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Aurora boreale alle LOFOTEN

E’ la prima sera per noi in Norvegia. Siamo arrivati a Tromso, nella parte settentrionale della Norvegia, terra di fiordi, e di fenomeni come il sole a mezzanotte d’estate, e l’aurora boreale con la lunga notte polare, d’inverno.
Lasciato l’aeroporto, ci dirigiamo subito, con l’auto noleggiata, verso le Lofoten, circondati da panorami di grande bellezza: una natura maestosa, con monti che arrivano al mare, il mare che si infila tra lembi di terra, riflessi delle cime sull’acqua, e tutte le meraviglie del paesaggio artico.
Percorriamo la strada spettacolare per circa 4 ore, e poi, quasi all’ora del tramonto, facciamo tappa poco distante da uno dei principali punti di accesso per arrivare alle isole Lofoten, Evenes, nella zona di Narvik, –area di insediamento dei Sami, popolazione indigena del nord Europa, di allevamento di renne e comprensorio sciistico. Alloggiamo per questa prima notte al Sandtorholmen hotel, posto incantevole su un isolotto, lambito da un mare cristallino, di cui ho parlato qui
Casette rosse, ponti, monti aguzzi, mare da incanto: indimenticabili LOFOTEN
La giornata è stata serena, una delle poche che abbiamo trovato durante la nostra settimana di viaggio, e cala la sera al Sandtorholmen hotel

Sorge anche la luna, che riflette sul mare: qui le giornate sono ancora lunghe, sono quasi le 21 e c’è ancora molta luce

Ceniamo nella nostra stanza, con i panini che ci siamo portati da casa, immaginando che saremmo stati stanchi per uscire fuori e cercare un posto per mangiare, anche se, vediamo, c’è un bellissimo ristorante nell’hotel.
Attorno alle 22.40 comincia ad essere proprio buio.
Usciamo dalla camera e vediamo persone che guardano in alto, in una certa direzione, sopra la bellissima manor house dell’hotel. Nel blu del cielo non ancora pesto, si vedono lievi luci che cominciano a lampeggiare e si muovono

L’occhio si abitua e intravede il verde che appare sopra le nostre teste e davanti ai nostri occhi stupiti e increduli!.. Eccola lì: è lei!!!
Con il cellulare nella foto compare chiara l’aurora boreale

Niente a che vedere con le aurore che stanno comparendo in questi giorni di fine settembre e inizio ottobre nei cieli di Tromso e delle Lofoten, -pazzesche e sorprendenti-, ma per noi un grande dono: la dama verde, come viene altrimenti chiamata l’aurora boreale, fa la sua comparsa proprio la prima notte del nostro tour, tanto per iniziare bene!

Lieve, timida, quasi impercettibile, fugace, quanto inaspettata, a fine agosto, forse è la prima della stagione, che va da settembre a marzo/aprile..
La luce verde sfarfalla, il naso è all’insù, le nuvole avanzano, e lei, a fatica, se ne esce, per mostrarsi e danzare in tutto il suo splendore, dove il cielo è sereno

Ci si deve impegnare per scorgerla, inseguirla, deliziarsi della sua vista, e catturarla attraverso la camera di un telefono, incuranti del freddo che avanza per l’abbassarsi delle temperature dell’artico .. ma chi lo sente, il freddo, di fronte all’enorme entusiasmo per tanta bellezza!

Sono felice e piena di gratitudine per questo accenno di aurora boreale

In inglese il fenomeno è conosciuto come “Northern Lights” e ci sono anche dei tour specifici per andarne a caccia: noi abbiamo avuto la fortuna di verderla proprio sopra la nostra testa, e sarà l’unica sera col cielo sereno, in cui apparirà
Ma… ora che ne ho visto un accenno, voglio tornare in questi posti, per vederla ancora e ancora, in tutta la sua magnificienza, nel suo giusto tempo

28 agosto 2026
tutti gli articoli su Lofoten Senja e Tromso, in Norvegia
Da TROMSO alle LOFOTEN con tappa a SENJA in estate: informazioni utili
Dove si trovano le Lofoten, Senja e Tromso
Tromso si trova a quasi 400 km dal circolo polare artico, quindi nella parte Nord della Norvegia

Le Lofoten sono un gruppo di 5 isole principali, a circa 7 ore di auto a sud di Tromso, dal punto più vicino, a 9 al punto più lontano, e a loro volta sono frastagliate in isolotti uniti tra loro da ponti

Senja si trova a circa 4 ore a Nord dalle Lofoten ed é meno conosciuta di queste ultime; tra le 2 si trovano le isole Vesteralen, conosciute sopratutto per le escursioni per vedere le balene, a cui nonostante fossero in previsione, nostro malgrado, abbiamo dovuto rinunciare per l’annullamento dell’escursione in seguito avverse condizioni del mare.
Da Tromso alle Lofoten con tappa a Senja in estate
Itinerario
5 giorni alle Lofoten (E8 E6 E10)
-Tromso -> -Strandtorgholmen
-Strandtorgholmen -> Henningsvear (passando da Rorvikstranda beach)
-Hamnoy
-Reine
-Sorvagen
-A
-Sakrisoy
-Fredvang
-Ytterstranda
-Rambergstranda
-Stamsund
-Vikstranda, Haucklandstranda, Uttakleivstranda
-Eggum
-Stamsund
-Gimsoy
-Svolvaer e crociera Trollfjord
2 giorni a Senja
-Svolvaer -> Senja (str 860)
-Trosken
-Hamn I Senja
-fiordo Gryllefjord
-Bergsbotn piattaforma
-Bergsbotn
-Skaland
-Steinfjord
-Tungeneset
-Ersfjordstranda
-Husoy
-Medfjordvaer
1 giorno a Tromso
COME ARRIVARE ALLE LOFOTEN
VOLO

Il volo che abbiamo scelto partiva da Bologna con destinazione Tromso con la compagnia airDolomiti- Luftansa, con scalo a Francoforte all’andata e a Monaco, al ritorno. Questa si è rivelata la migliore soluzione prezzo/orari da Bologna, nonostante Tromso sia distante circa 7 ore da Narvik, la porta d’ingresso delle Lofoten.
La via più veloce per giungere direttamente alle Lofoten sarebbe proprio l’aeroporto di Narvik (Evenes – EVE), su cui vola attualmente, anche senza scali Easyjet, con partenza da Milano, e la compagnia Norvegian, facendo scali in Norvegia.
Altra possibilità è volare su Bodo: questa soluzione consente di arrivare nel punto più a sud delle isole Lofoten, e prendere poi il traghetto che arriva nella cittadina di Å : noi abbiamo scartato questa possibilità per non avere il vincolo degli orari di un traghetto per arrivare a destinazione.
DISTANZE E TEMPI

Nonostante le distanze non siano eccessive, i tempi di percorrenza sono lunghi per il limiti di velocità da rispettare, le curve, i ponti e i tunnel, e a volte i lavori in corso sulle strade.
NOLEGGIO AUTO

Per arrivare alle Lofoten abbiamo noleggiato un auto con Hertz: dopo aver fatto vari preventivi è risultata la più economica e con cancellazione fino all’ultimo, senza fornire carta di credito. Iscrivendosi al loro programma Gold si hanno agevolazioni, come priorità al banco, guidatore extra gratuito, ecc.
Abbiamo ritirato l’auto all’aeroporto di Tromso e l’abbiamo rilasciata a Tromso città (vicinissimo al nostro hotel).
In tutto abbiamo percorso circa 1700 km.
Tips:
Hertz ha convenzioni che garantiscono sconti con Mastercard e Ikea.
Alla prenotazione dell’auto, circa 1 mese prima, il prezzo del noleggio era molto alto, nonostante fosse il più basso con gli sconti rispetto alle altre agenzie di nolo auto.
Abbiamo poi aggiunto la protezione completa, che rispetto a noleggi precedenti altrove e con altre compagnie, aveva un prezzo non esoso.
Qualche giorno dopo la prenotazione, rifacendo il preventivo, il prezzo era quasi raddoppiato😱.
Ma dopo ancora circa una settimana, ricontrollando, era diminuito di quasi 300 euro rispetto alla prenotazione iniziale, e con un giorno in piu di noleggio aggiunto 😳 . Abbiamo quindi cancellato la prenotazione e ne abbiamo fatta una nuova, ad un ottimo prezzo (per dare un’idea circa 525 euro per 7 giorni).
Macchina elettrica si, macchina elettrica no
In Norvegia l’80% delle auto nuove immatricolate sono elettriche.
Il dilemma per noi è stato quindi se, pur non avendo mai avuto esperienza, e considerando il prezzo molto inferiore del noleggio, e il risparmio del carburante poi, fosse il caso di scegliere l’auto elettrica.
Nonostante le tante rassicurazioni sui gruppi di viaggiatori, dovendo fare la lunga tratta da Tromso alle Lofoten e ritorno, e andando anche a Senja, molto meno turistica, abbiamo pensato che non volevamo rischiare di avere l’ansia di non trovare le postazioni e di avere tempi vuoti durante le ricariche. Col senno di poi credo sia stata una buona scelta, il risparmio non valeva il rischio di una situazione ansiogena.
Mappe, parcheggi e pedaggi
Mappe: Per i percorsi è opportuno scaricare le mappe di Google della zona.
Parcheggi: Utilizzata app Easypark, che noi usiamo anche a casa, comodissima e presente in quasi tutti i parcheggi.
Pedaggi: l’autonoleggio consegna la macchina con l’autopass, una specie di Telepass, fermando una cifra (sui 50 euro sulla carta: dopo il check out viene riaccreditato solo l’importo dovuto), sia per i pedaggi stradali che per i traghetti.
Attenzione ai limiti di velocità: abbiamo preso una multa pur facendo attenzione ai limiti, fortunatamente di soli 34 euro, ricevuta dalla Hertz.
ALLOGGI

In questo viaggio mi sono sbizzarrita nell’uso di diversi portali di prenotazione, confrontando spesso i prezzi di diverse o stesse strutture (no, non ho usato Trivago😆, dove non ho mai trovato tutti i portali che conosco e che so essere affidabili).
Intanto perché cercavo strutture cancellabili fino all’ultimo momento, e alle Lofoten sono rare, mentre a Tromso e prima delle isole si trovano facilmente; poi per via dei vari sconti che mi venivano concessi dai diversi portali, ovvero:
-come cliente Genius livello 3 su Booking.com
-come cliente che ritorna a prenotare, e prenotando più strutture su Agoda
-consultando le offerte specifiche presenti su Trip.com, che già avevo usato per la Cina
-con uno sconto last minute su Airbnb
Gli alloggi alle Lofoten e Senja sono parecchio costosi, scegliendo strutture preferibilmente sul mare, ed evitando il frequentemente proposto bagno condiviso. A Tromso invece si trovano prezzi buoni anche in centro città .
Nelle isole si possono comunque trovare anche soluzioni a prezzi non alti (non sul nare o magari con servizi condivisi) o alloggi esclusivi bellissimi: io mi sono riproposta di non superare i 200 euro a notte, e devo dire che ho trovato alloggi indimenticabili, case attrezzatissime con anche lavastoviglie, una con la lavatrice, una con la sauna; molte hanno il pavimento del bagno scaldato. Nessuna struttura aveva il tappetino doccia e tovagliette per i pasti; tutte avevano prodotti per l’igiene personale in dispenser, giustamente per evitare sprechi.
Tips:
Spesso si hanno sconti molto consistenti prenotando lo stesso alloggio non solo per una notte ma per 2 o 3 notti. Il mio consiglio è di prevedere di spendere pochi euro in più ma scegliere alloggi carini e sul mare, e con angolo cottura, per compensare eventuali giornate di maltempo e consumare i pasti in un bel contesto, risparmiando.
I nostri alloggi
1 notte a Sandtorholmen:
Sandtorholmen hotel, vicino a Narvik (comodo anche per chi arriva a ora tarda su quell’aeroporto), prenotato su Agoda. Hotel in location spettacolare sul mare, con spiaggia stupenda, costituito da più edifici che sono stati avamposto, punti di incontro di commercianti nel 1800, magazzino postali, case di pescatori

Camera molto bella in un rorbu rosso, molto romantica, bagno che necessiterebbe manutenzione, come un pò tutto il complesso, che in certi punti risulta un pò trascurato, anche se è talmente bello che non ha inciso sul giudizio

Ristorante e sala colazione (compresa) sul mare, bellissima
È qui che la prima sera ha fatto la sua comparsa una lieve aurora boreale, anomala per essere fine agosto.
1 notte a Sorvagen:
Langbua, sud Lofoten tra Reine e A, prenotato su Airbnb 2 giorni prima. Casa in un rorbu, fuori dalle rotte turistiche, su palafitta, meravigliosa e attrezzatissima, con grande vetrata che guarda su una baia con montagne a picco

Qui nidificano i gabbiani tridattili, che volano attorno, uno scenario incantevole. Sauna nel bagno😍


2 notti a Stamsund:
Reinevikbua, centro Lofoten, prenotato su Agoda. Appartamento grande in un rorbu su palafitta, finestre enormi e grande balcone, 2 stanze e soppalco, arredata con grandissimo gusto

Non mi è piaciuta molto la zona, nonostante la cittadina di Stamsund sia dispersiva ma carina: tuttavia entrando nel rorbu si dimenticava tutto!

1 notte a Svolvaer;
Svinoya Rourber, nord Lofoten, prenotato con un’ottima offerta su Trip.com. Posto meraviglioso, rouber dislocati in una vasta area davanti alla città, insieme alle case dei residenti, contraddistinte da un diverso colore dal rosso

Abbiamo ricevuto un upgrade, qundi il nostro rorbu sull’acqua aveva 2 camere, interni in legno, vista e atmosfera indimenticabili, avrei potuto passarci l’inverno. Sauna esterna a pagamento, e alla reception c’è una bellissima esposizione di oggetti antichi


1 notte a Senja sud:
Torsken Briggie, prenotata il giorno prima su Booking

Camera di design bella, non grande, in sottotetto, anche se per alcune cose poco pratica, su un molo in un fiordo

con grande spazio comune e cucina con grandi finestra e vista.
Ottima colazione inclusa in ristorante bellissimo, in stile norvegese, a 500 metri

1 notte a Senja nord:
Mefjord Briggie, camera prenotata il giorno prima con una bella offerta su Booking

Hotel stupendo su un fiordo, camera molto gradevole, bagno un po’ sottotono, inclusa colazione in ristorante strepitoso per arredi e cibo

1 notte a Tromso:
City First hotel, prenotato da Booking, camera con cucina, bella, e comoda, ricevuto dall’hotel upgrade a stanza più grande.

Hotel centralissimo, disponibile in reception caffè, cappuccino, te e biscotti, e in camera macchina Nespresso con cialde. Possibilità di lasciare gratuitamente i bagagli. Prezzo superconveniente

CIBO
Siamo partiti con parecchie provviste in valigia, sapendo dei prezzi elevati in Norvegia.
In effetti abbiamo constato che nei supermercati i prodotti costano anche fino al doppio. Mentre nei ristoranti con un abbondante piatto unico, bevendo acqua, che viene fornita gratuitamente (le bibite costano circa il doppio) non essendoci costi per il servizio (si può dare una mancia minima del 5%) i prezzi non sono molto diversi da quelli attuali in nord Italia.
Noi ci eravamo portati il necessario per la colazione, te, caffè, biscotti, qualche busta di zuppa e risotto, tonno, fagioli, mais, olive, sugo, riso, gnocchi, snack

Ristoranti:
Anita’s seafood a Sakrisoy: posto bellissimo sia come location che all’interno, ottimi hamburger
Bacalao a Svolvaer: locale bellissimo sul mare, zuppa di pesce divina
Salteriet Restaurant & Bar a Senja all’interno del Mefjord Briggie hotel: ristorante meraviglioso e cibo eccellente
Full Steam a Tromso: ristorante museo sul porto, da visitare, fish and chips buonissimo
Bakeriet pa Å ad Å: kanelsnurrer e dolciumi buonissimi
IL PERIODO E QUANTI GIORNI

Il periodo in cui siamo andati è stato fine agosto, un buon periodo direi perché non abbiamo trovato folla, non abbiamo avuto problemi di traffico e parcheggi, e i prezzi calano rispetto ad agosto. L’autunno sta facendo il suo ingresso quindi si cominciano a vedere i colori del fogliage: ogni stagione qui credo che abbia il suo grande fascino!
Suppongo che metà settembre, quando i colori dell’autunno sono già nel loro pieno ed è anche ormai periodo di aurora boreale possa essere un ottimo periodo per andare; diversamente da fine maggio a metà luglio si può godere del sole a mezzanotte, mentre da metà settembre fino a fine aprile è il periodo per vedere l’aurora boreale.
Quanti giorni (in estate)
– alle Lofoten non meno di 5 notti + 1 per ogni trekking che si prevede di fare.
– a Senja 3 giorni (noi abbiamo fatto 2 notti ma consiglio almeno 1 giorno in più)
– a Tromso può essere sufficiente anche solo 1 giorno in estate, se non si prevedono escursioni
Rimando comunque al mio racconto per potersi regolare
Casette rosse, ponti, monti aguzzi, mare da incanto: indimenticabili LOFOTEN
LE SPIAGGE E I TREKKING
Spiagge
Le spiagge, sia alle Lofoten che a Senja, sono bellissime, per lo più di sabbia bianchissima, con un mare dai colori davvero caraibici.
Le strade costiere offrono dei panorami strepitosi, con montagne a picco che circondano il mare o che formano fiordi in cui ci si trova inoltrati

Ciò che mi ha colpito sempre è che sembra di essere al mare in montagna, ovvero paesaggi montani, con monti e prati verdi, casette sparse e pecore che pascolano si trovano davanti a spiagge di sabbia con mare cristallino. Una bellezza all’ennesima potenza.
Trekking
Questi sono luoghi dove fare belle camminate e trekking, più o meno impegnativi, che portano a raggiungere posti con panorami strepitosi: chi avesse intenzione di farli deve considerare di aggiungere più giorni al proprio tour, perchè richiedono tempo; va tenuto inoltre conto della stagione, che i percorsi potrebbero non essere praticabili in caso di maltempo, e che è importante verificare il grado di difficoltà.
Elenco qui i principali trekking su cui avevo comunque preso informazioni: noi per il poco tempo e per le condizioni meteo abbiamo fatto solo il percorso spiaggia Vik-Hauckland-Uttakkeiv, una camminata facile e meravigliosa

Trekking principali a Lofoten:
–Reinenbringen a Reine, impegnativo con 2000 gradini
–Offersøykammen zona Leknes, vicino al ponte Napp, 3 km a/r 500 mt di dislivello
–Festvågtind ad Henningsvær, impegnativo, 3 km, 540 mt dislivello
–Kvalvika beach e monte Ryten, a Fredvang 6,5-9 km, 540 mt di dislivello
–spiagge di Vik, Hauckland e Uttakleiv, facile, 10 km a/r
Trekking principali a Senja:
Segla, difficile, 5 km, 600 mt di dislivello
Informazione generali in evidenza
Non usano tovaglie e tovagliette e nei ristoranti, spesso neanche tovaglioli
L’acqua al ristorante è gratuita e il coperto minimo al 5%
Non usano tappetini per il bagno
I prodotti per il bagno sono in dispenser
🌈E il tempo alle Lofoten e Senja?
Per quanto riguarda il meteo.. beh va davvero a fortuna !
La probabilità di trovare brutto tempo alle Lofoten a Senja, sono piuttosto alte: non c’è niente da fare, bisogna metterlo in conto o non partire neanche. E quindi mettere in conto anche la probabilità che i propri piani saltino: la necessità di dover cambiare o di dover rinunciare a escursioni, trekking, è alta e insomma la flessibilità è opportuna sia mentale che organizzativa, tipo il poter decidere all’ultimo alloggi, esperienze, ecc. (per esempio noi avevamo in programma un escursione per vedere le balene ad Andenes che è saltata per 2 giorni per le condizioni del mare, e molti trekking non erano consigliabili per le condizioni del terreno- ma noi non avremmo avuto il tempo per farli: se si vogliono prevedere anche trekking, che devono essere bellissimi, occorre aggiungere più giorni).
Abbiamo trovato giornate molto grige tra fine agosto e inizio settembre, -dopo un agosto, a detta di chi è stato, estremamente piovoso- un paio di momenti di pioggia e pioggerellina, ma ogni giorno abbiamo avuto il nostro raggio di sole quotidiano, che ci ha consentito di apprezzare al massimo, in quei momenti, quello che stavamo vedendo🤩

Certo poter vedere i colori del mare soprattutto, delle case variopinte, e i riflessi del sole nella natura risalta la bellezza superba dei luoghi😍 ma la visione è comunque entusiasmante anche con le nuvole: rientra nell’atmosfera abituale del luogo!
Tuttavia, in una giornata grigia o con previsioni infauste può spuntare un raggio di sole, allora tutti i ” pensa come dev’essere col sole” si trasformano in un grande senso di gratutitudine per quel regalo 🙏
Lascio comunque questa foto, che ho preso da un libro trovato in loco, con le informazioni sulle giornate di pioggia in questa area della Norvegia

In conclusione, questo è un viaggio che va preparato minuziosamente e con attenzione, i luoghi sono di incomminsurabile bellezza e resteranno per sempre nei miei ricordi e nel mio cuore!

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Arriviamo a Svolvaer, la prima città delle Lofoten per chi arriva da nord, ma che noi, partiti da Tromso, lasciamo come ultima, nel viaggio di ritorno, il quinto giorno.
Impieghiamo 4 ore di auto dal nostro alloggio di Stamsund per arrivare, e c’è giusto il tempo di gustare una buonissima zuppa di pesce da Bacalao, sul porto di Svolvaer, prima che, alle 13.30, parta l’escursione di Brim Explorer , che abbiamo prenotato il giorno prima: una mini crociera lenta con una grande barca. Abbiamo preferito questa esperienza all’altra in gommone più adrenalinica che viene proposta, dove ci si deve vestire con tute impemeabili e si sfreccia ad alta velocità nel mare fino al fiordo, per godere del silenzio e della navigazione in lentezza, del panorama dei fiordi e delle aquile di mare.
Trollfjord è un piccolo fiordo largo un centinaio di metri e lungo 2 chilometri con imponenti pareti rocciose, fino a 1000 metri di altezza, a picco sul mare ai lati.
Dopo essere saliti sulla barca, ed esserci posizionati rigorosamente all’esterno per meglio godere dell’esperienza, uscendo dal porto vediamo uno dei simboli di Svolvaer, la Fiskerkona, la moglie del pescatore che saluta, le casette colorate, ex rifugi dei pescatori, le caratteristiche strutture in legno per esiccare i merluzzi, già viste in altri villaggi delle Lofoten, e come sfondo, le scenografiche vette del monte Fløya.

Il cielo anche oggi è grigio, ma ben si adatta all’atmosfera del luogo; certo bisogna essere ben coperti con tanti strati, sulla barca, l’aria è molto pungente!

Durante il tragitto ci sono alcuni rallentamenti per ammirare, sulle rocce, le aquile di mare

Quando si levano in volo sono emozionanti!

Per raggiungere l’ingresso del fiordo occorre circa mezz’ora di navigazione, in una rotta che si insinua tra le isole, per cui si hanno monti ai lati e davanti che si susseguono, alcuni con un po’ di vegetazione bassa già coi colori dell’autunno, che si specchiano nel mare, altri che ai loro piedi hanno piccoli agglomerati con due o tre case e un mare cristallino e verde vicino alla riva

Incontriamo poi isolotti di roccia

nuvole che avvolgono le cime dei monti, posti che sembrano il regno delle divinità nordiche o dei troll

Finchè arriviamo all’imbocco del Trollfjord

La barca rallenta per entrare nello stretto corridoio, nel silenzio

e percorre tutto il fiordo lentamente fino alla fine

Vediamo anche una scenografica cascata che si getta in un acqua verde smeraldo

È una grande emozione percorrere il fiordo: sono avvolta dalla sensazione di entrare in una natura vergine che non richiede parole, che silenzia tutti i rumori che quotidianamente ci bombardano, e induce a un raccoglimento, e ad accogliere e custodire nutrimento e bellezza, dentro di sè.

Paesaggi splendidi, e proprio come li immaginavo

Sulla via del ritorno esce anche uno spiraglio di sole, di cui sono molto grata: risalta la bellezza dei paesaggi e i colori del mare e della vegetazione

La crociera dura più di 3 ore, siamo molto soddisfatti e, dopo una sosta in un grande supermercato per procurarci qualcosa per cena, ci apropinquiamo a raggiungere il nostro prossimo alloggio, a Svolvaer, il Svinoya Rorbuer, il cui racconto prosegue qui
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settembre 2026
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Itinerario di 5 giorni alle Lofoten
da Tromso in auto, strade percorse: E8, E6, E10
giorno 1 -Tromso -> -Strandtorgholmen
giorno 2 -Strandtorgholmen -> Henningsvear (passando da Rorvikstranda)
-Hamnoy
-Reine
-Sorvagen
giorno 3 –Sorvagen -> Å
-Reine
-Sakrisoy
-Fredvang
-Ytterstranda
-Rambergstranda
-Stamsund
giorno 4 -Stamsund -> Vikstranda
– trekking Vikstranda, Haucklandstranda, Uttakleivstranda
– Eggum
– Ballastad
-Stamsund
giorno 5 -Stamsund -> Gimsoy
-Svolvaer con crociera a Trollfjord
I paesaggi lungo la via per le Lofoten
La strada che da Tromso va verso le Lofoten ha nel primo tratto un paesaggio alpino ma sul mare😮, acqua ferma che sembra di lago, mentre invece é mare, che si insinua in tratti di terra e riflette perfettamente, come uno specchio, montagne, alberi, abitazioni. E’ uno dei paesaggi più belli.

La seconda parte del tragitto, quando ci si addentra all’interno, si costeggiano fiumi, appaiono laghi, immensi boschi lambiscono la strada, con alcuni alberi che mostrano i primi segnali dell’autunno, monti che hanno residui di neve, costoni di roccia sulla strada che brillano al sole per l’acqua che scende, rari paesini con deliziose casette da fiaba

La nostra prima tappa al Sandtorholmen hotel vale il viaggio. Sarà per il bel tempo, sarà perché ha fatto la sua apparizione una flebile aurora boreale la sera, sarà il fascino e la storia di quello che ora è un BW hotel, che nei primi anni del Novecento era un ufficio postale ed emporio, ma è stato un inizio col botto del nostro giro.
La strada verso le Lofoten prosegue poi tra ponti, gallerie e paesaggi che sembrano lacustri, perché le alte cime aguzze circondano l’acqua e invece é il mare.
Stupendo il tratto poco prima di arrivare ad Hennigsvaer, quello da Svolvaer a Lyngvaer, con monti pieni di vegetazione e una costa stupenda, e anche tutto quello verso sud, dopo il tunnel Napp che va sotto il mare, e fino ad Å

Svolvaer è la porta delle Lofoten, e pur essendo una città piuttosto grande, con grandi negozi e strade, si trova in un contesto naturale molto bello, circondata da cime appuntite, con un bel porto, casette rosse in fila, e ponti.
La zona attorno a Leknes è più moderna ed urbana,con centri commerciali anche grandi, mentre il tratto verso la costa in direzione di Stamsund, è ancora diversa dalle altre: ci troviamo in mezzo a strade circondate da fitti boschi, che salgono e poi ridiscendono, fino alla costa frastagliata, con piccole insenature e paesini che affacciano sul mare aperto.
La zona dopo Fredrang, e i suoi iconici ponti, andando verso Ramberg ha un mare con colori pazzeschi, che si vede anche dalla strada

Le spiagge di Vik, Haukland e Uttakleiv sono mozzafiato, e la camminata tra mare e montagne è stata una delle cose più bella che abbiamo fatto.
Hamnoy, Sakrisoy, Reine ed Å, nella parte più a sud, sono meravigliose, contornate dalle vette appuntite dei monti a picco sul mare, deliziano con panorami, colori, e riflessi splendidi. E’ la zona che più mi è piaciuta

Le Lofoten: il racconto del viaggio

-La prima tratta verso le Lofoten: da Tromso a Narvik
L’arrivo a Tromso, la strada panoramica, Sandtorholmen e l’aurora boreale
L’arrivo in Norvegia ci accoglie con una bella giornata di sole.
Dal mio posto finestrino del volo Luftansa vedo già prati verdi, mare con sfumature di blu, coste frastagliate e cime aguzze come nel mio immaginario della Norvegia

Arriviamo a Tromso. Allo sbarco la certezza di essere al Nord: le vetrate dell’aeroporto hanno vetrofanie con l’immagine delle renne…che entusiasmo!

Prelevato il bagaglio, sbrigate le formalità alla Hertz, dove avevamo prenotato l’auto, prendiamo la nostra Yaris, e avviamo il navigatore con le mappe scaricate da google.
Sono le 16, ci aspettano 4 ore di guida come avvicinamento alle Lofoten: la nostra prima tappa per la notte è Sandtorholmen, vicino a Narvik, il punto di accesso per le isole.
Alla partenza vediamo uno dei ponti che collega l’isolotto che racchiude il centro di Tromso con la terraferma, e imbocchiamo la strada 858, che diventa poi E6 ed E10, strada spettacolare, mentre sulla radio troviamo un canale, Radio Norge, che ci aggrada perché trasmette musica dei fantastici anni 80-90, e che ci accompagnerà per tutto il viaggio

Con la luce del tramonto vediamo paesaggi bellissimi lungo la strada: monti che si riflettono su un mare che, inserendosi tra strisce di terra, ha un’acqua così immobile da farlo sembrare un lago, ma anche montagne spoglie, aree quasi deserte: questa Norvegia già mi piace molto!


Fino ad arrivare al primo scenografico ponte, il primo di tantissimi da percorrere, il Tieldsunbru… e allora sappiamo che ci stiamo avvicinando. La meraviglia ha il suo inizio così, tra i colori del tramonto

Sandtorholmen, un inizio stupefacente
E un quarto d’ora dopo siamo al Sandtorholmen hotel, la nostra prima tappa: un posto che vale il viaggio

Distante 4 ore da Tromso, su un isolotto nell’area di Narvik, lo riconosco subito, sul mare, con i suoi diversi edifici colorati, e le luci del tramonto che ne esaltano ll splendore

L’ho adocchiato e tenuto sotto controllo tanto tempo, questo posto, per trovare un’offerta per alloggiarci, visto che è cosi particolare, pur appartenendo alla catena Best Western, in un luogo, Sandtorg, che ha una storia. E’ stato importante stazione commerciale e ritrovo di commercianti, sin dal 1400, quando gli spostamenti erano solo via mare; poi avamposto militare, tappa per i battelli a vapore, e tanto altro. L’hotel è costituito da un insieme di edifici: uno giallo degli inizi del 900, sul molo del piccolo porticciolo, Brygga, dove oltre le camere si trova la reception e il ristorante, e fu magazzino per le merci, emporio, ed ufficio postale, affiancato da antiche cabine rosse tradizionali in legno, e a una splendida main house bianca e azzurra, in stile chalet Svizzero,

Si trova in mezzo a un paesaggio di campagna, su una punta circondata da un mare cristallino dai colori caraibici e una spiaggia di sabbia bianca

I colori del tramonto qui sono bellissimi

E nche la luna che sorge e riflette in mare

La stessa bellezza si ritrova l’indomani mattina

Le camere sono dislocate in tutti gli edifici: ci sono anche camere dormitorio e persino tende!

A noi viene assegnata una camera nella casetta rossa a fianco alla reception, interamente costruita in legno: è molto romantica, la porta d’ingresso è quella della foto sopra

La stanza avrebbe bisogno di qualche accorgimento e manutenzione tuttavia la vista è spettacolare dalle sue 3 finestre, che guardano il mare

Ma la cosa più fenomenale qui, al Sandtorholmen hotel, è assistere ad un accenno di aurora boreale, appena si fa scuro
Si vedono in cielo lievi luci che cominciano a lampeggiare e si muovono; l’occhio si abitua e intravede il verde; con il cellulare nella foto compare chiara l’aurora, uno spettacolo!
L’indomani una ricca colazione si consuma al ristorante nella casa gialla sulla banchina, che è stupendo, pieno di oggetti antichi e con interni tutti in legno, e finestre con una vista indimenticabile che fa sentire immersi in un’atmosfera di altri tempi, mentre vediamo anche navi solcare il mare..

-Henningsvaer, Hamnoy, Reine, Sorvagen
Henningsvaer, non solo il famoso stadio

Dopo le 4 ore per arrivare a Sandtorholmen, ne impieghiamo altrettante per la prossima tappa prevista: Henningsvaer.
L’ultimo tratto di strada prima di arrivare offre un panorama mozzafiato

Alla deviazione per la cittadina ci troviamo davanti ad una spiaggia bianca con mare cristallino: è Rorvikstranda, bellissima, peccato solo che piova🤷♀️

Passiamo diversi ponti lungo la strada. e anche per arrivare nel villaggio un ponte fa da collegamento

Henningsvaer è un paesino delizioso, la chiamano anche la Venezia delle Lofoten in quanto si sviluppa su un gruppo di isolotti, collegati tra loro da ponti e canali, con dietro, però, i monti

Ha un centro vivace e molto carino

Vediamo già qui le famose cabine rosse dei pescatori, i rorbuer, singolare rorbu

La mia metà qui è anche il famoso campo da calcio, che con il drone si vede essere sulle rocce di un’isola

Si raggiunge con una breve camminata, che mostra per intero il paese e il mare che circonda lo stadio


Come mi aspettavo è meno impressionante che visto dall’alto, ma è comunque iconico

Ad Henningsvær ci fermiamo a mangiare dei panini proprio su un ponte che attraversa il canale, dove ci sono tavoli e panchine, e questo è il nostro primo pranzo alle Lofoten

Hamnoy, il paese sulla copertina della Lonely Planet

Proseguiamo verso sud, per andare in direzione del nostro secondo alloggio, che è tra Reine ed Å.
Riconosco il famoso ponte doppio di Fredvang

Poi, dopo ancora una ventina di minuti di auto, senza accorgercene, arriviamo ad un altro ponte, e percorrendolo riconosco, tra le fessure della ringhiera, Hamnoy, il paese celebre per essere sulla copertina delle guide Lonely Planet della Norvegia

Ci fermiamo, ammiro e rimiro il panorama: è davvero bellissimo con quelle casette rosse che risaltano sulla roccia, e le cime aguzze dei monti dietro.
Scendiamo e facciamo un giro nel paese: la località è sede di un rinomato, resort che lo occupa interamente, la bellezza è soprattutto nella vista dal ponte. Ma siamo giunti nella parte sud delle Lofoten, dove ci sono i villaggi più belli!

A 4 km di distanza, e diversi ponti percorsi, vediamo le casette gialle di Sakrisoy, che visiteremo l’indomani; ad altri 9 minuti passiamo il ponte panoramico che conduce a Reine: ma piove, quindi facciamo un giro in paese, che un po’ ha deluso le mie aspettative, -non so se per via della pioggia ma non mi è parso nulla di che-, mentre apprezzeremo il giorno successivo, con uno spiraglio di sole, la bellezza pazzesca della vista dal ponte, forse il miglior panorama di tutti.
Il nostro secondo alloggio: dormire in un rorbu a Sorvagen, al sud delle Lofoten

Anche la scelta di dove alloggiare alle Lofoten per me ha avuto la sua importanza. Infatti in caso di maltempo, molto probabile sulle isole, non volevo rammaricarmi, ma desideravo godermi comunque il luogo. E mai scelta fu più azzeccata!
Ci dirigiamo, sotto la pioggia, verso il nostro secondo alloggio, a Sorvagen, tra Reine ed Å, comoda per visitare il sud delle Lofoten.
Vediamo la cittadina dall’alto, lungo la strada: un quadro davvero pittoresco!

La nostra casa per la notte, Langbua, un rorbu – ovvero una tradizionale cabina rossa su palafitta, rifugio per i pescatori durante la stagione della pesca del merluzzo, e riconvertita in alloggio turistico– si raggiunge da una strada fuori dai percorsi turistici. Arriviamo davanti a un gruppo di queste cabine rosse, e… dall’ingresso non possiamo aspettarci cio’ che troviamo quando entriamo…un posto strepitoso!!!

L’interno è davvero bellissimo: spicca subito una enorme vetrata in soggiorno con un panorama strepitoso

E’ arredata con gusto, calda, e con una cucina attrezzatissima

Apriamo la porta del balcone eh… spettacolo!!

Affaccia su una baia per niente turistica, circoscritta dai monti che riflettono sull’acqua, con un piccolo agglomerato di altri rorbuer

Siamo di fronte ad una natura pazzesca, dove ci sono tantissimi gabbiani tridattili che, ci hanno avvisato, nidificano in zona, e volano attorno, arrivando anche sul balcone

E infatti ne vediamo proprio uno nel suo nido in un angolo della casa

È un posto da favola; nel bagno c’è anche una sauna, che usiamo e ..quale posto migliore dove cenare e far colazione al mattino, in barba alla pioggia e al grigiore??

Passiamo solo una notte qui, indimenticabile, ma l’alloggio dei giorni successivi non sarebbe stato da meno!
-Å, Sakrisoy, Reine, Fredvang, le spiagge di Yttersand, Ramberg, Skagsanden, e Stamsund
Å, il villaggio più a sud delle Lofoten

Lasciamo il nostro alloggio e ci dirigiamo verso la cittadina più a sud delle Lofoten, quella col nome piu corto del mondo. e ultima lettera dell’alfabeto norvegese (che si pronuncia O): Å

Å il villaggio che io ho preferito.
Arrivando il verso dei gabbiani è ciò che più mi colpisce: è forte, e loro sono così tanti, e volano, volano sui tetti delle case, sulle finestre e ti vengono anche vicino.
Piccolo e raccolto, nel borgo di pescatori di merluzzo, girando ogni angolo ci si trova davanti a viste mozzafiato, casette rosse, palafitte, pontili e moli sul mare, e dietro la meraviglia dei monti imponenti..

Qui si può visitare il museo dello stoccafisso e quello della navigazione; noi però vediamo una bakery e preferiamo andare ad assaggiare il dolce tipico alla cannella, il kanelsnurr (buonissimo per chi piace la cannella), e godere seduti su una panca della bellezza della cittadina e dei gabbiani che ci girano attorno

Reine, e il pittoresco panorama dal ponte

Torniamo verso Reine, oggi non piove, e arrivando sul ponte che porta al villaggio è spettacolare il suo panorama d’insieme, per le cime dei monti che la circoscrivono, le casette rosse, il porticciolo, dove ferma anche il famoso Hurtigruten, il postale dei fiordi, e il famoso Reinenbringen, un altissimo monte a picco

Viste le condizioni del tempo del giorno prima, e l’impegno che ci vorrebbe, non ci pensiamo neanche di salire i 2000 gradini del monte: peccato per il panorama, che dicono essere fantastico, ma non avremmo neanche il tempo. Vediamo quindi soltanto dal basso la sua imponenza.
Sakrisoy, il paese delle casette gialle

Sakrisoy è l’altra mia cittadina preferita: si trova tra l’iconica Hamnoy e Reine

Si distingue perché qui le casette non sono rosse ma gialle, ed alcune bianche, su un mare che ha sfumature verdi pazzesche. E praticamente un piccolo isolotto unito da 2 ponti agli altri villaggi: gli abitanti permanenti sono solo una decina.
C’è una collinetta su cui salire, con un facile percorso: da qui si può vedere un panorama bellissimo di Reine, Sakrisoy, Hamnoy, e tutti i ponti che le collegano


Per arrivare fino in cima ci vuole una mezz’oretta, ma il panorama è superbo

Il mio obiettivo a Sakrisoy è anche fermarmi a pranzo in un posto molto rinomato, che si chiama Anitas seafood. Quindi, quando scendiamo dalla colinetta ci dirigiamo subito lì, tra l’altro molto affamati. Il locale è a fianco alla casetta gialla tanto fotografata sui social

Il posto è bellissimo, sul mare e in un contesto idilliaco, il contrasto tra il grigio del cielo e dei monti, il blu del mare e il giallo degli edifici è di grande fascino
All’interno c’è un grande lampadario fatto di… stoccafissi, e sono in mostra oggetti che riguardano la pesca tradizionale

Decidiamo di assaggiare il famoso hamburger di pesce, il fiskeburger: io scelgo quello con merluzzo fresco e gamberetti, e mi piace molto. Si ordina e si attende di essere chiamati, ci si apparecchia da soli, e l’acqua é gratis.
Ci gustiamo il pranzo ammirando dalla finestra proprio la casetta gialla: tutto il contesto, con dietro i monti e i gabbiani che volano, è incantevole

I ponti di Fredvang

Lasciamo Sakrisoy e torniamo verso nord. Attraversiamo i 2 ponti a sbalzo di Fredvang, nella zona di Flakstad: peccato non ci sia il sole per vederli come nei tanti video che ho visto

Ci fermiamo, dopo il ponte, a Fredvang, un minuscolo villaggio, che ha un porticciolo incantevole e per niente turistico: ci siamo solo noi e i soliti gabbiani

Yttersand, Ramberg e Skagsanden
E ora voglio andare a visitare le spiagge più belle delle Lofoten: dalle foto parevano meravigliose, ma Yttersand stranda, Ramberg stranda, insieme alle altre spiagge, le racconto in un articolo a loro dedicato!!
Le successive 2 notti in un rorbu su palafitta, a Stamsund, nella zona centrale delle Lofoten
Dopo aver visitato le spiagge di Yttersand, Ramberg e Skagsanden, ci dirigiamo verso Stamsund, per la nostra terza notte, dove ho prenotato i prossimi 2 pernottamenti, e finiamo così col fare il pieno di bellezza oggi: la cittadina resta un pò fuori dalla via principale, ma la strada che percorriamo ha un paesaggio completamente diverso dai precedenti: un bosco fitto come in alta montagna, prima di arrivare poi al mare, in una punta sull’oceano

Dopo qualche problema, e telefonata, per trovare l’alloggio (non ci erano state mandate le istruzioni) arriviamo in un gruppo di rorbuer

L’ingresso al complesso è un pò disordinato ma entrando a Reinevikbua restiamo senza fiato

E’ una casa enorme, ben arredata con particolari deliziosi, con cucina attrezzatissima, e un grande terrazzo con vista pazzesca

E’ bellissimo stare in questo rorbu, cucinare la sera, cenare a lume di candela e rilassarsi sul terrazzo

.. o dentro, se piove, guardando il panorama

L’indomani, il quarto giorno, proseguiamo il nostro giro per spiagge: andremo a Vik, Hauckland e Uttakleiv, facendo una bellissima camminata lungo un sentiero sul mare di 10 chilometri, e anche per questa rimando all’articolo sulle spiagge.
Eggum e Ballstad
Dopo la camminata su quelle meravigliose spiagge, ci dirigiamo verso Eggum: volevo raggiungere la spiaggia, ma non mi sono informata bene, e c’è un trekking di media difficoltà da fare, è troppo tardi, e quindi torniamo indietro. Ma è valsa comunque la pena fare questo tratto di strada,vedere il paesino di Eggum con le sue case colorate, e un paesaggio ancora diverso da quelli visti finora

Lungo la via, facciamo una deviazione anche verso Ballstad, un villaggio di pescatori autentico e non solo turistico, piuttosto grande, con un porto notevole, dove avevo anche considerato di alloggiare, per le tante strutture presenti e a prezzi molto convenienti.. e, sì, il posto è carino, ma mi sarebbe piaciuto meno stare qui

Rientrando a Stamsund visitiamo il paese, che è molto esteso, con zone residenziali e case moderne e molto belle, e un market ben fornito; c’è poi un porticciolo molto gradevole, dove si ferma anche il postale dei fiordi, l’Hurtigruten, e su cui affaccia un bel, e all’apparenza, accogliente ostello, e accanto al nostro alloggio c’è un’altra zona di rorbuer incantevole

– Svolvaer e la crociera lenta a Trollfjord
L’indomani, quinto giorno, si inizia a risalire verso nord: ci attendono, da Stamsund, 4 ore di viaggio per arrivare a Svolvaer, la prima città che si incontra alle Lofoten, che noi lasciamo per ultima, nel viaggio verso il ritorno. Qui abbiamo programma l’escursione silenziosa nel fiordo di Trollfjord.
Lungo la strada ci fermiamo a Gimsoy, per vedere una chiesetta che affaccia su una piccola spiaggia di sabbia bianca e rocce. Troviamo la bassa marea, con alghe giallo acceso che occupano una parte delle rocce. Anche qui ci siamo solo noi.. in compagnia degli ospiti del cimitero

Lungo la via incontriamo anche loro, che ci attraversano la strada tranquillamente, rigorosamente in fila

Arriviamo in quella che è una grande città rispetto alle cittadine viste finora, Svolvaer, che avevo per questo un po’ snobbato, ma che invece mi piace molto, nella zona del porto che visitiamo, per la montagna Fløya, che sovrasta la città e offre un bellissimo panorama, e soprattutto, per l’isolotto di Svinoya

Abbiamo tempo per il pranzo, proprio a fianco a dove parte l’escursione, in un posto consigliato

Il bellissimo ristorante Bacalao, dove assaggeremo una divina zuppa di pesce cremosa

.
E poi facciamo due passi verso l’imbarco della crociera lenta a Trollfjord, di cui racconto qui
LOFOTEN: la mini crociera da Svolvaer al fiordo Trollfjord e le aquile di mare
Alloggiare in un antico villaggio di pescatori: Svinoya Rorbuer a Svolvaer, nord Lofoten

A pochi minuti dal porto di Svolvaer, collegata da un ponte, si trova l’isola di Svinoya, sede di un antico e tradizionale villaggio di pescatori, risalente al 1828, che oggi offre ai turisti alloggio nei tradizionali rorbuer rossi, in cui vivevano i pescatori che praticavano la pesca con barca a vela e remi alle Lofoten

I rorbuer a Svinoya sono stati ristrutturati con grande maestria, e quelli turistici sono alternati alle abitazioni dei locali, distinguibili dal diverso colore.
Girare all’interno del villaggio è già in sè un’esperienza: guardarsi attorno ed esplorare i rorbuer di diverse forme sul mare..

..rimirare i riflessi sull’acqua; le rastrelliere di legno per essicare il merluzzo, -che mi piacerebbe vedere quando hanno stesi gli stoccafissi, da febbraio a inizio estate-..

…contemplare le cime aguzze, che sovrastano i rorbuer rossi…

..e anche deliziarsi delle luci della notte, luna compresa che si specchia sull’acqua.. davvero, visioni che lasciano senza fiato

La reception degli Svinoya Rorbuer si trova all’interno di un antico negozio, dove un tempo i pescatori si recavano per acquistare quello di cui avevano bisogno, e dove si possono vedere attrezzi e suppelletili, ancora oggi in mostra, come in un museo

Oggetti che riguardano la pesca del merluzzo e la sua lavorazione per diventare stoccafisso: impariamo anche che quasi la totalità degli stoccafissi di questa zona vengono importati dall’Italia

A fianco alla reception si trova anche un ristorante, e poco distante una sauna sul mare

E’ qui che alloggiamo per la quinta notte, grazie ad un ottima offerta scovata e colta al volo: il nostro rorbu, ancora una volta, è sull’acqua, e abbiamo avuto anche un upgrade ad una cabina più grande!

Quando entro sono estasiata (come tutte le altre volte!!): gli interni sono in caldo legno e le finestre, tante, danno su una rientranza di mare, dove si riflette la vegetazione, già con i colori dell’autunno

Il salone ha una bellissima cucina attrezzata, c’è anche una stufa a legna, che mi fa immaginare inverni da godersi al caldo, mentre fuori c’è la neve, e il pavimento del bagno è riscaldato

Dalle finestre si gode un panorama splendido


In posto così, penso, ci potrei anche trascorrere un freddo e lungo inverno – che odio – senza mai uscire !!

Il contesto, aprendo la porta del rorbu, è proprio da favola!

Incontriamo, passeggiando nel villaggio, una coppia di norvegesi, seduti davanti a un fuoco acceso, fuori dalla loro casa; di fronte c’è una mini casa, che mi fermo a contemplare: iniziano così a parlare con noi, ci invitano a vederla dentro, ci scambiamo un pò di battute, e ci dicono che la usano per rilassarsi e bere vino: così si deve vivere, dico con mio marito, certa che con quello spirito e in un posto così mi piacerebbe trovarmi nei prossimi anni

Imbocchiamo una strada, vicino al nostro rorbu, dove vediamo passare gente, immaginando che porti in un bel posto; è l’imbrunire, e con un quarto d’ora di strada arriviamo proprio dietro alla statua, simbolo della città, che abbiamo visto rientrando dall’escursione: è la Fiskerkona, la moglie del pescatore, 4,5 metri di altezza, in bronzo. E mentre la sera avanza, vediamo arrivare l’Hurtigruten, la grande nave che funziona sia per il trasporto di merci che di passeggeri, e come nave turistica, in questi paesi del nord, facendo scalo in 34 porti, e che noi abbiamo già visto nei porticcioli delle Lofoten

Cenare nel nostro rorbu è di nuovo il posto migliore e più romantico dove mangiare stasera, al lume di una candela, e con solo una radio che trasmette buona musica anni 90. E sposo in pieno la frase scritta sul quadro che è appeso su una parete del rorbu
“Eat well. Sleep deep.
Wake up to the see.”

Piena di gratitudine, penso: questa è vita!
L’indomani ci aspetta un lungo viaggio verso nord, destinazione Senja, quasi 8 ore di auto. Un altro posto che ci lascierà entusiasti.
Norvegia 28 agosto – 5 settembre 2026
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Spiagge alle LOFOTEN

Uno dei motivi per cui ho scelto le Lofoten come meta al nord, è stato le spiagge e il mare, che ho visto in numerose foto e video: mi sembrava che fossero bellissimi, da amante delle spiagge e dei mari tropicali!
E infatti non hanno deluso le mie aspettative: mi sono sentita avvolta dalla meraviglia dei paesaggi marini, della sabbia bianca, delle rocce, dei colori, e dell’aria di mare da respirare a pieni polmoni !!
Rorvik stranda
La prima spiaggia che incontriamo è Rorvikstranda, apparsa all’improvviso sulla strada per andare ad Henningsvaer. Una piccola baia, con sabbia bianca che si apre sul mare, circondata da vegetazione e monti, con un mare verde stupendo.

Le altre spiagge che visitiamo sono verso nord, nella zona centrale delle Lofoten, sulle isole di Moskenesøya, Flakstadøya, Vestvågøya. Percorriamo quindi la E10 verso Fredvang, nel comune di Flakstad, passando per i due iconici ponti a sbalzo che collegano le isole Moskenesøya e Flakstadøya

Visitiamo il piccolo ma delizioso porticciolo della cittadina, visto che siamo di passaggio: ha un grande fascino, ci siamo solo noi!!!

Yttersand stranda
Proseguiamo poi per la vicina Yttersandstranda. La spiaggia è una mezzaluna bellissima, con un mare cristallino, e, sul fondo, la vista dei monti

All’estremità, sul prato, si trova una casetta gialla: sembra un classico paesaggio di montagna, ma invece siamo al mare, ed esce anche un pò di sole che fa risaltare i colori stupendi


Ripercorriamo il ponte per tornare indietro e riprendere la strada E10, dirigendoci verso Ramberg, non distante da Leknes, che avevo addocchiato quando cercavo dove alloggiare

Ramberg stranda
Percorrendo una decina di chilometri, arriviamo su un’altra spiaggia a mezzaluna, Rambergstranda

E qui sembra davvero di essere ai tropici: sabbia bianca, mare trasparente, uno spettacolo, proprio il mare che piace a me!

Passeggiamo a lungo. Individuiamo anche la casetta rossa, resa famosa dai social

Skagstranda
Da qui ci spostiamo ad un’altra spiaggia vicina, Skagstranda, dove c’è il campeggio Lofoten beach club, col suo edificio col tetto a spiovente: questo è un posto davvero magico!

Avevo visto bene a voler alloggiare lì, ma purtroppo non ho trovato disponibilità. Vorrei tornare alle Lofoten, anche solo per stare qui qualche giorno!

Alti monti rocciosi si ergono dietro all’edificio, un prato, e una spiaggia bianchissima davanti, con rocce e un mare incantevole: un contesto mozzafiato!
Il cielo e pieno di nuvole e quindi non lo vediamo neppure al meglio, però resta uno posti che ho preferito alle Lofoten!!
Camminata alle spiagge di Vik, Hauckland, e Uttakleiv
L’indomani decidiamo di visitare le spiagge di Vik, Hauckland e Uttakleiv, attraverso una camminata sul mare di 10 chilometri andata e ritorno
Sempre percorrendo la E10 verso nord, passiamo il tunnel sottomarino Napp, lungo 1,8 chilometri e che scende per 63 metri sotto il livello del mare, la qual cosa mi fa un po’ impressione, anche perchè all’interno è grezzo, e gocce di acqua scendono dalle pareti
All’arrivo alla spiaggia di Vik mi vengono le lacrime per quel che vedo, io che amo le spiagge bianche!

La passeggiata da una spiaggia all’altra è semplice e offre dei paesaggi dall’alto straordinari

Hauklandstranda è magnifica, una grande mezzaluna con spiaggia bianca, e mare cristallino verde e azzurro.

Spunta anche un pò di sole lungo il cammino, che fa risaltare il colori del mare, e alcune piccole spiagge ricordano proprio paesaggi tropicali

Incontriamo tantissime pecore, che sono lungo il sentiero o arrampicate sul monte, mentre il suono dei loro campanelli si unisce a quello del mare, che abbiamo a lato.

Uttakleiv rappresenta il mio immaginario di Norvegia, e qui le montagne arrivano proprio sul mare

Percorriamo la vecchia strada che dovevano fare gli abitanti e gli scolari di Uttakleiv per andare a scuola un tempo, prima che scavassero una galleria dentro il monte (le spiagge si possono raggiungere anche su strada).
Ci fermiamo a mangiare quello che ci siamo portati proprio qui, su un tavolo di legno per turisti, davanti al mare, sotto al monte. E poi torniamo riempiendoci gli occhi di nuovo di tanta bellezza: è stata una camminata meravigliosa, e una delle giornate più belle trascorse alle Lofoten, a contatto con questa natura selvaggia che parla all’anima.

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LE MIE LOFOTEN, LA MIA SENJA E TROMSO

Quello che mi rimarrà impresso nella memoria e nel cuore del viaggio alle Lofoten, Senja e Tromso
le mie LOFOTEN
Le vetrate con le renne all’arrivo all’aeroporto
La piccola aurora boreale di fine agosto
L’emozione di vedere dal vivo il campo da calcio di Henningsvaer e il paese della Lonely Planet di Hamnoy
Il trekking tra Haukland beach e Uttakleiv beach
Le voci dei gabbiani ad A
Il villaggio di pescatori di Svinoya, sull’isola nel porto di Svolvær
I fiordi nell’escursione a Trollfjord
La sensazione di essere al mare e in montagna
I prati verdissimi
Il mare dai colori caraibici e le spiagge bianche
Le cime aguzze dei monti
Le strade dei fiordi, tra mare e montagne a picco
Le vetrate immense delle case, e i panorami meravigliosi da queste
I rorbuer colorati
La zuppa di pesce cremosa
I kanelsnurr alla cannella
I ponti lunghissimi e i tunnel sotto le montagne (e uno sotto il mare)
la mia SENJA

I passaggi dentro a montagne che escono su ponti
Le cascate e i colori dell’autunno che avanzava
L’arcobaleno e i riflessi a Tungeneset
L’alternanza di fiordi e lievi pendii boscosi
I rorbuer rossi destinati ad attività inerenti la pesca
Le strade strette, le curve cieche e gli spazi a lato per fermarsi e far passare
L’autenticità del luogo
TROMSO

L’atmosfera nordica della città
Le case tradizionali colorate e i grandi edifici moderni con vetrate, in una convivenza armonica
La piacevole via pedonale del centro
La moderna biblioteca a vetri
La chiesa artica ad di là del ponte
Il porto vivace e i suoi panorami
Il paesaggio dei dintorni
Il bar più piccolo della Norvegia
La funivia per vedere la città dall’alto (anche se non siamo saliti)
I raggi di sole quando uscivano e la gratitudine per questi.
Tutti i momenti di non trascurabile felicità.

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TROMSO città artica

Dopo i giorni in mezza alla natura pensavo che arrivare a Tromso mi avrebbe lasciato perplessa: invece no, l’ho trovata una città gradevole, interessante e armoniosa, a cui dedicare se non si fanno escursioni, una o 2 giornate, visto anche che l’aeroporto dista solo 20 minuti di bus urbano, rendendola meta anche di viaggi brevi

Poi mi sono trovata ad organizzare un viaggio: Tromso è detta “la porta dell’artico”, all’estremo nord della Norvegia, distante 350 km dal Polo nord, città ideale per vedere l’aurora boreale e soggetta al fenomeno della notte polare in inverno, e del sole a mezzanotte in estate
.
Tromso è così l’aeroporto di arrivo per il nostro tour alle Lofoten e Senja, e l’ultima tappa, alla fine.
Arriviamo a Tromso dalla strada 858 in 4 ore da Senja, niente a che vedere con quella fatta all’andata, la E10 – E6-E8, molto più panoramica.
Ci fermiamo lungo la strada in un negozio Sami. I Sami sono una popolazione indigena che abita molte zone del Nord Europa, in particolare del nord della Norvegia, chiamati in passato anche Lapponi, che ha sempre vissuto di caccia, pesca e raccolta, e ancor oggi dedita all’allevamento delle renne. Le loro tende, chiamate lavvo sono ancora oggi simbolo della loro cultura nomade. Da Tromso si possono organizzare varie attività, incontri con le renne, escursioni in slitta, visita agli accampamenti, ecc.
Gli oggetti di artigianato da loro venduti sono bellissimi, ma anche carissimi

L’hotel City First è vicinissimo, in pieno centro, al parcheggio Hertz dove dobbiamo lasciare l’auto, quindi scarichiamo i bagagli e facciamo il check in

Ci danno una bella camera con cucina, omaggiandoci anche di un upgrade, e in hotel sono tutti gentilissimi

Andiamo a riconsegnare l’auto.. poi siamo pronti per iniziare a visitare la città
Il centro di Tromso è graziosissimo e costituito di case tradizionali in legno colorate assieme ad edifici moderni ma tenuti insieme da grande armonia, è su un isolotto che si chiama Tromsoya, unito da lunghi ponti alla terraferma

Storgata, la via principale è pedonale e si passeggia molto gradevolmente

Su una piazza che guarda questa via si trova anche la cattedrale neogotica protestante, costruita tutta in legno e di un bel colore giallo.

In una strada parallela coglie la mia attenzione un moderno edificio: è la biblioteca della città

La zona del porto è molto gradevole, con le sue case colorate e le belle viste d’insieme





Proprio al museo marittimo, che si trova all’interno del ristorante Full Steam, ci fermiamo a mangiare il tradizionale fish and chips, ed ammiriamo le tante grandi sale con oggetti della pesca al merluzzo, e gli ambienti ricreati che sembrano scenografie di un film


è un posto pazzesco e bellissimo!![]()
![]()
E il fish and chips è buonissimo!

Mi fa sorridere la scritta che leggo su una parete del ristorante, dove COD, merluzzo, sostituisce GOD:
“In cod we trust”. Ma comprendo che per gli abitanti di questi luoghi il merluzzo sia stato e sia davvero importante

A pochi passi si trova un altro posto pazzesco, il Raketten bar og polse, il bar piu piccolo dell’universo, come si definisce, dove vendono hot dog dal 1911: ne prendiamo uno per la cena in viaggio, ed é squisito!

Lasciamo Tromso, vedendo ancora paesaggi stupendi nei dintorni, e in soli 20 minuti, con un autobus urbano, arriviamo all’aeroporto… mio malgrado, perchè ho ancora voglia di restare in questi posti.. o di tornarci magari nella stagione invernale !

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GUBBIO, in Umbria: come mai non ci sono stata prima?? (e un salto a SPELLO)

L’Umbria si rivela sempre una regione bellissima, con un’atmosfera mistica e sacra, che mi sorprende e mi fa sentire bene.
Siamo andati ad Assisi per il mio evento del cuore (ne parlo qui), ed è sempre un piacevole ritorno

E’ il giorno del ritorno, e il cielo è grigio, quindi decidiamo di spostarci.
Arriviamo a Gubbio perché a Spello, dove ci siamo fermati ed entusiasmati per il paese dei fiori (racconto sotto), piove. E guardando il cielo, come spesso ci capita, scegliamo la direzione.
A Gubbio ci accogliere il sereno, il temporale è passato.
E chi si immaginava trovare una cittadina così😍 ? ?

Ne avevo sentito parlare di Gubbio per la storia di san Francesco e del lupo da lui ammansuito, e non conoscevo altro, ma già all’arrivo la vista della città che spicca in alto, col colore dell’oro dei campi in estate, mi sorprende

Parcheggiamo a fianco all’area del teatro romano, che visiteremo prima di lasciare la città

Imbocchiamo via Cavour, e la cittadina si presenta al suo ingresso silenziosa e tranquilla; bastano pochi passi perché attiri la mia attenzione un grande porticato: è la loggia dei Tiratori, sede nel 1300 di un ospedale

Si arriva passando da una ariosa piazza ai piedi della città, Piazza dei Quaranta, dove spicca la torre di quello che scopriremo poi essere il Palazzo dei Consoli, sede del Museo archeologico e della Pinacoteca, che si intravede anche salendo dai vicoletti

Le stradine sono quasi deserte, un susseguirsi di case di pietra curate, angoli suggestivi, monumenti bianchi candidi


Si possono immaginare i viandanti di un tempo percorrerli, ed è come se medioevo ci piombasse addosso, qui a Gubbio.
Mi colpisce la chiesa di San Giovanni, che ha davanti una piazza con degli ulivi posati sul cemento

E più in alto, si gira attorno a Palazzo dei Consoli, dove, continuando a salire, finalmente ci si arriva di fronte

Ci troviamo davanti Piazza Grande, e io resto senza fiato

E’ bellissima, davvero enorme, con un immenso balcone sulla vallata

Gubbio ha 2 comodi ascensori gratuiti che portano nelle parti alte del borgo, uno in Piazza Grande e uno dalla Cattedrale, il Duomo dei Santi Mariano e Giacomo, che domina la città, la vallata e le colline

La chiesa principale qui non affaccia su una piazza spaziosa, ma ha un ingresso a ridosso del Palazzo ducale

Il panorama è superbo, attorniato dal silenzio, dagli ulivi e dalla lavanda: una grande bellezza, con i colori dell’estate

Si puo ancora salire, per arrivare in alto, alla cima del monte Igino, tramite sentieri o con una vecchia funivia, ma noi proseguiamo solo un po’, giusto per vedere le antiche mura

Ci sono altri angoli deliziosi dove ammirare il panorama dall’alto, i tetti rossi, i monumenti, e sul fondo la vallata e le colline, che riempiono gli occhi di meraviglia

Ritorniamo in basso con l’ascensore e assaggiamo la famosa crescia eugubina, buonissima.
Scopriamo che qui sono state girate alcune scene della serie ” A un passo dal cielo” con Trrence Hill: alcuni locali hanno esposte delle fotografie.

Scendiamo per la via dei Consoli, tra belle botteghe di ceramica, di sculture, di oggettistica, non cinesate di souvenir, ma opere di bravi artigiani, e negozi che vendono salumi e salami. Qui i coglioni sono quelli di mulo, e non sono davvero una parte del mulo, ma salami di maiale che hanno la forma degli attributi, e per questo ne hanno preso il nome (spinta dalla curiosità ho chiesto in un negozio!!)

E’ bella Gubbio, non è bersagliata dall’overtourism, ha un’atmosfera mistica, regna un gran silenzio nei vicoli, e nelle piazze del centro si ritrovano ancora i ragazzi e i bambini giocano a pallone, e i cittadini che chiacchierano tra di loro sulle panchine

Un giro a Spello
Tra Assisi e Gubbio si trova Spello, un altro bellissimo borgo dell’Umbria.
Ci siamo fermati, il tempo di fare un breve giro per i vicoli, perchè ci ha colto un temporale, pioggia scrosciante per parecchi minuti, che ci ha costretti a ripararci all’interno di una chiesa

Questo non ci ha comunque impedito di apprezzarne la bellezza: la porta d’ingresso alla cittadina del I secolo a.C, Porta Consolare, uno dei varchi della cinta muraria romana che la circonda, ci conduce in una via che annuncia quello che troveremo





Val di Sole: montagna in TRENTINO ad inizio estate

In un caldissimo mese di giugno decidiamo di andare a cercare un po’ di refrigerio in montagna. e scegliamo il Trentino, in particolare la Val di Sole.
Nella Val di Sole si trovano belle vallate, come la Val di Pejo e la Val di Rabbi, che fanno parte del Parco Nazionale dello Stelvio, con torrenti boschi e laghi, e le vette fino a 3000 metri del gruppo Ortles-Cevedale e Adamello Brenta.
Alloggiamo in 2 posti diversi: uno lo abbiamo scelto con una Smartbox che avevamo in regalo, un bell’hotel che si trova sopra Dimaro, fortunatamente non in paese, che è carino ma non rispecchia il caratteristico luogo di montagna che mi piace, ma verso Folgarida, nel tratto di strada che comincia a salire, e diventa panoramica e coperta di boschi

L’altro è poco prima di Madonna di Campiglio, proprio a valle degli impianti di risalita alla cima Grostè.

La Val di Rabbi, il ponte sospeso e il percorso kneipp naturale
Ci spostiamo verso la vicina Val di Rabbi, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, per raggiungere il ponte sospeso, una passerella in acciaio costruita a 60 metri sopra al torrente Rabbies

La vallata è bellissima, prati verde brillante e boschi che si inerpicano sui monti, col torrente Noce che scorre lungo la via

Dopo aver lasciato l’auto a un parcheggio vicino, e aver fatto un tratto di strada nella valle, a un certo punto si intravede su, molto in alto, tra gli alberi, il ponte

Il sentiero nel bosco è bellissimo

E’ ovvio che ci si deve arrampicare un pò, ma all’arrivo ci aspetta una vista spettacolare

Da una parte un’alta cascata che si riversa nel fiume, dall’altra la vallata.. e il ponte, lungo ben 100 metri, collega i 2 punti della montagna


Attraversarlo è emozionante, e il panorama è davvero mozzafiato


Dopo l’esperienza del ponte voglio andare a provare il percorso kneipp, una piccola area di idroterapia all’aperto, creata con l’acqua del torrente: si trova poco distante, in località Valorz, vicino al paese di San Bernardo

L‘ingresso è a pagamento, ma il biglietto ha un costo esiguo: l’esperienza si svolge camminando a piedi nudi nell’acqua gelida del rio, su vari fondi, per permettere un’esperienza sensoriale, e per attivare la circolazione: ghiaia grossa, più sottile, sassi, cortecce, erba.. e l’inizio per me non è dei più felici: l’acqua è così gelata da far quasi male, e i sassi sono molto fastidiosi, per cui non è neanche possibile correre per finire il prima possibile!! Sicuramente fa molto bene alla circolazione, ma l’unico momento rilassante, per me, durante questa esperienza, è stato quando mi sono immersa nell’argilla coi piedi, e me la sono spalmata sulle gambe, per poi andare a sdraiarmi su una chaises long per farla asciugare

Pejo quota 3000
Il giorno seguente ci dirigiamo verso la Val di Pejo, a una trentina di minuti da Folgarida, per salire con cabina e cabinovia fino 3000 metri, e godere del paesaggio delle Dolomiti dall’alto, dimenticando per un pò il caldo torrido che investe le nostre zone

Gli impianti di risalita sono in località a Pejo Fonti, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio: facciamo un abbonamento giornaliero, con uno sconto grazie alla Val di sole Trentino Card che ci ha fornito il nostro hotel

Il percorso è diviso in 2: prima una cabinovia che arriva a quota 2000 metri, poi una cabina che arriva fino 3000, tra le cime dell’Ortles-Cevedale.
A 3000 metri si gode di una vista mozzafiato delle vette più alte delle Alpi Centrali e Orientali: quando il cielo è limpido c’è un bellissimo panorama su tutta la val di Pejo e sui ghiacciai circostanti dello Stelvio.

All’arrivo della funivia ci troviamo in una terrazza d’alta quota, con residui di neve sui monti: finalmente è fresco da stare in felpa, 14 gradi, che sono un piacere, in confronto ai quasi 40 delle nostre zone. Ci sono parecchie nuvole, che si muovono velocemente, e che in parte coprono il panorama

Ma è comunque bellissimo!

Un piccolissimo laghetto di montagna, una pozza, spicca con la sua acqua verde a pochi metri da noi, e il rumore continuo dell’acqua che scende dal monte, creando un percorso di cascatelle, è un dolce suono per le orecchie

C’è un bar ristorante con un bel terrazzo panoramico, e ci prendiamo un caffè: ci sarebbe una gran bella vista ma si intravede soltanto, poichè il cielo coperto la offusca

Ci fermiamo a lungo comunque, perché si sta molto bene; poi decidiamo di scendere alla tappa intermedia, a 2000 metri, in località Tarlenta, e anche qui è presente un bel punto di ristoro panoramico.
Poco più avanti si può arrivare alla seggiovia che porta a 2400 metri, in un luogo con un rifugio che si chiama Doss dei Cembri, che si trova a lato delle montagne che abbiamo visto a 3000: infatti lo avevamo notato in lontananza dalla cabina

Io che amo prendere la seggiovia, perché sento l’aria sulla pelle, gli odori del bosco, i colori degli alberi e soprattutto il silenzio, e amo non perdermi nulla, salgo da sola perché mio marito soffre di vertigini, e col senno di poi è stato meglio cosi: in alcuni punti, la discesa soprattutto, è stata parecchio impressionante per via dell’altezza!

L’arrivo a 2400 metri è magnifico: appare subito il laghetto incantevole su cui si riflettono alberi e monti

Tutto intorno ci sono alberi verde brillante, e tantissimi fiori rossi, che risaltano a cospetto delle rocce

Mi avvicino un pò al lago senza scendere troppo: è già così tanto bello visto dall’alto

Anche il rifugio è molto bello, ma il marito mi aspetta in fondo, alla partenza; quindi dopo avere assorbito tutta quella bellezza riprendo la seggiovia per scendere, ammirando ancora la meraviglia del posto.
Ci fermiamo a fare un pic nic e a rilassarci all’ombra di un albero, e, poi, visto che il cielo si è aperto e ora è sereno, decidiamo di riprendere la cabina per salire di nuovo a 3000 metri: e facciamo bene perché ci si presenta davanti un panorama pazzesco delle Dolomiti, col cielo terso!

E anche una vista magnifica della vallata sul fondo

prima..

…dopo
Il monte Vioz, dietro, con la luce del sole del pomeriggio è ancora più bello! È meraviglioso godersi il sole e il fresco con la neve, in maniche corte!!

Non vorrei smettere di guardarmi intorno, assaporare quella pace e sentirmi a un passo dal cielo, e lontano dai miei pensieri quotidiani.
Sazi di tutta la bellezza che ci ha regalato questa escursione, scendiamo i due tratti.
Sentiamo ancora addosso il benessere di queste due giornate, che abbiamo sperimentato, la montagna sa darti. E ne siamo grati!

E la dice giusta la frase che era scritta su una lavagna al rifugio Mythe a 3000 metri:

Il nostro giro è poi proseguito in un altro luogo che ci ha incantato: il Lago di Tovel
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Le mille sfumature di verde del LAGO DI TOVEL, in TRENTINO

Le ardenti temperature di fine giugno di quest’anno, e un tempo di attesa delle ferie forzato, ci spingono a cercare un po’ di refrigerio sulle montagne del Trentino. Dopo un giro in Val di Sole arriviamo al lago di Tovel
Poco distante da Trento, nella Val di Non, all’interno del Parco naturale dell’Adamello Brenta, a 1179 metri di altitudine, del lago di Tovel ne avevo letto bene, ma non credevo che avrebbe retto il confronto del poco distante, e mio amato, lago di Molveno.
E invece…è stata davvero una bella sorpresa!

La strada, seguendo le indicazioni per il lago, diventa subito molto scenografica, correndo in mezzo alle alte cime rocciose dei monti e continuando poi contornata dai boschi

Arriviamo nel momento migliore, in un giorno infrasettimanale di giugno, quando la maggior parte delle persone non è ancora in vacanza, e quindi non c’è affollamento, e proprio quando, lavori sul percorso, implicano restrittivi orari di apertura e chiusura della strada che conduce al lago, con il vantaggio pero’ di riuscire a trovare posto nel parcheggio più vicino, e gratuitamente.
L’imbocco del sentiero per arrivare al lago costeggia il fiume, che inizia a deliziare le orecchie col suo suono rilassante

La circonferenza del lago è di 3,8 km, ed è possibile fare un giro ad anello lungo tutto il suo perimetro, incontrando anche deviazioni che portano a diverse malghe

Giungendo al mattino presto, siamo subito estasiati dai riflessi dei monti e della vegetazione sull’acqua, che offrono uno spettacolo impagabile

E pensiamo che sia l’ora piu bella

I riflessi mi ricordano quelli visti ai laghi di Plitvice in Croazia

Ma anche quelli meravigliosi del lago di Carezza in Alto Adige.
In verità scopriremo, nel tardo pomeriggio, che anche a quell’ora, l’acqua verde del lago, fermissima, rispecchia montagne ed alberi creando paesaggi da cartolina, se si è dalla parte opposta del lago, quella della spiaggia bianca

Tra i diversi alberi dentro il bosco, sulle cui foglie si insinuano i raggi del sole, e i riflessi sull’acqua, si crea un contesto incantevole di mille sfumature di verde, come non ho mai visto prima

Prendendo il sentiero dalla parte destra, all’arrivo, il tracciato è largo e pianeggiante, e scorre più alto rispetto sl lago: si incontrano chalet, punti di ristoro, alcune piccole spiagge, e si vedono scorci bellissimi tra la vegetazione

Poco prima di giungere nel punto dove si trovano le spiagge più grandi, un segnale indica una cascata. Il sentiero, che si addentra nel bosco e arriva ad una pietraia, non è molto delineato, ma il rumore dell’acqua ci guida al suo cospetto: è un rivolo d’acqua, la cascata di Risla, ma il salto è imponente e scenografico, e avvicinandosi si sente il fresco che generano gli spruzzi dell’acqua mentre cade a terra fragorosamente

Prendendo il percorso dal lato sinistro, invece, il sentiero è più stretto, e scorre vicinissimo all’acqua, dove alberi con immense radici che paiono mani, li tengono ancorati forte al terreno

Alcuni abeti furbi fan crescere i rami soltanto dove possono prendere il sole, lasciando l’altro lato del tronco spoglio

Nel lago, in questa stagione, centinaia di girini neri neonati nuotano nell’acqua trasparente

Fiori viola risaltano nel verde del bosco- uno dei miei abbinamenti preferiti, -e il profumo di resina e di conifere tutto intorno, riempie i polmoni


Proseguendo, quando il sentiero sale lievemente piu in alto, su scale create nella roccia con pietre e rami, si incontra un tratto panoramico: meraviglia delle meraviglie, si arriva ad un balcone dove appare sul fondo, tra gli alberi, una spiaggia bianca, una lingua di sabbia che spicca tra il verde del lago e dei monti. Una vista davvero paradisiaca

Scopro poi che viene chiamata “i Caraibi del Trentino” e penso che non sia un’esagerazione questo appellativo!

Siamo al punto del sentiero dove dietro c’è la cascata, e questa è la via più corta per arrivare alla grande spiaggia; si raggiunge in poco più di una ventina di minuti, mentre percorrendo la strada dall’altra parte, sulla destra, occorre circa mezz’ora, passeggiando lentamente.
In questa mattinata la splendida spiaggia bianca non è per niente affollata, ci si può stendere all’ombra di alcuni alberi, o fare il bagno, in un’acqua neanche così fredda come mi aspettavo (ma attenzione che diventa profonda velocemente ed è soggetta a correnti), e stare ad ammirare un panorama di una bellezza disarmante

Tutto intorno si vedono alberi fitti, in basso, e poi solo monti, cime aguzze e rocce, che si stagliano verso il cielo: mi pare di essere in un piccolo mondo a parte, intriso di magia e bellezza, che ha un effetto disintossicante, dà sollievo dal caldo torrido dei giorni scorsi, e che trasmette un tale splendore da farmi sentire nutrita, gioiosa, in pace

Tanto che decidiamo poi di cambiare i nostri piani, -che erano di restare soltanto la mattina-, e di prolungare queste sensazioni, fermandoci a pranzo in uno dei ristori del lago, e per tutta la giornata: il più possibile, vista la funzione rigenerante di questo luogo.
E mentre il mio corpo si rinfresca con l’acqua del lago,
assorbe il calore e l’energia della terra,
disteso sui bianchi sassolini appuntiti,
e le mie orecchie sentono le voci in lontanza delle persone,
ma odono in prevalenza il canto del vento e degli uccelli,
e le montagne intorno mi proteggono da tutte le interferenze e rumori molesti, togliendo il campo ai telefonini,
i miei occhi guardano la bellezza che hanno davanti e attorno:
si nutrono di quelle mille sfumature di verde,
del lago, dei monti, degli alberi;
si riempiono di meraviglia, di stupore
e accolgono con gratitudine
i regali di questa meravigliosa natura.

giugno 2026
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