Ritorno a Fuerteventura (2026)

Tornare in certi posti per me è come tornare a casa. Rassicurante. Confortevole. Riposante.
Ogni tanto ho bisogno anche di questo, soprattutto dopo periodi “pesanti: non dover studiare, cercare, o pianificare troppo; non correre, mollare le redini. Il piacere di tornare al conosciuto, sapere cosa mi aspetta, cosa troverò; ricercare le cose che mi sono piaciute e fare quelle che so che mi piacciono; e, nonostante tutto, scoprire che c’è sempre qualcosa di nuovo, di insolito, che mi stupisce e mi entusiasma.
Una vacanza più che viaggio; vacanza deriva da vacans, participio presente del verbo latino vacare, cioè mancare, essere privo, essere libero da occupazioni.
Svuotarsi, avere tempo dove si può riposare, staccare, rallentare, lasciar andare.
Senza la preoccupazione di rimanere indietro, di perdersi qualcosa.
Tornare a Fuerteventura, per me, è proprio questo.
Di nuovo a Fuerteventura
Facendo i conti è la decima volta che torno a Fuerteventura.. la prima è stata forse 25 anni fa, quando ancora era un’isola davvero poco frequentata e le strutture poche, ed è stato amore a prima vista..
L’ultima volta, prima di questa, è stata a fine gennaio 2020, poco prima che il Covid si diffondesse in Europa, e già l’isola era cambiata tanto negli anni.
Durante la pandemia Fuerteventura ha acquisito maggiore notorietà, essendo una delle poche zone covid free, e rifugio per i tanti che lì prendevano temporanea dimora, o per chi voleva farsi una vacanza, accettando anche ciò che in precedenza forse non la faceva scegliere prioritariamente per una vacanza alle Canarie, ovvero il vento.
Da allora mi sono chiesta spesso quanto ancor di più fosse cambiata l’isola con l’esplosione del turismo, quanti altri edifici adìbiti ad alloggi avessero costruito, quanti altri italiani si fossero trasferiti, quanto si fossero ingrandite le cittadine; se l’avessimo trovata troppo stravolta e troppo affollata rispetto al quieto paradiso in cui ci andavano a rifugiare anche solo per qualche giorno, ormai periodicamente, spezzando l’inverno, alla ricerca di un pò di caldo. E se questa fosse stata la volta in cui avessimo detto “ok, non vale più la pena tornare”.

E.. si, ci sono tanti turisti in più, tante auto che circolano o parcheggiate ovunque, tanti locali nuovi; le cittadine si sono espanse, i prezzi lievitati, tanti luoghi prima sconosciuti sono stati scovati, valorizzati, sponsorizzati .. ma le spiagge, i grandi spazi, le zone desertiche, quelle ancora hanno conservato le loro caratteristiche, il loro fascino.. Fuerteventura per noi è rimasta l’isola del rifugio, quella che spazza i pensieri col suo vento, e che ci rilassa.
E anche stavolta siamo riusciti, oltre che a godere dei soliti luoghi conosciuti ed amati, dove ci piace fermarci,- le spiagge, le dune, i paesini caratteristici,- ad apprezzare ben 4 luoghi mai visti prima e … sappiamo che altri ce ne rimangono da visitare!!
Un’insolita Fuerteventura
L’inverno del 2025 il meteo a Fuerteventura è stato eccezionalmente piovoso. Sfortuna, per chi ha trovato insolitamente la pioggia durante le vacanze. Ma questo ha comportato la trasformazione dell’isola, da prevalentemente arida, priva di vegetazione, (tranne poche zone con alberi di palme), col giallo come colore dominante, a rivestita di fiori viola o gialli, terreni coperti di vegetazione, tanto da far risaltare il colore ruggine, acceso o rossastro, di terra e montagne. Davvero un cambiamento sorprendente!

Il Calderon Hondo
Nonostante le tante volte che siamo andati a Fuerteventura, non siamo mai saliti a vedere il Calderon Hondo, uno dei vulcani spenti dell’isola, non distante da Corralejo ed El Cotillo.
Un pò perchè, come altri posti, è stato l’aumento del turismo, dopo il covid, a far acquisire a questo luogo notorietà

Così in una giornata di maltempo in cui è impossibile stare in spiaggia, ci avviamo verso il vulcano. Per arrivarci c’è un tratto di strada sterrata con paesaggi bellissimi, tra rocce nere e montagne marroni con belle striature

Il sentiero che conduce alla caldera, ovvero la depressione circolare che si forma dopo l’eruzione del vulcano a forma di cono, è contrassegnato da un cartello, ed è fatto di sassi, poco comodi per camminarci, ma facile da percorrere

Le recenti piogge, anomale per l’isola di Fuerteventura, hanno fatto nascere tante piante verdi, e il paesaggio è splendido

All’arrivo al vulcano, a 278 metri di altezza, una fitta nebbia ci circonda: il cono, che dovrebbe avere un diametro di circa 1,5 chilometri, ed essere profondo circa 70 metri, lo osserviamo nella parte più vicina a noi, ma non vediamo tutto il contorno, e nemmeno abbiamo le splendide viste dell’isola e di Lanzarote in lontanza; in più una pioggia leggera continua a scendere

È comunque bello essere lì, a sfidare le intemperie ..

E poi, che ci importa se siamo tutti bagnati, vestiti, cappelli e capelli, per chi li ha🤣: siamo in vacanza, vediamo un posto nuovo, possiamo ammirare il lavoro della natura nel tempo, e quindi siamo grati e felici!😁

Un insolito paese: il Portito de Los Molinos
Una strada con panorami meravigliosi, all’interno dell’isola, scende nel lato ovest e termina in un minuscolo paese, chiamato Portito de Los Molinos.
Ci arriviamo in una giornata di tempo variabile, dopo essere stati colti dalla pioggia sul vulcano, con il cielo grigio e il mare con onde impetuose

Portito de Los Molinos si presenta come un luogo che, nella mia immaginazione, potrebbe assomigliare a una cittadina della Baja California, o comunque del Messico, o del Sudamerica: case basse bianche, con bordi e finestre colorate, vecchie auto parcheggiate, oggetti accatastati, nessuno in giro, un ristorante, e alcuni sentieri che salgono verso le scogliere. La spiaggia è fatta di grosse pietre grigio scuro, che la potenza delle onde trascina avanti e indietro, provocando un rumore roboante molto singolare.

Gli edifici, dalla parte opposta del portito, si possono raggiungere solo dalla spiaggia, non ci sono altre strade, ma il mare è così agitato che non è possibile arrivaci

Le case hanno tutte il numero su un pesciolino colorato; solo un paio di famiglie, abbiamo saputo, vivono nel minuscolo paese in maniera stabile, e sono quelle che lavorano al ristorante

Si affaccia sul mare, accanto a due panchine blu elettrico, la chiesetta più piccola mai vista.
La potenza delle onde del mare è ipnotica, la schiuma bianca che alzano è impressionante, non c’è un punto in cui il rumore forte del mare abbandoni le orecchie. Tutto il contesto è molto suggestivo, forse anche di più per le condizioni del tempo, e certe viste sembrano un dipinto. Puertito de Los Molinos è incantevole

Un sentiero si arrampica sopra il paese, che si può cosi vedere dall’alto, e conduce verso un’alta scogliera che scende a picco sul mare. Da lassù ci si rende conto di essere in un posto pazzesco, dove gli elementi della natura e l’oceano fanno da padroni, e dove si deve davvero amare il mare e la solitudine per viverci

Decidiamo di pranzare nell’unico ristorante presente, pesce fresco e cucina canaria, in un contesto indubbiamente unico.
Portito de Los Molinos è un posto davvero imperdibile a Fuerteventura!
Pop corn beach
Esiste una spiaggia davvero particolare, nel nord di Fuerteventura, a poca distanza da Corralejo, formata da sassolini bianchi che sembrano pop corn
!!

È conosciuta proprio come Popcorn beach ma il suo nome originale è Playa del Bajo de la Burra.
I curiosi sassolini, il cui nome scientifico è “rodoliti”, sono alghe coralline, originariamente di colore rosso, che si sono mescolate con sabbia bianca, e nel tempo, col movimento delle onde del mare che spinge sulla riva, hanno preso questa forma

Playa de la Escalera
Altro posto in cui, pur avendo alloggiato in zona, non eravamo mai stati, è Playa de la Escalera.
Dalla cittadina di El Cotillo è raggiungibile percorrendo circa 4 km di strada sterrata.
Il vero nome della spiaggia è Playa de la Aguila: è conosciuta come Playa de la Escalera per la scala ripida di 130 gradini che è stata costruita per scendere al mare

Sarebbe preferibile, visitarla quando c’è la bassa marea… altrimenti si può rischiare di non vedere la spiaggia di sabbia, perché il mare arriva fino alle rocce. Come è successo a noi: ma garantisco che il paesaggio è comunque spettacolare e selvaggio!
Scendendo si trova una specie di balcone sul mare, dove fermarsi per ammirare il panorama dall’alto, e tutta la costa rocciosa. E soprattutto iniziano ad arrivare velocissimi i caratteristici scoiattoli berberi, che, curiosi, si avvicinano, corrono, giocano tra di loro.. sono bellissimi e per me è sempre un incontro entusiasmante! Qui poi ce ne sono tantissimi!!

Sedere un po’ sulle rocce ad ammirare le onde del mare, ed ascoltare la sua voce è davvero meraviglioso, ti fa sentire la potenza della natura e la vita che scorre nelle viscere!

La spiaggia di Sotavento, al sud, nella penisola di Jandia
Questo è appuntamento imperdibile in occasione di ogni nostra visita a Fuerte: il giro al sud, tra paesaggi deserti bellissimi, e questa volta diversi per il tocco di verde e di colore donato dalle piogge

La penisola di Jandia è un incanto per i panorami, e anche stavolta arriviamo alla spiaggia di Sotavento, che cambia aspetto in funzione delle maree

Qui possiamo passeggiare, anche se per poco, perchè poi ci sorprende la pioggia, su tratti lunghissimi di spiaggia, con mare bassissimo

Le spiagge di El Cotillo: il mio luogo del cuore dove alloggiare
Un alloggio sulla spiaggia di Cotillo Lagos, dove alzarsi e vedere il mare dalla finestra

Un luogo in cui è costante il rumore del mare, per le grandi onde che arrivano al largo, contrapposte alle acque calme delle piccole baie sulla riva

Lagune che si susseguono, con mare caraibico e sabbia bianca ,che si contrappone alle rocce laviche nere

Queste sono le spiagge che amo e dove amo tornare

In particolare mi piace tornare in qualche alloggio proprio qui sulla spiaggia, dove al mattino posso alzarmi, e con 2 passi mettere i piedi sulla sabbia
Godermi l’assenza quasi di persone, la pace, e il mare. Questa volta siamo al Balcon del Cotillo, appartamento proprio in prima linea, trovato su Facebook

Ci piace andare a far spesa al vicino HyperDino, la catena di supermercati di Fuerte: sembra sciocco, ma anche a questo siamo affezionati, possiamo prendere il necessario per la nostra colazione sul mare, e, talvolta anche qualcosa per pranzo, come gli squisiti formaggi e il jambon Serrano.. tanto, quale migliore location?

Ci piace tornare nei ristoranti che abbiamo amato; alcuni non ci sono più, o sono stati sostituiti: il famoso Bar Torino sulla spiaggia de La Concha è stato preso in gestione dal ristorante attiguo Azurro, ed è quindi rinnovato; l’adorata Vaca Azul è in via di trasferimento dalla bellissima location dove è sempre stata; al posto del suggestivo locale con la finestrella, da cui ordinare e ritirare dell’ottimo cibo, nella piazzetta del porto vecchio, c’è un moderno bar…. altri locali però sono rimasti e altri nuovi riusciamo a provarli.

Il paese di El Cotillo nel tempo si è ampliato, nuove costruzioni sono sorte, soprattutto prima delle lagune: troppe a mio avviso, ma per fortuna limitate a quella zona senza andare oltre; questa volta troviamo stravolto anche il centro: nei dintorni del porto nuovo, una nuova viabilità, nuovi locali, angoli curati e anche abbelliti, bellissimi punti dove ammirare il tramonto e il panorama


Il cuore del paese di pescatori, invece, nella zona del vecchio porto, è fortunatamente rimasto di base lo stesso, mantenendo il suo fascino

Non possono cambiare le grandi onde che entrano nel porto vecchio, e il loro rumore fragoroso, che mi incanta ogni volta

Non può cambiare la remota Baja del Marrajo con le sue lagune che guardano sul faro bianco e rosso

E neanche i colori bellissimi del mare

Non cambia la pace che qui si trova, e il potersi riparare all’interno dei corraliti

Quel che è cambiato, e che mi ha fatto molto arrabbiare, è stato invece che sono stati rimossi dalla spiaggia di Cotillo Lagos la maggior parte dei corraliti, i muretti fatti di pietre laviche, che proteggono dal vento, su un’isola appunto, dove il vento fa da padrone, e dove difficilmente si riescono a tenere altre strutture, come tende e ombrelloni: alcuni sostengono che siano stati eliminati per ragioni ambientali e di tutela del paesaggio, oppure perchè ” artificiali” ma erano costruiti con pietre laviche dell’isola, e presenti ormai da decenni, facevano ormai parte del paesaggio, anche l’ecosistema si era gia modellato con la loro presenza, e la fauna abituata.. E poi, allora, .. che dire delle tante nuove costruzioni di cemento sulla avenida de los Lagos????
L’isola di Los Lobos
Quando arrivi all’aeroporto di Puerto del Rosario a Fuerteventura e percorri la mia amata FV-1 verso Corralejo, l’iconica strada che attraversa le dune, scorgi al largo il profilo dell’isola di Los Lobos.
L’abbiamo sempre vista e ne abbiamo sempre sentito parlare come meritevole di un’escursione, ma visitando l’isola in inverno (tranne la mia prima volta ad agosto), quando le temperature non sempre erano alte, non siamo mai andati.
Quest’anno, a fine gennaio, in una giornata prevista serena e con temperature miti, decidiamo di andare

L’imbarco per Los Lobos è a Corralejo: l’isola è ad appena 2 chilometri, e si raggiunge in 20 minuti, con barche o gommoni, e rispetto a qualche anno fa ora sono tante le compagnie che offrono escursioni, prenotabili anche on line, consigliato nei periodi di alta stagione, o direttamente al porto.
E’ necessario pero’ dotarsi di un pass, poichè gli accessi, per tutelare quest’area che è parco naturale protetto della Riserva della Biosfera di Fuerteventura, è limitato fortunatamente a 200 visitatori in contemporanea. Il pass si ottiene on line dal sito https://lobospass.com/welcome. selezionando una fascia oraria (10:00-14:00 o 14:00-18:00)

La piccola isola di Los Lobos, il cui nome richiama i lupi di mare, ovvero le foche monache che un tempo erano presenti in loco, è grande appena 4,7 chilometri, ed è un paradiso incontaminato dove è presente solo un piccolo e tradizionale ristorante per turisti

C’è qualche abitazione abbandonata, nel porticciolo che affaccia su acque azzurre e trasparenti, e un iconico molo

All’imbarco viene fornita una mappa dei sentieri che si possono percorrere, con il tempo di percorrenza: verso delle lagune, territorio di ripopolamento per gli uccelli, verso il faro, oppure verso il vulcano spento, a 127 metri di altezza, o fino alla bellissima spiaggia a forma di mezzaluna, La Concha, o Las Caleras, i cui colori brillanti si scorgono anche all’arrivo col traghetto

Noi non siamo rimasti tempo a sufficienza per salire sul vulcano o arrivare al faro; siamo andati solo verso le lagune, che non sono nulla di che, ma il percorso per arrivarci dall’interno e sulla costa è molto bello e merita senza dubbio. Come avrebbe meritato anche fermarsi sulla grande spiaggia a prendere il sole e magari azzardare anche un bagno, ma una bella birra sul porto, e soprattutto un imperdibile giro sulle dune al tramonto ci stava aspettando..

Ancora le Dune di Corralejo
Quando vado a Fuerteventura per me è imprescindibile e irresistibile andare non solo a vedere, ma anche a fare un giro, sulle dune

La strada che da Corralejo corre tra il parco delle dune e il mare è la mia strada del cuore.
Solitamente ci fermiamo poco oltre i 2 albergoni Riu sulla spiaggia, dove sono più alte, e ci immergiamo in esse, e ogni volta per me è pura gioia.
Devo dire che questa volta mi è sembra che siano meno alte del solito, non so se è solo una sensazione, o se un fatto reale.
Vedere il tramonto su quella distesa di sabbia è magico, i panorami che si godono percorrendola sono emozionanti: danno proprio il senso dell’immensità.. sia che si guardi verso il mare, che verso le montagne.

All’estremità del parco si trova una delle mie spiagge preferite, Playa del Moro

E’ una grande baia sabbiosa, dove sopra scorre la strada delle dune, e dove ora hanno piazzato una torretta di salvataggio gialla

Il paese di Corralejo
Il cuore di Corralejo, rispetto alla visita precedente pre covid, ha nuovi locali e alloggi, e molti vecchi sono stati ristrutturati.
La cittadina è molto vivace anche nelle stagioni non di punta come fine gennaio: ci sono spettacoli nelle piazzette e musicisti di strada; lungo il viale principale, Nuestra Senora del Carmen, che si allontana dal centro del paese, troviamo sempre più negozi, grandi catene, residence e locali, e le spiagge si presentano ben curate.. insomma, è evidente che il turismo è decollato

Ma il nucleo del paese di pescatori è rimasto intatto: è sempre gradevole passeggiare sulla strada che costeggia il mare, affianco alle caratteristiche case bianche, e nei vicoletti interni

Un gran bel murales è stato disegnato sull’edificio del mercato del pesce, di fronte al porto

Per noi, Corralejo è sempre un gradito ritorno!!

Che dire… ancora una volta Fuerteventura si è rivelata un posto dove noi stiamo bene, e la lasciamo come sempre credendo che anche questa non sia l’ultima volta che ci torniamo!!

gennaio 2026
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