Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Dalì a Matera: stupore e bellezza, tra il tempo ballerino e la danza degli opposti

 

 

Veder comparire le opere di Dalí mentre si passeggia per i sassi di Matera è davvero suggestivo, ma ammirare più di 200 pezzi in un complesso rupestre, tra il chiaroscuro delle luci e una musica orientaleggiante che accompagna, è un incanto.

La prima scultura ce la siamo trovata davanti passeggiando per via del Corso, in Piazza San Francesco: la ballerina del Piano Surrealista. 

Ci ho girato attorno l’ho osservata da tutti i lati, uno più bello dell’altro, di giorno e di sera

 

 

Da dietro pare offrirsi con uno slancio verso l’alto con tale sinuosità e leggerezza che sembra prendere il volo

 

 

Dal fianco sembra  elevarsi e danzare con tutta la plasticità del suo corpo

 

 

Da davanti alza le braccia al cielo guardandolo, come in segno di ringraziamento

 

 

Le gambe da donna del pianoforte, con scarpe eleganti col tacco e l’abitino corto arricciato e ammiccante, e sul fondo la piazza e la chiesa di San Francesco, sono una vista incantevole.

Dell’Elefante Spaziale, che compare all’improvviso in un lato di piazza Vittorio Veneto, mi ha colpito il contrasto tra la leggerezza delle irreali lunghe e sottili zampe, che lo slanciano verso l’alto, al cospetto del pesante corpo grosso e massiccio.  L’elefante trasporta una preziosa piramide

 

 

Il Cavallo con l’orologio molle si trova sulla passeggiata di via Madonna della Virtù: da un lato il burrone, la gravina e la vista della Murgia Materana, dall’altro il complesso rupestre di Madonna della Virtù e San Nicola, dove risiede proprio l’intera mostra di Dalí

 

 

 

Il cavallo ha un bellissimo movimento, la criniera pare mossa dal vento. Sul davanti sembra lanciarsi deciso in una corsa, mentre da dietro sembra frenato, forse dall’orologio molle che è la sua sella.  Il tempo, come il movimento del cavallo, è fluido, ma nello stesso tempo pare sia un peso che trattiene

 

 

L’esposizione, all’interno del complesso rupestre dentro la roccia, si chiama “La persistenza degli opposti” perché volge attorno ad alcuni concetti di opposti che si contrappongono. 

 

 

Quattro temi sono oggetto dell’esposizione: il tempo; la contrapposizione tra l’involucro duro e l’interno tenero, la protezione e la vulnerabilità; la religione; la metamorfosi, ovvero la perdita della forma e la trasformazione.

Le opere si trovano in angoli suggestivi delle due chiese, e dentro e fuori dal complesso

 

 

Sono all’interno di nicchie, grotte, con pareti rupestri affrescate, sapientemente illuminate e risplendono nella loro bellezza.

 

 

La prima parte, per me stupenda, è una collezione di orologi molli

 

 

Per Dalì il tempo è fluido e relativo, legato alla soggettività e alle percezioni: da qui l’orologio molle a simboleggiare questo concetto

 

 

Meravigliose anche le altre sculture. In particolare mi ha colpito Alice nel paese delle meraviglie, l’eterna bambina che risponde alla confusione del mondo con la logica dell’infanzia

 

 

e anche Adamo ed Eva, nel momento in cui viene offerta la mela, in un gioco di riflessi di luce splendido

 

 

di nuovo un elefante spaziale, con le sue contraddizioni

 

 

e le tante sculture rappresentanti donne, ballerine, angeli, dove risalta la bellezza e la morbidezza delle forme

 

 

Talvolta è messo in evidenza anche il loro opposto, come nel caso delle bellissime Tersicore

 

 

una doppia immagine di donna, una con un corpo morbido e attraente, l’altra con un corpo dura e spigoloso, a dimostrare le due parti opposte che albergano in ognuno di noi, e che danzano a momenti alterni: da una parte la grazia e la fluidità, dall’altra la rigidità. E’ l’eterno contrasto tra interno ed esterno, involucro duro che vuole proteggere un interno molle, ovvero la vulnerabilità; il visibile e l’invisibile, ciò che si vede da fuori, che devia dalla verità custodita all’interno. Impossibile non identificarsi o ritrovare il mondo in cui viviamo in queste opere!

 

 

Alcune sculture sono posizionate anche nella parte superiore esterna, una specie di giardino che si trova in conclusione del percorso espositivo

 

 

L’ultima parte è costituita da opere più piccole e disegni dell’artista

 

 

Inutile dire che l’esposizione, che pare continui anche nel 2022, ed è già stata più volte prolungata, da sola vale il viaggio, ed è imperdibile per opere, location, e per tutta la bellezza che c’è attorno, nel corso di una visita alla bella Matera!

 

 

di seguito il link all’esposizione:

Home

 

 

 

dicembre 2021

foto di Patty

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

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Perchè la vita è un gran bel viaggio.