Val di Sole: montagna in TRENTINO ad inizio estate

In un caldissimo mese di giugno decidiamo di andare a cercare un po’ di refrigerio in montagna. e scegliamo il Trentino, in particolare la Val di Sole.
Nella Val di Sole si trovano belle vallate, come la Val di Pejo e la Val di Rabbi, che fanno parte del Parco Nazionale dello Stelvio, con torrenti boschi e laghi, e le vette fino a 3000 metri del gruppo Ortles-Cevedale e Adamello Brenta.
Alloggiamo in 2 posti diversi: uno lo abbiamo scelto con una Smartbox che avevamo in regalo, un bell’hotel che si trova sopra Dimaro, fortunatamente non in paese, che è carino ma non rispecchia il caratteristico luogo di montagna che mi piace, ma verso Folgarida, nel tratto di strada che comincia a salire, e diventa panoramica e coperta di boschi

L’altro è poco prima di Madonna di Campiglio, proprio a valle degli impianti di risalita alla cima Grostè.

La Val di Rabbi, il ponte sospeso e il percorso kneipp naturale
Ci spostiamo verso la vicina Val di Rabbi, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, per raggiungere il ponte sospeso, una passerella in acciaio costruita a 60 metri sopra al torrente Rabbies

La vallata è bellissima, prati verde brillante e boschi che si inerpicano sui monti, col torrente Noce che scorre lungo la via

Dopo aver lasciato l’auto a un parcheggio vicino, e aver fatto un tratto di strada nella valle, a un certo punto si intravede su, molto in alto, tra gli alberi, il ponte

Il sentiero nel bosco è bellissimo

E’ ovvio che ci si deve arrampicare un pò, ma all’arrivo ci aspetta una vista spettacolare

Da una parte un’alta cascata che si riversa nel fiume, dall’altra la vallata.. e il ponte, lungo ben 100 metri, collega i 2 punti della montagna


Attraversarlo è emozionante, e il panorama è davvero mozzafiato


Dopo l’esperienza del ponte voglio andare a provare il percorso kneipp, una piccola area di idroterapia all’aperto, creata con l’acqua del torrente: si trova poco distante, in località Valorz, vicino al paese di San Bernardo

L‘ingresso è a pagamento, ma il biglietto ha un costo esiguo: l’esperienza si svolge camminando a piedi nudi nell’acqua gelida del rio, su vari fondi, per permettere un’esperienza sensoriale, e per attivare la circolazione: ghiaia grossa, più sottile, sassi, cortecce, erba.. e l’inizio per me non è dei più felici: l’acqua è così gelata da far quasi male, e i sassi sono molto fastidiosi, per cui non è neanche possibile correre per finire il prima possibile!! Sicuramente fa molto bene alla circolazione, ma l’unico momento rilassante, per me, durante questa esperienza, è stato quando mi sono immersa nell’argilla coi piedi, e me la sono spalmata sulle gambe, per poi andare a sdraiarmi su una chaises long per farla asciugare

Pejo quota 3000
Il giorno seguente ci dirigiamo verso la Val di Pejo, a una trentina di minuti da Folgarida, per salire con cabina e cabinovia fino 3000 metri, e godere del paesaggio delle Dolomiti dall’alto, dimenticando per un pò il caldo torrido che investe le nostre zone

Gli impianti di risalita sono in località a Pejo Fonti, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio: facciamo un abbonamento giornaliero, con uno sconto grazie alla Val di sole Trentino Card che ci ha fornito il nostro hotel

Il percorso è diviso in 2: prima una cabinovia che arriva a quota 2000 metri, poi una cabina che arriva fino 3000, tra le cime dell’Ortles-Cevedale.
A 3000 metri si gode di una vista mozzafiato delle vette più alte delle Alpi Centrali e Orientali: quando il cielo è limpido c’è un bellissimo panorama su tutta la val di Pejo e sui ghiacciai circostanti dello Stelvio.

All’arrivo della funivia ci troviamo in una terrazza d’alta quota, con residui di neve sui monti: finalmente è fresco da stare in felpa, 14 gradi, che sono un piacere, in confronto ai quasi 40 delle nostre zone. Ci sono parecchie nuvole, che si muovono velocemente, e che in parte coprono il panorama

Ma è comunque bellissimo!

Un piccolissimo laghetto di montagna, una pozza, spicca con la sua acqua verde a pochi metri da noi, e il rumore continuo dell’acqua che scende dal monte, creando un percorso di cascatelle, è un dolce suono per le orecchie

C’è un bar ristorante con un bel terrazzo panoramico, e ci prendiamo un caffè: ci sarebbe una gran bella vista ma si intravede soltanto, poichè il cielo coperto la offusca

Ci fermiamo a lungo comunque, perché si sta molto bene; poi decidiamo di scendere alla tappa intermedia, a 2000 metri, in località Tarlenta, e anche qui è presente un bel punto di ristoro panoramico.
Poco più avanti si può arrivare alla seggiovia che porta a 2400 metri, in un luogo con un rifugio che si chiama Doss dei Cembri, che si trova a lato delle montagne che abbiamo visto a 3000: infatti lo avevamo notato in lontananza dalla cabina

Io che amo prendere la seggiovia, perché sento l’aria sulla pelle, gli odori del bosco, i colori degli alberi e soprattutto il silenzio, e amo non perdermi nulla, salgo da sola perché mio marito soffre di vertigini, e col senno di poi è stato meglio cosi: in alcuni punti, la discesa soprattutto, è stata parecchio impressionante per via dell’altezza!

L’arrivo a 2400 metri è magnifico: appare subito il laghetto incantevole su cui si riflettono alberi e monti

Tutto intorno ci sono alberi verde brillante, e tantissimi fiori rossi, che risaltano a cospetto delle rocce

Mi avvicino un pò al lago senza scendere troppo: è già così tanto bello visto dall’alto

Anche il rifugio è molto bello, ma il marito mi aspetta in fondo, alla partenza; quindi dopo avere assorbito tutta quella bellezza riprendo la seggiovia per scendere, ammirando ancora la meraviglia del posto.
Ci fermiamo a fare un pic nic e a rilassarci all’ombra di un albero, e, poi, visto che il cielo si è aperto e ora è sereno, decidiamo di riprendere la cabina per salire di nuovo a 3000 metri: e facciamo bene perché ci si presenta davanti un panorama pazzesco delle Dolomiti, col cielo terso!

E anche una vista magnifica della vallata sul fondo

prima..

…dopo
Il monte Vioz, dietro, con la luce del sole del pomeriggio è ancora più bello! È meraviglioso godersi il sole e il fresco con la neve, in maniche corte!!

Non vorrei smettere di guardarmi intorno, assaporare quella pace e sentirmi a un passo dal cielo, e lontano dai miei pensieri quotidiani.
Sazi di tutta la bellezza che ci ha regalato questa escursione, scendiamo i due tratti.
Sentiamo ancora addosso il benessere di queste due giornate, che abbiamo sperimentato, la montagna sa darti. E ne siamo grati!

E la dice giusta la frase che era scritta su una lavagna al rifugio Mythe a 3000 metri:

Il nostro giro è poi proseguito in un altro luogo che ci ha incantato: il Lago di Tovel
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