Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Exuma: diario dal paradiso

 

tropic of cancer exuma

 

Exuma l’ho amata, sin dal primo giorno. Ho voluto segnarmi tutto, luoghi, nomi, sensazioni, emozioni, per non dimenticare nulla. Un’isola con spiagge meravigliose e mare da urlo. E la possibilità di vedere anche i famosi maialini che nuotano, gli swimming pigs!

In questo articolo ve la racconto, giorno per giorno. 

 

Giorno 1: arrivo in paradiso – George Town, Bahamas Sound, Hoopers bay

Il tanto temuto volo della Silver Airways (prenotato da Orbitz) parte in orario dall’aeroporto di Fort Lauderdale , evento pare eccezionale, da quel dicono sui forum. Il nostro è un piccolo aereo ad elica, fuxia, 34 posti, sembra quello della Barbie.

 

 

Facciamo un buon volo, e soprattutto vedo dall’alto panorami meravigliosi delle isole sotto di noi.

 

 

Arriviamo al piccolo aeroporto di George Town, la mia emozione è alle stelle, quanto l’ho desiderato!

 

 

Ho realizzato un sogno, sono ad Exuma! Le pratiche di ingresso si sbrigano velocemente, poi dobbiamo cercare la nostra auto Nissan noleggiata, parcheggiata negli spazi attigui all’aeroporto, secondo le indicazioni avute da Janish della Sure for Shore, trovata per caso sul web, per poi andare da lei, a sud di George town, a sbrigare le pratiche burocratiche e a pagare.

Abbiamo scaricato le mappe off line di Exuma da Google e la  troviamo subito. La guida è a sinistra, per cui bisogna prenderci la mano e la strada è pienissima di buche. Incontriamo la gentilissima Janish, che ci fa un sacco di raccomandazione per l’auto, non portate tanta sabbia nell’auto, pena addebito di 100 usd, attenzione ai graffi se si passa vicino agli alberi, attenzione alle buche .. 🙂 per fortuna che ho fatto anche una assicurazione kasko con Worlwideinsure!

 

 

Torniamo verso George Town al supermercato della capitale, l’Exuma market per fare un po’ di spesa . Exuma è un’isola piuttosto cara (ma alla fine non più della Florida), pertanto decidiamo che mangeremo fuori il meno possibile: cucineremo in casa qualcosa di veloce. Anche i prodotti al supermercato sono piuttosto cari: un pacco di pasta Barilla usd 3.50, 1 lt di latte o di succo usd 3.50, pane in cassetta usd 5, una scatoletta di tonno da 1,60 a 1,90 , 1 pacchettino di biscotti dai 2 ai 5 usd,acqua da 2 litri a usd 2; c’è anche la nutella a usd 8.

 

 

Proseguiamo verso nord di George Town, in direzione dell’appartamento che abbiamo affittato tramite Airbnb a Bahamas Sound 18, nel residence Crescent Sound (Percy’s perch). Non è sul mare, e questo ci ha permesso di pagare un prezzo imbattibile, 70 euro al giorno, ma è a pochi metri dalla strada principale e a 2 minuti di camminata da una bella spiaggetta, che per me si è rivelato perfetto, per fare le mie passeggiate mattutine.

 

 

Il complesso in cui si trova l’appartamento è carino, ha anche un bel giardino, e uno spazio con piscina, che pero’ al momento è in disordine e inutilizzabile.

 

 

L’appartamento è al primo piano, spazioso, con una camera da letto e un soggiorno ed è molto gradevole all’interno, con le pareti azzurre, arredato con gusto e molto funzionale , dotato di tutto quello che puo’ essere necessario: microonde, lavatrice, lavasciuga, ,tv (non si vede nulla) con assortimento di dvd, tanti libri in inglese, teli mare, e ci sono perfino borse per la spiaggia, lasciate da altri ospiti. Per nostra figlia c’è un materasso gonfiabile che posizionavamo sul divano per la notte.

 

 

 

Non comodissimo, ma per una settimana si puo’ fare. Unici inconvenienti, la pulizia un po’ superficiale (escluso biancheria e lenzuoli, che sono lindi) e la parte del giardino adiacente, con amache, laghetto e spazio piscina e solarium, purtroppo in disordine e lasciato andare. A noi non importa, perchè tanto scopriremo che stare fuori la sera, con i sand flies, sarebbe impossibile.

Sistemiamo le nostre cose e la spese e non vedo l’ora di uscire. Andiamo subito a vedere la spiaggetta che sarà meta delle mie camminate al mattino mentre gli altri dormono, e  poi ci dirigiamo alla ricerca della vicina Hoopers bay.

 

 

Non è facile trovare l’accesso, i cartelli che contrassegnano gli ingressi per le spiagge non sono spesso ben visibili. Arrivati sulla spiaggia facciamo un bagno, è quasi il tramonto e vorrei cercare le famose tartarughe che dicono arrivino all’alba e al tramonto (in realtà ci sono sempre). Arrivo ai 3 pontili citati sui forum, e mentre cammino distratta in acqua, eccola! Una tartaruga bellissima, col carapace arancione e verde si avvicina verso di me, curiosa, quasi fino a sfiorarmi. Salgo sul pontile e di lì a poco ne vedo altre 3, che girano tranquillamente e che periodicamente mettono fuori la testina per respirare. Sono eccitatissima! Vado a chiamare figlia e  marito per far godere dello spettacolo, il primo giorno ad Exuma si conclude nel migliore dei modi!!

 

 

 

 

Giorno 2 ad Exuma – Jolly Hall beach, Haulover, Salt Ponds, Tropic of Cancer beach

Oggi decidiamo di andare nella vicina spiaggia di Jolly Hall beach, a pochi minuti di auto e a 10 minuti a piedi dal nostro appartamento. Il sentiero porta ad una tratto ombreggiato, su una baia con acqua calma stupenda.

Ce ne innamoriamo subito, soprattutto anche per la possibilità di godere dell’ombra, cosa rara ad Exuma.

 

 

Vado in esplorazione fino al lato estremo verso sud, ed arrivo in un punto ancora piu’ bello, con un po’ di roccia e la strada, e dall’altra parte di nuovo il mare. C’è una spiaggetta con le palme che è di una bellezza sconvolgente.

 

 

Torno nel punto dove ho lasciato Giada e Giuseppe a fare il bagno e vedo che parlano con una coppia italiana: sono di Mirandola, poco distante da casa nostra, in viaggio di nozze. Conversiamo un po’ tutti insieme in mare e poi ci salutiamo (li rincontreremo dopo 2 giorni su un’altra spiaggia, per dire che l’isola in fondo è piccola!!)

 

 

Siccome è venuta l’ora di pranzo, torniamo a casa e preparo velocemente una bella omlette con tacchino e formaggio per Giada e una frittata con cipolle per noi.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso sud, destinazione Haulover bay. Arrivando a Rolletown, dall’alto vediamo uno spettacolo indescrivibile e ci affrettiamo ad andare a parcheggiare a fianco al ristorante Haulover grill, e a cercare la strada per arrivare alla spiaggia.

 

 

Lungo il sentiero incontriamo anche delle tombe, non credo che siano quelle di Rolletown di cui avevo sentito parlare, di una famiglia di coloni e risalenti al settecento, perchè non abbiamo visto alcun pannello o segnalazione, ma sicuramente è un cimitero con delle fosse senza lapidi.

 

 

La bassa marea crea un paesaggio unico ad Haulover bay, lingue di sabbia intervallate dal mare, con colori pazzeschi, mi ricorda il posto piu’ bello che abbia mai visto, la laguna blu a Rangiroa in Polinesia

(https://www.unanimainviaggio.it/category/viaggi-nel-mondo/viaggi-per-destinazione/polinesia/).

 

 

Camminiamo per metri e metri in queste acque meravigliose, facendo il bagno nei punti piu’ profondi. Questa è la spiaggia che ho preferito ad Exuma.

Al bar noleggiano anche i kayak per esplorare la zona, piu oltre c’è Men of war cay.

 

 

Dopo aver fatto il pieno di tanta bellezza, riprendiamo l’auto e andiamo verso Tropic o Cancer passando quindi il ponte che unisce Great Exuma con Little Exuma, e fermandoci a Salt ponds, un punto panoramico su una collinetta che guarda da una parte sulle saline, dall’altra il mare, dove c’è una colonna romana del settecento, usata come riferimento per le barche che venivano appunto ad approvvigionarsi di sale.

 

 

Il panorama dall’alto è stupendo, tante piccole baie dai colori brillanti.

 

 

Continuiamo cercando Tropic  of Cancer beach, che ha questo nome perchè proprio qui passa il tropico del cancro. anche qui fatichiamo a trovare l’accesso e quindi andiamo oltre, ma va bene, cosi’ arriviamo proprio alla punta sud di Exuma. Passiamo davanti anche al ristorante di Santanna’s, famoso perché qui si fermava la troupe di Pirati dei Caraibi a fare uno spuntino durante le riprese del film. Con il santo navigatore, troviamo l’ingresso della spiaggia. La strada è sterrata e sconnessa, bisogna andare molto piano con l’auto.

 

 

La spiaggia si rivela stupenda, ma effettivamente è piuttosto   da tutto. Si affacciano sul mare bellissime ville, la sabbia è morbidissima, ed è uscito anche l’arcobaleno!

 

 

Facciamo un bellissimo bagno nelle acque caldissime e aspettiamo il tramonto, che è spettacolare, tranne che, siamo cibo per i terribili sand flies, senza accorgercene, e lo scopriremo l’indomani, quando sembra che abbiamo contratto una malattia contagiosa!

 

 

 

 

Giorno 3 ad Exuma – escursione a Exuma cays

Oggi è prevista la tanto desiderata escursione a Exuma cays, per andare a vedere i famosi swimming pigs, i maialini che nuotano nel meraviglioso mare delle Bahamas, che mi avevano fatto innamorare della destinazione.

 

Avevo prenotato l’escursione prima di partire contattando via mail Robert’s Adventure, che mi ha mandato una mail di conferma la sera precedente e le coordinate per raggiungere il luogo di partenza. Sì perchè, per risparmiare un po’ su questa costosissima escursione, abbiamo deciso di non farci venire a prendere (con uno sconto, pagando in contanti, di 20 usd a testa). L’escursione ci costa 180 usd a persona, escluso il pranzo (che è possibile anche portarsi da casa) e la possibilità di nuotare con gli squali nutrice (che costa 10 usd in piu’ a persona).

Partiamo da casa nostra di buon’ora, occorrono circa 40 minuti per raggiungere il punto d’imbarco che è all’estremo nord dell’isola, a Barraterre. Arriviamo con l’entusiasmo a 1000, anche l’adolescente non vede l’ora di vedere i famosi maialini, , una ventina di minuti prima, a un moletto con sole 2 barche che stanno preparando, un banchetto di souvenir che stanno allestendo, una casetta blu con scritto “post office” (e bagno pubblico accanto), e sulla collinetta adiacente, il piccolo paesino (ovvero 4 case in croce), di Barraterre.

 

 

Arrivano i ragazzi che ci accompagneranno nel tour, siamo solo 9 persone, noi gli unici italiani: è perfetto!! Alle 8 si parte per gli Exuma cays, la parte di Exuma che è formata da tante piccole ed esclusive isole. Subito alla partenza ci appaiono degli isolotti lambiti da un mare con ogni sfumatura di blù e per alcuni vengono a raccontarci a chi appartengono le isole: quella è di David Copperfield, quella è di John Fry’s imprenditore americano, ecc.ecc., insomma stiamo costeggiando le isole delle celebrità.

Navigando ancora, arriviamo alla prima tappa, Leaf Cay iguanas,  l’isola delle iguane, un’isola dove vivono solo iguane molto socievoli. Avevo già visto qualcosa di simile a Cayo Iguana, in escursione da  Cayo Largo (https://www.unanimainviaggio.it/la-meraviglia-cayo-largo/)

Siamo solo noi sull’isola e quando arriviamo tantissime iguane curiose si lasciano avvicinare, probabilmente abituate ai turisti.

 

 

Ripartiamo e la seconda tappa è la Thunderball grotto, location delle riprese del primo film di 007, che per il momento vediamo solo di passaggio, in quanto c’è l’alta marea e non si riesce ad entrare a nuoto, come previsto.

 

 

Continuiamo a navigare, e mentre il vento ci scompiglia i capelli (quanto adoro questa sensazione!!!), ci offrono bevande e cocktail. Navighiamo per parecchio tempo, quasi un’ora e mezza ancora, la destinazione è molto distante, e intanto sfumature di azzurro, blù e verde del mare si susseguono, riempiendo gli occhi di meraviglia.

 

 

Finalmente arriviamo ad una spiaggetta, ci sono poche barche che attendono e cominciamo a vederli, loro, la cui immagine ho associato alle Bahamas, i maialini che nuotano, gli swimming pigs!!

Sono bellissimi, tenerissimi!! Siamo arrivati a Big major cay.

 

Ho dedicato un articolo a parte a questa esperienza, nella sezione “Cose fighe in giro per il mondo” 

 

Exuma: escursione all’isola dei maialini

 

Proseguiamo il nostro tour, i colori del mare sono sempre piu’ strabilianti. Arriviamo in un posto pieno di Yatch, è l’isola privata di Compass cay, l’ingresso qui costa 10 usd a testa e ci sono gli squali nutrice: si possono vedere e nuotare con loro. Decidiamo di saltare la visita, ne abbiamo visti tanti di squali alle Maldive e Giada non ci tiene a nuotare con loro (noi ci abbiamo nuotato piu’ volte in Polinesia), quindi aspettiamo sulla barca a goderci il sole e il mare.

 

 

Ritorniamo a questo punto a alla grotta di 007, ma la marea è ancora alta, non è sicuro entrare nella grotta, dobbiamo accontentarci di fare un discreto snorkelling attorno alla grotta. Questo è l’unico rammarico dell’escursione, non essere potuti entrare, se lo avessimo saputo, avremmo spostato il giorno dell’escursione per non rinunciarvi, perchè dicono che sia veramente splendido andare all’interno.

Tappa successiva, Stanley cay, un’isola esclusiva, in un punto meraviglioso, dove c’è un resort, un ristorante, una marina piena di barche enormi, una ha anche un piccolo aereo sopra..e ci sono tanti americani che festeggiano il 4 luglio. La sosta è solo per fare carburante, quindi abbiamo 15 minuti per esplorare.

 

 

Ripartiamo e ci fermiamo poco distante in un altro cay, Black point, dove c’è un ristorante sul mare, per il pranzo facoltativo. Noi ci eravamo portati qualcosa di casa da mangiare (degli ottimi rotoli di una specie di piada con fette di tacchino arrosto e formaggio), e ci mettiamo all’ombra su una panchina con una vista da urlo sul mare blu.

Dopo un’oretta circa si riparte. Ci dicono di spalmarci bene di crema protettiva perchè saranno le ore in cui piu’ facilmente ci si puo’ scottare. Ma sono anche le ore dove i colori risaltano di piu‘..Mai viste tante sfumature cosi’ belle, di azzurro, verde, che si alternano, ti riempiono gli occhi e il cuore di una bellezza senza fine. 

 

 

Arriviamo in un punto in mezzo al mare, dove ci fermiamo, c’è un tratto di bassa marea e scendiamo per godere della meraviglia. Siamo al Musha Cay sandbar.

 

 

Per arrivare alla parte dove l’acqua è piu’ bassa c’è un vero e proprio scalino e poi..metri e metri di acqua bassa, col contrasto del colore cielo e del mare, al di là del gradino.

 

 

E’ come camminare in paradiso, veramente uno dei posti piu’ belli mai visti. Nel mare possiamo fare il bagno nella parte con acqua piu’ alta, passeggiare nella parte del sand bar, bere un drink, farci foto. Fintanto che, appagati torniamo in barca, ci aspetta un’altra ora circa di mare per rientrare.

 

 

 

Sulla via del ritorno, navigando per queste acque turchesi,

mi sale un’emozione e comprendo che il senso della vita

è anche vedere e toccare la bellezza che si trova in giro per il mondo e portarsela dentro. 

 

Torniamo da questa escursione, con una tavolozza di nuove tonalità di blù, che non sono piu’ nel nostro immaginario, ma che abbiamo visto con i nostri occhi.

E con un nuovo colore unico, che mi porterò sempre  nel cuore: l’azzurro Bahamas.

 

Poichè non è tardi e siamo al nord, decidiamo di fermarci a vedere Cocoplum. C’è la bassa marea che si sta alzando e qualche nuvola, non è nel suo massimo splendore ma è comunque fantastica.. e ci ripromettiamo di tornare nei prossimi giorni consultando il calendario delle maree. Intanto però non possiamo esimerci di farci le foto sulle famose altalene.. ma sono proprio alte, un’impresa salirci!

 

 

 

 

Giorno 4 ad Exuma – Rolleville, Exuma Point, Cocoplum

Oggi decidiamo di tornare al nord, a Cocoplum. Siamo passati ieri ma c’era qualche nuvola, per cui vorremmo fare il tentativo di vederla col sole. Abbiamo consultato il calendario delle maree e visto che oggi sarebbe l’unico giorno prima della nostra partenza in cui riusciremmo a vedere la spiaggia con la bassa marea in orari favorevoli.

Occorre una mezz’ora per arrivare al nord. Prima di imboccare l’accesso alla spiaggia, vogliamo andare a vedere Exuma point a Rolleville, il punto piu’ estremo.

Rolleville è una cittadina molto carina, la piu’ bahamiana che ci sia, con case colorate e chiese ovunque ci voltiamo, con un saliscendi di strade caratteristico.

Qui si vedono i bambini giocare, gli anziani conversare all’ombra degli alberi, la gente lavorare nei propri giardini o farsi a piedi chilometri con la spesa in mano, mamme che curano i loro bambini. E nonostante le belle casette colorate e ordinate, si percepiscono condizioni di vita semplici e forse più difficili.

 

 

Oltrepassando il cartello Exuma point, alla nostra sinistra si apre uno spettacolo magnifico.

 

 

Non troviamo un vero e proprio accesso, le persone che vediamo passeggiare su una lingua di sabbia sono presumibilmente arrivate con una imbarcazione, ma è comunque una visione meravigliosa. Ci rimettiamo in auto, e dall’altro lato della punta, vediamo dall’alto il mare mosso e quindi non ci fermiamo e andiamo verso Cocoplum, che pero’ è nello stesso versante, quindi probabilmente esposta allo stesso vento.

 

 

Infatti troviamo mare mosso anche li’ anche se i colori sono fantastici e poiché non c’è nessuno in spiaggia, molta ombra e anche dei lettini disponibili, ci fermiamo e ci rilassiamo fino ad ora di pranzo. A mezzogiorno ci dirigiamo a qualche chilometro piu’ distante, verso un ristorante che avevamo visto ieri sulla spiaggia, lo Shoreline.

 

 

Ho letto che fanno il conch, un mollusco che cucinano spesso qui ad Exuma e voglio proprio assaggiarlo. Ci accomodiamo in un tavolino proprio sulla spiaggia, per il momento, non c’è nessun’altro e questo posto è molto bello, ha amache all’ombra, lettini e anche giochi per i bambini, riservati ai clienti. Ordiniamo il conch io e mio marito, e mia figlia un hamburger di angus e papatine. Il conch qui lo preparano tipo polpetta molto fritto e molto piccante. Sono stata contenta di averlo assaggiato, ma non mi ha fatto impazzire. Con birra e acqua spendiamo 47 usd.

 

 

Finito il pranzo, approfittiamo delle amache  per rilassarci e leggere un po’ e arriva anche un simpatico cagnone a farci compagnia. A metà pomeriggio lasciamo questo posto e torniamo a Cocoplum.

 Cocoplum adesso la bassa marea dovrebbe essere al suo massimo. Infatti ci si apre davanti uno spettacolo divino: una spiaggia grande che assomiglia alle Maldive, la bassa marea, che in questo mi ricorda i paesaggi di Zanzibar..

 

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Il meglio delle spiagge tropicali mai viste. Delizia per gli occhi e i sensi.

 

 

 

Con questo paesaggio col sole voglio rifare le foto nelle famose altalene. Di nuovo un casino salire!!

 

 

 

E sono cosi’ inebriata che faccio anche quelle col salto!

 

 

Il mare è caldo e ci facciamo un bagno rigenerante. E mentre marito e figlia tornare a leggere all’ombra, io percorro metri e metri nella bassa marea e guardo questo scenario da favola, e questa spiaggia che è davvero una delle piu’ belle mai viste.

 

 

 

Giorno 5 ad Exuma – Stocking Island

Oggi si parte per una nuova avventura.

Ieri sera siamo stati ospiti, per il dopo cena, da una famiglia italo americana che vive in New Jersey, che di recente ha acquistato un appartamento nel residence Hideway (per affittarlo appartamento Hideaway), a 2 minuti da dove abbiamo il nostro appartamento. Con  Roseann avevo scambiato alcune informazioni su Tripadvisor forum exuma americano. Abbiamo scoperto che saremmo state a Exuma nello stello periodo e ci siamo scambiate i numeri, ripromettendoci di vederci per un caffè. Quindi poi ci siamo sentite e accordate per trovarci. La famiglia è simpaticissima, ci sono anche il nonno e la nonna ultraottantenni, che hanno uno spirito invidiabile, e sono super entusiasti del posto. Vivono negli Usa da oltre 40 anni, ma  parlano ancora italiano tra di loro e con noi, nel loro dialetto di orgine, e cosi’ anche Roseann. Solo Mike, il marito, non parla italiano, ma lo capisce. Da loro ci sono anche Leonardo e Lisa, i cugini che abitano a Mantova, grandi viaggiatori e amanti dei paradisi tropicali, che sono qui in vacanza. Passiamo una serata piacevolissima e per il giorno successivo ci offrono un passaggio a Stocking Island, una piccola isoletta di fronte a George Town, (raggiungibile anche con il water taxi in una quindicina di minuti) dove entrambi avevamo intenzione di andare, con la barca che hanno preso in affitto.

 

 

Al mattino quindi, nonostante il vento e i nuvoloni, partiamo per la nostra meta, la spiaggia del Chat & Chilly, il ristorante dell’isola. Viene anche la nonna in barca ed è entusiasta! Arriviamo che è uscito un sole stupendo e dei colori meravigliosi, tanto per cambiare. Ci sono alberi sotto cui godere dell’ombra, tavolini ed amache e neanche tanta gente!

 

 

Stocking island è conosciuta anche perchè ci vedono tante razze che girano vicine a riva.

 

 

Abbiamo volutamente evitato la domenica, anche se fanno il pig roast, il maialino arrosto, per evitare troppa folla.

Andiamo curiosi all’angolo dove puliscono il conch, il tipico mollusco della cucina bahamiama, che qui preparano crudo con le verdure.

 

 

Proprio in quel punto, arrivano sempre delle magnifiche razze, per vedere se hai del cibo per loro.

 

 

Sono dolcissime, si avvicinano alle gambe, alzando la loro estremità, come per accarezzarti e io le adoro. Avevo vissuto una simile esperienza, indimenticabile, quando siamo andati in viaggio di nozze in Polinesia, a Moorea.

 

 

Intanto il tempo volge al brutto e comincia a piovere forte, dalle nuvole sembra tutto coperto, invece dopo poco, ritorna il sole. Facciamo un bagno e decidiamo di andare a cercare una spiaggia dall’altro lato rispetto a dove siamo, che mi era stata consigliata, ma un po’ per il cammino impervio sulla roccia, un po’ per l’alta marea, arriviamo fino ad un bellissimo punto dove si dovrebbe guadare il mare, e poi ci fermiamo. Ci siamo presi una grande accaldata e io anche insulti da mia figlia, che fatica a camminare sulle rocce ed è senza ciabatte.

 

 

Torniamo alla base ed è ora di pranzo. Ordiniamo il pesce del giorno alla griglia, un hamburger e formaggio con 3 bevande (47usd). C’è sempre parecchio da attendere con i tempi bahamiani, ma il cibo è veramente ottimo. Finito il pranzo, il nostro capitano Mike ci propone di andare alla spiaggia delle stelle marine. Ripartiamo quindi,  la nonna ha l’entusiasmo di una bambina per qualsiasi cosa. Che meraviglia!

A Star beach pero’ non c’è l’ombra delle stelle marina, chissà, forse le recenti condizioni atmosferiche le hanno fatte allontanare. In compenso il posto è splendido e ci facciamo un bel bagno, chiacchierando in mezzo al mare. Si riparte verso Hoopers bay per andare a vedere le tartarughe. Hoopers bay dal mare è immensa e bellissima, illuminata col sole del pomeriggio.

 

 

In direzione dei 3 pontili, Mike agita un tubo per richiamare le tartarughe, e dopo poco ne arriva una, coi suoi colori stupendi, che gira attorno alla barca. Mentre stiamo per ripartire ne vediamo un’altra, sul fondo che, piano piano, risale. Il mondo è veramente popolato di esseri meravigliosi!

 

 

E mentre guardiamo questa bellezza, la nonna Rossella chiede al genero capitano di mettere una canzone di Frank Sinatra, e sulle note di “My way” e le parole cantate a gran voce dalla nonna, torniamo verso casa di Roseann, con vento a sfavore, galoppando le onde, con il senso di vita che ti da la barca, la schiuma del mare dietro di essa, il vento che ti arriva prepotente in faccia, e le cose che hai visto che rimpiccioliscono all’orizzonte.. e nuovi ricordi da portare nel cuore.

 

Giorno 6 ad Exuma – Emerald bay, Paradise beach, Cocoplum, Jolly hall beach

Quando sono al mare al mattino, mi piace alzarmi di buon’ora, lasciando il resto della famiglia a dormire ed andare a passeggiare da sola sulla spiaggia.

Il nostro appartamento è stata una scelta azzeccata, per questo mio intento, in 2 minuti arrivo a una spiaggia, Bahamas Sound 18, non tanto grande, che trovo sempre deserta, dove posso camminare, scrivere, pensare, col rumore delle onde.

 

 

Oggi allungo un po’ la strada ed arrivo in 10 minuti a Jolly hall, la seconda spiaggia che abbiamo visto all’arrivo ad Exuma, bellissima. Lungo la strada molti stanno iniziando la giornata con la loro attività e al passaggio mi salutano, cosa che fanno sempre i bahamiami, col loro carattere friendly.

 

 

Anche a Jolly hall non c’è nessuno, fintanto che arriva un bahamiamo in uniforme e mi saluta. Ci presentiamo, cominciamo a chiacchierare, mi fa vedere il suo cappello e il suo distintivo: è un poliziotto che sta tornando a casa dopo il turno di notte al lavoro e si è fermato qui alla spiaggia, ad ammirarne la bellezza. I bahamiani devono essere consci della terra meravigliosa in cui vivono, non è la prima persona che si ferma con l’ auto per andare a guardare il mare.

Torno a casa a preparare la colazione e a svegliare la truppa. Oggi vogliamo tornare al nord, a vedere altre spiagge.

 

 

La prima dove ci fermiamo è Emerald bay, quella dove ci sono i 2 grandi resort dell’isola, il Sandals e il Marina Bay.

 

 

La baia è enorme, il mare di un celeste intenso, anche se leggermente mosso, e vicino ai resort la spiaggia è attrezzata. Se devo dire la verità, non è la spiaggia piu’ bella che ho visto. Incontro una coppia di americani che alloggiano al Sandals, che mi chiedono informazioni e a cui consiglio di affittare un auto per vedere le altre belle spiagge dell’isola.

 

 

Decidiamo di proseguire, qui non c’è un briciolo di ombra, e arriviamo a Paradise Bay, dove c’è Flamingo beach, nel paese di Stevenson. La spiaggia ha anche qualche palma. È stupenda, anche se non  c’è un filo d’ombra neanche qua.

 

 

La zona è vivace e carina, un agglomerato di case colorate ordinato, una piccola grocery, un famoso ristorante per il conch, sulla spiaggia che spicca per i suoi colori, il Big D’Spot.

 

 

Decidiamo quindi ti tornare a Cocoplum dove siamo sicuri che li’ l’ombra la troviamo. Non solo troviamo l’ombra ma anche dei bei lettini dove sdraiarci comodamente, che sono a disposizione di tutti.

 

 

Oggi c’è vento e il mare non è cristallino ma i colori sono sempre stupefacenti. Passiamo diverse ore a leggere e ammirare il mare, ho preparato anche qualcosa per pranzo, e cosa c’è di meglio che mangiare davanti a questo panorama??

 

 

Dopo mangiato approfittiamo di un attimo di nuvole, che durano poco in verità, per tornare verso la nostra zona. Vedo un punto panoramico, un cartello indica Mont Thomson, 2 alte palme svettano nel blu e ci fermiamo ad ammirarle.

 

 

In lontananza vediamo anche 3 rocce, le famose Three sisters.

 

 

La strada in questa area è molto bella, lambita da bella vegetazione ai lati.

Ci dirigiamo verso Jolly Hall beach, che a mia figlia è piaciuta tanto.

 

 

Al contrario di tutte le altre spiagge, oggi qui troviamo mare calmissimo, probabilmente la baia resta molto riparata e ci facciamo un bel bagno nelle acque calde e trasparenti.

 

 

Oggi è domenica e ci sono anche i bahamiani nelle spiagge, ma non siamo piu’ di una decina di persone.

 

 

 

E’ davvero una spiaggia mozzafiato.

Restiamo fintanto che si cominciamo a vedere i sand flies, non senza esserci spalmati di olio Johnson e di spray repellente, che non sappiamo se funzionano.. Per cui nel dubbio, dopo poco, ritorniamo verso la nostra dimora con le pareti celesti:). Grati per un altro giorno in paradiso.

 

 

Giorno 7 ad Exuma – George Town, Tropic of Cancer beach, Hoopers bay

Stamane vogliamo tornare a Tropic of Cancer beach, al sud, a Little Exuma, che abbiamo visto solo in un tardo pomeriggio al tramonto.

Lungo la strada decidiamo di fermarci nella capitale George Town, e farci un giro in città.

 

 

La capitale è un agglomerato di case colorate sparse, con la marina, il market piu’ grande dell’isola, la banca di fronte, la stazione di polizia, il municipio, tutto rosa, la chiesa, un parco pubblico con playground per bambini, un mercato coperto.

Ovunque spiccano le bandiere bahamiane azzurro nero e giallo. Entriamo nel mercato e compriamo qualche souvenir.

 

    

 

Riprendiamo il nostro cammino verso Pelican bay, dove c’è la spiaggia di Tropico del Cancro. Passiamo il ponte che collega Great Exuma a Little Exuma e arriviamo nel punto dove si imbocca la strada, senza segnalazione, ma che viene indicato dal navigatore.

 

 

Percorriamo un paio di chilometri di sterrato, la strada non è sicuramente comoda per chi alloggia qui. Arriviamo alla scaletta col porticato, che porta al mare.

 

 

Quel che appare davanti oggi è una distesa di mare celeste brillante e inebriante. La spiaggia, tutta sotto il sole, non c’è neanche un punto d’ombra. Cerchiamo di arrangiarci, puntando alcuni bastoni trovati a terra, e mettendo sopra il nostro ombrello e un telo per creare una specie di gazebo.

 

 

Una soluzione molto artigianale ma che ci dona un po’ d’ombra. Che in realtà, poi, non sfruttiamo neanche, perchè trascorriamo tutto il tempo a bagno.  Il mare qui è da sballo.

 

 

E chi ci toglie più da questo mare??

 

 

 

Lasciamo a malincuore questo posto spettacolare, una visione che mi portero’ per sempre nel cuore (foto inizio articolo).

 

 

E’ quasi ora di pranzo e oggi abbiamo in programma di andare qui vicino a mangiare, al famoso ristorante Santanna’s, dove Johnny Deep, Orlando Bloom e tutta la troupe del film Pirati dei Caraibi, si fermavamo a pranzo durante le riprese del film.

 

santanna's exuma pirati dei caraibi

 

Il locale è in un punto favoloso, ha tendoni colorati che riparano dal sole, e che gli danno un aspetto vivace, e una bellissima terrazza sul mare.

 

santanna's exuma pirati dei caraibi

 

Ordiniamo il pranzo, un’aragosta, il pesce del giorno, un groupier, ovvero una cernia e del pollo fritto, cucinati divinamente. Intanto al largo si vede la sagoma di qualche squaletto e tanti gabbiani ci volano sulla testa in attesa dei resti del cibo.

Guardo all’orizzonte,  quel mare e immagino che arrivi una nave, con i pirati pronti per approdare e venire a pranzo. Ma è solo immaginazione, in realtà non arriva nessuno, ma al ritorno voglio di sicuro rivedere il film, ricordando questi posti.

 

santanna's exuma pirati dei caraibi

 

Torniamo verso Great Exuma e decidiamo di fermarci a Hoopers bay, la prima spiaggia che abbiamo visto appena arrivati nell’isola.

 

 

Inutile dire che è meravigliosa, qui ogni spiaggia, a qualsiasi ora diversa, lascia a bocca aperta. E ognuna invita a fare un bel bagno.

 

 

Ci avviciniamo ai pontili dove solitamente arrivano le tartarughe. D’un tratto mi giro e ne ho una a fianco, che quasi si spaventa. Si avvicina, mi guarda con la sua testina in alto, possiamo ammirarla in tutta la sua bellezza e poi si allontana. Come non provare gratitudine per tutta questa bellezza??

 

 

Andiamo ad asciugarci sotto una palma, a fianco del famoso Sandy Palm, struttura frequentata da molti italiani, sulla spiaggia di un hotel dismesso, dove possiamo metterci a leggere in tranquillità, come ci piace, fino alle prime luci del tramonto, che ci fanno scappare, per il timore di essere aggrediti dai tremendi sand flies.

 

 

A casa, dopo cena, ci aspetta la preparazione delle valigie, oggi era l’ultima giornata qui, e domani dobbiamo lasciare, nostro malgrado, il paradiso.

 

Ultimo giorno ad Exuma – la partenza

Tra poche ore dovremo lasciare questo paradiso.

Mi alzo e vado a salutare la mia spiaggetta a Bahamas Sound 18, che ha accolto in questi giorni i miei pensieri e mi ha regalato la bellezza dei suoi colori al mattino.

 

exuma bahamas sound 18

 

Mi resta ancora un po’ di tempo, mentre la famiglia dorme ancora per raggiungere, in una decina di minuti, con una camminata lungo la strada, anche la fantastica Jolly Hall beach. C’è la bassa marea stamane e il mare è calmo, sembra una tavola.

 

exuma jolly halll beach bahamas exuma jolly halll beach bahamas

 

La ripercorro tutta fino all’estremità sud, dove so esserci  l’angolo di indicibile bellezza che ho trovato il primo giorno: alcune rocce orlano una spiaggia, su cui svettano alte palme, che raramente ho visto sull’isola, e dietro di questa, una strada e di nuovo il mare.

 

exuma jolly halll beach bahamas

 

Anche questo è uno dei posti più belli visti in questa vacanza. Ovviamente ci sono solo io in spiaggia.

 

exuma jolly halll beach bahamasexuma jolly halll beach bahamas

 

Mi appresto a tornare e non riesco a fare a meno di buttarmi nel mare per un ultimo bagno, chi se ne importa se avro’ roba bagnata in valigia, voglio godere ancora di quest’acqua meravigliosa sulla mia pelle.

Sento l’odore del mare e dell’aria e lo imprimo nella mia mente.

 

exuma jolly halll beach bahamas

 

Risalgo e torno verso casa, dove mi aspettano per colazione.

 

 

Chiudiamo le valigie e ringraziamo questa casa deliziosa che ci ha accolto questa settimana, facendoci una foto, proprio sotto a quadri che contengono delle parole molto preziose: Love, Hope, Faith, ovvero Amore, Speranza e Fede, che speriamo ci guidino sempre.

 

 

Andiamo a malincuore verso l’aeroporto e lasciamo l’auto dove ci ha comunicato Janish. Non siamo pronti a partire, ma dobbiamo, e mia figlia sta già chiedendo di tornare il prossimo anno.

Facciamo velocemente il check in, e poi attendiamo nel piccolissimo, caldo e affollato aeroporto, incrociando sempre le dita che Silver Airways non faccia ritardo.  Ci sono solo un paio di negozietti da visitare, dobbiamo cercare di far passare il tempo fino all’imbarco. Molto lentamente le persone diminuiscono con la partenza dei voli e arriva anche l’orario del nostro imbarco..ma niente. All’improvviso una comunicazione del personale aeroportuale chiede se qualcuno si offre volontario per partire l’indomani, ovviamente tutto spesato..accidenti, tra 2 giorni abbiamo il volo intercontinentale, non possiamo restare, altrimenti l’avremmo fatto sicuramente. Il fatto è comunque che evidentemente la compagnia ha fatto overbooking quindi 3 persone devono restare a terra. Nessuno si offre, quindi è la compagnia a decidere chi saranno i 3 “sfortunati”. Intanto iniziano le operazioni di imbarco, saliamo sul solito aereo rosa che sembra quello della Barbie e ci apprestiamo a vedere di nuovo il paradiso sotto di noi.. questa volta per salutarlo.

 

 

Ciao Exuma, il mare piu’ bello che i miei occhi hanno visto nel mondo.

 

 

 

 

….Ma il nostro viaggio non è ancora finito! Continua qui 

 

Miami, Fort Lauderdale e Miami Beach

Bahamas

 

 

 

 

 

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2 Responses to Exuma: diario dal paradiso

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  • #sirmione sul #lagodigarda è un posto a me molto caro, dove sto bene. 
Ultimamente vado con le mie amiche, con le quali siamo solite andare qualche volta durante l'anno alle #terme, quando riusciamo a prenderci paio di giornate per staccare. Lo troviamo tutte di una #bellezza unica, perché unisce l'atmosfera del paesino sul #lago alle stupende #termedisirmione #aquaria.
Ci piace alloggiare all'hotel @termedisirmionehotels Promessi Sposi, tutto colorato sul lago, che si vede prima di entrare dal ponte del paese, anch'esso con piscina termale e spa.
Nei giorni scorsi scorsi, il tempo ci ha regalato un tramonto meraviglioso mentre eravamo alle terme: goderselo dalla piscina a sfioro sul lago o dalla sauna è stato stupefacente.
Stavolta abbiamo fatto anche un giro in barca di tutta la penisola, vedendo da una diversa prospettiva le grotte di Catullo, già visitate in passato, un posto meraviglioso🤩, e il castello scaligero. E abbiamo scoperto anche la stupenda #jamaicabeachsirmione , raggiunta con una bella passeggiata lungo il lago, di cui foto nel post di ieri ..
What else, quando si può ridere insieme e condividere la bellezza?

#unanimainviaggio 
Di Sirmione avevo anche scritto qui

https://www.unanimainviaggio.it/sirmione-meraviglia-tra-lago-archelogia-e-terme/

Delle terme visitate con le amiche qui

http://www.unanimainviaggio.it/giornata-alle-terme-con-le-amiche/

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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