Viaggi di testa e viaggi nel mondo

I tempi, nella mia vita

 

 

C’è stato un tempo in cui ho pensato che ce l’ho fatta perché ho sempre cercato, e non mi sono mai data per vinta.

E c’è stato un tempo in cui ho detto “ok”, ho fallito in molte cose e non ho capito tanto, ma la vita è anche questa.

E poi ancora c’è stato un tempo in cui mi sono chiesta: “Ce la posso fare oggi?”. Quando la fatica di andare avanti mi sovrastava e la voglia di arrendermi non era più una conquista, ma era intrisa anche di amarezza.

C’è un tempo in cui mi accorgo che non ho imparato molto dalle lezioni che ho avuto, e me ne dispiaccio. E che mi accorgo che non ho più davanti gli anni, e l’energia, per cercare ancora.

E c’è un tempo, invece, in cui ritrovo il mio entusiasmo di bambina, vorace, irrefrenabile, e sento quella gioia antica ancora forte. Con la consapevolezza dei mie anni.

Ci sarà, spero, un tempo in cui la fretta di reagire lascerà il posto alla saggezza di stare a guardare. Fare un respiro e lasciare accadere. Lasciare scorrere e andare oltre.

E chissà se ci sarà un tempo in cui smettero’ di rimanerci male. Per la caducità dei rapporti, per le maschere che cadono, per ciò che non è autentico e si svela. O un tempo in cui le aspettative finiranno.

Ci sarà un tempo, forse, in cui tutti gli oggetti che ho tenuto e le parole che ho scritto serviranno a ricordare chi sono stata, o a ricostruire i miei ricordi.

E chissà se la capacità di ricordare, in quel tempo, sarà andata perduta. Se ci sarà un tempo, presente, passato, riconosciuto, o se tutto sarà senza tempo e sarà poco importante.

Chissà se, così, finirà il tempo di fare bilanci, di trovare un senso, delle risposte, delle corrispondenze.

Se davvero non ci sarà più niente da perdere o da fare, e resterà solo da vivere, il poco tempo rimasto. Senza indugio, rammarico, o pensiero alcuno.

 

 

 

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2 mesi fa

Riflessioni che creano un senso di leggera amarezza per ciò che appare un destino ineluttabile e che sembrano non tenere conto della tenacia che ci fa lottare sempre per non soccombere dinanzi alle piccole o grandi avversità del nostro vivere quotidiano.

Davvero bellissima e profonda questa tua riflessione! Anch’io spesso mi interrogo se, andando avanti nel corso della vita, cambieranno le prospettive e certe cose che adesso mi fanno impazzire perderanno d’importanza…

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.