceria del Barrio Santa Cruz non lontana Plaza Dona Elvira, Salt and Sugar, col suo patio meraviglioso, anche se un po’ cara.

Abbiamo girato per il Barrio Santa Cruz, da Mateos Gago,  arrivando davanti alla bella Iglesias de Santa Cruz

 

 

Da li’ abbiamo preso per Calle Santa Maria Blanca, con la sua bella chiesa, Plaza de los Refinadores, e per le stradine arrivando a Plaza las Cruzes. In questo quartiere i colori sgargianti di Siviglia spiccano e ti stupiscono con tutta la loro bellezza.

 

 

Siamo arrivati all’Alcazar e abbiamo fatto un giro all’interno delle mura, nel Patio de Banderas, i giardini pieni di alberi di aranci, carichi di frutti in questa stagione. La visita l’avevo prenotata online, per l’indomani, per usufruire della possibilità del biglietto gratuito del lunedi’, dalle 16 in poi (dettagli qui) .

 

 

Da Plaza del Triunfo, di fronte all’Alcazar, brulicante di persone,  e da cui si gode un ottima vista della Giralda, la torre della Cattedrale, siamo andati verso la cattedrale, sul retro, in Plaza Virgen de Los Reyes, piena di calessi che portano in giro i turisti per la città, che le donano l’atmosfera di altri tempi.

 

 

Poi abbiamo imboccato Calle Piacentines, fino a plaza dell’Encarnacion, dove abbiamo trovato un gruppo che si esibiva in una bellissima performance di flamenco sotto un albero gigantesco: ho sentito dentro un’emozione forte, per la bellezza dell’esibizione e per quello che comunicava.

 

 

Proprio a pochi metri da li’ c’è il Metropole Parasol, chiamato anche Las Setas, ovvero il fungo, la struttura in legno piu’ grande del mondo, con la sua copertura caratteristica ondulata a nido d’ape, su cui si puo’ salire e vedere il panorama di Siviglia. Bello girarci sotto, attorno, anche andare sopra (il biglietto d’ingresso per la salita costa 3 euro), ma ho preferito il panorama dalla Giralda, nonostante, ahimè, il brutto tempo del giorno successivo, quando siamo andati.

 

 

Siamo tornati indietro verso la Cattedrale, prendendo calle Mateos Gago, piena di locali, e abbiamo pranzato alla Cerveceria Giralda, gustando tapas sublimi. Essendo bel tempo, siamo tornati a Plaza de España per vederla di giorno, e di nuovo, lungo la strada, abbiano incontrato una ballerina di flamenco.

 

 

Plaza de Espana col sole è una meraviglia, non avrei piu’ voluto andare via. La piazza semicircolare è enorme, 500 metri quadrati ed è circondata da un unico edificio con porticati e due torri. Merita salire le scale dell’edificio, per vederla dall’alto in tutta la sua bellezza. Nell’atrio c’era anche qui uno spettacolo di flamenco, e poi le barche sul fiume, le carrozze dei cavalli, i giardini attorno..insomma magica!!

 

 

Poi girando attorno all’Università, prendendo da palazzo Santelmo, bellissimo con le luci del tramonto, fino all’Arenal  siamo arrivati sul lungo fiume e Torre dell’Oro. Il lungo fiume al tramonto è strepitoso. Le case e i ristoranti di fronte, dall’altro lato del fiume, nel quartiere Triana, bellissime.

Di nuovo abbiamo preso calle Santander, Cattedrale, Mateos Gago, Calle Rodrigo Caro e siamo passati dall’incantevole Plaza Los Venerables, con tutti i negozietti aperti e caratteristici, fino a Plaza Dona Elvira.
Alla sera siamo andati alla Carbonería in Calle Cespedes, vicino alla chiesa di Santa Cruz, un locale storico, molto spartano, stile circolo studentesco, dove ogni sera si tengono 2 spettacoli di flamenco gratuiti. Vale assolutamente la pena andare per vedere lo spettacolo che dura una mezz’oretta, andando un po’ prima dell’inizio per trovare posto a sedere, ma conviene andare dopo cena, perchè li’ offrono solo piccoli spuntini (anche abbastanza cari e bisogna servirsi da soli), e magari li’ bersi una sangria (anche se non c’è obbligo di consumazione).

 

2° giorno

Ho concentrato al secondo giorno la visita alla Cattedrale e al Real Alcazar, visto che il tempo previsto era brutto, essendo parte delle visite all’interno.

La mattina è iniziata con la colazione vicino alla cattedrale al bar Mateo, un locale molto carino in calle Mateos Gago. La mattina, d’inverno, è buio fino alle 8 e fino alle 9 si trovano pochi locali già aperti per la colazione: Mateo era uno dei pochi. Dopo colazione abbiamo passeggiato fino alle 11, passando davanti al palazzo dell’ Ayutamiento, di fronte a Plaza Nueva e dietro a Plaza San Francisco, percorrendo Calle Serpes, per arrivare alle 11 alla Iglesias del Divino Salvador, dove dovevamo acquistare i biglietti per l’ingresso nella Cattedrale, che includevano anche la visita alla chiesa stessa. Molto ricca, la chiesa barocca sicuramente vale la visita.

 

 

Ci siamo poi diretti verso la Cattedrale, che è enorme, la terza piu’ grande del mondo.

 

 

Avendo i biglietti siamo entrati direttamente saltando la lunga coda. La cattedrale è veramente ricca di cose da vedere, probabilmente meriterebbe essere visitata con l’audioguida (o forse si scenderebbe troppo nel dettaglio), mescola piu’ stili, ed include la salita alla Giralda.

 

 

Al suo interno è presente anche la tomba di Cristoforo Colombo.

 

 

Stupendo il giardino degli aranci, che in questo periodo erano pieni di frutti. Certo col sole sarebbe stato ancora piu’ bello!

 

 

La salita alla torre Giralda, non è faticosa, perchè ci sono ampi gradoni, e cammin facendo si possono ammirare angoli bellissimi della città dall’alto.

 

 

Giunti alla cima, dove ci sono le campane, si puo’ ammirare Siviglia da ogni parte dall’alto: peccato per il tempo piovoso e la nebbia che appiattiva un po’ il panorama, non mettendo in risalto i colori. Ma la magnificenza e l’immensità della chiesa, erano resi comunque

 

 

Al termine della visita, volevo andare a pranzo al mercado Lonja del Barranco, un po’ fuori mano rispetto a dove eravamo visto che poi dovevamo tornare all’Alcazar, ma ne avevo sentito parlare molto bene. E’ un edificio in ferro, opera di Gustav Eiffel, oggi trasformato in un mercato gourmet, bello ed elegante, al contrario di quello che magari ci si aspetta da un mercato. Si trova prima dell’inizio del puente de Triana (o Isabel), e vicinissimo a Plaza de Toros, ci sono tanti chioschi che cucinano al momento tapas e diverse specialità, con alti tavoli e sgabelli per sedersi. Sicuramente un posto ottimo per mangiare, da consigliare!

A fine pranzo, ripassando davanti a Plaza de Toros, ho voluto fare un tentativo per vedere se riuscivamo a prendere i biglietti gratuiti per l’ingresso dalle 18 alle 19, al termine della visita all’Alcazar..ma la fila per l’apertura alle 15 era già lunga alle 14.30, e dovendo essere prima delle 16 all’Alcazar, abbiamo desistito, salvo poi, fare un altro tentativo dopo la visita all’Alcazar, non andato a buon fine perchè i biglietti erano esauriti..Per questo motivo dico che non si riesce a fare piu’ di una visita gratuita il lunedi’ pomeriggio.

Anche la visita all’Alcazar è stata molto bella, forse troppo breve. Perchè purtroppo l’ingresso gratuito è alle 16 e la chiusura è alle 17. Ti fanno restare un po’ di piu’, ma il tempo è comunque poco. I giardini sono meravigliosi, purtroppo, di nuovo, il meteo non ce li ha fatti godere al massimo, ma comunque l’Alcazar è una delle cose piu’ belle che ho visto a Siviglia.

 

 

Alla sera avevo prenotato il ristorante Gusto, tramite the Fork, a fianco alle cattedrale, perchè avevo letto ottime recensioni riguardo alla Paella. E in effetti non si sbagliavano! Abbiamo mangiato un’ottima Paella mista di carne, pesce e verdure, in un locale proprio molto carino!

Tornando verso casa, camminando in una stupenda città di notte, in Plaza de la Virgen de los Reyos, abbiamo incontrato un gruppo di ragazzi che suonano strumenti a fiato..e l’ultima serata si è riempita di magia!

 

 

3° giorno (solo mattino)

Siamo andati a far colazione in una pasticceria che avevamo adocchiato il giorno prima, in Avenida de La Costitucion, La Canasta, moderna e con un bell’assortimento di torte e brioche. Tutto molto buono ma purtroppo non sono organizzati benissimo e ci hanno fatto aspettare un po’ per l’ordinazione e per portare quello che avevamo ordinato. In programma c’era da tornare a Plaza de Toros per entrare a visitarla, e questa volta, pagando il biglietto, non abbiamo fatto file. Purtroppo il tempo era ancora brutto, piovigginava, ma la visita è stata molto bella anche se un po’ frettolosa. Forniscono una guida, per seguire il percorso, e una persona ti indica come muoverti e che tasto premere per ascoltare le spiegazioni, non fanno andare sugli spalti e non si puo’ rimanere quanto si vuole perchè tutti devono uscire insieme per il turno successivo. Anche se si è contrari alla tauromachia vale sicuramente la pena visitare questo bel monumento, che fa parte della cultura andalusa.

 

 

Terminata la visita, siamo tornati verso il centro città, volevo vedere un’altra piazza di cui mi era apparsa per caso il giorno prima una foto, che rimaneva un po’ nascosta, Plaza del Cabildo. Si trova molto vicino ad Avenida della Costitucion, ma bisogna proprio andarla a cercare, perchè è una piazza chiusa, molto particolare, circolare e contornata da portici, con un paio di entrate da cui entrare. Proprio bella e particolare!

 

 

Ormai era rimasto solo poco tempo per pranzare, e poi andare verso l’aeroporto per il volo di ritorno. Abbiamo scelto di andare in un locale a fianco a quello dove siamo stati il primo giorno, in calle Mateo Gago, la Cerveceria Catedral, che si è rivelata ottima per le tapas, abbondanti e gustosissime, con arredamento molto caratteristico.

E poi..è giunto il momento di lasciare la città per ritornare a casa..

 

 

Questo è stato il nostro tour di 3 giorni, non proprio razionale, ma aggiustato in base al meteo, che non è stato molto favorevole. E’ rimasta fuori la visita approfondita al quartiere di Triana, e, a parte il Metropol Parasol, tutto il quartiere Macarena.. e anche la possibilità di andare a zonzo solo per godersi l’atmosfera della città! Ma cosi’… mi resta il desiderio di tornarci ancora a Siviglia!

 

 

 

Novembre 2019

 

qui trovi la mia recensione su Siviglia, informazioni pratiche, culinarie, ecc.

Incantevole Siviglia

 

e le 10 cose che mi sono piaciute di piu’

Le 10 cose che piu’ ho amato a Siviglia

 

 

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Siviglia

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Incantevole Siviglia

 

 

I colori bianco e ocra degli edifici

i balconcini delle case e gli azulejos su muri e panchine

le piazzette che spuntano all’improvviso nelle viuzze del casco antiguo

il rumore degli zoccoli dei cavalli sulla strada

gli alberi di arance e quelli enormi con le radici immense

Torre dell’oro e il Guadalquivir al tramonto

Plaza de Espana, immensa e bellissima in ogni momento

l’emozione del flamenco alla Carboneria e per le strade

le calle del Barrio Santa Cruz dove perdersi di notte

il gusto delle tapas, della paella e della sangria

l’immensità e la ricchezza della Cattedrale e il suo giardino degli aranci

il campanile della Giralda e il suo panorama dall’alto

i colori delle ceramiche dell’Alcazar e la bellezza dei suoi giardini

il giallo e il rosso di Plaza de Toros e il racconto della corrida

i colori delle case di Triana, dall’altra parte del fiume,

la circolare Plaza del Cabildo, gioiello nascosto da cercare

la città illuminata di notte e qualcuno che suona e la rende magica.

 

 

E non solo.

Siviglia non ha tradito le mie aspettative.

E’ una città che ti avvolge e ti scalda, che ti sorprende ovunque guardi, per la sua bellezza. Per la sua capacità di appagare tutti i sensi, e portarti indietro nel tempo e in epoche diverse, e dentro di te, nell’angolo romantico del tuo cuore

 

 

Siviglia: qualche informazione utile e consiglio pratico

 

Volo

Siamo andati a Siviglia a fine novembre, per il quindicesimo compleanno di nostra figlia, comprando un volo Ryanair da Bologna ad agosto, con un’ottima offerta (circa 80 € a testa), orari buoni, partenza il sabato pomeriggio, ritorno il martedì pomeriggio. Prenotando cosi’ in anticipo si possono trovare ottimi prezzi.

 

Trasporto dall’aeroporto al centro

Il trasferimento dall’aeroporto al centro città è molto comodo con il bus EA, che si prende appena fuori dagli arrivi all’aeroporto, sulla sinistra, e si ferma vicino al casco antiguo e cattedrale, in Avenida Carlos V, Prado San Sebastian. Impiega circa 40 minuti, e costa 4 euro, biglietti da fare sul bus. Per gli orari si puo’ vedere questo link https://reddelineas.tussam.es/?lang=es#

 

Alloggiare a Siviglia

Il posto migliore dove alloggiare a Siviglia, a mio parere, è il Barrio Santa Cruz, in mezzo alle stradine tipiche e alle piazzette, e vicino ai principali monumenti, Cattedrale ed Alcazar.

Io ho trovato un piccolo hotel molto caratteristico, prenotato su Booking.com ,in un punto fenomenale, Plaza Dona Elvira, modesto, prenotando ad agosto ad un prezzo molto competitivo, 65 € la tripla, dove siamo stati benissimo, l’hotel Dona Lina.

 

 

A fine novembre era già addobbato a Natale, una piccola reception, con personale molto gentile.

 

 

Le scale e i muri sono decorati con i classici azulejos di Siviglia, e questo fa entrare completamente nell’atmosfera della città.

 

 

La nostra camera era fatta in modo strano, ma spaziosa, bagno molto grande, ingresso con scrittoio, bollitore e 3 mele, e una stanza lunga, con letto matrimoniale e singolo appoggiati alle testate, tv in alto sul muro e un balconcino che dava proprio sulla piazza.

Non tutte le camere sono cosi’, sono entrata in una doppia e ho visto che era molto piccola, e ho letto nelle recensioni che alcune hanno la finestra sul patio interno, non da tutti gradito. Io avevo chiesto di avere una stanza con finestra sulll’esterno, Niente lusso, ma ristrutturazione recente: noi abbiamo trovato l’hotel molto gradevole.

 

 

 

Entrate gratuite ai monumenti

Il lunedì è la giornata in cui in molti monumenti è prevista l’entrata gratuita. Ma è molto difficile riuscire ad usufruire di piu’ di un ingresso o due per la sovrapposizione degli orari:

Torre dell’oro ha ingresso gratuito dalla mattina, noi non abbiamo ritenuto prioritario visitarla ma sarebbe stata l’unica che avremmo potuto vedere, in abbinamento ad un altra visita gratuita.

 

 

Plaza de Toros de la real Maestranza ha ingresso gratuito dalle 15, i biglietti non si prenotano, ma occorre andare a fare la fila mezz’ora o un’ora prima. Io ho provato ad andare alle 14.30 ma la coda era già lunga e alle 15.30 dovevamo essere all’Alcazar, per cui sono ritornata alle 17.30, ma tutti i biglietti erano già esauriti. Siamo poi tornati il giorno successivo e siamo entrati pagando il biglietto senza fare coda. La visita è piuttosto corta, dura poco piu’ di mezzo’ora, semi-guidata con audioguida (bella perchè fa immedesimare nel torero che deve entrare nell’arena ma senza possibilità di vistarla in autonomia, di visitare gli spalti o fermarsi ulteriore tempo).

 

 

Cattedrale e Alcazar sono prenotabili on line, dalle 16 per un’ora  o poco piu’ di visita: se dovete scegliere tra cattedrale e Alcazar, consiglio di scegliere la cattedrale (si prenota il venerdì precedente il lunedì della visita, ma bisogna prenotare subito all’apertura per trovare posto, mentre per l’Alcazar si puo’ prenotare in ogni momento), in quanto avendo cosi’ poco tempo, per l’Alcazar che comprende anche i giardini, poco piu’ di un’ora è veramente poco. Il biglietto per la cattedrale comprende anche la visita interna alla chiesa del Divino Salvador, un tesoro barocco spagnolo che vale la pena visitare. Se si decide di andare non con il biglietto gratuito, consiglio o l’acquisto on line, dove pero’ deve essere indicato un orario, o l’acquisto presso la chiesa del Divino Salvador, dove non si fa coda e che consente di andare all’orario che si vuole.

 

 

Mangiare a Siviglia

Mangiare a Siviglia è un gran bel viaggio! Pare che proprio qui siano nate le tapas, che sono una prelibatezza. Curioso il modo di dire andare a “tapear”, cioè andare per locali a mangiare tapas! Noi le abbiamo assaggiate qui a pranzo:

Cervecería Giralda, bellissimo locale caratteristico

http://www.cerveceriagiralda.com/

 

 

Cerveceria La Catedral, locale bello e particolare, con teste di toro appese alle pareti, per chi apprezza il genere, attiguo al precedente,in calle Mateos Gago, perpendicolare alla cattedrale, prezzi ottimi, tapas fantastiche, porzioni grandi

http://www.barcatedral.com/

 

 

mercato Lonja del Barranco, vicino al ponte di Triana e sulla sponda del fiume Guadalquivir, un mercato solo gastronomico, bello, elegante con buona varietà e qualità, cibo cotto all’istante, pulito, si mangia dopo aver preso il cibo su tavoli con sgabelli alti. Io ho mangiato delle crocchette magnifiche, scegliendo il gusto, mio marito un polipo alla griglia e mia figlia un hamburger preparato con ottima carne.

https://www.visitasevilla.es/it/mercati-tradizionali/lonja-del-barranco

 

 

La colazione, che non avevamo inclusa l’abbiamo fatta:

-alla pasticceria la Canasta Av. de la Costitucion, bel locale, con molta varietà di paste e torte, ma sono un po’ disorganizzati e possono avere tempi lunghi se il locale è affollato

 

 

Mateos Bar in calle Mateos Gago, locale molto carino e tipico, colazione ottima

 

 

-Pasticceria Salt and Sugar in Barrio Santa Cruz, Calle Ximénez de Encis, un po’ cara, churros eccessivamente fritti per me, ma buona varietà e con un patio bellissimo

 

 

A cena abbiamo mangiato paella al ristorante Gusto a fianco alla Cattedrale (20 € a paella), ottima e locale molto carino

 

 

e al ristorante Casa Carmen, Calle Santander, locale moderno e raffinato con cibo ottimo, entrambi prenotati su Tripadvisor con The Fork (che consiglio)

 

 

L’altra sera rimanente, a cena, siamo andati alla Carbonería, locale un po’ imbucato in calle Cespedes, consigliato come poco turistico e alla mano e soprattutto per gli spettacoli gratuiti di flamenco. Lo spettacolo di flamenco dura mezz’ora, ce ne sono 3 a serata, partendo dalle 21.30 e merita sicuramente, quello che non consiglio è di cenare nel locale, non ci sono tapas, ma solo prosciutto, formaggio, tonno, pomodoro, tortillas, da prendere al banco, facendo fila, in quanto ci sono poche persone a preparare, si deve prendere e portare al proprio tavolo il cibo, e salumi e formaggi sono consegnati su un pezzo di carta oleata, senza neanche un piatto. Il mio consiglio quindi è di andare per lo spettacolo, arrivando un’ora o mezz’ora prima e bere qualcosa (ma comunque non c’è obbligo di consumazione), l’unico inconveniente è che se si arriva all’ultimo momento si rischia di vedere lo spettacolo in piedi.

 

 

https://casacarmenrestaurant.com/

https://gustosevilla.com/

http://lacarbonerialevies.blogspot.com/

 

Da visitare:

Oltre ai monumenti sopra citati ovviamente c’è lei, quella che per me è la regina, Plaza de Espana. Merita vederla sia di giorno che di notte e girarla in ogni suo angolo, salire sulle scale dove si vede interamente nella sua grandezza, passeggiare sui suoi ponti, magari concedersi un giro con la barca (che i miei compagni non hanno voluto fare, 6 euro 35 minuti). E godersi anche i giardini che ha attorno, il parco Maria Luisa.

 

  

 

Il Metropol Parasol detto anche Las Setas, ovvero il fungo, è bello da vedere, in Plaza de la Encarnation, una struttura moderna molto particolare in legno, ma se avete poco tempo si può fare a meno anche di salire: la vista è molto più bella dalla cattedrale.

 

 

Ma li’ sulla piazza è presente un albero gigantesco meraviglioso: ecco, la vegetazione, gli alberi e i giardini che ci sono a Siviglia, mi hanno colpito per la loro grandezza e magnificenza. Sotto all’albero abbiamo assistito a un’emozionante spettacolo di flamenco.

 

 

Il Barrio Santa Cruz è una meraviglia, tutto pedonale, stradine strette, case tipiche dai toni bianco, ocra e arancio, che sbucano spesso in piccole piazzette deliziose, e tanti negozietti

 

 

 

 

Da non perdere la nascosta Plaza de Cabildo, non lontana dalla Cattedrale, dietro Avenida de la Costitucion, molto particolare.

 

 

Avenida de la Costitucion e calle Serpes sono molto belle per passeggiare, sono le vie dello shopping ma sono anche piene di palazzi stupendi; molto carina anche calle Piacentines e le stradine attigue, alcune delle quali dedicate specificatamente alla vendita di determinati prodotti (per esempio ne abbiamo trovata, per caso,dove vendevano esclusivamente abiti da sposa e da cerimonia).

 

 

Oltre il fiume, le case colorate che si vedono sono quelle del quartiere Triana, che si raggiunge attraversando il ponte omonimo, chiamato anche ponte Isabel II, o da Puente de Santelmo, vicino Torre dell’Oro. Subito dopo il ponte Triana, si trova il Castello s. Jorge, il mercato coperto, che merita un passaggio, piazza Altozano, tutto vicinissimo, ed è piacevole passeggiare sul lungofiume di calle Betis, con le sue case colorate. Merita vedere la chiesa di Santa Ana, da cui siamo passati, e sicuramente un giro per le strade del quartiere, che non siamo riusciti a fare.

 

 

Al tramonto i colori sui palazzi sono meravigliosi, e col bel tempo merita sicuramente arrivare all’Arenal, per fare un giro lungo il Guadalquivir, scendendo anche proprio sulle rive del fiume, nei pressi di Torre dell’Oro.

 

 

In tre giorni non pieni e tre notti non siamo riusciti a vedere altro. Ma mi riprometto di tornarci a Siviglia, per me una città incantevole.

 

 

 

Il nostro tour di 3 giorni a Siviglia nel dettaglio lo trovi qui

 

Tre giorni a Siviglia

 

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Siviglia

 

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Le 10 cose che piu’ ho amato a Siviglia

 

 

Siviglia l’ho amata tutta, dal primo istante, e qui riporto le 10 cose che più mi sono piaciute, nei 3 giorni scarsi avuti a disposizione

 

1 Plaza de España

immensa e bella da togliere il fiato, ad ogni ora del giorno e della notte

 

2 il flamenco

 

all’improvviso in una piazza, in una strada, o nei locali dedicati, suoni, canto, danza che mi hanno smosso sempre un’ emozione

 

3 il Real Alcazar

Residenza reale composta da vari edifici di epoche differenti, stupendi ambienti, azulejos e giardini da favola

 

4 la città di notte

romantica, con un’illuminazione che fa risaltare ogni angolo, e le carrozze che portano in viaggio nel tempo

 

5 Plaza de toros

con le sue tonalità rosso ed ocra e le sensazioni dei toreri quando stanno per entrare ed affrontare il toro

 

6 le case giallo e ocra nel Barrio Santa Cruz

combinazione meravigliosa, ed io, con gli occhi all’insù ad ammirare la bellezza

 

7 la cattedrale

la piu’ grande cattedrale gotica del mondo, bella in ogni sua angolazione, con la Giralda che spicca, e dalla cui cima si gode un panorama superbo

 

8 le piazzette

che compaiono all’improvviso nelle vie o si nascondono, veri gioielli da ammirare

 

9 la vegetazione

lussuriosa, alberi enormi con enormi radici, alberi di aranci in ogni dove e bellissimi giardini

 

10 le tapas

deliziosi assaggi di specialità del luogo, con sapori intensi, una delizia per il palato, in localini stupendi !!

 

Questa è la mia Siviglia, ma non solo, c’è ancora tanto e molto di più..

 

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Siviglia

 

 

novembre 2019

 

 

 

Visite: 158

Genova: un giro per la città in una giornata d’autunno

 

 

 

 

🎶Ma quella faccia un po’ così
Quell’espressione un po’ così
Che abbiamo noi
Mentre guardiamo Genova
Ed ogni volta l’annusiamo
E circospetti ci muoviamo
Un po’ randagi ci sentiamo noi🎵

 

 

Il porto, i carruggi, le piazze, i rolli, le chiese..lo shopping in via XX settembre, il pranzo al mercato orientale, la casa di Colombo, il panorama dalla spianata Castelletto, la brulicante via del Campo.

E poi, gli amici genovesi, una stanza principesca.. i viaggi.. le scoperte.. le emozioni.. le sorprese

 

🎶Con quella faccia un po’ così
Quell’espressione un po’ così
Che abbiamo noi
Che abbiamo visto Genova🎵

 

In una giornata di autunno, abbiamo avuto l’occasione di visitare Genova, dove non eravamo mai stati.

Ecco il nostro giro.

 

 

 

Una giornata a Genova

Siamo arrivati alla Darsena, passeggiato per il Porto antico, passando davanti al bel Vascello Neptune, che non puo’ passare inosservato, all’Acquario, alla Città dei bambini e proseguendo fino ai Magazzini del cotone. Il tempo non era proprio sereno, ma questa passeggiata ci è piaciuta molto, e sono sicura che col bel tempo è un vero spettacolo.

 

 

Attraversando la strada verso la città, da piazza Cavour ci siamo inoltrati per i famosi carruggi, i vicoletti, abbiamo imboccato vico Mattoni Rossi, arrivando in via delle Grazie e passando per Piazza Cattaneo e da piazza Embriaci, percorrendo quelli che ci piacevano di piu’.

 

 

.. essendo il giorno di Halloween abbiamo trovato anche un bellissimo negozio pieno di zucche.

 

 

Siamo arrivati fino a Piazza Giacomo Matteotti,  dove c’è il Palazzo Ducale e proseguendo, alla bella basilica di San Lorenzo, con la caratteristica facciata a strisce bianche e nere.

 

 

Poco oltre, siamo arrivati nella grande Piazza De Ferrari, con le sue bellissime fontana, contornata da palazzi storici.

 

 

Abbiamo proseguito per via XX settembre, fermandoci a pranzo al Mercato orientale o MOG, un bel posto dove, oltre al mercato, c’è una bella area con ristoranti ai lati e spazi per mangiare al centro, e si possono gustare molte specialità tipiche Genovesi. Bel posto e cibo ottimo.

 

 

Abbiamo poi passeggiato per via Cesarea, via Freschi, fino ad arrivare a piazza Dante, dove poco oltre si trova la casa di Cristoforo Colombo

 

 

Accanto, il bellissimo il chiostro Sant’Andrea. da cui percorrendo una breve scalinatasi arriva a Porta Soprana, che ho trovato stupenda.

 

 

Da via Dante, tornati verso Piazza De Ferrari, siamo passati davanti al Teatro Carlo Felice, dirigendoci da Via Roma, in Via Assarotti, dove avevamo prenotato una camera in un Bed and Breakfast, il Morali Lux.

Riscendendo da via Assarotti, da Piazza Corvetto, abbiamo imboccato i vicoletti fino ad arrivare a piazza delle Fontane Marose

 

 

Siamo arrivati fino a Piazza Portello, dove c’è l’ascensore per salire al Belvedere Castelletto e vedere il panorama stupendo di Genova al tramonto.

Ridiscesi dal Belvedere Castelletto, ci siamo diretti in Via Garibaldi, la via dei Rolli, prestigiose dimore di nobili famiglie un tempo ed ora adibiti soprattutto ad edifici pubblici, che oltre ad essere splendidi all’esterno, abbiamo potuto ammirare attraverso le loro porte aperte gli atri interni.

 

 

Ormai si era fatto buio e molti dei vicoletti che partivano dalla via Garibaldi erano illuminati con luminarie molto particolari.

 

 

Da via Cairoli, abbiamo preso via san Siro trovandoci davanti alla porta aperta della Basilica di San Siro.

 

 

Ovviamente l’obiettivo era quello di arrivare a via del Campo, resa famosa dalla canzone di Fabrizio De Andrè, colorata, brulicante e multietnica, dove, al numero 29 rosso si trova un piccolo museo della canzone dei cantautori genovesi, che purtroppo non abbiamo potuto visitare per la tarda ora.

 

 

Percorrendola fino al fondo, siamo arrivati di nuovo su Viale Gramsci, e andando verso la Darsena, dove avevamo lasciato l’auto nel parcheggio, abbiamo fatto una piccola deviazione in via Fontane per vedere  piazza della Annunziata e, illuminata, e purtroppo solo dall’esterno, la chiesa omonima.

Il tempo è stato poco, la visita superficiale, non abbiamo potuto visitare l’interno di tanti monumenti e altri punti sicuramente interessanti, ma comunque siamo riusciti a vedere parecchie cose. Poco tempo, ma quanto è bastato per esserci fatti una bella idea di una città su cui avevo avuto pareri contrastanti, ma che io ho trovato proprio bella e particolare.

 

 

Genova, il nostro alloggio e il ristorante

Se volete alloggiare in un posto particolare a Genova, vi consiglio il bed & breakfast dove abbiamo pernottato.

Si trova nella zona residenziale di Via Assarotti, poco distante dal centro, dove si puo’ arrivare in auto, anche se ci sono un po’ di difficoltà per il parcheggio (ma c’è un garage a pagamento non distante).

 

 

Il b&b si chiama Morali Lux, è di fronte ad una bellissima chiesa, che si vede anche dalle ampie finestre, all’interno di un palazzo storico, ed ha uno stile principesco, che consente di immergersi in un’atmosfera di altri tempi, con stanze enormi (ovviamente gli arredi non sono originali ma l’effetto è assicurato). Il prezzo è ottimo per il pernottamento, e a parte puo’ essere acquistata la colazione, servita in una bella sala.

https://www.moralilux.it/

 

 

 

Li’ vicino, per cena siamo stati alla Locanda degli Artisti, bel locale raffinato a gestione famigliare, dove abbiamo mangiato benissimo ottimo cibo tipico.

 

https://locanda-degli-artisti.business.site/

 

 

Novembre 2019

 

 

 

 

 

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Ma quanto è bella Bologna!

 

 

Bologna la rossa, Bologna la grassa, Bologna la dotta, Bologna turrita, Bologna e i portici…

Per me Bologna è solo incantevole … perchè per me, Bologna, è casa.

Da quando vivo tra Bologna e Modena, ormai vado quasi piu’ di frequente a Modena che a Bologna, pur essendo Bologna la mia città natale, che amo alla follia.. e di cui non ho mai scritto ancora nulla!! Cosa che pero’ mi è venuta voglia di fare, pianificando un percorso, in occasione della visita di alcuni amici.

Adoro il centro di Bologna, girare sul “crescentone” di Piazza Maggiore, sentendomi contenuta dai palazzi che lo circondano, Palazzo d’Accursio, Palazzo del Podestà, Palazzo Re Enzo, Palazzo dei Notai, Palazzo dei Banchi.

Guardare l’immensità di San Petronio, che ha al suo interno la meridiana più lunga del mondo.

Passeggiare per le caratteristiche vie con le botteghe antiche, via Clavature, via Pescherie Vecchie, via Drapperie, ora ancor piu smaglianti, per i tanti localini e bar, che attirano i nuovi turisti, portati dai voli low cost.

Fare uno spuntino al Mercato di Mezzo con le sue specialità, e poi, passando davanti al bel Palazzo della Mercanzia, arrivare alla favolosa Piazza Santo Stefano, con le sue 7 chiese, e anche a piazza Minghetti, che con i suoi palazzi chiari, sembra un angolo di Parigi a Bologna.

E poi provare il telefono senza fili sotto il voltone del Podestà, e ammirare la statua del Nettuno.. che visto da una certa prospettiva.. è sempre eretto 🙂 !

E la casa di Lucio Dalla, in via D’Azeglio, lui che ha accompagnato la mia gioventù come un amico, con la sua sagoma alle parete, mentre suona il sax.

E le frecce medievali, che ci sono ancora sul soffitto, attaccate alle travi, sotto il portico di Corte Isolani.

E il lampione delle nascite, all’angolo di Palazzo Re Enzo, che si accende, ogni volta che negli ospedali della città nasce un bambino.

E le due Torri, il simbolo di Bologna, che svettano in fondo a via Rizzoli, dominando il centro, insieme alle tante altre, che si vedono attorno, che hanno avvalso a Bologna il nome de “La turrita!.

E la Sala Borsa, bellissima biblioteca e piazza coperta, con i suoi scavi sotto il pavimento di cristallo, testimonianze di antiche civiltà.

E la finestra di Via Piella, che si apre su un canale e ricorda un passato fatto di acque che attraversavano la città, poi coperte, e il lavatoio degli animali, tappa obbligata prima della vendita, poco distante e conosciuto.

Poi la piazzola, il mio mercato del cuore, il venerdi’ e il sabato, e il pincio della Montagnola; e la stazione lì vicino, e il triste ricordo in un muro deflagrato, della strage del 2 agosto.

E tutto intorno alla città, quel che rimane delle antiche mura e chilometri e chilometri di portici, che a Bologna non ti bagni se poi piove!

E il santuario di San Luca, che quando arrivo dall’autostrada, lo vedo in lontananza.. E per me significa che sono arrivata a casa.

 

 

Bologna e le 3 T, Torri, Tortellini e Tette… tutte da sperimentare 🙂

Bologna e il cibo buono: i tortellini, in brodo o alla panna, mai al ragù, che non esistono a Bologna; le tagliatelle, quelle sì, al ragù, quello bolognese, che deve bollire ore e ore…e le lasagne, caposaldo della tradizione. E poi le tigelle e le crescentine fritte, da mangiare con gli affettati, i formaggi e i salumi; e sua maestà, la mortadella, che nelle altre regione ha assunto il nome della città, la Bologna :). In pochi la conoscono, la cotoletta alla bolognese, ricca e impegnativa, carne impanata con sopra aggiunta di prosciutto crudo e formaggio; e il friggione, tanta cipolla bianca e pomodoro, lasciati a cuocere a lungo…

 

 

E poi che dire, del suono simpatico della parlata bolognese, che già Dante la elogio’ ai tempi suoi???

 

 

Perchè poi siamo buffi eh..

“Altro?: Tipica espressione del droghiere, quando ti prepara l’etto di mortadella che gli hai richiesto. “Altro?” sta a significare “Occorre qualcos’altro?”.  Nel caso in cui non occorra nient’altro, basta rispondere “Altro”, oppure si prosegue con l’altro da ordinare 

Mi dai il tiro? Questo modo di dire tutto bolognese significa “spingi il pulsante per aprire la porta”,  che noi diciamo semplicemente con un’unica parola: “tiro”.  Se trovate vicino alle porte delle case un pulsante con su scritto “TIRO”,  adesso sapete cos’è

Il rusco. Il rusco per il bolognese è la spazzatura, l’immondizia. “Lo butto nel rusco” o “vado a portare giu’ il rusco”, sono le nostre classiche espressioni, cosi’ di uso comune che tanti bolognesi credono che il rusco sia una parola della lingua italiana

Il cinno. Dicasi cinno il ragazzino dai 5 ai 17 anni, più o meno. Per i tipi più scombinati viene usato anche il termine “cinnazzo”

L’umarell. Il termine “Umarell” indica, un signore di una certa età in pensione, che deve trovare il modo di impiegare il proprio tempo. L’umarell per eccellenza è quello che guarda, con le mani rigorosamente incrociate dietro la schiena, i cantieri, criticando tutto quello che viene fatto

Soccia. “Soccia” è un intercalare molto usato a Bologna.Soccia che storia!”Soccia che bello” “Socmel che du maron!!” (espressione tipica del bolognese quando si è stancato). Si dice “Soccia” come esclamazione di stupore anche se letteralmente sarebbe un incitamento alla fellatio, ma come intercalare non ha alcun riferimento all’atto sessuale .

 

E per chi volesse approfondire

http://www.bolognanelcuore.info/modules.php?name=Bolognese&file=index

 

E ora..andiamo in giro per Bologna!

 

Visitare il centro di Bologna: un percorso per vedere le cose principali e caratteristiche in poche ore o in una giornata

 

 

Per iniziare il tour di Bologna, propongo di parcheggiare al garage dell’autostazione, in modo da uscire a fianco al Pincio della Montagnola ed avere davanti la bellissima scalinata bianca (o per chi arriva dalla stazione, attraversando la strada con pochi passi ce la si ritrova di fronte).

 

 

Prima di arrivare alla Montagnola, si possono vedere i resti del castello di Porta Galliera, risalente al 1300, che contrastano col bianco della scalinata. Di fronte, piazza XX settembre, con un bel parchetto, e Porta Galliera, con il suo ponte levatoio, sul fossato ormai secco del torrente d’Aposa, e due fontane con fauni in bronzo, in stile liberty.

 

 

La strada su cui ci si trova è via Indipendenza, dove iniziano i portici, che, dopo il primo tratto, all’incrocio con via Irnerio, diventa la via del passeggio e dello shopping e pedonale. All’altezza del numero 44, sulla destra, si incontra l’Arena del Sole, il teatro piu’ importante della città, e quasi di fronte si trova piazza VIII agosto, dove il venerdì e il sabato si svolge il tradizionale grande mercato cittadino, chiamato La Piazzola.

La strada perpendicolare successiva che si incontra si chiama via Augusto Righi; imboccandola sulla sinistra, si trova dopo poco, sulla destra un’apertura sul Guazzatoio: uno scivolo che porta ad uno dei canali non sotterrati, che attorno al 1200 era destinato al lavaggio degli animali prima di essere portati in piazza VIII agosto per la vendita.

 

 

Il centro di Bologna è attraversato dal torrente Aposa e da un sistema di canali, che a partire dal 1500 iniziarono ad essere ricoperti, per motivi di salute pubblica e per conquistare spazi edificabili. Pochi metri avanti dal Guazzatoio, si trova sulla sinistra via Piella, dove si puo’ vedere una finestrella sul muro, che si puo’ aprire, mostrando uno spettacolo meraviglioso della Bologna che fu, nel periodo medievale e rinascimentale: le case colorate sul canale delle Moline, l’unico a non essere stato coperto, lascia senza fiato.

 

 

Ritornando sulla via Indipendenza, e ripercorrendola fin verso la fine, sulla sinistra si trova il Duomo di Bologna (che non è, come da molti creduto, la chiesa di San Petronio) la chiesa di San Pietro. Di fronte, sopra all’attuale negozio H&M, c’è una bella terrazza liberty, di quella che una volta era una sala da ballo.

Pochi passi ancora e si arriva in pieno centro: abbiamo davanti la Piazza del Nettuno, con la fontana della famosa statua omonima, che noi chiamiamo anche “il Gigante”, che ci da le spalle. Spostandosi sul lato destro, si puo’ cercare il punto in cui, per uno strano gioco del Giambologna, lo scultore che la costrui’, con il dito della mano sinistra, che spunta dal basso ventre della statua, mostra …l’erezione del Nettuno! Pare che al Giambologna fosse stato proibito dalla chiesa, di realizzare il Nettuno con i genitali piu’ grandi ma che lo scultore non avesse desistito studiando questa escamotage!

 

 

Sulla destra della fontana, troviamo il lungo Palazzo d’Accursio e l’ingresso alla Sala Borsa, una bellissima piazza coperta, dove si trovano scavi archeologici, resti di edifici pubblici e religiosi, visibili grazie ad una passerella aperta al pubblico e al pavimento di cristallo.

Di fronte, c’è palazzo Re Enzo, al cui angolo si puo’ vedere il lampione delle nascite, un lampione collegato alle sale parto degli ospedali della città, che si accende ad ogni nascita. Si puo’ entrare nel cortiletto del palazzo, salire le scale, e in occasione dei molteplici eventi che si tengono, vedere anche le belle sale. Uscendo, ci si puo’ infilare nel voltone del Podestà e provare il telegrafo senza fili: mettendosi in 2, agli angoli opposti del voltone e sussurando appena qualcosa a bassa voce, ci si puo’ sentire alla perfezione.

 

 

Dal voltone si puo’ uscire sulla splendida Piazza Maggiore, dove troviamo il crescentone, il pavimento rialzato della piazza, sulla quale dà l’immensa basilica di San Petronio, che doveva essere piu’ grande di San Pietro, ma che per evitare questo dovette essere lasciata incompiuta.

 

 

Andando al suo interno, l’impressione della sua imponenza è confermata, e si puo’ vedere anche la meridiana piu’ lunga del mondo.

 

 

Sugli altri lati della piazza, 4 bellissimi palazzi: Palazzo D’Accursio (o Comunale) con la sua Torre dell’orologio, Palazzo dei Banchi, Palazzo del Podestà (di fronte a San Petronio), Palazzo dei Notai (a fianco a San Petronio).

 

bologna piazza maggiore

 

Sulla destra di San Petronio si trova via D’Azeglio, strada elegante dove, all’altezza di Piazza dei Celestini c’è la casa di Lucio Dalla: si riconosce dalla sagoma del cantante che suona il sax, disegnata sulla parete rossa.

Da Piazza Maggiore, andando verso Palazzo dei Banchi, si puo’ imboccare via Clavature, dove si trova anche la chiesa di Santa Maria della vita, con il famoso Compianto del Cristo morto di Nicolo’ Dall’Arca, e tanti bei localini, da cena, pranzo o aperetivo.

 

 

Andando verso destra, passando per le strette tipiche stradine, si arriva a Piazza Minghetti, dove domina la facciata bianca del palazzo delle Poste, su un giardinetto, che ricorda il fascino di una piazzetta parigina.

Tornando da via Castiglione, chi avesse tempo, ci si puo’ fermare al Museo della storia di Bologna, che è veramente bello e interessante e dove spesso si possono fare anche esperienze in 3d sulla Bologna medievale, con volo anche dalle torri, che è veramente uno spettacolo pazzesco e adrenalinico (ma non adatto per chi soffre di vertigini, io pensavo di morire!!).

 

 

Riprendendo poi via Clavature dall’estremo opposto, si puo’ poi imboccare via Drapperie e poi via Pescherie vecchie, per vedere le stradine incantevoli medievali, con le antiche botteghe ancora utilizzate per il mercato, (al mattino).

Proseguiamo nella direzione opposta a Piazza Maggiore, per arrivare a Piazza della Mercanzia, con il suo bellissimo omonimo palazzo.

 

 

Andando verso via Santo Stefano, si giunge nella piazza che ospita il meraviglioso complesso delle 7 chiese, e indubbiamente da non perdere una visita all’interno.

 

 

Da Piazza Santo Stefano si puo’ tagliare per Corte Isolani, con i suoi eleganti ristoranti e negozi, per arrivare, nella parte opposta, sotto il portico delle tre frecce, piantate nel soffitto a travi.

 

 

Si puo’ proseguire in Strada Maggiore, e arrivare, con una passeggiata lungo i portici, sotto alle due Torri, Garisenda e Asinelli.

 

 

Volendo si puo’ salire sulla torre piu’ alta, la torre degli Asinelli, 97 metri d’altezza ed una gradinata interna di 498 gradini, se si è pronti a fare i tanti scalini: dalla cima il panorama con i tetti rossi della città è unico.

 

 

Dalla piazza delle 2 torri, Piazza di Porta Ravegnana, si puo’ iniziare il ritorno verso il parcheggio, per Via Zamboni,  per avere un assaggio della zona Universitaria, fino a via Augusto Righi, per poi salire, da Piazza VIII agosto, sulla Montagnola, e vedere il bel giardino circolare che domina la città, fino ad arrivare nuovamente alla scalinata del Pincio e al parcheggio dell’autostazione.

 

 

Bologna è uno spettacolo!!

 

 

 

Bologna: un giro a Fico

 

 

FICO, che sta per Fabbrica Italiana Contadini, è un grande parco dedicato al settore agroalimentare e gastronomico, il più grande del mondo, si dice.

E’ stato inaugurato nel 2017, in una struttura veramente spettacolare, su una superficie di 10 ettari.

Venire a Bologna appositamente per vedere FICO non credo valga la pena. Ma venendo a Bologna per una gita, puo’ valere la pena fare una puntata a FICO, considerando che l’entrata è gratuita. Anche solo per vedere la bella struttura o farsi un giro al coperto, per un caffè o un gelato.

In realtà FICO non ha molto a che vedere con la fabbrica “contadina” di cui è composto il nome, se ci si immagina di trovare solo piccole realtà, non è cosi’: molti dei negozi presenti sono grandi aziende, Venchi, Carpigiani, Granarolo, Lavazza, Balocco, ecc. di cui troviamo prodotti in tutti i supermercati in Italia, alcuni altri realtà piu’ locali e specializzate, e sono presenti anche negozi fuori tema, come librerie, negozi di cosmesi, di biciclette e perfino un parrucchiere!

All’esterno, una parte della struttura è dedicata alla fattoria agroalimentare, dove sono presenti gli animali da poter ammirare, per tutti i bambini che, al giorno d’oggi, magari non hanno mai visto gli allevamenti nelle campagne o nelle stalle.

 

 

Bambini e ragazzi possono partecipare anche a percorsi tematici educativi e giostre multimediali, a pagamento, per illustrare il rapporto tra l’uomo e i diversi elementi naturali, laboratori creativi, corsi guidati dai Maestri Artigiani e visite guidate, con educatori, alle filiere agroalimentari, che vengono proposti anche alle scuole, .

Sono presenti, inoltre, spazi per l’intrattenimento, come un campo di sabbia, un minigolf, playground, e anche biciclette gratuite per girare il parco (che non è cosi’ grande da renderle necessarie, ma puo’ essere un diversivo per i bambini piu’ grandi).

 

 

Alcune fabbriche invece propongono workshop sulla lavorazione delle materie prime o la creazione dei prodotti tipici, corsi di cucina specifici, sulla sfoglia, sulla frittura, per esempio, ma occorre informarsi sul calendario dei corsi e degli eventi qui https://www.eatalyworld.it/it/eventi-bologna.

Ovviamente ci sono tanti ristoranti: tematici, regionali, locali- osterie e pizzerie tipici presenti a Bologna e che hanno aperto anche a Fico-, senza glutine, birrerie, gelaterie e chioschetti dove si puo’ acquistare street food. I prezzi sono abbastanza alti ovunque, quindi preparatevi, ma del resto per stare in una struttura simile, i costi devono essere notevoli.

Non mancano le possibilità di shopping, nel grande market, nelle botteghe gastronomiche dei vari produttori o nei negozi dei fornitori di prodotti per la casa o per la cucina (Guzzini, Alessi, Whirpool, Tvs, ecc.)

Insomma, difficile uscire senza comprare o consumare nulla. Ma se nei weekend si puo’ trovare un po’ di gente, durante la settimana l’afflusso è abbastanza scarso e anche le iniziative. Insomma le proposte sono tante ma occorre informarsi preventivamente, volendo partecipare o vedere qualcosa di particolare.

In ultimo, per arrivare a Fico, che resta in una zona un po’ decentrata, sono stati istituiti appositi bus dal centro o dalla stazione e dall’aeroporto, i FICOBUS di TPER . In alternativa è presente un bel parcheggio davanti alla struttura, ma ricordate di annotare dove lasciate l’auto!!

E allora, buon giro a Fico!

https://www.eatalyworld.it/it/

 

 

 

 

Link interessanti:

https://www.theguardian.com/travel/2017/oct/21/bologna-italy-city-guide-best-bars-restaurants-hotels-museums-art

https://www.theguardian.com/travel/2019/oct/28/bologna-italy-locals-guide-top-10-tips-lgbt-restaurants-mussolini-trekking

 

Ottobre 2019

 

foto di Patty

 

 

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Viaggiare con ragazzi adolescenti

 

 

E’  possibile viaggiare, aggiungo, felicemente, o quantomeno in pace, con figli adolescenti, ovvero, dagli 11 ai .. 17 anni, o fintanto che si riesce a portarli con sé??

Per la mia seppur breve esperienza, credo che occorrano 3 cose: educazione al viaggio, alcuni accorgimenti, e anche c..o, ovvero fortuna!

L’adolescenza è un periodo difficile per tutti, sia per chi lo vive, che sta affrontando una trasformazione e deve mettere alla prova se stesso e il mondo (e i genitori soprattutto) sia per chi ..la subisce, ovvero la famiglia! Che vede tramutare il piccolo dolce cucciolo di casa in un qualcosa che spesso non riconosce, che si rivolta come un serpente, che si comporta come un indemoniato, che vuol fare cose per noi senza senso e turpi, e che non ci aspettiamo.

Abituare fin da piccoli i bambini a viaggiare, sicuramente è d’aiuto, perché, nonostante venga spezzata la loro vita routinaria, in favore di qualcosa di sconosciuto, e vengano staccati dai loro riferimenti per un po’ di tempo, possono imparare che l’incognito puo’ anche essere piacevole, divertente e interessante. Si puo’ cosi’ alimentare la curiosità, che è sempre una sensazione vitale.

E’ questo che intendo con “educare” al viaggio: sviluppare lo spirito di adattamento e la curiosità per il nuovo.

 

 

E’ ovvio che sopraggiunta la fatidica età, per istinto di ribellione, possano essere scocciati di lasciare casa, amici, luoghi frequentati, o semplicemente vorrebbero restare perché si divertono di piu’ con le loro abitudini e nel loro conosciuto. Possono manifestare più di un bambino piccolo, che lo si puo’ distrarre meglio, il loro dissenso, e fare ostruzionismo a partenze o movimenti. Con musi, mutismi e rispostacce, che, almeno a me, a volte mi fan scattare ferocemente i nervi: sembra che ci vogliano far pagare caro il fatto di strapparli alle loro “cose”.

 

 

Ecco che qui l’educazione al viaggio serve anche a noi, nel senso che, visto che siamo messi alla prova nella nostra capacità di mettere confini, non dobbiamo mollare ai loro capricci di adolescenti, come non dovevamo mollare quando erano bambini. Cercare di ascoltare,  mediare e dialogare, pur mantenendo la fermezza, sarebbe sempre la cosa migliore. Cosa che io lascio fare al padre, che è piu’ bravo di me :).

 

 

Eppure diventa importante farli ricredere, questi ragazzi, dimostrare loro che li conosciamo e sappiamo anche quali sono le cose che piacciono a loro, per conquistare ancora un po’ di fiducia. Devono sentirsi compresi anche per quello che non dicono.

E qui entrano in ballo gli accorgimenti che possono aiutare. Posso parlare di quelli che per me si sono dimostrati efficaci durante viaggi e vacanze.

 

 

Intanto la scelta della meta, che deve essere possibilmente attraente anche per l’adolescente. Una meta desiderata oppure qualcosa che immaginiamo possa sorprendere, stupire, (che noi possiamo supporre che piacerà, anche se lui/lei non dimostra interesse o snobba, perché non conoscendo non puo’ immaginare) e destare curiosità.

Come?

Parlando della meta e delle attività entusiasmanti che lo aspettano, facendo mettere in moto la sua immaginazione.

Incontreremo comunque sguardi di sufficienza, diffidenza, risposte disinteressate o arroganti, ma intanto abbiamo gettato un semino.

 

 

Scegliendo accuratamente i posti dove fermarsi e gli alloggi, che dovrebbero essere almeno un pò intriganti o particolari.

 

 

Coinvolgendo nella preparazione del viaggio, mostrando foto delle località che si visiteranno, parlando di luoghi, di episodi accaduti, vedendo film inerenti la meta, cercando qualche aggancio con qualcosa che conoscono o a cui sono interessati. In questo modo è possibile che si carichino un minimo, e che affrontino meglio tutto il resto.

 

 

Nel corso del viaggio è importante  poi prevedere tappe con attività che si immagina possano piacere o essere interessanti o divertenti per  l’adolescente: l’uso di mezzi di trasporto particolari, barca, tuc tuc, auto d’epoca, hip on hip off bus, cavallo, calesse, bicicletta, risciò, seggiovia, funivia o simili; attività adrenaliniche: percorsi avventura, zip line, battute di pesca, parchi giochi tematici o acquatici, salite su grattacieli; visite a mostre o musei interattivi, mercatini, negozi o quartieri particolari, luoghi con animali.

 

 

Altra cosa, che ho visto essere saliente, è avvisare in anticipo, quando si sa che può esserci qualcosa di non gradito. In questo modo eventuali rimostranze, vengono fuori subito e al momento di affrontare la cosa sgradita sono preparati e magari si lamentano meno e si possono organizzare per tenersi impegnati o cercare di affrontare la cosa in maniera diversa.

Durante un viaggio poi, può accadere che ci siano tempi morti o momenti noiosi per loro, o anche semplicemente momenti di relax: è importante stimolarli a cercare intrattenimenti da portare come passatempo (e-reader, libri, musica, giochi, carte, parole crociate, ecc. -es per i lunghi viaggi in auto, che odia, mia figlia si organizza ascoltando musica o leggendo e-book).

 

 

Ultima cosa, ma non meno importante, è il fatto di cogliere l’opportunità di trascorrere del tempo col padre, che è una figura di fondamentale rilevanza, soprattutto in questa fase. Di riferimento, di autorità, di confronto, che mette i confini, che trasmette insegnamenti e valori, che media e che puo’ placare i conflitti con la figura materna.  Tempo di qualità, che puo’ essere disponibile in vacanza, da utilizzare per fare delle cose insieme, e, per il genitore, per conoscere il nuovo essere che sta diventando il figlio.

 

 

Detto questo, bisogna comunque mettere in conto che ci saranno sempre momenti in cui l’adolescente si lamenta, dice che si annoia, si ammutolisce; momenti in cui non va bene niente, che non gli va di  fare quello quello che abbiamo programmato, momenti in cui esplode la rabbia, da ambo le parti.  E’ tipico di questa fase, succede in viaggio come a casa. Fortunatamente, proprio perché si è in vacanza, può passare prima, basta trovare un motivo di entusiasmo, come vedere un qualcosa di bello, fare qualcosa di interessante, distrarsi dal conflitto. E ricordare che loro sono gli adolescenti, e noi gli adulti.

 

 

agosto 2019

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Miami Beach, Florida

 

 

Col bus 120 arriviamo da Miami Downtown a Miami South Beach, passando per il lungo ponte, che collega la terraferma alla striscia di terra che si trova di fronte a Miami. Il bus percorre gran parte di Miami beach e quindi diventa anche un giro panoramico, e ha una fermata proprio davanti al National Hotel che ho prenotato, sulla elegante Collins Avenue, a pochi passi dalla famosa Ocean Drive, il lungomare di palme davanti all’Oceano, ricco di locali, boutique, alberghi ed edifici in stile art deco’.

 

      

Il National Hotel, uno dei primi hotel di South Beach, costruito nel 1939, svetta alto nel cielo e ci si presenta davanti in tutta la sua maestosità ed eleganza

 

 

Perfettamente ristrutturato e mantenuto, alloggiare in questo hotel è stato come stare in un museo dell’art deco’, con un’atmosfera unica, dovuta a tutti i particolari ricercati, che ti rimandano indietro nel tempo, con un’eccellente servizio. E’ stata una vera sorpresa e ha superato di gran lunga le mie aspettative.

 

 

La scelta è ricaduta su questo hotel, dopo che avevo inizialmente prenotato un altro albergo sulla Ocean Drive, ma che ho scoperto in seguito essere stato oggetto di una puntata della trasmissione Hotel da incubo!! Il Penguin hotel, ristrutturato di recente e con buone recensioni, è veramente in ottima posizione vista mare, ma per non non rischiare di avere qualche lamentela, ho provveduto a cancellare all’ultimo momento la prenotazione, anche per non lasciare Miami con una brutta ultima impressione. E comunque la differenza di prezzo non era poi cosi’ pazzesca (con una bella offerta Orbitz), per quanto invece la differenza di stile! Consiglierei il National hotel mille volte!!

 

 

Il National Hotel l’ho scelto principalmente per la sua  stretta ma lunga piscina, 62 metri, (in verità ce ne sono due di piscine) inserita in un meraviglioso giardino con piante tropicali.

 

 

Oltre a bellissime aree relax, ha ingresso diretto sulla spiaggia, dove si puo’ usufruire anche delle loro tende per l’ombra.

 

 

Entriamo nell’hotel e siamo invasi da un profumo buono e intenso. Tutt’ intorno, nella hall, quadri in bianco e nero di attori e personaggi famosi che sono stati ospitati, e un biliardo. Mobili scuri, lucidi, un pianoforte, ed oggetti eleganti come soprammobili. Il bagno ha le pareti disegnate come il mantello di un tigre.

 

 

Sulla porta dell’ascensore è disegnato un abito che si divide in due all’apertura. Vicino all’ascensore un vecchio apparecchio telefonico a rotelle.

 

 

In camera, ci attendono sul letto bellissime coperte maculate. Molto kitch, ok, ma nell’insieme stanno benissimo. Sembra di essere in un film anni 40. Mi aspetto quasi nella hall di vedere il pianista e che qualcuno gli dica “Play it again Sam!”  ah ah ah 🙂 ( cit. film Casablanca)

 

 

Andiamo subito a tuffarci in piscina, a fare un bagno, uno dei tanti che ci aspettano in queste 2 giornate.

Per cena andiamo all’11th street Diner, sulla undicesima strada appunto, molto particolare perchè è un enorme food truck color metallo, tipico americano, che ricorda al suo interno i ristoranti che si vedono nei film anni 50, con le poltrone rosse, stile American Graffiti, con cibo ottimo, hamburger veramente eccezionali. Per arrivarci percorriamo un lungo tratto della Collins Avenue e poi prendiamo la 11st steet, in direzione Washington Avenue.

Dopo cena andiamo verso la vivacissima e latina Espaniola Way, e capisco come mai si chiama cosi’, con i suoi tipici edifici mediterranei e ristoranti italiani: di nuovo un posto molto diverso da tutti gli altri, qui a Miami!!

 

 

Non possiamo mancare la passeggiata sulla Ocean Drive, la via del passeggio nell’Art Déco Historic Districts,  per ammirare oltre ai famosi edifici anni 30, con facciate bianche e color pastello, anche le persone che la popolano e le auto che circolano!!! Passiamo di fronte alla famosa Villa Casaurina, in passato casa di Versace, ora un boutique hotel, ma l’edificio che piu’ mi è piaciuto è il Betsy hotel, in uno stile che ti riporta proprio indietro in quegli anni.

 

 

Torniamo verso il National Hotel, la lunga piscina è illuminata con luci colorate che si alternano, ed è una meraviglia. Io e Giada decidiamo di fare un bagno notturno, anche se sono già le 23, la piscina è aperta e vuota, non possiamo perderci una simile occasione! Ci infiliamo il costume e ci buttiamo in acqua sotto il cielo stellato e le palme attorno, con le luci colorate che illuminano i nostri visi, sorridenti e contenti per tanta bellezza. Nuotiamo e ci fermiamo a guardare, chiacchieriamo, complici, e ci godiamo momento per momento quel lungo bagno… non vorremmo piu’ uscire da quell’acqua tiepida, e non vorremmo che finisse mai, questa serata.

 

 

La mattina dopo, mi alzo di buon ora per passeggiare sulla spiaggia di Miami Beach, mentre la famiglia dorme ancora. Vedo le persone correre o passeggiare sui vialetti con le palme che portano al mare, proprio come nel mio immaginario.

 

Sulla spiaggia di Miami, enorme e vuota, spiccano le cabine con i colori colori vivaci delle cabine dei Lifeguards, ancora disabitate e illuminate dalle prime luci del giorno.

 

 

Il mare purtroppo non è bellissimo, ci sono un po’ di alghe e i temporali degli ultimi giorni l’hanno reso un po’ mosso. Non è facile a Miami trovare il bel mare cristallino che si vede in certe foto.

 

 

Guardo gli hotel che si affacciano su questa spiaggia, quelli piu’ moderni e quelli d’epoca e il mare infinito, ed è veramente uno spettacolo che non mi aspettavo.

Ritorno indietro dalla mia passeggiata sulla spiaggia per il Lummus park e costeggio Ocean drive con il sole del mattino. Vado a svegliare la famiglia e andiamo a far colazione di fronte al nostro hotel, senza saperlo siamo di fronte a Rosetta Bakery, una famosa pasticceria italiana, ottime brioche, cappuccino, succo a piu’ di 30 dollari! Ma del resto, qui questi sono i prezzi.

 

 

Mentre marito e figlia tornano in hotel a prepararsi, io vado ancora in giro, vado a vedere la Lincoln Road, che diventa piacevolmente pedonale ed è piena di negozi..pieni di saldi..peccato proprio aver poco tempo!!

Ma la nostra bella piscina ci aspetta ancora, dopo il check in possiamo restare fino alla partenza e oggi vogliamo prenderci una giornata di relax, riposarci e godercela tutta, sulla spiaggia fa troppo caldo e quella è un’oasi troppa bella..

 

 

Per le 19 prendiamo l’autobus 150 per l’aeroporto, che ferma proprio davanti al nostro hotel. Nell’attesa mi guardo ancora intorno e passeggio un pò, l’atmosfera di South Beach mi incanta proprio..

 

 

In poco meno di mezz’ora siamo all’aeroporto, come sempre ho un peso al cuore.. non solo perchè le nostre vacanze sono terminate, ma perchè anche di Miami ho adorato tutte le sue mille sfaccettature.

E so già che ci vorrei tornare.

 

 

Intanto, anche quest’anno (perchè sono solita a queste “coincidenze), il caso ha voluto che uscisse una canzone, che descrive tante delle mie sensazioni vissute a Miami..

 

 

 

 

Luglio 2019

 

 

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Florida, USA

 

 

 

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Wynwood walls a Miami

  

 

A pochi minuti dal centro di Miami, si trova il Wynwood walls, esattamente al 2520 NW 2nd AveMiami, FL 33127-4306, dove sono esposte opere meravigliose di street art, murales, graffiti, e altre opere particolari, all’interno di quello che è diventato il piu’ grande street art museum del mondo, che fa parte del Wynwood art district, nell’omonimo quartiere.

 

 

Il quartiere, che è stato riqualificato alla fine degli anni 2000, era un’area industriale in decadenza e non raccomandabile, abitato principalmente da portoricani. Ora è un magnifico museo a cielo aperto e gratuito. Perfino i parchimetri sono decorati.

 

 

Arrivando nel quartiere, tutt’intorno, sui muri, vi possono scorgere murales, anche enormi, che ti catturano: vale la pena passeggiare e lasciarsi entusiasmare da tanta bellezza.

 

 

Il Wynwood walls è uno spazio dove ci sono, oltre a graffiti e murales, gallerie d’arte con riproduzioni bellissime di famosi artisti che le hanno dipinte in diverse parti del mondo, e altre opere di estrema originalità.

 

 

Appena arrivati eravamo estasiati da tutti quei colori!

 

 

Io sono rimasta incantata dalla creatività che avevo davanti agli occhi!

 

 

Ovviamente le foto qui si sono sprecate 🙂

 

 

Nelle gallerie la creatività dà il suo massimo

 

 

 

Alcune riproduzioni sono state un colpo al cuore, come quella di Gandhi e Madre Teresa, o di Nelson Mandela.

 

 

Alcune sono un colpo allo stomaco.

 

 

Alcune sono divertenti

 

 

Mi sono piaciute in particolar modo quelle di Eduard Kobra, artista brasiliano,che dipinge con colori sgargianti e grafiche geometriche e caleidoscopiche, dando l’illusione del 3d, ispirandosi anche a personaggi della politica, della cultura, della musica e aggiungendo la sua interpretazione personale.

 

 

I suoi murales si trovano in parecchie città del mondo, anche a Roma ha disegnato il volto di Malala Yousafzai, studentessa pakistana, all’esterno del MAAM, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Roma di via Prenestina (al 913), e perfino sulle Alpi Apuane, dove ha disegnato un David di Michelangelo in mezzo al bianco di una cava di marmo.

Le sue opere trasmettono veramente potenti emozioni, alcune mi hanno fatto venire i brividi.  Qui il suo profilo instagramm https://www.instagram.com/kobrastreetart/?hl=it

 

 

Cosa c’è di piu’ bello per una ragazza che fa l‘Istituto d’arte che vedere un museo del genere?

 

 

Lascio parlare alcune immagini, difficile poter esprimere a parole ciò che le opere trasmettono.

La foto sotto rappresenta come mi sentivo al termine della visita.

 

 

Gratitude.

 

 

luglio 2019

 

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Florida, USA

 

 

 

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Intervista di Rolling Pandas a Un’anima in viaggio

 

 

Oggi Alice di Rolling Pandas, portale Italiano di viaggi online, mi ha contattato per farmi qualche domanda sul mio blog. 

 

Mi ha chiesto come è nato il blog Un’anima in viaggio, quale sia per me il  significato del viaggio, come organizzo generalmente i miei viaggi e quali sono stati i miei preferiti.

 

Mi ha domandato anche, visto che ho una figlia adolescente, quali accorgimenti adotto nell’organizzazione dei viaggi e come conciliamo le nostre esigenze.

 

L’intervista completa si può leggere nel Blog dei Panda, insieme a quelle di altri viaggiatori, o direttamente a questo link!

 

Grazie Alice, riflettere e fare un punto della situazione è sempre utile!!

 

Racconti in valigia: il viaggio è una metafora della vita e la vita stessa è un viaggio

 

 

 

 

19 agosto 2019

 

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Exuma: vedere i maialini nuotare a Pig beach (swimming pigs)

 

 

Una delle cose che contraddistingue Exuma sono i famosi swimming pigs, i maialini che nuotano in un meraviglioso mare a Big Major Cay, altrimenti chiamata Pig Island!

Da quando ho visto una foto che li ritraeva, ho avuto il desiderio di andare in quest’isola, soprattutto perchè questi maialini nuotavano in un mare da favola!

Quindi, per nostro terzo giorno ad Exuma, facciamo l’escursione a Exuma Cays, che comprende anche la visita a  Pig Beach, a Big Major Cay ,l’isola degli swimming pigs.

Avevo prenotato l’escursione qualche settimana prima contattando Robert’s Adventure  (costi e dettagli qui ) via mail. che mi ha mandato la conferma la sera precedente, e le coordinate per raggiungere il luogo di partenza (la partenza è dall‘estremo nord dell’isola, si puo’ raggiungere in autonomia, avendo uno sconto sulla quota, o farsi venire a prendere).
L’escursione è molto costosa, 180 usd a persona, escluso il pranzo (che è possibile anche portarsi da casa) e la possibilità di nuotare con gli squali nutrice (10 usd a persona).

Partiamo da casa nostra con parecchio anticipo, occorrono circa 40 minuti per raggiungere il punto d’imbarcoBarraterre. Sul piccolo molo stanno preparando le barche per il tour, c’è anche un banchetto di souvenir, che stanno allestendo, e un post office (con bagno pubblico accanto), nel minuscolo paesino di case colorate.

Saliamo sulla nostra barca, siamo solo in 9, e si parte!! Ovviamente fremiamo di entusiasmo, non vediamo l’ora di fare il bagno con i famosi maialini nuotatori!!

 

 

 

Dopo essere passati dalle isole delle celebrità, esserci fermati a Leaf cay, l’isola delle iguane, aver visto Thunderball grotto, la grotta di 007 (dettagli e foto dell’escursione qui al giorno 3),  finalmente ci avviciniamo ad una spiaggetta con poche barche..e cominciamo a vederli, loro, la cui immagine ho fin da subito associato ad Exuma, e uno dei motivi che ha acceso il mio desiderio di venire in questa isola straordinaria e che l’ha resa attraente anche a mia figlia: i maialini nuotatori!!

 

 

Il capitano fa un verso e alcuni di loro iniziano a nuotare verso di noi. Sanno che ricevono qualcosa da mangiare e arrivano con le loro facce simpatiche!

 

 

 

Li accompagnano degli enormi gabbiani con cui si contendono il cibo.

 

 

Scendiamo dalla barca, ci dicono di alzare le mani se si avvicinano troppo e abbiamo paura (per mostrare che non abbiamo cibo). di non baciarli (!!!) o toccarli troppo. Alcuni sono tutt’altro che maialini!!

 

 

Prima con un po’ di timore, poi prendendo confidenza ci avviciniamo a questi musi bellissimi. Si vede che stanno bene, penso che stare in un posto cosi’ anzichè in una porcilaia non sia proprio male!

 

  

 

Sono tanti, piccoli, grandi, hanno un tetto dove proteggersi, acqua, si vede che qualcuno li cura.

I maialini non sono nativi dell’isola. Alcuni dicono che siano stati lasciati da marinai, non si sa per quale motivo, che dovevano tornare a prenderli, in quanto costituivano le loro provviste, ma che non sono mai più andati, altri dicono che abbiano nuotato fino a lì, dopo il naufragio della barca su cui venivano trasportati.. Insomma, comunque sono diventati una grande attrattiva per i turisti, perchè sono bellissimi e tenerissimi e io credo che in questo paradiso stiano meglio che in una porcilaia, hanno il loro posto all’ombra, acqua, cibo e vengono coccolati da chiunque sbarchi sull’isola..anzi..voglio essere uno di quei maialiniiiii!!

 

 

Alcuni sono diventati amici dei marinari che li hanno quasi addomesticati e infatti uno in particolare, ci dicono che possiamo toccarlo, ma io ho un pò timore, figuriamoci mia figlia! Però il capitano mi dice che è molto “friendly”, si è sdraiato proprio vicino a me.. allora mi avvicino e lo accarezzo pianissimo..

 

 

Ha il pelo ispido, è un maialone più che un maialino, ma è comunque adorabile!!

I piccoli sono fantastici, quelli con i pois neri tenerissimi e i miei preferiti!!

 

 

Ci facciamo le foto di rito e a malincuore lasciamo queste deliziose creature..nel loro paradiso

 

swimming pigs exuma

 

Ho realizzato il mio sogno di fare il bagno con i maialini!!!

Una gioia immensa!

 

swimming pigs exuma

 

 

 

attenzione: viene venduta anche un’altra escursione ad Exuma Point dai proprietari del ristorante Exuma Point Bar Grill, aperto solo il sabato e la domenica (ad ora luglio 2019), in un’isola molto vicina, dove loro tengono i loro maiali. Ecco non è la stessa escursione a Big Major Cay, dagli swimming pigs, che è molto piu’ lontana, per chi si chiedesse la differenza di prezzo.

 

tutti gli articoli su Exuma qui

 

Bahamas

 

 

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

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Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

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Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

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