Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Un adolescente in viaggio

In giro per l’appennino tosco emiliano in estate: il monte Cimone e il lago della Ninfa

 

 

In una bella domenica di agosto, con la voglia di montagna che mi è venuta vedendo gli amici in vacanza sui monti, e per sfuggire alla calura estiva, abbiamo fatto un giro al Monte Cimone, prendendo come base il Lago della Ninfa.

 

 

Il comprensorio del monte Cimone, nel Parco del Frignano, chiamato anche Parco regionale dell’Alto Appennino Modenese, offre la possibilità di praticare sport invernali per gli amanti della neve (quando c’è, ovviamente), durante l’inverno, e di fare belle passeggiate a piedi per i boschi e fino ai crinali delle montagne, in estate, oltre ad offrire la possibilità di percorsi da fare con la mountain bike, andare a cercare funghi durante la stagione, per gli appassionati, e divertirsi nel bel parco divertimenti, l’Adventure Park, che d’inverno diventa snowpark, per i bambini e i ragazzi. Le cittadine limitrofe, Sestola, Fanano, Riolunato, Montecreto, Fiumalbo, sono frequentate località di villeggiatura.

Essendo non lontano da casa nostra, poco piu’ di un’ora di strada, il Cimone è la meta che possiamo raggiungere velocemente quando vogliamo fare un’escursione in giornata sulla neve, o, più di frequente, quando abbiamo voglia di montagna per sfuggire al caldo umido della pianura padana, d’estate.

Ricordo l’anno che ero incinta di mia figlia, quando, per trovare sollievo da un torrido caldo partimmo per cercare un po’ di sollievo al fresco. E arrivati al Cimone, trovammo sì il fresco, ma con un tempo da lupi, freddo e grandine, 9 gradi di temperatura!!

All’epoca non c’erano ancora tutte le attrattive che ci sono adesso, non era ancora stato costruito l’Adventure Park, https://www.adventureparkcimone.it/ e la zona era veramente un gioiellino: certo oggi, tutta l’area è ormai coperta da strutture e servizi, ristoranti, bar, chioschetti, tavolini fin sotto gli alberi, che attirano i turisti, per loro fortuna, ma che un po’ hanno fatto perdere il fascino e la tranquillità del luogo.

 

 

Siamo poi tornati un’altra volta, sempre ad altro agosto, con la nostra piccolina di 4 anni, che si è divertita tantissimo sui tappeti elastici e venendo giu’ col padre sulla monorotaia, il funbob, mentre la mamma davanti a velocità supersonica, imprecava giurando che mai più sarebbe salita su una attrazione del genere!!

 

 

All’epoca avevamo pranzato, nella baita vicina al lago della Ninfa, mangiando dell’ottima carne ai ferri.

Ebbene siamo tornati, questo agosto, con la voglia di verde, del senso di tranquillità e di visione verso l’infinito, che la montagna sa infondere.. voglia che è stata ampiamente appagata, arrivando di mattino presto, prendendo la seggiovia e proseguendo con una bella passeggiata arrivando vicino alla cima del monte.

 

 

Io adoro vedere dall’alto i boschi, i monti, il panorama, l’infinito.. e salire in alto..

 

 

L’unica nota stonata è stata la musica, lungo il tragitto: si puo’ mettere la radio, tra pubblicità e musica commerciale, in un luogo di pace, dove si dovrebbe ascoltare il silenzio della natura e ammirare il paesaggio??

 

 

All’arrivo con la seggiovia, abbiamo preso il sentiero verso il Cimone, un tratto sassoso con bellissimi alti pini, abeti e faggi ai lati, le montagne davanti, di un verde che brillava, col sole del mattino..un po’ ripido verso il punto in cui la strada finisce, ma ne vale la pena.

 

 

Siamo arrivati a Pian Cavallaro, a 1880 mt di altitudine, punto di arrivo anche della funivia, che vedevamo passare, proveniente da Passo del Lupo.

Ci siamo fermati ad ammirare il mondo da lassù, e abbiamo fatto un pic nic vicino allo strapiombo, con una meravigliosa temperatura attorno ai 20 gradi (che è costata agli imprevidenti che non si sono messi la crema protettiva una bella scottatura!).

 

 

Se cercavamo la pace, lì l’abbiamo trovata: in quel punto, in cui i più si fermano poco,  proseguono per arrivare ancora piu’ sù, sulla vetta del Cimone, a oltre 2100 mt di altitudine, che noi ci siamo accontentati di vedere. Abbiamo pranzato in quel luogo, tutto per noi, davanti a un paesaggio mozzafiato!

 

 

Pace che non c’era sicuramente nella spianata quando siamo riscesi con la seggiovia: tra il ristorante, la coda alla partenza della monorotaia, persone poco educate che parlavano ad alta voce, e quella maledetta musica. Peccato, perchè il luogo era incantevole, al mattino alle 10.

 

 

Ovviamente, al pomeriggio, anche scendendo verso il Lago della Ninfa, i dintorni del lago e l’Adventure Park era molto affollato, non ci aspettavamo che fosse diversamente.. Però uno sdraietto all’ombra, sotto la pineta, l’abbiamo trovato, giusto per rilassarci ancora un po’.

Il consiglio è quindi di arrivare presto al mattino, cosi’ si riesce a trovare parcheggio vicino al lago, senza dover fare troppa strada e prendere subito la seggiovia, godendo per un po’ della pace e della bellezza del luogo.

Il Lago della Ninfa si trova a 1500 mt di altitudine, ed è circondato da boschi di conifere meravigliose: ci si puo’ rilassare sulle sue rive, fare una passeggiata attorno al lago, e anche praticare la pesca. Da qui partono sentieri per diversi trekking nei dintorni.

Devo dire solo che sono rimasta un po’ delusa dal lago, che ho trovato un po’ trascurato, acqua scura e con molte alghe sulla riva..insomma un po’ diverso da come l’avevo visto nel 2008

 

 

Ma comunque..posti splendidi!!

Chi si accontenta, gode, .. famiglia, natura, sole, bellezza.. dici poco??

 

 

agosto 2020

 

 

 

 

 

Visite: 31

Cittadine della Corsica del Sud: Portovecchio, Sartene, Propriano

In questo post vi racconto delle cittadine che abbiamo visitato durante la nostra vacanza nella Corsica del Sud, ovvero Portovecchio, Sartene e Propriano.

 

Portovecchio

Per le nostre vacanze in Corsica, abbiamo deciso di fare base nei dintorni di Porto Vecchio, vivace cittadina turistica, in posizione strategica per le belle spiagge del Sud.

Ho parlato delle spiagge in questo articolo

Le spiagge della Corsica del sud

 

Siamo andati una sera al tramonto a visitare la cittadina di Porto Vecchio, che è un piccolo e pittoresco borgo di origine genovese, con un bel centro storico e ai suoi piedi, un lungomare e una bella marina col porticciolo turistico, piena di locali, ristoranti e cocktail bar e discoteche, fulcro della vita mondana e notturna della zona.

Abbiamo parcheggiato in uno dei parcheggi a pagamento appena fuori dalla cittadella, e percorrendo la Rue de Giudice di Cinarca , siamo andati verso la haute ville, città alta fortificata, e con una passeggiata di pochi minuti e qualche scala, siamo arrivati in place de l’Hotel de Ville, davanti al municipio. Da qui si entra dentro alle mura, che hanno ai lati bastioni, risalenti al 1539, e si arriva nella bella piazza principale della cittadina, place de La Republique.

 

 

A lato della piazza, si trova il retro della chiesa di S. Jean Baptiste, costruita in granito e con un bel campanile, che affaccia su cours Napoleon, la strada principale, che assieme alla parallela Rue Borgo, sono le raffinate vie dei negozi e dei locali, e che conducono verso deliziosi vicoletti interni, contornati di edifici in pietra tipica.

 

 

La strada perpendicolare alla chiesa, porta verso l’ingresso principale per la città, l‘antica porta Génoise , da cui si gode uno splendido panorama sul porto.

 

 

Dalla cittadella si puo’ scendere con una bella camminata di oltre 10 minuti, al porticciolo o in alternativa, si puo’ usufruire della navetta gratuita che fa la spola dal porto alla città alta (noi l’abbiamo presa al ritorno)

A Porto Vecchio arrivano i traghetti provenienti da Civitavecchia e da Napoli, e quelli provenienti dalla Sardegna, dopo essersi fermati a Bonifacio. Meno frequenti di quelli che arrivano a Bastia, sono comunque una buona alternativa per chi vuole visitare la zona sud

per informazioni dettagliate https://www.moby.it/vacanze/corsica/porto-vecchio/

 

Sartene

In un pomeriggio col cielo nuvoloso, abbiamo deciso di dirigersi verso Sartene, o Sartena, un altro borgo di origine medievale: ci ha incuriosito aver letto che era considerata la città corsa piu’ corsa di tutta l’isola!

 

 

La cittadina è di origine medievale e si presenta abbarbicata su una roccia, a 300mt di altitudine, con un aspetto molto antico. Le case sono costruite in granito e la vista d’insieme da l’idea proprio del “vecchio”.

La sua piazza principale, Place de la Liberation, ha una bella terrazza, che pero’ non guarda sul panorama che ci si puo’ aspettare.

 

 

La bella chiesa settecentesca, Santa Maria Assunta, col campanile, domina sulla piazza, insieme al palazzo del governatore.

 

 

 

A fianco alla chiesa la porta d’ingresso, Passage de Bradi, porta al cuore del centro storico, ben conservato, e pittoresco, dove stradine strette lastricate, vicoletti, scorci che si aprono sulla vallata, e case in granito creano una bella atmosfera.. nonostante i troppi turisti.

 

 

Piccolissimo borgo, si visita in poco tempo, e dicono che valga la pena vedere anche il suo museo della Preistoria, ricco di reperti archeologici, che noi non abbiamo visitato. La zona infatti è anche conosciuta per i resti del periodo megalitico: nei poco distanti siti di Cauria e a Paddaghiu sono presenti dolmenmenhir. Purtroppo a causa del poco tempo non siamo andati a visitarli, e mi rammarico anche, avendo poi proseguito per Propriano, di non aver potuto visitare la Filitosa, il più importante sito preistorico della Corsica.

https://www.corsicafrancia.it/sartene/

 

Propriano

Propiano è una rinomata località balneare, con un porto piuttosto grande pieno di barche e yatch esclusivi, sul lungomare costituito da una lunga strada animata da locali e negozi.

 

 

Il centro non è molto intressante, l’unica cosa degna di nota è è la chiesa di Notre Dame de la Misericorde costruita nel 1864. Pertanto, dopo un breve giro a piedi, siamo ripartiti per tornare a Portovecchio.

 

 

https://www.andareincorsica.com/scoprire/regioni/corsica-del-sud/propriano-valinco/propriano

Abbiamo scelto di percorrere una strada differente per tornare verso Portovecchio, la D59, che passa per le montagne interne.

Ecco, se penso che valga la pena recarsi in queste due località, soltanto in abbinamento alla visita dei siti megalitici, che mi sembrano molto interessanti, e non solo quindi per le cittadine in sè, se si devono fare parecchi chilometri, posso dire però che i panorami, i piccolissimi borghetti visti sulla strada del ritorno, hanno valso il viaggio. Conclusioni: la Corsica non delude mai!!

 

 

 

 

luglio 2020

 

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Corsica

 

 

 

Visite: 40

Bonifacio, Corsica del Sud: imperdibile meraviglia e falesie

 

 

Cosa vedere a Bonifacio? Le falesie dal mare, le falesie dall’alto, la citta antica, i vicoli in cui perdersi, la scalinata del Re di Aragona..

Un fiordo sul mare lungo un chilometro e mezzo, nella cui insenatura sorge una città a strapiombo su bianche scogliere, che contrastano con il blù del mare: è la meravigliosa Bonifacio, che lascia senza fiato, sia nella sua visione dall’alto della città, che in navigazione, dal mare.

Arrivando in auto da Portovecchio a Bonifacio, nei pressi della città si scorgono già ai lati le famose bianche rocce calcaree, le falesie.

Dal porto di Bonifacio individuiamo subito il chiosco della SPMB dal quale acquistare il biglietto per il giro in barca per grotte e falesie, ma proseguiamo, imboccando la strada che sale, Avenue Charles De Gaulle, verso la cittadella, per avere subito una visione delle bocche di Bonifacio dall’alto. Il panorama è mozzafiato, alte bianche scogliere, insenature e calette, che contrastano con un mare verde e azzurro.

 

 

Bonifacio è soprannominata la città delle falesie, solo 11 chilometri la dividono dalla Sardegna e lo stretto omonimo comprende le isole di Cavallo e Lavezzi, appartenenti alla Francia, e l’arcipelago della Maddalena, in Sardegna. E’ la città più a sud della Corsica, un antico baluardo genovese

Il mare è calmissimo oggi, tuttavia lo stretto puo’ essere molto pericoloso in caso di vento, per il mare mosso e per le forti correnti e gli scogli.

Riscendiamo al porto e andiamo al parcheggio convenzionato con la società SPMB, a pochi minuti a piedi, dove si acquistano i biglietti che includono il parcheggio gratuito (direttamente al parcheggio), anche oltre la durata del tour.

I tour in barca partono ogni mezz’ora e durano 45 minuti. Ci sono tour che comprendono l’isola di Lavezzi, dove si puo’ stare anche l’intera giornata. Noi scegliamo quello delle sole grotte e falesie, per poi visitare con calma la città e fermarci a cena al tramonto, l’ora più bella, per il riflesso del sole sulle bianche falesie.

 

 

Usciamo dal porto con la barca. Purtroppo non tutti i turisti portano la mascherina, che sarebbe opportuno nei posti in cui, all’esterno, le distanze di sicurezza non possono essere garantite, come nelle sedute di spalle dell’imbarcazione.

Appena svoltato l’angolo, ci aspetta un paesaggio spettacolare, per il colore del mare e il bianco della roccia.

 

 

Usciamo dall’insenatura e giriamo vicino alla costa, vedendo fari e grotte.

 

 

La barca si avvicina all’entrata delle grotte, mostrandoci il colore del mare, azzurro e verde abbagliante.

 

 

Le falesie dal mare sono un vero spettacolo da non perdersi.

 

 

Ci avviciniamo alla città e la vediamo lassù, in alto, in tutto il suo splendore, costruita proprio sulla cima della roccia.

 

 

Siamo molto soddisfatti di questo tour con la barca, vale assolutamente la pena.

Al temine del giro, tornati al porto, camminiamo un po’ tra i localini animati sul lungo mare e ci dirigiamo verso la salita di Montée Saint Roch che, con una scalinata, conduce alla porta d’entrata alla cittadella, Porte de Genes, protetta da mura bastionate.

 

 

Prima di arrivare all’ingresso, si puo’ vedere il panorama delle scogliere, stavolta dall’alto (dove è stata scattata anche la mia foto di copertina).

 

 

Entrando nel cuore della città, non resta che perdersi per i vicoletti

 

 

Ci colpisce particolarmente la chiesa di Ste Marie Majeure, di orgine romanica, che ha una facciata con un grande porticato e a fianco negozietti con porte azzurre: un angolo che mi ricorda uno scorcio del centro de L’Havana a Cuba!

 

 

Saliamo e scendiamo dalle innumerevoli scale, e io sono colpite proprio da quelle di accesso alle case del centro, così piccole e strette!

 

 

Facciamo anche il giro esterno, partendo da Place Manichelle, con panorama sulle falesie di Capo Pertusato, passando da Place du Marchè, la piazza del mercato, e arrivando sul fianco meridionale del promontorio dove si trova la scala del Re D’Aragona, che avevamo visto dal mare, ripidissima che scende attraverso la roccia fino al mare. Mi rammarico che sia chiusa, sono già più delle 18; del resto, col caldo, non so se sarei riuscita a convincere i miei compagni di viaggio a fare quei 187 gradini, ma essere proprio sotto, dentro, la falesia dev’essere davvero un’esperienza eccezionale!

 

 

Proseguiamo fino alla chiesa di Saint Dominique de Bonifacio e poi torniamo indietro, avevamo notato per la cena un delizioso localino su Place de Marchè, vista falesie, e siccome l’ora del tramonto si sta avvicinando ci dirigiamo là. Il ristorante La Manichelle, dove mangiamo squisite specialità corse (ne parlo qui), ha di fronte un campo di bocce, e alcuni paesani giocano allegramente, alla vista di quel panorama!!

 

 

L’ora del tramonto qui è splendida, non lo penso solo io…infatti… trova le differenze 🙂

 

 

A fine cena scendiamo verso il porto, che ha un’atmosfera da favola!

 

 

Bonifacio mi ha proprio incantata, ad ogni ora, è una città stupenda, che merita il viaggio! Ovunque siate, in Corsica, ma anche al Nord della Sardegna, andate a visitarla!

 

 

luglio 2020

 

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Corsica

 

 

 

Visite: 69

Un giro per Bastia, Corsica

 

 

Nel nostro giro nella Corsica del Sud abbiamo visitato Bastia, all’arrivo col traghetto,  Portovecchio, visto che alloggiavamo vicino, Bonifacio, perchè mi era stata fortemente consigliata e avevo visto foto stupende, Sartena e Propiano in una giornata in cui il tempo in spiaggia era nuvoloso.

 

Bastia

 

 

Bastia è la città del porto di arrivo in Corsica ed è la seconda piu’ importante della Corsica. Merita sicuramente una visita.

All’arrivo con il traghetto, alle 12, abbiamo cercato un parcheggio (a pagamento) proprio di fronte al porto, a fianco a Place Saint Nicolas, dove si trova anche l’ufficio del turismo. Avendo poco tempo abbiamo deciso di vedere la città con il trenino che effettua il circuito turistico, che parte ogni ora e porta fino alla cittadella in un tour della durata di 45 minuti. I biglietti si acquistano all’ufficio del turismo, al prezzo di euro 7,50 (scontati per i bambini).

Petit train touristique

 

Abbiamo quindi acquistato i biglietti e siamo andati, nell’attesa, a pranzare in uno dei bar- ristoranti sulla piazza (2 croques e mounsier e una grande insalata e una birra euro 39).

Place Saint Nicolas è una bella piazza grande rettangolare, luogo di incontri ed eventi, la piu’ grande di Bastia ma anche la piu’ grande della Francia, con al centro una statua di Napoleone e un monumento ai caduti, attorniata da begli edifici e cafè da un lato, e da alberi su tutto il perimetro.

 

 

Il trenino turistico passa sul lungo mare e si addentra nei bei vicoletti che mostrano interessanti scorci, costeggia le mura all’esterno, e si ferma all’ingresso della cittadella. Poi il tour prosegue a piedi con una guida che conduce nei posti principali.

 

 

Alla cittadella si accede attraverso la porta Luigi XVI e ci si trova subito di fronte alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, che è interessante visitare.

 

 

Uscendo a lato, si puo’ andare verso il piccolo e nascosto Oratorio di Santa Croce. Nell’oratorio è custodito un Cristo nero in legno, ritrovato in mare da pescatori. Nell’oratorio si tengono anche i concerti dei canti polifonici, canti della tradizione corsa, tramandati di generazione in generazione.

 

 

Ci siamo diretti poi verso il Palazzo dei governatori, che domina una bella piazza, e alla cui destra si apre una straordinaria vista sul porto vecchio.

 

 

La stradina che continua è piena di locali carini e va verso il mare offrendo un panorama meraviglioso.

 

 

Di ritorno, verso l’uscita dalle mura, si passeggia per i pittoreschi vicoletti.

 

 

Ripreso il trenino, questi prosegue passando per il porto vecchio prima di ritornare alla base.

 

 

Direi che con poco tempo, questa soluzione è stata l’ideale per visitare i punti piu’ importanti della città, ed è stato anche divertente!

L’unica cosa che ho da appuntare è che dovrebbe essere rispettato l’obbligo di indossare  la mascherina, non garantendo i sedili del trenino il metro di distanza quando si è seduti di spalle: nonostante ciò fosse previsto, non tutti osservavano questa regola (e nessuno si è preoccupato di farla rispettare).

 

Un po’ di informazioni sulla città si possono trovare qui

Bastia

e qui:

https://www.moby.it/vacanze/corsica/guida-bastia/

 

…continua

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Visite: 68

Fiumi, monti e cascate della Corsica del Sud: Solenzara, cime di Bavella e Purcaraccia

 

 

 

La Corsica non è solo mare, e noi, durante la nostra vacanza nella Corsica del Sud, abbiamo fatto un’escursione sui monti e lungo i fiumi, ammirando spettacolari panorami di montagna, simili alle Dolomiti, percorso sentieri, e visto cascate con acqua verde cangiante.

Partiamo da Portovecchio prendendo la strada T10, fino a Sari-Solenzara, dove si trova il bivio che porta verso il Col di Bavella, nella regione dell’Alta Rocca.

L’alta Rocca è una zona montuosa che arriva fino a 2100 metri di altitudine, che collega la costa orientale a quella occidentale, nel Parco regionale della Corsica. La regione è nota per le sue piscine naturali, cascate, montagne e foreste.

La strada comincia a salire ed è bellissima, orlata ai bordi conifere: abeti, pini, larici, lecci, ecc. In lontananza si vedono già le cime aguzze delle montagne.

 

 

La nostra prima tappa è all’altezza del bar ristorante URUSMARINU, dove c’è un parcheggio e, attraverso l’ingresso nel giardino del ristorante, c’è l’accesso al fiume Solenzara. E’ ancora presto, non sono neanche le 10 del mattino e ci sono pochissime persone.
Scendo subito sul fiume attraversando una passerella per esplorare il posto.

 

 

Lo spettacolo che ci si presenta davanti è magnifico

 

 

Nel fiume, verdissimo, che contrasta con i sassi bianchi, una famiglia sta facendo il bagno.

 

 

Passeggiamo un po’, sui sassi, alcune spiaggette con la sabbia inviterebbero a rimanere e godere di questa bellezza, e penso alla fortuna di chi ha deciso di fermarsi nel campeggio proprio sopra il fiume a godere dello spettacolo, alzandosi la mattina. E penso che voglio tornarci e dormire proprio li’!

 

 

Ci fermiamo per un caffè al bar ristorante, anche far colazione o pranzare con questa vista, non ha prezzo..

 

 

Ripartiamo in direzione cascate di Purcaraccia, costeggiando il fiume Solenzara e salendo. Dalla strada, qualche scorcio mostra persone che fanno il bagno, in uno scenario mozzafiato.

La strada passa attraverso una vegetazione bellissima pini altissimi e fitti. Arriviamo ad un parcheggio sulla strada, in un punto contrassegnato come Col di Larone e decidiamo che, poichè il nostro mezzo è piuttosto grande, e c’è posto, meglio fermarsi qui e proseguire a piedi.

 

 

Il paesaggio che abbiamo davanti, svoltata la curva, è questo.

 

 

Qualche altra curva e troviamo una famiglia di mucche sul ciglio della strada che dormono comodamente! (al ritorno una si era proprio messa in centro alla strada)

 

 

Mi rendo conto, con il navigatore, che abbiamo superato il punto d’ingresso del sentiero, che non è segnalato, quindi torniamo indietro, ma è stata comunque una bella passeggiata. Mi accorgo dove dobbiamo andare perchè vedo una persona inoltrarsi nel bosco, c’è anche qui un piccolo parcheggio, e un’auto è proprio davanti al buco dell’ingresso, che non potevamo di certo vedere!

 

 

La prima parte è un bel sentiero in mezzo al bosco, con un profumo inebriante di pini, poi in certi punti si apre, e tutto intorno ci sono queste bellissime montagne aguzze ..su una delle quali, ci rendiamo conto, ci stiamo arrampicando!!!

 

 

Proseguendo, la cosa si fa difficile..Avevo letto che questo percorso era fattibile, ma qualcuno diceva anche che era abbastanza pericoloso e dissestato..e in effetti!! In certi tratti a fianco c’è lo strapiombo, bisogna chinarsi e tenersi con le mani alle rocce o ai tronchi degli alberi per farsi forza e spostarsi, e fare attenzione a mettere i piedi in un punto saldo! Sicuramente l’esperienza non è indicata a chi soffre di vertigini..tensione e anche fatica tremenda!!

 

 

 

Il pezzo peggiore è stato questo, passare su sassi scivolosi, ma ci siamo fatti forza del fatto che altre persone con bambini fossero davanti a noi, e piano piano l’avessero passato: qui abbiamo comunque avuto seri dubbi sul proseguire!

 

 

Ma lo spettacolo continua 🙂

 

 

Andando oltre, anche in altri punti abbiamo dubitato di farcela, e di nuovo ci hanno incoraggiato le altre persone che vedevamo passare. Si, perchè nonostante il sentiero impervio, il percorso è abbastanza frequentato, e spesso ci si deve fermare per passare uno alla volta. Ci vuole oltre un’ora di cammino, e meno male che il cielo era un po’ coperto, che almeno non abbiamo patito caldo, per cominciare a sentire il rumore dell’acqua , delle cascate e cominciare a scendere. Verso la fine ero anche sconfortata per il lungo e difficoltoso tragitto, ma alla vista delle prime pozze, l’entusiasmo mi ha fatto dimenticare gli sforzi.

 

 

Il fiume, tra grandi massi bianchi, forma pozze e cascate incantevoli.

 

 

Salendo ancora, arriviamo alla bella cascata della Purcaraccia.

 

 

e poco piu’ su, la meraviglia: enormi massi e un’acqua verde smeraldo 🙂

 

 

Un angolo di splendore ineguagliabile dove potersi fermare, anche per un bagno tonificante, non per noi che siamo dei freddolosi, ma i piedi a bagno, dopo un lungo cammino si rigenerano, nell’acqua ghiacciata.

 

 

Intanto le nubi hanno ingrigito il cielo, sentiamo anche qualche goccia, scioccamente non abbiamo portato cibo con noi oggi, e siamo affamati, e col pensiero della lunga camminata che ci aspetta per il ritorno.

Non andiamo oltre quindi, soddisfatti di tanta bellezza.

 

 

Dopo la meritata sosta, riprendiamo la via del ritorno, che ci pare meno impervia, forse perchè la conosciamo già.

Siamo stati oltre 3 ore e mezza in giro, sono le 14.30 quando raggiungiamo di nuovo la nostra auto. Vorrei tanto fermarmi anche poco oltre, dove c’è il Canyon de la Vacca, altro punto segnalato con canyon, pozze e cascate dove tuffarsi, ma è piuttosto tardi e siamo stanchi e la fame si fa sentire. Proseguiamo quindi verso Bavella, dove c’è un piccolo paesino con qualche casa costruita in modo molto particolare e un paio di ristoranti, a andiamo ancora piu’ in alto, proprio sulla cima,  fino ad arrivare ad avere di fronte le guglie che stagliano verso il cielo, le  Aiguilles de Bavella appunto, con un tempo un po’ da lupi!!

 

 

Ma che spettacolo! Alberi dalle strane forme, erba e fiori giallo brillante che contrastano, di nuovo lo stupore negli occhi !!

 

 

Ci fermiamo al ristorante che c’è proprio qui, vicino alla collinetta con la statua della madonna, una vista da paura dal terrazzo, nonostante la pioggia. Mentre mangiamo crepes e specialità corse a base di carne, buonissime, arrivano le nubi a ricoprire le cime dei monti.

 

 

Anche qui ci sarebbe stata la possibilità di fare un bel trekking per i monti, ne sarebbe valsa la pena, ha anche smesso di piovere, ma siamo stanchi. Iniziamo quindi a scendere, continuando il giro ad anello per l’interno, andando verso Zonza, un delizioso paesino di montagna, per la strada D268.

Poco oltre c’è un altro punto che merita una tappa, le cascate di Piscia Gallo (Piscia du Ghjaddu), con il loro salto di 60 metri, dopo il bivio sulla D368.  Ci fermiamo nel parcheggio, gradevoli locali invitano a farsi un drink. Il trekking per arrivare alle cascate scopriamo che dura un’ora, non ce la sentiamo di farlo, nostra figlia sta dormendo in macchina, ma ci incamminiamo per vedere un po’ la zona. E’ un ottimo punto in piano per vedere le montagne circostanti!

 

 

Entriamo un po’ nella foresta di pini faggi e larici e vediamo alcune pozze che fa il fiume. Anche solo qui il paesaggio è magnifico.

 

 

Soddisfatti comunque della sosta, riprendiamo la strada, passando per la foresta di Ospedale, che dicono di essere una delle piu’ belle della Corsica. Montagne piene zeppe di pini, e in alcuni tratti, maiali o cinghiali liberi per il bosco, e un bel bacino artificiale con l’acqua verdissima.

Strada stupenda!

 

 

Siamo a  mezz’ora da Porto Vecchio, Ospedale (Spidali) è a 900 metri sul livello del mare e deve il nome all’ospedale della zona che un tempo era lì. Dopo una curva si arriva a un punto panoramico bellissimo sul golfo!

 

 

Ormai mancano una ventina di chilometri per arrivare a casa, è stata una giornata intensa, ma bellissima, straconsigliata: se tornassi indietro, sicuramente farei una tappa in queste zone, dormendo anche una notte, esplorandole tutte con calma, perchè ne vale proprio la pena!

Anche questo aspetto della Corsica mi ha folgorato!

 

 

 

 

luglio 2020

 

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Arrivare in Corsica in traghetto dall’Italia.

Il punto di partenza più vicino a noi, che abitiamo in Emilia, per la Corsica è Livorno, con arrivo a Bastia, operato da Moby Lines e Corsica Ferries. Gli orari si equivalgono quindi abbiamo scelto la compagnia Moby Lines, che risultava piu’ economica, e con possibilità di cambio data fino alle 4 ore precedenti la partenza. Il sito consente di vedere i prezzi nelle diverse giornate e quindi, per chi ha flessibilità, offre la possibiltà di scegliere la giornata col prezzo più basso (ovviamente le partenze infrasettimanali sono meno costose, mentre per il ritorno il prezzo era buono anche di domenica). Inclusa nel biglietto c’è anche una comoda assicurazione, la copertura sanitaria è soltanto di 5000 euro, e noi per questo abbiamo comunque fatto anche un’altra assicurazione con massimale piu’ alto, perchè in Francia il 20% delle spese sanitarie sono a carico del paziente. Con l’assicurazione del traghetto sono coperti gli inconvenienti con l’auto e rimpatrio, quindi l’assicurazione supplementare puo’ essere quella di base, meno costosa.

 

 

La traversata da Livorno dura circa 4 ore, non è necessario quindi prendere una cabina, e noi non abbiamo acquistato neanche le poltrone: sulla nave, all’aperto (che in questo momento è anche più salutare) ci sono panchine e sdrai a disposizione. Arrivare un’ora e mezza prima al porto è stato sufficiente per fare comodamente le operazioni di imbarco e trovare dei posti buoni sul ponte.

 

 

Probabilmente a causa del periodo post covid-19, non c’era molta gente e devo dire che comunque le regole (mascherina, gel, distanziamento), sono rispettate. Per noi non è stato particolarmente impegnativo o ansiogeno l’uso della mascherina durante imbarco e sbarco o all’interno della nave. Io me la sono goduta, un po’ al sole e un po’ all’ombra, il mare era calmissimo, e devo dire che è stato proprio bello iniziare cosi’ la vacanza.

Ne parlo qui:

 

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Il nostro alloggio nella Corsica del sud: Les Pavillons du Belvedere

 

 

Visto che la Corsica era nella mia wish list da un pò, sapevo già dove avrei voluto alloggiare, una volta deciso di andare: alcune amiche erano state, anche piu’ di una volta, in un residence che mi descrivevano come favoloso, ed io, era li’ che volevo andare.

Pertanto, dopo aver prenotato il traghetto, ho contattato il residence tramite il loro sito, dove ho trovato Laure, gentilissima, che, in italiano, mi ha risposto, sempre velocemente e con professionalità, riuscendo anche a trovarmi le soluzioni migliori in base alle mie richieste.

La stessa cortesia e disponibilità l’ho trovata in loco. Ecco il sito del Les Pavillos du Belvedere:

 

Notre résidence

 

Les Pavillons du Belvedere si trova non lontano dalla cittadina di Portovecchio, non è troppo all’interno, come altri alloggi che ho visto in zone belle ma meno comode, è vicino ai supermercati o agli imbocchi delle strade per raggiungere le spiagge.

 

 

E’ costituito da un insieme di casette in muratura in tipico stile corso, che si raggiungono da una strada in salita, costeggiata ai lati da bellissime piante fiorite di oleandro.

 

 

E’ tutto estremamente curato e nel punto piu’ alto, dove si trova la reception, e dove era collocato il nostro studio, si gode di un panorama di una bellezza indescrivibile, sul golfo, Cala Rossa e Saint Cyprien.

 

 

Ogni appartamento ha una veranda o un terrazzo, ci sono studios monolocali, camere, o appartamenti con piu’ stanze, alcuni sono vista mare, (ma si può scegliere durante la prenotazione e varia anche il costo, non di molto pero’), alcuni sono sulla cima, ed altri  piu’ in basso, a vari livelli sulla collinetta che li ospita.

 

 

Noi avevamo appunto uno studio monolocale vista mare.

 

 

Gli appartamenti sono dotati di una doccia esterna privata (a parte i monolocali che ne hanno una per tutti) e un bel barbecue. E’presente anche la lavanderia.

 

 

Lo studio l’abbiamo trovato molto pulito, abbiamo potuto portare le nostre lenzuola e asciugamani, come misura precauzionale contro il Covid-19. Diversamente possono venire affittate. Era perfettamente attrezzato con stoviglie, forno a microonde, bollitore, tostapane e addirittura aveva la macchina Nespresso.

 

 

Il residence ha anche una spiaggetta privata, raggiungibile scendendo un sentiero verso il mare, non di sabbia ma con i tipici sassi rossi di Corsica,  intima e deliziosa, con un piccolo pontile ed alcuni lettini per rilassarsi.

 

 

Ho amato follemente questo posto dal primo momento che sono arrivata. Dal mio studio, un monolocale con tre letti e un angolo con cucina, vedevo il mare, aprendo gli occhi la mattina dal letto:

 

 

Le luci dell’alba, la palla rossa che saliva da dietro le colline, la baia contornata dai fiori del mio balcone.. spesso uscivo, per sentire i profumi e il silenzio di quell’ora, e stupirmi di meraviglia!

 

 

Al tramonto, le luci illuminavano la baia, i fiori e le pietre, e la notte, nel cielo, quante stelle che ho visto!!

 

 

Attenzione: ai il lettori del Blog Un’anima in viaggio che prenoteranno un soggiorno presso il residence Les Pavillons du Belvedere, i proprietari forniranno gratuitamente la biancheria, lenzuoli ed asciugamani!

 

Mangiare in Corsica: spesa e cibo

Mangiare al ristorante in Corsica è piuttosto costoso, non credo di aver visto un piatto con un prezzo inferiore ai 14 euro (se non dei croque and monsiuer, semplici toast a 8 euro o panini fatti con le baguette, in qualche cafè o locale sulla spiaggia), e le bevande sono molto costose, la birra corsa Pietra, per esempio, costa 4,50 euro la bottiglietta.

 

 

Ci sono, in alcune zone, rosticcerie e furgoni con cibo da asporto. Per esempio, una volta abbiamo preso un pollo arrosto di oltre un kg e mezzo a 11 euro. Talvolta si trovano, sulla strada anche piccoli negozi che vendono frutta e verdura. Noi solitamente abbiamo fatto la spesa negli ipermercati, in particolare nella zona dove alloggiavamo, c’era un grandissimo Geant, fornito di tutto, pane, bibite, frutta e verdura cibi freschi e anche preparati. I prezzi discostano di poco, appena un po’ piu’ alti, da quelli, già abbastanza oltre la media, che trovo nei supermercati emiliani. Si trovano anche supermercati a marca E-Leclerc e alcuni  Despar, chiamati Spar, o Carrefour market. Da consigliare i formaggi, buonissimi e gli ottimi vini corsi, inoltre le salse tipiche e le marmellate locali.

Avendo il barbecue nel nostro studio, abbiamo comprato qualche volta la carne accompagnandola da un buon vino rosè corso e da un panorama da favola.

 

 

Per il pranzo, di frequente ho preparato insalata di pasta, di riso o di farro, accompagnandole anche con pomodorini, formaggio o prosciutto cotto a dadini, conservandole nella borsa frigo con frigorini ghiacciati, e mangiandole con gusto sulla spiaggia. Per le bevande, le borracce termiche di ultima generazione sono il top, mantengono benissimo le bevande fresche, o il caffè caldo per moltissime ore. L’accorgimento di prepararci noi da mangiare, e pranzare o cenare di rado fuori, oltre che per ragioni economiche è stata per noi anche una ragione di sicurezza per il Covid-19.

 

 

I Corsi preparano delle insalate molto appetitose ed enormi, condite con la classica vinagrette. Di particolare ho assaggiato le melanzane (che adoro) alla bonifacienne, una specie di melanzana alla parmigiana, ma con formaggio di capra, al ristorante-brasserie La Manichelle a Bonifacio, molto consigliato. Ottimo anche il pesce che abbiamo assaggiato, orata e gamberoni, e i dolci (prezzo 77 euro)

 

   

 

La versione delle melanzane alla parmigiana, ma non con il formaggio di capra, comunque l’ho trovata ovunque nei ristoranti della Corsica del Sud.

Sulle montagne di Bavella abbiamo assaggiato crepes, buonissime, con grano integrale e un piatto unico con carne, specialità corsa, al ristorante, che consiglio, Les Aguilles de Bavella, che ha anche una strepitosa vista sulle guglie. Ecco il menu’:

 

 

Non abbiamo provato i ristoranti sulla spiaggia, che comunque avevano tutti un aspetto molto gradevole ed invitante, spesso anche elegante.

 

Strade, spiagge e camping

Le strade della Corsica del sud sono per la maggior parte belle e non pericolose, spesso larghe e ben tenute e a volte molto panoramiche. Vale la pena  girare sia nelle zone interne, che sulle strade litoranee, anche solo per vedere i paesaggi. Nessun problema quindi a circolare anche con auto ingrombranti, come il nostro Trafic, o con i camper, neanche per le strade di montagna.

 

 

Una cosa a cui fare attenzione nelle strade di montagna: non correre troppo perchè si possono trovare animali lungo la strada, mucche o cinghiali! Questa era una bella famiglia di 4 mucche che se ne stava  beatamente a riposare sul ciglio della strada!

 

 

Talvolta, le strade per arrivare in spiaggia possono essere sterrate, come quella terribile per arrivare a Roccapina e quella in migliori condizioni per Rondinara. Altre spiagge si raggiungono dal parcheggio attraverso sentieri piu’ o meno impervi, ma in queste non siamo andati. Quelle che abbiamo visitato erano abbastanza agevoli, con parcheggi gratuiti o a pagamento (circa 5 euro per l’intera giornata) e arrivando presto si puo’ trovare un posto comodo e vicino. Per lo piu’ sono attrezzate in alcuni punti, dove sono presenti ristoranti o paillotes, oppure i servizi (come alla Palombaggia), e a volte anche i servizi di noleggio di canoe, pedalo’, barche, ecc. (come a Santa Giulia). Non tutte le spiagge pero’ hanno i servizi, a Roccapina, per esempio, non c’è nulla.

Un utile sito per trovare tutte le informazioni sulle spiagge è questo:

https://it.plages.tv/spiagge/b-corsica

Per la descrizione e le informazioni sulle spiagge che ho visto, ho scritto qui qui

 

Le spiagge della Corsica del sud

 

I camping, disseminati sulla costa e all’interno, sotto pinete o in mezzo al verde, invitano a tornare con un camper e vivere una vacanza a contatto con la natura . In particolare segnalo il parcheggio “i Pini” sulla spiaggia della Palombaggia, dotato anche di docce all’aperto, che consente di restare a dormire per 10 euro.

 

 

Clima

Non so se è stata fortuna, ma a luglio abbiamo goduto di un clima eccezionale. Caldo ma non umido, senza fastidio quindi, a volte all’ombra sulla spiaggia, era quasi freddino, la sera era fresco.. Essendoci vicine le montagne di Bavella, qualche volta ci sono delle nuvole in transito: abbiamo preso pioggia proprio quando siamo andati ad Aguilles de Bavella, ma appena scesi c’era già il sole, e il pomeriggio di un’altra giornata, in cui il cielo si è ingrigito e ha fatto pioggia, per poi terminare, la giornata, con un tramonto meraviglioso con cielo terso.

 

Col di bavella Corsica

 

I corsi

Avevo letto da più parti che il popolo corso non era particolarmente affabile, soprattutto con gli italiani. Per la nostra esperienza, non possiamo che dissentire: abbiamo trovato persone molto gentili, dai proprietari del nostro alloggio, al gommista che ci ha sostituito immediatamente le gomme a Bastia, per un chiodo conficcato nel pneumatico, al gestore della paillot alla Palombaggia, che si diceva contento che ci fossero gli italiani in vacanza, ai camerieri e proprietari di ristoranti e negozi, tutti.

 

In Corsica con un’adolescente

 

Non è facile una vacanza con un’adolescente.

Non è sempre facile e non lo è probabilmente soprattutto per lui /lei..ma anche per i genitori. Perchè non sono condivisi gli entusiasmi, le mete, perchè hanno il loro nuovo modo di vivere le cose, e soprattutto perchè non hanno dei coetanei, i loro amici, vicini.

 

una adolescente in corsica

 

Bisogna solo sperare che vengano in qualche momento rapiti dalla bellezza, che trovino il loro modo di goderne.

Fortunatamente la nostra adolescente, tra libri da leggere, la sua musica, podcast da ascoltare, disegni da fare, assieme ai momenti di pigrizia, di ribellione e musi lunghi, inevitabili credo a quest’età, è riuscita spesso a trovare dei suoi spazi, in solitaria, magari all’ombra di un albero sulla spiaggia, e ad apprezzare, e anche a stupirsi..la sua frase: “Anche quest’anno siamo riusciti a trovare un bel mare!” , ovviamente mi ha riempito di gioia:) .

 

 

A volte è dura, a volte è scontro, ma penso al poco tempo ancora che abbiamo per godere della sua presenza e delle nostre vacanze a tre..e sono comunque felice di questi momenti!

 

 

Viaggiare post covid-19

Fortunatamente la prima nostra vacanza post covid-19 non ci ha generato troppa ansia, nonostante in Corsica le misure non siano sempre attuate, richieste od osservate.

Sui traghetti, mascherina obbligatoria all’imbarco, sbarco e all’interno e la regola veniva osservata. Durante la gita in barca e sul trenino, richiesta mascherina all’imbarco e allo sbarco, ma durante la gita alcuni posti non rispettavano chiaramente la regola del metro di distanza, e le mascherine non venivano portate da tutti i turisti. Fuori da ogni negozio invece era sempre presente il gel, e commesse e camerieri portavano le mascherine. Diciamo che le inosservanze erano soprattutto dei turisti! Nel supermercato le mascherine non erano obbligatorie, è comparso solo un cartello negli ultimi giorni, che attestava l’obbligatorietà da agosto, quando magari si aspettano maggiore afflusso di turisti. Frutta e verdura potevano venire prese senza guanti, e questo mi ha lasciata molto perplessa!!

Tutto sommato ci siamo sentiti abbastanza tranquilli e abbiamo vissuto serenamente la nostra vacanza.

 

 

Conclusioni

 

Il sud della Corsica è molto bello, ha mare caraibico, montagne dolomitiche e fiumi spettacolari.

Dicono che tutta la Corsica abbia queste grandi bellezze: è un’isola che offre davvero tanto e con una bellissima atmosfera.

Attenzione: la vacanza cosi’ come l’abbiamo concepita noi non è per tutti! Abbiamo scelto di alloggiare in un residence e prepararci spesso noi da mangiare per contenere i costi, pranzando sulla spiaggia e la sera a casa (davanti ad un panorama incantevole, che non ci ha fatto certo rimpiangere il ristorante!). Il nostro residence, come sopra descritto, aveva anche una spiaggetta privata, stupenda, al termine di una bella discesa (che poi al ritorno diventava salita!), ma non a livello delle altre belle spiagge visitate, le quali, per essere raggiunte richiedono l’auto, e a volte anche dei tratti a piedi. Le spiagge sono libere, tranne alcuni piccoli tratti dove sono attrezzate con la presenza di paillot o ristoranti , anche molto belli ed eleganti, dove vengono affittati lettini ed ombrelloni, o strutture per il noleggio di attrezzature per il divertimento in acqua, lo snorkelling o le immersioni. Noi ci eravamo attrezzati con ombrellone e spiaggine e di frequente, andando presto, abbiamo trovato anche punti ombreggiati. Insomma, abbiamo fatto una vacanza itinerante per spiagge.

 

 

Chi ha voglia quindi di fare una vacanza estremamente riposante, deve cercare uno dei tanti hotel o residence, alquanto costosi, vicino ad una delle belle spiagge (proprio sulla spiaggia non ne ho visti), che non sono all’interno di borghi o cittadine, ma piuttosto isolati nella natura, anche se sulla strada, e noleggiare lettini ed ombrellone in uno dei locali in riva al mare. Oppure stare in città, a Porto Vecchio o a Bonifacio, dove sono presenti tanti locali e tutti i servizi, e spostarsi per raggiungere la spiaggia.

Durante il mese di luglio, e in periodo post Covid-19, abbiamo trovato condizioni di traffico e parcheggio accettabili, non so dire pero’ la situazione nel mese di agosto.

Per noi, vacanza top!!

 

luglio 2020

 

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tutti gli articoli sulla Corsica

 

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Le spiagge della Corsica del sud

 

 

La Corsica del Sud ha tante belle spiagge, con un mare azzurro meraviglioso dalle mille sfumature.

In questo post vi racconto quelle che ho visto, consapevole che ce ne sono tantissime altre bellissime, che abbiamo rinunciato a vedere, per ragioni di tempo, o per scelta, perchè non troppo comode (viaggiando con un’ adolescente 🙂 ) .

Per individuare le spiagge migliori del Sud della Corsica, ho utilizzato questo sito molto utile, che ha catalogato tutte le spiagge francesi:

https://it.plages.tv/spiagge/b-corsica

Selezionando “Corsica del sud” appare un elenco con tutte le informazioni, viene descritto anche il tragitto per arrivare e il tipo di strada, con le eventuali difficoltà. E’ presente anche una comoda mappa interattiva riepilogativa di tutte le spiagge.

 

 

La spiaggia più bella della Corsica del sud?

 

Difficile fare una classifica della spiaggia più bella del Sud della Corsica. Ogni spiaggia è unica col suo tratto di mare, la peculiarità è che non ce nè una uguale ad un’ altra, ognuna sfoggia la sua inimitabile bellezza.
Abbiamo frequentato le più fruibili, con poca strada, e facile da fare, per raggiungerle, parcheggi vicini e comodi, avendo con noi un’adolescente, pronta, diversamente, a lamentarsi.

 

 

Ho il rammarico quindi di aver lasciato indietro la spiaggia del Petite e Grand Sperone e la Balistra, in particolare, e la vicina Saint Cyprien, ma non sono pentita di essere tornata per due volte alla Palombaggia e a Santa Giulia, che confermo essere, secondo il mio parere, il top della zona. Tra l’altro sono piuttosto grandi e con punti diversi, zone di roccia, zone di spiaggia, zone attrezzate, ecc., pertanto è bello anche tornare per stare in una punto diverso.

 

 

In quasi tutte le spiagge dove siamo stati c’era una parte ricoperta di poseidonia: le alghe conferiscono un aspetto poco invitante, ma per fortuna non occupano tutta la spiaggia.
Sono molto frequentate da famiglie con bambini, e da imbarcazioni, che si appostano di fronte.

 

 

Il mio suggerimento è quello di arrivare presto, prima delle 9.30, per godersi lo spettacolo della spiaggia senza folla e accaparrarsi un buon posto, magari ai lati, per avere meno gente intorno.

E partiamo con la descrizione delle spiagge.

 

Santa Giulia

 

 

Santa Giulia è una grande baia, con un mare azzurro intenso meraviglioso, e in alcuni tratti enormi massi che si alternano alla sabbia, e che creano piccole baie, raggiungibili con brevi sentieri interni.

Il mare, con i colori del pomeriggio, mi ha ricordato quello delle Maldive.
Quando siamo andati la prima volta, la parte più a sud, vicina all’hotel Moby Dick, era piena di alghe, ma per fortuna, erano limitate a quel tratto, mentre nell’ingresso principale (parcheggio a pagamento 5 euro, dopo il 15 luglio), vicino al pontile, e fino alla marina, la spiaggia è bianca e l’acqua è spettacolare e bassa per molti metri. Sono presenti alcuni paillot e ristoranti che affittano lettini ed ombrelloni.

 

 

Se devo trovare un difetto a questa spiaggia è l‘affollamento nelle ore di punta, L’abbiamo riscontrato sopratutto dopo il 15 del mese di luglio e le tante barche davanti alla baia.

 

 

Il nostro posto preferito è stata una piccola insenatura tra grandi massi, contornata da alberi che permettevano di avere un po’ di ombra naturale.
Santa Giulia è veramente una spiaggia spettacolare e indimenticabile.

 

Palombaggia

 

 

Spiaggia bianca, ampia, mare azzurro cristallino, e alcuni pini che fanno ombra nella zona centrale, sotto cui ripararsi e stare freschi.

 

 

Per arrivare alla spiaggia si attraversa una meravigliosa pineta con alti pini verde brillante e sentieri pedonali, dove si trovano anche alcuni parcheggi (dai 3 ai 5 euro per la giornata) che consentono anche, per 10 euro, di restare per la notte. Un sogno per chi ha un camper, dormire selvaggiamente sotto i pini e fare la doccia all’aperto, sotto gli alberi.

 

 

Nel lato nord , in zona i Pini, alcune piccole baie hanno rocce di granito rosso che arrivano fino al mare e che contrastano con l’azzurro chiaro, risaltandone la trasparenza.

 

 

Qui si può giungere con l’auto proprio vicino all’ingresso della spiaggia, dove un piccolo bar, in stile tropicale, prepara panini ed insalate a pranzo (noi ci abbiamo pranzato, 2 ottimi panini, 1 ricca insalata, due birre 38 euro). Sono presenti anche i servizi, sotto la pineta, molto ben tenuti.

 

 

Nella zona centrale alcuni pini fanno ombra sulla spiaggia: noi siamo stati una giornata ad inseguirla, godendo di una brezza meravigliosa, e del mare davanti, che è il piu’ bello di tutta la spiaggia.

 

 

Le zone più affollate in spiaggia sono quelle in prossimità dei chioschi e ristoranti, che affittano anche lettini e ombrelloni, ma la spiaggia è talmente grande che non da la sensazione di eccessivo affollamento (almeno a luglio cosi’ era).

 

Tamaricciu

 

 

Parcheggiamo sul bordo della strada, che è su una salita, e, arrivando presto, troviamo facilmente posto, i parcheggi degli eleganti ristoranti sulla spiaggia sono molto cari, dai 35 ai 30 euro per la giornata. Scendiamo verso la spiaggia a piedi, in 5 minuti.

 

 

Il mare della spiaggia di Tamaricciu, che si profila davanti, è meraviglioso, acqua bassa per parecchi metri e lentamente digradante, in questo punto.

 

 

La parte sinistra, è più selvaggia, e il mare meno spettacolare rispetto a quella di destra, che termina con bellissimi massi rossi e grandi pini che arrivano fino al mare.

 

 

Da qui un sentiero in salita porta nella pineta, da cui si gode un panorama straordinario dell’intera baia e un’ombra rinfrescante, utile perché questo tratto è bello ma molto caldo. Il nome Tamaricciu deriva dall’albero omonimo caratteristico dell’area mediterranea. Proseguendo per il sentiero, si scorgono alcune spiaggette di sassi, che diventano come private perché sono presenti pochissime persone. In particolare, arriviamo ad un punto dove i massi sono enormi, e creano zone d’ombra, caverne, e geometrie meravigliose. Non ho mai amato le spiagge rocciose ma questa mi conquista!

 

 

 

Ci mettiamo all’ombra di un masso, che diventa la nostra casa per parecchie ore, dove si può godere di un fresco ineguagliabile, in solitudine.

 

 

In lontananza si vede l’azzurro del mare della Palombaggia, e io mi diverto a salire e scendere da questi massi, osservarli da ogni angolatura.

 

 

Le fotografie ovviamente si sprecano, mentre il mare, qui scuro e profondo, fa divertire i coraggiosi, che vedo in lontananza tuffarsi in acqua.

 

Rondinara

 

 

La spiaggia di Rondinara è quasi un cerchio con una piccola apertura.

 

E’ comoda, con parcheggio vicinissimo e un bel bar-ristorante all’ingresso. Camminiamo fino alle rocce rosse che si vedono a lato, e le oltrepassiamo, arrivando in una baia più piccola con acqua cristallina, e senza l’ombra di un alga.

 

 

Ci sistemiamo all’estremità opposta, a fianco ad altre grandi rocce rosse, in un tratto in cui l’acqua è bianca per quanto è chiara, e noi con l’ombrellone e le sdraiette abbiamo i piedi che quasi toccano l’acqua.

 

 

Sulle rocce qualche albero fa un po’ d’ombra e nostra figlia si posiziona lì, al fresco. Il sentiero prosegue su un’altra baia, ma la sabbia è più grossa, e questo tratto è incantevole per passare la giornata.

 

 

Rondinara è bellissima. Al ritorno verso il parcheggio, una mucca si aggira tra le auto, pare che a volte arrivino anche sulla spiaggia!

 

Roccapina

 

 

Per la spiaggia di Roccapina non è stato amore a prima vista. Forse per la strada, molto dissestata per oltre 2 km, che mi ha messo ansia (si fa anche senza fuori strada, ma le buche nel primo tratto sono veramente profonde, e bisogna andare molto piano e fare molta attenzione), forse anche perché la prima parte era invasa dalle alghe.

 

 

Eppure, arrivando, già dalla strada, ci sono alcuni punti panoramici dove si vede la baia, acqua blu, tra il verde delle montagne attorno.

 

Dominano ai lati le bellissime rocce rosse di Corsica, e sulla cima, a destra della montagna, la sagoma di quello che dicono essere un leone.

Per Roccapina non è stato amore a prima vista, ma è stato amore poi, proseguendo, e arrivando ad un tratto di mare, nel centro della spiaggia, meraviglioso, dove ho camminato a lungo guardando con stupore tanta bellezza.

 

 

Fino ad arrivare sotto la parete del leone, un angolo incantevole dove godere della vista di tutta la baia e passeggiare e fare il bagno, restando senza parole.

 

 

Durante la giornata i colori diventano sempre più accesi e di una bellezza da levare il fiato. Ci siamo goduti la giornata sul bordo del mare, sotto il nostro ombrellone, con un clima perfetto e questa vista sublime, senza troppo affollamento, probabilmente per via della strada (molte persone decidono di scendere camminando a piedi, ma la strada è veramente tanta).

 

 

Sulla spiaggia non c’è nessun servizio, una staccionata la delimita, come in quasi tutte le spiagge, per protezione di dune e vegetazione. Poca ombra si può trovare ai lati della spiaggia.

 

Pinarellu

 

 

Pinarello, o U Pinarellu, come viene chiamata dai corsi (tutti i cartelli sono in doppia lingua), è una spiaggia ancora diversa, in una grande baia di sabbia bianca, con acqua bassa e trasparente per molti metri dalla riva, nella parte sud.

 

 

Ha una splendida ed enorme pineta alle spalle ed è comoda, a pochi metri dalla strada, dove ci sono anche molti posti auto. Per queste caratteristiche è molto frequentata da famiglie con bambini (ma direi che tutte le spiagge che ho visto sono frequentate da famiglie).

 

 

E’ molto bella, ha però meno il fascino delle spiagge selvagge precedenti, a mio parere. All’estremità nord l’abbiamo trovata piena di alghe, mentre la parte che abbiamo preferito è stata proprio l’estremità sud, dove ci siamo ricavati un angolo tranquillo,vicino alla roccia.

 

Tutte queste spiagge, ad eccezione di Roccapina, hanno una piccola parte attrezzata, dove si trovano ristoranti, lettini ed ombrelloni. Quindi, volendo fare una vacanza piu’ comoda, si possono noleggiare e si puo’ mangiare in spiaggia senza portarsi sdraiette, lettini, cibo o altro. Sicuramente in questo modo il budget si alza parecchio. Non ho visto invece strutture con alloggi direttamente sulla spiaggia.

Altre spiagge delle zona le abbiamo viste sulla strada litoranea venendo da Bastia, Conca, Favone, Figa, e nonostante vicine alla strada, sembrava valesse la pena una visita.

 

Conclusioni

Che dire..le spiagge e il mare della Corsica del Sud hanno superato di gran lunga le mie aspettative, non mi hanno fatto sentire la mancanza dei miei amati mari tropicali!!!

 

 

luglio 2020

 

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Corsica del Sud: le accoglienti geometrie della natura

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La Pietra di Bismantova: il mondo da un’alta prospettiva

 

 

La nostra prima gita dopo il lockdown, in seguito al covid-19, è stata alla Pietra di Bismantova, che si trova ad un’oretta e mezza di distanza da dove abitiamo, in Emilia Romagna.

La Pietra di Bismantova è un particolare ma spettacolare massiccio roccioso, nell’Appennino Reggiano. 

 

 

La sua particolarità consiste nell’essere uno scoglio spigoloso, unico, che si eleva in un paesaggio di dolci colline, dalla cui cima si puo’ godere di una vista a 360 gradi, che lascia letteralmente senza fiato.

Considerata anche Montagna sacra, viene citata da Dante in un canto del Purgatorio: “Vassi in San Leo, discendesi in Noli / montasi su Bismantova in cacume / con esso i piè, ma qui convien ch’om voli” .

La roccia di cui è costituita la pietra è calcarenite e la sua formazione risale al Miocene, 15 milioni di anni or son. Si trova ad una altitudine di  1047 metri, per una lunghezza di 1 km, una larghezza di 240 mt ed è alta 300 mt. Ecco come si presenta dall’alto

 

 

Alla cima ci si arriva attraverso un sentiero che fa il periplo della roccia, lungo un po’ più di cinque km, con alcuni tratti abbastanza faticosi, soprattutto in discesa.

La vegetazione che si incontra nel percorso è meravigliosa: arbusti, erbe, alberi di vari tipi, tra cui alcuni bellissimi dal lungo fusto, e fiori dai colori sgargianti.

 

 

In questo periodo, in particolare, si puo’ vedere la fioritura del maggiociondolo (Laburnum anagyroides), un fiore pendente giallo, magnifico.

 

 

Salire sulla Pietra di Bismantova

A parte il colpo d’occhio quando si vede la Pietra di Bismantova in lontananza, e la maestosità quando si arriva sotto, la cosa che ho trovato più emozionante è stata stare sulla sua cima.

 

 

Giunti al parcheggio, si trovano alcuni pannelli informativi per i turisti.

 

 

Da qui, una scalinata porta al sentiero escursionistico tracciato, che conduce fino al pianoro, con un trekking di circa mezz’ora. Prima di imboccarlo si incontra anche un rifugio con vista sulla vallata.

 

 

Poco oltre il rifugio, si trova un eremo benedettino del XIV secolo, nato da una preesistente cappella, che dal 2015 è pero’ chiuso, in seguito ad eventi franosi occorsi. Qui si è proprio sotto la grande roccia e si cominciano a intravedere le meravigliose piante che la popolano.

 

 

Proseguendo, si incontrano delle pareti strapiombanti, che consentono di fare attività di arrampicata: pare che questa location sia una delle palestre di roccia per arrampicare in libertà più importanti del nord Italia.

 

 

Il sentiero continua addentrandosi in un bosco fitto di alberi

 

 

e talvolta costeggiando spoglie pareti rocciose.

 

 

Qualche zona priva di vegetazione, sul lato della valle, ci anticipa lo splendore del panorama che vedremo dall’alto.

 

 

Andando verso la cima, la vegetazione si infittisce e il percorso diventa anche un po’ impervio, non tanto durante la salita, ma soprattutto in discesa. Fortunatamente ci sono corde alle pareti dove, volendo, ci si può aggrappare per evitare di scivolare.

 

 

Dopo tanti giorni senza potersi muovere da casa, immergermi in questa natura, poter passeggiare a lungo, con la mia famiglia in mezzo a tanta bellezza, mi rende proprio felice.

 

 

Prima di arrivare alla sommità, dove si estende un pianoro erboso di 12 ettari, cominciamo a vedere qualche bel prato.

 

 

E finalmente arriviamo: lo spettacolo è davvero mozzafiato, quello che cercavo, dopo mesi chiusa in casa, un senso di grande apertura!

 

 

Tutta la vallata è davanti a noi, con uno strapiombo pazzesco, e se mi avvicino troppo..sto male!! Mi vengono in mente le parole di Giovanotti ”

 

La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare

 

 

Ma tutto è di una bellezza unica! E io .. sento una gioia immensa dentro, davanti a questa visione: finalmente sono anche fuori di me ;)!!!! E sono viva!

 

 

Sul fondo, lontanissimo, si vede il parcheggio, con le macchine piccole piccole, come se fossero formiche.

 

 

Cerchiamo un punto all’ombra dove fare un pic nic, lontano da altra gente: c’è ancora il distanziamento sociale, e qui non è difficile trovarlo, visti gli ampi spazi. Il panorama che abbiamo davanti mentre ci mangiamo i nostri panini è questo

 

 

Poi, ognuno dei componenti della famiglia fa quello che ama fare di solito: mio marito fa la pennichella, mia figlia disegna, e io vado a prendere il sole con vista!

 

 

Dopo qualche ora di pace e relax decidiamo di tornare verso la base. Ho i polmoni pieni di aria diversa, gli occhi pieni di tanta bellezza..e… il telefono pieno di foto :).

 

 

Volevo qualcosa che mi desse l’idea di respirare, di spaziare e, direi, che l’ho proprio trovata!

Io credo che il distanziamento sia spesso un’esperienza utile: ora stiamo vivendo quello sociale, dagli altri esseri umani, per colpa del coronavirus, ma distanziarsi, anche dal proprio ambiente quotidiano, trovo che sia sempre una pratica importante, per sentire se stessi e vedere la propria vita da un’altra prospettiva!

Quindi, dopo il periodo di quarantena, direi che questa giornata è stata pienamente meritata …

Anche se, io sono dell’idea, che ci meritiamo sempre la bellezza!!

 

 

 

Come raggiungere la Pietra di Bismantova

La Pietra di Bismantova si trova in località Castelnovo ne’ Monti, provincia di Reggio Emilia, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. Si puo’ raggiungere o uscendo dal casello di Reggio Emilia e seguendo le indicazioni per Castelnovo ne’ Monti, direzione Passo del Cerreto, ma la strada non è particolarmente interessante, oppure, come alternativa per chi viene da sud, dal casello di Modena Nord, verso Formigine, Sassuolo, Scandiano, che è un percorso molto più bello, che costeggia gran parte del fiume Secchia.

 

 

All’arrivo, proprio sotto la roccia, si trova un parcheggio a pagamento, che facilmente puo’ essere pieno, pertanto l’auto deve essere lasciata lungo la strada e la Pietra raggiunta con una passeggiata. Noi abbiamo avuto una grande fortuna: nonostante le tante auto già lungo la strada, arrivati fino al parcheggio una macchina stava lasciando un posto libero!

 

un'anima in viaggio alla pietra di bismantova

 

24 maggio 2020

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Vacanza on the road, di relax o mista, con figli adolescenti?

 

 

Il modo di viaggiare o di fare le vacanze puo’ dover subire qualche cambiamento quando si hanno figli adolescenti.

Non è come quando sono bambini, che si convincono con un gioco, una distrazione, si possono entusiasmare facilmente e riescono ad adeguarsi maggiormente al tipo di vacanza e ai ritmi della famiglia (e viceversa).  Sebbene una buona educazione al viaggio, fin da piccoli, possa essere utile per indurli ad amare viaggiare, conoscere, fare esperienze, è tipico nell’età dell’adolescenza che i figli diventino polemici, schizzinosi, contestatori e dissenzienti a prescindere.

Ho trattato in questo articolo nello specifico il viaggiare con figli ai tempi dell’adolescenza

 

Viaggiare con ragazzi adolescenti

 

Ovviamente non tutti i ragazzi sono uguali, spero per voi che possiate essere un’eccezione. In questo articolo parlo della mia esperienza e di alcuni accorgimenti che ho notato essere efficaci per scegliere e vivere al meglio una vacanza, durante questa critica età.

 

Quale è diventata, quindi, il tipo di vacanza migliore per noi?

Mia figlia (ormai quindicenne) ha sempre odiato fare lunghe tratte in auto. Da piccola dormiva, ma quando è cresciuta, anche solo fare un viaggio di due ore in auto le pesava, e l’immancabile “Quando arriviamo?”, dopo poco tempo dalla partenza, era sempre al varco. Al contrario, potevamo andare anche dall’altro capo del mondo in aereo, che non batteva ciglio, anzi, per lei era, ed è, un divertimento.

I viaggi on the road, quindi, non sono la scelta ideale per la nostra famiglia. A questa età, in particolare, io penso che sia importante considerare sempre anche le loro esigenze e preferenze, per viversi la vacanza tutti piu’ serenamente. Quando era piu’ piccola, amava le vacanze al mare in villaggio, o comunque in un posto dove ci potesse essere tutto quello che piace ai bambini: piscine, scelta per il cibo a buffet, spazi di gioco e relax (non necessariamente il miniclub, anche se quando era molto piccola amava la baby dance!). Per esempio, a 11 anni ha apprezzato moltissimo la vacanza in un resort a Bayahibe, dove siamo stati benissimo (restando lontani da animazione, balli, attività varie proposte), facendo delle meravigliose escursioni nell’entroterra e all’isola di Saona.

 

Repubblica Domenicana, Bayahibe

 

Nonostante non abbiamo fatto solo viaggi così, l’ideale di vacanza per mia figlia è tuttora la vacanza stanziale, cioè quella dove parti e arrivi alla meta, senza dover cambiare troppi alloggi e ritmi, magari in un posto con un mare bellissimo, dove puo’ rilassarsi sotto una palma, e riposare, dopo un anno di fatiche scolastiche.

Lei vorrebbe sempre tornare alle Maldive. Che sono anche uno dei miei posti preferiti, per carità, ma mi piacerebbe anche vedere qualcosa di diverso!!

 

Maldive con un’adolescente

 

Diciamo che alla fine, un buon compromesso, e la formula vincente, negli ultimi tempi, è stata quella di scegliere vacanze “un pò e un pò'”, ovvero viaggi che avessero una parte on the road, e una parte stanziale rilassante. Come quella che abbiamo fatto, quando aveva quasi 10 anni, in Thailandia.

 

Thailandia e isole del golfo

 

Prendendo spunto da quella esperienza, abbiamo organizzato il nostro viaggio a Cuba, quando ormai la pre adolescenza faceva capolino, a 12 anni. A Cuba abbiamo visitato 3 città, L’Havana, Trinidad e Vinales, e a metà viaggio e alla fine, abbiamo inserito 2 tappe di mare: 5 giorni a Cayo Guillermo e 2 a Cayo Levisa. In questo modo abbiamo potuto farle accettare le tante, ma tante ore che abbiamo trascorso in auto per gli spostamenti, ovviamente preparandola prima. Per noi, è stato un viaggio bellissimo, e lei, che inizialmente non era propriamente contenta del tipo di vacanza, alla fine ha detto che ha superato di molto le sue aspettative.

 

Cuba in fai da te

 

Qui ho riportato nello specifico gli accorgimenti che ho messo in pratica con l’adolescente, che si sono rivelati di successo:

 

Un’adolescente in viaggio

 

L’anno successivo abbiamo intervallato con una vacanza stanziale alle sue adorate Maldive..ma anche nelle vacanze stanziali si può aggiungere qualcosa di nuovo ed eccitante!! Infatti abbiamo previsto uno stop over lungo a Dubai, al ritorno, che ci ha consentito di visitare, in un pomeriggio e una sera, la città!

 

Dubai in un pomeriggio: visita durante un transito

 

Forti della formula di successo della vacanza un pò e un pò, anche lo scorso anno abbiamo organizzato un viaggio misto, un giro on the road in Florida in auto, e una settimana di relax ad Exuma, alle Bahamas. Qui in particolare c’era anche una obiettivo di suo grande interesse, ovvero gli Studios di Orlando, quindi anche questa combinazione ha avuto buona riuscita.

 

Florida, USA

 

Bahamas

 

In conclusione, mia figlia ama le attività adrenaliniche, (quelle che le interessano) come il più assoluto relax, le sorprese come la routine e a volte è proprio un prenderci, perchè c’è anche da considerare che il cambiamento di gusti e preferenze è sempre dietro l’angolo a questa età. E forse la cosa migliore è essere proprio preparati a questo, e cercare di ascoltare quello che i nostri ragazzi dicono e non dicono, con una certa flessibilità.

E soprattutto, essere preparati anche al momento in cui inizieranno a fantasticare su mete da visitare, senza i genitori!!

 

 

Marzo 2020

 

Tutti i viaggi fatti con figli adolescenti li trovate qui

Un adolescente in viaggio

 

per chi è interessato al tema adolescenti

 

Sui figli adolescenti

 

 

 

 

Visite: 375

Tre giorni a Siviglia

 

 

Il dettaglio del nostro tour di Siviglia in 3 giorni

Tre giorni sono pochi per visitare questa magnifica città, che ne avrebbe meritato almeno altri due. Ma questi avevamo, e come sempre..poco è molto meglio che niente!

 

Sera dell’arrivo

Siamo arrivati con il bus Ea dall’aeroporto in Avenida Carlo V e attraversando Avenida Fernando, passando dai Jardin de Murillo, che mi hanno impressionato subito per gli alberi con radici enormi, bellissimi e tutta la vegetazione rigogliosa, abbiamo avuto subito una bellissima visione: una piazzetta splendida con il Balcone di Rosina.

 

 

Da qui subito ammaliati, abbiamo continuato a naso, seguendo quello che ci piaceva, senza neanche aver posato le valigie, arrivando in Plaza Santa Cruz, per poi tornare indietro e prendere la strada verso il nostro hotel,  calle Agua che costeggia le mura dell’Alcazar, e arrivare, ammirando la magia del quartiere, a Plaza Dona Elvira, graziosissima con le sue panchine di ceramica, dove c’era il nostro albergo, l’hotel Dona Lina (dettagli qui) Già in quel tratto ci siamo fatti un’idea della bellezza del Barrio Santa Cruz.

 

 

Era ormai tardo pomeriggio, quasi buio, ma la prima cosa che volevo vedere a Siviglia, e che avevo tanto desiderato, era Plaza de España, quindi là siamo andati, rifacendo la strada a ritroso, in quanto è vicinissima alla fermata del bus. E avevo ragione a volerla vedere subito: la piazza illuminata la notte è un vero spettacolo!!!

 

 

Passando attraverso il Parco Maria Luisa, siamo arrivati al quartiere Arenal, che costeggia il fiume Guadalquivir, e passeggiando, fino a Torre dell’Oro, preso la calle Santander di fronte, per andare al nostro ristorante prenotato con the Fork, Casa Carmen, dove abbiamo festeggiato il compleanno di mia figlia, con un’ottima cena, in un locale raffinato ed elegante.

Dopo aver cenato, abbiamo proseguito per calle Santander fino ad Avenida de la Costitucion, trovandoci davanti a Plaza del Triunfo e alla Cattedrale, e dall’altro lato all’Alcazar. Che abbiamo costeggiato per arrivare nella stupenda Plaza de la Alianza, e da lì ritornare in Plaza Dona Elvira.

 

 

1° giorno

L’indomani siamo andati a fare colazione in una pasticceria del Barrio Santa Cruz non lontana Plaza Dona Elvira, Salt and Sugar, col suo patio meraviglioso, anche se un po’ cara.

Abbiamo girato per il Barrio Santa Cruz, da Mateos Gago,  arrivando davanti alla bella Iglesias de Santa Cruz

 

 

Da li’ abbiamo preso per Calle Santa Maria Blanca, con la sua bella chiesa, Plaza de los Refinadores, e per le stradine arrivando a Plaza las Cruzes. In questo quartiere i colori sgargianti di Siviglia spiccano e ti stupiscono con tutta la loro bellezza.

 

 

Siamo arrivati all’Alcazar e abbiamo fatto un giro all’interno delle mura, nel Patio de Banderas, i giardini pieni di alberi di aranci, carichi di frutti in questa stagione. La visita l’avevo prenotata online, per l’indomani, per usufruire della possibilità del biglietto gratuito del lunedi’, dalle 16 in poi (dettagli qui) .

 

 

Da Plaza del Triunfo, di fronte all’Alcazar, brulicante di persone,  e da cui si gode un ottima vista della Giralda, la torre della Cattedrale, siamo andati verso la cattedrale, sul retro, in Plaza Virgen de Los Reyes, piena di calessi che portano in giro i turisti per la città, che le donano l’atmosfera di altri tempi.

 

 

Poi abbiamo imboccato Calle Piacentines, fino a plaza dell’Encarnacion, dove abbiamo trovato un gruppo che si esibiva in una bellissima performance di flamenco sotto un albero gigantesco: ho sentito dentro un’emozione forte, per la bellezza dell’esibizione e per quello che comunicava.

 

 

Proprio a pochi metri da li’ c’è il Metropole Parasol, chiamato anche Las Setas, ovvero il fungo, la struttura in legno piu’ grande del mondo, con la sua copertura caratteristica ondulata a nido d’ape, su cui si puo’ salire e vedere il panorama di Siviglia. Bello girarci sotto, attorno, anche andare sopra (il biglietto d’ingresso per la salita costa 3 euro), ma ho preferito il panorama dalla Giralda, nonostante, ahimè, il brutto tempo del giorno successivo, quando siamo andati.

 

 

Siamo tornati indietro verso la Cattedrale, prendendo calle Mateos Gago, piena di locali, e abbiamo pranzato alla Cerveceria Giralda, gustando tapas sublimi. Essendo bel tempo, siamo tornati a Plaza de España per vederla di giorno, e di nuovo, lungo la strada, abbiano incontrato una ballerina di flamenco.

 

 

Plaza de Espana col sole è una meraviglia, non avrei piu’ voluto andare via. La piazza semicircolare è enorme, 500 metri quadrati ed è circondata da un unico edificio con porticati e due torri. Merita salire le scale dell’edificio, per vederla dall’alto in tutta la sua bellezza. Nell’atrio c’era anche qui uno spettacolo di flamenco, e poi le barche sul fiume, le carrozze dei cavalli, i giardini attorno..insomma magica!!

 

 

Poi girando attorno all’Università, prendendo da palazzo Santelmo, bellissimo con le luci del tramonto, fino all’Arenal  siamo arrivati sul lungo fiume e Torre dell’Oro. Il lungo fiume al tramonto è strepitoso. Le case e i ristoranti di fronte, dall’altro lato del fiume, nel quartiere Triana, bellissime.

Di nuovo abbiamo preso calle Santander, Cattedrale, Mateos Gago, Calle Rodrigo Caro e siamo passati dall’incantevole Plaza Los Venerables, con tutti i negozietti aperti e caratteristici, fino a Plaza Dona Elvira.
Alla sera siamo andati alla Carbonería in Calle Cespedes, vicino alla chiesa di Santa Cruz, un locale storico, molto spartano, stile circolo studentesco, dove ogni sera si tengono 2 spettacoli di flamenco gratuiti. Vale assolutamente la pena andare per vedere lo spettacolo che dura una mezz’oretta, andando un po’ prima dell’inizio per trovare posto a sedere, ma conviene andare dopo cena, perchè li’ offrono solo piccoli spuntini (anche abbastanza cari e bisogna servirsi da soli), e magari li’ bersi una sangria (anche se non c’è obbligo di consumazione).

 

2° giorno

Ho concentrato al secondo giorno la visita alla Cattedrale e al Real Alcazar, visto che il tempo previsto era brutto, essendo parte delle visite all’interno.

La mattina è iniziata con la colazione vicino alla cattedrale al bar Mateo, un locale molto carino in calle Mateos Gago. La mattina, d’inverno, è buio fino alle 8 e fino alle 9 si trovano pochi locali già aperti per la colazione: Mateo era uno dei pochi. Dopo colazione abbiamo passeggiato fino alle 11, passando davanti al palazzo dell’ Ayutamiento, di fronte a Plaza Nueva e dietro a Plaza San Francisco, percorrendo Calle Serpes, per arrivare alle 11 alla Iglesias del Divino Salvador, dove dovevamo acquistare i biglietti per l’ingresso nella Cattedrale, che includevano anche la visita alla chiesa stessa. Molto ricca, la chiesa barocca sicuramente vale la visita.

 

 

Ci siamo poi diretti verso la Cattedrale, che è enorme, la terza piu’ grande del mondo.

 

 

Avendo i biglietti siamo entrati direttamente saltando la lunga coda. La cattedrale è veramente ricca di cose da vedere, probabilmente meriterebbe essere visitata con l’audioguida (o forse si scenderebbe troppo nel dettaglio), mescola piu’ stili, ed include la salita alla Giralda.

 

 

Al suo interno è presente anche la tomba di Cristoforo Colombo.

 

 

Stupendo il giardino degli aranci, che in questo periodo erano pieni di frutti. Certo col sole sarebbe stato ancora piu’ bello!

 

 

La salita alla torre Giralda, non è faticosa, perchè ci sono ampi gradoni, e cammin facendo si possono ammirare angoli bellissimi della città dall’alto.

 

 

Giunti alla cima, dove ci sono le campane, si puo’ ammirare Siviglia da ogni parte dall’alto: peccato per il tempo piovoso e la nebbia che appiattiva un po’ il panorama, non mettendo in risalto i colori. Ma la magnificenza e l’immensità della chiesa, erano resi comunque

 

 

Al termine della visita, volevo andare a pranzo al mercado Lonja del Barranco, un po’ fuori mano rispetto a dove eravamo visto che poi dovevamo tornare all’Alcazar, ma ne avevo sentito parlare molto bene. E’ un edificio in ferro, opera di Gustav Eiffel, oggi trasformato in un mercato gourmet, bello ed elegante, al contrario di quello che magari ci si aspetta da un mercato. Si trova prima dell’inizio del puente de Triana (o Isabel), e vicinissimo a Plaza de Toros, ci sono tanti chioschi che cucinano al momento tapas e diverse specialità, con alti tavoli e sgabelli per sedersi. Sicuramente un posto ottimo per mangiare, da consigliare!

A fine pranzo, ripassando davanti a Plaza de Toros, ho voluto fare un tentativo per vedere se riuscivamo a prendere i biglietti gratuiti per l’ingresso dalle 18 alle 19, al termine della visita all’Alcazar..ma la fila per l’apertura alle 15 era già lunga alle 14.30, e dovendo essere prima delle 16 all’Alcazar, abbiamo desistito, salvo poi, fare un altro tentativo dopo la visita all’Alcazar, non andato a buon fine perchè i biglietti erano esauriti..Per questo motivo dico che non si riesce a fare piu’ di una visita gratuita il lunedi’ pomeriggio.

Anche la visita all’Alcazar è stata molto bella, forse troppo breve. Perchè purtroppo l’ingresso gratuito è alle 16 e la chiusura è alle 17. Ti fanno restare un po’ di piu’, ma il tempo è comunque poco. I giardini sono meravigliosi, purtroppo, di nuovo, il meteo non ce li ha fatti godere al massimo, ma comunque l’Alcazar è una delle cose piu’ belle che ho visto a Siviglia.

 

 

Alla sera avevo prenotato il ristorante Gusto, tramite the Fork, a fianco alle cattedrale, perchè avevo letto ottime recensioni riguardo alla Paella. E in effetti non si sbagliavano! Abbiamo mangiato un’ottima Paella mista di carne, pesce e verdure, in un locale proprio molto carino!

Tornando verso casa, camminando in una stupenda città di notte, in Plaza de la Virgen de los Reyos, abbiamo incontrato un gruppo di ragazzi che suonano strumenti a fiato..e l’ultima serata si è riempita di magia!

 

 

3° giorno (solo mattino)

Siamo andati a far colazione in una pasticceria che avevamo adocchiato il giorno prima, in Avenida de La Costitucion, La Canasta, moderna e con un bell’assortimento di torte e brioche. Tutto molto buono ma purtroppo non sono organizzati benissimo e ci hanno fatto aspettare un po’ per l’ordinazione e per portare quello che avevamo ordinato. In programma c’era da tornare a Plaza de Toros per entrare a visitarla, e questa volta, pagando il biglietto, non abbiamo fatto file. Purtroppo il tempo era ancora brutto, piovigginava, ma la visita è stata molto bella anche se un po’ frettolosa. Forniscono una guida, per seguire il percorso, e una persona ti indica come muoverti e che tasto premere per ascoltare le spiegazioni, non fanno andare sugli spalti e non si puo’ rimanere quanto si vuole perchè tutti devono uscire insieme per il turno successivo. Anche se si è contrari alla tauromachia vale sicuramente la pena visitare questo bel monumento, che fa parte della cultura andalusa.

 

 

Terminata la visita, siamo tornati verso il centro città, volevo vedere un’altra piazza di cui mi era apparsa per caso il giorno prima una foto, che rimaneva un po’ nascosta, Plaza del Cabildo. Si trova molto vicino ad Avenida della Costitucion, ma bisogna proprio andarla a cercare, perchè è una piazza chiusa, molto particolare, circolare e contornata da portici, con un paio di entrate da cui entrare. Proprio bella e particolare!

 

 

Ormai era rimasto solo poco tempo per pranzare, e poi andare verso l’aeroporto per il volo di ritorno. Abbiamo scelto di andare in un locale a fianco a quello dove siamo stati il primo giorno, in calle Mateo Gago, la Cerveceria Catedral, che si è rivelata ottima per le tapas, abbondanti e gustosissime, con arredamento molto caratteristico.

E poi..è giunto il momento di lasciare la città per ritornare a casa..

 

 

Questo è stato il nostro tour di 3 giorni, non proprio razionale, ma aggiustato in base al meteo, che non è stato molto favorevole. E’ rimasta fuori la visita approfondita al quartiere di Triana, e, a parte il Metropol Parasol, tutto il quartiere Macarena.. e anche la possibilità di andare a zonzo solo per godersi l’atmosfera della città! Ma cosi’… mi resta il desiderio di tornarci ancora a Siviglia!

 

 

 

Novembre 2019

 

qui trovi la mia recensione su Siviglia, informazioni pratiche, culinarie, ecc.

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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