SENJA: tra boschi, fiordi, paesaggi mozzafiato e paesi autentici
Ci dirigiamo verso Senja, con la curiosità di visitare questo posto, che si dice conservi la sua autenticità, essendo ancora poco battuta dal turismo di massa, dopo 5 giorni trascorsi tra gli entusiasmanti paesaggi delle isole Lofoten
Casette rosse, ponti, monti aguzzi, mare da incanto: indimenticabili LOFOTEN
Dove si trova Senja e come arrivare
L’isola di Senja, la seconda isola più grande della Norvegia, si trova nella Norvegia settentrionale, tra il Circolo Polare artico e la città di Tromso, a nord delle isole Lofoten

Ha un itinerario panoramico, la Strada Turistica Nazionale di Senja, lunga 102 chilometri, che percorriamo quasi interamente, e che conduce lungo fiordi, punti panoramici e villaggi minuscoli: appuriamo che è vero, ha mantenuto ancora la sua autenticità, e incontriamo infatti pochissimi turisti!

E’ collegata alla terraferma da un lungo ponte, a Finnsnes. Dista circa 3 ore da Tromso prendendo la strada 862 e il traghetto da Brensholmen-Bothamn, oppure, oltre 4 ore prendendo la E8 e la E6 fino a Finnsnes.
Proveniendo dalle Lofoten (o viceversa, andando verso), in estate è attivo il traghetto Andenes, nelle isole Vesterålen, con Gryllefjord, a Senja. Poichè non è possibie prenotare questo traghetto, che ha orari molto ridotti, in alta stagione è consigliabile presentarsi al porto con grande anticipo. In alternativa occorre fare tutto il giro via terra, che è piuttosto lungo: partendo da Svolvaer, a nord delle Lofoten, fino ad arrivare a Senja, occorrono più di 6 ore.
La Norwegian Scenic Route Senja corre sulle strade Fv 86 e 862, va da Botnhamn a est, a Gryllefjord a ovest, con alcune deviazioni sui fiordi dove si trovano i villaggi di Mefjordvær e Husøy.

Noi giungevamo dalle Lofoten, dopo che ci avevano annullato l’escursione per vedere le balene ad Andenes, nelle Vesteralen, che abbiamo quindi saltato per godere di un giorno in più a Senja. Che ne è valso assolutamente la pena.
Verso Senja

La strada verso Senja è la 84 che si prende poco oltre Bjerkvik: il viaggio dal nord delle Lofoten, precisamente da Svolvaer, fino a Senja dura circa 6 ore.
Ci fermiamo di nuovo a Sandtorholmen, vicino a Narvik, quando rivediamo quel paesaggio idilliaco che è stata la nostra prima tappa da Tromso, e pranziamo con i nostri panini sulla spiaggia, lambita da un mare incantevole, coi riflessi del sole

Ricordiamo con grande gioia la notte passata al Santorholmen hotel, un posto storico, pieno di magia, dove abbiamo visto anche un accenno di aurora boreale, a fine agosto, una settimana prima
Ripassiamo il poco distante ponte Tjeldsundbrua, che abbiamo visto all’andata, a una ventina di chilometri da Narvik collega la terraferma con la grande isola di Hinnøya, fungendo da “porta d’accesso” verso le isole Lofoten e Vesterålen.
Passiamo il ponte Gisundbrua, lungo 1.147 metri, che unisce la città di Finnsnes a Silsand, sull’isola di Senja.
Da qui il paesaggio cambia: boschi di alberi già coi colori dell’autunno, rigoli di acqua che scendono dai monti ovunque, lunghi tunnel, fiordi in cui inoltrarsi, vallate che si aprono inaspettatamente su un mare fermissimo che sembra lago

Attraversiamo il punto estremo del fiordo di Gryllefjord, dove passiamo da un tunnel dentro una montagna che sbuca su un ponte e che possiamo vedere dall’alto

Da Gryllefjord a Torsken
La nostra prima tappa, dove ci fermeremo per la notte è Torsken: ho prenotato poco prima una stanza al Torsken Brygga

Brygga in norvegese significa molo, banchina: infatti il bel edificio bianco, di forma strana, che ospita le stanze è proprio sopra la banchina di questo villaggio di pescatori, mentre la reception e il ristorante, che serve la colazione inclusa, in tipico stile norvegese, è a 500 metri di distanza, sopra ad un area sosta per camper

Un paese minuscolo, Torsken, le barche ferme sul molo, tutto intorno le montagne del fiordo, una casetta rossa, grigio e pioggia che scende, ma un grande fascino guardando dalla piccola finestra della nostra stanza

O dagli enormi vetri del soggiorno e cucina comune, perfettamente attrezzata e arredati con gusto

Ceniamo con questa vista, con qualche ospite che ogni tanto arriva

Al mattino iniziamo il nostro tour lungo la Senja touristic scenic route.
Hamn
Hamn era un villaggio di pescatori alla fine dell’800, diventato ora sede di un complesso turistico, Hamn I Senja

Il resort é splendido, si raggiunge attraversando un piccolo ponte a piedi: bungalow dai toni del grigio, case bianche e blu, un edificio splendido con ristorante e sale dove propongono attività come corsi di yoga; ha punti panoramici stupendi

Ma la cosa mozzafiato è il contesto naturale in cui è inserito: il porticciolo, le montagne, l’affaccio sul mare aperto, dalla parte opposta

Qui vedo un posto dove penso che vorrei venire quando desidero essere lontano da tutto e da tutti

Seduta lì sul mare, anzi dentro il mare, con un libro, i miei pensieri, una calda coperta e magari un gatto del nord.
Bergsbotn e la piattaforma sospesa
La strada turistica di Senja si snoda a serpente tra i fiordi e distese di boschi e vallate ricche di vegetazione

Arriviamo a Bergsbotn attraversando paesaggi autunnali bellissimi

alberi gialli e rigoli di acqua, con cascate che scendono dalle montagne

In una curva vediamo la piattaforma sospesa: lo spiazzo è piccolo, possono stare solo poche auto

La Bergsbotn view platform è lunga 44 metri e sospesa a 277 metri di altezza nel vuoto: davanti si apre un panorama a 360 gradi sul Bergsfjord
Le montagne incorniciano il mare da una parte, mentre dall’altra il pendio del monte, coi colori autunnali, e una rigogliosa vegetazione, permette di far scendere l’acqua di una rumorosa cascata che contribuisce alla magia del posto

Continuiamo la nostra strada e poco oltre ci fermiamo di nuovo, incantati da un altro paesaggio da fiaba: è il villaggio di Bergsbotn, costituito da poche case

Sono estasiata dalla bellezza, dalla pace, dalla montagna di fronte coperta in parte dalle nuvole, dal colore brillante del prato quando esce un raggio di sole

..dai fiori, dalle casette colorate, dalla cascata che anche qui scende a valle verso il mare, e dal suo suono .. uno dei posti piu belli visti in questo viaggio, trovato cosi, lungo la strada

Tungenest e la passerella verso il belvedere
Poco distante da Bergsbotn, percorrendo sempre la panoramica strada turistica di Senja, si arriva a Tungeneset, un promontorio roccioso a punta che separa 2 fiordi, il Steinsfjord e il Ersfjord

Qui è stata costruita una piattaforma in legno di larice siberiano, che porta su morbide rocce sul mare

Ci arriviamo quando spunta un raggio di sole, le nuvole sul fondo coprono la vista iconica dei monti Okshronan, conosciuti come i “denti del diavolo” per le cime aguzze, che si dovrebbero vedere sopra il mare. In compenso appare un colorato arcobaleno 🌈, di cui ancora una volta ringrazio: poteva non esserci il sole e neanche quello

Il posto è magnifico, incontaminato, nella natura artica: la forza del mare, i riflessi sulle pozze tra gli scogli, le montagne dietro, e attorno, natura allo stato puro, da respirare a pieni polmoni per incamerarne la bellezza

Faccio fatica a separarmi da questo luogo con cui avverto profonda connessione, che mi fa sentire forte e viva.
Skaland
Proseguiamo la scenic route ammirando i paesaggi, talvolta per parecchi chilometri, deserti

La strada ha spesso curve cieche ed è talvolta molto stretta; impone la presenza di spazi a lato, opportunamente segnalati con una M, per sostare facendo passare chi arriva da lato opposto

Incontriamo graziose casette, ordinate, con bei giardini e rorbuer, i capanni rossi dei pescatori, che qui non hanno un uso turistico, come alle Lofoten, ma hanno conservato un utilizzo relativo ad attività connesse con la pesca: si vedono quindi nelle loro forme originali

Vediamo, qui a Senja, anche la copia della pluri istagrammata casetta rossa di Ramberg sul mare, in un contesto altrettanto bello, di cui però nessuno parla.. e forse.. meno male!!

Skaland è un piccolo paese affacciato su una strada sul mare, ai piedi dei monti: il municipio, la chiesetta, l’Ytterbase, un complesso di camping e alloggi, un market

C’è anche un bel giardino dove ci fermiamo a consumare il nostro pranzo davanti al mare

Qui sono molto popolari delle specie di bracieri dove forse grigliano o forse accendono il fuoco per scaldarsi all’aperto, nei lunghi periodi freddi: mi piacciono molto, vorrei costruirmene anch’io uno a casa

Ersfjord
Da Skaland andiamo verso Ersfjord, località rinomata per la sua bella spiaggia incastonata tra le montagne, dentro un fiordo

La vediamo però sotto una leggera pioggia, che non ci impedisce però di fare una passeggiata sulla sabbia, dove ci siamo solo noi e delle colonie di gabbiani

Anche qui ci sono abitazioni deliziose, sembrano quasi quelle case americane dei film.
All’inizio della spiaggia spicca una costruzione dalla forma singolare, color dell’oro… che però altro non è che.. un bagno pubblico!

Husoy
Tra acqua che scende dai monti e acqua che scende dal cielo, strade che corrono in mezzo agli alberi e agli arbusti gialli per l’autunno, o dentro a gallerie scavate nella montagna, scendendo dai monti al mare, arriviamo ad Husoy
Husoy è un micro paese su una microisola in mezzo all’oceano, circondato da monti rocciosi, unito solo da un piccolo ponte, poco scenografico, alla terraferma. Ci abitano solo 300 persone
Il panorama, scendendo per arrivarci, è notevole ma il meteo non gli rende giustizia e non assaporiamo probabilmente la bellezza del particolare paesino, tanto decantato, e come visto in foto.
Mefjordvaer
Ci dirigiamo verso il posto dove alloggeremo per la notte, entrando nel fiordo, il Mefjord Brygga, che ha camere, e appartamenti sul mare con vista stupenda


Dall’esterno non sembra gran che, ma entrando ci si trova davanti ad una reception e ad un negozio molto caratteristici

e un bar ristorante con spazi bellissimi in stile norvegese


Qui al ristorante dove consumiamo un’ottima cena a base di halibut e bistecca di balena, e la colazione, il buffet è su una vera barca, su cui è stato appoggiato un piano di vetro

La nostra camera è graziosa e luminosa, nel caldo edificio del ristorante

Sperimentiamo anche il singolare ascensore, che non è un ascensore vero e proprio ma un montacarichi per arrivare ai piani superiori.
Il paese è davvero piccolo, non ci sono altri ristoranti, ma solo belle casette colorate, pontili sul mare e una piccola chiesetta bianca. L’atmosfera è da incanto, è come essere sperduti in una parte remota del mondo

A me nonostante il tempo piovoso, piace molto. Incontriamo anche un loquace norvegese, che ci racconta di essersi trasferito lì, nella casa della nonna, da Tromso. E’ davvero estroverso, e simpatico, non credo ci sia molto da fare in questi lunghi, quindi chiacchierare un po’ con dei turisti forse per lui è un diversivo: ci apre il suo garage, e ci mostra le moto con cui ha girato in mondo, e ci racconta… ho quindi anche l’occasione di chiedere anch’io cose che mi incuriosiscono riguardo la vita in un posto così ..- ostile forse?- a chi l’ha scelto per viverci .. gli chiedo del clima, degli approvigionamenti, di quello che mi viene in mente e ne esce un incontro davvero piacevole ed interessante!

L’indomani dobbiamo ripartire per andare verso Tromso.
La strada che percorre il Mefjord è meravigliosa

Vedo un paesino delizioso dall’alto e voglio fermarmi

Sono letteralmente 4 case sulla spiaggia, neanche raggiungibili

C’è una strada che porta a un molo da cui la vista del fiordo è mozzafiato

Siamo a Mefjordbotn: la spiaggetta del paesino, coi colori dell’autunno, è molto pittoresca, la vista del fiordo dalla sua estremità è impressionante e la pace di questo posto, dove alcuni pescatori in solitudine praticano il loro hobby, è invidiabile

Avevo letto che era un posto meraviglioso, Senja, ma ha superato tutte le aspettative. Anche con un tempo grigio e piovoso, che è stato un valore aggiunto al suo fascino autentico

Ma dobbiamo proseguire e lasciamo l’incantevole Senja, facciamo la meno interessante strada 867 verso Tromso, la nostra ultima tappa
settembre 2026
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