Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Liguria-Golfo dei Poeti

 

 

Meno conosciuto delle 5 Terre, il Golfo dei Poeti, o Golfo di La Spezia, in Liguria offre paesini da visitare e paesaggi da vedere talmente belli e poetici, che non si fa fatica a capire perchè gli sia stato attribuito questo nome.

Portovenere, Lerici, Tellaro e la piu’ grande La Spezia, sono da visitare, girandoli a piedi, raggiungendoli in auto o con le barche con cui sono collegati, e godendo di tutta la poesia e la bellezza che riescono a sprigionare.

Noi siamo andati, approfittando di un impegno di lavoro a La Spezia, la settimana prima di ferragosto, dedicando 2 giorni a questa zona, che immaginavamo meno affollata nel periodo delle più conosciute 5 terre.

Abbiamo alloggiato a La Spezia, trovando, con difficoltà per la poca disponibilità data dal periodo, un affittacamere, “I remi del prione”,  che si è rivelato delizioso e perfetto: in un bel palazzo d’epoca e ubicato sulla strada pedonale del centro di La spezia,  4 camere, ognuna di un colore diverso arredate con gusto, colazione inclusa in un bar attiguo, ottimo prezzo, ed estrema gentilezza del proprietario.

 

La nostra camera è stata quella di colore viola, con 2 stanze, disimpegno e bagno, pareti e oggettistica in tinta, e terrazzo.

 

 

Lungo la sua piacevole via pedonale, a La Spezia si vedono bei palazzi liberty, e proprio da qui, si puo’ salire al castello, attraverso un comodo ascensore gratuito, da dove c’è una bella vista del porto.

 

Il bel lungomare di palme, la passeggiata Morin, è collegato attraverso un bel ponte moderno ad una penisola artificiale, ricco di bar e ristoranti, dove sorge il nuovo porto Mirabello, di fianco all’arsenale militare. Qui una bella piscina fronte mare che invoglia a fermarsi per un bagno.

 

Dalla parte opposta, si trova una bella ruota panoramica, dove io e mia figlia siamo salite per vedere la città dall’alto.

 

 

Proprio vicino alla ruota panoramica ci sono gli imbarchi per visitare le 5 Terre, e anche Portovenere e Lerici (dove si puo’ andare anche in auto, ma la grossa difficoltà in alta stagione è il parcheggio).

Noi abbiamo deciso di raggiungere  Portovenere in traghetto, località riconosciuta dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, che avevo già visitato anni fa e che mi era piaciuta moltissimo e dove quindi volevo proprio tornare.

Giungere dal mare al borgo marinaro di Portovenere è ancora più bello che arrivarci in auto: si vede il contorno della chiesa romanica di San Pietro sullo sperone di roccia, e piano piano, durante l’arrivo al porto, si scorgono le case tutte attaccate, allineate, di colori diversi, con dietro il castello.

 

Dal porto abbiamo passeggiato per le stradine del centro storico, all’interno delle mura, lasciandoci ammaliare dal fascino medievale che ancora conserva la città, e poi abbiamo preso la salita che porta verso la chiesa di San Pietro del 1200, si dice costruita sulle ceneri del tempio di Venere, all’estremità. Da questo punto si gode di panorami mozzafiato sul mare, in alcuni punti le mura hanno finestre o passaggi che mostrano viste di una bellezza sconcertante.

 

In particolare, una ingresso con cancello conduce in un posto magico: la Baia di Byron che pare fosse una delle località preferite di lord Byron. con una grotta dove si dice che il poeta cercasse ispirazione per le sue opere. il posto è indubbiamente pieno di poesia.

 

 

Scendendo le scale dell’ingresso sulla roccia si arriva in uno dei punti piu’ spettacolari. Rocce enormi sul mare, dove i piu’ coraggiosi si avventurano, si arrampicano e si tuffano nel mare..…Mentre noi, piu’ tranquilli, stanno a godersi  il sole sulle rocce che fanno da spiaggia e guardare questa spettacolo della natura, assieme ai gabbiani. Un panorama che ti ricarica di energia..

L’ora piu’ bella per percorrere la salita fino alla chiesa a  Portovenere  è comunque il tramonto, quando la luce del sole crea un’ atmosfera davvero magica e indimenticabile.

 

Per chi avesse piu’ tempo a disposizione, a 5 minuti da Portovenere tramite un servizio di traghetti o barche, o fermandosi col traghetto prima di arrivare a destinazione, c’è una piccola isola chiamata Palmaria, dove si possono fare trekking e  dove ci sono anche alcune spiagge: dal traghetto mi ha fatto una bella impressione! Da La Spezia invece c’è anche la possibilità di  un tour comprendente altre 2 piccole isole nei dintorni: Tino e Tinetto.

Di ritorno da Portovenere ci siamo poi diretti sull’estremo opposto del Golfo dei Poeti, a Lerici. La cittadina ha una grande zona pedonale, quindi l’auto deve essere lasciata in uno dei parcheggi che la precedono che sono dotati di servizio navetta per andare verso il centro. In alternativa la zona pedonale si raggiunge con una bella passeggiata sul lungomare. Noi abbiamo scelto questa seconda possibilità anche se essendo agosto abbiamo patito parecchio caldo, ma fortunatamente, lungo la via ci sono dei pini marittimi dove riprendersi per un po’, sotto ai quali sembra che abbiano acceso l’aria condizionata!!!

 

 

La zona del lungomare è popolata da stabilimenti balneari e la spiaggia è cortissima e affollatissima.. devo dire che non è proprio il mio genere!

Andando verso il porto la cittadina si presenta ordinata e curata.  Sulla cima domina il Castello di San Giorgio, salendo verso il castello di San Giorgio, che ora ospita il museo di geopaleontologia, si gode di panorami stupendi: da una parte, il porto di Lerici,

 

 

dall’altra, alcune spiagge dorate rocciose e selvagge che guardano su un mare dalle tonalità verde azzurre bellissime.

 

Dal castello, siamo scesi per i vicoletti ombreggiati all’interno della città vecchia, che riportano alla parte bassa del paese e in Piazza Garibaldi, la piazza principale con la bella torre del campanile dell’oratorio di San Rocco, e i tanti bar e ristoranti che circondano la piazza.

 

 

Da Lerici, ci siamo spostati a Tellaro, la così denominata “sesta terra”, un caratteristico borghetto, distante una decina di chilometri, molto particolare, che pare sospeso sul mare. Il centro, interamente zona pedonale è costituito da strade strettissime e piene di scalini, che portano in un minuscolo tratto di spiaggia di roccia e sassi, da dove bambini e adulti possono accedere al mare senza aver bisogno di tuffarsi, con le onde che si infrangono sulle rocce laterali, che a me spaventavano un po’ al pensiero di fare il bagno..

 

 

A fianco alla spiaggia, risalendo, si trova la chiesa di San Giorgio, che sembra costruita sugli scogli, ed è contornata da una passeggiata sul mare e sulle rocce che offre panorami incantevoli.

 

In conclusione, il Golfo dei Poeti ha ammaliato noi, come deve aver fatto con poeti, scrittori, viaggiatori che hanno frequentato la zona: abbiamo compreso così il motivo di questo nome singolare, la poesia che ti pervade ovunque volgi lo sguardo!

 

 

(agosto 2016)

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.