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Passeggiando sulla passerella di vetro del Tower Bridge
Essere a Londra e lasciarsi scappare l’occasione di vedere il Tamigi e il traffico della strada del suo ponte piu’ famoso, guardandolo da un vetro trasparente sotto i propri piedi?? No!!
La Tower Bridge Exhibition ha già di per sè una grande attrattiva.
Consiste nel visitare le due torri del ponte, salendo nei vari piani, e passando poi attraverso una passerella che conduce da una torre all’altra.
Ma dal 2014 è stata inserita una parte in vetro nella passerella (glass walkway).
Pianificando il mio viaggio a Londra, allo scoprire la notizia, ho subito pensato che avrei voluto provare questa ebbrezza.
La passerella è a oltre 40 metri di altezza. La parte in vetro comprende sei grandi pannelli antiscivolo e con l’acquisto dei biglietti dell’attrazione si aiuta anche una buona causa, perchè il ricavato va alle associazioni no profit della città.
Il momento migliore per fare questa esperienza sarebbe durante il momento in cui il ponte si apre per far transitare le imbarcazioni. Esiste un calendario di questo evento, e volendo, la visita potrebbe essere pianificata anche in funzione di questo. Vedere aprirsi il ponte sotto i propri piedi dev’essere uno spettacolo ancora più eccitante.

Una vista unica.
Ho continuato a camminare, guardare da tutte le prospettive.
Ho alzato gli occhi e mi sono vista li’, dallo specchio posto sul soffitto.
Come se camminassi sul vuoto, potevo vedere nel dettaglio tutto ciò che avveniva sotto i miei piedi, e presa dall’eccitazione, non ho avuto piu’ timore ne paura. Ho cominciato ad andare avanti e indietro e guardare giù ..
“la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”
..Ehh, bisogna fidarsi degli autori di queste opere immense? il dubbio viene sempre.. Mia figlia ci ha chiesto: “Ma ci sosterrà?”. Certo che ci sostiene, perchè l’uomo sa essere grande e consentirci di provare queste emozioni forti.
Oltre al panorama sotto i piedi, dai vetri laterali, si può vedere anche tutta la struttura del ponte e, ovviamente, lo skyline di Londra a 360 gradi.
Lungo le pareti non a vetri, oltre alle informazioni, ci sono le immagini di tutti i ponti piu’ famosi e straordinari costruiti dall’uomo nel mondo.
Dopo essere andata avanti e indietro sul pavimento trasparente, sono uscita e ho ripetuto l’esperienza sulla passerella a vetri dall’altro lato, perchè i camminamenti sono due!!
E vai, di nuovo, avanti e indietro, tra lo stupore dei visitatori e le foto fatte nei modi piu’ disparati!
L’ultima parte della visita si svolge all’esterno, nella vecchia sala macchine, dove sono in mostra i macchinari usati un tempo per alzare il ponte, che sono delle vere e proprie opere d’arte.
In conclusione, sono rimasta entusiasta dell’esperienza della Tower Bridge Exhibition, che si merita sicuramente l’appellativo che ha di Wow Project, e della possibilità di provare la sensazione di camminare nel vuoto, definita, anche da marito e figlia, una delle esperienze più belle del viaggio !
http://www.towerbridge.org.uk/it/
(foto di Patrizia Pazzaglia)
gli altri articoli su Londra qui http:http://www.unanimainviaggio.it/londra/
Nessuno escluso: abbiamo sbagliato qualcosa
ABBIAMO SBAGLIATO QUALCOSA.
spunti dallo spettacolo “NESSUNO ESCLUSO” di Andrea Lupo, Teatro delle Temperie
Premessa: questa recensione è influenzata dal periodo emotivo che sto vivendo, di disagio, disillusione, amarezza e tristezza (la stessa di cui parlano i personaggi dello spettacolo), per il momento storico, politico, sociale, relazionale che stiamo vivendo. L’avanzare dell’individualismo, dell’egoismo e dell’egocentrismo a discapito della compassione (nel senso di “patire con”), della solidarietà, dell’amore, di cui l’essere umano è stato dotato e che lo diversifica dagli altri esseri viventi.
Tempo fa sono andata a vedere lo spettacolo NESSUNO ESCLUSO, di Andrea Lupo, al Teatro delle Temperie di Calcara (Bo).
Sono uscita, al termine, che mi mancava il respiro, tanto era il groppo che mi era venuto alla gola.
La storia è ambientata in un futuro (troppo presente) dove gli esseri umani, alienati, lavorano per raggiungere qualcosa che sembra sempre piu’ irraggiungibile.
Si adoperano per avanzare ad uno status sociale piu’ elevato, con il miraggio di condizioni di vita migliori. Anelando a false promesse di felicità, considerazione, visibilità, e uniti agli altri solo da una tristezza, una frustrazione e una solitudine comuni.
Compiacenti a un sistema che omologa desideri e obiettivi.
Che insegna a non guardare in faccia a nessuno. Che riduce sentimenti ed emozioni alla brama di realizzazione di desideri materiali, a mettere il proprio sé al centro del mondo. Che fa dimenticare la propria umanità e che fa assopire il bisogno e il desiderio del contatto profondo con gli altri.
Esseri umani inconsapevoli di essere inseriti in un ingranaggio e già in un circolo vizioso per cui nulla sembra essere mai abbastanza, ne cio’ che si fa, ne cio’ che si ottiene, ne cio’ che si è.
Sempre connessi a un mondo che non è quello della loro anima.
Incapaci di accettare l’altro per quello che è, perché non sono in grado di accettare e accogliere neanche se stessi.
Per raggiungere i propri desideri e un livello maggiore, obbediscono alle regole, anche ingiuste o contrarie all’etica, sottomettendosi, svendendosi e accettando qualsiasi cosa.
“Lavoro –guadagno” è il loro mantra.
Ognuno vorrebbe essere diverso per distinguersi. E nello stesso tempo, ognuno nutre disprezzo e denigra il diverso di status inferiore, che arranca per migliorare le proprie condizioni. Nonostante, magari, abbia le stesse sue origini o si sia trovato esso stesso in una medesima condizione nel corso della sua vita, o subisca lo stesso trattamento.
La diversità diventa motivo di distanza e arroganza, anziché favorire lo scambio e l’arricchimento, o stimolare conoscenza o solidarietà. Semplicemente perché è lo specchio di una realtà temuta e rifiutata.
E’ una guerra fra poveri, che aliena e che rafforza il sistema, contribuendo a mantenere le cose come sono, l’asservimento e l’infelicità.
Un sistema a cui quasi nessuno pero’ riesce a ribellarsi. Anzi, la risposta a: “lo stato ti è grato” è: “e io sono grato allo stato”.
In questa realtà non si puo’ dar spazio al sentire perché ostacolerebbe la corsa. Non ci si puo’ fermare tanto a riflettere per non cadere nella disperazione.
“L’avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e sentiamo poco”.
Dilaga l’illusione che, se si riesce ad avere un potere sugli altri, attraverso un controllo sui piu’ fragili, attraverso la seduzione e la manipolazione, possa aumentare il proprio prestigio.
Ma alla fine della giornata, resta la solitudine. La stessa di chi, per non affrontarla, dedica tutte le proprie energie al lavoro. La stessa che fa si che non esista piu’ un concetto di comunione, condivisione, in contrapposizione all’individualismo.
Lo spettacolo NESSUNO ESCLUSO è la fotografia di quello che è diventato il mondo nell’epoca moderna.
La creazione di nuovi bisogni, il consumismo, l’illusione di arrivare alla felicità col raggiungimento del benessere, l’esaltazione dell’ego a discapito della comunità e dell’accoglienza.
Il far leva sul bisogno di approvazione e riconoscimento e sull’ambizione ad uno status sociale sempre piu’ elevato.
Con il fine di una maggior disgregazione e la possibilità di maggiore manipolazione delle coscienze e delle masse. Che consente di avere un maggiore potere su di esse, da parte del sistema.
Ma è anche la fotografia delle realtà quotidiane piu’ piccole che si vivono.
L’essere diverso, il provenire da un altro paese, il pensare o agire diversamente dalla massa, il non omologarsi ai canoni proposti, portano spesso all’esclusione, ad etichette negative, alla denigrazione.
Qualcosa che, invece di essere considerata una ricchezza, è fatta vivere come una mancanza, un difetto, una colpa, soprattutto ai soggetti piu’ deboli.
Viviamo in tempo in cui si è continuamente connessi, anche se non si sa esattamente a che cosa. Sicuramente non a se stessi e al proprio cuore o alle persone reali. Dove la cosa importante è sempre ottenere qualcosa di più: “il piu’ nuovo, il piu’ grande, il piu’ veloce, il piu’ costoso, il piu’ brillante, il piu’ geniale…” ….“piu’ like” , “piu’ followers”..per essere, o ancor peggio, per sembrare, piu’ “figo”.
O anche solo per essere integrato. Per non essere tagliato fuori, escluso.
Chi non si è ancora assuefatto a questo modus vivendi e ha il coraggio di non adeguarsi, chi ancora non ha venduto l’anima e non si arrende e nutre ancora una speranza, chi si accorge che cosi’ non è vivere e crede che sia possibile una vita diversa, spezzare le catene ed uscire dall’ingranaggio, o almeno provarci, è spesso attaccato e lasciato solo.
Direi che ABBIAMO SBAGLIATO QUALCOSA.
Un’ora di ansia, nell’attesa di un finale che dia una SPERANZA.
E mentre tutto sembra volgere ineluttabilmente al pensiero che non c’è una speranza, che gli individui sono destinati a sentirsi sempre piu’ soli, disperati , impotenti, timorosi, incapaci di unirsi e di avere fiducia in se e negli altri, privati del senso di unione, comunione, indotti ad accettare la propria morte emotiva, la speranza arriva.
Arriva dal discorso di un uomo. Un discorso capace di infondere ancora fiducia.
Il discorso di qualcuno che crede ancora nella forza dell’uomo, che incita a combattere ogni giorno, che ha una carica tale che dà forza.
Un discorso vecchio di anni, ma che fa sentire che non è ancora tutto perduto.
Qualcuno che dice che l’avidità di questo tempo è un male passeggero, e che la libertà non puo’ essere soppressa. Di non cedere a chi ci dice come vivere, cosa fare, cosa dire, come essere, come pensare. Che gli uomini hanno l’amore dell’umanità nel cuore.
Un discorso galvanizzante che arriva dritto, a mio avviso, a chi ancora puo’ e vuole fare una scelta, a chi è ancora speranzoso e ricettivo, a chi puo’ scegliere ancora la pillola rossa del risveglio della coscienza e puo’ essere capace di percorrere la strada meno facile. A chi ha il coraggio di guardare la realtà in faccia e di non raccontarsela e trova la forza per non arrendersi.
E come un virus iniettato nel sistema, attirando dei simili potrebbe diventare contagioso, e, forte di insegnamenti antichi e di un’umanità instillata in tutti gli esseri umani, potrebbe riesumare i sani valori, ascoltare il proprio cuore, il proprio sentire, credere nei talenti personali, nel valore di ogni singolo individuo e ritrovare la possibilità di un contatto profondo e una relazione autentica con gli altri.
Un discorso che ci dice che si puo’ ancora combattere per un mondo migliore. Che si puo’ essere quel virus che contamina il sistema.
E la speranza mi viene anche dall’idea che, se qualcuno riprende questo discorso, se qualcuno porta in scena questa realtà, questo qualcuno sta tentando di indurre a riflettere, di sensibilizzare, di scuotere le coscienze.
Che se c’è qualcuno che comprende e si emoziona davanti a questo spettacolo, allora non siamo soli.
Allora si può veramente credere che ci sia una via di uscita per cambiare, che ci possano essere persone che non si accontentano di vivere cosi’, persone sveglie e pronte per tentare di combattere per un mondo migliore.
Che forse c’è speranza, per chi non si vuole omologare.
Per chi si vuole opporre.
Per chi non vuole dimenticarsi di se per compiacere gli altri.
Per chi crede ancora in una giustizia, nell’importanza di ascoltare e restare fedele a se stesso, nel dono del libero arbitrio e della possibilità di scegliere.
Per chi crede che noi per primi possiamo accogliere noi stessi, le nostre parti piu’ scomode. E anche gli altri, che ce le mostrano da fuori.
Per chi crede ancora nel rispetto. Nella dignità di tutti gli esseri umani, NESSUNO ESCLUSO.
“Voi non siete macchine, voi non siete bestie: siete uomini! …. Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere; eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera; di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore!” (DISCORSO ALL’UMANITA’ dal film “Il grande dittatore” (1940) Charlie Chaplin).
Uno spettacolo toccante. Emotivamente impegnativo. Attori straordinari. Complimenti al Lupo e a tutto il Teatro delle Temperie per questa produzione e un sentito ringraziamento.
per accedere alla zona blu, ed evolvere da grigio a cittadino Blu, devi accumulare almeno 100.000 LED.
buon blu a tutti, Nessuno Escluso
#nessunoesclusoinpillole #pilloledinessunoescluso
(foto di Teatro delle Temperie)
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Lo stronzo interiore
Tempo fa ho assistito a uno spettacolo di e con Andrea Lupo, del Teatro delle Temperie, chiamato “Lo stronzo”. Un monologo che ha mosso molte emozioni.
Impossibile non sentire una risonanza con qualcuna di loro.
Credo che a tutti sia capitato di vivere quel senso di impotenza che pervade il protagonista, lo Stronzo appunto.
Quell’impossibilità di capire. Quell’incapacità di relazionarsi ed essere in balia, inconsapevolmente, della coazione a ripetere storie già vissute, fonte di malessere e sofferenza.
E di avere il desiderio/bisogno di cambiare ma non sapere come fare.
Perché senza un lavoro di consapevolezza, un’elaborazione dei nostri vissuti, l’apprendimento di nuove modalità, non abbiamo possibilità di cambiare, noi o le situazione che ci capitano.
Lo Stronzo spesso fa male senza saperlo e/o senza volerlo. . A volte non c’è possibilità di scelta. Puoi solo agire quello che hai visto o vissuto non conoscendo alternative. Lo Stronzo fa quel che puo’ e quel che sa fare.
E pensandoci realizzo che io di stronzi ne ho conosciuti tanti..ed è uno dei motivi per cui mi sono sposata in tarda età.
E che anch’io tante volte sono apparsa (e appaio) molto stronza..
E’ difficile stabilire chi ha torto e chi ha ragione..
Bisogna imparare a vedere realmente chi siamo noi e chi è l’altro e saper discernere tra i 2, siano essi il partner, la madre, il padre, il nonno, la nonna o altri.
Non è una cosa per tutti. Ci vuole coraggio. Bisogna cercare. A volte chiedere aiuto. Riconoscere la propria disperazione, i propri fallimenti.
Solo la coscienza puo’ salvare, e spesso non basta.
Occorre avere la capacità di mettersi in discussione, ma ci vuole tempo e costa fatica.
E bisogna fare una scelta.
“Lo stronzo” ha mostrato il senso di impotenza talvolta presente nelle nostre relazioni con le persone importanti, le maschere che ci mettiamo nel mondo, i rapporti superficiali che intratteniamo, l’urlo che abbiamo dentro quando lo specchio che ci manda l’altro di noi non corrisponde a quello che conosciamo o che vogliamo/possiamo mostrare, la sofferenza per l’incomprensione e le incomprensioni..
Lo Stronzo non è poi così stronzo. Puo’ apparire tale, da fuori, ma è soltanto un essere umano che “agisce” le sue sofferenze… E’ un essere umano come tanti, come noi: se potessimo capire, forse riusciremmo a essere meno giudicanti, meno crudeli, piu’ compassionevoli, con gli altri e nei nostri confronti . E forse sia lui che noi avremmo una chance.
E allora mi viene in mente un vecchio proverbio indiano che dice: “Prima di giudicare una persona cammina per tre lune nei suoi mocassini”.
Ancora una volta uno spettacolo di teatro è stato uno specchio del mondo e di noi. Delle parti piu’ autentiche, anche di quelle che possono essere scomode e far piu’ male.
E mi viene in mente che devo essere piu’ tollerante.
(foto di Teatro delle Temperie)
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Una settimana a Fuerteventura: cosa fare
Per chi si chiede cosa si puo’ fare in una settimana a Fuerteventura e ha paura di annoiarsi, ecco un esempio di come si può trascorrere.
Pero’ attenzione: puo’ non essere una buona meta per tutti. In primis, non lo è per chi odia il vento. In secondo luogo, non lo è per chi è fanatico del “fare”, anche in vacanza (con esclusione dei surfisti e amanti del kite surf).
Partenza dal Nord, dove io preferisco sempre alloggiare. Al Sud, pur avendo la maggior parte della zona paesaggi desertici, le località turistiche si sono sviluppate molto e con un’edilizia selvaggia, fatta di resort faraonici ed enormi centri commerciali, o zone residenziali con case fitte, che, a mio avviso, stonano molto con l’atmosfera dell’isola. Anche il paese di Corralejo, al nord è stato interessato da questo sviluppo turistico, ma fortunatamente la zona turistica è limitata ai dintorni del paese e alla strada principale che conduce al porto, dove invece si trova ancora l’atmosfera di un tempo.
Ogni volta che andiamo, comunque, anche se alloggiamo al Nord, non possiamo mancare di fare una giornata anche al Sud, perchè i paesaggi rimangono straordinari.
Fuerte – alloggiando al Nord
1 °- 2° giorno NORD:
parco nazionale delle Dune, e Grandes Playas, 3 chilometri di spiagge mai affollate – Playa Larga– porto di Corralejo e via turistica con centri commerciali – passeggiata Bristol dietro al porto all’estremo nord – Playa Alzada(appena dopo le dune, si vede dalla strada)
3° giorno NORD:
lagune Cotillo Lagos, spiaggia la Concha (spiaggia con mare bellissimo, se c’è vento, sia sulla spiaggia di sabbia, che oltre, sono presenti costruzioni in pietra lavica nera, i corraliti, dove ripararsi e far giocare i bambini), e Caleta del Marrajo, verso il faro,
4° giorno NORD:
El Cotillo, porto vecchio e paesino di pescatori di El Cotillo – porto nuovo – fortino Castillo el Toston e spiaggia Esquinzo, dove viene praticato surf – chiesa di El Cotillo – giro nelle strade bianche oltre Cotillo Lagos, dove ci sono altre lagune meravigliose – Museo della pesca e faro del Toston – Lajeres- Barranco de Los Encantados

Qui aggiungo anche un’esperienza mai fatta ma che vorrei fare la prossima volta, ossia il trekking al Calderon Hondo, un vulcano spento, a 278 metri di altezza, vicino a Lajeres, per camminare intorno alla bocca e godere del panorama del nord dell’isola
5° giorno INTERNO E SUD:
giro all’interno, la Oliva e Iglesia de Nuestra Senora de la Candelaria – arrivo fino al punto piu’ alto di Fuerteventura, Riserva della Biosfera dell’Unesco – il Mirador Morro Velosa, con elegante edificio dove i visitatori possono conoscere il passato geologico di quest’isola vulcanica progettato da César Manrique, monumento di Guise y Ayose sul Mirador – passare per Betancuria, (700 abitanti e poche case) e Antigua (chiesa e mulini). Proseguire al sud per vedere a Costa Calma, gli scoiattoli, con bella passeggiata sul lungomare, passando per le spiagge e laguna di Sotavento, con le sue maree, in particolare, ristoro a Playa Barca, al chiringuito del centro Rene Egli’, nella penisola di Jandia, fino a Morro Able; per chi si vuole avventurare c’è la spiaggia di Cofete, isolata e selvaggia, che si raggiunge da una strada sterrata; al ritorno eventualmente fermarsi a Caleta de Fuste (molto costruita e turistica, mare e spiaggia non belli ma riparati dal vento), oppure passare dalla parte ovest per vedere la spiaggia nera di Ajuy.
6° giorno SUD:
Oasis Park, bellissimo parco con animali in ambiente naturale meraviglioso con orto botanico di piante grasse, in località La Lajita (partono anche bus gratuiti compresi nel prezzo del biglietto da Corralejo). In alternativa il giro del quinto giorno può essere diviso in 2 giorni.
Da Corralejo d’estate c’è anche un’escursione all’isola di Los Lobos, che dicono essere meravigliosa..oppure l’ escursione a Lanzarote (mezz’ora di traghetto, si sbarca a Playa Blanca, paesino molto carino e viste le brevi distanze, con un auto si puo’ raggiungere il vulcano Timinfaya e le attrazioni della zona, Cueva de los Verdes, Jameos de Agua, ecc., visibili anche in una giornata)
escursioni varie http://corralejo.info/it/home/sport-e-tempo-libero/sport-acquatici-3
qui l’elenco di tutti i musei http://www.tuttofuerteventura.com/index.php?option=com_content&view=article&id=100:musei-a-fuerteventura&catid=29:informazioni-&Itemid=24
attrazioni varie
http://visitfuerteventura.es/it/museos-que-te-dejaran-con-la-boca-abierta/
https://www.tripadvisor.it/Attractions-g187467-Activities-c49-Fuerteventura_Canary_Islands.html
cosa visitare http://corralejo.info/it/home/sport-e-tempo-libero/cosa-visitare
Playground presenti ovunque nelle cittadine e da maggio aperto parco acquatico in centro a Corralejo, il Baku waterpark a Corralejo.
Non c’è niente da fare, a noi quest’isola piace moltissimo! E non solo a noi, visto il numero di italiani che hanno deciso di trasferirsi a vivere o ad aprire un’attività.
Pero’, è sempre soggettivo, c’è chi dice che oltre il mare non c’è niente di interessante da fare o da vedere, chi non va per paura del vento, e chi dal vento si fa rovinare una vacanza!
Per noi è un’isola molto rilassante, dove riusciamo ad entrare nel mood “take it easy”, dove i pensieri vengono spazzati via proprio dal vento, e dove la mente puo’ librarsi nei suoi spazi sconfinati!
E se andate, non dimenticate di rotolarvi sulle dune!
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Ci sono partenze..
Ci sono partenze dove arrivi da qualche parte.
E’ bello partire e arrivare a destinazione.
Fai tanti progetti, pianifichi e poi arrivi, e ti godi il tuo viaggio.
A volte occorrono modifiche durante il percorso, ma sei arrivato.
Ci sono partenze dove sembra che non arrivi da nessuna parte.
Non hai chiara la destinazione, e neanche il percorso.
Anche queste partenze sono l’inizio di un viaggio, che non sai dove ti porterà.
Ma come sempre, l’ importante, io credo, è partire.
“In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo
è per l’uomo un viaggio simbolico.
Ovunque vada è la propria anima che sta cercando.
Per questo l’uomo deve poter viaggiare.”-Andrej Tarkowsky-
Le nostre case particular e alloggi a Cuba
Le nostre case particular a Cuba le ho cercate con cura e le consiglierei ad occhi chiusi. Eccole qui la descrizione, qualche foto, la mia recensione su Tripadvisor e il loro sito web:
Havana
Casa Buenos Aires zona Havana vecchia, casa internamente ristrutturata, molto elegante, camera basica ma pulita, con bellissimo patio e terrazzo sul tetto per colazione. Si trova in una strada un po’ dissestata e con vista palazzo sventrato, ma vicina al Parque Central, dove ci si puo’ collegare a internet, non lontana dal Malecon e sulla strada per Piazza della cattedrale-Bodeguita del Medio. Prenotata via mail sul sito della casa, costo per tripla 45 usd + 5 a testa per generosa colazione.
https://casabuenosairesencuba.jimdo.com/
Casa Diana Vilaseca zona Vedado, Casa coloniale “aristocratica” bellissima e particolare, camera discreta con bellissimo bagno, aria condizionata un po’ rumorosa, terrazzo. La sig.a Diana è la figlia di un collaboratore di Che Guevara e Fidel e il marito racconta la storia. Zona residenziale tranquilla comoda per prendere bus e taxi per spostarsi per la città. Prenotato via mail sul sito della casa, 35 usd per tripla + 4 a testa per colazione.
http://www.casadianahabana.com/index_archivos/englishhomepagecasadianahabana.htm
Della nostra bellissima esperienza su Casa Diana puoi leggere anche qui http://www.unanimainviaggio.it/alloggiare-a-casa-diana-vilaseca-allhavana-figlia-del-professore-che-dava-lezioni-di-matematica-a-che-guevara/
Trinidad
Hostal Las Margheritas, casa e stanza bellissima, colorata spazi stupendi, terrazzino privato per colazione e cena, terrazza sul tetto e piscinetta, appena fuori dal centro pedonale, in via molto “cubana”. Si puo’ cenare nel terrazzino privato delle camere, servizio curato e cibo ottimo. Prenotato via mail sul sito della casa, 30 usd per tripla+ 5 a testa per colazione. Si puo’ organizzare attraverso loro l’escursione alla Valle de Los Ingenios
http://www.hostallasmargaritastrinidad.com/es/
Vinales
Villa El Habano stanza indipendente, molto bella, terrazze sul tetto con vista sulla valle, capanno per colazione e cena. Un po’ fuori dal centro, che si raggiunge in 10 minuti a piedi, in mezzo alla bellissima campagna e lontano dal traffico. Colazione e cena super abbondanti e ottime. Prenotato via mail sul sito della casa, 30 usd per tripla+ 5 a testa per colazione. Organizzano escursioni a cavallo e in macchina.
Resort nei Cayos
Cayo Guillermo
Iberostar Daiquiri: all inclusive, bel resort ottimamente tenuto, in splendido giardino tropicale, camere grandi, buoni i servizi, spiaggia enorme, punto mare migliore davanti al resort Sercotel li’ vicino (con cattive recensioni). Cibo buono, bar dentro alla piscina con cocktail a volontà, schiuma party una volta alla settimana, biliardo, biliardino, freccette, paella in spiaggia, animazione (se si vuol partecipare). Prenotato online sul sito del resort. Come arrivare da L’Havana: Viazul fino a Ciego de Avila (prenotato online) poi taxi (trovato all’arrivo). 150 usd per tripla
https://www.iberostar.com/it/hotel/cayo-guillermo/iberostar-daiquiri
Cayo Levisa
Cayo Levisa hotel: unico resort dell’isola, che si raggiunge con barca da Palma Rubia, bella struttura con bungalows quasi tutti vista mare ma un po’ datati, magnifico ristorante sulla spiaggia con suonatori cubani, il cibo non è molto vario ma quello cucinato al momento è molto buono. Non ci sono intrattenimenti, solo un bar con musica la sera e centro diving che organizza escursioni. Spiaggia superba. Ci sono molti sand flies, anche Autan tropical non funziona, meglio acquistare il prodotto venduto nel negozio del resort. Prenotato via mail sul sito del resort 165 pensione completa escluse bevande (no teli)
www.cubanacan.cu/en/hotelview/cayo-levisa
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La meraviglia di Cayo Largo
Immagina un mare dalle tonalità che virano dal verde al turchese. Stelle marine arancioni che giacciono sulla riva. Lingue di sabbia su cui passeggiare. Una sabbia che sembra borotalco. Una spiaggia con centinaia di palme. Due spiagge raggiungibili con un trenino stile Gardaland.
Sei a Cayo Largo, un’isola a 177 km. a sud dell’Havana, a Cuba.
La prima volta l’ho vista in escursione durante un soggiorno di mare a Santiago. Per raggiungerla abbiamo dovuto prendere un aereo anteguerra, alla vista ben poco affidabile, una specie di bus volante con le toppe, sedili sbilenchi, freddo allucinante, lento..un paio d’ore da incubo.
Ma all’arrivo..uno spettacolo. Un giro in catamarano, dove ho mangiato la miglior aragosta della mia vita, cucinata al momento, un po’ di snorkeling, Cayo Iguana e l’approdo a Playa Sirena.
Ho deciso di tornarci poi con la famiglia. Un last minute, dopo le feste natalizie, volo diretto, alloggio al Resort Playa Blanca.
A quei tempi avrebbe avuto bisogno di una rinfrescata, ma era comunque molto gradevole, palazzine con camere molto grandi, belle piscine e aree gioco per i bambini, buffet appena sufficiente, ma un ristorante a picco sul mare con pesce fresco per il pranzo che era una favola. Alla sera c’era l’animazione, ma non abbiamo mai assistito, soltanto l’appuntamento fisso era al concertino del gruppo cubano che suonava sempre dopo cena e prima degli spettacoli, i Santa Fe, una meraviglia.
La spiaggia del resort non era molto larga, forse una delle piu’ strette di tutti i resort, che si trovano tutti su quel lato dell’isola, e il mare era sempre piuttosto mosso perchè dalla parte dell’oceano, ma i colori meravigliosi invitavano a stare comunque li’, vicino alle rocce a guardarlo.
Con una bella passeggiata si arriva anche alle spiagge degli altri hotel, godendo di paesaggi bellissimi. E’ qui che per la prima volta ho visto un colibri’, con il suo battito di ali velocissimo.
Le spiagge piu’ belle si raggiungevano con il trenino o con un taxi.
Playa Sirena e Playa Paraiso. 15 minuti di strada asfaltata, che poi proseguiva entrando in una parte incontaminata. Non ci sono strutture o resort là, solo un paio di bar e ristoranti, perfettamente inseriti nel paesaggio. La prima che si incontra è Playa Sirena.
Spiaggia enorme, ombrelloni di paglia sotto cui posarsi (gratuitamente), lingue di sabbia su cui passeggiare. Proseguendo lungo la spiaggia o scendendo alla fermata successiva del trenino, si arriva a Playa Paraiso, dove le tonalità spaziano dal verde, all’azzurro al bianco del mare e dove si trovano decine di stelle marine arancioni. La spiaggia, oltre alla riva, è una distesa di palme dal fusto piccolo, mai viste cosi’ tante.
Dall’hotel si raggiunge in pochi minuti di bus la Marina di Cayo Largo.
Si puo’ visitare un ricovero per tartarughe, dove vengono allevate o curate, per poi essere a tempo debito liberate.
Alla Marina, c’è l’ospedale e una scuola che si puo’ visitare, negozi e un bel parco giochi.


E dalla Marina si parte per le escursioni. Noi ne abbiamo fatta una che comprendeva la visita a Cayo Iguana, un’isola abitata solo da enormi iguane, spesso mimetizzate col terreno che si possono anche vedere a distanza ravvicinata.
Una sosta per lo snorkeling, e una sosta alla spiaggia delle conchiglie, una sabbia bianca in un mare azzurro senza limiti!
L’unica cosa che non è stata troppo favorevole è stata la temperatura a gennaio. La settimana piu’ fredda di quell’anno, ci dicevano i cubani. La sera scendeva anche fino a 14 gradi, al giorno a volte si aggirava anche attorno ai 20. Sulla barca durante l’escursione, felpa e kway antivento, ci hanno tenuti caldi, buttarsi in acqua e fare snorkeling è stata dura.
Ma il sole è sempre stato presente, e nonostante la temperatura, abbiamo apprezzato le mille bellezze di quest’isola.
Cayo Largo è un posto per chi ama la vita di mare. Meraviglioso.
Volendo si puo’ fare l’escursione all’Havana, che merita pero’ un viaggio a parte.
Ma questo è un altro viaggio.
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(foto Patrizia Pazzaglia)
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Regalate la magia ai vostri bambini, se potete. Il regalo piu’ grande, per loro, sarà credere che possono vivere in un mondo migliore.
Regalate la magia ai vostri bambini. Il regalo piu’ grande, per voi, saranno i loro occhi stupiti e sfavillanti.
Regalate sogni ai vostri bambini e ai vostri ragazzi, finchè potete essere voi a realizzarli.
Verrà un tempo in cui non sarà piu’ importante, ma resterà nel cuore il ricordo di quella magia.
(foto by Patrizia Pazzaglia)
Verso la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra
Orlando: Universal Studios e Universal’s Islands of Adventure
Verso la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra
Soddisfare il desiderio di un figlio che ti chiede la magia è una delle cose piu’ belle che puo’ capitare a un genitore.
Perché capita anche ai piu’ piccoli di aver bisogno di trovare un rifugio, nuove speranze e valori in cui credere, e la fiducia che possano aprirsi mille possibilità. Che vanno al di là degli abbracci o delle parole consolatorie di chi ti vuole bene, quando che la realtà, anche nel tuo piccolo, non è quella che vorresti.
E allora, fantasia e magia possono correre in aiuto.
Nostra figlia negli ultimi mesi ha sviluppato una vera e propria passione per il maghetto Harry Potter e il suo mondo, ha divorato piu’ volte i libri della Rowling, ha visto e rivisto tutti i film, e il giorno del suo compleanno, ha ricevuto quello che da tanto desiderava: una lettera da Howgarts, con insieme un biglietto aereo per Londra e un biglietto di ingresso ai Warner Bros Studios, per vedere The making of Harry Potter. Partenza dopo 2 giorni.
La reazione è stata dapprima di incredulità. Poi, nelle ore successive, di grande eccitazione, per l’esaudirsi del desiderio piu’ grande di questo momento: vedere materializzarsi quello che, con la fantasia aveva immaginato nelle sue letture e visto nei suoi film preferiti.
Verso la magia …e oltre
E allora, il 28 novembre 2017 alle 13.45 ci presentiamo al luogo dell’appuntamento, vicino a Victoria Station.
Il comodo pullman a due piani di Harry Potter ci attende. In un’ora e mezzo, in compagnia di uno dei film della saga, arriviamo direttamente agli Studios.
Arrivare davanti agli Studios di Harry Potter e varcare la soglia, credo che sia per un fan la stessa emozione dell’arrivo ad Hogwarts per i maghetti.
Un enorme albero di Natale illuminato si erge all’ingresso, essendo le festività non lontane, e in alto sono esposte le foto dei volti di tutti i protagonisti dei films.
Decidiamo di prendere l’audioguida (al costo di 5 sterline) per Giada, che contiene informazioni e curiosità relative alla realizzazione dei films. Purtroppo non avevo letto che c’è anche la possibilità di avere per i bambini un passaporto, da timbrare al passaggio tra alcuni set, con apposite macchinette.
Prima di iniziare il nostro percorso, decidiamo di entrare nello store, per goderci poi tranquillamente la visita, facendo gli acquisti degli articoli che avevamo individuato in precedenza da casa, per perdere meno tempo possibile una volta agli studios.
La ricostruzione dello stanzino di Harry nel sottoscala anticipa l’ingresso in una sala, dove viene dato il benvenuto con la proiezione di un breve filmato.
Al termine del film la porta si spalanca davanti alla Sala Grande..e si viene catapultati dentro al film e alla magia.
Sul fondo, alcuni albero di Natale innevati illuminati, è Hogwarts in the snow, appositamente creato per la stagione.
Il percorso continua nelle sale successive, dove sono in mostra costumi originali indossati dagli attori durante le riprese, le scenografie, i quadri, gli oggetti usati nei films.
Le scenografie piu’ impressionanti, a mio avviso, sono la foresta proibita, dove ci si addentra tra la nebbia, con gli immensi alberi, i ragni giganti che scendono e gli effetti climatici sonori; il treno Howgarts express, dove si puo’ salire e vedere negli scompartimenti vestiti e valigie dei protagonisti; ovviamente la porta del binario 9 3/4; la stupenda ricostruzione della Diagon Alley che sembra veramente reale, con tutti i negozi.
Per i piu’ grandi (mio marito ad esempio), interessantissima la sezione con i disegni esecutivi serviti per la realizzazione delle sceneggiature, i modelli e i progetti delle parti di automazione.
Nell’ultima sala si trova la magnifica ricostruzione del castello di Hogwarts con la neve, e alcuni visori mostrano come è stato utilizzato nelle varie scene, dove sono stati inseriti digitalmente i personaggi, facendolo sembrare vero durante il film.
Con la musica di sottofondo, la magia di questa sala diventa molto coinvolgente e ha mosso in me una grande emozione.
Lungo il percorso, ci sono alcune esperienze da vivere, come vedere e toccare la neve e il fuoco di scena, cavalcare una scopa volante e alzarla con la voce, e si possono fare foto con ambientazione in scene ricostruite.
Segue una parte all’esterno, dove si trova, tra l’altro, il ponte verso Hogwarts da attraversare, la Ford Angelina su cui si puo’ salire, la casa dei Dursley da visitare, il Nottetempo, e poi un’area pic nic, dove si puo’ consumare anche cibo proprio ed assaggiare la Burrobirra, che ha il sapore di una bibita frizzante dolce, con sopra una specie di panna montata al caramello.
L’ultima sala prima dell’uscita, oltre la quale non è possibile ritornare indietro, è il negozio delle bacchette magiche.
Alle 19.15 il nostro pullman ci aspetta per lasciare questo mondo magico. Che non puo’ risultare indifferente neanche a chi, come me, si è appena e soltanto avvicinato ad esso.
E salutarlo lascia un po’ di malinconia dentro, come quando si deve partire da un luogo che si è amato e dove si è stati bene.
Il mondo di Harry Potter: un po’ di analisi
Il mondo di Harry Potter contiene valori importanti come il coraggio, la forza, l’altruismo, la lealtà, il perdono, il desiderio di conoscenza e soprattutto l’amicizia, la solidarietà, l’aiuto reciproco, il senso di appartenenza.
Quelli veri, che durano nel tempo e che è cosi’ raro, oggigiorno trovare tra i ragazzi (e anche tra gli adulti), ma che tutti quanti, in fondo all’anima, possediamo, come bagaglio comune dalla nascita.
Sono convinta che bambini e ragazzi che si avvicinano a questa saga si appassionino proprio perché si stanno rendendo conto dell’importanza di tali valori ed anelino a farli propri. La storia funge da consolidamento e motore di fiducia, in un epoca in cui sembra sempre piu’ difficile trovarli.
Lo spazio della magia è uno spazio importante per un bambino o un ragazzo.
E’ uno spazio dove lui “puo’”, che si contrappone alla sensazione di impotenza, che spesso si trova a provare, piccolo in un mondo di grandi.
Uno spazio dove puo’ trovare il coraggio, sperimentare, perché ha il potere – quello buono – dalla sua parte, che gli dà forza, che gli crea autostima, con l’aiuto della solidarietà dei propri simili. Che offre la possibilità di cambiare le cose che non piacciono o che non ritiene giuste, per il principio innato di sana giustizia che hanno i bambini.
Il personaggio di Harry Potter è intriso di empatia ed è dotato di accoglienza e tramite la sua identificazione, possono venire assorbiti valori quali la tolleranza, il rispetto per chi è diverso e la volontà di combattere contro i pregiudizi e le ingiustizie.
Come nel mondo reale, nella saga i personaggi positivi hanno subito sofferenze, sono vulnerabili, sono soggetti a momenti di sconforto, ma dotati di qualità personali che li arricchiscono e che vengono valorizzate e che consentono loro di superare gli ostacoli. Viene rafforzato il principio che non tutto è solo quello che appare. Che c’è un senso in quel che accade e una giustizia, che prima o poi si manifesta.
Il mondo dell’ombra, che appartiene a ciascuno di noi, si materializza all’esterno con il cattivo della situazione, nell’eterna battaglia tra il bene e il male. E’ la lotta che viviamo dentro di noi, il conflitto che ci tormenta fino a quando una parte ha la meglio sull’altra. Vederlo rappresentato al di fuori, permette di conoscerlo, di sentirsi meno alienati da esso e trovare la forza per combattere.
Insomma piuttosto che prendere come modello l’ultimo youtuber di moda, o il personaggio con fama e successo, o il bulletto della situazione, molto meglio lasciare identificare i nostri figli con il maghetto, che vuole e costruisce per sé un mondo e una vita migliore e densa di significato e di avventura.
Per concludere, non ci si aspetti dagli Harry Potter studios qualcosa simile ad un parco giochi: sono incentrati sulla scoperta della magia che sta dietro alla realizzazione dei films, i backstage, piuttosto che sugli attori o sulla storia.
Il tutto esercita un enorme fascino, soprattutto per la possibilità di vedere dal vivo oggetti e ambienti conosciuti e visti nel film..E’ come entrare e appropriarsi un po’ di quella realtà e di quella magia.
Harry Potter WB Studios: informazioni pratiche per organizzare la visita
I biglietti si possono acquistare solo on line e non sono rimborsabili.
Si trovano sul sito Warner Bros Studios
https://www.wbstudiotour.co.uk/
ma occorre prenotare parecchio tempo prima. In caso risultino esauriti si possono trovare su varie agenzie online (anche Expedia per esempio), sotto forma di pacchetti che comprendono anche il trasporto fino agli studios, con un pullman brandizzato di Harry Potter. La maggior parte di queste agenzie li acquista sul sito della Golden Tour
https://it.goldentours.com/warner-bros-studio-tour-london-dietro-le-quinte-di-harry-potter
quindi tanto vale acquistarli direttamente da loro. Si dovrà stampare e portare con sè il biglietto da mostrare alla partenza.
Per rendere un’idea, il costo di un biglietto dal sito WB è di 39 sterline per adulto e 31 per bambino dai 5 ai 15 anni (gratis fino a 4 anni). a cui aggiungere il costo del trasporto del treno da Londra- metro Euston – fino a Watford Junction, piu’ la navetta degli studios (i biglietti si fanno a bordo). Mentre sul sito Golden tour, incluso il trasporto, il costo, variabile, si aggira sulle 70-80 sterline per adulto e 60-70 per bambino.
Il tempo per il viaggio da Londra è lo stesso con entrambe le soluzioni, circa 1 ora 30.
Il tempo per restare all’interno è di circa 3 ore e mezzo se si va col pullman, che è sufficiente per vedere comodamente tutto, è a proprio piacimento se si va autonomamente.
Per l’acquisto di ogni biglietto va selezionato oltre al giorno, anche l’ora preferita di ingresso.
Acquisti
Gli articoli venduti nello store degli studios sono di buona qualità (che puo’ essere testata a differenza di un’eventuale acquisto su internet). Il costo è inferiore a quello del negozio 9 ¾ che si trova a di King Cross
https://www.harrypotterplatform934.com/
dove non sono presenti gli stessi articoli (anche quelli dello stesso genere sono diversi). Si trovano comunque articoli e gadget della saga anche in negozi tipo Primark, Hamleys, e in alcuni negozi dell’aeroporto di Stansted. Segnalo inoltre, che si possono trovare felpe e tee shirt anche in alcune bancarelle, per esempio noi ne abbiamo acquistata una molto bella ad ottimo prezzo a Camden Town (15 sterline).
A proposito del binario 9 3/4 che si trova a King Cross, sicuramente è da visitare se ci si trova a Londra e non si va agli studios, ma francamente per me è stata una delusione in quanto non è sui binari, è una parte di muro a fianco al negozio, dove durante il giorno, facendo lunghe code, si puo’ richiedere di fare una foto a pagamento, mentre la sera, a una certa ora, viene tolto il carrello e la valigia.
Per finire, la lettera di Hogwarts si puo’ trovare on line per la stampa, per esempio su questo sito https://hogwartswords.jimdo.com/la-tua-lettera-da-hogwarts/
Buona magia a tutti!
(foto by Patrizia Pazzaglia)
Volete leggere l’esperienza vissuta scritta direttamente dalla tredicenne? eccola
Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente
tutti gli articoli su Londra qui
L’esperienza di Harry Potter agli Studios di Orlando
https://www.facebook.com/unanimainviaggio/posts/2645080972377862
Valutazioni e lezioni
Credo che sia capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di essersi sentiti valutati ingiustamente.
Per un compito, un obiettivo, qualcosa a cui si è dedicato tempo, o in cui ci si è messa l’anima, e che sembrava, ai nostri occhi, essere un buon lavoro.
La sensazione che chi doveva giudicare non abbia capito, o non abbia voluto capire. Di non essere stati compresi. Che la valutazione sia stata fatta con leggerezza o superficialità. Che qualcosa sia stato dato per scontato, senza guardare sforzo o impegno. O semplicemente, che chi ha valutato avesse una visione diversa dalla nostra o dei parametri diversi di valutazione del risultato.
Il rammarico e la delusione, con conseguente rabbia o ancor peggio calo dell’autostima, possono fare molto male.
D’altro canto, per gran parte della nostra vita, dalla scuola al lavoro, dalla nostra vita privata, a quella pubblica, siamo sottoposti a valutazioni. Da genitori, insegnanti, datori di lavoro, clienti, conoscenti, amici e nemici.
Non possiamo sottrarci. Noi, i nostri compiti, il nostro lavoro, le nostre opere, la nostra immagine.
Se le valutazioni non vanno nel verso da noi desiderato, o nel verso del successo, pesano su di noi. Difficile restarne indenni. Magari contribuiscono a farci sentire falliti o non abbastanza. Bravi, buoni, belli, ecc.
Contribuiscono a costruire il pensiero che ci facciamo di noi stessi, a costruire il nostro “personaggio”. Quello che poi crediamo di essere e interpretiamo per gran parte del nostro tempo e di fronte a gran parte delle persone.
Oppure possono servire a darci una spinta, essere uno stimolo. A non darsi per vinti.
L’autrice della saga di Harry Potter, J.K. Rowling prima di diventare famosa con i suoi libri, ha ricevuto decine di rifiuti. Vasco Rossi, agli inizi della sua carriera, arrivo’ ultimo al Festival di Sanremo. C’è chi coglie la sfida, e anzi, rifiuti e insuccessi, proprio perché è in sfida col mondo, gli servono proprio come trampolino di lancio.
Ma anche chi apparentemente subisce la frustrazione di una valutazione negativa, e non ha il carattere da sfidare, puo’ avere il suo riscatto. Fortunatamente non tutte le persone sono uguali . C’è chi è piu’ affine o piu’ attento, e sa riconoscere ed apprezzare cio’ che altri hanno denigrato.
Quindi, c’è sempre una speranza.
L’importante è fare del proprio meglio, credere nel proprio lavoro o in quello che si fa, cercare un pubblico diverso, se chi si è trovato, o si ha davanti, o ci ha valutato, non apprezza. Riuscire a cogliere le opportunità e la lezione che, anche un apparente insuccesso o una valutazione negativa, possono portare.
E crederci. Non arrendersi, se quello che abbiamo fatto l’abbiamo fatto col cuore o con grande impegno. Anche quando le valutazioni che riceviamo sono importanti perché ne va della nostra carriera scolastica, della nostra carriera lavorativa, o molto, piu’ importante della nostra autostima.
Credere che non esistono sconfitte ma soltanto lezioni da imparare. Che, spesso, proprio dalle apparenti sconfitte, nasce la forza per un successo.
O anche soltanto la forza.
Per affrontare nuove sfide.
Che tutto serve per indirizzarci verso la strada giusta. Per noi.
Perché
“..a volte, quando si perde, si vince”
(dal film “Al di là dei sogni” con Robbie Williams).
































































































































































