CIVITA DI BAGNOREGIO, la città con un’anima fragile viva e vibrante

Civita di Bagnoregio, nella regione della Tuscia, in provincia di Viterbo, è conosciuta come “la città che muore”, poiché sorge su una rupe di tufo in un terreno argilloso, che nel tempo si sta lentamente sgretolando.
Ma, come nelle cose della vita, è proprio questa sua fragilità, e idea di fugacità,-oltre alla sua posizione su uno sperone che domina una stupenda valle di calanchi,- che la rende attraente: è tipica di ciò che sentiamo caduco e che, per questo, viviamo con intensità, e che ci ancora al presente.

Svegliarsi dentro il borgo di Civita
Mi alzo di soppiatto per non svegliare il marito, nel giorno del suo compleanno, lasciando un biglietto di auguri sul tavolo: il mio regalo per lui è il soggiorno in questa strepitosa dimora, “L’incanto di Civita”, che. davvero, lascia incantati!!

Esco sul terrazzo, che ha una vista meravigliosa sui calanchi; i raggi del sole, appena sorto, si intrufolano tra le nuvole, illuminando fasci di nebbia bassa qua e là, e rendono il paesaggio ovattato, e l’atmosfera pressochè surreale

Quasi nascosta in un angolo del terrazzo, una buia scala in pietra pare condurre in un posto segreto, preceduta da quello che sembra un piccolo altare sulla parete

I gradini portano ad una minuscola grotta, e proseguono verso una suggestiva finestra naturale, che guarda sulla vallata e sui calanchi: un tavolo e 2 sedie rosse sono un richiamo ad accomodarsi, per ammirare l’immensa bellezza

Il sole nel frattempo si alza, e le nubi si spostano: sembra di vivere momenti senza tempo. Che invece inesorabilmente passa, seppur contrastando il desiderio di fermarlo, e di prendere, assorbire, tutto il nutrimento per l’anima e per i sensi, che offre questa visione

Al doveroso ritorno dall’angolo segreto, riesco a vedere e sentire particolari che prima non avevo notato: la rugiada sulle foglioline di edera attaccate al cemento, le bacche scure dei rovi arrampicati sui bordi delle rocce, il canto degli uccelli, che pure loro probabilmente si stanno risvegliando… E piano piano odo anche altri suoni lontani: le campane di qualche paese nei dintorni, i campanacci di qualche animale probabilmente al pascolo, il verso strano di qualche altro uccello

Rientro in camera, osservando ancora una volta i particolari curati di questo bellissimo alloggio, rammaricandomi di non poter fermarmi di più

Sveglio il marito, che ancora sta dormendo: una panchina ci attende, di fronte alla vetrata della stanza, dove ci possiamo sedere, per gustare tè e caffè con quella vista, per iniziare la giornata

Adoro svegliarmi altrove, quando l’altrove che scelgo sono posti così ricchi di fascino e poesia.. in particolare ho preso l’abitudine, e il gusto di farlo, per il giorno del compleanno di mio marito (in sequenza negli anni scorsi siamo stati a Venezia,dormendo in una residenza che fu della famiglia di Marco Polo, a Borghetto sul Mincio, alloggiando in un ex mulino, al lago di Misurina, con una nevica pazzesca facendo un giro in motoslitta, in Costiera Amalfitana dormendo in una stanza con vista sul golfo.. e oggi qui, a Civita): mi sembra di buon auspicio iniziare così un nuovo anno: in bellezza!!!.. e alla fine è un regalo anche per me!!
La visita a Civita
Ho scelto Civita, quest’anno, perché siamo di passaggio, di ritorno da un viaggio di lavoro a Roma, in una giornata infrasettimanale di un periodo di bassa stagione, a fine febbraio.
In realtà l’avevo già considerata come opzione per lo scorso Capodanno, quando ho optato poi per il lago d’Iseo.
Questa volta lo stimolo a fermarmi è stato anche il fatto che ho appena terminato di vedere un k-drama, una serie coreana, dove alcune scene sono state ambientate proprio a Civita

Cosi, arriviamo nella Tuscia, tra gli alberi di ulivo e le mimose in fiore, che vediamo lungo la strada.
Giungendo con la luce del primo pomeriggio da Bagnoregio, giungendo sul Belvedere Civita sembra sospesa tra terra e cielo, regina incontrastata dorata, che risalta accanto al colore chiaro dei calanchi dalle forme spigolose, che irresistibilmente attraggono l’occhio, tra il verde delle colline circostanti, e il cielo azzurro,- o grigio che sia

Il ponte pedonale di cemento, lungo 300 metri, costruito nel 1965, è l‘unica via di accesso nel borgo antico di oltre 2000 anni, e lo collega al resto del mondo: la strada e il ponte precedente, essendo il terreno argilloso e soggetto a fenomeni sismici, sono crollati nel tempo

L’ultima parte della salita è molto ripida, ma varcato l’ingresso, dalla porta Santa Maria, sembra proprio di rinchiuderlo fuori, il mondo, e di entrare in uno spazio al di là dal tempo e dalle consuetudini.
Ci addentriamo nel borgo per i suoi vicoli e sul suo perimetro, da dove appare lo spettacolo dei calanchi

I turisti, sono pochi, per la maggior parte asiatici, che con l’aria stupita e i volti sorridenti e simpatici, fotografano tutto, (come la sottoscritta eh!!!)

E potrei scommettere che anche loro sono giunti qui dopo aver visto la serie “Can this love be translated? “, dove la protagonista, Cha Moo Hee, cammina nell’ultimo ripido tratto del ponte di ingresso alla cittadina, lamentandosi delle scomode scarpe col tacco!

Il riverbero del tramonto acuisce i toni del giallo e illumina lo sperone di tufo su cui è costruita Civita.
Poi, quando giunge la sera, in questo periodo dell’anno, fine febbraio, la città si svuota, e non resta aperto neanche un locale.
Ma che ci importa a noi!!! Abbiamo un nido romantico che è il posto più bello dove godersi le luci dell’imbrunire!!!



Possiamo cenare a lume di candela, tra archi, travi ai soffitti, e muri spessi di tufo

Contornati da vivaci ceramiche, e oggetti della tradizione, e una splendida cucina

C’è anche un focolare in camera, che chissà, un giorno, in passato, forse scaldava la casa

E’ un posto da sogno davvero..ma non stiamo sognando, stiamo vivendo un incanto che, seguendo il nostro cuore, abbiamo trovato, e neanche così distante da casa!
Cose da fare a Civita
– intrufolarsi nelle viuzze, e in ogni angolo, attraversare la piazza cittadina, su cui affaccia il duomo di San Donato, ammirare le case fatte di blocchi di tufo, le scalette e gli archi, gli scorci che si aprono sulla vallata, e cercare il punto migliore per godere della vista sui calanchi

– fermarsi a coccolare i tanti gatti che scorazzano tra le case o sui muretti, incuranti dell’altezza, che vengono incontro, o che si presentano col muso davanti alla vetrata di casa…


– ammirare gli asini di ceramica, o di stoffa esposti nei negozi, in memoria di quelli che in passato caricavano merci e persone per salire nel borgo

fermarsi ad odorare l’Acqua di Civita, e magari a mangiare in una grotta ipogea, assaggiando le specialità del territorio, oppure all’aperto su una piazzetta, o in un angolo nascosto…

– guardare le fotografie della Civita del passato, esposte un pò ovunque, lasciarsi incuriosire dalla storia del borgo e magari visitare il museo delle frane

– entrare in uno spazio dove il tempo si ferma, ed abbandonarsi alle emozioni; ascoltare il silenzio della notte, e accogliere un nuovo giorno con la gratitudine e la consapevolezza di essere in luogo di pace e silenzio, per assaporare la vita

Civita è un borgo antico e romantico a cui augurare lunga vita, affinchè si possa beneficiare ancora del suo fascino; ha un anima viva e vibrante che rimane indelebile nei ricordi di chi l’ha scorta da lontano stagliarsi nella vallata, ha percorso il ponte, varcato la soglia della sua porta, e ha potuto entusiasmarsi e godere di tutta la sua, si spera, non fugace bellezza

Tips: L’auto va lasciata al parcheggio prima del Belvedere e da qui si raggiunge in una decina di minuti il ponte di accesso: soggiornando nel borgo si hanno agevolazioni sul prezzo del parcheggio e non si paga il biglietto d’ingresso, che attualmente ammonta a 5 euro a persona.
(sottolineo inoltre di nuovo che la situazione vissuta si riferisce ad un periodo in cui l’afflusso di turisti è ridotto al minimo: non so se la stessa magia possa essere vissuta nei periodi di alta stagione, e consiglio comunque il soggiorno all’interno del borgo per godere dei momenti in cui la maggior parte dei turisti se ne sono andati)
febbraio 2026
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