Casette rosse, ponti, monti aguzzi, mare da incanto: indimenticabili LOFOTEN

Itinerario di 5 giorni alle Lofoten
da Tromso in auto, strade percorse: E8, E6, E10
giorno 1 -Tromso -> -Strandtorgholmen
giorno 2 -Strandtorgholmen -> Henningsvear (passando da Rorvikstranda)
-Hamnoy
-Reine
-Sorvagen
giorno 3 –Sorvagen -> Å
-Reine
-Sakrisoy
-Fredvang
-Ytterstranda
-Rambergstranda
-Stamsund
giorno 4 -Stamsund -> Vikstranda
– trekking Vikstranda, Haucklandstranda, Uttakleivstranda
– Eggum
– Ballastad
-Stamsund
giorno 5 -Stamsund -> Gimsoy
-Svolvaer con crociera a Trollfjord
I paesaggi lungo la via per le Lofoten
La strada che da Tromso va verso le Lofoten ha nel primo tratto un paesaggio alpino ma sul mare😮, acqua ferma che sembra di lago, mentre invece é mare, che si insinua in tratti di terra e riflette perfettamente, come uno specchio, montagne, alberi, abitazioni. E’ uno dei paesaggi più belli.

La seconda parte del tragitto, quando ci si addentra all’interno, si costeggiano fiumi, appaiono laghi, immensi boschi lambiscono la strada, con alcuni alberi che mostrano i primi segnali dell’autunno, monti che hanno residui di neve, costoni di roccia sulla strada che brillano al sole per l’acqua che scende, rari paesini con deliziose casette da fiaba

La nostra prima tappa al Sandtorholmen hotel vale il viaggio. Sarà per il bel tempo, sarà perché ha fatto la sua apparizione una flebile aurora boreale la sera, sarà il fascino e la storia di quello che ora è un BW hotel, che nei primi anni del Novecento era un ufficio postale ed emporio, ma è stato un inizio col botto del nostro giro.
La strada verso le Lofoten prosegue poi tra ponti, gallerie e paesaggi che sembrano lacustri, perché le alte cime aguzze circondano l’acqua e invece é il mare.
Stupendo il tratto poco prima di arrivare ad Hennigsvaer, quello da Svolvaer a Lyngvaer, con monti pieni di vegetazione e una costa stupenda, e anche tutto quello verso sud, dopo il tunnel Napp che va sotto il mare, e fino ad Å

Svolvaer è la porta delle Lofoten, e pur essendo una città piuttosto grande, con grandi negozi e strade, si trova in un contesto naturale molto bello, circondata da cime appuntite, con un bel porto, casette rosse in fila, e ponti.
La zona attorno a Leknes è più moderna ed urbana,con centri commerciali anche grandi, mentre il tratto verso la costa in direzione di Stamsund, è ancora diversa dalle altre: ci troviamo in mezzo a strade circondate da fitti boschi, che salgono e poi ridiscendono, fino alla costa frastagliata, con piccole insenature e paesini che affacciano sul mare aperto.
La zona dopo Fredrang, e i suoi iconici ponti, andando verso Ramberg ha un mare con colori pazzeschi, che si vede anche dalla strada

Le spiagge di Vik, Haukland e Uttakleiv sono mozzafiato, e la camminata tra mare e montagne è stata una delle cose più bella che abbiamo fatto.
Hamnoy, Sakrisoy, Reine ed Å, nella parte più a sud, sono meravigliose, contornate dalle vette appuntite dei monti a picco sul mare, deliziano con panorami, colori, e riflessi splendidi. E’ la zona che più mi è piaciuta

Le Lofoten: il racconto del viaggio

-La prima tratta verso le Lofoten: da Tromso a Narvik
L’arrivo a Tromso, la strada panoramica, Sandtorholmen e l’aurora boreale
L’arrivo in Norvegia ci accoglie con una bella giornata di sole.
Dal mio posto finestrino del volo Luftansa vedo già prati verdi, mare con sfumature di blu, coste frastagliate e cime aguzze come nel mio immaginario della Norvegia

Arriviamo a Tromso. Allo sbarco la certezza di essere al Nord: le vetrate dell’aeroporto hanno vetrofanie con l’immagine delle renne…che entusiasmo!

Prelevato il bagaglio, sbrigate le formalità alla Hertz, dove avevamo prenotato l’auto, prendiamo la nostra Yaris, e avviamo il navigatore con le mappe scaricate da google.
Sono le 16, ci aspettano 4 ore di guida come avvicinamento alle Lofoten: la nostra prima tappa per la notte è Sandtorholmen, vicino a Narvik, il punto di accesso per le isole.
Alla partenza vediamo uno dei ponti che collega l’isolotto che racchiude il centro di Tromso con la terraferma, e imbocchiamo la strada 858, che diventa poi E6 ed E10, strada spettacolare, mentre sulla radio troviamo un canale, Radio Norge, che ci aggrada perché trasmette musica dei fantastici anni 80-90, e che ci accompagnerà per tutto il viaggio

Con la luce del tramonto vediamo paesaggi bellissimi lungo la strada: monti che si riflettono su un mare che, inserendosi tra strisce di terra, ha un’acqua così immobile da farlo sembrare un lago, ma anche montagne spoglie, aree quasi deserte: questa Norvegia già mi piace molto!


Fino ad arrivare al primo scenografico ponte, il primo di tantissimi da percorrere, il Tieldsunbru… e allora sappiamo che ci stiamo avvicinando. La meraviglia ha il suo inizio così, tra i colori del tramonto

Sandtorholmen, un inizio stupefacente
E un quarto d’ora dopo siamo al Sandtorholmen hotel, la nostra prima tappa: un posto che vale il viaggio

Distante 4 ore da Tromso, su un isolotto nell’area di Narvik, lo riconosco subito, sul mare, con i suoi diversi edifici colorati, e le luci del tramonto che ne esaltano ll splendore

L’ho adocchiato e tenuto sotto controllo tanto tempo, questo posto, per trovare un’offerta per alloggiarci, visto che è cosi particolare, pur appartenendo alla catena Best Western, in un luogo, Sandtorg, che ha una storia. E’ stato importante stazione commerciale e ritrovo di commercianti, sin dal 1400, quando gli spostamenti erano solo via mare; poi avamposto militare, tappa per i battelli a vapore, e tanto altro. L’hotel è costituito da un insieme di edifici: uno giallo degli inizi del 900, sul molo del piccolo porticciolo, Brygga, dove oltre le camere si trova la reception e il ristorante, e fu magazzino per le merci, emporio, ed ufficio postale, affiancato da antiche cabine rosse tradizionali in legno, e a una splendida main house bianca e azzurra, in stile chalet Svizzero,

Si trova in mezzo a un paesaggio di campagna, su una punta circondata da un mare cristallino dai colori caraibici e una spiaggia di sabbia bianca

I colori del tramonto qui sono bellissimi

E nche la luna che sorge e riflette in mare

La stessa bellezza si ritrova l’indomani mattina

Le camere sono dislocate in tutti gli edifici: ci sono anche camere dormitorio e persino tende!

A noi viene assegnata una camera nella casetta rossa a fianco alla reception, interamente costruita in legno: è molto romantica, la porta d’ingresso è quella della foto sopra

La stanza avrebbe bisogno di qualche accorgimento e manutenzione tuttavia la vista è spettacolare dalle sue 3 finestre, che guardano il mare

Ma la cosa più fenomenale qui, al Sandtorholmen hotel, è assistere ad un accenno di aurora boreale, appena si fa scuro
Si vedono in cielo lievi luci che cominciano a lampeggiare e si muovono; l’occhio si abitua e intravede il verde; con il cellulare nella foto compare chiara l’aurora, uno spettacolo!
L’indomani una ricca colazione si consuma al ristorante nella casa gialla sulla banchina, che è stupendo, pieno di oggetti antichi e con interni tutti in legno, e finestre con una vista indimenticabile che fa sentire immersi in un’atmosfera di altri tempi, mentre vediamo anche navi solcare il mare..

-Henningsvaer, Hamnoy, Reine, Sorvagen
Henningsvaer, non solo il famoso stadio

Dopo le 4 ore per arrivare a Sandtorholmen, ne impieghiamo altrettante per la prossima tappa prevista: Henningsvaer.
L’ultimo tratto di strada prima di arrivare offre un panorama mozzafiato

Alla deviazione per la cittadina ci troviamo davanti ad una spiaggia bianca con mare cristallino: è Rorvikstranda, bellissima, peccato solo che piova🤷♀️

Passiamo diversi ponti lungo la strada. e anche per arrivare nel villaggio un ponte fa da collegamento

Henningsvaer è un paesino delizioso, la chiamano anche la Venezia delle Lofoten in quanto si sviluppa su un gruppo di isolotti, collegati tra loro da ponti e canali, con dietro, però, i monti

Ha un centro vivace e molto carino

Vediamo già qui le famose cabine rosse dei pescatori, i rorbuer, singolare rorbu

La mia metà qui è anche il famoso campo da calcio, che con il drone si vede essere sulle rocce di un’isola

Si raggiunge con una breve camminata, che mostra per intero il paese e il mare che circonda lo stadio


Come mi aspettavo è meno impressionante che visto dall’alto, ma è comunque iconico

Ad Henningsvær ci fermiamo a mangiare dei panini proprio su un ponte che attraversa il canale, dove ci sono tavoli e panchine, e questo è il nostro primo pranzo alle Lofoten

Hamnoy, il paese sulla copertina della Lonely Planet

Proseguiamo verso sud, per andare in direzione del nostro secondo alloggio, che è tra Reine ed Å.
Riconosco il famoso ponte doppio di Fredvang

Poi, dopo ancora una ventina di minuti di auto, senza accorgercene, arriviamo ad un altro ponte, e percorrendolo riconosco, tra le fessure della ringhiera, Hamnoy, il paese celebre per essere sulla copertina delle guide Lonely Planet della Norvegia

Ci fermiamo, ammiro e rimiro il panorama: è davvero bellissimo con quelle casette rosse che risaltano sulla roccia, e le cime aguzze dei monti dietro.
Scendiamo e facciamo un giro nel paese: la località è sede di un rinomato, resort che lo occupa interamente, la bellezza è soprattutto nella vista dal ponte. Ma siamo giunti nella parte sud delle Lofoten, dove ci sono i villaggi più belli!

A 4 km di distanza, e diversi ponti percorsi, vediamo le casette gialle di Sakrisoy, che visiteremo l’indomani; ad altri 9 minuti passiamo il ponte panoramico che conduce a Reine: ma piove, quindi facciamo un giro in paese, che un po’ ha deluso le mie aspettative, -non so se per via della pioggia ma non mi è parso nulla di che-, mentre apprezzeremo il giorno successivo, con uno spiraglio di sole, la bellezza pazzesca della vista dal ponte, forse il miglior panorama di tutti.
Il nostro secondo alloggio: dormire in un rorbu a Sorvagen, al sud delle Lofoten

Anche la scelta di dove alloggiare alle Lofoten per me ha avuto la sua importanza. Infatti in caso di maltempo, molto probabile sulle isole, non volevo rammaricarmi, ma desideravo godermi comunque il luogo. E mai scelta fu più azzeccata!
Ci dirigiamo, sotto la pioggia, verso il nostro secondo alloggio, a Sorvagen, tra Reine ed Å, comoda per visitare il sud delle Lofoten.
Vediamo la cittadina dall’alto, lungo la strada: un quadro davvero pittoresco!

La nostra casa per la notte, Langbua, un rorbu – ovvero una tradizionale cabina rossa su palafitta, rifugio per i pescatori durante la stagione della pesca del merluzzo, e riconvertita in alloggio turistico– si raggiunge da una strada fuori dai percorsi turistici. Arriviamo davanti a un gruppo di queste cabine rosse, e… dall’ingresso non possiamo aspettarci cio’ che troviamo quando entriamo…un posto strepitoso!!!

L’interno è davvero bellissimo: spicca subito una enorme vetrata in soggiorno con un panorama strepitoso

E’ arredata con gusto, calda, e con una cucina attrezzatissima

Apriamo la porta del balcone eh… spettacolo!!

Affaccia su una baia per niente turistica, circoscritta dai monti che riflettono sull’acqua, con un piccolo agglomerato di altri rorbuer

Siamo di fronte ad una natura pazzesca, dove ci sono tantissimi gabbiani tridattili che, ci hanno avvisato, nidificano in zona, e volano attorno, arrivando anche sul balcone

E infatti ne vediamo proprio uno nel suo nido in un angolo della casa

È un posto da favola; nel bagno c’è anche una sauna, che usiamo e ..quale posto migliore dove cenare e far colazione al mattino, in barba alla pioggia e al grigiore??

Passiamo solo una notte qui, indimenticabile, ma l’alloggio dei giorni successivi non sarebbe stato da meno!
-Å, Sakrisoy, Reine, Fredvang, le spiagge di Yttersand, Ramberg, Skagsanden, e Stamsund
Å, il villaggio più a sud delle Lofoten

Lasciamo il nostro alloggio e ci dirigiamo verso la cittadina più a sud delle Lofoten, quella col nome piu corto del mondo. e ultima lettera dell’alfabeto norvegese (che si pronuncia O): Å

Å il villaggio che io ho preferito.
Arrivando il verso dei gabbiani è ciò che più mi colpisce: è forte, e loro sono così tanti, e volano, volano sui tetti delle case, sulle finestre e ti vengono anche vicino.
Piccolo e raccolto, nel borgo di pescatori di merluzzo, girando ogni angolo ci si trova davanti a viste mozzafiato, casette rosse, palafitte, pontili e moli sul mare, e dietro la meraviglia dei monti imponenti..

Qui si può visitare il museo dello stoccafisso e quello della navigazione; noi però vediamo una bakery e preferiamo andare ad assaggiare il dolce tipico alla cannella, il kanelsnurr (buonissimo per chi piace la cannella), e godere seduti su una panca della bellezza della cittadina e dei gabbiani che ci girano attorno

Reine, e il pittoresco panorama dal ponte

Torniamo verso Reine, oggi non piove, e arrivando sul ponte che porta al villaggio è spettacolare il suo panorama d’insieme, per le cime dei monti che la circoscrivono, le casette rosse, il porticciolo, dove ferma anche il famoso Hurtigruten, il postale dei fiordi, e il famoso Reinenbringen, un altissimo monte a picco

Viste le condizioni del tempo del giorno prima, e l’impegno che ci vorrebbe, non ci pensiamo neanche di salire i 2000 gradini del monte: peccato per il panorama, che dicono essere fantastico, ma non avremmo neanche il tempo. Vediamo quindi soltanto dal basso la sua imponenza.
Sakrisoy, il paese delle casette gialle

Sakrisoy è l’altra mia cittadina preferita: si trova tra l’iconica Hamnoy e Reine

Si distingue perché qui le casette non sono rosse ma gialle, ed alcune bianche, su un mare che ha sfumature verdi pazzesche. E praticamente un piccolo isolotto unito da 2 ponti agli altri villaggi: gli abitanti permanenti sono solo una decina.
C’è una collinetta su cui salire, con un facile percorso: da qui si può vedere un panorama bellissimo di Reine, Sakrisoy, Hamnoy, e tutti i ponti che le collegano


Per arrivare fino in cima ci vuole una mezz’oretta, ma il panorama è superbo

Il mio obiettivo a Sakrisoy è anche fermarmi a pranzo in un posto molto rinomato, che si chiama Anitas seafood. Quindi, quando scendiamo dalla colinetta ci dirigiamo subito lì, tra l’altro molto affamati. Il locale è a fianco alla casetta gialla tanto fotografata sui social

Il posto è bellissimo, sul mare e in un contesto idilliaco, il contrasto tra il grigio del cielo e dei monti, il blu del mare e il giallo degli edifici è di grande fascino
All’interno c’è un grande lampadario fatto di… stoccafissi, e sono in mostra oggetti che riguardano la pesca tradizionale

Decidiamo di assaggiare il famoso hamburger di pesce, il fiskeburger: io scelgo quello con merluzzo fresco e gamberetti, e mi piace molto. Si ordina e si attende di essere chiamati, ci si apparecchia da soli, e l’acqua é gratis.
Ci gustiamo il pranzo ammirando dalla finestra proprio la casetta gialla: tutto il contesto, con dietro i monti e i gabbiani che volano, è incantevole

I ponti di Fredvang

Lasciamo Sakrisoy e torniamo verso nord. Attraversiamo i 2 ponti a sbalzo di Fredvang, nella zona di Flakstad: peccato non ci sia il sole per vederli come nei tanti video che ho visto

Ci fermiamo, dopo il ponte, a Fredvang, un minuscolo villaggio, che ha un porticciolo incantevole e per niente turistico: ci siamo solo noi e i soliti gabbiani

Yttersand, Ramberg e Skagsanden
E ora voglio andare a visitare le spiagge più belle delle Lofoten: dalle foto parevano meravigliose, ma Yttersand stranda, Ramberg stranda, insieme alle altre spiagge, le racconto in un articolo a loro dedicato!!
Le successive 2 notti in un rorbu su palafitta, a Stamsund, nella zona centrale delle Lofoten
Dopo aver visitato le spiagge di Yttersand, Ramberg e Skagsanden, ci dirigiamo verso Stamsund, per la nostra terza notte, dove ho prenotato i prossimi 2 pernottamenti, e finiamo così col fare il pieno di bellezza oggi: la cittadina resta un pò fuori dalla via principale, ma la strada che percorriamo ha un paesaggio completamente diverso dai precedenti: un bosco fitto come in alta montagna, prima di arrivare poi al mare, in una punta sull’oceano

Dopo qualche problema, e telefonata, per trovare l’alloggio (non ci erano state mandate le istruzioni) arriviamo in un gruppo di rorbuer

L’ingresso al complesso è un pò disordinato ma entrando a Reinevikbua restiamo senza fiato

E’ una casa enorme, ben arredata con particolari deliziosi, con cucina attrezzatissima, e un grande terrazzo con vista pazzesca

E’ bellissimo stare in questo rorbu, cucinare la sera, cenare a lume di candela e rilassarsi sul terrazzo

.. o dentro, se piove, guardando il panorama

L’indomani, il quarto giorno, proseguiamo il nostro giro per spiagge: andremo a Vik, Hauckland e Uttakleiv, facendo una bellissima camminata lungo un sentiero sul mare di 10 chilometri, e anche per questa rimando all’articolo sulle spiagge.
Eggum e Ballstad
Dopo la camminata su quelle meravigliose spiagge, ci dirigiamo verso Eggum: volevo raggiungere la spiaggia, ma non mi sono informata bene, e c’è un trekking di media difficoltà da fare, è troppo tardi, e quindi torniamo indietro. Ma è valsa comunque la pena fare questo tratto di strada,vedere il paesino di Eggum con le sue case colorate, e un paesaggio ancora diverso da quelli visti finora

Lungo la via, facciamo una deviazione anche verso Ballstad, un villaggio di pescatori autentico e non solo turistico, piuttosto grande, con un porto notevole, dove avevo anche considerato di alloggiare, per le tante strutture presenti e a prezzi molto convenienti.. e, sì, il posto è carino, ma mi sarebbe piaciuto meno stare qui

Rientrando a Stamsund visitiamo il paese, che è molto esteso, con zone residenziali e case moderne e molto belle, e un market ben fornito; c’è poi un porticciolo molto gradevole, dove si ferma anche il postale dei fiordi, l’Hurtigruten, e su cui affaccia un bel, e all’apparenza, accogliente ostello, e accanto al nostro alloggio c’è un’altra zona di rorbuer incantevole

– Svolvaer e la crociera lenta a Trollfjord
La crociera sul fiordo Trollfjord e le aquile di mare
L’indomani, quinto giorno, si inizia a risalire verso nord: ci attendono, da Stamsund, 4 ore di viaggio per arrivare a Svolvaer, la prima città che si incontra alle Lofoten, che noi lasciamo per ultima, nel viaggio verso il ritorno. Qui abbiamo programma l’escursione silenziosa nel fiordo di Trollfjord.
Lungo la strada ci fermiamo a Gimsoy, per vedere una chiesetta che affaccia su una piccola spiaggia di sabbia bianca e rocce. Troviamo la bassa marea, con alghe giallo acceso che occupano una parte delle rocce. Anche qui ci siamo solo noi.. in compagnia degli ospiti del cimitero

Lungo la via incontriamo anche loro, che ci attraversano la strada tranquillamente, rigorosamente in fila

Arriviamo in quella che è una grande città rispetto alle cittadine viste finora, Svolvaer, che avevo per questo un po’ snobbato, ma che invece mi piace molto, nella zona del porto che visitiamo, per la montagna Fløya, che sovrasta la città e offre un bellissimo panorama, e soprattutto, raccontero’ più avanti, per l’isolotto di Svinoya

Abbiamo tempo per il pranzo, proprio a fianco a dove parte l’escursione, in un posto consigliato

Il bellissimo ristorante Bacalao, dove assaggeremo una divina zuppa di pesce cremosa

.
Alle 13.30 parte l’escursione di Brim Explorer , che propone una crociera silenziosa con una grande barca, dal delizioso porto di Svolvaer: abbiamo preferito questa escursione lenta a quella in gommone, che abbiamo prenotato il giorno prima.
Uscendo dal porto vediamo uno dei simboli di Svolvaer, la Fiskerkona, la moglie del pescatore che saluta, e sul fondo, le caratteristiche strutture per esiccare i merluzzi

Il cielo anche oggi è grigio, ma ben si adatta all’atmosfera del luogo; certo bisogna essere ben coperti con tanti strati sulla barca, l’aria è molto pungente!

Durante il tragitto ci sono alcuni rallentamenti per ammirare, sulle rocce, le aquile di mare

Quando si levano in volo sono emozionanti!

Dopo una lunga e bella navigazione, dove vediamo piccoli agglomerati con due o tre case

isolotti di roccia

monti con le cime coperte dalle nuvole

arriviamo all’imbocco delTrollfjord

Entriamo nel fiordo, un passaggio di 100 metri soltanto, nel silenzio

e arriviamo fino alla fine

Vediamo anche una scenografica cascata

È una grande emozione percorrere il fiordo

I paesaggi sono splendidi, e proprio come li immaginavo

Sulla via del ritorno esce anche uno spiraglio di sole

La crociera dura più di 3 ore, siamo molto soddisfatti e, dopo una sosta in un grande supermercato per procurarci qualcosa per cena, ci apropinquiamo a raggiungere il nostro prossimo alloggio, a Svolvaer, al Svinoya Rorbuer.
Alloggiare in un antico villaggio di pescatori: Svinoya Rorbuer a Svolvaer

A pochi minuti dal porto di Svolvaer, collegata da un ponte, si trova l’isola di Svinoya, sede di un antico e tradizionale villaggio di pescatori, risalente al 1828, che oggi offre ai turisti alloggio nei tradizionali rorbuer rossi, in cui vivevano i pescatori che praticavano la pesca con barca a vela e remi alle Lofoten

I rorbuer a Svinoya sono stati ristrutturati con grande maestria, e quelli turistici sono alternati alle abitazioni dei locali, distinguibili dal diverso colore.
Girare all’interno del villaggio è già in sè un’esperienza: guardarsi attorno ed esplorare i rorbuer di diverse forme sul mare..

..rimirare i riflessi sull’acqua; le rastrelliere di legno per essicare il merluzzo, -che mi piacerebbe vedere quando hanno stesi gli stoccafissi, da febbraio a inizio estate-..

…contemplare le cime aguzze, che sovrastano i rorbuer rossi…

..e anche deliziarsi delle luci della notte, luna compresa che si specchia sull’acqua.. davvero, visioni che lasciano senza fiato

La reception degli Svinoya Rorbuer si trova all’interno di un antico negozio, dove un tempo i pescatori si recavano per acquistare quello di cui avevano bisogno, e dove si possono vedere attrezzi e suppelletili, ancora oggi in mostra, come in un museo

Oggetti che riguardano la pesca del merluzzo e la sua lavorazione per diventare stoccafisso: impariamo anche che quasi la totalità degli stoccafissi di questa zona vengono importati dall’Italia

A fianco alla reception si trova anche un ristorante, e poco distante una sauna sul mare

E’ qui che alloggiamo per la quinta notte, grazie ad un ottima offerta scovata e colta al volo: il nostro rorbu, ancora una volta, è sull’acqua, e abbiamo avuto anche un upgrade ad una cabina più grande!

Quando entro sono estasiata (come tutte le altre volte!!): gli interni sono in caldo legno e le finestre, tante, danno su una rientranza di mare, dove si riflette la vegetazione, già con i colori dell’autunno

Il salone ha una bellissima cucina attrezzata, c’è anche una stufa a legna, che mi fa immaginare inverni da godersi al caldo, mentre fuori c’è la neve, e il pavimento del bagno è riscaldato

Dalle finestre si gode un panorama splendido


In posto così, penso, ci potrei anche trascorrere un freddo e lungo inverno – che odio – senza mai uscire !!

Il contesto, aprendo la porta del rorbu, è proprio da favola!

Incontriamo, passeggiando nel villaggio, una coppia di norvegesi, seduti davanti a un fuoco acceso, fuori dalla loro casa; di fronte c’è una mini casa, che mi fermo a contemplare: iniziano così a parlare con noi, ci invitano a vederla dentro, ci scambiamo un pò di battute, e ci dicono che la usano per rilassarsi e bere vino: così si deve vivere, dico con mio marito, certa che con quello spirito e in un posto così mi piacerebbe trovarmi nei prossimi anni

Imbocchiamo una strada, vicino al nostro rorbu, dove vediamo passare gente, immaginando che porti in un bel posto; è l’imbrunire, e con un quarto d’ora di strada arriviamo proprio dietro alla statua, simbolo della città, che abbiamo visto rientrando dall’escursione: è la Fiskerkona, la moglie del pescatore, 4,5 metri di altezza, in bronzo. E mentre la sera avanza, vediamo arrivare l’Hurtigruten, la grande nave che funziona sia per il trasporto di merci che di passeggeri, e come nave turistica, in questi paesi del nord, facendo scalo in 34 porti, e che noi abbiamo già visto nei porticcioli delle Lofoten

Cenare nel nostro rorbu è di nuovo il posto migliore e più romantico dove mangiare stasera, al lume di una candela, e con solo una radio che trasmette buona musica anni 90. E sposo in pieno la frase scritta sul quadro che è appeso su una parete del rorbu
“Eat well. Sleep deep.
Wake up to the see.”

Piena di gratitudine, penso: questa è vita!
L’indomani ci aspetta un lungo viaggio verso nord, destinazione Senja, quasi 8 ore di auto. Un altro posto che ci lascierà entusiasti.
Norvegia 28 agosto – 5 settembre 2026
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