La natura in soccorso, nella stagione infausta

Per qualche strano volere del destino l’autunno è sempre stata per me una stagione infausta.
Eventi tristi talvolta (come quest’anno) o memoria di questi nelle cellule.

Forse l’imminente arrivo della caduta, la paura di lasciarsi andare, di lasciare andare, il presagio del colpo che potrebbe arrivare, o che arriva, oscurano la grande bellezza
.

E ogni anno, quando devo chiudere le finestre, e ritirarmi in casa, con l’arrivo del grigio, del freddo e dell’umido, sento anch’io di dovermi chiudere, o rinchiudere, dentro la mia crisalide, faticare senza l’aiuto del sole e del calore, ed attendere una rinascita.
.“.. si sta come d’autunno sugli alberi le foglie..”
Diceva il poeta (Ungaretti)
“si sta come d’autunno le foglie dagli alberi cadute”
Dico io.

Eppure, di nuovo, è proprio la natura, in questa stagione, che mi viene in soccorso
.

Immergersi nella straordinaria bellezza dell’autunno è un balsamo che aiuta a lenire patemi e pene: l’anima non può resistere dal rianimarsi di fronte allo stupore e allo splendore, al fascino di visioni malinconiche e di colori insoliti e sgargianti. Ricorda la bellezza struggente del tramonto, prima dell’oscura notte, a cui segue nuova alba.

Natura che, allora, sento il bisogno di cercare, per allontanarmi dai ricordi che fanno male, da mancanze, da dinamiche tossiche, da spazi dolorosi.
Che alimenta il pensiero che, nonostante tutto, c’è una meraviglia, che si sovrappone al freddo e al buio.
Che ogni stagione ha il suo bello e brutto tempo, e che, come dice un proverbio, non dura tutto il tempo.


Novembre 2025
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