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Settembre
Settembre mi fa venire l’ansia.
L’ansia dell’inverno che arriva, del freddo, delle poche ore di luce, della mancanza di voglia di uscire e di fare cose e nello stesso tempo della voglia di scappare in un paese caldo, con la consapevolezza di non poterlo fare.
Settembre col peso dei limiti del freddo, della scuola, degli impegni.
Settembre è un mese di ricordi e nostalgie indesiderate.
La tristezza di dover chiudere le finestre, che mi riporta al chiudermi alle possibilità che invece offre il tenermi aperta al mondo, perchè poterle aprire significa alzarmi al mattino e respirare, contattare il verde, l’azzurro, l’aria, la vita intorno.
Settembre e le giacche, le scarpe chiuse, il cambio degli armadi, le giornate sempre più corte.
Settembre mi proietta verso il mio letargo, quella gestazione che mi pare inutile, mi scaraventa in quella specie di nostalgia anticipata con le ultime giornate di sole, che non possono essere sprecate, ma che invece puntualmente lo sono, perché si fa altro che viversele.
Settembre mi da l’illusione di promesse che non può mantenere. Mi ricorda la caduta delle mie aspettative, l’obbligato cammino verso qualcosa di inevitabile e che non mi piace.
Non serve dirsi che è il corso naturale delle cose, raccontarsi della fine e poi dei nuovi inizi, bisogna attraversare anche quel momento, come la notte buia dell’anima, prima che arrivi di nuovo il giorno. Ma più vado avanti e meno tollero l’avvicendarsi delle stagioni.
Eppure non c’è nulla che le fermi, le stagioni, se non confortarsi con uno scorcio di primavera o di estate in mezzo al grigio, ai brividi di freddo, ai vestiti che scaldano, ai sogni di paradisi lontani.
E ascolto una vecchia canzone, Settembre appunto,…e no, io non sono pronta. Troppo lontana la primavera, e non posseggo l’armatura per aprire la porta e far entrare il nemico.
L’unica cosa che so, è che dovrò aspettare, anche se ogni anno mi domando se saprò farlo..
Ahi settembre, mi dirai quanti amori porterai
le vendemmie che faro’, ahi settembre tornero’.
Sono pronto e tocca a me, l’aria fresca soffiera’
l’armatura non l’avro’, ahi settembre partiro’.
Mentre il giorno sparisce primavera verra’
sara’ dolce e nervosa ma non mi scappera’
saliro’ sul battello e non la fuggiro’
saro’ avvolto per sempre e la bacero’
e i suoi lunghi capelli non li rivedro’ piu’
ahi settembre lontano, dalle un bacio per me.La tempesta di neve non mi sorprendera’ ahi settembre che sara’.Lascio tutto a te, dille del mio amore
dille che se puo’ io potro’ aspettare
l’accompagnero’, dentro il mio giardino
sempre la terro’, da vicino, sempre, sempre.
Ed un giorno mi disse entra ti aspettero’
ma il nemico da sempre si cattura cosi’
apri bene la porta, fallo entrare da te
lei l’ha fatto settembre, lei l’ha fatto con me
e se nella tua testa un rasoio terra’
tagliera’ i miei pensieri come e quando vorra’
usera’ i suoi capelli, io la pettinero’
e prima che sia settembre il mio sangue daro’.
settembre 2019
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Wynwood walls a Miami
A pochi minuti dal centro di Miami, si trova il Wynwood walls, esattamente al 2520 NW 2nd Ave, Miami, FL 33127-4306, dove sono esposte opere meravigliose di street art, murales, graffiti, e altre opere particolari, all’interno di quello che è diventato il piu’ grande street art museum del mondo, che fa parte del Wynwood art district, nell’omonimo quartiere.



Il quartiere, che è stato riqualificato alla fine degli anni 2000, era un’area industriale in decadenza e non raccomandabile, abitato principalmente da portoricani. Ora è un magnifico museo a cielo aperto e gratuito. Perfino i parchimetri sono decorati.



Arrivando nel quartiere, tutt’intorno, sui muri, vi possono scorgere murales, anche enormi, che ti catturano: vale la pena passeggiare e lasciarsi entusiasmare da tanta bellezza.

Il Wynwood walls è uno spazio dove ci sono, oltre a graffiti e murales, gallerie d’arte con riproduzioni bellissime di famosi artisti che le hanno dipinte in diverse parti del mondo, e altre opere di estrema originalità.



Appena arrivati eravamo estasiati da tutti quei colori!

Io sono rimasta incantata dalla creatività che avevo davanti agli occhi!



Ovviamente le foto qui si sono sprecate :)



Nelle gallerie la creatività dà il suo massimo





Alcune riproduzioni sono state un colpo al cuore, come quella di Gandhi e Madre Teresa, o di Nelson Mandela.


Alcune sono un colpo allo stomaco.


Alcune sono divertenti

Mi sono piaciute in particolar modo quelle di Eduard Kobra, artista brasiliano,che dipinge con colori sgargianti e grafiche geometriche e caleidoscopiche, dando l’illusione del 3d, ispirandosi anche a personaggi della politica, della cultura, della musica e aggiungendo la sua interpretazione personale.


I suoi murales si trovano in parecchie città del mondo, anche a Roma ha disegnato il volto di Malala Yousafzai, studentessa pakistana, all’esterno del MAAM, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Roma di via Prenestina (al 913), e perfino sulle Alpi Apuane, dove ha disegnato un David di Michelangelo in mezzo al bianco di una cava di marmo.
Le sue opere trasmettono veramente potenti emozioni, alcune mi hanno fatto venire i brividi. Qui il suo profilo instagramm https://www.instagram.com/kobrastreetart/?hl=it


Cosa c’è di piu’ bello per una ragazza che fa l‘Istituto d’arte che vedere un museo del genere?



Lascio parlare alcune immagini, difficile poter esprimere a parole ciò che le opere trasmettono.
La foto sotto rappresenta come mi sentivo al termine della visita.

Gratitude.
luglio 2019
gli altri articoli sulla Florida
articoli sul genere qui
Intervista di Rolling Pandas a Un’anima in viaggio
Oggi Alice di Rolling Pandas, portale Italiano di viaggi online, mi ha contattato per farmi qualche domanda sul mio blog.
Mi ha chiesto come è nato il blog Un’anima in viaggio, quale sia per me il significato del viaggio, come organizzo generalmente i miei viaggi e quali sono stati i miei preferiti.
Mi ha domandato anche, visto che ho una figlia adolescente, quali accorgimenti adotto nell’organizzazione dei viaggi e come conciliamo le nostre esigenze.
L’intervista completa si può leggere nel Blog dei Panda, insieme a quelle di altri viaggiatori, o direttamente a questo link!
Grazie Alice, riflettere e fare un punto della situazione è sempre utile!!
Racconti in valigia: il viaggio è una metafora della vita e la vita stessa è un viaggio

19 agosto 2019
altre informazioni su di me
Bologna, 2 agosto 1980

Io c’ero quel 2 agosto 1980.
Avevo 15 anni, l’età che ha ora mia figlia e abitavo in provincia di Bologna.
E forse, per la prima volta, con coscienza e incredulità, vedevo quanto poteva essere cruda e improvvisa la morte, quanto straziante potesse essere il dolore, quanto potesse essere difficile dare un senso a simili gesti dell’uomo. Quanto il destino poteva attenderti al varco, quando era scoccata la tua ora.
Chissà perché quando qualcosa succede dalle tue parti, ti tocca di più. Forse perché e piu’ vicino e pensi che in fondo potresti esserci stata anche tu, in mezzo al disastro.
Si sentivano sirene ovunque quella mattina. Una mia amica mi disse che il fratello, in servizio militare, era dovuto andare alla stazione a prestare soccorso, perché era esplosa una bomba. Poi ho sentito la notizia al telegiornale, visto le immagini della distruzione di una parte della stazione della mia città, il caos piu’ totale, tra i frammenti di calcinacci ovunque, e soprattutto, saputo di tanti feriti e morti, che stavano cercando di recuperare sotto la macerie.
Persone che il destino aveva portato li’, in quel preciso momento, dove avevano trovato la morte. Li’, per caso, o di passaggio, o arrivate a destinazione, o in attesa di partire, o di una coincidenza.

Persone che stavano andando in vacanza, perché era il primo sabato di agosto, o che stavano tornando a casa, dai propri cari. Famiglie. Bambini. Anche ragazzi, come me, con i miei 15 anni di allora e di mia figlia oggi. Italiani e anche tanti stranieri.
Bologna è uno snodo importante per il trasporto ferroviario, e chi ha colpito, ha proprio intenzionalmente voluto provocare il massimo numero di vittime. Accertati, 85 morti e 200 feriti. La strage con piu’ alto numero di vittime nella storia del nostro Paese dal dopoguerra.

Un boato tremendo e uno scoppio, che fece arrivare frammenti fino al treno in sosta al primo binario. Il crollo dei muri delle sale d’attesa di prima e seconda classe nell’ala ovest, dove ora rimane lo squarcio.
Un autobus della linea 37 fu reclutato come carro funebre, per i corpi martoriati dalle macerie o i loro resti.
Decine di persone a prestare soccorso, a scavare sotto il caldo, tra i detriti.
Un evento del genere ti sconvolge sempre, tanto piu’ se avviene nella tua città. Ti sembra veramente troppo vicino.
Si stava attraversando un periodo bruttissimo in quegli anni, di contestazione, sfociata nella lotta armata e nel terrorismo. Insensato ai nostri occhi, come lo sono sempre cose come queste, che provocano vittime innocenti.
E ancora oggi ci si chiede: ma perché? E chi ha architettato tutto?
Sono stati condannati gli esecutori della strage, tra cui un minore, cosa tristissima, ma non i mandanti. Sono state seguite varie piste, operati depistaggi, ma ancora le domande restano e anno dopo anno si ripropongono. Senza risposte.
L’orologio sopra alla stazione, fermo alle 10.25, la triste ora dello scoppio, ricorda a tutti quelli che passano quel terribile giorno e induce a domande a chi passa e non sa.

E noi di Bologna, proprio perchè piu’ vicino, ogni anno riviviamo, ricordiamo, ripensiamo, ci domandiamo. Perché non si puo’ e non si deve non sapere, non si puo’ e non si deve dimenticare. Anche i più giovani, come mia figlia, devono conoscere la storia, affinchè si crei in loro, che non c’erano, una memoria, affinchè si crei una coscienza, un senso critico, che vada a contrastare simili atti.
E affinchè, anche loro, imparino a pretendere che sia fatta giustizia, per qualsiasi brutalità o atto di mancanza di rispetto per la vita.

2 agosto 2019
consiglio la visione del film di Luciano Ligabue “Da 0 a 10” https://www.youtube.com/watch?v=nGSJbdLL2MU
intervista a Luciano Ligabue https://www.youtube.com/watch?v=XLfzbfi6Xh4
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/foto/strage-stazione-due-agosto-1.90076
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Oggi mio padre compie 80 anni
Oggi mio padre compie 80 anni.
Mi ha cresciuta, ha lavorato per me, mi ha trasmesso i suoi valori, ha fatto tutto quello che poteva e riteneva giusto, con onestà e umiltà.
Ho ereditato da lui il senso pratico e la creatività, lui è uno che sa trasformare, aggiustare, recuperare tutto.
Ho ereditato il senso del dovere e di responsabilità.
Ho ereditato l’essere testarda e permalosa, ma anche la capacità di restare integra e non cedere a facili compromessi.
Ho ereditato la tenerezza e la capacità di entusiasmarmi, l’amore e l’attenzione per le piccole cose e creature.
Ha dovuto attendere un bel po’ prima di diventare nonno, ma quando è arrivato il momento, credo che per lui sia stata la gioia più grande. È stato il nonno portatore delle antiche memorie, riferimento affettivo, amato e importante, come lo sono i nonni per i nipoti.
Giada ha la passione per Harry Potter, amico di tempi bui, e il primo libro glielo ha regalato, in tempi non sospetti, proprio il nonno, forse per caso. Il nonno è nato il 31 luglio e anche la Rowling, autrice di Harry Potter, è nata il 31 luglio e ha fatto nascere Harry il 31 luglio, e forse non è un caso.


Oggi mio padre ha compiuto 80 anni.
La torta che gli ho fatto, il ritratto di Giada, la festa a sorpresa con i suoi fratelli, l’emozione discreta, la gioia evidente.
E il suo sorriso, che mi porto nel cuore, e, con orgoglio, sulla mia faccia.

31 luglio 2019
Exuma: vedere i maialini nuotare a Pig beach (swimming pigs)

Una delle cose che contraddistingue Exuma sono i famosi swimming pigs, i maialini che nuotano in un meraviglioso mare a Big Major Cay, altrimenti chiamata Pig Island!
Da quando ho visto una foto che li ritraeva, ho avuto il desiderio di andare in quest’isola, soprattutto perchè questi maialini nuotavano in un mare da favola!
Quindi, per nostro terzo giorno ad Exuma, facciamo l’escursione a Exuma Cays, che comprende anche la visita a Pig Beach, a Big Major Cay ,l’isola degli swimming pigs.
Avevo prenotato l’escursione qualche settimana prima contattando Robert’s Adventure (costi e dettagli qui ) via mail. che mi ha mandato la conferma la sera precedente, e le coordinate per raggiungere il luogo di partenza (la partenza è dall‘estremo nord dell’isola, si puo’ raggiungere in autonomia, avendo uno sconto sulla quota, o farsi venire a prendere).
L’escursione è molto costosa, 180 usd a persona, escluso il pranzo (che è possibile anche portarsi da casa) e la possibilità di nuotare con gli squali nutrice (10 usd a persona).
Partiamo da casa nostra con parecchio anticipo, occorrono circa 40 minuti per raggiungere il punto d’imbarco a Barraterre. Sul piccolo molo stanno preparando le barche per il tour, c’è anche un banchetto di souvenir, che stanno allestendo, e un post office (con bagno pubblico accanto), nel minuscolo paesino di case colorate.
Saliamo sulla nostra barca, siamo solo in 9, e si parte!! Ovviamente fremiamo di entusiasmo, non vediamo l’ora di fare il bagno con i famosi maialini nuotatori!!

Dopo essere passati dalle isole delle celebrità, esserci fermati a Leaf cay, l’isola delle iguane, aver visto Thunderball grotto, la grotta di 007 (dettagli e foto dell’escursione qui al giorno 3), finalmente ci avviciniamo ad una spiaggetta con poche barche..e cominciamo a vederli, loro, la cui immagine ho fin da subito associato ad Exuma, e uno dei motivi che ha acceso il mio desiderio di venire in questa isola straordinaria e che l’ha resa attraente anche a mia figlia: i maialini nuotatori!!

Il capitano fa un verso e alcuni di loro iniziano a nuotare verso di noi. Sanno che ricevono qualcosa da mangiare e arrivano con le loro facce simpatiche!



Li accompagnano degli enormi gabbiani con cui si contendono il cibo.

Scendiamo dalla barca, ci dicono di alzare le mani se si avvicinano troppo e abbiamo paura (per mostrare che non abbiamo cibo). di non baciarli (!!!) o toccarli troppo. Alcuni sono tutt’altro che maialini!!


Prima con un po’ di timore, poi prendendo confidenza ci avviciniamo a questi musi bellissimi. Si vede che stanno bene, penso che stare in un posto cosi’ anzichè in una porcilaia non sia proprio male!

Sono tanti, piccoli, grandi, hanno un tetto dove proteggersi, acqua, si vede che qualcuno li cura.
I maialini non sono nativi dell’isola. Alcuni dicono che siano stati lasciati da marinai, non si sa per quale motivo, che dovevano tornare a prenderli, in quanto costituivano le loro provviste, ma che non sono mai più andati, altri dicono che abbiano nuotato fino a lì, dopo il naufragio della barca su cui venivano trasportati.. Insomma, comunque sono diventati una grande attrattiva per i turisti, perchè sono bellissimi e tenerissimi e io credo che in questo paradiso stiano meglio che in una porcilaia, hanno il loro posto all’ombra, acqua, cibo e vengono coccolati da chiunque sbarchi sull’isola..anzi..voglio essere uno di quei maialiniiiii!!


Alcuni sono diventati amici dei marinari che li hanno quasi addomesticati e infatti uno in particolare, ci dicono che possiamo toccarlo, ma io ho un pò timore, figuriamoci mia figlia! Però il capitano mi dice che è molto “friendly”, si è sdraiato proprio vicino a me.. allora mi avvicino e lo accarezzo pianissimo..


Ha il pelo ispido, è un maialone più che un maialino, ma è comunque adorabile!!
I piccoli sono fantastici, quelli con i pois neri tenerissimi e i miei preferiti!!


Ci facciamo le foto di rito e a malincuore lasciamo queste deliziose creature..nel loro paradiso


Ho realizzato il mio sogno di fare il bagno con i maialini!!!
Una gioia immensa!

attenzione: viene venduta anche un’altra escursione ad Exuma Point dai proprietari del ristorante Exuma Point Bar Grill, aperto solo il sabato e la domenica (ad ora luglio 2019), in un’isola molto vicina, dove loro tengono i loro maiali. Ecco non è la stessa escursione a Big Major Cay, dagli swimming pigs, che è molto piu’ lontana, per chi si chiedesse la differenza di prezzo.
tutti gli articoli su Exuma qui
Exuma: diario dal paradiso
Exuma l’ho amata, sin dal primo giorno. Ho voluto segnarmi tutto, luoghi, nomi, sensazioni, emozioni, per non dimenticare nulla. Un’isola con spiagge meravigliose e mare da urlo. E la possibilità di vedere anche i famosi maialini che nuotano, gli swimming pigs!
In questo articolo ve la racconto, giorno per giorno.
Giorno 1: arrivo in paradiso – George Town, Bahamas Sound, Hoopers bay
Siamo volati ad Exuma dopo un tour in Florida
Il tanto temuto volo della Silver Airways (prenotato da Orbitz) parte in orario dall’aeroporto di Fort Lauderdale , evento pare eccezionale, da quel dicono sui forum. Il nostro è un piccolo aereo ad elica, fuxia, 34 posti, sembra quello della Barbie.

Facciamo un buon volo, e soprattutto vedo dall’alto panorami meravigliosi delle isole sotto di noi.


Arriviamo al piccolo aeroporto di George Town, la mia emozione è alle stelle, quanto l’ho desiderato!

Ho realizzato un sogno, sono ad Exuma! Le pratiche di ingresso si sbrigano velocemente, poi dobbiamo cercare la nostra auto Nissan noleggiata, parcheggiata negli spazi attigui all’aeroporto, secondo le indicazioni avute da Janish della Sure for Shore, trovata per caso sul web, per poi andare da lei, a sud di George town, a sbrigare le pratiche burocratiche e a pagare.
Abbiamo scaricato le mappe off line di Exuma da Google e la troviamo subito. La guida è a sinistra, per cui bisogna prenderci la mano e la strada è pienissima di buche. Incontriamo la gentilissima Janish, che ci fa un sacco di raccomandazione per l’auto, non portate tanta sabbia nell’auto, pena addebito di 100 usd, attenzione ai graffi se si passa vicino agli alberi, attenzione alle buche .. :) per fortuna che ho fatto anche una assicurazione kasko con Worlwideinsure!

Torniamo verso George Town al supermercato della capitale, l’Exuma market per fare un po’ di spesa . Exuma è un’isola piuttosto cara (ma alla fine non più della Florida), pertanto decidiamo che mangeremo fuori il meno possibile: cucineremo in casa qualcosa di veloce. Anche i prodotti al supermercato sono piuttosto cari: un pacco di pasta Barilla usd 3.50, 1 lt di latte o di succo usd 3.50, pane in cassetta usd 5, una scatoletta di tonno da 1,60 a 1,90 , 1 pacchettino di biscotti dai 2 ai 5 usd,acqua da 2 litri a usd 2; c’è anche la nutella a usd 8.

Proseguiamo verso nord di George Town, in direzione dell’appartamento che abbiamo affittato tramite Airbnb a Bahamas Sound 18, nel residence Crescent Sound (Percy’s perch). Non è sul mare, e questo ci ha permesso di pagare un prezzo imbattibile, 70 euro al giorno, ma è a pochi metri dalla strada principale e a 2 minuti di camminata da una bella spiaggetta, che per me si è rivelato perfetto, per fare le mie passeggiate mattutine.



Il complesso in cui si trova l’appartamento è carino, ha anche un bel giardino, e uno spazio con piscina, che pero’ al momento è in disordine e inutilizzabile.


L’appartamento è al primo piano, spazioso, con una camera da letto e un soggiorno ed è molto gradevole all’interno, con le pareti azzurre, arredato con gusto e molto funzionale , dotato di tutto quello che puo’ essere necessario: microonde, lavatrice, lavasciuga, ,tv (non si vede nulla) con assortimento di dvd, tanti libri in inglese, teli mare, e ci sono perfino borse per la spiaggia, lasciate da altri ospiti. Per nostra figlia c’è un materasso gonfiabile che posizionavamo sul divano per la notte.





Non comodissimo, ma per una settimana si puo’ fare. Unici inconvenienti, la pulizia un po’ superficiale (escluso biancheria e lenzuoli, che sono lindi) e la parte del giardino adiacente, con amache, laghetto e spazio piscina e solarium, purtroppo in disordine e lasciato andare. A noi non importa, perchè tanto scopriremo che stare fuori la sera, con i sand flies, sarebbe impossibile.
Sistemiamo le nostre cose e la spese e non vedo l’ora di uscire. Andiamo subito a vedere la spiaggetta che sarà meta delle mie camminate al mattino mentre gli altri dormono, e poi ci dirigiamo alla ricerca della vicina Hoopers bay.

Non è facile trovare l’accesso, i cartelli che contrassegnano gli ingressi per le spiagge non sono spesso ben visibili. Arrivati sulla spiaggia facciamo un bagno, è quasi il tramonto e vorrei cercare le famose tartarughe che dicono arrivino all’alba e al tramonto (in realtà ci sono sempre). Arrivo ai 3 pontili citati sui forum, e mentre cammino distratta in acqua, eccola! Una tartaruga bellissima, col carapace arancione e verde si avvicina verso di me, curiosa, quasi fino a sfiorarmi. Salgo sul pontile e di lì a poco ne vedo altre 3, che girano tranquillamente e che periodicamente mettono fuori la testina per respirare. Sono eccitatissima! Vado a chiamare figlia e marito per far godere dello spettacolo, il primo giorno ad Exuma si conclude nel migliore dei modi!!


Giorno 2 ad Exuma – Jolly Hall beach, Haulover, Salt Ponds, Tropic of Cancer beach
Oggi decidiamo di andare nella vicina spiaggia di Jolly Hall beach, a pochi minuti di auto e a 10 minuti a piedi dal nostro appartamento. Il sentiero porta ad una tratto ombreggiato, su una baia con acqua calma stupenda.
Ce ne innamoriamo subito, soprattutto anche per la possibilità di godere dell’ombra, cosa rara ad Exuma.

Vado in esplorazione fino al lato estremo verso sud, ed arrivo in un punto ancora piu’ bello, con un po’ di roccia e la strada, e dall’altra parte di nuovo il mare. C’è una spiaggetta con le palme che è di una bellezza sconvolgente.



Torno nel punto dove ho lasciato Giada e Giuseppe a fare il bagno e vedo che parlano con una coppia italiana: sono di Mirandola, poco distante da casa nostra, in viaggio di nozze. Conversiamo un po’ tutti insieme in mare e poi ci salutiamo (li rincontreremo dopo 2 giorni su un’altra spiaggia, per dire che l’isola in fondo è piccola!!)

Siccome è venuta l’ora di pranzo, torniamo a casa e preparo velocemente una bella omlette con tacchino e formaggio per Giada e una frittata con cipolle per noi.
Nel pomeriggio ci dirigiamo verso sud, destinazione Haulover bay. Arrivando a Rolletown, dall’alto vediamo uno spettacolo indescrivibile e ci affrettiamo ad andare a parcheggiare a fianco al ristorante Haulover grill, e a cercare la strada per arrivare alla spiaggia.


Lungo il sentiero incontriamo anche delle tombe, non credo che siano quelle di Rolletown di cui avevo sentito parlare, di una famiglia di coloni e risalenti al settecento, perchè non abbiamo visto alcun pannello o segnalazione, ma sicuramente è un cimitero con delle fosse senza lapidi.

La bassa marea crea un paesaggio unico ad Haulover bay, lingue di sabbia intervallate dal mare, con colori pazzeschi, mi ricorda il posto piu’ bello che abbia mai visto, la laguna blu a Rangiroa in Polinesia
(https://www.unanimainviaggio.it/category/viaggi-nel-mondo/viaggi-per-destinazione/polinesia/).


Camminiamo per metri e metri in queste acque meravigliose, facendo il bagno nei punti piu’ profondi. Questa è la spiaggia che ho preferito ad Exuma.
Al bar noleggiano anche i kayak per esplorare la zona, piu oltre c’è Men of war cay.

Dopo aver fatto il pieno di tanta bellezza, riprendiamo l’auto e andiamo verso Tropic o Cancer passando quindi il ponte che unisce Great Exuma con Little Exuma, e fermandoci a Salt ponds, un punto panoramico su una collinetta che guarda da una parte sulle saline, dall’altra il mare, dove c’è una colonna romana del settecento, usata come riferimento per le barche che venivano appunto ad approvvigionarsi di sale.


Il panorama dall’alto è stupendo, tante piccole baie dai colori brillanti.

Continuiamo cercando Tropic of Cancer beach, che ha questo nome perchè proprio qui passa il tropico del cancro. anche qui fatichiamo a trovare l’accesso e quindi andiamo oltre, ma va bene, cosi’ arriviamo proprio alla punta sud di Exuma. Passiamo davanti anche al ristorante di Santanna’s, famoso perché qui si fermava la troupe di Pirati dei Caraibi a fare uno spuntino durante le riprese del film. Con il santo navigatore, troviamo l’ingresso della spiaggia. La strada è sterrata e sconnessa, bisogna andare molto piano con l’auto.


La spiaggia si rivela stupenda, ma effettivamente è piuttosto da tutto. Si affacciano sul mare bellissime ville, la sabbia è morbidissima, ed è uscito anche l’arcobaleno!


Facciamo un bellissimo bagno nelle acque caldissime e aspettiamo il tramonto, che è spettacolare, tranne che, siamo cibo per i terribili sand flies, senza accorgercene, e lo scopriremo l’indomani, quando sembra che abbiamo contratto una malattia contagiosa!

Giorno 3 ad Exuma – escursione a Exuma cays
Oggi è prevista la tanto desiderata escursione a Exuma cays, per andare a vedere i famosi swimming pigs, i maialini che nuotano nel meraviglioso mare delle Bahamas, che mi avevano fatto innamorare della destinazione.
Avevo prenotato l’escursione prima di partire contattando via mail Robert’s Adventure, che mi ha mandato una mail di conferma la sera precedente e le coordinate per raggiungere il luogo di partenza. Sì perchè, per risparmiare un po’ su questa costosissima escursione, abbiamo deciso di non farci venire a prendere (con uno sconto, pagando in contanti, di 20 usd a testa). L’escursione ci costa 180 usd a persona, escluso il pranzo (che è possibile anche portarsi da casa) e la possibilità di nuotare con gli squali nutrice (che costa 10 usd in piu’ a persona).
Partiamo da casa nostra di buon’ora, occorrono circa 40 minuti per raggiungere il punto d’imbarco che è all’estremo nord dell’isola, a Barraterre. Arriviamo con l’entusiasmo a 1000, anche l’adolescente non vede l’ora di vedere i famosi maialini, , una ventina di minuti prima, a un moletto con sole 2 barche che stanno preparando, un banchetto di souvenir che stanno allestendo, una casetta blu con scritto “post office” (e bagno pubblico accanto), e sulla collinetta adiacente, il piccolo paesino (ovvero 4 case in croce), di Barraterre.

Arrivano i ragazzi che ci accompagneranno nel tour, siamo solo 9 persone, noi gli unici italiani: è perfetto!! Alle 8 si parte per gli Exuma cays, la parte di Exuma che è formata da tante piccole ed esclusive isole. Subito alla partenza ci appaiono degli isolotti lambiti da un mare con ogni sfumatura di blù e per alcuni vengono a raccontarci a chi appartengono le isole: quella è di David Copperfield, quella è di John Fry’s imprenditore americano, ecc.ecc., insomma stiamo costeggiando le isole delle celebrità.
Navigando ancora, arriviamo alla prima tappa, Leaf Cay iguanas, l’isola delle iguane, un’isola dove vivono solo iguane molto socievoli. Avevo già visto qualcosa di simile a Cayo Iguana, in escursione da Cayo Largo (https://www.unanimainviaggio.it/la-meraviglia-cayo-largo/)
Siamo solo noi sull’isola e quando arriviamo tantissime iguane curiose si lasciano avvicinare, probabilmente abituate ai turisti.


Ripartiamo e la seconda tappa è la Thunderball grotto, location delle riprese del primo film di 007, che per il momento vediamo solo di passaggio, in quanto c’è l’alta marea e non si riesce ad entrare a nuoto, come previsto.

Continuiamo a navigare, e mentre il vento ci scompiglia i capelli (quanto adoro questa sensazione!!!), ci offrono bevande e cocktail. Navighiamo per parecchio tempo, quasi un’ora e mezza ancora, la destinazione è molto distante, e intanto sfumature di azzurro, blù e verde del mare si susseguono, riempiendo gli occhi di meraviglia.

Finalmente arriviamo ad una spiaggetta, ci sono poche barche che attendono e cominciamo a vederli, loro, la cui immagine ho associato alle Bahamas, i maialini che nuotano, gli swimming pigs!!
Sono bellissimi, tenerissimi!! Siamo arrivati a Big major cay.
Ho dedicato un articolo a parte a questa esperienza, nella sezione “Cose fighe in giro per il mondo”
https://www.unanimainviaggio.it/exuma-escursione-allisola-dei-maialini/
Proseguiamo il nostro tour, i colori del mare sono sempre piu’ strabilianti. Arriviamo in un posto pieno di Yatch, è l’isola privata di Compass cay, l’ingresso qui costa 10 usd a testa e ci sono gli squali nutrice: si possono vedere e nuotare con loro. Decidiamo di saltare la visita, ne abbiamo visti tanti di squali alle Maldive e Giada non ci tiene a nuotare con loro (noi ci abbiamo nuotato piu’ volte in Polinesia), quindi aspettiamo sulla barca a goderci il sole e il mare.

Ritorniamo a questo punto a alla grotta di 007, ma la marea è ancora alta, non è sicuro entrare nella grotta, dobbiamo accontentarci di fare un discreto snorkelling attorno alla grotta. Questo è l’unico rammarico dell’escursione, non essere potuti entrare, se lo avessimo saputo, avremmo spostato il giorno dell’escursione per non rinunciarvi, perchè dicono che sia veramente splendido andare all’interno.
Tappa successiva, Stanley cay, un’isola esclusiva, in un punto meraviglioso, dove c’è un resort, un ristorante, una marina piena di barche enormi, una ha anche un piccolo aereo sopra..e ci sono tanti americani che festeggiano il 4 luglio. La sosta è solo per fare carburante, quindi abbiamo 15 minuti per esplorare.


Ripartiamo e ci fermiamo poco distante in un altro cay, Black point, dove c’è un ristorante sul mare, per il pranzo facoltativo. Noi ci eravamo portati qualcosa di casa da mangiare (degli ottimi rotoli di una specie di piada con fette di tacchino arrosto e formaggio), e ci mettiamo all’ombra su una panchina con una vista da urlo sul mare blu.
Dopo un’oretta circa si riparte. Ci dicono di spalmarci bene di crema protettiva perchè saranno le ore in cui piu’ facilmente ci si puo’ scottare. Ma sono anche le ore dove i colori risaltano di piu‘..Mai viste tante sfumature cosi’ belle, di azzurro, verde, che si alternano, ti riempiono gli occhi e il cuore di una bellezza senza fine.

Arriviamo in un punto in mezzo al mare, dove ci fermiamo, c’è un tratto di bassa marea e scendiamo per godere della meraviglia. Siamo al Musha Cay sandbar.


Per arrivare alla parte dove l’acqua è piu’ bassa c’è un vero e proprio scalino e poi..metri e metri di acqua bassa, col contrasto del colore cielo e del mare, al di là del gradino.



E’ come camminare in paradiso, veramente uno dei posti piu’ belli mai visti. Nel mare possiamo fare il bagno nella parte con acqua piu’ alta, passeggiare nella parte del sand bar, bere un drink, farci foto. Fintanto che, appagati torniamo in barca, ci aspetta un’altra ora circa di mare per rientrare.

Sulla via del ritorno, navigando per queste acque turchesi,
mi sale un’emozione e comprendo che il senso della vita
è anche vedere e toccare la bellezza che si trova in giro per il mondo e portarsela dentro.
Torniamo da questa escursione, con una tavolozza di nuove tonalità di blù, che non sono piu’ nel nostro immaginario, ma che abbiamo visto con i nostri occhi.
E con un nuovo colore unico, che mi porterò sempre nel cuore: l’azzurro Bahamas.
Poichè non è tardi e siamo al nord, decidiamo di fermarci a vedere Cocoplum. C’è la bassa marea che si sta alzando e qualche nuvola, non è nel suo massimo splendore ma è comunque fantastica.. e ci ripromettiamo di tornare nei prossimi giorni consultando il calendario delle maree. Intanto però non possiamo esimerci di farci le foto sulle famose altalene.. ma sono proprio alte, un’impresa salirci!



Giorno 4 ad Exuma – Rolleville, Exuma Point, Cocoplum
Oggi decidiamo di tornare al nord, a Cocoplum. Siamo passati ieri ma c’era qualche nuvola, per cui vorremmo fare il tentativo di vederla col sole. Abbiamo consultato il calendario delle maree e visto che oggi sarebbe l’unico giorno prima della nostra partenza in cui riusciremmo a vedere la spiaggia con la bassa marea in orari favorevoli.
Occorre una mezz’ora per arrivare al nord. Prima di imboccare l’accesso alla spiaggia, vogliamo andare a vedere Exuma point a Rolleville, il punto piu’ estremo.
Rolleville è una cittadina molto carina, la piu’ bahamiana che ci sia, con case colorate e chiese ovunque ci voltiamo, con un saliscendi di strade caratteristico.
Qui si vedono i bambini giocare, gli anziani conversare all’ombra degli alberi, la gente lavorare nei propri giardini o farsi a piedi chilometri con la spesa in mano, mamme che curano i loro bambini. E nonostante le belle casette colorate e ordinate, si percepiscono condizioni di vita semplici e forse più difficili.

Oltrepassando il cartello Exuma point, alla nostra sinistra si apre uno spettacolo magnifico.

Non troviamo un vero e proprio accesso, le persone che vediamo passeggiare su una lingua di sabbia sono presumibilmente arrivate con una imbarcazione, ma è comunque una visione meravigliosa. Ci rimettiamo in auto, e dall’altro lato della punta, vediamo dall’alto il mare mosso e quindi non ci fermiamo e andiamo verso Cocoplum, che pero’ è nello stesso versante, quindi probabilmente esposta allo stesso vento.

Infatti troviamo mare mosso anche li’ anche se i colori sono fantastici e poiché non c’è nessuno in spiaggia, molta ombra e anche dei lettini disponibili, ci fermiamo e ci rilassiamo fino ad ora di pranzo. A mezzogiorno ci dirigiamo a qualche chilometro piu’ distante, verso un ristorante che avevamo visto ieri sulla spiaggia, lo Shoreline.



Ho letto che fanno il conch, un mollusco che cucinano spesso qui ad Exuma e voglio proprio assaggiarlo. Ci accomodiamo in un tavolino proprio sulla spiaggia, per il momento, non c’è nessun’altro e questo posto è molto bello, ha amache all’ombra, lettini e anche giochi per i bambini, riservati ai clienti. Ordiniamo il conch io e mio marito, e mia figlia un hamburger di angus e papatine. Il conch qui lo preparano tipo polpetta molto fritto e molto piccante. Sono stata contenta di averlo assaggiato, ma non mi ha fatto impazzire. Con birra e acqua spendiamo 47 usd.


Finito il pranzo, approfittiamo delle amache per rilassarci e leggere un po’ e arriva anche un simpatico cagnone a farci compagnia. A metà pomeriggio lasciamo questo posto e torniamo a Cocoplum.
Cocoplum adesso la bassa marea dovrebbe essere al suo massimo. Infatti ci si apre davanti uno spettacolo divino: una spiaggia grande che assomiglia alle Maldive, la bassa marea, che in questo mi ricorda i paesaggi di Zanzibar..
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Il meglio delle spiagge tropicali mai viste. Delizia per gli occhi e i sensi.

Con questo paesaggio col sole voglio rifare le foto nelle famose altalene. Di nuovo un casino salire!!



E sono cosi’ inebriata che faccio anche quelle col salto!

Il mare è caldo e ci facciamo un bagno rigenerante. E mentre marito e figlia tornare a leggere all’ombra, io percorro metri e metri nella bassa marea e guardo questo scenario da favola, e questa spiaggia che è davvero una delle piu’ belle mai viste.


Giorno 5 ad Exuma – Stocking Island
Oggi si parte per una nuova avventura.
Ieri sera siamo stati ospiti, per il dopo cena, da una famiglia italo americana che vive in New Jersey, che di recente ha acquistato un appartamento nel residence Hideway (per affittarlo appartamento Hideaway), a 2 minuti da dove abbiamo il nostro appartamento. Con Roseann avevo scambiato alcune informazioni su Tripadvisor forum exuma americano. Abbiamo scoperto che saremmo state a Exuma nello stello periodo e ci siamo scambiate i numeri, ripromettendoci di vederci per un caffè. Quindi poi ci siamo sentite e accordate per trovarci. La famiglia è simpaticissima, ci sono anche il nonno e la nonna ultraottantenni, che hanno uno spirito invidiabile, e sono super entusiasti del posto. Vivono negli Usa da oltre 40 anni, ma parlano ancora italiano tra di loro e con noi, nel loro dialetto di orgine, e cosi’ anche Roseann. Solo Mike, il marito, non parla italiano, ma lo capisce. Da loro ci sono anche Leonardo e Lisa, i cugini che abitano a Mantova, grandi viaggiatori e amanti dei paradisi tropicali, che sono qui in vacanza. Passiamo una serata piacevolissima e per il giorno successivo ci offrono un passaggio a Stocking Island, una piccola isoletta di fronte a George Town, (raggiungibile anche con il water taxi in una quindicina di minuti) dove entrambi avevamo intenzione di andare, con la barca che hanno preso in affitto.

Al mattino quindi, nonostante il vento e i nuvoloni, partiamo per la nostra meta, la spiaggia del Chat & Chilly, il ristorante dell’isola. Viene anche la nonna in barca ed è entusiasta! Arriviamo che è uscito un sole stupendo e dei colori meravigliosi, tanto per cambiare. Ci sono alberi sotto cui godere dell’ombra, tavolini ed amache e neanche tanta gente!


Stocking island è conosciuta anche perchè ci vedono tante razze che girano vicine a riva.


Abbiamo volutamente evitato la domenica, anche se fanno il pig roast, il maialino arrosto, per evitare troppa folla.
Andiamo curiosi all’angolo dove puliscono il conch, il tipico mollusco della cucina bahamiama, che qui preparano crudo con le verdure.

Proprio in quel punto, arrivano sempre delle magnifiche razze, per vedere se hai del cibo per loro.



Sono dolcissime, si avvicinano alle gambe, alzando la loro estremità, come per accarezzarti e io le adoro. Avevo vissuto una simile esperienza, indimenticabile, quando siamo andati in viaggio di nozze in Polinesia, a Moorea.



Intanto il tempo volge al brutto e comincia a piovere forte, dalle nuvole sembra tutto coperto, invece dopo poco, ritorna il sole. Facciamo un bagno e decidiamo di andare a cercare una spiaggia dall’altro lato rispetto a dove siamo, che mi era stata consigliata, ma un po’ per il cammino impervio sulla roccia, un po’ per l’alta marea, arriviamo fino ad un bellissimo punto dove si dovrebbe guadare il mare, e poi ci fermiamo. Ci siamo presi una grande accaldata e io anche insulti da mia figlia, che fatica a camminare sulle rocce ed è senza ciabatte.

Torniamo alla base ed è ora di pranzo. Ordiniamo il pesce del giorno alla griglia, un hamburger e formaggio con 3 bevande (47usd). C’è sempre parecchio da attendere con i tempi bahamiani, ma il cibo è veramente ottimo. Finito il pranzo, il nostro capitano Mike ci propone di andare alla spiaggia delle stelle marine. Ripartiamo quindi, la nonna ha l’entusiasmo di una bambina per qualsiasi cosa. Che meraviglia!
A Star beach pero’ non c’è l’ombra delle stelle marina, chissà, forse le recenti condizioni atmosferiche le hanno fatte allontanare. In compenso il posto è splendido e ci facciamo un bel bagno, chiacchierando in mezzo al mare. Si riparte verso Hoopers bay per andare a vedere le tartarughe. Hoopers bay dal mare è immensa e bellissima, illuminata col sole del pomeriggio.

In direzione dei 3 pontili, Mike agita un tubo per richiamare le tartarughe, e dopo poco ne arriva una, coi suoi colori stupendi, che gira attorno alla barca. Mentre stiamo per ripartire ne vediamo un’altra, sul fondo che, piano piano, risale. Il mondo è veramente popolato di esseri meravigliosi!

E mentre guardiamo questa bellezza, la nonna Rossella chiede al genero capitano di mettere una canzone di Frank Sinatra, e sulle note di “My way” e le parole cantate a gran voce dalla nonna, torniamo verso casa di Roseann, con vento a sfavore, galoppando le onde, con il senso di vita che ti da la barca, la schiuma del mare dietro di essa, il vento che ti arriva prepotente in faccia, e le cose che hai visto che rimpiccioliscono all’orizzonte.. e nuovi ricordi da portare nel cuore.
Giorno 6 ad Exuma – Emerald bay, Paradise beach, Cocoplum, Jolly hall beach
Quando sono al mare al mattino, mi piace alzarmi di buon’ora, lasciando il resto della famiglia a dormire ed andare a passeggiare da sola sulla spiaggia.
Il nostro appartamento è stata una scelta azzeccata, per questo mio intento, in 2 minuti arrivo a una spiaggia, Bahamas Sound 18, non tanto grande, che trovo sempre deserta, dove posso camminare, scrivere, pensare, col rumore delle onde.



Oggi allungo un po’ la strada ed arrivo in 10 minuti a Jolly hall, la seconda spiaggia che abbiamo visto all’arrivo ad Exuma, bellissima. Lungo la strada molti stanno iniziando la giornata con la loro attività e al passaggio mi salutano, cosa che fanno sempre i bahamiami, col loro carattere friendly.


Anche a Jolly hall non c’è nessuno, fintanto che arriva un bahamiamo in uniforme e mi saluta. Ci presentiamo, cominciamo a chiacchierare, mi fa vedere il suo cappello e il suo distintivo: è un poliziotto che sta tornando a casa dopo il turno di notte al lavoro e si è fermato qui alla spiaggia, ad ammirarne la bellezza. I bahamiani devono essere consci della terra meravigliosa in cui vivono, non è la prima persona che si ferma con l’ auto per andare a guardare il mare.
Torno a casa a preparare la colazione e a svegliare la truppa. Oggi vogliamo tornare al nord, a vedere altre spiagge.

La prima dove ci fermiamo è Emerald bay, quella dove ci sono i 2 grandi resort dell’isola, il Sandals e il Marina Bay.

La baia è enorme, il mare di un celeste intenso, anche se leggermente mosso, e vicino ai resort la spiaggia è attrezzata. Se devo dire la verità, non è la spiaggia piu’ bella che ho visto. Incontro una coppia di americani che alloggiano al Sandals, che mi chiedono informazioni e a cui consiglio di affittare un auto per vedere le altre belle spiagge dell’isola.

Decidiamo di proseguire, qui non c’è un briciolo di ombra, e arriviamo a Paradise Bay, dove c’è Flamingo beach, nel paese di Stevenson. La spiaggia ha anche qualche palma. È stupenda, anche se non c’è un filo d’ombra neanche qua.

La zona è vivace e carina, un agglomerato di case colorate ordinato, una piccola grocery, un famoso ristorante per il conch, sulla spiaggia che spicca per i suoi colori, il Big D’Spot.

Decidiamo quindi ti tornare a Cocoplum dove siamo sicuri che li’ l’ombra la troviamo. Non solo troviamo l’ombra ma anche dei bei lettini dove sdraiarci comodamente, che sono a disposizione di tutti.

Oggi c’è vento e il mare non è cristallino ma i colori sono sempre stupefacenti. Passiamo diverse ore a leggere e ammirare il mare, ho preparato anche qualcosa per pranzo, e cosa c’è di meglio che mangiare davanti a questo panorama??

Dopo mangiato approfittiamo di un attimo di nuvole, che durano poco in verità, per tornare verso la nostra zona. Vedo un punto panoramico, un cartello indica Mont Thomson, 2 alte palme svettano nel blu e ci fermiamo ad ammirarle.

In lontananza vediamo anche 3 rocce, le famose Three sisters.

La strada in questa area è molto bella, lambita da bella vegetazione ai lati.
Ci dirigiamo verso Jolly Hall beach, che a mia figlia è piaciuta tanto.

Al contrario di tutte le altre spiagge, oggi qui troviamo mare calmissimo, probabilmente la baia resta molto riparata e ci facciamo un bel bagno nelle acque calde e trasparenti.

Oggi è domenica e ci sono anche i bahamiani nelle spiagge, ma non siamo piu’ di una decina di persone.


E’ davvero una spiaggia mozzafiato.
Restiamo fintanto che si cominciamo a vedere i sand flies, non senza esserci spalmati di olio Johnson e di spray repellente, che non sappiamo se funzionano.. Per cui nel dubbio, dopo poco, ritorniamo verso la nostra dimora con le pareti celesti:). Grati per un altro giorno in paradiso.
Giorno 7 ad Exuma – George Town, Tropic of Cancer beach, Hoopers bay
Stamane vogliamo tornare a Tropic of Cancer beach, al sud, a Little Exuma, che abbiamo visto solo in un tardo pomeriggio al tramonto.
Lungo la strada decidiamo di fermarci nella capitale George Town, e farci un giro in città.
La capitale è un agglomerato di case colorate sparse, con la marina, il market piu’ grande dell’isola, la banca di fronte, la stazione di polizia, il municipio, tutto rosa, la chiesa, un parco pubblico con playground per bambini, un mercato coperto.
Ovunque spiccano le bandiere bahamiane azzurro nero e giallo. Entriamo nel mercato e compriamo qualche souvenir.



Riprendiamo il nostro cammino verso Pelican bay, dove c’è la spiaggia di Tropico del Cancro. Passiamo il ponte che collega Great Exuma a Little Exuma e arriviamo nel punto dove si imbocca la strada, senza segnalazione, ma che viene indicato dal navigatore.

Percorriamo un paio di chilometri di sterrato, la strada non è sicuramente comoda per chi alloggia qui. Arriviamo alla scaletta col porticato, che porta al mare.

Quel che appare davanti oggi è una distesa di mare celeste brillante e inebriante. La spiaggia, tutta sotto il sole, non c’è neanche un punto d’ombra. Cerchiamo di arrangiarci, puntando alcuni bastoni trovati a terra, e mettendo sopra il nostro ombrello e un telo per creare una specie di gazebo.


Una soluzione molto artigianale ma che ci dona un po’ d’ombra. Che in realtà, poi, non sfruttiamo neanche, perchè trascorriamo tutto il tempo a bagno. Il mare qui è da sballo.


E chi ci toglie più da questo mare??


Lasciamo a malincuore questo posto spettacolare, una visione che mi portero’ per sempre nel cuore (foto inizio articolo).

E’ quasi ora di pranzo e oggi abbiamo in programma di andare qui vicino a mangiare, al famoso ristorante Santanna’s, dove Johnny Deep, Orlando Bloom e tutta la troupe del film Pirati dei Caraibi, si fermavamo a pranzo durante le riprese del film.

Il locale è in un punto favoloso, ha tendoni colorati che riparano dal sole, e che gli danno un aspetto vivace, e una bellissima terrazza sul mare.

Ordiniamo il pranzo, un’aragosta, il pesce del giorno, un groupier, ovvero una cernia e del pollo fritto, cucinati divinamente. Intanto al largo si vede la sagoma di qualche squaletto e tanti gabbiani ci volano sulla testa in attesa dei resti del cibo.
Guardo all’orizzonte, quel mare e immagino che arrivi una nave, con i pirati pronti per approdare e venire a pranzo. Ma è solo immaginazione, in realtà non arriva nessuno, ma al ritorno voglio di sicuro rivedere il film, ricordando questi posti.

Torniamo verso Great Exuma e decidiamo di fermarci a Hoopers bay, la prima spiaggia che abbiamo visto appena arrivati nell’isola.


Inutile dire che è meravigliosa, qui ogni spiaggia, a qualsiasi ora diversa, lascia a bocca aperta. E ognuna invita a fare un bel bagno.

Ci avviciniamo ai pontili dove solitamente arrivano le tartarughe. D’un tratto mi giro e ne ho una a fianco, che quasi si spaventa. Si avvicina, mi guarda con la sua testina in alto, possiamo ammirarla in tutta la sua bellezza e poi si allontana. Come non provare gratitudine per tutta questa bellezza??

Andiamo ad asciugarci sotto una palma, a fianco del famoso Sandy Palm, struttura frequentata da molti italiani, sulla spiaggia di un hotel dismesso, dove possiamo metterci a leggere in tranquillità, come ci piace, fino alle prime luci del tramonto, che ci fanno scappare, per il timore di essere aggrediti dai tremendi sand flies.

A casa, dopo cena, ci aspetta la preparazione delle valigie, oggi era l’ultima giornata qui, e domani dobbiamo lasciare, nostro malgrado, il paradiso.
Ultimo giorno ad Exuma – la partenza
Tra poche ore dovremo lasciare questo paradiso.
Mi alzo e vado a salutare la mia spiaggetta a Bahamas Sound 18, che ha accolto in questi giorni i miei pensieri e mi ha regalato la bellezza dei suoi colori al mattino.



Mi resta ancora un po’ di tempo, mentre la famiglia dorme ancora per raggiungere, in una decina di minuti, con una camminata lungo la strada, anche la fantastica Jolly Hall beach. C’è la bassa marea stamane e il mare è calmo, sembra una tavola.

La ripercorro tutta fino all’estremità sud, dove so esserci l’angolo di indicibile bellezza che ho trovato il primo giorno: alcune rocce orlano una spiaggia, su cui svettano alte palme, che raramente ho visto sull’isola, e dietro di questa, una strada e di nuovo il mare.

Anche questo è uno dei posti più belli visti in questa vacanza. Ovviamente ci sono solo io in spiaggia.


Mi appresto a tornare e non riesco a fare a meno di buttarmi nel mare per un ultimo bagno, chi se ne importa se avro’ roba bagnata in valigia, voglio godere ancora di quest’acqua meravigliosa sulla mia pelle.
Sento l’odore del mare e dell’aria e lo imprimo nella mia mente.

Risalgo e torno verso casa, dove mi aspettano per colazione.

Chiudiamo le valigie e ringraziamo questa casa deliziosa che ci ha accolto questa settimana, facendoci una foto, proprio sotto a quadri che contengono delle parole molto preziose: Love, Hope, Faith, ovvero Amore, Speranza e Fede, che speriamo ci guidino sempre.

Andiamo a malincuore verso l’aeroporto e lasciamo l’auto dove ci ha comunicato Janish. Non siamo pronti a partire, ma dobbiamo, e mia figlia sta già chiedendo di tornare il prossimo anno.
Facciamo velocemente il check in, e poi attendiamo nel piccolissimo, caldo e affollato aeroporto, incrociando sempre le dita che Silver Airways non faccia ritardo. Ci sono solo un paio di negozietti da visitare, dobbiamo cercare di far passare il tempo fino all’imbarco. Molto lentamente le persone diminuiscono con la partenza dei voli e arriva anche l’orario del nostro imbarco..ma niente. All’improvviso una comunicazione del personale aeroportuale chiede se qualcuno si offre volontario per partire l’indomani, ovviamente tutto spesato..accidenti, tra 2 giorni abbiamo il volo intercontinentale, non possiamo restare, altrimenti l’avremmo fatto sicuramente. Il fatto è comunque che evidentemente la compagnia ha fatto overbooking quindi 3 persone devono restare a terra. Nessuno si offre, quindi è la compagnia a decidere chi saranno i 3 “sfortunati”. Intanto iniziano le operazioni di imbarco, saliamo sul solito aereo rosa che sembra quello della Barbie e ci apprestiamo a vedere di nuovo il paradiso sotto di noi.. questa volta per salutarlo.



Ciao Exuma, il mare piu’ bello che i miei occhi hanno visto nel mondo.

….Ma il nostro viaggio non è ancora finito! Continua qui
https://www.unanimainviaggio.it/miami-fort-lauderdale-e-miami-beach/
Le 10 spiagge piu’ belle di Exuma, Bahamas
Dire quale spiaggia è più o meno bella nell’isola di Exuma, alle Bahamas è un’impresa ardua. Sono tutte paradisiache e il loro aspetto cambia in funzione delle maree.
Questa la mia personale classifica delle spiagge che ho visto:
1 – Haulover Bay (al sud prima di Little Exuma)
2 – Coco plum (al nord, con le celebri altalene)
questa spiaggia con la bassa marea è un incanto.
3 – Big Major cay, o Pig Beach, dove ci sono gli swimming pigs
non tanto per la spiaggia, che è comunque bellissima, ma per i maialini che nuotano che sono fantastici. Un’esperienza da fare.
4 – Tropic of Cancer (a Little Exuma, all’estremo sud)
meravigliosa con il sole del mattino.
5 – Jolly Hall (centrale e ombreggiata)
qui segnalo un punto, all’estremità rispetto all’accesso, che è veramente fantastico
6 – Hoopers Bay (centrale e con tartarughe)
7 -Exuma point beach (all’estremo nord)
nella parte sinistra della punta, non abbiamo trovato accesso alla spiaggia, ma dalla strada questa è la vista.
8 – Le spiagge di Stocking Island (isoletta di fronte a George Town)

9 – Paradise Bay (o Flamingo bay) (centro nord)
10 – Emerald bay (dove c’è il famoso resort Sandals)
Ne aggiungo una che non è proprio una spiaggia, ma un punto in mezzo al mare, che si raggiunge con l’escursione a Exuma Cays, Musha Cay sandbar
Sicuramente ne avrò tralasciate e non le ho visitate tutte, ma quello che ho visto mi ha riempito il cuore di una bellezza infinita.
Luglio 2019
tutti gli articoli su Exuma qui
Davanti alla morte

Davanti alla morte c’è chi cerca una parvenza di normalità, facendo le solite cose.
Davanti alla morte c’è chi fugge, e chi ha paura che la vita sia meno forte di lei.
Davanti alla morte c’è chi è costretto a restare, e a fare i conti con la mancanza, l’impermanenza delle cose terrene, e il senso di vuoto.
Davanti alla morte c’è il silenzio, le urla, il pianto, c’è chi ricorda, chi ride, chi mangia, chi abbraccia, per sentire la vita.
Davanti alla morte c’è chi scrive una lettera per accomiatarsi, chi tiene dentro il dolore, chi accetta o chi rigetta.
Davanti alla morte c’è chi la trova ingiusta, chi non ci trova un senso, chi la trova una liberazione, chi comprende che è il normale corso della vita, ma soffre ugualmente.
Davanti alla morte c’è il dolore di chi resta, la pace di chi va, le tracce lasciate dal passaggio sulla terra, la traccia lasciata nella tua vita.
Davanti alla morte diventano futili e stupide le lotte di potere, l’invidia, l’ego, le idiozie, le rivalse, la cupidigia.
Davanti alla morte c’è un pezzo di te che se ne va, non solo dell’altro, ma della tua identità, quello che tu eri con lui. E un pezzo mancherà sempre.
Davanti alla morte, l’unica cosa che resta è il sole, gli alberi, il cielo, il mare, lo sguardo dei tuoi amori e affetti, le mani delle persone, il respiro, i desideri, il piacere, il battito del tuo cuore. Davanti alla morte.
Davanti alla morte sei sempre solo, anche se hai tante persone vicino.
E non sei soltanto davanti alla morte, ma davanti alla realtà, nel bene e nel male, di avere una vita.
Che va avanti e che devi onorare.
luglio 2019
foto di Patty
Orlando: Universal Studios e Universal’s Islands of Adventure
Ci accorgiamo che stiamo arrivando ad Orlando perché vediamo sull’autostrada un tralicio fatto a forma di Topolino.
Il tempo è nuvoloso, col navigatore arriviamo in città, una città fatta di hotel, ristoranti, outlet e parchi giochi.
Il navigatore ci porta al nostro hotel, il ROSEN INN NEAR THE PARKS sull’Universal Boulevard, dove staremo per 2 notti, prenotato da Agoda e pagato pochissimo. Ho scelto questo hotel per varie ragioni: per rientrare nella media dei prezzi del nostro viaggio in Florida (https://www.unanimainviaggio.it/viaggi-nel-mondo/florida-usa/), visto che qui a Orlando è possibile, si trovano alloggi anche a poco prezzo, perché sembrava comodo, proprio sulla via degli Universal Studios e con navetta gratuita, per l’ ottimo punteggio delle recensioni. L’hotel è simile a un motel, ha una bella hall con personale gentilissimo e una bella piscina centrale. L’ arredamento delle camere è un po’ old stile pero’ sono tenute molto bene, per cui non risulta sgradevole. Ha il bollitore con il caffè in camera e un market fornitissimo. Posso confermare l’ottimo rapporto qualità prezzo. All’interno c’è un corner dove si possono acquistare i biglietti per i parchi e prenotare la navetta.
Dopo aver appurato che il costo dei biglietti è lo stesso di altri punti all’esterno e sul sito online, li acquistiamo e prenotiamo la prima navetta delle 7.30 per l’indomani, nonostante l’apertura del parco sia alle 9, come da consigli letti su vari siti e forum: giusta decisione in quanto occorre un po’ di tempo per raggiungere gli studios, altro tempo per camminare fino all’ingresso dalla fermata dell’autobus, e i cancelli aprono mezz’ora prima per iniziare i controlli. In questo modo, siamo riusciti a fare pochissima coda per le prime attrazioni.
Quello che interessava a nostra figlia era principalmente tutto cio’ che riguardava Harry Potter, ma è riuscita a fare anche alcuni altri rollercoaster e tutti insieme siamo riusciti a vedere 3 spettacoli. E’ rimasto fuori tanto, ma facendo 2 parchi in un giorno è normale.
Abbiamo fatto il biglietto giornaliero Park to Park, che consente nello stesso giorno, di andare agli Universal Studios e a Island of Adventure. Le attrazioni di Harry Potter sono infatti divise tra i 2 parchi, comunicanti tra loro tramite l’Hogwart Express.
https://www.universalorlando.com/web/en/us
Entrando nel parco, si riceve una carica adrenalinica pazzesca! Ti guardi attorno, da una parte vedi un lago con l’Hard Rock Cafè piu’ grande del mondo, dall’altro vedi in lontanza il castello di Hogwarts, e poi tutto intorno giostre e rollercoaster..
Entri nella magia, regredisci nell’infanzia, sprizzi eccitazione da tutti i pori..anche chi non è piu’ un bambino o un ragazzo, non puo’ non esserne affascinato.
Come consigliato nel forum di Tripadvisor e in alcuni blog (https://www.viaggi-usa.it/), siamo entrati subito ad Island of Adventure, andando verso Hogsmeade.
La ricostruzione è meravigliosa, sembra proprio di essere nel film e arrivare al castello di Hogwarts, è una grande emozione.
Entriamo per la prima attrazione, la nr. 13 , the Forbidden Journey, che permette di visitare il castello, passando per la stanza dei quadri parlanti, dall’ufficio di Silente, e davanti a Harry, Hermione e Ron che parlano su un balcone. Lasciamo il papà, che soffre di vertigini e non sale in carrozza, mentre noi….via!!
Partiamo in giro assieme ad Harry che cavalca la scopa, gioca sul campo di quiddich, e vola sopra e dentro il castello. Emozionante vederselo lì davanti, adrenaliniche le volate in picchiata sul campo e sul castello di Hogwarts. E al termine ti trovi davanti alla proiezione di tutti i personaggi che ti guardano e ti applaudono..è una grande emozione!
Terminata la corsa, visto che siamo li’ e non c’è coda, facciamo anche l’attrazione di fronte, Flight on Hippogriph, un rollercoaster non troppo veloce e con spirali non eccessivamente pendenti, ma neanche poco per me. e molto breve. Vorremmo fare la nuova attrazione Hagrid’s Magical Creatures Motorbike Adventure ma è temporaneamente chiusa, dicono che dovrebbe aprire piu’ tardi, quindi ci ripromettiamo di tenerla sotto controllo con la comoda app, che abbiamo scaricato, che segnala anche i tempi di attesa.
Andiamo a prendere l’Hogwarts Express per Diagon Alley, agli Universal Studios, anche qui non facciamo fila, e questo è veramente bellissimo: si parte con il treno vero e nelle vetrate dello scompartimento passano paesaggi e personaggi, proprio come se si stesse viaggiando e la cosa bella è che, facendo il percorso inverso, cambiano scene e paesaggi.
Si scende e si esce a King Cross, la stazione è identica a quella di Londra, poco distante c’è il Nottetempo, e a sinistra c’è un arco: non si vede cosa c’è oltre, ma entrando ti trovi a Diagon Alley e ti sembra di entrare nel film.
Molto piu’ grande e realistica di quella vista agli Studios di Londra, tutto è ricostruito perfettamente: c’è la bottega di Ollivander, il negozio dei Wisley, quello di Madame Malkin, il negozio concorrente di Ollivander, sempre vuoto, alcuni chioschi con la burrobirra e tanti altri negozi dove si possono acquistare gli abiti e tutta l’oggettistica, e anche Nocturn Alley.
Sul fondo, c’è la Banca di Gringotts, e sopra ad essa spicca, gigante, il drago che lancia fuoco a intervalli prestabiliti. Siamo in estasi, anch’io, come l’adolescente, che non sono neanche tanto fan, e mi guardo attorno esterefatta..
Per fare l’attrazione 11, Escape from Gringotts, bisogna entrare nella banca. Qui attendiamo circa 30 minuti. Con l’escamotage di prendere le corse dei singoli (in pratica si sale da soli, non con i compagni, usano il sistema per riempire tutti i posti) , si riesce a risparmiare tempo, tanto, quando si è in quel turbinio, non ci si accorge se qualcuno è insieme a noi!! (salvo mia figlia che sentiva le mie urla da dietro di me!).
Si scende nei sotterranei, si incontrano Harry Potter, Ron, Hermione, e anche Voldemort e Bellatrix, la banca si frantuma e tu sei in mezzo mentre tutto crolla !! Pauraaaa!!! Per me è stata una delle attrazioni piu belle.
Giada vede un bel cappello e ne ha bisogno se lo prova, le sta benissimo e lo compriamo (da notare che la sera precedente in un negozio in città aveva già comprato cappello invernale e maglietta di Griffondoro), entra nel negozio degli abiti e si prova quello rosa di Hermione al ballo, e poi vuole i calzini lunghi di Griffondoro, che si mette subito.
Usciamo da Diagon Alley, ci guardiamo intorno, passeggiamo, e a un certo punto sentiamo cantare “Freedom”..stavolta sono io a correre e fuori da un negozio, i Blues Brother e Aretha Franklin, ricordi della mia gioventù, fanno il loro spettacolo, …meraviglia, sono identici! Restiamo finchè non finiscono e si allontanano andandosene con la loro auto…Intanto ci guardiamo intorno, vediamo altri personaggi dei cartoni, è tutto troppo simpatico!!
L’adolescente vuole fare anche quei rollercoaster a ruota, che ti trovi a testa in giù..io manco morta, il padre, non ha fatto neanche gli altri, ma lei ora non ha problemi ad andare da sola. Va sul Rock it, facendo parecchia fila e noi l’aspettiamo giù, cercando sulla mappa dove andare a pranzo. Quando ritorna, con l’aria soddisfatta, andiamo a pranzo, abbiamo scelto Mel’s Drive, il locale di American Graffiti, tutto è uguale, persino le cassiere sono vestite come nel film. Mangiamo dei buoni hamburger, per 46 usd, dopo aver fatto coda anche qui, e intanto ci rinfreschiamo un po’ perchè fuori è diventato molto caldo.
Guardiamo cosa fare ancora agli Universal Studios, avevo sentito parlare molto bene di Revenge of the Mummy, la vendetta della Mummia, non sarebbe tanto il caso di fare un rollercoaster, visto che abbiamo appena mangiato, ma siamo fiduciose e andiamo. Anche qui facciamo le corse singole, e dobbiamo attendere un pò. In alternativa per non attendere, si possono acquistare i fast pass, ma sono piuttosto costosi e non valgono per le attrazioni di Harry Potter, quindi preferiamo, quando possibile, usare la corsa dei singoli. Non avevo prestato troppa attenzione a che tipo di attrazione fosse la Mummia, ma me ne sono accorta subito alla partenza. Si pensa di partire in avanti, invece, ad una velocità supersonica e al buio, partiamo all’indietro…potrei morire!!! Ci si trova dentro ad una tomba egizia, ed è uno spettacolo, veramente bellissimo. Ad un certo punto il soffitto prende anche fuoco, si sente il calore che arriva addosso, sembra tutto vero e quello che si vede quando c’è un po’ di luce è stupefacnte. Scendo con le gambe che mi tremano dalla paura, ma contenta perchè è un’attrazione bellissima.
Decidiamo a questo punto di fare qualcosa di piu’ tranquillo in modo che anche il papà sia coinvolto. Andiamo a vedere un paio di spettacoli, Animal Actors, dove ci sono alcuni simpatici animali addomesticati che fanno uno show, e Horror make up show, uno spettacolo sui trucchi degli horror, carino, se si riuscissimo a capire tutte le battute. Decidiamo poi di andare a vedere Shrek, uno spettacolo in 4d. Qui aspettiamo parecchio, 40 o 50 minuti, ma per fortuna siamo all’ombra. Lo spettacolo è molto carino, soprattutto quando si va in carrozza con Shrek o quando ciuchino ti starnutisce in faccia :).
A questo punto decidiamo di ritornare a Island of Adventure, per vedere lo spettacolo “Coro di Rane” a Hogsmeade, dimenticando che alle 19 c’è la parata agli Universal Studios, ma non saremmo riusciti coi tempi a rimanere, perchè ora la coda per prendere l’Hogwarts Express è lunghissima.
Arriviamo che prima c’è lo spettacolo di balletto condotto da Hermione, Trew Spirit Rally, e poi il coro delle rane, che è divertentissimo: 4 ragazzi cantano a cappella e fanno versi che sembrano proprio rane.
A fianco un banchetto che vende tutti i tipi di bacchette e porta bacchette. Nel frattempo, anche se sono già le 18, apre l’attrazione di Hagrid: in pochi minuti danno 200 minuti di attesa!! no no, non ce la possiamo fare! Giada allora decide di fare di nuovo The Forbidden Journey, la rifaccio volentieri anch’io, per ricavalcare la scopa con Harry!!!
Al termine ci avviamo verso l’uscita, il parco è grande, passiamo da altre attrazioni, Jurassic Park, King Kong, Spider Man e anche dalle attrazioni tutte colorate per i piu’ piccoli. Giada vuole ancora fare un enorme rollercoaster, Hulk, che fa giri pazzeschi, e va da sola mentre noi ci riposiamo un po’, godendoci l’atmosfera.. è già il tramonto.
Mentre aspetto, vedo che c’è una giostra, Storm Force Acceleration ….. è simile alle tazze che ci sono a Gardaland, fatte quando Giada era piccola, e che mi erano piaciute tantissimo. Quando scende, non c’è coda e chiedo se viene con me e andiamo a girare e rigirare, sbattendo qua e là!!
Fatto questo pero dobbiamo proprio andare verso l’uscita, mi dispiace, ma abbiamo deciso di prendere il bus delle 20.00, il parco chiude alle 22 ma gli ultimi bus, ci hanno detto, col traffico della sera, possono impiegare anche ore per tornare all’hotel. E comunque siamo stanchissimi.
Arrivati all’hotel, andiamo al market e decidiamo di comprare qualcosa da mangiare li’, troppo stanchi per uscire ancora, e poi il traffico ad Orlando alla sera è pazzesco. Prendiamo hot dog e tramezzini e la colazione per il giorno successivo. Ceniamo in camera, abbiamo bagagli da risistemare, il giorno dopo si deve partire presto per Cape Canaveral, vogliamo essere al Kennedy Space Center all’apertura.
Siamo sfiniti ma contenti, l’adolescente dice di aver trascorso una giornata indimenticabile e noi siamo stra felici per questo.
I momenti magici non devono mai mancare nella vita, e quando una ragazza o un ragazzo non piu’ bambino/a ti chiede ancora di vivere la magia, il dono piu’ grande è quello di donargliela e farlo sognare ancora e per sempre.
luglio 2019
foto di Patty
L’esperienza di Harry Potter agli Studios di Orlando nel dettaglio qui
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