Col cuore spezzato ma con la gratitudine nel cuore

Quante ne abbiamo passate io e te..
Tu accanto a me, a placare le mie pene, nei momenti bui, a infondere pace col suono calmante delle tue fusa.
O in quelli in cui riesco a cogliere la bellezza, l’attimo, la meraviglia, godendo della tua presenza e compagnia.
Tu che rendi i miei risvegli migliori: apro gli occhi e subito ho un guizzo di piacere con la tua presenza.
Che mi porti gioia ogni volta che ti vedo tornare, dopo che sei stato a goderti la tua libertà.
Io che ho sofferto con te quando stavi male; che mi sono presa cura di te ed ero il tuo riferimento; che ero dilaniata quando dovevo lasciarti da solo, senza poterti spiegare che era per farti guarire, e che sarei ritornata. Noi che abbiano vissuto in simbiosi nei giorni successivi; io che stavo male per te che non potevi uscire, fare quello che volevi, ovvero viverti l’animale che sei.. e ogni giorno, da dopo la tua malattia, io ringrazio per l’ulteriore tempo che mi viene concesso con te: avresti potuto lasciarmi, mentre tutto ha girato in modo che ciò non accadesse.
Ore a guardare le foglie d’autunno, o i fiori sbocciare, o le punte verdi dei grandi alberi che si alzano nel cielo, a godere delle belle giornate estive. In compagnia di un libro, dell’ombra, o del sole. O anche solo delle tue fusa terapeutiche, io, del mio corpo caldo, tu..
Quanto amore che ci scambiamo io e te! Non so chi ti abbia messo al mio fianco, ma che dono immenso! Un’anima grande che mi riempie il cuore, un gattino rosso con gli occhi verdi e la coda a righe

Ancora oggi a vivere in simbiosi, uniti da un amore reciproco viscerale: mi si apre il cuore al mattino quando arrivi e ti accucci vicino a me! Inizio la giornata in modo diverso: contenta! E sento il tuo desiderio di stare vicino a me, il tuo piacere, che mi dimostri, inondandomi di fusa.
Vivo consapevolmente la tua presenza, e ogni momento insieme a te. Sono grata anche quando non ci sei e ho il timore di non vederti tornare: è talmente tanto quello che mi hai dato e che mi dai che so che posso solo ringraziare che tu ci sia.
Amore disinteressato e generoso, vitalità, gioia, presenza, amor proprio, curiosità, riposo, libertà, selvaggita’, bellezza, morbidezza, spirito errante e vagabondo.. e tanto altro mi trasmetti e mi insegni, meravigliosa creatura!
E quanta tenerezza! Un esserino piccolo, ma fortissimo, con una autostima grande grande: sei rimasto piccolo ma è evidente che ti senti un leone!

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Il tempo di fare la conquista, di accorgersi di essere felici e la felicità è andata💔.
Così è la vita è, così è la felicità.
Ma la gioia di vivere no, quella che viene da dentro lui è riuscito ad insegnarmela, giorno dopo giorno, con la sua presenza, col suo conforto nei momenti più cupi.
Già. Perché quante ne abbiamo passate insieme, Dobby ed io, prendendoci cura l’uno dell’altra, perché ne avevamo bisogno, e poi, per il piacere.
“Momenti di non trascurabile felicità”, ho scritto solo pochi giorni fa, ispirata da un momento in cui lo tenevo in braccio, in giardino, in una splendida giornata di sole autunnale. Perché io con lui, tramite lui assaporavo la vita, imparavo a sentire come prezioso ogni attimo: mi accorgevo che la vita è bella.
Era pura GIOIA.
Era talmente tanta la gioia, che mi sopraggiungeva quella cosa grande che è la gratitudine: ogni volta che lo sentivo arrivare sul letto al mattino, che lo vedevo correre verso casa, o col musetto alla finestra della porta, con quello sguardo vivo e curioso; o quando faceva capire che voleva il suo premio, il suo snack; e ogni volta che, sdraiato su di me, scaldava la mia anima. Mi ha salvato tante mattina dall’angoscia, la sua vitalità mi riportava alla vita
Grata per averlo vicino, e verso chiunque lo avesse mandato per custodirmi in questi anni.
In tanti momenti mi ha messo alla prova, facendomi sentire ed affrontare la caducità di tutto quello che abbiamo attorno, facendomi riflettere sull’inutilità dell’angoscia e la necessità di scegliere la via della speranza
L’ho amato follemente, un innamoramento che non è mai finito; l’ho amato anche per il suo lato selvaggio: impossibile imbrigliarlo in casa, troppo attaccato alla sua libertà, un gattino esploratore e camminatore, che faceva tanti chilometri, -nessuno poteva immaginare,- per poi tornare a casa: ha fatto la vita che voleva, e anche in questo era un maestro..
Lui che mi ha addomesticato
“Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
” E’ vero”, disse la volpe.
” Ma piangerai!” disse il piccolo principe. ”
“E’ certo”, disse la volpe.”
“Ma allora che ci guadagni?”
” Ci guadagno”, disse la volpe, ” il colore del grano” …
(cit. Piccolo Principe)
La libertà ha dei rischi, e come l’amore ha un prezzo. Mai troppo alto rispetto a quello che ti dà, io credo.
Che male veder stroncata tanta vitalità!
Quando accadono queste cose, si cerca di trovare un senso per sentirsi meglio, di voler vedere un disegno dietro l’avvenimento che ti colpisce. E io voglio credere che lui se ne sia andato dopo che io ho appreso la lezione, quella dentro a quelle parole che solo pochi giorni prima avevo scritto:
“..trascorrere il tempo senza più il timore di sprecarlo, senza fretta di dover o voler fare qualcosa. Di essere altrove, col corpo o coi pensieri”..
O aver inneggiato a quella “logica allegria: “e a dire senza timori, colpe o vergogna
” io sto bene”
La capacità di ravvisare il bello, il prezioso; riconoscerne l’intensità e il nutrimento; il vivere qui e ora, per un momento. “Il piacere di stare contrapposto al fare. Il piacere di esistere”.
Accorgersi di essere felice.
E l’immagine sua, con quelle parole..
In fondo noi 2 ci somigliavamo..

Il dolore deve passare, e, come tutto passa, passerà. Ma io non devo, mi dico, NON DEVO e non voglio disperdere questi doni.
Non ti trovero’ vicino al mattino appena sveglia, non ti vedrò arrivare..
Eppure mi dovrò alzare. Dovrò guardare e vedere le cose belle, e pensare a te, a come mi sentivo io con te, a tutta la vita che portavi, ed attivarla da sola dentro me..
Mi mancherai tantissimo, amore grande di gattino, Dobby

Ottobre 2025
