Noi siamo quello che proviamo e percepiamo

“Noi siamo quello che proviamo e percepiamo.
Se ci arrabbiamo siamo la rabbia.
Se amiamo siamo l’amore.
Se contempliamo la cima di un monte ricoperto di neve siamo la montagna.
Possiamo essere ciò che vogliamo “
(Thich Nath Hanh)
Allora…. io sono mare,
calmo e trasparente, che distende e riempie di bellezza, e che porta via, spaziando verso l’infinito.
Sono oceano tumultuoso,
con onde fragorose, vita che si fa sentire, potenza che si risveglia.

Sono vento,
che scuote e mostra la forza e la resistenza, e che instilla la voglia di restare saldo, di combattere, di non soccombere.
Sono la pioggia e la nebbia,
che mi avvolge, che mi bagna, e che nonostante questo è benvenuta: mi mostra insoliti paesaggi, dominati dal verde, e fiori colorati, dove stanziava l’arido e il secco.

Sono sabbia,
morbida, sotto ai miei piedi che sprofondano, che accoglie il peso del mio corpo. Sono dune di sabbia, piccoli granelli che assieme creano dolci forme, e si trasformano nel tempo; e anche rocce nere bucate, e sassolini bianchi che sembrano pop corn, che non smettono di riempirmi di stupore.
Sono il sole,
che scende sul mare e che sparisce all’orizzonte, e le sfumature di rosso che lascia nel cielo, al tramonto.
E sono il tramonto,
che ricorda che i momenti prima e dopo il buio regalano i colori più belli.
Sono le luci della sera che calano su un paesino di pescatori,
scogli, case bianche, vicoli solitari, il suono del mare impetuoso, e sapori di cui avevo la nostalgia.

Sono il profumo del mare,
portato dal vento nella notte.
Sono una finestra sulla spiaggia,
da cui godere della vista del mare, e ascoltarne la voce suadente, che mai si placa.
Sono gli uccellini,
che cantano al mattino a una nuova giornata; e anche quelli con le zampette corte, che camminano veloci sulla spiaggia, in cerca di nutrimento.
Sono gli scoiattoli,
che arrivano vivaci e guardano curiosi, che giocano, si avvicinano e corrono via, veloci, l’eccitazione a mille, uno spettacolo che non stanca mai.

Sono la bocca di un vulcano spento,
che riposa dopo le esplosioni arcaiche, artefice della creazione di un paesaggio incantevole.
Sono un puertito remoto ed autentico,
lambito da scogliere imponenti, abitato da colori allegri e brillanti, e da un mare tempestoso ed urlante.
Sono una strada amata e sognata,
che scorre tra la sabbia, e che guarda il mare

Sono il calpestio dei miei passi,
su una via solitaria e silenziosa di un’isola deserta, in mezzo ai suoni della natura.
Sono il cibo gustoso che da piacere,
una birra fresca, e la colazione davanti al mare.
Sono il cielo blu sopra le nuvole dal finestrino di un aereo,
che mi ricorda che nonostante i tempi cupi, poi torna il sereno. Che non può piovere per sempre.
Sono luoghi conosciuti,
rassicuranti come un ritorno a casa, e culla di ricordi felici.

Sono 4 occhi che guardano gli stessi posti,
che amano gli stessi luoghi.
Che camminano insieme, tenendosi per mano.
Ispirata da una lettura di Thich Nat Hanh a Fuerteventura, gennaio 2026
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