Viaggi di testa e viaggi nel mondo

ASSISI, Bansky e Gio Evan

 

 

L’evento di un festival e concerto di Gio Evan a Rocca Maggiore, mi ha portato di nuovo ad Assisi, dove proprio in questo momento (luglio 2025)  è in corso anche un’esposizione di alcune opere di Bansky.

Assisi

Assisi è un posto stupendo, magico e di pace. Mi domando come mai non ci sia stata in tutti questi anni, prima dello scorso. E ci sono arrivata neanche per Assisi in sé, ma per il concerto di Gio Evan, a Rocca Maggiore, la fortezza che domina la cittadina medievale

 

 

Città di San Francesco e Santa Chiara, Assisi è un gioiello curatissimo, tanto da rasentare la perfezione, meraviglioso in estate quando le campagne sono dorate, con le 2 chiese dei santi ai limiti opposti del borgo: è qualcosa di unico, che tocca il cuore e accende emozioni intense❤;  è un gran piacere sia visitare i monumenti, che gironzolare senza meta per i suoi vicoli

Colpisce subito arrivando, una vista emozionante: la città arroccata e il complesso della Basilica di San Francesco col convento, che tolgono davvero il fiato per la bellezza

 

 

Davanti alla Basilica, la contrapposizione del grande prato verde e della facciata bianca della chiesa, di nuovo è sorprendente

 

 

L’interno appare enorme: sono infatti 2 chiese sovrapposte, quella superiore e quella inferiore, dove si trova anche la cripta con la tomba di San Francesco, che è davvero emozionante. E poi l’enorme sacro convento

 

 

La Basilica di Santa Chiara sorge su una grande piazza, un balcone sulla vallata, e colpisce per la sua pietra a righe orizzontali bianca e rosa, e per le arcate aperte laterali

 

 

L’interno a mio avviso è di grande impatto; qui si trova anche il famoso Crocifisso di San Damiano, legato al momento della conversione di San Francesco. Nelle cripta vi è sepolta la santa.

Girando per le vie medievali ovunque si scoprono angoli pittoreschi: ogni vicolo in pietra è incantevole, tutto è immacolato e ordinato.

 

 

La Piazza del Comune è dominata da un’alta torre con l’orologio, che ha a fianco un antico tempio romano, di cui conserva un collonato: è il tempio di Minerva risalente al I secolo a.c., divenuto poi la chiesa di Santa Maria sopra Minerva: quando ci sono arrivata davanti ho provato grande stupore. Di notte, poi, vista deserta e illuminata, è un magnifico spettacolo

 

 

Al centro della piazza c’è una bella fontana, e attorno palazzi comunali; non distanti si trovano anche anche la piazza Chiesa Nuova, che sorge sul luogo della casa paterna di San Francesco, ed ospita le statue in bronzo dei genitori di Francesco

 

 

E il Duomo di San Rufino, da cui parte una delle salite verso Rocca Maggiore

 

 

Rocca Maggiore, imponente fortezza medievale, che domina dall’alto, si mostra in tutto il suo splendore, e offre allo sguardo un panorama spettacolare sulla città e sui dintorni

 

 

I suoi spazi interni sono accoglienti, e salendo sulla sua terrazza si gode di una vista a perdita d’occhio, sulla pianura ai suoi piedi, e sulle sue dolci colline, verdissime, che si trovano all’interno del parco del monte Subasio

 

 

Le mura cingono ancora la cittadina.

A pochi chilometri dal centro si trova Santa Maria degli Angeli, una basilica barocca enorme, che contiene all’interno la piccola chiesetta dove San Francesco andava a pregare: la Porziuncola. Eh si, è cosi: una chiesa dentro la chiesa

 

 

In queste 2 occasioni di visita ho avuto il piacere di alloggiare nel borgo medievale, e di svegliarmi tra i tetti delle case in pietra, accanto a colombi, per nulla spaventati, che venivano a porgere il saluto, la mattina, e in una quiete immensa

 

 

Con la vista sulle campagne e fino alle colline tutte attorno, che mi facevano pensare alla bellezza che spiega attorno, e a quanto osservare dall’alto, fa vedere più lontano; e ascoltare i rintocchi delle campane, provando un senso di pace e protezione, e la sensazione di essere in un luogo sacro

 

 

 Bansky

Quest’anno il caso ha voluto che Rocca Maggiore ospitasse anche la mostra di Bansky, dal titolo Peace on Earth

 

 

Bansky è l’eccentrico street artist contemporaneo, originario di Bristol,  la cui identità è sempre riuscito a mantenere nascosta, e che ha usato muri in tutto il mondo per comunicare i suoi messaggi di protesta, provocazione, e denuncia, a tema politico, sociale, culturale, etico, contro guerre, ingiustizie, conformismo, consumismo, acquisendo grande fama e popolarità ovunque

 

 

 

E’ diventato un mito dei nostri tempi per quanto riesce ad esprimere con i suoi disegni: le sue opere stupiscono e colpiscono, andando in risonanza con le emozioni di tanti, cosa che io ho proprio sentito di fronte a molte delle sue serigrafie, una fra tutte in particolare, la celebre Girl with baloon, la ragazzina a cui, secondo alcuni, sfugge un palloncino rosso a forma di cuore, e quindi gli viene attribuito il significato di una perdita, mentre secondo altri, come me, cerca di acchiapparlo il palloncino, e rappresenta quindi una speranza verso cui tendere

 

 

Indubbiamente l’opera, apparsa per la prima volta in un muro di Londra nel 2002, come molte altre, provoca una risonanza emotiva profonda, dimostrando la potenza dell’arte come linguaggio universale

 

 

Usando la tecnica dello stencil, quindi con mascherine ritagliate a forme e lettere per comporre i graffiti, e l’uso di vernici, l’esecuzione diventa rapida, e le opere possono essere facilmente riprodotte.  Molte sono state riproposte in formati più fruibili, ed esposte nei più importanti musei del mondo, raggiungendo anche prezzi inimmaginabili: è famosa quella messa all’asta, che rappresentava proprio la ragazzina col palloncino, venduta per un milione di sterlina, che, un attimo dopo la vendita, tramite un sistema progettato da Bansky stesso di distruggi documenti, ha cominciato a scivolare verso il basso, riducendosi in striscioline: un altro messaggio forte che l’artista ha voluto dare!

La mostra è arricchita da pannelli esplicativi accanto ad ogni opera, uno generale che spiega tutto il suo percorso, e da un film documentario sull’artista

 

 

Entrando per vedere la mostra nella Rocca  abbiamo potuto ammirare i meravigliosi ambienti, e salire sulla terrazza dove si può godere di un panorama strepitoso!!

 

 

Gio Evan ed Evanland, per il secondo anno ad Assisi

Ormai è risaputo che sono una fan di Gio Evan.

L’ho incontrato già 2 volte per una presentazione dei suoi libri e sono stata a diversi concerti, e ne ho parlato qui

 

Incontrando Gio Evan

 

Lo scorso anno siamo venuti ad Assisi proprio per partecipare ad Evanland, il Festival del mondo interiore, ideato da lui e dal suo manager, Bruce Labbruzzo

 

 

E’ stata una grande emozione: talk, lavori di crescita personale, yoga, canti, tamburi, ecc in una cornice, Rocca Maggiore, mistica, e con una forte carica energetica

 

 

A Natale ho ricevuto in regalo una busta al cui interno c’era un biglietto.. il mio viso si è illuminato con un sorriso, il dono riguardava qualcosa a cui tenevo e che faceva risuonare la mia anima: un biglietto per l’edizione del 2025 di Evanland.

Il 26 luglio è finalmente arrivato il momento di riscuotere quel regalo, e sotto un’acqua scrosciante, ho partecipato di nuovo a questo festival. E neanche la pioggia ha potuto rovinare quel momento.. anzi, per chi sa vederle, ci sono state lezioni importanti.

Certo, all’inizio dici:

 

“ma perché?”

“che peccato!”

 

Poi, puoi però cominciare a comprendere, quelle lezioni. Da quelle che non hai potuto sentire, per la pioggia appunto, ma sono bastate poche parole, di Vito Mancuso:

 

E’ una delle meraviglie che ci sono rimaste: non siamo in grado di governare la natura”

 

o di Don Francesco Fiorillo, e la sua esclamazione, dopo aver tentato più volte di iniziare il suo talk, e averci dovuto rinunciare.

 

“Va bene hai vinto tu!”

 

Al tuo imperterrito restare comunque, bardata, sotto acqua e grandine, che quando una cosa ti interessa resti.

Ad imparare a reggere le intemperie, cosa che non sei brava a fare.

Al proteggerti, vicina vicina all’uomo che ami, e che ti ha fatto il regalo, sotto un materassino da ginnastica, che non avrebbe dovuto avere quella funzione, col sorriso in faccia e nel cuore.

Alla possibilità di far imparare anche ai tuoi neuroni, per poterlo poi applicare ai drammi di tutti i giorni, cosa significa che

 

“La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a danzare sotto la pioggia”..

 

 

Col pensiero empatico a loro, a come si potevano sentire, quelli che avevano messo tutta l’energia nell’organizzare l’evento, quest’anno con la massima cura, imparando dalle mancanze dello scorso anno, quando invece un caldo massacrante ci aveva fiaccato

 

 

Perchè nonostante tutto, la pioggia si è fermata per qualche momento, per consentire di predisporre il palco e gli strumenti, e al concerto di avere luogo

 

 

E nella mia testa risuonava ripetutamente quel detto che mi è sempre piaciuto molto:

 

“Bel tempo brutto tempo

non dura tutto il tempo.”

 

Perché, forse, come il titolo del talk che non ha potuto aver luogo, di Vito Mancuso, la speranza è la nostra destinazione: è quello che ci può salvare.

Forse diversamente non sarei mai riuscita ad arrivare ad essere proprio sotto il palco.. Invece ero lì a godermi lo spettacolo in prima fila, a nutrirmi, ad ascoltare parole ed emozioni che conosco, intrisa di acqua e di gioia

 

 

Ecco, noi sabato, al concerto di Gio Evan abbiamo danzato sotto la pioggia!

E mentre la pioggia si fermava e poi ricominciava a cadere, e ci inzuppava i vestiti, cantavamo e ballavamo, ascoltando parole e canzoni che toccano l’anima, che hanno il potere di cambiare qualcosa dentro. Insieme a tante persone che invocavano la terza pace mondiale, e che, come me, sono alla ricerca, e non si arrendono..

E con tutto ciò, la bellezza aleggiava intorno: un arcobaleno tra le nuvole, l’accoglienza di un posto magico e sacro, anime umili insieme che ringraziano e sono riconoscenti, abiti che si asciugano in una notte, sole che risplende dopo la tempesta

 

 

Messaggi che ti arrivano

 

 

Vivere quello che sembra il peggio, non come disastro ma come lezione da imparare..

 

Riconoscendo la bellezza, con gratitudine:

a chi ha regalato, a chi ha cantato, a chi ha organizzato e lavorato, a chi era presente, a chi ha accolto, alle anime belle e generose, alle lezioni.. alla magia della vita

 

Grazie per averci fatto danzare in mezzo alla pioggia e riconoscere

 

 

luglio 2025

 

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.