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Viaggi nel Mondo

Ma quanto è bella Bologna!

 

 

Bologna la rossa, Bologna la grassa, Bologna la dotta, Bologna turrita, Bologna e i portici…

Per me Bologna è solo incantevole … perchè per me Bologna è casa.

Da quando vivo tra Bologna e Modena, ormai vado quasi piu’ di frequente a Modena che a Bologna. Pur essendo Bologna la mia città natale, che amo alla follia.. e di cui non ho mai scritto ancora nulla!! Cosa che pero’ mi è venuta voglia di fare, pianificando un percorso, in occasione della visita di alcuni amici.

Adoro il centro di Bologna, girare sul “crescentone” di Piazza Maggiore, sentendomi contenuta dai palazzi che lo circondano, Palazzo d’Accursio, Palazzo del Podestà, Palazzo Re Enzo, Palazzo dei Notai, Palazzo dei Banchi.

Guardare l’immensità di San Petronio, che ha al suo interno la meridiana più lunga del mondo.

Passeggiare per le caratteristiche vie con le botteghe antiche, via Clavature, via Pescherie Vecchie, via Drapperie, ora ancor piu smaglianti, per i tanti localini e bar, che attirano i nuovi turisti, portati dai voli low cost.

Fare uno spuntino al mercato di mezzo con le sue specialità, e poi, passando davanti al bel Palazzo della Mercanzia, arrivare alla favolosa Piazza Santo Stefano, con le sue 7 chiese, e anche a piazza Minghetti, che con i suoi palazzi chiari, sembra un angolo di Parigi a Bologna.

E poi provare il telefono senza fili sotto il voltone del Podestà, e ammirare la statua del Nettuno.. che visto da una certa prospettiva.. è sempre eretto 🙂 !

E la casa di Lucio Dalla, in via D’Azeglio, lui che ha accompagnato la mia gioventù come un amico, con la sua sagoma alle parete, mentre suona il sax.

E Le frecce medievali, che si sono ancora sul soffitto, attaccate alle travi, a Corte Isolani.

E il lampione delle nascite, all’angolo di Palazzo Re Enzo, che si accende, ogni volta che negli ospedali della città nasce un bambino.

E le due Torri, il simbolo di Bologna, che svettano in fondo a via Rizzoli, dominando il centro, e le tante altre che si vedono attorno.

E la Sala Borsa, bellissima biblioteca e piazza coperta, con gli suoi scavi sotto il pavimento di cristallo, testimonianze di antiche civiltà.

E la finestra di Via Piella, che si apre su un canale e ricorda un passato fatto di acque che attraversavano la città, poi coperte, e il lavatoio degli animali, tappa obbligata prima della vendita, poco distante e conosciuto..

Poi la piazzola, il mio mercato del cuore, il venerdi’ e il sabato, e il pincio della Montagnola; la stazione lì vicino, e il triste ricordo in un muro deflagrato, della strage del 2 agosto.

E tutto intorno alla città, quel che rimane delle antiche mura e chilometri e chilometri di portici, che a Bologna non ti bagni se poi piove.

E il santuario di San Luca, che quando arrivo dall’autostrada, lo vedo in lontananza.. E per me significa che sono arrivata a casa.

 

 

Bologna e le 3 T, Torri, Tortellini e Tette… tutte da sperimentare 🙂

Bologna e il cibo buono: i tortellini, in brodo o alla panna, mai al ragù, che non esistono a Bologna; le tagliatelle, quelle sì, al ragù, quello bolognese, che deve bollire ore e ore…e le lasagne, caposaldo della tradizione. E poi le tigelle e le crescentine fritte, da mangiare con gli affettati, i formaggi e i salumi; e sua maestà, la mortadella, che nelle altre regione ha assunto il nome della città, la Bologna :). In pochi conoscono la cotoletta alla bolognese, ricca e impegnativa, carne impanata con sopra aggiunta di prosciutto crudo e formaggio; e il friggione, tanta cipolla bianca e pomodoro lasciati a cuocere a lungo…

 

 

E poi che dire, del suono simpatico della parlata bolognese, che già Dante la elogio’ ai tempi suoi???

 

 

Perchè poi siamo buffi eh..

“Altro?: Tipica espressione del droghiere, quando ti prepara l’etto di mortadella che gli hai richiesto. “Altro?” sta a significare “Occorre qualcos’altro?”.  Nel caso in cui non occorra nient’altro, basta rispondere “Altro”, oppure si prosegue con l’altro da ordinare 

Mi dai il tiro? Questo modo di dire tutto bolognese significa “spingi il pulsante per aprire la porta”,  che noi diciamo semplicemente con un’unica parola: “tiro”.  Se trovate vicino alle porte delle case un pulsante con su scritto “TIRO”,  adesso sapete cos’è

Il rusco. Il rusco per il bolognese è la spazzatura, l’immondizia. “Lo butto nel rusco” o “vado a portare giu’ il rusco”, sono le nostre classiche espressioni, cosi’ di uso comune che tanti bolognesi credono che il rusco sia una parola della lingua italiana

Il cinno. Dicasi cinno il ragazzino dai 5 ai 17 anni, più o meno. Per i tipi più scombinati viene usato anche il termine “cinnazzo”

L’umarell. Il termine “Umarell” indica, un signore di una certa età in pensione, che deve trovare il modo di impiegare il proprio tempo. L’umarell per eccellenza è quello che guarda, con le mani rigorosamente incrociate dietro la schiena, i cantieri, criticando tutto quello che viene fatto

Soccia. “Soccia” è un intercalare molto usato a Bologna.Soccia che storia!”Soccia che bello” “Socmel che du maron!!” (espressione tipica del bolognese quando si è stancato). Si dice “Soccia” come esclamazione di stupore anche se letteralmente sarebbe un incitamento alla fellatio, ma come intercalare non ha alcun riferimento all’atto sessuale .

 

per chi volesse approfondire

http://www.bolognanelcuore.info/modules.php?name=Bolognese&file=index

 

E ora..

Visitare il centro di Bologna: vi suggerisco il mio percorso

 

***in aggiornamento***

 

 

 

Visite: 15

Viaggiare con ragazzi adolescenti

 

 

E’  possibile viaggiare, aggiungo, felicemente, o quantomeno in pace, con figli adolescenti, ovvero, dagli 11 ai .. 17 anni, o fintanto che si riesce a portarli con sé??

Per la mia seppur breve esperienza, credo che occorrano 3 cose: educazione al viaggio, alcuni accorgimenti, e anche c..o, ovvero fortuna!

L’adolescenza è un periodo difficile per tutti, sia per chi lo vive, che sta affrontando una trasformazione e deve mettere alla prova se stesso e il mondo (e i genitori soprattutto) sia per chi ..la subisce, ovvero la famiglia! Che vede tramutare il piccolo dolce cucciolo di casa in un qualcosa che spesso non riconosce, che si rivolta come un serpente, che si comporta come un indemoniato, che vuol fare cose per noi senza senso e turpi, e che non ci aspettiamo.

Abituare fin da piccoli i bambini a viaggiare, sicuramente è d’aiuto, perché, nonostante venga spezzata la loro vita routinaria, in favore di qualcosa di sconosciuto, e vengano staccati dai loro riferimenti per un po’ di tempo, possono imparare che l’incognito puo’ anche essere piacevole, divertente e interessante. Si puo’ cosi’ alimentare la curiosità, che è sempre una sensazione vitale.

E’ questo che intendo con “educare” al viaggio: sviluppare lo spirito di adattamento e la curiosità per il nuovo.

 

 

E’ ovvio che sopraggiunta la fatidica età, per istinto di ribellione, possano essere scocciati di lasciare casa, amici, luoghi frequentati, o semplicemente vorrebbero restare perché si divertono di piu’ con le loro abitudini e nel loro conosciuto. Possono manifestare più di un bambino piccolo, che lo si puo’ distrarre meglio, il loro dissenso, e fare ostruzionismo a partenze o movimenti. Con musi, mutismi e rispostacce, che, almeno a me, a volte mi fan scattare ferocemente i nervi: sembra che ci vogliano far pagare caro il fatto di strapparli alle loro “cose”.

 

 

Ecco che qui l’educazione al viaggio serve anche a noi, nel senso che, visto che siamo messi alla prova nella nostra capacità di mettere confini, non dobbiamo mollare ai loro capricci di adolescenti, come non dovevamo mollare quando erano bambini. Cercare di ascoltare,  mediare e dialogare, pur mantenendo la fermezza, sarebbe sempre la cosa migliore. Cosa che io lascio fare al padre, che è piu’ bravo di me :).

 

 

Eppure diventa importante farli ricredere, questi ragazzi, dimostrare loro che li conosciamo e sappiamo anche quali sono le cose che piacciono a loro, per conquistare ancora un po’ di fiducia. Devono sentirsi compresi anche per quello che non dicono.

E qui entrano in ballo gli accorgimenti che possono aiutare. Posso parlare di quelli che per me si sono dimostrati efficaci durante viaggi e vacanze.

 

 

Intanto la scelta della meta, che deve essere possibilmente attraente anche per l’adolescente. Una meta desiderata oppure qualcosa che immaginiamo possa sorprendere, stupire, (che noi possiamo supporre che piacerà, anche se lui/lei non dimostra interesse o snobba, perché non conoscendo non puo’ immaginare) e destare curiosità.

Come?

Parlando della meta e delle attività entusiasmanti che lo aspettano, facendo mettere in moto la sua immaginazione.

Incontreremo comunque sguardi di sufficienza, diffidenza, risposte disinteressate o arroganti, ma intanto abbiamo gettato un semino.

 

 

Scegliendo accuratamente i posti dove fermarsi e gli alloggi, che dovrebbero essere almeno un pò intriganti o particolari.

 

 

Coinvolgendo nella preparazione del viaggio, mostrando foto delle località che si visiteranno, parlando di luoghi, di episodi accaduti, vedendo film inerenti la meta, cercando qualche aggancio con qualcosa che conoscono o a cui sono interessati. In questo modo è possibile che si carichino un minimo, e che affrontino meglio tutto il resto.

 

 

Nel corso del viaggio è importante  poi prevedere tappe con attività che si immagina possano piacere o essere interessanti o divertenti per  l’adolescente: l’uso di mezzi di trasporto particolari, barca, tuc tuc, auto d’epoca, hip on hip off bus, cavallo, calesse, bicicletta, risciò, seggiovia, funivia o simili; attività adrenaliniche: percorsi avventura, zip line, battute di pesca, parchi giochi tematici o acquatici, salite su grattacieli; visite a mostre o musei interattivi, mercatini, negozi o quartieri particolari, luoghi con animali.

 

 

Altra cosa, che ho visto essere saliente, è avvisare in anticipo, quando si sa che può esserci qualcosa di non gradito. In questo modo eventuali rimostranze, vengono fuori subito e al momento di affrontare la cosa sgradita sono preparati e magari si lamentano meno e si possono organizzare per tenersi impegnati o cercare di affrontare la cosa in maniera diversa.

Durante un viaggio poi, può accadere che ci siano tempi morti o momenti noiosi per loro, o anche semplicemente momenti di relax: è importante stimolarli a cercare intrattenimenti da portare come passatempo (e-reader, libri, musica, giochi, carte, parole crociate, ecc. -es per i lunghi viaggi in auto, che odia, mia figlia si organizza ascoltando musica o leggendo e-book).

 

 

Ultima cosa, ma non meno importante, è il fatto di cogliere l’opportunità di trascorrere del tempo col padre, che è una figura di fondamentale rilevanza, soprattutto in questa fase. Di riferimento, di autorità, di confronto, che mette i confini, che trasmette insegnamenti e valori, che media e che puo’ placare i conflitti con la figura materna.  Tempo di qualità, che puo’ essere disponibile in vacanza, da utilizzare per fare delle cose insieme, e, per il genitore, per conoscere il nuovo essere che sta diventando il figlio.

 

 

Detto questo, bisogna comunque mettere in conto che ci saranno sempre momenti in cui l’adolescente si lamenta, dice che si annoia, si ammutolisce; momenti in cui non va bene niente, che non gli va di  fare quello quello che abbiamo programmato, momenti in cui esplode la rabbia, da ambo le parti.  E’ tipico di questa fase, succede in viaggio come a casa. Fortunatamente, proprio perché si è in vacanza, può passare prima, basta trovare un motivo di entusiasmo, come vedere un qualcosa di bello, fare qualcosa di interessante, distrarsi dal conflitto. E ricordare che loro sono gli adolescenti, e noi gli adulti.

 

 

agosto 2019

Visite: 28

Miami Beach, Florida

 

 

Col bus 120 arriviamo da Miami Downtown a Miami South Beach, passando per il lungo ponte, che collega la terraferma alla striscia di terra che si trova di fronte a Miami. Il bus percorre gran parte di Miami beach e quindi diventa anche un giro panoramico, e ha una fermata proprio davanti al National Hotel che ho prenotato, sulla elegante Collins Avenue, a pochi passi dalla famosa Ocean Drive, il lungomare di palme davanti all’Oceano, ricco di locali, boutique, alberghi ed edifici in stile art deco’.

 

      

Il National Hotel, uno dei primi hotel di South Beach, costruito nel 1939, svetta alto nel cielo e ci si presenta davanti in tutta la sua maestosità ed eleganza

 

 

Perfettamente ristrutturato e mantenuto, alloggiare in questo hotel è stato come stare in un museo dell’art deco’, con un’atmosfera unica, dovuta a tutti i particolari ricercati, che ti rimandano indietro nel tempo, con un’eccellente servizio. E’ stata una vera sorpresa e ha superato di gran lunga le mie aspettative.

 

 

La scelta è ricaduta su questo hotel, dopo che avevo inizialmente prenotato un altro albergo sulla Ocean Drive, ma che ho scoperto in seguito essere stato oggetto di una puntata della trasmissione Hotel da incubo!! Il Penguin hotel, ristrutturato di recente e con buone recensioni, è veramente in ottima posizione vista mare, ma per non non rischiare di avere qualche lamentela, ho provveduto a cancellare all’ultimo momento la prenotazione, anche per non lasciare Miami con una brutta ultima impressione. E comunque la differenza di prezzo non era poi cosi’ pazzesca (con una bella offerta Orbitz), per quanto invece la differenza di stile! Consiglierei il National hotel mille volte!!

 

 

Il National Hotel l’ho scelto principalmente per la sua  stretta ma lunga piscina, 62 metri, (in verità ce ne sono due di piscine) inserita in un meraviglioso giardino con piante tropicali.

 

 

Oltre a bellissime aree relax, ha ingresso diretto sulla spiaggia, dove si puo’ usufruire anche delle loro tende per l’ombra.

 

 

Entriamo nell’hotel e siamo invasi da un profumo buono e intenso. Tutt’ intorno, nella hall, quadri in bianco e nero di attori e personaggi famosi che sono stati ospitati, e un biliardo. Mobili scuri, lucidi, un pianoforte, ed oggetti eleganti come soprammobili. Il bagno ha le pareti disegnate come il mantello di un tigre.

 

 

Sulla porta dell’ascensore è disegnato un abito che si divide in due all’apertura. Vicino all’ascensore un vecchio apparecchio telefonico a rotelle.

 

 

In camera, ci attendono sul letto bellissime coperte maculate. Molto kitch, ok, ma nell’insieme stanno benissimo. Sembra di essere in un film anni 40. Mi aspetto quasi nella hall di vedere il pianista e che qualcuno gli dica “Play it again Sam!”  ah ah ah 🙂 ( cit. film Casablanca)

 

 

Andiamo subito a tuffarci in piscina, a fare un bagno, uno dei tanti che ci aspettano in queste 2 giornate.

Per cena andiamo all’11th street Diner, sulla undicesima strada appunto, molto particolare perchè è un enorme food truck color metallo, tipico americano, che ricorda al suo interno i ristoranti che si vedono nei film anni 50, con le poltrone rosse, stile American Graffiti, con cibo ottimo, hamburger veramente eccezionali. Per arrivarci percorriamo un lungo tratto della Collins Avenue e poi prendiamo la 11st steet, in direzione Washington Avenue.

Dopo cena andiamo verso la vivacissima e latina Espaniola Way, e capisco come mai si chiama cosi’, con i suoi tipici edifici mediterranei e ristoranti italiani: di nuovo un posto molto diverso da tutti gli altri, qui a Miami!!

 

 

Non possiamo mancare la passeggiata sulla Ocean Drive, la via del passeggio nell’Art Déco Historic Districts,  per ammirare oltre ai famosi edifici anni 30, con facciate bianche e color pastello, anche le persone che la popolano e le auto che circolano!!! Passiamo di fronte alla famosa Villa Casaurina, in passato casa di Versace, ora un boutique hotel, ma l’edificio che piu’ mi è piaciuto è il Betsy hotel, in uno stile che ti riporta proprio indietro in quegli anni.

 

 

Torniamo verso il National Hotel, la lunga piscina è illuminata con luci colorate che si alternano, ed è una meraviglia. Io e Giada decidiamo di fare un bagno notturno, anche se sono già le 23, la piscina è aperta e vuota, non possiamo perderci una simile occasione! Ci infiliamo il costume e ci buttiamo in acqua sotto il cielo stellato e le palme attorno, con le luci colorate che illuminano i nostri visi, sorridenti e contenti per tanta bellezza. Nuotiamo e ci fermiamo a guardare, chiacchieriamo, complici, e ci godiamo momento per momento quel lungo bagno… non vorremmo piu’ uscire da quell’acqua tiepida, e non vorremmo che finisse mai, questa serata.

 

 

La mattina dopo, mi alzo di buon ora per passeggiare sulla spiaggia di Miami Beach, mentre la famiglia dorme ancora. Vedo le persone correre o passeggiare sui vialetti con le palme che portano al mare, proprio come nel mio immaginario.

 

Sulla spiaggia di Miami, enorme e vuota, spiccano le cabine con i colori colori vivaci delle cabine dei Lifeguards, ancora disabitate e illuminate dalle prime luci del giorno.

 

 

Il mare purtroppo non è bellissimo, ci sono un po’ di alghe e i temporali degli ultimi giorni l’hanno reso un po’ mosso. Non è facile a Miami trovare il bel mare cristallino che si vede in certe foto.

 

 

Guardo gli hotel che si affacciano su questa spiaggia, quelli piu’ moderni e quelli d’epoca e il mare infinito, ed è veramente uno spettacolo che non mi aspettavo.

Ritorno indietro dalla mia passeggiata sulla spiaggia per il Lummus park e costeggio Ocean drive con il sole del mattino. Vado a svegliare la famiglia e andiamo a far colazione di fronte al nostro hotel, senza saperlo siamo di fronte a Rosetta Bakery, una famosa pasticceria italiana, ottime brioche, cappuccino, succo a piu’ di 30 dollari! Ma del resto, qui questi sono i prezzi.

 

 

Mentre marito e figlia tornano in hotel a prepararsi, io vado ancora in giro, vado a vedere la Lincoln Road, che diventa piacevolmente pedonale ed è piena di negozi..pieni di saldi..peccato proprio aver poco tempo!!

Ma la nostra bella piscina ci aspetta ancora, dopo il check in possiamo restare fino alla partenza e oggi vogliamo prenderci una giornata di relax, riposarci e godercela tutta, sulla spiaggia fa troppo caldo e quella è un’oasi troppa bella..

 

 

Per le 19 prendiamo l’autobus 150 per l’aeroporto, che ferma proprio davanti al nostro hotel. Nell’attesa mi guardo ancora intorno e passeggio un pò, l’atmosfera di South Beach mi incanta proprio..

 

 

In poco meno di mezz’ora siamo all’aeroporto, come sempre ho un peso al cuore.. non solo perchè le nostre vacanze sono terminate, ma perchè anche di Miami ho adorato tutte le sue mille sfaccettature.

E so già che ci vorrei tornare.

 

 

Intanto, anche quest’anno (perchè sono solita a queste “coincidenze), il caso ha voluto che uscisse una canzone, che descrive tante delle mie sensazioni vissute a Miami..

 

 

 

 

Luglio 2019

 

 

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Florida, USA

 

 

 

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Wynwood walls a Miami

  

 

A pochi minuti dal centro di Miami, si trova il Wynwood walls, esattamente al 2520 NW 2nd AveMiami, FL 33127-4306, dove sono esposte opere meravigliose di street art, murales, graffiti, e altre opere particolari, all’interno di quello che è diventato il piu’ grande street art museum del mondo, che fa parte del Wynwood art district, nell’omonimo quartiere.

 

 

Il quartiere, che è stato riqualificato alla fine degli anni 2000, era un’area industriale in decadenza e non raccomandabile, abitato principalmente da portoricani. Ora è un magnifico museo a cielo aperto e gratuito. Perfino i parchimetri sono decorati.

 

 

Arrivando nel quartiere, tutt’intorno, sui muri, vi possono scorgere murales, anche enormi, che ti catturano: vale la pena passeggiare e lasciarsi entusiasmare da tanta bellezza.

 

 

Il Wynwood walls è uno spazio dove ci sono, oltre a graffiti e murales, gallerie d’arte con riproduzioni bellissime di famosi artisti che le hanno dipinte in diverse parti del mondo, e altre opere di estrema originalità.

 

 

Appena arrivati eravamo estasiati da tutti quei colori!

 

 

Io sono rimasta incantata dalla creatività che avevo davanti agli occhi!

 

 

Ovviamente le foto qui si sono sprecate 🙂

 

 

Nelle gallerie la creatività dà il suo massimo

 

 

 

Alcune riproduzioni sono state un colpo al cuore, come quella di Gandhi e Madre Teresa, o di Nelson Mandela.

 

 

Alcune sono un colpo allo stomaco.

 

 

Alcune sono divertenti

 

 

Mi sono piaciute in particolar modo quelle di Eduard Kobra, artista brasiliano,che dipinge con colori sgargianti e grafiche geometriche e caleidoscopiche, dando l’illusione del 3d, ispirandosi anche a personaggi della politica, della cultura, della musica e aggiungendo la sua interpretazione personale.

 

 

I suoi murales si trovano in parecchie città del mondo, anche a Roma ha disegnato il volto di Malala Yousafzai, studentessa pakistana, all’esterno del MAAM, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Roma di via Prenestina (al 913), e perfino sulle Alpi Apuane, dove ha disegnato un David di Michelangelo in mezzo al bianco di una cava di marmo.

Le sue opere trasmettono veramente potenti emozioni, alcune mi hanno fatto venire i brividi.  Qui il suo profilo instagramm https://www.instagram.com/kobrastreetart/?hl=it

 

 

Cosa c’è di piu’ bello per una ragazza che fa l‘Istituto d’arte che vedere un museo del genere?

 

 

Lascio parlare alcune immagini, difficile poter esprimere a parole ciò che le opere trasmettono.

La foto sotto rappresenta come mi sentivo al termine della visita.

 

 

Gratitude.

 

 

luglio 2019

 

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Florida, USA

 

 

 

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Intervista di Rolling Pandas a Un’anima in viaggio

 

 

Oggi Alice di Rolling Pandas, portale Italiano di viaggi online, mi ha contattato per farmi qualche domanda sul mio blog. 

 

Mi ha chiesto come è nato il blog Un’anima in viaggio, quale sia per me il  significato del viaggio, come organizzo generalmente i miei viaggi e quali sono stati i miei preferiti.

 

Mi ha domandato anche, visto che ho una figlia adolescente, quali accorgimenti adotto nell’organizzazione dei viaggi e come conciliamo le nostre esigenze.

 

L’intervista completa si può leggere nel Blog dei Panda, insieme a quelle di altri viaggiatori, o direttamente a questo link!

 

Grazie Alice, riflettere e fare un punto della situazione è sempre utile!!

 

Racconti in valigia: il viaggio è una metafora della vita e la vita stessa è un viaggio

 

 

 

 

19 agosto 2019

 

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Exuma: vedere i maialini nuotare a Pig beach (swimming pigs)

 

 

Una delle cose che contraddistingue Exuma sono i famosi swimming pigs, i maialini che nuotano in un meraviglioso mare a Big Major Cay, altrimenti chiamata Pig Island!

Da quando ho visto una foto che li ritraeva, ho avuto il desiderio di andare in quest’isola, soprattutto perchè questi maialini nuotavano in un mare da favola!

Quindi, per nostro terzo giorno ad Exuma, facciamo l’escursione a Exuma Cays, che comprende anche la visita a  Pig Beach, a Big Major Cay ,l’isola degli swimming pigs.

Avevo prenotato l’escursione qualche settimana prima contattando Robert’s Adventure  (costi e dettagli qui ) via mail. che mi ha mandato la conferma la sera precedente, e le coordinate per raggiungere il luogo di partenza (la partenza è dall‘estremo nord dell’isola, si puo’ raggiungere in autonomia, avendo uno sconto sulla quota, o farsi venire a prendere).
L’escursione è molto costosa, 180 usd a persona, escluso il pranzo (che è possibile anche portarsi da casa) e la possibilità di nuotare con gli squali nutrice (10 usd a persona).

Partiamo da casa nostra con parecchio anticipo, occorrono circa 40 minuti per raggiungere il punto d’imbarcoBarraterre. Sul piccolo molo stanno preparando le barche per il tour, c’è anche un banchetto di souvenir, che stanno allestendo, e un post office (con bagno pubblico accanto), nel minuscolo paesino di case colorate.

Saliamo sulla nostra barca, siamo solo in 9, e si parte!! Ovviamente fremiamo di entusiasmo, non vediamo l’ora di fare il bagno con i famosi maialini nuotatori!!

 

 

 

Dopo essere passati dalle isole delle celebrità, esserci fermati a Leaf cay, l’isola delle iguane, aver visto Thunderball grotto, la grotta di 007 (dettagli e foto dell’escursione qui al giorno 3),  finalmente ci avviciniamo ad una spiaggetta con poche barche..e cominciamo a vederli, loro, la cui immagine ho fin da subito associato ad Exuma, e uno dei motivi che ha acceso il mio desiderio di venire in questa isola straordinaria e che l’ha resa attraente anche a mia figlia: i maialini nuotatori!!

 

 

Il capitano fa un verso e alcuni di loro iniziano a nuotare verso di noi. Sanno che ricevono qualcosa da mangiare e arrivano con le loro facce simpatiche!

 

 

 

Li accompagnano degli enormi gabbiani con cui si contendono il cibo.

 

 

Scendiamo dalla barca, ci dicono di alzare le mani se si avvicinano troppo e abbiamo paura (per mostrare che non abbiamo cibo). di non baciarli (!!!) o toccarli troppo. Alcuni sono tutt’altro che maialini!!

 

 

Prima con un po’ di timore, poi prendendo confidenza ci avviciniamo a questi musi bellissimi. Si vede che stanno bene, penso che stare in un posto cosi’ anzichè in una porcilaia non sia proprio male!

 

  

 

Sono tanti, piccoli, grandi, hanno un tetto dove proteggersi, acqua, si vede che qualcuno li cura.

I maialini non sono nativi dell’isola. Alcuni dicono che siano stati lasciati da marinai, non si sa per quale motivo, che dovevano tornare a prenderli, in quanto costituivano le loro provviste, ma che non sono mai più andati, altri dicono che abbiano nuotato fino a lì, dopo il naufragio della barca su cui venivano trasportati.. Insomma, comunque sono diventati una grande attrattiva per i turisti, perchè sono bellissimi e tenerissimi e io credo che in questo paradiso stiano meglio che in una porcilaia, hanno il loro posto all’ombra, acqua, cibo e vengono coccolati da chiunque sbarchi sull’isola..anzi..voglio essere uno di quei maialiniiiii!!

 

 

Alcuni sono diventati amici dei marinari che li hanno quasi addomesticati e infatti uno in particolare, ci dicono che possiamo toccarlo, ma io ho un pò timore, figuriamoci mia figlia! Però il capitano mi dice che è molto “friendly”, si è sdraiato proprio vicino a me.. allora mi avvicino e lo accarezzo pianissimo..

 

 

Ha il pelo ispido, è un maialone più che un maialino, ma è comunque adorabile!!

I piccoli sono fantastici, quelli con i pois neri tenerissimi e i miei preferiti!!

 

 

Ci facciamo le foto di rito e a malincuore lasciamo queste deliziose creature..nel loro paradiso

 

swimming pigs exuma

 

Ho realizzato il mio sogno di fare il bagno con i maialini!!!

Una gioia immensa!

 

swimming pigs exuma

 

 

 

attenzione: viene venduta anche un’altra escursione ad Exuma Point dai proprietari del ristorante Exuma Point Bar Grill, aperto solo il sabato e la domenica (ad ora luglio 2019), in un’isola molto vicina, dove loro tengono i loro maiali. Ecco non è la stessa escursione a Big Major Cay, dagli swimming pigs, che è molto piu’ lontana, per chi si chiedesse la differenza di prezzo.

 

tutti gli articoli su Exuma qui

 

Bahamas

 

 

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Exuma: diario dal paradiso

 

tropic of cancer exuma

 

Exuma l’ho amata, sin dal primo giorno. Ho voluto segnarmi tutto, luoghi, nomi, sensazioni, emozioni, per non dimenticare nulla. Un’isola con spiagge meravigliose e mare da urlo. E la possibilità di vedere anche i famosi maialini che nuotano, gli swimming pigs!

In questo articolo ve la racconto, giorno per giorno. 

 

Giorno 1: arrivo in paradiso – George Town, Bahamas Sound, Hoopers bay

Il tanto temuto volo della Silver Airways (prenotato da Orbitz) parte in orario dall’aeroporto di Fort Lauderdale , evento pare eccezionale, da quel dicono sui forum. Il nostro è un piccolo aereo ad elica, fuxia, 34 posti, sembra quello della Barbie.

 

 

Facciamo un buon volo, e soprattutto vedo dall’alto panorami meravigliosi delle isole sotto di noi.

 

 

Arriviamo al piccolo aeroporto di George Town, la mia emozione è alle stelle, quanto l’ho desiderato!

 

 

Ho realizzato un sogno, sono ad Exuma! Le pratiche di ingresso si sbrigano velocemente, poi dobbiamo cercare la nostra auto Nissan noleggiata, parcheggiata negli spazi attigui all’aeroporto, secondo le indicazioni avute da Janish della Sure for Shore, trovata per caso sul web, per poi andare da lei, a sud di George town, a sbrigare le pratiche burocratiche e a pagare.

Abbiamo scaricato le mappe off line di Exuma da Google e la  troviamo subito. La guida è a sinistra, per cui bisogna prenderci la mano e la strada è pienissima di buche. Incontriamo la gentilissima Janish, che ci fa un sacco di raccomandazione per l’auto, non portate tanta sabbia nell’auto, pena addebito di 100 usd, attenzione ai graffi se si passa vicino agli alberi, attenzione alle buche .. 🙂 per fortuna che ho fatto anche una assicurazione kasko con Worlwideinsure!

 

 

Torniamo verso George Town al supermercato della capitale, l’Exuma market per fare un po’ di spesa . Exuma è un’isola piuttosto cara (ma alla fine non più della Florida), pertanto decidiamo che mangeremo fuori il meno possibile: cucineremo in casa qualcosa di veloce. Anche i prodotti al supermercato sono piuttosto cari: un pacco di pasta Barilla usd 3.50, 1 lt di latte o di succo usd 3.50, pane in cassetta usd 5, una scatoletta di tonno da 1,60 a 1,90 , 1 pacchettino di biscotti dai 2 ai 5 usd,acqua da 2 litri a usd 2; c’è anche la nutella a usd 8.

 

 

Proseguiamo verso nord di George Town, in direzione dell’appartamento che abbiamo affittato tramite Airbnb a Bahamas Sound 18, nel residence Crescent Sound (Percy’s perch). Non è sul mare, e questo ci ha permesso di pagare un prezzo imbattibile, 70 euro al giorno, ma è a pochi metri dalla strada principale e a 2 minuti di camminata da una bella spiaggetta, che per me si è rivelato perfetto, per fare le mie passeggiate mattutine.

 

 

Il complesso in cui si trova l’appartamento è carino, ha anche un bel giardino, e uno spazio con piscina, che pero’ al momento è in disordine e inutilizzabile.

 

 

L’appartamento è al primo piano, spazioso, con una camera da letto e un soggiorno ed è molto gradevole all’interno, con le pareti azzurre, arredato con gusto e molto funzionale , dotato di tutto quello che puo’ essere necessario: microonde, lavatrice, lavasciuga, ,tv (non si vede nulla) con assortimento di dvd, tanti libri in inglese, teli mare, e ci sono perfino borse per la spiaggia, lasciate da altri ospiti. Per nostra figlia c’è un materasso gonfiabile che posizionavamo sul divano per la notte.

 

 

 

Non comodissimo, ma per una settimana si puo’ fare. Unici inconvenienti, la pulizia un po’ superficiale (escluso biancheria e lenzuoli, che sono lindi) e la parte del giardino adiacente, con amache, laghetto e spazio piscina e solarium, purtroppo in disordine e lasciato andare. A noi non importa, perchè tanto scopriremo che stare fuori la sera, con i sand flies, sarebbe impossibile.

Sistemiamo le nostre cose e la spese e non vedo l’ora di uscire. Andiamo subito a vedere la spiaggetta che sarà meta delle mie camminate al mattino mentre gli altri dormono, e  poi ci dirigiamo alla ricerca della vicina Hoopers bay.

 

 

Non è facile trovare l’accesso, i cartelli che contrassegnano gli ingressi per le spiagge non sono spesso ben visibili. Arrivati sulla spiaggia facciamo un bagno, è quasi il tramonto e vorrei cercare le famose tartarughe che dicono arrivino all’alba e al tramonto (in realtà ci sono sempre). Arrivo ai 3 pontili citati sui forum, e mentre cammino distratta in acqua, eccola! Una tartaruga bellissima, col carapace arancione e verde si avvicina verso di me, curiosa, quasi fino a sfiorarmi. Salgo sul pontile e di lì a poco ne vedo altre 3, che girano tranquillamente e che periodicamente mettono fuori la testina per respirare. Sono eccitatissima! Vado a chiamare figlia e  marito per far godere dello spettacolo, il primo giorno ad Exuma si conclude nel migliore dei modi!!

 

 

 

 

Giorno 2 ad Exuma – Jolly Hall beach, Haulover, Salt Ponds, Tropic of Cancer beach

Oggi decidiamo di andare nella vicina spiaggia di Jolly Hall beach, a pochi minuti di auto e a 10 minuti a piedi dal nostro appartamento. Il sentiero porta ad una tratto ombreggiato, su una baia con acqua calma stupenda.

Ce ne innamoriamo subito, soprattutto anche per la possibilità di godere dell’ombra, cosa rara ad Exuma.

 

 

Vado in esplorazione fino al lato estremo verso sud, ed arrivo in un punto ancora piu’ bello, con un po’ di roccia e la strada, e dall’altra parte di nuovo il mare. C’è una spiaggetta con le palme che è di una bellezza sconvolgente.

 

 

Torno nel punto dove ho lasciato Giada e Giuseppe a fare il bagno e vedo che parlano con una coppia italiana: sono di Mirandola, poco distante da casa nostra, in viaggio di nozze. Conversiamo un po’ tutti insieme in mare e poi ci salutiamo (li rincontreremo dopo 2 giorni su un’altra spiaggia, per dire che l’isola in fondo è piccola!!)

 

 

Siccome è venuta l’ora di pranzo, torniamo a casa e preparo velocemente una bella omlette con tacchino e formaggio per Giada e una frittata con cipolle per noi.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso sud, destinazione Haulover bay. Arrivando a Rolletown, dall’alto vediamo uno spettacolo indescrivibile e ci affrettiamo ad andare a parcheggiare a fianco al ristorante Haulover grill, e a cercare la strada per arrivare alla spiaggia.

 

 

Lungo il sentiero incontriamo anche delle tombe, non credo che siano quelle di Rolletown di cui avevo sentito parlare, di una famiglia di coloni e risalenti al settecento, perchè non abbiamo visto alcun pannello o segnalazione, ma sicuramente è un cimitero con delle fosse senza lapidi.

 

 

La bassa marea crea un paesaggio unico ad Haulover bay, lingue di sabbia intervallate dal mare, con colori pazzeschi, mi ricorda il posto piu’ bello che abbia mai visto, la laguna blu a Rangiroa in Polinesia

(https://www.unanimainviaggio.it/category/viaggi-nel-mondo/viaggi-per-destinazione/polinesia/).

 

 

Camminiamo per metri e metri in queste acque meravigliose, facendo il bagno nei punti piu’ profondi. Questa è la spiaggia che ho preferito ad Exuma.

Al bar noleggiano anche i kayak per esplorare la zona, piu oltre c’è Men of war cay.

 

 

Dopo aver fatto il pieno di tanta bellezza, riprendiamo l’auto e andiamo verso Tropic o Cancer passando quindi il ponte che unisce Great Exuma con Little Exuma, e fermandoci a Salt ponds, un punto panoramico su una collinetta che guarda da una parte sulle saline, dall’altra il mare, dove c’è una colonna romana del settecento, usata come riferimento per le barche che venivano appunto ad approvvigionarsi di sale.

 

 

Il panorama dall’alto è stupendo, tante piccole baie dai colori brillanti.

 

 

Continuiamo cercando Tropic  of Cancer beach, che ha questo nome perchè proprio qui passa il tropico del cancro. anche qui fatichiamo a trovare l’accesso e quindi andiamo oltre, ma va bene, cosi’ arriviamo proprio alla punta sud di Exuma. Passiamo davanti anche al ristorante di Santanna’s, famoso perché qui si fermava la troupe di Pirati dei Caraibi a fare uno spuntino durante le riprese del film. Con il santo navigatore, troviamo l’ingresso della spiaggia. La strada è sterrata e sconnessa, bisogna andare molto piano con l’auto.

 

 

La spiaggia si rivela stupenda, ma effettivamente è piuttosto   da tutto. Si affacciano sul mare bellissime ville, la sabbia è morbidissima, ed è uscito anche l’arcobaleno!

 

 

Facciamo un bellissimo bagno nelle acque caldissime e aspettiamo il tramonto, che è spettacolare, tranne che, siamo cibo per i terribili sand flies, senza accorgercene, e lo scopriremo l’indomani, quando sembra che abbiamo contratto una malattia contagiosa!

 

 

 

 

Giorno 3 ad Exuma – escursione a Exuma cays

Oggi è prevista la tanto desiderata escursione a Exuma cays, per andare a vedere i famosi swimming pigs, i maialini che nuotano nel meraviglioso mare delle Bahamas, che mi avevano fatto innamorare della destinazione.

 

Avevo prenotato l’escursione prima di partire contattando via mail Robert’s Adventure, che mi ha mandato una mail di conferma la sera precedente e le coordinate per raggiungere il luogo di partenza. Sì perchè, per risparmiare un po’ su questa costosissima escursione, abbiamo deciso di non farci venire a prendere (con uno sconto, pagando in contanti, di 20 usd a testa). L’escursione ci costa 180 usd a persona, escluso il pranzo (che è possibile anche portarsi da casa) e la possibilità di nuotare con gli squali nutrice (che costa 10 usd in piu’ a persona).

Partiamo da casa nostra di buon’ora, occorrono circa 40 minuti per raggiungere il punto d’imbarco che è all’estremo nord dell’isola, a Barraterre. Arriviamo con l’entusiasmo a 1000, anche l’adolescente non vede l’ora di vedere i famosi maialini, , una ventina di minuti prima, a un moletto con sole 2 barche che stanno preparando, un banchetto di souvenir che stanno allestendo, una casetta blu con scritto “post office” (e bagno pubblico accanto), e sulla collinetta adiacente, il piccolo paesino (ovvero 4 case in croce), di Barraterre.

 

 

Arrivano i ragazzi che ci accompagneranno nel tour, siamo solo 9 persone, noi gli unici italiani: è perfetto!! Alle 8 si parte per gli Exuma cays, la parte di Exuma che è formata da tante piccole ed esclusive isole. Subito alla partenza ci appaiono degli isolotti lambiti da un mare con ogni sfumatura di blù e per alcuni vengono a raccontarci a chi appartengono le isole: quella è di David Copperfield, quella è di John Fry’s imprenditore americano, ecc.ecc., insomma stiamo costeggiando le isole delle celebrità.

Navigando ancora, arriviamo alla prima tappa, Leaf Cay iguanas,  l’isola delle iguane, un’isola dove vivono solo iguane molto socievoli. Avevo già visto qualcosa di simile a Cayo Iguana, in escursione da  Cayo Largo (https://www.unanimainviaggio.it/la-meraviglia-cayo-largo/)

Siamo solo noi sull’isola e quando arriviamo tantissime iguane curiose si lasciano avvicinare, probabilmente abituate ai turisti.

 

 

Ripartiamo e la seconda tappa è la Thunderball grotto, location delle riprese del primo film di 007, che per il momento vediamo solo di passaggio, in quanto c’è l’alta marea e non si riesce ad entrare a nuoto, come previsto.

 

 

Continuiamo a navigare, e mentre il vento ci scompiglia i capelli (quanto adoro questa sensazione!!!), ci offrono bevande e cocktail. Navighiamo per parecchio tempo, quasi un’ora e mezza ancora, la destinazione è molto distante, e intanto sfumature di azzurro, blù e verde del mare si susseguono, riempiendo gli occhi di meraviglia.

 

 

Finalmente arriviamo ad una spiaggetta, ci sono poche barche che attendono e cominciamo a vederli, loro, la cui immagine ho associato alle Bahamas, i maialini che nuotano, gli swimming pigs!!

Sono bellissimi, tenerissimi!! Siamo arrivati a Big major cay.

 

Ho dedicato un articolo a parte a questa esperienza, nella sezione “Cose fighe in giro per il mondo” 

 

Exuma: escursione all’isola dei maialini

 

Proseguiamo il nostro tour, i colori del mare sono sempre piu’ strabilianti. Arriviamo in un posto pieno di Yatch, è l’isola privata di Compass cay, l’ingresso qui costa 10 usd a testa e ci sono gli squali nutrice: si possono vedere e nuotare con loro. Decidiamo di saltare la visita, ne abbiamo visti tanti di squali alle Maldive e Giada non ci tiene a nuotare con loro (noi ci abbiamo nuotato piu’ volte in Polinesia), quindi aspettiamo sulla barca a goderci il sole e il mare.

 

 

Ritorniamo a questo punto a alla grotta di 007, ma la marea è ancora alta, non è sicuro entrare nella grotta, dobbiamo accontentarci di fare un discreto snorkelling attorno alla grotta. Questo è l’unico rammarico dell’escursione, non essere potuti entrare, se lo avessimo saputo, avremmo spostato il giorno dell’escursione per non rinunciarvi, perchè dicono che sia veramente splendido andare all’interno.

Tappa successiva, Stanley cay, un’isola esclusiva, in un punto meraviglioso, dove c’è un resort, un ristorante, una marina piena di barche enormi, una ha anche un piccolo aereo sopra..e ci sono tanti americani che festeggiano il 4 luglio. La sosta è solo per fare carburante, quindi abbiamo 15 minuti per esplorare.

 

 

Ripartiamo e ci fermiamo poco distante in un altro cay, Black point, dove c’è un ristorante sul mare, per il pranzo facoltativo. Noi ci eravamo portati qualcosa di casa da mangiare (degli ottimi rotoli di una specie di piada con fette di tacchino arrosto e formaggio), e ci mettiamo all’ombra su una panchina con una vista da urlo sul mare blu.

Dopo un’oretta circa si riparte. Ci dicono di spalmarci bene di crema protettiva perchè saranno le ore in cui piu’ facilmente ci si puo’ scottare. Ma sono anche le ore dove i colori risaltano di piu‘..Mai viste tante sfumature cosi’ belle, di azzurro, verde, che si alternano, ti riempiono gli occhi e il cuore di una bellezza senza fine. 

 

 

Arriviamo in un punto in mezzo al mare, dove ci fermiamo, c’è un tratto di bassa marea e scendiamo per godere della meraviglia. Siamo al Musha Cay sandbar.

 

 

Per arrivare alla parte dove l’acqua è piu’ bassa c’è un vero e proprio scalino e poi..metri e metri di acqua bassa, col contrasto del colore cielo e del mare, al di là del gradino.

 

 

E’ come camminare in paradiso, veramente uno dei posti piu’ belli mai visti. Nel mare possiamo fare il bagno nella parte con acqua piu’ alta, passeggiare nella parte del sand bar, bere un drink, farci foto. Fintanto che, appagati torniamo in barca, ci aspetta un’altra ora circa di mare per rientrare.

 

 

 

Sulla via del ritorno, navigando per queste acque turchesi,

mi sale un’emozione e comprendo che il senso della vita

è anche vedere e toccare la bellezza che si trova in giro per il mondo e portarsela dentro. 

 

Torniamo da questa escursione, con una tavolozza di nuove tonalità di blù, che non sono piu’ nel nostro immaginario, ma che abbiamo visto con i nostri occhi.

E con un nuovo colore unico, che mi porterò sempre  nel cuore: l’azzurro Bahamas.

 

Poichè non è tardi e siamo al nord, decidiamo di fermarci a vedere Cocoplum. C’è la bassa marea che si sta alzando e qualche nuvola, non è nel suo massimo splendore ma è comunque fantastica.. e ci ripromettiamo di tornare nei prossimi giorni consultando il calendario delle maree. Intanto però non possiamo esimerci di farci le foto sulle famose altalene.. ma sono proprio alte, un’impresa salirci!

 

 

 

 

Giorno 4 ad Exuma – Rolleville, Exuma Point, Cocoplum

Oggi decidiamo di tornare al nord, a Cocoplum. Siamo passati ieri ma c’era qualche nuvola, per cui vorremmo fare il tentativo di vederla col sole. Abbiamo consultato il calendario delle maree e visto che oggi sarebbe l’unico giorno prima della nostra partenza in cui riusciremmo a vedere la spiaggia con la bassa marea in orari favorevoli.

Occorre una mezz’ora per arrivare al nord. Prima di imboccare l’accesso alla spiaggia, vogliamo andare a vedere Exuma point a Rolleville, il punto piu’ estremo.

Rolleville è una cittadina molto carina, la piu’ bahamiana che ci sia, con case colorate e chiese ovunque ci voltiamo, con un saliscendi di strade caratteristico.

Qui si vedono i bambini giocare, gli anziani conversare all’ombra degli alberi, la gente lavorare nei propri giardini o farsi a piedi chilometri con la spesa in mano, mamme che curano i loro bambini. E nonostante le belle casette colorate e ordinate, si percepiscono condizioni di vita semplici e forse più difficili.

 

 

Oltrepassando il cartello Exuma point, alla nostra sinistra si apre uno spettacolo magnifico.

 

 

Non troviamo un vero e proprio accesso, le persone che vediamo passeggiare su una lingua di sabbia sono presumibilmente arrivate con una imbarcazione, ma è comunque una visione meravigliosa. Ci rimettiamo in auto, e dall’altro lato della punta, vediamo dall’alto il mare mosso e quindi non ci fermiamo e andiamo verso Cocoplum, che pero’ è nello stesso versante, quindi probabilmente esposta allo stesso vento.

 

 

Infatti troviamo mare mosso anche li’ anche se i colori sono fantastici e poiché non c’è nessuno in spiaggia, molta ombra e anche dei lettini disponibili, ci fermiamo e ci rilassiamo fino ad ora di pranzo. A mezzogiorno ci dirigiamo a qualche chilometro piu’ distante, verso un ristorante che avevamo visto ieri sulla spiaggia, lo Shoreline.

 

 

Ho letto che fanno il conch, un mollusco che cucinano spesso qui ad Exuma e voglio proprio assaggiarlo. Ci accomodiamo in un tavolino proprio sulla spiaggia, per il momento, non c’è nessun’altro e questo posto è molto bello, ha amache all’ombra, lettini e anche giochi per i bambini, riservati ai clienti. Ordiniamo il conch io e mio marito, e mia figlia un hamburger di angus e papatine. Il conch qui lo preparano tipo polpetta molto fritto e molto piccante. Sono stata contenta di averlo assaggiato, ma non mi ha fatto impazzire. Con birra e acqua spendiamo 47 usd.

 

 

Finito il pranzo, approfittiamo delle amache  per rilassarci e leggere un po’ e arriva anche un simpatico cagnone a farci compagnia. A metà pomeriggio lasciamo questo posto e torniamo a Cocoplum.

 Cocoplum adesso la bassa marea dovrebbe essere al suo massimo. Infatti ci si apre davanti uno spettacolo divino: una spiaggia grande che assomiglia alle Maldive, la bassa marea, che in questo mi ricorda i paesaggi di Zanzibar..

 

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Il meglio delle spiagge tropicali mai viste. Delizia per gli occhi e i sensi.

 

 

 

Con questo paesaggio col sole voglio rifare le foto nelle famose altalene. Di nuovo un casino salire!!

 

 

 

E sono cosi’ inebriata che faccio anche quelle col salto!

 

 

Il mare è caldo e ci facciamo un bagno rigenerante. E mentre marito e figlia tornare a leggere all’ombra, io percorro metri e metri nella bassa marea e guardo questo scenario da favola, e questa spiaggia che è davvero una delle piu’ belle mai viste.

 

 

 

Giorno 5 ad Exuma – Stocking Island

Oggi si parte per una nuova avventura.

Ieri sera siamo stati ospiti, per il dopo cena, da una famiglia italo americana che vive in New Jersey, che di recente ha acquistato un appartamento nel residence Hideway (per affittarlo appartamento Hideaway), a 2 minuti da dove abbiamo il nostro appartamento. Con  Roseann avevo scambiato alcune informazioni su Tripadvisor forum exuma americano. Abbiamo scoperto che saremmo state a Exuma nello stello periodo e ci siamo scambiate i numeri, ripromettendoci di vederci per un caffè. Quindi poi ci siamo sentite e accordate per trovarci. La famiglia è simpaticissima, ci sono anche il nonno e la nonna ultraottantenni, che hanno uno spirito invidiabile, e sono super entusiasti del posto. Vivono negli Usa da oltre 40 anni, ma  parlano ancora italiano tra di loro e con noi, nel loro dialetto di orgine, e cosi’ anche Roseann. Solo Mike, il marito, non parla italiano, ma lo capisce. Da loro ci sono anche Leonardo e Lisa, i cugini che abitano a Mantova, grandi viaggiatori e amanti dei paradisi tropicali, che sono qui in vacanza. Passiamo una serata piacevolissima e per il giorno successivo ci offrono un passaggio a Stocking Island, una piccola isoletta di fronte a George Town, (raggiungibile anche con il water taxi in una quindicina di minuti) dove entrambi avevamo intenzione di andare, con la barca che hanno preso in affitto.

 

 

Al mattino quindi, nonostante il vento e i nuvoloni, partiamo per la nostra meta, la spiaggia del Chat & Chilly, il ristorante dell’isola. Viene anche la nonna in barca ed è entusiasta! Arriviamo che è uscito un sole stupendo e dei colori meravigliosi, tanto per cambiare. Ci sono alberi sotto cui godere dell’ombra, tavolini ed amache e neanche tanta gente!

 

 

Stocking island è conosciuta anche perchè ci vedono tante razze che girano vicine a riva.

 

 

Abbiamo volutamente evitato la domenica, anche se fanno il pig roast, il maialino arrosto, per evitare troppa folla.

Andiamo curiosi all’angolo dove puliscono il conch, il tipico mollusco della cucina bahamiama, che qui preparano crudo con le verdure.

 

 

Proprio in quel punto, arrivano sempre delle magnifiche razze, per vedere se hai del cibo per loro.

 

 

Sono dolcissime, si avvicinano alle gambe, alzando la loro estremità, come per accarezzarti e io le adoro. Avevo vissuto una simile esperienza, indimenticabile, quando siamo andati in viaggio di nozze in Polinesia, a Moorea.

 

 

Intanto il tempo volge al brutto e comincia a piovere forte, dalle nuvole sembra tutto coperto, invece dopo poco, ritorna il sole. Facciamo un bagno e decidiamo di andare a cercare una spiaggia dall’altro lato rispetto a dove siamo, che mi era stata consigliata, ma un po’ per il cammino impervio sulla roccia, un po’ per l’alta marea, arriviamo fino ad un bellissimo punto dove si dovrebbe guadare il mare, e poi ci fermiamo. Ci siamo presi una grande accaldata e io anche insulti da mia figlia, che fatica a camminare sulle rocce ed è senza ciabatte.

 

 

Torniamo alla base ed è ora di pranzo. Ordiniamo il pesce del giorno alla griglia, un hamburger e formaggio con 3 bevande (47usd). C’è sempre parecchio da attendere con i tempi bahamiani, ma il cibo è veramente ottimo. Finito il pranzo, il nostro capitano Mike ci propone di andare alla spiaggia delle stelle marine. Ripartiamo quindi,  la nonna ha l’entusiasmo di una bambina per qualsiasi cosa. Che meraviglia!

A Star beach pero’ non c’è l’ombra delle stelle marina, chissà, forse le recenti condizioni atmosferiche le hanno fatte allontanare. In compenso il posto è splendido e ci facciamo un bel bagno, chiacchierando in mezzo al mare. Si riparte verso Hoopers bay per andare a vedere le tartarughe. Hoopers bay dal mare è immensa e bellissima, illuminata col sole del pomeriggio.

 

 

In direzione dei 3 pontili, Mike agita un tubo per richiamare le tartarughe, e dopo poco ne arriva una, coi suoi colori stupendi, che gira attorno alla barca. Mentre stiamo per ripartire ne vediamo un’altra, sul fondo che, piano piano, risale. Il mondo è veramente popolato di esseri meravigliosi!

 

 

E mentre guardiamo questa bellezza, la nonna Rossella chiede al genero capitano di mettere una canzone di Frank Sinatra, e sulle note di “My way” e le parole cantate a gran voce dalla nonna, torniamo verso casa di Roseann, con vento a sfavore, galoppando le onde, con il senso di vita che ti da la barca, la schiuma del mare dietro di essa, il vento che ti arriva prepotente in faccia, e le cose che hai visto che rimpiccioliscono all’orizzonte.. e nuovi ricordi da portare nel cuore.

 

Giorno 6 ad Exuma – Emerald bay, Paradise beach, Cocoplum, Jolly hall beach

Quando sono al mare al mattino, mi piace alzarmi di buon’ora, lasciando il resto della famiglia a dormire ed andare a passeggiare da sola sulla spiaggia.

Il nostro appartamento è stata una scelta azzeccata, per questo mio intento, in 2 minuti arrivo a una spiaggia, Bahamas Sound 18, non tanto grande, che trovo sempre deserta, dove posso camminare, scrivere, pensare, col rumore delle onde.

 

 

Oggi allungo un po’ la strada ed arrivo in 10 minuti a Jolly hall, la seconda spiaggia che abbiamo visto all’arrivo ad Exuma, bellissima. Lungo la strada molti stanno iniziando la giornata con la loro attività e al passaggio mi salutano, cosa che fanno sempre i bahamiami, col loro carattere friendly.

 

 

Anche a Jolly hall non c’è nessuno, fintanto che arriva un bahamiamo in uniforme e mi saluta. Ci presentiamo, cominciamo a chiacchierare, mi fa vedere il suo cappello e il suo distintivo: è un poliziotto che sta tornando a casa dopo il turno di notte al lavoro e si è fermato qui alla spiaggia, ad ammirarne la bellezza. I bahamiani devono essere consci della terra meravigliosa in cui vivono, non è la prima persona che si ferma con l’ auto per andare a guardare il mare.

Torno a casa a preparare la colazione e a svegliare la truppa. Oggi vogliamo tornare al nord, a vedere altre spiagge.

 

 

La prima dove ci fermiamo è Emerald bay, quella dove ci sono i 2 grandi resort dell’isola, il Sandals e il Marina Bay.

 

 

La baia è enorme, il mare di un celeste intenso, anche se leggermente mosso, e vicino ai resort la spiaggia è attrezzata. Se devo dire la verità, non è la spiaggia piu’ bella che ho visto. Incontro una coppia di americani che alloggiano al Sandals, che mi chiedono informazioni e a cui consiglio di affittare un auto per vedere le altre belle spiagge dell’isola.

 

 

Decidiamo di proseguire, qui non c’è un briciolo di ombra, e arriviamo a Paradise Bay, dove c’è Flamingo beach, nel paese di Stevenson. La spiaggia ha anche qualche palma. È stupenda, anche se non  c’è un filo d’ombra neanche qua.

 

 

La zona è vivace e carina, un agglomerato di case colorate ordinato, una piccola grocery, un famoso ristorante per il conch, sulla spiaggia che spicca per i suoi colori, il Big D’Spot.

 

 

Decidiamo quindi ti tornare a Cocoplum dove siamo sicuri che li’ l’ombra la troviamo. Non solo troviamo l’ombra ma anche dei bei lettini dove sdraiarci comodamente, che sono a disposizione di tutti.

 

 

Oggi c’è vento e il mare non è cristallino ma i colori sono sempre stupefacenti. Passiamo diverse ore a leggere e ammirare il mare, ho preparato anche qualcosa per pranzo, e cosa c’è di meglio che mangiare davanti a questo panorama??

 

 

Dopo mangiato approfittiamo di un attimo di nuvole, che durano poco in verità, per tornare verso la nostra zona. Vedo un punto panoramico, un cartello indica Mont Thomson, 2 alte palme svettano nel blu e ci fermiamo ad ammirarle.

 

 

In lontananza vediamo anche 3 rocce, le famose Three sisters.

 

 

La strada in questa area è molto bella, lambita da bella vegetazione ai lati.

Ci dirigiamo verso Jolly Hall beach, che a mia figlia è piaciuta tanto.

 

 

Al contrario di tutte le altre spiagge, oggi qui troviamo mare calmissimo, probabilmente la baia resta molto riparata e ci facciamo un bel bagno nelle acque calde e trasparenti.

 

 

Oggi è domenica e ci sono anche i bahamiani nelle spiagge, ma non siamo piu’ di una decina di persone.

 

 

 

E’ davvero una spiaggia mozzafiato.

Restiamo fintanto che si cominciamo a vedere i sand flies, non senza esserci spalmati di olio Johnson e di spray repellente, che non sappiamo se funzionano.. Per cui nel dubbio, dopo poco, ritorniamo verso la nostra dimora con le pareti celesti:). Grati per un altro giorno in paradiso.

 

 

Giorno 7 ad Exuma – George Town, Tropic of Cancer beach, Hoopers bay

Stamane vogliamo tornare a Tropic of Cancer beach, al sud, a Little Exuma, che abbiamo visto solo in un tardo pomeriggio al tramonto.

Lungo la strada decidiamo di fermarci nella capitale George Town, e farci un giro in città.

 

 

La capitale è un agglomerato di case colorate sparse, con la marina, il market piu’ grande dell’isola, la banca di fronte, la stazione di polizia, il municipio, tutto rosa, la chiesa, un parco pubblico con playground per bambini, un mercato coperto.

Ovunque spiccano le bandiere bahamiane azzurro nero e giallo. Entriamo nel mercato e compriamo qualche souvenir.

 

    

 

Riprendiamo il nostro cammino verso Pelican bay, dove c’è la spiaggia di Tropico del Cancro. Passiamo il ponte che collega Great Exuma a Little Exuma e arriviamo nel punto dove si imbocca la strada, senza segnalazione, ma che viene indicato dal navigatore.

 

 

Percorriamo un paio di chilometri di sterrato, la strada non è sicuramente comoda per chi alloggia qui. Arriviamo alla scaletta col porticato, che porta al mare.

 

 

Quel che appare davanti oggi è una distesa di mare celeste brillante e inebriante. La spiaggia, tutta sotto il sole, non c’è neanche un punto d’ombra. Cerchiamo di arrangiarci, puntando alcuni bastoni trovati a terra, e mettendo sopra il nostro ombrello e un telo per creare una specie di gazebo.

 

 

Una soluzione molto artigianale ma che ci dona un po’ d’ombra. Che in realtà, poi, non sfruttiamo neanche, perchè trascorriamo tutto il tempo a bagno.  Il mare qui è da sballo.

 

 

E chi ci toglie più da questo mare??

 

 

 

Lasciamo a malincuore questo posto spettacolare, una visione che mi portero’ per sempre nel cuore (foto inizio articolo).

 

 

E’ quasi ora di pranzo e oggi abbiamo in programma di andare qui vicino a mangiare, al famoso ristorante Santanna’s, dove Johnny Deep, Orlando Bloom e tutta la troupe del film Pirati dei Caraibi, si fermavamo a pranzo durante le riprese del film.

 

santanna's exuma pirati dei caraibi

 

Il locale è in un punto favoloso, ha tendoni colorati che riparano dal sole, e che gli danno un aspetto vivace, e una bellissima terrazza sul mare.

 

santanna's exuma pirati dei caraibi

 

Ordiniamo il pranzo, un’aragosta, il pesce del giorno, un groupier, ovvero una cernia e del pollo fritto, cucinati divinamente. Intanto al largo si vede la sagoma di qualche squaletto e tanti gabbiani ci volano sulla testa in attesa dei resti del cibo.

Guardo all’orizzonte,  quel mare e immagino che arrivi una nave, con i pirati pronti per approdare e venire a pranzo. Ma è solo immaginazione, in realtà non arriva nessuno, ma al ritorno voglio di sicuro rivedere il film, ricordando questi posti.

 

santanna's exuma pirati dei caraibi

 

Torniamo verso Great Exuma e decidiamo di fermarci a Hoopers bay, la prima spiaggia che abbiamo visto appena arrivati nell’isola.

 

 

Inutile dire che è meravigliosa, qui ogni spiaggia, a qualsiasi ora diversa, lascia a bocca aperta. E ognuna invita a fare un bel bagno.

 

 

Ci avviciniamo ai pontili dove solitamente arrivano le tartarughe. D’un tratto mi giro e ne ho una a fianco, che quasi si spaventa. Si avvicina, mi guarda con la sua testina in alto, possiamo ammirarla in tutta la sua bellezza e poi si allontana. Come non provare gratitudine per tutta questa bellezza??

 

 

Andiamo ad asciugarci sotto una palma, a fianco del famoso Sandy Palm, struttura frequentata da molti italiani, sulla spiaggia di un hotel dismesso, dove possiamo metterci a leggere in tranquillità, come ci piace, fino alle prime luci del tramonto, che ci fanno scappare, per il timore di essere aggrediti dai tremendi sand flies.

 

 

A casa, dopo cena, ci aspetta la preparazione delle valigie, oggi era l’ultima giornata qui, e domani dobbiamo lasciare, nostro malgrado, il paradiso.

 

Ultimo giorno ad Exuma – la partenza

Tra poche ore dovremo lasciare questo paradiso.

Mi alzo e vado a salutare la mia spiaggetta a Bahamas Sound 18, che ha accolto in questi giorni i miei pensieri e mi ha regalato la bellezza dei suoi colori al mattino.

 

exuma bahamas sound 18

 

Mi resta ancora un po’ di tempo, mentre la famiglia dorme ancora per raggiungere, in una decina di minuti, con una camminata lungo la strada, anche la fantastica Jolly Hall beach. C’è la bassa marea stamane e il mare è calmo, sembra una tavola.

 

exuma jolly halll beach bahamas exuma jolly halll beach bahamas

 

La ripercorro tutta fino all’estremità sud, dove so esserci  l’angolo di indicibile bellezza che ho trovato il primo giorno: alcune rocce orlano una spiaggia, su cui svettano alte palme, che raramente ho visto sull’isola, e dietro di questa, una strada e di nuovo il mare.

 

exuma jolly halll beach bahamas

 

Anche questo è uno dei posti più belli visti in questa vacanza. Ovviamente ci sono solo io in spiaggia.

 

exuma jolly halll beach bahamasexuma jolly halll beach bahamas

 

Mi appresto a tornare e non riesco a fare a meno di buttarmi nel mare per un ultimo bagno, chi se ne importa se avro’ roba bagnata in valigia, voglio godere ancora di quest’acqua meravigliosa sulla mia pelle.

Sento l’odore del mare e dell’aria e lo imprimo nella mia mente.

 

exuma jolly halll beach bahamas

 

Risalgo e torno verso casa, dove mi aspettano per colazione.

 

 

Chiudiamo le valigie e ringraziamo questa casa deliziosa che ci ha accolto questa settimana, facendoci una foto, proprio sotto a quadri che contengono delle parole molto preziose: Love, Hope, Faith, ovvero Amore, Speranza e Fede, che speriamo ci guidino sempre.

 

 

Andiamo a malincuore verso l’aeroporto e lasciamo l’auto dove ci ha comunicato Janish. Non siamo pronti a partire, ma dobbiamo, e mia figlia sta già chiedendo di tornare il prossimo anno.

Facciamo velocemente il check in, e poi attendiamo nel piccolissimo, caldo e affollato aeroporto, incrociando sempre le dita che Silver Airways non faccia ritardo.  Ci sono solo un paio di negozietti da visitare, dobbiamo cercare di far passare il tempo fino all’imbarco. Molto lentamente le persone diminuiscono con la partenza dei voli e arriva anche l’orario del nostro imbarco..ma niente. All’improvviso una comunicazione del personale aeroportuale chiede se qualcuno si offre volontario per partire l’indomani, ovviamente tutto spesato..accidenti, tra 2 giorni abbiamo il volo intercontinentale, non possiamo restare, altrimenti l’avremmo fatto sicuramente. Il fatto è comunque che evidentemente la compagnia ha fatto overbooking quindi 3 persone devono restare a terra. Nessuno si offre, quindi è la compagnia a decidere chi saranno i 3 “sfortunati”. Intanto iniziano le operazioni di imbarco, saliamo sul solito aereo rosa che sembra quello della Barbie e ci apprestiamo a vedere di nuovo il paradiso sotto di noi.. questa volta per salutarlo.

 

 

Ciao Exuma, il mare piu’ bello che i miei occhi hanno visto nel mondo.

 

 

 

 

….Ma il nostro viaggio non è ancora finito! Continua qui 

 

Miami, Fort Lauderdale e Miami Beach

Bahamas

 

 

 

 

 

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Le 10 spiagge piu’ belle di Exuma, Bahamas

 

 

Dire quale spiaggia è più o  meno bella nell’isola di Exuma, alle Bahamas è un’impresa ardua. Sono tutte paradisiache e il loro aspetto cambia in funzione delle maree.

Questa la mia personale classifica delle spiagge che ho visto:

 

1 – Haulover Bay (al sud prima di Little Exuma)

 

 

2 – Coco plum (al nord, con le celebri altalene)

 

coco plum exuma

 

questa spiaggia con la bassa marea è un incanto.

 

3 – Big Major cay, o Pig Beach, dove ci sono gli swimming pigs

 

 

non tanto per la spiaggia, che è comunque bellissima, ma per i maialini che nuotano che sono fantastici. Un’esperienza da fare.

 

4 – Tropic of Cancer (a Little Exuma, all’estremo sud)

 

tropic of cancer exuma

 

meravigliosa con il sole del mattino.

 

5 – Jolly Hall (centrale e ombreggiata)

 

jolly hall, exuma

 

qui segnalo un punto, all’estremità rispetto all’accesso, che è veramente fantastico

 

 

6 – Hoopers Bay (centrale e con tartarughe)

 

hoopers bay, exuma

 

7 -Exuma point beach (all’estremo nord)

 

 

nella parte sinistra della punta, non abbiamo trovato accesso alla spiaggia, ma dalla strada questa è la vista.

 

8 – Le spiagge di Stocking Island (isoletta di fronte a George Town)

 

stocking island

 

9 – Paradise Bay (o Flamingo bay) (centro nord)

 

paradise bay, o flamingo exuma

 

10 – Emerald bay (dove c’è il famoso resort Sandals)

 

emerald bay exuma

 

Ne aggiungo una che non è proprio una spiaggia, ma un punto in mezzo al mare, che si raggiunge con l’escursione a Exuma Cays, Musha Cay sandbar

 

       

 

Sicuramente ne avrò tralasciate e non le ho visitate tutte, ma quello che ho visto mi ha riempito il cuore di una bellezza infinita.

 

 

Luglio 2019

 

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Bahamas

 

 

 

 

 

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Orlando: Universal Studios e Universal’s Islands of Adventure

 

 

Ci accorgiamo che stiamo arrivando ad Orlando perché vediamo sull’autostrada un tralicio fatto a forma di Topolino.

Il tempo è nuvoloso, col navigatore arriviamo in città, una città fatta di hotel, ristoranti, outlet e parchi giochi.

Il navigatore ci porta al nostro hotel, il ROSEN INN NEAR THE PARKS sull’Universal Boulevard, dove staremo per 2 notti, prenotato da Agoda  e pagato pochissimo. Ho scelto questo hotel per varie ragioni: per rientrare nella media dei prezzi del nostro viaggio in Florida (https://www.unanimainviaggio.it/viaggi-nel-mondo/florida-usa/), visto che qui a Orlando è possibile, si trovano alloggi anche a poco prezzo, perché sembrava comodo, proprio sulla via degli Universal Studios e con navetta gratuita, per l’ ottimo punteggio delle recensioni.  L’hotel è simile a un motel, ha una bella hall con personale gentilissimo e una bella piscina centrale. L’ arredamento delle camere è un po’ old stile pero’ sono  tenute molto bene, per cui non risulta sgradevole. Ha il bollitore con il caffè in camera e un market fornitissimo. Posso confermare l’ottimo rapporto qualità prezzo. All’interno c’è un corner dove si possono acquistare i biglietti per i parchi e prenotare la navetta.

 

         rosen inn near the parksrosen inn near the parks orlando camera

 

Dopo aver appurato che il costo dei biglietti è lo stesso di altri punti all’esterno e sul sito online, li acquistiamo e prenotiamo la prima navetta delle 7.30 per l’indomani, nonostante l’apertura del parco sia alle 9, come da consigli letti su vari siti e forum: giusta decisione in quanto occorre un po’ di tempo per raggiungere gli studios, altro tempo per camminare fino all’ingresso dalla fermata dell’autobus, e i cancelli aprono  mezz’ora prima per  iniziare i controlli. In questo modo, siamo riusciti a  fare  pochissima coda per le prime attrazioni.

 

universal studio florida harry potte

 

Quello che interessava a nostra figlia era principalmente tutto cio’ che riguardava Harry Potter, ma è riuscita a fare anche alcuni altri rollercoaster  e tutti insieme siamo riusciti a vedere 3 spettacoli. E’ rimasto fuori tanto, ma facendo 2 parchi in un giorno è normale.

Abbiamo fatto il biglietto giornaliero Park to Park, che consente nello stesso giorno, di andare agli Universal Studios e a Island of Adventure. Le attrazioni di Harry Potter sono infatti divise tra i 2 parchi, comunicanti tra loro tramite l’Hogwart Express.

https://www.universalorlando.com/web/en/us

Entrando nel parco, si riceve una carica adrenalinica pazzesca! Ti guardi attorno, da una parte vedi un lago con l’Hard Rock Cafè piu’ grande del mondo, dall’altro vedi in lontanza il castello di Hogwarts, e poi tutto intorno giostre e rollercoaster..

 

           

 

Entri nella magia, regredisci nell’infanzia, sprizzi eccitazione da tutti i pori..anche chi non è piu’ un bambino o un ragazzo, non puo’ non esserne affascinato.

 

 

Come consigliato nel forum di Tripadvisor e in alcuni blog (https://www.viaggi-usa.it/), siamo entrati subito ad Island of Adventure, andando verso  Hogsmeade.

 

              universal studio florida harry potteuniversal studios orlando florida harry potter.

 

La ricostruzione è meravigliosa, sembra proprio di essere nel film e arrivare al castello di Hogwarts, è una grande emozione.

 

universal studios florida orlando harry potter

 

Entriamo per la prima attrazione, la nr. 13 , the Forbidden Journey, che permette di visitare  il castello, passando per la stanza dei quadri parlanti, dall’ufficio di Silente, e davanti a Harry, Hermione e Ron che parlano su un balcone.  Lasciamo il papà, che soffre di vertigini e non sale in carrozza, mentre noi….via!!

Partiamo in giro assieme ad Harry che cavalca la scopa, gioca sul campo di quiddich, e vola sopra e dentro il castello. Emozionante vederselo lì davanti, adrenaliniche le volate in picchiata sul campo e sul castello di Hogwarts. E al termine ti trovi davanti alla proiezione di  tutti i personaggi che ti guardano e ti applaudono..è una grande emozione!

Terminata la corsa, visto che siamo li’ e non c’è coda, facciamo anche l’attrazione di fronte, Flight on Hippogriph, un rollercoaster non troppo veloce e con spirali non eccessivamente pendenti, ma neanche poco per me. e molto breve. Vorremmo fare la nuova attrazione Hagrid’s Magical Creatures Motorbike Adventure ma  è temporaneamente chiusa, dicono che dovrebbe aprire piu’ tardi, quindi ci ripromettiamo di tenerla sotto controllo con la comoda app, che abbiamo scaricato, che segnala anche i tempi di attesa.

 

 

 

Andiamo a prendere l’Hogwarts Express per Diagon Alley, agli Universal Studios, anche qui non facciamo fila, e questo è veramente bellissimo: si parte con il treno vero e nelle vetrate dello scompartimento passano paesaggi e personaggi, proprio come se si stesse viaggiando e la cosa bella è che, facendo il percorso inverso, cambiano scene e paesaggi.

 

 

Si scende e si esce a King Cross, la stazione è identica a quella di Londra, poco distante c’è il Nottetempo, e a sinistra c’è un arco: non si vede cosa c’è oltre, ma entrando ti trovi a Diagon Alley e ti sembra di entrare nel film.

 

 

Molto piu’ grande e realistica di quella vista agli Studios di Londra, tutto è ricostruito perfettamente: c’è la bottega di  Ollivander, il negozio dei Wisley,  quello di Madame Malkin, il negozio concorrente di Ollivander, sempre vuoto, alcuni chioschi con la burrobirra e tanti altri negozi dove si possono acquistare gli abiti e tutta l’oggettistica, e anche Nocturn Alley.

 

         

 

Sul fondo, c’è la Banca di Gringotts, e sopra ad essa spicca, gigante, il drago che lancia fuoco a intervalli prestabiliti. Siamo in estasi, anch’io, come l’adolescente, che non sono neanche tanto fan, e mi guardo attorno esterefatta..

 

hogwarts express universal studios orlando

 

Per fare l’attrazione 11, Escape from Gringotts,  bisogna entrare nella banca. Qui attendiamo circa 30 minuti.  Con l’escamotage di prendere le corse dei singoli (in pratica si sale da soli, non con i compagni, usano il sistema per riempire tutti i posti) , si riesce a risparmiare tempo, tanto, quando si è in quel turbinio, non ci si accorge se qualcuno è insieme a noi!! (salvo mia figlia che sentiva le mie urla da dietro di me!).

Si scende nei sotterranei, si incontrano Harry Potter, Ron, Hermione, e anche Voldemort e Bellatrix, la banca si frantuma e tu sei in mezzo mentre tutto crolla !! Pauraaaa!!! Per me è stata una delle attrazioni piu belle.

Giada vede un bel cappello e ne ha bisogno se lo prova, le sta benissimo e lo compriamo (da notare che la sera precedente in un negozio in città aveva già comprato cappello invernale e maglietta di Griffondoro), entra nel negozio degli abiti e si prova quello rosa di Hermione al ballo, e poi vuole i calzini lunghi di Griffondoro, che si mette subito.

 

 

Usciamo da Diagon Alley, ci guardiamo intorno, passeggiamo, e a un certo punto sentiamo cantare “Freedom”..stavolta sono  io a correre e fuori da un negozio, i Blues Brother e Aretha Franklin, ricordi della mia gioventù, fanno il loro spettacolo, …meraviglia, sono identici! Restiamo finchè non finiscono e si allontanano andandosene con la loro auto…Intanto ci guardiamo intorno, vediamo altri personaggi dei cartoni, è tutto troppo simpatico!!

 

 

L’adolescente vuole fare anche quei rollercoaster a ruota, che ti trovi a testa in giù..io manco morta, il padre, non ha fatto neanche gli altri, ma lei ora non ha problemi ad andare da sola. Va sul Rock it, facendo parecchia fila e noi l’aspettiamo giù, cercando sulla mappa dove andare a pranzo. Quando ritorna, con l’aria soddisfatta, andiamo a pranzo, abbiamo scelto Mel’s Drive, il locale di American Graffiti, tutto è uguale, persino le cassiere sono vestite come nel film. Mangiamo dei buoni hamburger, per 46 usd, dopo aver fatto coda anche qui, e intanto ci rinfreschiamo un po’ perchè fuori è diventato molto caldo.

 

 

Guardiamo cosa fare ancora agli Universal Studios, avevo sentito parlare molto bene di Revenge of the Mummy, la vendetta della Mummia, non sarebbe tanto il caso di fare un rollercoaster, visto che abbiamo appena mangiato, ma siamo fiduciose e andiamo. Anche qui facciamo le corse singole, e dobbiamo attendere un pò. In alternativa per non attendere, si possono acquistare i fast pass, ma sono piuttosto costosi e non valgono per le attrazioni di Harry Potter, quindi preferiamo, quando possibile, usare la corsa dei singoli. Non avevo prestato troppa attenzione a che tipo di attrazione fosse la Mummia, ma me ne sono accorta subito alla partenza. Si pensa di partire in avanti, invece, ad una velocità supersonica e al buio, partiamo all’indietro…potrei morire!!! Ci si trova dentro ad una tomba egizia, ed è uno spettacolo, veramente bellissimo. Ad un certo punto il soffitto prende anche fuoco, si sente il calore che arriva addosso, sembra tutto vero e quello che si vede quando c’è un po’ di luce è stupefacnte. Scendo con le gambe che mi tremano dalla paura, ma contenta perchè è un’attrazione bellissima.

 

         

 

Decidiamo a questo punto di fare qualcosa di piu’ tranquillo in modo che anche il papà sia coinvolto. Andiamo a vedere un paio di spettacoli, Animal Actors, dove ci sono alcuni simpatici animali addomesticati che fanno uno show, e Horror make up show, uno spettacolo sui trucchi degli horror, carino, se si riuscissimo a capire tutte le battute. Decidiamo poi di andare a vedere Shrek, uno spettacolo in 4d. Qui aspettiamo parecchio, 40 o 50 minuti, ma per fortuna siamo all’ombra. Lo spettacolo è molto carino, soprattutto quando si va in carrozza con Shrek o quando ciuchino ti starnutisce in faccia :).

A questo punto decidiamo di ritornare a Island of Adventure, per vedere lo spettacolo “Coro di Rane” a Hogsmeade, dimenticando che alle 19 c’è la parata agli Universal Studios, ma non saremmo riusciti coi tempi a rimanere, perchè ora la coda per prendere l’Hogwarts Express è lunghissima.

 

 

Arriviamo che prima c’è lo spettacolo di balletto condotto da Hermione, Trew Spirit Rally, e poi il coro delle rane, che è divertentissimo: 4 ragazzi cantano a cappella e fanno versi che sembrano proprio rane.

 

     

 

A fianco un banchetto che vende tutti i tipi di bacchette e porta bacchette. Nel frattempo, anche se sono già le 18, apre l’attrazione di Hagrid: in pochi minuti danno 200 minuti di attesa!! no no, non ce la possiamo fare! Giada allora decide di fare di nuovo The Forbidden Journey, la rifaccio volentieri anch’io, per ricavalcare la scopa con Harry!!!

 

 

Al termine ci avviamo verso l’uscita, il parco è grande, passiamo da altre attrazioni, Jurassic Park, King Kong, Spider Man e anche dalle attrazioni tutte colorate per i piu’ piccoli. Giada vuole ancora fare un enorme rollercoaster, Hulk, che fa giri pazzeschi, e va da sola mentre noi ci riposiamo un po’, godendoci l’atmosfera.. è già il tramonto.

 

    universal studios orlando floridauniversal studios orlando florida

 

Mentre aspetto, vedo che c’è una giostra, Storm Force Acceleration ….. è simile alle tazze che ci sono a Gardaland, fatte quando Giada era piccola, e che mi erano piaciute tantissimo. Quando scende, non c’è coda e chiedo se viene con me e andiamo a girare e rigirare, sbattendo qua e là!!

Fatto questo pero dobbiamo proprio andare verso l’uscita, mi dispiace, ma abbiamo deciso di prendere il bus delle 20.00, il parco chiude alle 22 ma gli ultimi bus, ci hanno detto, col traffico della sera, possono impiegare anche ore per tornare all’hotel. E comunque siamo stanchissimi.

 

     universal studios orlando floridauniversal studios orlando florida

 

Arrivati all’hotel, andiamo al market e decidiamo di comprare qualcosa da mangiare li’, troppo stanchi per uscire ancora, e poi il traffico ad Orlando alla sera è pazzesco. Prendiamo hot dog e tramezzini e  la colazione per il giorno successivo.  Ceniamo  in camera, abbiamo bagagli da risistemare, il giorno dopo si deve partire presto per Cape Canaveral, vogliamo essere al Kennedy Space Center all’apertura.

Siamo sfiniti ma contenti, l’adolescente dice di aver trascorso una giornata indimenticabile e noi siamo stra felici per questo.

I momenti magici non devono mai mancare nella vita, e quando una ragazza o un ragazzo non piu’ bambino/a ti chiede ancora di vivere la magia, il dono piu’ grande è quello di donargliela e farlo sognare ancora e per sempre.

 

 

 

luglio 2019

 

foto di Patty

 

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Florida, USA

 

 

 

 

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Miami e Fort Lauderdale

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Prima tappa: MIAMI

 
Arriviamo a Miami con un volo American Airlines partito da Bologna, uno dei primi con destinazione Philadelphia, nuova rotta dalla mia città.
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Con un po’ di angoscia per il breve scalo di 2 ore e 10 e l’immigration da fare, nonostante non dobbiamo recuperare le valigie, perchè partiamo con un solo bagaglio a mano e uno zainetto in spalla a testa. Sono già le 21, durante lo scalo ho prenotato un hotel (disdicendo quello già prenotato prima, che aveva cancellazione gratuita fino alle 18 del giorno stesso) e dobbiamo andare a prendere l’auto, prenotata mesi prima con Alamo. E’ tutto perfetto, ho già fatto anche il check in on line per la macchina, quindi saltiamo il banco, arriviamo al garage, e un addetto ci dice dove troviamo le macchine della fascia prenotata, e che possiamo scegliere quella che vogliamo e andare al casello a ritirare il contratto e fornire la carta di credito. Cominciamo a guardare le auto, è bellissimo poter scegliere quella che vogliamo, troviamo una Nissan Elantra grigia che ci piace molto, modello mai visto in Italia, prendiamo le chiavi da cruscotto..e si parte per la nostra avventura!!!
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Arriviamo all’hotel Even, velocissimamente, è molto vicino ed è una sorpresa: è bellissimo!!! Moderno, camere di design, sveglia che emette luci colorate, e perfino attrezzi ginnici in camera, con scritte che ben ti predispongono: all’ingresso “The first Hello of many” e questo è già un bel benvenuto! 
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Il mattino dopo lasciamo l’hotel, anche se sarebbe piu’ comodo partire subito per la costa del golfo del Messico, voglio assaporare e far assaporare ai miei compagni di viaggio, qualcosa di Miami: andiamo verso Downtown.
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Arriviamo sul Biscayne Boulevard, e nella zona del porto e cominciamo a vedere i grattacieli, io sono stra emozionata..

Sono a Miami!!

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In mezzo ai grattacieli spicca la Freedom Tower, di fronte all’American Airlines Arena, costruita nel 1925, che riprende lo stile della torre della cattedrale di Siviglia, La Giralda, e stata usata negli anni ’60/’70 come sede per i rifugiati cubani ed ora ospita un museo di arte contemporanea. 
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Ci dirigiamo subito verso Bayside e cerchiamo un parcheggio (non è cosi’ facile capire come si parcheggia con i parchimetri, alla fine mettiamo l’auto nel parcheggio proprio di fianco al Bayside market).
All’ingresso vediamo subito un ristorante,il Bubba Gamp: che meraviglia!!! ecco dove verremo per pranzo, Forrest mi scatena sempre una grande emozione👏!!
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Giriamo tra bancarelle e i locali, Bayside per me ha un atmosfera stupenda. C’è anche uno splendido Hard Rock cafè con una chitarra sul tetto, che ovviamente l’adolescente vuole visitare, e ci fermiamo in un locale li’ sulla baia, che ci sembra carino: il Segafredo cafè😁, dove gustiamo un’ottima colazione.
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Continuiamo a gironzolare, poi usciamo da Bayside e andiamo a cercare il metromover, che avevo visto avere una fermata lì vicino. Il metromover è una monorotaia gratuita, un piccolo treno che corre rialzato tra i grattacieli di Miami, un ottimo prospettiva per vedere questa parte della città.
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Prendiamo la linea Brickell, che va verso il Financial District, come avevo letto su Ero Lucy – Florida travel blog di Tiziana, un’italiana trasferita a Miami che ha scritto tante cose utili per visitare Miami, e cominciamo a svettare in mezzo ad edifici immensi e splendenti..una meraviglia! Scendiamo alla fermata Financial District per una passeggiata, arrivando fino al mare.
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La zona per me è splendida, elegante e vivace, vorrei stare per ore lì..
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Ma la mia missione è compiuta, sono riuscita ad essere ben impressionata da Miami, e dobbiamo iniziare il nostro viaggio on the road... tanto a Miami torneremo alla fine del viaggio, per visitare tutto il resto e magari riassaggiare anche queste zone che mi sono piaciute tanto.
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Facciamo ritorno a Bayside, ci aspetta il pranzo da Bubba Gamp, un pranzo superbo di gamberi cucinati in 4 modi diversi, normali, in tempura, al cocco e con il bacon. Porzioni enormi, per fortuna ne ordiniamo solo due, e personale gentilissimo, in mezzo a quadri e gadget che ricordano uno dei film piu’ belli mai visti, come se tutto fosse esistito veramente, e Forrest fosse un saggio amico conosciuto tempo prima..”Stupid is as stupid does”..Lo adoro!!
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Da Miami ci dirigiamo verso la costa del golfo del Messico passando per le Everglades poi andiamo ad Orlando, e da Orlando andiamo a Cape Canaveral a visitare il Kennedy space center e poi partiamo per Fort Lauderdale per imbarcarci per Exuma.
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Fort Lauderdale

Arriviamo a Fort Lauderdale di sera. Ci aspetta il nostro albergo vicinissimo all’aeroporto, a Dania beach, l’hotel Morrison carino, nuovo, ma con un arredamento e accostamento di colori che sembra un pò vintage.

Andiamo a cena, consultando Tripadvisor, ad un ristorante li’ vicino, il Fish Grill, dove mangiamo molto bene, carne ottima, ma spendiamo abbastanza. Il giorno dopo in pochi minuti siamo all’aeroporto, dove lasciamo la nostra auto, per volare verso il paradiso.

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Ritorniamo a Fort Lauderdale dopo 7 giorni trascorsi ad Exuma.

Avevo prenotato un auto con Alamo nuovamente, per 1 giorno, perché tra transfer dall’aeroporto al centro, e successivo trasferimento, l’indomani, a Miami, mi costava meno (35 euro tutto incluso) che un transfer con un Uber o altro taxi, e avevamo piu’ libertà nel visitare cio’ che ci interessava, rispetto all’utilizzo dei mezzi pubblici. Ho fatto il giorno prima il comodissimo check in on line, che permette di saltare il desk, andare direttamente al garage, scegliere l’auto per modello e colore della categoria selezionata, e passare al casello per completare contratto e pagamento.

 

 

Questa volta avevo scelto un hotel vicino al centro di Fort Lauderdale e dietro al Fort Lauderdale beach park playground, il Best Western Oceanside inn, moderno e carino sul Seabreeze Boulevard e con una bella piscina, di cui non abbiamo usufruito per mancanza di tempo.

 

(anche se tornando indietro tenterei con l’adiacente B OCEAN resort, che sembra una nave

 

La spiaggia, ampia, piena di palme e aree pic nic, playground, attrezzi ginnici, è incantevole, con persone che si incontrano e fanno sport, proprio come era nella mia immaginazione.

 

 

E’ ormai il tramonto, e dopo una passeggiata ci dirigiamo con l’auto, sul viale principale del passeggio, Las Olas Boulevard. Non è particolarmente semplice raggiungerlo, anche se seguiamo le indicazioni sulle mappe di Google, ci perdiamo piu’ volte, passando alcuni dei tanti canali che costituiscono la città, che viene chiamata anche la Venezia della Florida. Ma i canali qui sono enormi, ci sono affacciate case eleganti con le barche piu’ grandi e lussuose che abbia mai visto!

Tra le case spiccano alti grattacieli e molti sono in costruzione, per certi aspetti Fort Lauderdale mi ricorda un po’ Dubai!

 

 

Vorremmo fare il giro dei canali per vedere la città da quel punto di vista, con il Riverwalk Trolley, una barca gratuita (attenzione quella gratuita, non il Sun trolley a pagamento), che tocca i punti principali e funziona fino alle 22, ma non riusciamo a capire il punto esatto d’imbarco e gli orari, chiedendo a diversi passanti ognuno ci dice una cosa diversa e purtroppo non abbiamo connessione internet (scopriremo il giorno dopo che nonostante alle Bahamas non funzionasse il nostro operatore, ci si è scaricato tutto il credito dati).

Decidiamo allora, visto che si sta facendo buio di andare in auto a Las Olas. Las Olas è un bel viale, molto illuminato la sera, pieno di negozi, ristoranti e gallerie d’arte.

 

 

Entriamo anche in una di queste ultime, dove vendono stampe della National Geographic e sono appesa fotografie splendide.

 

 

Passiamo davanti all’hotel Riverside, che è l’edificio piu’ antico della città, ed è proprio bello.

Intanto si è fatta ora di cena, qui ci sono tanti ristoranti italiani, tutti pieni a differenza degli altri, ma noi non vogliamo mangiare italiano quando siamo in vacanza, e quindi torniamo sul lungo mare, avevamo addocchiato il nostro amato Bubba Gump (dove avevamo pranzato anche a Miami) e  decidiamo di andare a strafogarci di nuovo di gamberi.

 

 

L’indomani, dopo una succulenta colazione, mentre il resto della famiglia si prepara, vado a farmi una bella passeggiata nella tranquilla spiaggia di Fort Lauderdale, prima di ricongiungermi e di partire per Miami.

 

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Miami è molto vicina a Fort Lauderdale, una quarantina di minuti di auto a Sud.
Inutile dire che avevo fatto un programma includendo troppa roba rispetto a quella che riusciremo a vedere. Avevo programmato di lasciare l’auto nel pomeriggio a Downtown per poi visitare le cose rimanenti con i mezzi, e poi spostarci a Miami Beach, dove c’è il nostro hotel, per risparmiare gli alti costi del parcheggio, visto che l’auto a Miami Beach non serve e per il trasferimento all’aeroporto si puo’ prendere il bus nr. 150.
Provenendo da Fort Lauderdale, ci dirigiamo subito verso Wynwood, a nord di Miami , un ex area industriale, neanche tanto bella di primo impatto, ma piena di murales e graffiti, che sono un tripudio di colori, ingegno e creatività e ci sono anche alcune riproduzioni, dentro Wynwood walls, al 2520 II av., dei piu’ grandi artisti del mondo.
Al quartiere Wynwood ho dedicato un articolo specifico, nella sezione “Cose fighe in giro per il mondo”
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Dopo la visita a Wynwood durata un paio di ore, ci spostiamo all’adiacente Design District, alla 39th – 41st street, 2 av., strade riservate alle firme prestigiose, con una bella piazzetta e un’archittettura moderna e di design.
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Non essendo distanti da Miami Beach, portiamo i bagagli al nostro albergo, per poi non averli a seguito quando dovremo ritornare in hotel in bus, e andiamo di nuovo verso Miami. Ho ancora in nota da fare Key Biscaine, Coral Glabes, Coconut Grove e Little Havana: decisamente tanta roba e poco tempo, le distanze non sono enormi, ma comunque ci vuole tempo per percorrerle, e quindi devo rivedere tutto. Mi resta solo il tempo per un giro veloce a Coral Glabes e a Little Havana, prima di riconsegnare l’auto, alle 16, a Downtown.
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Coral Glabes è un quartiere residenziale con una vegetazione strepitosa. File di banjan costituiscono la cosi’ detta la cosiddetta Banyan Line, costeggiano e ombreggiano la Coral way, creando anche in certi punti l’effetto tunnel. Nelle vie laterali ci sono alberi dai tronchi enormi e pieni di rami e radici aeree, davanti a ville bellissime, alcune dicono di importanza storica, con giardini curatissimi, senza cancelli o muri di cinta. C’è anche un grande campo da golf, con canali e laghetti. Passiamo davanti al Biltmore Hotel, con la sua torre ispirata alla Giralda, il campanile della Cattedrale di Siviglia, alla De Soto Fountain, con il suo alto obelisco, nella piazza omonima; percorriamo Alhambra circle, che gira attorno al quartiere, costeggiamo il campo da golf, facciamo tratti della Sevilla Avenue, della Granada Avenue e del Grand Boulevard. Vediamo anche alcune porte monumentali e statue decorative in stile andaluso e italiano, a cui si ispira tutto il quartiere. Peccato non aver potuto fermarsi alla famosa Venetian Pool, una piscina ispirata alla laguna di Venezia e ricavata nella roccia.
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Niente da dire, ci sarebbe voluto più tempo per godere della bellezza di questo zona prestigiosa residenziale, con l’atmosfera mediterranea, e cosi’ diverso dal resto di Miami. Pare che l’ideatore del progetto del quartiere George Merrick, volesse proprio dare al visitatore questa impressione e indubbiamente c’è riuscito! E comunque io l’ho detto subito: Miami mi ha colpito per le sue mille sfacettature!

Dalla Granada Avenue di Coral Glabes imbocchiamo la Calle Ocho, l’8 Avenue: tra la 13th e la 17th av. si trova il quartiere di Little Havana, dove risiedono molti cubani, immigrati dopo la rivoluzione, ma anche tanti ispanici provenienti dal centro e sud America. Passiamo con l’auto e percepiamo subito l’atmosfera che ben conosciamo, musica, colori, e galli..tanti galli, finti eh, che sono il simbolo del quartiere.

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Arriviamo in zona Brickell, in mezzo ai grattacieli, che mi piace sempre moltissimo, per andare a riconsegnare l’auto di fronte al Bayfront Park, a Chopin Plaza, sede dell’hotel Intercontinental e di Alamo.
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Due minuti e la cosa è fatta, veramente promosso a pieni voti questo autonoleggio!
Siamo stanchi e fa molto caldo, non abbiamo voglia di andare a visitare altro, e siamo sulla stupenda Bayside.
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Quindi decidiamo di raggiungere il nostro hotel, passando di nuovo per il Bayside market, dove ci fermiamo anche all’Hard Rock Cafè per regalare una T-shirt in edizione limitata di Freddie Mercury a nostra figlia, che l’aveva addocchiata 14 giorni fa, quando siamo passati di qui. Una maglietta in ricordo dell’Hard Rock Cafè di Miami, come quella preso a Dubai.
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All’uscita del Bayside Market c’è la fermata del bus 120 che va verso SOBE, come viene chiamata South Beach. I biglietti si fanno sul bus e occorre avere denaro contato, perchè l’autista non puo’ dare il resto. Scopriamo che la fermata è proprio davanti al nostro albergo, sulla Collins Avenue, il National Hotel, dove passeremo due meravigliose e rilassanti giornate.
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il resto del racconto di Miami beach
giugno 2019
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Ultimamente vado con le mie amiche, con le quali siamo solite andare qualche volta durante l'anno alle #terme, quando riusciamo a prenderci paio di giornate per staccare. Lo troviamo tutte di una #bellezza unica, perché unisce l'atmosfera del paesino sul #lago alle stupende #termedisirmione #aquaria.
Ci piace alloggiare all'hotel @termedisirmionehotels Promessi Sposi, tutto colorato sul lago, che si vede prima di entrare dal ponte del paese, anch'esso con piscina termale e spa.
Nei giorni scorsi scorsi, il tempo ci ha regalato un tramonto meraviglioso mentre eravamo alle terme: goderselo dalla piscina a sfioro sul lago o dalla sauna è stato stupefacente.
Stavolta abbiamo fatto anche un giro in barca di tutta la penisola, vedendo da una diversa prospettiva le grotte di Catullo, già visitate in passato, un posto meraviglioso🤩, e il castello scaligero. E abbiamo scoperto anche la stupenda #jamaicabeachsirmione , raggiunta con una bella passeggiata lungo il lago, di cui foto nel post di ieri ..
What else, quando si può ridere insieme e condividere la bellezza?

#unanimainviaggio 
Di Sirmione avevo anche scritto qui

https://www.unanimainviaggio.it/sirmione-meraviglia-tra-lago-archelogia-e-terme/

Delle terme visitate con le amiche qui

http://www.unanimainviaggio.it/giornata-alle-terme-con-le-amiche/

#gardalake #lagodigardaofficial #friendship #liveauthentic #vivo_italia #igworldclub #blogger #beautifulphoto #photolovers #beautifuldestination

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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