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Visitando Petra: il mio itinerario

Da quanto tempo sognavo di vedere Petra, città antica nel deserto giordano e proclamata patrimonio Unesco! E finalmente il momento è arrivato, nel mese di aprile del 2023

Petra: breve storia
Petra, da “pietra”, perchè la città è stata scavata nella pietra da un popolo nomade del deserto proveniente dall’Arabia, i Nabatei. Che non solo erano commercianti e mercanti, ma si sono dimostrati anche architetti, scultori, esperti di ingegneria idraulica, in grado appunto di scolpire nella roccia arenaria, nel I secolo a.c. un’intera città, monumenti e tombe, e di costruire un sistema idraulico composto da tunnel, canali, dighe, che portasse l’acqua nella città, e cisterne per farne scorta.

In pratica hanno trasformato una zona del deserto in un oasi dove, nel suo massimo splendore, vivevano fino a 30000 persone. Petra diventò un importante punto di passaggio per i traffici commerciali: le carovane con merci provenienti dal medio oriente, si fermavano per rifornimento e riposo a Little Petra per poi proseguire verso la città. Fu poi conquistata e annessa all’impero Romano; il suo declino iniziò con un devastante terremoto e il cambio delle rotte delle merci: rimase terra dei beduini, nascosta tra i monti e le rocce, e protetta da una gola lunga 1,2 chilometri, per centinaia di anni

Solo nel 1812, un avventuriero svizzero, J. Burckhardt, travestito da arabo, riuscì a convincere un beduino a condurlo a Petra, e fu allora che venne riscoperta la città nascosta.
Petra è conosciuta anche come la città rosa, per il colore delle sue rocce: in verità le rocce arenarie hanno una varietà di colori tale da sembrare che siano state dipinte!!

Visitando Petra
Il sito archeologico di Petra
Dopo avere effettuato l’accesso dal Visitor Center, inizia un sentiero

si cominciano a vedere le prime tombe costruite nella roccia,

la Casa dello Spirito e la tomba dell’Obelisco, e ancora non si è entrati nella gola.

Occorre camminare per circa 20 minuti, per arrivare all’ingresso del Siq,

un canyon dai colori meravigliosi, alto 100 metri e lungo 1,2 chilometri

Il Siq è stato scavato nel tempo dall’acqua, e in alcuni punti si allarga e in altri si restringe

Fino ad arrivare al punto in cui, da una stretta fessura, dopo circa 40 minuti di cammino, si intravede quello che è chiamato il Tesoro, Al Khazneh

La vista del Tesoro è qualcosa di stupefacente: io sarei rimasta ore a rimirarlo (e in effetti così è stato :) ).
Dal Tesoro la città si apre e si estende per oltre circa 4 chilometri, fino al Monastero, che si trova nel punto più alto, e si raggiunge percorrendo 800 faticosi gradini

Ma noi, il primo giorno, non siamo partiti da qui.
Tips: i biglietti per Petra vanno ritirati col Jordan Pass e passaporto non all’ingresso del sito, ma al ticket office, appena oltre l’entrata.
La back way
Dopo aver dormito la prima notte a Petra, abbiamo iniziato la nostra visita alle 6.45: il sito apre alle 6, ma nel nostro hotel la colazione veniva servita dalle 6.30.
Per non dover fare gli 800 gradini in salita verso il Monastero, abbiamo deciso di non fare il percorso dal main trail ma di entrare dalla back way: abbiamo preso lo shuttle gratuito dal visitor center (che parte dalle 7.30), e che porta a Little Petra; da lì una camionetta, per 6 jod a testa (questa parte si puo’ fare anche a piedi ma si allunga parecchio), con un percorso di 20 minuti, davvero molto bello, ci ha lasciato all’inizio del trekking – MERAVIGLIOSO – di circa 1 ora, per il Monastero



Siamo saliti, e abbiamo visto panorami bellissimi sul Wadi Araba


Durante il cammino mi sono ritrovata più volte a ringraziare Dio per tanta bellezza

Questo percorso non è tanto più corto ma consente
-di non dover fare avanti e indietro per la stessa strada, verso il Monastero e ritorno al posto di partenza
-di fare una salita meno faticosa, più in ombra, quando ancora non si è troppo stanchi e il sole non è ancora a picco
Il Monastero

Dopo circa 1 ora, siamo arrivati al Monastero, e io ero felicissima!

Il Monastero (Al Deir) è il monumento più grande di Petra, ancora di più del famoso Tesoro


Costruito nel III sec. a.c., è stato anch’esso una tomba nabatea, e in seguito è stato adibito a chiesa, Lo abbiamo rimirato in lungo e in largo e ovviamente abbiamo fatto delle foto, senza però salire ai view ponts, davvero in alto, per tenere le energie per il resto della giornata



Ci siamo fermati al bar dentro la grotta situata proprio davanti al monumento, rilassandoci dopo aver percorso questo tratto, e gustandoci un tè alla menta, prima di riprendere la strada in discesa, in compagnia di uno dei tanti simpatici gattini che incontreremo anche dopo in città. Abbiamo voluto prendercela con calma, perchè sapevamo che la giornata sarebbe stata lunga e faticosa

La discesa dal Monastero verso la città e il Tesoro
Con calma abbiamo iniziato la discesa, durante la quale abbiamo incontrato persone che salivano con grande affanno,tutti rossi in viso e la lingua fuori (il caldo si fa già sentire): i gradini sono tanti, ma soprattutto il terreno è sconnesso e sotto il sole

Altri salivano con i muli, cosa a mio avviso molto pericolosa, poichè, se si dovesse sfortunatamente cadere mentre l’animale si inerpica nei sentieri rocciosi in salita, non oso immaginare cosa potrebbe succedere

Ringrazio di aver fatto la scelta di percorrere la back way, anche perché salendo stremati o impauriti, non si riuscirebbe a godere dello spettacolo che la natura offre, tra le formazioni rocciose, i colori, le opere umane e i paesaggi
(per chi entra invece dal Siq il mio consiglio è di andare direttamente all’inizio del sentiero del Monastero attraversando tutta la città, per non arrivare nelle ore più calde a fare la salita, cosa però che credo sia molto difficile perchè è impossibile non fermarsi ad ammirare e fotografare il Siq e il Tesoro che al mattino è illuminato)

La discesa dura circa 40 minuti/1 ora, con panorami dall’alto davvero straordinari e la sensazione di essere sul tetto del mondo. Lungo la via, una piccola deviazione porta al Triclinio dei Leoni, che ha una inconsueta fessura a forma di serratura scolpita nella roccia

Su molte pareti si possono vedere delle tombe.
Arrivati sul fondo del sentiero, si trovano 2 ristoranti, il Basin, a self service, e il ristorante Nabateo, e un chiosco take away, con ampi spazi all’ombra per mangiare. Noi ci siamo fermati al chiosco, a fianco al ristorante Nabateo

Abbiamo ripreso il cammino e visitato la città seguendo il percorso principale a ritroso, e abbiamo visto in sequenza:
*il palazzo della ragazza, o Castello della figlia del Faraone, Qsar Al Bint, luogo di culto delle divinità nabatee, uno dei pochi non scavato nella roccia

*il grande tempio, un complesso enorme con grandi colonne e scalinate


*la strada delle colonne, la via più importante della città antica e del periodo romano, di cui restano poche delle originarie colonne, e dove si trova anche il ninfeo, i resti di una fontana, sotto un grande grande albero di pistacchio di 450 anni

*le tombe reali, raggiunte da una strada in salita piuttosto faticosa sotto il sole, che sembrano palazzi, con le facciate di roccia dalle innumerevoli striature, meravigliose, ed enormi camere funerarie, che in caso di necessità danno anche un po’ di tregua dal caldo

*il teatro nabateo, l’unico al mondo scavato nella roccia

*la strada delle facciate, con tombe scavate nelle pareti della roccia

*il Tesoro, (Al Khazna), il monumento più conosciuto di Petra

Alto 40 metri, con colonne e capitelli corinzi, il Tesoro è così chiamato in seguito ad una leggenda legata ad un faraone egiziano che pare nella fuga avesse nascosto qui il suo tesoro. In realtà il Tesoro era un mausoleo, con le tombe dei famigliari del re che diede il massimo splendore alla città. E’ stato costruito dall’alto in basso, lavorando la roccia con martello e scalpello, dai nabatei, nel I secolo a.c.

*l’Altura del Sacrificio, un trekking fenomenale e per me imperdibile di circa 1 ora


Il sentiero porta in un punto dove venivano fatti sacrifici e cerimonie religiose: sono riconoscibili sulla pietra i canali di scolo che servivano per far defluire il sangue degli animali sacrificati
Siamo saliti al tramonto, quando il sole faceva meno caldo, ed è stato uno stupendo coronamento della visita, perché da lì si può ammirare dall’alto tutta la città, e il percorso fatto, con panorami da urlo


Prendento un sentiero laterale si arriva ad un view point spettacolare, dove c’è una tenda beduina con tanto di souvenir e bevande. Durante il percorso abbiamo incontrato solo 3 o 4 persone

Scendendo abbiamo potuto ammirare i riflessi del sole che tingevano la città del colore dell’oro

*Petra by night (che si tiene il lunedì mercoledì e giovedì, dalle 20.30 alle 22.30)

Essendo una delle serate dello spettacolo, non siamo usciti alla chiusura del sito, ma abbiamo atteso al bar di fronte al Tesoro (che ha solo bevande e snack, per cui nel caso meglio procurarsi qualcosa da mangiare), assistendo anche a tutta la preparazione dello spazio, e mantenendo i posti migliori per la visione, per non dover rifare l’ora di strada in andata e ritorno e trovarsi in mezzo alla calca rientrando. Assieme a noi, attendevamo dei simpatici gattini e pochissimi altri turisti!



Lo spettacolo di musica di per sè non merita, e questo lo avevo letto un pò ovunque, ma merita assolutamente l’atmosfera del sito di notte, e vedere il Tesoro illuminato da centinaia di fiaccole che vengono accese, e da luci colorate


Un addetto passa a vendere i biglietti ai turisti rimasti dentro, non sono compresi nel Jordan Pass e costano 17 jod


Praticamente quel giorno siamo rimasti dentro al sito 14 ore (+ 2 per raggiungerlo), ci siamo fermati più volte per un tè alla menta o una limonata con menta (bevanda buonissima) nei frequenti punti di ristoro, prendendocela comoda e guardando anche le bancarelle di artigianato dei beduini

L’ingresso dal Siq
Il giorno successivo alle 6.45 siamo entrati di nuovo nel sito, questa volta dall’ingresso principale, per percorrere il Siq (20 minuti), godere di questa meravigliosa gola e arrivare al Tesoro (40 minuti), per vederlo spuntare alla fine del Siq e illuminato dal sole, prima che torni in ombra, dopo poco

L’orario era perfetto, in alcuni momenti eravamo da soli lungo il Siq, e anche davanti al Tesoro c’erano poche persone, i beduini e i cammelli

Siamo saliti sul panorama più vicino, a destra del Tesoro, proposto da una guida beduina, un ragazzo che assieme ad altre 25 famiglie abita nelle grotte di Petra

Ci siamo arrampicati sulle rocce per 5 minuti, col suo aiuto, trattando il prezzo a 6 jod a testa

La vista del Tesoro dall’alto è bellissima, ci si può rilassare un attimo, dopo l’arrampicata e gustare un delizioso tè alla menta, preparato dal beduino custode del luogo

ci siamo anche concessi un momento di relax

I beduini sono ben organizzati per proporre il punto panoramico su cui salire, mostrano le foto, danno il tempo di percorrenza e il prezzo, che è ovviamente da trattare

Tips: Per le informazioni su Petra ho trovato ottime dritte sul blog di un’italiana che ha sposato un beduino e vive nella città, si chiama Cristina Cori, fa anche la guida e ha un gruppo Facebook che si chiama Amici della Giordania.
Little Petra

A pochi chilometri da Petra si trova Little Petra,
Noi ci siamo fermati il pomeriggio prima di arrivare a Wadi Musa, il paese dove si trova Petra: le formazioni rocciose, dolci, dorate e color champagne introducono già a quello che sono i paesaggi dell’area. Visitare piccola Petra è stato un anticipo della meraviglia che avremmo visto il giorno successivo

Lungo la strada panoramica per arrivare, il nostro driver, Mohammed Hussein, una splendida persona, ha fermato la sua auto, e sul cofano ha improvvisato un eccellente pranzo per noi, con il miglior pane giordano di tutto il viaggio, che ho scoperto poi chiamarsi manaqish: una focaccia simile alla pinsa romana, calda, acquistata in una bakery sulla via, da intingere prima nell’olio di oliva e poi in un miscuglio di spezie, grosse olive, un ottimo formaggio e delle piccole melanzare ripiene preparate dalla moglie, buonissime. Abbiamo poi visto in seguito che ogni ristorante come antipasto porta del pane arabo, una specie di piadina, e questo misto di spezie, che possono essere timo, origano, sesamo, sale, che si chiama Za’hatar, da mangiare nel modo che ci ha mostrato Mohammed.

Un momento di condivisione davvero bello, con un panorama pazzesco, che non dimenticheremo, e di cui siamo molto grati


Piccola Petra era un luogo di rifornimento e ristoro per le carovane dirette a Petra
L’ingresso avviene attraverso una breve gola, o un Siq in piccolo, dopo la quale si trova un monumento scolpito nella roccia, una tomba, che è un piccolo Tesoro, simile a quello di Petra.

Proseguendo, si possono ammirare altre grotte scavate nella roccia e formazioni bellissime. Già a questa vista io ero impazzita di entusiasmo!

Il sito termina con un piccolo mercatino ed una scala

Al ritorno dal nostro percorso ci siamo fermati in uno dei posti che più mi sono piaciuti della vacanza: all’interno di una grande grotta, adornata di tappeti, dove un bellissimo beduino ci ha preparato uno squisito tè e un caffè preparato in maniera tradizionale, e dove un gattino si è sdraiato con noi, offrendoci la sua compagnia: un momento davvero magico!


All’uscita dal sito, Mohammed ci ha mostrato, entrando da una porta in una parete di roccia, un ipogeo, profondissimo, scavato dai Nabatei con martello e scalpello, adibito a cisterna per raccogliere l’acqua

La visita a Little Petra è stato il nostro primo contatto con la civilta nabatea, la prima grande emozione, che ci ha caricato di entusiasmo e di curiosità per quello che avremo visto il giorno successivo, e vale assolutamente la pena fermarsi e dedicarle un po’ di tempo, assaporando lentamente l’energia del posto

Petra è un sito straordinario, ci si sente davvero catapultati in un’altra epoca e in un altro mondo; mi hanno impressionato oltre la storia e i monumenti, i colori delle rocce: la natura qui si è meravigliosamente sbizzarrita!
Cerco di descrivere qui colori ed emozioni
Alloggio a Petra:
2 notti, hotel La Maison prenotato da Agoda (che aveva il prezzo più basso) € 138 doppia per 2 notti con colazione.


Bell’hotel esternamente, bella reception, sala colazione; camere con qualcosa da sistemare (tipo il bagno), ma comodo essendo vicino al visitor center che è l’ingresso di Petra

Cena: My mom’s receipe, ristorante bellissimo e in stile, terrazzo all’ultimo piano, cibo ottimo


Alle 10 del secondo giorno per noi era giunta l’ora di lasciare Petra ed raggiungere la tappa successiva: il desero del Wadi Rum!

le cose che ho amato di Petra su Facebook
il racconto di Little Petra su Facebook
il racconto di Petra giorno 1 ingresso dalla back way su Facebook
il racconto di Petra by night su Facebook
il racconto di Petra giorno 2 ingresso dal Siq su Facebook
aprile 2023
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Organizzare un viaggio fai da te in Giordania è possibile.
Come sempre l’organizzazione richiede impegno e dedizione, ma le energie spese si possono poi trasformare in meritate soddisfazioni perchè il paese merita davvero di essere visitato.
E ha il vantaggio di essere a sole 4 ore di volo dall’Italia.
10 Passi per organizzare un viaggio in Giordania
Ecco il mio personale elenco delle cose da fare per organizzare un viaggio di 4 giorni in Giordania:
1-trovare un volo
2-leggere racconti di viaggio, blog, guide e studiare un itinerario
3-contattare un driver o prenotare un auto
4-prenotare alloggi
5-comprare Jordan pass
6-fare assicurazione
7-registrarsi sul sito governativo
8-preparare le valigie
9-prenotare eventuale parcheggio
10-Partire!!👏

1- i voli per la Giordania partono da diversi aeroporti italiani per Amman, con compagnie low cost (da Roma anche con la compagnia di bandiera); d’inverno ci sono voli anche per Aqaba da Venezia, e potrebbe essere comodo, arrivare su una città e tornare dall’altra per risparmiare tempo, non dovendo tornare sullo stesso aeroporto, essendo le due località agli estremi della Giordania. Amman infatti si trova al nord, vicino Jerash, Madaba, Betania, e le principali località del Mar Morto; Aqaba si trova vicino a Petra, il deserto del Wadi Rum, il Mar Rosso.
Noi per ragioni di combinazione di giorni, pur essendoci voli da Bologna, dove abitiamo in provincia, siamo partiti da Bergamo. Nel periodo invernale è possibile trovare voli anche a prezzi molto bassi, ma io ho preferito andare in una stagione col tempo “giusto” ne troppo freddo, ne troppo caldo, per godermela di più.
2-in base ai giorni a disposizione, all’aeroporto di partenza e di ritorno, dopo aver letto guide, diari di viaggio, blog, indispensabile passo per capire dislocazioni dei punti d’interesse e tempi da dedicare, si può cominciare a ipotizzare un itinerario in base alle proprie preferenze; qualora si abbia poco tempo a disposizione e ci si affidi ad un driver, questi può suggerire l’itinerario fattibile e migliore, dove andare prima o dopo, quanto fermarsi.
3-scegliere di noleggiare un auto potrebbe essere la soluzione più economica. Tuttavia se non si ha molto tempo a disposizione e ci si vuole rilassare, non dovendo avere l’attenzione al percorso, ai tempi, avere l’ansia dei controlli di polizia, e via dicendo, un driver potrebbe essere la soluzione migliore.
In caso di noleggio auto, si può far riferimento a Rentalcars o simili comparatori, leggendo sempre le recensioni delle agenzie di noleggio (io privilegio sempre Locauto o Alamo, oppure Sixt e vado sempre a vedere anche il prezzo sul loro sito, le ho già usate e constatato l’affidabilità, ed ho anche sconti per il noleggio con loro. Si può guardare anche online se si trovano codici sconto).
Con solo 4 giorni a disposizione, abbiamo scelto di affidarci ad un driver ed è stata un’ ottima scelta. Per avere nominativi ho consultato gruppi Facebook come “Italiani in Giordania” e “Amici della Giordania”, e TripAdvisor, e ho contattato qualcuno dei driver che venivano consigliati in base all’esperienza degli altri viaggiatori, via messenger o whatsapp. Ho confrontato poi i prezzi e ho scelto a sentimento quello che più mi aveva ispirato. Ogni driver propone un itinerario e lo modifica in base alle esigenze comunicate. Tutti mi hanno risposto, più o meno celermente, e con grande gentilezza e disponibilità.
La nostra scelta è ricaduta su Ibrahim Alì, (WhatsApp +962 795817646) bravo organizzatore, che ci ha trovato per ogni tappa un driver puntuale e affidabile.
4-se come me amate ricercare minuziosamente gli alloggi più consoni, si può iniziare la ricerca in base a quanto consigliato dagli altri viaggiatori o consultando Booking.com, Agoda, ecc. o Trivago che compara diversi portali, o/e il sito degli hotel.
In caso di tour con driver, questi può anche prenotare gli hotel, spesso offrendo anche prezzi migliori.
Io ho prenotato l’hotel Khan Khediwe in centro ad Amman, trovato per caso sulla mappa, con un ottimo prezzo sul loro sito (56 jod la doppia con colazione), senza richiesta di carta di credito, e l’hotel La Maison a Petra, cancellazione fino a 3 giorni prima, comodissimo vicino all’ingresso del centro visitatori, tramite Agoda, a 108 jod la doppia con colazione per 2 notti in 2, mentre il driver mi ha prenotato il Jamal Rum camp nel Wadi Rum, soggiorno in bubble room, pacchetto inclusa colazione, cena e jeep tour di 4 ore al prezzo migliore. In generale i prezzi per un jeep tour di 4 ore nel deserto ho visto che si aggirano sui 65 jod in 2, e un giro di 1 ora in cammello sui 15 jod a persona. Il prezzo del soggiorno nel camp cambia a seconda che si scelga una tenda (più economica) o una bubble rum (alcune hanno anche costi molto elevati e sono lussuose), che ci sia l’aria condizionata, il riscaldamento e il bagno privato in camera (in molti camp il bagno è in comune). A volte vengono proposti dei pacchetti di soggiorno, tour e pasti, che possono esser convenienti.
5-poco prima della partenza ho acquistato i Jordan pass (non rimborsabili), sul sito Jordan Pass, che includono gli ingressi a Petra (1, 2, o 3 per rispettivamente 70, 75, 80 jod), in giorni consecutivi, e a molti altri siti e che includono il prezzo del visto: sicuramente l’opzione è conveniente. Se si arriva ad Aqaba il visto non è necessario.
6-l‘assicurazione sanitaria, soprattutto dopo il covid, è fortemente consigliata pur non essendo obbligatoria. In particolare per un viaggio come questo, che comporta trekking in zone a volta impervie. Io di solito sottoscrivo Columbus, Viaggi Sicuri o Assivia. In caso di noleggio auto, sottoscrivo anche Worldwideinsure per l’abbattimento delle franchigie, cristalli, gomme, ecc., molto più economica dell’acquisto con gli autonoleggi on line o al banco a destinazione.
7-registrazione sul sito governativo gateway2jordan almeno 72 ore prima della partenza, per ottenere un QR code da presentare al’imbarco (che a noi non hanno richiesto). A proposito di registrazioni, per ogni viaggio intercontinentale io effettuo la registrazione sul sito del Ministero degli esteri Servizi UdC (dovesiamonelmondo.it)
8-solitamente io ho una lista delle cose da portare in viaggio, che consulto prima della partenza per evitare dimenticanze. Per gli abiti preparo una lista a parte: in questo caso, essendo il viaggio in primavera, ho portato abiti leggeri per il giorno, e piumino 100 grammi e qualche maglietta più pesante per l’escursione termica nel deserto. Indispensabili cappello, occhiali, crema solare, scarpe comode. Denaro: importante calcolare quanto contante serve per i pagamenti da portare con sè. I driver vanno pagati in contanti e spesso anche i camp nel deserto, per il resto, gli hotel, i ristoranti e a volte anche le bancarelle di souvernir solitamente accettano le carte di credito. I soldi vanno poi cambiati preferibilmente non all’aeroporto ma negli uffici delle città, che hanno un cambio più vantaggioso
9-qualora si raggiunga l’aeroporto in auto può servire prenotare eventuale parcheggio: noi per Bergamo Orio al Serio abbiamo lasciato l’auto ad Evoluzione Blu parking, col quale avevamo uno sconto, economico, con navetta per l’aeroporto, e con la possibilità di tenere le chiavi.
10-E quando finalmente arriva il giorno della partenza… il sogno si realizza, si parte!!👏

E ora.. il mio itinerario
Itinerario di 4 giorni in Giordania
–Arrivo in serata ad Amman, 1 notte
Incontro all’aeroporto con il driver, che ci ha portato all’hotel ad Amman, dopo aver acquistato la Sim.
Khan Khediwe hotel, prenotato via mail senza richiesta di carta di credito con colazione, bello, consigliato anche per posizione centrale a downtown, vicino al Teatro Romano e alle animate vie del centro
Giorno 1 e 2
Mattina successiva visita a Jerash, (a meno di un’ora) a nord di Amman, visita 2 ore e mezzo
Partenza per Little Petra (a circa mezz’ora da Petra), visita di 1 ora
Arrivo nel tardo pomeriggio a Petra
–Petra 2 notti
hotel La Maison prenotato con Agoda che aveva il prezzo più basso, con colazione; belle le parti comuni, da rivedere alcuni dettagli delle camere, comodissimo perché vicino all’ingresso di Petra. Consiglio assolutamente un hotel vicino al centro visitatori, per arrivare al sito a piedi all’apertura (ore 6) e non dover fare ulteriore strada la sera, dopo aver scarpinato tutto il giorno (molti hotel sono a Wadi Musa che è lontano e in salita rispetto all’ingresso)
Cena entrambe le sere da My mom’s receipe, ristorante caratteristico e bellissimo con terrazza e cibo giordano buonissimo.
Mattina visita del sito di Petra dalle 6.45, ingresso dalla back way, fino alle 22.30, inclusa Petra by night
Giorno 3
Il mattino successivo ingresso alle 6.45 al sito di Petra dal Siq per vedere il Tesoro illuminato dal sole, fino alle 10.
–Wadi Rum, 1 notte-
al Jamal Rum Camp (a 2 ore) prenotato attraverso il driver, ottimo prezzo, incluso pernotto in bubble room, colazione pranzo e cena, 4 ore di jeep tour al pomeriggio, a cui abbiamo aggiunto 1 ora di cammello all’alba e il pranzo. Camp in posizione stupenda in mezzo al deserto (alcuni sono vicino alla strada), sotto una grande roccia, bubble tents belle, con vista meravigliosa, bagno in camera, aria condizionata e riscaldamento, pulizia da migliorare.. ma siamo nel deserto..
Giorno 4
-partenza per il Mar Morto (a 4 ore)
Vista dei paesaggi da Aqaba al Mar Morto e sosta al panorama della spiaggia di sale. Sosta di 3 ore all’hotel Ramada (non un gran che) per pranzo, bagno nel Mar Morto e fanghi. Ripartenza per l’aeroporto di Amman (1 ora)

Col senno di poi..
Ho aggiustato più volte l’itinerario ma sono contenta di quello che ho scelto perché è stato un crescendo di bellezza; forse l’unica cosa divertente ma che ha fatto uscire un po’ dalla magia è stato l’hotel nel Mar Morto.
Se avessi avuto un giorno in più: avrei visitato Amman, poi sarei andata nel Mar Morto, visitato la spiaggia di sale, e passato notte in un bell’hotel. L’indomani avrei percorso un tratto della strada dei Re e sarei andata giù a Little Petra. E l’ultimo giorno sarei rimasta qualche ora in più nel deserto.
Da questo viaggio credo di essere tornata con molte più rughe: ero sempre sorridente ed entusiasta per questo desiderio realizzato e per le meraviglie che vedevo e vivedo (si può notare anche dalle foto :)..
La Giordania è uno dei posti più belli mai visti, le persone sono gentili e amichevoli, la storia è affascinante, i paesaggi variano continuamente e sono uno spettacolo, merita più giorni ma io ringrazio per tutto quello che ho visto e vissuto!
Aprile 2023
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Capita… IBIZA in primavera, once again

Capita di essere stanchi del grigio inverno, di attraversare momenti duri e faticosi, e di sentire la voglia di avere qualcosa di piacevole a cui aspirare.
Capita di fare un sogno dove, in viaggio con le solite amiche con cui un paio di volte all’anno si va alle terme o si trascorrono un paio di giorni da qualche parte, si perde l’aereo per il ritorno (un incubo più che un sogno) .. e capita di mandare un messaggio a loro per raccontare del sogno ..
Capita che, essendo tutte nella stessa barca, una di loro dice: “ma allora quando partiamo“?
Capita quindi di trovarsi un sabato mattina a colazione con un pc, sulla pagina di google flights, alla ricerca di voli comodi ed economici.. e capita anche che ci sia tra noi una super efficiente che prepara un foglio excel con tutte le destinazioni papabili, orari e prezzi.
Capita di trovare un volo Ryanair da Bologna per Ibiza con ottimi orari, a 27 euro, e di decidere che è un‘occasione irrinunciabile!!

Io a Ibiza in primavera c’ero già stata, ma quando capita di trovare un accordo, di riuscire a partire con le amiche di una vita, di avere un’ occasione simile?
E poi l’importante è trascorrere del tempo insieme, no? Essere spensierate per un po’, e trattarci bene. Che ce lo meritiamo.

Capita poi, con la mia abilità da vecchio lupo di mare nel scovare bei posti😄, di trovare un hotel che sembra top e che si riveli tale.
Che, appena inizia la stagione estiva, i prezzi ad Ibiza decollano come gli aerei, e non si affrontano!


L‘hotel Torre del Mar a playa d’en Bossa, sul mare, è davvero stratosferico dal vero, servizi al massimo (ci troviamo un piatto di dolcetti all’arrivo in camera e alla partenza, possiamo usufruire di tutti i servizi, piscina spa accappatoi, anche dopo il check out, colazione eccellente e anche buon buffet a cena), ristorante con vista, panorama da urlo dalla camera –vediamo il mare dal letto attraverso le terrazze a vetri, alba e tramonto-, si raggiunge il centro di Eivissa con una gradevole passeggiata, o con 10 minuti di bus o taxi, e c’è la spa per il caso di cattivo tempo.. tutto perfetto per relax e visita della città.


E all’arrivo, e per tutto il tempo, siamo gasatissime..

Capita poi che, rispetto a quando andai nel 2016, la stagione inizi prima, e quindi tanti locali siano aperti, e che il tempo sia benevolo, concedendoci di godere del sole in costume..


Un tuffo nell’estate che deve venire,
Un pieno di vitamina D, di cui abbiamo bisogno.

..e quella vista delle palme, che adoro!!!

Capita di inebriarsi di sangria, di camminare per i vicoli e le casette bianche della Dalt Vila, di ammirare stupendi panorami, di godere dei colori e del calore







E capita, girando per il centro di Ibiza, di incontrare un’artista di strada che canta, tra il resto, “Gracias a la vida”, un ringraziamento alla vita..

Lo stesso sentimento che proviamo noi, per il tempo che stiamo vivendo, per i ricordi che stiamo collezionando, per le ilari risate, per la bellezza che ci resta impressa.. e per questi giorni bellissimi.
Giorni che abbiamo trascorso insieme.
Che abbiamo desiderato.
E che abbiamo voluto far capitare.🙏

Aprile 2023
Dormire in una casa galleggiante a RIMINI

Non siamo andati tanto lontano da casa nostra (tra Bologna e Modena) per sperimentare questo alloggio singolare, a Rimini, nella riviera romagnola!
Scoperta per caso navigando su internet, capisco subito che voglio vivere l’esperienza di dormire in una floating house, ovvero in una casa galleggiante sull’acqua.Attendo che ci sia una ricorrenza speciale come il compleanno del marito, ma il meteo non promette bene sull’Adriatico quindi la scelta ricade per questa volta su Borghetto sul Mincio.
Con l’arrivo della bella stagione decidiamo allora di festeggiare un “non compleanno” ed andare anche senza una ricorrenza speciale: in fondo dopo il lungo inverno trascorso chiusi in casa, tra divano e serie, pensiamo che ci meritiamo di onorare la vita e la bellezza, e di trattarci bene

(frase trovata in una piazzetta di Rimini)
Entriamo nella darsena di Marina di Rimini, il cui porto turistico è rinomato per essere uno dei più belli e all’avanguardia del Mediterraneo. Si trova in una zona con edifici moderni e dalle forme strane, con un ponte e una lunga passerella pedonale che consente di vedere il panorama del porto e del mare dall’alto. La zona è molto vivace, è presente anche un ristorante, e un bar, che è aperto sul lato della spiaggia e al tramonto brulica di gente che fa l’aperitivo

Le 12 case galleggianti del House Boat Marina Resort si raggiungono percorrendo fino all’estremità la strada interna al porto. L’auto si può portare e parcheggiare davanti alla casa assegnata. Se ci si porta le biciclette ci si può spostare molto agevolmente, ed è una cosa molto gradevole.

La bianca house boat, con finestre tonde tipo oblò e una grande vetrata davanti, è bellissima

Una passerella conduce all’ingresso, e sul retro e sul davanti ci sono spazi attrezzati con tavoli e sedie, in modo da poter godere del tramonto, da un lato, e dell‘alba, dall’altro
.


L’ingresso guarda il porto e le barche ivi ormeggiate.

Una scala esterna porta sul tetto, dove c’è un solarium con 2 lettini prendisole: uno spazio spettacolare e panoramico che ho adorato

Di fronte c’è il molo, da dove escono le imbarcazioni

L’interno della casa galleggiante assomiglia a quello di una barca; gli spazi sono organizzati alla perfezione, curati e arredati con gusto ed eleganza

La cucina è attrezzata, non manca assolutamente niente. Sono a disposizione cialde per il caffè, the, zucchero e una bottiglia d’acqua per gli ospiti.
Nel bagno la doccia ha anche la cromoterapia.
La camera da letto matrimoniale ha 2 grandi oblò

2 letti singoli a castello sono invece nella seconda camera.

Un bel divano consente di ammirare il panorama del mare anche dall’interno, attraverso la vetrata.
Quando arriva il tramonto la vista è spettacolare.

E cenare mentre scende la notte, al chiarore della luna, crea un’atmosfera molto romantica


Il mare calmo del mattino presto, e le luci dell’alba regalano meravigliosi riflessi sull’acqua

La colazione con questa vista fa iniziare la giornata decisamente nel migliore dei modi, sicuramente un panorama inconsueto

Per gli amanti del mare, essere proprio sul mare, dentro al mare, percepire talvolta il dondolio delle onde, svegliarsi e avere sempre davanti lo spettacolo del mare, non ha prezzo

Ci siamo goduti il sole, il vento, il silenzio, i colori di ogni momento, l’ozio, la lettura. La bellezza di dormire dentro al mare.
Un’esperienza stupenda. Da ripetere.

Abbiamo prenotato direttamente dal sito https://www.marinadirimini.com/resort/Rapporto qualità prezzo ottimo:gentilezza, disponibilità ed ottima organizzazione contraddistinguono il servizio.

E durante il soggiorno in questo posto splendido, ce ne siamo andati in giro per Rimini
https://www.unanimainviaggio.it/rimini-colori-arte-e-storia-a-san-giuliano/
Marzo 2023
RIMINI: colori arte e storia al Borgo San Giuliano

Borgo San Giuliano a Rimini è il posto che non ti aspetti: anticamente borgo di pescatori e marinai, ora è un quartiere riqualificato di grande fascino e vivacità, che fa il suo dovere, ricordando origini e tradizioni,e che omaggia il grande regista Federico Fellini, nato nella città e che dal borgo ha tratto ispirazione per le sue opere.
…e i miei ricordi galoppano… le case dai colori sfavillanti mi riportano a Burano, o ancor più lontano, a Trinidad di Cuba; i murales a Dozza Imolese, e ancor più lontano a Wynwood Walls a Miami; e anche qui vicino a casa, a San Giovanni in Persiceto (Bo), dove abbiamo una piazzetta splendidamente affrescata..
Ma lo stupore è sempre unico di fronte alla bellezza, alla creatività e al genio dell’essere umano.

Io non avevo mai sentito parlare di questo posto, se non che, avendo in programma di andare a Rimini, ho trovato un articolo ricco di informazione sul blog di Mimì https://www.spuntidiviaggio.it/borgo-san-giuliano-a-rimini-cosa-vedere-fra-street-art-e-ricordi-felliniani/
Ci dirigiamo quindi subito all’antico ponte di Tiberio, risalente al 14 D.c., che collega il centro storico al borgo: la sua vista, con gli eleganti pini marittimi, mi riporta alla mente le vie del centro della capitale romana.

Proprio alla destra del Viale Tiberio, che inizia dopo il ponte, partono le vie pedonali del Borgo San Giuliano: via Marecchia, Via Ortaggi, via Forzieri, via San Giuliano, le viuzze che si intersecano, e le piccole piazze.

Qui, su stradine talvolta lastricate e vicoletti, si affacciano case basse e colorate, molto curate, con fiori ai davanzali e piante rampicanti, sulle quali spesso si trovano delle piastrelle in ceramica con dei nomi: sono i nomi dei pescatori e dei marinai che un tempo hanno abitato quelle case, con l’immagine della vela delle loro barche.

Viste da cartolina, arricchite anche dai murales, che sorprendono all’improvviso, su una facciata, accanto a una finestra, o a una porta

Immagini che raccontano scene di vita quotidiana e di mestieri della gente di mare che vi abitava, espressioni creative, o messaggi di artisti che hanno lasciato la loro impronta.. ma soprattutto tante immagini che ricordano il regista che tanta ispirazione ha preso dalla vita e dagli abitanti del borgo, Federico Fellini, in omaggio ai suoi film e ai suoi personaggi

E così si gironzola con curiosità, lasciandosi sorprendere da quello che si trova girando l’angolo, o alzando gli occhi: da via Marecchia, dove ci sono tanti dipinti, Ginger e Fred,

Paolo Villaggio e Benigni nella Voce della luna,

a Piazzetta Gabena dove ci aspetta Giulietta Masina

e Marcello Mastroianni con Anita Ekberg

Appena oltre si trova un grande omaggio a tutti i personaggi e al maestro Fellini, dell’artista albanese Agis Sulaj

e nel giardinetto a fianco lo sceicco bianco Alberto Sordi appare sotto le frasche

In piazzetta Pirinela troviamo I Fiaccherai

di fronte, il Scureza di Amarcord in moto

e a fianco una carrozza con il carrozziere a riposo.

Altre facciate sorprendono, con il Casanova, il manifesto de la Dolce vita,

la prosperosa tabaccaia di Amarcord su una cartolina

la Gradisca col suo vestito rosso, seduta sul suo divano,

l’affascinante Mastroianni in auto con Anita

E poi il pescatore con le reti

un capodoglio enorme su una intera parete

… e tanti altri.
La riqualificazione del borgo avviene nel 1979, quando l‘amministrazione comunale decide di abbattere gli edifici del quartiere ormai in decadenza, per costruire un nuovo quartiere residenziale: in quel momento i cittadini si mobilitano creando un evento, la festa del Borgo, Fest de Borg in dialetto riminese, per salvaguardare il patrimonio storico e le tradizioni, e, in seguito, ristrutturando case e botteghe, dipingendo facciate e persiane con colori pastello o vivaci e impreziosendole con particolari e dettagli. I murales iniziano ad arricchire gli edifici poco dopo, e dopo la morte di Fellini, dando vita ad una vera e propria esposizione permanente di arte di strada. La festa del borgo viene riproposta da allora ogni 2 anni, a settembre.
Anche se il tempo ha attenuato i colori o deteriorato alcune opere, ne vengono aggiunte sempre di nuove, con colori brillanti, o testimoni di temi di attualità.
I dipinti che più mi hanno colpito sono quelli dell’artista Agis Sulaj, che puntano dritto al cuore: oltre al murales di Fellini, in Piazzetta Gabena, attorniato dai volti dei suoi personaggi con le loro espressioni caratteristiche, e il maestro che se li guarda, propone il tema dei migranti con il murales dell’ uomo con la valigia col fondo rotto, che va chissà dove..

e un altro che rappresenta una valigia, di grande impatto, a forma di casa, con la scritta “hotel Emigrante” su una parete bianca..

Tonino Guerra ha contribuito con il muro dei soprannomi, una parete dove sono appese una serie di piastrelle con i soprannomi usati dalle persone che vivano nel borgo, in via Ortaggi

Lo spettacolo dei murales continua poi scendendo sull’argine del fiume, sulle banchine: anche qui si trovano tra gli altri, dipinti dedicati a Fellini

come pure nell’invaso del fiume, sotto al ponte di Tiberio, sul giardino Marecchia, dove si trova il gallo e il pavone che si baciano, dal film Amarcord.
Alla fine del borgo, il Ponte dei Mille attraversa il fiume e porta dall’altra sponde, dividendo la via Sinistra del porto dalla via Destra del porto, che costeggiano il molo: guardando la banchina sotto sul fiume, si scorge un meraviglioso treno Freccia Rossa dipinto

il suo muso obliquo è stato disegnato in corrispondenza alla scala per scendere

Qui talento e creatività, a mio avviso, hanno contribuito a creare un’opera geniale

Sulla via San Giuliano si trova la chiesa di San Giuliano martire, e all’interno del borgo ci sono alberghi diffusi e b&b, osterie, gelaterie, bar, dove gustare le specialità romagnole, come anche sul bel viale Tiberio, con vista sul fiume e sul parco XXV aprile

Molto animato e frequentato con la sua Piazza sull’acqua, una piattaforma in legno dove si svolgono anche spettacoli ed eventi musicali e culturali, il parco è luogo di relax all’invaso del fiume.
Entrare nel borgo San Giuliano è come fare un tuffo in un’altra epoca e in un’altra dimensione, leggere un racconto, entrare in un film e osservare i protagonisti e ascoltare le storie che raccontano. L’arte, come sempre, parla il linguaggio universale e arriva dritta al cuore senza scomodare la testa.
Colpita e affondata.

Un giro per il centro storico di Rimini
Rimini è bellissima!
A Rimini io ero stata in villeggiatura da ragazzina e qualche altra volta sul bel lungomare.
Sapevo che, a differenza di altre località di mare della Romagna, sull’Adriatico, era una città che non si spopola d’inverno e avevo sentito dire che avesse un’interessante centro storico, ma non mi aspettavo che fosse così bella, interessante, piacevole da girare, con le impronte evidenti delle varie epoche storiche, e con un’atmosfera particolare, data dal ricordo del regista Federico Fellini, nato nella città nel 1920, che aleggia ovunque.
Quello che mi ha colpito subito di Rimini sono gli ampi spazi pedonali, che le conferiscono un senso di ariosità, e permettono di vedere ed apprezzare i monumenti al meglio, e che si contrappongono ai vicoletti caratteristici e alle incantevoli piazzette

Dal caratteristico e multicolore borgo San Giuliano, attraversando il ponte Tiberio, si entra nel centro storico dal corso d’Augusto, una lunga via piena di negozi, che porta in Piazza tre martiri, fulcro della vita cittadina in epoca romana e ancora oggi

Ampia, con una pavimentazione in lastricato chiaro e attorniata da portici, vede la torre dell’orologio al centro e la statua di Giulio Cesare a un lato. Il corso termina all’arco di Augusto, l’antico arco romano dedicato ad Ottaviano Augusto, da cui parte la via Flaminia, che congiunge Rimini a Roma.
Piazza Malatesta si apre da una piazzetta chiamata Piazza dei sogni: si riconosce perché davanti ha una scultura rappresentante un grosso rinoceronte: qui ha sede il Fellini museum, uno dei 3 luoghi espositivi in omaggio al regista (insieme al castello e al cinema Fulgor). Purtroppo, per mancanza di tempo, non siamo riusciti a visitarne neanche uno, ma l’aria che si respira ovunque in città mi ha incuriosito, per cui credo che prossimamente sarà meta di apposita visita.
La piazza guarda il retro del Palazzo comunale medievale, Palazzo dell’Arrengo, che affaccia su Piazza Cavour, un altro enorme spazio, delimitato su un lato dal magnificiente teatro Amintore Galli, color mattone, e dal corso d’Augusto. Il palazzo comunale è immenso, con un ampio loggiato, porticati e i caratteristici merli medievali. Al centro della piazza si trova la statua di papa Paolo V.

Di fronte si trova un arco ogivale che porta all’interno della vecchia pescheria, un luogo davvero affascinante e caratteristico, contornato da colonne, e con lunghi banchi di marmo, che riporta davvero indietro nel tempo

Piazza Cavour è il proseguo di Piazza Malatesta ed è immensa: sul fondo domina il castello Sismondo, dal nome del signore Malatesta, che lo fece costruire attorno alla meta del 1400; un tempo era circondato da un fossato: ora ha di fronte un coreografico specchio d’acqua bassa, che sicuramente rende singolare la vista

Al cortile del castello si accede gratuitamente attraverso la Torre maggiore: entrando, un’installazione sospesa che rappresenta lo sceicco bianco, del celebre film di Fellini, introduce alla parte di museo del regista, che ospita alcuni set dei suoi film.

Ultimo monumento che siamo riusciti a vedere nel nostro giro a Rimini è il Tempio Malatestiano, cattedrale della città, in piazza Teatini: una chiesa rinascimentale bellissima e particolare, voluta da Sismondo Malatesta (ma rimasto all’epoca incompiuto, senza la cupola prevista), progettato da Leon Battista Alberti. Molto bello anche interamente, vi sono conservate anche importanti, opere come il Crocifisso di Giotto e il ritratto di Sismondo di Piero della Francesca

Il nostro giro per il centro storico di Rimini finisce qua, ma non ce ne andiamo senza passare dal famoso e bellissimo Grand Hotel, e senza fare una passeggiata in bicicletta, sul bel lungomare pedonale: essendo primavera gli stabilimenti sono ancora chiusi, ma si può di andare sulla spiaggia, dove ci sono le dune a protezione, e in riva al mare

Anche questa zona è stata riqualificata rispetto a quando ero venuta in villeggiatura da ragazzina, rimodernata la zona del passeggio e la maggior parte degli hotel e dei locali che guardano il mare, conferendo un’immagine di cura ed eleganza al contesto.
Le aree che costeggiano il canale, al limite della città, Sono molto piacevoli: la darsena, da una parte moderna e all’avanguardia, dove abbiamo alloggiato in una casa galleggiante, e la passeggiata da piazzale Boscovich che continua sul molo, che abbiamo percorso in bicicletta perché, come dicevo, a Rimini gli spazi sono enormi!!
Che dire… da emiliana ho rivalutato Rimini, che posso raggiungere in poco più di un’ora di auto o di treno..
Me ne vado a casa sazia, soddisfatta, con il proposito di ritonare, e una gran voglia di andarmi a vedere un film di Fellini!

Tips:
Pranzi e cene
ristorante di pesce Ricci di mare: location stupenda sulla spiaggia, qualità e servizi eccellente, quantità super abbondanti e prezzo giusto, confermo che ha meritato la partecipazione a 4 ristoranti di Alessandro Borghese!

Brace 11 25, un locale con qualche tavolo esterno dove mangiare sublimi arrosticini di carne e spiedini di pesce cotti al momento sulla brace.
Alloggio: floting house alla Marina di Rimini resort.. spettacolare, ne parlo qui
marzo 2023
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Incantevole BORGHETTO SUL MINCIO (VR): una notte in ex mulino, in compagnia del fiume

Da un po’ lo puntavo, Borghetto sul Mincio, e un impegno di lavoro insieme al compleanno del marito mi hanno dato l’occasione di organizzare la visita. Il borgo è infatti vicino ad un ristorante che lui aveva adocchiato per mangiare la paella. Strano no??? In Veneto, vicino al lago di Garda, un posto dove fanno una paella che dicono essere eccezionale: Ismaele a Lazise, che non posso non consigliare perchè ha soddisfatto in pieno le aspettative!

..e allora io, con la nostalgia della nostra Fuerteventura, dopo diversi anni in cui manchiamo dal trascorrere qualche giorno d’inverno, e della sua paella, ho colto la palla al balzo. In una giornata di bel tempo di fine Febbraio, con la voglia di far qualcosa per festeggiare e insieme di visitare un posto singolare, siamo partiti per Borghetto sul Mincio.
Borghetto è una frazione di Valeggio, in provincia di Verona, non distante dalla bella Peschiera del Garda, anch’essa bagnata, anzi circondata, dal fiume Mincio.
La particolarità di Borghetto sul Mincio è di avere un centro che è come una piccola isola in mezzo al fiume: qui, nel cuore del villaggio, antichi mulini ad acqua del 1400 e locali per il rimessaggio dei prodotti lavorati, si trovano tra le due sponde, che sono unite da due ponti. La sensazione è di trovarsi proprio in mezzo al fiume.

Nel tempo, caduti in disuso, mulini e locali sono stati trasformati in relais, suites, b&b, ristoranti, e negozi, mantenendo gran parte delle loro caratteristiche di un tempo, offrendo un’esperienza unica e magica.
Un ponte pedonale collega, sul retro, i mulini del borgo alla sponda opposta, mentre, di fronte, attraversa tutto il fiume il vecchio e lungo ponte visconteo della fine del 1300

Questo ponte fa da diga, e soltanto una piccola parte in legno permette il passaggio del fiume, che spezza e rafforza la potenza dell’acqua, mentre perpendicolarmente si formano delle cascatelle.

L’acqua si infila nelle volte del borghetto e scorre con prepotenza sotto ai vecchi mulini, che arrivano a circa la metà della larghezza del fiume: alcune enormi pale, che offrono scorci meravigliosi tra un edificio e l’altro, fanno facilmente immaginare come ben potesse venire fatto il lavoro di molitura di cereali e frumento. con l’energia dell’acqua.

Il ponte visconteo, lungo 650 metri, un tempo è stato fortificazione che si collegava al castello della vicinissima Valeggio: oggi si possono ammirare i resti di alcune torri, dei merli, e la parte di ponte in legno ricostruito. e si può percorrere in auto per attraversare il fiume, ed andare dall’altra parte del villaggio.

Proprio da questo ponte si hanno le miglior viste dei mulini di Borghetto.

Il cuore del borgo, con la sua atmosfera medievale, si visita in pochi minuti; la strada pedonale di accesso al paese da Valeggio si dirama in una viuzza, con gli ex mulini da una parte e gli ex magazzini dall’altra, termina sul fondo in mezzo al fiume

Dall’altro lato, una porta merlata, è ciò che è rimasto di un castello fortilizio scaligero, risalente al 1331, un tempo dotato di fossato, ponte levatoio e 5 torri, e dismesso nel XVI secolo, quando nella cittadina sono stati costruiti i mulini, per sfruttare la potenza dell’acqua.

Eccco un po’ di storia

Dalla porta, la strada conduce al ponte e si unisce all’altra sponda,

dove si sviluppa il resto del paese e si trovano abitazioni, ristoranti, e altre strutture turistiche, e una bella passeggiata lungo fiume.

Le due viuzze dei mulini sono da percorrere ad ogni ora, per godere a pieno dell’incanto del luogo: guardando gli edifici che si specchiano sull’acqua,

ascoltando il fragore dell’acqua

ammirando le pale dei mulini ancora mossi dalla sua forza idraulica

e restando stupiti dagli angoli romantici, dove i tanti che vogliono suggellare una promessa d’amore agganciano il proprio lucchetto, fino a riempire le ringhiere.
Passando su quel fiume, che bagna sempre il borgo, anche nella stagione secca, e mai straripante, grazie ai canali di devianza delle acque. Un senso di grande armonia, tra natura e storia.

Borghetto di sera
Quando viene l’imbrunire, e poi la notte, e il borgo resta deserto, ancor di più se ne può apprezzare la particolarità e la bellezza: i lumi si accendono, e si rispecchiano sulle acque, il silenzio accentua il suono del fiume che scorre impetuoso, e che si fa sentire ad ogni angolo e in ogni alloggio.

E si realizza l’unicità del luogo, che alimenta la sensazione di non essere sulla terra ferma, ma in un territorio di mezzo, in cui talvolta è un piacere stare, fuori dal consueto, da se, dal mondo, e dove si può fantasticare (o realizzare) di essere trasportati dalla corrente.

Alloggiare a Borghetto: Vacanze nei mulini
Per quanto detto sopra è molto bello restare a dormire a Borghetto. Ad aumentare il fascino per me è stato alloggiare in una delle dimore di charme, costruite negli antichi mulini e sentire costantemente lo scorrere del fiume, la poesia della sua forza, della sua energia, della sua irrequietezza. Che, invece di accentuare la mia, quasi con effetto catartico, la portava fuori e le dava voce, dissipandola. Come se una volta fuori, l’irrequietezza, si potesse guardare e anche amare, o quanto meno, se ne potesse apprezzare il lato positivo.

Non avrei più voluto smettere di ascoltare quella voce impetuosa e urlante, e di guardare quell’acqua corrente e rigenerante, dal balconcino del mio alloggio, che doveva essere stato rimessaggio per le materie lavorate dai mulini.

Borghetto, vacanze nei mulini sono una serie di mono e bilocali con cucina, negli antichi mulini del borgo, risalenti al 400. Dislocati in vari edifici, sono suites molto pittoresche alcune soppalcate, alcune in posizioni stupende, come La cascata, con terrazza proprio dentro al fiume

o La pala, con vista diretta sul ponte visconteo,

o la nostra, Il balconcino, con vista sulla parte retro del paese

Alcune con camino, terrazzini romantici, travi in legno, maioliche, e ognuna arredate con cura ai dettagli e ai colori, in armonia con il luogo.

La nostra camera era davvero una meraviglia

con cucina, due stanze nel soppalco

con particolari molto originali


e il balconcino con vista da incanto

Valeggio sul Mincio
Da Borghetto, attraverso una ripida scala in mezzo al bosco, si può arrivare al castello sforzesco di Valeggio

Quando si giunge alla cime si ha una gran bella visione

domina il paese e offre bei panorami dall’alto

Qui un po’ di storia

Discendendo dalla parte opposta si può visitare il centro cittadino: la piazza principale col municipio dal colore giallo acceso e gli scuri verde brillante

la bella chiesa di stampo romanico, le case colorate, i locali che mescolano particolari vintage a modernità.. e i tanti negozi che vendono i famosi tortellini di Valeggio.
I tortellini di Valeggio

I tortellini di Valeggio io non li conoscevo proprio: per me sono stati una bella sorpresa. Chiamati anche Nodo d’amore, quelli tradizionali di carne, preparati in brodo o asciutti, li abbiamo assaggiati al ristorante La Cantina di Borghetto, per cena, così diversi da quelli nostri e più conosciuti di Bologna, ma a cui assolutamente tengono testa.

Ma ancor di più mi sono piaciuti i tortelli, con i diversi ripieni tra cui scegliere: belli da vedere, colorati, con la sfoglia sottile, sapori intensi fantasiosi, messi in mostra nei pastifici tanto da far venire la voglia di comprarne da portare a casa.. cosa che abbiamo fatto!!

In bicicletta per la Valle del Mincio
È possibile raggiungere Borghetto anche tramite la pista ciclabile del Mincio, che collega Mantova a Peschiera e altre località del Lago di Garda: in paese sono presenti anche servizi di noleggio biciclette.
Il Parco Sigurtà
E proprio a Valeggio si trova il Parco Sigurtà, un giardino botanico naturalistico, famoso e apprezzato per ammirare le fioriture: quando siamo andati era ancora chiuso, l’apertura è prevista per i primi di marzo, ma sarà sicuro meta di una prossima visita, che mi propongo da abbinare al giro in bicicletta!
In conclusione..
Borghetto è una perla unica, mi è piaciuta moltissimo. Il protagonista ovviamente è il fiume, che ho amato: fermarsi sul balcone ad ammirarlo ed ascoltarlo, festeggiare con la sua vista e le luci del borgo, aprire la finestra la mattina e ritrovarsi con la sensazione e dell’energia che tutto scorre .. non ha prezzo

Voglio in ultimo evidenziare la gentilezza e la cordialità che contraddistingue la persone di questi luoghi, ristoratori, host, negozianti: persone gioviali e gentili, che a volte mi stupisco di trovare ancora.
Adoro queste toccate e fuga, un salto dal mio tempo e dal mio spazio che mi nutre e mi fa ritrovare stupore, emozioni, e bellezza. Una sana boccata d’aria fresca, per poco e non lontano da casa, entusiasmante e rigenerante.

febbraio 2023
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Sei sempre in giro!
Sei sempre in giro!
Ebbene sì, sono sempre in giro.
In posti mai visti, in posti già visti, in posti sognati.E, talvolta, mai quanto vorrei.Col mio bisogno di respirare, di vedere e di sentire la bellezza.
Ebbene sì, sono sempre in giro.
A far la spesa, a prender e portare la figlia, a fare cose utili e cose inutili, a vedere gente.Io sono sempre in giro anche sul divano. Dentro a un libro, o dentro a un film, o quando scrivo. Nella storia di un altro o nella mia storia.
Ebbene sì, sono sempre in giro.
Con la mia testa, coi miei pensieri, con le mie ansie e le mie preoccupazioni. Con i miei sogni e desideri. Coi momenti bui e quelli neri. Col mio bisogno di mettermi in moto. Che poi quel che si vede e si condivide è lo straordinario, ciò che entusiasma, non la tristezza o i travagli quotidiani.

Ebbene si, sono sempre in giro.
Ma tu, lo sai a cosa rinuncio? Sei disposto a fare scelte diverse? A privarti di qualcosa, se volessi anche tu andar più in giro?
Ti hanno insegnato il sacrificio?? che non meriti?? che “..magari un giorno…”?? che non è necessario??Anche a me. E a questo io mi ribello.Assumendomi sensi di colpa e di tradimento.Ma non rinuncio all’idea che cercare il piacere significhi onorar la vita.

Ebbene sì, sono sempre in giro.
Con i miei viaggi nel mondo, o nella mia testa.Che c’è di male?La vita è una sola, te ne sei accorto?
Sempre in giro e sono grata!
Meglio un uovo oggi ..chè… del domani non c’è certezza!
Fuggo quando, e se, posso, con la coscienza sempre vigile.Sono scelte.Sono viva, faccio scelte.Un morto non va in giro; non pensa, non legge, non guarda, non sente, non respira: resta fermo.E io non ho voglia di morire, per ora, che sono ancora viva!
“Quando arriverà la morte
voglio che mi trovi vivo”

marzo 2023
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Voracità

Vogliamo fare cose, vogliamo viaggiare, vogliamo comprare, vogliamo vedere persone, avere followers.
Vogliamo leggere, commentare, condividere, vogliamo avere stimoli continui, vogliamo avere tempo libero. Per occuparlo.
Siamo smaniosi.
Vorremmo sempre qualcosa di più e troviamo sempre qualcosa che manca. Più soldi, più cose, più persone attorno, più amore. Una casa più bella, un viaggio più lungo, un lavoro più figo, un’immagine invidiabile.
Siamo vogliosi di accumulare oggetti, momenti, ricordi, più che possiamo. Di guardare, di sentire, di gustare, di appagare tutti i sensi. Per cercare di dare un senso.
Siamo voraci.
Come se tutto dovesse sfuggire e fosse da rincorrere.
Come se niente fosse mai abbastanza.
Attenti a guardare gli altri che hanno di più, che fanno di più. Che hanno una vita migliore. Ci pare.
Avidi, ingordi, bramosi di esperienze, di sensazioni, di emozioni.
Come se avessimo una voragine da colmare. Come se fossimo un pozzo senza fondo, se avessimo un buco da riempire, che non dà mai la sensazione di essere pieno.
Incapaci di trattenere, modalità usa e getta; passaggio da una cosa all’altra senza soluzione di continuità, troppo veloce, senza raggiungere mai la sensazione di sazietà.
Un appagamento effimero e l’abbastanza che dura sempre troppo poco.
Avanti un altro, avanti altro, avanti ancora.
Senza dare spazio e tempo all’assimilazione, alla sedimentazione. Digestione veloce, nutrimento scarso.
Senza dare spazio a una tregua, al tempo del vuoto, che permette di sentire e scegliere coscientemente.
Senza dare spazio a quella capacità di accontentarsi, percepita con disprezzo, che invece ha il significato di “appagare con misura, segnando un confine“.
Con la paura che fermarci significhi smettere di vivere, di sentire, perdere qualcosa o qualcuno.
Mentre forse, è soltanto noi, la nostra anima, che, per star dietro a tale voracità, stiamo, senza accorgercene, inesorabilmente perdendo.

Siamo voraci.
Il problema è di che cosa siamo voraci.
Se è di qualcosa che ci fa stare fuori di noi, un modo per essere in fuga costante.
Se è di qualcosa che ci getta in un vortice di dipendenza, bisogni indotti, coazione, incapacità di discriminare. Che ci vede ingozzarci, in preda a una fame bulimica incessante. O a una distrazione deleteria.
O se è qualcosa che ci dirige verso quello che desideriamo, e ci acquieta, con un appagamento saziante.
Perche voracità può anche significare curiosità, passione, vitalità.
Dovremmo essere voraci di ciò che ci nutre, che ci illumina, che rimane. Che porta a fare quelle cose che ci vengono da dentro, che sono motore, che ci motivano. Che ci arricchiscono di presenza e attenzione per ciò che stiamo vivendo.
Col nostro unico sguardo, o altro senso, grato, a quella voracità, che ci ha portato fino a lì.
Di ogni verità, anche il contrario è vero.
Siddharta
gennaio 2022
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Malcesine
Avevo sentito parlare molto bene di Malcesine, un borgo con castello sul Lago di Garda, e da tempo avevo desiderio di andare.
Cosi. dopo essere stata più volte nella mia adorata Sirmione, nel lato bresciano del lago, lo scorso anno a Riva del Garda e Limone sul lato trentino, e un paio di volte già sul lato veronese a Peschiera, quest’anno in occasione del Capodanno, abbiamo deciso, proprio all’ultimo momento, di andare a Malcesine, che si trova anch’esso sulla sponda veronese, nel lato ovest.

Malcesine ci ha fatto innamorare davvero: in primo luogo per il suo borgo antico medievale caratteristico, con strade di ciottoli, e il suo castello proprio sul lago. Poi per la possibilità, in pochi minuti, di salire ad oltre 2000 metri sul monte Baldo, e trovare tutt’altro paesaggio: qui in caso di neve si può anche sciare, e d’estate praticare trekking, biking e parapendio.
Il centro storico e il castello di Malcesine
Il centro storico di Malcesine si sviluppa su un promontorio e il paese è un labirinto di deliziosi vicoletti, alcuni strettissimi

con voltoni

case colorate, piazzette, in un saliscendi che offre scorci incantevoli, dal castello al lago

Il castello scaligero, si erge su uno sperone roccioso nel punto più alto, e con la sua torre si vede anche dalla strada Gardesana

E’ stupendo ammirare il suo fare da protagonista del paese, salendo con la funivia verso al monte Baldo. Un panorama stupendo.
Stradine e vicoletti per arrivarci sono molto pittoreschi

Il castello risale al I secolo a.c., o d.c., secondo versioni contrastanti, ma fu residenza scaligera dal 1300. Gli interni sono visitabili e ospitano il museo di storia naturale.
https://www.visitmalcesine.com/it/il-castello-scaligero-nel-cuore-del-borgo-di-malcesine
L”ultimo giorno dell’anno era chiuso, ma ha comunque un fascino incredibile anche dall’esterno, col suo profilo slanciato verso il cielo e il suo affaccio sul lago.

gli alberi di arance con i frutti, cresciuti attorno

la vista dai diversi punti sul lago, e le stradine che portano fin sulle rive del lago

Con l’illuminazione della sera e i lampioni sui vicoli l’atmosfera è davvero romantica!

Malcesine, per la sua bellezza, è stato meta di visite e riferimento per artisti illustri, quali Kafka, Goethe e Klimt.

La funivia e lo skyway per il Monte Baldo

Il monte Baldo, rilievo appartenente alle Prealpi venete, si raggiunge velocemente attraverso la funivia che si trova appena fuori dal paese di Malcesine, e che merita davvero un viaggio.

La prima parte arriva alla stazione di San Michele ed è una meraviglia salire e vedere pian pian tutta la zona nella sua interezza, e il paese e il lago diventare sempre più piccoli, come avevo già apprezzato a Molveno

Dalla prima stazione, dopo essersi goduti il panorama, si può prendere poi lo Skywalk che percorre il secondo tratto, che è proprio come lo Skyway del Monte Bianco, un po’ più piccolo ma con la cabina rotante di 360 gradi, che porta fino a 2000 metri.
Arrivare sulla cima per noi è stato come atterrare in un altro modo!!

Dall’atmosfera romantica e soleggiata del lago, sembrava di essere approdati nella tundra! Neve (ma non sufficiente perché gli impianti fossero aperti), vento freddo e nebbia con visibilità bassissima.. ma tutto spettacolare!

All’arrivo stavano festeggiando l’ultimo giorno dell’anno con musica su uno spiazzo con sdraio, che mi hanno fatto subito sentire la voglia di tornare col bel tempo e la neve, per sdraiarmi al sole. Dentro alla struttura dello Skyway c’è un bar ristorante, dove ci siamo gustati un bombardano per scaldarci, prima della discesa!
Il lago di Garda

Il lago di Garda per me è sempre stupendo: in questa zona le montagne gli fanno da contorno e coi riflessi del sole si colorano, creando quadri meravigliosi.
Le sue acque qui sono sorprendentemente trasparenti.
Il piccolo porto vecchio dona, dal suo moletto belle verdute su Limone, di fronte e Riva del Garda in lontananza, oltre le montagne. Si trova in una bella piazzetta con due statue interessanti di metallo, a cui si arriva dalle strette stradine provenienti dall’alto del borgo.

Malcesine a Capodanno
In piazza Statuto, la piazza più grande del paese, nel periodo delle feste di Natale c’è un piccolo ma grazioso mercatino natalizio, con bancarelle di manufatti e di cibo, e la pista di pattinaggio. A Capodanno abbiamo avuto la fortuna che ci fossero i festeggiamenti con musica dal vivo, in un’atmosfera molto calda e divertente.
Allo scoccare della mezzanotte dal castello sono stati sparati dei meravigliosi fuochi d’artificio, che abbiamo visto dal porto vecchio, stappando lì sul lago la nostra bottiglia di spumante! Davvero un fine d’anno piacevole!

Un presepe con statue a grandezza reale, l’albero di Natale e le belle luminarie per il paese, rendono l’atmosfera davvero piacevole.
Alloggio e ristoranti

Nel periodo invernale non tutti gli alberghi e i ristoranti sono aperti a Malcesine.
Noi abbiamo alloggiato all‘hotel Dolomiti, nel centro del paese, nella zona pedonale, ma non lontano dalla strada Gardesana, e con parcheggio vicino

L’hotel è molto gradevole nella hall e nella zona colazione

Le camere sono ben ristrutturate e moderne (anche se nella nostra il bagno stonava un po’ perché non rammodernato, ma era comunque messo molto bene)

Il personale è gentilissimo e l’hotel offre una ricca colazione, con ottime torte e biscotti fatti in casa e crêpes preparate al momento. Abbiamo prenotato direttamente dal sito per le tariffe e condizioni più convenienti.
Per i pasti mi sento di suggerisce i posti dove siamo stati:
Ristorante pizzeria Nikolas, con una stupenda terrazza direttamente sul lago, piatti gustosi, con ottimo rapporto qualità prezzo

Ristorante da Pedro, ambiente moderno con soffitti a volta antichi, ottima pizza e personale gentilissimo…. ma ovunque abbiamo trovato persone molto gentili

La strada per arrivare a Malcesine costeggia il lago ed è molto panoramica, ancora più bella quella fatta al ritorno proseguendo per Riva: davvero sono posti meravigliosi!

Peschiera del Garda
Una delle prime cittadine che si incontrano arrivando da Bologna sulla sponda veneta del Basso Garda è Peschiera, in provincia di Verona.

Comodissima, in quanto molto vicina al casello autostradale dell’A4, circa 2 chilometri, e con la stazione ferroviaria non distante dal centro, Peschiera è un borgo fortificato davvero suggestivo, collocato tra il lago e il fiume Mincio, e le cui mura difensive le hanno valso l’inserimento tra i patrimoni Unesco.
All’arrivo si scorgono subito i bastioni della fortezza a forma pentagonale, uno per ogni punta, che di sera danno davvero l’idea di una stella, e al cui interno è racchiuso il centro storico cittadino.

L’ingresso in città avviene da via Venezia e attraverso Porta Verona, poi percorrendo i giardini di viale Cordigero, si giunge al Canale di Mezzo, tra il lago e il fiume.
Dal lato del fiume troviamo il piccolo porticciolo, dove sono ormeggiate le imbarcazioni dei pescatori, che termina sul Ponte dei Voltoni

Mentre dalla parte del lago si ha una bellissima vista di uno dei bastioni, con le fioriere che ho visto sempre fiorite e curate che fanno da sfondo

Da qui si può proseguire per una lunga passeggiata sul lungolago Mazzini, dove si trovano diverse spiaggette di sassi

Al tramonto le acque del lago assumono stupende tonalità!

L’accesso alla cittadina può avvenire anche dalla parte occidentale (opposta a Porta Verona), attraverso Porta Brescia, tramite un passaggio pedonale.

La porta si può raggiungere in breve anche una volta dentro al paese, da piazzale Bettelani, che si trova all’inizio del lungolago, dove ci si può imbarcare per i tour del lago per raggiungere le altre cittadine. Un incantevole ponte anche qui collega il fiume Mincio al Garda, e offre una bellissima vista sui bastioni di quel lato, con la possibilità di salire sul camminamento di ronda e passeggiare tra due bastioni

Tornando verso il paese, mentre si ammirano le viuzze e i vicoletti, merita arrivare fino a Piazza Ferdinando di Savoia, detta anche Piazza d’Armi, e percorrere poi la via che costeggia il canale, piena di ristoranti e piacevoli localini, con le barche viste in precedenza dal ponte sul canale stesso

Noi abbiamo visitato la cittadina anche durante le feste natalizie, quando Piazza d’Armi viene allestita con bancarelle e pista di pattinaggio, e dove, dal ponte sul canale, si può scorgere il presepe costruito sotto le acque del lago.
Fuori dalla cittadella, proseguendo sul lungolago Porto Esterno, si possono raggiungere delle belle spiagge, che offrono una vista incantevole su tutto il lago

Ovviamente non possono mancare le soste per the, caffè, aperitivi o merenda, in uno dei bei localini del centro, o una cena sul lungolago, o tra i vicoletti del paese..

Insomma, Peschiera è davvero un altro bel posto da visitare.. e dove tornare, per noi, vista la vicinanza!

ottobre e dicembre 2022
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Spiagge incantevoli della SARDEGNA del sud: la Tueredda, Su Giudeu e Porto Pino

Quattro giorni in Sardegna, breve vacanza di mare prima della fine dell’estate.
Quattro stupende spiagge visitate nella punta sud ovest della Sardegna, zona Cagliari, Chia, Porto Pino.
Eravamo già stati nell’area sud della Sardegna, in primavera, qualche anno fa, a nord di Cagliari, visitando Villasimius, porto Giunco, Campolongu,(ne ho parlato qui )
SARDEGNA: CAGLIARI e dintorni, sorpresa inaspettata a primavera
Questa volta volevo vedere la parte a sud, in particolare, quelle zone in cui sono presenti le dune, paesaggi caratterisitici che amo particolarmente.
Il Poetto, la spiaggia di Cagliari

L’arrivo è stato con un volo su Cagliari e dopo un giro nel centro città, che trovo sempre bello, con il bus dall’autostazione in piazza Matteotti, che si raggiunge attraversando la via Roma, ho preso uno dei bus con la P, che portano al Poetto, la spiaggia di Cagliari, a circa 6 km di distanza.
Il bus per il Poetto fa varie fermate, la spiaggia è lunga 9 chilometri, dove si alternano stabilimenti e chioschi/ristoranti a spiaggia libera.
Nella prima parte i ristoranti sono all’inizio della spiaggia, che è molto ampia, vicino alla strada, e gli stabilimenti con gli ombrelloni sono più avanti. Dal capolinea dei bus in poi la spiaggia si accorcia, e si trovano invece stabilimenti dotati anche di ristorante e più vicini al mare.
Di fronte alla spiaggia ci sono ampi spazi adibiti a parcheggio.
Noi abbiamo scelto il Tagoo beach club, per fermarci a pranzo: davvero uno stabilimento molto bello, e con un ristorante che prepara cibo molto buono e con ottimo servizio.
La giornata era ventosa, quindi il mare non si è mostrato nel suo massimo splendore, ma i colori, la trasparenza e il contesto mi fanno dire che il Poetto è una bella spiaggia cittadina.
Suggerimenti
A Cagliari abbiamo alloggiato nel quartiere Marina (la volta scorsa nel quartiere Villanova), all’Arcobaleno Rooms: palazzo caratteristico in posizione comodissima, in via Sardegna, tra le stradine del centro vicinissime al porto, a via Roma e a largo Carlo Felice

Le camere sono state ristrutturate ma conservano il fascino delle origini: questa stanza mi ha ricordata quella dove abbiamo alloggiato a L’Havana!

Le spiagge visitate a Chia: Tueredda e Su Giudeu
Con così pochi giorni a disposizione ho dovuto fare una selezione delle spiagge della zona, cercando di capire quali venivano definite come le più belle. Tueredda spiccava tra queste.
La spiaggia TUEREDDA

La spiaggia Tueredda vanta la particolarità di avere una punta carattestica, circa nel suo centro. Il mare, soprattutto in certe ore della giornata ha un colore azzurro meraviglioso da una parte e sfumature variegate in turchese dall’altra. La sua bellezza però viene esaltata vedendola dall’alto: in certe foto, probabilmente scattate con il drone, il paesaggio è da favola, percorrendola a piedi si vede un bellissimo mare ma non fa lo stesso effetto.
Accesso alla spiaggia
Quest’anno la spiaggia di Tueredda aveva il contingentamento gli accessi, ovvero potevano entrate soltanto poco più di un migliaio di persone, tra spiaggia libera e prenotazioni agli stabilimenti balneari.
Per la spiaggia libera l’ingresso era in ordine di arrivo e sul sito https://tuerredda.spacli.it/ si poteva tenere sotto controllo il numero di posti ancora disponibili.
Stabilimenti
Gli stabilimenti presenti sulla spiaggia sono 2: il Poseidon, che si incontra dopo il tratto di spiaggia libera, nella prima parte della spiaggia, che da anche sulla punta, e il Tropico mediterraneo, che segue, mentre l’ultima parte di spiaggia è di nuovo libera.
Il punto più affollato è la spiaggia libera all’ingresso: qui, con il passare delle ore, si riempie davvero di ombrelloni, e si riduce quindi lo spazio per persona. Mentre la parte sul fondo, delimitata da una collina rocciosa, con un mare basso e più digradante e con sfumature stupende, ha un pò d’ombra ed è meno affollata. A mio avviso, da preferire per chi non sceglie lo stabilimento.

Il primo stabilimento, che guarda sul tratto di mare migliore, è molto bello, con ombrelloni di paglia più grandi dell’altro, ma questo da la sensazione di essere più affollato; ha un bel ristorante, dove abbiamo mangiato bene agli stessi prezzi che si trovano ormai in gran parte ristoranti.

Il secondo stabilimento, il Tropico mediterraneo, ha prezzi inferiori per il noleggio di ombrelloni e lettini, e non fa servizio ristorante.
Da nessuno dei 2 stabilimenti ho ricevuto risposta ai vari tentativi di prenotazione telefonica. Per cui, lasciata la spiaggia del Poetto, e diretti verso Chia, ci siamo fermati un paio d’ore nel tardo pomeriggio a Tueredda e abbiamo così prenotato di persona un ombrellone con 2 lettini per l’indomani, al Tropico mediterraneo (ombrellone in terza fila, 40 euro a fine agosto😱).

In definitiva la spiaggia ha un mare davvero molto bello, ed è particolare con la sua punta, ma per me è risultata poco rilassante, tra prenotazioni, parcheggio e affollamento. E dico che per fortuna l’ingresso è a numero chiuso!!
Suggerimenti
Il momento in cui il mare ha i colori più belli a Tueredda è dalle 14 e il punto migliore con acqua di un azzurro intenso tipo Maldive, è davanti al Poseidon, il primo stabilimento che si incontra.
I primi parcheggi che si incontrano sono i più costosi, 9 euro, ma andando pochi metri avanti si trova a 5 euro al giorno, o 3 al pomeriggio. Sono solo pochi passi in più da fare per cui può valere lo sforzo.
Chia: alloggio e ristorante
A Chia ci siamo fermati una notte per arrivare presto, la mattina dopo, alla spiaggia Tueredda. In agosto avevo sentito dire che oltre alle difficoltà per l’ingresso, poteva essere un problema trovare parcheggio per la spiaggia, e che pertanto sarebbe stato meglio arrivare presto. All’ultima settimana d’agosto, e con una prenotazione last minute, non c’erano molte possibilità a prezzi non troppo alti e per solo 1 giorno di soggiorno.
La nostra scelta è caduta sul b&b I colori di Chia, prenotato su booking,com, uno dei pochi disponibili.

La posizione del b&b è comoda: non è lontana dalla strada principale, ed è vicino a ristoranti raggiungibili anche a piedi. La stanza Lavanda che ci hanno assegnato era arredata con gusto, in stile provenzale e aveva un terrazzo grande panoramico molto bello. La colazione era ricca e la signora Irma è stata molto gentile e professionale. Da segnalare l’assenza di tv, che per noi non è stato un problema, e la mancanza di un bollitore in camera e acqua o qualche bibita nel frigorifero (a pagamento), che suggerirei di mettere come spunto di miglioramento.

Il ristorante scelto per la cena è stato Buiccu, raggiunto a piedi, dove abbiamo mangiato ottima fregola e maialetto.
Il giorno successivo, dopo averlo trascorso alla Tueredda, ci siamo diretti a Porto Pino.
Ma prima di raccontare di Porto Pino, racconto della spiaggia di Su Giudeu, a pochissimi chilometri da Tueredda, che noi abbiamo visitato l’ultimo giorno, tornando da Porto Pino, avendo il volo di ritorno in tarda serata.
La spiaggia SU GIUDEU

La spiaggia di Su Giudeu mi è piaciuta davvero tanto, per la sua ampiezza, per le dune che ci sono sul retro, per i massi da cui è delimitata, per il bellissimo mare, con una temperatura molto piacevole a fine agosto.

Dall’estremità a sinistra, salendo sulla roccia si può avere la vista di tutta la spiaggia, da una parte, e della spiaggia attigua di Campana Dune dall’altra.
Nei momenti di bassa marea si riesce a raggiungere a piedi l’isolotto di Su Giudeu, che si trova di fronte, da cui la spiaggia prende il nome.
Suggerimenti
Le ore con i colori migliori a Su Giudeu sono dalle 12 in poi.
La sabbia in questa zona è dorata.
Il tratto che più ci è piaciuto è quello all’estremità sulla destra, dove ci sono massi che mi hanno ricordato le Seychelles, e tanto spazio dietro allo stabilimento con le dune.
I parcheggi sono tanti, e in più punti della lunga spiaggia; pertanto, se si vuole raggiungere l’area che ho indicato che più mi è piaciuta, occorre seguire le indicazioni per il parcheggio di Cala Cipolla, pena una lunga passeggiata per arrivarci.
Gli stabilimenti sono sparsi lungo la spiaggia a debita distanza, i prezzi di ombrellone e lettini variano, e in tutti non c’è il servizio ristorante ma vengono serviti solo panini e insalate confezionati provenienti dallo stesso fornitore (la nostra insalata di riso Venere, con pomodorini, Philadelfia, polpa di granchio, avocado, e olive nere, era molto gustosa)
PORTO PINO

Porto Pino l’avevo adocchiata da un po’ di tempo, attratta dalle sue alte dune di sabbia bianca, che non hanno deluso le mie aspettative.

La zona è quella di Teulada e del paesino di Sant’Anna Arresi-
Una strada panoramica costiera meravigliosa, la SP 71 collega Chia a Porto Pino.
Le spiagge di PORTO PINO

Le spiagge di Porto Pino sono 3: alla prima e alla seconda spiaggia si accede dal centro del paese. Sono presenti tratti con stabilimenti balneari e altri con spiaggia libera. Purtroppo la prima spiaggia quest’anno aveva tanta poseidonia in un tratto, ma appena oltre, il mare aveva una trasparenza incredibile, dovuta probabilmente al peso della sabbia, che alzandosi va subito a depositarsi sul fondo.
Percorrendo tutte le due spiagge si arriva a Is Arenas Biancas, la spiaggia delle dune: è una camminata piuttosto lunga!

Per fare meno strada a piedi, avendo un auto, si può accedere alla spiaggia da una strada prima di arrivare a Sant’Anna Arresi, dove si trova un parcheggio, dal quale si prende poi un tratto da fare a piedi. In alternativa, in direzione Porto Pino, appena passato il ponte sullo stagno, si trova una strada sterrata che lo costeggia, ed arriva ad un grande parcheggio, da dove, con una breve passeggiata di 10 minuti si arriva agli ultimi stabilimenti e poi alla spiaggia libera, e da lì si raggiungono le dune. Sia la strada in auto, da fare lentamente per godere del paesaggio, che la passeggiata a piedi per la spiaggia, in territorio lagunare, sono naturalisticamente molto belle, specie all’ora del tramonto. Questo territorio è habitat naturale di fenicotteri, gabbiani ed altri uccelli

Noi abbiamo preso la strada da Porto Pino. molto vicina al nostro alloggio, e ci siamo fermati al primo stabilimento trovato, U recantu. Qui lettini e ombrellone costano meno che in zona Chia, 25 euro in terza fila (a fine agosto), e anche molto meno che da noi in Romagna!

Con una passeggiata di una ventina di minuti, si arriva alle dune..

Il paesaggio è incontaminato e protetto (infatti non si può transitare oltre un certo limite), è area militare e accessibile solo nella stagione estiva.

E’ davvero bellissim: montagne di sabbia bianca, alte fino a 30 metri, che si sviluppano per un chilometro circa

Di fronte c’è un mare cristallino e con sfumature azzurro intenso, date dalla sabbia bianca o grigia.

Io che amo le dune di Fuerteventura, le ho adorate

La cittadina di Porto Pino non ha un centro vero e proprio, ma pochi negozi, un mercatino serale, e un bel lungo canale, dove sono ormeggiate le barche, purtroppo poco illuminato la sera. Una bella ciclabile scorre tra Porto Pino, lo stagno e Sant’Anna Arresi: in quest’ultima cittadina si puo’ ammirare un nuraghe risalente al 1500 a.c. e uno splendido panorama sugli stagni e sul mare!

L’alloggio a Porto Pino
A Porto Pino, o meglio nella zona che arriva fino a Sant’Anna Arresi e anche a Teulada, l’offerta di allorggi era più ampia anche all’ultimo minuto rispetto a Chia.
Una buona promozione sul sito dell’hotel Cala dei Pini, che si trova proprio poco prima di Porto Pino, molto vicino all’ingresso per la spiaggia e proprio sullo stagno, ci ha fatto scegliere questa struttura.

L’hotel è stato di recente ristrutturato, le camere sono nuove e arredate in stile sardo, ovvero con mobilia in legno verde, hanno un balcone, un bagno un po’ piccolo (il lavandino davvero mignon)

E’ circondato da un bel giardino che sparge il profumo dei pini tutto attorno; ha una grande piscina, e serve una colazione ricca, con tante torte casalinghe. Ha anche un ristorante davvero ottimo, arredato gradevolmente, anche se purtroppo non all’aperto, e con un’illuminazione che potrebbe essere migliorata.
Insomma per la cifra pagata e per l’ubicazione si è rivelata un’ottima scelta.
Per arrivare all’hotel si percorre una scenografica strada che attraversa lo stagno.
Suggerimenti
Abbiamo gustato un’ottima cena di pesce a Porto Pino al ristorante La Barchetta, proprio sulla strada che porta al centro del paese, vicinissimo all’hotel Cala dei Pini!
Alcune informazioni generali
In tutte le spiagge della zona gli stabilimenti non sono in cemento, probabilmente per rispetto all’ecosostenibilità, e per questo i bagni sono solo chimici.
Per spostarsi e arrivare alle spiagge occorre assolutamente un mezzo, auto o moto.
Davanti alle spiagge ci sono parcheggi a pagamento con tariffa giornaliera dai 5 ai 9 euro (2022). Nella stagione di punta è meglio arrivare presto a quello della Tuaredda, pena non trovare posto.
La mia classifica di queste 3 spiagge??
Beh, come amante delle dune e come particolarità, al primo posto per me c’è Is Arenas Biancas e i suoi grandi spazi. Al secondo posto metto Su Giudeu, per il contesto, i grandi massi, le dune dorate dietro, e la trasparenza del mare. Metto come terza la più blasonata Tueredda, con un mare maldiviano al pomeriggio e nonostante la sua punta, ma meno particolare e più affollata delle altre
La Sardegna si conferma una bellissima meta per le vacanze, brevi o lunghe che siano!
Per alcuni aspetti questa zona mi ha ricordato la Corsica, dove ho lasciato il cuore!

agosto 2022







