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Le mille sfumature di verde del LAGO DI TOVEL, in TRENTINO

 

 

Le ardenti temperature di fine giugno di quest’anno, e un tempo di attesa delle ferie forzato, ci spingono a cercare un po’ di refrigerio sulle montagne del Trentino. Dopo un giro in Val di Sole arriviamo al lago di Tovel

 

Val di Sole: montagna in TRENTINO ad inizio estate

 

Poco distante da Trento, nella Val di Non, all’interno del Parco naturale dell’Adamello Brenta, a 1179 metri di altitudine, del lago di Tovel ne avevo letto bene, ma non credevo che avrebbe retto il confronto del poco distante, e mio amato, lago di Molveno.

E invece…è  stata davvero una bella  sorpresa!

 

 

La strada, seguendo le indicazioni per il lago, diventa subito molto scenografica, correndo in mezzo alle alte cime rocciose dei monti e continuando poi contornata dai boschi

 

 

Arriviamo nel momento migliore, in un giorno infrasettimanale di giugno, quando la maggior parte delle persone non è ancora in vacanza, e quindi non c’è affollamento, e proprio quando, lavori sul percorso, implicano restrittivi orari di apertura e chiusura della strada che conduce al lago, con il vantaggio pero’ di riuscire a trovare posto nel parcheggio più vicino, e gratuitamente.

L’imbocco del sentiero per arrivare al lago costeggia il fiume, che inizia a deliziare le orecchie col suo suono rilassante

 

 

La circonferenza del lago è di 3,8 km, ed è possibile fare un giro ad anello lungo tutto il suo perimetro, incontrando anche deviazioni che portano a diverse malghe

 

 

Giungendo al mattino presto, siamo subito estasiati dai riflessi dei monti e della vegetazione sull’acqua, che offrono uno spettacolo impagabile

 

 

E pensiamo che sia l’ora piu bella 

 

 

I riflessi mi ricordano quelli visti ai laghi di Plitvice in Croazia

 

 

Ma anche quelli meravigliosi del lago di Carezza in Alto Adige.

In verità scopriremo, nel tardo pomeriggio, che anche a quell’ora, l’acqua verde del lago, fermissima, rispecchia montagne ed alberi creando paesaggi da cartolina, se si è dalla parte opposta del lago, quella della spiaggia bianca

 

 

Tra i diversi alberi dentro il bosco, sulle cui foglie si insinuano i raggi del sole, e i riflessi sull’acqua, si crea un contesto incantevole di mille sfumature di verde, come non ho mai visto prima

 

 

Prendendo il sentiero dalla parte destra, all’arrivo, il tracciato è largo e pianeggiante, e scorre più alto rispetto sl lago: si incontrano chalet, punti di ristoro, alcune piccole spiagge, e si vedono scorci bellissimi tra la vegetazione

 

 

Poco prima di giungere nel punto dove si trovano le spiagge più grandi, un segnale indica una cascata. Il sentiero, che si addentra nel bosco e arriva ad una pietraia, non è molto delineato, ma il rumore dell’acqua ci guida al suo cospetto: è un rivolo d’acqua, la cascata di Risla, ma il salto è imponente e scenografico, e avvicinandosi si sente il fresco che generano gli spruzzi dell’acqua mentre cade a terra fragorosamente

 

 

Prendendo il percorso dal lato sinistro, invece, il sentiero è più stretto, e scorre vicinissimo all’acqua, dove alberi con immense radici che paiono mani, li tengono ancorati forte al terreno

 

 

Alcuni abeti furbi fan crescere i rami soltanto dove possono prendere il sole, lasciando l’altro lato del tronco spoglio

 

 

Nel lago, in questa stagione, centinaia di girini neri neonati nuotano nell’acqua trasparente

 

 

Fiori viola risaltano nel verde del bosco- uno dei miei abbinamenti preferiti, -e il profumo di resina e di conifere tutto intorno, riempie i polmoni

 

 

Proseguendo, quando il sentiero sale lievemente piu in alto, su scale create nella roccia con pietre e rami, si incontra un tratto panoramico: meraviglia delle meraviglie, si arriva ad un balcone dove appare sul fondo, tra gli alberi, una spiaggia bianca, una lingua di sabbia che spicca tra il verde del lago e dei monti. Una vista davvero paradisiaca

 

 

Scopro poi che viene chiamata “i Caraibi del Trentino” e penso che non sia un’esagerazione questo appellativo!

 

 

Siamo al punto del sentiero dove dietro c’è la cascata, e questa è la via più corta per arrivare alla grande spiaggia; si raggiunge in poco più di una ventina di minuti, mentre percorrendo la strada dall’altra parte, sulla destra, occorre circa mezz’ora, passeggiando lentamente.

In questa mattinata la splendida spiaggia bianca non è per niente affollata, ci si può stendere all’ombra di alcuni alberi, o fare il bagno, in un’acqua neanche così fredda come mi aspettavo (ma attenzione che diventa profonda velocemente ed è soggetta a correnti), e stare ad ammirare un panorama di una bellezza disarmante

 

 

Tutto intorno si vedono alberi fitti, in basso, e poi solo monti, cime aguzze e rocce, che si stagliano verso il cielo: mi pare di essere in un piccolo mondo a parte, intriso di magia e bellezza, che ha un effetto disintossicante, dà sollievo dal caldo torrido dei giorni scorsi, e che trasmette un tale splendore da farmi sentire nutrita,  gioiosa, in pace

 

 

Tanto che decidiamo poi di cambiare i nostri piani, -che erano di restare soltanto la mattina-, e di prolungare queste sensazioni, fermandoci a pranzo in uno dei ristori del lago, e per tutta la giornata: il più possibile, vista la funzione rigenerante di questo luogo.

 

E mentre il mio corpo si rinfresca con l’acqua  del lago,

assorbe il calore e l’energia della terra,

disteso sui bianchi sassolini appuntiti,

e le mie orecchie sentono le voci in lontanza delle persone,

ma odono in prevalenza il canto del vento e degli uccelli,

e le montagne intorno mi proteggono da tutte le interferenze e rumori molesti, togliendo il campo ai telefonini,

i miei occhi guardano la bellezza che hanno davanti e attorno:

si nutrono di quelle mille sfumature di verde,

del lago, dei monti, degli alberi;

si riempiono di meraviglia, di stupore

e accolgono con gratitudine

i regali di questa meravigliosa natura.

 

 

 

giugno 2026

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

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