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SAURIS in FRIULI VENEZIA GIULIA: una montagna di fiori, legno, pace, e un lago verde cobalto

 

 

Sauris, in Friuli, nelle Alpi Carniche, scelta al buio e per caso, senza conoscere nulla della zona, per trascorrere il ferragosto in montagna, dove si ha l’impressione di meno folla perché la gente si disperde di più.

È qualche anno che facciamo questa scelta: il primo siamo stati in Val d’Aosta, quello successivo in Valgardena, lo scorso a Carezza in Alto Adice, e quest’anno a Sauris appunto, sconosciuto ai più a cui avevo chiesto, ma con recensioni entusiaste scritte da chi ci era stato. E dove, oltre ai monti, valore aggiunto per me, c’è un lago

 

 

Un posto, Sauris, non così facile da raggiungere e che per questa difficoltà in passato ha dovuto sviluppare un’economia di autosufficienza, e valorizzare le possibilità che offriva il territorio; ha mantenuto viva la lingua arcaica degli abitanti che si insediarono attorno al 1200, provenienti da Tirolo e Carinzia, e un dialetto germanico, chiamato saurano, che oggi insegnano anche a scuola.

Ha saputo mantenere inoltre l‘architettura tradizionale, fatta di edifici di pietra e legno chiamati stavoli, senza inquinare minimamente il paesaggio con altri stili

 

 

A Sauris non c’è un distributore di benzina vicino: il primo è a più di mezz’ora di strada, e d’inverno, quando c’e la possibilità di sciare in tranquillità, fare ciaspolate nelle neve, o sci di fondo e giri in motoslitta, arrivarci può non esser così facile.

 

Dove si trova Sauris e la strada per arrivare

Sauris si trova in Val Lumei, nella provincia di Udine, una zona montana delle Alpi Carniche, al confine delle Dolomiti del Cadore.

 

 

Per arrivare ci sono 2 alternative: una è prendere la direzione Cadore, svoltando prima di Auronzo, dove poi si devono percorrere, raggiunto il passo Pura, ben 8 tornanti: 8, numerati, in folle discesa, con paesaggi strepitosi, tra cui un tratto dove sul fondo, lontano lontano, si scorge il lago. L’altra è la direzione Udine-Tolmezzo, dove alcune gallerie si insinuano in mezzo a montagne che formano strette gole, con l’interno in pietra grezza che pare ci si addentri nelle viscere della terra, e con fondo stradale fatto di sanpietrini, che acuiscono il suono del motore al passaggio.. strada un pò inquietante ma molto affascinante!

 

 

Sauris: 2 borghi e un lago

Il borgo non è uno, ma due: Sauris di sopra e Sauris di sotto.

Divisi da alcuni tornanti, ma raggiungibili per sentieri che tagliano anche a piedi, i 2 borghi di Sauris di sopra e Sauris di sotto hanno ognuno  la loro chiesetta, Sant’Osvaldo, sopra, San Lorenzo, sotto, le loro produzioni caratteristiche, quella del birrificio Zahre, sopra, -Zahre come il nome del borgo in lingua originale-, e il prosciuttificio Wolf, sotto, che produce un particolare prosciutto col sapore di affumicato diverso però dallo speck.

I borghi hanno mantenuto la loro autenticità, non ci sono eccessi o forzature, le persone sono cordiali, i prezzi accessibili, e tutto è valorizzato

 

 

L’amore per le tradizioni è palpabile, e viene voglia di approfondire la conoscenza: ad esempio visitando il centro etnografico che parla della storia e della geografia del luogo, a Sauris di sopra, oppure cercando materiale e informazioni, anche sui sentieri da percorrere, presso l’ufficio informazioni di Sauris di sotto.

Sauris ha indubbiamente un paesaggio diverso da quelli di montagna del Trentino dell’Alto Adige o del Veneto. Ha una energia, una personalità a sé, fuori dal comune, e trasmette un grande senso di pace.

Il borgo di sopra è ad un altezza che supera i 1400 metri

 

 

 

Ha una chiesetta spostata dal centro del paese, quasi a picco sul monte

 

 

Non si ha la sensazione di essere in alta montagna, e i paesaggi sono più dolci, nonostante si trovino pochi prati in piano, a parte quello enorme di fronte al paese

 

 

Il borgo di sotto ha più la struttura del paese, con abitazioni e vicoletti che si snodano per il suo centro, curatissimo e pieno di fiori

 

 

Proprio in centro, in alto rispetto al paese, si trova la chiesa

 

 

Ci sono vari sentieri che partono dai 2 borghi, e permettono di fare delle belle passeggiate, in mezzo al bosco o su sentieri ghiaiosi

 

 

Consentono di salire e di vedere dall’alto bellissimi paesaggi

 

 

Qua e là compaiono isolati gli stavoli, che in mezzo a prati verdi, ricordano l’immaginario dei paesaggi di montagna, e generano un senso di quiete

 

 

Gli edifici dei 2 paesi sono quasi tutti antichi stavoli originali, ovvero case in legno e pietra, che avevano sotto la stalla per il bestiame, sopra il fieno, lasciato ad asciugare nei terrazzi recintati, e al piano sopra ancora l’abitazione

 

 

Molti sono stati sapientemente restaurati con grande cura, altri sono rimasti tali e quali a un tempo, come fossero monumenti storici da ammirare

 

 

Anche il resto dell’architettura riprende gli edifici in legno e pietra: insomma a Sauris niente stona.

Ogni casa sotto alle finestre o accanto, ha la sua riserva di legna, tronchi piccoli ordinati e tagliati tutti uguali, che coi fiori sui balconi, e le molteplici e fantasiose sculture in legno contribuiscono a dare un grande senso estetico armonioso

 

 

Il lago di Sauris

Percorrendo alcuni tornanti, sul fondo, dopo Sauris di sotto, in località La Maina si trova il lago: è un lago artificiale, delimitato da una diga, progettata dallo stesso ingegnere di quella del Vajont, Carlo Semenza

 

 

Il lago non è molto fruibile, si può girare in parte a piedi e in parte inoltrandosi nel bosco; solo in pochi punti si può scendere sulla sponda. Passeggiando per il bosco che lo circonda si possono vedere alcuni tratti che formano cascatelle e orridi

 

 

Il suo colore, arrivando dalla strada, tra gli alberi, e quando si riesce ad intravedere è verde o blu cobalto, o smeraldo, quei colori che ti fanno dire: ohhhh😍.

Noi siamo riusciti ad arrivare in un tratto lambito da un pò di prato, e a sdraiarci e rilassarci ammirando la bellezza del contesto, e da lontano coloro che, con la zipline, sicuramente godevano di un paesaggio privilegiato del lago dal cielo🤩

 

 

Avrei voluto farci un giro, su quel lago così tranquillo anche nella settimana di ferragosto, magari col pedalò, ma il tempo è stato poco: seppur piccolo questo borgo, merita di restarci più delle nostre 3 giornate, perché qui si può rallentare, stare ore a guardare il panorama, lasciare liberi i pensieri, camminare, fermarsi in un rifugio a bere uno sciroppo di menta fatto in casa o un liquore, assaggiare ognuna delle specialità culinarie offerte, che non sono tante e diverse, -il frico, i gnocchi di pane, le tagliatelle ai funghi, il gulash, le costine, lo stinco, o il tagliere di salumi e formaggi – ma tutte saporite e appetitose.

 

 

Il nostro alloggio a Sauris, l’Albergo Neider

La scelta dell’alloggio a Sauris, prenotato con grande anticipo su Booking, è caduta sul Neider hotel, che aveva eccellenti recensioni e un ottimo rapporto qualità prezzo per il periodo.

L’hotel si trova a Sauris di sopra in un bellissimo contesto

 

 

E’ stato ristrutturato di recente nelle parti comuni, molto belle, tutte in legno e ha anche un ottimo ristorante specializzato in carne argentina, vista la provenienza del gestore. La colazione è ottima, con prodotti del territorio.

Le stanze non sono ristrutturate, ma sono anch’esse tutte in legno, comode

 

 

Ed io ho adorato soprattutto la vista dalle mie 3 finestre!!

 

Le Cose che ho amato di Sauris

 

-la vista dalla stanza del mio albergo

 

 

-i tanti balconi con i fiori colorati

 

 

-il fascino degli stavoli in legno 

 

 

-il grande prato e la cima del monte Bivera che domina Sauris di sopra (e noi con le consuete sdraiette a goderci il luogo) e gli altri prati verdi

 

 

-i cavalli liberi nel prato

 

 

-i colori del paese quando il sole lo raggiunge la mattina presto

 

 

-la passeggiata in mezzo al bosco per arrivare al monte Ruke e quella verso rifugio Eimblatribn

 

 

-le sfumature verdi e blu del lago

 

 

-i sentieri nel bosco e i panorami sublimi

 

 

-i tanti tornanti, impauriscono a percorrerli ma offrono panorami spettacolari

 

 

-le gallerie scavate nelle montagne lasciate rustiche 

 

 

-il cibo,il prosciutto di Sauris a colazione, i frutti di bosco e il loro sugo sul gelato e sui dolci, mangiare o bere con splendide viste

 

 

-gli alberi fitti sulle montagne

 

 

-le passeggiate che permettono di vedere i paesi da lontano

 

 

-le chiesette che dominano i 2 paesi

 

 

-girare per le stradine dei 2 borghi e vedere gli angoli deliziosi che appaiono davanti

 

 

-il legname accatastato ed ordinato contro le pareti delle case

 

 

-trascorrere lì il ferragosto!!

 

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

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Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.