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La natura in soccorso, nella stagione infausta

 

 

Per qualche strano volere del destino l’autunno è sempre stata per me una stagione infausta.
Eventi tristi talvolta (come quest’anno) o memoria di questi nelle cellule.😞

 

Forse l’imminente arrivo della caduta, la paura di lasciarsi andare, di lasciare andare, il presagio del colpo che potrebbe arrivare, o che arriva, oscurano la grande bellezza 🍁.

 

 

E ogni anno, quando devo chiudere le finestre, e ritirarmi in casa, con l’arrivo del grigio, del freddo e dell’umido, sento anch’io di dovermi chiudere, o rinchiudere, dentro la mia crisalide, faticare senza l’aiuto del sole e del calore, ed attendere una rinascita.

 

.
“.. si sta come d’autunno sugli alberi le foglie..”

 

Diceva il poeta (Ungaretti)

 

 

“si sta come d’autunno le foglie dagli alberi cadute”

 

Dico io.

 

Eppure, di nuovo, è proprio la natura, in questa stagione, che mi viene in soccorso🙏.

 

Immergersi nella straordinaria bellezza dell’autunno è un balsamo che aiuta a lenire patemi e pene: l’anima non può resistere dal rianimarsi di fronte allo stupore e allo splendore, al fascino di visioni malinconiche e di colori insoliti e sgargianti. Ricorda la bellezza struggente del tramonto, prima dell’oscura notte, a cui segue nuova alba.

 

Natura che, allora, sento il bisogno di cercare, per allontanarmi dai ricordi che fanno male, da mancanze, da dinamiche tossiche, da spazi dolorosi.

 

Che alimenta il pensiero che, nonostante tutto, c’è una meraviglia, che si sovrappone al freddo e al buio.

 

Che ogni stagione ha il suo bello e brutto tempo, e che, come dice un proverbio, non dura tutto il tempo.

 

 

 

Novembre 2025

 

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Quante ne abbiamo passate io e te..

 

Tu accanto a me, a placare le mie pene, nei momenti bui, a infondere pace col suono calmante delle tue fusa.

 

O in quelli in cui riesco a cogliere la bellezza, l’attimo, la meraviglia, godendo della tua presenza e compagnia.

 

Tu che rendi i miei risvegli migliori: apro gli occhi e subito ho un guizzo di piacere con la tua presenza.

 

Che mi porti gioia ogni volta che ti vedo tornare, dopo che sei stato a goderti la tua libertà.

 

Io che ho sofferto con te quando stavi male; che mi sono presa cura di te ed ero il tuo riferimento; che ero dilaniata quando dovevo lasciarti da solo, senza poterti spiegare che era per farti guarire, e che sarei ritornata. Noi che abbiano vissuto in simbiosi nei giorni successivi; io che stavo male per te che non potevi uscire, fare quello che volevi, ovvero viverti l’animale che sei.. e ogni giorno, da dopo la tua malattia, io ringrazio per l’ulteriore tempo che mi viene concesso con te: avresti potuto lasciarmi, mentre tutto ha girato in modo che ciò non accadesse.

 

Ore a guardare le foglie d’autunno, o i fiori sbocciare, o le punte verdi dei grandi alberi che si alzano nel cielo, a godere delle belle giornate estive. In compagnia di un libro, dell’ombra, o del sole. O anche solo delle tue fusa terapeutiche, io, del mio corpo caldo, tu..

 

Quanto amore che ci scambiamo io e te! Non so chi ti abbia messo al mio fianco, ma che dono immenso! Un’anima grande che mi riempie il cuore, un gattino rosso con gli occhi verdi e la coda a righe

 

 

Ancora oggi a vivere in simbiosi, uniti da un amore reciproco viscerale: mi si apre il cuore al mattino quando arrivi e ti accucci vicino a me! Inizio la giornata in modo diverso: contenta! E sento il tuo desiderio di stare vicino a me, il tuo piacere, che mi dimostri, inondandomi di fusa.

Vivo consapevolmente la tua presenza, e ogni momento insieme a te. Sono grata anche quando non ci sei e ho il timore di non vederti tornare: è talmente tanto quello che mi hai dato e che mi dai che so che posso solo ringraziare che tu ci sia.

Amore disinteressato e generoso, vitalità, gioia, presenza, amor proprio, curiosità, riposo, libertà, selvaggita’, bellezza, morbidezza, spirito errante e vagabondo.. e tanto altro mi trasmetti e mi insegni, meravigliosa creatura!

E quanta tenerezza! Un esserino piccolo, ma fortissimo, con una autostima grande grande: sei rimasto piccolo ma è evidente che ti senti un leone!

 

 

_________________________

 

Il tempo di fare la conquista, di accorgersi di essere felici e la felicità è andata💔.

 

Così è la vita è, così è la felicità.

 

Ma la gioia di vivere no, quella che viene da dentro lui è riuscito ad insegnarmela, giorno dopo giorno, con la sua presenza, col suo conforto nei momenti più cupi.

Già. Perché quante ne abbiamo passate insieme, Dobby ed io,  prendendoci cura l’uno dell’altra, perché ne avevamo bisogno, e poi, per il piacere.

 

“Momenti di non trascurabile felicità”, ho scritto solo pochi giorni fa, ispirata da un momento in cui  lo tenevo in braccio, in giardino, in una splendida giornata di sole autunnale. Perché io con lui, tramite lui assaporavo la vita, imparavo a sentire come prezioso ogni attimo: mi accorgevo che la vita è bella.

Era pura GIOIA.

Era talmente tanta la gioia, che mi sopraggiungeva quella cosa grande che è la gratitudine: ogni volta che lo sentivo arrivare sul letto al mattino, che lo vedevo correre verso casa, o col musetto alla finestra della porta, con quello sguardo vivo e curioso; o quando faceva capire che voleva il suo premio, il suo snack; e ogni volta che, sdraiato su di me, scaldava la mia anima. Mi ha salvato tante mattina dall’angoscia, la sua vitalità mi riportava alla vita

Grata per averlo vicino, e verso chiunque lo avesse mandato per custodirmi in questi anni.

In tanti momenti mi ha messo alla prova, facendomi sentire ed affrontare la caducità di tutto quello che abbiamo attorno, facendomi riflettere sull’inutilità dell’angoscia e la necessità di scegliere la via della speranza

L’ho amato follemente, un innamoramento che non è mai finito; l’ho amato anche per il suo lato selvaggio: impossibile imbrigliarlo in casa, troppo attaccato alla sua libertà, un gattino esploratore e camminatore, che faceva tanti chilometri, -nessuno poteva immaginare,- per poi tornare a casa: ha fatto la vita che voleva, e anche in questo era un maestro..

Lui che mi ha addomesticato

 

 

“Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”

” E’ vero”, disse la volpe.

” Ma piangerai!” disse il piccolo principe. ”

“E’ certo”, disse la volpe.”

“Ma allora che ci guadagni?”

” Ci guadagno”, disse la volpe, ” il colore del grano” …

(cit. Piccolo Principe)

 

La libertà ha dei rischi, e come l’amore ha un prezzo. Mai troppo alto rispetto a quello che ti dà, io credo.

 

Che male veder stroncata tanta vitalità!

Quando accadono queste cose, si cerca di trovare un senso per sentirsi meglio, di voler vedere un disegno dietro  l’avvenimento che ti colpisce. E io voglio credere che lui se ne sia andato dopo che io ho appreso la lezione, quella dentro a quelle parole che solo pochi giorni prima avevo scritto:

 

“..trascorrere il tempo senza più il timore di sprecarlo, senza fretta di dover o voler fare qualcosa. Di essere altrove, col corpo o coi pensieri”..

 

O aver inneggiato a quella “logica allegria: “e a dire senza timori, colpe o vergogna

 

” io sto bene”

 

La capacità di ravvisare il bello, il prezioso; riconoscerne l’intensità e il nutrimento; il vivere qui e ora, per un momento. “Il piacere di stare contrapposto al fare. Il piacere di esistere”.

 

Accorgersi di essere felice.

 

E l’immagine sua, con quelle parole..  

 

In fondo noi 2 ci somigliavamo..

 

 

Il dolore deve passare, e, come tutto passa, passerà. Ma io non devo, mi dico, NON DEVO e non voglio disperdere questi doni.

 

Non ti trovero’ vicino al mattino appena sveglia, non ti vedrò arrivare..

Eppure mi dovrò alzare. Dovrò guardare e vedere le cose belle, e pensare a te, a come mi sentivo io con te, a tutta la vita che portavi, ed attivarla da sola dentro me..

Mi mancherai tantissimo, amore grande di gattino, Dobby

 

 

Ottobre 2025

Ho guardato scorrere la vita, ho sentito scorrere il tempo

Un gatto per amico

La natura in soccorso, nella stagione infausta

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Il mare d’autunno

 

 

Dammi una palma sulla spiaggia e io sono felice!!

Dammi una vista sul mare e io sono felice!!

 

 

Il mare d’autunno

La spiaggia vuota

Le increspature del vento sulla sabbia

La riviera delle palme

 

 

I segni della stagione finita

I colori cangianti sotto il tepore del sole

Il vento che mi spettina

 

 

E poi..

Il tramonto che scende

Un alloggio insolito

 

 

Dormire sul mare -o meglio- nel mare

Il riflesso della luna piena sull’acqua

Le onde che cullano alla notte

Il silenzio del porto

I colori dell’alba al risveglio

Il giorno che nasce visto da un oblò..

 

 

E .. la nostra gioia!

E’ proprio vero il detto che

 

“Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice”

 

(Jean-Claude Izzo)

 

 

 

 

Giulianova (Te) , ottobre 2025

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Ho guardato scorrere la vita, ho sentito scorrere il tempo

 

 

 

Ho guardato scorrere la vita.

Il sole che si sposta, i colori che mutano.

Il vento che si mostra nel suo agitare le foglie e le tende..

 

Ho oziato, accarezzando il gatto, ascoltando il dolce suono delle sue fusa, sentendo il benessere prodotto dall’ossitocina che va in circolo.

 

Ho udito il ronzio di una mosca, il verso di più uccelli, il rumore del motore di un’auto che passa, e di un aereo in lontananza nel cielo.  Il tintinnio metallico delle campane del vento .. e poi anche  solo il suono del vento che si alza. Infine, il silenzio.

 

Ho osservato un paesaggio conosciuto, i colori accesi dei fiori nei vasi, una conchiglia che gira e rigira sul suo filo, un colombo che vola tra i rami.

 

Ho sentito scorrere il tempo, senza più il timore di sprecarlo.

Senza fretta di dover o voler fare qualcosa, di essere altrove, col corpo o coi pensieri.

 

Il piacere di stare contrapposto al fare.

 

Il piacere di esistere.

 

 

 

 

agosto 2025

 

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Quella “logica” allegria

 

 

Sto bene..

Ho quasi paura a dirlo..

ehm ..cancello ❌… dicono che non si deve dare energia alla paura, con le parole.

Quindi:

 

Sto bene 

 

Prendo il coraggio per dirlo. 

Sto bene dove sono. E non è poco: mi rendo conto che dove sono è un bel posto dove stare.

Mi accorgo delle mie compulsioni, ma le guardo e le accetto; lascio essere i vuoti, accolgo il silenzio, la quiete.

Tengo a bada sprazzi di sensi di colpa, per i momenti di dolce far niente. Per le cose da fare, per quelli che si pensano essere doveri non assolti, o tempo da spendere in modo più . . proficuo? utile? interessante? non sprecato, insomma. Che, per quanto tempo ho avuto il cruccio, di sprecare il tempo, quando ne avevo molto di più davanti!

Sovrappongo al pensiero del tempo che si perde, il pensiero dei momenti da trascorrere lentamente, in beatitudine. L’ascolto del tempo che passa.

 

Ascolto:

 

un battito d’ali di colombo,

una cicala che canta e poi smette,

un aereo in lontananza,

un cucu’ che a intermittenza fa sentire la sua voce,

le foglie che iniziano a muoversi con l’aria,

il vento che si fa sentire e allevia dal caldo,

il ronzio estemporaneo di un insetto

 

E mi torna alla mente una canzone di Giorgio Gaber. Che dice..

 

“io sto bene”..

 

e chiama questo “illogica allegria”.

Mi piace che qualcuno abbia il mio stesso sentimento:

 

“E sto bene.

 

Io sto bene come uno quando sogna,

Non lo so se mi conviene,

ma sto bene, che vergogna

 

Io sto bene.

Proprio ora, proprio qui.

Non è mica colpa mia

se mi capita così”

 

 

Il mondo pare diviso, tra chi, da una parte, sembra voler mostrare a tutti i costi che è felice, senza ombra alcuna, inducendo gli altri a perseguire una effimera felicità, ricercando cose materiali; e chi, quando sente un autentico benessere, -forse quella gioia che scaturisce proprio da dentro, quella di cui parlava Seneca,- prova quasi un senso di vergogna, o colpa.. perché…

 

“Lo so

del mondo e anche del resto,

lo so

che tutto va in rovina..”

 

 

E poi ci sono quelli che non stanno bene, e ne han fatto un baluardo. Che agiscono con vittimismo, e manipolazione, intrappolati da scelte che neanche riconoscono; quelli che è sempre colpa di qualcuno o qualcos’altro, e tentano di portarti con sé, nel loro buco nero.

E, invece, forse, quel che serve, è una presa di coscienza, un lavoro interiore, e poi una scelta consapevole; forse il tradimento di un modo d’essere disfunzionale, di un’eredità arcaica; o forse il sopraggiungere di una saggezza che viene dalla maturità, un momento di illuminazione, di connessione col mondo. Una sveglia, che porti qui, presenti a sé stessi e al mondo, a quella sensazione che dovrebbe essere la più naturale, un diritto, il senso della vita, con

 

orecchie, 

occhi 

cuore 

aperti..

 

e a dire senza timori, colpe o vergogna:

 

” io sto bene”

 

 

“È come un’illogica allegria

di cui non so il motivo.

Non so che cosa sia

è come se improvvisamente

mi fossi preso il diritto

di vivere il presente”

 

 

 

È un’illogica allegria, o è più che logica?

Illogica perché non capiamo che succede, logica perché la meritiamo.

 

Che,- io credo,- siamo nati per star bene, per conquistare gioia e pace, non per essere in balia del mondo e in costante pena.

 

Io sto bene.

So che non sarà per sempre..

Ma intanto..

mi godo il mio presente!

🙏

 

 

 

agosto 2025

 

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ASSISI, Bansky e Gio Evan

 

 

L’evento di un festival e concerto di Gio Evan a Rocca Maggiore, mi ha portato di nuovo ad Assisi, dove proprio in questo momento (luglio 2025)  è in corso anche un’esposizione di alcune opere di Bansky.

Assisi

Assisi è un posto stupendo, magico e di pace. Mi domando come mai non ci sia stata in tutti questi anni, prima dello scorso. E ci sono arrivata neanche per Assisi in sé, ma per il concerto di Gio Evan, a Rocca Maggiore, la fortezza che domina la cittadina medievale

 

 

Città di San Francesco e Santa Chiara, Assisi è un gioiello curatissimo, tanto da rasentare la perfezione, meraviglioso in estate quando le campagne sono dorate, con le 2 chiese dei santi ai limiti opposti del borgo: è qualcosa di unico, che tocca il cuore e accende emozioni intense❤;  è un gran piacere sia visitare i monumenti, che gironzolare senza meta per i suoi vicoli

Colpisce subito arrivando, una vista emozionante: la città arroccata e il complesso della Basilica di San Francesco col convento, che tolgono davvero il fiato per la bellezza

 

 

Davanti alla Basilica, la contrapposizione del grande prato verde e della facciata bianca della chiesa, di nuovo è sorprendente

 

 

L’interno appare enorme: sono infatti 2 chiese sovrapposte, quella superiore e quella inferiore, dove si trova anche la cripta con la tomba di San Francesco, che è davvero emozionante. E poi l’enorme sacro convento

 

 

La Basilica di Santa Chiara sorge su una grande piazza, un balcone sulla vallata, e colpisce per la sua pietra a righe orizzontali bianca e rosa, e per le arcate aperte laterali

 

 

L’interno a mio avviso è di grande impatto; qui si trova anche il famoso Crocifisso di San Damiano, legato al momento della conversione di San Francesco. Nelle cripta vi è sepolta la santa.

Girando per le vie medievali ovunque si scoprono angoli pittoreschi: ogni vicolo in pietra è incantevole, tutto è immacolato e ordinato.

 

 

La Piazza del Comune è dominata da un’alta torre con l’orologio, che ha a fianco un antico tempio romano, di cui conserva un collonato: è il tempio di Minerva risalente al I secolo a.c., divenuto poi la chiesa di Santa Maria sopra Minerva: quando ci sono arrivata davanti ho provato grande stupore. Di notte, poi, vista deserta e illuminata, è un magnifico spettacolo

 

 

Al centro della piazza c’è una bella fontana, e attorno palazzi comunali; non distanti si trovano anche anche la piazza Chiesa Nuova, che sorge sul luogo della casa paterna di San Francesco, ed ospita le statue in bronzo dei genitori di Francesco

 

 

E il Duomo di San Rufino, da cui parte una delle salite verso Rocca Maggiore

 

 

Rocca Maggiore, imponente fortezza medievale, che domina dall’alto, si mostra in tutto il suo splendore, e offre allo sguardo un panorama spettacolare sulla città e sui dintorni

 

 

I suoi spazi interni sono accoglienti, e salendo sulla sua terrazza si gode di una vista a perdita d’occhio, sulla pianura ai suoi piedi, e sulle sue dolci colline, verdissime, che si trovano all’interno del parco del monte Subasio

 

 

Le mura cingono ancora la cittadina.

A pochi chilometri dal centro si trova Santa Maria degli Angeli, una basilica barocca enorme, che contiene all’interno la piccola chiesetta dove San Francesco andava a pregare: la Porziuncola. Eh si, è cosi: una chiesa dentro la chiesa

 

 

In queste 2 occasioni di visita ho avuto il piacere di alloggiare nel borgo medievale, e di svegliarmi tra i tetti delle case in pietra, accanto a colombi, per nulla spaventati, che venivano a porgere il saluto, la mattina, e in una quiete immensa

 

 

Con la vista sulle campagne e fino alle colline tutte attorno, che mi facevano pensare alla bellezza che spiega attorno, e a quanto osservare dall’alto, fa vedere più lontano; e ascoltare i rintocchi delle campane, provando un senso di pace e protezione, e la sensazione di essere in un luogo sacro

 

 

 Bansky

Quest’anno il caso ha voluto che Rocca Maggiore ospitasse anche la mostra di Bansky, dal titolo Peace on Earth

 

 

Bansky è l’eccentrico street artist contemporaneo, originario di Bristol,  la cui identità è sempre riuscito a mantenere nascosta, e che ha usato muri in tutto il mondo per comunicare i suoi messaggi di protesta, provocazione, e denuncia, a tema politico, sociale, culturale, etico, contro guerre, ingiustizie, conformismo, consumismo, acquisendo grande fama e popolarità ovunque

 

 

 

E’ diventato un mito dei nostri tempi per quanto riesce ad esprimere con i suoi disegni: le sue opere stupiscono e colpiscono, andando in risonanza con le emozioni di tanti, cosa che io ho proprio sentito di fronte a molte delle sue serigrafie, una fra tutte in particolare, la celebre Girl with baloon, la ragazzina a cui, secondo alcuni, sfugge un palloncino rosso a forma di cuore, e quindi gli viene attribuito il significato di una perdita, mentre secondo altri, come me, cerca di acchiapparlo il palloncino, e rappresenta quindi una speranza verso cui tendere

 

 

Indubbiamente l’opera, apparsa per la prima volta in un muro di Londra nel 2002, come molte altre, provoca una risonanza emotiva profonda, dimostrando la potenza dell’arte come linguaggio universale

 

 

Usando la tecnica dello stencil, quindi con mascherine ritagliate a forme e lettere per comporre i graffiti, e l’uso di vernici, l’esecuzione diventa rapida, e le opere possono essere facilmente riprodotte.  Molte sono state riproposte in formati più fruibili, ed esposte nei più importanti musei del mondo, raggiungendo anche prezzi inimmaginabili: è famosa quella messa all’asta, che rappresentava proprio la ragazzina col palloncino, venduta per un milione di sterlina, che, un attimo dopo la vendita, tramite un sistema progettato da Bansky stesso di distruggi documenti, ha cominciato a scivolare verso il basso, riducendosi in striscioline: un altro messaggio forte che l’artista ha voluto dare!

La mostra è arricchita da pannelli esplicativi accanto ad ogni opera, uno generale che spiega tutto il suo percorso, e da un film documentario sull’artista

 

 

Entrando per vedere la mostra nella Rocca  abbiamo potuto ammirare i meravigliosi ambienti, e salire sulla terrazza dove si può godere di un panorama strepitoso!!

 

 

Gio Evan ed Evanland, per il secondo anno ad Assisi

Ormai è risaputo che sono una fan di Gio Evan.

L’ho incontrato già 2 volte per una presentazione dei suoi libri e sono stata a diversi concerti, e ne ho parlato qui

 

Incontrando Gio Evan

 

Lo scorso anno siamo venuti ad Assisi proprio per partecipare ad Evanland, il Festival del mondo interiore, ideato da lui e dal suo manager, Bruce Labbruzzo

 

 

E’ stata una grande emozione: talk, lavori di crescita personale, yoga, canti, tamburi, ecc in una cornice, Rocca Maggiore, mistica, e con una forte carica energetica

 

 

A Natale ho ricevuto in regalo una busta al cui interno c’era un biglietto.. il mio viso si è illuminato con un sorriso, il dono riguardava qualcosa a cui tenevo e che faceva risuonare la mia anima: un biglietto per l’edizione del 2025 di Evanland.

Il 26 luglio è finalmente arrivato il momento di riscuotere quel regalo, e sotto un’acqua scrosciante, ho partecipato di nuovo a questo festival. E neanche la pioggia ha potuto rovinare quel momento.. anzi, per chi sa vederle, ci sono state lezioni importanti.

Certo, all’inizio dici:

 

“ma perché?”

“che peccato!”

 

Poi, puoi però cominciare a comprendere, quelle lezioni. Da quelle che non hai potuto sentire, per la pioggia appunto, ma sono bastate poche parole, di Vito Mancuso:

 

“E’ una delle meraviglie che ci sono rimaste: non siamo in grado di governare la natura”

 

o di Don Francesco Fiorillo, e la sua esclamazione, dopo aver tentato più volte di iniziare il suo talk, e averci dovuto rinunciare.

 

“Va bene hai vinto tu!”

 

Al tuo imperterrito restare comunque, bardata, sotto acqua e grandine, che quando una cosa ti interessa resti.

Ad imparare a reggere le intemperie, cosa che non sei brava a fare.

Al proteggerti, vicina vicina all’uomo che ami, e che ti ha fatto il regalo, sotto un materassino da ginnastica, che non avrebbe dovuto avere quella funzione, col sorriso in faccia e nel cuore.

Alla possibilità di far imparare anche ai tuoi neuroni, per poterlo poi applicare ai drammi di tutti i giorni, cosa significa che

 

“La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a danzare sotto la pioggia”..

 

 

Col pensiero empatico a loro, a come si potevano sentire, quelli che avevano messo tutta l’energia nell’organizzare l’evento, quest’anno con la massima cura, imparando dalle mancanze dello scorso anno, quando invece un caldo massacrante ci aveva fiaccato

 

 

Perchè nonostante tutto, la pioggia si è fermata per qualche momento, per consentire di predisporre il palco e gli strumenti, e al concerto di avere luogo

 

 

E nella mia testa risuonava ripetutamente quel detto che mi è sempre piaciuto molto:

 

“Bel tempo brutto tempo

non dura tutto il tempo.”

 

Perché, forse, come il titolo del talk che non ha potuto aver luogo, di Vito Mancuso, la speranza è la nostra destinazione: è quello che ci può salvare.

Forse diversamente non sarei mai riuscita ad arrivare ad essere proprio sotto il palco.. Invece ero lì a godermi lo spettacolo in prima fila, a nutrirmi, ad ascoltare parole ed emozioni che conosco, intrisa di acqua e di gioia

 

 

Ecco, noi sabato, al concerto di Gio Evan abbiamo danzato sotto la pioggia!

E mentre la pioggia si fermava e poi ricominciava a cadere, e ci inzuppava i vestiti, cantavamo e ballavamo, ascoltando parole e canzoni che toccano l’anima, che hanno il potere di cambiare qualcosa dentro. Insieme a tante persone che invocavano la terza pace mondiale, e che, come me, sono alla ricerca, e non si arrendono..

E con tutto ciò, la bellezza aleggiava intorno: un arcobaleno tra le nuvole, l’accoglienza di un posto magico e sacro, anime umili insieme che ringraziano e sono riconoscenti, abiti che si asciugano in una notte, sole che risplende dopo la tempesta

 

 

Messaggi che ti arrivano

 

 

Vivere quello che sembra il peggio, non come disastro ma come lezione da imparare..

 

Riconoscendo la bellezza, con gratitudine:

a chi ha regalato, a chi ha cantato, a chi ha organizzato e lavorato, a chi era presente, a chi ha accolto, alle anime belle e generose, alle lezioni.. alla magia della vita

 

Grazie per averci fatto danzare in mezzo alla pioggia e riconoscere

 

 

luglio 2025

 

Edit 2026: Evanland 2026

 

 

 

 

 

 

Noi c’eravamo

2025

 

2026

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L’ultimo giorno di vacanza, a Creta

 

 

Oggi è l’ultimo giorno a Creta.

Come sempre mi alzo presto. Per godere fino all’ultimo del tempo che ho disponibile.

Non c’è vento, il meltemi, che, a noi che piace il vento, non ha infastidito, ma che ha agitato il mare in questi giorni, penalizzando il suo essere piatto e cristallino: sembra che oggi ci dia tregua. I colori no, quelli li ha mantenuti vividi: un azzurro pazzesco striato, soprattutto guardando dai tanti punti dall’alto, da dove si arriva per scendere in spiaggia.

Sul balcone giunge un profumo di salsedine, di fiori, di vegetazione mediterranea, di buono.

Il gallo canta; ogni tanto, anche qualche colombo si fa sentire, e le cicale hanno già iniziato il loro concerto: sembrano in stereofonia, rompono il silenzio, ma fanno tanto estate. Nonostante il mare piatto arriva il gradevole suono delle onde.

Il sole deve ancora fare la sua comparsa da dietro la montagna: illumina, per ora, solo la parte più lontana, a sud della lunga spiaggia di Falasarna.

Qualche auto che passa guasta un pò quest’armonia; qualche edificio in costruzione inquina la vista; qualche tendone, delle tante serre presenti nella zona, in lontananza, spezza il giallo dell’erba secca, e dell’immensa varietà di vegetazione: dagli alberi di fico, ai ginepri,  dalle viti ai fichi d’india, dalle agavi alle palme, dagli oleandri fioriti agli ibiscus, dai tanti ulivi, che contraddistinguono questa terra, ai cespugli bassi con morbide forme, che nascono sulle colline attorno.

 

Sono io, con tutto questo.

Io con me,

con la mia parte migliore,

fatta di gratitudine,

presenza,

ascolto,

riconoscenza,

respiro a pieni polmoni,

meraviglia.

 

E come ogni cosa bella che giunge al termine, mi prende una nostalgia preventiva: una sensazione che mi piace perché mi fa vivere più intensamente, con attenzione e presenza, gli ultimi istanti.

Vorrei alzarmi, aprire la finestra, anche domani. e vedere il mare; respirare il suo profumo. Invece non sarà così.

Mi accingo pertanto ad incamerare tutto questo balsamo, per le responsabilità e i tormenti che mi attendono. Per trarre la forza per combattere le cattive abitudini, i coinvolgimenti tossici. Per proteggermi senza sensi di colpa, sostenere le prove e magari imparare.

Incamerare, affinché il richiamo alla mente di questi momenti, mi ricordi sempre che è possibile tornare alla bellezza, anche con le sue imperfezioni, alla pace, anche con dei pesi sull’anima. Mi ricordi che è importante nutrirsi, e ricercare il proprio benessere, per riprendere le forze, e riprendersi quella leggerezza necessaria per vivere.

 

Oggi sono le ultime ore a Creta.

E vedo già, dal mio balcone, che il mare ci concederà la sua estrema bellezza.

 

 

“…Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore
Adesso e per quando tornerà il tempo
Il tempo per partire
Il tempo di restare
Il tempo di lasciare
Il tempo di abbracciare

In ricchezza e in fortuna
In pena e in povertà
Nella gioia e nel clamore
Nel lutto e nel dolore
Nel freddo e nel sole
Nel sonno e nell’amore..

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

Ovunque proteggi, proteggimi nel male
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

E ancora proteggi la grazia del mio cuoreAdesso e per quando tornerà l’incanto”

V. Caposela

 

 

luglio 2025

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Fai la brava

 

 

“Fai la brava..”

 

E io volevo fare la brava, per accontentarti, per essere amata da te.

 

Fai la brava.. ma io non avrei voluto fare la brava, avrei voluto fare quello che mi sentivo.

Fai la brava.. E no che non la volevo fare la  brava, mi volevo ribellare, fare la mia vita, non quella che pensavi tu.

Fai la brava, cioè sii misurata,  mentre io volevo esplodere, fare faville.

 

Fai la brava .. e io a cercare di obbedire, sentendo di non essere mai brava abbastanza, anzi non essere mai abbastanza per soddisfare le tue aspettative.

Fai la brava.. e non sapere più cosa volevo.

Fai la brava…  che se non lo fai chissà cosa succede. E la paura poi, di quello che può succedere, che non mi abbandona mai. 

 

Fai la brava.. per essere amata dal mondo.

Ma fai la brava a fare che? A non fare che??

Io, a quel tempo, neanche lo capivo, e questo imperativo ha assunto il potere che ha il non detto.

Fai la brava.. ancora oggi quella vocina. Ancora oggi quella lotta dentro, tutti quei dubbi, per capire che cosa è giusto per me, quale sia la decisione giusta.

 

Fai la brava.. quando avrei avuto bisogno, invece, di sentir dire: fai quello che sente il tuo cuore, obbedisci alla tua anima o, ancora, fai quello che ti fa stare bene, e ti rende felice.

Allora, forse, tutto sarebbe stato meno complicato.

E solo oggi, per me, dopo tanto lavoro, l’unico senso che trovo e riconosco in quelle parole è:

 

Sii una brava persona

 

 

 

maggio 2025

 

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Sono un camaleonte

 

 

 

Sono un camaleonte

Mi plasmo a situazioni e persone. Mi adatto e mi adeguo, talvolta vorrei assomigliare.

Sono un camaleonte. Cambio forma e colore, divento come te, divento te. Mi trovo nei tuoi panni, sento cosa significa essere te.

Sono un camaleonte. Sono empatica. Sento quello che senti dentro, soffro e gioisco con te, come te. Mi identifico, spesso mi confondo, o mi fondo, perdo i confini. Mi trasformo. Eccessivamente comprensiva, a volte, tal’altre sfidante, con ciò che non mi appartiene. Poco di tutto, tutto di poco.

Sono un camaleonte, e spesso faccio fatica a sapere quale sia la mia vera natura. Sostenitrice del detto che il contrario di una verità è un’altra verità, implicata nella danza degli opposti, in preda a rimurginio e dubbio continuo, oscillante tra estremi. Un pò fuori da schemi e convenzioni, ma incapace di abbandonarli, ribelle obiettiva e anti conformista, ma non troppo.

Sono un camaleonte. Sensibile a quello che mi circonda, per rispetto. Mi muovo lenta, e mi guardo bene tutto intorno prima di farlo, prima di agire, prima di parlare. A volte preferisco nascondermi, camuffarmi, proprio per non essere vista, osservare solo il mondo e ascoltarmi, nella mia solitudine e con la mia pigrizia.

Sono un camaleonte. Mi mimetizzo nel mondo, assorbo il bene e il male. A volte non lo sopporto e me ne difendo; il mio cuore sente amplificato. Non ho grande personalità ma posso capire profondamente; posso essere l’avvocato del diavolo, il grillo parlante, la tua coscienza. Farti vedere l’altra parte, il rovescio della medaglia, che pure comprendo, e, a volte, in modo nocivo, giustifico.

Incostante e mutevole, come un camaleonte ho la lingua lunga, e spesso faccio fatica a frenarla. Se riesco a farlo, i segnali del mio corpo parlano al posto della voce, come il camaleonte cambia colore all’evenienza. E non può nasconderlo, tutto avviene involontariamente, come i colori che cambiano e risaltano, alla luce del sole: tutto è alla luce di quello che è.

Sono un camaleonte, e questo è quello che mi è stato dato: pelle fragile, equilibrio precario. Ma, forse, dietro i muri che alzo per proteggermi, dietro a quegli occhi che scrutano a 360 gradi per capire chi può essere nemico, posso essere anche molto di più: posso accogliere e aprire lo sguardo al colore, e, come un camaleonte, posso riflettere e mostrare la bellezza del mondo.

 

 

maggio 2025

 

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Sogni a breve termine

 

 

Posso solo concedermi sogni a breve termine.

Non posso più permettermi progetti troppo avanti nel tempo. Le circostanze della vita mi impongono di vivere più possibile nel qui e ora, e se non alla giornata, di non guardare oltre una settimana, qualche settimana, qualche mese.

Di investire poco, tenere misurato un entusiasmo che freme. E tuttavia di non deporre la speranza in quel che può arrivare, nella potenza del bello non previsto e prevedibile.

 

 

È una condanna, per chi i sogni li costruiva piano piano, nei dettagli; li pianificava e li custodiva. Gli riempivano i vuoti, i tempi bui, i giorni senza senso, o le notti insonni. Per chi dai sogni si faceva cullare, spremeva entusiamo, e ingannava le attese di momenti migliori o desiderati.

E quando è più il tempo che è passato rispetto a quello che resta, anche i sogni vanno selezionati: eliminati quelli impossibili, conservati quelli più ambiti e possibili.

Diventa necessario credere che ognuno dei sogni rimasti deve trovate il suo spazio, continuando a dare forza e motivazione. Cercare di non lasciarne indietro nessuno, infilarli appena possibile, in quel tempo finito che rimane.

Diventa importante credere che anche i sogni a breve termine servono per sopravvivere.

 

 

Sono condannata a sogni a breve termine.

Ma l’importante è averli i sogni, perseguire quelli più vicini e attendere per quelli più lontani. Prepararli e chiuderli in un cassetto, per ritrovarli lì pronti, per essere tirati fuori all’occasione, e restare stupiti dalla loro improvvisa realizzazione. O da altri sogni non sognati, improvvisati, che hanno preso il posto, sorprendendo per la loro magnificenza.

Perché certi momenti sono cosi: si puo solo sognare a breve termine.

E il segreto è di non smettere di sognare

 

 

            “C’è che ormai che ho imparato a sognare

              non smetterò”

 

 

Ho imparato a sognare

Quando inizi a scoprire

Che ogni sogno

Ti porta più in là

Cavalcando aquiloni

Oltre muri e confini

Ho imparato a sognare da là

Quando tutte le scuse

Per giocare son buone

Quando tutta la vita

È una bella canzone

C’era chi era incapace a sognare

E chi sognava già

 

Tra una botta che prendo

E una botta che do

Tra un amico che perdo

E un amico che avrò

Che se cado una volta

Una volta cadrò

E da terra, da lì m’alzerò

 

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

 

“Non siamo noi ad acchiappare i nostri sogni. Sono i nostri sogni che acchiappano noi.

Tu fatti acchiappare dai tuoi sogni.

Non smettere di credere in quello in cui hai sempre creduto”

Chiara Gamberale – Dimmi di te

 

 

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.