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Seychelles: in bicicletta verso le spiagge paradisiache di La Digue

 

 

Se Praslin mi ha ricordato per certi tratti i Caraibi, e per altri la Thailandia, a La Digue mi sono ricordata di essere in Africa.

Per me non sarebbero esistite le Seychelles senza La Digue, attratta da quest’isola dove non circolano auto, ma si gira solo in bicicletta. L’ho sempre sentita vicina alla mia energia, convinta che mi sarebbe piaciuta.

E così è stato. La mia preferita.

Quando stiamo per entrare nel porto, dopo un viaggio da Praslin ben traballante, anche se breve, -15 minuti -, alla vista dei  massi granitici, biglietto da visita di queste isole, e del suo mare di un celeste acceso, mi sale un’emozione: da quanto tempo l’ho sognata! Sono certa che sia nelle mie corde.

 

 

La Digue non è più come un tempo, quando la studiavo, con solo i carretti coi buoi per portare i turisti: ora ci sono auto che fanno da taxi e mezzi di lavoro, ma la bici resta il mezzo per tutti gli altri spostamenti sull’isola. Vediamo però che sono arrivate anche qui alcune bici elettriche!

 

 

A noi le bici le ha procurate Aldo, proprietario del self catering Ylang Ylang, che ho trovato su Booking con uno dei prezzi più bassi, e di cui mi ricordavo l’esistenza già una decina di anni fa, quando l’avevo puntata e nell’isola ce n’erano ancora pochi. Leggendo una recensione su TripAdvisor ho inviato un messaggio a un turista che c’era stato, come spesso faccio: mi risponde subito dicendo che il proprietario Aldo è amico dello zio cosi, mi fornisce il numero per contattarlo direttamente, cosa che faccio e mi accordo con lui per la prenotazione.

 

 

All’alloggio andiamo a piedi, sono 700 mt dal porto e con i trolley ce la possiamo fare.

 

 

Allinizio della via c’è un comodo tale away, dove spesso prenderemo il cibo

 

 

La strada va verso l’interno, ma è molto alberata. Non troppo ordinata, alcuni cantieri, depositi

 

 

guesthouse, case di locali, dove vediamo anche le mucche in giardino, viste molto genuine

 

 

Vediamo l’insegna dello Ylang Ylango e entriamo in un giardino bellissimo, pieno di piante fiorite, dove ci sono i 4 chalet e la casa di Aldo.

 

 

Le nostre bici sono già disponibili; alla mia devo abbassare il sellino, ho dimenticato di dire che.. ho bisogno di una bici piccola :) , meno male che tocco terra :) ! Ha un manubrio che mi pare di essere su una Harley e appena ci salgo e cerco di riscendere, mi ribalto sulla bici stessa.. cominciamo bene, penso :). Quando ci avviamo, non sono neanche fuori dal vialetto che i pantaloni (troppo lunghi e larghi) si impigliano nella catena.. e con anche la guida a sinistra, mi viene da pensare: “Io speriamo che me la cavo!”

 

 

Tornando allo chalet, è semplice ma grazioso; ben fornito di tutto anche per cucinare, una camera e un bagno ampio, e un terrazzino con sdraio per rilassarsi. Una soluzione autonoma e intima, nella natura, che a noi piace molto.

 

 

I dettagli qui.

Il paesino di La Passe, centro dell’isola e punto di arrivo dei traghetti, è vivace e grazioso, con alcuni negozi di souvenir e tanti piccoli market, e il grande supermercato Gregorie’s, che rimane un po’ fuori, e che ha di tutto.

 

 

La sera è poco illuminato e non c’è nulla, a parte un paio di ristoranti: ho visto solo i ragazzi locali ritrovarsi, la domenica sera, con un camion, da cui proveniva musica, e una birra, di fronte al porto.

La strada, dal porto, sulla destra, va verso la zona di Reunion, in direzione del nostro alloggio, dove si trova anche l’ospedale

 

 

e più avanti continua parallela al mare, e c’è la chiesa

 

 

e la scuola

 

 

Oltre, si trova l’eliporto, e si arriva al parco della Union Estate.

Altre strade vanno verso l’interno, è un piacere percorrerle: io pensavo di trovarle non asfaltate, ma sono tutte asfaltate e ben tenute, anche se strette: del resto prevalentemente circolano biciclette!

 

Le spiagge di La Digue

 

 

Anse source d’argent, la spiaggia delle pubblicità

Con una bella pedalata nella strada litoranea, passando dalla scuola e dalla chiesa di La Digue, si arriva in poco tempo al parco della Union Estate, per accedere alla famosa spiaggia Anse Source D’Argent.

 

 

Il parco ha un costo di ingresso di 10 euro, è bellissimo, con tante palme. Ci sono piantagioni di vaniglia

 

 

tartarughe giganti con i cuccioli, 

 

 

e una fattoria.

Già dove ci sono le tartarughe si intravedono le stupende rocce granitiche

 

 

Si arriva a un punto dove si lasciano le biciclette, e si prosegue fino ad avere una tale visione

 

 

Stiamo camminando sulla famosa spiaggia della pubblicità della Bilboa!!

 

 

E’ anche meta frequente della celebrazione di matrimoni, infatti ne abbiamo visti almeno 3! 

Noi ci accontentiamo di una foto nella stessa posa di quella fatta nel nostro viaggio di nozze in Polinesia

 

 

trova le differenze, :).. quasi 20 anni dopo!

 

 

Un sentiero, dietro alla spiaggia, con tanti alberi, ottimo per chi come noi cerca l’ombra, con qualche chiosco che vende bibite e frutta sulla spiaggia, porta ad altre baie, dietro le rocce. Ognuna riserva angoli da incanto.

Qua gli enormi massi granitici assumono le forme piu svariate, e i colori dal marrone, al bronzo, all’argento fino al piombo, anche a seconda dell’orario.

 

 

Nella nostra estate è difficile trovare il mare piatto e cristallino, che da il massimo risalto alle sue sfumature, perché spesso c’è vento e onda, ma i colori sono comunque una delizia per gli occhi.

 

 

Per pranzo mangiamo i panini che abbiamo preparato a casa, tonno e formaggio spalmabile, e beviamo il nostro caffè, sulla spiaggia sotto gli alberi, mentre ci fa compagnia Jack, un dolcissimo cane, che aspetta di condividere un po’ di cibo con noi. Ovviamente noi non gli resistiamo! (Jack ce lo ritroveremo, con nostra sorpresa, al take away la sera dopo, e il giorno successivo alla spiaggia di Anse Reunion!!)

 

 

All’ora del tramonto sembra che un faro illumini la spiaggia, bianchissima da un lato e dorata dall’altro, e il panorama tra i massi e le palme è davvero spettacolare.

 

 

Anse Source D’Argent è molto frequentata per cui si trova più gente rispetto ad Anse Coco, ma l’impressione non è che ci sia folla: le persone si disperdono, e vanno e vengono, considerato che arrivano anche i turisti delle escursioni giornaliere da Praslin.

Comunque, una spiaggia spettacolare!

 

Grande Anse, Petite Anse, Anse Coco

 

 

Se Anse Source D’Argent è molto scenografica e facilmente raggiungibile, entrando nel parco de la Union Estate, Anse Coco te la devi conquistare.

Ma quando arrivi, davvero vedi quello che nell’immaginario collettivo sono le Seychelles, le immagini da cartolina o delle pubblicità: una spiaggia meravigliosa con dei massi granitici enormi, di una bellezza sconvolgente.

 

 

Dopo una pedalata di circa mezz’ora in mezzo al bosco,

 

 

tra discese e salite

 

 

su belle strade, che mostrano anche l’interno splendido di La Digue,

 

 

passando anche da una chiesetta costruita nella roccia granitica

 

 

si arriva a Grande Anse, dove c’è un ristorante e dove si possono lasciare le bici all’ombra.

Grande Anse è.. grande..

 

 

spiaggia bianchissima, onde prepotenti, in questa stagione. Colori pazzeschi.

Si prosegue poi per un sentiero nel bosco, dove si vedono incantevoli paesaggi

 

 

frutti e fiori strani

 

 

e dopo una ventina di minuti si intravede Petite Anse, anche questa stupenda, come la prima ma … più piccola

 

 

Raggiunta la spiaggia si prosegue

 

 

si sale, si scende, per circa un’altra mezz’ora: il trekking è molto bello, tra altissime palme e alberi, scalini di roccia e sentieri di terra, piuttosto faticoso 

 

 

E finalmente si giunge ad Anse Coco!

 

 

E che visione!

 

 

Ma la cosa più bella è andare fino alla fine della spiaggia, dove c’è un gruppo di massi granitici e un’insenatura che forma una laguna, e qui si può fare il bagno in sicurezza.

 

 

Irresistibile andare su e giu per i massi

 

 

Che dire! uno dei posti più belli mai visti. Restiamo a bocca aperta per molti minuti!

 

 

Qui le foto si sprecano.

 

 

Non posso aggiungere tante parole.

La cosa bella di questa spiaggia è che non c’è tanta gente, probabilmente perchè è piuttosto faticoso arrivarci, ma se si va presto ci si può conquistare un posto nella rara ombra. Davvero merita tantissimo sia il percorso che la spiaggia, per me la più scenografica delle Seychelles!

 

Anse Severe, la spiaggia della tranquillità

 

 

Se Anse Coco è raggiungibile dopo un lungo percorso, ed Anse Source D’Argent ha l’ingresso a pagamento, la spiaggia che per me rappresenta il relax e la tranquillità è Anse Severe.

 

 

Poco distante dal porto di La Passe, con una piacevole pedalata si raggiunge questa grande spiaggia che è attaccata alla bella strada, all’ombra della vegetazione. Piacevoli chioschi colorati vendono frutta e bibite, ci sono rustici tavoli in legno, amache, dondoli e anche 2 tartarughe giganti che abitano su un tratto della spiaggia e si fanno accarezzare

 

 

Animali stupendi!

 

 

Stare sdraiata davanti al mare, all’ombra dei grandi alberi su questa grande spiaggia di sabbia corallina, mi ha ricordato molto le Maldive!

 

Le altre spiagge della costa est

 

 

Proseguendo la strada, dopo Anse Severe si trovano gli hotel Ocean e Patatran Village, in una posizione deliziosa davanti al mare e alle rocce. Proprio sotto al Patatran c’è una spiaggia favolosa davvero: Anse Patate

 

 

Questa spiaggia scompare con l’alta mare e ricompare con la bassa, è davvero una delle più belle dell’isola scenograficamente, seppure piccola.

Proseguendo la strada tra salite e discese, zone d’ombra e sotto il sole, si costeggiano Anse Gaulettes, Anse grosse Roche

 

 

e Anse Banane, dove c’è un ristorante che dicono essere ottimo, Chez Jules.

 

 

Lungo questa via, si incontrano pochissime abitazioni e qualche guesthouse (ma sono davvero in una zona remota!). La strada poi termina ad Anse Formis, dove, volendo, si potrebbe prendere un sentiero per Anse Coco.

 

 

Parte di questo percorso l’ho fatto da sola, in quanto il resto della famiglia era troppo stanco, ma io volevo vedere tutto!!!

 

Anse Reunion

 

 

L’ultima mattina ci regaliamo ancora qualche ora sulla spiaggia: scegliamo Anse Reunion, proprio vicina al nostro alloggio, appena dopo il porto, dalla parte opposta di Anse Severe, che nessuno suggerisce, e non ne capisco il motivo. Forse perchè è una spiaggia più convenzionale rispetto alle altre.

 

 

Ma convenzionale o no, a noi ci lascia ancora una volta senza parole: è la classica spiaggia tropicale, con sabbia  bianchissima e palme e arrivandoci con la bassa marea, ha un mare da favola!

Io adoro le spiagge di questo tipo!

 

 

C’è da dire che le spiagge qui cambiano molto aspetto con la bassa marea, quando la marea è alta tendono ad esserci le onde.

A un certo punto arriva un cane, ma guarda! e poi arriva anche Jack, il cane che abbiamo incontrato a Anse Source d’Argent e poi davanti al take away, un cane vagabondo che sembra cerchi la nostra compagnia. Oltre alle stesse persone sull’isola (incontrate sulle altre isole) si incontrano anche gli stessi cani.

 

 

Su questa spiaggia c’è un resort con camere molto particolari che sembrano capanne di lusso, con un ristorante proprio sulla spiaggia, il La Digue Island Lodge, che ha una location davvero invidiabile. Diciamo che si contende il primato per bellezza con Le Domaine de L’Orangeraie Resort & Spa, poco oltre la cittadina di La Passe, sul mare, che sembra davvero incantevole.

Dobbiamo salutare La Digue, è quasi ora di partire. Ringraziamo anche questa bella spiaggia per averci donato dei bei momenti!

 

 

Torniamo allo Ylang Ylang per lasciare le bici e prendere le valige, salutiamo Aldo e la figlia Stefania, e questo posto che ci ha accolto e regalato la sua bellezza.

Facciamo a piedi con i trolley il tratto fino al porto, e andiamo a pranzo da Glorious bakery, un posto dove siano andati più volte a prendere torte e paste per la colazione, e anche ottimi gelati, che fa buonissimi hamburgher e ha anche prezzi piu bassi rispetto ad altri, e uno spazio per fermarsi a mangiare davvero carino.

Alla partenza, vedere allontanarsi il catamarano dal porto dell’isola mi fa salire un groppo alla gola. al pensiero di non vedere piu questo posto, vissuto così intensamente. Mi sembrano passati mesi dai giorni trascorsi a Praslin invece è meno di una settimana: il catamarano fa una fermata, e tutto riaffiora, vorrei scendere e ricominciare tutto daccapo!

Invece ci aspettano gli ultimi giorni a Mahe.

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.