Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Pensieri al dopo il coronavirus

 

 

Dopo aver dato fondo alla parte positiva e ottimista che risiede in me, aver ceduto ai miei facili entusiasmi, aver pensato che il coronavirus, l’isolamento, il vuoto, la visione di Papa Francesco in una piazza vuota, le condizioni di chi sta peggio, di chi muore solo, ecc ecc, potessero essere un’opportunità per guardarsi dentro, fuori, e intorno, per sviluppare l’empatia, la compassione (“patire-con” ), l’accoglienza, nei confronti degli altri, o di praticare il silenzio, anche come forma di rispetto; aver pensato, in un certo qual modo, che fosse un’occasione per diventare persone migliori, piu’ consapevoli, piu’ umane, piu’ grate per i privilegi; persone che potevano mettere in discussione certi valori, atteggiamenti, stili di vita… mi sovviene la sensazione che poco cambierà, quando la pandemia e l’isolamento saranno finiti.

Tutti saremo stati verosimilmente toccati da quanto accaduto, ma temo che, quelli che già possiedono senso di empatia e coscienza, forse avranno accentuato queste qualità, e magari saranno diventati ancora piu’ sensibili e accoglienti, mentre gli altri, – in forza del fatto che siamo un popolo pieno di smemorati, che poco imparano dall’esperienza, di sovrastimolati, che non hanno il tempo di assimilare per l’esigenza di passare velocemente ad altro, di egocentrici, individualisti e opportunisti, e anche conservatori, e che riescono a fare emergere talvolta il peggio di sé anche in talune circostanze, -riprenderanno, con la solita arroganza, la loro corsa alla visibilità, alla gratificazione immediata, alla loro routine, come se tutto fosse stato solo l’incubo di un istante, da dimenticare velocemente.

Impareremo a conoscerlo anche meglio, questo mondo, perché, in certe situazioni, le persone si svelano. E spesso escono verità celate, si smontano aspettative, si rompono le lenti, attraverso le quali, vedevamo amplificate certe parti, o sfuocate e distanti altre. Anche e soprattutto quelle parti da noi considerate poco gradevoli, che ci sarà dato di vedere come realmente sono.

Gli arroganti resteranno arroganti, i leoni da tastiera resteranno tali, quelli che si lamentano e fanno polemica su ogni cosa continueranno a lamentarsi e a polemizzare, i furfanti a cercare di fregarti, i complottisti a diffondere le loro teorie, i cercatori di consensi proseguiranno col loro fare presuntuoso e seduttivo per raccogliere adepti, gli onnipotenti a pensare di essere così importanti da poter cambiare le cose con l’arroganza, gli inconsapevoli a guardare solo dalla loro parte e cercare conferme da chi sostiene le stesse cose che pensano loro.. Anzi, il timore è che anche queste categorie rafforzeranno ancora di piu’ tali caratteristiche, dopo lo scampato pericolo.

Mentre qualcuno, che avrà perso tanto, persone, lavoro, condizioni di privilegio, si troverà costretto a non dimenticare. Chi avrà lavorato duramente nel rischio, chi avrà visto morire tante persone, affiancato da un senso di impotenza, chi sarà sprofondato nel proprio inferno personale, mettendo in discussione tanto del suo mondo e del mondo. Per loro, veramente poco rispetto da parte dei suddetti, o uno sbiadito ricordo, perché loro resteranno sempre il famoso “ altro”, lontano da sé.

Cosi’, una cosa che poteva essere anche una lezione, una possibilità di crescita personale e di avanzamento per l’essere umano, sarà stata sprecata. Nessuna consapevolezza che nessuno si salva da solo, e nessuna voglia di partecipare a un salvataggio globale. Insufficiente gratitudine a chi ha dimostrato di saper sostenere, di saper combattere, di sacrificarsi, di cercare una cooperazione per vincere insieme, per redimersi insieme.

 

 

Io, per prima, mi metto tra gli individui che non imparano dalle lezioni, così come è sempre stato. E non smetterò di restarci male, per le occasioni sprecate, globalmente e personalmente,  per quello che non cambia, fuori e dentro di me

 

“..mi chiedo dov’è, dov’è, dov’è

dov’è quel giorno che non sprecherai..”

 

 

La riapertura, dopo il coronavirus, forse mi troverà ancora piu’ chiusa in me stessa. Nonostante i miei slanci e il desiderio di aprirmi a qualcosa di buono, di puro, di pulito, di trasparente, di cosciente, di solidale, di comune.. che intercetto talvolta, e che poi mi sfugge, perchè probabilmente continuo a vedere o a cercare nei posti sbagliati.

E se in generale constatassi, come sto immaginando, che così poco è cambiato, che questa opportunità di fare un passaggio, fosse andata perduta, che ancora tanta parte dell’umanità fosse rimasta come prima, o peggiorata, penserei che è ora di smettere di illudersi e avere fiducia negli esseri umani.

Magari, allora, sarà una scelta volontaria l’isolamento,  decidero’, finalmente, di emigrare, come ho spesso pensato, in un’isola deserta, dove solo la natura possa farmi da specchio e mostrarmi la vera potenza, la vera bellezza.

 

02.04.2020

foto di Patty

 

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6 mesi fa

È triste dirlo, ma temo anch’io che chi non aveva un atteggiamento altruista, empatico e corretto prima, non lo avrà nemmeno dopo. Mi sono innervosita ogni volta che ho sentito polemiche, truffe, raggiri, critiche a tutto e tutti anche in una situazione grave come quella attuale. Ho pensato che davvero allora non c’è speranza di vedere redimersi una certa parte di persone.
Però tranne che verso di loro, di speranze ne ho tante e resto fiduciosa.
Mi spiace leggere che non ti apri volentieri e che ne sei rimasta spesso delusa. Spero che presto tu ti possa sorprendere in tal senso! E, comunque, l’idea di andare a trovare un’altra dimensione altrove, non è affatto male!

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.