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RIMINI: colori arte e storia al Borgo San Giuliano

 

 

Borgo San Giuliano a Rimini è il posto che non ti aspetti: anticamente borgo di pescatori e marinai, ora è un quartiere riqualificato di grande fascino e vivacità, che fa il suo dovere, ricordando origini e tradizioni,e che omaggia il grande regista Federico Fellini, nato nella città e che dal borgo ha tratto ispirazione per le sue opere.

…e i miei ricordi galoppano… le case dai colori sfavillanti mi riportano a Burano, o ancor più lontano, a Trinidad di Cuba; i murales a Dozza Imolese, e ancor più lontano a Wynwood Walls a Miami; e anche qui vicino a casa, a San Giovanni in Persiceto  (Bo), dove abbiamo una piazzetta splendidamente affrescata..

Ma lo stupore è sempre unico di fronte alla bellezza, alla creatività e al genio dell’essere umano.

 

 

Io non avevo mai sentito parlare di questo posto, se non che, avendo in programma di andare a Rimini, ho trovato un articolo ricco di informazione sul blog di Mimì  https://www.spuntidiviaggio.it/borgo-san-giuliano-a-rimini-cosa-vedere-fra-street-art-e-ricordi-felliniani/

Ci dirigiamo quindi subito all’antico ponte di Tiberio, risalente al 14 D.c., che collega il centro storico al borgo: la sua vista, con gli eleganti pini marittimi, mi riporta alla mente le vie del centro della capitale romana.

 

 

Proprio alla destra del Viale Tiberio, che inizia dopo il ponte, partono le vie pedonali del Borgo San Giuliano: via Marecchia, Via Ortaggi, via Forzieri, via San Giuliano, le viuzze che si intersecano, e le piccole piazze.

 

 

Qui, su stradine talvolta lastricate e vicoletti, si affacciano case basse e colorate, molto curate, con fiori ai davanzali e piante rampicanti, sulle quali spesso si trovano delle piastrelle in ceramica con dei nomi: sono i nomi dei pescatori e dei marinai che un tempo hanno abitato quelle case, con l’immagine della  vela delle loro barche.

 

 

Viste da cartolina, arricchite anche dai murales, che sorprendono all’improvviso, su una facciata, accanto a una finestra, o a una porta

 

 

Immagini che raccontano scene di vita quotidiana e di mestieri della gente di mare che vi abitava, espressioni creative, o messaggi di artisti che hanno lasciato la loro impronta..  ma soprattutto tante immagini che ricordano il regista che tanta ispirazione ha preso dalla vita e dagli abitanti del borgo, Federico Fellini, in omaggio ai suoi film e ai suoi personaggi

 

 

E così si gironzola con curiosità, lasciandosi sorprendere da quello che si trova girando l’angolo, o alzando gli occhi: da via Marecchia, dove ci sono tanti dipinti, Ginger e Fred,

 

 

Paolo Villaggio e Benigni nella Voce della luna,

 

 

a Piazzetta Gabena dove ci aspetta Giulietta Masina

 

 

e Marcello Mastroianni con Anita Ekberg

 

 

Appena oltre si trova un grande omaggio a tutti i personaggi e al maestro Fellini, dell’artista albanese Agis Sulaj

 

 

e nel giardinetto a fianco lo sceicco bianco Alberto Sordi appare sotto le frasche

 

 

In piazzetta Pirinela troviamo I Fiaccherai

 

 

di fronte, il Scureza di Amarcord in moto

 

 

e a fianco una carrozza con il carrozziere a riposo.

 

 

Altre facciate sorprendono, con il Casanova, il manifesto de la Dolce vita,

 

 

la prosperosa tabaccaia di Amarcord su una cartolina

 

 

la Gradisca col suo vestito rosso, seduta sul suo divano,

 

 

l’affascinante Mastroianni in auto con Anita

 

 

E poi il pescatore con le reti

 

 

un capodoglio enorme su una intera parete

 

 

… e tanti altri.

La riqualificazione del borgo avviene nel 1979, quando l‘amministrazione comunale decide di abbattere gli edifici del quartiere ormai in decadenza, per costruire un nuovo quartiere residenziale: in quel momento i cittadini si mobilitano creando un evento, la festa del Borgo, Fest de Borg in dialetto riminese, per salvaguardare il patrimonio storico e le tradizioni, e, in seguito, ristrutturando case e botteghe, dipingendo facciate e persiane con colori pastello o vivaci e impreziosendole con particolari e dettagli. I murales iniziano ad arricchire gli edifici poco dopo, e dopo la morte di Fellini, dando vita ad una vera e propria esposizione permanente di arte di strada. La festa del borgo viene riproposta da allora ogni 2 anni, a settembre.

Anche se il tempo ha attenuato i colori o deteriorato alcune opere, ne vengono aggiunte sempre di nuove, con colori brillanti, o testimoni di temi di attualità.

I dipinti che più mi hanno colpito sono quelli dell’artista Agis Sulaj, che puntano dritto al cuore: oltre al murales di Fellini, in Piazzetta Gabena, attorniato dai volti dei suoi personaggi con le loro espressioni caratteristiche, e il maestro che se li guarda, propone il tema dei migranti con il murales dell’ uomo con la valigia col fondo rotto, che va chissà dove..

 

 

e un altro che rappresenta una valigia, di grande impatto, a forma di casa, con la scritta “hotel Emigrante” su una parete bianca..

 

 

Tonino Guerra ha contribuito con il muro dei soprannomi, una parete dove sono appese una serie di piastrelle con i soprannomi usati dalle persone che vivano nel borgo, in via Ortaggi

 

 

Lo spettacolo dei murales continua poi scendendo sull’argine del fiume, sulle banchine: anche qui si trovano tra gli altri, dipinti dedicati a Fellini

 

 

come pure nell’invaso del fiume, sotto al ponte di Tiberio, sul giardino Marecchia, dove si trova il gallo e il pavone che si baciano, dal film Amarcord.

Alla fine del borgo, il Ponte dei Mille attraversa il fiume e porta dall’altra sponde, dividendo la via Sinistra del porto dalla via Destra del porto, che costeggiano il molo: guardando la banchina sotto sul fiume, si scorge un meraviglioso treno Freccia Rossa dipinto

 

 

il suo muso obliquo è stato disegnato in corrispondenza alla scala per scendere

 

 

Qui talento e creatività, a mio avviso, hanno contribuito a creare un’opera geniale

 

 

Sulla via San Giuliano si trova la chiesa di San Giuliano martire, e all’interno del borgo ci sono alberghi diffusi e b&b, osterie, gelaterie, bar, dove gustare le specialità romagnole, come anche sul bel viale Tiberio, con vista sul fiume e sul parco XXV aprile

 

 

Molto animato e frequentato con la sua Piazza sull’acqua, una piattaforma in legno dove si svolgono anche spettacoli ed eventi musicali e culturali, il parco è luogo di relax all’invaso del fiume.

Entrare nel borgo San Giuliano è come fare un tuffo in un’altra epoca e in un’altra dimensione, leggere un racconto, entrare in un film e osservare i protagonisti e ascoltare le storie che raccontano. L’arte, come sempre, parla il linguaggio universale e arriva dritta al cuore senza scomodare la testa.

Colpita e affondata.

 

 

Un giro per il centro storico di Rimini

Rimini è bellissima!

A Rimini io ero stata in villeggiatura da ragazzina e qualche altra volta sul bel lungomare.

Sapevo che, a differenza di altre località di mare della Romagna, sull’Adriatico, era una città che non si spopola d’inverno e avevo sentito dire che avesse un’interessante centro storico, ma non mi aspettavo che fosse così bella, interessante, piacevole da girare, con le impronte evidenti delle varie epoche storiche, e con un’atmosfera particolare, data dal ricordo del regista Federico Fellini, nato nella città nel 1920, che aleggia ovunque.

Quello che mi ha colpito subito di Rimini sono gli ampi spazi pedonali, che le conferiscono un senso di ariosità, e permettono di vedere ed apprezzare i monumenti al meglio, e che si contrappongono ai vicoletti caratteristici e alle incantevoli piazzette

 

 

Dal caratteristico e multicolore borgo San Giuliano, attraversando il ponte Tiberio, si entra nel centro storico dal corso d’Augusto, una lunga via piena di negozi, che porta in Piazza tre martiri, fulcro della vita cittadina in epoca romana e ancora oggi

 

 

Ampia, con una pavimentazione in lastricato chiaro e attorniata da portici, vede la torre dell’orologio al centro e la statua di Giulio Cesare a un lato. Il corso termina all’arco di Augusto, l’antico arco romano dedicato ad Ottaviano Augusto, da cui parte la via Flaminia, che congiunge Rimini a Roma.

Piazza Malatesta si apre  da una piazzetta chiamata Piazza dei sogni: si riconosce perché davanti ha una scultura rappresentante un grosso rinoceronte: qui ha sede il Fellini museum, uno dei 3 luoghi espositivi in omaggio al regista (insieme al castello e al cinema Fulgor). Purtroppo, per mancanza di tempo, non siamo riusciti a visitarne neanche uno, ma l’aria che si respira ovunque in città mi ha incuriosito, per cui credo che prossimamente sarà meta di apposita visita.

La piazza guarda il retro del Palazzo comunale medievale, Palazzo dell’Arrengo, che affaccia su Piazza Cavour, un altro enorme spazio, delimitato su un lato dal magnificiente teatro Amintore Galli, color mattone, e dal corso d’Augusto. Il palazzo comunale è immenso, con un ampio loggiato, porticati e i caratteristici merli medievali. Al centro della piazza si trova la statua di papa Paolo V.

 

 

Di fronte si trova un arco ogivale che porta all’interno della vecchia pescheria, un luogo davvero affascinante e caratteristico, contornato da colonne, e con lunghi banchi di marmo, che riporta davvero indietro nel tempo

 

 

Piazza Cavour è il proseguo di Piazza Malatesta ed è immensa: sul fondo domina il castello Sismondo, dal nome del signore Malatesta, che lo fece costruire attorno alla meta del 1400; un tempo era circondato da un fossato: ora ha di fronte un coreografico specchio d’acqua bassa, che sicuramente rende singolare la vista

 

 

Al cortile del castello si accede gratuitamente attraverso la Torre maggiore: entrando, un’installazione sospesa che rappresenta lo sceicco bianco, del celebre film di Fellini, introduce alla parte di museo del regista, che ospita alcuni set dei suoi film.

 

 

Ultimo monumento che siamo riusciti a vedere nel nostro giro a Rimini è il  Tempio Malatestiano, cattedrale della città, in piazza Teatini: una chiesa rinascimentale bellissima e particolare, voluta da Sismondo Malatesta (ma rimasto all’epoca incompiuto, senza la cupola prevista), progettato da Leon Battista Alberti.  Molto bello anche interamente, vi sono conservate anche importanti, opere come il Crocifisso di Giotto e il ritratto di Sismondo di Piero della Francesca

 

 

Il nostro giro per il centro storico di Rimini finisce qua, ma non ce ne andiamo senza passare dal famoso e bellissimo Grand Hotel, e senza fare una passeggiata in bicicletta, sul bel lungomare pedonale: essendo primavera gli stabilimenti sono ancora chiusi, ma si può di andare sulla spiaggia, dove ci sono le dune a protezione, e in riva al mare

 

 

Anche questa zona è stata riqualificata rispetto a quando ero venuta in villeggiatura da ragazzina, rimodernata la zona del passeggio e la maggior parte degli hotel e dei locali che guardano il mare, conferendo un’immagine di cura ed eleganza al contesto.

Le aree che costeggiano il canale, al limite della città,  Sono molto piacevoli: la darsena, da una parte moderna e all’avanguardia, dove abbiamo alloggiato in una casa galleggiante, e la passeggiata da piazzale Boscovich che continua sul molo, che abbiamo percorso in bicicletta perché, come dicevo, a Rimini gli spazi sono enormi!!

Che dire… da emiliana ho rivalutato Rimini, che posso raggiungere in poco più di un’ora di auto o di treno..

Me ne vado a casa sazia, soddisfatta, con il proposito di ritonare, e una gran voglia di andarmi a vedere un film di Fellini!

 

 

 

Tips:

Pranzi e cene

ristorante di pesce Ricci di mare: location stupenda sulla spiaggia, qualità e servizi eccellente, quantità super abbondanti e prezzo giusto, confermo che ha meritato la partecipazione a 4 ristoranti di Alessandro Borghese!

 

 

Brace 11 25, un locale con qualche tavolo esterno dove mangiare sublimi arrosticini di carne e spiedini di pesce cotti al momento sulla brace.

Alloggio: floting house alla Marina di Rimini resort.. spettacolare, ne parlo qui

 

Dormire in una casa galleggiante

 

 

 

marzo 2023

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

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Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

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