Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Everglades e costa del golfo del Messico

 

 

 

Everglades e Naples

Lasciamo Miami,per dirigerci verso Naples, e come consigliato dal blog Ero Lucy, prendiamo la Tamiami Trail, us-41, un po’ piu’ lunga rispetto alla us-75, ma che consente di farsi meglio  un’idea del territorio delle Everglades national park. La zona è pianeggiante e dominata dal sawgrass, una pianta che prolifera in acqua, formando isole nei canali e negli acquitrini, pieni di mangrovie, e dove vivono diverse specie di animali.

 

 

Queste zone sono visitabili con particolari mezzi chiamati airbot, che vediamo lungo la via, parcheggiati nei canali, e molti dei tour sono organizzati dai nativi indiani Miccosukee, che vivono in questa zona e gestiscono varie attività.

 

 

Non abbiamo tempo di addentrarci nelle zone interne del parco, ma a circa metà strada ci troviamo nella Big Cypress National Preserve e ci fermiamo all’Oasis visitor center. senza sapere cosa ci aspetti di vedere. Prendiamo una passerella che passa su un canale, e nell’acqua verdognola-marrone, vediamo tartarughe e pesci. Andiamo un po’ avanti, ed eccolo! un bel alligatore. assolutamente immobile. ci mostra la sua schiena ondulata.

 

 

Che emozione! la passerella fa una curva, vediamo delle persone che osservano, e anche lì un grosso alligatore è fermo, appoggiato alla terra e un altro passa e scompare. Siamo contenti, senza grosse aspettative, abbiamo visto questi particolari animali. Vediamo anche sul prato un bellissimo insetto colorato, e tanti uccelli simili ad aironi, che si aggiravano sul sawgrass.

Riprendiamo il nostro viaggio e arriviamo a Naples. Ci dirigiamo subito a vedere il mare, per capire dov’è il famoso molo, il Pier e andiamo verso questo. La spiaggia è bianca, il mare non è cristallino, forse perchè la giornata è ventosa, e il Pier è lunghissimo ed affollato. Tante persone infatti a quest’ora, nel tardo pomeriggio, arrivano per vedere il tramonto o per pescare. L’atmosfera è incantevole, all’estremità del molo nel mare si vedono diverse specie di uccelli, tra cui grossi pellicani. E come avevo letto, arrivano anche i delfini, si vedono chiaramente passare li’ vicino: che meraviglia!!

 

 

Nel frattempo cerco un alloggio per la notte, non sapendo dove saremmo arrivati, non ho prenotato niente. Guardo il mio elenco di hotel selezionati nella zona, e guardo su Orbitz se il Lemon Tree, che mi è stato consigliato, ha ancora camere libere, e sì, ne ha una per noi, e ad un ottimo prezzo! quindi prenoto e puntiamo il navigatore verso l’indirizzo. L’hotel è semplice ma molto carino, all’interno un bel giardino, le camere tutte attorno, colorate, e una bella piscina, di cui non possiamo pero’ usufruire perchè dicono che stia arrivando il temporale. Ci sistemiamo in camera, una camera grande ben arredata, in stile caraibico, dove si potrebbe anche cucinare, e usciamo subito per fare un giro nella cittadina ed andare a cena. La cittadina è ordinatissima, ville e giardini curati ed una elegante strada nel centro con i negozi. Niente di particolare, ma forse ci siamo persi la zona del porto, che magari è piu’ caratteristica.. E’ già tardi per la cena, troviamo una taqueria, Felipe’s, e andiamo a mangiare dei tacos, prima di tornare al nostro hotel a dormire. L’indomani ci aspetta una colazione a bordo piscina, non c’è nessuno a presenziare, ma è gradevole la location, e  dopo, siamo pronti per partire per la prossima destinazione.

 

Fort Myers, Bonita Spring, Sanibel

Ci dirigiamo verso Fort Myers, passando per Bonita Spring beach, che troviamo bellissima, tante casette sui canali da una parte, ognuna con il suo molo privato e una piccola barca, e dall’altra parte della strada, un mare finalmente cristallino (l’unico che ho visto in zona). Arriviamo ad Estero Island, dove si trova Fort Myers Beach.

 

 

Il centro pedonale è coloratissimo e carinissimo e passeggiando in pochi minuti si arriva al Pier, meno affascinante di quello di Naples, e anche il mare è verde e meno bello, e la spiaggia piu’ corta.

La nostra prossima tappa è Sanibel, mi attira tantissimo per la sua rinomata spiaggia fatta di conchiglie. In questa zona passiamo tanti lunghissimi ponti che collegano le isole alla terraferma, che rendono il paesaggio molto particolare.

 

 

Alla fine di uno di questi, arriviamo a Sanibel, prendiamo la strada che la attraversa a metà, percorrendola tutta, con ai lati una bellissima vegetazione, fino ad arrivare a Bowman’s beach. Qui parcheggiamo, assieme a tante persone che, attrezzatissime, portano in spiaggia tutto l’occorrente per il pic-nic, frigo, sedie, ecc ecc. Per arrivare alla spiaggia c’è una bella camminata da fare in mezzo alla foresta e si passa anche un bel fiume. E’ una giornata molto calda. L’adolescente si lamenta per il caldo appena scesa dall’auto: per fortuna abbiamo portato un ombrello da pioggia perchè si ripari dal sole (conosco i miei polli!). La spiaggia pero’ è un po’ una delusione, non ci sono neanche tutte le conchiglie che immaginavo, il mare ha un po’ di alghe, ci rimango un po’ male… Decidiamo di fare un bagno rigenerante nelle acque calde, io e mio marito, e poi di andarcene via perchè l’adolescente ormai è girata storta, e in effetti fa veramente caldo..

 

             

 

Devo assolutamente trovare un buon posto per pranzare, per compensare alla delusione. Individuo su Tripadvisor un ristorante e puntiamo il navigatore..e… posto azzeccato! Doc Forst, Intanto entriamo al fresco dell’aria condizionata, poi il posto è molto carino, il personale gentilissimo, si presenta col nome (buona abitudine che hanno in parecchi posti qui) e ci spiega i piatti e mangiamo benissimo!!

 

Sarasota

Meno male, l’umore si raddrizza, siamo pronti a ripartire in direzione Sarasota. Durante il tragitto siamo colpiti da un forte temporale, pioggia torrenziale che in alcuni tratti non fa vedere proprio niente!

 

 

Con calma arriviamo finalmente a Sarasota, ma poichè non ho la connessione per tutta la tratta, non sono riuscita a prenotare ancora l’hotel o capire dove possiamo alloggiare. Le mie alternative al mare sfumano perchè sono un po’ costose e con la pioggia non ne vale la pena, e dopo aver girato e rigirato per il centro (che non esiste) o meglio per le vie di Sarasota, riesco a riconnettermi e vedo che poco distante, nella cittadine di Lakewood Ranch c’è un Even hotel, come quello di Miami!

Votiamo tutti per andare là, e sistemato questo, belli stremati, entriamo dentro ad un ipermercato Publix  e ci prendiamo una enorme porzione di pollo per 8 dollari, che ci mangeremo in hotel (non tutta perchè non ce l’abbiamo fatta). Arriviamo in hotel, e anche questo è un sogno, come l’altro, ci piace da impazzire. Qui c’è in omaggio anche una borraccia arancione, che ovviamente viene molto apprezzata dall’adolescente. e non abbiamo visto la parte migliore, la piscina in riva al lago con anche vasca idromassaggio, di cui usufruiremo la mattina dopo, col sole, per un bagno rigenerante, dopo colazione. Il posto è indubbiamente bellissimo e rilassante..Come ritrovare il buonumore dopo un momento di sconforto..

 

 

L’indomani cerchiamo di vedere Sarasota col sole. Sì, è una bella cittadina tipica americana come si vedono nei film, case basse con giardino, tutte ordinate, ma niente di trascendentale. Ma io sono alla ricerca di una cosa particolare qui a Sarasota: la famosa statua dell’Unconditional Surrender. Puntiamo il navigatore e arriviamo davanti alla marina e ce la troviamo davanti: che bella!

 

Siesta Key, Longboat Key, Bradenton beach, Anna Maria Island

Ripartiamo, destinazione Siesta Key, nominata piu’ volte la spiaggia piu’ bella degli Usa. Arriviamo presto e riusciamo a trovare subito posto nel parcheggio gratuito davanti alla spiaggia. La spiaggia è super organizzata ed attrezzata, con docce, negozi, servizi, anche se, se si vuole l’ombra e gli sdrai, ci si deve organizzarsi per conto proprio. Sono davanti finalmenteal le classiche torrette dei guardia spiagge che si vedono nei film americani. La spiaggia è enorme, bianchissima, effettivamente molto bella, e anche il mare, pur non essendo cristallino ha un bel colore verde azzurro.

 

             siesta key florida

 

Ci facciamo un bagno e stiamo per un po’ a rilassarci, poi nelle ore piu’ calde, si riparte. Di nuovo passiamo su tanti ponti per attraversare queste keys, che devono essere simili a quelle piu’ famose del sud. Longboat Key è una zona soltanto residenziale, ci sono belle case e resort, e  il mare sia a destra che a sinistra, perchè sono proprio piccole strisce di terra. Bradenton Beach è piu’ animata, ha belle case colorate, ma il massimo lo raggiunge Anna Maria Island, incantevole, case piccole coloratissime e dune prima del mare. Qui mi sarebbe proprio piaciuto fermarmi di più.

 

 

Vediamo un locale sulla spiaggia e ci fermiamo con l’intenzione di pranzare, ma giunti all’interno,ci accorgiamo che non fa per noi, musica altissima e poi solo da bere. Poco piu’ avanti di fronte c’è un altro locale, la Wicked cantina, parcheggiamo davanti e mangiamo degli ottimi hamburger, accompagnati dal te freddo al lampone piu dolce che abbiamo mai assaggiato..stomachevole :).

Dopo mangiato riprendiamo l’auto e partiamo…ci aspetta Orlando, non senza passare il Sunshine Skyway Bridge  un ponte della Baia di Tampa, lungo 6,67 km, che collega St. Petersburg con Terra Ceia.

 

 

 

 

E ora, finalmente, per l’adolescente, che ha risparmiato per diverso tempo, è il momento per raggiungere il suo obiettivo!!!

Gli Universal Studios a Orlando!!! Harry Potter arriviamoooooooo!

 

 

giugno 2019

 

foto di Patty

 

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Florida, USA

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

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