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Il fascino di Ortigia e la Neapolis di Siracusa

 

 

Ortigia è l’antico centro storico di Siracusa, un’isolotto di meno di un chilometro quadrato, che si estende dalla città, a cui è collegata da due ponti, che mi ha riempita di entusiasmo.

Girando per i vicoli di Ortigia, le sue piazze, il suo lungomare, sono rimasta a bocca aperta, ammirando gli edifici, i resti e le testimonianze di tutte le civiltà che vi sono succedute: greca, bizantina, normamma, barocca.

E’ il posto che, appena sopra a Ragusa Ibla, mi è piaciuto piu’ di tutti nel nostro giro nella Sicilia orientale. Si respira un clima di bellezza ognidove.

 

 

Siamo arrivati da Noto, -dove abbiamo visitato anche i dintorni,– che dista soltanto una mezz’ora, a Piazza Pancali, non lontana dall’alloggio che avevamo scelto, comodo per non fare troppa strada a piedi con le valigie, (e facendo attenzione a non entrare nelle strade che, in alcuni periodi, sono area pedonale), vicino al grande parcheggio Talete (costo della sosta giornaliera 10 euro) e attiguo al mercato all’aperto, che si tiene nelle strade, la mattina.

Dalla parte opposta della piazza, appaiono. in mezzo alla città, i resti del Tempio greco di Apollo, alcune colonne doriche in un prato recintato, che danno subito un assaggio del fascino che esercita questo centro storico.

 

 

Dal tempio di Apollo, il corso Matteotti, una via del passeggio che non mi è piaciuta particolarmente, una nota un pò stonata nella città, porta a piazza Archimede, anche questa niente di speciale rispetto al resto, con la fontana di Diana al centro. Ma proprio questa piazza introduce agli stretti vicoletti con balconcini, cortili, edifici di pietra bianca calcarea, che, illuminati nelle giornate serene dalla luce del sole, creano un contesto di grande fascino.

 

 

Ma la cosa che mi ha lasciato letteralmente senza fiato è stata percorrere via Minerva, costeggiare il duomo e trovarmi nella piazza che lo ospita, con le luci del tramonto: una visione spettacolare!

 

 

Piazza Duomo stupisce per la sua enormità, è contornata da bei palazzi, tra cui Palazzo Senatorio, ovvero il municipio e Palazzo Beneventano dal Bosco.

 

 

Sul lato destro della piazza si trova la chiesa di Santa Lucia alla Badia, patrona delle città, (che ospita anche un quadro del Caravaggio, che purtroppo non siamo riusciti a vedere perchè chiusa il lunedi’)

 

 

e di fronte, l’angolino terrazzato di Palazzo Borgia del Casale, dove si vedono dalle finestre alcuni dei meravigliosi soffitti decorati interni.

 

 

La Cattedrale di Siracusa si chiama Natività di Maria Santissima, è maestosa e domina la piazza, con le sue colonne sulla facciata e le sue statue.

 

 

Era in origine un tempio dorico greco del V secolo, dedicato ad Atena, la chiesa attuale è stata costruita chiudendo gli spazi fra le colonne del tempio, consentendo di mantenerlo praticamente intatto.

 

 

Sia all’esterno che all’interno sono visibili le colonne originali antiche.

 

 

Questa cattedrale è indubbiamente una delle chiese piu’ interessanti e più belle che ho mai visto.

 

 

Piazza Duomo l’ho adorata a tutte le ore:

con le luci del tramonto

 

 

con l’illuminazione della sera

 

 

con il sole del mattino

 

 

e mi ha lasciato una enorme voglia di tornarci.

Imboccando la stradina a fianco alla chiesa di Santa Lucia, si arriva a un grande Belvedere sul mare, che offre una bella vista su Siracusa, sul porto e fino all’estremità opposta, sul castello.

 

 

Il Belvedere è confinante la fonte Aretusa, un laghetto semicircolare,che prende il nome dalla ninfa Aretusa, protagonista di una leggenda che ne descrive la nascita, e ha la particolarità di essere l’unico luogo al mondo in cui cresce il papiro, oltre le sponde del Nilo. Non si sa se la pianta sia cresciuta spontaneamente, qui e sulla riva del fiume Ciane, un piccolo corso d’acqua che sfocia nel porto di Siracusa, o se sia stato importato dall’Egitto.

 

 

Da qui si puo’ passeggiare sul bel lungomare, vivace zona di bar e ristoranti la sera, che termina, sulla punta, col castello Maniace, fortezza quadrata con 4 torrioni, luogo di pace e contemplazione.

 

 

Abbiamo poi proseguito il nostro giro verso il lungomare levante, dove la costa è rocciosa e a picco, con alcune spiagge di sassi o di roccia, come questa

 

 

Siamo rientrati verso il centro da via delle Maestranze, con i suoi begli edifici, girovagando per gli stupendi vicoletti.

 

 

Abbiamo poi deciso di vedere Ortigia anche dal mare. L’idea iniziale era di farlo al tramonto, poi la stanchezza della giornata precedente ci ha fatto rimandare il tour al pomeriggio seguente. A Piazza Pancali, andando sul lungomare, verso il centro città, si trovano parecchi banchetti dove vengono proposte le gite in barca. Abbiamo concordato l’orario, e pagato 10 euro a testa per una gita di un’ora, che ne è valsa assolutamente la pena. Il tour gira attorno all’isola, costeggiando tutto il lungomare e consentendo di ammirare il bel castello Maniace da questa prospettiva, e poi prosegue verso la costa del lungomare a levante.

 

 

Continua, allontanandosi da Ortigia, verso la costa di Siracusa, fino ad arrivare alle grotte che si trovano sotto la città. Non abbiamo visto il tramonto sul mare come da piani iniziali, ma abbiamo potuto ammirare i colori stupendi fuori e dentro le grotte, entrando, e facendo anche una sosta per chi volesse fare un bagno.

 

 

Il ritorno è dalla parte opposta a quella della partenza, passando per il porto, e sotto a un bassissimo ponte, dove abbiamo dovuto abbassare la testa per non toccare.

 

 

Esperienza promossa a pieni voti!

 

Alla sera Ortigia illuminata si riempie ancor più di fascino, passeggiare e cenare per le vie del centro è proprio spettacolare.

 

 

La Neapolis di Siracusa

 

 

Neapolis è una grande area archeologica, che si trova nella città di Siracusa. Inserita all’interno di un bellissimo parco, tra discese e salite, gli alberi e la vegetazioni nascondono o fanno da contorno a monumenti che riportano indietro nel tempo, al periodo degli antichi greci e degli antichi romani.

Avevo prenotato da casa i biglietti per l’ingresso, ed essendo domenica uno dei giorni in cui ci trovavamo a Siracusa, abbiamo usufruito dell’ingresso gratuito. Abbiamo deciso di visitare per conto nostro il sito, con i nostri tempi, vista anche la giornata calda e soleggiata, senza l’ausilio quindi di una, piuttosto costosa, guida. Nel periodo in cui siamo andati, non tutte le aeree erano aperte.

All’ingresso ci siamo trovati subito di fronte alla Ara di Ierone II, i resti di un altare sacrificale dedicato a Zeus, dove si puo’ immaginare che in passato ci fosse una piazza con porticato a colonne e al centro una piscina.

 

 

Proseguendo il percorso, si scende verso la zona delle latomie, ovvero antiche cave di pietra, dalle quali venivano ricavati i blocchi di roccia calcarea che servivano per costruire gli edifici e le mure della città, sin dal periodo degli antichi greci. Per arrivarvi, si passa per un sentiero coperto da una bellissima lussureggiante vegetazione, che circonda anche le cave, composta da agrumi, ficus, magnolie, palme, ulivi secolari ed altri alberi dall’alto fusto. Risalendo poi verso il teatro, si puo’ ammirare l’area dall’alto e tutta la sua varietà e bellezza.

 

 

La prima cava che abbiamo incontrato è quella dei cordai, così chiamata in quanto, dall’antichità e fino a pochi decenni fa, venivano fabbricavate corde al suo interno, grazie all’umidità che consentiva di ottenere un buon prodotto.

 

 

Molte delle cave, che in origine erano antri chiusi, sono diventate caverne aperte in seguito a crolli dovuti al sisma e a fenomeni atmosferici. Il gruppo piu’ famoso di queste cave si chiama Latomie del paradiso: la piu’ popolare e particolare è quella denominata Orecchio di Dionisio, per la forma che ricorda un padiglione auricolare, al cui interno si verifica un fenomeno acustico che amplifica i suoni. In passato probabilmente è stata una cassa armonica utilizzata per gli spettacoli del vicino teatro. Il nome Dionisio pare derivi dal fatto che il tiranno dell’epoca, Dionisio, in seguito all’eco della grotta, la usava per ascoltare i discorsi dei suoi prigionieri.

 

 

Entrare dentro l’Orecchio di Dionisio è molto emozionante: dopo l’ingresso, la caverna fa una curva e si rimane completamente al buio; ritornando, il paesaggio che si vede dall’arco aguzzo alto 23 metri è spettacolare.

 

 

Dopo le Latomie, inizia la salita sul colle Temenite, che porta sulla cima in un’area pianeggiante e panoramica, dove sono state trovate tombe, che risalgono all’età del Bronzo. In questa parte, che ospita ai suoi piedi il Teatro Greco, ci sono una serie di terrazze scavate nella roccia, dove presumibilmente stava il pubblico durante gli spettacoli in caso di pioggia, e la grotta del Ninfeo, riservata agli attori, al cui interno passa un fiume. Il tutto risulta molto scenografico.

 

 

Il Teatro Greco, di forma semi-circolare, scavato nella roccia, risale al II secolo a.C., ed è uno dei teatri greci piu’ grandi e importanti del mondo greco, e anche il piu’ grande della Sicilia.

 

 

Oltre che per spettacoli teatrali in epoca greca, fu usato come luogo di culto e per le assemblee in epoca romana. E’ tuttora usato per gli spettacoli, con le sue 67 gradinate, che possono accogliere fino a 14000 spettatori. Essendo su un’altura si gode, durante la visita, della vista impagabile del mare.

 

 

Riscendendo il colle, prima dell’uscita, sulla sinistra, si arriva all‘anfiteatro romano, che per dimensioni è inferiore soltanto al Colosseo e all’arena di Verona. Ha sedili scavati nella roccia ed è mancante della parte superiore, ma ancora si possono vedere tunnel e corridoi, da dove si può immaginare l’uscita di fiere e gladiatori, per i combattimenti nell’arena

 

 

 

In nostro alloggio ad Ortigia

L’alloggio di Ortigia l’abbiamo prenotato su Airbnb, The little house, un piccolo appartamento con entrata indipendente, in una tipica stradina pedonale: un gioiellino, in posizione molto comoda al centro e non lontano dal parcheggio Talete e dall’inizio dell’area di accesso vietato alle auto.

 

 

Nuovissimo, arredato con gusto e con tutto cio’ che serve, (addirittura il necessario per la colazione, caffè, brioche confezionate, zucchero ecc., guide della zona) puo’ essere adatto per 3 persone perchè ha un bel letto soppalcato e un divano letto. Segnalo solo la scala non adatta ai bambini, e che la porta finestra guarda sulla strada, per cui aprendo le tende per fare luce si vede l’interno. Ma d’altro canto si sta così poco in casa, con tutte le bellezze che ci sono fuori!

 

 

L’host è molto gentile e disponibile, e ci ha fornito ottimi consigli per i migliori posti dove andare a mangiare in città.

Mangiare ad Ortigia

Su consiglio del nostro host, siamo andati a cena all’osteria da Seby, in una stradina del centro, Via Mirabella, dove fanno cucina tipica siciliana, ma molto ricercata e abbiamo mangiato benissimo: garganelle montalbano, saltimbocca alla siciliana, mascolino beccafico, siracusana, cannolo scomposto e bavarese al pistacchio.

 

 

Per colazione, sempre dietro consiglio, siamo andati al bar pasticceria Artale, via Landolina 32

 

 

Cornetti e puppi, pasta di mandorla, granite: dicono sia la migliore pasticceria di Ortigia, e in effetti qui, brioche riempite con pistacchio, ricotta o crema sono sublimi, per non parlare delle granite.

 

 

Il posto ha pochi tavolini all’esterno e non è lontano dal duomo.

A pranzo, abbiamo sperimentato due posti degni di nota: sulla Piazza Pancali, una delle tante trattoria con tavoli all’esterno, “Shichiria“,  dove abbiamo mangiato arancini, una caponata con verdure dal gusto mai sentito, e della focaccia

 

 

e la “Locanda del collegio” in via del Collegio, polpo arrosto e parmigiana di melanzane ottimi. Il locale è molto bello all’interno, mentre all’esterno ha dei tavoli sulla strada in discesa, con vista mare, veramente piacevole.

 

 

Ortigia, e l’area archeologica della Neapolis sono inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. E lo meritano tutto. Questi luoghi hanno un fascino e un’atmosfera impagabile e indimenticabile. Un viaggio in un altro tempo.

Il nostro giro nella Sicilia orientale è terminato qui. Ci siamo poi diretti a Catania per fare ritorno a casa. Un Etna fumante ci ha dato l’ultimo saluto. Ovviamente solo un arrivederci.

 

 

 

Se volete leggere tutto il nostro giro lo trovate qui

 

La Sicilia orientale: il barocco della Val di Noto, le meraviglie della natura, e le delizie per il palato

 

settembre 2020 #ortigia #siracusa

 

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12 Commenti
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3 mesi fa

Che posti straordinari che abbiamo! Appena si potrà è una meta da vedere assolutamente. Grazie.

3 mesi fa

Ciao Patrizia. Le Foto e le descrizioni … Come guida turistica …. Bravissima. Hai descritto cosi’ bene che fa venire voglia di andare a scoprire quei luoghi. Ciao

3 mesi fa

Ortigia mi è rimasta proprio dentro il cuore, è stato l’ultimo viaggio fatto con mio marito e forse il più bello che io ricordi. Grazie per questo bagno di ricordi malinconici ma anche piacevoli.

3 mesi fa

Che nostalgia di tornare a viaggiare! Grazie a blog come il tuo fortunatamente in qualche modo è possibile continuare a scoprire posti fantastici. Ho apprezzato particolarmente in quanto amo vecchie città di pietra e l’architettura classica. Le foto poi sono stupende!
Chiara

Ho fatto anche io questo in giro 3 anni fa, e sono rimasta totalmente ipnotizzata dalla bellezza di questi luoghi. La Sicilia è magica!

Gintsburg Dina
3 mesi fa

che posti meravigliosi, per non parlare dei piatti, non ci sono mai stata speriamo di riuscire appena si potrà viaggiare

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.