Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Un adolescente in viaggio

Lampedusa: informazioni e suggerimenti per organizzare il viaggio

 

 

Ecco come abbiamo organizzato il nostro viaggio a Lampedusa, spunti che possono essere utili per chi volesse andare!

Lampedusa è un’isola molto piccola, 4 km di larghezza e 12 di lunghezza, fa parte dell’arcipelago delle isole Pelagie e sorge in mezzo al Mediterraneo o Mare Nostrum, come chiamato dagli antichi romani.E’ più vicina all’Africa che all’Italia, da cui dista 100 km, mentre la separano 200 km dalla Sicilia. La Porta d’Europa, il monumento in memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare, lasciando le coste africane, fuggendo dalla guerra o alla ricerca di un futuro migliore, per chi arriva dall’Africa è la prima cosa visibile della terra d’Europa.

 

 

✈️ Come arrivare a Lampedusa

 

Ci sono voli diretti da varie città italiane durante il periodo estivo, di diverse compagnie aeree, come Volotea, Wizzair, Luke Air (del gruppo Blue Panorama), Alitalia, Dat. Spesso sono voli settimanali (solitamente durante il fine settimana), ma in alta stagione vengono aggiunti anche voli infrasettimanali. Purtroppo è successo di frequente quest’anno che le compagnie aeree annullassero alcuni voli (*se non lo sai, leggi la nota in fondo all’articolo per sapere quando si ha diritto a risarcimento), probabilmente perchè troppo vuoti. Una buona soluzione che consente maggiore flessibilità e anche affidabilità, per chi non abita in Sicilia, è prendere un volo per la Sicilia e poi volare a Lampedusa con la compagnia danese Dat, che ha voli giornalieri, e garantisce i collegamenti per i lampedusani anche d’inverno, operando praticamente tutto l’anno.
I voli da e per Lampedusa sono abbastanza costosi, raramente si trovano buone offerte.
Noi abbiamo prenotato quasi all’ultimo momento, la prima settimana di giugno, (per via delle vaccinazioni e dei richiami in ballo), per il periodo 18 – 27 luglio con due diverse compagnie, per restare non solo una settimana, ma 10 giorni.
All’andata abbiamo volato con Volotea, e al ritorno con Luke Air (Blue Panorama), con le dita incrociata affinchè non cancellassero il ritorno, come era stato per tutti i martedì delle settimane precedenti. Entrambe le compagnie ci hanno cambiato l’orario qualche tempo prima, ma i voli sono partiti e arrivati in orario. Il costo dei biglietti si è aggirato sui 250 euro a testa con bagaglio fino a 10 kg, e posto a sedere.
Lampedusa puo’ essere raggiunta dalla Sicilia anche via mare da Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, con traghetto in circa 10 ore o con aliscafo in circa 3 ore

 

 

🏠 Il nostro alloggio: il Bed and Breakfast Paola e Melo a Cala Pisana

 

 

 

E poi ci si innamora..

Ci si innamora di un posto, non perché sia perfetto o il più bello del mondo, ma perché ti fa stare bene. Perché è, e ti da, tutto quello che cercavi; perchè è quello che ti risuona dentro, che ti fa percepire bellezza, verità, e pace.

E’ quello dove crei i tuoi ricordi felici: quelli a cui attingi quando ne hai bisogno, o nei momenti bui, o di attesa.

Unanimainviaggio – Lampedusa, Cala Pisana

 

 

Il bb Paola e Melo è un’oasi a Cala Pisana, e forse in tutta Lampedusa.

Informale, colorato, semplice, in stile etnico. I proprietari ti accolgono all’arrivo all’aeroporto, e ti portano quando arriva il momento di ripartire. Disponibili per tutto, ti mettono a disposizione ombrelloni per la spiaggia, maschere e pinne, borse frigo, teli mare, acqua da tenere nel frigorifero.. a noi hanno messo a disposizione anche n bollitore dietro nostra richiesta!.. e ti prestano perfino i libri della loro ricca libreria!

La nostra scelta è ricaduta su questo posto per vari motivi:

 

-perché è direttamente sulla spiaggia e con una terrazza sul mare, lettini e ombrellone a disposizione, che, dato il periodo di sovraffollamento sull’isola, ci consentiva di avere il nostro spazio, di non stare in spiaggia tra la folla, e contemporaneamente di godere del mare, aprendo semplicemente il cancello per andare a fare un bagno rigenerante. Come mi sono sentita privilegiata rispetto alle persone ammassate sulla spiaggia!

 

 

-per la presenza anche di un grande giardino ombreggiato, con alberi bellissimi, sul retro, dove c’erano anche angoli freschi, e diverse docce per rinfrescarsi

 

 

-perché ci offriva 2 camere con un bagno, cosi’ la nostra sedicenne poteva avere i suoi spazi, e volendo poteva anche rimanere li’, se non desiderava venire con noi in giro per spiagge o altro

 

 

 

-per evitare di incavolarmi perchè al mattino gli altri dormivano e io volevo alzarmi e andare in giro: da lì potevo andare a passeggiare a Cala Pisana e fino a Cala Creta, stare sul terrazzo vista mare, o farmi un bagno quando la spiaggia era ancora deserta

 

 

-non ultimo, le esperienze di coloro che erano già stati: soltanto un’altra volta, quando dovevo prenotare per il Kenya, mi è capitato di trovare una struttura per cui, leggendo le recensioni su Tripadvisor, mi saliva un’emozione e la certezza che fosse il posto per noi!

 

 

Tanti gatti e un cane, che ogni tanto spuntavano, colazioni molto ricche, anche con marmellate e torte fatte in casa, ottime, o prodotti dell’orto del b&b, consumate nel cortile comune, allegro e vivace, pieno di oggetti che trasmettono la personalità dei proprietari, e la creatività di Paola. E, inoltre, punto di socializzazione con gli altri ospiti, soprattutto con Paola e Melo, che ti danno consigli e, sempre se vuoi, ti raccontano qualcosa in più su Lampedusa, della parte che non si vede.

 

 

Il b&b di Paola e Melo è stato sicuramente la scelta giusta per noi e ci ha fatto vivere a pieno l’isola e tante emozioni, quello che cerchiamo visitando un luogo. Siamo davvero grati e felici per tutto quello che ci ha dato, per le comodità e i racconti, per l’accoglienza e la simpatia, e speriamo di tornarci presto.

 

 

🍝 Cibo

 

 

La Sicilia, si sa, ha una cucina da leccarsi i baffi, arancini, caponata, pesce, cannoli, granite, e anche cous cous, per citare qualche specialità, e Lampedusa non è da meno, anzi, l’ho trovata molto fantasiosa nella preparazione di piatti che diventano così caratteristici! 
I ristoranti però sono piuttosto costosi! Un primo di pesce può avere anche un prezzo superiore ai 16 euro, e in proporzione costano meno i secondi piatti, anche a base di pesce.
Noi spesso abbiamo acquistato le specialità nelle gastronomie, trovando una qualità davvero alta e ottima organizzazione, soprattutto a pranzo, consumando sul posto o più di frequente nel patio davanti alla camera del nostro b&b.
Non tutti i ristoranti invece hanno un buon servizio, personale preparato, o cibo buono come ci si aspetterebbe.
Di seguito elenco i posti degni di nota che abbiamo provato:

 

Pescheria Gastronomica Gianni al porto nuovo: enorme varietà di cibo, davvero ottimo e ottima organizzazione. Piacevole anche cenare la sera.
Gastronomia Martorana, in via Roma: ottimo cibo, ci sono spesso code vista la qualità eccellente
Trattoria pescheria azzurra e arancineria, in via Roma: una grande varietà di arancini molto fantasiosi
Comè Sicilian food, di fronte alla fontana Cascella in Piazza Brignone: ottima gastronomia a prezzi contenuti
Ristorante Portun’tony: bellissima e raffinata location, tavoli esterni vista mare nell’omonima baia, ottima cucina a base di pesce
-Molo 112 panini e hamburgher, sulla via Roma: caratteristico pub con hamburgher giganteschi
Trattoria Il ritrovo, via Roma: cucina semplice, casalinga, pochi piatti ma gustosi
bar Cristal, via Roma: gelati e cannoli molto buoni
bar dell’Amicizia, via Vittorio Emanuele: granite, cannoli e dolci in genere, tutto buonissimo!

 

 

🚍 Noleggio Auto

 

 

L’auto caratteristica dell’isola, la più noleggiata dai turisti, è la Mehari: credo che le Mehari di tutta Italia siano finite a Lampedusa!
Girare l’isola con questa auto, respirare l’aria, sentire i profumi, è stato davvero bello,  anche per nostra figlia adolescente (a parte il fatto che appena noleggiata siamo rimasti a piedi in curva, in salita, perchè era finita la benzina, di fronte alla spiaggia della Guitgia, col benzinaio a poche centinaia di metri!).
Noi l’abbiamo prenotata in anticipo da Salsedo autonoleggio, consigliato dal nostro b&b.

 

 

🚤 Escursione giornaliera in barca

 

M/Y Sissy, gita giornaliera intorno all’isola. E’ stata un’impresa scegliere la barca, perché non avendo potuto fare escursioni la settimana precedente per via del vento, molte di quelle consigliate o ben recensite non avevano piu’ posto, e non volevamo andare troppo avanti con la data, per non rischiare che il meteo facesse annullare il tour. Inoltre volevamo evitare barche con troppa gente, o che ospitassero poca gente ma fossero troppo piccole, per mantenere un certo distanziamento, quelle con poca ombra o dove ci fosse musica e casino. Preferivamo poi che non ci fosse il buffet per pranzo, che giustamente dovrebbe essere vietato ma che la maggior parte delle barche offrono, mostrando foto di pranzi luculliani, proprio per stimolare i clienti a sceglierle .. Pertanto girando per il porto nuovo, abbiamo trovato questa bella barca grande, che ospitava massimo 12 persone, con spazi giusti per tutti

 

 

La barca Sissy, il suo capitano Brignone e il figlio, ci ha fatto fare il giro dell’isola e tutte le consuete soste, passando per la Tabaccara, dove vedere le “barche volanti”,

 

 

al largo dell’Isola dei Conigli, di Cala Pulcino, Punta Secca, Acqua di ponente,

 

 

proseguendo verso Capo Ponente, sulla punta ovest, ammirando il bellissimo paesaggio delle falesie, ovvero la costa a picco sul mare chiara, che mi ha ricordato Bonifacio, piena di grotte e meravigliosi scogli 
 

 

fino ad arrivare all’altra punta contraddistinta dal faro di capo Grecale, proseguendo poi per Cala Mar Morto e Cala Creta.
Ovviamente durante le soste abbiamo potuto fare lunghi  bagni in un mare da incanto !!

 

 

Pranzo a base di antipasti siciliani, spaghetti alla ricciola, secondo a base di alici e pomodorini, che mio marito ha apprezzato moltissimo, dolcetti di mandorla e cannella. Durante il percorso abbiamo anche incrociato lo yacht di Claudio Baglioni, conoscenza del nostro capitano, e lo abbiamo visto fare le flessioni in acqua, con tanto di saluto al nostro passaggio!
Il prezzo dell’escursione è uguale per quasi tutte le barche, 50 euro a testa.

 

 

🏝 Isola dei Conigli

 

 

Beh,l’Isola dei Conigli merita un post a parte  ==>  https://www.unanimainviaggio.it/lisola-e-la-spiaggia-dei-conigli-a-lampedusa/

 

Spiagge di Lampedusa

 

Per le spiagge visitate.. ci sto lavorando.. work in progress

 
Se ti interessano altre informazioni, puoi scrivermi e comunque qui trovi tutti gli articoli su Lampedusa ====> https://www.unanimainviaggio.it/lampedusa/
 

Oppure puoi vedere il gruppo Facebook #lampedusatuttalavita che a me si è rivelato molto utile!

 

*quando si ha diritto a risarcimento per volo in ritardo o cancellatoPoichè è capitato spesso di sentire che un volo sia stato ritardato o cancellato e non tutti lo sanno, riporto qui i casi in cui si ha diritto a un RISARCIMENTO:

  • quando un volo viene cancellato, prima di 14 giorni dalla partenza, la compagnia aerea ( se possiede la licenza rilasciata in un Paese dell’Unione Europea e tranne circostanze eccezionali non prevedibili) può offrire sempre un rimborso del biglietto o un volo alternativo
  • quando una cancellazione avviene meno di 14 giorni dalla partenza, si può avere il risarcimento oltre al rimborso del biglietto
  • in caso di ritardo: di due o più ore per tutte le tratte aeree fino a 1500 km; di tre o più ore per tutte le tratte aeree europee ed extra europee comprese tra 1500 e 3500 km; di quattro o più ore per le tratte oltre i 3.500 km al di fuori dell’Unione europea come da schema sotto riportato

Il passeggero ha diritto a un risarcimento per il volo cancellato o ritardato, tra i 250 e i 600 euro, in base al Regolamento (CE) 261/2004

  1. Tratte fino a 1500 km : €250 di risarcimento
  2. Tratte  tra i 1500 – 3500 km: €400 di risarcimento
  3. Tratte superiori ai 3500 km: €600 di risarcimento
Per ulteriori informazioni e per ottenere l’indennizzo è sempre bene rivolgersi ad un avvocato specializzato o alle organizzazioni tipo Rimborso al volo, Air help, ecc. Informazioni dettagliate anche qui  https://www.skyscanner.it/notizie/volo-cancellato-cosa-fare-partire-o-avere-un-rimborso

 


 
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luglio 2021

 

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L’isola e la spiaggia dei Conigli a Lampedusa

 

 

L’isola dei Conigli, la relativa spiaggia e tutto il contesto della zona è davvero uno dei più bei paesaggi di mare mai visti.

Sicuramente la spiaggia primeggia sulle altre di Lampedusa, sabbia bianca, con un mare caraibico.. maldiviano…: sono sempre brutti questi paragoni ma io ho visto anche questi mari e… insomma può competere bene! (come mare intendo, non come paesaggio ).

 

 

Rocce bianche e dorate a gradoni risaltano di fronte alle varie tonalità di azzurro del mare, in particolar modo con la luce del pomeriggio, conferendo al paesaggio un aspetto unico.

 

 

La cosa sorprendente è vedere apparire, scendendo dal sentiero che porta alla spiaggia, facile da percorre sebbene con una certa pendenza, un panorama dall’alto, come da un drone: tutta la baia, con le rocce, la spiaggia candida e il mare, con le sue sfumature di blu e la sua trasparenza: un paesaggio strepitoso che va dalla bellissima Tabaccara fino all’altura della spiaggia dei Conigli

 

 

E direi proprio che si puo’ concordare con Domenico Modugno, che ha definito questo luogo “la piscina di Dio“!

 

Come arrivare alla Spiaggia dei Conigli

 

Per arrivare alla spiaggia dei Conigli si deve prendere la strada di Capo Ponente, la via principale panoramica, che da sud va verso ovest, e poi fa il giro dell’isola costeggiando il nord, in un paesaggio semi desertico stupendo. Il punto dove imboccare il sentiero dista dal centro circa 4 chilometri.
Auto o moto si possono parcheggiare sulla strada (una parte del parcheggio è a pagamento, e possono esserci lunghe code per il biglietto: è bene segnarsi il numero della targa in quanto alla postazione del parcheggio, devono scriverlo sul biglietto, che dev’essere poi posizionato in vista nell’auto).

 

Poco oltre c’è un bar, l’unico della zona, (l’ultima possibilità quindi se non si è preso con sè qualcosa da bere per la spiaggia, dove non c’è alcun servizio) che affitta anche ombrelloni, e poi l’ingresso, presidiato dai volontari di LegaAmbiente: è sotto la loro responsabilità infatti la tutela di questo paradiso, che è Riserva Naturale, tanto bella ma anche preziosa, da dover essere preservata, e spetta loro la vigilanza del rispetto dell’ambiente: personalmente sono molto grata per questo lavoro volto alla sua conservazione.

 

 

Fino a poco tempo fa l’accesso era libero e la spiaggia era divisa in 2 parti, una riservata a chi aveva l’ombrellone a seguito, e una a chi aveva solo il telo mare. Alcune frane, la troppa gente, in spiaggia e il luogo spesso meta per la deposizione delle uova da parte delle tartarughe caretta caretta, hanno fatto sì che da quest’anno venissero regolamentati gli accessi.
Dal 15 luglio 2021, infatti l’ingresso è contingentato e diviso in 2 turni, mattino e pomeriggio, (quindi non si può restare tutta la giornata), e si accede solo con prenotazione fatta on line, da esibire ai volontari.
Questa nuova regola, comunicata via social e a mezzo stampa, a mio avviso troppo tardi a stagione inoltrata, ha provocato violente discussioni, e le ire di chi non è riuscito a prenotare, oltre che di chi crede di avere diritti su tutto, con innumerevoli critiche sulla gestione: si poteva fare così, si poteva fare cosa’.. e non vi dico le scene raccapriccianti a cui abbiamo assistito all’ingresso, da parte di chi, in lista d’attesa, pretendeva in ogni modo di poter entrare, anche a numero massimo stabilito raggiunto, e trattava in malo modo i poveri volontari di LegaAmbiente! La cattiva educazione di qualcuno si è resa evidente anche una volta scesi in spiaggia: alcuni si posizionavano nelle aree in cui era presente e segnalato il divieto.

 

Non so se verrà mantenuta questa regola per il futuro ma devo dire, che, per fortuna, sono stati limitati gli ingressi!
Il provvedimento del numero chiuso, con lo scopo della tutela di questo posto ,consentirà anche i nostri figli, e ai posteri, di potere ancora godere della sua bellezza; ha inoltre permesso di rendere la spiaggia più vivibile per le persone, evitando l’effetto “carnaio”, anche se non sempre ne ha garantito la riuscita. Infatti la prima volta che siamo andati, di mattina, abbiamo avuto difficoltà a trovare un posto per posizionare gli asciugamani, per la tanta gente, e non abbiamo compreso come mai, visti i limiti previsti, fossero riuscite ad entrare tante persone. Ma abbiamo potuto immaginare cosa fosse prima che gli accessi fossero limitati!!

 

 

Una volta stabilita la regola dell’ingresso contingentato e il numero di volte in cui, in una settimana si poteva accedere, hanno poi corretto il tiro stabilendo un numero di persone che avrebbero potuto entrare anche senza prenotazione (perchè magari non lo sapevano o non erano riusciti a prenotare), mettendosi in coda a determinati orari, al mattino o al pomeriggio, e facendo il conto di quanti, prenotati, non si erano presentati, per permettere ad altri di scendere. In ogni caso, per chi ha intenzione di andare, consiglio di seguire la pagina facebook della Riserva https://www.facebook.com/riserva.lampedusa

 

Per arrivare alla spiaggia, occorre fare un sentiero di terra battuta molto facile e ben tenuto, ma tutto sotto il sole, e camminare per circa 20 minuti.
Noi ci siamo attrezzati cosi’!!

 

 

Circa a metà strada si comincia ad intravedere il mare..

 

 

A un certo punto appare un paesaggio a dir poco divino!!

 

Una specie di terrazza mostra 2 baie: da una parte si vede il mare e la costa fino alla Tabaccara, la famosa baia in cui il mare è così trasparente da far sembrare le barche volanti, con la loro ombra sull’acqua.

 

 

Dall”altra si vede la baia della spiaggia dei Conigli

 

 

e di fronte l‘Isola dei Conigli! Un paesaggio che lascia senza parole a qualsiasi ora!

 

 

e… chiedimi se ero felice!

 

 

Man mano, scendendo, si avvicina lo spettacolo, si vede la trasparenza del mare, le infinite sfumature di azzurro e la bianca sabbia accecante

 

 

Prima di giungere alla spiaggia, sulla destra, c’è la casa che fu di Domenico Modugno. E’ l’unico edificio presente in questo luogo, in stile dammuso, proprio davanti all’ultimo tratto del sentiero che porta al mare. Una gran bella scelta! Domenico Modugno è vissuto in quella casa ed è morto su questa spiaggia, tanto che hanno faticato per portare la sua salma lungo il sentiero in salita..

 

 

All’arrivo poi… lo spettacolo!

 

 

Il ritorno attorno a mezzogiorno, in salita è piuttosto faticoso

 

 

io devo dire che riempiendomi gli occhi di questo paesaggio magnifico, fermandomi per una foto qua e là, non ho neanche accusato più di tanto la fatica.

 

 

Nel tardo pomeriggio invece si sente meno lo sforzo a salire ed è davvero bellissimo vedere diventare deserta quella spiaggia, col calare del sole,

 

 

vederla popolarsi di gabbiani che camminano sulla sabbia e sul mare.

 

 

La spiaggia e l’ isola dei Conigli

Una volta arrivati alla spiaggia, sull’asciugamano si sta molto poco, quindi la mattinata in cui eravamo tutti ammassati poco ci ha importato: è troppo bello godere di quel mare spettacolare.

 

 

anche solo camminare e guardarsi attorno ...

 

 

io che amo i mari tropicali ero in paradiso!

 

La seconda volta che siamo andati era pomeriggio, attorno alle 15, la discesa è stata meno convulsa, con pochissima gente, la spiaggia era molto meno affollata, i colori erano comunque fantastici

 

 

Dalla spiaggia dei Conigli si può raggiungere a piedi l’isola dei Conigli, che è un piccolo isolotto di roccia di 4 ettari, collegata da un istmo sabbioso, visibile in caso di bassa mare ma sempre con acqua poco profonda

 

 

In questo punto le rocce sono bianche e dorate e col sole si illuminano, sono davvero bellissime!

 

 

Ovviamente è proibito arrampicarcisi, come è vietata la navigazione con le barche nelle vicinanze.

 

Il posto è davvero di incomparabile bellezza, e mi ha stregato!! Non essendo neanche lontano, e in territorio italiano, sono certa che mi rivedrà presto!

 

 

per altre informazioni sulla spiaggia dei Conigli

 

tutti gli articoli su Lampedusa

 

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ritorna tra qualche tempo per leggere gli altri articoli

WORK IN PROGRESS

-Le spiagge di Lampedusa e il resto da non perdere

( sul blog Lampedusa si trova in una voce a parte e anche sotto la voce Sicilia)
luglio 2021

 

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Regale Torino

 

 

Non ero mai stata a Torino e lo stesso la mia famiglia, e con l’uscita dei voucher della regione Piemonte per rilanciare il turismo, dove a fronte di una notte pagata altre 2 erano omaggio, decidiamo di non farci scappare l’occasione (promozione ancora valida https://www.visitpiemonte.com/…/la-nostra-ospitalita-e…)

 

Il covid ci fa rimandare per ben 2 volte il periodo della prenotazione, ma finalmente nei giorni attorno a Ferragosto 2021 riusciamo ad andare a visitare questa città regale ed elegante, che, per certi aspetti, riporta agli antichi fasti della monarchia, e per altri fa piombare come dentro ad uno di quei film anni 50-60 visti in tv, tra caffè e salotti, portici per il passeggio e gallerie, nel pieno periodo del boom economico e nel fermento della cultura e delle innovazioni.

 

 

Torino, l’alloggio

Per la nostra visita scegliamo di alloggiare al Best Western Hotel Piemontese, in zona Porta Nuova, quartiere San Salvario.

 

 

La posizione è buona, per arrivare alla stazione e all’inizio della centrale via Roma, occorrono 10 minuti a piedi, ma Torino è grande quindi per andare in centro e tornare, e non arrivare a sera stanchissimi, consiglio di prendere qualche mezzo pubblico, se si decide per questo hotel (alla stazione Porta Nuova ci sono i distributori di biglietti, che si acquistano anche con l’App GTT).

 

 

Il quartiere è pieno di locali e l’hotel è all’interno di un palazzo d’epoca molto bello,

 

 

Gli spazi comuni sono moderni e gradevoli

 

La nostra camera tripla affaccia sul cortile di una caratteristica casa di ringhiera, con una vista molto carina

 

 

Le camere comfort sono veramente belle, con soffitto di mattoni, un bel bagno spazioso e zanzariera sul letto.

 

Cosa visitare a Torino in 3 giorni

 

 

Tre giorni a Torino non sono sufficienti se si vuole visitare tutto quello che la città offre e con calma. Noi abbiamo visto tante cose ma scarpinando molto, e a volte un po’ troppo frettolosamente, e senza il tempo di tornare nei luoghi che ci sono piaciuti, e viverci tranquillamente la città.

I musei di Torino

 

Museo del cinema

 

 

Il museo del cinema si trova all’interno dell’edificio della Mole Antonelliana, ed è veramente particolare e curioso, per cui vale la pena visitarlo.

 

 

Si puo’ percorrere la storia della nascita del cinema, vedere tante belle ambientazioni, permettersi un giro sul red carpet,

 

 

Sdraiarsi su poltrone rosse in relax e vedere spezzoni di film, percorrere le gallerie con foto bellissime dei divi del cinema..

 

 

Davvero un museo simpatico e divertente!

Attenzione: il biglietto combinato della salita alla Mole + Museo del cinema è più conveniente ma le disponibilità per salire alla Mole sono meno, -non so se solo in questo periodo-, per cui è opportuno prenotare se si vuole salire anche con l’ascensore!

 

 

Museo Egizio

 

 

Il museo egizio di Torino è il secondo museo per importanza dopo quello del Cairo. Avendo poco tempo e avendo già visto quello del Cairo l’intenzione iniziale era di saltarlo, ma poichè un’amica me lo ha fortemente consigliato, con la visita guidata (da prenotare), così abbiamo fatto, ed è stata veramente un’esperienza molto interessante.

 

 

Oltre ad esserci un’ambientazione molto bella e reperti davvero interessanti, la guida ci ha parlato delle scoperte dell‘egittologo Ernesto Schiapparelli, scopritore della tomba di Nefertari, nella Valle delle Regine in Egitto, a cui si devono tanti reperti presenti nel museo (quando ancora si potevano portare via dal luogo dove erano trovati) e ci ha raccontato, a differenza di quanto solitamente si studia o si vede, della vita e della morte di persone diverse dai faraoni. In particolare, mostrandoci i ritrovamenti, ci ha parlato della tomba dell’architetto Kha e degli oggetti di uso quotidiano trovati nelle tombe intatte sua e della moglie.

 

 

Si possono ammirare anche una serie di sarcofagi interessanti, e delle bellissime sfingi, con un gioco di specchi molto affascinante

 

 

Molto interessante venire a conoscenza che, con l’avvento della tecnologia, c’è la possibilità di sottoporre le mummie a Tac per analizzare i resti umani, senza così dover togliere le bende e rovinarli, come è stato fatto per quelle ritrovate di Kha e della moglie .

 

 

Museo dell’automobile

 

 

Neanche al museo dell’automobile avevo molto interesse ad andare, mentre mio marito lo aveva in programma, ma sentendo pareri entusiasti ho deciso di andare anch’io: ed in effetti è un gran bel museo!

 

 

Si può vedere la storia delle automobili, dalle prime create

 

 

a quelle che ricordo della mia infanzia e adolescenza

 

 

 

a quelle viste nei film americani

 

 

e a quelle di ultima generazione.

 

Ci sono anche interessanti informazioni per gli appassionati

 

 

e simpatiche creazioni con l’utilizzo di parti di auto

 

Le altre attrazioni

Mole Antonelliana

La Mole Antonelliana si trova in una via del centro neanche tanto grande, e non in una piazza come avevo immaginato.

 

 

Essendo il simbolo di Torino ovviamente desta stupore e curiosità

 

 

La salita con l’ascensore, nonostante l’attesa del proprio turno (e se si prenotano i biglietti online si ha l’ingresso preferenziale, senza code, diminuendo l’attesa), è la cosa che più mi è piaciuta perchè si entra proprio dentro alla cupola, e si vede dall’alto la parte centrale del museo del cinema. La vista della città, una volta giunti sulla cima, è bella, ma come dicono alcuni, manca la Mole!!

 

 

Palazzo Reale

Il Palazzo Reale appare nella sua magnificenza, bianco candido, sulla spaziosa Piazza Reale

 

 

Vicino, c’è il bellissimo Palazzo Madama

 

 

La visita del Palazzo Reale, dimora storica della famiglia sabauda e Patrimonio dell’UNESCO, merita per la ricchezza dei saloni barocchi, per l’armeria reale e per l’esposizione di alcuni mezzi di trasporto usati all’epoca.

 

 

Dal Palazzo si accede alla Cappella della Sacra Sindone, patrimonio Unesco, dove un tempo era conservata la Sindone appunto, che fu poi trasferita nel Duomo, in seguito ad un incendio avvenuto nella cappella. Da qui, si può vedere l’interno del Duomo di San Giovanni dall’alto, collegato ma senza accesso.

 

 

Non ultimi, la bellezza della vista da una delle finestre del Palazzo

 

 

e i giardini reali

 

 

Il parco del Valentino e il lungo Po

Il Parco del Valentino, che costeggia la riva del fiume Po, perpendicolare al centro città, è davvero un giardino magnifico. Ospita il Castello del Valentino, anch’esso bianco e stupefacente

 

 

e un borgo medievale perfettamente ricostruito

 

 

oltre che il Giardino roccioso, uno spazio con ruscelli, cascate, piante e aiuole con fiori di numerose varietà,

 

 

e abitato da tanti scoiattoli che saltellano con le loro codone e si godono tanta bellezza.

 

 

Da segnalare anche le numerose installazioni presenti, create con materiale riciclato da Rodolfo Marasciuolo, il così denominato giardiniere-artista. Tra le più famose, che ci siamo divertiti a cercare, i lampioni innamorati

 

 

il pescatore

 

 

il ranocchio

 

 

Il Duomo e la Chiesa della Grande Madre di Dio

Il Duomo, dedicato a San Giovanni Battista, nell’omonima piazza, non mi ha particolarmente colpito, forse perchè ad agosto la piazza era deserta o forse perchè mi è sembrato strano che la chiesa più importante della città si trovasse in un punto quasi secondario, dietro al palazzo Reale. Ha a fianco un campanile romanico, su cui dicono che salendo si ha una gran bella vista della città, ma l’abbiamo trovato deserto, e al suo interno è conservata la Sacra Sindone, non visibile.

 

 

La chiesa della Grande Madre di Dio appare imponente di fronte a Piazza Vittorio, attraversato il Ponte Vittorio Emanuele: è molto singolare, con le sue colonne frontali che fanno ricordare il Pantheon di Roma

 

 

Dalle scale che portano alla chiesa si ha una magnifica vista di Piazza Vittorio

 

 

Villa della Regina

La Villa della Regina si trova oltre la chiesa della Gran Madre di Dio, sulla collina di Torino. Arrivarci a piedi è davvero una gran scarpinata e una gran fatica col caldo di agosto! La villa seicentesca ha dietro dei grandi giardini e a fianco una  vigna, è visitabile con prenotazione ma per mancanza di tempo non siamo riusciti ad ammirare i suoi interni.

 

 

La vista della città dalla collina è indubbiamente spettacolare, anche se, forse, un po’ lontana!

 

 

Più vicino e senza dubbio meno faticoso è salire sul Monte dei Capuccini, a 300 metri dalla riva del Po, sempre dal lato della Chiesa della Grande Madre di Dio.

Non posso esimermi dall’inserire questo scatto che ho colto, in discesa dalla collina della Villa del Regina, del nostro gruppo Vacanze Piemonte, che ho chiamato: “chi erano mai questi Beatles??”  :)

 

 

Porta Palatina

Porta Palatina, si raggiunge superando il Duomo di Torino, risale all’età romana, al I secolo d.c., ed è l’antica porta di accesso alla città, inserita nell’area del parco archelogico che comprende anche il teatro romano.  Passando sotto i suoi archi si ha ancora oggi la sensazione di uscire (o entrare) nella città.

 

 

Da Porta Palatina si arriva a Porta Palazzo, dove è ubicata la grande Piazza della Repubblica, con l’edificio del mercato e il grande mercato all’aperto

 

 

Principali piazze e palazzi di Torino

Piazza San Carlo

Le piazze a Torino sono le cose che più mi sono piaciute. In particolare Piazza San Carlo, immensa e bianca, il salotto di Torino

 

 

apprezzabile a tutte le ore del giorno

 

 

e della notte

 

 

La via al centro città vero e proprio che porta in Piazza San Carlo è piazza CLN, delineata da due edifici, che creano l’effetto di una porta d’ingresso che interrompe la lunga Via Roma. Alla base ci sono due belle fontane con statue che rappresentano il Po e la Dora Riparia, mentre sul retro, affacciate sulla piazza, ci sono 2 chiesette gemelle.

 

 

Piazza Vittorio

Altra piazza per me stupenda è Piazza Vittorio Veneto, chiamata dai torinesi solo piazza Vittorio, una delle piazze più grandi d’Europa, con i suoi edifici bianchi e attorniata da portici, che guarda la chiesa della Grande Madre e il lungo Po, e da cui si vede la punta della Mole.

 

 

Piazza Carignano

Piazza Carignano deve la sua bellezza al palazzo omonimo, singolare rispetto agli altri perchè color mattone; sul lato, il bar della Farmacia è l’ideale per un aperitivo all’aperto (o un pranzo nel ristorante stellato) e dando una sbirciatina all’interno, si vedono gli arredi originali dell’antica farmacia dell’800 che ivi risiedeva.

 

 

Palazzo Madama 

E’ uno stupendo Palazzo in Piazza Castello, poco prima di Piazza Reale. patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, e sede del museo civico.

 

 

Sul retro, troviamo il Castello

 

 

Palazzo fetta di polenta

Il vero nome è Palazzo Scarabozzi, è un palazzo curioso che si trova nel trafficato e anche poco attraente Corso S. Maurizio, chiamato cosi’ perchè lungo e stretto e di colore giallo.

 

 

Largo IV Marzo

Questa piazzetta mi è piaciuta particolarmente perchè piena di localini caratteristici dove mangiare, le cosi’ dette “piole”, piccole osterie con cibo locale a buon prezzo, e mi ha ricordato molto le piazzette parigine.. Qui ci siamo fermati a pranzo alla Piola da Cianci.

 

 

Gallerie e portici di Torino

A Torino, come a Bologna se piove non ti bagni: la città ha ben 18 km di portici, bianchi anzichè rossi, a differenza di quelli della mia città.

 

 

I portici in Piazza San Carlo ospitano il famoso Cafè Torino, risalente ai primi del 900, amato dai sovrani e frequentato da ospiti illustri, che ha sul pavimento davanti alla porta d’ingresso l’immagine di un toro rampante che dicono porti fortuna, come quello di Milano, in Galleria Vittorio Emanuele, pestandogli gli attributi.

Molto belli anche i portici della lunga via Po, che sfocia in via Vittorio Veneto

 

 

Ma i miei preferiti sono stati senza dubbio quelli che svoltano a destra alla fine di Via Roma, verso piazza Castello: quando la via fa angolo ci si trova a destra la bellissima ed elegante galleria Subalpina, dove ci sono l’antico Cinema Romano e il caffè Baratti, i più antichi della città.

 

 

Altra bella galleria è la Galleria San Federico, che fu per molto tempo sede del quotidiano La Stampa, al cui interno si trova il cinema Lux, un altro dei cinema più antichi. Si può accedere anche da via Roma.

 

 

Torino di notte

Torino di notte è davvero uno splendore, ogni piazza ed edificio sono illuminati, ha un fascino particolare, che riporta davvero indietro in un tempo in cui magnificenza e regalità facevano da sovrane.

 

 

E non si puo’ lasciare Torino senza aver assaggiato il famoso “Bicerin“. Noi abbiamo provato la versione estiva, che è un vero e proprio dessert, preparato con caffè, cioccolato caldo e crema di latte (o panna montata), da gustare, come ci hanno suggerito, partendo col cucchiaino dal basso e venendo verso l’alto: una vera libidine!!

 

 

Qualche informazione organizzativa: la maggior parte delle attrazioni sono su prenotazione, ma si riesce ad entrare (facendo code e spesso con attese sotto il sole) anche senza. Volendo salire sulla Mole bisogna considerare che difficilmente si trova posto non prenotando. Io ho tenuto sotto controllo i posti disponibili sui siti, e prenotato un po’ all’ultimo momento, dovendo prendere però i pochi orari rimasti.

Regole Covid: Richiesto green pass e documento d’identità in tutti i musei. Purtroppo poi la gente, dopo l’ingresso, non fa attenzione a non creare assembramenti.

Pranzi e cene: Poormanger, tutto a base di patate, Porto di Savona in Piazza Vittorio, Piola da Cianci, Proseccheria di via Bertholet, Bistrot San Salvario e Sora Gina vicini all’hotel, La Piè -piadineria sotto la Mole, buonissima la piadina e anche il bicerin estivo, gelato di Biraghi -gusto unico fiordilatte, sotto i portici di piazza San Carlo.

 

In conclusione: Torino ci è piaciuta molto e sicuramente avrebbero meritato una visita anche a Superga e Venaria, che restano fuori dal centro… ma sarà per una prossima visita!

 

 

agosto 2020

Visite: 334

Accogliente Lampedusa

 

Lampedusa, per me.

 

 

Lampedusa ti apre le braccia per mostrarti la sua parte migliore evidente, la bellezza e il blù prepotente e cristallino del suo mare, la sabbia morbida che lo accoglie, le rocce calde che brillano al sole, la terra brulla che si accende col calore, il suo ricco cibo, non solo nutrimento ma appagamento nella forma più completa del senso del gusto.

Accogliente per chi arriva dal continente o dalle isole, per apprezzare le meraviglie che vengono rivelate con fierezza ed orgoglio.

Lampedusa è punto d’incontro tra Africa ed Europa, passaggio di orario in pochi passi sulla spiaggia più bella dell’isola, una porta che segna il punto più lontano del nostro continente e insieme le tragedie del mare.

 

 

Lampedusa è un utero per le tartarughe che tornano nel luogo natio per deporre le uova, è protezione per loro e cura.

Lampedusa è trovare le tracce delle zampe di un cane, che è passato sul sedile della tua Mehari, durante la notte.

Lampedusa e l’attesa di un tramonto percorrendo le sue strade deserte, o davanti a una roccia a picco sul mare.

 

 

E mentre tu guardi l’immensa bellezza, con gli occhi che brillano e i sensi che battono le mani, succede altro.

Lampedusa non è solo quello che appare. Lampedusa è quello che si vede e quello che non si vede.

 

 

A Lampedusa, in vacanza, se vuoi, puoi tenere gli occhi chiusi e non ti accorgi di niente. Ma se la coscienza ti chiama puoi vedere e ascoltare.

Lampedusa è chiederti, guardando l’orizzonte, se qualcosa sta accadendo in quel mare, a nostra insaputa; è un senso di impotenza, è anche stima per chi ha il coraggio, come un leone, di lasciare tutto, di affrontare quel mare, a volte crudele, e di scegliere di rischiare anche la morte, per il sogno di nuova vita, che possa essere definita tale.

 

 

Lampedusa è l’umanità delle persone che accolgono, che credono ancora nella dignità della vita.

Lampedusa è una nave che va e viene a Cala Pisana; è la barca della guardia costiera piena di persone appena sbarcate, e salve, a bordo; le parole forti e toccanti di chi lavora sulla frontiera, o di chi sente il bisogno di condividere, dolore, morte, rinascita, verità.

 

 

Lampedusa ha 2 facce ma la stessa accoglienza.

Lampedusa ti tocca e ti resta dentro. Ti accoglie e ti avvolge con la sua bellezza, ti stravolge con la sua storia, i suoi racconti.

Lampedusa per me è un cancello sul mare. E’ il b&b di Cala Pisana: un bagno al mattino, quando ancora non c’è nessuno. Camminare sulle rocce che scendono a picco, fino a Cala Creta. Ascoltare i racconti, tragedie e salvataggi. Ammaliarmi con i profumi intensi del mare, delle piante, dei frutti dell’orto, deliziarmi di tutti i colori..

 

 

E’ avere davanti lo spettacolo più bello di sempre, il mare.

Lampedusa è un pensiero: che tutti gli esseri umani desiderano essere accolti.

Lampedusa è un pezzetto d’Italia, in tutto per tutto, in mare d’Africa.

Chi rifiuta

chi accoglie

chi non si arrende.

Chi resta umano.

 

 

luglio 2021

 

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( su questo blog Lampedusa si trova in una voce dedicata sotto Italia e anche sotto Sicilia)

 

altro su la mia Lampedusa

Lampedusa

 

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Sicilia

 

 

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Bolzano d’estate

 

 

Bolzano  per me

Bolzano gioiello incastonato tra i monti, ma fa più caldo che a Bologna d’estate.

Bolzano case colorate ma con eleganza e discrezione.

 

 

Angoli di passato che spuntano e si mescolano tra i colori delle strade

 

 

La frutta sui banchi, spezie, fiori e cibarie, lungo Piazza delle Erbe, che piazza non sembra.

 

 

Bolzano e il suo duomo prezioso, il tetto piastrellato, verde, bianco e oro, che spicca

 

 

e il suo bel campanile

 

 

e gli affreschi della scuola di Giotto

 

 

Un incanto di sera

 

 

Bolzano e il Nettuno, fratello minore del nostro a Bologna, che sembra in incognito sulla via

 

 

Bolzano e le strade più belle, via Goethe e via Streiter, le mie preferite

 

 

Bolzano e i negozi dello shopping, dentro a palazzi eleganti, sotto ai suoi portici.

 

Bolzano e il Lungotalvera

 

 

un grande parco di prati ombreggiati e fioriti

 

 

su un fiume impetuoso

 

 

Bolzano, le piste ciclabili e le sue biciclette, tante, ma tante, come a Ferrara, che bisogna fare attenzione a non venire investiti

 

.

Bolzano e le sue piccole piazze, Piazza del Grano, Piazza delle Erbe, Piazza del Municipio

 

 

e poi quella grande, con la statua di Walther, che puoi immaginarla a Natale coi suoi mercatini

 

 

Bolzano e Otzi, l’uomo trovato tra i ghiacci, presente ogni dove, anche in un gusto di gelato

 

 

Bolzano e il centro storico piccolo e raccolto che lo giri in poche ore.

E poi c’è Soprabolzano, un panorama da incanto dalla sua funivia

 

 

Verde boscaglia, vallate dorate

 

 

E quando arrivi, se prendi il trenino del Renon,

 

 

ti porta tra monti, boschi e valli, e ti senti un po’ Harry Potter su quel treno rosso

 

 

Tra paesini da fiaba e balconi fioriti nell’altopiano

 

 

se scendi a Collalbo con una bella passeggiata arrivi alle Piramidi di terra, meraviglia della natura

 

 

Puoi godere di un pranzo su un terrazzo con vista

 

 

e le Dolomiti sullo sfondo

 

 

E se fai una sosta a Costalovara, ti godi silenzio e relax, davanti a un bel lago con attorno il bosco

 

 

Bolzano è una casa accogliente con vista di tetti e sui monti

 

 

 

È l’Hugo, i canederli, lo strudel e un bicchiere di Gerwurztraminer

 

 

 

Bolzano è un viaggio di lavoro, Bolzano è famiglia.. la prima notte fuori, per noi, dopo il lockdown del lungo inverno e di primavera.. Bolzano, per me, è finalmente addormentarsi in un altro letto, svegliarsi in un altro posto, con un altro panorama. Una boccata di aria nuova e fresca :)

 

 

 

informazioni ai link

https://www.bolzano.net/it/duomo.html

https://www.bolzano.net/it/oetzi.html

https://www.ritten.com/it/altipiano/highlight/funivia.html

https://www.ritten.com/it/altipiano/highlight/treno-del-renon.html

biglietto giornaliero funivia e trenino 15 euro (giugno 2021)

 

riferimento alloggio: Coopers apartaments, Via dei Bottai 

gli appartamenti sul sito sono contraddistinti da un numero che corrisponde al piano, quindi alle rampe di scale da fare non essendoci ascensore, ma in palazzo d’epoca bellissimo di fronte a Piazza del Municipio, raffinati e di design in zona pedonale (convenzione con parcheggio non distante)

riferimento ristorante: Vogele, Via Goethe

spazio anche all’esterno sotto ai portici, vista Piazza delle Erbe, gentilezza estrema, consigliata prenotazione

 

 

 

giugno 2021

 

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Italia

Visite: 275

Spiaggia Pineta del Gelsomineto, Tonnara di Vendicari e borgo di Marzamemi

 

 

Il nostro giro per la Val di Noto prosegue per spiagge, borghi e antiche tonnare. La Sicilia orientale è un territorio ricco e vario che appaga veramente tutti i sensi e i gusti.

 

Spiaggia della Marchesa

Da Noto, volevamo prenderci anche almeno una mezza giornata di mare. Avevo letto ottime recensioni della spiaggia di Calamosche, ma con un tratto piuttosto lungo da fare a piedi per raggiungerla, di quella di Eloro, e mi avevano consigliato, per la nostra esigenza di non fare troppa strada a piedi (per non avere brontolii da parte dell’adolescente), il lido di Noto, con spiaggia bella ampia.. oppure la spiaggia della Pineta Gelsomineto, detta anche della Marchesa, con il mare piu’ bello della zona e ampie zone di ombra. La nostra scelta è ricaduta su quest’ultima.

 

 

E’ una baia con mare cristallino, circondata da una Pineta di pini marittimi, chiamata del Gelsomineto perché crescono anche dei gelsomini. Alle estremità della baia c’è una scogliera di roccia calcarea. In quanto proprietà privata dei Marchesi di Cassibile, motivo della denominazione di spiaggia della Marchesa, l’accesso con l’auto è a pagamento, e piuttosto caro, ma solo se si vuole arrivare fino ai bordi della spiaggia; in alternativa, giungendo presto, si puo’ trovare parcheggio all’inizio della strada, in una via non asfaltata e fare una camminata, neanche troppo lunga, come abbiamo fatto noi.

Qui ci siamo messi sotto l’ombra di alcuni alberi a goderci gli ultimi momenti sulla spiaggia della stagione, a rilassarci e a guardare il mare con le sue belle sfumature.

 

 

Per pranzo ci siamo spostati sul lungomare della vicina Avola, dove per caso abbiamo trovato un piccolo ristorante, Il Marinaio bistrot, in stile marittimo, e leggendo le buone recensioni su Tripadvisor ci siamo fermati.. Pranzo ottimo, primi di pesce e grigliata buonissimi, con una bella vista sul mare. Dopo pranzo abbiamo avuto modo di fare un veloce giro per il centro di Avola.

 

 

Vendicari e la Tonnara

Tappa successiva che avevo previsto: la Tonnara di Vendicari, nell’omonima Oasi.

La riserva di Vendicari è una oasi naturale faunistica ancora incontaminata tra Noto e Marzamemi, dove ci sono anche bellissime spiagge, rocce a strapiombo, insieme a zone con itinerari da percorrere a piedi, e pantani, ideali per gli uccelli che vi fanno anche sosta durante le migrazioni verso l’Africa. Sono presenti anche vari capanni di osservazione degli uccelli e reperti archeologici di età ellenistica, bizantina e medievale.

 

 

Ci sono 5 ingressi per entrare nella riserva

  • Vendicari (tonnara)
  • Eloro
  • Marianelli
  • Calamosche
  • Cittadella

Sul sito potete trovare tutte le informazioni

http://www.riserva-vendicari.it/riserva-vendicari/

 

 

Studiando il territorio, mi aveva incuriosito molto la Tonnara, forse anche perchè mi era piaciuta molto quella a San Vito lo Capo, pertanto abbiamo scelto di entrare dal varco di Vendicari. Ed in effetti sono rimasta soddisfatta: i resti della Tonnara, le parti di un edificio di cento metri dove veniva eseguita la lavorazione del tonno, i pilastri che ne sorreggevano il tetto, la ciminiera, il tutto davanti al mare, e la luce del pomeriggio che la illuminavano, mi hanno dato la sensazione di essere in un tempio.

 

 

Questo posto mi è piaciuto moltissimo!

 

 

Dalla Tonnara parte poi un sentiero, in mezzo ad una vegetazione di canne e fichi d’india, che affianca la costa rocciosa del mare, molto suggestiva. Insomma tutto il contesto ha fatto si che una bella sensazione pervadesse tutta me stessa e mi desse un senso di tranquillità e di piena vita.

 

 

Al termine della visita, dopo un momento di relax in mezzo a questa natura, siamo ripartiti in direzione Marzamemi, per visitare al tramonto lo splendido borgo colorato, di cui avevo visto tante belle foto.

 

Marzamemi

Anche Marzamemi ha superato le mie aspettative. Forse perchè avevo visto solo le foto del ristorante con sedie e tavoli colorati, che credevo fosse sul mare, e pensavo che ci fosse solo quello. Invece Marzamemi è un paese bello grande, con un centro e diversi angoli deliziosi tra chiese e case di pescatori, -oltre all’angolino pluri fotografato,- con tanto di zona di passeggio e negozi, fuori dal centro storico, e una bella marina. Un posto che, anche se preso d’assalto dal turismo, non ha perso la sua identità e attrattiva.

 

 

Insomma gli scorci incantevoli a Marzamemi sono tanti, e io la considererei un’ ottima meta per fare base per il tour della Sicilia orientale e per una vacanza di mare.

Siamo arrivati prima del tramonto, come da tutti consigliato, e abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio a pagamento segnalato prima della zona pedonale. Ci siamo diretti verso il centro, e già prima di entrare, abbiamo avuto davanti il paesaggio della baia con le barche, nel porto della Balata e di fronte, la vecchia tonnara di Marzameni.

 

 

Un pescatore aveva decorato la sua barca con dei fiori, un’immagine molto poetica!

 

 

Di fronte a lui, subito un delizioso angolino

 

 

Proseguendo la strada, cosparsa di negozi di cibo e prodotti tipici, costeggiando la tonnara, si entra, attraverso una porta nel centro storico, ed è lì che ci si trova davanti al ristorante con le sedie bianche e blu, l’ Antico Borgo dei Pescatori di Marzamemi.

 

 

In realtà la cosa bella è tutto il contesto della piazza, le case dei pescatori in pietra, le due chiese di San Francesco da Paola, una antica e una piu’ recente, il palazzo del principe di Villadorada.

 

 

La sensazione, girando per questo centro storico piccolo e contenuto, è quella di essere in un salotto.

 

 

A volte troppo pieno di gente che cerca di scattare delle fotografie, ma comunque incantevole. E girando per le stradine, si possono trovare angoli indimenticabili.

 

 

A Marzamemi ci siamo gustati una bella spremuta di melograno fresca, un po’ cara, ma buonissima, e 3 buone granite siciliane, in un locale proprio davanti all’antico borgo.

 

 

Abbiamo poi passeggiato per i vicoli e siamo andati nella parte esterna, alla marina, a goderci il tramonto.

 

 

Incantevoli locali facevano venire la voglia di fermarsi per 1000 aperitivi sul mare! Invece noi, prima di lasciare il centro del paese, ci siamo fermati in una piccola rosticceria a prendere arancini per cena. Il giro sul lungomare, con i suoi negozi tipici costruiti nelle vecchie case con interni di mattoni, mi ha fatto desiderare di non venire piu’ via da questo luogo magico!!

 

 

Ci aspettava, l’indomani, l’ultima tappa del nostro tour, Siracusa: non ve la perdete perchè merita davvero!!

 

Il fascino di Ortigia e la Neapolis di Siracusa

settembre 2020

 

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Sicilia

 

 

 

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Noto, la stilosa

 

 

Noto, con la sua elegante perfezione di strade e palazzi color miele, è un gioiello dell’architettura barocca in Sicilia, e un’atmosfera quasi irreale si respira tra le vie del centro.

Lasciata Modica, ci siamo diretti verso Noto, dove siamo arrivati a sera inoltrata, al termine di un’intensa ma appagante giornata.

L’alloggio, che abbiamo prenotato all’ultimo momento, tramite booking.com, era appena fuori dalla città ma è stata un piacevole sorpresa: dal nostro terrazzo avevamo una bella vista della città illuminata, e la luna piena che sorgeva ha reso il panorama ancor piu’ incantevole.

 

 

Per finire la lunga giornata iniziata a Grammichele, ci siamo recati in città per cena, trovando non poche difficoltà per il parcheggio (che mi ha fatto ringraziare di aver prenotato un alloggio fuori dal centro storico).

Il centro di notte è splendidamente illuminato, la bellezza degli edifici color miele risalta con le luci dei fari e delle luminarie.

 

 

Le vie, troppo affollate nel periodo, ahinoi! trasmettono un senso di festa di paese, e il corso principale è cosi’ pieno di monumenti barocchi, che risulta subito chiaro il motivo per cui Noto sia stata nominata la capitale del barocco, e patrimonio Unesco dal 2002. E pensare che il terribile terremoto e tsunami del 1693 ha raso al suolo l’antica città! Al suo posto è nato un luogo sicuramente scenografico, diverso dai precedenti visti, Modica e Ragusa, dall’aspetto ordinato e armonioso, disposto a terrazza sulla cima di un altopiano, con strade dritte e parallele regolari, intervallate da piazze e maestose scalinate.

 

 

Sfuggendo dal caotico corso Vittorio Emanuele, abbiamo imboccato la parallela via Ducezio, e cenato gustando specialità siciliane, da Geranio sicilian food and drink: parmigiana di melanzane, polpette di sarda alla palermitana e pizza per nostra figlia.

A Noto ci siamo fermati due notti, e devo dire che è stata una buona scelta, perchè si trova in un punto strategico della Val di Noto. La città l’abbiamo ri-visitata non il giorno dopo, dedicato alle bellezze della zona, mare, oasi di Vendicari, Avola e borgo di Marzamemi, bensi’ la mattinata ancora successiva.

 

 

La calma del mattino e la luce del sole ci hanno fatto apprezzare ancora di piu’ lo stile della città.

Intanto siamo riusciti a trovare molto piu’ facilmente un parcheggio rispetto alla sera, e poco distante dalla cattedrale, in zona Palazzo Landolina.

Ma partiamo dall’ingresso alla città, in corso Vittorio Emanuele, da Porta Reale, che è un bellissimo arco del trionfo, al termine di un viale fitto fitto di alberi, stupendo.

 

 

Il corso attraversa il centro storico ed è ricco di palazzi e chiese e interrotto da 3 piazze: la prima che si incontra, poco oltre l’ingresso da Porta Reale, è piazza dell’ Immacolata, dove appare la grandiosa chiesa di San Francesco, con una triplice scalinata.

 

 

Proseguendo si arriva alla Piazza del Municipio, su cui si affaccia il municipio stesso, Palazzo Ducezio, all’interno del quale si può visitare la sala degli specchi (noi non siamo andati per mancanza di tempo).

 

 

E di fronte c’è la maestosa scalinata che conduce alla collinetta dove è costruita la  Cattedrale di S. Nicolo’, sulla cui cima si ha una vista favolosa di tutta la piazza e dintorni. Nel 1996 la cupola della chiesa ha avuto un cedimento strutturale ed è crollata, probabilmente per la friabilità della pietra calcarea di tufo arenario che è stata utilizzata durante la sua costruzione, nel 700.

 

 

Proseguendo per il corso, la strada si fa vivace, con localini e negozi, e sempre con il naso all’insù abbiamo ammirato la bellezza dei palazzi. Appena dopo la piazza, si incontra  la Chiesa di S. Carlo.

 

 

Giunti in via Nicolaci, siamo stati colpiti dal murales dove è disegnata la celebre infiorata della primavera barocca di Noto, che si tiene la terza domenica di maggio, quando la strada viene riempita di fiori: già dal disegno si può immaginare che dev’essere uno spettacolo unico!

 

 

Salendo lungo la strada, un bellissimo palazzo, che si chiama Nicolaci Villadorata, non puo’ non essere notato, con i suoi balconi pieni di particolari barocchi.

 

 

E’ anche possibile visitarlo, ma noi siamo entrati soltanto ad ammirare il delizioso cortiletto interno.

 

 

Alla fine della salita si arriva in via Cavour, perpendicolare al corso principale, piena anch’essa di interessanti palazzi settecenteschi tardo barocchi, e svoltando sulla sinistra, dopo pochi metri, la scalinata di Mariannina Coffa sorprende con le sue decorazioni, che vengono cambiate nel tempo. Noi l’abbiamo trovata così

 

 

Ma in tutta la zona si trovano scalinate dipinte, meravigliose!

 

 

Ritornando su Corso Vittorio Emanuele, e proseguendo la visita, siamo arrivati a Piazza XVI maggio, su cui si affaccia il bel teatro Liberty, e di fronte la chiesa di San Domenico.

 

 

Abbiamo lasciato anche il centro storico di questa città dorata, che ci ha dato l’impressione di camminare all’interno di un’ opera d’arte, dove possiamo confermare che l’armonia del barocco ha avuto veramente la sua massima espressione.

 

Il nostro alloggio a Noto

A Noto abbiamo alloggiato alla casa vacanza Chiaralice, fuori dal centro, ma si puo’ raggiungere, in una ventina di minuti a piedi, Corso Vittorio Emanuele, dalla parte opposta a Porta Reale. Non è stato semplicissimo da trovare, ma è sicuramente in un punto molto panoramico: dal terrazzo della nostra camera, potevamo vedere Noto, che alla sera illuminata è spettacolare. La luna piena, poi, e una bottiglia di Nero d’Avola, offerta dal B&B, ha reso ancor più magica la visione.

 

 

Combattuta nella scelta dell’alloggio, avrei voluto una struttura nel centro storico, ma prenotando all’ultimo momento tutte le mie scelte selezionate non erano più disponibili. Col senno di poi devo dire che ho apprezzato molto questo b&b, soprattutto dopo aver visto la difficoltà nel trovare parcheggio la sera in centro.. oltre che per la bella piscina, dove al mattino, in tutta solitudine, ho potuto godere di un bagno, con vista sulla città.

 

 

Oltre a ciò il la casa vacanze Chiaralice offre camere nuove, arredate elegantemente, con particolari di design e ha una formula molto interessante, in quanto mette a disposizione degli ospiti una bella cucina attrezzata: ogni camera ha il suo tavolo, con una colazione espressa (capsule per il caffè, fette biscottate e brioche confezionate, latte nel frigorifero, acqua), non nominata nel prezzo, per cui è stata una sorpresa, e come già detto sopra, una bottiglia di vino locale.

 

 

E’ praticamente una casa di proprietà, dove al primo piano ci sono le camere, la sala e un bel terrazzo comune. La nostra stanza era una suite tripla, molto ampia, arredamento essenziale sui toni del grigio e bianco, caratteristico dello stile design, con vetrata a vista in bagno, vasca e doccia (non a vista la doccia, water e bidet) e terrazzino con tavolo. Entrata e uscita in completa autonomia con le chiavi, parcheggio all’interno del cortile di proprietà.

 

 

Sicuramente una scelta azzeccata, ci siamo trovati proprio bene!

 

Da Noto, poi, abbiamo visitato i meravigliosi dintorni

Spiaggia Pineta del Gelsomineto, Tonnara di Vendicari e borgo di Marzamemi

Per proseguire poi per Siracusa

Il fascino di Ortigia e la Neapolis di Siracusa

 

In conclusione, anche #noto si è rivelata una città assolutamente da non perdere durante un tour della Sicilia orientale!

 

 

 

settembre 2020

 

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La Sicilia orientale: il barocco della Val di Noto, le meraviglie della natura, e le delizie per il palato

 

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Sicilia

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Modica, meraviglia  e cioccolato

 

 

Modica, un’altra meraviglia della valle di Noto e del barocco siciliano..con in più la tradizione del cioccolato fabbricato in un modo tutto particolare!

Dopo aver lasciato Ragusa, all’arrivo a Modica, sul corso principale, Corso Umberto, siamo rimasti subito colpiti dalla chiesa di S. Pietro e la sua scalinata barocca, con le statue dei 12 apostoli.

 

chiesa di san pietro modica

 

Poco oltre si trova il capolinea del trenino barocco che avevamo pensato di usare per visitare la città, piu’ grande di Ragusa e inerpicata sulla collina: non avremmo potuto farcela ad arrivare in cima, dopo la visita di Ragusa. Fatti i biglietti, e confermato l’orario di partenza, acquistati i ticket per la sosta dell’auto sul corso, abbiamo preso posto sul trenino!!

Alla partenza siamo passati per Piazza del Municipio, ammirando già gli splendidi edifici barocchi di Modica bassa.

 

 

Poi il trenino ha cominciato a salire, e salire.. fino ad arrivare al punto più alto, dalla Chiesa di San Giorgio, dove siamo scesi per goderci il panorama dal famoso Belvedere, e per ridiscendere lungo i vicoli della città: a scendere tutti i santi aiutano! :)

 

 

Alla Chiesa di San Giorgio, con la scenografica scalinata di 250 gradini, una bella sposa in bianco stava salendo al braccio del padre. Curioso che ad ogni viaggio vediamo un matrimonio, ma mi piace questa cosa!

 

 

E qui volevamo anche noi il nostro momento romantico!

 

 

Andando a sinistra dalla scalinata, e passeggiando per i vicoletti, si raggiunge il Belvedere Pizzo, da dove ammirare uno spettacolare panorama di Modica dal punto piu’ alto: una meraviglia, con le case che paiono accatastate le une sulle altre.

 

 

Da li’ abbiamo iniziato la discesa, abbiamo anche conosciuto un simpatico modicano che ci ha accompagnato per un pezzo di strada, raccontandoci la storia della città e mostrandoci alcuni particolari dei luoghi che erano lungo la via: l’uomo era stato il medico del paese, ora in pensione, e col suo entusiasmo e i ricordi dei pazienti defunti, è stato veramente un incontro piacevole. Devo dire che tutte le persone incontrate nella zona, dai passanti. ai camerieri dei ristoranti, agli host, li abbiamo trovati innamorati ed entusiasti del loro territorio e felici di poter condividere con noi le bellezze del posto dove vivono o le prelibatezze della loro cucina!

E’ proprio durante questa passeggiata che ho notato questa via con un nome estremamente bizzarro…

 

 

Chissà chi le avrà dato quel nome e in quale occasione..

 

 

Tagliando lungo un portico con le scale, siamo arrivati al retro della Chiesa di San Giovanni Evangelista, vedendo per primo il suo bel campanile, molto originale

 

 

e svoltato l’angolo ci è apparsa l’enorme scalinata e la vista frontale, che fa rimanere senza fiato, per tutto il contesto a 360 gradi ..

 

 

Da un alto la facciata di questa imponente chiesa barocca, dall’altro il paese ai piedi, con il contorno di alberi fioriti.

 

 

Entrando dentro la Chiesa di San Giovanni ci ha colpito l’acquasantiera: in tempo di virus Covid-19, non c’è più l’acqua benedetta dentro ma il gel disinfettante!

 

 

Sicuramente un’ottima scelta quella di usare il trenino solo per salire e poi scendere a piedi, il panorama dal Belvedere è imperdibile, ma anche il passeggio scendendo tra case e stradine vale la pena.

 

 

Tornati su corso Umberto siamo andati a visitare il museo del cioccolato.

Modica è famosa per il suo particolare cioccolato, che viene fatto con una lavorazione antica e diversa dal consueto, ovvero “a freddo”, che mantiene inalterate le qualità del cacao, e senza l’aggiunta del burro di cacao.

I semi utilizzati sono provenienti dal centro Africa, in particolare dall’isola Sao Tomè, di cui io non avevo neanche mai sentito parlare.. Ne consegue che viene ottenuto un cioccolato molto diverso da quello a cui siamo abituati, con i cristalli di zucchero che restano integri, e si sentono ben definiti masticando, rendendolo quasi croccante e granuloso.

 

 

Al museo è raccontata, attraverso pannelli espositivi, la storia della lavorazione tradizionale del cioccolato di Modica e il suo parallelismo con le lavorazioni adottate dagli Atzechi. Sono presenti inoltre alcune sculture caratteristiche in cioccolato e un grande plastico dell’Italia in miniatura.

 

 

Diciamo che non ci si deve aspettare chi sa che cosa da questo museo, la visita prende poco tempo e la storia è interessante, ma soprattutto quello che cattura è..il profumo di cacao, che inonda i locali, e che è inebriante. Al negozio del museo abbiamo acquistato diverse barrette di cioccolato, ce ne sono per tutti i gusti, dal pistacchio, alla vaniglia, al peperoncino, al cocco, al rhum, a spezie varie, ad altri frutti..

Siamo passati anche all’antica dolceria Bonajuto, la piu’ antica fabbrica di cioccolata della Sicilia, ma una lunga fila per acquistare ci ha dissuaso dal rimanere, e siamo andati a sederci in un bar poco distante, dove abbiamo assaggiato una cioccolata in tazza – o al bicchiere, insomma un misto tra una bevanda e un budino -, fredda, da sballo! veramente una cosa mai assaggiata prima!

 

 

Abbiamo lasciato Modica, per la tappa successiva, Noto, dopo una giornata molto intensa, con le gambe doloranti, ma contenti di aver visto un’altra delle imperdibili città simbolo del barocco siciliano.

 

 

settembre 2020

 

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Indimenticabile Ragusa Ibla

 

 

Ragusa è una città straordinaria, che mi ha rapito per la sua particolarità, per la sua bellezza e per la posizione dove sboccia, a 500 metri di altezza, in mezzo alla catena collinare dei Monti Iblei.

Dopo le giornate trascorse a Caltagirone e Grammichele, ci siamo spostati a Ragusa, poi a Modica, con destinazione finale Noto, e purtroppo abbiamo dovuto saltare Scicli. Già il tempo per visitare le due città è stato troppo poco, ne meritano sicuramente di piu’,  e nonostante le brevi distanze l’una dalle altre, la visita di Scicli, a solo 15 minuti da Modica, proprio non ci stava, sia per l’orario che per la stanchezza.

Ragusa appare all’improvviso, in mezzo al nulla, arroccata su un altipiano e per entrare in città si scende fino al punto più basso, dove, tra vicoletti e scale, si puo’ poi salire alle due parti in cui è divisa la città: la parte orientale, Ragusa Ibla, ricostruita dopo il terremoto sulle rovine dell’antica città medievale, e quella occidentale, Ragusa superiore.

 

 

Noi abbiamo parcheggiato nel parcheggio sotto piazza della Repubblica, e dopo esserci fermati all’ufficio del turismo, che è a fianco della Chiesa Anime Sante del Purgatorio, siamo saliti verso Ragusa Ibla, percorrendo i vari vicoletti in direzione del Duomo di San Giorgio.

 

 

Durante il percorso abbiamo visto scorci stupendi.

 

 

Lungo la strada, un cittadino ci ha consigliato dove andare per godere di un bel panorama, quindi seguendo le sue indicazioni, siamo arrivati all’apice della collina, in via Solarino, e quello che ci si è presentato davanti è stata una meraviglia: da una parte Ragusa Ibla e in primo piano la cupola del Duomo di San Giorgio, dall’altra, in lontananza Ragusa superiore.

.

 

I vicoli erano deserti e con un’atmosfera incantevole, come essere tornati indietro nel tempo. Alla chiesa di San Giorgio ci si arriva alle spalle, si costeggia, e poi si comincia a scendere: una cosa mai vista, una piazza in discesa, dove si affaccia un imponente duomo, con la sua grande scalinata, e la sensazione della volontà di elevazione verso l’alto.

 

 

Sono rimasta incantata e stupefatta da questa meraviglia, tra l’altro tutto contenuto e pulito, che pareva di essere in un salotto.

Sulla piazza abbiamo incontrato anche il trenino del barocco, un modo meno stancante per visitare le città barocche, ma abbiamo deciso che potevamo farcela a visitare Ragusa, non eccessivamente grande, anche sulle nostre gambe, programmando di prenderlo invece a Modica.

Ci siamo fermati a pranzo proprio in piazza, con la vista sul Duomo, un piccolo locale ha colto la nostra attenzione, ilBiancomangiare Bistro’ via del Convento 15:  personale gentilissimo e disponibile e piatti sublimi, ovvero un cous cous alla siciliana, con gamberetti pomodorini secchi basilico e pomodori, e due arancini caprese con ripieno di mozzarella e pomodorini, e sopra colata del famoso caciocavallo ragusano.

 

 

Tutta questa bellezza ci ha fatto passare sopra a un tempo variabile, a tratti nuvoloso, ma d’altro canto, almeno abbiamo potuto girare senza patire troppo caldo, che quando il sole usciva non lasciava molta tregua!

 

 

Abbiamo quindi proseguito oltre la piazza, lungo corso XXV Aprile, con destinazione Giardini Iblei, all’estremità della città. All’arrivo, di nuovo senza parole per la bellezza: un’oasi di verde, una flora molto varia, con anche tante palme.

 

 

Nel giardino si trovano 3 chiese, e degli scavi archeologici, oltre ai resti della vecchia chiesa di San Giorgio, distrutta dal terremoto.

Sul fondo, c’è una terrazza con vista sulla vallata dell’altipiano e sui monti iblei, uno spettacolo meraviglioso!

 

 

Abbiamo percorso la strada a ritroso, e, da Piazza della Repubblica, abbiamo ammirato gli scorci caratteristici, i vicoli, gli archi, gli edifici dai toni rosati ed ocra di Ragusa superiore.

 

 

Prendendo la Salita Commendatore, siamo passati dal il Palazzo della Cancelleria

 

 

e dalla Chiesa di Santa Maria dell’Itria

 

 

Il mio obiettivo era di arrivare, attraverso un’altra scalinata, alla Chiesa di Santa Maria delle Scale, al vertice di questa parte della città, che avrebbe portato poi sulla strada per la Cattedrale di San Giovanni Battista, ma il numero dei gradini, 250, ci ha scoraggiato, facendoci rinunciare, al pensiero che avevamo ancora un’altra città, Modica, da visitare.

Probabilmente si capisce che Ragusa mi ha entusiasmato, e mi è piaciuta moltissimo. Quanto ad originalità, come città, per me non ha rivali!

 

 

settembre 2020

 

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Caltagirone e Grammichele

 

 

 

Caltagirone e le maioliche.

Il nostro giro per la Val di Noto, dopo Catania, è proseguito verso Caltagirone, meta scelta per le sue ceramiche visto l’indirizzo scolastico scelto da nostra figlia all’Istituto d’arte.

Caltagirone infatti è famosa per la sua ricchezza di argilla e per la lavorazione della ceramica sin dai tempi degli antichi greci, arte che continua ad essere vitale ancora oggi.

La cosa che piu’ ci incuriosiva vedere della città era la famosa scalinata di Santa Maria del Monte, del 1608.

 

 

142 gradini con alzate ricoperte ognuna di disegni in ceramica diversi.

 

 

La scalinata si trova a fianco a Piazza del Municipio, da dove siamo arrivati, parcheggiando comodamente in una traversa.

Il centro storico di Caltagirone è suddiviso in due parti da via Roma, unite dal bel ponte piastrellato di San Francesco.

 

 

Da un lato si va verso la chiesa di San Francesco di Assisi

 

 

dall’altro, verso la Cattedrale di San Giuliano, oltre la quale si giunge in Piazza Municipio e alla scalinata.

 

 

Salire la scalinata è faticoso, ma il panorama che si gode, una volta sulla cima e scendendo, è mozzafiato.

Peccato il tempo, un po’ nuvoloso, ma ci ha consentito di salire non sotto il sole, che ancora picchiava forte a settembre.

 

 

A lato della scalinata, tante botteghe di ceramica.

 

 

Percorrendo le scale ho individuato un bed and breakfast, che se avessi potuto fermarmi per la notte avrei sicuramente scelto, per la delizia dell’ubicazione e del panorama, dal nome che già fa sognare: 3 metri sopra il cielo

 

 

Ovunque in città si possono comunque scorgere le meravigliose maioliche siciliane, dai monumenti alle botteghe artigiane che le vendono, ed esiste anche un museo della ceramica, che non abbiamo visitato, scoraggiati dalle recensioni non proprio positive e dal poco tempo a disposizione.

 

 

Ci siamo fermati a pranzo in centro, in un vicoletto poco distante dalla scalinata, in via Duomo, dove abbiamo trovato Pinsè, sicilian fast food, che preparava cibo fatto al momento, e abbiamo gustato ottimi arancini e la famosa pinsa, una specie di pizza con la pasta a lunghissima lievitazione, nonchè degli squisiti cannoli ripieni a scelta

 

 

La passione per la cucina locale che ho sentito e gli ingredienti ricercati, mi fanno consigliare vivamente questo posto.

Che dire? #Caltagirone merita sicuramente una visita, è una gran bella e particolare città!! (ma quale non lo è, in questa zona???).

 

Grammichele e la sua piazza.

Da Caltagirone, tra i panorami spesso deserti dell’altopiano Ibleo, siamo arrivati a Grammichele, distante 15 minuti, dove avevamo un appuntamento di lavoro, che ci ha permesso di inserire anche questa città nel nostro giro.

Grammichele è un’interessante, anche se meno conosciuta, città, che era stata proposta anch’essa nella lista delle città patrimonio dell’Unesco del Barocco della Val di Noto. Come le altre, è stata ricostruita, o meglio, costruita, in seguito al terremoto del 1693, per gli abitanti del distrutto borgo di Occhiolà, che si trova a qualche chilometro di distanza.

Siamo arrivati da una strada laterale alla piazza principale, e questa è stata la vista della sorprendente piazza che abbiamo subito avuto, e che ci ha lasciati a bocca aperta.

 

 

Una piazza enorme, il sentimento dello spazio e nello stesso tempo del contenimento è quello che principalmente mi ha investito di primo acchito.

La particolarità della piazza di Grammichele, oltre alle sue dimensioni, è di avere una pianta baricentrica esagonale, da cui si diramano le vie principali, formando esagoni concentrici.

Fu fatta costruire in questo modo dal principe a cui è intitolata, Carlo Maria Carafa, perchè fosse in grado contenere e far arrivare agevolmente la popolazione, nell’eventualità di un nuovo sisma.

In primo piano spiccano la Chiesa Madre barocca, affiancata dal palazzo comunale dell’800, quest’ultimo progettato dallo stesso architetto che ha costruito il Teatro Bellini di Catania.

 

 

Al centro si trova una meridiana, una delle piu’ grandi del mondo, l’asta dell’orologio viene sorretta da una statua in bronzo raffigurante un uomo inginocchiato, che simboleggia il tempo, avvolto da una serie di cerchi, come a significare che il tempo imprigiona in sè stesso (e imprigiona l’uomo?)

 

 

A lato si trova la statua del principe Carlo Maria Carafa, a cui si deve la ricostruzione della città.

 

 

Sulla piazza si affacciano anche eleganti palazzi, bar e circoli ricreativi, che creano una vivace atmosfera tipica, in uno dei quali ci siamo seduti con piacere e abbiamo gustato una gran buona granita siciliana.

 

 

Abbiamo alloggiato in un agriturismo poco distante, tra Caltagirone e Grammichele, nella bella campagna siciliana, dal nome Valle dei Margi, con piscina esterna e una bella spa, dove ci siamo goduti la vista del tramonto dalla finestra della piscina termale, idromassaggio, sauna, bagno turco e docce emozionali, con lo scendere della sera. La cena ha un menù fisso di specialità siciliane, servito in un gradevole ristorante.

 

 

#Grammichele è stata una sorpresa inaspettata, che consiglio di non lasciarsi scappare, anche solo per una breve sosta per ammirare la sua piazza!

In questo emozionante video si puo’ vedere la città di notte dall’alto, partendo dalla sua piazza esagonale

 

 

settembre 2020

 

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.