Viaggi di testa e viaggi nel mondo

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Alloggiare all’Havana nella casa del professore che dava lezioni di matematica a Che Guevara

 

Un paese dove il 97% della popolazione va a votare e dove discendenti da schiavi, colonizzatori ed indigeni riescono a essere uniti per gli ideali comuni della Patria.

Dove il ricordo di un uomo di valore sopravvive al tempo.

Dove la musica fa sentire il sangue scorrere al cuore.

Un paese dove non ci sono cartelloni pubblicitari.

Dove in certe zone il principale mezzo di trasporto è ancora il cavallo e di lavoro il carro dei buoi.

Dove l’apertura all’iniziativa del privato si chiama “particular”.

Dove ti può capitare di trovarti nella casa di chi c’era all’epoca della rivoluzione e ti racconta come è andata la storia.

 

 

Alloggiare a casa Diana Vilaseca all’Havana, figlia del professore che dava lezioni di matematica a Che Guevara.

E’ l’ultima notte che trascorriamo a Cuba. Alloggiamo in una casa particular al Vedado, un quartiere residenziale dell’Havana, Casa Diana.

Ci aspetta una delle esperienze piu’ emozionanti del nostro viaggio.

Al nostro arrivo ci accoglie l’ottantaduenne Tony che parla un ottimo italiano, assieme alla moglie Diana.

La casa coloniale è bellissima. Elegante e affascinante, con il classico pavimento a riquadri bianco e nero, la scala in legno che porta alle camere, ritratti appesi ai muri degli antenati e degli abitanti, mobilia e oggetti raffinati.

 

 

Il patio con le tipiche sedie a dondolo, che dà sul bel giardino dove ci si puo’ fermare a chiacchierare, è fresco e accogliente.

 

 

La colazione, preparata da Diana, viene servita da Tony nella sala da pranzo con il servizio della festa.

 

 

Tony e Diana sono ospiti discreti e gentili.

Abbiamo scelto di alloggiare qui, l’ultimo giorno della nostra permanenza a Cuba, per provare un quartiere diverso dall’Havana Veja, sperimentato all’inizio del viaggio.

Ma anche per un altro motivo.

Avevo trovato alcune notizie, navigando su internet, su questa casa. Diana la moglie di Tony, è la figlia del professor Vilaseca.

Il professor Salvador Vilaseca, oltre ad altre importanti cariche,  è stato rettore dell’Università dell’Havana, negli anni Settanta, ambasciatore cubano a Roma, e dopo la rivoluzione, è stato importante collaboratore di Fidel.  Aveva già combattuto contro la dittatura di Machado e quando conobbe Fidel e Che Guevara, nel periodo dell’esilio in Messico, iniziò a collaborare con loro per la rivoluzione. Quando, dopo la rivoluzione, il Che venne nominato da Fidel Castro, Presidente del Banco Nacional, quest’ultimo convoco’ Vilaseca per chiedergli di diventare il suo vice.

La storia narra che

 

Castro domandò se fra i presenti c’era un economista. Che Guevara, distratto in un’altra conversazione, capì invece “comunista”: alzò la mano e si ritrovò nominato, suo malgrado, Governatore della Banca Cubana. Poiché era un medico, chiese aiuto a un amico, il professore di matematica Salvador Vilaseca, proponendogli di diventare Direttore Generale. Questi si schermì, dicendo che non sapeva niente di banche, ma Guevara gli ricordò candidamente: “Neppure io”.

 

Pertanto, il Che chiese a Vilaseca di dargli lezioni di matematica e cosi’ iniziarono ad incontrarsi periodicamente, per tutti i 5 anni seguenti, finchè il  Che imparò algebra, geometria ed analisi.

Il prof. Vilaseca ha scritto innumerevoli libri e documenti storici, purtroppo non pubblicati, ma conservati presso il Museo della scienza e presso l’Istituto di storia di Cuba.

Quando il prof. Vilaseca,  ci ha raccontato Tony, chiese a Che Guevara il motivo per cui voleva lezioni di matematica, la risposta del Che fu:

 

“Perchè la matematica apre la mente”.

 

 

Sentire la storia di Cuba dalla voce di chi ha vissuto quel periodo e cosi’ vicino agli eroi nazionali,  è stata un’esperienza impagabile ed emozionante.

Resterà per sempre nei nostri ricordi e nel nostro cuore. Ci ha permesso di entrare ancora di piu’ nell’anima di questo splendido paese e di questa gente.

Grazie Diana e grazie Tony.  Hasta la victoria, siempre.

 

 

 

sito web di Casa Diana:

http://www.casadianahabana.com/index_archivos/englishhomepagecasadianahabana.htm

 

su Salvador Vilaseca:

https://www.ecured.cu/Salvador_Vilaseca

 

 

(luglio 2017)

 

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Cuba

 

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Quando inizia un viaggio

 

Il viaggio inizia quando si decide la meta.

Leggi, immagini , sogni, inghiotti voracemente tutte le informazioni.

Ed è bella la smania di quando si approssima la partenza.

E poi, quando è il momento, sei lì.

Nel luogo che hai tanto sognato. Lo guardi con i tuoi occhi, finalmente.

Vedi e vivi dal vivo quello che hai visto e rivisto, sulle foto e con la tua immaginazione.

Vedi i colori reali, senti gli odori e i suoni.

Dapprima è stupore, confronto. Poi vivendo, lo respiri e diventa incanto.

La bellezza ti entra dentro, l’odore ti riempie i polmoni e allarga il respiro, i suoni ti cullano. E come il respiro, ti riporta alla vita.

Sei vivo e ti senti vivo e capisci la ragione della tua brama, del tuo attendere, immaginare, sognare.

Della tua foga di vedere e vivere il mondo e di non averne mai abbastanza.

Senti il mondo dentro.

E quando lasci quell’incanto, lasci una parte di te, e fa male. E ti porti via qualcosa che hai ritrovato, come sempre. Una nuova energia vitale.

Ed è già nostalgia.

Il mondo riflette la vita e ti riporta la vita.

 

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Fare un viaggio non è solo viaggiare

 

Fare un viaggio non è solo viaggiare.

 

Un viaggio è il re-incontro con la bellezza, il nuovo, fuori e dentro di te.

 

Un viaggio è qualcosa che ti apre il cuore e ti amplia gli orizzonti.

 

Un viaggio è quando fai qualcosa che ti appassiona e ti emoziona.

 

E’ quando ti immagini e sogni qualcosa che desideri e lo attendi.

E’ quando senti profondamente qualcosa e sei in quello che fai.

E’ quando spazi con la mente e col cuore, fuori di te.

E ti senti pieno di energia. Ti senti vivo. E libero.

 

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Bangkok

 

 

 Bangkok è una città con templi grandiosi e anche grandi centri commerciali, attraversata da un fiume navigabile, sulle cui sponde è incantevole alloggiare, e piena di mercati e bancarelle di street food.

Noi l’abbiamo visitata in estate per fare poi mare nelle isole del Golfo della Thailandia.

 

Di seguito la nostra esperienza.

 

La Thailandia non era in programma, ma un’ottima offerta della compagnia Oman Air (meno di 400 euro a testa) uscita a gennaio, ci ha fatto scegliere di andare in questo paese che ancora non avevamo visto, per le vacanze estive.

Organizzare questa vacanza in fai da te non è facilissimo, ovviamente abbiamo deciso di visitare Bangkok e poi spostarci in 2 isole del golfo del Siam, Koh Tao e Koh Phangan, che hanno un tempo migliore rispetto alle isole della costa delle Andamane (più soggette ai monsoni). Queste isole sono spesso mete di turisti con zaino in spalla, i cosiddetti backpackers, ma ultimamente sono frequentate anche da molte famiglie.

Per il viaggio ho dovuto prenotare 4 alberghi,  i trasferimenti per le isole, comprare un’assicurazione, pianificare eventuali escursioni, e studiare la città di Bangkok per visitarla, che appare tutt’altro che facile! Per l’organizzazione ho cercato informazioni soprattutto sul forum di Tripadvisor sulla Thailandia, dove si trovano esperti viaggiatori che possono fornire tante e attendibili informazioni!

 

Le tappe del nostro viaggio in Thailandia:

 

  • Malpensa-Muscat-Bangkok, arrivo in serata, 1 notte e 1 giorno a Bangkok
  • Partenza da Bangkok alla sera in pullman + catamarano per Koh Tao, 5 notti sull’isola
  • Partenza al mattino in traghetto per Koh Phangan, 5 notti sull’isola
  • Ritorno a Bangkok con traghetto + volo, 2 notti

 

Il volo

 

Oman Air si è dimostrata una buona compagnia

I posti si possono scegliere già alla prenotazione e il giorno precedente la partenza abbiamo ricevuto un invito per il check in on line, che consente di risparmiare tempo e di non fare lunghe code, in quanto, essendoci un counter dedicato in aeroporto. Al ritorno, non potendo stampare le carte di imbarco, siamo arrivati con 3 ore di anticipo e non abbiamo fatto coda.

I voli sono stati puntuali, l’ intrattenimento si è rivelato ottimo, con film e cartoni anche in italiano e tanti giochi su schermi personali touch screen; nulla da dire sul servizio a bordo, nessun gadget fornito se non nel volo Bangkok-Muscat, una sacca carina per la bambina con mascherina per la notte e colori. Solo il cibo è stato pessimo, molto piccante, mia figlia ha mangiato molto poco.

Promuovo comunque la compagnia a pieni voti per l’ottimo prezzo del volo, a fronte di solo un punto a suo sfavore.

 

BANGKOK CON BAMBINI

 

Alloggiare a Bangkok

A Bangkok siamo stati in due hotel diversi in quanto siamo rimasti una notte e  una giornata all’arrivo e due notti dopo essere stati nelle isole.

Poichè volevo che mia figlia e mio marito avessero un primo impatto davvero sorprendente con questa città molto particolare, ho prenotato camera in un hotel lussoso, il Chatrium Riverside hotel, un grattacielo sul fiume, trovando un ottimo prezzo sul loro sito, circa 100 euro in tre! L’hotel è veramente bellissimo, ho dedicato un articolo a parte a questa esperienza

 

Alloggiare in un hotel sul fiume a Bangkok

 

L’entusiamo di mia figlia era alle stelle vedendo il grattacielo e la vista dalla nostra bella camera al 31 piano, 60 mq con soggiorno e angolo cottura, con una vetrata panoramica sullo skyline della città, e una favolosa piscina sul fiume con vista città, al IV piano, che se l’è goduta a pieno!

Siamo arrivati a sera tardi, vivendo anche un’avventura da ridere con il taxista che ci ha portato dall’aeroporto che potete leggere qui

 

Il taxista a Bangkok

 

Abbiamo cenato nel bel ristorante alla carta dell’albergo che da sul fiume, spendendo una cifra giusta con un panorama meraviglioso della città di notte.

L’hotel non è proprio centrale ma ha una barca privata per gli ospiti che parte ogni 15 minuti e porta all’imbarcadero del Chao Phraia Express, dove arrivano le barche pubbliche, che consentono di raggiungere comodamente il centro della città antica e la zona dei templi.

Quando mi chiedono consigli sulla zona migliore dove alloggiare a Bangkok, non ho dubbi: suggerisco sempre un hotel sul fiume!

 

 

Vistare Bangkok

Il giorno successivo ci spostiamo con la barca dell’hotel, e arriviamo al pier: all’inizio non è cosi’ semplice capire quale barca prendere ma muoversi con questo mezzo è indubbiamente molto bello perchè si vede la città dalla prospettiva del fiume.

Scendiamo dalla barca alla fermata del Gran Palace, e siamo subito dentro a un tipico mercato thailandese dove si trova di tutto, dal cibo cucinato al momento, bibite fresche e succhi, ai vestiti, souvenir,  e soprattutto troviamo un caldo e un umidità pazzeschi! Prendiamo delle frittelle dolci ad un banchetto e un succo di melograno squisiti per colazione e andiamo a cominciare il nostro tour!

Ci dirigiamo verso il complesso monumentale del Gran Palace, ed entriamo a visitarlo: è bellissimo e maestoso,  + anche molto grande ed è un caldo esagerato e ringraziamo che sia nuvoloso!! C’è tantissima gente, quindi girare nel palazzo diventa anche difficoltoso.

Al termine della visita ci dirigiamo nell’adiacente Wat Pho, dove c’è il famoso  Buddha sdraiato in oro, lungo 45 metri, alto 15, una delle cose piu’ belle che ho visto a Bangkok. Oltre a questo nel tempio ci sono altre 1000 statue di Buddha, nei vari chiostri  pagode.

 

 

Marito e figlia sono stremati dopo questa visita, scalpitano per andare nella piscina dell’albergo a fare un bagno cercando refrigerio da questo caldo pazzesco. Io vorrei anche andare a fare un giro in barca lungo i canali e arrivare fino al mercato galleggiante di Tailing Chan, che c’è solo nel fine settimana e che non potremo quindi vedere nell’altra giornata in cui saremo a Bangkok, ma capisco che non è proprio possibile.  Ci fermiamo a pranzare sul fiume, poi ce ne ritorniamo a goderci la fantastica piscina, prima della partenza alle 21 per il viaggio pullman + catamarano che ci porterà a Koh Tao.

Al ritorno dalle isole, ho prenotato un hotel nel quartiere di Banglampoo, nella vecchia Bangkok, proprio vicino alla famosa Khao San Road, la via dei backpackers, dove si trovano alloggi anche molto economici.

Fortunatamente, grazie alle informazioni reperite in rete, non ho prenotato in quella via, perché c’è una confusione pazzesca, tra gente, bancarelle, street food (tra cui banchetti dove cucinano gli scarafaggi) e bar con musica altissimi. Siamo in una strada adiacente, la Rambuttri road, molto carina, all’hotel Rambuttri Village, molto economico (77 euro x 2 notti), l’equivalente di una economica pensione nella nostra riviera adriatica ma in posizione buona e non rumorosa, molto vivace la sera, ma i miei compagni di viaggio lo ricordano come l’hotel piu’ brutto dove li ho portati!! Eccerto, dopo essere stati al Chatrium!!!

La mattina successiva cercando un posto per far colazione,  un gentile thailandese ci vede smarriti e si ferma per offrirci aiuto, e ci consiglia un giro turistico in  barca nei canali di Bangkok..Poichè avevamo saltato quello verso il mercato galleggiante all’arrivo, decidiamo che l’idea ci piace! Il thailandese ci chiama un tuc tuc, contratta lui il prezzo e fornisce le indicazioni al guidatore per farci portare al molo, dove possiamo noleggiare una long tail.  Ci ha anche detto il prezzo che potevamo contrattare e probabilmente lui avrà un ritorno da questo tour e il prezzo è più alto rispetto a quanto dovrebbe essere, ma decidiamo di andare comunque! Il tour in barca è molto interessante, per cui lo consiglio, si assapora la vita sul fiume, i vedono le case degli abitanti e ne vale sicuramente la pena.

 

 

A fine giro, fermiamo un altro tuc tuc, contrattiamo il prezzo e ci facciamo portare alla Jim Thompson House, consigliata da tutte le guide, ovvero la casa tipica thailandese in tek  costruita da un architetto americano che innamoratosi del paese, riportò in auge il commercio della seta in Thailandia, diventata poi un museo, La casa è inserita in un rigoglioso giardino tropicale, c’è una visita guidata in inglese e dei pannelli che spiegano il ciclo del baco da seta: a Giada piace molto e alla fine siamo tutti entusiasti di questa visita.

Poco distante dalla casa c’è Siam sqare dove si trovano grandi magazzini di Bangkok. Siam square in realtà non è una piazza come farebbe credere il nome ma un crocevia di strade trafficatissime e sopraelevate con attorno tutti questi enormi magazzini, detti malls, Trascorriamo qui parecchie ore a guardare, curiosare, comprare..meno di quello che vorrei, perchè lo spazio in valigia è limitato!!!

Ormai è il tramonto: a Bangkok decisamente, d’estate, tra il caldo, il traffico e la vastità delle cose da vedere, si riesce a visitare molto meno di quanto preventivato. Infatti avrei ancora in programma di vedere un tempio, la Montagna dorata poco distante, ma mi rendo conto che non è proprio il caso di proporlo…Ma mi viene un’idea: poichè è l’ora di punta e anche tornare al nostro albergo si impiegherebbe moltissimo, propongo di andare a cena sul grattacielo più alto di Bangkok, il Bayoke sky, che è li’ vicino. La proposta ha successo ma quando arriviamo siamo frenati dal costo della cena, che è molto superiore rispetto a quello scritto sul loro sito..Pero’ si puo’ comunque salire all’ultimo piano del grattacielo e vedere il panorama della città dalla piattaforma ruotante!! E allora andiamo! La vista è veramente entusiasmante, si vede l’enorme Bangkok a 360 gradi, ed è incluso anche un drink… un bel modo per trascorre l’ultima sera! Torniamo in Rambuttri, dove ceniamo in un locale della via, godendo dell’atmosfera prima di rientrare nel, per loro, orrendo hotel.

 

CONCLUSIONI:

Bangkok ci è piaciuta molto e sicuramente varrebbe la pena restare più dei 2 giorni che abbiamo fatto noi e godere di tutto ciò che ha da offrire per i bambini, come il Sea Life Bangkok Ocean World   (un grande acquario che si trova dentro al grande centro commerciale Siam Paragon a Siam square), la ruota panoramica di Asiatique con il suo mercatino, Ancient Siam che è una specie di Thailandia in miniatura, e per vedere tutto quello che a noi è rimasto indietro. La città consente di fare un’esperienza particolare, a chi non è mai stato in una città asiatica, ed è una bella immersione nella cultura thailandese. In estate pero’ bisogna tenere conto del caldo e del fatto che probabilmente non si riescono a vedere tutte le cose programmate: sicuramente con bambini soprattutto, è opportuno prevedere di intervallare una rinfrescata in piscina ai tour, o una sosta in un locale con aria condizionata..

A nostra figlia comunque è piaciuta tantissimo: si è divertita a muoversi con tanti mezzi di trasporto diversi, dalla barca, al tuc tuc, ai taxi rosa o verdi, e ovviamente le sono piaciuti malls e mercatini!

La città va prima studiata bene, sia topograficamente che per i mezzi di trasporto.

In ultimo, il mio consiglio di scegliere almeno per 1 o 2 notti,  un hotel di lusso, per vivere questa esperienza senza spendere un capitale!

 

 

(luglio 2015)

 

 

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Thailandia e isole del golfo

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Un po’ di storia..la mia!

 

 

Parliamo di viaggi nel mondo..

Quando ero piccola non ho mai viaggiato. I miei genitori non andavamo mai da nessuna parte, neanche in vacanza, caso mai al fiume..

Ma il primo anno delle superiori, dei fantastici professori  hanno organizzato, per la nostra classe, un bellissimo viaggio con un torpedone con destinazione Parigi. Un’esperienza fantastica!

 

 

Abbiamo fatto le nostre ricerche al Museo dell’Uomo di Parigi, e studiato dentro al Centro Pompidou, con l’entusiamo dei 15 anni.. Ricordo in particolare la bellezza della Santa Cappella, i colori delle sue vetrate, i pittori di Montmatre, e la torre Eiffel vista dal Trocadero! 

In seguito al successo dell’iniziativa, l’anno successivo siamo partiti per un altro viaggio attraverso l’Europa centrale, toccando le principali città, con destinazione finale Londra.

 

 

Abbiamo alloggiato negli ostelli, mangiato per strada panini con salumi e formaggio stivati nel pullman, girato per musei e imparato l’arte dentro a palazzi e cattedrali.

Ricordo in particolare la maestosità della cattedrale di Colonia, la bellezza di quella di Aquisgrana, la città gioiello di Bruges, ma anche tutti i paesaggi lungo il fiume Reno, in Germania, le bianche scogliere di Dover, e le pietre di Stonehenge…  

Inutile dire che è stato qualcosa di indimenticabile, e credo che tutto sia iniziato da li’!

La passione per i viaggi e per il mondo, intendo. Come si fa a non innamorarsi del mondo, quando si vivono esperienze così?

Come si fa a non considerare il viaggio come qualcosa che ti fa riscoprire la vita, la bellezza, l’appartenenza alla Terra, e quindi non sentire il suo potente richiamo, un ritorno alla propria anima, uno straordinario medicinale, un ricostituente, quando devi affrontare tutte le altre sfide della vita quotidiana?

Poi, casualmente, al termine dei miei studi, ho trovato un lavoro presso un primario corriere aereo.

All’epoca veniva utilizzato il sistema del “flying courier” ovvero del corriere che portava i documenti dei clienti a destinazione come bagaglio appresso, in cambio del biglietto aereo, e quindi ho potuto fare anche qualche viaggetto in questo modo, dietro mia richiesta.

 

 

E’ stato così che a 21 anni sono approdata a New York, da sola, in un’epoca dove non esistevano i cellulari o Tripadvisor, o portali per prenotare gli alloggi, e non avevo una carta di credito: sono arrivata senza sapere dove sarei andata a dormire, cercando una camera dall’aeroporto JFK, e girando poi da sola per la città, dove sono rimasta qualche giorno, perchè poi così tranquilla non mi sentivo, in quella megalopoli: del resto avevo solo 21 anni ed era il 1986!! (la foto di New York risale al 1986, nello skyline si vedono ancora le torri gemelle). 

Sono quindi partita per Buffalo, per arrivare alle cascate del Niagara, dove mi sono goduta la natura in tutta tranquillità!

Dopo una settimana, sono stata raggiunta dal fidanzato di allora, e siamo volati ai Caraibi, scegliendo a caso un’isola, una volta giunti all’aeroporto di Miami! .

Lo sbarco a Gran Cayman ha fatto nascere la mia passione per i mari tropicali!!!

Il primo “viaggione” in  fai da te è stato poi, qualche anno dopo, in Guatemala e Messico, con zaino in spalla e Lonely Planet in mano, girando con i mezzi locali, dove ho rischiato di restare, con amici, ostaggio dei campesinos del Chiapas.. Un viaggio all’avventura comunque meraviglioso, anche per le destinazioni stupende.

Il mio sogno l’ho coronato con il viaggio di nozze, raggiungendo la Polinesia Francese.

 

 

Con Giada, nata 2 anni dopo il mio matrimonio, abbiamo preso il primo volo quando aveva 1 anno e mezzo per andare a Maiorca, e gli anni successivi siamo stati in Mar Rosso, Cayo Largo, Parigi, Mauritius, Fuerteventura e Lanzarote, Zanzibar, Valencia, Kenya, Maldive, Thailandia, Ibiza e Formentera, Repubblica Domenicana, Cuba, Londra, Barcellona, Budapest, Bratislava, Florida, Exuma e Seychelles (rimando al blog per la ricerca degli articoli sulla maggior parte di queste destinazioni).

Come famiglia, ci piacciono sia i viaggi brevi ma intensi, lontano o vicino, che i viaggi itineranti, ma anche quelli riposanti, dove stai sotto una palma, davanti a un bel mare, e ozi per tutto il giorno, (perché fondamentalmente siamo dei pigri), come alle Maldive, meta preferita da nostra figlia, quando era piccola….

Poi la figlia è cresciuta, e noi abbiamo ripreso a fare viaggi di coppia..

Sono una divoratrice di informazioni su viaggi e strutture, curiosa seriale di esperienze di viaggio, lettrice accanita di forum e recensioni in siti come Tripadvisor, Turisti per caso e molti altri. E nonostante la memoria mi faccia sempre piu’ brutti scherzi, su tutto cio’ che riguarda i viaggi ho un’ottima memoria (o mi aiuto con scritti e foto).

Mi piace organizzare le nostre vacanze in fai da te, e il marito non mi sprona (pero’ quando è in vacanza è contento!), quindi, da eterna indecisa, perdo tempo a girare per il mondo sul web e a sognare.. ma alla fine, che gran soddisfazione!

 

 

L’importante è trovare l’entusiasmo che da l’essere sempre essere in giro! Anche se, con i limiti che la vita impone (genitori anziani, lavoro, condizioni economiche, salute) o le scelte (animali, responsabilità dei figli) non sempre si può partire, e talvolta bisogna accontentarsi anche di poco, ringraziare e vivere quel poco con intensità.

Che sia poi per un viaggio nel mondo, una nuova esperienza, o per un viaggio mentale, che porta a riflettere, a conoscersi, o a volare coi pensieri .. poco importa: l’essenziale è mettere in moto l’energia e sentire di stare vivendo!

 

 

foto Patrizia Pazzaglia 

 

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Cosa sto scontando che mi arriva da chi mi ha preceduto?

Riflessioni e recensione dello spettacolo del Teatro delle Temperie:  “Il circo capovolto”:

 

 

Sono andata a vedere una spettacolo produzione del Teatro delle Temperie, il “Circo capovolto”. Era la seconda volta. Di nuovo un turbinio di emozioni e pensieri per un’interpretazione straordinaria di Andrea Lupo.

Branko non ha mai fatto il circo, lui montava impalcature, ma quando viene a sapere dal padre la storia della sua famiglia e di suo nonno, una irrefrenabile forza lo spinge a voler riprendersi quello che era stato della famiglia: il circo appunto. Non resiste neanche al richiamo della vendetta, promessa dal padre al padre di suo padre, e uccide chi ha tradito il nonno. Lascia tutto e va vivere in un campo rom, come i suoi predecessori, non sa neanche lui perché. Non sa ancora che è in attesa di riportare in vita la loro storia, che gli scorre nelle vene.  Solo attraverso il luccichio degli occhi dei bambini e la loro curiosità ed innocenza, quel che resta del circo, chiuso per anni in 10 scatoloni che ha recuperato, e delle sue origini, riprende vita. Per un’ultima volta, prima di essere lui a sua volta, vittima della vendetta.  

Tutto torna, tutto deve tornare.

Grazie alla forza dell’interpretazione del Lupo, ho vissuto con Branko la sua storia, sono entrata dentro le sue emozioni. Sul palco non c’è niente -solo uno scatolone, che contiene tutto- ma ho visto tutte le scene, tutti i particolari, sentito risuonare dentro ogni grido, e mi sono resa conto di quanto sia bello immaginare ed entrare in un mondo irreale che diventa reale nella mia mente, grazie a chi lo racconta.

Una storia intensa che non ti molla un attimo, e che fa nascere una profonda empatia con i personaggi, risvegliando il sentimento della compassione, nella sua accezione di “patire con..”…patisco con Branko che vuole riscattare (o è obbligato?) la sua famiglia; patisco con Senija, Hibrahim e tutti i bambini, che hanno gli occhi che brillano, portatori di curiosità e speranza; patisco con Napapò che è stato tradito; e patisco anche con il figlio del traditore Lazlo, che vuole vendicare il padre e uccide Branko,..

E’ come se si diventasse tutti gli attori della storia, con la consapevolezza che sono semplicemente esseri umani..esseri umani nella loro diversità.

E se riusciamo a capire che siamo tutti essere umani, e ad essere compassionevoli con gli altri,  possiamo esserlo anche con noi stessi, e fare quello spesso ci risulta più difficile: assolverci.

 

Cosa sto scontando che mi arriva da chi mia preceduto?

 

Branko è innocente nell’anima. Ha quella stessa innocenza che ritrova nei bambini curiosi che incontra e che lo cercano; si è trovato come spesso accade a dover “scontare” qualcosa che non ha generato lui, ma che ha ereditato, e che ha “genealogicamente” nelle sue cellule. Quando arriva Hibrahim, col grande cappello del nonno Napapò, nel circo ricomposto, il cerchio si chiude. Ma il danno è stato già fatto.

E allora, prima che sia troppo tardi, prima di fare troppi danni, potrebbe essere importante chiederci: cosa sto scontando che mi arriva da chi mia preceduto?

E ripenso a mia nonna, abbandonata, forse perché figlia illegittima di nobili, in un istituto, e al senso di abbandono che da sempre mi porto dietro; alla sensazione di non essere amabile e di non piacere; al dolore quando sento di non essere vista o considerata… e a tutto quello che, forse, le mie radici hanno portato nella mia vita…

Il “Circo capovolto” mi ha fatto riflettere su alcune cose per me importanti:

1-che abbiamo bisogno di assolverci e che sarebbe bello farlo prima possibile, prima della fine della nostra vita

2-che gli uomini si portano dietro la storia delle loro radici, consapevoli o meno, e che la storia dei loro predecessori influenza la loro vita: c’è un’energia, una forza, che in qualche modo richiede un riscatto, o un compimento, una rivincita, per noi, o per quelli prima di noi

3-che forse abbiamo tutti l’aspirazione a lasciare qualcosa di noi su questa terra, sia essa una cosa materiale, un’opera, un ricordo, un figlio, che porti avanti la nostra storia. Insomma un’impronta del nostro passaggio

4-che i bambini, oltre ad essere il nostro futuro possono essere il nostro riscatto, la continuazione di qualcosa di bello che abbiamo cominciato, e anche per questo dobbiamo averne cura

5-che se mi puoi conoscere, se ti racconto la mia storia, forse puoi capire che sono una persona migliore di quello che pensi, o che faccio vedere.

Grazie ancora ad Andrea Lupo per la sua spettacolare interpretazione.

(Il circo capovolto ha vinto il Fringe festival di Roma nel settembre 2017 e viene portato in molti teatri italiani)

 

http://www.teatrodelletemperie.com/

(foto di Teatro delle Temperie)

 

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Il Teatro, strumento formativo ed educativo per bambini e ragazzi..un altro bel viaggio

 

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Opere

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Assicurazioni di viaggio e malattie preesistenti

 

 

 

Quando si prenota un viaggio, è sempre molto importante tutelarsi con un’assicurazione che copra eventuali imprevisti, quali annullamento, malattia o infortunio durante il viaggio, responsabilità civile, rientro anticipato o posticipato, ecc.

Relativamente all’assicurazione sanitaria e annullamento, non tutti sanno che la maggior parte delle polizze di  assicurazione di viaggio non coprono le patologie preesistenti (o pregresse) e croniche.

Cio’ significa che possono essere escluse dalla copertura assicurativa le richieste di risarcimento derivanti da manifestazioni che siano state oggetto anche solo di consultazione o esame medico e/o di cure o trattamenti, oppure malattie o infortuni che si siano manifestate o siano accaduti prima dell’emissione della polizza. E, di conseguenza, in caso di sinistro, le richieste di indennizzo non vengono rimborsate.

 

Infatti, troviamo spesso, nel fascicolo informativo che descrive le condizioni di contratto, nell’elenco delle esclusioni, la frase:

 

“non copre eventi legati direttamente o indirettamente a malattie e patologie preesistenti o croniche”

 

oppure

 

“Esclusioni:…..

– malattie croniche;
– malattie/infortuni in atto al momento della partenza per il viaggio”

 

 

Cosa si intende per malattia preesistente o pregressa?

Di seguito un chiaro esempio di cosa si intende per patologia preesistente, con anche un limite temporale indicato:

 

“Per condizione medica pre-esistente si intende qualsiasi condizione medica passata o presente, che nei 2 anni precedenti alla sottoscrizione della polizza e/o al viaggio, abbia determinato sintomi, o per la quale ci si sia sottoposti o abbia richiesto un qualsiasi tipo di trattamento o medicamento prescritto dal medico, consultazione medica, esami o controlli/check-up.”

 

C’è anche chi indica condizioni ancora piu’ restrittive:

“…sintomi non diagnosticati che in futuro richiedano attenzione o esami (ovvero sintomi per i quali l’Assicurato stia aspettando di fare esami/analisi oppure ne stia aspettando i risultati, e per i quali ancora non sia stata stabilita la causa scatenante)”

 

Tutto cio’ significa che:

-in caso di necessità di annullamento del viaggio per malattia di uno dei viaggiatori o dei famigliari, con qualche correlazione a malattie preesistenti o croniche (anche se non manifeste, ma oggetto di esami precedenti, a volte fino ai 2 anni precedenti) non si ha diritto a rimborso

-in caso di necessità di assistenza durante il viaggio, non sono coperte le spese per cure di malattie preesistenti o croniche

-in caso di necessità di rientro sanitario per malattia intervenuta a un viaggiatore, o a un famigliare a casa, frutto di  aggravamento di una malattia preesistente o cronica non si ha diritto ad alcun rimborso

-anche malattie presumibilmente non gravi, ma che possono derivare da condizioni precedenti, potrebbero venire considerate preesistenti (un otite avuta poche settimane prima che si ripresenta, un dolore a un arto soggetto a precedente frattura, ecc), cosi’ come malattie non conclamate, ma che hanno richiesto in modo preventivo l’assunzione di medicinali (es. compresse per controllo ipertensione), o esami risultati alterati, ma senza necessità di intervento alcuno.

 

I casi di copertura quindi si riducono molto, soprattutto per la tenera età (dove una recidiva puo’ essere molto frequente, pensiamo per esempio alla tonsillite o all’otite) o per l’età avanzata di viaggiatori o genitori.

 

 

Ma non è tutto...

La copertura non è prevista se si viaggia contro il parere di un medico, e questo puo’ essere anche abbastanza ovvio. Ma spesso nelle condizioni ho trovato anche indicato che è l’esclusione comprende il caso in cui si viaggi lo stesso contro il parere di un medico, se questi fosse stato preventivamente consultato!!! 

Inoltre…

In caso di variazioni dello stato di salute, intervenute dopo l’acquisto della polizza e prima della partenza, l’assicurato ha l’obbligo di comunicarle immediatamente all’assicurazione, che deve decidere se accettare o meno il rischio assicurativo. Questa condizioni è presente in tutte le polizze. Ma qualcuno l’ha mai fatto??? Addirittura, per alcune compagnie non è necessaria neppure alcuna comunicazione, in quanto già specificato nelle condizioni contrattuali, che non c’è copertura per una malattia accaduta in quell’intervallo di tempo, ovviamente in caso di sinistro in viaggio.. A volte viene veramente da chiedersi a cosa serva un’assicurazione!

 

Gravidanza

La maggior parte delle compagnie assicurative non prevede rimborso per le richieste di indennizzo derivanti da stato di gravidanza o situazioni patologiche ad essa conseguenti, oltre la ventiseiesima settimana di gestazione, e dal puerperio (le tempistiche indicate possono variare da compagnia a compagnia).

 

Attività sportive non coperte

Attenzione anche alle attività sportive che potrebbero esser considerate a rischio e non coperte: se puo’ essere scontato che non siano coperte attività come le scalate, andare in deltaplano o parapendio, sciare fuori pista, ecc., alcuni sport che non ci aspetteremmo sono invece inclusi: per esempio, andare a cavallo, fare rafting o canyoning, go kart, tuffi da oltre 5 metri, kite surf, andare su moto oltre i 125cc, quad, ecc. ecc.

 

Conclusioni

Quando si acquista un’assicurazione è indispensabile andare a leggere attentamente le condizioni generali di contratto nel fascicolo informativo, e soprattutto quelle che sono le ESCLUSIONI. Nella maggior parte dei casi si puo’ star tranquilli soltanto per la copertura in caso incidenti dovuti a cause fortuite improvvise, accadute prima o durante il viaggio.

Per qualsiasi dubbio è bene sempre contattare la compagnia e chiedere, magari via mail, piuttosto che sapere a posteriori di non essere coperti in qualche circostanza.

 

Quali assicurazioni coprono le malattie preesistenti?

Al momento della revisione di questo articolo, ho trovato poche compagnie che coprono le patologie pregresse, per chi si organizza in fai da te (per le agenzie ci sono invece piu’ ampie possibilità) :

–Allianz Travel Cancel copre solo l’annullamento, e pare copra tutte le malattie, quindi anche le preesistenti (dal prospetto, ma meglio informarsi bene al call center o via mail) ma con franchigie, non annullabili, piuttosto alte, fino al 35% (soprattutto se soggetti del sinistro non sono i viaggiatori ma i famigliari). In caso di necessità di assicurazione sanitaria in viaggio occorre fare altra polizza.

–Allianz Globy Rosso è solo assicurazione sanitaria, non comprende l’annullamento, quindi copre i sinistri, anche per le patologie preesistenti, anche dei famigliari a casa, ma soltanto quando si è in viaggio. La buona notizia è che, è possibile assicurare anche il solo viaggiatore che soffre di patologie. Comprende anche terrorismo, epidemie o pandemie, disastri naturali.

In entrambi i casi, rimando a leggere attentamente le condizioni del fascicolo informativo (per Travel Cancel ci sono delle limitazioni di copertura anche in base al fornitore di voli ed alloggi). Ovviamente queste assicurazioni hanno un premio piuttosto alto.

Se ne deduce quindi che, per avere garanzia di copertura totale per malattie preesistenti, annullamento e sanitaria, occorrerebbe fare due costose polizze assicurative.

Altre assicurazioni, come la Tripy di Axa che prevede coperture a 360 gradi, all risks che permette di personalizzare con garanzie opzionali, al momento della scrittura di questo articolo potevano essere acquistate solo in agenzia viaggi o tramite agenti di compagnie anche non specifiche, che possono fare un preventivo personalizzato. (“La polizza Annullamento è disponibile in due versioni: Annullamento All Risk: permette di annullare il viaggio per qualsiasi motivo oggettivamente documentabile. Nessun limite di età, malattie preesistenti incluse ed estensione della copertura per atti terroristici. Annullamento Light: la nuova formula che permette di annullare il viaggio oltre che per le classiche motivazioni  indicate in polizza anche a seguito di revoca ferie. Nessun limite di età, malattie preesistenti escluse. Entrambe le formule stipulabili anche per viaggi in penale al 100%”)

Per quel che mi riguarda, poichè ho genitori anziani, e ovviamente con patologie, spesso mi è capitato di acquistare la polizza Travel Cancel, per assicurare il volo aereo soltanto (scegliendo magari alloggi rimborsabili fino a pochi giorni dall’arrivo), e un’assicurazione on line low cost, per tutelarmi da eventuali infortuni in viaggio. Fortunatamente fino ad ora non ho avuto la necessità di sperimentarle.

 

E SE L’ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO NON COPRE???

In caso di necessità di annullamento per motivi non coperti dalla compagnia assicurativa, o qualora non sia stata acquistata un’assicurazione, nell impossibilità di partire per motivi di forza maggiore, c’è comunque la possibilità di ottenere il rimborso del costo del volo, in tutto o in parte:

1 – le compagnie aeree devono sempre rimborsare le spese aeroportuali (che spesso sono una cifra considerevole del prezzo), ovviamente in seguito a comunicazione dell’annullamento

2 – in alcuni casi si ha diritto, secondo l’art. 945 del Codice della navigazione, il passeggero che non si è potuto imbarcare sul volo prenotato per motivi di salute (gravi e dimostrabili, che rendano impossibile il trasporto aereo),ad ottenere il rimborso dalla compagnia aerea, anche se non previsto dal tipo di biglietto acquistato, e se non è stata sottoscritta un’ assicurazione (ed il rimborso non è limitato alle sole spese aeroportuali, ma all’intero biglietto):

Del rimborso si avrà diritto anche in caso di lutti riferiti a parenti di primo grado.

”se la partenza del passeggero è impedita per causa a lui non imputabile, il contratto è risolto e il vettore restituisce il prezzo di passaggio già pagato. “

 

Ovviamente occorre presentare la documentazione che attesta l’impedimento

 

“l’’impedimento per causa di forza maggiore deve essere dimostrato dal passeggero caso per caso”.

 

Chiamando i vari call center delle compagnie aeree, gli operatori presumibilmente sosterranno che qualsiasi rimborso non è contemplato, a meno che non sia previsto dal tipo di biglietto o da un’assicurazione aggiuntiva.

Ma la Carta dei Diritti dei Passeggeri sancisce che le norme comunitarie non possono essere limitate dalle condizioni contrattuali stabilite dalla compagnia aerea. Cio’ significa che una compagnia aerea puo’ scrivere su un contratto di acquisto che il passeggero non ha diritto al rimborso del biglietto in caso di rinuncia al volo, ma questo non sancisce la validità della condizione, se la Comunità Europea ha già legiferato in favore.

 

Veniamo ora a vedere in quali casi vale questa possibilità:

 

-per voli (di linea, charter, low cost) in partenza da un aeroporto UE

-per voli (di linea, charter, low cost) in partenza da un aeroporto non UE, con destinazione un aeroporto UE, se la compagnia aerea è comunitaria 

Non vale per i voli in partenza da un paese extra UE con destinazione UE, se la compagnia non è UE o se si hanno avuto altri risarcimenti o voli alternativi.

 

Anche nel caso di pacchetti turistici acquistati in agenzia, la causa di forza maggiore che non permette di usufruire di un viaggio, è considerata giusta causa di recesso, con conseguente diritto al rimborso.  La Corte di Cassazione con la sentenza 16315 del 24 luglio 2007, ha stabilito cio’, secondo il principio per cui la “finalità turistica” costituisce parte integrante del contratto tra viaggiatore e agenzia.

Inutile dire che, nel malaugurato caso, potrebbe essere necessario l’intervento di un legale esperto!

 

In ogni modo…non resta che incrociare le dita!

 

p.s. verificare sempre che le condizioni non siano cambiate dopo la scrittura e aggiornamento del presente articolo

altri articoli sull’argomento assicurazioni

 

Assicurazioni di viaggio, queste sconosciute!

 

 

ultima revisione gennaio 2020

foto pixabay

 

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Tuffo da una liana nel Rio Chavon-Repubblica Domenicana

 

Bayahibe, Repubblica Domenicana.

Decidiamo di fare un’escursione che comprenda anche la risalita del fiume Rio Chavon.

La zona del Rio Chavon è diventata  famosa per essere stata il set di film come Apocalipse now, Anaconda e diversi altri, per il paesaggio lussureggiante che offre.

Il fiume, infatti, scorre serpeggiando in uno spettacolare canyon, con una vegetazione selvaggia sulle sue rive. Una vera e propria giungla e foresta pluviale.

Su un tratto alto della scogliera sorge un bellissimo paese medievale ricostruito, Altos de Chavon, che domina il fiume stesso.

Molte sono le escursioni che portano i turisti a navigarlo, a bordo di imbarcazioni che assomigliano a quelle che utilizzate sul fiume Mississipi, oppure di enormi zatteroni, che lentamente lo risalgono fino al  ponte, distante una ventina di minuti da Bayahibe.

Avevo già navigato sul Rio Chavon nel corso di una precedente vacanza a Punta Cana, a conclusione di un’escursione all’isola di Catalina.

La sua straordinaria bellezza mi aveva colpito, la natura selvaggia era rimasta impressa nei miei occhi e per questo ho voluto tornare a vedere tanta bellezza.

Questa volta pero’ sapevo  che il giro si sarebbe concluso con un’esperienza particolare: il tuffo dalla liana di un albero nel fiume.

L’atmosfera sulla zatterona era molto gioiosa e spensierata, rhum e balli a ritmo di merengue, rendevano unica la mini crociera.

Svoltando un ansa del fiume, la zatterona si avvicina alla riva, dove  un grande albero sporge e da un ramo una corda arriva sull’acqua. Chi ha il coraggio puo’ salire sulla riva, che in quel punto è parecchio alta e, afferrando la corda, puo’ prendere la rincorsa e lasciarsi andare nelle acque marroni del fiume..

Io notoriamente ho paura dell’acqua, e non ho neanche molto coraggio.

Ma non ci voglio pensare perché, se non la faccio qui, questa esperienza, quando mai mi ricapita??

Voglio vivere, voglio vincere questa paura, voglio cogliere questa occasione!

Mi infilo allora il mio salvagente gonfiabile, che mi rassicura un po’, e mi metto in fila, in attesa del mio turno, dietro a mia figlia, undicenne, mentre quelli che mi precedono, i temerari, si buttano quando arriva il loro turno. So che non devo pensare, mentre si avvicina il momento, sento l’adrenalina salire.

E quando tocca a me, prendo la liana prendo la rincorsa e…via! mi butto!

Mi sento affondare velocemente nelle acque del fiume, sono secondi interminabili ma vissuti con piena coscienza. Il tonfo e il salvagente mi rispingono a galla e mi guardo attorno mentre sono immersa nel fiume

Ce l’ho fatta!!

Ho vinto anche questa paura.

Non è stato solo un tuffo nel fiume, è stata una prova di coraggio per me.

Una dimostrazione che, se non sto troppo a pensare, ce la posso fare, qui e in altre occasioni della mia vita.

Risalgo emozionata piu’ che mai e ringrazio il Rio Chavon e questa straordinaria esperienza, entusiasta di aver vissuto, ancora una volta.

(luglio 2016)

tutti gli articoli sulla Repubblica Domenicana (chiamate spesso Santo Domingo) qui

Repubblica Domenicana

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La giraffa ritrovata

 

 

Siamo alle Maldive, a Fihalohi, e come nei viaggi precedenti, ci segue sempre il salvagente- giraffa di Giada: anche se sa nuotare, le piace divertirsi con la sua giraffa o usarla come poltrona sulla spiaggia per leggere…

La giraffa ha visto tanti posti, tra cui Mauritius, la spiaggia di Watamu in Kenya -dove i beach boys ormai ci riconoscevano proprio per il salvagente che Giada aveva sempre con sé-… insomma è una sua grande amica di viaggio..

E’ pomeriggio, andiamo in acqua a fare il bagno -ovviamente con la giraffa-… c’è un po’ di vento…
…mentre gioco e mi diverto con Giada, mollo per un attimo la giraffa..non l’avessi mai fatto!

La poveretta prende il largo tra le urla di Giada “la mia giraffa, la mia giraffa!!!”.

Provo a prenderla ma ormai è troppo lontana… mio marito allora si butta e comincia a nuotare verso di lei..ma la giraffa se ne va, il collo fa da vela e più mio marito nuota, più lei si allontana…Disperazione!!! Giada inizia a piangere e, mentre il papà rientra, vediamo la giraffa andare sempre più lontano nel mare… finchè diventa un puntino all’orizzonte…

Francamente dispiace molto anche a me…

Non sappiamo come fare per calmare Giada, le promettiamo che una volta giunti a casa ricerchiamo quella giraffa e la ricompreremo (ma si troverà??), ma niente..

…io cerco di consolarla, invano, intanto il papà si allontana…

Passano 10 minuti ma la disperazione non passa..ma il papà dove è andato?

A un certo punto ricompare…e cosa ha in mano??

La giraffa!!Io non posso credere ai miei occhi, Giada smette di piangere incredula e si rimpossessa della sua amata giraffa..

Ma come ha fatto il papà a recuperarla?

Mentre Giada stava piangendo e il papà era tornato a riva, aveva visto una barca all’orizzonte che rallentava e che poi si era fermata per un attimo..allora è andato al molo a vedere …ebbene sì!! L’avevano vista, le erano arrivati contro e si erano fermati a raccoglierla per poi portarla al resort: il papà, vedendola dentro la barca, ha fatto capire al maldiviano che era nostra e se l’è fatta consegnare! Non ci potevo credere!

Morale: è proprio vero che se una cosa è proprio tua e la perdi, ti ritorna!!

Però… mai mollare le giraffe in mare!

La giraffa al sicuro

 

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Il taxista a Bangkok

 

 

Arriviamo all’aeroporto di Bangkok dopo molte ore di volo.

Ho letto tutto di come ci si muove all’aeroporto, cerco sempre di essere super organizzata per il viaggio, preparandomi mesi prima. Leggo forum, recensioni, opinioni, tutto il possibile.

Bene, ci rechiamo subito alle partenze, perché ho letto su un forum che cosi’ si evita la fila per i taxi, e prendiamo un taxi al volo che ha scaricato delle persone in partenza (scoprendo poi, quando sono tornata, che tale pratica è vietata e avremmo potuto incorrere in una multa! I lezione: verificare bene quello che scrivono sui forum!!)

So già, perchè l’ho letto, che ci sarà un traffico infernale, che devo controllare che il taxista attacchi il meter, il tassametro, quindi la prima cosa che gli dico è “meter please”. Ho letto poi che i taxisti non sanno l’inglese,  quindi dico solo il nome dell’albergo: Chatrium. Il taxista ripete due, tre volte il nome, come se non l’avesse mai sentito o non capisse..”cominciamo bene”, penso. L’hotel è un bel hotel conosciuto, credevo, a 5 stelle!

Ma niente paura, mi sono stampata una bella mappa con le indicazioni per arrivare all’albergo, e con le strade rigorosamente scritte in thai, come consigliato nei forum e gliela porgo al taxista. Questi accende la sua lucina dello specchietto e avvicina la cartina agli occhi..vuoi vedere che oltre a non sapere l’inglese abbiamo beccato il taxista che non ci vede?!!? Forse no, perché parte..

 

 

Facciamo una superstrada e appena fuori dal casello, il taxista si ferma. Riprende in mano la cartina, esce dall’auto, ormai è buio, e si mette davanti ai fanali!!! Proprio il taxista non ci vede, e non ha neanche degli occhiali!! Siamo messi bene!!!

Rientra, riparte, forse ha capito dove andare..ma dopo un po’ cerca di farmi capire che sarebbe meglio se telefonassi all’hotel per chiedere come arrivare!!!… mehhh..Proviamo a chiamare, ma la scheda telefonica l’abbiamo appena comprata e sentiamo un messaggio rigorosamente in thai. Siamo stanchi, dobbiamo vedere come far funzionare la scheda, ci vuole tempo..per fortuna intanto vediamo in lontananza la scritta “Chatrium”..forse ci siamo?..Ma dov’è il fiume? Doveva essere un albergo sul fiume, si chiama Riverside..comincio ad avere un sospetto…

Arriviamo all’hotel, ci sono le guardie… e cosa scopriamo?

I miei sospetti erano fondati, e io lo sapevo anche: ci sono 2 Chatrium a Bangkok e noi siamo in quello sbagliato…. ho stampato la cartina stradale di quello sbagliato…(II lezione: se si vogliono seguire i consigli, seguirli almeno con attenzione!!).

Per fortuna i portieri danno le giuste indicazioni al taxista, che finalmente ci porta al nostro bellissimo Chatrium Riverside Hotel!

Morale: si puo’ essere preparati, organizzati, aver letto e riletto sui forum, ma poi ci si deve confrontare con  la propria e altrui imbranattaggine!!

(Luglio 2015)

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.