Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Quello che gli adolescenti ascoltano

 

 

Arriva il momento in cui non si riesce piu’ a sapere cosa pensano o cosa sentono i nostri figli adolescenti.

Sembrano avere una sorta di gelosia dei loro pensieri, dei loro sentimenti, delle loro emozioni. O forse è solo pudore. Non sanno ancora bene identificarle e decodificarle, le loro emozioni.

Sicuramente hanno l’esigenza di mettere un muro per non avere intromissioni, e poter completare in pace la loro metamorfosi. Per costruirsi, senza invadenza o condizionamenti, la loro identità.

Quando giunge quel momento, in cui si chiudono nella loro crisalide, la musica che ascoltano puo’ esserci d’aiuto per conoscerli meglio. Diventa cosi’ importante negli anni dell’adolescenza, quando si rifugiano e si isolano con le cuffiette in testa. E puo’ essere per noi una chiave, per capire un po’ di piu’ questi ormai sconosciuti, nati dalla nostra carne. Che vogliono recidere il loro cordone, che hanno la loro ambizione di autonomia, che cercano di trovare la strada del proprio essere, differenziandosi, da noi, dai genitori, dai grandi. Può darci indizi circa come si sentono, e in che cosa si identificano e si riconoscono.  Quello che non ci dicono. Tramite  le storie che le canzoni che ascoltano raccontano, quello che esternano i loro beniamini, le emozioni che trasmettono, il messaggio che ne esce, quello che sembrano cercare, quello che chiedono.

Possono avere il bisogno di uniformarsi e volere quello che tutti amano, quello che va di moda. Puo’ esserci la ricerca del tradizionale, dei classici, dei miti universalmente riconosciuti nel panorama musicale; o dei ribelli che spaccano, che creano rotture. Oppure possono cercare, seguendo un bisogno di originalità, la voglia di distinguersi, che hanno i loro gruppi o cantanti preferiti. O possono sentire la necessità di qualcosa che sballi e annulli i loro pensieri, a volte troppo pesanti confusi e incomprensibili a quell’età.

Il loro bisogno di provare emozioni, di viverle e di sentire, è preponderante rispetto al capire. Perchè in questo periodo, l’adolescenza, la pancia prevale sul cervello, che non ha ancora raggiunto le funzionalità dell’adulto e spesso non sa ancora come gestirle, le questioni di pancia.

E cosi’ si compie questa fase, e solo un domani, i ragazzi, non piu’ tali, forse potranno decodificare, dare un senso a quel che accadeva,  durante la loro adolescenza, a quel sentire a volte incomprensibile e muto. E noi, i genitori, dobbiamo assistere a quel cambiamento, con presenza, ma con molta discrezione. Sapendo che è un passaggio obbligato.

Con i loro sogni o i loro vuoti, con le loro ferite, già subite o che si prospettano all’orizzonte, o la loro verginità e acerbità.

Con il futuro davanti, che si sta delineando e che, a ragione, vogliono prendere nelle loro mani, anche semplicemente iniziando con l’entusiasmo di un concerto, o inseguendo le note e le parole di una canzone.

 

 

 

febbraio 2019

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