Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Ma quanto è bella Bologna!

 

 

Bologna la rossa, Bologna la grassa, Bologna la dotta, Bologna turrita, Bologna e i portici…

Per me Bologna è solo incantevole … perchè per me, Bologna, è casa.

Da quando vivo tra Bologna e Modena, ormai vado quasi piu’ di frequente a Modena che a Bologna, pur essendo Bologna la mia città natale, che amo alla follia.. e di cui non ho mai scritto ancora nulla!! Cosa che pero’ mi è venuta voglia di fare, pianificando un percorso, in occasione della visita di alcuni amici.

Adoro il centro di Bologna, girare sul “crescentone” di Piazza Maggiore, sentendomi contenuta dai palazzi che lo circondano, Palazzo d’Accursio, Palazzo del Podestà, Palazzo Re Enzo, Palazzo dei Notai, Palazzo dei Banchi.

Guardare l’immensità di San Petronio, che ha al suo interno la meridiana più lunga del mondo.

Passeggiare per le caratteristiche vie con le botteghe antiche, via Clavature, via Pescherie Vecchie, via Drapperie, ora ancor piu smaglianti, per i tanti localini e bar, che attirano i nuovi turisti, portati dai voli low cost.

Fare uno spuntino al Mercato di Mezzo con le sue specialità, e poi, passando davanti al bel Palazzo della Mercanzia, arrivare alla favolosa Piazza Santo Stefano, con le sue 7 chiese, e anche a piazza Minghetti, che con i suoi palazzi chiari, sembra un angolo di Parigi a Bologna.

E poi provare il telefono senza fili sotto il voltone del Podestà, e ammirare la statua del Nettuno.. che visto da una certa prospettiva.. è sempre eretto 🙂 !

E la casa di Lucio Dalla, in via D’Azeglio, lui che ha accompagnato la mia gioventù come un amico, con la sua sagoma alle parete, mentre suona il sax.

E le frecce medievali, che ci sono ancora sul soffitto, attaccate alle travi, sotto il portico di Corte Isolani.

E il lampione delle nascite, all’angolo di Palazzo Re Enzo, che si accende, ogni volta che negli ospedali della città nasce un bambino.

E le due Torri, il simbolo di Bologna, che svettano in fondo a via Rizzoli, dominando il centro, insieme alle tante altre, che si vedono attorno, che hanno avvalso a Bologna il nome de “La turrita!.

E la Sala Borsa, bellissima biblioteca e piazza coperta, con i suoi scavi sotto il pavimento di cristallo, testimonianze di antiche civiltà.

E la finestra di Via Piella, che si apre su un canale e ricorda un passato fatto di acque che attraversavano la città, poi coperte, e il lavatoio degli animali, tappa obbligata prima della vendita, poco distante e conosciuto.

Poi la piazzola, il mio mercato del cuore, il venerdi’ e il sabato, e il pincio della Montagnola; e la stazione lì vicino, e il triste ricordo in un muro deflagrato, della strage del 2 agosto.

E tutto intorno alla città, quel che rimane delle antiche mura e chilometri e chilometri di portici, che a Bologna non ti bagni se poi piove!

E il santuario di San Luca, che quando arrivo dall’autostrada, lo vedo in lontananza.. E per me significa che sono arrivata a casa.

 

 

Bologna e le 3 T, Torri, Tortellini e Tette… tutte da sperimentare 🙂

Bologna e il cibo buono: i tortellini, in brodo o alla panna, mai al ragù, che non esistono a Bologna; le tagliatelle, quelle sì, al ragù, quello bolognese, che deve bollire ore e ore…e le lasagne, caposaldo della tradizione. E poi le tigelle e le crescentine fritte, da mangiare con gli affettati, i formaggi e i salumi; e sua maestà, la mortadella, che nelle altre regione ha assunto il nome della città, la Bologna :). In pochi la conoscono, la cotoletta alla bolognese, ricca e impegnativa, carne impanata con sopra aggiunta di prosciutto crudo e formaggio; e il friggione, tanta cipolla bianca e pomodoro, lasciati a cuocere a lungo…

 

 

E poi che dire, del suono simpatico della parlata bolognese, che già Dante la elogio’ ai tempi suoi???

 

 

Perchè poi siamo buffi eh..

“Altro?: Tipica espressione del droghiere, quando ti prepara l’etto di mortadella che gli hai richiesto. “Altro?” sta a significare “Occorre qualcos’altro?”.  Nel caso in cui non occorra nient’altro, basta rispondere “Altro”, oppure si prosegue con l’altro da ordinare 

Mi dai il tiro? Questo modo di dire tutto bolognese significa “spingi il pulsante per aprire la porta”,  che noi diciamo semplicemente con un’unica parola: “tiro”.  Se trovate vicino alle porte delle case un pulsante con su scritto “TIRO”,  adesso sapete cos’è

Il rusco. Il rusco per il bolognese è la spazzatura, l’immondizia. “Lo butto nel rusco” o “vado a portare giu’ il rusco”, sono le nostre classiche espressioni, cosi’ di uso comune che tanti bolognesi credono che il rusco sia una parola della lingua italiana

Il cinno. Dicasi cinno il ragazzino dai 5 ai 17 anni, più o meno. Per i tipi più scombinati viene usato anche il termine “cinnazzo”

L’umarell. Il termine “Umarell” indica, un signore di una certa età in pensione, che deve trovare il modo di impiegare il proprio tempo. L’umarell per eccellenza è quello che guarda, con le mani rigorosamente incrociate dietro la schiena, i cantieri, criticando tutto quello che viene fatto

Soccia. “Soccia” è un intercalare molto usato a Bologna.Soccia che storia!”Soccia che bello” “Socmel che du maron!!” (espressione tipica del bolognese quando si è stancato). Si dice “Soccia” come esclamazione di stupore anche se letteralmente sarebbe un incitamento alla fellatio, ma come intercalare non ha alcun riferimento all’atto sessuale .

 

E per chi volesse approfondire

http://www.bolognanelcuore.info/modules.php?name=Bolognese&file=index

 

E ora..andiamo in giro per Bologna!

 

Visitare il centro di Bologna: un percorso per vedere le cose principali e caratteristiche in poche ore o in una giornata

 

 

Per iniziare il tour di Bologna, propongo di parcheggiare al garage dell’autostazione, in modo da uscire a fianco al Pincio della Montagnola ed avere davanti la bellissima scalinata bianca (o per chi arriva dalla stazione, attraversando la strada con pochi passi ce la si ritrova di fronte).

 

 

Prima di arrivare alla Montagnola, si possono vedere i resti del castello di Porta Galliera, risalente al 1300, che contrastano col bianco della scalinata. Di fronte, piazza XX settembre, con un bel parchetto, e Porta Galliera, con il suo ponte levatoio, sul fossato ormai secco del torrente d’Aposa, e due fontane con fauni in bronzo, in stile liberty.

 

 

La strada su cui ci si trova è via Indipendenza, dove iniziano i portici, che, dopo il primo tratto, all’incrocio con via Irnerio, diventa la via del passeggio e dello shopping e pedonale. All’altezza del numero 44, sulla destra, si incontra l’Arena del Sole, il teatro piu’ importante della città, e quasi di fronte si trova piazza VIII agosto, dove il venerdì e il sabato si svolge il tradizionale grande mercato cittadino, chiamato La Piazzola.

La strada perpendicolare successiva che si incontra si chiama via Augusto Righi; imboccandola sulla sinistra, si trova dopo poco, sulla destra un’apertura sul Guazzatoio: uno scivolo che porta ad uno dei canali non sotterrati, che attorno al 1200 era destinato al lavaggio degli animali prima di essere portati in piazza VIII agosto per la vendita.

 

 

Il centro di Bologna è attraversato dal torrente Aposa e da un sistema di canali, che a partire dal 1500 iniziarono ad essere ricoperti, per motivi di salute pubblica e per conquistare spazi edificabili. Pochi metri avanti dal Guazzatoio, si trova sulla sinistra via Piella, dove si puo’ vedere una finestrella sul muro, che si puo’ aprire, mostrando uno spettacolo meraviglioso della Bologna che fu, nel periodo medievale e rinascimentale: le case colorate sul canale delle Moline, l’unico a non essere stato coperto, lascia senza fiato.

 

 

Ritornando sulla via Indipendenza, e ripercorrendola fin verso la fine, sulla sinistra si trova il Duomo di Bologna (che non è, come da molti creduto, la chiesa di San Petronio) la chiesa di San Pietro. Di fronte, sopra all’attuale negozio H&M, c’è una bella terrazza liberty, di quella che una volta era una sala da ballo.

Pochi passi ancora e si arriva in pieno centro: abbiamo davanti la Piazza del Nettuno, con la fontana della famosa statua omonima, che noi chiamiamo anche “il Gigante”, che ci da le spalle. Spostandosi sul lato destro, si puo’ cercare il punto in cui, per uno strano gioco del Giambologna, lo scultore che la costrui’, con il dito della mano sinistra, che spunta dal basso ventre della statua, mostra …l’erezione del Nettuno! Pare che al Giambologna fosse stato proibito dalla chiesa, di realizzare il Nettuno con i genitali piu’ grandi ma che lo scultore non avesse desistito studiando questa escamotage!

 

 

Sulla destra della fontana, troviamo il lungo Palazzo d’Accursio e l’ingresso alla Sala Borsa, una bellissima piazza coperta, dove si trovano scavi archeologici, resti di edifici pubblici e religiosi, visibili grazie ad una passerella aperta al pubblico e al pavimento di cristallo.

Di fronte, c’è palazzo Re Enzo, al cui angolo si puo’ vedere il lampione delle nascite, un lampione collegato alle sale parto degli ospedali della città, che si accende ad ogni nascita. Si puo’ entrare nel cortiletto del palazzo, salire le scale, e in occasione dei molteplici eventi che si tengono, vedere anche le belle sale. Uscendo, ci si puo’ infilare nel voltone del Podestà e provare il telegrafo senza fili: mettendosi in 2, agli angoli opposti del voltone e sussurando appena qualcosa a bassa voce, ci si puo’ sentire alla perfezione.

 

 

Dal voltone si puo’ uscire sulla splendida Piazza Maggiore, dove troviamo il crescentone, il pavimento rialzato della piazza, sulla quale dà l’immensa basilica di San Petronio, che doveva essere piu’ grande di San Pietro, ma che per evitare questo dovette essere lasciata incompiuta.

 

 

Andando al suo interno, l’impressione della sua imponenza è confermata, e si puo’ vedere anche la meridiana piu’ lunga del mondo.

 

 

Sugli altri lati della piazza, 4 bellissimi palazzi: Palazzo D’Accursio (o Comunale) con la sua Torre dell’orologio, Palazzo dei Banchi, Palazzo del Podestà (di fronte a San Petronio), Palazzo dei Notai (a fianco a San Petronio).

 

bologna piazza maggiore

 

Sulla destra di San Petronio si trova via D’Azeglio, strada elegante dove, all’altezza di Piazza dei Celestini c’è la casa di Lucio Dalla: si riconosce dalla sagoma del cantante che suona il sax, disegnata sulla parete rossa.

Da Piazza Maggiore, andando verso Palazzo dei Banchi, si puo’ imboccare via Clavature, dove si trova anche la chiesa di Santa Maria della vita, con il famoso Compianto del Cristo morto di Nicolo’ Dall’Arca, e tanti bei localini, da cena, pranzo o aperetivo.

 

 

Andando verso destra, passando per le strette tipiche stradine, si arriva a Piazza Minghetti, dove domina la facciata bianca del palazzo delle Poste, su un giardinetto, che ricorda il fascino di una piazzetta parigina.

Tornando da via Castiglione, chi avesse tempo, ci si puo’ fermare al Museo della storia di Bologna, che è veramente bello e interessante e dove spesso si possono fare anche esperienze in 3d sulla Bologna medievale, con volo anche dalle torri, che è veramente uno spettacolo pazzesco e adrenalinico (ma non adatto per chi soffre di vertigini, io pensavo di morire!!).

 

 

Riprendendo poi via Clavature dall’estremo opposto, si puo’ poi imboccare via Drapperie e poi via Pescherie vecchie, per vedere le stradine incantevoli medievali, con le antiche botteghe ancora utilizzate per il mercato, (al mattino).

Proseguiamo nella direzione opposta a Piazza Maggiore, per arrivare a Piazza della Mercanzia, con il suo bellissimo omonimo palazzo.

 

 

Andando verso via Santo Stefano, si giunge nella piazza che ospita il meraviglioso complesso delle 7 chiese, e indubbiamente da non perdere una visita all’interno.

 

 

Da Piazza Santo Stefano si puo’ tagliare per Corte Isolani, con i suoi eleganti ristoranti e negozi, per arrivare, nella parte opposta, sotto il portico delle tre frecce, piantate nel soffitto a travi.

 

 

Si puo’ proseguire in Strada Maggiore, e arrivare, con una passeggiata lungo i portici, sotto alle due Torri, Garisenda e Asinelli.

 

 

Volendo si puo’ salire sulla torre piu’ alta, la torre degli Asinelli, 97 metri d’altezza ed una gradinata interna di 498 gradini, se si è pronti a fare i tanti scalini: dalla cima il panorama con i tetti rossi della città è unico.

 

 

Dalla piazza delle 2 torri, Piazza di Porta Ravegnana, si puo’ iniziare il ritorno verso il parcheggio, per Via Zamboni,  per avere un assaggio della zona Universitaria, fino a via Augusto Righi, per poi salire, da Piazza VIII agosto, sulla Montagnola, e vedere il bel giardino circolare che domina la città, fino ad arrivare nuovamente alla scalinata del Pincio e al parcheggio dell’autostazione.

 

 

Bologna è uno spettacolo!!

 

 

 

Bologna: un giro a Fico

 

 

FICO, che sta per Fabbrica Italiana Contadini, è un grande parco dedicato al settore agroalimentare e gastronomico, il più grande del mondo, si dice.

E’ stato inaugurato nel 2017, in una struttura veramente spettacolare, su una superficie di 10 ettari.

Venire a Bologna appositamente per vedere FICO non credo valga la pena. Ma venendo a Bologna per una gita, puo’ valere la pena fare una puntata a FICO, considerando che l’entrata è gratuita. Anche solo per vedere la bella struttura o farsi un giro al coperto, per un caffè o un gelato.

In realtà FICO non ha molto a che vedere con la fabbrica “contadina” di cui è composto il nome, se ci si immagina di trovare solo piccole realtà, non è cosi’: molti dei negozi presenti sono grandi aziende, Venchi, Carpigiani, Granarolo, Lavazza, Balocco, ecc. di cui troviamo prodotti in tutti i supermercati in Italia, alcuni altri realtà piu’ locali e specializzate, e sono presenti anche negozi fuori tema, come librerie, negozi di cosmesi, di biciclette e perfino un parrucchiere!

All’esterno, una parte della struttura è dedicata alla fattoria agroalimentare, dove sono presenti gli animali da poter ammirare, per tutti i bambini che, al giorno d’oggi, magari non hanno mai visto gli allevamenti nelle campagne o nelle stalle.

 

 

Bambini e ragazzi possono partecipare anche a percorsi tematici educativi e giostre multimediali, a pagamento, per illustrare il rapporto tra l’uomo e i diversi elementi naturali, laboratori creativi, corsi guidati dai Maestri Artigiani e visite guidate, con educatori, alle filiere agroalimentari, che vengono proposti anche alle scuole, .

Sono presenti, inoltre, spazi per l’intrattenimento, come un campo di sabbia, un minigolf, playground, e anche biciclette gratuite per girare il parco (che non è cosi’ grande da renderle necessarie, ma puo’ essere un diversivo per i bambini piu’ grandi).

 

 

Alcune fabbriche invece propongono workshop sulla lavorazione delle materie prime o la creazione dei prodotti tipici, corsi di cucina specifici, sulla sfoglia, sulla frittura, per esempio, ma occorre informarsi sul calendario dei corsi e degli eventi qui https://www.eatalyworld.it/it/eventi-bologna.

Ovviamente ci sono tanti ristoranti: tematici, regionali, locali- osterie e pizzerie tipici presenti a Bologna e che hanno aperto anche a Fico-, senza glutine, birrerie, gelaterie e chioschetti dove si puo’ acquistare street food. I prezzi sono abbastanza alti ovunque, quindi preparatevi, ma del resto per stare in una struttura simile, i costi devono essere notevoli.

Non mancano le possibilità di shopping, nel grande market, nelle botteghe gastronomiche dei vari produttori o nei negozi dei fornitori di prodotti per la casa o per la cucina (Guzzini, Alessi, Whirpool, Tvs, ecc.)

Insomma, difficile uscire senza comprare o consumare nulla. Ma se nei weekend si puo’ trovare un po’ di gente, durante la settimana l’afflusso è abbastanza scarso e anche le iniziative. Insomma le proposte sono tante ma occorre informarsi preventivamente, volendo partecipare o vedere qualcosa di particolare.

In ultimo, per arrivare a Fico, che resta in una zona un po’ decentrata, sono stati istituiti appositi bus dal centro o dalla stazione e dall’aeroporto, i FICOBUS di TPER . In alternativa è presente un bel parcheggio davanti alla struttura, ma ricordate di annotare dove lasciate l’auto!!

E allora, buon giro a Fico!

https://www.eatalyworld.it/it/

 

 

 

 

Link interessanti:

https://www.theguardian.com/travel/2017/oct/21/bologna-italy-city-guide-best-bars-restaurants-hotels-museums-art

https://www.theguardian.com/travel/2019/oct/28/bologna-italy-locals-guide-top-10-tips-lgbt-restaurants-mussolini-trekking

 

Ottobre 2019

 

foto di Patty

 

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

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Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

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