Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Figli adolescenti

Gli adolescenti al tempo del coronavirus

 

 

 

Togliere ad un adolescente le possibilità di contatto con i suoi pari, proprio nel momento in cui la fisicità è al suo apice, è privarli di un elemento fondamentale.

Non solo il contatto inteso come toccarsi, abbracciarsi, baciarsi, scherzare corpo a corpo, mettersi le “mani addosso”, ma anche il contatto occhi negli occhi, per esprimere quello che, a volte, le parole non sanno dire. Perché a talvolta, a quell’età, non si riescono a formulare i pensieri, e le parole non vengono, ma il corpo intercetta, piu’ che ad ogni altra età, e comunica, trasmette messaggi, che spesso non passano ancora dalla coscienza. Il contatto inteso come l’ascolto del respiro dell’altro, del tono di voce, l’odore, lo sguardo e le espressioni, il sentire l’altro nella sua interezza, con tutti i sensi, con gli stimoli che arrivano direttamente al cervello emotivo.

Non è facile per nessuno, questa quarantena, tanto meno per i ragazzi.

Eppure, anche in questa situazione di distanziamento sociale per la pandemia del coronavirus, i ragazzi, cosi’ ricettivi, potrebbero avere modo di comprendere tante cose.

Magari riceveranno delle lezioni che li faranno crescere prima del tempo, e con una coscienza diversa e, in un periodo storico in cui vengono iper protetti e tenuti sotto le ali della famiglia, questo puo’ anche trasformarsi in un’opportunità per maturare e acquisire un senso di responsabilità.

Potranno imparare che nella vita può accadere l’imprevedibile, e che non c’è niente di sicuro. Ma che, anche da quello che inizialmente può apparire un disastro, si può scoprire qualcosa di inaspettato, di buono e positivo. E nonostante il loro bisogno di sicurezze, potranno imparare che la lotta per scorgere una via d’uscita è indispensabile e che una via d’uscita si può sempre trovare.

Potranno imparare che dagli eventi imprevisti e difficoltosi si può accedere alle proprie innumerevoli risorse, a volte ancora poco conosciute, e attivare la creatività e l’ingegno. Magari si annoieranno, occasione sempre più rara per loro di questi tempi, ma proprio questo può dare la spinta alla ricerca.

 

 

Potranno imparare che le cose si possono fare anche in modo diverso, e a cercare altri modi di comunicare, di stare insieme o sentirsi vicini, che non siano quelli fisici. Alcuni impareranno anche a prendere più coraggio per sconfiggere la solitudine o la timidezza.

Potranno imparare che, al contrario di quanto a volte pensino di essere loro, onnipotenti ed immortali, come uomini abbiamo dei limiti e non possiamo controllare e governare tutto.

Potranno imparare, dovendo restare confinati a casa, a crearsi dei confini, quelli che in questo momento storico, le famiglie fanno fatica a mettere e a far rispettare, sin dalla tenera età. E la famiglia, più che in ogni altro momento, dovrà fare da contenitore delle loro emozioni, accogliere  malessere, fatica, frustrazione, musi lunghi e aggressività.

Potranno imparare il valore della libertà, il valore del “fuori”, ma anche del dentro, costretti come sono a restare dentro: dentro casa, dentro di loro, dentro la loro famiglia.

Potranno imparare un po’ di politica, un po’ di economia, un po’ di geografia, un po’ di scienza; e potranno imparare, forse, qualcosa riguardo la solidarietà, il bene comune, il senso di comunità. Forse cominceranno anche a farsi un’idea di qualcosa che va oltre la loro stanza, la loro classe, il loro gruppo di amici.

Potranno imparare che siamo tutti connessi, non con la tecnologia, ma con i nostri comportamenti, che possono provocare conseguenze sulla vita degli altri, e che abbiamo quindi tutti una responsabilità come esseri umani.

E chissà, se proprio da questa esperienza, imprevista, difficile, di sacrifici, dolorosa per qualcuno, riceveranno qualche stimolo per essere gli artefici della creazione di un mondo migliore.

 

 

(Disclaimer: queste riflessioni non sono rivolte a chi si trova in situazioni di particolare disagio o sta vivendo condizioni di malattia, lutti o quant’altro)

 

aprile 2020

foto by Patty

 

 

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Vacanza on the road, di relax o mista, con figli adolescenti?

 

 

Il modo di viaggiare o di fare le vacanze puo’ dover subire qualche cambiamento quando si hanno figli adolescenti.

Non è come quando sono bambini, che si convincono con un gioco, una distrazione, si possono entusiasmare facilmente e riescono ad adeguarsi maggiormente al tipo di vacanza e ai ritmi della famiglia (e viceversa).  Sebbene una buona educazione al viaggio, fin da piccoli, possa essere utile per indurli ad amare viaggiare, conoscere, fare esperienze, è tipico nell’età dell’adolescenza che i figli diventino polemici, schizzinosi, contestatori e dissenzienti a prescindere.

Ho trattato in questo articolo nello specifico il viaggiare con figli ai tempi dell’adolescenza

 

Viaggiare con ragazzi adolescenti

 

Ovviamente non tutti i ragazzi sono uguali, spero per voi che possiate essere un’eccezione. In questo articolo parlo della mia esperienza e di alcuni accorgimenti che ho notato essere efficaci per scegliere e vivere al meglio una vacanza, durante questa critica età.

 

Quale è diventata, quindi, il tipo di vacanza migliore per noi?

Mia figlia (ormai quindicenne) ha sempre odiato fare lunghe tratte in auto. Da piccola dormiva, ma quando è cresciuta, anche solo fare un viaggio di due ore in auto le pesava, e l’immancabile “Quando arriviamo?”, dopo poco tempo dalla partenza, era sempre al varco. Al contrario, potevamo andare anche dall’altro capo del mondo in aereo, che non batteva ciglio, anzi, per lei era, ed è, un divertimento.

I viaggi on the road, quindi, non sono la scelta ideale per la nostra famiglia. A questa età, in particolare, io penso che sia importante considerare sempre anche le loro esigenze e preferenze, per viversi la vacanza tutti piu’ serenamente. Quando era piu’ piccola, amava le vacanze al mare in villaggio, o comunque in un posto dove ci potesse essere tutto quello che piace ai bambini: piscine, scelta per il cibo a buffet, spazi di gioco e relax (non necessariamente il miniclub, anche se quando era molto piccola amava la baby dance!). Per esempio, a 11 anni ha apprezzato moltissimo la vacanza in un resort a Bayahibe, dove siamo stati benissimo (restando lontani da animazione, balli, attività varie proposte), facendo delle meravigliose escursioni nell’entroterra e all’isola di Saona.

 

Repubblica Domenicana, Bayahibe

 

Nonostante non abbiamo fatto solo viaggi così, l’ideale di vacanza per mia figlia è tuttora la vacanza stanziale, cioè quella dove parti e arrivi alla meta, senza dover cambiare troppi alloggi e ritmi, magari in un posto con un mare bellissimo, dove puo’ rilassarsi sotto una palma, e riposare, dopo un anno di fatiche scolastiche.

Lei vorrebbe sempre tornare alle Maldive. Che sono anche uno dei miei posti preferiti, per carità, ma mi piacerebbe anche vedere qualcosa di diverso!!

 

Maldive con un’adolescente

 

Diciamo che alla fine, un buon compromesso, e la formula vincente, negli ultimi tempi, è stata quella di scegliere vacanze “un pò e un pò'”, ovvero viaggi che avessero una parte on the road, e una parte stanziale rilassante. Come quella che abbiamo fatto, quando aveva quasi 10 anni, in Thailandia.

 

Thailandia e isole del golfo

 

Prendendo spunto da quella esperienza, abbiamo organizzato il nostro viaggio a Cuba, quando ormai la pre adolescenza faceva capolino, a 12 anni. A Cuba abbiamo visitato 3 città, L’Havana, Trinidad e Vinales, e a metà viaggio e alla fine, abbiamo inserito 2 tappe di mare: 5 giorni a Cayo Guillermo e 2 a Cayo Levisa. In questo modo abbiamo potuto farle accettare le tante, ma tante ore che abbiamo trascorso in auto per gli spostamenti, ovviamente preparandola prima. Per noi, è stato un viaggio bellissimo, e lei, che inizialmente non era propriamente contenta del tipo di vacanza, alla fine ha detto che ha superato di molto le sue aspettative.

 

Cuba in fai da te

 

Qui ho riportato nello specifico gli accorgimenti che ho messo in pratica con l’adolescente, che si sono rivelati di successo:

 

Un’adolescente in viaggio

 

L’anno successivo abbiamo intervallato con una vacanza stanziale alle sue adorate Maldive..ma anche nelle vacanze stanziali si può aggiungere qualcosa di nuovo ed eccitante!! Infatti abbiamo previsto uno stop over lungo a Dubai, al ritorno, che ci ha consentito di visitare, in un pomeriggio e una sera, la città!

 

Dubai in un pomeriggio: visita durante un transito

 

Forti della formula di successo della vacanza un pò e un pò, anche lo scorso anno abbiamo organizzato un viaggio misto, un giro on the road in Florida in auto, e una settimana di relax ad Exuma, alle Bahamas. Qui in particolare c’era anche una obiettivo di suo grande interesse, ovvero gli Studios di Orlando, quindi anche questa combinazione ha avuto buona riuscita.

 

Florida, USA

 

Bahamas

 

In conclusione, mia figlia ama le attività adrenaliniche, (quelle che le interessano) come il più assoluto relax, le sorprese come la routine e a volte è proprio un prenderci, perchè c’è anche da considerare che il cambiamento di gusti e preferenze è sempre dietro l’angolo a questa età. E forse la cosa migliore è essere proprio preparati a questo, e cercare di ascoltare quello che i nostri ragazzi dicono e non dicono, con una certa flessibilità.

E soprattutto, essere preparati anche al momento in cui inizieranno a fantasticare su mete da visitare, senza i genitori!!

 

 

Marzo 2020

 

Tutti i viaggi fatti con figli adolescenti li trovate qui

Un adolescente in viaggio

 

per chi è interessato al tema adolescenti

 

Sui figli adolescenti

 

 

 

 

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Quello che gli adolescenti ascoltano

 

 

Arriva il momento in cui non si riesce piu’ a sapere cosa pensano o cosa sentono i nostri figli adolescenti.

Sembrano avere una sorta di gelosia dei loro pensieri, dei loro sentimenti, delle loro emozioni. O forse è solo pudore. Non sanno ancora bene identificarle e decodificarle, le loro emozioni.

Sicuramente hanno l’esigenza di mettere un muro per non avere intromissioni, e poter completare in pace la loro metamorfosi. Per costruirsi, senza invadenza o condizionamenti, la loro identità.

Quando giunge quel momento, in cui si chiudono nella loro crisalide, la musica che ascoltano puo’ esserci d’aiuto per conoscerli meglio. Diventa cosi’ importante negli anni dell’adolescenza, quando si rifugiano e si isolano con le cuffiette in testa. E puo’ essere per noi una chiave, per capire un po’ di piu’ questi ormai sconosciuti, nati dalla nostra carne. Che vogliono recidere il loro cordone, che hanno la loro ambizione di autonomia, che cercano di trovare la strada del proprio essere, differenziandosi, da noi, dai genitori, dai grandi. Può darci indizi circa come si sentono, e in che cosa si identificano e si riconoscono.  Quello che non ci dicono. Tramite  le storie che le canzoni che ascoltano raccontano, quello che esternano i loro beniamini, le emozioni che trasmettono, il messaggio che ne esce, quello che sembrano cercare, quello che chiedono.

Possono avere il bisogno di uniformarsi e volere quello che tutti amano, quello che va di moda. Puo’ esserci la ricerca del tradizionale, dei classici, dei miti universalmente riconosciuti nel panorama musicale; o dei ribelli che spaccano, che creano rotture. Oppure possono cercare, seguendo un bisogno di originalità, la voglia di distinguersi, che hanno i loro gruppi o cantanti preferiti. O possono sentire la necessità di qualcosa che sballi e annulli i loro pensieri, a volte troppo pesanti confusi e incomprensibili a quell’età.

Il loro bisogno di provare emozioni, di viverle e di sentire, è preponderante rispetto al capire. Perchè in questo periodo, l’adolescenza, la pancia prevale sul cervello, che non ha ancora raggiunto le funzionalità dell’adulto e spesso non sa ancora come gestirle, le questioni di pancia.

E cosi’ si compie questa fase, e solo un domani, i ragazzi, non piu’ tali, forse potranno decodificare, dare un senso a quel che accadeva,  durante la loro adolescenza, a quel sentire a volte incomprensibile e muto. E noi, i genitori, dobbiamo assistere a quel cambiamento, con presenza, ma con molta discrezione. Sapendo che è un passaggio obbligato.

Con i loro sogni o i loro vuoti, con le loro ferite, già subite o che si prospettano all’orizzonte, o la loro verginità e acerbità.

Con il futuro davanti, che si sta delineando e che, a ragione, vogliono prendere nelle loro mani, anche semplicemente iniziando con l’entusiasmo di un concerto, o inseguendo le note e le parole di una canzone.

 

 

 

febbraio 2019

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Adolescenti: ti dovrai abituare

 

 

Ti dovrai abituare al fatto che non va mai bene niente, quello che hai preparato, quello che hai intenzione di fare, quello che pensi, quello che dici.

Ti dovrai abituare alle loro idee balzane, ai cambi repentini di umore, di opinioni, di piani.

Ti dovrai abituare a dire dei no, a dire dei sì, ma anche a mediare, evitando lo scontro continuo.

Ti dovrai abituare ai musi lunghi, al telefono sempre in mano, alle cuffie sempre in testa, alle porte sempre chiuse, al mutismo, alle risposte arroganti.

Ti dovrai abituare che non vogliono venire con te, che ti sentirai al loro servizio per un po’, che anche la tua libertà verrà limitata.

Ti dovrai abituare a temere per la loro solitudine, per la loro esuberanza, per le delusioni, per le incomprensioni, e a sentirti impotente di fronte a ciò.

Ti dovrai abituare ad entusiasmi improvvisi, ad inizi improvvisi, a fini improvvise; a segreti e a bugie.

Ti dovrai abituare a tacere, talvolta, a contrastare, talvolta, a proibire, talvolta.

Ti dovrai abituare alle sfide, come per proclamare IO POSSO; ai gesti di autoaffermazione, come per dire IO SONO; alle cose sparse per casa, come per proclamare IO ESISTO.

Ti dovrai abituare a sbagliare, ogni tanto, o a fare bene, ogni tanto. A sentirti male, a provare rabbia, a frenarti.

Dovrai imparare ad essere forte, ad essere genitore, ad essere muro.

Sapendo che tutto quel che farai che ti costa fatica, o non farai, sarà per il loro bene, presente e futuro.

E sapendo, comunque, di non essere solo. Di non essere il solo.

 

 

ottobre 2018

 

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Viaggiare con ragazzi adolescenti

 

 

E’  possibile viaggiare, aggiungo, felicemente, o quantomeno in pace, con figli adolescenti, ovvero, dagli 11 ai .. 17 anni, o fintanto che si riesce a portarli con sé??

Per la mia seppur breve esperienza, credo che 3 cose siano fondamentalmente importanti:

 

educazione al viaggio,

 

alcuni accorgimenti,

 

e anche c..o, ovvero fortuna!

 

L’adolescenza è un periodo difficile per tutti, sia per chi lo vive, che sta affrontando una trasformazione e deve mettere alla prova se stesso e il mondo (e i genitori soprattutto) sia per chi ..la subisce, ovvero la famiglia! Che vede tramutare il piccolo dolce cucciolo di casa in un qualcosa che spesso non riconosce, che si rivolta come un serpente, che si comporta come un indemoniato, che vuol fare cose per noi senza senso e turpi, e che non ci aspettiamo.

Abituare fin da piccoli i bambini a viaggiare, sicuramente è d’aiuto, perché, nonostante venga spezzata la loro vita routinaria, in favore di qualcosa di sconosciuto, e vengano staccati dai loro riferimenti per un po’ di tempo, possono imparare che l’incognito puo’ anche essere piacevole, divertente e interessante. Si puo’ cosi’ alimentare la curiosità, che è sempre una sensazione vitale.

E’ questo che intendo con “educare” al viaggio: sviluppare lo spirito di adattamento e la curiosità per il nuovo.

 

 

 

E’ ovvio che sopraggiunta la fatidica età, per istinto di ribellione, possano essere scocciati di lasciare casa, amici, luoghi frequentati, o semplicemente vorrebbero restare perché si divertono di piu’ con le loro abitudini e nel loro conosciuto. Possono manifestare più di un bambino piccolo, che lo si puo’ distrarre meglio, il loro dissenso, e fare ostruzionismo a partenze o movimenti. Con musi, mutismi e rispostacce, che, almeno a me, a volte mi fan scattare ferocemente i nervi: sembra che ci vogliano far pagare caro il fatto di strapparli alle loro “cose”.

 

 

Ecco che qui l’educazione al viaggio serve anche a noi, nel senso che, visto che siamo messi alla prova nella nostra capacità di mettere confini, non dobbiamo mollare ai loro capricci di adolescenti, come non dovevamo mollare quando erano bambini. Cercare di ascoltare,  mediare e dialogare, pur mantenendo la fermezza, sarebbe sempre la cosa migliore. Cosa che io lascio fare al padre, che è piu’ bravo di me :).

 

 

Eppure diventa importante farli ricredere, questi ragazzi, dimostrare loro che li conosciamo e sappiamo anche quali sono le cose che piacciono a loro, per conquistare ancora un po’ di fiducia. Devono sentirsi compresi anche per quello che non dicono.

E qui entrano in ballo gli accorgimenti che possono aiutare. Posso parlare di quelli che per me si sono dimostrati efficaci durante viaggi e vacanze.

 

 

Intanto la scelta della meta, che deve essere possibilmente attraente anche per l’adolescente. Una meta desiderata oppure qualcosa che immaginiamo possa sorprendere, stupire, (che noi possiamo supporre che piacerà, anche se lui/lei non dimostra interesse o snobba, perché non conoscendo non puo’ immaginare) e destare curiosità.

Come?

-parlando della meta e delle attività entusiasmanti che lo aspettano, facendo mettere in moto la sua immaginazione.

Incontreremo comunque sguardi di sufficienza, diffidenza, risposte disinteressate o arroganti, ma intanto abbiamo gettato un semino.

 

 

-scegliendo accuratamente i posti dove fermarsi e gli alloggi, che dovrebbero essere almeno un pò intriganti o particolari.

 

 

-coinvolgendo nella preparazione del viaggio, mostrando foto delle località che si visiteranno, parlando di luoghi, di episodi accaduti, vedendo film inerenti la meta, cercando qualche aggancio con qualcosa che conoscono o a cui sono interessati. In questo modo è possibile che si carichino un minimo, e che affrontino meglio tutto il resto.

 

 

-prevedendo, nel corso del viaggio, tappe con attività che si immagina possano piacere o essere interessanti o divertenti per  l’adolescente:

l’uso di mezzi di trasporto particolari, barca, tuc tuc, auto d’epoca, hip on hip off bus, cavallo, calesse, bicicletta, risciò, seggiovia, funivia o simili;

 

 

attività adrenaliniche: percorsi avventura, zip line, battute di pesca, parchi giochi tematici o acquatici, salite su grattacieli;

 

 

visite a mostre o musei interattivi, mercatini, negozi o quartieri particolari, luoghi con animali, bagni in fiumi o laghi.

 

 

avvisando in anticipo, quando si sa che può esserci qualcosa di non gradito, ho visto che è un’altra cosa importante. In questo modo, eventuali rimostranze, vengono fuori subito e al momento di affrontare la cosa sgradita, sono preparati e magari si lamentano meno, e si possono organizzare per tenersi impegnati o cercare di affrontare la cosa in maniera diversa.

 

 

stimolandoli a cercare intrattenimenti da portare come passatempo (e-reader, libri, musica, giochi, carte, parole crociate, qualcosa che abbia a che fare con le loro passioni, ecc. -es per i lunghi viaggi in auto, che odia, mia figlia si organizza ascoltando musica o leggendo e-book). Durante un viaggio, infatti, può accadere che ci siano tempi morti o momenti noiosi per loro, o anche semplicemente momenti di relax: è importante che siano preparati ad affrontarli al meglio.

 

 

Ultima cosa, ma non meno importante:

-cogliere l’opportunità di trascorrere del tempo col padre, che è una figura di fondamentale rilevanza, soprattutto in questa fase.

 

 

Di riferimento, di autorità, di confronto, che mette i confini, che trasmette insegnamenti e valori, che media e che puo’ placare i conflitti con la figura materna.  Tempo di qualità, che puo’ essere disponibile in vacanza, da utilizzare per fare delle cose insieme, e, per il genitore, per conoscere il nuovo essere che sta diventando il figlio. Non tralasciando, anche se non sono più bambini, ma adolescenti, il gioco.

 

 

 

Detto questo, bisogna comunque mettere in conto che ci saranno sempre momenti in cui l’adolescente si lamenta, dice che si annoia, si ammutolisce; momenti in cui non va bene niente, che non gli va di  fare quello quello che abbiamo programmato, momenti in cui esplode la rabbia, da ambo le parti.  E’ tipico di questa fase, succede in viaggio, come a casa.

Fortunatamente, proprio perché si è in vacanza, può passare prima, basta trovare un motivo di entusiasmo, come vedere un qualcosa di bello, fare qualcosa di interessante, distrarsi dal conflitto.

E ricordare che loro sono gli adolescenti, e noi gli adulti.

 

 

agosto 2019

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Adolescenti: gli entusiasmi giovanili

 

 

E’ bello l’entusiamo giovanile con cui attendi gli appuntamenti della tua vita.

Il contare i giorni agli eventi, che diventano dei paletti per te, e che alimentano il desiderio di viverli.

I tuoi “non vedo l’ora”, che è la voglia di vivere un’esperienza, di emozionarsi, di aggiungere un vissuto alla tua breve esistenza. I vissuti che formeranno i tuoi ricordi e che alimenteranno il tuo desiderio di ripetere le cose che danno piacere e soddisfazione.

E’ bello il tuo cercare giovanile e vitale il piacere, quello che ti da gioia, che ti fa battere il cuore e che illumina il tuo sorriso. Ed è bello e utile anche il tempo dell’attesa. Il tuo imparare ad immaginare i momenti che vivrai. Imparare la pazienza. Perché ti assicuro, che una volta arrivati, quei momenti, te li potrai godere ancora di piu’.

E’ bello vederli nascere, i tuoi desideri, e ammirare l’impegno che ci metti, per realizzarli. Ed è bello il tuo guardare al futuro con cosi’ tanta smania. Con una fiducia vergine e possente. Con il tuo incedere deciso. E con l’ apertura verso il mondo, che hai davanti.

 

 

 

 

 

marzo 2019

 

foto di Patty

 

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Adolescenti: quando ti portano in viaggio nel tempo

 

 

I 14 anni di mia figlia, il primo anno alle scuole superiori, mi hanno inevitabilmente portato indietro nel tempo.

Ai miei 14 anni, al mio primo anno alle superiori.

A quando uscivo la mattina e facevo quel tratto di strada, a piedi, per raggiungere la scuola.

Ai pomeriggi a studiare nella mia camera.

All’aula della mia classe, con la porta a vetri, che vedevi cosa succedeva nel corridoio.

Al panino col prosciutto cotto, comprato nella bottega vicino alla scuola, e ai bocconi mangiati, da sotto il banco, durante le lezioni.

Alle mie compagne di banco, e a quando restavamo a pranzo in classe, perchè al pomeriggio c’era la lezione di ginnastica.

Ai professori, quelli che mi hanno trasmesso la passione, e quelli che…no.

A quella bellissima gita, che abbiamo fatto, fino a Parigi.. Il mio primo vero viaggio. 7 giorni lontano da casa, dalla famiglia.

Il torpedone e Pinone, l’autista.

L’ostello a Saint Germain. Le ricerche dentro al Museo dell’uomo e al Centro Pompidou.

I pranzi al sacco, panini con affettati, stivati nel pullman, in qualche giardino trovato sulla strada.

L’arte imparata dentro alle chiese, ai palazzi, al Louvre. La meraviglia di fronte alla Saint Chapelle. Le bellezze di Versailles.

Il viaggio di ritorno a cantare “Parigi addio..ritornerò” (che se qualcuno è dei miei tempi la conosce 🙂

 

 

E’ stata un’esperienza increbile, di cui sono grata. Il primo, per me, di una serie di viaggi, che in seguito hanno riempito la mia vita.

Forse la mia passione per i viaggi, per il mondo, è nata proprio allora.

 

Dopo tanti anni, molti ricordi riaffiorano.

Adoro quella ragazzina, un po’ contro corrente, ma con gli occhi vivaci, che ho ritrovato e che assomiglia a mia figlia.

Adoro vedere i suoi occhi aperti e con poche aspettative, per il poco conosciuto.

Quegli occhi pieni di voglia di vedere, di conoscere e di sperimentare. Di andare incontro alla vita.

 

 

 

 

marzo 2019

 

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Un’adolescente in viaggio

 

Un adolescente in viaggio

 

foto by Patty

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Adolescenti: il primo concerto

 

 

 

Quando si hanno figli adolescenti, può capitare che tu li debba portare al loro primo concerto.

Regalo richiesto a Natale, da riscuotere l’8 marzo, il giorno del tuo anniversario di matrimonio. 

Così invece di uscire per una cena romantica, ti trovi col marito, in mezzo all’entusiasmo di un paio di ragazzine, e di altri centinaia di fan, per tante ore, in piedi, ad aspettare Marlena, sotto un tendone, tutti appiccicati.  Col pensiero che no, non hai piu’ l’età.

Fintanto che arrivano loro, animali da palco, i Maneskin

E allora ti fai contagiare e ti entusiasmi anche tu, di fronte al talento, tanta vitalità e tanto ben di Dio 🙂

 

 

Col pensiero che ti è andata bene, perché il tuo primo concerto è stato quello di Pupo, prima ancora di “Gelato al cioccolato”, in una specie di balera, il Samantha di Casalecchio di Reno (Bo).

E comprendi, alla fine, che è lei, tua figlia, che ti ha portano ad un concerto, al suo primo concerto.

Vedi la sua gioia, la sua gratitudine, e capisci che è stato un gran bel regalo.

Per te, soprattutto.

 

 

 

 

marzo 2019

 

(foto by Patty)

 

 

 

 

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Un adolescente in crescita

 

 

 

E un giorno la guardi e vedi una ragazza.

Non è piu’ una bambina. I tratti sono già quelli di una donna.

Un momento la conosci, l’altro ti pare di non conoscerla più.

In un altalena che ti disorienta.

 

Non puoi piu’ pensare di sapere i suoi gusti, non sono piu’ quelli.

Non puoi  piu’ comprargli i vestiti, non ci azzeccheresti mai.

Va a scuola lontano, da sola, e percorre strade sconosciute.

Impara a muoversi, ad organizzarsi.

Comincia a pensare a sé, a prendersi cura di sè.

 

Non sai chi sono i suoi compagni, se le amicizie sono giuste, se sa distinguere le buone e le cattive compagnie.

Le prime uscite coi ragazzi, e tu che attendi il suo rientro e i suoi vaghi racconti.

Ti devi fidare. Ma stare anche all’erta, ed esercitare un sano controllo. Una “protezione discreta”, dicono. Ha pur sempre 14 anni.

 

Spesso non le va bene niente. Quello che prepari da mangiare, quello che le proponi, quello che si deve fare.

Di frequente è polemica e discussione.

Le dici di fare una cosa, una, due, tre, quattro, cinque volte, ma lei non la fa. Si dimentica. Ti mette alla prova.

Ti risponde con sufficienza, con arroganza, a monosillabi.

Cerca lo scontro, finchè non lo trova.

 

Ti chiede” come sto?”, le dici “stai bene”, ma poi si cambia.

Fai qualcosa con l’intento di farle piacere,  ma invece stavolta ti sbagli.

C’è disordine nella sua camera, come se fosse scoppiata una bomba, ma lei non lo vede, e sta bene cosi’.

 

 

 

 

Ma non c’è solo questo.

 

C’è la sua tenerezza quando si avvicina e chiede un bacio.

C’è la sua attesa quando vuole ancora che la accompagni a letto per il bacio della buonanotte.

C’è il suo entusiasmo quando riceve un regalo che chiede.

C’è la sua contentezza quando porta la notizia di un bel voto o di una conquista.

 

C’è la gioia di portarla in viaggio e scoprire che apprezza il bello, l’arte, che si fida delle mete che le si propongono. E anche quando trovi il suo pupazzo ancora in valigia ad ogni vacanza, mentre tu la vedi già grande.

C’è una risata quando ti dice che vorrebbe ancora fare l’album con le figurine.

Adorabili contrapposizioni.

 

C’è il piacere di poterle parlare di certi argomenti, come a una persona adulta che sta formando il suo senso critico.

C’è il piacere di sentirle fare domande su fatti attuali. Di vedere la capacità di passare il tempo anche in maniera creativa e non banale. Di veder nascere e coltivare le sue passioni, la lettura, il disegno, Harry Potter, i Maneskin.

C’è la sua soddisfazione quando capisce che si è conquistata un pizzico di autonomia in piu’.

 

Vedere crescere un essere umano è sempre una meraviglia. In tutte le sue fasi.

Anche quelle che possono essere piu’ difficili e conflittuali.

 

E comprendi che, anche tu, non hai mai finito di crescere.

 

 

 

 

ottobre 2018

 

(foto by Patty)

 

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Maldive con un’adolescente

 

 

 

Taluni genitori potrebbero essere preoccupati di portare i figli adolescenti alle Maldive, dove non c’è molto da fare.

Non è il nostro caso. Nostra figlia ha letteralmente adorato le Maldive sin da piccola e le adora tuttora che è adolescente.

 

 

Giada, quasi 14 anni, fa parte di quei pochi ragazzi della sua età a cui non interessano tanto i cantanti o gli idoli della loro generazione, mettersi in mostra con trucchi o abiti succinti, andare a feste o in luoghi rumorosi o con troppa confusione. Basta che abbia con se qualche libro, immancabile Harry Potter, il suo e-reader, il necessario per disegnare e un po’ di attenzione da parte nostra, e difficilmente si annoia, se è davanti a un bel mare.

 

 

Soprattutto da quando, a 8 anni, ha scoperto le Maldive, dove inizialmente non voleva andare perchè non c’era la piscina :), ha sempre espresso il desiderio di tornarci. Cosi’ dopo la prima volta, ci siamo tornati anche l’anno successivo, e poi quest’anno, a quasi 14 anni, dopo l’esame di terza media, accontentando la sua costante richiesta.

 

 

La comunicazione della meta delle vacanze estive è stata accolta quindi con smisurato e quasi incredibile entusiasmo. Incredibile perchè pare impossibile che, una ragazzina della sua età, ambisca a una meta dove non c’è gran che da fare per occupare il tempo.

 

 

Scegliamo un resort anzichè una guesthouse, esperienza che avrei voluto fare, soprattutto per avere maggiore varietà di cibo e maggiori spazi in caso di maltempo, dato che andiamo in estate, nella stagione dei monsoni. Resort molto basico, dove non c’è animazione o intrattenimento, se non le bellezze del mare e della natura.

 

 

Pochi diversivi, molta tranquillità. Per cui bisogna proprio amarla come meta, per sceglierla, non bisogna aver paura della noia, bisogna avere il desiderio di essere un po’ fuori da tutto, di fermarsi per un po’, di non avere il bisogno di riempire il proprio tempo con cose da fare, con emozioni adrenaliniche.

 

 

Di ascoltare il riflesso che gli elementi della natura generano dentro di noi. Magari semplicemente immergersi completamente nella storia di qualcun’altro col sottofondo del rumore del vento e del mare.

 

 

O immergersi nel mare per vedere la bellezza dei colori e delle forme delle innumerevoli creature che lo popolano e che ti vengono attorno, scrutandoti, loro, come tu li scruti e li ammiri e vivere per un po’ in un altro elemento, imparando a stare in un ambiente diverso.

 

 

E’ cosi che, su un amaca attaccata ad una palma, lei passa il suo tempo, alternando bagni divertenti nel mare con le onde, insieme alla sua ciambella a ruota giocando con suo padre, a snorkeling in barriera per vedere i pesci colorati, all’osservazione delle piccole iguane colorate, degli uccelli che girano per l’isola e di una coppia di chiocce coi pulcini!!

 

 

Il tempo scandito dagli orari dei pasti e dai bagni in mare.

 

 

Anche quando è brutto tempo, lei sta bene, fa quello che le piace fare, non si annoia mai.

Nel resort ci sono anche altri adolescenti della sua età, anche se stranieri, ma mentre le 2 volte precedenti aveva sempre socializzato con bambine coetanee (italiane pero’), questa volta non sembra particolarmente interessata, e visto che nessuno degli altri è più intrapredente di lei, non fa il primo passo per conoscerli, e preferisce la nostra compagnia (finchè dura!!!).

 

 

Oltre ai libri, cartacei e e-book, abbiamo portato con noi un po’ di materiale da disegno, l’mp4 con alcuni film che avevamo scaricato, e il telefono con cui puo’ misuratamente chattare e vedere qualche video.

 

             

 

Nel corso della vacanza, facciamo anche una bellissima escursione in mare, la pesca notturna, partendo al tramonto e pescando alla maniera maldiviana, col bolentino. Viene la notte e sotto il cielo stellato, nel mare, si sta che è una meraviglia.

 

 

Giada riesce anche a prendere un bel barracuda, che ci cucinano l indomani per cena! E’ un esperienza che le è piaciuta moltissimo e si è divertita tanto, con la soddisfazione anche del suo bel bottino!

 

 

Da bambina piuttosto ghignosa col cibo (mangiava 4 cose in croce), ma mai lamentosa, sta cominciando ad essere ora piu’ curiosa ed assaggiare qualche cibo con sapore diverso, non lamentandosi se il gusto poi non è di suo gradimento e deve tornare al consueto riso o pasta in bianco. Pane e dolci ce ne sono in abbondanza e anche frutta ottima, che a casa solitamente mangia di rado, e compensano alla varietà a cui per il cibo spesso molto piccante o con abbondante curry o altre spezie, deve rinunciare.

 

 

La sera, qualche partita a carte con un nuovo gioco imparato (pinacola), che la entusiasma, conclude la giornata, con il gusto di aver trascorso una soddisfacente e tranquilla giornata, in un posto da sogno.

 

Che non è da sogno solo per noi, tutta questa bellezze contagia lei come noi!

 

 

Per concludere, pensavo che questa volta, essendo piu’ grande, Giada potesse apprezzare meno le Maldive. Ma alla fine delle vacanze, le ho chiesto

 

“Allora ti piace ancora venire alle Maldive?”.

 

La sua risposta è stata

 

“Certo! C’è un mare bellissimo e ci si rilassa tutto il giorno..!”

 

 

e ha già detto che ci ritornerebbe ancora e ancora… e noi ne siamo ben felici!!

 

 

 

 

luglio 2018

foto by Patty

 

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Maldive

 

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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