Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Quei giorni in cui il mondo si è fermato (per la pandemia di Coronavirus)

 

 

Quel periodo in cui il mondo si è fermato.

Quei giorni in cui ho sentito la mia famiglia più famiglia, e qualcuno, meno litigioso.

Quei giorni in cui non mi sentivo in colpa se non avevo voglia di far niente.

In cui non c’era da temere di perder tempo, non era necessario avere fretta.

Quel tempo per assecondare l’ozio.

Quel tempo senza la paura di sprecarlo, il tempo.

Uno strano periodo, fatto di appuntamenti alle 18, davanti alla tv, di preoccupazioni, di disperazione, di isolamento, di incognite, di attesa.

Quel tempo ancora una volta pieno di polemiche, e di cazzate che venivano sparate.

Di contraddizioni e di conflitti che emergevano e di troppi che parlavano, mentre solo il silenzio sarebbe stato degno.

Un brusio di contorno, che ha messo a dura prova la mia soglia di tolleranza.

Quei momenti fatti anche di solidarietà e cooperazione tra le persone, nei paesi, e nel mondo.

Di misure difficili da trovare, di una miriade di cose da valutare e da considerare. Sapendo che qualcosa sarebbe sfuggito e andato storto, e la certezza che non sarebbe mai andata bene a tutti, o per tutti.

E con quelli che, nonostante ciò che avveniva, non demordevano e ci provavano sempre, a creare disgregazione o confusione.

Un periodo in cui si faceva piu’ attenzione, perchè era necessario, e perchè ce n’era il tempo. E magari! si riuscisse a mantenere quell’attenzione in più, verso tutto, che ce ne sarebbe bisogno.

Quei giorni di viaggi rimandati e di sogni in quarantena.

Quei giorni in cui se eri a casa sano, sebbene distante dai tuoi cari, sani a loro volta, eri fortunato.

Quel tempo in cui si cercava di affrontarlo con un mare di parole in una videochiamata, per vedersi, che portava la gioia dell’essere vicini, anche se distanti. Un contatto solo virtuale, in mancanza d’altro.

Quei giorni di serie alla tv, di dirette su youtube, di libri, di didattica a distanza, di ginnastica davanti ad uno smartphone, di incontri sui social, per passarlo, il tempo, e conservare qualche briciolo di quotidianità.

Quel tempo di ricette insolite sperimentate in cucina, dell’inventarsi cose nuove, o rispolverarne di vecchie.

Di acquisti solo sul web, di cene consegnate a  domicilio, di spese settimanali, che voleva dire tornare a casa con borse piene zeppe di cibarie, e pesanti, con qualcosa sempre che mancava, e tutto da disinfettare.

 

 

Quel mondo di strade senza auto, di cieli senza aerei, di parchi senza bambini. Di volti senza naso e bocca, solo occhi, dietro una mascherina.

In quel tempo, non era proprio tutto fermo, qualcuno doveva lavorare per garantire agli altri cure e sopravvivenza. Qualcuno a cui spettava gran riconoscimento, che rischiava, mentre agli altri veniva solo chiesto di rimanere a casa. E a volte, pareva che fosse quello il più grande sacrificio.

Un periodo che, io, forse avezza a un certo isolamento e ad annaspare in mezzo al vuoto, abituata al tempo un po’ destrutturato, e con uno spazio verde intorno, non ho mai percepito cosi’ ostile. Sentendomi talvolta anche in sintonia, con i ritmi rallentati.

 

“Hanno fretta solo quelli che scappano.”

Luis Sepulveda

 

E intanto, fuori, i fiori diventavano foglie, mostrando il loro verde sgargiante, o lasciavano spazi ad altri fiori, gli uccelli tornavano, e cantavano con i loro cinguettii distinti, la natura si mostrava rigogliosa e generosa, i cieli parevano piu’ azzurri, e la terra piu’ pulita..

”.. il mondo continua a girare”  

diceva una vecchia canzone… il mondo continuava naturalmente il suo corso, nonostante quello che stava capitando.

E tutto ai nostri occhi era piu’ lento e ci appariva come sotto il microscopio.

 

 

Eppure, a parte tutto, l’angoscia, i limiti, le difficoltà, che questo tempo si è portato dietro, un po’ mi mancherà quel mondo rallentato e senza corse.

Quello stare dentro, quello stare a guardare, quello stare fermi, e anche quel dover evitare di fuggire.. che ha portato a vedere, talvolta, qualche cosa di mai visto prima. Che ha portato a far restare o a selezionare solo cio’ che di prezioso c’era, o che contava.. Come un colino, che filtra e trattiene, e lascia andare quello che non serve.

Quel  rimanere nel qui ed ora, senza galoppare avanti.

Quel carpe diem, l’invito a cogliere ogni attimo, ogni istante della vita, e lì cercare un senso, o semplicemente viverlo.

Una lezione da imparare, poiché il futuro, come bene questo virus ci ha insegnato, contrariamente al mondo che continua a girare, non è cosa prevedibile.

 

 

 

“Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro ancora si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia”

Luis Sepulveda

 

 

(Disclaimer: questi pensieri sono frutto di riflessioni ed esperienze personali, non vogliono sminuire od offendere la sensibilità di chi si è trovato in situazioni di particolare disagio o ha vissuto condizioni di malattia, lutti o quant’altro)

 

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3 Responses to Quei giorni in cui il mondo si è fermato (per la pandemia di Coronavirus)

  • Condivido tutto il tuo pensiero, anche a me mancherà questo tempo dedicato a noi stesse: senza fretta, senza corse. Ci siamo forse resi conto che il tempo è prezioso e, quando possibile, dovremmo imparare ad assecondare meno le pressioni sociali che ci circondano e a spenderlo come meglio crediamo…

  • Da questa pandemia ci sono tantissime cose che abbiamo imparato e qualcuna che abbiamo anche scordato ma di una cosa sono certa dopo averti letto ben volentieri: non avrò più la stessa frenesia di correre che avevo prima. Mi voglio tenere stretta stretta quel ritmo lento, quel soppesare le cose e le situazioni perchè mi hanno fatto bene. E no nvoglio rinunciare a tutto questo.

  • Personalmente la quarantena non mi ha pesato più di tanto, mi sono goduta la mia casa, il mio compagno e le videochiamate con mio figlio e il resto della famiglia. Il sapere che tutti eravamo in salute mi bastava.

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

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Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.