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Sardegna: Cagliari e dintorni, sorpresa inaspettata a primavera

 

 

 

Cagliari: sorpresa inaspettata

Cagliari e il Castello con le sue viuzze strette e i panorami  mozzafiato sulla città fino al mare. Cagliari e le sue case eleganti e colorate nel quartiere Villanova. Cagliari, l’anfiteatro e la movida di Stampace, e le belle strade, fino al porto. Cagliari e il pullulante quartiere Marina, ricco di angoli caratteristici, negozietti e ristoranti.

 

 

 

Passeggiare per Cagliari facendosi portare dall’istinto: questo quello che ci avevano consigliato i simpatici host Airbnb della stanza che avevamo affittato, nel cuore del quartiere Villanova, Casa Blu, in Piazza San Domenico, proprio in una di quelle bellissime case colorate caratteristiche.

(https://www.airbnb.it/rooms/30504124?source_impression_id=p3_1560695420_TcRbwGlnv9ne8UhN)

 

 

 

Ed è quello che abbiamo fatto. Passeggiare con il naso all’insu’, girando dove vedevamo qualcosa che attirasse la nostra attenzione.

In effetti il centro di Cagliari è raccolto e visitare la città è molto semplice, con cartina alla mano.

La stanza della Casa Blu, con entrata indipendente, è molto carina e caratteristica, con terrazzino sui tetti della città e travi a vista sul soffitto.  Andrea e Sofia si dimostrano subito molto disponibili, come sappiamo essere il popolo sardo, e si prodigano a darci tanti consigli e informazioni. Hanno preparato anche una lista di ristoranti dove cenare, per i loro ospiti, e una piccola colazione. Due ragazzi giovani intraprendenti, che hanno vissuto anche a Bologna, la nostra città, e che hanno sistemato con grande cura e ricercatezza gli alloggi che propongono.

 

                     

 

Arriviamo la sera, e la città si dimostra da subito incantevole. Strade pulite, ordinate, vivaci. Il quartiere del Castello illuminato ha qualcosa di magico e la Cattedrale splende, ben illuminata in piazza Palazzo.

 

               

 

Andiamo a cena al quartiere Stampace, non è facile trovare posto senza aver prenotato, ma dopo poca attesa riusciamo ad avere un tavolo proprio in uno dei locali consigliati, non molto grande ma molto caratteristico e con ottimo servizio e persone gentili, il ristorante Ammentos, dove mangiamo specialità sarde: culurgiones, ovvero gnocchi di patate ripieni di formaggi col sugo, superbi, una specie di lasagna di pane carasau e il classico maialino arrosto o porceddu, con dolcetti sardi di pasta di mandorle, offerti dai gestori, per terminare.

(https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187881-d1749264-Reviews-Ristorante_Ammentos-Cagliari_Province_of_Cagliari_Sardinia.html) .

Tornando verso il nostro alloggio, proprio vicino a noi, ci salta all’occhio un’insegna: cat cafè! Un cat cafè, anche qui, come a Bratislava (https://www.unanimainviaggio.it/scovare-un-catcafe-a-bratislava/), e ci proponiamo l’indomani di farci visita.

Con la luce del giorno risaliamo al Castello. In questo periodo tutti gli ascensori che conducono in alto, e anche molti degli accessi tramite le scale, sono in manutenzione (possibile che debbano  fare tutto in contemporanea??).

 

 

Dobbiamo camminare un po’, quindi, per arrivare alla strada che conduce, da Piazza della Costituzione, davanti al bellissimo Bastione Saint Remy, passando per i giardini sotto le mura lungo il bel viale alberato Regina Elena.

 

 

Dalla via Università si giunge sulla enorme terrazza Umberto I sulla città , da dove si puo’ godere di un panorama strepitoso della città, fino al mare, da tutti i suoi punti.

 

 

Torniamo a Piazza Palazzo dove si trovano il palazzo Reale, il palazzo Episcopale e la Cattedrale ed entriamo a visitare la bella cattedrale barocca con la sua cripta.

 

 

Proseguiamo poi verso piazza Indipendenza, seguita da Piazza Arsenale, per uscire dalle mura del Castello e dirigerci verso l’Anfiteatro romano, che osserviamo da lontano.

 

 

Cominciamo poi a scendere da via Anfiteatro e via Ospedale, ammirando al termine della via la Chiesa di San Michele.

Il corso Vittorio Emanuele è una bellissima e larga strada che porta nella deliziosa piazza Yenne, incrocio dei 3 quartieri, Marina, Castello e Stampace. Ci dirigiamo verso il porto, uscendo dalla zona pedonale per Largo Carlo Felice, fermandoci per un caffè in un bellissimo  e antico bar, il Caffè Svizzero.

Diamo un’occhiata al molo, poi, da via Roma ci addentriamo nel quartiere Marina: è stupendo!! Vicoli e vicoletti  che si incrociano, creando angoli caratteristici..

 

 

Da non perdere sulla via Dettori, la Chiesa di San Sepolcro e quella di San’tAntonio Abate, e la scalinata che le fiancheggia che porta, attraverso un porticato che ospita un bar da una parte, e un’altra bella scalinata con murales a fianco, in una via dello shopping, Via Manno.

 

 

In questa via si trova anche un negozio particolare che vende caramelle gelatinose e non, di tutti i tipi, che avevamo trovato anche a Budapest (e che non possiamo evitare di visitare e ..comprare).

Ripassando per Piazza della Costituzione, ritorniamo nel quartiere Villanova, e passiamo da Piazza San Giacomo con l’omonima chiesa, girando per selle stupende stradine, arriviamo al nostro cat cafè!!

 

 

Nel cat cafè vivono 5 gattoni stupendi che appena arriva il cibo, vengono a curiosare (ma ovviamente è proibito dare loro da mangiare) e talvolta sono eccessivamente intraprendenti, cercando di accappararsi il tuo cibo.

Il locale è piccolo ma carino, anche se i gattoni, adottati o presi dalla strada, ci sembra che in qualche momento abbiano una gran voglia di uscire, e forse sono decisamente impazienti di ricevere il proprio pasto alla chiusura del locale.

https://catcafedichry.webnode.it/

Al ritorno, poi, scopro che a Cagliari ci sono ben 2 cat cafè, mannaggia averlo saputo prima!

https://www.facebook.com/micibocatcafecagliari/

 

 

Poco distante dal centro si trova la spiaggia di Cagliari, il Poetto. Non ha molta attrattiva in questi giorni, in quanto una mareggiata ha portate tante alghe e, tra l’altro, ha fatto anche numerosi danni sulla spiaggia, ma avevo visto foto stupende del mare.

Decidiamo quindi di dirigerci verso le saline e il Parco Molentargius, dove dicono che risiedano ormai in pianta stabile, i fenicotteri rosa, che nidificano appunto in quell’area. Per visitare il parco, parcheggiamo e noleggiamo delle bici in un chiosco che troviamo all’ingresso. (http://www.parcomolentargius.it/index.php)

 

 

 

La passeggiata è stupenda, tra prati di fiori viola, alberi di mimosa e canneti che lambiscono gli stagni.

 

 

Tra i canneti, qualche buco dove infilarsi, per vedere loro, i bellissimi fenicotteri. Che talvolta decidono di alzarsi in volo e allora sono uno spettacolo, ad ali aperte, mostrando i loro colori nero rosso e rosa.

 

 

A fianco allo stagno, le saline, anche quello habitat naturale dei fenicotteri.

 

 

La nostra visita molto breve, di solo una sera e una giornata, si conclude qui.

Cagliari ci ha sorpreso per la sua bellezza.

Consiglio sicuramente a chi va in Sardegna in vacanza in zona, di fermarsi a visitare questa splendida città, o di andarci apposta, anche solo per un paio di giorni, con una toccata e fuga come la nostra, e garantisco che non resterete delusi.

 

Villasimius e le sue spiagge

 

Abbiamo altre 2 giornate e ci piacerebbe vedere il bellissimo mare della Sardegna.

Ci dirigiamo verso Villasimius, a 40 chilometri da Cagliari, un’oretta percorrendo una magnifica strada litoranea, con paesaggi meravigliosi.

Ricca di bella spiagge, vicine tra di loro, alcune raggiungibili con tratti di strada non asfaltata o a piedi, abbiamo avuto la sfortuna di visitarla dopo una brutta mareggiata, che non ci ha fatto godere dei colori stupendi del mare della zona. Nonostante ciò, abbiamo trovato un angolo, vicino alla spiaggia di Campulongu di mare calmo e cristallino, tra bellissimi massi che rendono il paesaggio unico.

 

 

Le spiagge che abbiamo visitato sono state:

Punta Molentis, con un tratto da fare a piedi per raggiungerla, molto bello, e una parte di costa sassosa;

 

 

Campulongu, dai colori meravigliosi al tramonto;

Cala del Giunco, enorme e con un lembo di terra che divide la spiaggia da uno stagno con i fenicotteri;

Spiaggia del castello, con il rudere del castello e ai suoi piedi stupendi enormi sassi, e attorno una scogliera selvaggia e stupenda, che vista al tramonto ha un incredibile fascino.

 

 

Tra Campulongu e la spiaggia del Riso, questo splendore

 

 

Una delusione la spiaggia del Riso, che non esiste piu’, ne la sabbia con le caratteristiche del nome, ne  la bellezza della spiaggia in quanto hanno costruito sul retro una marina.

Il paesaggio con la fioritura, dai colori intensi della primavera, è meraviglioso.

 

 

A Villasimius abbiamo alloggiato in un hotel sicuramente consigliabile perchè bellissimo, situato in un giardino curatissimo pieno di piante e fiori, l’Hotel delle Anfore  prenotando direttamente sul loro sito. Il nome è dato dalle anfore che si trovano al centro di una stupenda piscina nel bel giardino fiorito. Pappagallini e uccellini insieme ai suoni delle campanelle delle pecore allietano tanta bellezza. L’hotel ha anche un porticato bellissimo dove si puo’ pranzare o cenare nelle sere d’estate e fa anche da ristorante per gli esterni. Colazione con prodotti buonissimi, abbiamo mangiato anche una fregola alle vongole ottima, seppie arrosto e buona carne.

(https://www.hotelleanfore.com/bookingvillasimius/)

 

 

Il paesino di Villasimius, è carino,  ed è molto piacevole passeggiarci.

Siamo andati a cena al ristorante Ayaya, invogliati dalle tante belle recensioni positive su tripadvisor, dove, con la simpatica Stefania, ci siamo subito sentite in sintonia e riconosciute come amanti dell’Africa, da uno stesso braccialetto masai che abbiamo al polso. Abbiamo potuto assaporare la cucina della tradizione sarda della nonna Ayaya, culargiones di nuovo, e maialino arrosto, serviti con buon vino rosso, tutto ottimo.

(https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g194949-d11317139-Reviews-Ayaya-Villasimius_Province_of_Cagliari_Sardinia.html)

 

 

 

Purtroppo il nostro soggiorno in Sardegna a primavera è stato breve, ma la bellezza dell’isola, il cibo grandioso e la gentilezza del popolo sardo ci hanno lasciato una voglia forte di tornare quanto prima.

 

 

 

 

Aprile 2019

Visite: 208

Lo sgretolarsi delle certezze – L’incendio di Notre Dame de Paris

 

 

 

Quando anche ciò che si credeva incrollabile, eterno, viene a crollare, crolla anche qualcosa dentro di noi.

Forse le nostre certezze. O quelle che credevamo tali.

Forse ci mette davanti alla caducità di tutte le cose. Al fatto che anche i riferimenti piu’ importanti non sono indistruttibili, che, da un momento all’altro, il paesaggio, che siamo abituati a vedere puo’ cambiare.

In un tempo in cui tutto passa cosi’ velocemente, le poche cose solide che abbiamo attorno desidereremmo che restassero. E credere che durino per sempre.

 

 

Forse, vedere sgretolarsi cio’ che l’uomo, sfruttando il massimo del suo potenziale creativo, la sua forza e la intelligenza, la sua fede e la sua tenacia, è riuscito a costruire e far entrare nella vita degli altri, toccando il loro cuore con la bellezza e la magia dell’innalzarsi verso il cielo, ci riporta a un senso di impotenza che tanto cerchiamo di sfuggire durante la nostra vita.

Siamo davanti al fatto che qualcosa è andato irrimediabilmente perduto e non sarà mai piu’ come prima, per quanto, altro, piu’ bello, piu’ grande, piu’ nuovo, possa venire.

Un fatto che però, nella tristezza di ognuno di noi, ci accomuna con molti esseri umani che provano la stessa cosa. E per un attimo ci sentiamo piu’ vicini.

 

 

Eppure, come sempre, ce la faremo. A fatica, con rassegnazione e con un dolore nel cuore, o accettando la sfida del cambiamento e della ricostruzione.

Magari con un pensiero in piu’ a come, in un attimo, una realtà puo’ cambiare. A quanto, dare sfogo a cattiveria, intolleranza, nutrimento ad ego ed arroganza, poco porti di fronte all’evidenza che, anche le cose che si credevano piu’ solide, possano sgretolarsi di fronte ai nostri occhi.

 

 

Parigi e Notre Dame hanno segnato diverse tappe importanti della mia vita.

La prima volta che ho visto la cattedrale, avevo 14 anni, ero in gita con la scuola. L’immensità e la bellezza negli occhi, mentre il prof. ci spiegava l’arte e la storia, davanti alle vetrate colorate, alla guglia e alla facciata della chiesa.

 

 

L’ho rivista altre 2 volte, con la spensieratezza e l’entusiasmo dei primi viaggi con gli amici.

Sono tornata con il fidanzato sbagliato, in un giro pieno di disavventure (compresa la perdita del volo di ritorno), in cui tutto pareva essere premonizione dell’imminente fine tragica della storia.

Mi sono fermata come tappa del viaggio di nozze per arrivare in Polinesia, a visitarla con l’uomo che era appena diventato mio marito, felice e raggiante. Quella città che amo e dove sempre farei ritorno.

Ci ho riportato mia figlia, qualche anno dopo, e quella è stata l’ultima volta che ho visto Notre Dame. Con la bellezza della fioritura di aprile, vista dal battello sulla Senna.

 

 

Nel parco giochi circostante la chiesa. Girandole attorno per mostrare a Giada la casa del Gobbo.

 

 

Ammirandola dal tavolino di un bar a pranzo, proprio al suo cospetto. E la sera, quando l’atmosfera delle luci la rendono magica.

 

 

Protagonista di ricordi che porto nel cuore.

 

 

Forse ci sentiamo tutti piu’ fragili oggi, dopo l’incendio che l’ha colpita, Notre Dame. Magari per un attimo, o magari forse per più di un attimo.

E’ una fragilità importante, e magari! ci costringesse a fermarci dalle corse quotidiane per non so dove.

E magari! ci inducesse a guardare con occhi diversi quello che abbiamo attorno, come se fosse l’ultima volta, prima che non sia più lo stesso.

E magari! dopo il timore di perdere tutto, rinascesse la speranza che non tutto è perduto.

 

 

 

                                         

 

 

 

Aprile 2019

 

 

foto di Patty

Visite: 210

Una giornata a spasso per Ravenna

 

 

Ravenna è una bellissima città in Romagna, unica per quello che offre, ovvero monumenti esclusivi risalenti alle epoche degli imperi romano, goto e bizantino, e per la ricchezza e bellezza dei mosaici in essi contenuti. Molti di questi monumenti sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

 

Non essendo lontana da dove vivo, in Emilia, a un’oretta di strada, vicina a dove spesso, durante l’estate vado a trascorre una giornata al mare, in quella che io definisco l’altra Romagna (ne ho parlato qui:  https://www.unanimainviaggio.it/relax-al-mare-in-romagna-punta-marina-e-marina-di-ravenna/ ), siamo andati, per visitare i principali monumenti, in una bella domenica d’inverno.

 

 

A Ravenna ci si puo’ arrivare comodamente col treno o in auto, parcheggiando vicino alla stazione, dove è presente un’ampia area di sosta. Il centro storico è raggiungibile comodamente, imboccando le strade a traffico limitato, con una bella passeggiata.

Dalla stazione la nostra prima tappa è stata la vicina Chiesa di San Giovanni Evangelista, risalente al V secolo d.c. La sua particolarità è di avere esposti al suo interno, alcuni frammenti del pavimento originario in mosaico.

 

                     

 

Proseguendo il nostro giro, abbiamo fatto una sosta per un caffè nel particolare e gradevole Caffè letterario, un bar dove si puo’ consumare, leggendo uno dei libri che sono sugli scaffali delle librerie che si trovano al suo interno.

Continuando sulla via Mariani, ci siamo diretti verso la tomba di Dante Alighieri, dove il poeta si è rifugiato dopo essere stato mandato in esilio, dove ha terminato la Divina Commedia e dove è morto.

 

                 

 

Il sepolcro si trova a fianco alla bella piazza San francesco che ospita l’omonima basilica, anch’essa risalente al V secolo.

 

 

Oltre ad essere bellissima internamente, la Basilica di San Francesco ha la particolarità di avere una finestra da cui si puo’ scorgere la cripta, con il pavimento sommerso nell’acqua, in quanto situato a 3,6 mt rispetto a quello attuale e sotto il livello del mare. Durante la nostra visita era ancora presente una natività galleggiante, ad opera dell’artista Felice Nittolo.

 

 

Dopo la visita alla Basilica, abbiamo passeggiato lungo la via Mazzini, tranquilla, almeno la domenica, e con belle case colorate.

 

 

Siamo tornati poi verso il centro, passando per l’animata piazza del Popolo, per andare a visitare il Battistero degli Ariani. Di forma ottagonale, è interrato per 2,3 metri e la sua cupola è rivestita di mosaici raffiguranti il corteo dei dodici apostoli.

 

                       

 

Essendo arrivata l’ora di pranzo, abbiamo cercato un locale nei dintorni, e abbiamo trovato la trattoria La Gardela, che mi era stata consigliata per le sue specialità romagnole. Qui abbiamo gustato degli ottimi cappelletti al ragu’, diversi dai nostri tortellini bolognesi, in quanto il ripieno non è di carne ma di formaggio. La bella giornata e la temperatura mite ci hanno consentito di pranzare all’aperto, nonostante fosse ancora inverno.

 

 

Dopo pranzo, ci siamo diretti verso la Basilica di San Vitale. A pochi metri dall’ingresso si possono fare i biglietti per “Ravenna mosaici”, che consentono di entrare in 5 monumenti importanti della città, che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro: la Basilica di San Vitale, con il Mausoleo di Galla Placidia, la basilica di Sant’Apollinare nuovo, il Battistero Neoniamo e il Duomo con il Museo arcivescovile e la Cappella di Sant’Andrea.( http://www.ravennamosaici.it/orari-e-prezzi/)

La Basilica di san Vitale, risalente al VI secolo e voluta dall’imperatore Giustiniano, è a forma ottagonale ed è un vero capolavoro, unico nel suo genere, dell’arte bizantina. Al suo interno, perfettamente conservati, sono presenti meravigliosi mosaici alle pareti, sulla cupola e sul pavimento, tra cui quelli famosi dell‘imperatore bizantino Giustiniano e della moglie Teodora.

 

                 

 

Uscendo dalla parte opposta all’entrata, si puo’ accedere, attraversando un giardino, al Mausoleo di Galla Placidia, un piccolo edificio molto semplice a croce latina, che contiene al suo interno i mosaici piu’ antichi di Ravenna, che ricoprono pareti, archi, e cupola.

Poco distante, con una passeggiata, abbiamo raggiunto Piazza Duomo, dove la cosa piu’ interessante da vedere è il Battistero Neoniamo, uno dei monumenti piu’ antichi di Ravenna, risalente agli inizi del V secolo. Anch’esso di forma ottagonale ha una vasca al centro e uno stupendo mosaico sulla cupola, raffigurante la scena del battesimo di Cristo da parte di San Giovanni Battista, al centro, con gli apostoli attorno.

 

                   

 

Nel biglietto, sarebbero stati inclusi anche gli adiacenti Museo Arcivescovile e Cappella di Sant’Andrea, ma non avevamo sufficiente tempo, prima della chiusura, pertanto li abbiamo saltati.

Una lunga passeggiata, ma in direzione della via del ritorno, ci ha portato all’ultimo monumento visitato, la grande e luminosa Chiesa di Santa Apollinare nuovo (VI secolo d.c.).Ffatta costruire dal goto re Teodorico, ha a lato un particolare campanile cilindrico e all’interno una ricchezza unica di mosaici, tra cui, alle pareti, quelli rappresentanti una lunga processione di santi e sante.

 

                     

 

La nostra giornata a Ravenna è giunta al termine, siamo riusciti a vedere molti dei principali monumenti della città e abbiamo impressa nella mente la bellezza dei colori di quelle singole tessere di mosaico, che vanno a formare preziosi disegni, perfettamente resistenti al trascorrere degli anni.
Ma non eravamo pronti per tornare a casa, ci aspettava infatti ancora un’ottima cena di pesce a Marina di Ravenna, alla trattoria La Cubana, proprio sul porto. Tanto per concludere il bellezza, e non senza portarsi a casa una decina di piadine, fatte preparare all’istante in uno dei pochi chioschi aperti anche d’inverno, perchè qui, sono una gran prelibatezza!

 

 

 

 

marzo 2019

 

(foto by Patty)

Visite: 265

Pesca al tramonto e notturna alle Maldive

 

 

L’escursione della pesca al tramonto e notturna alle Maldive è proprio una bella eperienza, che è piaciuta molto anche a nostra figlia, sia la prima volta, a 8 anni, che da adolescente, a 13 anni.

La prima volta siamo partiti prima del tramonto dall’isola (Fihalohi http://www.unanimainviaggio.it/nostri-resort-low-cost-alle-maldive/ ) con un bellissimo dhoni, l’imbarcazione tradizionale maldiviana. Il tempo era sereno, pertanto navigare con la luce e i colori del tramonto è stato splendido.

 

 

La seconda volta invece, per la pesca notturna, siamo andati con una barca non tradizionale (da Embudu http://www.unanimainviaggio.it/nostri-resort-low-cost-alle-maldive/). Siamo partiti proprio al tramonto e abbiamo visto il cielo farsi scuro, pescando poi anche nel silenzio della notte, sotto il cielo stellato.

 

escursione pesca notturna alle maldive escursione pesca notturna alle maldive

 

Anche in questo caso, è stato incantevole: essere soli in mezzo al mare, al buio, in assenza di rumori, è una sensazione bellissima, che da un grandissimo senso di pace e libertà.

 

 

Le escursioni di pesca alle Maldive si fanno col bolentino, ovvero con una lenza arrotolata a un pezzo di legno, a cui è stato applicato un amo, con un piccolo peso.

 

 

I marinai che accompagnano all’escursione portano del pesce per fare le esche, che spezzettano e attaccano all’amo. Il capitano cerca un punto dove fermare la barca e i marinai danno istruzioni su come fare.

 

 

E’ molto semplice, basta lanciare la lenza e srotolarla un bel po’..e poi attendere cercando di percepire quando il pesce mangia l’esca per dare un bel tirotto e tirare su lenza.

Bisogna armarsi di pazienza e attendere. Ma in questo è anche il bello della pesca, si impara l’attesa, mentre si assapora e si gode del paesaggio e del silenzio.

 

 

A volte si sentono dei movimenti, allora si prova a tirare la lenza, per poi verificare magari che l’esca è stata già mangiata.. e allora i marinari arrivano ad attaccare una nuova esca e si ricomincia di nuovo.

Quando la lenza invece tira molto forte, allora aumenta l’eccitazione e i marinai accorrono ad aiutare …finchè non si vede che cosa ha abboccato..se un corallo, una scarpa, o qualcosa di altro..o proprio un bel pesce.

 

 

Puo’ accadere che durante tutto il tempo, i poveri inesperti pescatori, non riescano a prendere niente.. ma a noi non è capitato, abbiamo sempre preso delle belle prede. Giada, l’ultima volta, ha preso un bel barracuda, ed io un bel pesciolino colorato, mentre il papà.. un corallo!!

 

 

I marinai vengono a staccare i pesci e li mettono in un cesto comune che verrà poi scaricato e consegnato alle cucine. E si rientra all’isola.

 

 

I pesci verranno cucinati e offerti ai partecipanti per cena. 

La prima volta sono riusciti a fare una bella grigliata per tutti, mentre la seconda il nostro bel barracuda e il pesciolino ci sono stati serviti la sera dopo al nostro tavolo, ed è stata una grande soddisfazione mangiare proprio quello che avevamo  pescato.

 

 

Ma soprattutto abbiamo vissuto un‘esperienza assolutamente divertente ed indimenticabile. Pesca alle Maldive, top!!

 

 

ottobre 2018

 

 

Tutti gli articoli e le informazioni sulle nostre Maldive qui

Maldive

 

 

foto by Patty

Visite: 468

Sirmione: meraviglia tra lago, archelogia e terme

 

 

Un suggestivo borghetto medievale dominato dal suo castello, un sito archeologico meraviglioso, acque termali che producono benessere.. e tutto questo sul lago. E’ la penisola di Sirmione, incantevole località sulla sponda meridionale del lago di Garda, che lascia senza fiato da tanta bellezza.

 

 

All’arrivo a Sirmione, bisogna lasciare l’auto in parcheggio, perchè  è consentito l’ingresso soltanto a chi risiede negli alberghi interni. Ho avuto la fortuna di alloggiare all’hotel Sirmione che domina, arrivando, la darsena, con i suoi colori e ti fa desiderare di alloggiare proprio là, sul lago. Di fronte, il castello.

 

 

Oltrepassando il ponte sul lago, si entra nel borgo pedonale e si puo’ vedere da vicino  il Castello Scaligero del tredicesimo secolo, una delle più imponenti fortezze medievali d’Europa. Con le alte mura merlate, circondato dall’acqua su tutti i suoi lati, è subito evidente lo scopo difensivo che ha avuto in passato e di controllo sul porto, che guarda di fronte. Attraverso il ponte levatoio si puo’ accedere per visitarlo e godere di tutta l’atmosfera di un tempo.

 

 

Poi ci si immerge nelle stradine del paese: piazze, palazzi storici, case colorate, archi, negozietti deliziosi e gelati enormi dai colori attraenti per i bambini, e alle due estremità, il lago. Da una parte il panorama degli altri paesini sul lago, dall’altro una serie di spiaggette e camminamenti.

 

 

E la strada prosegue fino alla punta estrema, dove, sul promontorio, si trova un‘area archeologica favolosa, le grotte di Catullo.

 

 

Le grotte di Catullo, raggiungibili anche con un comodo trenino, in realtà sono i resti di una villa risalente al II secolo d.c, con vari ambienti termali, in un’area di circa 2 ettari, che si affaccia sul lago. Inseriti in un contesto di prati ed ulivi, creano uno spettacolo che lascia senza parole.

 

 

Ho avuto occasione di visitarle anche durante la fioritura, a primavera, quando, in lontananza si vedevano ancora le cime innevate dei monti e prati ed alberi erano fioriti… Panorami veramente mozzafiato.

 

 

A Sirmione si trova anche un bellissimo stabilimento termale, l’Acquaria Thermal Spa , con le sue piscine termali e a sfioro, affacciate proprio sul lago, idromassaggi, lettini dove prendere il sole, sauna, e bellissimi ed eleganti spazi relax interni che aumentano la sensazione di benessere. Il tutto ubicato in un bel parco, da cui si gode della vista di indimenticabili tramonti.

 

 

Le terme Acquaria io le ho sperimentate piu’ volte, o come Spa day (sono solo uno stabilimento termale, senza hotel), facendo andata e ritorno da Bologna in giornata, o anche in abbinamento a un soggiorno in hotel (l’hotel Terme Sirmione, che aveva già al suo interno la piscina termale e la Spa ). Sono veramente un balsamo per anima e corpo.

 

 

Passeggiare tra le rovine delle grotte di Catullo, fermarsi sulla spiaggia del Lago di Garda, camminare per il paese con tutta la sua atmosfera medievale, cenare in un localino sul lago, godere di panorami incantevoli e delle terme.. 

Sirmione è proprio un posto magico, dove non mi stanco mai di tornare. Ha veramente tutti i requisiti per fare passare anche solo 1 o 2 giornate di stacco dalla routine, o per far godere di un po’ di tempo serenamente, in famiglia o in compagnia. 

 

 

Quindi..ci rivedremo presto!

 

 

ottobre 2018

 

foto by Patty

 

di Sirmione ne parlo anche qui

 

Giornata alle terme con le amiche

Visite: 455

Andare alle Terme di Budapest

 

 

Budapest è anche la città delle terme, ricca di sorgenti termali, e frequentare i bagni termali fa parte della cultura degli  ungheresi.

Noi, famiglia amante delle terme, non potevamo venire a Budapest e non sperimentarne qualcuna.

In città sono presenti 8 bagni termali, che consentono di rilassarsi, di fermarsi un attimo, e staccare dalla frenesia dei tempi moderni, riacquistando il contatto con se stessi. Ma non solo. Le acque termali di Budapest hanno grandi proprietà terapeutiche e curative: si dice anche che mantengano giovani! Non so se sia vero, ma ho notato che le donne ungheresi hanno una pelle bella e levigata.

Non avendo tantissimo tempo (e per questo sostengo che varrebbe la pena fermarsi in città anche una settimana), abbiamo dovuto scegliere tra 2 bagni termali, per spendere una mattinata in ciascuno. Abbiamo scelto la mattina, come ci era stato consigliato, in quanto, essendo le terme pubbliche e molto frequentate, il livello di affluenza aumenta dalla tarda mattinata mentre diminuisce il livello di igiene.

Non è stato facile scegliere, e alla fine abbiamo deciso di andare nello stabilimento termale piu’ grande di Budapest e d’ Europa, i Bagni Széchenyi, e in un altro complesso che vanta una vista spettacolare sulla città, i Bagni Rudas.

 

I Bagni Széchenyi

 

 

I Bagni Széchenyi sono i piu’ famosi di Budapest. Costruiti  tra il 1909 e il 1913, sono in stile neo-rinascimentale e contengono numerose statue e dipinti, ad ornamento degli spazi interni ed esterni. La struttura merita una visita anche se non ci si volesse fermare, sia all’esterno che all’interno. Si trova nel cuore del parco Városliget, vicino ad Hosök tere, la famosa Piazza degli Eroi. Si arriva comodamente con la bellissima metro linea 1, che da sola vale la visita, scendendo a Széchenyi fürdő, o, in alternativa, con il tram.

 

        

 

Sono presenti  3 grandi piscine esterne (una delle quali termale), con temperature dai 26 ai 38 gradi,  e una quindicina di vasche interne, dai 18 ai 40 grandi, alcune un po’ asettiche, altre con colonne che ricordano i tempi passati.

 

        

 

Le acque termali dei Bagni Széchenyi  aiutano a trattare diverse malattie degenerative, problemi alle articolazioni, artrite cronica e sono utili per le terapie ortopediche . Esiste anche una sorgente di acqua minerale potabile  indicata per gastrite cronica, reflusso gastrico, catarro, problemi alle vie urinarie ecc.. Nella bellissima piscina esterna sono presenti vari getti di idromassaggio e un divertente river, da cui lasciarsi trasportare in circolo, che abbiamo fatto e rifatto piu’ volte!

 

 

E’ presente anche un  servizio bar e ristorante.

http://www.szechenyibath.hu/

Questi bagni termali a noi sono piaciuti moltissimo, in particolare la parte esterna e soprattutto per il contesto, lo splendido edificio in cui si trovano.

 

I Bagni Rudas

 

 

Le terme Rudas si trovano a Buda, attraversato il Ponte della Libertà, ai piedi della Collina Gellért. Le sue acque hanno un effetto terapeutico radioattivo certificato, e per questo sono sconsigliate ai bambini!  Sono divise in 2 parti: la parte moderna, con una grande piscina per nuotare, e una zona wellness, con 4 vasche coperte, dagli 11 ai 42 gradi, una delle quali a livello della strada con vista sulla città.

 

 

E, meraviglia delle meraviglie, una piccola piscina esterna, proprio sotto la collina Gellert, da cui si vede la statua delle Libertà, da un lato, e una fantastica vista sul Danubio dall’altro.

 

 

E’ presente poi un zona con saune a diverse temperature, bagno turco, cabina del sale, vari getti in docciaspazi relax, il tutto con vetrate e finestre vista sulla città!!

Nella parte antica ottomana, invece, si trova un bagno turco (si chiama cosi’ ma è una vasca), a 29 gradi, con tetto a cupola e colonnato, risalente al XVI secolo.

 

    

 

Qui, durante la settimana, l’ingresso avviene separatamente, in giorni diversi per donne e uomini, mentre durante il fine settimana l’ingresso non ha questa limitazione. Noi non siamo riusciti a vedere questa parte antica poichè siamo andati di lunedì, ma comunque è valsa veramente la pena spendere qualche ora in questi meravigliosi bagni termali, soprattutto per il relax con vista!

http://en.rudasfurdo.hu/

 

I biglietti per le terme

E’ un po’ difficoltoso riuscire a capire il biglietto giusto da acquistare per entrare alle terme, visto che ce ne sono di diverso tipo.

Per le terme Széchenyi, noi abbiamo preso un biglietto giornaliero a testa e 1 cabina, acquistandoli alla cassa dello stabilimento (essendoci andati di mattina abbastanza presto non abbiamo fatto code, che pero’ possono formarsi il fine settimana, dalla tarda mattinata). La cabina consente di lasciare gli oggetti personali chiusi al sicuro, inclusi abiti e scarpe utilizzando un comodo braccialetto, che viene fornito all’ingresso per accedere. Una cabina a famiglia è piu’ che sufficiente. Intorno alle piscine ci sono anche colorati spogliatoi per cambiarsi, e, a disposizione gratuitamente, delle piccole cassette, per riporre portafogli e telefoni, mentre si è in acqua, da chiudere tramite il braccialetto.

 

 

Anche alle terme Rudas abbiamo preso sempre 3 biglietti giornalieri alla cassa, denominati “Swimming pool-wellness ticket with locker usage“, che comprendevano un armadietto a testa, abbastanza spazioso per lasciare abiti e altri effetti personali, con chiusura sempre tramite braccialetto. Se si ha intenzione di andare anche al bagno turco, occorre acquistare un biglietto combinato “Termal and swimming pool-wellness”.

I biglietti, per entrambe le terme, possono essere acquistati anche on line.

 

I Bagni Gellert

Le altre terme tra cui eravamo indecisi e su cui non è ricaduta la nostra scelta, erano i bagni Gellert, che si trovano a Buda, proprio a fianco al ponte della Libertà. Il palazzo che le ospita è un grandioso hotel in stile Art Nouveau e alla sera spicca sulle rive del Danubio, in quanto magnificamente illuminato. Oltre alle vasche termali interne, arricchite da mosaici e maioliche, è presente anche una piscina esterna con onde artificiali e jacuzzi. 

 

http://www.gellertbath.hu/

 

Altre terme

Ci sono anche terme piu’ piccole a Budapest:

-terme Kiraly

-terme Dandar

-terme Lukacs

e altre, in mezzo a parchi, con piscine e spiagge, piu’ simili a dei parchi acquatici:

-terme e spiaggia Paskal

-terme e spiaggia Platinus

La descrizione di tutte le terme con la loro ubicazione potete trovarla qui http://www.spasbudapest.com/

 

Le due mezze giornate trascorse alle terme Széchenyi e Rudas per noi sono state un piacevolissimo diversivo, durante la visita alla città, e un momento di vero relax. Ci sono piaciute per la loro particolarità e diversità rispetto alle terme che siamo abituati frequentare in Italia e ce le siamo proprio godute. Alle terme Széchenyi siamo arrivati presto, alla mattina, e siamo usciti a mezzogiorno, perchè è iniziato a piovere; dalle Rudas, l’adolescente, dopo avere anche pranzato nel ristorante interno, su una terrazza vista Danubio, non voleva andarsene via. Per questo il mio suggerimento è di avere sufficienti giorni per godersi anche di un’intera giornata, in bagno termale, e provarne piu’ di uno. Ognuno, infatti, è diverso ed unico.

Ma non siamo tutti uguali, eh! Ad esempio, ad una mia cara amica, con cui sono solita trascorre qualche giornata alle terme durante l’anno ( http://www.unanimainviaggio.it/giornata-alle-terme-con-le-amiche/) non sono piaciute cosi’ tanto come a me! I gusti sono gusti, io le terme di Budapest, invece, le ho amate alla follia!

 

 

 

settembre 2018

 

(foto by Patty e Morena Romagnoli)

 

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Londra: lo Stansted Express e i biglietti delle attrazioni 2×1

 

 

Sempre piu’ viaggiatori si recano a Londra con Ryanair arrivando all’aeroporto Stansted.

Il metodo migliore per arrivare in città, è prendere lo Stansted Express, che parte ogni 15 minuti durante il giorno e ogni 30 minuti la mattina presto e la sera tardi, ed evita l’eventuale traffico verso la città, arrivando comodamente a  Liverpool station, da dove partono le principali linee della metropolitana per raggiungere il centro, oppure a Tottenham Hale.

https://www.stanstedexpress.com/it/informazioni-di-viaggio/orari/

 

I biglietti dello Stansted Express

Il costo del biglietto ordinario e è piuttosto caro, ma forse non tutti sanno che

se i biglietti vengono acquistati parecchio tempo prima (come i biglietti dell’aereo) si puo’ usufruire delle offerte Advance, con tariffe a partire da soli £7 sola andata.

Basta fissare la partenza, e il ritorno puo’ essere entro un mese. Il biglietto puo’ essere acquistato online fino a 6 mesi prima, viene inviato via mail e deve essere presentato all’ingresso della stazione (o in alternativa puo’ essere visualizzato e mostrato nell’app apposita). Ecco il link che parla delle offerte

https://www.stanstedexpress.com/it/biglietti-e-tariffe/tipi-di-biglietto/offerte-advance/

Cosi’ noi, per esempio, partendo a fine novembre, abbiamo acquistato i biglietti ad agosto, pagando £ 35 in totale, per 2 adulti e una bambina.

 

Lo sconto 2×1 sulle attrazioni

Ma l’altro grande vantaggio è che, acquistando il biglietto on line sul sito, si puo’ usufruire dello sconto 2×1, su tantissimi attrazioni.  In pratica si puo’ risparmiare il 50% sull’ingresso.

L’elenco delle attrazioni, che si trova sul sito stesso

https://www.stanstedexpress.com/it/offerte/2×1/

comprende l’ingresso a Westminster Abbey, al Tower Bridge, Madame Tussauds, per fare un esempio,  molti musei, concerti, show,  anche gli autobus hip off hip on, le crociere in barca sul Tamigi,  e anche ristoranti, come ad esempio il Buba Gamp! C’è solo l’imbarazzo della scelta!

Per usufruire del 2×1, occorre attenersi ad una determinata procedura.

Come funziona

Prima di partire, da casa occorre stampare i voucher relativi alle attrazioni che interessano presenti sul sito, per esempio noi abbiamo individuato quelle che piu’ ci interessavano dal sito dello Stansted Express e abbiamo  stampato i voucher. Il consiglio è quindi di selezionare da casa quello che interessa e stampare tutti i voucher, decidendo poi in loco cosa si vuole fare. Infatti basta poi presentare il voucher alla biglietteria dell’attrazione (ovviamente non si possono acquistare i biglietti delle attrazioni online, ma solo alle biglietterie) ed acquistare i biglietti scontati.

Io ne avevo stampati parecchi di voucher, ma con poco tempo ho scelto di andare sul Tower Bridge. Abbiamo presentato il voucher alla cassa e abbiamo ottenuto lo sconto. Ecco l’articolo della visita

:

Passeggiando sulla passerella di vetro del Tower Bridge

 

Per stampare i voucher, occorre inserire nel form sul sito,  il numero della prenotazione che viene inviata, con il biglietto via mail.

Grazie ad una convenzione con le ferrovie britanniche, il 2×1 è valido anche se si è in possesso di un biglietto con sopra stampato il logo National Rail, per i biglietti del Gatwick Express e anche del treno da Luton airport, se acquistato dal sito Visit Britain, se questi biglietti prevedono l’andata e il ritorno, oppure è valido se si è in possesso della Travelcard cartacea. Pare inoltre che i voucher siano anche nelle brochure con le offerte 2×1 che si trovano nelle stazioni ferroviarie, da compilare a mano, ma questo non l’ho verificato.

 

Buon viaggio a Londra a tutti!

 

 

 

 

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dicembre 2017

 

foto di Patrizia Pazzaglia

Visite: 1322

30 anni dopo, davanti al mare

 

 

Avevo 23 ed ero davanti allo stesso paesaggio.

Un mare azzurro, una lingua di sabbia bianca, con la gioia in corpo.

Non sapevo ancora cosa mi avrebbe riservato il domani. Le gioie, gli entusiasmi, gli amori, le ferite, i rifiuti, le disillusioni, le speranze.

Sapevo solo che vivevo all’istante, senza guardare troppo al futuro. Osservando la bellezza che avevo davanti e attorno, che ben mi predisponeva nei confronti del mondo, con occhi incantati.

 

 

Questo incanto me lo sono portata dentro e mi ha fatto da sostegno in tutti i momenti bui.

Sapevo che c’era un posto, fuori e dentro di me, di incomparabile bellezza, e mi apprestavo a cercare di capire quali fossero i miei sogni e ad inseguirli.

 

 

E ora, qui, 30 anni dopo, è domani. Il giro di boa è stato fatto.

Un ritorno casuale.

Guardo indietro e vedo quel che è stato. In questi 30 anni si è compiuta la mia vita.

Sono uguale per tante cose, diversa per tante altre.

Guardo quello che ho abbozzato, quello che ho interrotto, quello che ho distrutto, quello che ho costruito.

Guardo la mia famiglia, con la quale ho il piacere di essere qui. La mia forza. Il mio compagno di vita, la vita che abbiamo generato insieme, che si muove, gira intorno a me, che mi ama, e per cui sono (e siamo) riferimento.

 

 

Lo stesso riferimento che andavo cercando io, 30 anni fa, fuori di me. Comprendendo, solo piu’ avanti, che era dentro che dovevo fare perno.

Tanta strada percorsa dentro, – a cercare – , e fuori, a – sperimentare -. Tanto mare visto e navigato. Tante strade esplorate. Tanto amore dato e ricevuto. Tanto altro.

 

 

Adesso, diversamente da allora, so.

So che posso ritornare qui, a quel piacere nell’ assaporare la bellezza. Con il gusto che dà la consapevolezza della presenza. Con gli anni e le esperienze addosso.

Una bellezza che va al di là del bello e del brutto tempo, del mare calmo o in burrasca.

Un bellezza che ti sostiene, proprio perché sai che esiste, e ti dà conforto, quando serve.

Un bello a cui ambire, una possibilità che c’è sempre.

 

 

 

Auguro a tutti di trovare in giovane età, quell’angolo di paradiso in cui tornare, che ti entra dentro e ti risveglia, al bisogno.

Un angolo di mondo, nel mondo esterno e dentro di sè, che riporta alla vita.

E che ricorda, sempre, che vale la pena vivere, se – ancora -, proprio li’ si puo’ tornare.

 

 

 

 

Embudu, Maldive, luglio 2018

(foto di Patty)

Visite: 522

Maldive: cosa non puo’ mancare in valigia

 

 

 

 

Se state per andare alle Maldive, potrebbe esservi utile la mia personale lista delle cose indispensabili da mettere in valigia!

 

Eccola!

 

Lista cose indispensabili alle Maldive

 

-solari ad alta protezione (30-50), per non ustionarsi

 

-repellenti  e dopo puntura, anche se non ho mai trovato molte zanzare

 

-medicinali e fermenti lattici: nei resort non si trova quasi niente!

 

-un gonfiabile da acqua, per far divertire grandi e bambini

 

maldive

 

-qualcosa per scrivere: certi paesaggi e la tranquillità ispirano

 

-carte da gioco e giochi per la sabbia, se si hanno bambini

 

-libri e e-reader con e-book caricati, per entrare nelle storie di qualcun’altro, mentre si è in paradiso

 

-mp3 o qualcosa per ascoltare musica, per avere la colonna sonora delle vacanze

 

-prese multiple e caricatori con piu’ uscite, per i vari apparecchi

 

-caffe e tisane, da preparare col bollitore e goderseli sul mare

 

 

-borsa mare, per avere tutto a portata di mano in spiaggia

 

-borsa impermeabile, per mettere gli oggetti in sicurezza quando si va in mare

 

-borsa forata, per il materiale per lo snorkeling, giochi, ecc., per fare passare acqua e sabbia

 

 

-olio per capelli, ma io sembro comunque sempre una capra

 

-cappelli, bandane, da mettersi anche in acqua per non scottarsi la testa

 

-teli leggeri per eventuali escursioni, o per quando i teli mari sono bagnati e non si asciugano

 

 

-numerosi costumi da cambiare, visto che fanno fatica ad asciugare

 

-piccola bottiglietta di detersivo,  per limitare il numero di mutande da portarsi

 

-mini stendino pieghevole con mollette, per stendere le cose di cui sopra

 

-ciabatte.. assolutamente niente scarpe, se non quelle con cui si arriva, e no tacchi

 

-pinne, maschere snorkel, eventuali mezze mutine e gonfiabile per galleggiare, se vi occorre (a me si!)

 

 

E ricordate di portare a casa i rifiuti (di plastica e altro): alle Maldive c’è un grosso problema di smaltimento, quindi cerchiamo di contribuire!!

 

Buon viaggio in paradiso!!

 

 

 

 

 

agosto 2018

 

foto by Patty

Visite: 659

Maldive con un’adolescente

 

 

 

Taluni genitori potrebbero essere preoccupati di portare i figli adolescenti alle Maldive, dove non c’è molto da fare.

Non è il nostro caso. Nostra figlia ha letteralmente adorato le Maldive sin da piccola e le adora tuttora che è adolescente.

 

 

Giada, quasi 14 anni, fa parte di quei pochi ragazzi della sua età a cui non interessano tanto i cantanti o gli idoli della loro generazione, mettersi in mostra con trucchi o abiti succinti, andare a feste o in luoghi rumorosi o con troppa confusione. Basta che abbia con se qualche libro, immancabile Harry Potter, il suo e-reader, il necessario per disegnare e un po’ di attenzione da parte nostra, e difficilmente si annoia, se è davanti a un bel mare.

 

 

Soprattutto da quando, a 8 anni, ha scoperto le Maldive, dove inizialmente non voleva andare perchè non c’era la piscina :), ha sempre espresso il desiderio di tornarci. Cosi’ dopo la prima volta, ci siamo tornati anche l’anno successivo, e poi quest’anno, a quasi 14 anni, dopo l’esame di terza media, accontentando la sua costante richiesta.

 

 

La comunicazione della meta delle vacanze estive è stata accolta quindi con smisurato e quasi incredibile entusiasmo. Incredibile perchè pare impossibile che, una ragazzina della sua età, ambisca a una meta dove non c’è gran che da fare per occupare il tempo.

 

 

Scegliamo un resort anzichè una guesthouse, esperienza che avrei voluto fare, soprattutto per avere maggiore varietà di cibo e maggiori spazi in caso di maltempo, dato che andiamo in estate, nella stagione dei monsoni. Resort molto basico, dove non c’è animazione o intrattenimento, se non le bellezze del mare e della natura.

 

 

Pochi diversivi, molta tranquillità. Per cui bisogna proprio amarla come meta, per sceglierla, non bisogna aver paura della noia, bisogna avere il desiderio di essere un po’ fuori da tutto, di fermarsi per un po’, di non avere il bisogno di riempire il proprio tempo con cose da fare, con emozioni adrenaliniche.

 

 

Di ascoltare il riflesso che gli elementi della natura generano dentro di noi. Magari semplicemente immergersi completamente nella storia di qualcun’altro col sottofondo del rumore del vento e del mare.

 

 

O immergersi nel mare per vedere la bellezza dei colori e delle forme delle innumerevoli creature che lo popolano e che ti vengono attorno, scrutandoti, loro, come tu li scruti e li ammiri e vivere per un po’ in un altro elemento, imparando a stare in un ambiente diverso.

 

 

E’ cosi che, su un amaca attaccata ad una palma, lei passa il suo tempo, alternando bagni divertenti nel mare con le onde, insieme alla sua ciambella a ruota giocando con suo padre, a snorkeling in barriera per vedere i pesci colorati, all’osservazione delle piccole iguane colorate, degli uccelli che girano per l’isola e di una coppia di chiocce coi pulcini!!

 

 

Il tempo scandito dagli orari dei pasti e dai bagni in mare.

 

 

Anche quando è brutto tempo, lei sta bene, fa quello che le piace fare, non si annoia mai.

Nel resort ci sono anche altri adolescenti della sua età, anche se stranieri, ma mentre le 2 volte precedenti aveva sempre socializzato con bambine coetanee (italiane pero’), questa volta non sembra particolarmente interessata, e visto che nessuno degli altri è più intrapredente di lei, non fa il primo passo per conoscerli, e preferisce la nostra compagnia (finchè dura!!!).

 

 

Oltre ai libri, cartacei e e-book, abbiamo portato con noi un po’ di materiale da disegno, l’mp4 con alcuni film che avevamo scaricato, e il telefono con cui puo’ misuratamente chattare e vedere qualche video.

 

             

 

Nel corso della vacanza, facciamo anche una bellissima escursione in mare, la pesca notturna, partendo al tramonto e pescando alla maniera maldiviana, col bolentino. Viene la notte e sotto il cielo stellato, nel mare, si sta che è una meraviglia.

 

 

Giada riesce anche a prendere un bel barracuda, che ci cucinano l indomani per cena! E’ un esperienza che le è piaciuta moltissimo e si è divertita tanto, con la soddisfazione anche del suo bel bottino!

 

 

Da bambina piuttosto ghignosa col cibo (mangiava 4 cose in croce), ma mai lamentosa, sta cominciando ad essere ora piu’ curiosa ed assaggiare qualche cibo con sapore diverso, non lamentandosi se il gusto poi non è di suo gradimento e deve tornare al consueto riso o pasta in bianco. Pane e dolci ce ne sono in abbondanza e anche frutta ottima, che a casa solitamente mangia di rado, e compensano alla varietà a cui per il cibo spesso molto piccante o con abbondante curry o altre spezie, deve rinunciare.

 

 

La sera, qualche partita a carte con un nuovo gioco imparato (pinacola), che la entusiasma, conclude la giornata, con il gusto di aver trascorso una soddisfacente e tranquilla giornata, in un posto da sogno.

 

Che non è da sogno solo per noi, tutta questa bellezze contagia lei come noi!

 

 

Per concludere, pensavo che questa volta, essendo piu’ grande, Giada potesse apprezzare meno le Maldive. Ma alla fine delle vacanze, le ho chiesto

 

“Allora ti piace ancora venire alle Maldive?”.

 

La sua risposta è stata

 

“Certo! C’è un mare bellissimo e ci si rilassa tutto il giorno..!”

 

 

e ha già detto che ci ritornerebbe ancora e ancora… e noi ne siamo ben felici!!

 

 

 

 

luglio 2018

foto by Patty

 

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Maldive

 

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  • #sirmione sul #lagodigarda è un posto a me molto caro, dove sto bene. 
Ultimamente vado con le mie amiche, con le quali siamo solite andare qualche volta durante l'anno alle #terme, quando riusciamo a prenderci paio di giornate per staccare. Lo troviamo tutte di una #bellezza unica, perché unisce l'atmosfera del paesino sul #lago alle stupende #termedisirmione #aquaria.
Ci piace alloggiare all'hotel @termedisirmionehotels Promessi Sposi, tutto colorato sul lago, che si vede prima di entrare dal ponte del paese, anch'esso con piscina termale e spa.
Nei giorni scorsi scorsi, il tempo ci ha regalato un tramonto meraviglioso mentre eravamo alle terme: goderselo dalla piscina a sfioro sul lago o dalla sauna è stato stupefacente.
Stavolta abbiamo fatto anche un giro in barca di tutta la penisola, vedendo da una diversa prospettiva le grotte di Catullo, già visitate in passato, un posto meraviglioso🤩, e il castello scaligero. E abbiamo scoperto anche la stupenda #jamaicabeachsirmione , raggiunta con una bella passeggiata lungo il lago, di cui foto nel post di ieri ..
What else, quando si può ridere insieme e condividere la bellezza?

#unanimainviaggio 
Di Sirmione avevo anche scritto qui

https://www.unanimainviaggio.it/sirmione-meraviglia-tra-lago-archelogia-e-terme/

Delle terme visitate con le amiche qui

http://www.unanimainviaggio.it/giornata-alle-terme-con-le-amiche/

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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