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Budapest: informazioni utili per organizzare il viaggio
Dall’aeroporto alla città
Il bus 100E, la cui fermata è proprio al centro tra gli ingressi (o uscite) dei due terminal 2A e 2B , parte ogni venti minuti e impiega una quarantina di minuti per arrivare in centro, facendo 2 fermate, Kálvin tér e Deák Ferenc tér. Noi abbiamo trovato comodissima, per il nostro appartamento, la fermata di Kalvin Ter, dove passano anche la metro e il tram che vanno verso il centro; costo del biglietto 900 fiorini (non è compreso negli abbonamenti), si può acquistare al punto vendita della BKK, all’interno del terminal (proseguendo sempre dritto si incontra sulla destra) oppure alla biglietteria automatica, che si trova alla fermata degli autobus o direttamente dall’autista a bordo dell’autobus (ma si puo’ pagare solo in fiorini). Se avete intenzione di acquistare anche qualche forma di abbonamento, meglio cercare la biglietteria BKK, cosi’ non dovrete perdere tempo alle macchinette automatiche e potrete anche prendere una cartina della città in omaggio. Raccomando di studiare, prima di arrivare, il sistema di biglietti e abbonamenti.
In alternativa c’è il bus 200E, che non arriva diretto in centro, ma fino alla fermata di “Kőbánya-Kispest”, capolinea della metro blu e poi, bisogna prendere la metro per raggiungere il centro. E’ piu’ frequente del 100E, costa un po’ meno (autobus + metro 530 fiorini – utilizzabile anche con i vari abbonamenti a differenza del 100E). Puo’ essere piu’ comodo del 100E se si ha un alloggio non vicino alle fermate di quest’ultimo, perchè piu’ frequente, anche se si deve poi prendere un altro mezzo. Il tempo è analogo per i 2 bus.
Attenzione i biglietti sui bus si pagano solo in fiorini.
Mezzi di trasporto
per capire cosa ci conveniva fare con i biglietti dei mezzi di trasporto, ho consultato questo sito, che ha uno schema abbastanza comprensibile.
https://bkk.hu/en/tickets-and-passes/prices/
Noi, dietro consiglio, abbiamo optato per la carta giornaliera gruppi Budapest 24-hour group travelcard (for 1-5 passengers traveling together) al costo di 3300 fiorini, che ci conveniva anche se eravamo solo 3 (1 biglietto costa 350 fiorini, quindi con 3 corse avevamo già ammortizzato il costo). Inoltre è piu’ comodo avere un abbonamento per non dover cercare sempre i biglietti, che si trovano solo nelle stazione della metro. I biglietti valgono per metro, tram e barche pubbliche (quest’ultime escluso il fine settimana), e a parte per la metropolitana (dove si possono usare per piu’ corse), valgono solo per 1 viaggio.
mappa dei trasporti
https://bkk.hu/apps/docs/terkep/turisztikai_tkp.pdf
Principalmente noi ci siamo mossi in tram, un bellissimo mezzo per vedere la città. In particolare il numero 2, costeggia il Danubio fino al Parlamento, pertanto merita sicuramente un giro.
Ma assolutamente merita anche un viaggio la linea metro 1, che conserva ancora la sua antica bellezza, anche solo per ammirare le sue stazioni (ma è comunque comoda per arrivare alle terme Szecheny o a Piazza degli Eroi)
mappa della metro
https://bkk.hu/apps/docs/terkep/metro.pdf
Segnalo che, per salire al Castello, oltre che prendere la funicolare, chiamata Silko, nella parte di Buda alla fine del Ponte delle Catene, al costo di circa 1200 fiorini (circa 4 euro) solo andata, si puo’ anche prendere l’autobus nr. 16 compreso nell’abbonamento. Fa diverse fermate, al castello, alla chiesa di Mattia e nella città vecchia.
La barca pubblica è un ottimo modo per vedere la città dal Danubio. Se si decide di non fare una crociera sul fiume per contenere i costi, che vale veramente la pena al tramonto o la sera (nel caso ci era stata consigliata la nave Legenda https://legenda.hu/it), è utile sapere che, durante i giorni infrasettimanali, valgono gli abbonamenti dei mezzi pubblici. Noi abbiamo fatto un bel giro dal Ponte della Libertà fino all’Isola Margherita proprio al tramonto. Da tenere presente che potrebbe esserci molta gente: quando siamo andati noi non c’erano posti a sedere liberi e la barca era piuttosto affollata, ma se c’è troppa gente all’imbarcadero, potrebbero anche non far salire tutti.
mappa delle barche pubbliche
https://bkk.hu/apps/docs/terkep/hajojaratok.pdf
Cambio
La valuta ungherese è il fiorino. Non è necessario cambiare in aeroporto, visto che non è conveniente. Le carte di credito sono accettate quasi dappertutto, perfino per l’acquisto dei biglietti dei mezzi pubblici nelle macchinette automatiche. E’ possibile cambiare anche col bancomat negli ATM. Ma la cosa piu’ conveniente è pagare con carta di credito e cambiare il minimo negli uffici cambio sparsi per la città, evitando i Western Unione e Interchange.
Alloggiare a Budapest
Ho impiegato un po’ a trovare la casa giusta, preferendo un’appartamento ai piu’ costosi hotel, cercando su Booking.com, Airbnb e altri siti locali. Ci ho messo tempo per individuare la zona giusta, molti appartamenti economici si trovano nella zona ebraica, che, a mio avviso, è meno tranquilla e romantica. Ho fatto fatica perchè non si trovano molti alloggi con una politica di cancellazione favorevole, ovvero con la cancellazione sino a pochi giorni prima senza penali (nonostante sia indicata la cancellazione gratuita). Devo dire che il consiglio che ho trovato su Tripadvisor Forum Budapest. di alloggiare nel quartiere Belvaros, è stato proprio azzeccato: la zona è molto bella, vicina al Danubio, di fronte al Palazzo Gellert.
Il nostro appartamento era in Erkel Utca, una stradina laterale vista Great Market Hall, – il grande e bellissimo mercato-, traversa della via Raday, -stradina ridente e piena di ristoranti dove cenare-; vicino ai mezzi di trasporto, metro, tram e barche pubbliche, e a pochi passi dal meraviglioso Danubio, attraversato dal Ponte della Libertà; vicino anche a Vaci Utca, la via del passeggio e alla zona del lungofiume che, piena di locali, arriva fino al Balna, e la notte offre un panorama bellissimo.
Entrando nello stabile, abbiamo avuto una sorpresa: una tipica casa ungherese con cortile interno, una specie di casa di ringhiera milanese, di colore giallo.
Szilvia, la nostra host, ci attendeva e chi ha mostrato l’appartamento: sala e cucina separata da un un bagno, con un mezzanine, composto da due camere, da cui si saliva separatamente, in una, dalla cucina e nell’altra, dalla sala. La casa è un gioiello, di design, pulita, luminosa, arredata con gusto in tonalità chiare e con attenzione ai particolari, dotata di tutti gli accessori ed elettrodomestici di cui si puo’ necessitare, e anche di piu, inclusi i prodotti per l’igiene personale.
link dell-appartamento: https://www.airbnb.it/rooms/12184569?guests=1&adults=1
Tour guidato a Budapest
Budapest non è una città cosi’ facile da girare.
Un po’ per la lingua, monumenti, vie e fermate a volte sembrano impronunciabili e si fa fatica a memorizzare i nomi, un po’ perchè offre tantissimo da vedere. Leggendo qua e là sul web, ho trovato il sito di Sfumature di Budapest, con ottime recensioni su Tripadvisor: esperte guide offrono anche free tour in italiano, cioè una visita guidata nella zona di Pest a determinati orari, e non c’è un prezzo prestabilito, ma se il tour è piaciuto e si ritiene positivo il lavoro e la preparazione della guida, al termine si lascia un contributo. Hanno un calendario sul loro sito, dove sarebbe opportuno anche prenotarsi, e poi ci si presenta al punto indicato per la partenza.
Francamente, decidere di iniziare la visita della città con loro, il giorno successivo all’arrivo, è stata la cosa migliore che potessimo fare. Non solo perchè il tour ti permette di fare un giro “strutturato” e guidato facendo risparmiare molto tempo, ma perchè, oltre a fornire tante informazioni storiche e artistiche sui monumenti, raccontano tanti particolari che non si trovano sulle guide, sulla città, ma anche sulla situazione socio politica, modi e abitudini di vita, cibi caratteristici e dove mangiarli, e rispondono a tutte le curiosità che, ascoltandoli, ti vengono in mente. Si rendono disponibili anche a dare consigli su ristoranti, luoghi da visitare e modalità, crociere sul Danubio, segnandoti sulla cartina dove trovarli. Per fare un esempio, ci hanno indicato quali sono i dolci tipici ungheresi e i posti migliori dove mangiarli, dove trovare i famosi kürtőskalács (traduzione: camini), ancora preparati sulle braci (che noi siamo andati prontamente ad assaggiare!)
Se gli altri tour a pagamento fossero stati in giorni e orari a noi congeniali, avremmo scelto di fare anche quelli, perchè sono certa che sarebbe stata una bellissima esperienza: il prezzo non è eccessivo, e quello che abbiamo lasciato per il free tour, corrispondeva proprio al prezzo richiesto per i tour! Pertanto, consiglio vivamente Sfumature di Budapest, ringrazio Aron, la nostra guida preparatissima, e confermo cio’ che scrivono sul loro sito (pieno tra l’altro di utilissime informazioni e curiosità)
“..nei nostri tour riuscirete a scoprire l’anima di questa città..Noi di Sfumature di Budapest vogliamo cercare di narrarvi e rendervi partecipi di queste emozioni”
..Obiettivo centrato, bravi!
qui il loro sito:
https://www.sfumaturedibudapest.com/
Consigli culinari
Noi a Budapest abbiamo mangiato molto bene.
Dolci molto buoni, carne e pesce ottimi, gnocchetti (nokedli) simili agli spätzle, conditi con formaggio e uno strepitoso bacon croccante, birra ottima, la Borsodi e la Soproni.. Di seguito elenco i posti dove abbiamo, mangiato meritevoli di una visita.
Escobar
Ristorante pizzeria sulle rive del Danubio, in zona Ponte della libertà, di sera offre una vista strepitosa, gulash, carne, pesce e dolci ottimi. Personale molto gentile, che non è cosi’ scontato a Budapest. Prezzi buoni. Piacevole passeggiata fino al Balna.
Paprika
Ristorante in Raday Utca, (fermata Kalvin ter), in una stradina piena di locali con il menu con foto (che aiuta molto). Ottimo il gulash, la carne e i gnocchetti. Posto anche all’esterno, ma all’interno è molto tipico. Servizio discreto e prezzi buoni.
Spiler
Locale molto grande su 2 lati e molto originale, in Gozsdu Udvar, la zona dei Ruin pubs. Piu’ pub che ristorante, buoni comunque gli hamburgher, e la carne.
Intermezzo Roofterrace dell’hotel President
Merita una menzione, se si va col bel tempo, per il paesaggio straordinario che offre. La scelta del cibo è limitata, il costo è in linea agli altri locali e si potrebbe andare anche solo per un drink, per godere della vista di Budapest a 360 gradi. E’ necessario prenotare, magari calcolando l’orario del tramonto.
https://hotelpresident.hu/restaurants/intermezzo-roof-terrace
Pasticceria Gerbeaud
Una delle piu’ antiche, famose ed eleganti di Budapest per la sua torta, e per gli altri dolci, in piazza Vorosmarty. Siamo andati dopo che Sfumature di Budapest ci aveva descritto i dolci, proprio per assaggiare la torta Dobos, ma ne abbiamo assaggiata anche una ancora piu’ buona. Prezzi altini, ma vale la pena sedersi e godere della squisitezza di quei dolci e su quella piazza, ammirando il passaggio.
Street food in Kazinczy utca 18, quartiere ebraico
kurtoskalacs fatti sulla brace a vari gusti, spettacolari!!
https://www.facebook.com/streetfoodkaravan/
Gelarto
Gelateria a fianco della basilica di Santo Stefano che fa bellissimi gelati a forma di rosa, discreti. Hanno i diplomi dell’università del gelato Carpigiani!
Per le terme ho fatto un articolo a parte, nella sezione Cose fighe in giro per il mondo, che trovate qui
Settembre 2018
(foto by Patty)
Tutti gli altri articoli su Budapest e foto qui
Bratislava, un gioiello intrigante e colorito
Sarà perchè non mi aspettavo tanto da Bratislava, la capitale della Slovacchia (anche se avevo sentito dire che era carina), sarà per le persone che abbiamo incontrato, sarà per la bella stagione in cui l’abbiamo visitata, l’estate, ma per me è stata una vera sorpresa.
Non solo per me e mio marito, ma anche per l’adolescente tredicenne, il che è tutto un dire.
Come si arriva
Noi ci siamo arrivati non per scelta diretta, ma per avere piu’ giorni da trascorrere a Budapest, visto che la compagnia Wizzair con cui eravamo partiti, aveva una combinazione o troppo breve di voli, o in giorni lavorativi, che non ci potevamo concedere. Così ho trovato un ritorno conveniente con Raynair da Bratislava (destinazione Bologna), che avrei raggiunto da Budapest con un economico bus (Rejojet, 6,5 euro a persona, https://www.regiojet.com/, un ottimo modo per girare le città dell’Est) che si è rilevato anche molto comodo, con tanto di hot drink, giornali, visori inclusi nel costo del biglietto.
La compagnia Ryanair ha un paio di voli settimanali da alcune città d’Italia.
Trasferimento in centro a Bratislava e alloggio
All’arrivo, alla stazione dei bus, mi sono resa subito conto che non mi ero informata sul cambio e ho scoperto che la moneta usata in Slovacchia è l’euro.
Abbiamo incontrato subito persone cordiali, che vedendo che eravamo in difficoltà con la ricerca del bus nr. 70, ci hanno offerto spontaneamente di aiutarci, dandoci le informazioni. Non è semplice infatti capire, quando si arriva, dove andare a prendere l’autobus che ci aveva indicato l’host, per raggiungere l’alloggio. Quando finalmente lo troviamo, scopriamo che, per lavori in corso, è stato soppresso. Due gentilissimi ragazzi slovacchi ci dicono che dovremmo prendere un altro autobus, che non ci lascierà pero’ vicino al centro, ma che possiamo seguirli, se vogliamo, perchè loro devono prendere lo stesso mezzo. Quando scendiamo ci accompagnano fino alla zona pedonale, da dove si puo’ arrivare anche a piedi al nostro alloggio.
Visto il poco tempo che avevamo a disposizione, avevo prenotato un appartamento con Booking.com in zona centrale, nel complesso Beethoven Apartaments in Keglevich Palace (74 euro a notte in 3, scesi a 59 con lo sconto Booking).
L’appartamento, oltre che proprio centralissimo sulla via pedonale e vicino alla chiesa di s. Martino, è un delizioso sottotetto con mezzanine (per certe cose potrebbe essere piu’ curato ma è molto gradevole).
Bratislava e il cibo
Attraverso il passaparola di un’amica che era venuta a Bratislava un mese prima, andiamo a prendere il gelato alla Cremeria i Nonni, e qui conosciamo il simpatico Giuseppe Sapone, expat di origini calabresi che, mentre mangiamo il gelato migliore della città, ci racconta della vita a Bratislava e in Slovacchia, della sua esperienza, e ci consiglia un posto per la cena, e ci offre anche il caffè!
Il ristorante consigliato, lo Slovack Pub, https://www.slovakpub.sk/en/, è ubicato fuori dal centro pedonale, in un’area che non avremmo visitato, ma dove vale la pena fare un giretto. Oltre che avere buon cibo tipico slovacco (gnocchetti al formaggio di pecora e bacon arrostito, stinco, anatra, e altri tipi di carne e gulasch -carne, paprika, carote e patate-) è stupendo, sembra di entrare in un museo: nell’atrio ci sono quadri magiari, statue, nelle stanze corna di renna, e anche altri quadri.. merita anche solo un visita. E simpaticamente all’ingresso c’è scritto di sedersi dove si vuole :).
Il giorno seguente, per pranzo, facciamo uno spuntino in un posto, che avevo trovato per caso la sera prima leggendo un blog, che per noi che siamo dei gattari è stato irresistibile: un cat cafè. Ovvero un cafè dove vivono e girano liberi, con i proprietari, 8 bellissimi e coccolosi gatti. Ne parlo qui.
Prima di ripartire torniamo a salutare Giuseppe e a riprendere un altro buon gelato con i nuovi gusti del giorno. E anche a ringraziarlo per i consigli. E’ proprio una persona squisita, quindi vi raccomando di andare a trovarlo se vi trovate a visitare Bratislava http://inonni.sk/.
Bratislava cosa vedere
Il centro storico di Bratislava è un vero gioiello.
Case colorate, strade pulite, statue di bronzo che saltano fuori all’improvviso. Subito all’arrivo nell’area pedonale verso il nostro alloggio, la via Panska vediamo subito Cumil, la statua del un soldato che sbuca da un tombino, simbolo di Bratislava. E’ fortissima e tutti si vogliono fare una foto li’.
Scegliamo poi di iniziare il nostro giro partendo dalle mura che costeggiamo il duomo San Martino.
Visitiamo il duomo, in stile gotico, che con la sua guglia di 85 metri, domina il panorama del centro storico.
Poi girovaghiamo per le deliziose strade interne.
Arriviamo alla strada principale, la Michalska Ulica, che porta alla torre di San Michele con l’omonima porta di accesso alla città, l’unica delle 4 medievali rimaste. Gli edifici sono tutti colorati, il centro cittadino è proprio molto vivace.
Proseguiamo arrivando alla piazza principale, Hlavné Námesti, dove domina il vecchio municipio e dove si incontrano altri bellissimi palazzi.
Lungo la strada troviamo un negozio che vende caramelle, che ha in vetrina un castello tutto fatto di caramello! E’ meraviglioso, ce ne aveva parlato Giuseppe, quindi entriamo e vediamola lavorazione a mano del caramello, fino ad ottenere caramelle e lecca lecca e letteralmente sembra di vedere la famosa trasmissione “Come è fatto”!
Giada impazzisce, assaggiamo anche le caramelle, che sono squisite, meno il personale, non è molto loquace e sorridente (ma molti slovacchi sono cosi’). E ovviamente compriamo delle caramelle!
Durante la passeggiata, incontriamo altre statue di bronzo, caratteristica della città: in piazz,a proprio appoggiato ad una panchina, un soldato napoleonico, di fronte. una guardia, poco piu’ avanti il Bell’Ignazio che saluta col cappello, all’incrocio tra via Radničná e via Laurinská, il paparazzo, e Hans Christian Andersen, alla fine del lungo viale pedonale, contornato di giardini e localini che ricordano la Francia, che parte dalla piazza Hviezdoslav.
Ecco proprio sulla grande piazza Hviezdoslavovo domina il bell’edificio del Teatro Nazionale Slovacco.
In questa stagione ancora calda, ci sono dei refrigeratori sotto cui ci divertiamo a passare, ma ci immaginiamo come puo’ essere tutta questa area di Bratislava durante i mercatini di Natale..e Giada dice già che ci vorrebbe tornare per le feste!
Di fianco scorre il Danubio, sulle cui rive si possono godere magnifiche passeggiate e da cui si vede il castello che domina la città.
Sopraelevata, il Ponte Nuovo, una moderna strada che ha all’estremità un’alta costruzione detta Ufo, perchè sembra una navicella spaziale, dal cui skybar dicono si ammiri un panorama eccezionale.
Purtroppo, ho letto, che il ponte è stato voluto dal regime comunista per finalità propagandistiche e per dare un aspetto di modernità alla città sacrificando il quartiere ebraico e una parte delle storiche mura. Infatti la strada scorre proprio attaccata alla Cattedrale di San Martino, che sembra non ne tragga troppo beneficio a causa dei continui scossoni a cui è sottoposta per il traffico.
Il giorno successivo andiamo a visitare la famosa chiesa di Sant’Elisabetta, fuori dal centro storico. E’ comunemente conosciuta come “chiesa blu” e a vederla sembra fatta di marzapane, deliziosa!
Ci dirigiamo poi verso il castello, salendo a piedi sulla collina. Il castello è bianco, elegante, ben tenuto ed ordinato.
Antico avamposto dell’età romana, completamente ricostruito nel 1993, dopo essere stato distrutto da un incendio,è sede rappresentativa del Parlamento slovacco ed è uno dei simboli di Bratislava.
Non abbiamo visitato l’interno per mancanza di tempo, ma siamo riusciti a vedere un pozzo spettacolare, e gli splendidi giardini, oltre a passeggiare nel parco che gli gira attorno e che permette di vedere la città dall’alto, da tutti i lati.
Al ritorno ci fermiamo a pranzo nel catcafè di cui ho parlato prima.
Lasciamo a malincuore la città, che meriterebbe sicuramente un giorno in piu’. Non siamo riusciti a vedere palazzo Grassalkovich, fuori dal centro e magari sarebbe stato bello arrivare al Castello di Devin, o fare una delle tante belle attività che ci sono, anche per i ragazzi, il viaggio virtuale in 9d, l’adiacente gioco di specchi, entrambi nella via Zámocká, dove c’è anche il catcafè, prendersi un drink all’ice bar, e andare per pub e localini, gremiti di giovani e dall’aspetto invitante!
La città è uno splendore anche di sera, quando è tutta illuminata.
Per concludere, Bratislava è sicuramente una città speciale da visitare! La consiglio veramente a tutti!
Settembre 2018
(foto by Patrizia Pazzaglia)
Scovare un catcafè a Bratislava
Per noi gattari, scovare un cat cafè a Bratislava, un locale dove bere un caffè o un drink, in compagnia degli amici gatti, è stato qualcosa di mitico!
Eravamo a Bratislava da un giorno, il giorno successivo saremmo ripartiti e prima di dormire stavo leggendo su internet qualche informazione sulla città. Su un blog, ho letto della presenza di un cat cafè, cosi’, tra le tante notizie.
Ho subito individuato dove poteva essere e figuriamoci..l’ho messo in programma per il giro del giorno successivo! Tra l’altro era proprio sulla via del nostro tour, che prevedeva la visita al Castello di Bratislava.
Non dico niente a mia figlia, patita di gatti, per farle una sorpresa. Il giorno dopo prendiamo, a piedi la strada verso il Castello, la Zámocká e dopo un po’ di salita, arriviamo al 24 e ci troviamo davanti all’insegna.
Giada è in estasi!! Il cat cafè pero’ è chiuso, decidiamo quindi di proseguire per la visita al Castello e tornare alle 12, quando apre e magari pranzeremo li’. Inutile dire l’eccitazione dell’adolescente tredicenne che non vedeva l’ora che arrivassero le 12..
Alle 12 in punto siamo li’ davanti, ma il locale è ancora chiuso. C’è anche altra gente che aspetta.

Poco dopo, Marcel viene ad aprire e ci invita ad entrare, non senza esserci prima disinfettati le mani (a tutela dei mici).
L’insegna appesa dice “Let’s go relax” e la filosofia di questo cafè è proprio quella di prendersi un attimo per rilassarsi, con un amico o qualche caro, bere un caffè o un te, e fermarsi .. come balsamo per l’anima, contro il logorio della vita moderna! Con l’aggiunta della compagnia di adorabili gatti.
Entriamo.. e siamo emozionatissimi!!! I gattoni sono li’! Alcuni ci guardano curiosi, altri dormono incuranti, altri vengono subito a lisciarci e cercar coccole!
Cerchiamo di non far troppo caos per non disturbarli e ci sediamo, mentre Marcel porta i menu’ agli ospiti. Sul menu, oltre a quello che si puo’ ordinare, ci sono le foto dei gatti, i nomi, la loro storia e le regole da osservare, che siamo ben lieti di seguire, per il benessere dei mici.
Adoriamo subito quel locale, e mentre aspettiamo i nostri sandwiches, birra e frappe, un gattone si fa coccolare sul divano, un altro si piazza sopra le nostre teste, altri 2 sono vicini vicini a riposare impassibili, uno curioso viene a vedere, a strusciarsi e fare le fusa.
Sembriamo impazziti per la gioia. Tutti i gatti hanno un carattere adorabile, sono belli, curati, e si muovono senza paura ed inoltre il locale è proprio carino.
Su ogni tavole c’è un disinfettante per le mani, da usare se si mangia dopo che si sono toccati i mici, e verso l’uscita c’è persino la spazzola adesiva per togliere il pelo.
Un bel progetto, il cat cafè Mackafè, non ha scopo di lucro, nasce perchè, non essendoci gattili in Slovacchia, si propone di raccoglie fondi per recuperare i gatti dalle strade e cercare qualcuno che li adotti, salvo gli 8 che vivono qui. Parliamo piacevolmente con Marcel del loro progetto e non vorremmo piu’ lasciare il locale..ma abbiamo il volo dopo poco e dobbiamo proprio andare.
Un posto da favola per noi, che non dimenticheremo.. anche perchè l’adolescente ha già detto che vuole aprire un cat cafè, quando sarà grande :) !!

altro articolo su Bratislava qui
settembre 2018
(foto by Patty)
Il punto di vista di un permaloso
Ho sempre saputo di essere permalosa.
Come Persona Altamente Sensibile, tutto mi tocca e facilmente mi sento offesa o ferita. Anche da un piccolo commento, magari neanche diretto, anche fatto con ironia. Percepisco la malizia che, molto spesso, c’è dietro.
E’ facile nascondersi dietro un “stavo scherzando”. E a volte una battuta pungente, con intenzione mascherata, a chi è un po’ acuto e non stupido, -al contrario di cio’ che pensa chi la fa-, puo’ colpire. Lasciare interdetti. Anche chi non è cosi’ permaloso.
Spesso c’è proprio l’intenzione, quando si lancia una frecciata, di dire qualcosa ma non esplicitamente. Per non compromettersi più di tanto. Non compromettere apertamente una relazione. Per dire e non dire. Per non dire quello che invece, in fondo in fondo, si pensa. A volte, chi riceve, la frecciata, fa lo gnorri. Fa finta di niente, sta al gioco o ride anche lui. Magari non riesce a fare, altro in quel momento. E invece accusa.
Spesso le battute arrivano soprattutto quando si è insieme ad altri, o in gruppo. Dove la possibilità di reazione davanti a tutti è minore mentre la possibilità di buttarla sul ridere è maggiore.
Eppure le frecciatine possono far male. Innavvertitamente, come una brutta sorpresa.
Non tutti abbiamo la stessa capacità di proteggerci, di farci scivolare addosso le cose. Non tutti abbiamo sviluppato una scorza.
Non tutti abbiamo la voglia o il coraggio di ribattere con la stessa moneta o di difenderci.
Non tutti reagiamo in automatico (e questo puo’ essere anche un bene).
Alcuni ingurgitano, rimurginano, si fanno domande. Si chiedono il perché di una certa risposta. Mettono in discussione prima loro che gli altri. Si chiedono cosa avrà voluto dire veramente l’altro. Fanno ipotesi e viaggi pindarici.
Magari è anche un modo, per chi subisce, per imparare a prendere le misure, con le persone. Per imparare a conoscere meglio, le persone. Per misurare le distanze da tenere. Imparare chi è affine, come sensibilità e a chi, invece, fare attenzione. Puo’ essere un modo anche per imparare a diventare un po’ piu’ impermeabili. A proprie spese, ovviamente, anche se le battute solitamente sono gratuite. E intanto si incassa.
Spesso manca una coscienza rispetto agli effetti sugli altri, di quel che si dice. Perché comunque, le parole, le battute, hanno un peso, sono importanti. Spesso manca la capacità di mettersi nei panni dell’altro, l’empatia, l’attenzione e la sensibilità, la cura per quello che l’altro puo’ sentire . Manca la delicatezza.
Io odio il doppio gioco, la non trasparenza, il fare di circostanza, il dire e non dire. Mi disorienta. Quel che non è diretto mi rende sospettosa. Perché, magari, parto sì guardinga, ma poi apro e dò fiducia. E spesso, è proprio in quel momento, quando riesco ad aprire un varco, che viene sferrato il colpo basso, come se niente fosse. Il sarcasmo che si maschera da ironia. Perchè il limite tra i due è molto sottile.
Ho sempre saputo di essere permalosa, ma talvolta mi viene il dubbio: non è forse che, invece, ho incontrato spesso degli stronzi?
E’ un altro punto di vista, ma meglio giustificare me, che dare sempre delle attenuanti agli altri.
-
L’ironia certamente non poté cominciare che da’ tempi della riflessione, perch’ella è formata dal falso in forza d’una riflessione che prende maschera di verità. (Giambattista Vico)
-
L’ironia sentimentale è un cane che ulula alla luna pisciando sulle tombe. (Karl Kraus)
-
Mi sforzo di parlare sempre senza ironia. So bene che l’ironia non ha mai toccato il cuore di nessuno. (Georges Bernanos)
-
Un giorno smetterò di scappare e la mia ironia cesserà di essere una difesa. Sarà solo una qualità, perché oggettivamente sono molto simpatico. (Fabio Volo)
-
Di solito l’ironia, più che un effetto riuscito, è una intenzione mancata. (Giuseppe Pontiggia)
foto di Patrizia Pazzaglia
settembre 2018
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–Piazza degli Eroi, enorme con la sua magnificenza
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-la collina Gellert con la statua omonima, la dominante Statua della Libertà e la Cittadella, a Buda
-il memoriale delle scarpe sul Danubio, Piazza della Libertà con il monumento “Memoriale per le vittime dell’occupazione tedesca” e il contro-monumento vivente come protesta (http://www.unanimainviaggio.it/per-non-dimenticare-le-scarpe-della-memoria-e-il-monumento-contro-l-olocausto-a-budapest/)
-il quartiere ebraico: la grande Sinagoga, i murales, la Godsu Uzdvara, i ruin pubs e soprattutto il Szimpla, con sosta allo Street Food per gustare i Kurtőskalács cotti sulle braci
-tutti i ponti, soprattutto il Ponte della Libertà e il Ponte delle Catene
-la passeggiata sulle rive del Danubio
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–Piazza Szechenyi Istvan e Palazzo Gresham
-la cattedrale di Santo Stefano con sosta alla gelateria Gelarto
-il piu’ bel palazzo di Budapest che ospita il Museo delle arti applicate
-l’uomo sul ponte, ovvero il Monumento a Imre Nagy in Vertanuk Tere vicino al Parlamento
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-una o piu’ mezze giornate alle terme (noi abbiamo fatto le storiche Szechenyi e le panoramiche Rudas, bellissime entrambe)
-un giro per la Vaci Utca
-il grande mercato coperto
-la linea 1 della metropolina, ancora rimasta al periodo dell’impero austro ungarico
-se resta tempo, la chiesa nella roccia
Purtroppo non siamo riusciti ad andare sull’isola Margherita, il parco cittadino, nel mezzo del Danubio.
Siamo rimasti 4 giorni, ma sarebbe bellissimo riuscire a restare anche una settimana, per viversi questa meravigliosa citta, Budapest.
All’adolescente è piaciuta tantissimo!
Settembre 2018
(foto by Patty)
tutti gli articoli su Budapest qui
Mille angolature di Budapest
Perchè mille angolature di Budapest?
Perchè ad ogni angolo in cui mi giravo, a Budapest, ero in preda allo stupore. Perchè ho cercato di vederla, Budapest, proprio da ogni angolo. Perchè la bellezza di ogni angolo mi riempiva di entusiasmo, e sentivo che scendeva e mi scaldava il cuore. Perchè di Budapest mi sono innamorata, e proprio di ogni suo angolo.
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Budapest e le viste dall’alto, dal Budapest Eye, dalla chiesa di Santo Stefano, dalla Terrazza dell’hotel President, dall’alto di Buda, dalla Cittadella e dal Castello.
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Budapest che ti stringe il cuore con i suoi monumenti e contromonumenti in memoria della persecuzione degli ebrei.
Budapest e le sue statue che appaiono all’improvviso camminando, che ti strappano un sorriso, come se incontrassi un amico.
Budapest la goduria e la bellezza delle sue terme, come fare il bagno in un monumento e con vista sulla città.
Budapest e l‘imponenza dei suoi monumenti, il Parlamento, la Piazza degli Eroi, la Statua della Libertà, che domina in alto sulla città.
Budapest e il gulash, la birra Borsodi, i gnocchetti ungheresi e la parika ovunque. I kürtőskalács -camini in italiano-, tipici dolci preparati ancora sulle braci nel quartiere ebraico, e la torta Dobos della pasticceria Gerbeaud.
Budapest e le passeggiate, Vaci Utca, il lungo Danubio, la vista della città dal tram n.2, la meraviglia della linea 1 della metropolitana, rimasta come negli antichi splendori dell’impero austro ungarico.
Budapest e i suoi colori dorati al tramonto.
Budapest ogni angolo ti stupisce, e ti lascia senza parole, appagando i tuoi sensi e scaldandoti l’anima.
Raramente una città mi ha preso e coinvolto cosi’ tanto. Veramente entusiasmante e romantica.
Arrivo a Budapest e alloggio
Ho adorato Budapest non appena arrivata in città, scesa alla fermata del bus 100E, che dall’aeroporto mi ha portato in centro, fermata Kalvin Ter, quartiere Belvaros, consigliato dagli esperti del forum di Tripadvisor.

Strade ampie, palazzi e chiese, piazzette con bar e tavolini, mezzi di ogni tipo. Stradine con caratteristici localini. Il primo impatto, dalla strada per andare verso quello che sarebbe stato il nostro alloggio, non poteva essere migliore. Scelta assolutamente azzeccata come ubicazione.
Arriviamo al nostro appartamento, affittato tramite Airbnb, in Erkel Utca, una stradina laterale vista Great Market Hall, il grande e bellissimo mercato, traversa della via Raday, ridente e piena di ristoranti dove cenare.

Vicino ai mezzi di trasporto, metro, tram e barche pubbliche, e pochi passi dal meraviglioso Danubio, attraversato dal Ponte della Libertà,

e a una zona di passeggio piena di locali, che arriva fino al Balna, che la notte offre un panorama bellissimo.
Entrando nello stabile, ci aspetta la sorpresa: una tipica casa ungherese con cortile interno, una specie di casa di ringhiera milanese, di colore giallo.
Szilvia, la nostra host, ci attendeva e ci ha mostrato l’appartamento, sala e cucina separata da un un bagno, con un mezzanine composto da due camere, da cui si saliva separatamente, in una dalla cucina e nell’altra dalla sala. La casa è un gioiello, di design, pulita, luminosa, arredata con gusto in tonalità chiare e con attenzione ai particolari. E’ dotata di tutti gli accessori ed elettrodomestici di cui si puo’ necessitare, e anche di piu, inclusi i prodotti per l’igiene personale.

2 città in una
Soltanto prendendo in mano una guida, ho scoperto che Budapest è 2 città in una: Buda e Pest.
Buda è quella dall’altra parte del fiume, quando si arriva, dove c’è la collina, la statua della Libertà che domina la città, il Palazzo Reale e la città vecchia. Pest è il centro, la città interna, piena di edifici storici e monumenti, dove si mescolano gli stili neogotico, barocco e liberty, con i suoi edifici eclettici, ristoranti e caffè, boutique e bancarelle. Entrambe hanno un fascino particolare, ma Pest è molto piu’ vivace, soprattutto la sera. Pertanto il mio consiglio è sicuramente di alloggiare nella zona di Pest.
Budapest al tramonto
La prima cosa che abbiamo fatto all’arrivo a Budapest, grazie anche alla location del nostro appartamento, è stato attraversare il ponte della Libertà ed andare a prendere il battello pubblico per vedere la città dal fiume, proprio nell’ora piu’ bella, il tramonto.
Il battello era abbastanza affollato, ma con il biglietto dell’abbonamento gruppi era compresa la possibilità di salire anche su questo mezzo, non essendo il fine settimana (quando non è compreso), per cui lo volevamo sfruttare. La vista, in una giornata serena come quella, è meravigliosa, soprattutto quando si arriva al palazzo Parlamento, che prende un colore dorato.
Siamo scesi prima dell’isola Margherita; col senno di poi, avrebbe meritato una visita, visto che in seguito non siamo piu’ riusciti a tornarci: è il parco cittadino di Budapest, circa 100 ettari, collegato alla terra ferma da due ponti. Ma purtroppo era tardi e in serata i battelli, poi, si diradano, per cui abbiamo ritenuto piu’ opportuno saltare la sosta.
Per tornare verso la nostra dimora, al Belvaros, abbiamo preso il fantastico tram n.2, che costeggia il Danubio, fino al Ponte della Libertà. Praticamente abbiamo visto la città dal fiume, prima, e il fiume dalla città, poi.
Budapest di sera
Budapest di sera è meravigliosamente illuminata. I suoi ponti, che riflettono sul Danubio, sono qualcosa di spettacolare. Il palazzo del Parlamento è maestoso, come bellissimo è vedere da lontano la zona di Buda, col palazzo reale illuminato. La passeggiata lungo il Danubio, con le orchestrine dal vivo, fino ad arrivare al Balna, ricco di localini, o la Vaci Utca, la strada del passeggio e dei negozi, che pullula di vita, fanno desiderare di passare svegli l’intera notte.
Non abbiamo fatto la crociera notturna, ma senza dubbio ne vale la pena.
La prima sera abbiamo cenato sul Danubio, al Belvaros, in zona Balna (una zona dove c’è un edificio che sembra una balena, pieno di locali), con la vista del ponte della Libertà illuminato – il mio preferito – e di fronte il palazzo Gellert, dove ci sono le omonime terme. Questa resta indubbiamente la zona che mi piace di piu’.
Le altre sere abbiamo cenato, una volta al quartiere ebraico, bellissimo, vivacissimo, nella famosa Godsu Udvar, patria dei ruin pubs, che merita sicuramente, e un’altra sera in un tipico localino in Raday utca.
Budapest dall’alto
Abbiamo visto Budapest dall’alto da piu’ angolazioni. Il primo giorno, per entusiasmare mia figlia, a cui comunque la città è piaciuta tantissimo, siamo salite io e lei, sul Budapest Eye.
Bello vedere la città dall’alto, ma qui non eccezionale. Molto piu’ bello vederla da Buda, dal Palazzo Reale, e dalla collina. Ecco, da li’ ci sono dei panorami meravigliosi. Sei là in alto e hai davanti tutta la Pest.

Un altro fantastico punto di vista è l‘hotel President, in Hold utca 3, vicino all’Hold Street Market . Siamo andati a cena, al tramonto prima del calar della sera, dopo aver prenotato, il giorno precedente, un tavolo sul terrazzo sul tetto, dietro consiglio di 2 turiste italiane conosciute durante il tour di Pest. Il panorama da li’, e a quell’ora, è veramente bellissimo, soprattutto perchè, oltre a tutta la città, si puo’ vedere il tetto del piu’ bel palazzo di Budapest, sede del Museo delle arti applicate (Iparmuveszeti Muzeum), che veramente merita e non si vede dalla strada
Tour di Pest con Sfumature di Budapest
Una delle cose migliori che abbiamo fatto, è stato contattare Sfumature di Budapest appena dopo l’arrivo nella città, e prenotare il loro free tour di Pest, per iniziare la nostra visita. In questo modo abbiamo subito avuto un bell’assaggio della città, evitando di perdere tanto tempo a cercare i vari posti con guida e cartina, e abbiamo ricevuto un mare di informazioni storiche, sociali, culturali, molto interessanti. E visto cose che non avremmo mai notato da soli e che non si trovano scritte sulle guide.
Il tour parte dalla piazza Deak Ferenc, nei pressi dell’uscita della metropolitana (qui fermano le Metro 1-2-3), dove c’è Chiesa Luterana bianca senza campanile. Da li’ il tour si dirige verso il Danubio, passando per piazza Vorosmarty, dove ti indicano le pasticcerie in cui mangiare i migliori dolci di Budapest, passeggiando per il bellissimo viale, fino al Ponte delle Catene, proseguendo per piazza Széchenyi ,verso la Basilica di Santo Stefano, fino ad arrivare a piazza Szabadsag, piazza della Libertà, che mi ha veramente colpita e che merita qualche parola in piu’. E’ qui infatti che si trova il monumento contro l’olocausto voluto dal governo. C’è una fontana, dotata di sensori ottici, che la fanno attivare quando ci si avvicina o ci si allontana, davanti a una statua raffigurante l’arcangelo Gabriele – simbolo dell’Ungheria -, che viene soggiogato dall’aquila imperiale tedesca.
Il monumento non mostra pero’ le responsabilità dei nazisti ungheresi e del regime stesso, nella persecuzione degli ebrei. Per questo, davanti ad esso, si puo’ vedere quello che è definito il contro-monumento: un monumento “vivo”, a cui hanno dato vita i cittadini ebrei, portando, e continuando a portare, foto dei loro cari, morti nei campi di concentramento, lettere, oggetti di uso quotidiano appartenuti ai deportati, candele, fiori, le valigie con cui partirono.. insomma la testimonianza dei sopravvissuti o dei parenti, come protesta contro la verità occultata, non evidente nel monumento governativo. (http://www.unanimainviaggio.it/per-non-dimenticare-le-scarpe-della-memoria-e-il-monumento-contro-l-olocausto-a-budapest/)
Il tour continua con la vista dei bellissimi giardini e palazzi, nei vari stili, che ci sono intorno, fino ad arrivare al piccolo ponte con la statua di bronzo di Imre Nagy, a Vértanúk tere, andando verso il Parlamento, una vera chicca. Dopo la descrizione del Parlamento, ed alcune curiosità, la passeggiata termina davanti al piccolo mercato coperto, in fronte a quello che è il palazzo piu’ bello di Budapest, con un meraviglioso tetto appena visibile dal basso dai toni di verde chiaro acceso e dorato, che ospita il Museo delle arti applicate.
Ed eccoci qui nella foto di rito, che viene pubblicata per ogni tour da Sfumature di Budapest su Facebook.
Questo tour ci ha affascinato, e ci ha introdotto alla città nel migliore dei modi.
Visitando Budapest
Abbiamo poi proseguito la nostra visita in autonomia, ritornando verso il Parlamento e il Danubio, per raggiungere il memoriale dell’eccidio ebraico, ovvero le scarpe della memoria: su quaranta metri di banchina, 60 scarpe di bronzo arruginito, che ti lasciano in silenzio e con un nodo alla gola, ricordo degli ebrei costretti a togliersi le scarpe e ad annegare nel Danubio. Ancora oggi non trovo le parole per descrivere questo posto, e per dare un nome dall’emozione che ti muove dentro. (http://www.unanimainviaggio.it/per-non-dimenticare-le-scarpe-della-memoria-e-il-monumento-contro-l-olocausto-a-budapest/)

Riporto qui un articolo molto bello che ho trovato, che descrive il luogo:
http://www.succedeoggi.it/2014/04/le-scarpe-della-memoria/
Buda e la zona del Castello
Ci trasferiamo nella zona di Buda, attraversando il Ponte delle Catene. Arriviamo dall’altra parte, dove è possibile prendere la funicolare per raggiungere il castello, oppure l’autobus 16, che è quello che prendiamo noi, per evitare la fila alla Silko (la funicolare) anche perchè il bus è incluso nel nostro biglietto giornaliero (per info si puo’ vedere qui: http://www.unanimainviaggio.it/budapest-informazioni-utili-per-organizzare-il-viaggio/)
L’autobus fa piu’ fermate a Buda, decidiamo di partire dalla visita alla zona del castello e assistiamo anche al lungo giro del cambio della guardia.
Il castello è maestoso, ma soprattutto è fantastico il panorama della città dall’alto.
Ci spostiamo verso la città vecchia, arriviamo alla Chiesa di Mattia, bellissima con le sue guglie gotiche, che non riusciamo a visitare all’interno perchè c’è un matrimonio. Con i Bastioni dei Pescatori, è veramente uno spettacolo: anche qui, da tutti gli angoli, un panorama pazzesco!
Proseguiamo per la città vecchia, che mi sembra un po’ desolata, anche se l’ordine e i palazzi colorati sulle vie, trasmettono una grande serenità.
Torniamo a prendere l’autobus per scendere verso Pest, perchè ormai è tardo pomeriggio. Siamo stanchi morti, perchè in una giornata abbiamo visto veramente tanto!! Come ricompensa per le fatiche della giornata, ci fermiamo alla famosa gelateria Gelarto, a fianco della chiesa di Santo Stefano, dove fanno dei bellissimi gelati a forma di rosa, veramente squisiti! E mentre aspettiamo il gelato, noto su un attestato appeso al muro, che hanno fatto la scuola, da Carpigiani, che è vicino a casa nostra!!!
Le Terme
I 2 giorni successivi iniziamo la giornata andando alle Terme. Noi adoriamo le Terme e non possiamo non provare quelle famose di questa città. La nostra guida di Sfumature di Budapest, ci ha suggerito di andare al mattino per evitare affollamento e trovare una situazione igienica migliore, ed in effetti, arrivando attorno alle 8.30, ce le siamo potute godere a pieno. Ne parlo qui:
Castello Vajdahunyad, Piazza degli Eroi e Viale Andrassy
Usciti dalle terme Széchenyi, che sono in un’edificio bellissimo e in mezzo al verde del Parco Varosliget, percorriamo per un tratto quest’ultimo fino ad arrivare al laghetto artificiale, che è a fianco all’ingresso di un’altra sorpresa, che stava per sfuggirci, in quanto, chissà perchè, non l’avevo tanto considerato: il Castello Vajdahunyad. Invece è proprio bellissimo, un tipico castello medievale, anche se ricostruito di recente, che combina piu stili, dal romanico al gotico, al rinascimentale, al barocco. Quel giorno, l’interno del castello ospitava anche un’evento particolare, quindi c’era tanta gente, bancarelle, confusione, ma questo non ha compromesso l’apprezzamento di questo luogo romantico. Riesco solo a immaginare l’atmosfera da fiaba che puo’ avere d’inverno questo posto, quando il lago di fronte diventa una pista di pattinaggio.
Lasciato alle spalle il castello, arriviamo alla piazza piu’ maestosa di Budapest: Piazza degli Eroi. Enorme. Bellissima. Da camminarci e stare a guardarla per ore.
Il nostro giro prosegue per Viale Andrassy. La prima parte non è niente di che, mentre da metà del viale, quando si comincia ad arrivare nella zona ebraica, comincia ad essere gradevole. E infatti qui ci fermiamo a pranzare, in un ristorantino sul viale alberato.
Il quartiere ebraico
Ci addentriamo nella zona ebraica, arrivando alla famosa strada chiamata Kiraly. Per caso arriviamo proprio davanti al posto dove volevo andare, Gozsdu Udvar, una specie di galleria costruita tra i palazzi, che di giorno ospita un mercatino di cose particolari e deliziose, davanti ai famosi Ruin pubs. Letteralmente “bar in rovina“, i Ruin pubs sono nati negli anni 2000 dall’idea di alcuni imprenditori, che decisero di occupare spazi ed edifici abbandonati, arredandoli con quel che si trovava e trasformandoli in bar. Idea che si è via via sempre piu’ diffusa, creando una zona di luoghi di incontro molto particolare.
Uscendo dalla via, dove torneremo per cenare la sera dopo, per godere della vita notturna di questa zona, andiamo alla ricerca del primo e piu’ famoso Ruin pub: il Szimpla Ker. Il Szimpla è un bar unico, insolito, folle, fantasioso, stravagante, che lascia a bocca aperta. Luogo di incontro, con musica, per mangiare e bere, (o anche solo per ammirarlo) ci si trova di tutto dentro, nel cortile, nelle stanze, attaccato ai muri..L’ho adorato, ho adorato la creatività con cui tutti gli oggetti sono stati pensati e trovati per quel posto, con cui gli spazi sono stati addobbati, e la sensazione di stupore che mi ha lasciato.
Poco piu’ in là troviamo un cortile riservato allo street food, dove ci avevano detto che avremmo trovato i famosi kürtőskalács, camini in italiano, dei coni dolci tipici ungheresi, che si mangiano srotolandoli, e che qui vengono ancora cotti sulle braci.
Proseguiamo per il quartiere ebraico, Aron di Sfumature di Budapest ci aveva detto che ci sono alcuni murales nel quartiere, quindi andiamo alla loro ricerca. E qualcuno riusciamo a trovarlo. Bellissimo.
Troviamo anche questa scultura fantastica.
Usciamo dal quartiere, sulla strada principale, la Dohány utca, e arriviamo alla grande Sinagoga, che è proprio grande e bella..
La nostra giornata termina con una vista meravigliosa, a cena sul terrazzo dell’Hotel President, dove si gode, nonostante il tempo non proprio sereno, di una vista a 360 di Budapest, compreso, finalmente, il tetto del palazzo del Museo delle arti applicate, di cui avevamo solo potuto intuirne la bellezza.
Tour di Buda, castello e collina Gellert
Il giorno successivo ci trasferiamo a Buda. Iniziamo la giornata alle Terme Rudas, che sono proprio sotto la collina e hanno spettacolari panorami su Pest. Nel primo pomeriggio saliamo sulla collina, e il primo incontro è la statua di San Gellert, ben visibile da Pest. Gellert era un vescovo italiano (Gerardo di nome), recatosi a Budapest per convertire gli Ungheresi al cattolicesimo, ma che presto fini’ ucciso, rinchiuso in una botte e buttato nel fiume proprio dal punto dove ora c’è il monumento. Proseguendo per una salita un po’ impervia, ma in mezzo a un bel bosco, si arriva sotto alla statua che domina su tutta la città e che per me ha un fascino straordinario: la Statua della Libertà. Con la sua palma alzata al cielo, altre 2 statue accanto, e ai suoi piedi la città e il Danubio, mi ha veramente trasmesso una grande sensazione di liberazione. Questo punto della città l’ho amato particolarmente.
Ci dirigiamo verso la cittadella, che comprende soltanto le mure, senza possibilità di entrare, e cominciamo a riscendere la collina, trovando lungo la via, anche un fantastico parco giochi.
Arriviamo in fondo, dove si trova l’hotel Gellert, in stile Art Nouveau, che ospita le omonime Terme. Di fianco, la chiesa nella roccia, costruita nel 1926 su modello della chiesa di Lourdes, che andiamo a visitare anche all’interno.
Per concludere la giornata e darci una meritata ricompensa, andiamo alla pasticceria Gerbeaud, in piazza Vorosmarty, per assaggiare i dolci tipici piu’ buoni di Budapest.
Dopo averne sentito la descrizione da Aron, possiamo scegliere tra la torta Gerbeaud, la famosa Sacher e la torta Dobos e la nostra scelta cade su quest’ultima e su un’altra che troviamo sul menu’, la Royal chocolate cake, che è quella che alla fine ci piace di piu’. Questo ci sembra il modo migliore, davanti alle nostre grandi fette di torta, sulla piazza, per concludere la nostra visita alla città, visto che all’indomani partiremo.
In realtà facciamo ancora una lunga camminata nella via del passeggio e dello shopping, la Vaci Utca, per arrivare al nostro appartamento, vicino al mercato centrale.

La serata la concludiamo al quartiere ebraico, in Godsu Uzdvara, per godere dell’atmosfera vivace notturna, mangiando specialità ungheresi da Spiler.
Budapest, vista e vissuta dalle sue mille angolature è una città veramente straordinaria.
Un riepilogo dei luoghi imperdibili lo trovate qui:
Le informazioni pratiche per organizzare il viaggio qui:
Settembre 2018
(foto by Patty)
Tutti gli articoli su Budapest qui
Non sopporto gli influencer!
Nel mondo di oggi c’è una nuova figura di successo: colui che dà consigli per le scelte e per gli acquisti.
Occultamente (per i piu’ sciocchi), velatamente, o in modo molto manifesto.
Una figura a cui molti ambiscono, con cui vorrebbero identificarsi, e che tanti seguono: l’influencer.
Una figura a cui si vorrebbe assomigliare, per raggiungere il suo successo, quello che rappresenta o presenta. Forse per riempire dei vuoti di personalità, di idee. Per insicurezze, per mancanza di fantasia, per pigrizia o per conformismo.
Per essere come, per far parte di, per arrivare a.
Il testimonial che testa, e poi suggerisce, propone, e a volte neanche quello deve fare. Solo mostrarsi. Rendere desiderabile qualcosa, un oggetto, lo status che rappresenta, o il mondo che gli gira attorno.
Anche il politico, o chiunque in qualche modo abbia l’intento di portarti dalla sua parte, o da qualche parte.
Raccontando o mostrando quello che ci si vorrebbe sentir dire o si vorrebbe essere, o si desidera.
Non ho mai sopportato chi, per vendere, vuole convincere. Il negoziante che dice:
“questo va molto”
“ne ho venduti tanti cosi’”,
in nome di un’omologazione che non mi ha mai convinto. Un desiderio di essere uguali agli altri, o ai modelli di successo, magari, per distinguersi e farsi notare. Un controsenso.
La moda che ci vuole tutti uguali, uniformare i gusti, con il miraggio, per i destinatari, di avere piu’ considerazione, piu’ visibilità.
Ma cosa emerge in mezzo agli uguali?
Come se, senza il capo giusto, si potesse diventare invisibili, come se la personalità non avesse il suo valore.
Eh si, perché proprio sulla paura di essere invisibile, di essere da meno, di essere inferiori agli altri, tutto si basa.
E’ piu’ sano, invece, saper scegliere secondo il proprio gusto, seguire le novità, le mode, le tendenze, chiedendosi se veramente piacciono, non in modo coatto, perchè lo fanno tutti. Non puntando solo sull’esteriorità e sul conformarsi.
Ecco perché non sopporto gli “influencer”. Di ogni tipo.
Un “lavoro” basato sulle debolezze altrui. Sulla fragilità e sulla confusione di non sapere quello che si vuole.
Sul bisogno di essere come loro, anziché unici e irripetibili. Sul bisogno di adeguarsi, come adolescenti in cerca di un’identità, di un posto nel mondo.
Non ho mai sopportato chi volesse condizionare le mie scelte per poi magari voler far credere che le scelte fossero mie.
Conscia di essere facilmente condizionabile, resto quindi sempre all’erta, per non confondermi. Sostenitrice dell’originalità e dell’autenticità, di quello che rimane e non svanisce, alla ricerca di un appoggio su quello che c’è dentro, più che su quello che c’è fuori. Non mi piacciono i consigli che non siano genuini, non voglio dubbi dettati da altri, fuori di me: sono sufficienti i miei. Voglio sentirmi libera di decidere io, o non decidere.

Non sopporto gli influencer, preferisco informarmi su piu’ fronti. Confrontare, vedere, toccare, provare, cercare di sentire. Senza alimentare il bisogno, loro, di aver influenzato qualcuno in piu’, come prova del loro potere e del loro successo.
Apprezzo le informazioni che ricevo e anche l’ingegno nell’aver saputo cavalcare l’onda e sfruttare le loro capacità, il loro egocentrismo, i loro talenti, pur disapprovando fine e mezzo.
Non sopporto gli influencer, non loro per quel che sono, ma il sistema. Noi, che gli diamo potere.
Il potere di voler far credere che possiamo essere tutti uguali e nello stesso tempo diversi, unici benché copie, migliori per quel che si appare.
Di essere piu’ insieme, mentre invece rimaniamo sempre piu’ soli.
E, a volte, anche fregati.
agosto 2018
(foto Pixabay e Patty)
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Turisti fai da te? no Alpitour? …Vantaggi e svantaggi
E’ veramente conveniente organizzare un viaggio fai da te? E’ sicuro? Possono farlo tutti?
Il motore che mi ha spinto a provare ad organizzare viaggi in fai da te, è stata la rabbia che mi prendeva quando, avendo prenotato una vacanza con agenzia, dovevo poi pagare centinaia di euro in piu’ rispetto a quanto preventivato, per gli adeguamenti carburante.
Ero e sono appassionata di lettura di diari di viaggio (dei paesi che intendo visitare), mi piace cercare le informazioni sui luoghi, sentire i racconti, consultare blog.. pertanto non mi è pesato cominciare a fare ricerche finalizzate all’organizzazione, studiare itinerari, curiosare sul web voli e alloggi..
Ma attenzione! Primo requisito: la passione.
Che significa anche dedicare tempo a questo. Tanto tempo.
Perché quando si inizia a studiare una meta, un paese, o una grande città, sembra tutto complicatissimo (almeno a me!).
Ci vuole un po’ di studio e di letture, per raccapezzarsi e cominciare a fare itinerari che abbiano un senso, per cercare gli alloggi nei posti giusti, stimare i tempi, organizzare gli spostamenti, ecc. ecc.
Significa amare il fatto di crearsi il proprio viaggio, su misura e con flessibilità, cosa che difficilmente avviene con l’acquisto di un pacchetto preconfezionato.
Significa gustarsi, per tutto il tempo prima del viaggio, le informazioni. Significa far volare l’ immaginazione!
Insomma il viaggio inizia molto tempo prima. Ne ho parlato giusto qui.
Ma significa anche mettere in conto la possibilità di sbagliare, e assumersi la responsabilità dei propri errori, senza poter dare la colpa a qualcun altro..E cercare magari, se possibile, di rimediare per proprio conto.
Devo dire che con i mezzi che ci sono al giorno d’oggi, non è cosi’ facile sbagliare. Basta mantenere un po’ di flessibilità e saper leggere e ascoltare.
Leggere tante recensioni (tante, non il parere di poche persone che magari dicono quello che ci vogliamo sentir dire) su tripadvisor per esempio, frequentare gruppi a tema su facebook e forum, fare domande ai membri, contattarli anche in privato (chi scrive sui forum generalmente comunque è un appassionato e fornisce volentieri le risposte), leggere i racconti e i consigli sui blog.
Imparare a discriminare, per esempio l’entusiasmo di chi è magari la prima volta che va in un posto ed è esaltato, e di chi si lamenta di tutto, perché cosi’ è il suo stile di vita. Alcune persone mettono commenti tipo “ottimo”, “favoloso”, “eccezionale”, quando spendono poco e hanno una qualità sufficiente, quindi è importante sapere quello che si vuole, andare un po’ a fondo e leggere attentamente quali sono le cose importanti per chi scrive, confrontandole con quelle che sono importanti per noi che leggiamo. Guardare tante foto, per capire se il luogo che scegliamo è nel nostro stile. Mantenere la flessibilità di cambiare idea o posto, se si leggono commenti negativi su quello che tanto ci ispirava. Accettare, se si decide per l’affare, che la qualità possa non essere al top (che non è detto, ma inutile sarebbe, poi, lamentarsi se dovesse succedere).
Significa fare tanti e tanti confronti, non limitarsi al primo prezzo su Booking.com (che spesso, tra l’altro, prevede parecchi supplementi e tasse, se si va nel dettaglio).
Significa fare da soli certe operazioni necessarie, come per esempio il check in, comprarsi un’assicurazione, organizzare i trasferimenti, contattare una guida.
Affrontare eventuali problematiche, il ritardo/perdita/cambio di un volo, il cambio di un alloggio perché proprio non conforme, un host che non si riesce a contattare dopo una prenotazione o all’arrivo a destinazione, un evento imprevisto nel luogo di destinazione (un’amica quest’anno ha dovuto cambiare, durante un viaggio, mete e alloggi per via di un terremoto..)
Assumersi anche l’ansia che la prenotazione sia stata registrata, magari ricontattando hotel, host, ecc., o l’ansia di non trovare qualcuno a prenderci a destinazione, come accordato. Riuscire ad orientarsi quando si arriva e fare tutte le operazioni pianificate, come cambio denaro in aeroporto, acquisto di scheda telefonica, ricerca del mezzo per andare all’alloggio.
Significa anche essere aperti a sperimentare.
Insomma organizzare un viaggio in fai da te, non è per tutti. Bisogna saperlo.
E nel caso generi ansie, o si sia molto inesperti, è davvero meglio avvalersi di un’agenzia, di un esperto, di un professionista.
In certi casi non è detto neanche che ci sia un risparmio in termini economici. Ecco perché è importante sempre valutare entrambe le alternative, agenzia e fai da te (se proprio non si è appassionati di organizzarsi i propri viaggi da soli e si ha quindi il piacere nel farlo). Altre volte puo’ essere conveniente fare un semi-fai da te, ovvero cercarsi il volo, in base alle offerte, e affidarsi ad un’agenzia per l’alloggio (come noi abbiamo fatto per le Maldive). O affidarsi a intermediari online, che spesso hanno buone offerte proponendo volo e alloggio (come Expedia).
Per essere piu’ tranquilli, per gli alloggi si possono anche cercare quelli proposti dai tour operator nei pacchetti: se non sono in esclusiva, hanno un sito, e di solito i prezzi sono molto convenienti! Io ho fatto cosi’ organizzando il viaggio in Repubblica Domenicana, prediligendo un resort venduto anche da Eden viaggi e con una buona offerta volo, prenotata con grande anticipo, sono riuscita a fare 2 settimane quasi al prezzo che ne sarebbe costata una acquistando il pacchetto del tour operator! Anche per Cuba, quando ho alloggiato nei resort, sulle isole, ho prenotato quelli venduti da tour operator come Press tour e Settemari, direttamente dal loro sito.
Se si vuole iniziare ad organizzare un viaggio fai da te, io consiglio sempre di cominciare con un posto tranquillo e facile. Poi le cose pian piano si imparano, con l’esperienza. E, soprattutto, ci vuole una buona dose di curiosità.
In questo articolo ho dato alcuni suggerimenti, secondo il mio punto di vista, su come si puo’operare.
Viaggiare risparmiando: come organizzare un viaggio fai da te
Il mio primo viaggio fai da te l’ho organizzato a Mauritius (in realtà in passato, molto tempo fa, avevo organizzato anche un viaggio in Messico e Guatemala, con zaino in spalla, ma all’epoca c’era solo la Lonely Planet su cui fare affidamento). Ero già stata a Mauritius con mio marito e sapevamo che era una meta tranquilla e facile per andare anche con una bambina. Avevo trovato un ottimo volo charter con la compagnia Meridiana (ora Airitaly). Ho scelto la zona. Ho iniziato a leggere recensioni su Tripadvisor, sugli alloggi, poi cercato su google e guardato i siti degli alloggi che mi interessavano o di intermediari che li proponevano. Ho confrontato, ho scritto per avere conferma di disponibilità e preventivi, ho prenotato, ho cercato il transfert su google, l’ho contattato, ci siamo accordati ..e siamo partiti. All’arrivo all’aeroporto ci aspettava un signore con un cartello: “Mr. Patty” :) e l’avventura è iniziata! Ed è stata una magnifica avventura!
Da allora, ho preso coraggio ed ho organizzato viaggi, sia on the road, come in Thailandia e a Cuba, per esempio, che piu’ importanti, come in Kenya (volo + alloggio in cottage ed escursioni e safari organizzati sul posto), o piu’ tranquilli, combinando resort a escursioni, come in Repubblica Domenicana, o viaggi tranquillissimi, come alle Maldive (acquisto volo in autonomia + resort da agenzia). Li trovate tutti qui
In definitiva la mia risposta alla domanda iniziale
E’ veramente conveniente organizzare un viaggio “fai da te”? E’ sicuro? Possono farlo tutti?
è:
Sì, organizzando viaggi “fai da te” si puo’ risparmiare notevolmente,
ma bisogna mettere in conto molto tempo e lavoro, e non è per tutti!
agosto 2018
Il giorno prima del ritorno
Il giorno prima del ritorno senti tutto con un’intensità diversa.
Come assaporare per l’ultima volta, rumori, odori, paesaggi, affinchè le sensazioni restino dentro e si depositino come ricordi indelebili.
Guardi i luoghi per imprimerli nella tua mente, mentre c’è già quel senso di nostalgia, di mancanza che ti pervade, che ti porta a vivere con una maggiore consapevolezza ed apprezzare fino in fondo gli ultimi istanti.
Senti un buco nello stomaco, al pensiero di lasciare quei luoghi che sono stati la tua casa per un po’. Che ti hanno riportato a te. Che ti hanno condotto fuori dalla routine, dal conosciuto. Che ti hanno riportato alla piena vitalità e bellezza. .
Pensi a domani, che su un aereo, un auto, o un treno, ricorderai questi ultimi momenti. E tutti gli altri.
In fondo ti piace, quel buco allo stomaco, quella nostalgia preventiva.
Perché significa che ha vissuto, che hai visto, che hai viaggiato. Che hai amato, ancora.
luglio 2018
foto by Patty
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Londra: lo Stansted Express e i biglietti delle attrazioni 2×1
Sempre piu’ viaggiatori si recano a Londra con Ryanair arrivando all’aeroporto Stansted.
Il metodo migliore per arrivare in città, è prendere lo Stansted Express, che parte ogni 15 minuti durante il giorno e ogni 30 minuti la mattina presto e la sera tardi, ed evita l’eventuale traffico verso la città, arrivando comodamente a Liverpool station, da dove partono le principali linee della metropolitana per raggiungere il centro, oppure a Tottenham Hale.
https://www.stanstedexpress.com/it/informazioni-di-viaggio/orari/
I biglietti dello Stansted Express
Il costo del biglietto ordinario e è piuttosto caro, ma forse non tutti sanno che
se i biglietti vengono acquistati parecchio tempo prima (come i biglietti dell’aereo) si puo’ usufruire delle offerte Advance, con tariffe a partire da soli £7 sola andata.
Basta fissare la partenza, e il ritorno puo’ essere entro un mese. Il biglietto puo’ essere acquistato online fino a 6 mesi prima, viene inviato via mail e deve essere presentato all’ingresso della stazione (o in alternativa puo’ essere visualizzato e mostrato nell’app apposita). Ecco il link che parla delle offerte
https://www.stanstedexpress.com/it/biglietti-e-tariffe/tipi-di-biglietto/offerte-advance/
Cosi’ noi, per esempio, partendo a fine novembre, abbiamo acquistato i biglietti ad agosto, pagando £ 35 in totale, per 2 adulti e una bambina.
Lo sconto 2×1 sulle attrazioni
Ma l’altro grande vantaggio è che, acquistando il biglietto on line sul sito, si puo’ usufruire dello sconto 2×1, su tantissimi attrazioni. In pratica si puo’ risparmiare il 50% sull’ingresso.
L’elenco delle attrazioni, che si trova sul sito stesso
https://www.stanstedexpress.com/it/offerte/2×1/
comprende l’ingresso a Westminster Abbey, al Tower Bridge, Madame Tussauds, per fare un esempio, molti musei, concerti, show, anche gli autobus hip off hip on, le crociere in barca sul Tamigi, e anche ristoranti, come ad esempio il Buba Gamp! C’è solo l’imbarazzo della scelta!
Per usufruire del 2×1, occorre attenersi ad una determinata procedura.
Come funziona
Prima di partire, da casa occorre stampare i voucher relativi alle attrazioni che interessano presenti sul sito, per esempio noi abbiamo individuato quelle che piu’ ci interessavano dal sito dello Stansted Express e abbiamo stampato i voucher. Il consiglio è quindi di selezionare da casa quello che interessa e stampare tutti i voucher, decidendo poi in loco cosa si vuole fare. Infatti basta poi presentare il voucher alla biglietteria dell’attrazione (ovviamente non si possono acquistare i biglietti delle attrazioni online, ma solo alle biglietterie) ed acquistare i biglietti scontati.
Io ne avevo stampati parecchi di voucher, ma con poco tempo ho scelto di andare sul Tower Bridge. Abbiamo presentato il voucher alla cassa e abbiamo ottenuto lo sconto. Ecco l’articolo della visita
:
Per stampare i voucher, occorre inserire nel form sul sito, il numero della prenotazione che viene inviata, con il biglietto via mail.
Grazie ad una convenzione con le ferrovie britanniche, il 2×1 è valido anche se si è in possesso di un biglietto con sopra stampato il logo National Rail, per i biglietti del Gatwick Express e anche del treno da Luton airport, se acquistato dal sito Visit Britain, se questi biglietti prevedono l’andata e il ritorno, oppure è valido se si è in possesso della Travelcard cartacea. Pare inoltre che i voucher siano anche nelle brochure con le offerte 2×1 che si trovano nelle stazioni ferroviarie, da compilare a mano, ma questo non l’ho verificato.
Buon viaggio a Londra a tutti!
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dicembre 2017
foto di Patrizia Pazzaglia




























































































































































