Quella “logica” allegria

Sto bene..
Ho quasi paura a dirlo..
ehm ..cancello ❌… dicono che non si deve dare energia alla paura, con le parole.
Quindi:
Sto bene
Prendo il coraggio per dirlo.
Sto bene dove sono. E non è poco: mi rendo conto che dove sono è un bel posto dove stare.
Mi accorgo delle mie compulsioni, ma le guardo e le accetto; lascio essere i vuoti, accolgo il silenzio, la quiete.
Tengo a bada sprazzi di sensi di colpa, per i momenti di dolce far niente. Per le cose da fare, per quelli che si pensano essere doveri non assolti, o tempo da spendere in modo più . . proficuo? utile? interessante? non sprecato, insomma. Che, per quanto tempo ho avuto il cruccio, di sprecare il tempo, quando ne avevo molto di più davanti!
Sovrappongo al pensiero del tempo che si perde, il pensiero dei momenti da trascorrere lentamente, in beatitudine. L’ascolto del tempo che passa.
Ascolto:
un battito d’ali di colombo,
una cicala che canta e poi smette,
un aereo in lontananza,
un cucu’ che a intermittenza fa sentire la sua voce,
le foglie che iniziano a muoversi con l’aria,
il vento che si fa sentire e allevia dal caldo,
il ronzio estemporaneo di un insetto
E mi torna alla mente una canzone di Giorgio Gaber. Che dice..
“io sto bene”..
e chiama questo “illogica allegria”.
Mi piace che qualcuno abbia il mio stesso sentimento:
“E sto bene.
Io sto bene come uno quando sogna,
Non lo so se mi conviene,
ma sto bene, che vergogna
Io sto bene.
Proprio ora, proprio qui.
Non è mica colpa mia
se mi capita così”
Il mondo pare diviso, tra chi, da una parte, sembra voler mostrare a tutti i costi che è felice, senza ombra alcuna, inducendo gli altri a perseguire una effimera felicità, ricercando cose materiali; e chi, quando sente un autentico benessere, -forse quella gioia che scaturisce proprio da dentro, quella di cui parlava Seneca,- prova quasi un senso di vergogna, o colpa.. perché…
“Lo so
del mondo e anche del resto,
lo so
che tutto va in rovina..”
E poi ci sono quelli che non stanno bene, e ne han fatto un baluardo. Che agiscono con vittimismo, e manipolazione, intrappolati da scelte che neanche riconoscono; quelli che è sempre colpa di qualcuno o qualcos’altro, e tentano di portarti con sé, nel loro buco nero.
E, invece, forse, quel che serve, è una presa di coscienza, un lavoro interiore, e poi una scelta consapevole; forse il tradimento di un modo d’essere disfunzionale, di un’eredità arcaica; o forse il sopraggiungere di una saggezza che viene dalla maturità, un momento di illuminazione, di connessione col mondo. Una sveglia, che porti qui, presenti a sé stessi e al mondo, a quella sensazione che dovrebbe essere la più naturale, un diritto, il senso della vita, con
orecchie,
occhi
cuore
aperti..
e a dire senza timori, colpe o vergogna:
” io sto bene”
“È come un’illogica allegria
di cui non so il motivo.
Non so che cosa sia
è come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente”

È un’illogica allegria, o è più che logica?
Illogica perché non capiamo che succede, logica perché la meritiamo.
Che,- io credo,- siamo nati per star bene, per conquistare gioia e pace, non per essere in balia del mondo e in costante pena.
Io sto bene.
So che non sarà per sempre..
Ma intanto..
mi godo il mio presente!
🙏
agosto 2025
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