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TRAPANI ERICE e MARSALA: chi dice che per vedere i mulini a vento occorre andare in Olanda??

 

 

Nelle vicinanze di Trapani, dove eravamo già stati in precedenza, ci sono cose molto interessanti da vedere: noi abbiamo scelto di visitare, avendo ancora una giornata di tempo, il borgo medievale di Erice, a 8 km, e a 750 metri sul livello del mare, e le saline di Marsala, (tra l’altro vicinissime all’aeroporto).

Prima del ritorno, dopo aver trascorso 4 notte a Favignana, ci restava infatti una notte da spendere in Sicilia, con un Boscolo gift che avevamo ricevuto in regalo.

Abbiamo quindi affittato un auto al porto, da Sicily by car, con riconsegna in aeroporto.

Avevo trovato una struttura tra Trapani ed Erice, per il  soggiorno di 1 notte, I mulini resort, che si è rivelato essere un posto meraviglioso: una ex casa salinara riconvertita in resort

 

 

Nella casa ci sono 2 mulini, di cui uno sulla spiaggia, con davanti una splendida piscina

 

 

Con le fioriture della primavera il contesto era davvero meraviglioso

 

 

Cenare e fare colazione davanti al mare e al mulino è stato incantevole

 

 

La nostra camera aveva l’accesso dall’interno del mulino, dove si potevano ammirare le pale e gli ingranaggi

 

 

Poiché era anche il mio compleanno, svegliarsi e camminare sulla spiaggia al mattino, in quel contesto è stato un meraviglioso inizio

 

 

Il giorno seguente, al mattino, abbiamo raggiunto Erice

 

Erice

Salendo ad Erice si gode un panorama stupendo del trapanese: in lontananza si intravedono anche le Egadi; in primavera, poi, è tutto fiorito 

 

 

Dalla zona esterna al borgo, dove si trova il Castello di Venere, si può ammirare la costa fino a San Vito Lo Capo

 

 

Qui c’è anche un punto in cui l’architettura e il contesto mi hanno ricordato il palazzo Quinta de la Regaleira di Sintra

 

 

Inoltrandosi per le strade acciotolate del borgo, si torna indietro nel tempo: si incontrano le mura, chiese stupende, tra cui il Duomo, la chiesa Matrice, – meraviglioso-

 

 

un terrazzino dove si affacciò Garibaldi

 

 

poi piazzette, stradine, vicoletti, negozi di ceramiche e di paste di mandorle, e tanti ristoranti, in una splendida atmosfera, dove i buttadentro invitano a mangiare le specialità siciliane … buonissime

 

 

Abbiamo pranzato gustando ancora una volta questa cucina Da Michele.

Nonostante il tempo fosse un pò nuvoloso e con qualche goccia di pioggia, abbiamo apprezzato molto questa cittadina gioiello.

 

Le saline di Marsala

 

 

Prima del tramonto, e del nostro volo, ci siamo spostati a Marsala, precisamente nella Riserva Naturale delle Isole dello Stagnone, alle saline Ettore e Infersa: chi l’ha detto che bisogna andare in Olanda per vedere i mulini a vento???

 

 

Qui si trovano, infatti, parecchi mulini per la lavorazione del sale, disseminati nella laguna

 

 

In particolare spicca il più vicino, risalente al XVI secollo, perfettamente restaurato e funzionante, che racconta la storia e il duro lavoro nelle saline

 

 

Ovviamente l’abbiamo visitato, arrivando fin sotto le pale e godendo del panorama dall’alto

 

 

all’imbrunire i riflessi del sole sulle saline sono qualcosa di spettacolare

 

 

Meno interessante invece il giro in barca attorno all’isola fenicia di Mozia.

Un’altra giornata piena di bellezze, a distanza di pochi chilometri nel territorio trapanese.

 

 

maggio 2025

 

prima eravamo stati a Favignana

FAVIGNANA: colori, odori, suoni, e sapori e l’intrigante storia dei Leoni di Sicilia

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SICILIA

 

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Quella “logica” allegria

 

 

Sto bene..

Ho quasi paura a dirlo..

ehm ..cancello ❌… dicono che non si deve dare energia alla paura, con le parole.

Quindi:

 

Sto bene 

 

Prendo il coraggio per dirlo. 

Sto bene dove sono. E non è poco: mi rendo conto che dove sono è un bel posto dove stare.

Mi accorgo delle mie compulsioni, ma le guardo e le accetto; lascio essere i vuoti, accolgo il silenzio, la quiete.

Tengo a bada sprazzi di sensi di colpa, per i momenti di dolce far niente. Per le cose da fare, per quelli che si pensano essere doveri non assolti, o tempo da spendere in modo più . . proficuo? utile? interessante? non sprecato, insomma. Che, per quanto tempo ho avuto il cruccio, di sprecare il tempo, quando ne avevo molto di più davanti!

Sovrappongo al pensiero del tempo che si perde, il pensiero dei momenti da trascorrere lentamente, in beatitudine. L’ascolto del tempo che passa.

 

Ascolto:

 

un battito d’ali di colombo,

una cicala che canta e poi smette,

un aereo in lontananza,

un cucu’ che a intermittenza fa sentire la sua voce,

le foglie che iniziano a muoversi con l’aria,

il vento che si fa sentire e allevia dal caldo,

il ronzio estemporaneo di un insetto

 

E mi torna alla mente una canzone di Giorgio Gaber. Che dice..

 

“io sto bene”..

 

e chiama questo “illogica allegria”.

Mi piace che qualcuno abbia il mio stesso sentimento:

 

“E sto bene.

 

Io sto bene come uno quando sogna,

Non lo so se mi conviene,

ma sto bene, che vergogna

 

Io sto bene.

Proprio ora, proprio qui.

Non è mica colpa mia

se mi capita così”

 

 

Il mondo pare diviso, tra chi, da una parte, sembra voler mostrare a tutti i costi che è felice, senza ombra alcuna, inducendo gli altri a perseguire una effimera felicità, ricercando cose materiali; e chi, quando sente un autentico benessere, -forse quella gioia che scaturisce proprio da dentro, quella di cui parlava Seneca,- prova quasi un senso di vergogna, o colpa.. perché…

 

“Lo so

del mondo e anche del resto,

lo so

che tutto va in rovina..”

 

 

E poi ci sono quelli che non stanno bene, e ne han fatto un baluardo. Che agiscono con vittimismo, e manipolazione, intrappolati da scelte che neanche riconoscono; quelli che è sempre colpa di qualcuno o qualcos’altro, e tentano di portarti con sé, nel loro buco nero.

E, invece, forse, quel che serve, è una presa di coscienza, un lavoro interiore, e poi una scelta consapevole; forse il tradimento di un modo d’essere disfunzionale, di un’eredità arcaica; o forse il sopraggiungere di una saggezza che viene dalla maturità, un momento di illuminazione, di connessione col mondo. Una sveglia, che porti qui, presenti a sé stessi e al mondo, a quella sensazione che dovrebbe essere la più naturale, un diritto, il senso della vita, con

 

orecchie, 

occhi 

cuore 

aperti..

 

e a dire senza timori, colpe o vergogna:

 

” io sto bene”

 

 

“È come un’illogica allegria

di cui non so il motivo.

Non so che cosa sia

è come se improvvisamente

mi fossi preso il diritto

di vivere il presente”

 

 

 

È un’illogica allegria, o è più che logica?

Illogica perché non capiamo che succede, logica perché la meritiamo.

 

Che,- io credo,- siamo nati per star bene, per conquistare gioia e pace, non per essere in balia del mondo e in costante pena.

 

Io sto bene.

So che non sarà per sempre..

Ma intanto..

mi godo il mio presente!

🙏

 

 

 

agosto 2025

 

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Balos e la sua laguna immensa, e l’idilliaca Gramvousa

 

 

Balos, la spiaggia più famosa di Creta, la laguna di cui si sente tanto parlare e di cui si vedono tante foto sul web, e secondo alcuni ben piazzata tra le spiagge più belle del mondo: acqua cristallina, con striature delle varie tonalità di azzurro, spiaggia bianca e roccia dorata; lingue di sabbia che si estendono da un promontorio e acqua bassa per raggiungere la terraferma, o viceversa, a seconda da come si arriva. Un vero spettacolo, ma un luogo purtroppo, nella stagione estiva centrale, già contaminato da un eccessivo turismo di massa, nonostante arrivarci sia impegnativo..

 

Noi alloggiavamo a Falasarna, e ci siamo spostati al porto di Kissamos (località dove non alloggerei, molto anonima, con solo pochi metri di un lungomare carino, su cui affacciano alcune taverne), per imbarcarci per un tour in barca a Gramvousa e Balos, prenotata con B-crew sailing

 

 

A Balos si può arrivare:

–in auto, facendo 7 km di sterrato, dicono piuttosto impegnativo, nel quale le assicurazioni delle auto non coprono i danni in caso di problemi, più un tratto da fare a piedi dal parcheggio, che diventa una salita impegnativa sotto il sole. Lo spettacolo però di scorgere la laguna all’improvviso pare impagabile

-con un bus della Stratour, da Kissamos che accompagna fino al parcheggio e riporta indietro verso orari prestabiliti. Costo 20 euro. https://stratatours.com/4×4-low-cost-bus-transfer-to-balos/

-con un auto presa a noleggio in loco, autorizzata a fare questo tratto

-con barche che partono da Falasarna, Kissamos o Chania (per esempio https://balos-travel.com/it/tour/gramvousa-balos-biglietto-solo-barca-2/) o con un grande ferry che parte da Kissamos, da dove ho visto ammucchiate prima, e scendere poi, centinaia di persone https://blue-daily-cruises.com/it/orari-e-prezzi-balos-e-gramvousa/

-con tour privato in barca a vela, catamarano, motoscafo o altro.

Noi abbiamo scelto l’ultima opzione. Eravamo in 8, con una barca a vela, partenza alle 9 e ritorno alle 17, 90 euro a persona incluso pranzo, bevande e snack: il plus è stato, oltre al numero ridotto di persone, che fosse inclusa la tappa all’isola di Gramvousa, che è un incanto, raggiunta dopo un paio d’ore di navigazione prima di tutti i turisti, in particolare del ferry, che ci ha consentito di godere dell’isolotto quasi deserto.

 

Gramvousa

 

 

L’arrivo a Gramvousa è in un mare incantevole, che mi ha ricordato un po’ l’escursione bellissima fatta  a Lampedusa!

Spiccano in questa isola selvaggia, a 137 metri di altezza, i resti di una fortezza costruita nel 1579 dai Veneziani, a difesa dall’impero ottomano. Si può salire sulla cima, in una ventina di minuti, oppure si può scegliere di fare un bagno nello splendido mare: difficilmente si riescono a fare entrambe le cose, nell’ora di sosta che si ha a disposizione nell’escursione in barca

 

 

Sull’isola non c’è nulla, solo natura, mare, roccia e una distesa di agavi con fiori enormi mai visti

 

 

Noi abbiamo fatto un bel bagno, rigorosamente con le scarpette da mare, alcuni si sono avventurati nello snorkelling, e poi, con l’isola deserta, ci siamo rilassati sulla spiaggia sotto un albero, che faceva una gran bella ombra.

Ci hanno poi prelevato con il tender dal piccolo molo, per tornare sulla barca, e abbiamo pranzato al largo di Gramvousa, con piatti preparati dalla nonna del giovane e bravissimo capitano della barca, Niko (insieme alla giovane e gentile Roubi), con prodotti genuini coltivati dalla famiglia, dal sapore delizioso, vedendo nel frattempo arrivare le orde di turisti e occupare tutti gli spazi sulla spiaggia, arrampicarsi sulla roccia per la fortezza.. mentre noi pensavamo che eravamo stati molto fortunati a godercela cosi’!

 

 

Probabilmente proprio per le condizioni in cui abbiamo vissuto l’isola, è stata la tappa preferita della crociera da tutti, anche più di Balos.

 

 

Balos

Ci siamo poi spostati a Balos, accompagnati, come a Gramvousa, col tender, al punto di sbarco

 

 

C’era un grande viavai di persone che si spostavano verso la laguna, perchè lì arrivano anche i ferry

 

 

In 5 minuti si raggiunge il punto con l’acqua bassissima: la laguna è enorme!!

 

 

Ed è bellissimo camminare in questa acqua bassissima

 

 

I colori del mare sono diversi a seconda di dove si guarda: da una parte spicca il verde, dall’altra l’azzurro

 

 

Una parte della spiaggia è anche attrezzata con lettini e ombrelloni. Arrivando da questo lato occorre attraversare un tratto di mare se si vuole andare verso la spiaggia della terraferma, e il sentiero che scende, per risalire un pò ed avere la visione dall’alto. Che comunque è strepitosa!

 

 

Dopo un paio d’ore siamo ritornati alla nostra barca e abbiamo veleggiato verso il porto, per quel poco che il vento ci ha consentito, quel giorno straordinariamente fermo, al contrario dei giorni precedenti.

 

In conclusione, siamo stati contenti di questa gita in barca, intanto perché navigare e vedere la costa dal mare è sempre bello. Inoltre per aver avuto così la possibilità della sosta a Gramvousa; e non ultimo, per non aver accumulato ansia per lo sterrato, e fatica per la risalita.

La laguna di Balos è bellissima e imperdibile; forse si perde un pò di meraviglia non vedendo spuntarla dall’alto; tuttavia la confusione, le persone eccitate in ogni dove, il fenomeno dell’overtourism che contrasta col suo essere ancora incontaminata, la mancanza di ombra, quindi il gran caldo sotto il sole (e non ci ho neanche pensato all’affitto di un ombrellone tra la folla), me l’han fatta vivere in modo poco confortevole: sicuramente è da vedere perchè è bellissima, ma rimanerci molto in queste condizioni non fa per me, quindi va bene una visita di un paio d’ore per girare per la laguna, salire per vedere il panorama ma poi è stato bello tornare sulla barca! Indubbiamente è preferibile andare ad inzio o fine estate!

 

 

luglio 2025

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Grecia, Creta: Elafonisos, Balos, Falasarna, Chania, le meraviglie dell’ovest

Meglio ELAFONISOS in Peloponneso o ELAFONISSI a Creta?

 

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Meglio ELAFONISOS in Peloponneso o ELAFONISSI a Creta?

 

 

Ci sono 2 posti in Grecia che vengono spesso confusi: l’isola di Elafonisos, nel Peloponneso, e la spiaggia di Elafonissi a Creta.

Questo accade per i nomi simili, ma i due posti non hanno solo in comune l’assonanza del nome, hanno mare e spiagge di una bellezza davvero  sorprendente.

Nel giro di 3 anni sono riuscita a vederle entrambe.. Davvero spettacolari

Quindi, la domanda sorge spontanea, nonostante il paragone sia tra un’isola e una spiaggia:

 

quale delle due è più bella,

ELAFONISOS o ELAFONISSI??

 

Elafonisos, nel Peloponneso, sul mar Egeo, chiamata anche Cervi, ha un mare caldo cristallino, con colori caraibici, spiagge di sabbia chiara, una delle quali, Simos, unita con un istmo ad un isolotto, che la rende facilmente riconoscibile.. poi c’è la spiaggia di Panagia, altrettanto incantevole, e il delizioso paesino di pescatori, caratterizzato da una chiesetta nel mare, collegato alla terraferma da un lungo ponte

 

ELAFONISOS: colori caraibici nel mare della Grecia

 

Elafonissi, nella zona sud ovest di Creta, sul Mar Libico, è circondata da dune, alberi di ginepro e fiori di timo, ha una laguna spettacolare, che consente di camminare sull’acqua bassa limpidissima per lunghi tratti, con sfumature che vanno dal verde chiaro al turchese, e sabbia chiara, che spesso assume le tonalità del rosa

 

Grecia, Creta: Elafonisos, Balos, Falasarna, Chania, le meraviglie dell’ovest

 

Quale è più bella?

Difficile da dire, è uno scontro tra titani, un paragone a livelli altissimi.

Posso dire quale ho preferito io, per poco, soprattutto considerando come mi sono sentita, come sono stata.

 

Tra le due, nel cuore mi è rimasta Elafonissi, in Peloponneso!!

 

La Grecia, comunque, vale sempre la pena!!!

Mi sono divertita a mettere alcune foto a confronto: la prima è sempre Elafonissi, la seconda è Elafonisos

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

agosto 2025

 

Grecia

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Grecia, Creta: Elafonisos, Balos, Falasarna, Chania, le meraviglie dell’ovest

 

 

Ho fatto il pieno, a Creta, di oleandri fioriti e di ulivi

Di lagune, di panorami sul mare e tramonti spettacolari

Di camminate, caldo e fatica per raggiungere posti belli

Di melanzane, carne alla griglia e pesce dai sapori intensi

Di cicale, di gatti, di balconi con vista.

E vorrei tornare indietro, a quando tutto è cominciato

 

Creta è un’isola della Grecia molto grande, e con una settimana soltanto abbiamo deciso di circoscrivere la vacanza alla parte ovest, dove ci sono le spiagge più famose, Elafonissi e Balos.. del resto dopo essere stati a Elafonisos e Koufonissi, i 2 anni precedenti, volevo qualcosa che potesse reggere il confronto.

 

Premessa per l’organizzazione degli alloggi a Creta ovest

 

 

Per la visita di Creta ovest molti scelgono di alloggiare in qualche località intermedia tra Elafonissi e Balos, come Kissamos, che è un paese molto ordinario, con alloggi e negozi, a mio parere, niente di che; soltanto è carina una piccolissima parte di lungomare pedonale, dove affacciano principalmente taverne.

Oppure a Falasarna, che è stata la nostra terza scelta di alloggio.

Altri si spostano da Chania, ma i chilometri da fare sono parecchi per raggiungere le spiagge.


Noi abbiamo deciso di dividere il soggiorno in 3 località, anche in questo piccolo territorio: Chania, per visitare la città, Elafonissi, per essere più vicini possibile alla spiaggia omonima, andare al mattino presto e allontanarsi nelle ore più affollate, e tornare al tramonto, e Falasarna, per raggiungere più comodamente il punto di partenza dell’escursione in barca per Balos, a Kissamos (15 minuti), e per godere anche della bella spiaggia.

 

Creta, la prima tappa: Chania

 

 

Chania, o La Canea, è una deliziosa cittadina, antica capitale di Creta nel periodo ottomano, e fino al 1971, con un centro storico interessante.  Formato da vie colorate e pittoresche, adornate spesso dalle floride bouganville che caratterizzano molte cittadine greche, sfocia su un incantevole porto Veneziano del XIV  secolo.

Fermarsi qui come prima tappa è stato un bell’inizio della nostra vacanza a Creta.

Siamo arrivati impiegando circa 2 ore e mezzo dall’aeroporto di Heraklion,- scelto soltanto perchè il prezzo era inferiore rispetto a Chania,– per una strada piena di oleandri fioriti, ma non così spettacolare.

Giungendo in città dopo l’ora di pranzo, abbiamo facilmente trovato parcheggio nel porto nuovo, (cosa che, in altri orari,potrebbe non essere così facile, trovare parcheggio, s’intende), quindi a fianco del centro storico, e proprio di fronte ad uno dei ristoranti che avevo selezionato, leggendo le recensioni. Ci  siamo fermati proprio qui, a pranzo, per il nostro primo pasto greco, da Christomannos.

Poco oltre  parcheggio parte la strada per raggiungere il faro, risalente alla fine del 500, e alto 21 metri: al tramonto la sua sagoma rende la visione molto suggestiva.

 

 

Si può altrimenti proseguire sul lungo mare, arrivando al porto veneziano, che fu importante riferimento per i commerci del mediterraneo sin dal 1300, caratterizzato da antichi palazzi colorati (che ricordano un pò la Little Venice di Mykonos), riconvertiti in bellissimi alloggi sul mare nei piani alti, e in bar e taverne, dove alla sera si concentra la movida, sulla passeggiata lungomare.

 

 

Il mix di dominazioni a cui è stato soggetta la città, dai primi insediamenti greci, ai seguenti domini romani, bizantini, saraceni, veneziani, ottomani turchi, ed egiziani, conferiscono grande fascino a Chania, mischiando atmosfere e architetture miste di Oriente e Occidente; questo è soprattutto palpabile nel porto vecchio, dove, accanto agli edifici veneziani, si trova l’iconica moschea dei Giannizeri, risalente al 1645, periodo ottomano, che ha una grande cupola e altre sette più piccole

 

 

Attualmente ospita una bella esposizione fotografica, e con l’illuminazione della sera ha un grande fascino.

Dalla parte opposta si trova la fortezza veneziana di Firkas, che abbiamo raggiunto all’imbrunire, godendo del primo meraviglioso tramonto sul mare

 

 

Ritornando indietro, le luci della sera che illuminavano le case colorate del porto veneziano, creavano una bellissima atmosfera

 

 

Mi hanno colpito, nella cittadina, anche i diversi edifici storici mantenuti all’esterno come in origine, e riconvertiti all’interno in locali, musei, ristoranti, come ad esempio quello del vecchio arsenale.

Il centro si sviluppa dal porto verso lo slargo El Venizelau, dove è presente una fontana centrale, sulla via Chalidon; poco oltre, si trova la piazza dove affaccia la bella cattedrale ortodossa della città

 

 

Inoltrandosi da qui nelle vie pedonali laterali, si trovano tanti negozi di souvenir e artigianato, taverne e alloggi caratteristici e colorati, angoli pittoreschi, che si riempiono di gente e si animano, dal tramonto in poi

 

 

Meno frequentata, seppur comunque affascinante, è la parte interna che va verso il porto nuovo, chiamata Old town.

La old town, che abbiamo visitato la mattina successiva, ha vicoletti in cui è piacevole perdersi, dove si può apprezzare la parte rimasta più autentica, e anche incontrare gli abitanti nelle loro pratiche quotidiane;  anche qui prolifera l’offerta di alloggi, in una zona sicuramente piu tranquilla rispetto al porto vecchio, col rischio però di trovarsi in tratti un pò lasciati andare o non ristrutturati.

Fuori dalla old town, nella deliziosa Piazza 1821, che ha un atmosfera molto greca ed è frequentata anche dai locali, sorge la chiesa di San Nicola, con il suo alto minareto da un lato: per noi è stato molto piacevole fermarci a bere qualcosa all’ombra dei grandi alberi

 

 

Dalla mappa il centro cittadino mi era parso più grande di quanto effettivamente sia: in realtà è tutto molto vicino e facilmente raggiungibile a piedi.

All’esterno del centro storico, ci sono strade trafficate, e piene di catene di negozi per lo shopping.

Ah.. dimenticavo 2 cose: per la città ci sono gatti ovunque

 

 

e i tramonti, come nel resto di Creta, sono indimenticabili

 

 

Chania: il nostro alloggio

Avevo valutato. al momento di scegliere l’alloggio. di stare nella zona del centro storico o del porto vecchio: nonostante il timore per la difficoltà di parcheggio, e aver letto della rumorosità della zona di notte, mi sembrava un’esperienza più affascinante.

Ho prenotato last minute, ovvero il giorno precedente, tramite Trip.com che mi dava il prezzo più basso, all’Elia Estia

 

 

La suite con vista mare all’ultimo piano di un palazzo d’epoca, si è rivelata favolosa. Non siamo neanche stati disturbati troppo dalla musica nella lunga serata

 

 

L‘Elia group ha una serie di palazzi ristrutturati tutti in posizione davvero top, con un’ottima qualità prezzo (soprattutto last minute, quando i prezzi si abbassano).
In alto, dal nostro terrazzino, potevamo vedere tutto il porto Veneziano, l’antica Moschea proprio sotto, e il faro, incluso il tramonto: un panorama sorprendente

 

 

Solo rovinava un pò la vista un edificio di fronte in fase di ristrutturazione (forse).

Il mio consiglio per Chania è di scegliere una struttura in uno dei tanti edifici ristrutturati panoramici che guardano il porto (Elia Palatino,  Elia Zampeliou, Nostos, casa Lucia. ecc) o in alternativa nella graziosa via Kondilaki (dove ne avevo individuati qualcuno che mi è sembrato poi, dall’esterno, molto carino: Shalom luxury hotel, Santrivani, o i ben posizionati Filea o Aoria estate old port, o Nikolas rooms, di fronte alla cattedrale)

 

Cena a Chania: il ristorante senza tetto

Per cena, dietro consiglio di alcuni amici, abbiamo scelto il ristorante Ela, nella vivace e bella via Kondilaki, che ha tavoli all’esterno sotto a piante fiorite di bouganville, e all’interno, nei locali di una antica fabbrica di sapone a cui manca il tetto, mai ricostruito dopo in incendio. Ambiente davvero affascinante e singolare, cena a lume di candela, un pita gyros eccezionale!

 

 

Elafonissi: sabbia rosa e striature di blu

 

 

Da Chania a Elafonissi occorrono quasi 2 ore di auto, per una via tortuosa piena di salite e discese, curve, ma anche di oleandri e boschi di ulivi che, nel punto più bello, si inoltra in una gola, e prosegue poi attraversando piccoli paesini, ognuno con invitanti taverne.

Elafonissi è famosa per la sua laguna di acqua bassa trasparente, collegata ad un isolotto di fronte, anch’esso lambito da un mare stupefacente

 

 

Per arrivarci si deve lasciare l’auto in uno dei parcheggi a pagamento (il più vicino costa 5 euro al giorno, quello più lontano 3) e percorrere un facile sentiero, che scende verso il mare per una quindicina di minuti, in mezzo a una stupenda vegetazione dove spiccano i fiori viola di timo.

L’ora migliore per andare alla spiaggia è dopo le 9 del mattino: prima i colori non sono ancora ben evidenti ed apprezzabili

 

 

Verso le 11 comincia ad arrivare molta gente, anche i pullman delle escursioni, ma una volta giunte al mare, le persone si disperdono, e a parte nella zona degli ombrelloni in affitto, sulla parte più grande della spiaggia (che pare si esauriscano molto presto), non si ha la sensazione di una folla esagerata. Attraversando la laguna, verso l’isolotto, si trova meno gente

 

 

Anche la parte dietro alla laguna ha una bella spiaggia lunga, e di prima mattina è quasi deserta.
I colori del mare cambiamo in base agli orari e anche al vento, creando sfumature pazzesche

 

 

I tramonti, a luglio attorno alle 20.30, sono meravigliosi

 

 

Il nostro alloggio a Elafonissi: Elafonissi resort by Kalomirakis Family

Nel punto dove le auto non possono andare oltre, sorge l’Elafonissi Resort: una gran comodità arrivare e avere il parcheggio riservato, e godere, la sera quando tutti i turisti se ne vanno, di una pace infinita

 

 

L’edificio principale ospita una taverna carina, con vista in lontananza su Elafonissi, la reception, e alcune camere; le altre, di diverso tipo, in edifici da 2, si trovano in mezzo ad uno splendido bosco di ulivi

 

 

All’arrivo abbiamo avuto un upgrade di camera, che abbiamo molto apprezzato: da una stanza ad un ampio studio curatissimo, e arredato con molto gusto, con angolo cottura e terrazzo sugli ulivi. Sul fondo, si vedeva il mare

 

 

In questo studio siamo stati benissimo: è evidente in ogni particolare l’attenzione della proprietà alla comodità del cliente. In camera oltre al bollitore è presente un forno a microonde, una macchina con cialde, una seconda macchina per il cappuccino, acqua a disposizione nel frigo. Balcone attrezzato con ombrellone, tavolino, sedie, e un lettino prendisole. Al mattino, la pace davanti al bosco di ulivi, col mare all’orizzonte, il canto degli uccelli, il suono del campanello delle capre, la luce del sole che si alza dietro la montagna, infondono un senso di pace assoluta

 

 

Alla taverna abbiamo mangiato molto bene; in particolare, ho mangiato la migliore mousakka di sempre, e un delizioso iman, una melanzana ripiena di se stessa, con salsa di pomodoro. Lo spazio per parcheggiare l’auto è di fronte all’alloggio

 

 

I gestori del resort sono persone molto gentili e professionali.

Fuori dalla struttura sono presenti 2 market di alimentari, con prezzi normali, un bar, un negozio di souvenir e l’occorrente per il mare:  gli ombrelloni non costavano molto, quello più economico 10 euro.

 

Kedrodasos, spiaggia selvaggia

A 10 minuti di auto da Elafonissi (si può raggiungere anche a piedi dalla parte del mare, dicono in una quarantina di minuti), si arriva alla spiaggia selvaggia di Kedrodasos.
C’è un parcheggio per le auto, in zona sterrata, e poi si scende per una quindicina di minuti, per arrivare al mare: una prima parte è fondo di roccia, poi si trovano dune di sabbia, popolate da alberi di ginepro e tantissimi cespugli di fiori viola di timo

 

 

Dall’alto l’azzurro del mare è impressionante

 

 

La spiaggia non è attrezzata, ma è facile trovare un posto all’ombra di qualche albero; abbiamo visto tende da campeggio e amache tra i rami, che fanno supporre che qualcuno ci passi anche la notte, e dev’essere, in questo contesto spettacolare,  un’esperienza unica

 

 

La spiaggia è ampia e il mare azzurro a perdita d’occhio e cristallino: abbiano amato molto questa spiaggia ancora vergine (e speriamo lo rimanga)

 

 

Interessante da vedere in zona anche il monastero di Chrysoskalitissa, soprattutto al tramonto: siamo arrivati che ormai era chiuso, quindi non abbiamo potuto visitare gli interni, ma anche dall’esterno è molto suggestivo

 

 

Pranzi e cene a Elafonissi

–taverna Kalomirakis, con vista su Elafonissi, da 32 a 38€.

–Glykeria, pesce buonissimo, su un balcone splendido a picco sul mare, gentilissimi! 45.5 €

 

La lunga spiaggia di Falasarna

 

 

Falasarna non è un paese, sono alcune strade che scendono dalla collina fino alla lunga spiaggia, offrendo splendidi scenari sul mare, con alloggi spesso arroccati sulle colline, o lungo la strada che scende, taverne, e un minimarket.

La parte della spiaggia verso sud è molto ampia, mentre verso nord ci sono alcune  baie più piccole, che abbiamo trovato meno affollate e più graziose: piccola Falasarna, Karkasouli e la spiaggia del Bird Away

 

 

Soprattutto dove erano presenti lettini ed ombrelloni, questi non erano tanti, 2, 3 file, e avevano una giusta distanza, mentre nella grande spiaggia non mi sono piaciuti per niente gli ombrelloni molto fitti.
Lo spazio di spiaggia libera è molto ampio, ma se tira vento, gli ombrelloni piantati più ordinari (noi ne avevamo acquistato uno da 11 euro) non si riescono a tenere aperti, tranne un tipo probabilmente di migliore qualità, grande, con lo sfiato antivento e legato con corde a pesi a terra

 

 

In caso di vento, e quindi di mare con le onde, restano i bellissimi colori, ma non c’è paragone con quando il mare è calmo e cristallino, anche se si possono trovare a nord, zone tra gli scogli riparate, col mare fermo e stupendo

 

 

A Falasarna stanno costruendo parecchi nuovi edifici vicino al mare, è questo, ahimè, guasta un pò la vista per le strutture che li hanno davanti, incluso il nostro alloggio, da cui si vedeva in lontananza lo scheletro di un probabile residence in costruzione.

La cosa che meno mi è piaciuta in quest’area sono state le serre, i cui enormi tendoni bianchi guastano il  panorama. Sono presenti in particolare nella zona sud e.. no, non mi sarebbe piaciuto dormire in mezzo ad esse, o con quei tendoni davanti.

La zona migliore, per panorama, e meno trafficata, e a mio avviso da preferire, è quella all’estremo nord, in zona di piccola Falasarna

 

 

Il nostro alloggio a Falasarna: Golden Sun

 

 

L’alloggio che avevo scelto qui era molto caratteristico ed unico, in quanto costruito in pietra, che mi ricordava un pò gli edifici del Peloponneso.
In questa struttura hanno alloggi di diverso tipo, dalle camere, agli studios nel giardino dell’edificio della reception, in uno dei quali abbiamo dormito per una notte, per mancanza di disponibilità in quello di pietra; e inoltre studios, maisonette e appartamenti su 2 livelli nell’edificio sulla strada, in pietra fronte mare

 

 

Il primo studio era molto semplice, e più economico, con arredamento un pò vintage, ma comunque gradevole, soprattutto per la presenza di un balconcino che guardava su un giardino fiorito, e da cui sul fondo si vedeva il mare

 

 

Il secondo studio mi è piaciuto davvero molto: non solo era di pietra all’esterno, ma anche gli interni avevano lo stesso rivestimento, che se non avesse avuto il terrazzo vista mare

 

 

Per il suo aspetto rustico e le finiture in legno, si poteva immaginare di essere in una baia di montagna!

 

 

Il balcone aveva una vista magnifica su tutta la spiaggia di Falasarna e anche spostandosi nella stanza, o dallo specchio del bagno si vedeva il mare

 

 

Al tramonto poi .. che spettacolo!

 

 

Queste invece le mie sensazioni del mattino

L’ultimo giorno di vacanza, a Creta

 

Gli host del Golden sun sono informali e gentilissimi.

 

Pranzi e cene a Falasarna

 

 

–Bird Away, panini particolari e hamburger serviti sotto l’ombrellone 20 €
–Taverna Adam 32 €
–Capitan Nicholas, tavolo sulla spiaggia(da prenotare) pesce top! 45 €
–Exhotic canteen, baraccotto molto “greco” vista tramonto, a gestione famigliare, carne alla griglia superlativa e insalate emormi a prezzi bassissimi, 20 € 5 souvlaki e 4 pezzi di costine con patate fritte e pane abbrustolito
–Taverna Gilisma 32 €
Ovunque abbiano mangiato benissimo.

Ombrelloni e lettini 25/30 €
Nel market si trova di tutto.

 

Escusione a Balos e Gramvousa

A questa escursione ho dedicato un articolo a parte

 

Balos e la sua laguna immensa, e l’idilliaca Gramvousa

 

Conclusioni

Creta è sicuramente una meta interessante, che offre molto, sia a chi ama fare una vacanza on the road, con parecchi giorni, per visitarla tutta unendo arte e mare, sia per chi vuole gare una vacanza cercando un mare ad alto livello.

Le spiagge spesso vanno conquistate, nel senso che per arrivarci può non essere così comodo, e talvolta le più famose e blasonate vanno raggiunte con accorgimenti, in alta stagione, quando l’affollamento può guastare la permanenza, e vanno lasciate nelle fasce orarie di punta, se non si vuole trasformare la vacanza in uno stress, mettendosi alla ricerca di posti più selvaggi e meno comodi. Con questi accorgimenti anche nei periodi di alto flusso turistico, si può apprezzarne l’infinita bellezza, o altrimenti vanno scelti periodi più furbi per visitare l’isola.

Le lagune di Elafonissi e Balos sono enormi, forse le più grandi mai viste, e con colori stupendi, la spiaggia selvaggia di Kedrodasos e il suo mare sono una delle cose più belle e godibili della zona, e il mare di Falasarna quando è calmo in incanto.

I tramonti sull’isola sono indimenticabili

 

 

Nella parte ovest di Creta abbiamo visto posti indiscutibilmente meravigliosi, che hanno retto il confronto con le isole visitate gli anni prima; tuttavia, nonostante ciò, il mio cuore in Grecia resta rapito da Koufonissi, e da Elafonisos e il Peloponneso.

 

Informazioni pratiche

 

 

Voli:

Volo Ryanair da Bologna. Chania è più vicina alla parte ovest ma scegliere un volo con arrivo su Heraklion e partenza da Chania o a/r su Heraklion puo essere più economico. La distanza tra Heraklion e Chania è di circa 200 km.

Alloggi:
La media di spesa per gli alloggi a luglio è stata di 104 euro, considerando un minimo di 87 a Chania, ottima location sul porto Veneziano, e un massimo di 135 nel posto più vicino alla spiaggia di Elafonissi; a Falasarna 90 euro studio in pietra vista mare.

Auto: 

i prezzi dei noleggi auto locali differiscono di poco, si possono cercare su internet, e anche le recensioni sono per la maggior parte positive, considerando che i prezzi comprendono la casco quindi coprono tutto (tranne la circolazione nella strada sterrata di Balos).
Noi dopo aver chiesto alcuni preventivi abbiamo scelto Xerocambos, molto efficienti e puntuali nella comunicazioni.

 

 

Comunque, la Grecia è sempre una gran buona idea!

 

luglio 2025

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ASSISI, Bansky e Gio Evan

 

 

L’evento di un festival e concerto di Gio Evan a Rocca Maggiore, mi ha portato di nuovo ad Assisi, dove proprio in questo momento (luglio 2025)  è in corso anche un’esposizione di alcune opere di Bansky.

Assisi

Assisi è un posto stupendo, magico e di pace. Mi domando come mai non ci sia stata in tutti questi anni, prima dello scorso. E ci sono arrivata neanche per Assisi in sé, ma per il concerto di Gio Evan, a Rocca Maggiore, la fortezza che domina la cittadina medievale

 

 

Città di San Francesco e Santa Chiara, Assisi è un gioiello curatissimo, tanto da rasentare la perfezione, meraviglioso in estate quando le campagne sono dorate, con le 2 chiese dei santi ai limiti opposti del borgo: è qualcosa di unico, che tocca il cuore e accende emozioni intense❤;  è un gran piacere sia visitare i monumenti, che gironzolare senza meta per i suoi vicoli

Colpisce subito arrivando, una vista emozionante: la città arroccata e il complesso della Basilica di San Francesco col convento, che tolgono davvero il fiato per la bellezza

 

 

Davanti alla Basilica, la contrapposizione del grande prato verde e della facciata bianca della chiesa, di nuovo è sorprendente

 

 

L’interno appare enorme: sono infatti 2 chiese sovrapposte, quella superiore e quella inferiore, dove si trova anche la cripta con la tomba di San Francesco, che è davvero emozionante. E poi l’enorme sacro convento

 

 

La Basilica di Santa Chiara sorge su una grande piazza, un balcone sulla vallata, e colpisce per la sua pietra a righe orizzontali bianca e rosa, e per le arcate aperte laterali

 

 

L’interno a mio avviso è di grande impatto; qui si trova anche il famoso Crocifisso di San Damiano, legato al momento della conversione di San Francesco. Nelle cripta vi è sepolta la santa.

Girando per le vie medievali ovunque si scoprono angoli pittoreschi: ogni vicolo in pietra è incantevole, tutto è immacolato e ordinato.

 

 

La Piazza del Comune è dominata da un’alta torre con l’orologio, che ha a fianco un antico tempio romano, di cui conserva un collonato: è il tempio di Minerva risalente al I secolo a.c., divenuto poi la chiesa di Santa Maria sopra Minerva: quando ci sono arrivata davanti ho provato grande stupore. Di notte, poi, vista deserta e illuminata, è un magnifico spettacolo

 

 

Al centro della piazza c’è una bella fontana, e attorno palazzi comunali; non distanti si trovano anche anche la piazza Chiesa Nuova, che sorge sul luogo della casa paterna di San Francesco, ed ospita le statue in bronzo dei genitori di Francesco

 

 

E il Duomo di San Rufino, da cui parte una delle salite verso Rocca Maggiore

 

 

Rocca Maggiore, imponente fortezza medievale, che domina dall’alto, si mostra in tutto il suo splendore, e offre allo sguardo un panorama spettacolare sulla città e sui dintorni

 

 

I suoi spazi interni sono accoglienti, e salendo sulla sua terrazza si gode di una vista a perdita d’occhio, sulla pianura ai suoi piedi, e sulle sue dolci colline, verdissime, che si trovano all’interno del parco del monte Subasio

 

 

Le mura cingono ancora la cittadina.

A pochi chilometri dal centro si trova Santa Maria degli Angeli, una basilica barocca enorme, che contiene all’interno la piccola chiesetta dove San Francesco andava a pregare: la Porziuncola. Eh si, è cosi: una chiesa dentro la chiesa

 

 

In queste 2 occasioni di visita ho avuto il piacere di alloggiare nel borgo medievale, e di svegliarmi tra i tetti delle case in pietra, accanto a colombi, per nulla spaventati, che venivano a porgere il saluto, la mattina, e in una quiete immensa

 

 

Con la vista sulle campagne e fino alle colline tutte attorno, che mi facevano pensare alla bellezza che spiega attorno, e a quanto osservare dall’alto, fa vedere più lontano; e ascoltare i rintocchi delle campane, provando un senso di pace e protezione, e la sensazione di essere in un luogo sacro

 

 

 Bansky

Quest’anno il caso ha voluto che Rocca Maggiore ospitasse anche la mostra di Bansky, dal titolo Peace on Earth

 

 

Bansky è l’eccentrico street artist contemporaneo, originario di Bristol,  la cui identità è sempre riuscito a mantenere nascosta, e che ha usato muri in tutto il mondo per comunicare i suoi messaggi di protesta, provocazione, e denuncia, a tema politico, sociale, culturale, etico, contro guerre, ingiustizie, conformismo, consumismo, acquisendo grande fama e popolarità ovunque

 

 

 

E’ diventato un mito dei nostri tempi per quanto riesce ad esprimere con i suoi disegni: le sue opere stupiscono e colpiscono, andando in risonanza con le emozioni di tanti, cosa che io ho proprio sentito di fronte a molte delle sue serigrafie, una fra tutte in particolare, la celebre Girl with baloon, la ragazzina a cui, secondo alcuni, sfugge un palloncino rosso a forma di cuore, e quindi gli viene attribuito il significato di una perdita, mentre secondo altri, come me, cerca di acchiapparlo il palloncino, e rappresenta quindi una speranza verso cui tendere

 

 

Indubbiamente l’opera, apparsa per la prima volta in un muro di Londra nel 2002, come molte altre, provoca una risonanza emotiva profonda, dimostrando la potenza dell’arte come linguaggio universale

 

 

Usando la tecnica dello stencil, quindi con mascherine ritagliate a forme e lettere per comporre i graffiti, e l’uso di vernici, l’esecuzione diventa rapida, e le opere possono essere facilmente riprodotte.  Molte sono state riproposte in formati più fruibili, ed esposte nei più importanti musei del mondo, raggiungendo anche prezzi inimmaginabili: è famosa quella messa all’asta, che rappresentava proprio la ragazzina col palloncino, venduta per un milione di sterlina, che, un attimo dopo la vendita, tramite un sistema progettato da Bansky stesso di distruggi documenti, ha cominciato a scivolare verso il basso, riducendosi in striscioline: un altro messaggio forte che l’artista ha voluto dare!

La mostra è arricchita da pannelli esplicativi accanto ad ogni opera, uno generale che spiega tutto il suo percorso, e da un film documentario sull’artista

 

 

Entrando per vedere la mostra nella Rocca  abbiamo potuto ammirare i meravigliosi ambienti, e salire sulla terrazza dove si può godere di un panorama strepitoso!!

 

 

Gio Evan ed Evanland, per il secondo anno ad Assisi

Ormai è risaputo che sono una fan di Gio Evan.

L’ho incontrato già 2 volte per una presentazione dei suoi libri e sono stata a diversi concerti, e ne ho parlato qui

 

Incontrando Gio Evan

 

Lo scorso anno siamo venuti ad Assisi proprio per partecipare ad Evanland, il Festival del mondo interiore, ideato da lui e dal suo manager, Bruce Labbruzzo

 

 

E’ stata una grande emozione: talk, lavori di crescita personale, yoga, canti, tamburi, ecc in una cornice, Rocca Maggiore, mistica, e con una forte carica energetica

 

 

A Natale ho ricevuto in regalo una busta al cui interno c’era un biglietto.. il mio viso si è illuminato con un sorriso, il dono riguardava qualcosa a cui tenevo e che faceva risuonare la mia anima: un biglietto per l’edizione del 2025 di Evanland.

Il 26 luglio è finalmente arrivato il momento di riscuotere quel regalo, e sotto un’acqua scrosciante, ho partecipato di nuovo a questo festival. E neanche la pioggia ha potuto rovinare quel momento.. anzi, per chi sa vederle, ci sono state lezioni importanti.

Certo, all’inizio dici:

 

“ma perché?”

“che peccato!”

 

Poi, puoi però cominciare a comprendere, quelle lezioni. Da quelle che non hai potuto sentire, per la pioggia appunto, ma sono bastate poche parole, di Vito Mancuso:

 

“E’ una delle meraviglie che ci sono rimaste: non siamo in grado di governare la natura”

 

o di Don Francesco Fiorillo, e la sua esclamazione, dopo aver tentato più volte di iniziare il suo talk, e averci dovuto rinunciare.

 

“Va bene hai vinto tu!”

 

Al tuo imperterrito restare comunque, bardata, sotto acqua e grandine, che quando una cosa ti interessa resti.

Ad imparare a reggere le intemperie, cosa che non sei brava a fare.

Al proteggerti, vicina vicina all’uomo che ami, e che ti ha fatto il regalo, sotto un materassino da ginnastica, che non avrebbe dovuto avere quella funzione, col sorriso in faccia e nel cuore.

Alla possibilità di far imparare anche ai tuoi neuroni, per poterlo poi applicare ai drammi di tutti i giorni, cosa significa che

 

“La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a danzare sotto la pioggia”..

 

 

Col pensiero empatico a loro, a come si potevano sentire, quelli che avevano messo tutta l’energia nell’organizzare l’evento, quest’anno con la massima cura, imparando dalle mancanze dello scorso anno, quando invece un caldo massacrante ci aveva fiaccato

 

 

Perchè nonostante tutto, la pioggia si è fermata per qualche momento, per consentire di predisporre il palco e gli strumenti, e al concerto di avere luogo

 

 

E nella mia testa risuonava ripetutamente quel detto che mi è sempre piaciuto molto:

 

“Bel tempo brutto tempo

non dura tutto il tempo.”

 

Perché, forse, come il titolo del talk che non ha potuto aver luogo, di Vito Mancuso, la speranza è la nostra destinazione: è quello che ci può salvare.

Forse diversamente non sarei mai riuscita ad arrivare ad essere proprio sotto il palco.. Invece ero lì a godermi lo spettacolo in prima fila, a nutrirmi, ad ascoltare parole ed emozioni che conosco, intrisa di acqua e di gioia

 

 

Ecco, noi sabato, al concerto di Gio Evan abbiamo danzato sotto la pioggia!

E mentre la pioggia si fermava e poi ricominciava a cadere, e ci inzuppava i vestiti, cantavamo e ballavamo, ascoltando parole e canzoni che toccano l’anima, che hanno il potere di cambiare qualcosa dentro. Insieme a tante persone che invocavano la terza pace mondiale, e che, come me, sono alla ricerca, e non si arrendono..

E con tutto ciò, la bellezza aleggiava intorno: un arcobaleno tra le nuvole, l’accoglienza di un posto magico e sacro, anime umili insieme che ringraziano e sono riconoscenti, abiti che si asciugano in una notte, sole che risplende dopo la tempesta

 

 

Messaggi che ti arrivano

 

 

Vivere quello che sembra il peggio, non come disastro ma come lezione da imparare..

 

Riconoscendo la bellezza, con gratitudine:

a chi ha regalato, a chi ha cantato, a chi ha organizzato e lavorato, a chi era presente, a chi ha accolto, alle anime belle e generose, alle lezioni.. alla magia della vita

 

Grazie per averci fatto danzare in mezzo alla pioggia e riconoscere

 

 

luglio 2025

 

Edit 2026: Evanland 2026

 

 

 

 

 

 

Noi c’eravamo

2025

 

2026

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L’ultimo giorno di vacanza, a Creta

 

 

Oggi è l’ultimo giorno a Creta.

Come sempre mi alzo presto. Per godere fino all’ultimo del tempo che ho disponibile.

Non c’è vento, il meltemi, che, a noi che piace il vento, non ha infastidito, ma che ha agitato il mare in questi giorni, penalizzando il suo essere piatto e cristallino: sembra che oggi ci dia tregua. I colori no, quelli li ha mantenuti vividi: un azzurro pazzesco striato, soprattutto guardando dai tanti punti dall’alto, da dove si arriva per scendere in spiaggia.

Sul balcone giunge un profumo di salsedine, di fiori, di vegetazione mediterranea, di buono.

Il gallo canta; ogni tanto, anche qualche colombo si fa sentire, e le cicale hanno già iniziato il loro concerto: sembrano in stereofonia, rompono il silenzio, ma fanno tanto estate. Nonostante il mare piatto arriva il gradevole suono delle onde.

Il sole deve ancora fare la sua comparsa da dietro la montagna: illumina, per ora, solo la parte più lontana, a sud della lunga spiaggia di Falasarna.

Qualche auto che passa guasta un pò quest’armonia; qualche edificio in costruzione inquina la vista; qualche tendone, delle tante serre presenti nella zona, in lontananza, spezza il giallo dell’erba secca, e dell’immensa varietà di vegetazione: dagli alberi di fico, ai ginepri,  dalle viti ai fichi d’india, dalle agavi alle palme, dagli oleandri fioriti agli ibiscus, dai tanti ulivi, che contraddistinguono questa terra, ai cespugli bassi con morbide forme, che nascono sulle colline attorno.

 

Sono io, con tutto questo.

Io con me,

con la mia parte migliore,

fatta di gratitudine,

presenza,

ascolto,

riconoscenza,

respiro a pieni polmoni,

meraviglia.

 

E come ogni cosa bella che giunge al termine, mi prende una nostalgia preventiva: una sensazione che mi piace perché mi fa vivere più intensamente, con attenzione e presenza, gli ultimi istanti.

Vorrei alzarmi, aprire la finestra, anche domani. e vedere il mare; respirare il suo profumo. Invece non sarà così.

Mi accingo pertanto ad incamerare tutto questo balsamo, per le responsabilità e i tormenti che mi attendono. Per trarre la forza per combattere le cattive abitudini, i coinvolgimenti tossici. Per proteggermi senza sensi di colpa, sostenere le prove e magari imparare.

Incamerare, affinché il richiamo alla mente di questi momenti, mi ricordi sempre che è possibile tornare alla bellezza, anche con le sue imperfezioni, alla pace, anche con dei pesi sull’anima. Mi ricordi che è importante nutrirsi, e ricercare il proprio benessere, per riprendere le forze, e riprendersi quella leggerezza necessaria per vivere.

 

Oggi sono le ultime ore a Creta.

E vedo già, dal mio balcone, che il mare ci concederà la sua estrema bellezza.

 

 

“…Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore
Adesso e per quando tornerà il tempo
Il tempo per partire
Il tempo di restare
Il tempo di lasciare
Il tempo di abbracciare

In ricchezza e in fortuna
In pena e in povertà
Nella gioia e nel clamore
Nel lutto e nel dolore
Nel freddo e nel sole
Nel sonno e nell’amore..

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

Ovunque proteggi, proteggimi nel male
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

E ancora proteggi la grazia del mio cuoreAdesso e per quando tornerà l’incanto”

V. Caposela

 

 

luglio 2025

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ALTO ADIGE: CAREZZA e dintorni, una carezza per l’anima (BZ)

 

 

 

Era aprile che già pensavo che il ferragosto non avrei voluto trascorrerlo a casa.

Di solito facciamo le vacanze tra giugno e luglio per cui ad agosto non siamo in giro. Ma da qualche anno ho preso l’abitudine di fare un giro nei dintorni: lo scorso anno siamo andati in Valgardena, quello prima a Lucca, quello prima ancora eravamo a Torino..
Quindi ad aprile ho prenotato un alloggio al Lago di Carezza, in Alto Adige, nella Val D’Ega, tra il passo Costalunga e il paese di Nova Levante

 

 

Del lago di Carezza me ne aveva parlato mia figlia diciannovenne entusiasta dopo esserci stata lo scorso anno, e per questo mi aveva a incuriosito. Quindi esattamente il 15 di agosto partiamo in direzione Bolzano.

 

L’alloggio a Carezza

 

 

Guardando su Booking.com trovo un posto che mi ispira da subito dalle foto: Carezza Lake and River, con recensioni non troppo recenti ma tutte entusiaste.

Scopro poi che l’hotel, che in origine si chiamava “SIMHILD b&b”, ha appena riaperto, ha una bella storia sin dal 1925, che si può leggere sul nuovo sito
https://lakeriverland.eu/

Nel 2024 è gestito dalla energetica signora Oui e il suo staff di gentilissime ragazze, thailandese, che scopriamo aver vissuto anche a Koh Tao, dove siamo stati qualche anno fa, e che propone cucina thailandese: abbastanza anomalo mangiare  tai in alto Adige, ma la location è così invitante, su un bel terrazzo con vista sul monte Latemar, che assaggiamo il pad tai una sera e il wok di verdure e riso l’altro, e sono davvero squisiti.

 

 

L’hotel è in una posizione incantevole, come dice il nome, è sul torrente Pukelin, il cui suono dello scorrere accompagna sin dal mattino appena svegli, e per tutto il tempo, e pare proprio ai piedi del Latemar, che amo gUardare a lungo al mattino E al tramonto quando il sole fa risplendere la sua roccia grigia e le sue cime aguzze

 

 

La nostra camera è al secondo piano, è spaziosa e appena ristrutturata, e con un delizioso angolino con tavolo e panche, un bagno invece ancora vecchio stile, e un delizioso balconcino che ho adorato❤.

 

 

La colazione viene servita ai tavoli in una sala con finestroni con vista sui monti, è ricca e di qualità, e ho apprezzato la scelta di non fare il buffet per contenete lo spreco.
L’hotel su trova sulla Promenade che conduce in 10 minuti al lago di Carezza e ha di fronte uno grande prato verde dove si trovano stupendi cavalli e mucche al pascolo.

 

 

L’hotel ha un parcheggio per gli ospiti. Inoltre, di fronte al lago si trova un parcheggio a pagamento, ma prendendo la via Bellavista (promenade), poco oltre l’hotel Lake and river c’è un parcheggio gratuito non molto frequentato.

Escursioni a Carezza

Giro del lago di Carezza

Dall’hotel a piedi abbiamo raggiunto il lago di Carezza, con il Sentiero 6 in direzione del Lago di Carezza. Dopo un centinaio di metri ci troviamo ad attraversare un piccolo ponte tibetano

 

 

Il lago, che Si trova a 1500 metri di altezza, lo abbiamo visto a diverse ore nei 3 giorni che siamo rimasti:  ha una attrattiva talmente grande che ogni volta ci catturava per la sua bellezza.

Le diverse tonalità di verde, i riflessi degli alberi e delle cime del monte Latemar e del Catinaccio sulle sue acque, i fiori e la vegetazione: le dolomiti si guardano allo specchio.

 

 

Per fare il giro del lago, addentrandosi nel sentiero nel bosco che lo circonda, e che culmina con una piattaforma con pannelli esplicativi, si impiega una ventina di minuti. Il lago è piuttosto piccolo e durante l’estate l’acqua si riduce ma non è mai secco in quanto alimentato da sorgenti sotteranee e può raggiungere anche i 22 metri di profondità.

Tips: a Carezza non c’è un vero e proprio centro, l’edificio più centrale e storico è il bellissimo Gran hotel Carezza, enorme, costruito in sasso e con le finestre blu, meta di soggiorni di personaggi famosi come la principessa Sissi e Churchill, oggi hotel e residence, e nei dintorni c’è un minimarket e qualche ristorante.

 

 

La cittadina più vicina è Nova Levante, distante pochi chilometri, ma che resta comunque molto più in basso rispetto a Carezza.

Escursione con la seggiovia Paolina all’Aquila di Christomannos e al rifugio Roda de Vaiolet

 

 

Poco oltre il Gran hotel di Carezza si arriva ad un altro agglomerato, dove c’è la stazione della seggiovia Paolina ( è presente un parcheggio), che porta al rifugio omonimo, a 2125 metri di altezza (raggiungibile anche a piedi tramite sentieri dal passo Costalunga, o dalla partenza della seggiovia). Il percorso con la seggiovia sorvola prati meravigliosi arrivando a un terrazzo ai piedi del monte Catinaccio

 

 

Siamo già in territorio di Vigo di Fassa e da qui si può ammirare la Val d’Ega, il gruppo del Latemar, le Pale di San Martino e la Marmolada.

All’arrivo ci sono diversi sentieri. Io mi ero posta come obiettivo l‘aquila di Christomannos, una scultura in bronzo del 1912 che rappresenta un’aquila appunto,  dedicata a Theodor Christomannos (1854 -1911). Importante politico per lo sviluppo del turismo in sudtirolo e grande appassionato, fu artefice dell’ampliamento della rete stradale, in particolare della Strada delle Dolomiti che conduce da Nova Levante a Cortina

 

 

Per arrivarci, dalla seggiovia, occorre camminare per circa mezz’ora, il sentiero è il 539 ed il percorso è poco in salita

 

 

Il percorso prosegue con splendidi paesaggi

 

 

Poco oltre il monumento, sul sentiero 549, in mezz’ora circa di cammino si arriva al Rifugio Roda de Veal a 2283 metri di altitudine, e alla Baita Marino

 

 

Il paesaggio in questo tratto, che è un continuo saliscendi ma non troppo impervio, è davvero incantevole

 

 

Qui ci siamo fermati a bere qualcosa, in compagnia di tanta bellezza prima di fare il sentiero al contrario, incontrando pochissima gente seppur fosse ferragosto

 

Home

 

Escursione con la cabinovia al rifugio Coronelle

Di buon ora, una mattina, siamo partiti con l’auto in direzione Malga Frommer Alm, dove c’è la stazione della cabinovia Re Laurino,per raggiungere il Rifugio Fronza alle Coronelle (2337 m) o Kolner Hutte, che si trova ai piedi del Monte Catinaccio. E’ raggiungibile anche a piedi, volendo, dalla malga Frommer, o dal rifugio Paolina, in circa un’ora.

Il percorso in cabinovia è diviso in 2 parti, al primo stop si trova un prato con una montatura enorme di occhiali.

 

 

Giunti a monte, la cabinovia entra proprio dentro la montagna: salendo per andare al rifugio ci si rende conto di essere proprio sotto ai monti.

 

 

Per salire ulteriormente bisogna scalare ed essere ben attrezzati, quindi ci siamo fermati qui, ad ammirare da una bella terrazza il panorama

 

 

a godere della vista dei monti

 

 

E di un buon pranzo al rifugio.

Al ritorno abbiamo, in un tratto fatto a piedi prima di prendere la seconda funivia, abbiamo visto anche qui il “cinema delle Dolomiti”, come quello del rifugio delle Odle delle scorso anno

 

 

Abbiamo quindi camminato poco quel giorno. E quando siamo stati sazi, abbiamo ripreso la cabinovia per scendere.

 

Passeggiata da Carezza alla baita Häusler Sam

Un giorno abbiamo dedicato una bella passeggiata da Carezza alla Häusler Sam: mia figlia mi aveva detto che là c’erano alcuni lama.. ed io ero troppo curiosa di vederli.

La passeggiata è lunga 6,5 km, occorrono un paio d’ore, e il percorso è prevalentemente in piano, con sentieri in mezzo al bosco e a corsi d’acqua, passando per bellissimi prati.

 

 

Si arriva anche in un punto dove ci sono tanti  cavalli

 

 

Alla baita ci siamo fermati a pranzo, c’era moltissima gente, ma sono riusciti a trovarci velocemente posto e a servirco velocemente: abbiamo gustato degli ottimi canerderli.

Davanti alla baita c’è un bel prato dove ci si può rilassare, aci sono anche degli sdario ma erano tutti occupati

 

 

E poi, poco più in là.. ecco  i lama assieme ad alcuni somarelli. Mi fanno un po’ pena sinceramente, perché sono costretti a stare sotto il sole, con le mosche che gli girano attorno: spero non soffrano troppo. Comunque sono davvero carini!

 

Tramonto ed alba sul Latemar

Una delle cose più belle di questo giro è stato ammirare alba e tramonto sul monte Latemar.

Svegliarsi di prima mattina e vedere il sole illuminare la roccia della montagna di fronte. Ascoltare i suoni, il ruscello, gli uccelli le foglie mosse dal vento.

E poi, il tramonto: la luce splendente fino al giungere della notte

 

 

E il monte lì, con la sua magnificienza, con la sua eternità.

 

 

Ho amato questi posti, amo le Dolomiti, e per fortuna che sono vicine, perchè sicuramente ci voglio tornare!

 

 

e questa meraviglia mi ha ispirato questo post

Guardando il monte

 

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FAVIGNANA: colori, odori, suoni, e sapori e l’intrigante storia dei Leoni di Sicilia

 

 

Di Favignana ne avevo sentito parlare molti anni fa, quando, durante un viaggio di lavoro a Trapani, mi consigliarono di mangiare il tonno, perché, mi dissero, avevano fatto la “mattanza”. Io, all’epoca non sapevo neanche cosa fosse la mattanza.

Sono stata più volte in Sicilia, ho amato alla follia Lampedusa, e sono posti in cui mi piace tornare. Recentemente mi sono imbattuta nella serie “I Leoni di Sicilia”, e la storia dei Florio mi ha intrigato moltissimo, facendomi desiderare di andare a visitare l’isola su cui loro hanno lasciato una importante impronta, Favignana appunto.

 

 

Così, con pochi giorni disponibili, la facilità di arrivarci, e i bassi prezzi fuori stagione, ho pianificato una breve vacanza nelll’isola a forma di farfalla, la più grande delle Egadi , tornandone innamorata.

E questo è stato il mio vissuto.

 

Favignana per me

 

 

A Favignana, io dico, non basta una gita in giornata.

Bisogna immergersi nella storia dei Florio e dei tonnaroti, venire a conoscenza dei riti e dei canti della mattanza; scoprire, restandone estasiati, i luoghi e gli strumenti di lavoro

 

 

Bisogna immergersi nelle tufare, entrare nelle cave, guardare ovunque, gli scavi, le grotte, presenti in città, in campagna e sul mare; osservare i blocchi squadrati, le case bianche, i giardini ipogei nelle buche, e far galoppare l’immaginazione, sentendo addosso il sudore di chi ci ha lavorato

 

 

Bisogna immergersi nei colori delle barche del porto, guardare i pescatori che sistemano le reti, e i gabbiani che fanno loro compagnia, in attesa di uno scarto di pesce

 

 

Bisogna immergersi nei colori del mare, riempirsi gli occhi delle sfumature di azzurro; immergerrsi fisicamente  nella sua acqua, e fare il pieno di meraviglia

 

 

Bisogna immergersi col respiro nei profumi dei fiori, che inebriano, mentre, pedalando su una bici a pedalata assistita, si va in giro per l’isola; e deliziarsi dei sapori della cucina isolana, proposti con entusiasmo ed orgoglio, che non si sarà mai sazi di sperimentare

 

 

Favignana ha il potere di farti immergere nella sua essenza, portarti con sé, e farti dimenticare di te.

Ti entra nelle viscere, col mare e con la terra; con la sua storia di fatica e sudore, con l’eterna lotta dell’uomo con la natura, con gli animali e con la terra, per conquistarsi la sussistenza.

Favignana va vissuta così, per me: odori, suoni, colori, sapori; e poi la storia, l’accoglienza, il calore e la passione dei suoi abitanti, con tutte le sensazioni che questo insieme riesce a trasmettere.

 

 

Favignana: suoni, odori, colori, sapori, sensazioni

 

Suoni

La voce del mare che mi culla, mentre mi addormento, nel mio alloggio sulla spiaggia di Lido Burrone, e prima cosa che odo, quando mi sveglio al mattino.

Il suono dell’acqua che entra nelle innumerevoli grotte, o si infrange sulle rocce.

Il canto dei gabbiani, enormi, che planano, e si posano, sulla spiaggia, in città, o sui campi all’interno.

Il miagolio dei tanti gatti, nelle molte colonie feline che si vedono in giro, che ti vengono incontro, o restano immobili al tuo passaggio.

Il ritmo delle cialome, il canto di lavoro dei pescatori della tonnara, che impari a conoscere con la storia della mattanza, che ti fa immaginare un passato di fatiche nel mare.

 

 

Odori

I profumi inebrianti dei fiori, che ti arrivano addosso in primavera, mentre stai pedalando per le strade.

L‘odore potente del finocchio selvatico, che ti resta sulla mano, quando strofini una pianta per sentirne il profumo.

L’odore del tonno alla griglia, delle fritture di pesce, della cucina siciliana, quando ti avvicini ai ristoranti del centro.

Il profumo della salsedine, che si sparge col vento, e del mare lontano, portato con sè dalla posidonia, quando, talvolta, invade le spiagge.

 

 

Colori

La luce bianca accecante, quando il sole illumina la spiaggia, e il bianco delle conchiglie fossili, diventate tutt’uno con la roccia nel tempo.

Il bianco giallastro della calcarenite, delle case, e delle cave scavate ovunque, in città, sulle spiagge o nella campagna.

Il giallo intenso delle falesie al Bue Marino, dove trovare riparo dal sole, o curiosare al loro interno.

Il verde dei giardini ipogei, costruiti in quel che resta delle cave.

Il fiore rosso dell’aloe, i giganteschi amanti del sole fuxia, e i gialli bocca di leone; gli oleandri di vari colori, il rosa intenso delle bouganville, le sfumature di viola di tutti i fiorellini vicini alla costa, o nati tra le rocce, e il lungo fusto verde del fiore delle agavi, che si innalza in tempi di fioritura.

Il colore variegato della campagna a primavera, quando non è ancora tutto arso dal sole, coi balini e i terreni invasi dai grandi gabbiani, bianchi e neri e col becco giallo, che cercano i semi.

Le sfumature rosse del cielo al tramonto, del mare, del sole e delle nuvole, che incantano chi si ferma a guardare.

E le mille tonalità di azzurro del mare, su cui gli occhi possono posare la loro meraviglia, spaziare,  guardare i riflessi, i fondali, l’infinito, e far aprire il cuore a tanta bellezza.

 

 

Sapori

Il sapore del tonno rosso, morbido e fresco, grigliato, o alla Favignanese, che impari cosa sia il tonno.

I 20 centimetri di cannolo, riempito all’istante di ricotta dolcissima, che te ne levi la voglia.

Le arancine, farcite con fantasia, e le fritture con le panelle.

Il cous cous di pesce, la carbonara di pesce, e il pesce da solo, buonissimo.

Le busiate fatte a mano, la granella di pistacchio che arricchisce il condimento, il panino col tonno o col polpo.

Le melanzane alla parmigiana, e la caponata, che in Sicilia non hanno eguali.

Potrei continuare ad elencare tutte le delizie che si possono assaggiare, e parlare di questa cucina prelibata … ma bisogna provare!

 

 

Sensazioni

Favignana è sensazioni forti.

Col fortunato, (o sfortunato, per loro) passaggio di migliaia di tonni sotto costa, in passato, con la mattanza, e la coinvolgente saga dei Florio, i Leoni di Sicilia, la loro gloria, e il loro tramonto. La loro intuizione sulla conservazione del tonno sott’olio, che ha occupato gran parte degli isolani, nel bellissimo stabilimento che ancora caratterizza l’isola, prima cosa che si scorge arrivando

 

 

Con la storia ancora precedente, tangibile, in quello che resta: il castello, antica torre saracena e normanna, che domina l’isola, dal punto più alto; i tanti rostri trovati sul fondo del mare, i reperti cartaginesi e romani; e andando ancora più indietro, le tante conchiglie fossili, che si vedono disseminate sulle rocce, incastonate nel tufo, testimonianza del mare che andava e veniva, piu volte, al tempo delle glaciazioni

 

 

Con l’avvolgente territorio caratterizzato da quella roccia chiara, il tufo favignanese, o calcarenite, adatta per essere materiale edile, ricchezza e fonte di lavoro per gli isolani, scavato nelle innumerevoli cave che si incontrano ovunque: buche a cielo aperto, in città, e nella campagna, dove ancora si vedono blocchi quadrati tagliati a mano, diventate spesso giardini ipogei, in cui proteggere alberi da frutto, piante e fiori variopinti, dall’arsura del clima; o caverne e cunicoli sulla costa, davanti al mare, falesie intagliate che formano incantevoli geometrie

 

 

Favignana rapisce per la bellezza del suo mare; coi venti che ne modificano le sfumature,  che governano le spiagge da visitare e le acque da navigare; col favonio, vento caldo caratteristico che arriva da ponente, da cui l’isola prende il nome

 

 

Favignana è un incanto per tutti i sensi. E’ nutrimento, per anime affamate di pace e bellezza.

 

Favignana in 3 giorni: le spiagge e i luoghi principali dell’isola

Siamo rimasti sull’isola di Favignana 3 giorni: pochi per vedere tutte le spiagge e le calette che meritano sull’isola, ma sufficienti per permearsi della sua energia. Talvolta, passando in bicicletta, ci siamo fermati, colti da meraviglia, per un tratto di mare o una piccola spiaggetta, senza neanche saperne il nome.. mentre … ecco, di seguito, le principali visitate

 

Spiaggia di Lido Burrone

Una delle poche spiagge ampia di sabbia a Favignana

 

 

Caraibica con il vento a favore, attorniata da rocce, piccole insenature e grotte, e anche un ponticello in muratura

 

 

Davvero spettacolare

 

 

Dista una quindicina di minuti in bicicletta dal centro

 

 

Stupenda soprattutto con la pace del mattino, e la sera al tramonto.

 

Andando oltre Lido Burrone si trova Calamoni, una serie di piccole calette sabbiose o rocciose con un bellissimo mare, e Marasolo, dove c’è un beach bar a picco sul mare, con una vista meravigliosa sulla omonima spiaggia rocciosa, col castello sulla punta della montagna

 

 

Cala Rossa

Si raggiunge in bicicletta, seguendo le indicazioni, e facendo un tratto a piedi. Dall’alto si può ammirare la meraviglia dell’azzurro cangiante del mare

 

 

La costa e la spiaggia è rocciosa e, da un lato, piena di cave e di grotte.

 

Spiaggia del Bue Marino

Non distante da Cala Rossa, ha la particolarità di essere stata una cava dove si estraeva il tufo, e si contraddistingue da falesie dal colore giallo intenso, grotte enormi, rocce a picco, e uno scivolo sul mare, che serviva per caricare il tufo sulle barche. E’ un posto davvero suggestivo, dove si può trovare ombra sotto le rocce.

 

 

Cala Azzurra

Cala Azzurra ha un mare dalle bellissime sfumature azzurre, ma quando siamo andati, le spiagge e gli spazi a riva erano completamente coperti di posidonia. La baia però, nel suo complesso, è un incanto. Da Cala Azzurra merita arrivare al faro di Punta Marsala, per ammirare le scogliere che ci sono lungo il cammino

 

 

Punta Longa

Non è una vera e propria spiaggia, ma un piccolo porticciolo davvero delizioso, soprattutto al tramonto. Per arrivarci si passa da Marasolo

 

 

Punta Sottile

Punta sottile è il punto più bello per godere del tramonto; la costa è frastagliata e selvaggia, piena di vegetazione mediterranea fiorita; il percorso per arrivare in bicicletta è molto bello, tranne che per il necessario attraversamento di una galleria, che un po’ mi inquietava

 

 

Scaro Cavallo

A Scaro Cavallo c’è un  grande spiazzo sopra una scogliera, con diverse calette rocciose sul mare. La zona è caratterizzata dalla presenza di una cava nella roccia, verticale non ipogea, per l’estrazione del tufo.

 

Punta San Nicola

Resta vicino al cimitero, e ci sono in prossimità di questa punta alcune spiagge molto piccole di sabbia. E’ una zona di grotte e tombe puniche: sinceramente abbiamo fatto fatica ad individuarle, perchè le rocce sono tutte buchi!

Oltre a questa punta si arriva a Cala Graziosa, che in un’altra spiaggia molto bella, grande, di sabbia e roccia prima di arrivare sul mare

 

 

Proseguendo ci si trova sulla strada costiera, e all’inizio del paese c’è il Favignana Sea Club, una spiaggia attrezzata di roccia piana e sabbia

 

 

Praia

Praia è la spiaggia su cui sorge l’ex stabilimento Florio. Con le giornate di sole il mare ha colori bellissimi, peccato che la spiaggia sia un po’ trascurata

 

 

Cala Fumeri

E’ la costa rocciosa lungo la strada dopo lo stabilimento Florio, molto selvaggia e ricca di vegetazione

 

 

Giardino dell’Impossibile

Ci siamo arrivati seguendo le indicazioni quando stavamo andando a Cala Rossa. E’ un orto botanico di 40 mila metri quadri, con 500 specie di piante, costruito all’interno di una grande cava di tufo, un tempo abbandonata. Si trova all’interno dell’isola, percorrendo una strada non asfaltata: non abbiamo avuto il tempo di visitarlo, ma sicuramente ne vale la pena.

 

L’ex stabilimento della tonnara Florio e il palazzo

A questo incantevole esempio di archeologia industriale e alla sua storia ho dedicato un articolo a parte

 

FAVIGNANA: l’ex stabilimento della tonnara e l’affascinante storia della famiglia Florio

 

Il centro di Favignana

Il centro cittadino è un vero gioiello: con la pavimentazione lastricata lucida e le case chiare, mi ha ricordato una piccola Ortigia.

Le 2 piazze principali sono Piazza Madrice, che ospita una bella chiesa

 

 

e Piazza Europa, col municipio e la statua di Ignazio Florio senior che domina al centro

 

.

Queste 2 piazze sono collegate dal corso principale, che arriva poi alla Piazza della Camparia, sul mare: di fronte si apre la vista del’ex stabilimento Florio, e più avanti si trova il molo turistico

 

 

E’ bello inoltrarsi in bicicletta nei tanti vicoletti del centro del paese, e vedere, appena fuori, i giardini ipogei a fianco alle abitazioni.

 

Come arrivare a Favignana

Si puo’ arrivare a Favignana dall’aeroporto di Palermo o, più comodo e vicino, dall‘aeroporto di Trapani.

Dall‘aeroporto di Trapani si puo’ prendere il bus dell’Ats, se coincidono gli orari, che con meno di 5 euro, porta al molo degli aliscafi.

Da qui si prende l’aliscafo, che in 30 minuti arriva a Favignana, o il traghetto, che impiega un’ora. I biglietti dell’aliscafo si possono fare on line o al porto.

In alternativa ci sono shuttle e taxi per raggiungere gli imbarchi.

 

 

Come muoversi a Favignana

Il mezzo migliore e più divertente per muoversi, a mio avviso, è la bicicletta con pedalata assistita, che ha costi accessibili (10 euro al giorno in bassa stagione). In alternativa si può noleggiare una bicicletta normale o lo scooter. Solitamente i proprietari degli alloggi ne organizzano anche il noleggio, oppure al porto si trovano varie agenzie

 

 

 

Il nostro alloggio: Stabilimento Lido Burrone

Stabilimento lido Burrone ha il grandissimo pregio di essere un alloggio proprio sulla spiaggia omonima: sono 2 blocchi di camere nuove e moderne, che permettono di stare davvero a contatto col mare, sulla spiaggia di sabbia più grande e più bella dell’isola, godendosela quando i turisti non sono ancora arrivati, al mattino, o quando se ne sono andati, nel tardo pomeriggio

 

 

Dalla camera, che ha un gradevole patio con un giardino all’ingresso, e un terrazzino vista mare, tra le asce che tutelano la privacy, se si lascia aperta la portafinestra con la zanzariere, ci si può addormentare e svegliarsi col suono del mare. Cosa per me senza uguali.

 

 

Consuelo, la responsabile dell’alloggio, con cui abbiamo prenotato direttamente tramite Whatsapp, è estremamente precisa e disponibile, ci ha fatto trovare dei dolcetti di benvenuto, ci ha fornito suggerimenti per visite e ristoranti, ci ha procurato le bici, e ogni giorno ci inviava un messaggio per comunicare quali fossero le spiagge più adatte da visitare in base ai venti

 

 

Essendo bassa stagione, ci ha incluso anche 2 lettini e un ombrellone nel prezzo della camera.

Un posto unico, con davanti un mare che mi ha ricordato i colori dei Caraibi

 

 

A fianco, il bar ristorante Lido Burrone offre cibo e bevande di qualità, davanti ad un panorama eccezionale.

 

Conclusioni

Torno innamorata di quest’isola, e torno ancora più innamorata dei Florio, la cui storia mi aveva già conquistato😍

E soprattutto, torno con un desiderio … che su quest’isola ci voglio tornare!

 

 

Il nostro giro, giorno per giorno: luoghi, spiagge, ristoranti

giorno 1:

Mattino: arrivo in aliscafo da Trapani, biglietti al ticket office, transfert offerto da alloggio Lido Burrone

Pranzo: Lido Burrone

Pomeriggio: in bicicletta fino a faro di Punta Sottile, passando per Calamone, Marasolo. Aperitivo Bar del Faro

Sera: Centro Favignana

Cena: Osteria Sottosale

 

giorno 2:

Mattino:  bicicletta fino a Cala Rossa e spiaggia del Bue Marino (passaggio dai giardini  dell’Impossibile)

Pranzo: truck Bue Marino

Pomeriggio: Scaro Cavallo, punta San Nicola, giro ex stabilimento Tonnara, e Cala Fumeri, punta Longa.

Cena: Ammukka

 

giorno 3:

Mattino: colazione Magneva beach bar, di fronte a ex stabilimento della tonnara Florio, visita guidata e visita e palazzo Florio.

Pranzo: U Cuoppo

Pomeriggio: Cala Azzurra, faro di Punta Marsala, Lido Burrone

Cena: trattoria da Papu’

 

giorno 4:

Mattino: spiaggia lido Burrone

Pranzo: Lido Burrone

Pomeriggio: partenza da Favignana trasferimento in taxi (12 euro) e aliscafo per Trapani.

 

 

e poi…..Prima di tornare a casa abbiamo trascorso una notte a Trapani, alloggiando in una ex casa salinara, e una giornata a Erice e Marsala!!

 

giorno 5

A giorno 5 ho dedicato un articolo a parte.. un giorno speciale perchè era anche il mio compleanno!

 

Trapani Erice e Marsala: chi dice che per vedere i mulini a vento occorre andare in Olanda??

 

Insomma.. la Sicilia è sempre una garanzia!!

 

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FAVIGNANA: l’ex stabilimento della tonnara e l’affascinante storia della famiglia Florio

 

 

Arrivando al porto di Favignana l’ex stabilimento Florio è la prima cosa che appare: per me è stata una grande emozione, dopo aver visto la serie “I Leoni di Sicilia”, che ha come protagonista la famiglia Florio appunto, ed essermi incuriosita, tanto da andare a leggermi in dettaglio la loro storia.

Gli edifici delle tonnare sono strutture in pietra costruite sul mare, utilizzati per la lavorazione e conservazione del tonno, catturato con le tonnare, un sistema di pesca costituito da reti con sbarramenti, che formano delle camere, immerse nel mare. Questo sistema permetteva di pescare i tonni durante il loro passaggio vicino alla costa, in periodo di riproduzione, nella stagione primaverile, fino alla “mattanza”, una vera e propria lotta dell’uomo con l’animale, ma anche un rito, una tradizione che risale a tempi lontani: i tonni intrappolati venivano tirati a bordo delle barche che cingevano la tonnara, venivano uccisi, portati negli stabilimenti, lavorati, cucinati e messi sott’olio per la conservazione.

Si deve proprio ai Florio l’intuizione di conservare il tonno sott’olio, quando in precedenza la conservazione avveniva sotto sale, e a dare impulso all’industria del tonno in scatola.

 

 

La prima volta che ho visto l’edificio di una tonnara è stato a Vendicari, sempre in Sicilia: sono rimasta affascinata da questa costruzione, che è un vero e proprio monumento sul mare.

Lo stesso fascino l’ho avvertito arrivando a Favignana, trovandomi davanti all’ex stabilimento della tonnara Florio: la famiglia ne è entrata in possesso nel 1841, ed è diventato luogo di lavoro per oltre 800 isolani, negli anni d’oro, quando i quantitativi di tonni pescati, di enormi dimensioni, potevano raggiungere le migliaia a stagione. L’attività è continuata ad essere per anni una delle principali fonti economiche di Favignana, anche dopo i Florio, ma in seguito a vicissitudini che l’hanno portata al declino, e anche all’impoverimento della fauna ittica nei mari, negli anni 70 ha cessato l’attività. e lo stabilimento è stato acquistato dalla Regione Sicilia negli anni 90, chiuso nel 2007, e  restaurato in parte, – si pensi che si estende per 32 mila metri quadrati! –per farne un museo: è considerato oggi un importante esempio di archeologia industriale, ed è bellissimo! 

 

 

Già all’esterno dell’edificio, con la sua location stupenda sulla spiaggia di Praia, lambita da un mare cristallino, dalle tante sfumature di verde e di azzurro, si percepisce un‘atmosfera d’incanto; e se tutta la cittadina è pervasa dall’aura dei tempi passati, varcando la soglia dello stabilimento Florio sembra proprio di entrare nella storia

 

 

Sulla porta di ingresso si trova lo stemma della famiglia: un leone smagrito e febbricitante che beve da una pozza d’acqua, vicina ad alberi di china, piante da cui si ottiene il chinino, unico prodotto efficace all’epoca per la cura della malaria, dalla cui vendita è iniziata l’ascesa dei Florio

 

 

Ci si trova poi in un cortile che già conduce in un altro mondo, tra iscrizioni che riportano il numero di tonni pescati nelle mattanze

 

 

statue

 

 

finestre sul mare, con gli strumenti di lavorazione

 

 

piante fiorite, da dove si intravede la cima più alta di Favignana, col castello che domina l’isola

 

 

Porticati e saloni con arcate ricurve, dove si racconta la storia della pesca del tonno, con video-installazioni, strumenti multimediali, testimonianze di chi ha lavorato nella tonnara o alla mattanza, fotografie dell’epoca, e le barche originali usate per la pesca

 

 

Si giunge poi agli spazi in cui si lavorava il tonno. Le alte canne fumarie esterne svettano nel cielo e hanno accanto i forni, dove il pesce veniva cucinato, prima di metterlo nelle latte con l’olio

 

 

A fianco, si trovano diverse sale con centinaia di scatole di latta a marchio Florio, di varie dimensioni, messe in mostra, in un contesto che è di grande effetto

 

 

Oltre alle attrezzature e agli oggetti legati all’attività del tonno, lo stabilimento contiene reperti storici e archeologici rinvenuti sulle isole Egadi o nel mare, rostri, statue, anfore, risalenti alle guerre puniche, agli insediamenti romani, con pannelli che raccontano la storia delle battaglie e delle dominazioni sull’isola.

 

 

Noi abbiamo deciso di partecipare ad una visita guidata,  (inclusa nel biglietto d’ingresso, prevista a specifici orari) che si è dimostrata davvero interessante e ricca di informazioni. Ci è stata raccontata la storia della famiglia Florio, che si svolge dalla fine del 1700 fino ai primi del 900, ed inizia col trasferimento in Sicilia, a Palermo, della famiglia, originaria della Calabria. Snobbata e vezzeggiata dai commercianti e dai nobili della città, con il commercio delle spezie e del chinino, si è arricchita grazie alle grandi visioni, all’ambizione e alle capacità imprenditoriali di Vincenzo Florio, la cui attività si è espansa, anche con le generazioni successive, dal commercio delle spezie, alla produzione del tonno e del marsala, al settore degli zolfi, delle saline, e in molti altri settori, quali il finanziario e i trasporti, con la fondazione di una compagnia di navigazione. Il grande potere economico dei Florio ha fatto sì che acquisissero anche un’importante influenza sugli avvenimenti storico-politici del periodo.

E’ stato il figlio di Vincenzo, Ignazio, -che ha proseguito con successo le imprese del padre, accrescendo il patrimonio,- che ha lasciato l’impronta più forte a Favignana, acquistando le isole Egadi, nel 1847, per 2.750 milioni di lire, con l’implementazione della pesca col sistema delle tonnare e dell’industria del tonno sott’olio, e finendo per diventare senatore del Regno d’Italia

 

 

A lui è succeduto il figlio Vincenzo, vissuto nel periodo della Bella Epoque, che però purtroppo ha portato alla dissoluzione del patrimonio famigliare, ponendo fine alla gloria di questa famiglia.

Ascoltando questa storia, si prova un vero dispiacere per questo epilogo. Per quel che riguarda la pesca del tonno col sistema della mattanza, il calo del numero di esemplari, dovuto in parte allo sfruttamento e in parte al cambio delle rotte migratorie, insieme alle nuove regole ambientali, ha portato alla chiusura di gran parte delle tonnare negli anni ’90. L’ultima mattanza a Favignana si è svolta  nel 2007 , quando sono stati pescati poco meno di 100 tonni contro i 10.159 tonni del 1859.

 

 

Durante la visita guidata viene illustrato, tramite un modellino il funzionamento della tonnara, che comporta il passaggio dei tonni nelle reti verticali, di camera in camera, fino ad arrivare in quella dotata anche di fondo, chiamata “camera della morte”, sotto l’occhio vigile e le disposizioni ai tonnaroti del capo della tonnara, il rais. In sottofondo alla interessante spiegazione, si odono le “cialome”, i canti che i  pescatori intonavano durante la mattanza. Sul fondo dello stabilimento si trovano gli spazi dove venivano appesi i tonni, una volta catturati.

 

 

Poco distante dall’edificio, vicino al molo, si trova Palazzo Florio, dimora estiva della famiglia: in stile liberty, collocata in un bel giardino, abbiamo potuto visitare le sue stanze sui diversi piani: si possono osservare i ritratti e leggere la storia di tutti i componenti, e si può assistere ad un documentario storico molto interessante

 

 

Dalle finestre del palazzo sono rimasta incantata per la splendida vista dello stabilimento sul mare

 

 

Favignana dedica a questa famiglia un percorso con pannelli esplicativi nei luoghi storici

 

 

In Piazza Europa domina la statua eretta in onore di Ignazio Florio senior

 

 

Non so il motivo, ma a me lo stabilimento Florio rapiva a tal punto che ogni giorno della mia vacanza desideravo  tornare a vederlo, passando davanti, guardandolo dal molo turistico, o da piazza della Camparia, o con l’illuminazione della sera..

 

 

La prima cosa che ho visto all’arrivo e l’ultima quando me ne sono andata, salutando l’isola..  col desiderio di farvi ritorno presto

 

maggio 2025

la vacanza a Favignana

Favignana: colori, odori, suoni, e sapori e l’intrigante storia dei Leoni di Sicilia

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.