Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Un’adolescente in viaggio

 

 

Quando i figli sono piccoli, te li scarrozzi un po’ dove vuoi per il mondo, ma quando arrivano

alla soglia dell’adolescenza, le cose cambiano. Cominciano ad avere gusti più definiti e

pretendono di essere presi in considerazione nelle decisioni, vogliono contrapporsi e

assumono atteggiamenti di sfida, hanno bisogno di essere più partecipi nell’organizzazione

e sono più opportune riflessioni sui vissuti di viaggio.

Sono mamma di Giada, quasi tredicenne, ho alle spalle formazioni  nel campo delle psicoterapie corporee e sistemiche, e voglio raccontarvi come ho affrontato un viaggio itinerante a Cuba con la mia figlia pre adolescente, cosa ho fatto per farle apprezzare il viaggio!

La grande sfida è: come fare a vivere serenamente (noi e loro) il prima, durante, e dopo la vacanza,  in questo periodo particolare della loro vita?

Il resort all inclusive, dove i ragazzi hanno la possibilità di fare nuove amicizie, partecipare ad attività organizzate dagli animatori, magari con la presenza di un teen club, potrebbe essere una soluzione per offrire loro possibilità di divertimento. Questa può essere una soluzione semplice, se piace questo stile di vacanza. Noi, lo scorso anno, siamo andati in uno di questi villaggi,  abbiamo sfruttato tutte le comodità del resort (anche se ci siamo tenuti alla larga dall’animazione che non ci è gradita) e nostra figlia, all’epoca dodicenne, non era comunque interessata alle varie attività per ragazzi (forse era ancora in un’età di passaggio), ma si è comunque divertita moltissimo in piscina, agli schiuma party, al campo da bocce, nell’idromassaggio, tutte attività che noi abbiamo condiviso con lei. E poi godendo dei cocktails, della frullateria, della creperia, oltre che apprezzando la spiaggia, il mare e le escursioni che le abbiamo proposto. E devo dire che siamo stati benissimo, veramente una bella vacanza!

In alternativa, si potrebbe andare in vacanza con qualcuno che abbia figli coetanei: non è il nostro caso, a parte il fatto che non amiamo andare in viaggio in compagnia, non conosciamo nessuno con cui abbiamo una sintonia tale da condividere una vacanza. Ma sicuramente è un’ottima soluzione.

Se invece si sceglie un viaggio itinerante, i così detti “on the road” (otr), le cose si complicano: la possibilità di conoscere coetanei, per i ragazzi, è molto bassa, o limitata nel tempo, e non sempre negli alloggi che si scelgono possono esserci attività specifiche pero loro.

Diventa quindi necessario stimolare l’interesse verso il luogo della vacanza, prevedendo anche tappe che soddisfino la loro curiosità e piacere.

In seguito all’esperienza del viaggio a Cuba di quest’anno, sperimentando,  ho individuato alcuni accorgimenti, che credo possano essere utili come spunto per raggiungere il nostro obiettivo, ovvero vivere serenamente una vacanza in famiglia con figli adolescenti (almeno fin tanto che vengono ancora in viaggio con noi :).

Eccoli qui sotto riportati:

 

1) creare motivazione

2) preparare e coinvolgere

3) prevedere di soddisfare alcuni desideri conosciuti inserendo attività interessanti per l’adolescente

4) stimolarli a portare intrattenimenti di suo interesse, utili come passatempo e per i tempi morti

5) trascorrere tempo con il padre

 

Nel dettaglio, ecco cosa ho fatto:

 

1) creare motivazione (con l’immaginazione)

Giada è una ragazzina di quasi 13 anni. Ha viaggiato abbastanza, è stata in Mar Rosso, Parigi, Canarie, Baleari, Mauritius, Zanzibar, Kenya, Maldive, Thailandia e Repubblica Domenicana. Dopo queste esperienze ha già individuato cosa le piace, e quest’anno avrebbe voluto tornare per la terza volta alle sue adorate Maldive e fare una vacanza stanziale.

Quando noi genitori scegliamo una meta per le vacanze, guardiamo le offerte di volo per le località che ci piacerebbe visitare. Quest’anno abbiamo trovato una buona offerta per Cuba, con la prerogativa di una vacanza itinerante, per visitare qualche zona del paese. Le Maldive quindi sono state rimandate ad altra data…

Alla comunicazione della notizia, questa non è stata ovviamente colta con entusiasmo perché la meta era diversa da quella che avrebbe desiderato, e anche il tipo di vacanza. E’ da mettere in conto quindi, che l’entusiasmo con cui noi prenotiamo e ci pregustiamo la vacanza, non corrisponda a quello dei figli adolescenti. Ma mia figlia, pero’,  non aveva ancora capito che la mamma cerca di organizzare il viaggio cercando di mettersi nei suoi panni, ovvero con “empatia”, pensando a cosa le piace, programmando la vacanza in modo che possa anche lei entusiasmarsi e godersela oltre quello che può immaginare, e cercando di considerare come ci si puo’ divertire insieme in famiglia.

La cosa è importante quindi, è cercare di rendere la vacanza attraente ai nostri ragazzi, facendo un elenco di tutte le cose che sappiamo gli possano piacere: nel nostro caso, le ho detto che avremmo alternato alle visite alle città dei giorni di mare stanziali, che il mare sarebbe stato bello quasi quanto quello delle Maldive e avremmo soggiornato anche in resort all inclusive dove poteva prendere tutti i cocktail che voleva, godere della piscina e della varietà del buffet, che avremmo visto cittadine tutte colorate, che avremmo fatto passeggiate a cavallo,

Un’altra cosa che so che a lei piace, è viaggiare con un aereo grande e pieno di intrattenimenti: le ho quindi raccontato che in aereo avrebbe trovato gli schermi personali con film, giochi, ecc. e che avrebbe potuto cosi’ gustarsi anche il lungo viaggio. E cosi’ è stato! anzi  ha cominciato a divertirsi già durante l’attesa del volo in coincidenza all’aeroporto di Parigi, dove ha trovato una punto con la playstation con cui giocare e sono convinta che se l’aereo avesse fatto ritardo non le sarebbe dispiaciuto!

 

2) preparare e coinvolgere

Per coinvolgere Giada durante la preparazione del viaggio, le ho mostrato alcune immagini dei luoghi che saremmo andati e le foto degli alloggi che avevo prenotato, e l’ho fatta partecipare anche nella scelta tra alcune opzioni. Ho scelto alloggi  che potessero rispecchiare il suo gusto, ad esempio all’Havana sono stata attenta che la casa non fosse  troppo decadente o retro’, in modo che avesse subito un buon impatto  con una città che in certe zone sapevo essere piuttosto fatiscente o in degrado, e così ho fatto anche per le altre case particular. Inoltre ho inserito nel nostro viaggio qualche giorno in resort, nei cayos al mare, dove tra l’altro era l’unica possibilità.

Per coinvolgerla ulteriormente, poco prima di partire ho cercato qualche film che fosse ambientato a Cuba da vedere insieme: abbiamo visto “Lista d’attesa” e “I diari della motocicletta” (che l’hanno incuriosita molto sulla vita di Che Guevara), e cosi’ ho potuto parlarle anche un po’ del paese. Abbiamo anche letto insieme qualche informazione storica sulla guida, e con questi accorgimenti direi che siamo riusciti a suscitare la sua curiosità.

Quindi è importante coinvolgere i ragazzi nell’organizzazione quando possibile, e fornire loro informazioni per destare un interesse sul paese che si visiterà e la sua cultura.

 

3) prevedere di soddisfare alcuni desideri conosciuti inserendo attività interessanti per l’adolescente

Con l’obiettivo di esaudire quanto prima il desiderio di Giada della vacanza in bel posto di mare, nella pianificazione del tragitto di viaggio, ho scelto un percorso inverso a quello consueto. Così, dopo la prima tappa con visita alla città dell’Havana, ho inserito il soggiorno in un resort su un Cayo (Cayo Guillermo).. Qui ha potuto godere delle tante sfumature di blu del mare, e di tutte le comodità dell’all inclusive, delle lunghe giornate ad oziare in spiaggia, dove alternava la lettura sul lettino sotto una palma ai bagni in mare, un cocktail a uno schiuma party in piscina, e ha potuto usufruire della scelta delle mille possibilità che offriva il buffet in fatto di cibo.

 

 

Nelle tappe successive, ho programmato sempre qualcosa che avesse per lei grande attrattiva: una passeggiata a cavallo nella valle di Vinales

 

 

e un volo con la canopy (o zipline), appesi ad un cavo d’acciaio sulla meravigliosa Valle de Los Ingenios a Trinidad e sospesi nel vuoto

 

 

E alla fine della vacanza ho inserito di nuovo un’altra sosta al mare..

Per la visita nelle città o i trasferimenti alle varie spiagge, abbiamo utilizzato, quando disponibile, l’autobus turistico hip on hip off, sedendoci al piano all’aperto e anche questa è stata una scelta vincente.

L’ho portata in giro per mercatini, a vedere attrazioni o musei particolari, ad esempio all’Havana abbiamo visitato una zona chiamata Fusterlandia, dal nome di Fuster, l’artista che ha tappezzato di mosaici e piastrelle tutte colorate tutto il quartiere, la sua e le case degli abitanti, dando vita ad una meravigliosa opera d’arte a cielo aperto.

In sintesi è importante cercare luoghi e attività  che si immagina possano piacere all’adolescente. Spesso viene in aiuto anche solo prendere  mezzi di trasporto diversi dai soliti, come fare un giro col calesse, con un riscio’, una macchina d’epoca, prendere un tuc tuc, o anche girare in bicicletta puo’ essere motivo per creare entusiasmo.

Smuovere il desiderio con la promessa di qualcosa che puo’ piacere, serve a far imparare a rimandare il piacere, cosa sana ed educativa,  ormai caduta un pò in disuso, nell’epoca che viviamo del “tutto e subito”.

 

4) stimolarli a portare intrattenimenti di suo interesse, utili come passatempo e per i tempi morti

Quando i bambini sono piccoli sono le mamme che pensano a tutti gli intrattenimenti per loro: album da colorare, carte, cartine, adesivi, pupazzi.. per fare passare loro il tempo, in aereo, durante i  trasferimenti, sulla spiaggia, nei mo

menti liberi o vuoti.

Quando diventano grandi, ancora i ragazzi non hanno la concezione di organizzare il loro tempo, quindi occorre farli riflettere su cosa piacerebbe loro fare per intrattenersi.

Da poco tempo non portiamo piu’ paletta secchiello e gonfiabili per la spiaggia e abbiamo la fortuna che a nostra figlia piace leggere, cosa che aveva interrotto con l’inizio della scuola media, ma che proprio in occasione delle vacanze ha ripreso. Per la cresima, ha ricevuto in regalo un e-reader, modello Kobo H2O, resistente all’acqua e alla sabbia, molto comodo durante i viaggi, perché fa risparmiare il peso dei libri in valigia. Prima di partire, oltre all’acquisto di alcuni e-book, abbiamo anche attivato la possibilità di caricare dalla biblioteca on line della nostra città, alcuni libri che le interessavano, che restano consultabili per 14 giorni. Durante i  viaggi lunghi in auto e sulla spiaggia, quello è stato il suo passatempo principale.

L’alternativa all’e-reader potrebbe essere il tablet, ma noi, per non avere troppo peso, abbiamo dovuto fare una scelta e abbiamo privilegiato il primo, oppure si possono portare altri dispositivi con giochi elettronici  (chiarendo a priori, a mio parere, i tempi di utilizzo per evitarne l’uso eccessivo).

L’ho anche incentivata a cercare film che avesse piacere di vedere, che abbiamo poi scaricato sul telefonino, e anche questi

, insieme all’ascolto di musica e alla lettura di qualche, immancabile in vacanza, giornalino di Topolino, sono stati un’alternativa alla lettura,  Un po’ meno usate, le parole crociate cartacee, il sudoku sull’e-reader, o intrattenimenti del genere, ma qualche volta, tanto per cambiare ha fatto anche quelli.

Alla partenza poi, in aeroporto abbiamo trovato un libro divertentissimo per ragazzi, dal titolo  “Distruggi questo diario” (e ce ne sono altri della stessa autrice Kari Smith, come  “Questo non è un libro”, “Come diventare esploratore del mondo” ecc.), con proposte veramente spiritose e creative, che si possono attuare durante il viaggio, e a Giada è piaciuto moltissimo.

Nei resort si trovano poi spesso altri intrattenimenti come il biliardo, le freccette, gli scacchi, per cui una partita ci scappa sempre.

Rispetto alle difficoltà che pensavo potessi incontrare, spaventata soprattutto per i lunghi viaggi in auto (a casa non regge piu’ di 2 ore  senza iniziare a lamentarsi),  le cose sono andate molto bene!!!

 

5) trascorrere tempo con il padre

Durante un viaggio, c’è la possibilità di trascorrere piu’ tempo tutti insieme in famiglia, ma soprattutto c’è la possibilità di passarne di piu’ con il papà, che magari, durante l’anno, puo’ essere impegnato al lavoro fino a tarda sera.

Già quando i bambini sono piccoli è molto importante il tempo del gioco col papà, ma questa età, l’adolescenza, la presenza del padre durante la vacanza, puo’ essere un’ottima occasione per stimolare dialoghi, confrontarsi, parlare di avvenimenti, proporre insegnamenti o spunti di riflessione,  sottolineare certi principi, ribadire l’importanza di certe regole e valori, anche partendo dalla realtà o dalle persone o situazioni che si incontrano ..senza trascurare il gioco e il divertimento insieme ovviamente.

 

 

Infatti, mentre con la mamma,  in questa fase, è piu’ frequente che si sviluppino battibecchi o conflitti, il padre rappresenta ancor di piu’ l’argine e il riferimento normativo per il ragazzo; il padre è colui che dovrebbe traghettare il figlio verso l’autonomia, che lo dovrebbe condurre dall’infanzia al mondo adulto. Pertanto è importantissimo che assuma il principale ruolo educativo.

Se quindi durante l’anno, magari anche involontariamente, fosse accaduto che questi avesse trascurato il suo ruolo, la vacanza è l’occasione giusta perché se ne riappropri e faccia godere il figlio della sua importante presenza, approfittando anche dell’opportunità di conoscere meglio il nuovo essere che il figlio sta diventando.

Ovviamente è di estrema importanza trascorrere tempo di qualità anche tutti assieme, condividere esperienze fuori della quotidianità e divertirsi, per rafforzare ancora di più i rapporti. E’ un periodo in cui i ragazzi devono imparare anche a prendere le misure, con la sicurezza che i genitori sono sempre presenti per loro e sono saldi, per permettere loro di sperimentarsi.

 

CONCLUSIONI

La nostra prima esperienza con la figlia adolescente è andata bene!! Ci sono stati e credo che ci saranno sempre comunque, durante la vacanza, i momenti in cui i ragazzi adolescenti  si lamentano, dicono che si annoiano, che vogliono fare altro, che tengono il muso; i momenti che non va loro bene niente, che ci si urla dietro, che per partito preso non vogliono fare quello che vogliamo fare noi, ecc., ecc., ecc..Tutto ciò va  messo in conto, d’altronde è il loro “mestiere”, vista l’età..ma si è in vacanza e, bisogna pensare (come sarebbe opportuno fare sempre),che poi passa, anzi qui anche molto prima, perchè  basta respirare, guardare un bel paesaggio, rilassarsi nel modo che piu’ ci piace, …. e non dimenticare che anche noi siamo stati adolescenti e come ci sentivamo..

Negli anni futuri, non posso immaginare come potranno andare le cose, se si complicheranno, se riuscirò all’occorrenza a tirar fuori qualcosa di efficace dal cappello.. So che fino a quando mia figlia vorrà continuare a voler viaggiare con noi, noi saremo contenti.. Leggerò le esperienze di chi ci è già passato, per consolarmi o avere qualche idea, ma mi riprometto comunque che ci metterò tutto il mio impegno..

Perchè viaggiare insieme, in famiglia è un enorme ricchezza,una grandissima opportunità di crescita e conoscenza, oltre che un enorme piacere.

Per il momento voglio ricordare sempre quella che è stata la considerazione di mia figlia alla fine del nostro viaggio:

“Questa vacanza ha superato le mie aspettative!”.

E questo già mi rende felice..e ..alla prossima vacanza figlia mia!

 

 

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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