Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Sui viaggi

Le partenze che non ti aspetti – viaggiare dopo il covid-19

 

 

Certe partenze non le aspetti con l’entusiasmo che vorresti.

Quello di prendere un volo, il desiderio di arrivare su, oltre le nuvole, di raggiungere un luogo lontano, da tanto desiderato, magari, un altro continente.

 

Eppure, nel momento che sei sulla strada, sul mare, con un posto nuovo, sconosciuto, che si profila all’ orizzonte, che ti attende, senti che qualcosa dentro si mette in moto, inaspettatamente.

 

 

Qualcosa inizia a ribollire.
La sensazione che ogni luogo può sorprenderti e riportarti quell’euforia ben conosciuta.

 

 

Comprendi che davvero tutto dipende dagli occhi con cui guardi, dall’animo con cui ti accingi a vedere, a vivere, il viaggio che ti aspetta.

E che puoi abbandonarti alla voglia di scoprire, senza preconcetti o pretese. All’entusiasmo che si riaccende, al desiderio di vedere.

Di vivere.

Un luogo.

La vita.

Di ripartire.

Che è sempre una bella cosa :)

 

 

 

La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
(Fernando Pessoa)

 

luglio 2020, prima vacanza post coronavirus – COVID19

 

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Il coronavirus e il popolo dei viaggiatori

 

 

Viaggio dunque sono.

 

Quanti di noi viaggiatori hanno sentito risuonare questa frase?
O, se non presente a livello della coscienza, possono arrivare a riconoscerla come sacrosanta verità?
Il viaggio che ci permetteva di staccare dall’ordinario, dalle solite cose, dalla noia della routine.
Il viaggio che ci dava una botta di energia e ci faceva sentire di più la vita.
Il viaggio che ci rimetteva in contatto con la bellezza del mondo, con la natura, con il diverso, con modalità dimenticate, con quella voglia di conoscere atavica che ci appartiene, che è stata incentivo per gli esploratori a partire verso terre sconosciute.

 

Il viaggio, o la vacanza, che ci portava fuori dalle abitudini a volte malsane o ingabbianti, e ci conduceva in luoghi che non erano solo esterni a noi, ma anche interni, sentiti come più vicini a noi stessi.
Che ci portava a risvegliare parti assopite (magari le migliori), di cui sentivamo la mancanza, più simili al nostro modo di concepire la vita, di essere, ai nostri ritmi, ai nostri gusti, al nostro sentire. Talvolta impossibile da riprodurre nella nostra vita quotidiana, incastrati dagli obblighi lavorativi, famigliari, sociali.
Il viaggio, o la vacanza, che ci consentiva anche di fermarci, distaccarci, e riposare, da tutto il resto.

 

 

Viaggio dunque sono.. vivo.

 

Quei momenti e quei luoghi tanto attesi, programmati, sognati, tanto da dare un senso al tirare avanti, ai sacrifici, alla fatica del vivere il quotidiano.
Quei momenti che, una volta vissuti, ti fanno desiderare di non smettere mai di viaggiare.
Che quando li ripercorri, con ricordi, fotografie e racconti, giorno dopo giorno, tappa dopo tappa, senti una nostalgia che fa quasi male, nel tempo dell’attesa tra una partenza e l’altra.
Quel senso di eccitazione ad ogni prenotazione, quel pregustarsi nella pianificazione, quell’impazienza all’avvicinarsi della data, che solo chi brama a partire per un viaggio può comprendere.

 

 

Quel vivere nel passato, – nel ricordo del viaggio -, o nel futuro, – la prossima partenza.

 

Che può contraddistinguere anche un desiderio di fuga, a volte salutare (https://www.unanimainviaggio.it/elogio-alla-fuga/), o una certa insoddisfazione nel vivere la realtà del qui ed ora.
Desiderio di quella carica di adrenalina che una partenza, il nuovo, il diverso, ci sbatte nel corpo, consentendoci di prendere la nostra boccata d’ossigeno, il nostro momento di soddisfazione.
Che, però, se si trasforma, in un compulsione, celando altre implicazioni psicologiche (come la difficoltà a gestire situazioni che provocano stati emotivi negativi o emozioni come ansia e tristezza) puo’ generare uno stato di dipendenza.

 

 

E oggi, a noi viaggiatori, tutto questo ci manca.

 

Che sia come il capriccio di un bambino che vuole il suo gioco, o  la dose di cui ha bisogno un tossico, l’ora d’aria del carcerato, il momento per ritrovare certe parti di sé, vitali che non si trovano nelle giornate comuni, o il sogno da cullare giorno dopo giorno, per riprendersi un po’ di quell’entusiasmo, che solo la meraviglia della bellezza ritrovata può risvegliare, ci manca.

 

Non c’è niente di male nel sentire questa mancanza, a qualcuno manca l’estetista, ad altri il ristorante, o l’aperitivo con gli amici, a qualcuno lo shopping, ad altri la palestra, a qualcuno la moto, ad altri un momento creativo, un hobby, e così via ..
Per qualcuno è una passione diversa, per un viaggiatore la passione è frequentare il mondo.

 

 

Ma il periodo di questa mancanza, questo periodo in cui stiamo vivendo, in cui non possiamo viaggiare, dovrebbe diventare il momento della GRATITUDINE.

 

Il momento di guardare alla fortuna che abbiamo avuto di viaggiare, di vedere tanta parte del mondo, di vivere certi momenti di svago, di vacanza, di conoscenza.

 

Gratitudine per quello che abbiamo imparato e sentito durante i nostri viaggi.
Gratitudine per la nostra capacità di riconoscere e scegliere ciò che desideravamo o di cui avevamo bisogno.
Per aver affrontato giudizi, spesso, di chi fa i conti in tasca agli altri, senza vedere che cosa viene sacrificato in cambio.
E a volte, per aver sostenuto sensi di colpa, per esserci permessi qualcosa di bello.
Ricordando bene che, noi viaggiatori, siamo una categoria di privilegiati.
Basta esserne consapevoli, o diventarlo.
Che in questo momento di forzato stop, in cui viene richiesto di restare a casa, di restare nel qui ed ora, in questo momento in cui per qualcuno diventa difficile permettersi anche dei sogni,

 

il viaggio più importante è quello di imparare a restare, guardarsi dentro, intorno e di fianco

 

Considerare onestamente se abbiamo usato il viaggiare come una piccola evasione per fuggire da qualcosa, magari di scomodo, per prendere una boccata d’aria, oppure come abitudine per sfuggire a qualcosa che proprio non va, che abbiamo anche l’occasione di vedere e pensare di affrontare (ovvio, se lo vogliamo).

 

Abbiamo la possibilità di restare e vedere cosa resta da vedere e da salvare, chi c’è al nostro fianco, e se lo sapevamo, chiederci di cosa ha bisogno e di cosa abbiamo bisogno noi, in fondo e oltre le nostre vie di fuga.
Restare e guardare, valutare quelle che sono le cose importanti presenti nella nostra vita, gli affetti, le persone, ciò che ci dà sostentamento, salute, tempo.

 

Guardare anche fuori di noi, a chi, per dovere o per necessità, o intrappolato da altre convenzioni, non può o non ha potuto godere dei nostri privilegi, o ha fatto semplicemente scelte diverse, con empatia. E anche, a chi non ha potuto scegliere.

 

 

E’ importante sentirla dentro, e averla sempre impressa nella nostra mente, questa parola, per tutto quel che abbiamo avuto e per i sogni che ancora ci restano, perché

 

un viaggiatore vuole tornare a viaggiare.

 

Viaggio dunque sono.. grato.

 

Torneremo a vedere il mondo da un oblò

 

09.04.2020

Foto by Patty

 

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Collezione di salti dal mondo e posti da Wow!

 

 

E’ da poco tempo che ho imparato il trucco per fare le foto con il salto. Ovvero quelle foto in cui, con dietro un panorama meraviglioso, sembra, che si facciano salti altissimi!

Eh si, perchè il trucco c’è! Non penserete che tutti quelli che si vedono saltare nelle foto siano degli atleti: anche quelli non piu’ giovanissimi e allenati come me, che la forza di gravità e la pigrizia poco aiuta ad elevarsi, possono ottenere ottimi risultati!

E da quando l’ho imparato…ho cominciato a farle in tutti i posti in cui mi è venuto da dire: Wow! per la gioia e la meraviglia.

La cosa difficile è trovare qualcuno che abbia la pazienza di fare la fotografia, che spesso non riesce al primo colpo, ma richiede più tentativi. Io di solito finisco per avere il fiatone, a forza di saltare :)

 

                                                                                 prove di salto

Di seguito le foto col salto che sono riuscita a fare (ne aggiungerò man mano che ne faccio), non tanto per far vedere me che salto (con l’impietosa evidenza, ahimè, del trascorrere degli anni), ma come pretesto per mostrare e ricordare dei posti stupendi.

P.S. il trucco è, per chi fa la foto, mettere il telefono quasi appoggiato a terra per scattare, utilizzare lo scatto multiplo (per chi ne dispone, altrimenti scattare piu’ volte);  per chi salta, fare piu’ salti di continuo.

 

salto in Plaza de Espana, Siviglia, Spagna, 2019

 

 

Salto a Molveno, Trentino, 2019

 

salto a Jolly Hall Beach Exuma, Bahamas, 2019

 

salto a Cocoplum, Exuma, Bahamas, 2019

 

salto sulle dune di Corralejo, Fuerteventura, Canarie, 2019

 

salto a Cotillo Lagos Fuerteventura, Canarie, 2019

 

salto in Piazza degli Eroi, Budapest, Ungheria, 2018

 

salto a Embudu, Maldive, 2018

 

salto a Playa de los Charcos, Fuerteventura, Canarie, 2018

 

Salto a Cayo Coco, Cuba, 2017

 

salto in coppia a Cayo Guillermo, Cuba 2017

 

salto in coppia a Cotillo Lagos, Fuerteventura, Canarie 2017

 

salto in coppia sulle dune di Corralejo a Fuerteventura, Canarie, 2017

 

Aggiungo anche la collezione dei miei “WOW!” lo stupore dei posti meravigliosi, che mi venivano spontanei prima, e che mi vengono tuttora, anche dopo aver imparato il salto

 

                               Wow!!

 

doppio Wow in Corsica, Roccapina 2020

 

Wow Rondinara, Corsica 2020 

 

Wow a Cotillo Lagos, Fuerteventura, Canarie 2020

 

Wow a Bologna, la mia città, 2019

 

Wow a Jamaica Beach, Sirmione, Lago di Garda, 2019

 

Wow a Miami Beach, Florida 2019

 

qui una serie interminabile di Wow!!

Wow al mare di Exuma, Bahamas 2019

 

Wow a Tropic of Cancer, Exuma, Bahamas 2019

 

ancora Wow a Tropic of Cancer, Exuma, Bahamas, 2019

 

Wow a Jolly Hall, Exuma, Bahamas, 2019

 

Wow a Exuma, Bahamas, 2019

 

Wow ad Embudu, Maldive, 2018

 

Wow a Cayo Guillermo, Cuba, 2017

 

Wow a Cayo Coco, Cuba, 2017

 

Wow in Repubblica Domenicana, le piscine naturali, 2016

 

Wow a Koh Tao, Thailandia, 2015

 

Wow a Fihalohi, Maldive, 2014

 

Wow a Biyadhoo, Maldive, 2013

 

Wow a Corralejo, Fuerteventura, Canarie, 2013

 

Wow in Kenya, Spiaggia dell’Amore, Watamu, 2012

 

Wow a Zanzibar, 2011

 

Wow a Mauritius, 2010

 

Wow a Cayo Largo, Cuba, 2009

 

Wow Marsa Alam, Egitto 2009

 

Wow Hurgada, Egitto, 2008

 

Wow El Alamein, Egitto, 2008

 

Wow Bora Bora, Polinesia 2003

 

 

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Lode al mio mare

 

 

 

 

Ti affido i miei ultimi frammenti di buonumore prima del lungo inverno, i momenti di pace, che tra poco svaniranno nel freddo e nel buio, nella stagione dell’attesa di tempi migliori e di giorni di sole e di luce.

Non importa che tu non sia quello che vorrei, chiaro, limpido, azzurro, caldo. Che tu non possa farmi sognare e far toccare la bellezza con gli occhi.

Anche se non sei come io ti vorrei, ti vengo a cercare, bisognosa di te per rinascere ancora un po’, per respirare un attimo di più. Perchè tu plachi, per un attimo, le mie angosce, e la mia fame di sensazioni vitali, inebrianti, e anche l’oblio, cio’ che pesa e da cui è difficile sfuggire..

Tu che sei movimento perpetuo che contrasta la stasi. L’andare e il ritornare.

L’importante è che io possa udire il tuo canto, sentire il tuo profumo, cullarmi nelle tue onde. Che tu possa far volare via i miei pensieri cupi, per un po’, farmi sognare di stagioni che ritornano e di occasioni non ancora perdute, di speranze non ancora sepolte, di sogni non ancora nati o coccolati nel loro nido accogliente.

L’importante è che tu ci sia, che tu sia un posto dove poter tornare, dove l’anima possa posarsi e trovare riposo per un pò. Dove gli occhi possano guardare l’infinito, e i confini possano essere annullati, per colmare distanze, per fantasticare di incontri.

Per fortuna che esisti tu, con la tua voce, il tuo ritmo incessante, rassicurante, che mi ricorda che tutto svanisce e che tutto torna.

Per fortuna che esisti tu, mare, oceano, infinito, amico, fidato e fedele.

 

 

 

 

Ma guarda intorno a te
Che doni ti hanno fatto
Ti hanno inventato il mare

…meraviglioso

 

 

 

 

 

settembre 2019

 

foto di Patty

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Intervista di Rolling Pandas a Un’anima in viaggio

 

 

Oggi Alice di Rolling Pandas, portale Italiano di viaggi online, mi ha contattato per farmi qualche domanda sul mio blog. 

 

Mi ha chiesto come è nato il blog Un’anima in viaggio, quale sia per me il  significato del viaggio, come organizzo generalmente i miei viaggi e quali sono stati i miei preferiti.

 

Mi ha domandato anche, visto che ho una figlia adolescente, quali accorgimenti adotto nell’organizzazione dei viaggi e come conciliamo le nostre esigenze.

 

L’intervista completa si può leggere nel Blog dei Panda, insieme a quelle di altri viaggiatori, o direttamente a questo link!

 

Grazie Alice, riflettere e fare un punto della situazione è sempre utile!!

 

Racconti in valigia: il viaggio è una metafora della vita e la vita stessa è un viaggio

 

 

 

 

19 agosto 2019

 

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Organizzare un viaggio “fai da me”

 

 

Si… proprio “fai da me”, perchè se voglio viaggiare in famiglia devo organizzare tutto io!!

Devo metterci l‘iniziativa, devo metterci l‘impegno, devo metterci l’entusiasmo. L’unico viaggio che ha organizzato mio marito è stato il nostro primo, dopo 4 mesi che stavamo assieme, a Mauritius. E’ andato in agenzia, mi ha consultato, ha confermato e ha pagato. Che dite, mi ha ingannato? Perchè dopo, mai piu’ nulla! Lui, dice che non lo fa perchè qualsiasi cosa scelga lui, io avrei da ridire: perchè quel posto, hai speso troppo, la location non è il massimo, hai letto le recensioni, hai guardato se c’era altro di meglio??. E forse ha ragione:)!!

 

 

Perchè io sono una rompico….ni, perchè voglio trovare quello che io ritengo il meglio in tutti i sensi, decidere e cambiare idea, confrontare, voglio pensarci… mentre lui tende a prendere la prima cosa che gli piace (e se avesse fatto cosi’ anche con me????).

In realtà, io sono cosi’ per tutto.. eh lo so, sono una rompic..ni, anche per me stessa.

 

 

Bene, tornando al viaggio fai da me, abbiamo raggiunto un equilibrio: io organizzo e perdo tutto il tempo che voglio a leggere forum, recensioni, blog, vedere foto, tanto che, dopo un po’, sono cosi’ satura che mi sembra di esserci già stata in un posto, e a lui va bene quel che scelgo io e di solito non si lamenta. Tranne quella volta dell’hotel economico a Bangkok, che mi è costato 82 euro per 2 giorni in 3, che era solo un punto di appoggio, comodo per le nostre tappe, e che a me non sembrava cosi male, che ancora lui mi rinfaccia, come il peggiore hotel mai visto!

Il fatto che non si lamenti, è già un grande vantaggio. Perchè, se non partecipasse e avesse anche da ridire sulle mie scelte, ecco..anche no.  E comunque, in definitiva, decidere poco democraticamente, sui viaggi, quello che voglio io…mi piace:) !!!

Di solito, sia lui, che la figlia, ormai adolescente e rompic..ni pure lei, sono contenti delle mie scelte per le vacanze, ma c’è sempre un momento nella vacanza, tensioni accumulate, divergenze, palle che girano, fattori ormonali, in cui penso:

ma chi me lo fa fare???

Arrivo a dire (o a pensare) che non organizzerò mai più qualcosa, che vadano in agenzia, che la prossima volta stiamo a casa.. ma poi…stiamo a casa?!?  no!!!  la grande adrenalina e il grande entusiasmo che mi danno i viaggi, e il piacere di organizzare, mi portano a rimuovere quei momenti e mi vedono, al ritorno, a mettermi a cercare nuove mete e voli e hotel sul pc.

 

 

Perchè poi in fondo siamo là, in vacanza..Solo che anch’io vorrei mollare un po’ il controllo, la fatica della pianificazione.. sento il peso di quella che sa come è organizzato il viaggio e che deve sostenere lo sforzo di tenere dietro a tutto anche li’..e quindi arriva lo schizzo isterico, accentuato anche dall’età dell’intolleranza, e il pensiero che sovviene:

“basta! la prossima volta vado da sola”

… Poi.. no… da sola no. Non è uguale. Io voglio andare con loro, condividere con loro, entusiasmarmi con loro…e forse per questo in vacanza non esiste rancorosità, una meta o un’esperienza inaspettatamente bella, o anche aspettatamente, cancella tutto..e si riparte.

 

 

Devo dire che, comunque, io cerco di pensare sempre a loro, quando pianifico: a quello che a loro piace, a quello che preferiscono, a come indorare qualcosa che farebbero fatica ad accettare o che pensano non li entusiasmi, per far sì che, alla fine, anche loro apprezzino e siano contenti!! sia una meta, che un luogo, un hotel o un’attività….. perchè li conosco, i miei polli, e talvolta hanno anche poca fantasia, non sanno immaginare che cosa gli puo’ piacere..

 

 

A volte non mi seguono con i ritmi, io vorrei vedere tutto e loro, posa piano che non sono altro, quando sono stanchi (!!) vorrebbero fermarsi (e io non sono una dai ritmi cosi’ serrati, ma loro ancora meno) mentre io vorrei riuscire a vedere tutto a fare tutto!! A volte cerco coinvolgerli in faticosi tour (troppo da camminare, troppo lontano, troppo caldo, ecc., ecc.) o in improbabili attività, nel far foto strane (col salto per esempio) o selfie..e per questo devo tenere a freno il mio scalpitare e avere un po’ di pietà!

 

Insomma, anche una vacanza “fai da me” implica il cercare e stabilire certi equilibri, cedere a dei piccoli compromessi, per proteggere quello che più ci sta a cuore: il viaggio e lo stare insieme.

Ma ditemi, anche voi arrivate a quel momento in cui pensate: ” ma chi me lo fa fare??”

 

 

 

 

maggio 2019

 

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Turisti fai da te? no Alpitour? …Vantaggi e svantaggi

 

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Consigli di viaggio

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Adolescenti: quando ti portano in viaggio nel tempo

 

 

I 14 anni di mia figlia, il primo anno alle scuole superiori, mi hanno inevitabilmente portato indietro nel tempo.

Ai miei 14 anni, al mio primo anno alle superiori.

A quando uscivo la mattina e facevo quel tratto di strada, a piedi, per raggiungere la scuola.

Ai pomeriggi a studiare nella mia camera.

All’aula della mia classe, con la porta a vetri, che vedevi cosa succedeva nel corridoio.

Al panino col prosciutto cotto, comprato nella bottega vicino alla scuola, e ai bocconi mangiati, da sotto il banco, durante le lezioni.

Alle mie compagne di banco, e a quando restavamo a pranzo in classe, perchè al pomeriggio c’era la lezione di ginnastica.

Ai professori, quelli che mi hanno trasmesso la passione, e quelli che…no.

A quella bellissima gita, che abbiamo fatto, fino a Parigi.. Il mio primo vero viaggio. 7 giorni lontano da casa, dalla famiglia.

Il torpedone e Pinone, l’autista.

L’ostello a Saint Germain. Le ricerche dentro al Museo dell’uomo e al Centro Pompidou.

I pranzi al sacco, panini con affettati, stivati nel pullman, in qualche giardino trovato sulla strada.

L’arte imparata dentro alle chiese, ai palazzi, al Louvre. La meraviglia di fronte alla Saint Chapelle. Le bellezze di Versailles.

Il viaggio di ritorno a cantare “Parigi addio..ritornerò” (che se qualcuno è dei miei tempi la conosce :)

 

 

E’ stata un’esperienza increbile, di cui sono grata. Il primo, per me, di una serie di viaggi, che in seguito hanno riempito la mia vita.

Forse la mia passione per i viaggi, per il mondo, è nata proprio allora.

 

Dopo tanti anni, molti ricordi riaffiorano.

Adoro quella ragazzina, un po’ contro corrente, ma con gli occhi vivaci, che ho ritrovato e che assomiglia a mia figlia.

Adoro vedere i suoi occhi aperti e con poche aspettative, per il poco conosciuto.

Quegli occhi pieni di voglia di vedere, di conoscere e di sperimentare. Di andare incontro alla vita.

 

 

 

 

marzo 2019

foto di Patty

 

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Adolescenti: quando ti dicono “ma gli altri lo possono fare”

 

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Il giorno prima del ritorno

 

 

Il giorno prima del ritorno senti tutto con un’intensità diversa.

Come assaporare per l’ultima volta, rumori, odori, paesaggi, affinchè le sensazioni restino dentro e si depositino come ricordi indelebili.

Guardi i luoghi per imprimerli nella tua mente, mentre c’è già quel senso di nostalgia, di mancanza che ti pervade, che ti porta a vivere con una maggiore consapevolezza ed apprezzare fino in fondo gli ultimi istanti.

Senti un buco nello stomaco, al pensiero di lasciare quei luoghi che sono stati la tua casa per un po’.  Che ti hanno riportato a te. Che ti hanno condotto fuori dalla routine, dal conosciuto. Che ti hanno riportato alla piena vitalità e bellezza. .

Pensi a domani, che su un aereo, un auto, o un treno, ricorderai questi ultimi momenti. E tutti gli altri.

In fondo ti piace, quel buco allo stomaco, quella nostalgia preventiva.

Perché significa che ha vissuto, che hai visto, che hai viaggiato. Che hai amato, ancora.

 

 

 

 

luglio 2018

foto by Patty

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La partenza

 

 

 

 

E poi arriva il giorno.

La partenza.

Tutto concitato.

Il timore di dimenticare qualcosa di importante.

Si chiudono le valige. Si riaprono piu’ e piu’ volte.

Preparativi e preparazione. Stress e stanchezza.

 

E poi è l’ora.

L’ora di andare. Quella attesa da tanto.

Finalmente tutto quello immaginato, studiato, pianificato, sta per diventare visibile, tangibile.

La voglia di nuovo. Di diverso. Di ritrovarsi. E riemergere.

 

E poi… l’arrivo.

Conferme. Confronti. Delusioni. Entusiasmi.

Sogni che diventano realtà.

Realtà che risveglia sensazioni di bellezza, magnificenza.

Sei dove volevi essere. La tua casa in un pezzo di mondo.

Hai l’occasione di viverti una vita diversa.  Hai l’occasione di essere quello che vuoi, per un po’.

E per questo, ti piace partire.

 

 

luglio 2018

 

(foto by Patty)

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Vecchietudine


Io la chiamo “vecchietudine”.

Un sentimento misto tra il sentire gli anni che passano e l’abitudine.

Imputo a lei la colpa del mio voler tornare in posti dove sono stata, e sono stata bene, o addirittura, ci ho lasciato il cuore.

Forse è un bisogno di sicurezza, camminare su sentieri già percorsi?

Forse mi rilassa sapere dove andrò, cosa farò, senza incognite, apprezzando la serenità dell’abitudine?

Sarà l’uno e l’altro, ma quando lascio un pezzetto di cuore da qualche parte, ho il desiderio di tornare.

E’ cosi bello tornare, e se c’è il cuore, è come tornare in una casa che hai abitato e dove sei stato felice.

Spesso la mia “vecchietudine” si contrappone alla voglia di scoprire e vedere qualcosa di nuovo, una boccata di aria fresca.. Ma la voglia di tornare in quei luoghi non mi passa e continuo a cercare e guardare, come se mi mancasse qualcosa.. Quel pezzetto di cuore?

Che sia nostalgia?

Forse è un’errore imputarla agli anni che avanzano, anche mia figlia è cosi’.

Forse invece sono io come i bambini, che amano ripetere le cose belle, perchè è rassicurante.

Forse è la mia patologia del ” non è mai abbastanza”, che mi porta a desiderare questo, mai sazia delle cose belle viste e vissute.

E’ che se potessi, farei l’uno e l’altro. Un viaggio in un posto amato e conosciuto e un viaggio in un paese nuovo.

Ma non posso, e allora mi abbandono a quel che trovo. A quel che mi trova.

Sperando, un giorno, di andare a recuperare, tutti quei pezzetti di cuore.

 

(foto Patrizia Pazzaglia)

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.