Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Giovinezza obbligatoria?

 

 

La paura di sprecare il tempo della vita e la vita stessa

(che mi ha accompagnato per molto tempo).

La paura di restare incastrati, magari senza accorgersene. O della capacità di vedere, ma non di saper fare delle scelte.

Il timore che il tempo passi, e di ritrovarsi a fare dei bilanci, con i conti che non tornano, e troppo tardi per cambiare qualcosa, o per trovare il coraggio di farlo. Di avere sprecato quel libero arbitrio, quella possibilità di scegliere, che non è un privilegio di tutti.

Quel momento in cui ti rendi conto che l’età avanza.

Che il tempo è sempre meno, e che il corpo, la mente non rispondono piu’ come una volta. Quando ti guardi allo specchio e non ti riconosci. Quel momento in cui aumenta il divario tra quel che vedi e senti dentro e quello che appare da fuori. Vedi il viso riempirsi di rughe, senti  il corpo indolenzirsi, l’energia che viene a mancare, le cose che sfuggono o non si ricordano. Controlli piu’ volte se hai messo nella borsa il telefono, gli occhiali, le chiavi.. che ci hai infilato poco prima. Quando percepisci distante quello che gli altri vedono di te, rispetto a quello che senti tu. Guardare gli altri della tua età e non riconoscerti. Constatare, e doversi rassegnare all’idea, che i piu’ giovani ti considerano vecchio.

Mentre tu, magari, ti senti ancora l’anima di un bambino, la freschezza e l’entusiasmo di un ragazzino, gli alti e bassi di un adolescente. Quando hai la sensazione di non essere mai diventato grande e avere fatto le cose dei grandi.

Mentre si riduce la gamma delle tue possibilità: non puoi piu’ far conto sulla bellezza, sull’energia, sulla velocità, su un’immagine, su tutte quelle cose che contraddistinguono un corpo giovane e una giovane età. E devi cercare nuove e diverse risorse dentro di te, per compensare e non soccombere.. ed è una gran fatica!

E, forse, non vorresti renderti conto di tutto ciò, perché invecchiando diventi piu’ fragile, e in modo evidente. Magari dopo aver tentato tutta una vita di mascherarla o proteggerla, la tua fragilità.

Puoi anche far finta di niente, evitare questi pensieri, cercare di apparire ancora giovane, di nascondere, a te stesso o agli altri.

Per il protagonista dello spettacolo GIOVINEZZA OBBLIGATORIA, non è mai arrivato il momento per questi pensieri. Magari l’ha sempre sfuggito. Si trova catapultato all’improvviso di fronte all’evidenza di essere vecchio, e non per suo volere. Gli arriva lo scossone, e tutto accade cosi’ velocemente da restare incredulo di fronte al destino che gli si prospetta, che appare inevitabile e che non accetta: quello di dover scegliere la morte. In quel momento realizza qualcosa che probabilmente non ha mai voluto vedere o non si è fermato a pensare:

 

“ho sempre vissuto la vita come deve essere vissuta,

non mi sono mai chiesto come l’avrei voluta vivere.”.

 

 

E’ la triste ammissione di non aver fatto scelte consapevoli, di essersi fatto travolgere da meccanismi di omologazione, ed essere stato incastrato in una coazione al lavoro, subendo ritmi dettati, alla ricerca di prestigio e successo. In un contesto dove, anche la forza dei sentimenti o di una vita trascorsa insieme, è indebolita e sottomessa all’interesse della propria sopravvivenza alle ragioni del sistema. In una società in cui tutto è meccanico e programmato da qualcosa al di fuori di noi, dominata da valori materiali, dal culto dell’immagine, e dove appunto la giovinezza è un valore da perseguire, non uno stato temporaneo. Che fa nascere l’esigenza di mostrarsi sempre giovani, di restare giovani anche con artefatti, cadendo talvolta nel ridicolo.

Produci-consuma” è il leitmotiv dei protagonisti, a cui, in analogia a quello che è il momento storico che stiamo vivendo, -dove l’importanza delle persone è misurata in quanto consumatori,- mi viene da aggiungere:

“ fai vedere – mostra – metti in piazza”.

 

Ansia..ansia…ansia.. l’ansia della situazione ti sovrasta.. finchè  …qualcosa scatta, come a volte nella realtà. Istinto di sopravvivenza? Attaccamento alla vita, che emerge nei momenti più improbabili? Consapevolezza di avere il tempo limitato? Voglia di cercare di realizzare, nel poco tempo rimasto, qualcuno dei sogni o dei desideri che si sono custoditi o che non si sapeva avere? Desiderio di recuperare qualcosa?

Ecco, quando quel qualcosa scatta, c’è un senso di liberazione. Perchè l’uomo si rende conto che c’è una possibilità di scelta.

Seppure con i limiti evidenti, anche l’eta avanzata puo’ consentire di scegliere, se non altro, un atteggiamento da adottare, per affrontare la vita che rimane. Con dignità. Senza ulteriori sprechi, se ve ne sono stati. Senza lagna, nonostante il tanto che viene a mancare. E proprio la consapevolezza degli anni che passano, e il desiderio di non sprecare ancora del tempo, puo’ stimolare a scegliere di permettersi quello che non ci si è mai permessi, di fare quello che non si avrebbe o non si ha mai fatto, di dare risposte mai immaginate, di essere la persona che si vuole…di  mandare affanculo, di diventare rompi-coglioni, di smettere di far finta di niente.. Di acquisire nuove libertà: le libertà di chi ha piu’ poco da perdere.

E’ dura lasciare la giovinezza.. ma voglio sperare che la vecchiaia non sia solo un accumulo di anni che passano. e di rughe, ma anche di saggezza, di esperienze che hanno insegnato, e che possono insegnare a qualcuno. Che cio’ che è contenuto, ed è frutto di una vita vissuta, sia piu’ importante del contenitore esterno.

Voglio sperare che anche dietro una mascherina, obbligatoria e opportuna, dove le lacrime non sanno dove andare, vedere rappresentato su un palco quel che puo’ essere, sia utile per far fermare a riflettere profondamente, per accorciare i tempi e per contenere gli sprechi.

E voglio sperare, e mi auguro, che i luoghi di arte e cultura, come il nostro teatro, continuino ad essere frequentati e considerati importanti. Perché spettacoli come questo, non solo fanno trascorrere un pò di tempo di qualità e distraggono per un pò da se stessi, ma mettono in moto i pensieri, creano collegamenti, empatia, terapeutiche identificazioni in personaggi, situazioni ed emozioni, ampliano la coscienza, ci riportano a noi e ci fanno riconoscere come esseri umani.

Tutto cio’ che serve anche per invecchiare meglio.

 

Spunti di riflessioni dallo spettacolo Giovinezza obbligatoria del Teatro delle Temperie.

ottobre 2020

 

Lo spettacolo https://www.teatrodelletemperie.com/it-it/teatro-calcara-spettacoli/spettacolo/giovinezza

recensione del magazine About https://aboutbologna.it/giovinezza-obbligatoria-tre-compagnie-teatrali-produci-e-consuma/?fbclid=IwAR1CXFVTF2L_JsfAkyj5zbC_A5Btk9Mj7QYlVa6wt4mGPAcprZey9RD63eA

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.